Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4107 del 14 gennaio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4107/IX Approvazione della risoluzione consensuale della convenzione rep. 1050 del 4 marzo 1992 tra Regione Autonoma Valle d'Aosta e società di servizi S.D.S. S.p.A. e revoca della deliberazione consiliare n. 2398/IX del 18 dicembre 1991.

Presidente Do lettura del testo della deliberazione in oggetto:

Deliberazione Il Consiglio

Richiamata la deliberazione del Consiglio regionale n° 2938/IX del 18 dicembre 1991, controllata dalla Commissione di Coordinamento il 10 gennaio 1992 con il numero 12813, a seguito della quale è stata sottoscritta tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e la società di servizi S.D.S. la Convenzione del 4 marzo 1992, rep. 1050, registrata il 10 maggio 1992 al n° 705;

Richiamata la propria deliberazione n° 6280 del 4 luglio 1992, con la quale, in relazione alla procedura ex-articolo 93.2 del Trattato CEE avviata alla Commissione delle Comunità Europee, veniva espressa la volontà di ricondurre l'intervento regionale sopraindicato all'interno del quadro di compatibilità con quanto prescritto dalle normative comunitarie;

Ricordato che il citato provvedimento veniva assunto sulla base delle seguenti premesse:

- nella prospettiva della costruzione europea, per valorizzare il ruolo della specificità della Valle d'Aosta, si debbono creare condizioni di fattivo e costruttivo confronto con la Comunità europea;

- è ritenuto indispensabile utilizzare al meglio il posizionamento geografico della Valle nella nuova dimensione europea rispettando le vocazioni del territorio e i valori della cultura valdostana;

- è volontà del Governo della Regione assumere un ruolo centrale nelle scelte e nei processi decisionali che rivestono rilievo strategico per lo sviluppo socio-economico della comunità valdostana;

- è considerato fondamentale creare le condizioni per il rilancio dell'area in cui è inserito il Capoluogo regionale per riqualificare lo sviluppo di Aosta e per rispondere positivamente alle conseguenze negative dell'attuale congiuntura economico-produttiva;

- si considera determinante valorizzare, nel rispetto dei rispettivi ruoli e responsabilità, le energie imprenditoriali al fine di promuovere solidi e duraturi processi di sviluppo economico;

Richiamata altresì la deliberazione del Consiglio regionale n° 3819/IX, in data 12 ottobre 1992, regolarmente vistata dalla Commissione di Coordinamento in data 29 ottobre 1992, con la quale si autorizzava, tra l'altro, il Presidente della Giunta regionale a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della Convenzione sopraccitata, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio regionale possa deliberare al riguardo;

Visto l'atto sottoscritto in data 28 ottobre 1992 tra la Regione Valle d'Aosta e la Società di Servizi S.D.S. S.p.A., che si allega alla presente, con il quale le parti hanno convenuto di risolvere, per mutuo consenso e senza onere alcuno, la Convenzione rep. 1050 del 4 marzo 1992;

- visto il parere della IV Commissione consiliare permanente

Delibera

di approvare l'allegato atto di risoluzione consensuale della Convenzione rep. 1050 del 4 marzo 1992 tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e la società di servizi S.D.S. S.p.A., sottoscritta tra le parti il 28 ottobre 1992 e la revoca della deliberazione 2938/IX del 18 dicembre 1991.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi.

Lanivi (GM) In maniera sintetica, la deliberazione è sufficientemente chiara. La vicenda della convenzione Regione-SDS, che aveva aperto una situazione di conflittualità in sede CEE, successivamente ha avuto sviluppi negli atti, tra cui nuove indicazioni della Giunta regionale, che hanno portato alla risoluzione consensuale della convenzione, per cui quello di oggi è l'atto finale, formale, con cui viene revocata una deliberazione tra la Regione e la SDS.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Su questo provvedimento abbiamo già espresso il nostro parere negativo, nella commissione competente e anche in Consiglio, quando è stata richiesta l'autorizzazione per la risoluzione contestuale. Pertanto, confermiamo oggi lo stesso parere negativo, con le stesse motivazioni: non esiste un progetto alternativo sul piano occupazionale. I 130 dipendenti dell'autoporto restano senza lavoro, senza prospettive per il futuro. Quindi una deliberazione di questo genere non può certamente essere accolta da parte nostra.

Il Presidente Lanivi quasi si è irriso ai 25 posti proposti dalla convenzione; ci si è meravigliati per i 130 miliardi a fondo perso. Si è parlato quasi di truffa, di affare tenebroso, di indagini da parte della magistratura; si è fatta una campagna degli organi di stampa su tutto il discorso della convenzione che era stata stipulata con la SDS. Noi diciamo che ben vengano queste indagini da parte della magistratura, perché, per quanto ci riguarda, non le temiamo.

