Oggetto del Consiglio n. 3977 del 25 novembre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3977/IX Proposta di legge: "Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta".
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo.
Gremmo (UAP) Io mi auguro che il Consiglio colga l'occasione per votare una legge elettorale intelligente che permetta di arrivare ad un sistema elettorale nuovo anche in Regione. Si sono fatte tante chiacchiere sulla possibilità di cambiare la vecchia legge elettorale ed il Consigliere Milanesio è stato eccellente nel dirigere i lavori della commissione.
Io che non ho la pretesa di essere né intelligente né tantomeno molto democratico perché so di avere difetti, ho deciso di presentare una proposta alla discussione del Consiglio, perché ho la sensazione che sia giusto che l'opinione pubblica sappia che è in corso il tentativo di cancellare da questo Consiglio, il nuovo che comunque prorompe anche in Valle, in varie maniere: i battisti di Segni, la Rete, la spaccatura di Martelli si ripercuote anche qui, Rifondazione è una realtà, le leghe sono un fatto.
Si sta cercando di evitare, in modo subdolo, di confrontarsi e di cancellare il nuovo iniziato dal 5 aprile e non solo fuori Valle. Nella mia proposta di legge c'è una norma transitoria che "chi è stato Consigliere in questa legislatura non possa più candidarsi" così partiamo tutti dallo stesso livello.
Io non accetto e non subisco e quindi dichiaro il mio disappunto per questi sistemi che tendono a voler sfuggire il confronto politico con sistemi tecnici. Se le idee dell'U.V., del PDS e della DC, piacciono alla gente, prenderanno i voti, ma se la gente non li vuole più votare non ci sarà nessuna legge o nessuna manovra che permetterà loro di essere rieletti.
I sondaggi di opinione dichiarano la disaffezione dei vecchi sistemi partitici.
Vorrei far presente i due punti che ritengo principali:
1°) Ho portato come proposta lo stesso sistema che vige per l'elezione dei Consigli provinciali che divide il territorio in una serie di collegi uninominali in cui viene candidato per ogni lista una persona e quindi c'è, paese per paese, la battaglia tra i vari candidati, uno per lista, che si confrontano. Questo perché non si è mai tenuto presente che l'elettorato valdostano, qualche mese fa, si era espresso con estrema chiarezza a favore della preferenza unica, perché si voleva personalizzare la battaglia politica, arrivando ad un discorso maggioritario che permettesse comunque il confronto tra candidati. L'attuale sistema di elezione dei consigli provinciali permette, zona per zona, il confronto tra persone, ogni lista presenta una persona. Questo è importante perché il referendum votato a grande maggioranza dai valdostani si orientava nella direzione di arrivare ad avere le persone che rappresentavano le varie liste.
La divisione della Valle in 35 collegi e quindi la possibilità di avere dei candidati locali, pone i partiti e specialmente i partiti popolari di fronte ad un dramma che è quello di candidare nei vari collegi, o la persona del posto o la persona più importante del partito. Se per un partito questo non sarebbe un problema, per altri invece potrebbe esserlo.
Questo comporterebbe comunque un rinnovamento nei partiti e di conseguenza della politica della Valle perché per esempio a Doues si candiderebbe il sindaco che è quello che esprime la comunità o si impone la candidatura di un nominativo del partito maggioritario?
Il discorso fatto sui Walser. Io auspico che non ci si avventuri sul discorso di eleggere una rappresentanza per questa minoranza, perché proprio non c'è la necessità di questo anche perché non sarebbe certamente "Walser" dal momento che non si chiede loro né la conoscenza della lingua tedesca, né la residenza nel comune. A questo punto chiunque si può candidare.
Io ho posto due o tre interrogativi, uno è quello che nessun partito usi lo stemma regionale perché questo deve essere tutelato e non strumentalizzato. I partiti devono inventarsi qualcosa di personale e non usare il simbolo che rappresenta l'intera comunità. I funzionari regionali in commissione facevano giustamente notare che nessun partito lo adoperi, come anche nei comuni non si deve rappresentare il simbolo del comune.
Per le firme inoltre io ho proposto 300 perché quando ci sono state le consultazioni con i gruppi politici, (io gradirei che entrino Rifondazione comunista, la Rete, gli Etnisti e le Leghe) ho detto 300 ed ho sostenuto che chi è presente in Consiglio non deve raccogliere le firme, e non perché io ne ho paura, ma perché ho fatto questa considerazione:
Se si andasse ad imporre per tutte le liste 500 firme, questo significherebbe che se le liste fossero 10, 5-6 mila valdostani dovrebbero firmare, se le liste sono 20 i firmatari dovrebbero essere 10-12 mila: il 10 percento del corpo elettorale della Valle.
