Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3840 del 21 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3840/IX Orientamenti della Giunta per l'azione di governo dell'economia valdostana. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai consiglieri Milanesio, Pascale e Aloisi, iscritta al punto 17 dell'ordine del giorno.

Interpellanza Alla ripresa autunnale dei lavori consiliari il Presidente della Giunta regionale nel rispondere ad alcune interrogazioni ed interpellanze ha lasciato intendere l'esistenza di un lavoro - alacre ancorché sotterraneo - compiuto dalla Giunta regionale nei mesi estivi per delineare una risposta efficace e complessiva della Regione alla preoccupante situazione economica e sociale che sta investendo la nostra comunità con particolare riguardo alle "emergenze" che dallo stesso presidente erano state indicate all'atto dell'assunzione del suo ufficio.

Poiché sovente i mezzi di informazione nel comunicare il pensiero del Presidente della Giunta hanno dovuto riscontrare precisazioni e puntualizzazioni, ritenendo opportuno che il Consiglio possa conoscere direttamente - e quindi correttamente e compiutamente - l'orientamento del capo dell'esecutivo

i sottoscritti consiglieri regionali del Gruppo del PSI

interpellano

il Presidente della Giunta regionale affinché illustri al Consiglio quale strategia complessiva il Governo regionale intenda proporre per farsi attore efficace nell'azione di governo dell'economia valdostana nella presente congiuntura e per gli scenari che si possono ipotizzare fino al 30 giugno del '93 avendo particolare riguardo a:

1) problemi concernenti il riparto fiscale e sua evoluzione in vista delle scadenze comunitarie;

2) situazione Cogne;

3) rinnovo convenzione della Casa da gioco di Saint-Vincent;

4) collegamento autostradale Aosta-Morgex e tunnel del Monte Bianco - collegamento statale n. 26-27.

Presidente Ha chiesto la parola il consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Presentiamo oggi questa interpellanza, che volevamo presentare questa interpellanza già un po' di tempo fa, ma allora il Presidente della Giunta ci pregò di attendere perché intendeva raccogliere un po' di materiale e delle indicazioni.

L'interpellanza è estremamente semplice, ma nello stesso tempo complessa. Noi abbiamo sentito più volte il Presidente della Giunta fare riferimento ad un lavoro di orientamento e di definizione di certi problemi che la Giunta regionale avrebbe compiuto durante la scorsa estate.

Poi non abbiamo avuto modo di sentire dal Presidente della Giunta quali fossero questi orientamenti in relazione alla situazione economica e sociale della nostra regione, per cui, per evitare di fare dei discorsi troppo generali, lo interpelliamo in modo particolare sui quattro punti che egli stesso aveva indicato come prioritari al momento dell'insediamento della Giunta.

Mi riferisco al riparto fiscale e alla sua evoluzione in vista delle scadenze comunitarie, alla situazione della Cogne, al rinnovo della convenzione per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent e al collegamento autostradale Aosta-Morgex-Tunnel del Monte Bianco e al collegamento tra le strade statali n. 26 e n. 27.

Chiederemmo al Presidente della Giunta di illustrare al Consiglio quale strategia complessiva intenda proporre per farsi attore efficace nell'azione di governo sino alle elezioni del 1993, avendo particolare riguardo ai punti da lui indicati a suo tempo come prioritari.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Per quel senso di rispetto che voglio portare a tutti i consiglieri, avevo chiesto all'interpellante di concedermi un numero di giornate sufficienti per preparare una risposta significativa, ancorché discutibile, ma almeno non improvvisata.

A me pare che ci sia una leggera contraddizione tra alcune affermazioni ed altre dell'interpellanza. Comunque io ho svolto il lavoro in un certo modo proprio perché, stando ad una prima lettura, mi era sembrato che il nocciolo della questione ruotasse attorno all'evoluzione dell'economia regionale ed in questo senso ho affrontato i vari argomenti ed il modo in cui approntare gli interventi.