Ciò che mi spaventa è il futuro dei 130 lavoratori delle società di spedizione, che restano senza lavoro alla fine del mese di gennaio. Quelli della Cenda, almeno fino alla fine del mese hanno lo stipendio, gli altri sono già stati tutti licenziati.

Mi spaventa il futuro del settore edile nella nostra Regione, che richiede azioni ampie e larghe, perché non basta fare un'azione verso una sola società, ma c'è da vedere come si interviene in tutto il settore dell'edilizia. Anche la situazione della Cogne è preoccupante, perché, nonostante il vostro impegno, la società Ilva-Cogne è andata avanti nelle sue decisioni unilaterali, mettendo in atto il progetto che prevede la nuova società, denominata "Acciai speciali". Con una lettera all'Ufficio di collocamento, la società ha comunicato i 170 nominativi di impiegati ed operai assegnati alla nuova società, in cui rientrano coloro che non hanno accesso al prepensionamento, cioè quelli di età inferiore ai 49 anni; quindi la nuova società ha 570 dipendenti sotto i 49 anni. Inoltre, tra operai e impiegati, 360, pur restando alle dipendenze dell'Ilva-Cogne, vengono distaccati come lavoro alla "Cogne Acciai Speciali".

C'è anche un altro numero di lavoratori che restano in certi altri settori. Il 24 dicembre avevo visto giusto richiedendo la convocazione urgente della IV Commissione "Sviluppo economico"; era ed è più che fondata, perché avevo letto sul giornale la volontà espressa dalla Cogne di istituire questa nuova società. Si richiese l'incontro perché da parte della società, dell'assessore competente e del Presidente della Giunta si affrontasse il problema fino in fondo. L'incontro era urgente, ma è stato previsto per il 20 gennaio prossimo in IV Commissione e mi auguro che in quella sede si possa arrivare a chiarire quali sono gli impegni che la società Ilva-Cogne intende realizzare.

Perché questa decisione della società, senza un confronto in sede sindacale come in sede regionale? Quali criteri sono stati seguiti per mandare alcuni lavoratori nella nuova società e lasciare gli altri all'Ilva? Quali progetti per il futuro? Qualsiasi decisione doveva essere presa tra l'Ilva, la Regione e i privati. Quest'atteggiamento dimostra la fiducia che ha l'Ilva nei confronti della Giunta regionale!

Queste sono le contropartite all'acquisto delle aree? Quella delle aree era ed è un'operazione puramente immobiliare, che porta alla chiusura della società. Si è bluffato nei confronti del Consiglio, dei lavoratori e della comunità valdostana.

Siete venuti qui in Consiglio con la delibera di Giunta n. 8255 del 15 settembre 1992, nella quale dovevate presentare un piano entro il 15 ottobre; entro 60 giorni doveva esserci un piano più largo, per la ristrutturazione produttiva e occupazionale della Cogne e questo non è avvenuto. Vi abbiamo votato contro e vi siete messi in ridicolo davanti ai dirigenti dell'Ilva. Ora cosa dite ai lavoratori? Le indicazioni che voi date non soddisfano.

A Piombino, l'Ilva vuole mettere in cassa integrazione 1000 operai e c'è sciopero ad oltranza. Così a Torino. Come Regione, siamo in grado di sostituirci al capitale pubblico.

Confermo quindi che manteniamo ferma la nostra contrarietà alla revoca della convenzione, perché non ci sono alternative.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale.

Pascale (PSI) Abbiamo già discusso molto della SDS e ribadiamo qui il giudizio politico negativo sul modo in cui la Giunta regionale ha affrontato globalmente questo problema. Ci sono dei punti oscuri su questa risoluzione, che viene annunciata senza oneri, e riguardano la documentazione che ci è stata fornita in commissione, nella quale risulta che, a ridosso di questa risoluzione, sono stati versati alla società - di cui è titolare l'amministratore della SDS - 3 miliardi per promozione, relativa allo sdoganamento della Mercedes. Una procedura che non era mai stata seguita nell'anno precedente. I versamenti erano stati effettuati alla ditta Ambrosetti e in misura molto minore. Al di là di questi lati oscuri, sui quali ovviamente il controllo spetta all'Amministrazione regionale, perché i versamenti sono stati fatti dalla società Autoporto, il problema è che questa Convenzione, a nostro avviso, poteva e doveva essere modificata; non solo e non tanto alla luce delle osservazioni fatte dalla CEE, ma alla luce del nuovo regime di scambi, che è iniziato il 1° gennaio 1993 e che è diverso da quello che forse si prevedeva. Se si volevano mantenere i benefici finanziari previsti dalla originaria convenzione, bisognava certamente concordare con la SDS e con la Mercedes clausole diverse, che potevano anche portare, se non a una costituzione della sede legale della Mercedes in Valle d'Aosta, quanto meno ad una società di import-export, che concentrasse qui tutte le autovetture destinate al mercato italiano.

