Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3816 del 8 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3816/IX Dibattito sulla risoluzione della convenzione Regione – SDS.

PresidenteSi passa ora alla discussione congiunta degli oggetti iscritti ai punti 31bis e 46 dell'ordine del giorno, di cui do lettura:

Deliberazione Il Consiglio regionale

Premesso che, a seguito della delibera del Consiglio regionale n° 2938/IX in data 18 dicembre 1991, controllata dalla Commissione di Coordinamento il 10 gennaio 1991 con il n° 12813, è stata sottoscritta tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e la Società di Servizi SDS la convenzione del 4 marzo 1992 Rep. 1050 registrata il 10.5.1992 al n° 705, con la quale la SDS S.p.A. si obbligava ad organizzare e porre in essere le attività ed i servizi ivi previsti nonché a realizzare le opere convenute ed a compiere quant'altro espressamente indicato, mentre la Regione Autonoma Valle d'Aosta si impegnava ad erogare i contributi di cui all'articolo 7 della convenzione stessa;

Richiamata la lettera della Commissione delle Comunità Europee che, avuta conoscenza della stipula della predetta "convenzione", ha chiesto alle competenti Autorità Italiane di fornire, in relazione ai rilevanti aiuti pubblici ivi previsti, le informazioni necessarie per valutare le compatibilità della convenzione con quanto disposto dall'articolo 92 del Trattato CEE;

Tenuto conto che la Commissione delle Comunità Europee non ha ritenuto risolutivi i chiarimenti forniti dalle Autorità Italiane - in particolare con lettera n. 2345/Gab. del 14.5.1992 - ed in conseguenza, considerando illegittima la convenzione, ha avviato la procedura ex-articolo 93.2 del Trattato come da pubblicazione della relativa decisione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee C 208 del 15.8.1992;

Considerato che, in presenza di tali fatti non si è dato corso alla convenzione e che, tenendo conto sia dei rilievi formulati dalla Commissione, sia dell'esigenza della Regione Valle d'Aosta di superare la situazione di difficoltà e di contenzioso con la CEE nonché di evitare conseguenze negative non solo sotto il profilo economico ma anche sul piano dell'immagine a livello nazionale ed europeo, la Giunta regionale ha adottato in data 4.7.1992 la deliberazione n° 6280 in cui esprime la volontà di ricondurre l'intervento regionale all'interno del quadro di compatibilità con quanto prescritto dalle normative comunitarie;

Considerato che - anche sulla base dei pareri espressi dai consulenti legali della Regione - non sembra possa ipotizzarsi una decisione di archiviazione della procedura da parte della Commissione CEE in presenza della mera sospensione della convenzione tra Regione e SDS S.p.A. attualmente esistente e che appare più opportuna l'ipotesi di revoca della convenzione e conseguentemente della delibera del Consiglio regionale n° 2938/IX del 18 dicembre 1991, riconsiderando successivamente modalità e forme di collaborazione con la Regione Valle d'Aosta nell'osservare il Trattato CEE e la normativa nazionale vigente;

Considerata la disponibilità espressa per le vie brevi della Società SDS S.p.A. ad addivenire alla risoluzione consensuale tra le parti della convenzione per considerare eventuali nuove collaborazioni nei termini sopraindicati;

delibera

di autorizzare il Presidente della Giunta regionale a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della convenzione Regione Autonoma Valle d'Aosta-Società di Servizi SDS S.p.A. del 4 marzo 1992 Rep. 1050, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio regionale possa deliberare al riguardo.

Mozione premesso che il 1° gennaio 1993, salvo proroga auspicabile ma non certa, e prevista la caduta delle barriere doganali con notevoli ripercussioni in sede regionale sia sotto il profilo finanziario che di quello occupazionale;

sottolineato che a 130 dipendenti delle case di spedizioni operanti nel-l'ambito dell'autoporto sono state preannunciate le lettere di licen-ziamento con decorrenza 1° gennaio 1993 e che per essi non è prevista dalle leggi vigenti alcuna Cassa Integrazione che permetta di rinviare nel tempo la soluzione di una nuova collocazione nel mondo del lavoro;

considerato che da tempo l'unica alternativa valida per mantenere nell'ambito dell'autoporto i flussi finanziari ed i livelli occupazionali attuali è stata individuata dalla stragrande maggioranza del Consiglio regionale nell'insediamento della Mercedes e del suo "braccio operativo" SDS;

valutato che le contestazioni mosse in sede CEE alla Convenzione concordata con la SDS riguardano aspetti marginali che possono essere superati attraverso una lieve modifica della Convenzione stessa;

rilevato che i rapporti tra l'Amministrazione regionale e gli interlocutori Mercedes hanno subìto negli ultimi tempi una preoccupante battuta d'arresto che ha già portato alla sospensione degli sdoganamenti presso l'autoporto di Pollein con notevole danno alle entrate regionali;

appreso che i rappresentanti della Mercedes avrebbero chiesto alla Giunta regionale di far conoscere entro il 15 luglio 1992 gli indirizzi della nuova maggioranza in ordine a tale problematica e che, pare, siano già in corso contatti con la Regione Trentino-Alto Adige per ricercare un insediamento alternativo in caso di risposta negativa da parte della Valle d'Aosta;

ritenuto necessario ed urgente assumere una decisione chiara e definitiva in merito a tale insediamento, prima delle vacanze estive;

Il Consiglio regionale della Valle D'Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale:

1) a concordare con la SDS una modifica della Convenzione che permetta di superare quelle osservazioni della CEE che abbiano un fondato rilievo giuridico;

2) a convocare il Consiglio regionale in seduta straordinaria entro il 31 luglio 1992 per l'approvazione di tale modifica.

F.to - Liborio Pascale - Bruno Milanesio - Aloisi Domenico - Limonet -

Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, per svolgere la sua relazione, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Cercherò di essere il più sintetico possibile, anche per lasciare ampio dibattito in quest'aula. Tengo a precisare che, nel corso dell'incontro con le commissioni competenti, credo di avere con una certa puntualità e completezza presentato l'insieme dei problemi. Quindi mi limiterò a dire alcune cose di cornice ai problemi e ad illustrare i motivi della deliberazione che viene sottoposta all'esame e all'approvazione di questo Consiglio regionale, cercando di rispondere nello stesso tempo e per evitare ripetizioni, perché molte cose che mi sono state chieste le ho già dette in questo Consiglio, disponibile a illustrare in maniera precisa e puntuale alle commissioni competenti approfondimenti sui singoli temi.

Nell'incontro con le commissioni competenti ho indicato in quattro punti essenziali i vertici di una cornice che possono inquadrare questo problema, che supera il discorso dei rapporti fra Regione e SDS e si inquadra in maniera più completa nelle conseguenze che la realizzazione del mercato unico europeo avrà sulla nostra realtà regionale, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo finanziario, sia sotto il profilo occupazionale per quanto concerne le attività autoportuali.

Partirei dal primo punto. Con il primo gennaio 1993 inizia un periodo transitorio, che dovrà terminare con la fine del 1996. Molto probabilmente, proprio sulla definizione della transitorietà di questo periodo sono nati alcuni equivoci. Periodo di transizione non vuol dire che con il primo gennaio 1993 non cadranno le barriere doganali: queste cadranno inevitabilmente, quindi di questo dato di fatto dobbiamo tenere conto; il periodo di transizione si riferisce semplicemente al pagamento dell'IVA, a destinazione nella fase iniziale del periodo di transizione, all'origine nella fase finale. Questo è il tipo di situazione.

Questa modificazione, cioè la caduta delle barriere doganali, avrà il tipo di conseguenze che dicevo, che sul piano economico interesseranno lo sviluppo economico della Regione, interesseranno le finanze della nostra Regione, interesseranno le attività autoportuali e quindi i livelli occupazionali in quella zona.

Su questa partita e su questo argomento, e non da soli, abbiamo sensibilizzato - e credo che siamo fra le regioni più attive in questo senso - il Ministero delle Finanze (incontri a livello tecnico dopo quelli politici sono proprio venuti questa mattina), per consentire non la modificazione di questo regime che sicuramente andrà avanti, ma che sia lasciata la possibilità, quindi l'opzione al soggetto passivo di imposta di versare l'IVA in una sede da lui scelta, cioè che possano avviarsi presso l'area autoportuale di Pollein quelle attività di percepimento di IVA (non più di IVA di importazione perché le barriere doganali sono cadute), che, se sarà così deciso dal Ministero delle Finanze come modalità di attuazione di queste norme CEE all'interno della nostra realtà nazionale, potrebbero consentire la continuità dell'attività occupazionale nell'autoporto di Aosta.

Questo è il primo problema per dare il senso delle cose che stiamo facendo.

Secondo problema, convenzione con la SDS, a cui si collega il discorso della deliberazione che presentiamo a questo Consiglio. Può essere che questa risoluzione possa da qualcuno essere considerata superflua; credo che invece sia un atto che contribuisce anche alla chiarezza.

E' vero che autorizza il Presidente della Giunta e lo responsabilizza, ma rappresenta anche una occasione per affrontare con serietà l'insieme della problematica legato a questo discorso. In definitiva, questa deliberazione propone al Consiglio regionale che il Presidente della Giunta regionale sia autorizzato a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della convenzione Regione autonoma Valle d'Aosta e SDS, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio possa deliberare al riguardo.

Quindi, riassumendo, fase A: autorizzazione al Presidente della Giunta per avviare trattative per una risoluzione consensuale della convenzione, fase B: avvio delle trattative, face C: predisposizione e revoca della convenzione fra Regione e SDS così come era stata definita.

Nella parte illustrativa di questa decisione sono motivate le ragioni che ci hanno spinto a questa posizione; si sa - e lo voglio riprendere in maniera molto sintetica - che la comunità europea ha avviato una procedura avversa alla deliberazione stessa.

Credo che sia un interesse comune, che non è solo quello della Regione ma anche della stessa SDS e della Mercedes, di togliere questo contenzioso con la comunità europea, i nostri legali ci hanno confermato che pare non ipotizzabile una decisione di archiviazione della procedura da parte della commissione CEE in presenza di mera sospensione della convenzione, così come prevedeva l'ipotesi sulla quale abbiamo lavorato per un certo periodo di tempo, quindi la via che attualmente pare più opportuna è quella di giungere ad una risoluzione consensuale.

Risoluzione consensuale che, almeno nei termini verbali e in assicurazioni ancora orali, ci è stata già assicurata dalla SDS.

Questo è il contenuto della proposta di deliberazione, che è all'oggetto n. 31: quindi la risoluzione consensuale e poi la revoca della convenzione Regione - SDS.

Ho più in dettaglio fornito ogni elemento utile in modo che i commissari delle commissioni competenti potessero farsi un giudizio completo, almeno per i dati di cui sono in possesso, quindi credo di non dover ripetere in aula tutte queste considerazioni. Comunque la documentazione è stata messa a disposizione e considerazioni possono essere fatte.

Terzo punto, i rapporti con la Mercedes. Questi rapporti sono centrati sulla realizzazione di un centro di formazione in Valle d'Aosta, anche in questo caso è stato avviato un discorso serio, per vedere nel reciproco interesse e in una equa distribuzione di oneri la localizzazione e la realizzazione, cioè gli aspetti attuativi di questa convenzione.

Ultimo punto, il discorso che interessa gli occupati attuali nell'area autoportuale di Pollein. Ho già avuto modo di dire che quella modificazione o quelle modalità di applicazione del regime di transizione, se applicato - e ciò sembra possibile perché le trat-tative non sono ultimate sul piano tecnico e una volontà politica, anche se genericamente espressa, non si è ancora tradotta in atti formali decisivi -, potrebbero attenuare di molto le preoccupazioni che in questi giorni travagliano gli occupati nella zona auto-portuale.

Al di là di questo fatto, il Governo regionale segue ed ha seguito con molta attenzione i programmi, e mi riferisco per non ripetermi alle risposte già formulate in precedenti interrogazioni, in cui ho fatto una presentazione molto dettagliata di ciò che ha rappresentato l'iniziativa comunitaria sia sul lato italo-francese, sia sul lato italo-svizzero, con i relativi investimenti.

Ho detto che l'Agenzia del lavoro è stata espressamente coinvolta in questo discorso, che tra pochi giorni (se non è già iniziato) ci sarà una unità operativa dell'Agenzia del lavoro presso l'autoporto di Aosta per avviare attività di riconversione dei lavoratori ed attività formative sempre rivolte agli occupati; ho anche detto - e questo su suggerimento di alcuni consiglieri regionali - che abbiamo avuto incontri con le case di spedizione per formulare insieme dei piani che potessero coinvolgerle e se possibile mantenere o potenziare delle attività già presenti, e nei prossimi giorni ci sarà un ulteriore incontro con gli stessi spedizionieri e case di spedizione con i sindacati.

Siamo stati presenti nella riunione che si è svolta presso il Ministero degli Esteri il 30 settembre a Roma; sosteniamo quelle misure a favore dei lavoratori, ma che discenderanno da scelte nazionali, tipo il discorso del pre-pensionamento, l'estensione eventuale della cassa-integrazione, in breve la estensione ai lavoratori delle zone autoportuali di quelle misure riconosciute ad altri settori. Anche in tutte queste scelte siamo presenti, l'impegno è costante, direi massiccio e mirato.

Queste sono le cose che avevo da dire e su questa breve, sintetica illustrazione doverosamente dovrò rispondere alle domande che i consiglieri vorranno porre.

Presidente Per la verità, abbiamo forzato il regolamento nell'abbinare una mozione con questo atto amministrativo presentato dalla Giunta, perché non lo prevede il regolamento. Ciò nonostante ritengo che i presentatori della mozione debbano esprimere il loro punto di vista.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Non mi intendo molto di regolamenti, comunque ringrazio il Presidente del Consiglio per questo abbinamento, che ritengo quanto mai opportuno, perché in fondo il provvedimento della Giunta e la nostra mozione trattano della stessa cosa, anche se si pongono obiettivi completamente opposti. Il provvedimento della Giunta mira alla risoluzione di questa convenzione e noi invece puntiamo ad una modifica di questa convenzione, che tenga conto delle osservazioni fatte in sede CEE.

Devo dire anzitutto che sono un po' sconcertato rispetto al provvedimento che la Giunta ha presentato, tenuto conto anche non tanto delle dichiarazioni fatte oggi dal Presidente della Giunta estremamente sintetiche, quanto invece della lunga esposizione che ha fatto nelle commissioni competenti.

Sono sconcertato perché questa posizione attuale della Giunta regionale e della maggioranza regionale è completamente diversa da quella che era stata assunta nel mese di luglio. Vorrei ricordare che con la delibera 6280 del 4 luglio la Giunta regionale scriveva: "Concorda di ridefinire la convenzione stipulata fra la Regione Valle d'Aosta e la SDS, rendendola compatibile con gli orientamenti e le norme della comunità europea, allo scopo di renderla operante nell'interesse della intera comunità valdostana".

Questo voleva dire: modifichiamo la convenzione, tenendo conto delle osservazioni della CEE, e rendiamola operante nell'interesse della comunità valdostana.

Il provvedimento che oggi viene presentato invece parla di una risoluzione consensuale, poi si vedrà cosa vuol dire consensuale (con oneri, senza oneri, non si sa), fra le parti, per considerare eventuali nuove collaborazioni nei termini sopra indicati. Cioè, di fatto chiudiamo questo capitolo e poi vedremo cosa fare.

Mi pare una posizione molto diversa, molto mutata. Ci saremmo aspettati che da luglio ad oggi, in questi tre mesi, la Giunta regionale provvedesse sull'indirizzo che aveva assunto a luglio e si presentasse oggi in Consiglio regionale con una convenzione modificata, o quanto meno con due provvedimenti contestuali: quello della revoca della vecchia convenzione, e quello contenente la nuova convenzione, che rispondesse a quelli che erano gli orientamenti della CEE. Invece c'è una posizione completamente diversa.