Il problema è drammatico anche perché può accadere che qualcuno firmi per due liste come è realmente accaduto. Circa 140 persone a Pinerolo, hanno firmato due liste ed addirittura qualcuno le ha firmate tutte e tre.
2°) Qualcuno dice che bisogna ridurre le spese delle campagne elettorale, ma quanto costa ad un Gruppo politico pagare le spese di sostegno per la richiesta di firme?
3°) La legge dice che i certificati elettorali devono essere consegnati dal comune nel giro di 24 ore. Se ci sono 5 mila o 10 mila certificati da consegnare nel giro di 24 ore, mi chiedo come questo sia materialmente possibile?
Chi approva questo sistema si deve anche assumere la responsabilità di innescare un meccanismo di "totale caos".
Io mi rivolgo al partito che dell'equilibrio ha fatto la sua immagine. Se innescate questo meccanismo non potete più dire all’elettorato di essere un partito che garantisce tranquillità alla Regione.
Il discorso sull'attribuzione dei seggi, il sistema delle elezioni provinciali è una proporzionale corretta. Non bastano più 1.200-1.500 voti, ne servono 1.700-1.800 che credo sia anche ragionevole; si noti che per il Consigliere Walser si chiedevano 4-500 voti!
Non si può accettare il discorso di uno sbarramento drastico facendo un ragionamento che lede l'intelligenza delle persone e cioè che: bisogna che ci siano poche forze politiche perché a questo punto sarebbe garantita la governabilità. Ma questo non è esatto perché in un gruppo può avvenire una scissione dopo le votazioni. Quindi non è detto che se entrano più gruppi ci sia il caos e che se ne entrano di meno vada meglio. Questo concetto è sbagliato perché se ci sono 4 gruppi quello che sarebbe tagliato fuori sarebbe senz'altro il PSI, perché l'U.V. può sempre mettersi d'accordo con il PDS e con la DC e con i vari gruppi che sono sempre disponibili a tutto e quindi ecco che il PSI, e mi dispiace per Milanesio, sarebbe fuori gioco.
Se passa questa logica, l'Union Valdôtaine tornerebbe al centro della politica valdostana e questo non sarebbe giusto perché non rispecchia il desiderio dei valdostani che desiderano che sia una forza politica rispettata ed importante, ma dato i fatti, non ha il diritto di essere il "sole attorno a cui ruotano gli altri".
Con questo sistema appunto, anche la DC ritornerebbe ad essere al centro del sistema pur non avendo la necessaria rappresentanza. Occorre avere la capacità di trovare una soluzione innovatrice che permetta una articolazione della rappresentanza politica che vada oltre il sistema dei partiti e questo è il senso della mia proposta.
Il partito deve essere un veicolo tecnico per presentare una lista di candidati che proprio per il radicamento sul territorio e per il tipo di impostazione pluralistica permetta al territorio e alla gente d'intervenire.
L'altra scelta, potrebbe essere anche che permetta alle 5 forze di spartirsi i 35 collegi.
Il rinnovamento non c'è stato ed arriverete qui dove avrete una situazione politica completamente bloccata perché riproporrete al centro della vita politica della Valle, una forza che invece secondo me, non è la forza centrale, pena la paralisi. Le accuse della DC contro la Giunta che ritiene immobilista sono accuse giuste, ma non è immobilista Lanivi, ma il sistema della mediazione politica che lo paralizza.
Il discorso di Rusci in commissione quando diceva che non avevamo affrontato nessun nodo come l'incompatibilità e l'elezione diretta del Presidente, ma la realtà è che alcune forze politiche vogliono spartirsi con la vecchia logica, i posti in Consiglio.
Io voglio pubblicamente dire che: o c'è un vero rinnovamento, e nessuna delle proposte che ho visto finora lo sono davvero, compresa quella del PDS che dice che "soltanto 25 consiglieri vengono eletti dalle gente, mentre gli altri 10 vengono demandati a delle coalizioni", questa è una logica puramente autoconservativa.
Ripeto che non sto facendo ostruzionismo, ma mi limito ad esprimere una pre-considerazione di tipo politico perché ho ancora fiducia nell'intelligenza di qualche collega, e mi auguro ancora che si abbia il coraggio di dire che vogliamo fare una legge veramente innovatrice.