Il progetto, come insediamento produttivo, era validissimo. Si creava, qui, un centro di smistamento che avrebbe portato alla naturale riconversione della struttura autoportuale, la quale oggi appare come una cattedrale nel deserto. Avrebbe potuto assorbire subito tutto il personale delle Case di spedizione, che oggi si trova al 99 percento senza lavoro e avrebbe creato nuovi posti di lavoro, anche per l'indotto che questo insediamento poteva suscitare com'era previsto nella convenzione.

Ma c'era di più: un rapporto di collaborazione, che iniziava con una grande Casa automobilistica come la Mercedes, che poteva portare ad altri insediamenti quali il centro design e il centro di formazione professionale.

Tutto questo viene a cadere. Le grandi aziende non hanno alcun interesse ad avere dei piccoli riferimenti lontani dalla loro sede principale, ma cercano di concentrare le loro attività. Credo si possa dire che il rapporto sia terminato anche con la Mercedes. E questo è molto grave in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Un rapporto con una grande Casa come la Mercedes poteva indubbiamente avere degli sviluppi, sul piano della forza-lavoro, validi e produttivi.

E' grave anche perché nel momento in cui la maggioranza e la Giunta sono arrivate a questa conclusione, non sono state in grado di presentare progetti alternativi. Ci fosse stato un progetto alternativo altrettanto valido, si poteva anche giustificare, ma la proposta che viene fatta al Consiglio e alla comunità valdostana è nulla. Sono appena stati avviati gli studi per la riconversione della struttura autoportuale di Pollein, alla quale ci si arriverà, ma soltanto nel giro di qualche anno, perché non sono pensabili degli insediamenti a breve termine in quell'area.

Si è così persa, a nostro avviso, una grande occasione e su questo il giudizio politico non può che essere negativo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz.

Bondaz (DC) Ho scritto e detto in questo Consiglio, a proposito di questa convenzione, tutto quanto ero in grado di dire su l'iter politico che precedeva alla formulazione della stessa.

Oggi voglio fare un intervento di taglio completamente diverso, nel senso che, per quanto riguarda la parte burocratica e contrattualistica della convenzione, sono state dette cose sufficienti, ma è difficile farsi ascoltare dai sordi. Mi riferisco ad un comunicato stampa in data 24 dicembre 1992 e che mi permetto di leggere: "Nella giornata di ieri, 23 dicembre 1992, l'Ufficio stampa della commissione della Comunità europea ha diffuso un comunicato relativo alla Valle d'Aosta. La notizia giunge a pochi giorni dall'apertura del Mercato unico europeo ed è stata accolta con soddisfazione dall'Amministrazione regionale". Qui di seguito il testo: "Clôture de procédure d'une aide à la société SDS. Par les décisions du 20 mai 1992, la commission a ouvert une procédure de l'article 93.2 du traité CEE à l'égard de la convention 4 mars 1992, stipulée entre la Vallée d'Aoste et la société SDS, portant entre autre l'octroi d'aide public en faveur de cette société. Compte tenu du fait que les autorités italiennes, en se conformant à l'opinion exprimée par la commission ont résigné la convention, la commission a décidé de clôtre (?) la procédure devenue désormais sans son but."

Credo che su questo telegramma trasmesso dalla Commissione europea sia giusto fare un piccolo ragionamento. Ci troviamo di fronte ad una lesione della nostra autonomia: da questo telegramma si capisce che la commissione ha eliminato la procedura, perché "les autorités italiennes", in questo caso le autorità valdostane, si sono conformate, hanno aderito all'opinione espressa dalla commissione europea. Come uomo politico, ma soprattutto come valdostano, devo dire che così facendo non si tutela la nostra autonomia. Come protestiamo verso il governo italiano, quando pensiamo che leda la nostra autonomia, credo che lo stesso comportamento sia necessario tenerlo nei confronti della CEE.

Se così non è, si usano allora due pesi e due misure, perché la CEE è lontana; è grande e noi non abbiamo ancora intuito bene che cosa sia. La cosa peggiore che sia stata fatta è di non aver tutelato la decisione che aveva assunto questo Consiglio.

Posso capire che la nuova maggioranza avesse idee e valutazioni diverse, ma sarebbe stato giusto proporre una alternativa, altrettanto valida ed efficiente nei confronti della Regione.

L'amico Beneforti ha parlato di molte cose, ma non si è detto che questo rapporto ha portato nelle casse della Regione più di 100 miliardi. Non solo, ma questo rapporto con la Mercedes ha permesso alla Regione di introitare delle somme in più rispetto a quello che avrebbe introitato se non ci fosse stato questo rapporto, per il fatto che lo Stato italiano, nelle elargizioni di 430 milioni, ha dovuto tener conto anche di questi 30 o 40 miliardi che riguardavano il 1991.

Se è giusto dire il negativo, è anche giusto dire il positivo. Questi miliardi sono un dato di fatto positivo.