Dalle cose che il Presidente della Giunta ha detto in commissione mi pare di aver capito che le motivazioni, che hanno portato a cambiare opinione, sono essenzialmente queste. La prima è che in questo regime transitorio, dal 1993 al 1997, scompare l'IVA da importazione e quindi verrebbe a mancare una delle motivazioni che erano state alla base della convenzione con la SDS, cioè un flusso di entrate per l'amministrazione regionale. Mi permetto di dire che questo è vero solo formalmente, nella sostanza non dovrebbe cambiare molto. E' vero che dal 1993 al 1997 le merci comunitarie pagano l'IVA a destino, il che vuol dire che se una società ha la sede legale in Valle d'Aosta, come ce l'ha la SDS, e importa delle merci che possono essere dei veicoli, cioè agisce come una specie di grossista import-export, deve comunque pagare l'IVA in Valle d'Aosta; non la pagherà in dogana ma la paga all'ufficio IVA, la sola differenza è questa, ma l'IVA rimane in Valle d'Aosta. E' vero che dal 1997 in poi cambia il regime, dovrebbe cambiare, perché allora l'IVA si paga in partenza, quindi la pagherebbero direttamente in Germania; comunque in quel caso rimarrebbe qui la differenza fra l'importazione delle autovetture e la rivendita delle autovetture nel territorio italiano, oltre a tutti gli altri benefici che poi prevede la convenzione con l'SDS.

Cioè, non sarei così drastico nel dire che qui non c'è più un beneficio di carattere finanziario per la Regione Valle d'Aosta; questa è una affermazione che non è veritiera.

L'altra affermazione che ha fatto il Presidente della Giunta in commissione e che vedo pericolosamente scritta nel promemoria inviato a tutti i consiglieri, è quella che c'è stato un parere legale che sconsigliava la difesa della convenzione. Mi permetto di dire che questo è falso. Nel promemoria del Presidente della Giunta, 26 maggio 1992, leggo: parere pro veritate degli avvocati che "sconsigliano una difesa della convenzione". Vedendo parole fra virgolette, pensavo di trovarle nel parere espresso dagli avvocati, ma queste parole non esistono. Il parere degli avvocati del 29 maggio è lunghissimo, non lo voglio leggere, voglio leggere solo alcuni periodi conclusivi; a pagina 14 c'è scritto: "Ne consegue che, ad un esame concreto, può sostenersi che la convenzione non sembra integrare i requisiti dell'articolo 92, relativi sia agli effetti sugli scambi fra stati membri, che alla idoneità dell'aiuto a falsare o minacciare la concorrenza". E ancora a pagina 15: "Considerato che la commissione ha aperto la procedura, riteniamo che si debba a questo punto: 1) ribadire le motivazioni già addotte a chiarimento della iniziativa; 2) rispondere alle eventuali osservazioni degli interessati, esigendone l'invio dalla commissione; 3) ribadire la propria disponibilità a vincolarsi ad una interpretazione ed esecuzione della convenzione nel senso della sua legittimità, nonché ad opportune modifiche, e comunque a consentire una vigilanza sulla sua esecuzione".

Ma il Presidente della Giunta dice ancora l'8.9.1992: "Gli avvocati Celona e Zambrano inviano un parere in cui suggeriscono di seguire la strada della risoluzione consensuale della convenzione fra Regione e SDS"; anche questo è falso, Presidente, e la inviterei, quando fa dei promemoria, ad essere più preciso nello scrivere le cose, perché sono cose anche da codice penale queste. Non si può indurre i consiglieri regionali a capire delle cose che poi non sono vere, perché i consiglieri che non sono andati a leggersi gli atti hanno capito quello che lei ha scritto, e questo non c'è scritto. Le leggo quello che scrive lo studio legale di Zambrano. A pagina 1 si dice: "Non sembra che possa ipotizzarsi una decisione di archiviazione della procedura da parte della commissione in presenza della mera sospensione della convenzione fra Regione e SDS In tale situazione si presenta indispensabile per la Regione decidere il definitivo comportamento da seguire, e cioè se in qualche modo difendere la convenzione, sia pure modificata, ovvero rinunziarvi. In relazione alla ipotesi di abbandono della convenzione della precedente delibera si ritiene di consigliare il seguente iter procedurale...", cioè gli avvocati demandano la scelta politica a questa Amministrazione regionale. Se la Regione decide di abbandonare, allora consigliano l'iter procedurale, ma non che loro hanno consigliato di assumere questa scelta. Quindi il parere legale non è esattamente quello che viene citato.

La terza motivazione, che ho ricavato dalle considerazioni che il Presidente aveva svolto in commissione, mi sembra sia quella di una preoccupazione nei confronti della CEE, nel senso di dire: non vogliamo avere un contenzioso con la CEE. Questo è il motivo che ho capito di meno, perché siamo una Regione autonoma che un giorno sì e un giorno no contesta lo Stato italiano in difesa della propria autonomia. Nei confronti della CEE c'è un contenzioso di carattere giuridico e bisogna ancora vedere chi ha ragione, e noi non vogliamo avere un contenzioso con la CEE. Allora, è questa la nostra autonomia? Dove sono i leoni rampanti dell'Union Valdôtaine in difesa dell'autonomia? Se queste cose le avesse contestate lo Stato italiano, credo che l'Union Valdôtaine sarebbe scesa in piazza e avrebbe occupato il palazzo per difendere l'autonomia speciale; se le contesta la CEE stiamo tutti zitti. E' una autonomia a senso unico, che vale sono in certi momenti e contro certi soggetti? Se questo è il principio che voi, che siete il perno di questa maggioranza, volete accettare, fatelo pure; noi su questo non siamo d'accordo.

Quindi mi pare che le motivazioni che stanno alla base del mutamento della posizione politica di questa Giunta e di questa maggioranza non siano molto fondate.

Vero è che la situazione, come si presenta oggi, è diversa da quella che c'era lo scorso anno quando abbiamo votato in Consiglio la convenzione, perché lo scenario è indubbiamente mutato in parte. Ma a me pare che gli obiettivi che ci proponevamo allora e che hanno indotto tutto il Consiglio regionale a votare quella convenzione, siano ancora tutti validi. Cos'è che si voleva raggiungere attraverso la convenzione con la SDS? Un insediamento produttivo di carattere e di portata eccezionale, cioè il centro stoccaggio di tutti i veicoli Mercedes destinati al mercato italiano con la possibilità di trasformazione, assemblaggio, eccetera, che poi è il punto sul quale la CEE contesta (potremmo anche toglierlo), con la possibilità di avere flussi finanziari per 1300 miliardi con un minimo di 800 all'anno, con la possibilità di avere 250 posti di lavoro, che non è cosa da poco di questi tempi e lo sarà ancora meno nei tempi che verranno. Perché qui quando si tratta della industria spendiamo miliardi e miliardi, mi pare che siamo arrivati ad un miliardo per ogni posto di lavoro, con la differenza che nella industria non abbiamo certezze di prospettiva perché qualsiasi industria (che sia l'Olivetti, che siano i giapponesi) domani può chiudere, mentre qui siamo in un settore di servizi che ha una sua prospettiva, perché le autovetture si vendono oggi e si venderanno anche fra dieci e venti anni. Quindi non andiamo a discutere se fra i 250 posti di lavoro e i 130 miliardi o quelli che dovranno essere, non c'è rapporto o il rapporto è negativo.

C'era la possibilità oltre a questo (ed è citato nella convenzione) di creare delle aziende complementari; era stato fatto cenno al centro ricambi, perché se qui c'è il centro operativo di tutti i veicoli, qui dovrebbe esserci anche una società che si occupa dei ricambi. E' citata espressamente una azienda di trasporto per portare poi da Aosta a tutti i concessionari italiani questi veicoli Mercedes. C'era l'obiettivo di concentrare qui altre attività legate alla società Mercedes, e qui entra in gioco il discorso del centro di formazione e di design, che è vero che è una cosa diversa dalla SDS e dal centro di stoccaggio, ma è interdipendente. Non prendiamoci in giro, Presidente il centro di formazione e il centro design della Mercedes vengono in Valle d'Aosta se c'è qui l'attività fondamentale, altrimenti non è interesse più della Mercedes farlo, ma soprattutto non è interesse della Regione Valle d'Aosta. Non andiamo a spendere 50 miliardi per fare la formazione ai concessionari della Mercedes, per avere cosa? Quindi, se cade l'ipotesi principale, cade anche il resto, ed è inutile continuare la trattativa con la Mercedes solo per questo.

Volevo cercare di capire, perché non l'ho ancora capito, non solo dal Presidente della Giunta ma dalle forze politiche che compongono la maggioranza quali effettivamente sono le volontà politiche in ordine a questo progetto, perché in fondo si tratta di un progetto di grande portata, che era stato presentato. Mi limito a fare delle domande molto semplici e molto chiare.

Prima domanda: questa Giunta, questa maggioranza, concorda sul fatto che è interesse regionale, è interesse della comunità Val d'Aosta raggiungere gli obiettivi che erano stati previsti nella convenzione SDS, quindi un insediamento di questa portata con tutto l'indotto che può generare, con la creazione di altre società e con quello che può comportare nei rapporti con la Mercedes, con la prospettiva che allora si diceva e che doveva essere una prospettiva poi realizzabile, quella di far trasferire qui la sede legale della Mercedes Italia? Può sembrare una domanda pleonastica, perché a una domanda del genere chiunque direbbe di sì, ma ho cominciato ad avere dei dubbi proprio sentendo il Presidente della Giunta in commissione, quando ha detto che in fondo questi insediamenti hanno bisogno di troppo territorio e noi abbiamo un territorio limitato. Questa è l'unica obiezione che ho sentito fare, ma nei confronti di un progetto di queste dimensioni, con questi livelli occupazionali, con queste prospettive, non mi sembra una osservazione valida.

Presumo che la risposta sia sì, e allora se la risposta è affermativa, passo alla seconda domanda. Si concorda sul fatto che la SDS possa essere lo strumento attraverso il quale raggiungere questi obiettivi? Qualcuno dirà no. Il Presidente della Giunta, nel presentare questa delibera, ha già lasciato capire che voi non ritenete questo. Noi riteniamo il contrario, però su questo potrebbe anche esserci un giudizio sospensivo: dipende dalla risposta alla terza domanda che pongo. Esiste da parte della Giunta regionale, della maggioranza regionale, una controproposta valida, concreta, per individuare un nuovo strumento, una nuova società che dia più garanzia a questa maggioranza, ma che riesca a raggiungere gli stessi obiettivi? Se c'è questa controproposta, siamo pronti a votarla. Se la Giunta fosse venuta oggi qui con due provvedimenti: uno di revoca di quella convenzione con la SDS e un altro propositivo di una nuova convenzione con un'altra società, quella che voi volete, ma che raggiunga gli stessi obiettivi, avremmo votato a favore dell'uno e dell'altro, perché non stiamo qui a difendere la SDS Stiamo qui a difendere un insediamento produttivo di queste dimensioni, di questa portata, che poteva risolvere, e secondo noi può ancora risolvere, tutti i problemi derivanti nella struttura autoportuale dal 1993 in poi, perché quelle misure che voi avete pensato nei confronti dei dipendenti delle case di spedizioni sono solo una presa in giro, in quanto dopo 6-8 mesi di corsi di riqualificazione, voi dite a questi lavoratori di cercarsi un lavoro. E dove lo trovano il lavoro, con i tempi che si preparano nel dopo 1993, con le aziende che chiuderanno a seguito della concorrenza europea?

Questo lo volevo sottolineare. Noi manteniamo questa mozione, non per difendere quella società, la SDS, ma per difendere quello che la SDS poteva portare alla Valle d'Aosta. Se voi avete una controproposta valida, siamo qui per discuterla e per approvarla. Ma non potete venire qui a dire che questo progetto è da buttare, quando dall'altra parte c'è il vuoto, perché questo è un atteggiamento da irresponsabili e da incoscienti. E ve lo dico non come Consigliere di minoranza, perché qui non bisogna fare il gioco delle parti della maggioranza e della minoranza; queste sono cose sulle quali tutti assieme dobbiamo discutere seriamente e con responsabilità. E' sulla pelle dei lavoratori...? Ma io mi interesso proprio della pelle dei lavoratori, caro Bajocco, sono preoccupato proprio per i lavoratori, e non tanto per le entrate finanziarie.

E allora, la posizione della Giunta così come oggi viene espressa è una posizione inaccettabile; a parte l'aspetto formale, perché non mi pare che il Presidente della Giunta abbia bisogno di una autorizzazione per modificare questa convenzione, voi siete il Governo regionale, potete benissimo fare la modifica e poi venire in Consiglio a chiedere l'approvazione, è la sostanza che non riusciamo a capire. Non riusciamo a capire quali sono gli obiettivi, qual è la prospettiva che vi ponete rispetto a questo progetto, che avrà avuto tutti i suoi difetti, che deve essere modificato, che ha delle pecche, ma che era un progetto, ed era un progetto di grandi dimensioni e di grande prospettiva. Diteci cosa avete in cambio.

Presidente Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Signor Presidente, i popoli anglosassoni hanno un detto: "Business is business". Noi che siamo latini, abbiamo delle valutazioni leggermente diverse; anche se diciamo che gli affari sono gli affari, a monte di questa affermazione rimangono pur sempre i rapporti umani che si intrecciano nella esecuzione di affari o altre cose di questo genere.

Credo che sia opportuno per notizia dei signori consiglieri, e per ricordo mio - e questo perché ho letto questo rapporto fra Regione - SDS che racchiude, come già ha detto il Consigliere Pascale, delle falsità, e che comunque racchiude delle affermazioni quanto meno non veritiere - che il Consiglio regionale sia reso edotto di quello che è stato tutto un iter che si è venuto a creare non dal marzo 1991, signor Presidente, ma dal luglio-settembre 1990. Perché se questo rapporto viene letto da un cittadino, da un consigliere che non era molto addentro alle cose, ha la sensazione che qui ci troviamo di fronte ad un pateracchio più o meno valido, a qualcosa che è stato fatto in quattro e quattr'otto, a qualcosa che non ha avuto e non potrà avere delle conseguenze favorevoli per la Regione.

Qui si è parlato molto spesso e si è usato ed abusato di frasi come: noi lavoriamo con umiltà, noi lavoriamo nell'interesse esclusivo della Valle d'Aosta, cosa che mi sembra più che ovvia e logica; ma se ci fosse stato un interesse che non fosse viziato da interessi politici, nulla avrebbe vietato al Presidente della Giunta (o a chi per lui) di prendere contezza di tutto ciò che era avvenuto in questo anno e mezzo non con il sottoscritto, perché poteva essere persona non gradita o persona che poteva dire cose non esatte, ma prendere visione di quanto è agli atti per darne un giudizio per quanto possibile più valido con i funzionari della Regione, che hanno seguito questo problema dalle origini. E non trovarsi improvvisamente con qualcuno che guarda il fascicolo, vede le cose in modo piuttosto superficiale e poi stende un rapporto che suona a mio giudizio perdente.

Ciò detto, mi sia concesso di fare una piccola cronistoria, altrimenti potremmo non capirci.

Nel mese di luglio o di settembre, non ricordo più, un mese o un mese e mezzo dopo la mia nomina a Presidente della Giunta, venne a trovarmi il Presidente della società autoportuale, sig. Ettore Marcoz (che non ha nulla a che vedere con il nostro collega consigliere), il quale mi parlò della possibilità da parte di una grande casa automobilistica, e quindi con il nostro interessamento, di creare in Valle d'Aosta qualcosa di intelligente e valido. Aggiunse in quel momento che questa proposta era già stata fatta a colui che mi aveva preceduto nella poltrona di Presidente della Giunta, ma forse negli ultimi periodi, prima che succedesse il ribaltone, che però ottenne una risposta: "Valuteremo, vedremo..."; dopo successe il ribaltone, per cui non posso nè voglio dare responsabilità alcuna a colui che mi ha preceduto.

Questo fu l'inizio. Il sig. Marcoz, insieme ad altri soci di maggioranza della società autoporto, proseguì in queste trattative con la Presidenza della Giunta, e di questi incontri relazionai, come molto spesso ho fatto durante questo anno e mezzo, alla Giunta per dire quali erano le soluzioni, o se c'erano queste possibilità di andare avanti.

Senonché un certo giorno dissi a questi signori che volevo parlare con questo mandatario: mi avevano parlato di un mandatario della Mercedes, quindi volevo avere dei rapporti quanto possibile più diretti. Non è possibile, ci sono delle difficoltà - mi fu risposto - è sempre via; insomma mi furono portati problemi vari. Obiettai che la Presidenza della Giunta non poteva andare avanti trattando le cose in questa maniera, finché un certo giorno, credo nel mese di novembre, un certo sig. Tocci chiese un appuntamento alla Presidenza della Giunta, cosa che gli venne concessa.

