Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4137 del 27 gennaio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4137/IX Intendimenti della Regione conseguenti alla costituzione, da parte dell'Ilva-Cogne, di una nuova società. (Interpellanze)

Presidente Propongo, se gli interpellanti sono d'accordo, di discutere congiuntamente le interpellanze iscritte ai punti 17 e 18 dell'ordine del giorno, trattando argomento analogo.

Interpellanza Apprese, dagli organi di informazione, le notizie sui nuovi assetti societari dell'Ilva-Cogne;

Rilevato che nessuna comunicazione era stata data al Consiglio regiona-le su tali nuovi assetti e sulle loro conseguenze rispetto all'organiz-zazione dell'azienda, all'attività produttiva e ai livelli occupazionali;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

Interpella

l'Assessore regionale all'Industria per sapere:

1) quali sono le caratteristiche del nuovo assetto societario dell'Ilva-Cogne; quali sono i motivi delle modificazioni in atto e quali sono le conseguenze sul piano dell'organizzazione aziendale e dei livelli occupazionali;

2) se le decisioni assunte dall'Ilva-Cogne sono state preventivamente concordate con la Regione;

3) quali decisioni si intendono assumere alla luce dei nuovi assetti societari.

F.to: Elio Riccarand

Interpellanza A conoscenza tramite gli organi di informazione della proposta della Direzione dell'Ilva-Cogne di procedere alla costituzione di una nuova società denominata "Cogne Acciai speciali" che opererebbe all'interno della Cogne stessa;

A conoscenza, altresì, della presa di posizione che nel merito è stata assunta dai lavoratori della Cogne unitariamente alle OO.SS.;

A conoscenza, infine, della lettera che la Società ha inviato all'ufficio di collocamento con la quale comunica le unità lavorative assegnate alla nuova Società sia come dipendenti, che come distaccati;

Vista la mancata realizzazione degli obiettivi di cui alla delibera di Giunta n. 8255 del 15 settembre 1992, nonché gli impegni assunti dalla Giunta regionale in occasione della approvazione delle delibere concernenti l'organizzazione delle aree Cogne;

I sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente e la Giunta regionale per conoscere:

1) quali iniziative intendono assumere a seguito della decisione presa dall'Ilva-Cogne di procedere alla costituzione della Società senza una preventiva intesa con l'Amministrazione regionale;

2) quali sono gli intendimenti della Giunta per ottenere dalla Società Ilva-Cogne il confronto sui contenuti della delibera di Giunta n. 8255 del 15 settembre 1992;

3) quali sono gli intendimenti della Giunta regionale a seguito delle decisioni unilaterali prese dalla Società Ilva-Cogne, nonostante l'impegno di condurre una trattativa globale per affrontare con serenità i problemi concernenti le attività produttive, i livelli occupazionali, lo sfruttamento delle acque e l'uso delle aree in comune accordo con il Comune di Aosta.

F.to: Valerio Beneforti, Bondaz, Chiofalo, Trione, Lanièce, Ricco.

Presidente Ha chiesto d'illustrare l'interpellanza iscritta al punto 17 il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Questa interpellanza è stata presentata il 14 gennaio sulla base delle informazioni uscite sui giornali, relativamente alla creazione di una nuova società, la Cogne Acciai Speciali, che crea all'interno dell'Ilva Cogne una situazione societaria di tipo nuovo, in cui convivono sulla stessa area tre diverse società: la Cogne S.p.a., la Cogne Acciai Speciali e l'Ilva gestioni patrimoniali; che poneva e che pone in termini nuovi anche i rapporti con i dipendenti della società, in quanto in parte vengono assunti direttamente dalla nuova società Cogne Acciai Speciali, in parte rimangono alle dipendenze della Cogne S.p.A.