Il collegamento autostradale Aosta-Morgex-Tunnel del Monte Bianco ed il raccordo tra le statali n. 26 e n. 27 sono operazioni non più discutibili, perché ormai sono in atto e semmai sono da definire. Non vedo il collegamento tra questo punto e gli altri tre dell'interpellanza. Comunque questo è un aspetto da chiarire...

(...interruzione del Consigliere Milanesio...)

... Sì, perché in quei momenti c'era una impasse che però ora è superata.

Procedo per titoli, anche perché l'interpellante riuscirà sicuramente a fare i necessari collegamenti.

Giudizio sul passaggio da una vecchia ad una nuova fase storica che interessa l'Europa, l'Italia e la Valle d'Aosta, anche e soprattutto sotto il profilo economico: fase passata.

Europa: solo parziale attuazione del Mercato comune, coesistenza di ostacoli alla libera circolazione di beni e di servizi. Italia: decenni di crescita economica, sostenuta anche da una spesa pubblica di dimensioni incompatibili con la struttura del sistema.

Conseguenze per la Valle d'Aosta: benefici di un'economia di frontiera, riflessi positivi sull'economia locale di una congiuntura complessivamente espansiva, esattamente il contrario della scelta che recentemente il governo ha compiuto, che pare orientata verso una fase recessiva più che espansiva.

Questi due fattori congiunti hanno determinato una certa disponibilità di risorse finanziarie, soprattutto nel soggetto pubblico regionale, per le modalità con cui sono avvenuti i trasferimenti, che hanno reso possibile l'assolvimento di funzioni e competenze altrove non regionali e la realizzazione di progetti di ammodernamento della Valle d'Aosta soprattutto sotto il profilo infrastrutturale. Mi pare che questa affermazione, anche se sintetica, sia di un certo rilievo.

Se queste sono le caratteristiche sintetiche della fase passata, la fase futura - ripetendo lo schema che ho utilizzato - si profila nel modo che segue. Europa: un unico mercato senza barriere e controlli e soprattutto con i mercati locali, prima protetti dalle legislazioni dei singoli Stati, che tendono ad essere posti in concorrenza con i sistemi parti dell'Europa.

Italia: è chiamata a pagare il conto di un decennio di spesa pubblica al di sopra delle sue possibilità, proprio nel momento in cui la modifica delle regole del gioco a livello europeo comporta difficoltà anche nelle aree più solide del sistema Europa.

Conseguenze per la Valle d'Aosta di questa logica:

- vengono meno i benefici dell'economia di frontiera sotto il profilo finanziario e occupazionale;

- si evidenzia la fragilità di un sistema economico terziario sviluppatosi prevalentemente all'interno di un'area sostenuta dalla domanda pubblica;

- a questi due dati si sovrappongono le difficoltà complessive del sistema Italia, non in grado di assicurare significative forme di compensazione in quanto esso stesso soffre della difficile situazione finanziaria;

- l'assenza di soggetti industriali forti all'interno del sistema economico locale (ad esempio la Cogne) - questo è un giudizio sommario e perciò pregherei il Consigliere Milanesio di tenere in debito conto che rispondendo ad un'interpellanza si può solo ragionare in termini schematici, con tutti i limiti che ciò comporta - e comunque lo scarso peso nell'occupazione del valore aggiunto relativo al settore manifatturiero (inferiore al 15-20 per cento) sono motivi di debolezza per affrontare adeguatamente un mercato che è ormai divenuto europeo per standard, qualità, tecnologie e processi.

Nel dire ciò non mi riferisco solo alla dimensione nel senso industriale tout court, ma ad un fatto culturale, cioè all'assenza di una radicata e forte mentalità industriale sotto il profilo organizzativo.

L'ultima parte concerne le linee per lo sviluppo futuro ed il ruolo che in questo scenario potrà assumere la regione. Le strade perseguibili - ovviamente semplificate per dare il senso delle opzioni tra le quali siamo chiamati a scegliere - possono essere così individuate:

- operare in una direzione di specializzazione monosettoriale, capace di sfruttare le caratteristiche vocazionali della Valle: turismo e suo indotto;

- riconvertire il sistema economico attuale nel suo insieme, mantenendo fermo il giudizio sulla necessità di equilibri intersettoriali, cioè da un sistema a mercato protetto ad un sistema economico aperto.