Non conoscevo il sig. Tocci, nè mi era stata data comunicazione dalla società autoporto; questo signore venne da me e mi disse: "Finalmente riesco a parlarle, perché il sig. Marcoz continuava a dire che lei era irreperibile, che non era avvicinabile, che era sempre via, che quindi non c'era possibilità di prendere accordi con lei".

Dopo avergli detto che non avevo mai avuto problemi di quel genere, gli proposi di valutare insieme le cose. Così iniziarono due o tre colloqui con il sig. Tocci, al termine dei quali gli dissi: "Mi sta tanto bene che lei è il mandatario della Mercedes, ma la Regione Valle d'Aosta vuole parlare con i rappresentanti ufficiali della società Mercedes". Cosa che avvenne verso Natale del 1990.

Proseguirono le trattative direttamente con la Mercedes e si raggiunse - e qui mi riaggancio al rapporto che ha fatto il Presidente della Giunta - quel protocollo di intesa che fu firmato il 28 marzo 1991. In questo rapporto viene messo giustamente in evidenza quali erano, sia pure in sintesi, le ragioni più importanti di questo protocollo; si parlava dell'avvio della società entro il luglio del 1991, l'assunzione di 500 unità, la nazionalizzazione dei prodotti con il marchio Mercedes. La Regione avrebbe dovuto in quella prima fase provvedere a dare 300mila mq in comodato, a dare degli interventi finanziari calcolati in percentuale sui benefici che avrebbe avuto l'Amministrazione regionale da questa IVA da importazione, ed eventualmente, se necessario, partecipare al capitale delle società che sarebbero dovute essere costituite sia per quanto diceva prima Pascale, per le società di trasporto, sia per altre ipotesi di lavoro che dovevano avvenire conseguentemente a questo protocollo.

Devo dire che con estrema serietà la Mercedes proseguì nei rapporti, malgrado le difficoltà che intanto erano sopravvenute, e qui mi permetto di ricordare (e non riferisco quello che dissi già allora) il comportamento dell'On. Usellini, il quale in una intervista mandata in onda da Tele Alpi disse che venendo in Valle d'Aosta aveva incontrato degli amici valdostani che gli fecero presente una certa situazione quanto meno irrituale di questa convenzione.

Da qui nacque tutto un contenzioso, l'amico Mafrica ricorderà che ritornammo con grande celerità dalla visita che stavamo facendo con i signori della Seiko, proprio per trovare una risoluzione a livello governativo, che venne trovata direttamente con il Presidente di allora, Andreotti, che fece rispondere, giustamente, accettando quella che era la posizione autonomista della Regione, che non si poteva ovviare ad una modificazione della legge sull'IVA, se non ci fosse stato un accordo con la Regione per la modifica della legge 690.

Si proseguì nei rapporti, e per dire che il rapporto del Presidente della Giunta regionale è carente quanto meno, devo dire che viene a mancare uno dei pilastri di questa situazione, e cioè che in origine i rapporti erano fra Regione autonoma Valle d'Aosta e Mercedes, non vi era nessun tipo di intermediario, anche perché - e qui credo che il Presidente me ne potrà dare atto - agli atti esistono due o forse tre ipotesi di convenzione che la Regione e la Mercedes direttamente dovevano fare con una certa impostazione.

Solo in un tempo successivo, e quindi riferisco tempo Usellini, nacque da parte della Mercedes una problematica che non era preventivabile all'origine. La Mercedes disse che per ragioni sue - poi scoprimmo in tempi successivi i rapporti tesi che la Mercedes aveva con la CEE per via di una questione, che credo sia in ballo ancora oggi, di certi terreni che la Mercedes avrebbe acquistato nel centro di Berlino, e quindi non vi rientrava la Valle d'Aosta - preferiva, per evitare che ci fossero delle immaginazioni diverse da parte della CEE, fare una specie di stop. Quindi nacquero successivamente le convenzioni, che credo siano agli atti, fra Regione Valle d'Aosta, Mercedes e SDS, che nel frattempo era stata individuata dalla Mercedes come sua società di fiducia. Esistono agli atti le lettere a questo riguardo.

Dopo di ciò si arrivò alla convenzione con la SDS; ma la convenzione della SDS era la cosiddetta mini-convenzione, era un passaggio obbligato che la Regione doveva fare, se riteneva di avere questo incontro con la società multinazionale Mercedes per garantire sia i posti di lavoro, sia le entrate fiscali.

Qui nasce un piccolo giallo: l'estensore di questo rapporto ha dato origine, proprio perché per mancanza di umiltà non ha ritenuto di sentire i funzionari che trattavano regolarmente con il sottoscritto, con la Mercedes, con gli avvocati e con i professori di università, ad un piccolo equivoco, perché non si riesce a capire da questo rapporto che la convenzione principale che doveva essere quella con la Mercedes era stata suddivisa in due convenzioni: una con la SDS e una con la società Mercedes, che avrebbe dovuto essere fatta successivamente.

Anche perché la Mercedes per suoi rapporti interni, per sue difficoltà interne, aveva chiesto alla Regione una specie di moratoria di almeno sette, otto mesi per riuscire a risolvere certi suoi problemi interni, che riguardavano in modo particolare la Presidenza della Mercedes Benz Italia, assicurandoci comunque - e qui i funzionari potranno essere buoni testimoni a questo riguardo - che entro la fine dell'anno 1992 la Mercedes avrebbe fatto due cose, avendo risolto i suoi problemi interni (poi parlerò dei problemi che ha avuto a livello di Stoccarda, perché se la trattativa è durata un anno e mezzo, questo è dovuto a dei problemi di localizzazione a livello di Stoccarda), su nostra richiesta proprio per le ragioni che diceva poc'anzi il Consigliere Pascale e poi quelle che diceva il Presidente della Giunta che con il gennaio 1993 venivano a cadere le frontiere.

Le due alternative erano: o spostava la sede legale o quanto meno la sede fiscale della Mercedes in Valle d'Aosta, cosa sulla quale in un primo tempo avevano avuto delle difficoltà sia da Stoccarda sia a livello di società italiana, ma quanto meno avrebbe fatto in Valle d'Aosta una società chiamiamola così di importazione di totale proprietà della Mercedes, che sarebbe stata la società importatrice di tutto il materiale Mercedes, per cui si sarebbero superate per questi anni, fino alla fine del 1996, le problematiche relative alla CEE e quindi gli sdoganamenti sarebbero avvenuti qui, perché la società che importava aveva sede in Valle d'Aosta, e di conseguenza i pagamenti dell'IVA.

Non so se questa sia ancora la posizione della Mercedes, ma da quello che si legge sui giornali e dalle ridotte informazioni che abbiamo, visto che sediamo nei banchi della minoranza, mi sembra che la situazione sia abbastanza difficile.

Anche perché risulterebbe - e non so se questo è vero e chiedo venia se questo non fosse vero - che nei mesi estivi ci sia stato un certo attivismo da parte di qualche rappresentante della Giunta, per cercare di convincere la Mercedes ad eliminare da quello che poteva essere il pacchetto la società SDS Se ciò fosse vero, e voglio dubitarne, sarebbe una cosa estremamente grave per le conseguenze a favore della Valle d'Aosta.

Tornando a monte un attimo, si dice in questo rapporto dell'8 novembre 1991 che la Giunta approva lo schema di convenzione Regione - SDS, che i metri quadrati sono passati da 300mila a 150mila e gli occupati da 500 a 250, che il contributo regionale non è più in percentuale ma in valore assoluto (stabilito nel 90 percento). A questo punto bisogna capire alcune cose, perché è vero che la convenzione con l'SDS porta i metri quadrati da 300mila a 150mila e gli occupati da 500 a 250, però l'estensore di questo rapporto probabilmente dimentica di dire in questa relazione che agli atti esiste una lettera, e credo che il Presidente ne potrà dare contezza, in cui la Mercedes nell'esecuzione di quello che avrebbe dovuto essere il centro di formazione professionale e il centro design parla di una occupazione minimale di 120 persone.

Per cui voglio dire che con qualche aggiustamento, perché quando si è fatto il protocollo di intesa le cose erano ancora piuttosto labili, c'era l'idea che doveva essere fatto, che era una idea estremamente valida sia per quello che era il futuro della nostra Regione in ordine a questioni economiche che oggi si faranno sentire sempre di più, sia per quanto riguarda i posti di lavoro, che anche questi si faranno sentire. E ci pensavamo già allora alle conseguenze che potevano venire fuori dalla società nazionale Cogne, tant'è che nella convenzione si fissò un numero minimale, cinquanta, sessanta persone se ricordo bene, per il primo anno, e che nell'arco del 1993 e del 1994 si sarebbe dovuti arrivare alle 250 persone.

Nel frattempo si sarebbe dovuto proseguire nella trattativa e definire le questioni con la Mercedes, quindi la costruzione del centro di formazione professionale, la costruzione del centro design, per il quale vennero ad Aosta alti funzionari della Mercedes da Stoccarda, i quali individuarono alcune località, fermandosi poi sulla località di Châtillon (almeno in quel periodo, poi qui ho visto che ci sono delle proposte alternative che non conosco, quindi non ne voglio assolutamente parlare).

Come Giunta provvedemmo a fare un ricorso nei confronti del piano regolatore di Châtillon, per vedere di poter inserire nella località press'a poco vicina alla scuola alberghiera questo centro, che avrebbe dovuto comportare 120 posti con tutte le attrezzature conseguenziali, che riguardavano anche gli sport e cose di questo genere. Quindi voglio dire che questa relazione è carente, perché non esprime esattamente quello che è successo.

Il protocollo venne approvato dal Consiglio regionale e a questo riguardo vorrei solo fare una piccola parentesi: è stato emesso un comunicato-stampa da parte di due colleghi, nel quale si dice senza mezzi termini che il Consiglio regionale avrebbe approvato questa deliberazione in carenza di informazioni e pertanto in modo falsato o non veritiero. Allora vorrei ricordare, senza polemica, a questi colleghi: 1) che se erano carenti di informazioni, non avevano la pena che di chiederle e di non votare la convenzione, cosa che invece non venne fatta; 2) che non è vero quanto è scritto in quel comunicato, perché ho avuto la possibilità di rileggermi l'intervento che feci in occasione della convenzione con la SDS e, sia pure con le difficoltà (e mi riporto a quei tempi e forse oggi è più difficile spiegarsi e capirsi) che erano nate per quanto riguarda la Mercedes in ordine ai rapporti con la Valle d'Aosta e consequenzialmente con i rapporti con la CEE, già allora dissi, proprio per evitare che ci fossero delle difficoltà interpretative sul discorso della Mercedes (cito) - "Questa prima convenzione con la SDS, che possiamo chiamare quale braccio operativo della Mercedes".

Quindi non è stato nascosto nulla, anche perché non era il caso di nasconderlo, dal momento che agli atti, come è riportato poi nel rapporto, esistono delle lettere (che io pretesi di avere) da parte della Mercedes sul fatto che la SDS sarebbe diventata società a maggioranza Mercedes, così come è stato riportato nel protocollo che qui sto leggendo.

E' vero, sono nate delle difficoltà, c'erano già prima ma sono venute ancora di più dopo.

Non dimentichiamo che ci siamo trovati di fronte ad una prima campagna di stampa, se vogliamo anche limitata, ma estremamente dura, proveniente non tanto dalla Stampa di Torino, che pubblicò qualche articolo ma niente di particolare, quanto dal Sole 24Ore, che riportava fra l'altro delle dichiarazioni, che per la verità in quel momento potevano essere accettate anche se sarei stato più cauto a fare certe affermazioni, da parte dell'ex Presidente Rollandin.

Guarda caso, il comitato della CEE nell'aprire questa vertenza con l'Amministrazione regionale dice (cito quanto è scritto in questo rapporto) che hanno appreso da un punto di vista giornalistico questa situazione della Mercedes.

Immagino che sicuramente l'ex Presidente Rollandin risponderà a queste mie provocazioni, ma rimane pur sempre un fatto che la CEE iniziò questa procedura, per detta loro, in seguito a notizie giornalistiche.

Non dico che con questo Rollandin volesse dare una botta in testa alla Valle d'Aosta, ma certamente queste notizie di stampa non hanno aiutato la definizione di una certa cosa. Infatti ai primi di gennaio di quest'anno la Mercedes scrisse una lettera dicendo che nulla aveva a che fare con la SDS.

E qui nascono gli equivoci, nascono delle difficoltà, veritiere, testimoniabili, perché la Mercedes si trovava in una situazione di estrema difficoltà, vuoi per rapporti interni loro non definiti, vuoi per i problemi CEE (vedasi Berlino), vuoi perché aveva in quel momento la necessità di chiudere il contenzioso di Berlino e quindi non avere altre problematiche nei confronti della SDS o con la SDS

Sembra strano quanto sto dicendo, però ricordate solo il fatto che Mercedes e SDS si scambiarono delle lettere, dove la SDS dava il diritto di opzione alla Mercedes e Mercedes rispondeva che avrebbe preso la maggioranza assoluta di quella società entro il 30 giugno 1993. Ne derivò un comunicato stampa, voluto dalla Mercedes, fatto congiuntamente con il sottoscritto in quanto Presidente della Giunta, nel quale si dicevano press'a poco le cose che vi ho detto prima, anche se avevo ribadito in quel comunicato stampa che la situazione Mercedes e la situazione SDS erano fra loro connesse, per cui, al di là del rapporto semplicistico di carattere economico-commerciale, ci doveva anche essere un rapporto di carattere imprenditoriale per quanto riguardava la formazione professionale.

Proseguendo nella lettura di questo verbale, la CEE - dopo aver detto di avere appreso le cose dai giornali - chiese spiegazioni alla Regione, in un primo tempo, per sapere com'era la situazione dei rapporti fra Mercedes e Regione Valle d'Aosta. E' vero, signor Presidente, risposi a quella richiesta con solo 15 righe di commento, ma credo che in quel momento, se avessi risposto in un'altra maniera, probabilmente da parte dell'allora minoranza mi sarebbe stato rimproverato che non tutelavo sufficientemente quelli che erano l'autonomia della nostra Regione e le nostre valutazioni autonomistiche. Per cui mi limitai a mandare la documentazione che ci era stata richiesta.

Qui si fa poi una illazione, pericolosa, perché richiama l'attenzione della CEE sulla legge 16 sugli interventi della Finaosta. Ma io mi chiedo, signor Presidenteè mai stata comunicata questa legge alla CEE? Sono mai state comunicate le leggi a favore dell'agricoltura alla CEE da tutte le maggioranze che si sono susseguite in quest'aula? Mai. Anzi, se devo ricordare bene - qui lo dissi qualche tempo fa e concordai con quanto era stato fatto in quel momento -, si disse da parte della commissione di coordinamento che non ci avrebbero approvato certe leggi se erano sprovviste dell'autorizzazione da parte della CEE.

La Giunta in quel momento disse no, perché la legge stabiliva che entro 30 giorni la legge doveva tornare vistata o non vistata; questo a tutela, come dicevo, della nostra autonomia. Con questo non dico che è stato fatto male di non comunicare questi leggi, ma non posso accettare che in questo rapporto si dica che non si sono mandate le comunicazioni che si doveva mandare alla CEE.