Le notizie che si avevano da fonti giornalistiche erano abbastanza generiche e richiedevano un approfondimento, per cui abbiamo presentato questa interpellanza per conoscere esattamente quali erano i nuovi assetti societari, per conoscere le conseguenze che questi avrebbero avuto sui livelli occupazionali e sull'attività produttiva, per sapere anche se queste scelte erano state concor-date con l'Amministrazione regionale, alla luce anche dei prov-vedimenti assunti dal Consiglio relativamente alla disponibilità ad acquisire importanti aree della zona Cogne, e soprattutto per sapere quali decisioni la Giunta regionale intendeva assumere alla luce di questa nuova situazione che si era verificata.

Molte delle risposte ai quesiti posti dalla interpellanza sono state date in occasione della riunione della commissione consiliare, in cui l'Assessore competente, il Presidente della Giunta e il Presidente della Cogne hanno illustrato la situazione ed hanno spiegato quali sono le intenzioni che si stanno profilando.

Credo comunque che, alla luce anche degli ultimi fatti, i mutamenti che sono intervenuti nella settimana scorsa ai vertici dell'Ilva, con la sostituzione di Gambardella, rendono importante e significativo un dibattito anche in sede consiliare su questa problematica, in modo da puntualizzare una serie di punti che già erano stati affrontati nella commissione consiliare e che potrebbero essere ripresi in questa sede.

Si tratta di riprendere e di definire un quadro per avere una informazione precisa sulla situazione e chiederei anche all'Assessore se è possibile avere una valutazione da parte della Giunta sulle conseguenze che può avere questo fatto nuovo, rappresentato dal cambiamento ai vertici dell'Ilva, intervenuto nella scorsa settimana.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza iscritta al punto 18 il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Anche da parte nostra è stata presentata questa interpellanza dopo che si era venuti a conoscenza, tramite gli organi di informazione, della proposta dell'Ilva Cogne di procedere alla costituzione di una nuova società, denominata Cogne Acciai Speciali, all'interno della Cogne stessa, ed anche a seguito di un comunicato che avevano emesso le Organizzazioni Sindacali. in data 21 dicembre.

Nello stesso tempo quale componente della IV Commissione chiesi immediatamente una riunione della IV Commissione, alla presenza di una rappresentanza dell'Ilva Cogne, dell'Assessore competente e del Presidente della Giunta regionale, per poter affrontare i termini in cui si circoscriveva questa presa di posizione e questa proposta dell'Ilva Cogne.

La riunione della commissione, come ricordava il collega Riccarand, ha avuto luogo, e in quella sede sono stati affrontati molti degli argomenti che riguardavano la proposta dell'Ilva.

Dobbiamo dire che non tutto quello che ci è stato detto in quella sede dal Presidente dell'Ilva Cogne ci ha soddisfatti, o ha gratificato l'azione che viene portata avanti dalle Organizzazioni Sindacali., in modo particolare dalla Giunta regionale.

Si è detto in modo chiaro che questo scorporo della società si è reso necessario per favorire l'ingresso del partner privato nella nuova società, per riequilibrare la pesantezza debitoria fra le due società, per arrivare anche ad una stabilizzazione delle attività a seguito della uscita della Falck dal consiglio di amministrazione dell'Ilva Cogne; si è detto che la nuova società era al cento per cento della Cogne S.p.A..

Inoltre, a domande precise anche del collega Riccarand, fu affermato dal Presidente dell'Ilva Cogne che né l'organizzazione né la dirigenza sarebbero cambiate, e che per quanto riguardava la parte debitoria, la parte di competenza della nuova società, erano 160 miliardi di passivo, ma in attivo c'erano 900mila mq di aree che potevano essere vendute per coprire la spesa.

L'altro problema che ci preoccupa da sempre è relativo alla occupazione; però anche in quella sede non ci sono state date le garanzie che ci aspettavamo. Ci è stato confermato solo quello che già conoscevamo, che 574 unità lavorative (cioè tutta la forza giovane) erano passate direttamente alla nuova società Acciai Speciali, che un certo numero di addetti erano stati comandati presso la nuova società, ed abbiamo avuto anche la conferma che per 379 unità lavorative attualmente in cassa integrazione o in mobilità non c'è più nessuna speranza di rimanere alle dipendenze della Cogne.