Sono confuso, amareggiato e deluso come cittadino e sono ancora di più stupito che nei banchi dell'Union Valdôtaine, che è sempre stato un movimento battagliero per la difesa delle nostre prerogative, su questo fatto ci sia stato silenzio. E poi si parla dell'immagine della nostra Regione!

Ma che figura facciamo noi di fronte a questo telegramma? Ecco perché la DC non è assolutamente d'accordo su questo modo di gestire la cosa pubblica.

Si è anche detto che si è fatto male a non comunicare a Bruxelles l'aiuto finanziario dato ad una società privata; ma voi avete comunicato alla CEE la delibera per aiutare la ditta Freydoz? Se non è stato fatto questo significa che si fa quello che fa più comodo.

Beneforti ha già detto qual è il nostro parere su questa convenzione: è la fine di un sogno che abbiamo cullato perché ritenevamo di aprire i varchi della nostra Regione all'Europa attraverso la Mercedes.

Avevamo una società che, solo per la parte italiana, rappresentava un fatturato di oltre 3.000 miliardi, un colosso. Ci ho lavorato con decisione e con impegno insieme a molti funzionari della Finaosta; voi avete deciso di chiudere e ve ne assumete la responsabilità.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Noi non abbiamo mai creduto alla validità del progetto Mercedes e il nostro gruppo, unico, quando la proposta fu portata in Consiglio, si espresse contro il provvedimento. Era un'operazione sicuramente vantaggiosa per la società Mercedes o la SDS, ma era molto discutibile per gli interessi reali dell'Amministrazione Valle d'Aosta. Per questo noi avevamo indicato fin dall'inizio i punti deboli del progetto. Si puntava molto su grandi introiti finanziari, che erano però legati essenzialmente ad un regime dell'IVA che stava modificandosi, come si è poi verificato. Le strutture che si volevano insediare erano essenzialmente dei grandi magazzini, zone di smistamento di automobili, a disposizione della Mercedes con l'occupazione di un'area molto vasta. Le aree grandi, da noi, sono poche e ricercate. L'insediamento, però, non era a carattere produttivo, ma commerciale e avrebbe comportato scarsi livelli occupazionali, perché la mano d'opera assorbita sarebbe stata poca e di livello dequalificato.

Si trattava in sostanza di un intervento che usava il nostro territorio come un'area-parcheggio di un'attività commerciale ed era un tipico caso simile a quello che il CENSIS, in un suo studio, ha definito "economia da corridoio" raccomandando di evitarla.

Oggi si chiude questo capitolo e ho alcune perplessità, sulle modalità con le quali si arriva a questa chiusura, legate a quei 3 miliardi - di cui parlava il Consigliere Pascale - che sono passati dalla Regione alla società Autoporto con un'operazione non chiara e discutibile nelle sue modalità. Sul contenuto del provvedimento noi siamo d'accordo; riteniamo quindi giusto che questa vicenda andasse chiusa e pertanto voteremo a favore.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Vorremmo avere le prime risposte da parte del rappresentante della Giunta perché abbiamo sollevato problemi che sono di una certa importanza. In questo modo potremo poi replicare.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi.

Lanivi (GM) Sarò molto breve perché certi toni del dibattito risentono della vicinanza delle elezioni regionali e la sede del Consiglio può servire per amplificare temi e proposte.

Gran parte dell'intervento del Consigliere Beneforti si è incentrato sui problemi della Cogne e ha detto cose che denotano una scarsa conoscenza della situazione. La commissione consiliare è stata convocata appositamente il giorno 20; ed essendo presente anche il Presidente della Cogne, saranno dati i chiarimenti necessari su cui poter poi discutere.

Riguardo ai dipendenti dell'autoporto, Beneforti dice che non esistono alternative e i dipendenti rimangono senza lavoro.

Io dico invece che sono state poste le basi per affrontare in modo serio e concreto il problema dell'area autoportuale, mentre l'Amministrazione regionale ha già fatto delle scelte che non tendono al miracolistico, ma puntano a rendere quell'area sede di attività non solo del settore strettamente commerciale, ma anche di trasporto e di servizi, che dovrebbero portare ad una rivivificazione di tutta la zona adiacente. Il progetto complessivo comprende infatti sia le aree della Cogne che quelle dell'autoporto. Gli impegni assunti li stiamo portando avanti con chiarezza e coerenza, tant'è che entro la fine di febbraio dovrà essere presentato il progetto di riconversione urbanistica dell'area autoportuale, mentre la scelta fatta per acquisire la maggioranza azionaria dell'autoporto dovrebbe consentire alla Regione di guidare lo sviluppo di quell'area, valorizzando le energie imprenditoriali in modo diverso da quello previsto dalla convenzione con la SDS.