E poi veniamo alla fase finale, almeno per quanto mi riguarda. Da informazioni indirette avevamo saputo che c'era qualcosa a livello CEE. Allora ci attivammo per avere dei rapporti con gli uffici della CEE, con il rappresentante italiano presso la CEE, persona squisita, che peraltro non potè dirci niente di più favorevole, come risulta dalle documentazioni che sono state presentate, e in seguito la convenzione venne approvata, vistata. Mandai, non mi vergogno di dirlo, una lettera alla Finaosta e alla SDS per avviare le fideiussioni previste dalla convenzione, perché in quel momento, 2 aprile 1992, la Regione Valle d'Aosta non aveva ancora ricevuto nulla da parte della CEE. E' altresì vero che scrissi una lettera alla CEE, con la quale affermavo che la convenzione non aveva ancora avuto attuazione. Qui vedo una piccola parentesi, una piccola carogneria (se mi passate l'espressione), non esatta perché si è richiesta ed ottenuta la fideiussione dalla SDS. E' vero, non vi era nulla di strano perché in quel momento non era ancora aperto nessun procedimento nei confronti della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Procedura che venne poi avviata soltanto - da notizie CEE - verso la fine di maggio e comunque ne venne data ufficialmente notizia a questa Regione solo il primo giugno 1992. In quel caso nominammo gli avvocati, che credo siano ancora i legali della nostra Regione, due validissimi colleghi che si occupano quasi esclusivamente di diritto comunitario. Mi spiace dover dire che non è vero quello che c'è scritto in questo rapporto, che gli avvocati sconsigliano una difesa della convenzione, e lo ha già esplicitato il Consigliere Pascale. Non vorrei qui mettermi a leggere il parere pro veritate che hanno mandato i legali; mi auguro che i signori consiglieri o lo abbiano letto o lo leggano, perché il consiglio di quei legali era semmai sottointendente una diversa attuazione, una difesa della Regione nei confronti della CEE, sostenendo con dati giuridici alla mano che i rapporti esistenti e le accuse che ci venivano rivolte erano accuse infondate sia in diritto sia in fatto. Facendo un ragionamento di carattere giuridico, arrivarono alla conclusione che forse, tutto calcolato, conveniva difendersi nei confronti della CEE, perché fino a prova contraria un deliberato negativo nei confronti dell'Amministrazione regionale non esiste. Per cui mi permettano i signori consiglieri che il fatto di dire che un contenzioso a livello comunitario rappresenterebbe una limitazione della immagine della nostra Regione a livello nazionale ed europeo mi sembra una gran fesseria, perché ci sono almeno una decina di Regioni che hanno dei rapporti piuttosto difficili nei confronti della CEE, senza che questo abbia illeso il loro buon nome o la loro immagine.

Mi sembra opportuno a questo punto che ricordi alcune cose al Consiglio, proprio in relazione a quella che è stata la situazione che si è venuta a creare dopo l'apertura di questa procedura.

Il comitato sostiene che sussisterebbero i presupposti di applicazione dell'articolo 92 del trattato di Roma; invece i nostri legali non ravviserebbero gli elementi che sono costitutivi di una eventuale condanna della Regione: 1) il salvataggio di imprese pericolanti; 2) il rafforzamento di una impresa rispetto ad imprese concorrenti; 3) incidenza sugli scambi infracomunitari; 4) cronicità dei finanziamenti.

Queste cose le leggo perché le dissi già allora, in tempi non sospetti. Si sostenne dai nostri legali che non esistevano questi quattro elementi, per far sì che la Regione venisse condannata da parte della CEE. E si sosteneva che cosa? Poi è chiaro che la Giunta può decidere di non difendersi, come ha fatto, può decidere di revocare la SDS, è libera la maggioranza di fare quello che ritiene opportuno, però direi a lor signori, specialmente a coloro con i quali ho condiviso certi rapporti di maggioranza e di giunta, che mi auguro che su una operazione di questa portata questa maggioranza ne sappia portare un'altra, perché questo significherebbe veramente rimettere in piedi l'economia della nostra Regione. Purtroppo stiamo vedendo in questi Consigli che si sta facendo solo ed esclusivamente quello che è stato preparato dalla Giunta precedente, mentre qualcosa di nuovo non l'abbiamo ancora visto. Ma ci auguriamo che questo avvenga al più presto.

Dicevo che non fu ravvisata l'esistenza di questi quattro elementi, che avrebbero dovuto far condannare la nostra Regione. Si sostenne invece, primo: il beneficio finanziario che ne consegue a noi è assai rilevante ed è comunque superiore a quello previsto a favore della controparte, perché qui si sono fatte delle valutazioni piuttosto strane, forse per carenza di informazione.

Nella convenzione con la SDS c'è un paragrafo ben preciso, nel quale è stabilito che nel primo anno di gestione questa si sarebbe impegnata a importare di più rispetto al 1990, che era stato preso come anno immaginato, 800 miliardi, i quali dovevano successivamente salire a 1300 miliardi. Non c'erano problemi a questo riguardo, perché ci sono agli atti i bilanci della Mercedes Benz Italia, e nel 1990 gli introiti della Mercedes ammontavano a circa 3000 miliardi.

Con questo non dico che tutto quanto la Mercedes importava in Valle d'Aosta sarebbe stato sdoganato in Valle d'Aosta, perché ci sono stati dei problemi con il Trentino, il quale non aveva tanta voglia che la Mercedes venisse a sdoganare in Valle d'Aosta e lasciasse il territorio del Trentino, dal momento che il Trentino, più fortunato di noi, percepisce sull'IVA da importazione i dieci decimi.

E proseguo. Non sono - mi riferisco sempre all'articolo 92 del trattato di Roma che prevede questa ipotesi - e non possono essere ipotizzati danni alle imprese concorrenti, perché, data la novità della iniziativa, non esiste nessuna azienda che attualmente svolga tale attività nelle dimensioni di scala che l'iniziativa si propone.

Gli stessi signori dell'autoporto, quando furono messi a conoscenza ed entrarono in rapporto con la società e con la Mercedes, furono abbastanza preoccupati della cosa, perché questo significava un incremento delle loro possibilità operative, che pure sono già buone, dell'ordine dei 2/3 in uomini necessari per poter definire con estrema velocità questi sdoganamenti. Si resero conto che loro stessi potevano avere delle difficoltà, ma che comunque potevano entrare, in accordo con la SDS, a definire tutta una situazione che sicuramente era estremamente interessante per quanto riguarda la Regione. Perché il busillis di tutta quella questione è che i primi rapporti che facemmo con la Mercedes, questa disse: vengo, passo da voi, voi mi date un tanto e tutto finisce lì. Mi è sembrata questa proposta estremamente semplicistica, ed allora abbiamo individuato (oggi prendendoci la scure di tante persone) di utilizzare questa grande società per venire incontro a quelle che potevano essere le necessità di carattere sociale della nostra Regione.

Pertanto iniziammo con la Mercedes a fare questi tipi di discorsi, che all'origine non entrarono molto nelle orecchie della Mercedes, ma alla fine si resero conto che il fatto sociale che portavamo avanti era un fatto estremamente importante per noi e che poteva conseguentemente essere valido anche per loro.

Oso dire che manca qualsiasi incidenza sugli scambi infracomunitari, altra ipotesi del trattato di Roma, in quanto l'iniziativa tende potenzialmente non già ad accrescere il volume delle merci introdotte, che sono già elevate - e ricordo che il Consigliere Riccarand fece in sede di discussione una sparata più o meno giusta sull'incremento del traffico che ci sarebbe stato in Valle d'Aosta; in realtà il traffico sarebbe stato estremamente ridotto perché ci sarebbe stato un incremento di quelle dieci, dodici, al massimo quindici bisarche giornaliere -, ma esclusivamente ad incentivare l'immissione in libera pratica nella Valle d'Aosta di una consistente percentuale dei beni che già transitavano in Valle d'Aosta. Perché, come dissi allora e ripeto oggi, e mi auguro che le cose siano cambiate, all'autoporto in questo periodo mediamente sdoganavano circa il 12, 13, 14, forse il 15 percento delle merci che transitavano in Valle d'Aosta, per andare nel territorio nazionale. D'altra parte in scala estremamente ridotta la società autoporto aveva fatto qualcosa di similare (cioè: tu passi ed io ti Do qualcosa) con la Volvo.

D'altra parte la Regione approvò una legge, che oggi addirittura è stata portata al 2 percento, per incentivare gli sdoganamenti in Valle d'Aosta, quindi per fare opera di promozione sotto questo profilo, cosa che l'autoporto ha fatto negli anni. Anche tenendo conto che solo il 12-13 o il 15 percento dei transiti abbiano sdoganato in Valle d'Aosta, mi sembra che questo grande lavorio da parte della società dell'autoporto non ci sia stato, o quanto meno se non c'è stato, hanno ridotto quelli che avrebbero potuto essere i danni conseguenti ad una riduzione degli sdoganamenti.

Altro punto è quello che parla della cronicità dei finanziamenti; non esiste, e infatti vi è il carattere limitato nel tempo del contri-buto, che costituisce uno degli elementi indefettibili della conces-sione. Si diceva, sussistono i requisiti della specificità regionale, e questo in base a comunicazioni della commissione sui regimi di aiuti a finalità regionale, che aveva emesso il comitato CEE.

Ho voluto forse in modo maldestro fare una piccola o lunga cronistoria di questi rapporti che sono nati, che sono stati cullati dal sottoscritto e in parte anche dalla Giunta regionale che ho avuto l'onore di presiedere, alla quale di volta in volta relazionavo, anche se devo dire che dopo la stipula della convenzione comiciarono a nascere delle gelosie, invidie (non parlo tanto degli Assessori) da parte di qualcuno che non vedeva con estrema bontà o voglia questa convenzione, perché erano abituati a fare e a disfare quello che volevano; quindi le lobbies economiche hanno avuto la loro presenza in tutta questa vicenda.

Mi auguro che si trovi una soluzione nell'interesse della Valle d'Aosta; non voglio ergermi o ergere la Giunta che ho presieduto come una Giunta di personaggi capaci di fare una cosa di questo genere, ma sicuramente mi vanto - e credo in questo di poter unire a me coloro che erano in Giunta con me - di aver iniziato un progetto di grande rilevanza europea, di grande rilevanza per la nostra Regione.

Leggo qui - e questa è una scelta della maggioranza, della Giunta, che mi può lasciare del tutto indifferente -: il 24 settembre il Presidente Lanivi scrive alla commissione CEE e ai ministri competenti la volontà non solo di non dar corso alla convenzione, ma di risolverla.

E' una scelta, signor Presidente, io non la discuto ma la osteggio, perché ritengo che questa sia una - se mi passa l'espressione, che non vuole essere irriverente - "cavolata", perché credo che ognuno di noi, sia dal punto di vista personale, che dal punto di vista di rappresentante di ente, ha il diritto/dovere di tutelare la propria Regione o se stesso nelle sedi competenti. A meno che tutto questo disegno sia un disegno provocatoriamente politico, come si sussurra in giro, per cui bisogna delegittimare quello che ha fatto Bondaz (e la sua Giunta - aggiungo io), perché ci sono le elezioni e dobbiamo dimostrare che era una stupidaggine quello che ha fatto, ora noi mettiamo le cose a posto e sicuramente le cose andranno per il verso dovuto.

Per mio abito mentale non sono abituato a giocare al revanscismo politico, è una cosa che non ho fatto quando ho avuto l'onore di sedere nella poltrona di Presidente della Giunta, cosa che invece vedo viene fatta, non dico quotidianamente ma molto spesso da questa Giunta.

E allora, signori miei, ha ragione Pascale; non va più bene la SDS, risolviamo pure il rapporto con la SDS, non è un grosso problema, almeno per me. Ma allora ci dovete portare non una delibera di cui si dice in questo verbalino: "Approva una proposta di delibera al Consiglio regionale di autorizzazione al Presidente della Giunta per la risoluzione consensuale della convenzione", perché credo che ognuno debba giocare il proprio ruolo: il ruolo della Giunta (che è un ruolo esecutivo) è quello di portare in Consiglio - se vuole come ritengo voglia - la risoluzione della convenzione, dal momento che tanto è già stata scritta una lettera dal Presidente della Giunta senza sentire il Consiglio, che era poi quello che aveva deliberato la convenzione. E allora ecco che nasce successivamente, in data 3 ottobre, forse resisi conto della non giustezza della cosa, la proposta di delibera al Consiglio di autorizzare il Presidente alla risoluzione consensuale della convenzione.

Allora, signor Presidente, o lei ci dice - e non solo per contatti verbali, perché qui dobbiamo decidere, il Consiglio regionale è un organo deliberativo - che i rappresentanti della SDS accettano, con documenti alla mano, la risoluzione di questa convenzione consensuale, e quindi gratuita o cose del genere, e a questo punto non abbiamo nessuna difficoltà ad accettare non solo l'autorizzazione, ma addirittura la revoca della convenzione. Perché questa convenzione dovrà essere - comunque lei la voglia vedere - revocata dal Consiglio regionale, anche se lei con un atto a mio giudizio leggermente arbitrario ha ritenuto di scrivere una lettera alla CEE dicendo che voleva risolverla, credo su indicazione della Giunta o quanto meno dopo aver sentito la maggioranza che la sostiene.

Non sono abituato a dare delle deleghe in bianco, mi dispiace sarà una cattiva abitudine la mia, ma non sono abituato a dare una delega in bianco quando non so cosa voglia dire risoluzione consensuale della convenzione, perché la risoluzione consensuale vuol dire un sacco di cose: vuol dire che non si paga niente, vuol dire che si paga un sacco di soldi, vuol dire che si fa un'altra società eccetera.

Personalmente non sono abituato a dare delle deleghe in bianco. Con questo, con altrettanta franchezza, se lei ci dice: vogliamo modificare la delibera e revocare la SDS con a fianco una proposta innovativa, migliorativa, non ci sono problemi da parte nostra di accettare questa revoca.

Vorrei avere delle informazioni più precise su quali sono effettivamente i rapporti oggi tra Mercedes e Regione Valle d'Aosta, perché se questi rapporti sono limitati alla costruzione di un centro di formazione professionale e quindi di dare una immagine di presenza della Mercedes - che è pur sempre una cosa importante -, mi sembra che questa sia una visione estremamente limitata di quelle che sono le potenzialità della nostra Regione in relazione alle questioni della Mercedes.

Dopo di che ognuno gioca il proprio ruolo, ognuno ritiene giustamente di dire quella che è la verità, ma purtroppo le verità molto spesso hanno delle grosse sfaccettature, se viste da destra o viste da sinistra.

Quello che mi stupisce - lo dico con un certo senso di amarezza - è che attuali consiglieri e Assessori, che fanno parte di questa maggioranza e che erano consiglieri e Assessori nella Giunta che ho avuto l'onore di presiedere, non abbiano avuto la forza di dare delle spiegazioni precise su questo argomento, perché ricordo che per esempio l'Assessore Mafrica, poco tempo dopo essere divenuto Assessore, mi chiese con una certa giustezza cosa poteva fare per questo problema della Mercedes, in quanto di sua competenza. E se l'Assessore Mafrica non mi smentisce, diedi incarico al dirigente dell'Assessorato, che ha seguito fin dall'inizio le operazioni della Mercedes, di tenerlo al corrente, a parte le cose che dicevo io in Giunta. Così come volle essere informato, per ragioni similari, il Presidente della Finaosta, e diedi a Cilea, che seguì anche lui l'evolversi di questa situazione, le indicazioni del caso.

Ho terminato e chiedo scusa se sono stato un po' lungo. Avrei avuto da dire probabilmente ancora molte altre cose, ma il tempo mi è tiranno e se sarà necessario interverrò una seconda volta.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) La grande operazione Mercedes non ha partorito neppure un topolino piccolo piccolo, stante i risultati che oggi abbiamo. Dopo il grande tonfo dell'operazione Olimpiadi, adesso assistiamo al grande tonfo della operazione Mercedes. I due grandi progetti strategici con cui le varie Giunte, che hanno amministrato la Regione, hanno aperto gli anni 1990, si sono rivelati due progetti fallimentari.

Non ho nessun ruolo e nessun dovere di ricostruire la storia di questa travagliata vicenda della convenzione Regione - SDS e mi limiterò a dare un giudizio politico, e spiegherò per quale motivo esprimo a nome del Gruppo Verde Alternativo un certo tipo di valutazione e di voto sul documento che viene proposto oggi al Consiglio.

Avevamo dato un giudizio negativo alla convenzione Regione - SDS e avevamo espresso un voto contrario, di cui vorrei ricordare oggi le motivazioni che abbiamo dato allora in aula. Quella convenzione prevedeva un intervento che avrebbe determinato il sacrificio, la utilizzazione di un'area vastissima di territorio, in una Regione come la nostra che di territorio utile per insediamenti produttivi ne ha molto poco; l'area prevista era un'area di 300mila mq, così come prevedeva il protocollo di intesa del marzo 1991.

I risvolti occupazionali previsti da questa convenzione erano molto limitati e sicuramente la cifra di 500 persone buttata lì nel protocollo di intesa del marzo 1991 non aveva nessuna rispondenza reale con il tipo di insediamento che si voleva fare. Si trattava in realtà di un grande magazzino, di un grande parcheggio per auto con relative strutture per i pezzi di ricambio; non era un insediamento produttivo, è stato spacciato come tale ma non era sicuramente un insediamento produttivo, era una attività commerciale che non aveva nessuna possibilità di creare intorno a sè un indotto significativo. Anche i benefici finanziari per le casse della Regione, lo avevamo detto fin da allora, erano destinati comunque a scomparire nell'arco di pochi anni; anche se fossero rimasti nel regime transitorio dell'IVA, ma questo regime transitorio finisce, noi ragioniamo semplicemente sempre nei termini brevissimi dei mesi che ci stanno davanti, ma il 1997 è dietro l'angolo e si pensava di creare una grande operazione che finiva nel 1996, i cui benefici finanziari, comunque la si metteva, sarebbero finiti alla fine della fase transitoria.