Quindi queste persone dovranno uscire per pre-pensionamento o con qualsiasi altro supporto sociale, ma devono comunque lasciare la Cogne.

Poi quello che ci è stato confermato è che il piano industriale, quello per il quale ci siamo sempre battuti in questi ultimi mesi, che abbiamo sempre rivendicato dagli incontri che dovevano venire fuori fra la Regione e l'Ilva Cogne, non è stato ancora una volta presentato. Da parte della società è stato comunicato che questo piano industriale ed occupazionale sarà presentato non appena il socio privato entrerà a far parte della società. Su questo noi possiamo anche concordare, però ho voluto ricordare questi aspetti per dire che anche questa decisione presa unilateralmente da parte della società dimostra che è stata portata a conoscenza come una volontà di intenti, come un protocollo di intenti, quasi a dire: noi facciamo questo tentativo, però non possiamo dare le certezze che ci chiedete per il futuro.

Ritengo che questa sia una questione molto seria, e ancora oggi, a distanza di tutti questi mesi, dopo tutte le discussioni e tutti gli impegni presi in questo consiglio regionale, siamo all'inizio della vicenda Cogne; l'unica cosa che la maggioranza di questo Consiglio ha fatto è il tentativo di acquisire le aree, dall'altra parte vi è stato il tentativo di cercare qualche privato, ma di certo non abbiamo niente. Di certo abbiamo soltanto che 379 lavoratori in cassa integrazione devono lasciare la Cogne, ed è certo anche che per gli altri che restano non ci sono certezze per il futuro.

Adesso qualcuno ha dato le dimissioni, stante la situazione de-bitoria che si era venuta a creare nell'Ilva Cogne, è stato sostituito da un rappresentante di una potenza straniera che viene a cercare di gestire la politica siderurgica nel nostro paese. Speriamo che questo Nakamura, che si dice sia un esperto mondiale del settore siderurgico, porti maggior fortuna alla Valle d'Aosta.

Nel concludere questo intervento, quello che chiediamo alla Giunta regionale è di uscire dalla situazione in cui ci siamo trovati fino ad oggi. È inutile tornare qui a dirci che abbiamo fatto la delibera che faremo un piano, che andremo al confronto e alla discussione con l'Ilva Cogne che si verrà a creare nel futuro, quando non siamo certi di quello che effettivamente c'è.

Dobbiamo essere chiari nel dire quali sono le indicazioni che la Giunta dà, perché non si può neanche accettare che, dopo che noi abbiamo presentato la richiesta di incontro in sede di commissione consiliare il 24 dicembre per discutere in commissione consiliare, il 2 gennaio la Regione a firma dell'Assessore e del Presidente della Giunta chieda chiarimenti all'Ilva Cogne del perché è stato fatto questo scorporo e di come si intende procedere.

È mai possibile che di due parti, che devono confrontarsi, che hanno preso impegno di portare avanti una trattativa in comune, una trattativa globale, ad un certo punto una parte prende l'iniziativa, e la Regione, che è la prima parte in causa per l'Ilva Cogne, viene a sapere informalmente della decisione presa dalla società? Nel futuro chiedo che queste cose, Assessore e Presidente della Giunta, non abbiano più a verificarsi. Come non si deve ripetere di venire in questo Consiglio con deliberazioni, dicendo faremo entro 15 giorni, o entro 60 giorni, come è stato fatto, senza poi mai rispettare un impegno.

E nonostante che non abbiate mai rispettato un impegno, accusate chi sta da questa parte di cercare di strumentalizzare la situazione Cogne per fini che non vanno nell'interesse della Valle d'Aosta, ma per fini clientelari ed elettorali.