Il Consigliere Pascale ha parlato di punti oscuri della convenzione stessa; non abbiamo problemi. Tutta la documentazione è stata messa a disposizione delle commissioni e della magistratura e non abbiamo quindi alcun interesse da difendere. Si dice che la convenzione poteva e doveva essere modificata, ma si dimenticano due fatti: con l'apertura del contenzioso con la CEE essa sarebbe rimasta inattuata e avrebbe paralizzato la situazione, mentre oggi possiamo parlare di progetti per il futuro perché è stato rimosso quel blocco. I 130 posti facevano parte di un sogno che non aveva gambe per poter camminare.

Riguardo ai rapporti con la Mercedes vorrei smentire alcune affermazioni: non è vero che i rapporti con la stessa sono cessati, non è vero che il discorso dei centri di formazione professionale è caduto. Anzi, è proseguito in termini molto concreti cercando possibili posizionamenti ed eventuali attività Mercedes nell'area autoportuale.

Il Consigliere Bondaz in questo intervento ha effettivamente modificato il suo atteggiamento e le sue argomentazioni. Non più difesa della convenzione, che oggi pochi sono in grado di sostenere, quanto tentare piuttosto di dimostrare che togliere il contenzioso con la CEE sia stata una rinuncia sotto il profilo autonomistico. Credo che questa sia un'impostazione da respingere, perché anch'essa risente molto della prossima scadenza elettorale. I valdostani sanno che l'autonomia si difende con azioni e comportamenti verificati nel corso di molti anni, quindi certe lezioni di autonomia non ci possono essere impartite. La lesione più grave alla nostra autonomia è di avere fatto apparire la nostra Regione come un luogo dove colasse l'oro, una Regione astuta nel reperire, con scorciatoie, fondi con disponibilità pressoché infinite. Ciò ha danneggiato molto l'immagine della Regione e i rapporti con il governo centrale.

Non è vero che la Regione sia stata avvantaggiata da questa operazione; è inesatto anche quanto riportato dalla stampa e cioè che il riferimento fosse al 1992; il riferimento invece è al 1991. Un settimanale, citando il Consigliere Bondaz, ha scritto che i 430 miliardi versati dallo Stato alla Regione sono stati un indennizzo per i mancati introiti di importazione e che hanno pesato, non per i 30, come è stato detto attualmente in Consiglio regionale, ma per i 130 miliardi incassati nel 1992, in virtù dell'accordo Mercedes per lo sdoganamento, eccetera.

Questo rapporto, ripeto, è riferito al 1991 e non al 1992. Inoltre, anche nei rapporti col governo centrale ha pesato il fatto che alcuni ministri piemontesi abbiano più volte ripetuto che la nostra è una Regione con le casse finanziarie stracolme di denaro. Il patto col governo centrale, voluto dall'intero Consiglio e dai nostri parlamentari, risulta sicuramente molto più certo e meno condizionato da un'attività di sdoganamento. Un altro dato positivo è che l'accordo raggiunto col governo lascia inalterata la possibilità di usufruire anche dei vantaggi dello sdoganamento di merci extra-comunitarie.

L'autoporto va riconvertito nel senso che bisogna utilizzare oggi anche le attività che derivano dal traffico extra-comunitario ed altre.

Il Consigliere Bondaz dice che è finito il sogno per avere, attraverso la Mercedes, un varco verso l'Europa. E' una illusione, più che un sogno, pensare di raggiungere mediante scorciatoie risultati positivi per la Valle. I risultati si ottengono con molte difficoltà ed energie non solo di questo Consiglio, ma di tutti i valdostani. Non esistono "babbi natali", ma risultati concreti ed utili raggiungibili con l'impegno di tutti.

Le ultime considerazioni sono di indirizzo generale-politico. Indubbiamente la scelta, che la CEE ha messo in discussione sui contenuti della convenzione, è quella che assegnava ad un privato l'utilizzo ed il controllo di quell'area. La scelta alternativa è che la Regione non può, proprio per difendere la sua autonomia e la sua capacità di sviluppo economico regionale, rinunciare a quelle aree che obiettivamente sono da ritenersi di estrema importanza strategica per lo sviluppo della Regione. Ciò non vuol dire creare un sistema di tipo pubblicistico totale, ma di avere la possibilità del controllo e della gestione delle aree sulle quali misurare le capacità imprenditoriali. D'altra parte, si tratta di continuare la linea già utilizzata per l'area di Pont-Saint-Martin, di Châtillon e di altre, particolarmente importanti per gli insediamenti produttivi dei prossimi anni. Seguendo questa logica, si stanno compiendo azioni concrete nel senso di definire un piano di utilizzo dell'area e di insediare su quest'area attività che possono offrire occupazione e sviluppo economico.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Prendo atto che le decisioni prese dall'Ilva-Cogne a fine dicembre sul come ristrutturare in società l'azienda erano state portate a conoscenza dell'Ufficio di collocamento, ma non della Giunta regionale. Ritengo che questo sia un aspetto molto serio.