Si dà atto che, dalle ore 18,35, presiede il Presidente Bich.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio.
Milanesio (PSI) Spero che non me ne vorrà il Consigliere Gremmo se brevemente prendo la parola dopo la sua relazione che ha anche fornito delle valutazioni di un certo interesse anche se coloro che fanno parte della I Commissione ne hanno già discusso e le hanno già sentite. Devo dire che non mi è neanche dispiaciuta la relazione dove, sorridendo, Gremmo ha detto delle cattiverie ma anche delle verità.
Credo però che io debba fare una difesa d'ufficio dei lavori della commissione, anche perché questa commissione si è chinata con pazienza sul tema della possibile legge elettorale della nostra Regione. Dapprima la discussione verteva sulla legge elettorale e sulle riforme istituzionali, poi abbiamo capito che sarebbe stato un po' difficile, se non impossibile (in parte per ragioni politiche ed in parte per ragioni anche di merito e di tecnica legislativa) confondere le due cose. Per cui la commissione ha deciso di volare un po' più basso, ma di soffermarsi su quelli che possono essere i meccanismi e le indicazioni di una possibile legge elettorale: e ricordo al Consiglio, che su questo argomento occorre trovare 24 voti!
Questo è quanto ci impone la legge che ci ha dato la facoltà di legiferare sulla materia. È chiaro quindi che bisogna cercare di mettere insieme le cose che uniscono rispetto a quelle che dividono. Non penso che la commissione abbia mai cercato di fare un lavoro settario e tanto meno che escludesse a priori proposte ed indicazioni che non parevano avere al momento della loro formulazione un sufficiente supporto per arrivare in Consiglio regionale.
Se la commissione nella sua maggioranza ha deciso di soffermarsi su un testo unificato (che è stato predisposto dopo reiterate riunioni della commissione stessa, tenendo conto delle varie proposte e su questo testo unificato richiedere successivamente gli emendamenti e gli arricchimenti che il dibattito in commissione poteva consentire), credo che ci si è comportati nella giusta maniera.
Con questo spirito ci accingiamo, venerdì, a riprendere e ultimare i lavori della commissione, fermo restando che il tutto poi finirà nelle mani del Consiglio che è il vero organo sovrano.
Non si possono fare pronostici perché non sappiamo quello che succederà, e non ne voglio fare nel modo più assoluto. Ciascuna forza politica dovrà assumersi le proprie responsabilità pubblicamente in Consiglio.
Per quanto possibile io ho cercato di fare il Presidente di questa commissione tenendo conto di tutte le indicazioni che venivano fornite. Non ho voluto scartare in sostanza nessuna ipotesi a priori e devo dire che sulla proposta della legge elettorale formulata dal Consigliere Gremmo, che per certi versi, è, direi, rivoluzionaria e potrebbe anche provocare un terremoto di cui né il Consigliere Gremmo né noi riusciamo a valutarne l'entità. Sarà anche per questo che la proposta ha spaventato un po' tutti.
La riflessione complessiva della commissione è stata quella di considerare un lavoro pregevole quello fatto dal consigliere Gremmo, tuttavia non mi è sembrato che avesse il consenso degli altri commissari. Per cui, questa legge arriva alla discussione per decorrenza dei termini: anzi diciamo che la commissione non è entrata nel merito di tutte le proposte e si è soffermata sull'impianto generale ritenendo che questo impianto non fosse confacente, per lo meno, a quelli che erano gli orientamenti emersi in commissione.
Quindi solo a questo titolo, e con queste considerazioni, intervengo dicendo che la commissione non la raccomanda al Consiglio per l'approvazione. È una proposta con una forte carica di novità, ma senza possibilità di valutazioni a priori.
Il Consiglio voti come meglio crede; personalmente ho ritenuto opportuno fare queste affermazioni aggiungendo anche che la commissione cercherà con pazienza e con tenacia di trovare un accordo con tutte le forze presenti e non.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin.
Louvin (UV)J'ai eu dans le passé, notamment quand nous étions dans les rangs de l'opposition, à maintes reprises, l'occasion de reprocher au Président de la commission de ne pas suffisamment oeuvrer à l'intérieur de celle-ci pour une action efficace. Je dois dire qu'au cours de ces derniers mois, il s'est attelé à la tâche de cette loi électorale avec beaucoup d'ardeur, parfois même avec trop d'ardeur et que de toute façon les travaux ont avancé sérieusement et que, malgré la confrontation parfois rude, que nous avons eu à l'intérieur de cette commission, les travaux préparatoires avancent de bon train au point, qu'à la fin de cette semaine, nous souhaitons vivement pouvoir livrer au Conseil un texte à discuter, étant le fruit d'une convergence que nous souhaitons très large ou au moins suffisante pour obtenir un résultat utile.