Cerchiamo di partire con un piede sicuro, non ci raccontiamo più fandonie, cerchiamo di affrontare il problema nei termini in cui de-ve essere affrontato, con un raccordo continuo con le Organiz-zazioni Sindacali., cosa che fino ad oggi mi accorgo non c'è stata.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio ed Artigianato Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) Ringrazio i consiglieri Riccarand e Beneforti per la pacatezza con cui hanno affrontato questa questione complessa.

In effetti la materia della siderurgia, come risulta da tutti i giornali, è nel caos più assoluto a livello internazionale e a livello nazionale; arrivare a soluzioni positive richiede, come pensiamo di fare, degli indirizzi precisi e richiede però i tempi che anche non dipendono da noi ma dal complesso degli interlocutori.

Mi auguro che in questi mesi si riesca a risolvere positivamente e definitivamente la questione Cogne, però ho la sensazione che il problema ci sarà anche per gli Assessori del futuro. Vale a dire siamo di fronte ad una situazione estremamente complessa.

Cosa è avvenuto? La Cogne è entrata in possesso del cento per cento delle azioni della società Robles; questa società, che era proprietaria dei terreni su cui stanno gli stabilimenti Cogne, si è trasformata in Cogne Acciai speciali. A questa società sono stati conferiti il 95 percento degli impianti, tranne il treno a barre ed alcuni servizi (caldaia, manutenzione, staff), e 574 dipendenti con il puro criterio anagrafico, per non prefigurare né un numero definitivo di dipendenti né una scelta discrezionale.

La società è entrata anche in possesso di oltre 350mila mq di terreni di proprietà Ilva Gestioni Patrimoniali, quindi oggi si trova nella situazione di essere una società che 40 miliardi di capitale, una quarantina di miliardi di debiti a breve, una quarantina di miliardi di debiti a lungo. Situazione che viene ritenuta equilibrata dal punto di vista gestionale.

Dal punto di vista patrimoniale la società è proprietaria del 90 percento dell'area, rispetto alla quale è debitrice di 160 miliardi.

Il senso di questa operazione è già stato detto: essa è stata tempestivamente delineata alla Regione come informativa ed ha, per come è stata presentata, il senso di creare una società che sia appetibile per partners privati, italiani o stranieri.

È vero, Consigliere Beneforti, come Giunta abbiamo per iscritto chiesto notizie all'Ilva e alla Cogne, con lo scopo di mettere in chiaro che queste operazioni dovevano essere anche formalmente, non solo informalmente, comunicate alla Regione, e con lo scopo di chiarire che nella ricerca del partner la Regione può svolgere un ruolo di sostegno, ma la responsabilità di cercare il partner e di presentare il piano industriale è compito dell'Ilva e della Cogne. Quindi il senso della lettera è quello.

Che giudizio dare su questa operazione? Credo che anche dalle parole degli interpellanti venga fuori che questa è una strada che si cerca di percorrere, quindi non sembra per il momento opportuno ostacolare una strada che può portare alle alleanze con partners privati e ad un piano definitivo per il futuro dell'azienda.

Non è possibile neanche però dare, prima che queste condizioni siano raggiunte, un senso di intesa, che invece secondo la Giunta regionale va dato davanti ad un quadro chiaro e completo.

Quali passi concreti sono stati fatti per quel discorso complessivo di cui abbiamo parlato? È stata portata al Consiglio la legge regionale, la quale è già stata promulgata in data 26 gennaio 93 con il n. 4. La Giunta, con delibera di giunta n. 9218, ha incaricato due tecnici, il prof. Boffa e l'ing. Péaquin, per la stima del valore degli impianti idroelettrici, stima che entro fine mese verrà consegnata.

La Giunta regionale ha, attraverso la delibera di giunta 11558 in data 12 dicembre, dato incarico a Finaosta di predisporre una perizia estimativa del valore di immobili appartenenti al gruppo Ilva, siti nell'area industriale della Cogne. È stato poi comunicato, in data 14 gennaio, all'Ilva e alla Cogne che tale incarico sarà svolto dalla società American Upraisal, che è una società specializzata in queste operazioni.