Presidente Lanivi, non mi dica che la vicinanza delle elezioni regionali porta a fare determinati discorsi e determinate polemiche. Abbiamo parlato della Cogne, perché siamo venuti a conoscenza di certi fatti, ma è dal 1991 che ne parliamo, perché la situazione della Cogne sta precipitando. Voi avete portato qui sempre e soltanto delle proposte: prima una delibera n. 8255, poi un'altra di acquisizione delle aree da parte della Regione. Se aveste rispettato gli impegni, oggi la discussione sarebbe diversa.

Il vostro confronto con l'Ilva ha portato la società a prendere decisioni unilateralmente.

Anche l'acquisizione delle aree autoportuali non è una soluzione, perché bisogna sapere quali attività insediarvi. Voi cercate di addormentare tutti, creando delle illusioni e cercando così di superare lo scoglio delle elezioni di giugno. L'avete fatto nel 1988, ma oggi non siamo più disponibili a credervi.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) Il chiarimento che apporto non fa parte dell'oggetto e il problema sarà discusso in una riunione di commissione. Credo che il Consigliere Beneforti abbia stravolto il senso delle dichiarazioni del Presidente, affermando che la Giunta non è a conoscenza e che solo lui è ben informato. La Giunta sta portando avanti il programma previsto dalla legge approvata da questo Consiglio, sta operando per le perizie sulle aree, sulle centrali elettriche e ha avuto rapporti continuativi con la Cogne, con l'Ilva e anche con imprenditori privati. Ciò sarà discusso nella riunione del 20 e credo di dover solo fare una considerazione: se sono veri i fatti relativi a Piombino, a Torino, di tagli e chiusure; risulta che proprio il fatto che ci sia una Regione costantemente impegnata nel confronto con l'Ilva fa sì che la situazione della Cogne possa ancora avere qualche prospettiva. Senza l'impegno costante, quotidiano, sicuramente anche qui da tempo si sarebbero verificati fatti traumatici. Il disegno complessivo strategico, che guarda sia la parte industriale sia la trattativa globale per l'energia e la reindustrializzazione, sta andando avanti e potrà essere ripreso.

Presidente Non do più la parola per questo argomento che è fuori tema.

Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Le débat d'aujourd'hui a sans doute des points intéressants pour éclaircir certains aspects d'une affaire qui a été mal présentée et dont on va signer la fin, qui avait déjà été préannoncée. Si on n'arrivait pas à une délibération aujourd'hui, on serait dans un contentieux de résultats négatifs à long terme.

Quelqu'un a voulu exploiter un aspect qui peut avoir des retombées très positives à l'extérieur. On avait démarré cette affaire en disant: "Finalement, Mercedes en Vallée d'Aoste!" et on avait dit: "500 places de travail, 1.000 milliards". Je crois que n'importe qui - sauf peut-être Elio Riccarand - accepte le fait que l'Administration régionale puisse être à même de s'employer pour augmenter les recettes.

Chez nous l'assesseur aux finances est aussi assesseur au trésor: c'est une même charge, mais je crois que les plus grands tracas d'une Administration ce soient d'augmenter la disponibilité financière et en même temps de l'utiliser au mieux.

Avec la présentation de l'affaire Mercedes on avait entrevu la possibilité de faire entrer dans le budget régional 1.000 milliards.

Tout le monde était content, la presse nationale en a parlé, mais je comprends pourquoi Beneforti voit un rapport avec la Cogne. On parle de la Mercedes au moment où la Cogne annonce la réduction de 500 places de travail. Nouvelle Cogne: 500 posti in meno! Le jour après: accordo Mercedes: 500 posti in più! La population est tranquille; più e meno, uguale zero! On a enfin résolu le problème de l'occupation! Le temps passe, mais le jour où l'on parle, on dévoile le mystère. Premier aspect, il existe deux filières: l'affaire Mercedes et l'affaire SDS. Toute la première partie a été gérée par la SDS et "Mercedes" était uniquement la plaquette des voitures qui passaient par Aoste, comme passe la Volvo ou n'importe quelle voiture, qui donne un revenu IVA.

On a présenté avec emphase un aspect intéressant et sur lequel on était d'accord, sans tenir compte qu'il y avait des requêtes d'autres firmes nationales et internationales, qui voulaient passer par Aoste. Le jeu de cette affaire consistait à augmenter les "bisarche" qui passaient par Aoste et qui s'arrêtaient à l'autoport de Pollein.