Un castello in aria che contrastava chiaramente fin dall'inizio con delle normative che esistono a livello nazionale e a livello internazionale, una operazione che avrebbe determinato un incremento significativo di traffico di TIR attraverso la nostra Regione, quando abbiamo invece la necessità di ridurre questo livello di traffico e di allontanare tutto quello che incentiva il traffico pesante attraverso la nostra Regione.

Voglio ricordare che i camion che trasportano ancora adesso le Mercedes che passano dall'autoporto di Aosta, fanno un giro più lungo del normale, un giro che costa alla società circa un milione di lire in più di costo aggiuntivo per camion, che noi ripaghiamo con gli interessi per poterli far passare di qua.

In definitiva, era una operazione dal fiato corto, una operazione finanziaria furbesca ma anche un po' truffaldina, basata su una concezione dello sviluppo che ancora una volta faceva leva su fattori esterni alla nostra Regione e non sulle forze interne della Valle d'Aosta.

E queste erano state le motivazioni, che adesso ho riassunto brevemente, con cui il 18 dicembre 1991 abbiamo dato voto contrario alla operazione SDS; siamo stati l'unico Gruppo consiliare a votare contro, ma riteniamo di aver espresso un voto responsabile rispetto ad una operazione che responsabile non era, come poi si è visto.

In quel momento, 18 dicembre 1991, io non sapevo e credo che gran parte del Consiglio non sapesse che già c'era in piedi un carteggio importante fra la CEE e la Giunta regionale, che già contestava il protocollo del marzo precedente. Mi sono stupito, leggendo questo resoconto che permette di avere un quadro complessivo, nell'apprendere che nel settembre del 1991 già la commissione CEE chiede tramite la rappresentanza italiana a Bruxelles una informazione su l'accordo RAVA-Mercedes, e il 18 settembre 1991, quindi tre mesi prima della discussione in Consiglio e della convenzione, il Presidente della Giunta comunica a Bruxelles che il protocollo di intesa RAVA-Mercedes Benz Italia non ha avuto seguito. Come non ha avuto seguito, se stavano preparando la convenzione da votare in Consiglio? Qui c'era un tirare il sasso e nascondere la mano, un qualcosa che non funzionava. Fra l'altro il Consiglio, almeno io non ero a conoscenza di questi precedenti che sicuramente avrebbero motivato ancora più a fondo il giudizio critico su quella operazione.

Comunque, la convenzione è stata votata nel dicembre 1991 e poi è successo quello che sappiamo. C'è stata una reazione significativa all'interno del Parlamento italiano, veniva ricordato prima Usellini, ma insieme a lui c'erano anche altri parlamentari; c'è stato l'avvio di un procedimento vero e proprio di infrazione delle regole comunitarie da parte della CEE, con una procedura che può anche avere delle conseguenze pesanti sul piano finanziario anche per la nostra Regione se non si chiude, perché ci sono dei costi e delle conseguenze finanziarie che si possono dover sopportare.

Siamo arrivati ad un passo che a nostro avviso è in questo momento inevitabile, cioè arrivare ad una risoluzione di questa convenzione Regione - SDS, che era una risoluzione che non aveva reali prospettive.

Il nostro giudizio è che con questo tipo di grandi progetti in realtà non si fa altro che agitare delle bandiere propagandistiche, va a finire che si perde solo del tempo rispetto alle cose serie da fare. Si è in sostanza inseguito un fiume di denaro troppo facile. Ricordo che nei comunicati fatti nel marzo del 1991 si parlava di 1000 miliardi in più di entrate nel bilancio della Regione, come se questa fosse una cosa che ci sarebbe caduta dal cielo per chissà quale grazia divina.

Invece di preoccuparsi di fare della buona amministrazione, invece di preoccuparsi di essere un po' risparmiosi e di fare una politica dell'entrata in grado anche di attingere alle risorse locali che ci sono, invece di investire oculatamente in settori produttivi il denaro della Regione, si preferisce avventurarsi in queste grandi operazioni che poi si rivelano, come abbiamo visto, operazioni fallimentari.

Dal nostro punto di vista l'operazione Mercedes è bene che finisca, perché è una operazione da cui la Valle d'Aosta non ha nulla da guadagnare; è una operazione dell'effimero, è un inganno. Siamo d'accordo con il documento che è stato presentato dal Presidente della Giunta, anche se si tratta di una fase di passaggio ma in una direzione che condividiamo, che è quella di arrivare alla risoluzione completa di questa convenzione. Se il documento rimane nella forma che è stata presentata al Consiglio, il nostro sarà un voto favorevole.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Au cours de la dernière séance du Conseil, nous nous sommes déjà penchés sur le problème de la convention avec la société SDS, et ce en raison d'une motion qui avait été présentée par M. Pascale et d'autres Conseillers.

Afin d'approfondir et examiner les différents aspects liés à cette convention, le Conseil avait décidé de renvoyer la question en commission, en convoquant à cet égard une réunion de la IIe et de la IVe Commission.

Les commissions se sont réunies le Président du Gouvernement a présenté à ce propos un rapport complet, qui est résumé dans le compte rendu qui a été ensuite distribué à tous les Conseillers. J'espérais ainsi que les différents thèmes liés à cette convention, auraient pu avec cet examen des commissions, être éclaircis. Je croyais qu'aujourd'hui le Conseil régional se serait penché sur les perspectives futures, en évitant de retourner au passé, pour attribuer des responsabilités. Je crois que nous sommes maintenant dans la phase finale, qui n'est pas de mise en place de certains rapports avec Mercedes ou avec SDS, mais qui représente le point d'arrivée de cette affaire. La convention que le Conseil régional a approuvé au mois de décembre 1991, est une convention qui aujourd'hui n'est pas défendable. Tant'il est vrai que la proposition formulée par le Gouvernement est de casser cette convention d'une façon consensuelle.

Or, le consensus signifie qu'il ne s'agit pas d'un acte unilatéral de la Région Vallée d'Aoste, mais qu'il s'agit d'une décision concertée, concordée avec SDS et avec Mercedes. A cet égard je crois que nous devons tous prendre acte qu'il s'agit d'un choix obligé. Je ne veux pas répéter ce qui est affirmé dans le texte de la résolution. La Région a déjà répondu aux remarques de la commission économique européenne. Elle l'a fait au mois de mai 1992, mais ces éclaircissements "non sono stati ritenuti risolutivi" de la part de la même commission, qui a ouvert officiellement une procédure d'infraction sur la base de l'article 93, point 2, du traité de Rome.

Je crois donc que le choix pour l'Administration régionale aujourd'hui est un choix, je répète, obligé, si nous voulons - et j'ai cru comprendre que certaines interventions les réclamaient - maintenir nos possibilités de trouver une solution à un problème d'ordre économique, à un problème de mise en valeur d'une zone stratégique, telle l'autoport.

A cet égard je veux rassurer M. Pascale que nous gardons haut le sens de l'autonomie. C'est en vertu de ce sens de l'autonomie que certaines réflections et certaines remarques ont été formulées quant aux retombées des rapports avec SDS et avec Mercedes pour ce qui est du centre de formation professionnelle et de design. En lisant la documentation fournie, nous pouvons constater que le souci fondamental du gouvernement est celui de trouver les solutions pouvant assurer l'intérêt de la communauté valdôtaine, et non pas pour, une question d'image, simplement affirmer que certains accords ont été conclus sans tenir en considération les obligations qui en découlent pour la Région Vallée d'Aoste. Il y a là un sens véritable de l'autonomie, et la volonté de ne pas confondre ses rêves avec la réalité. La réalité, même si déplaisante, nous devons la considérer et à cet effet je crois que le choix est obligé.

Cela ne signifie pas que nous ne voulons plus considérer cet aspect, que nous ne voulons plus prendre en considération ce problème, mais, au contraire, en tenant compte des événements qui se sont produits, affirmer la volonté d'insérer ce problème dans un contexte plus ample, dans un contexte plus général, qui puisse tenir compte également des aspects économiques, des aspects productifs, des aspects - comme je disais - de mise en valeur de toute une zone, en dépassant ainsi les aspects d'ordre et de nature exclusivement financière.

Il est vrai, M. Pascale dans son intervention a mis la barre vers le futur. Il s'est posé des questions quant aux volontés et aux projets du Gouvernement et de la majorité, et je crois que c'est la façon la meilleure pour aborder ce problème. Néanmoins M. Pascale continue à soutenir que cette convention peut être appliquée et donc de ce point de vue il oublie lui tout le passé, il oublie tout ce qui s'est produit auparavant, tous les événements qui nous ont amenés aujourd'hui à prendre cette décision. A cet égard je ne peux que confirmer les déclarations exprimées avec M. Chenuil à la fin de la réunion de la IIe et de la IVe commission. Je crois que c'est un sentiment qui est partagé par beaucoup de Conseillers. Je le dis sans polémique, simplement en prenant acte (finalement) du déroulement d'une certaine situation.

Nous avons mis en évidence un manque d'information sur ce thème, c'est un fait réel. Je veux citer simplement trois exemples. Le premier, le protocole d'entente, signé au mois de mars. Au cours de plusieurs séances du Conseil régional, quand on se référait au protocole d'entente, on était régulièrement accusé de parler ou de nous référer à quelque chose qui n'existait pas. On parlait de "lettera di intenti", mais on nous a toujours dit au sein de cette assemblée qu'il n'y avait pas de protocole d'entente.

Les procès-verbaux sont là pour le prouver. Pour toute une période il n'y avait pas de protocole d'entente. Maintenant nous avons pris acte que non seulement ce protocole d'entente existait, qu'il avait été signé, mais que, également, sur ce protocole d'entente il y avait déjà un contentieux avec la commission des communautés économiques européennes.

Manque d'information également quant aux rapports entre SDS et Mercedes. Lors de la discussion de la convention après l'exposé de M. Bondaz, du Président du Gouvernement, nous avions mis en évidence les déséquilibres existant entre les avantages que la Région garantissait à SDS et la ristourne pour la Région. Nous avions déclaré: "Cette convention aurait dû être signée avec Mercedes, nous traitons par contre avec un importateur sans contrepartie réelle, dans des conditions de déséquilibre. Et nous avions formulé des requêtes d'éclaircissement, en demandant expressément: "Est-ce qu'on est en train de traiter avec Mercedes?"

Les réponses du Président du Gouvernement avaient été claires, précises: "Sì, SDS è il braccio operativo della Mercedes". Sur la base de ces affirmations, sur la base également d'un jugement plus général sur les perspectives que cet accord avec Mercedes aurait pu avoir pour l'Administration régionale, nous avions à l'époque voté à faveur de cette convention.

Je dois donc avouer ma surprise pour avoir pris connaissance d'une lettre, qu'au mois de janvier 1992 Mercedes Benz Italia S.p.A. a adressée au Président du Gouvernement. Dans ce cas, le manque d'information est flagrant et les informations, les données - ce sont les déclarations de Mercedes Benz Italia S.p.A. - se sont révélées fausses et mensongères. Je veux donner lecture de quelques passages de cette lettre. Après que le Président du Gouvernement avait au cours de l'examen de la convention toujours souligné: "Convenzione con Mercedes, o SDS che chiamar si voglia, SDS braccio operativo della Mercedes, discorso con una grande casa e una grande società per l'insediamento di un'industria che ci porti un nome. Dietro alla SDS c'è la Mercedes; braccio economico, funzionale della Mercedes è la SDS".

Alors, coup de théâtre, je ne sais pas comment le qualifier autrement M. Prange et Messner, au mois de janvier 1992 écrivent au Président du Gouvernement: "Con grande stupore abbiamo preso nota della sua intervista pubblicata dalla stampa in data 20 novembre, nella quale vengono da lei fornite delle spiegazioni relativamente alla Mercedes Benz, che non corrispondono assolutamente ai fatti. Dobbiamo insistere affinchè le notizie false apparse sulla stampa vengano immediatamente rettificate, dato che altrimenti (c'est important, vu qu'on a insisté sur les rapports qu'on devait tenir avec Mercedes Benz) la Mercedes Benz non è più nella situazione di portare avanti il progetto, al quale attualmente si sta lavorando per un centro di formazione e di design della Valle d'Aosta.

Durante tutte le fasi delle nostre trattative con lei e con la Giunta valdostana abbiamo sempre, e in modo inequivocabile, fatto presente che la Mercedes Benz realizzerà un progetto nella Valle d'Aosta solo nel caso in cui questo non sia in contrasto con le disposizioni e con gli interessi della Repubblica Italiana, e soprattutto non contravvenga alla CEE".

A cet égard, comment ne pas apprécier que dans la résolution l'on affirme: "Nell'osservare il trattato CEE e la normativa nazionale vigente c'è l'intenzione di riconsiderare modalità e forme di collaborazione". C'est non seulement le voeu de l'Administration régionale, mais également la requête de Mercedes Benz.

"Dopo molteplici contatti - c'est toujours M. Prange et Messner - con lei, con la nostra casa madre in Germania e con le autorità della CEE a Bruxelles, avevamo raggiunto l'accordo collegiale di variare il nostro progetto, così come allora appariva nel protocollo di intesa, in modo da renderlo idoneo nel rispetto della normativa CEE, e cioè che la Mercedes Benz avrebbe realizzato solamente un centro di formazione di design nella Valle d'Aosta, e per questo avrebbe avuto il supporto della Regione valdostana. Questo le è stato confermato con nostra lettera del 21 ottobre 91". Et ce presque deux mois avant que le Conseil régional discute et vote la convention avec SDS "In sede di successivo colloquio con lei avvenuto in data 22 novembre 91, abbiamo nuovamente ribadito che la Mercedes Benz avrebbe ora elaborato questo progetto. Abbiamo spiegato con la massima chiarezza che la Mercedes Benz Italia S.p.A. nulla aveva a che fare con la società di servizi SDS da lei menzionata nella sua intervista, sia per quanto riguarda il capitale che l'operatività, e che la Mercedes Benz Italia ci teneva molto che questo fosse noto. Pertanto è falso e trae in inganno se la stampa riporta come citazione sua che la SDS può essere considerata in questa operazione come il braccio economico della casa automobilistica tedesca. Questa notizia, se non viene pubblicamente e immediatamente da lei smentita, porta al fatto che la Mercedes Benz Italia non potrà realizzare il previsto progetto del centro di formazione e design nella Valle d'Aosta, in quanto senza ombra di dubbio ciò sarebbe in netto contrasto con le normative CEE e quindi esula dalla volontà della Mercedes Benz Italia e della casa madre". Je me rappelle qu'après l'approbation de la convention, a l'attitude du Président du Gouvernement avait changé. Après avoir affirmé au mois de décembre que SDS était "il braccio operativo", par la suite il n'y avait plus aucun rapport entre SDS et Mercedes. Maintenant nous le comprenons, mais à l'époque on avait à avoir quelques problèmes de dédoublement de personnalité. "E' molto importante per la Mercedes Benz Italia che ella smentisca e corregga nella forma più adeguata nei confronti della opinione pubblica i fatti non correttamente illustrati dalla stampa relativamente alla convenzione con la SDS e alla convenzione ancora da negoziare con la Mercedes Benz Italia.

E' di primaria importanza per la Mercedes Benz Italia che vengano chiariti i seguenti criteri: la Mercedes Benz Italia non ha alcun legame con la SDS, nè contrattuale nè di partecipazione al capitale o di altra natura, la SDS non rappresenta alcun braccio economico della Mercedes Benz Italia. Ci dispiace dover insistere sul suo immediato intervento chiarificatore, che corregga pubblicamente le inesattezze apparse nel quotidiano in questione. In caso contrario la Mercedes Benz si vedrebbe suo malgrado costretta a non poter proseguire con il progetto del centro di formazione e design e neppure a poter continuare con gli sdoganamenti ad Aosta, che ancora oggi avvengono".