Queste sono a grandi linee le possibili alternative. Qual è il rischio più grande rispetto alla prima opzione (specializzazione monosettoriale)?

Il rischio è che, non disponendo di un sistema economico completo in fatto di uomini, tecnologie e reparti, di non costituire cioè un soggetto con una propria identità di sistema, finiamo per rincorrere un localismo come in altre realtà in Italia.

In definitiva, in questo caso si tratterebbe di fare una scelta tra localismo e sistema autonomo. I localismi, tanto per dare un'idea, sono quelle aree geografiche non perfettamente coincidenti con le dimensioni istituzionali (provincia, comune...), ma ad un territorio che si qualifica per una produzione che ha avuto e può avere una forte qualificazione anche a livello mondiale.

Ciò non ha nulla a che fare col discorso economico che concerne la seconda opzione (sistema economico aperto), per la quale manifesto la mia personale propensione. Questa opzione richiede sforzi lungo tre direttrici:

- valorizzazione della risorsa uomo,

- risorse finanziarie sufficienti,

- rete di relazioni istituzionali, economiche e culturali con la nuova Europa, cioè con la nuova dimensione che sta nascendo.

In questa prospettiva, a mio modesto avviso, occorre uno sforzo solidale dell'intera comunità che accetti, recepisca e faccia suoi questi indirizzi. Solo così si può pensare a questa prospettiva, contando anche su una quantità sufficiente di risorse finanziarie, senza le quali l'intero sistema tenderebbe a rinchiudersi o ad arretrare.

Ruolo della Regione. In questo caso, l'orientamento della Regione dovrebbe essere indirizzato come segue: io penso - e non si tratta di un'affermazione astratta - che sia opportuno considerare i valori della cultura della Valle non come segno di arretratezza, ma come modello per il futuro.

Sicuramente sono necessari nuovi insediamenti industriali con attività a dimensioni internazionali ed extracomunitarie; sicuramente l'ammodernamento deve favorire lo sviluppo del terziario avanzato; sicuramente è necessario ampliare le reti di conoscenza all'interno del sistema valdostano.

Tutto questo deve però avere una cornice ed una compatibilità con la realtà ambientale e quindi va sottolineato il problema, che oggi è nella coscienza di tutti, che i limiti dello sviluppo sono quelli della realtà ambientale che conosciamo. Questa considerazione finale significa che la montagna va considerata viva ed abitata.

Se questa è la cornice di riferimento, vediamo quali sono i problemi ai quali mi pare che gli interpellanti mi abbiano chiamato a rispondere. Mi riferisco al riparto fiscale e alla situazione dell'autoporto.

La fase più delicata, che durerà tre o quattro anni durante i quali dovremo approntare le misure e gli interventi per favorire la riconversione dell'intero sistema economico valdostano, richiede un sostegno finanziario continuo, che però in questo momento viene messo in forse.

Allo stesso modo riteniamo che il discorso sull'autoporto, al di là degli ammortizzatori sociali (formazione professionale o interventi-ponte), debba far sì che quell'area sia totalmente riconvertita da area doganale ad area di traffici, scambi e servizi internazionali, la cui entità e solidità dipendono soprattutto dalla capacità di attrarre le iniziative di cui avevo detto prima, cioè insediamenti industriali a vocazione internazionale.

Questa filosofia l'avevo già enunciata. Ecco perché quel discorso viene oggi brutalmente tradotto in "acquisizione di aree". La Regione deve poter controllare e gestire un'area strategica per il futuro.

Situazione Cogne. Mi pare che stia già modificandosi il punto di osservazione rispetto al problema Cogne, tant'è che oggi viene considerato per quello che effettivamente è: non solo importante realtà industriale, ma anche importante area sotto altri profili, in particolare perché fondamentale per una politica urbanistica della città di Aosta e potrei anche dire della Valle d'Aosta.