Premier problème: comment pouvait-on justifier ce montant de milliards, si l'on savait qu'au premier janvier 1993 un système de réglementation communautaire serait changé? Je n'ai pas encore compris comment on pouvait arriver à 1.000 milliards et j'aimerai bien le comprendre. On continue à dire qu'on ne les veut pas: il ne s'agit pas de ne pas accepter quelque chose qui est favorable; je serais le premier à l'accepter. Je suis d'accord à étudier n'importe quoi pour faire augmenter les recettes régionales. Je suis là pour dire "bravo" à n'importe qui veut présenter quelque chose de favorable. Au commencement du 1992 ont a eu des recettes selon cette affaire qui était encore entre guillemets, mais je veux rappeler au Conseil qu'après il y a eu une période dans laquelle les représentants ont dit: "Attention! Vu qu'il y a un contentieux avec Bruxelles, on n'accepte plus de dédouaner à Aoste". Alors le jouet s'est arrêté pour la raison que qui allait réglementer le passage a dit qu'il aurait fait cette opération seulement si, entre-temps, il y aurait eu les assurances qu'en passant et en dédouanant à Pollein, on rejoignait certains accords. Alors on a dû modifier cet accord, présenter la loi approuvée en automne et si dans l'année 1992 on a eu des résultat c'est parce qu'on a modifié certains aspects.

Je prime qui a une bonne idée, mais on doit accepter ce qui s'est passé... Je ne veux pas discuter sur l'autre filière Mercedes, qui a été présentée sous les différents aspects des accords possibles pour le futur; mais, jusqu'à présent, les accords étaient avec la SDS. Aujourd'hui on parle de quelque chose qui meurt par elle-même et j'invite qui a des renseignements supplémentaires à me dire comment on pouvait maintenir cet accord, s'il n'y avait plus la possibilité d'utiliser le système IVA, qui nous donnait ces recettes pour l'Administration régionale. Il faut admettre ce qui s'est passé. On pourra peut-être exploiter d'autres systèmes avec les Pays extra-communautaires, qui puissent nous donner des possibilités alternatives, mais, pour l'instant, la chose est assez claire. J'en ai rappelé les termes et aujourd'hui on est là pour faire peut-être de l'euthanasie dans un domaine économique. Si tolgono i famosi "tubi" et on déclare qui est mort quelqu'un qui pouvait encore respirer pour quelques minutes, mais qui serait arrivé à une mort naturelle.

On a des possibilités de faire des accords avec des firmes d'importance internationale, comme Mercedes et je pense que c'est bien d'avoir des accords à ce sujet et de pouvoir présenter des aspects nouveaux à la communauté, mais c'est un autre aspect d'un dialogue qui est encore ouvert.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz.

Bondaz (DC) Ricordo brevemente che, all'inizio del mio intervento, ho parlato di "sordi"; io non ho smentito ciò che ho attuato prima, anche se ho cambiato il taglio del mio intervento. Si dice che l'accordo era destinato a morire, perché, alla fine dell'anno sarebbero cadute le barriere doganali. Ma non è così, perché utilizzando la legge sul riparto fiscale, tutto era a posto e noi avremmo avuto quegli introiti. La modifica della legge l'avete attuata voi e il nostro ragionamento era diverso. All'origine l'accordo doveva essere fatto con la Mercedes. Ciò non è avvenuto, non per colpa nostra, ma per esigenze della Mercedes, che, in quel momento, ha ritenuto che ciò non fosse possibile, perché aveva problemi con la CEE, legati all'acquisto di un'area al centro di Berlino. Non potendo stipulare direttamente la convenzione, suggerì la possibilità di creare una società ad hoc, attraverso un suo uomo di fiducia, che avrebbe potuto servire anche altre società desiderose di passare attraverso la Valle d'Aosta.

Era un problema loro, ma noi l'abbiamo accettato, perché nello sviluppo della trattativa era un passaggio obbligatorio. Così è nato il discorso SDS, che sarebbe diventata di proprietà maggioritaria della Mercedes attraverso affermazioni scritte, che esistono agli atti.

Il 1° gennaio 1993, cosa avrebbe potuto ottenere la Valle d'Aosta, dal momento che dovevano cadere le barriere doganali? E' vero che si parlava di una proroga fino al 1996, per cui era in quel momento una ipotesi di lavoro; ma noi siamo andati oltre e abbiamo chiesto alla Mercedes, se fosse stata messa in funzione la convenzione, di porre la sede legale o, quanto meno, la sede fiscale ad Aosta. L'altra ipotesi era di convincere la Mercedes, come azionista di maggioranza, di inserire in Valle d'Aosta una società di sua esclusiva proprietà, che avrebbe avuto l'unico scopo di acquistare direttamente dalla Casa tedesca tutte le auto e una buona parte dei camion. Così in Valle d'Aosta non si sarebbe più pagata l'IVA d'importazione ma l'IVA normale, come per qualsiasi acquisto. Siccome questa società avrebbe poi dovuto rivendere i propri automezzi ai vari concessionari italiani, avremmo avuto un surplus di IVA sul fatturato successivo. Questo era il disegno che si stava costruendo, anche con grosse lotte, con il Trentino, che godeva di un rapporto privilegiato con la Mercedes.