L'affirmation qu'il y a eu manque d'information est tout à fait légitime. Mais il y a plus. Troisième volet: les rapports avec la commission des communautés économiques européennes. En présentant la convention, M. Bondaz avait déclaré: "Dobbiamo tenere in debita attenzione le difficoltà dei rapporti con la CEE, difficoltà che sono superate in base all'articolo 95 del trattato CEE; la cosa è ampiamente superata. Oggi - 18 décembre 1991 - non abbiamo delle difficoltà.

Le difficoltà che abbiamo dovuto superare con la CEE sono state numerose, ma abbiamo definito un qualcosa che dovrà essere valutato nel senso più bello che si è andato a fare". Non seulement le problème n'était pas résolu, mais déjà au mois de septembre 1991 la commission des communautés économiques européennes avait demandé des renseignements sur le protocole d'entente. De plus, au mois d'octobre "...la Cee scrive nuovamente alla Regione di non avere avuto le informazioni richieste" et elle menace au mois d'octobre 1991 "di avviare le procedure di infrazione ex articolo 93.2". Rien n'a été fait. Mais il y a encore un aspect à souligner. Au mois de janvier 1992 la commission déclare avoir pris acte du fait que le protocole d'entente avec Mercedes n'a pas eu exécution. Très bien, mais elle ajoute: "Invita peraltro a comunicare e notificare qualsiasi decisione ed evoluzione che l'operazione assumesse in futuro". Si nous lisons attentivement le traité de Rome, on ne peut se limiter à une firme. Il s'agit d'aides en général et on ne fait pas référence à une société spécifique.

A mon sens l'Administration régionale devait communiquer, et non pas de se faire écrire au mois de mars 1992 par la même commission qu'elle a "appreso dai giornali della decisione del Consiglio regionale in merito alla convenzione con SDS e chiede urgentissime informazioni in merito", surtout - pour reprendre ce que vient de dire M. Bondaz - si au Conseil régional il avait dit que SDS signifiait Mercedes.

Il ne pouvait donc pas ignorer l'invitation de la commission économique, vu qu'au mois de décembre pour M. Bondaz SDS et Mercedes étaient la même chose. La requête des communautés économiques, même si nous voulons interpréter cette requête d'une façon minimale, concernait de toute façon pour M. Bondaz Mercedes, alias SDS.

A cet égard je ne veux pas continuer parce que, comme je disais auparavant, j'espérais que la réunion de la commission aurait éviter de retourner sur ce thème de refaire son histoire.

C'est la prise d'acte d'une situation et surtout de la gestion d'une opération que nous pouvons, sur la base des données qui maintenant sont à notre connaissance, pour le moins qualifier de superficielle.

Je ne peux donc que confirmer le manque d'information et que le Conseil régional - ou une partie du Conseil régional - ne connaissait pas les vraies données du problème et que certaines décisions ont été donc prises sur la base de données et d'informations qui par la suite se sont révélées mensongères.

Je crois qu'il est maintenant nécessaire de tourner la page. Il faut prendre acte de tous ces événements et si nous voulons garder un minimum de possibilité d'intervention pour sauvegarder un aspect important de notre vie économique, nous devons tout d'abord procéder à la résolution consensuelle de la convention. Et ce, afin de répartir de zéro pour insérer ces rapports dans un contexte plus ample, dans une logique qui ne se limite pas uniquement à considérer les aspects financiers de l'opération, mais qui puisse tenir compte de la nécessité de mise en valeur de toute la zone de l'autoport et des problèmes y afférents.

C'est pour ces raisons, comme nous l'avons fait au cours de la réunion des commissions, que nous voulons remercier le Président Lanivi pour l'information complète qui nous a donnée et que nous partageons les indications, les orientations, contenues dans cette résolution. Nous voterons à faveur de la même résolution.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Sono già state fatte diverse ricostruzioni di questa vicenda, voglio solo aggiungere poche cose a quelle che sono già state dette.

Premesso che concordo totalmente con l'intervento fatto dal Consigliere Pascale, voglio però aggiungere alcune considerazioni che sono utili per quei consiglieri che non hanno avuto tempo o voglia di leggersi la documentazione agli atti, e anche per la stampa che diligentemente fa il suo lavoro e quindi vuole informare i cittadini, ed è bene che li informi in misura completa. Perché nelle varie illustrazioni che sono state fatte, nella ricostruzione della vicenda Mercedes c'è chi ha posto l'accento su alcuni aspetti, c'è chi lo ha posto su altri, e poi ce ne sono altri ancora che, pur essendo agli atti, non emergono in una evidenza solare.

Quindi inviterei il Presidente della Giunta di trasmettere alla stampa gli atti che sono stati dati in visione ai consiglieri della nostra Regione, affinché se li possano leggere e affinché i nostri valenti giornalisti possano esercitarsi sui fatti e poi esprimere delle opinioni, perché in questo Consiglio questa sera ancora una volta si è cercato di dare delle ricostruzioni un po' tendenziose delle vicende.

Credo che non sia sfuggito a nessuno, perché qui nessuno può fare professione di ingenuità, che raramente questo Consiglio quando vota una delibera non sa cosa c'è dietro la delibera; quello che non posso accettare della ricostruzione del Consigliere Viérin, che peraltro ha fatto un discorso estremamente aperto e costruttivo, e gliene do atto, è la lettura unilaterale della lettera di Mercedes Benz Italia, quando si sa che agli atti c'è un documento firmato dallo stesso autore di questa lettera, che chiede una opzione sul 51 percento della società SDS da esercitarsi entro il 1993. Lettera firmata dal titolare della SDS e dal Presidente della Mercedes Italia: quindi c'è un accordo.

Quindi, mentre il Consigliere Viérin poteva benissimo leggere questa lettera senza arrossire, perché non l'ha scritta lui, credo invece che al Presidente della Mercedes Benz, se avesse dovuto leggere questa lettera, gli si sarebbe allungato il naso come a Pinocchio. Ma, questo, per la verità. Comunque invito tutti a leggersi gli atti, perché non basta leggere il sommario degli atti; questo sommario è preciso in fatto di date, non è fedele in fatto di contenuti, lo ha già rilevato il Consigliere Pascale. Può essere una dimenticanza.

Può essere una interpretazione non capziosa data da chi non ha gestito gli avvenimenti. E mi riferisco ai funzionari che hanno trattato queste pratiche. Quindi sarebbe bene che si facesse una lettura attenta di queste cose, e allora da una lettura attenta di queste cose, che tipo di giudizio (personalmente bene inteso) mi sento di dare?

Una vicenda certo complicata, una vicenda situata in quella terra di nessuno che è fra il rispetto delle norme comunitarie e la volontà di una Regione di reagire ad una crisi economica, sociale ed occupazionale; fra la volontà di una comunità di avere un futuro, di aver individuato un partner, e cercare in qualche modo di forzare le situazioni e le parole per avere questa possibilità di sviluppo.

Ebbene, signori consiglieri, questa è stata la volontà che ha animato la Giunta precedente, la quale non è certamente immune da errori, omissioni, responsabilità, incertezze, ma questo credo che possa essere imputato a tutti quelli che cercano di agire e di fare l'interesse comune.

Certamente, in questa vicenda ci sono degli interessi di carattere regionale, di carattere generale, ci sono degli interessi privati, ed è dalla commistione non sempre facile di questi interessi che viene fuori una proposta, che è stata approvata da questo Consiglio regionale, e mi riferisco non al protocollo di intesa che aveva il valore che aveva e che era un momento di quella vicenda, era il momento iniziale, era il momento della presa di contatto, era un momento per così dire ancora grezzo della vicenda, dove da una parte c'era Mercedes e dall'altra c'era Regione.

Poi si capì che Mercedes da una parte e Regione dall'altra, ufficialmente, direttamente e concretamente, in tutta questa vicenda potevano incorrere nei fulmini delle divinità che siedono a Bruxelles. Su questo Mercedes si articolò come meglio credette allora.

SDS non viene fuori dal "grembo di Giove", improvvisamente. Il Presidente della Giunta di allora disse che era il braccio operativo: se non lo avesse mai detto, sarebbe stato meglio, perché questo ha creato dei problemi; ma in realtà era - non so come definirla, leggete gli atti - una consociata, una società di comodo, una società strumentale, una emanazione, una creatura, non so cos'altro.

Comunque avete capito perfettamente anche voi che era legata a Mercedes, ma legata con dei rapporti sottostanti, che naturalmente sono agli atti, di cui poi tutti sapevano in questo Consiglio, perché il Presidente della Giunta, in commissione, disse più cose che in Consiglio. Tutti le sapevano benissimo queste cose, poi naturalmente c'è chi fa finta di non saperle neanche adesso, o dà una lettura dei fatti che oblitera dei documenti.

Morale della favola: il Consiglio regionale con un solo voto contrario, il solito Riccarand, votò quella convenzione con soddisfazione e secondo me con nessuna ignoranza dei fatti e degli atti, oppure forse delle ignoranze ma molto relative; non si ignorava la sostanza del problema, si sapeva benissimo che avremmo aperto un braccio di ferro con la CEE.

Qui non voglio fare polemica, non si sa ancora come sono arrivati questi documenti; le notizie di stampa non si sa ancora come sono state fatte circolare. A me risulta che è arrivato un bel plico alla CEE con dentro una serie di ritagli stampa, che riguardavano la vicenda della Valle d'Aosta, con una importante lettera di accompagnamento e anche con le pizze delle riprese televisive che sulla vicenda erano state fatte in Consiglio, nella presentazione della convenzione e nella firma degli atti, insomma una documentazione completa, per cui i commissari CEE, se per caso non leggevano i giornali e se per caso non ci aveva già pensato Moussanet che scrive su Sole 24Ore a dirle in tutti i modi e a farle capire in tutte le salse, e se non ci avevano pensato dei concorrenti eventuali a far arrivare delle segnalazioni, ci pensava qualcuno che mandava ai commissari CEE una documentazione completa, completissima, anche con i documenti filmati, che come si sa sono un documento verità. Per la prima volta c'è anche l'uso della televisione nei confronti della CEE.

Tutto questo è una cosa legittima (ci mancherebbe!) perché si porta a conoscenza di un organo preposto a vigilare delle cose quello che è successo in Valle d'Aosta. I commissari ne prendono una contezza direi forte, molto robusta, e naturalmente aprono questa procedura di infrazione. Come si comporta la Regione di solito di fronte ad organo di controllo, o comunque ad organi che sono chiamati ad interferire con le decisioni che assume questo Consiglio regionale, questa Giunta regionale? Di solito, una volta assunta una decisione, difende questa decisione, come fanno quasi tutti. Questa Regione si difende sempre, anche quando le cause sono perse si difende comunque, e secondo me fa bene. In questo caso però non si difende, in questo caso chiede dei pareri ai consulenti, i quali come sempre danno dei pareri sibillini, perché poi sui consulenti avrei qualcosa da dire, come uomo politico sia ben chiaro. Da quello che dicono i consulenti dell'amministrazione regionale tutto si può capire, una cosa e il suo contrario, ed è anche un po' il caso di questi pareri illustri messi agli atti. Però c'è una cosa che non si poteva capire con evidenza palmare ed è quello che ha scritto chi ha redatto questa breve memoria, perché si dice che c'era un parere negativo ma questo parere non salta fuori da nessuna parte. Se avesse detto: c'è un parere problematico, forse diceva la verità, ma un parere negativo proprio non esiste.

Il Consiglio, quindi, penso che dopo tutti questi interventi e questi contributi abbia un'idea abbastanza precisa di cosa è successo. Ci interessa molto parlare di quello che è successo? No. Ristabilita la verità storica, mi sembra che non ci interessi proprio niente parlare di quello che è successo; noi vorremmo tanto parlare di quello che potrebbe succedere, che dovrebbe succedere se la Giunta fosse attiva in un procedimento di questo tipo. Il tipo di delibera che il Presidente questa sera propone, non mi sembra che vada nel senso di far fare dei passi avanti; definirei questa proposta rispetto alla deliberazione del luglio del 1992 di questo anno, che chiedeva una rinegoziazione della convenzione, una proposta all'insegna del: avanti piano, quasi indietro.

Ora, che bisogno ha il Presidente della Giunta, titolare di un potere in parte autonomo, certamente di proposta, titolare anche di un pacchetto di voti consiliari della maggioranza, di venire a chiedere al Consiglio regionale una autorizzazione a cercare una risoluzione consensuale, sulla quale ci sarebbe già un affidamento verbale? Il Presidente della Giunta ci fa solo perdere del tempo, perché poteva benissimo presentarsi qui con la risoluzione di questa convenzione, visto che c'è l'accordo, e noi avremmo preso atto e avremmo chiesto che cosa si intende fare adesso. Forse lui voleva darci la possibilità di discutere oggi per dirgli: allora, se questo succede, cosa faremo? Noi siamo interessati a sapere in che misura la convenzione, sulla quale siamo disposti a portare delle modifiche, non tanto per non incorrere nei fulmini della CEE, perché secondo me valeva la pena di resistere, e ci sono fior di avvocati che sono pronti a resistere se solo la Regione volesse; ma la Regione non vuole.

Abbiamo capito che il motto che ispirava Gramsci, cioè quello dell'ottimismo della volontà e del pessimismo della ragione, qui viene coniugato al contrario. Qui c'è il pessimismo della volontà, cioè questa maggioranza non vuole difendere una convenzione perché non ci crede più; l'ha votata quando era all'opposizione e - a parte quelli che erano alla opposizione e oggi sono in maggioranza - quelli che erano nelle due maggioranze mi sembra che siano dei convitati di pietra in questa vicenda, perché non aprono bocca, non hanno niente da dire, gli andava bene prima, gli va bene adesso, gli va bene tutto. Questo è molto importante, ne prendiamo atto. A noi andava bene fino ad un certo punto prima, ci va bene molto poco adesso, e lo spieghiamo concretamente.

A noi non interessa - l'ha detto Pascale, lo ha ribadito Bondaz - quale sarà il soggetto che alla fine farà una convenzione con la Regione, a noi interessa di salvare il più possibile di quella convenzione, perché è la sostanza che ci interessa. Ora, quando due interlocutori, uno pubblico e uno privato, si mettono attorno ad un tavolo, sottoscrivono una convenzione, prendono degli impegni, questi impegni non sono solo mica della Regione verso il privato, sono anche del privato verso la Regione.

C'erano dei posti di lavoro, c'erano una serie di procedure, c'erano degli sdoganamenti da fare, c'erano una serie di punti molto precisi. Il giorno che noi abbiamo rescisso, sia pure bilateralmente con sorrisi, ma non credo tanto, perché questa non sarà una rescissione (per quel che posso immaginare) non onerosa, perché abbiamo preteso delle fideiussioni, sono state fatte delle società, insomma io dico solo c'è un contratto, si chiede la rescissione di questo contratto.

A questo punto, signori miei, dire non è successo niente, scusateci, vi abbiamo fatto perdere un po' di tempo, abbiamo illuso l'opinione pubblica, perché i politici per qualcuno sono dei prestigiatori che si inventano delle fole, proiettano delle ombre cinesi sul muro (in questo caso le ombre cinesi erano quelle della Mercedes e della SDS), abbiamo scherzato, arrivederci e grazie, non credo proprio che questo sia quello che il Consiglio regionale deve decidere, nè questa Giunta.

Quindi oggi non possiamo approvare questa proposta, perché è una proposta che non dice niente di più di quello che avevamo già detto nel mese di luglio, e ci preoccupa anche infinitamente di più, perché da luglio ad oggi è passato tutto questo tempo senza che si arrivasse a nessun risultato concreto.

Quindi noi voteremo contro questa proposta; voteremo contro perché siamo per rinegoziare, così come lo eravamo nel mese di luglio, e se rinegoziare vuol dire andare alla risoluzione bilaterale del contratto per fare un altro contratto, siamo qui, non abbiamo nessun pregiudizio nè con SDS nè con altri soggetti.

Quello che ci interessa è salvare una prospettiva che non era un bidone per la Regione, sia ben chiaro, perché persone responsabili hanno fatto delle firme, hanno preso degli impegni e questi impegni non possono sparire nel nulla perché ci siamo spaventati della tiratina di orecchi che ci ha dato la CEE, senza neanche resistere e senza neanche andare a spiegare le nostre buone ragioni.