Su questi presupposti, gli obiettivi per la Cogne sono:

- ridare efficienza allo stabilimento di Aosta. Sappiamo quant'è difficile questa operazione, tenendo conto delle difficoltà di avere un interlocutore, specie in questi ultimi tempi con il discorso delle privatizzazioni;

- un grosso sforzo deve essere fatto per salvaguardare la quota più elevata possibile di occupazione nello stabilimento Cogne;

- ma lo sguardo puntato verso il futuro non può che vedere, accanto alla presenza riordinata dello stabilimento di Aosta, anche nuovi insediamenti non solo industriali, ma di trasporti e di servizi per la città di Aosta, che garantiscano cioè il totale utilizzo di quell'area che, con i suoi 1.100.000 metri quadrati, rappresenta un tassello importante nel mosaico dell'economia aostana e valdostana.

L'ultimo quesito concerne la Casa da gioco. In merito a questo problema, semplificando, cito due strade sulle quali stiamo lavorando e che prescindono da altre considerazioni a cui risponderò in un'altra interpellanza. Qui non faccio alcun discorso di trasparenza dell'azionariato, ma mi riferisco al ruolo della Casa da gioco nell'economia valdostana.

Una prima strada è la ricerca dell'esasperazione nelle dimensioni e nel ruolo della Casa da gioco in Valle d'Aosta. Questa logica può attribuire in futuro alla Casa da gioco un peso eccessivamente importante rispetto all'economia valdostana.

Una seconda strada cerca di riconvertire, ma con equilibrio, la Casa da gioco, rispettando però i contorni del sistema valdostano e riconoscendo a quest'ultimo un proprio ruolo. Questo vuol dire che occorrerà pensare ad una Casa da gioco inserita all'interno del sistema Valle d'Aosta e non libera di esercitare un ruolo prevalente o predominante, tale da farla diventare quasi l'unico motore della Valle d'Aosta.

Sugli ultimi punti, collegamenti autostradale Aosta-Morgex-Courmayeur raccordo tra le statali n. 26 e n. 27, ho già detto che quando avevo fatto certe affermazioni le due situazioni erano ferme, mentre oggi sono in movimento nel modo che conosciamo. Se così non è vuol dire che non ho capito bene il riferimento.

Presidente Ha chiesto la parola il consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Ringrazio il Presidente della Giunta, perché ha fatto un notevole sforzo di sintesi, difficile nel rispondere ad una interpellanza, ed ha cercato di fornire indicazioni sulla manovra complessiva in un'ottica coordinata sugli interventi possibili nei settori dell'economia e dell'occupazione.

Se i suoi appunti non sono solo tali, ma raccolgono indicazioni un po' organiche, che magari il Presidente della Giunta ha poi sintetizzato nella sua esposizione, gradirei averne una copia per disporre di una traccia del ragionamento che egli ha seguito e che mi sembra interessante per alcuni aspetti, un po' più discutibile per altri.

Con l'interpellanza a me interessava avere una indicazione di carattere generale, perché io credo che questo discorso ci debba aiutare a preparare per tempo il Consiglio alla discussione del prossimo bilancio, che, chiaramente, non potrà prescindere da una strategia, sia pure limitata nel tempo fino alle elezioni regionali, che dovrà necessariamente contenere qualche indicazione o qualche precisa linea d'azione, perché la congiuntura che stiamo attraversando è estremamente negativa e vede, a mio avviso, la Regione complessivamente incerta sulle scelte da fare.

Ecco perché la situazione richiede un'approfondita valutazione di carattere strategico e macroeconomico, che il Consiglio non riesce quasi mai a fare.

Sarebbe il caso in questo momento, proprio perché ci sono queste trasformazioni, cercare di individuare la via giusta, anche perché dopo sarebbe difficile rimediare ad eventuali errori. Grazie.