Questa società ha 30 giorni di tempo per condurre la sua perizia sulle aree. Nel contempo la Giunta regionale ha anche richiesto alla società Cogne di consentire la visita di tecnici regionali in relazione alla bonifica delle aree, perché questi tecnici possano produrre i dati storici e conoscitivi necessari alla situazione ambientale.

L'intendimento della Giunta è di avere chiari, in termini anche di perizie di parte, i valori di stima delle centrali elettriche, i valori di stima delle aree, i valori di stima tenuto conto della situazione ambientale, e poter quindi, a fronte di un piano industriale preciso, a fronte di una soluzione che abbia prospettive, intervenire con le sue disponibilità previste per legge per una soluzione positiva del problema.

Che giudizio dare della situazione attuale? Il fatto nuovo che è intervenuto è costituito dalle dimissioni dell'ing. Gambardella e dalla sua sostituzione con il manager, di origine giapponese, Nakamura. Le dimissioni dell'ing. Gambardella derivano da una situazione molto grave dell'Ilva, che ha perdite per oltre 1900 miliardi e debiti per 8300 miliardi.

Il nuovo manager non è ancora stato convalidato da parte dell'assemblea degli azionisti, che avrà luogo il 18 febbraio, e in queste more, non avendo ancora formalmente assunto i poteri, ci è stato suggerito, vista anche la mentalità formale di questo tipo di imprenditori, di attendere che il fatto sia formalmente a posto.

Nelle decisioni prese c'è un altro elemento interessante: fra i direttori generali è stato confermato il Dott. Zappa, che è stato in questi anni referente nei rapporti con Ilva.

Quindi quali elementi possono essere dati? La scelta fatta dall'Ilva di sostituire il manager è una presa d'atto di una situazione molto difficile; la ricerca di un manager esterno ha il carattere forse di una volontà di uscire dalla logica un po' tipica delle PP.SS. di avere altri elementi che pesano nella scelta dei manager, oltre alla capacità imprenditoriale. Ci auguriamo che questo manager sappia dare all'Ilva nel suo complesso la spinta di cui ha bisogno.

Indubbiamente i piani che erano stati presentati dall'ing. Gambardella, vale a dire i piani con la struttura Ilva Uno, Ilva Bis, i piani relativi al Core Business, che puntava su Taranto e sui laminati piani, andranno rivisitati da parte di questo nuovo staff dirigente, e l'auspicio che facciamo è che in questa revisione dei piani strategici dell'Ilva ci sia chiaro il disegno del mantenimento e del risanamento della Cogne, e ci sia la volontà di continuare in questa trattativa complessa, ma che qualche tentativo ha messo in opera, al fine di risolvere i problemi.

Credo di poter concludere dicendo che la iniziativa presa dalle due società per il momento merita di essere seguita, ma non di essere ostacolata; che un assenso della Regione potrà essere dato di fronte ad un piano industriale preciso ed anche con indicazioni nette sulla ricerca del partner, che può essere sostenuta ma non supportata completamente dalla Regione; che l'accordo definitivo avrà luogo anche sulla materia aree centrali elettriche, sulla base delle perizie già fatte, di fronte ad una situazione chiara.

Ovviamente non appena possibile, anche se informalmente i contatti sono già stati avviati, cercheremo di avere incontri ufficiali con il nuovo staff dell'Ilva e nel contempo contatti di varia natura continuano con i referenti che da tempo sono in rapporto con noi: il presidente della Cogne, il direttore generale dell'Ilva, Zappa, l'IRI e, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari, con il Governo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Le informazioni date dall'Assessore sia in sede di commissione sia oggi in aula danno un quadro abbastanza chiaro della situazione, quindi credo che dal punto di vista dei dati richiesti nella interpellanza il nostro Gruppo si possa considerare soddisfatto rispetto alle risposte fornite.