Dico che questo atteggiamento non è un atteggiamento responsabile, non è un atteggiamento produttivo, è un atteggiamento che può sottintendere (mi auguro che non sia così) un sottile veleno, che è quello di dire: "Avete visto quello che ha fatto la precedente maggioranza? Erano tutte balle, tutte fumisterie, tant'è che adesso, cari signori che lavorate in dogana, all'autoporto, ve ne andate a casa e non c'è nessuna alternativa, ma la colpa è loro perché potevamo in tempo intravedere come risolvere questi problemi, c'è l'ufficio del lavoro eccetera".

Non voglio fare della polemica, voglio solo invitare a cercare di essere concreti. Questa deliberazione non è una deliberazione che va in una direzione concreta, non è un passo avanti. Portiamo delle proposte, è compito del Governo, è obbligo del Governo fare delle proposte su questa cosa, è il Governo che governa, non è il Consiglio che governa. Faccia delle proposte e noi siamo qui, le esamineremo, e se saranno utili nell'interesse di questa Regione le approveremo, non abbiamo nessuna volontà precostituita e non abbiamo nessuna ostilità precostituita.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Eviterò di fare tutta la storia di questa vicenda, anche perché altri prima di me l'hanno fatta in maniera compiuta, vista dalle diverse angolazioni; anzi, mi dispiace che su un problema di questo genere si continui ancora un po' a fare il gioco delle parti, ossia la minoranza deve dire qualcosa, la maggioranza deve controbattere, quando penso che ormai siamo chiamati tutti quanti ad assumere degli atteggiamenti molto responsabili e a cercare di dare il nostro modesto contributo per risolvere questa questione. Perché questa è una questione che, come ha detto qualcuno prima, riguarda numerosi lavoratori, riguarda delle entrate fiscali della nostra Regione e quindi va trattata in un certo modo.

Non avrò degli atteggiamenti filosofici ma piuttosto pragmatici, e venendo brevemente al problema, devo dire che ho condiviso, quando ero seduto nei banchi della Giunta, questo accordo con Mercedes e continuo a condividere un accordo con Mercedes, perché penso che sia estremamente importante per la nostra Regione addivenire ad un accordo con la Mercedes. Importante per i problemi occupazionali, a cui accennavo prima: non dimentichiamo che presso l'autoporto di Pollein sono in pericolo numerosi posti di lavoro a breve termine, e non dimentichiamo dei positivi influssi che avrebbe un accordo con Mercedes per quanto riguarda le entrate fiscali.

Mi stupisce un po' che questo accordo abbia sollevato un coro di critiche dalla CEE, anche perché ho l'impressione che questo tipo di problema non sia molto diverso da altre convenzioni che abbiamo fatto per la installazione di numerose aziende in Valle d'Aosta, tutte volte a cercare di salvaguardare l'occupazione nella nostra Regione. Forse la forma era diversa questa volta, ma la sostanza era certamente la stessa; si trattava di portare una azienda, una impresa in Valle d'Aosta, per cercare di risolvere dei problemi occupazionali in una situazione abbastanza tragica, che si fa sempre più tragica con l'avvicinarsi dell'1 gennaio 1993.

Ma è inutile stare a discutere di questi problemi; i problemi con la CEE purtroppo ci sono e oggi siamo nella condizione che questo accordo con Mercedes è bloccato, per cui qui non si va nè avanti nè indietro. C'è il serio pericolo che, perdurando questa situazione, la Mercedes se ne vada altrove, e noi sappiamo che ci sono altri pronti ad accogliere questa impresa e a fare con essa degli accordi, pertanto i nostri problemi certamente non verrebbero risolti.

Credo che, arrivati a questo punto, preso atto della bontà di questo accordo, preso atto del blocco della situazione - perché siamo in una situazione completamente bloccata -, dobbiamo pensare alle prospettive future, dobbiamo pensare cosa possiamo fare per sbloccare questa situazione e per cercare di dare delle prospettive a coloro che lavorano presso l'autoporto. Perché anche io penso che sia molto difficile, in mancanza di questo accordo, dare delle altre prospettive a quei lavoratori, anche se sono previsti corsi di formazione, in quanto è un settore che difficilmente potrà produrre delle altre iniziative di lavoro.

Quindi siamo tutti d'accordo su questo punto, però ci si disputa su questa delibera, che a mio avviso manca di una parte, perché questa delibera autorizza il Presidente della Giunta regionale a risolvere in maniera consensuale la convenzione con la SDS, però si ferma a quel punto, non dice nient'altro. Penso che questo sia certamente il primo passo da fare, cioè la risoluzione consensuale se vogliamo procedere, ma penso che sia altrettanto importante che in questo deliberato venga messo un secondo punto in cui si impegni la Giunta regionale a ricercare con ogni mezzo la possibilità di trattare con la SDS (o con altre imprese, che abbiano comunque titolo), in modo da poter raggiungere quegli obiettivi economici ed occupazionali che avevamo indicato nella convenzione del 4 marzo 1992.

Questo penso si possa fare e forse se si farà questa integrazione alla delibera, probabilmente potremo anche trovare un fronte molto più largo e magari anche comune all'interno del Consiglio, per poter dare un contributo a questo problema.

Mi riserverò, al termine della discussione generale, di chiedere 5 minuti di sospensione per poter verificare con la Giunta regionale e le forze di maggioranza la possibilità di inserire questo ulteriore comma nel deliberato.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Non ho particolari competenze su questo argomento, quindi il mio sarà sicuramente un intervento confuso e non puntuale come quello di tanti colleghi che hanno parlato prima. Ma siccome avevo votato in piena coscienza a favore di questa convenzione, in qualche maniera qualcosa mi sento di dire.

L'impressione generale che ho avuto dal lungo dibattito in merito è che alla fine l'unico che ne esce veramente bene è il Consigliere Riccarand. Lui non vuole le autostrade, non vuole le fabbriche, non vuole dare lavoro a nessuno, dice che l'unica cosa da fare è mettersi sotto ad un albero aspettando che caschino le mele marce, quindi tutte le volte che non si fa niente, si alza su contento e dice: "Avete visto? Siete una manica di cretini, non capite niente". E' una filosofia, tra l'altro una filosofia rispettabile, egregia per certi versi, e ne esce bene, perché lui e gli altri verdi (i Verdi Verdi), che verranno con me la settimana prossima a fare una manifestazione con me ad Aosta, cioè questi due movimenti verdi che si presenteranno alle prossime elezioni raccoglieranno insieme parecchi voti, ammesso che riescano a raccogliere le firme.

Comunque il Consigliere Riccarand ne esce bene, complimenti, perché lui dice che non bisogna mai far niente, quindi ha ragione.

Chi, secondo me, esce male magari non è presente in questa aula. Il Consigliere Riccarand ha fatto una osservazione intelligente, ed io ascolto sempre con attenzione quello che lui dice, quando collegava questa vicenda alla vicenda delle olimpiadi. E' vero, il suo rimprovero a tutti quanti noi, perché anche sulle olimpiadi io avevo preso una posizione a favore, è quello di dirci che vogliamo fare troppo, che è meglio non fare. Ma, se ci ricordiamo, la vicenda delle Olimpiadi perché è andata in fumo? E' andata in fumo perché i siluri sono partiti da casa.

Allora, mentre il Consigliere Riccarand parlava, quando dopo il Consigliere Milanesio ha fatto il discorso di qualcuno che ha lanciato i siluri a Bruxelles e ha messo in testa a tutti questi tromboni della CEE che bisognava fregare la Valle d'Aosta, non sono mica convinto che i siluri contro la convenzione siano partiti da Usellini o da Roma, anche perché il povero Usellini di siluri ne ha pochi, visto che lo hanno anche trombato alle elezioni. Ho la sensazione che il vero dramma rispetto a questa vicenda sono le carognate, i colpi bassi, vergognosi, perché dati nell'ombra, magari partiti non dico da qua dentro, ma negli "environs" di qua di Carema, non oltre Carema.

In questa deliberazione ad un certo punto si dice: adesso dobbiamo recedere la convenzione per evitare conseguenze negative non solo sotto il profilo economico ma anche sul profilo della immagine a livello nazionale ed europeo. Apro una parentesi: nazionale, ma cos'è: la nation valdôtaine? Rispetto all'immagine faccio il mio discorso molto pacato. Come? In campagna elettorale tutta la banda Daffori andava in giro per la Valle d'Aosta a dire che questa era la Lista dell'autonomia, che doveva fare il braccio di ferro per difendere l'autonomia della Valle d'Aosta, e adesso la stessa banda Daffori, nel momento in cui viene attentato ad una volontà del Consiglio regionale, della Regione, da parte di quattro deficienti che stanno a Bruxelles e ai quali interessa solo difendere una immagine di Europa dei mercanti, che deve distruggere le identità, i poteri, le volontà, questi qua calano giù le brache e dicono: "Va bene, mettetecelo pure in quel posto perché avete detto di farlo". Ecco l'immagine che andrà in giro da questa sera: che alla prima volta che questa Europa, che non ci piace, che non ci interessa, di cui non vogliamo fare parte perché fatta così è una Europa controproducente, viene al braccio di ferro contro di noi, noi diciamo che va tutto bene, accettiamo.

Allora abbiamo il coraggio di cancellare la parola autonomia dal vostro programma, non fregatela più la gente andando a dire che voi siete autonomisti e che volete difendere la Valle d'Aosta. Certo, il gioco sotto non riguarda soltanto lo specifico, se riguardava questo accordo in se stesso, i discorsi potevano ancora aprirsi, era tutto discutibile; qui è una concezione dei rapporti che vogliamo instaurare. Ma come? Abbiamo votato fior di risoluzioni, ci siamo messi a fare tutti i grandi discorsi possibili ed immaginabili, che la piccola Valle d'Aosta qui e là, su e giù, e poi in concreto, di fronte ad un ricatto che vede i grossi poteri, i grossi interessi, che vogliono privilegiare altre zone e altre logiche, andare ad attentare ad una nostra decisione, noi diciamo: "Per carità, l'hanno detto loro, non possiamo andare contro a quello che hanno deciso."? Non possiamo andare contro? Ma non andare contro vuol dire proprio che sul piano dell'immagine, caro Consigliere Viérin, gli autonomisti fanno la figura dei cioccolatai, dei "gianduia".

Qui siamo arrivati al livello più basso della concezione dell'autonomia, perché è inutile che voi in campagna elettorale andiate in giro a dire che volete arrivare a Roma a fare il braccio di ferro, poi votate per Amato, perché giustamente avete votato per Amato, ma a parte questo, di fronte ad un pericolo, di fronte ad un attacco ad una decisione nostra, perché legalmente è ineccepibile, dov'è Grimaud? Non era Grimaud che andava a parlare in giro di indipendenza della Valle d'Aosta? L'ha detto lui ed io ero d'accordo, ma quando l'ha detto ha scandalizzato tutti, ed ora, di fronte a quattro tromboni della CEE che vanno ad attentare ad una decisione nostra, lasciamo stare. Qual è la sostanza? Capisco il gioco delle parti, maggioranza, minoranza, tutte queste fiabe qua, e mi rendo conto che era troppo piacevole per qualcuno dare in testa a Bondaz, è simpatica la cosa, ma questo gioco delle parti ha stufato.

Cioè se voi continuate a prendere in modo strumentale gli interessi vitali della gente, gli interessi di una concezione dell'autonomia per questo gioco delle parti, perché adesso litigate e poi domani sarete insieme, poi chissà cosa farete, avete votato a favore e adesso dichiarate che non votate più, non fate altro che i giochi della politica "politichese" all'italiana. Ma lasciateli fuori dalla Valle d'Aosta, non è questo il modo di fare gli interessi dell'autonomia.

E' la stessa autonomia di cui avete la bocca sempre piena, in tutti i momenti, e poi nel concreto l'immagine è andata a pallino in contrasto con quello che dite voi, sul piano dell'immagine autonomista, nel momento in cui non si resiste di fronte a delle scelte che vanno contro gli interessi della nostra gente. Per cui a tutti i gargarismi, a tutte le masturbazioni che da adesso in poi voi farete sull'autonomia non crederà più nessuno, e saranno quello che sono: masturbazioni e gargarismi. E la gente avrà il sacrosanto diritto anche dopo questa fiaba qua di non credervi più, perché non vi siete resi conto che la gente non vi crede più. Se arrivate al punto (dov'è il Consigliere Louvin?) di ipotizzare delle leggi elettorali truffa per cercare di impedire al nuovo di entrare qua dentro, è perché vi siete resi conto che questo modo di impostare le cose, di fare politica, alla gente comincia a dare fastidio anche in Valle d'Aosta.

Ha ragione il Consigliere Martin che dice: lasciamo aperto qualcosa; certo, non solo bisogna lasciare aperte delle possibilità, ma bisogna smetterla di giocare sugli interessi della gente per i giochi politici, perché a voi, cari colleghi, delle olimpiadi non vi fregava niente, foste stati in maggioranza voi altro che referendum! L'unico che ci credeva davvero era il Consigliere Riccarand e quelli del manifesto di Villeneuve; voi avete galoppato sulla storia delle olimpiadi solo perché era un pretesto perché su quello mettevate in difficoltà la maggioranza che c'era prima. Su questo è accaduto lo stesso, perché a chi ha lanciato i siluri non fregava niente delle legalità, eccetera, il problema era che sapeva benissimo che su quello si costruiva un qualcosa di positivo. Certo, il grande difetto - ha ragione il Consigliere Riccarand - che ha avuto la maggioranza che c'era prima, di cui facevo parte, anche se qualcuno adesso preferirebbe dimenticarlo, era quello di aver avuto la presunzione di volare alto (dov'è Bajocco?). Invece delle solite cose, si era ipotizzato qualcosa di più.

C'è stato qualcuno che dal punto di vista legale ha perfettamente ragione, perché il coltello dalla parte del manico ce l'hanno loro: bisogna fare l'Europa unita, prima cosa bastonare la Valle d'Aosta, questa è la logica. Di fronte a questa logica, come si può reagire? In due maniere: o in un modo subalterno, però non chiamatevi più autonomisti, oppure in un modo decente. Come avevo detto la volta scorsa, tutte le volte che da Roma c'è qualcuno che vuole attentare ai diritti sacrosanti della Valle d'Aosta, bisogna rispondere come bisogna rispondere, a maggior ragione di fronte a questa faccenda qua. E invece no. Allora vuol dire che è tutto strumentale, allora vuol dire che c'è della gran retorica, allora vuol dire che c'è solo della demagogia, ci sono i giochi politici; però diciamolo, abbiamo il coraggio di dirlo che questo è un gioco delle parti politico e che degli interessi della gente non importa, che i 500 posti di lavoro non importavano a nessuno.

Questa è la logica che sta venendo fuori e io non l'accetto; di fronte a questa impostazione delle cose veramente devo dire ad alta voce, per quel poco che conta la mia opinione, ma finché sono qui conta, che è un modo sbagliato, è un modo inaccettabile di fare gli interessi della Valle d'Aosta, perché con questo sistema, con questo buttare anche su questi temi una impostazione di parte, bassamente strumentale, si fa brutta figura tutti. E giustamente poi la gente ci castiga, vi castiga.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Dal dibattito in quest'aula in merito a questa vicenda emerge un fatto che ritengo di enorme gravità, e l'ha accennato il collega Gremmo nel suo intervento, cioè si fa molta demagogia, ma soprattutto questa demagogia viene fatta da questa maggioranza e da questa Giunta. Una maggioranza e una Giunta che sono incapaci di fare delle proposte e sono incapaci di cercare di sanare una drammatica situazione. Oggi stiamo discutendo del problema della Mercedes, del problema della SDS e non ci rendiamo conto che i lavoratori lassù hanno già ricevuto la lettera di licenziamento. Stiamo disquisendo su delle argomentazioni giuridiche, su dei pareri di avvocati, mentre laggiù i lavoratori ormai sono licenziati; non ci poniamo il problema della gravità occupazionale che esiste all'autoporto, ma non solo all'autoporto, che esiste alla Ilva Cogne, che esiste dappertutto. Questo dimostra l'assoluta mancanza di responsabilità di questa Giunta e di questa maggioranza, che non vuole cercare di sanare e tentare di risolvere questi problemi. Non sono le mie delle affermazioni campate in aria, lo dico con documentazione e con prove probanti, perché il Presidente della Giunta ci porta a conoscenza di cose che poi risultano agli atti, come ha illustrato in modo egregio il collega Pascale, completamente sfasate e non veritiere.