Sento dire che i rapporti con la Mercedes continuano e ne sono felice. Ma chi paga il suo inserimento in Valle d'Aosta, almeno per la quota parte che spetterà alla Regione? Non si parla più di centro design, ma solo di centro di formazione professionale internazionale, a cui la CEE aveva già dato il benestare. Secondo il nostro progetto, tutto ciò sarebbe stato fatto con i soldi che avremmo incassato con lo sdoganamento della Mercedes. Oggi non esiste più l'IVA di importazione e mi domando chi pagherà.

Se si vuole ragionare, bisogna capire il disegno che si stava portando avanti, ma, se non si tiene conto di questi passaggi, non si capisce più nulla.

Presidente, mi auguro che la Mercedes venga in Valle d'Aosta, perché, comunque vadano le cose, me ne potrò vantare, in quanto è l'unica società che, venendo in Valle, prima ha dato e poi ha chiesto.

Può darsi che la mia sia un'illusione, ma quante illusioni abbiamo avuto in questi anni da società e ditte che sono venute in Valle d'Aosta!

Noi avevamo messo nella convenzione dei punti fermi; i pagamenti sarebbero avvenuti solo dopo certi tipi di lavoro e di assunzioni. L'importo era diluito in 4 anni e, nei primi 6 mesi della convenzione, la SDS avrebbe dovuto assumere una cinquantina di persone; era qualcosa che serviva a lenire la situazione dell'autoporto.

Dico ciò perché la stessa SDS aveva un suo interesse intrinseco a tutelarsi nell'assorbire personale con professionalità particolari. Le convenzioni dovevano esser due o tre: una con la SDS, che avrebbe assorbito 250 persone, le altre tra Regione e Mercedes per il centro professionale e per il centro design, con ulteriori posti di lavoro. Gli introiti della Valle sono inimmaginabili; qualora venga istituito il centro di formazione in Valle d'Aosta, ci sarà un indotto enorme: turismo, alberghi, impianti di risalita, eccetera.

Io rispetto le idee degli altri, anche se non le condivido, ma voi tornate al 1980. Sui terreni dell'Ilssa-Viola, se togliamo la Konenr, ci sono ancora difficoltà, quindi non si è risolto tutto.

Mi auguro che nel 1993 questa Giunta riesca a portare alla Regione i quattrini che abbiamo portato noi nel 1992.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale e si passa alle dichiarazioni di voto.

Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale.

Pascale (PSI) Mi pare che oggi si siano apportati ulteriori elementi al dibattito di mesi fa, ma le posizioni sono abbastanza distanti. Io prendo atto della situazione di oggi: da un lato, un progetto discutibile, senz'altro da rivedere alla luce delle complicazioni impreviste che sono sopravvenute all'atto della firma di quella convenzione; dall'altro, un progetto che prevedeva un insediamento produttivo in Valle d'Aosta. Non sono d'accordo con il Consigliere Riccarand che considera non produttivo un servizio commerciale; un insediamento produttivo produce ricchezza e occupazione.

E l'insediamento della Mercedes prevedeva 250 posti di lavoro ed anche l'apporto del contributo regionale, previsto in lire 135 miliardi. Il totale dei posti di lavoro era molto favorevole, perché sappiamo che oggi, nel settore industriale, un posto di lavoro costa un miliardo. Queste sono le proporzioni di tutti gli interventi che finora abbiamo fatto.

D'altra parte non c'è nessun progetto. Quando il Presidente della Giunta parla di scelte dell'Amministrazione regionale, l'unica è stata quella di comprare l'area autoportuale, cosa che io non condivido perché quell'area è sempre stata gestita da privati e ha dato risultati.

L'altra scelta è di cominciare gli studi urbanistici dell'area, che sarà presentata a fine febbraio. Cosa vuol dire progetto urbanistico di riconversione? Non ci sono allo stato attuale progetti di insediamento in quell'area; la sola realtà dell'autoporto oggi è il deserto e la disperazione dei lavoratori.

Se mettiamo queste due cose sul piatto della bilancia, come cittadino e come politico, non posso che ribadire un giudizio politico complessivamente negativo sull'intera vicenda.

Il voto è contrario non tanto alla risoluzione consensuale, che come tale dev'essere firmata, ma all'intera vicenda con cui si è portato avanti questo problema relativo al progetto SDS-Mercedes.

Presidente Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Le risposte del Presidente e dell'Assessore Mafrica hanno appor-tato chiarimenti verso le posizioni che abbiamo assunto da tempo su questa vicenda. Vorrei conoscere se ogni contratto con la CEE è stato eliminato, perché non ho capito se i rapporti con la Mer-cedes sono stati ridefiniti o se si è assunto un ruolo con la SDS.

Rimandiamo pure tutto al 20, ma vi interpelleremo di nuovo al Consiglio successivo.

PresidentePongo in votazione la deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 29

Favorevoli: 20

Astenuti: 1 (Maquignaz)

Contrari: 9

Il Consiglio approva.