Quello che emerge è una cosa che già si sapeva, cioè una situazione estremamente difficile e preoccupante per lo stabilimento di Aosta, con la prospettiva che si delinea in modo molto minaccioso di una drastica riduzione dei livelli di occupazione in conseguenza delle scelte che stanno andando avanti.

Altro dato estremamente preoccupante è che, come è sottolineato anche nella lettera che la Giunta regionale ha mandato all'amministratore delegato dell'Ilva e al Presidente della Cogne all'inizio di gennaio, finora, nonostante tutte le affermazioni, le trattative eccetera, la Cogne e l'Ilva non hanno mai definito un progetto industriale, non hanno mai detto esattamente cosa vogliono fare e quindi l'incertezza sul ruolo produttivo dello stabilimento rimane molto forte.

Pesa in modo molto negativo tutta questa situazione di incertezza che adesso si è determinata anche ai livelli più alti dell'Ilva e le prospettive sono quanto mai problematiche, quindi la nostra raccomandazione rivolta alla Giunta non può che essere quella di continuare a seguire con molta attenzione questo problema, cercando di vedere se è possibile, sulle linee che sono state tratteggiate, individuare una via di uscita in tempi brevi, perché anche questo escamotage che adesso è stato adottato (di sostituire la Cogne con la Cogne Acciai Speciali) per offrire ad un partner privato una società ripulita da debiti, non aggravata da situazioni pesanti, se non porta ad una soluzione nell'arco di pochi mesi non serve più a niente. Infatti fra un anno avremo nuovamente un'altra società, che si chiamerà Cogne Acciai Speciali, ma che sa-rà già nuovamente piena di debiti, quindi l'operazione si sarà rivelata inutile.

Si tratta di concludere nell'arco di pochi mesi se la cosa è fattibile e realizzabile.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Nessuno, Assessore Mafrica, credo intenda ostacolare la costituzione di una nuova società, se quella è la strada, né ostacolare il passaggio a questa società di una parte di dipendenti. Il problema era conoscere il modo in cui la società aveva approfondito e studiato la proposta che ha fatto unilateralmente, conoscere cosa stava dietro a questo aspetto delle 574 unità, che vanno alle dipendenze di questa nuova società, mentre gli altri vengono distaccati, ed altri ancora non si sapeva che fine avrebbero fatto.

Adesso il quadro è chiaro: sappiamo che vengono conferite a questa nuova società 574 unità, che altre 300 unità possono essere distaccate, ma sappiamo anche che ci sono 380 persone in cassa integrazione che dovranno lasciare la società.

Il problema di fondo è questo: il distacco di questa società dal resto della Cogne fa presupporre anche un distacco del capitale pubblico nell'area siderurgica della Valle d'Aosta. La preoccupazione fondamentale è questa, Assessore Mafrica, perché non vorrei che, in seguito a questo distacco, anche se graduale, del capitale pubblico nel settore siderurgico, il peso di queste società che si vanno a costituire rimanesse sulla Regione. Non saremmo certamente in condizioni di poterci sostituire, con il nostro bilancio regionale, al capitale pubblico.

Quindi è necessario uscire dalla politica del rinvio, che è stata seguita fino ad oggi. Dobbiamo far sì che questo piano industriale, che la società si è impegnata a realizzare appena troverà il privato, veda la luce nel più breve tempo possibile.

La società può avere anche un supporto dalla Regione nella ricerca del privato, anche perché questo atteggiamento permetterà alla Regione di controllare come opera la società nei confronti di questi privati; quindi ci deve essere un rapporto con la Regione costante e definitivo da ora in poi.

La Regione non deve essere più informata informalmente; se ci sono da realizzare certi presupposti, deve esserci un confronto diretto, e la Giunta regionale deve tenere questo confronto sia in sede sindacale sia con Consiglio, a livello di commissione consiliare.

In quella sede possiamo cercare di confrontarci, di discutere, per uscire dalla situazione difficile in cui oggi ci troviamo. In conclusione, chiediamo che ci sia sempre un confronto aperto e diretto a tre: sindacati, regione e società.