Il est juste que les conseillers puissent voir respectés leurs droits de faire discuter dans cette Assemblée leurs propres propositions, illustrer à l'Assemblée et au grand public les thèses qu'ils soutiennent et qu'ils ont soutenues en commission et qu'ils rendent publiques, en vérifiant à l'intérieur de cette Assemblée leur réelle approbation. Nous devons dire que l'orientation exprimé par notre groupe, tout en ayant quelques points de convergence, ne va pas exactement dans le sens de la proposition de loi n. 440, avancée par le Conseiller Gremmo. Il y a un fond qui est celui du respect d'un principe proportionnel qui est partagé, mais des divergences sensibles se manifestent sur de nombreux autres arguments.
Notre énergie sera déployée dans les sens de livrer au Conseil au plus tôt un texte sur lequel puisse se dégager un large consensus.
Nous souhaitons qu'il y ait au plus tôt un prononcement de l'Assemblée, parce que nous savons qu'il reste, pour approuver en temps utile une loi électorale, un temps extrêmement bref. Nous ne pouvons pas remettre cela à l'année prochaine; ce sera au cours du mois prochain que nous devrons faire un dernier effort pour donner pour la première fois à la Vallée d'Aoste une loi électorale régionale, approuvée par ce Conseil.
Nous prenons acte de l'effort remarquable sous certains aspects déployé par le conseiller Gremmo, mais cet avec regret que nous annonçons une abstention sur ce projet qui a quand même eu le mérite d'ouvrir le débat au sein de ce Conseil, de faire illustrer certaines thèses qui trouveront, j'en suis persuadé, une large échos au cours du débat sur la loi électorale qui s'annonce, d'ors et déjà, comme un débat extrêmement touffu, dans lequel le temps ne manquera pas aux différents conseillers et au proposant notamment, pour faire entendre leurs propres opinions et leurs propres propos.
C'est dans cet esprit que le groupe de l'Union Valdôtaine s'abstiendra sur la proposition de loi du Conseiller Gremmo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Cristina Monami.
Monami (PCI-PDS) Anche il nostro gruppo si astiene perché non siamo d'accordo su questa proposta anche se, dobbiamo riconoscere al Consigliere Gremmo di avere studiato, di essersi impegnato e di aver cercato nella sua fantasia e nelle sue conoscenze quanto potesse mettere a frutto per poter contribuire a questo discorso. Anche il PDS si astiene.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz.
Bondaz (DC)Non era mia intenzione intervenire, ma per le ragioni che ho già sentito e tenuto conto delle nostre valutazioni anche in sede di commissione, ritengo opportuno comunicare che non riteniamo che la proposta del Consigliere Gremmo possa avere una vita facile.
Teniamo comunque conto che nella legge ci siano alcuni pensieri anche interessanti, ma noi ci asterremo dalla votazione di questa legge.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci.
Rusci (PRI) Abbiamo voluto iniziare questa sera un dibattito che credo impegnerà a lungo il Consiglio regionale in una delle sue prossime sedute. Io chiederei al Consigliere Gremmo di rinunciare a far votare questa sera la sua proposta di legge. Ci sono degli spunti e delle osservazioni interessanti ed un buon articolato nel senso che è una legge completa.
Alcuni di questi articoli potrebbero essere trasformati in emendamenti successivi. Credo infine che sarebbe più proficuo e più interessante, per l'intero Consiglio, se si discutesse una volta, e per tutte, su questo argomento, per giungere ad un testo definitivo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Il tono degli interventi è più ragionevole di tanti fatti e può darsi che ci siano dei margini di ragionamento da vedersi in commissione. Prendo atto che questo clima potrebbe aprirsi in una costruttiva discussione.
Certamente si tratta di cominciare a ragionare sul nuovo. Lo dicono anche altri, non solo io, quindi sono d'accordo con quanto ha detto Rusci e mi auguro che la commissione tenga almeno presente due o tre punti.
Si dà atto che, dalle ore 19,18, presiede il Vicepresidente Trione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.
Bich (GM)Io vorrei solo fare una dichiarazione di voto su questo argomento. Non passa settimana che colpi di scena, sulle vicende della legge elettorale, compaiano sulla Stampa e su questo argomento si è focalizzata l'attenzione di tutte le forze politiche e ciascuno mette la propria buona volontà per esprimere posizioni originali e anche per trovare forme che superino le posizioni di stallo e quindi poter costruire una legge elettorale che necessita di un consenso ben determinato e qualificato.
La legge elettorale passa dietro un capovolgimento e uno stravolgimento della politica in generale e dei rapporti politici fra i vari gruppi. A me dispiace che il consigliere Gremmo mi citi come il rappresentante di una formazione meridionale; noi siamo una formazione di entità modesta, non siamo un partito popolare, ma un movimento che associa persone di diversa provenienza, è multiculturale nelle sue espressioni politiche. Si rifà comunque a un riferimento politico culturale che il Consigliere Gremmo conosce, ad un mixer di elettori e di iscritti che certamente non sono legati ad una sola parte della penisola. Pensiamo di avere il nostro spazio, abbiamo fatto le nostre proposte, due anni fa abbiamo detto alcune cose che sono poi balzate all'ordine del giorno: furiosamente discusse proprio in un partito che era il mio e che ha posto un elemento di confronto su quegli argomenti che noi avevamo pronunciato in quest'aula. Non penso di essere la faccia del rinnovamento, ma penso di avere qualcosa da dire e di poterlo dire con tutta la dignità possibile in un confronto politico.
Sulla proposta di legge del Consigliere Gremmo posso dire di averla apprezzata e di aver apprezzato soprattutto un punto qualificante, quello cioè di "conferire nuovamente al cittadino la possibilità di scegliere l'uomo", e questo è un aspetto che caratterizza tutta la legge nel suo insieme e che sotto questo verso potrebbe avere il mio voto. Non ha però il mio sostegno là dove la legge sostiene il metodo proporzionale ancorché corretto per la determinazione dei seggi perché il metodo proporzionale è il metodo che da ai partiti il comando di prima fila e il massimo potere nell'espressione elettiva. Proprio per questo con altre formazioni abbiamo sottolineato che la chiarezza politica passa attraverso il sistema maggioritario per la votazione delle assemblee elettive.
Non è questo un discorso né leghista e né vuole riprendere temi ampiamente dibattuti e che oggi vengono definiti come elemento di trasversalità fra i vari partiti, ma la scena politica sta assistendo alla polarizzazione su questi due sistemi elettorali. Probabilmente la commissione paritetica approderà, come spesso succede in Italia, a un certo tipo di ragionamento e quindi ad una composizione fra le varie proposte raggiungendo un compromesso di pessimo stile.
Le stesse dichiarazioni della Democrazia Cristiana, del segretario del PDS e dei partiti di riferimento in questa fase dialettica sulla legge elettorale stanno andando in direzione diversa da quella che è la proporzionale.
Noi ci apprestiamo a formulare e magari anche a votare una legge elettorale che abbia il tenore di una leggina "de antiquis", parleremo di cose antiche. Nella proposta del Consigliere Gremmo sussiste questo aspetto oggi non più conseguibile come espressione di selezione delle assemblee elettive e come Gruppo dichiaro di astenermi, con tutto il rispetto dovuto, sulla sua proposta politico-culturale che ritengo originale e che avrebbe dovuto forse essere approfondita meglio.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Martin.
Martin (ADP) Il Consigliere Gremmo nel suo ultimo intervento ci ha detto che è disponibile a rinviare la discussione su questo provvedimento in attesa che l'apposita commissione del Consiglio regionale produca un testo che speriamo possa contare su 24 voti e possa tradursi in una vera legge elettorale.
Per questo motivo noi oggi ci asterremo dal dare una valutazione sul suo progetto di legge perché penso che quanto prima, questo Consiglio sarà chiamato a dare una valutazione su questa e su altri provvedimenti di legge che da parte di altri gruppi sono stati presentati.
Noi apprezziamo questa legge e la volontà di dare un contributo anche se non condividiamo totalmente alcuni aspetti. Il nostro gruppo si è espresso per un sistema maggioritario, le nostre valutazioni le faremo in commissione insieme agli altri gruppi nella speranza che le posizioni che oggi paiono piuttosto lontane, possano avvicinarsi e questo Consiglio possa dotarsi di una legge elettorale nuova allo scopo di valorizzare sempre più gli uomini e i programmi e meno le formule affinché si vada verso quella direzione nuova che tutti auspicano.
Presidente Prendo atto, concordando sul rinvio dell'oggetto all'esame della I Commissione consiliare permanente.