Nel momento in cui abbiamo delle dichiarazioni del collega Viérin, il quale ha iniziato il proprio intervento dicendo: "Mi sarei augurato oggi che questo Consiglio guardasse al futuro e non si voltasse indietro a discutere del passato", mi domando con quale faccia. Quando si è votato la convenzione, dov'era Viérin, l'Union Valdôtaine, l'Assessore Mafrica, che era Assessore allora e lo è ancora oggi, il gruppo del PDS? Quella gente che ieri ha gestito queste cose, oggi si ritrova dall'altra parte della barricata e, guarda un po', si mette a fare demagogia, come ha detto prima il collega Gremmo, mentre la situazione diventa sempre più drammatica, mentre i problemi rimangono irrisolti.

Poi un altro aspetto importante emerge da questo dibattito, emerge dal vostro comportamento. Cosa è successo nella questione delle olimpiadi? Che la proposta era stata iniziata allora dalla vecchia maggioranza, dall'allora Presidente Rollandin e dall'allora Assessore Faval, poi è cambiata la maggioranza ed ecco la demagogia di quelle forze politiche, che si sono schierate contro le olimpiadi. Lo stesso dicasi adesso per questa vicenda: una operazione che andava incontro alle situazioni drammatiche di disoccupazione della nostra Regione, portate avanti dalla vecchia maggioranza, oggi che c'è stato il ribaltone bis, questa maggioranza, questa Giunta fa di tutto per affossarla, perché non vuole risolvere i problemi, perché fa soltanto della demagogia, perché pensa solo a quello che poteva essere un vantaggio politico, a quelle forze politiche che hanno portato avanti questo discorso in prospettiva delle prossime elezioni regionali.

Questo è un dato di fatto, è una constatazione. E allora qui è ora di cambiare metodo, è ora di cambiare sistema, perché la crisi delle istituzioni, la crisi dei partiti politici deriva proprio da questo atteggiamento, da questo modo di fare politica. Qui non si fanno gli interessi della collettività, della popolazione, qui si cerca soltanto di fare il gioco delle tre carte, dove si dice il falso e poi si viene qui e si dice il contrario di quello che si era detto prima. Non si tenta di risolvere i problemi e lo dimostra la presentazione di questa volontà di revocare questa convenzione con la SDS senza avere portato, assieme a questa possibilità di revoca, una alternativa. Non esiste alternativa; si chiude tutto quanto, la gente viene licenziata, e dopo qual è il risultato? Il risultato è quello che forse aveva accennato prima il Presidente, che l'agenzia del lavoro aprirà presto un ufficio laggiù per fare che cosa? Per indirizzare il personale su qualche ipotetico posto di lavoro o alternativa occupazionale? Cioè, non si prenda in giro la gente, lo si dica chiaro quali prospettive ci sono; ecco il punto chiave sul quale dovremo decidere e trovare una soluzione chiara, precisa, nei confronti di quella gente che perde il proprio posto di lavoro.

Qui stiamo parlando da quattro ore per dire soltanto fesserie, per dire solo contraddizioni, perché abbiamo visto prima i documenti che ha letto Viérin e ha letto solo quello che interessava a lui; poi abbiamo ascoltato la lettura di altre documentazioni da parte di altri colleghi che dicono esattamente il contrario, ma la realtà la sapevamo tutti.

La realtà è che l'accordo con la Mercedes - questo è il punto chiave su cui non si deve fare della demagogia - purtroppo andava contro i regolamenti CEE e questo lo sapevamo tutti. Allora, se ci sono stati questi disguidi, è perché si è tentato di superare quell'ostacolo per non incorrere nei provvedimenti della CEE. Quindi non si può venire qui oggi ed accusare la vecchia maggioranza di aver voluto fare o strafare, mentre adesso bisogna revocare punto e basta; bisogna venire qui con dei programmi precisi per risolvere i problemi della gente, questa è la realtà. E questo atteggiamento purtroppo manca in questa maggioranza e in questa Giunta.

Sono questi i problemi che bisogna affrontare e fino adesso, dal mese di maggio, nel momento in cui c'è stato il cambiamento di maggioranza fino ad oggi, questa Giunta, questa maggioranza non ha prodotto nulla. Il problema drammatico della Cogne esiste, è lì tuttora, ancora non si sa niente di quello che potrà essere il futuro di questa azienda; altre situazioni drammatiche le vediamo tutti i giorni e qual è la soluzione che prospetta questa maggioranza? Il silenzio, la demagogia. Questo è il dato di fatto che emerge e che purtroppo è un aspetto negativo, perché in questo momento tutte le forze politiche dovrebbero essere unite per cercare di trovare la soluzione per andare incontro a queste situazioni drammatiche, di gente che si trova da un giorno all'altro senza lavoro e con una famiglia sulle spalle.

Mi auguro che ci sia una presa di coscienza da parte della Giunta soprattutto e di quelle forze politiche che ieri erano da una parte e oggi si ritrovano dall'altra parte e smentiscono tutto l'operato che hanno fatto ieri. Questa è la demagogia che dobbiamo evitare.

E poi ci domandiamo come mai la gente è stufa della politica, come mai la gente non ne vuol più sapere dei partiti: è perché si fa solo demagogia, non si affrontano i problemi reali della gente. Questa è la realtà drammatica che emerge da questa situazione.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Credo che chi esprime preoccupazione per le condizioni in cui si troverà la nostra Regione nei prossimi mesi e nei prossimi anni faccia una valutazione seria. Indubbiamente la nostra è una piccola Regione con risorse limitate, che si trova in un contesto nazionale che peggiore di quale è oggi difficilmente è ipotizzabile.

D'altronde anche a livello europeo le ultime vicende della Danimarca, della Francia, la guerra delle monete, hanno dimostrato che non sarà così lineare la costruzione dell'Europa del dopo novantatrè. Abbiamo un problema importante sotto esame, un problema che riguarda da una parte l'occupazione, dall'altra le entrate della nostra Regione; credo che su questo problema occorra razionalità, occorra capacità di mettere insieme le forze, perché gli ostacoli da superare non sono pochi. Sono convinto che aver intrapreso la strada di un accordo con la Mercedes sia stata una scelta giusta e mi pare che effettivamente le condizioni in cui questo accordo veniva condotto abbiano indotto a imboccare una strada sempre più stretta, che ad un certo punto è stata bloccata dalla commissione della CEE.

Credo però che alcune cose concrete dimostrino la volontà della Giunta di proseguire nelle forme più opportune in quel discorso. Abbiamo approvato prima delle ferie estive la legge che portava al 2 percento le quote per incentivare i passaggi attraverso la dogana di Aosta.

Dopo una breve sospensione dei passaggi delle Mercedes, essi sono ripresi. Credo che questo non sia capitato per caso, ma questo dimostra che relazioni e rapporti sono stati intrattenuti.

A me sembra che la relazione del Presidente della Giunta abbia evidenziato due elementi importanti che voglio anche io sottolineare: il ruolo strategico che si vuole attribuire all'area dell'autoporto nei traffici commerciali, nei servizi della nostra Regione.

La volontà di recuperare la sostanza dell'accordo con la SDS nelle forme però che non ci contrappongano con la CEE. Credo che insistere in un contenzioso che ha già avuto fasi precedenti non positive, possa portare a peggiorare la situazione; credo invece che sia più utile cercare una strada nuova, quale è quella che si sta cercando in questo momento, di riuscire ad ottenere rapporti con la Mercedes, passaggio e sdoganamento delle auto Mercedes in Valle d'Aosta, senza ricevere da parte della CEE degli ostacoli. Questo mi pare il senso della volontà della Giunta e in questo senso credo che possano anche essere accolte favorevolmente le osservazioni del Consigliere Martin.

Presidente Prima di proseguire e di dare la parola al Consigliere Beneforti, vorrei chiarire che per la prosecuzione dei lavori sarebbe il caso di tenere una riunione dei Capigruppo alla fine della discussione generale, perché andiamo a scadenza della seduta pomeridiana e quindi per l'aggiornamento dovremo comunque confrontarci.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Ho avuto l'opportunità, dopo che l'avevo richiesto ieri, di leggermi questa mattina la documentazione che ho trovato presso la Presidenza del Consiglio. Documentazione che mi è stata fatta leggere lì dalla dolce fanciulla che ho trovato e che mi ha detto che non potevo avere certamente nessuna fotocopia della documentazione in oggetto. Mi è dispiaciuto stasera constatare che noi non l'abbiamo avuta, ma che da parte della maggioranza la si è avuta e la si è letta anche in questa sede.

Presidente A chi l'ha chiesta? All'usciere? Ho sempre dato il massimo della documentazione.

Beneforti (DC) Signor Presidente, se non mi vuole credere, non mi creda; l'ordine che aveva avuto la fanciulla era quello di invitare me e il Consigliere Ricco di sedersi sul divano dell'ufficio del Presidente, perché era assente, di leggerla e poi di riportarla, perché fotocopie non ne avrebbe date.

Quindi devo dire che concordo con il Consigliere Milanesio quando dice che questa documentazione deve essere distribuita alla stampa, certo, ma anche ai consiglieri di minoranza. Sono convinto che anche qualche organo di informazione l'ha già avuta, perché la RAI, che ha preparato questo avvenimento di stasera anche con un repertorio che ha messo in onda, sono convinto che avrà ricevuto la documentazione per tempo. Questa RAI che si guarda bene dal mettere in rilievo quello che viene fatto dall'attuale minoranza, ma che pensa molto bene a mettere in evidenza quello che fa l'attuale maggioranza. Ma su questo torneremo in altre sedi, vedremo come fare nei confronti di certi giornalisti, che sono succubi (almeno sembra) del movimento di maggioranza relativa di questo Consiglio regionale.

Dopo aver letto la documentazione che mi è stata fatta leggere, non mi è risultato che i dati che erano stati forniti in Consiglio regionale all'approvazione della convenzione non fossero veritieri. Anzi, ritengo che in quella documentazione esista certamente la realtà di come si sono svolti i fatti, e questa documentazione va letta per intero e non solo a pezzi e bocconi.

Il Presidente della Giunta lo ha detto in commissione, lo ha ripetuto in questa sede, ha affermato che la risoluzione della convenzione è una strada obbligata, che occorre eliminare ogni contrasto con la CEE, che occorre ridefinire i rapporti con la Mercedes, che occorre rivedere in una ottica diversa il ruolo della SDS. Non concordo con questa posizione del Presidente, perché qualcuno ha detto che questa posizione del Presidente della Giunta e della maggioranza è una posizione demagogica, che si intende fare della demagogia. Io invece vedo in questa presa di posizione, in questo documento che intende azzerare il lavoro che si è fatto nel passato, la ricerca di delegittimare quanto ha fatto la precedente Giunta. Questa è un'azione politica che pur di delegittimare quanto ha fatto la precedente Giunta, arriva ad azzerare e a passare sopra a problemi occupazionali, economici e finanziari che riguardano la nostra Regione.

L'insediamento produttivo toccava 250 unità lavorative; ci si deve dire quale alternativa si dà per l'occupazione dei 250 posti che erano previsti. Non basta dire che occorre rivedere la convenzione, io ripeto che l'intesa che avevamo fatto con la Mercedes e poi la convenzione con la SDS era stata una scelta giusta, che poteva portare in Valle d'Aosta una certa occupazione e un certo introito economico nelle casse della Regione. Allora per delegittimare non facciamo salti nel buio.

Certo, c'è la contestazione della CEE; ma quando non c'è stata contestazione nei confronti di questa Regione? Eppure abbiamo sempre reagito. C'è stato contestazione da parte del Parlamento, da parte di deputati, ultimamente da parte del Ministro delle Regioni, Costa, che contesta le Regioni a statuto speciale, ma abbiamo tutti reagito, abbiamo tutti preso una posizione nei confronti del Parlamento, dei deputati, di Usellini, di Costa. Si è dato una risposta a tutti e abbiamo difeso, dando queste risposte, la nostra autonomia; alla CEE no, perché? Voglio capire perché alla CEE non ci si può opporre, per difendere la nostra autonomi, questo è quello che voglio capire, e mi si deve spiegare, perché se Lanivi riesce a spiegarmelo io voto a favore del documento. Mi deve spiegare perché non facciamo una azione nei confronti della CEE per far rispettare la nostra autonomia.

L'autonomia non si fa rispettare solo a senso unico, contro lo Stato italiano, perché quello che ci sta facendo la CEE forse non ce lo ha mai fatto.

Non si tiene conto della nostra situazione occupazionale nel settore industriale, non si tiene conto della situazione che si prospetta per il turismo nella nostra Regione, non si tiene conto della situazione che si può prospettare anche nel settore agricolo, che ha tutti i supporti assistenziali, se non entrano più nelle casse della Regione certi finanziamenti.

Ma ci vogliamo domandare queste cose? Allora quando si viene qui bisogna porre delle alternative.

Il Consigliere Martin diceva che qui non si va nè avanti nè indietro, dobbiamo vedere cosa possiamo fare per il futuro, per dare occupazione. Mi domando questa Giunta - Bajocco ricorda sempre che sono solo tre mesi che c'è - quali risposte ha dato alla problematica della Cogne. Alcuni che fanno parte di questa maggioranza pretendevano ad aprile, in 60 giorni, e si sono messi anche loro in una commissione di maggioranza e minoranza per un piano della Cogne. E cosa è stato realizzato? Nei confronti del personale dell'autoporto, il Consigliere Aloisi ha fatto vedere la lettera di licenziamento; in commissione il Presidente Lanivi sosteneva che aveva parlato con il Sottosegretario Fabbri e si stava movimentando per trovare una soluzione, e che in attesa bisognava frenare le aziende degli spedizionieri perché non arrivassero al licenziamento, in modo da trovare delle alternative sul piano sociale, sul piano dell'occupazione eccetera. Oggi le aziende degli spedizionieri non credono neanche alle promesse di questa Giunta e mandano le lettere di licenziamento, perché se avessero creduto agli impegni di questa Giunta non avrebbero mandato le lettere di licenziamento ai lavoratori delle società di spedizione.

Quindi per noi questa delibera non è neppure monca; non è da proporre. C'è da rivedere tutta la problematica, ci sono da fare degli approfondimenti? Ebbene, facciamo tutti gli approfondimenti possibili. Andiamo a vedere con la SDS, andiamo a vedere con la Mercedes, perché qui non si deve uscire facendo capire alla opinione pubblica, come certi organi di informazione vorranno far capire all'esterno, che la maggioranza precedente ha illuso per quanto riguarda i posti di lavoro, che non si potevano realizzare. E se questo non è, e se non è vero che non volete delegittimare il lavoro che era stato portato avanti dalla Giunta precedente, io faccio una proposta, signor Presidente non quella di sospendere il Consiglio per vedere - come diceva il Consigliere Martin - se si aggiunge nel documento di impegnare la Giunta a ricercare soluzioni, perché l'abbiamo impegnata per la Cogne, l'abbiamo impegnata per altre cose e abbiamo sempre fatto Caporetto da tutte le parti. Quindi noi dobbiamo dare mandato a chi? Avessimo avuto, Consigliere Martin, almeno delle risposte. Io presento interpellanze e interrogazioni, ma a queste ci si limita a rispondere si vedrà, si farà, sempre per il futuro, in modo da addormentare la situazione per arrivare a passare le elezioni regionali del 1993, illudendo la gente che questa Giunta è quella che affronta i problemi e li risolve.

La realtà non è affatto questa. Succede come nel 1988 con l'accordo IRI-Regione, se andate a rileggere certi articoli che ho scritto, vedrete che quello che dico oggi lo dicevo ieri, cioè quell'accordo era un'illusione per passare le elezioni politiche in quanto quell'accordo certamente non avrebbe dato risultati. Siamo al 1993, si intenta un nuovo modo di fare una gestione dell'Ilva Cogne per cercare di passare questo periodo elettorale, per illudere la gente e a farla credere ancora in determinati movimenti e in determinate prospettive.

Pertanto la proposta che vi faccio, se è vero che non volete delegittimare quello che ha fatto la precedente Giunta, è di incontrarci, a livello di commissione o come volete, con il sig. Tocci, presidente della SDS, con la Mercedes. Facciamo degli incontri a livello di commissione, discutiamone ancora, andiamo a vedere cosa c'è dietro l'angolo di questa situazione.

Presidente Lanivi, se lei ha avuto contatti con il sig. Tocci che le ha dato il consenso, se lei oggi è convinto di portare avanti questa posizione e di delegittimare quello che abbiamo fatto noi in precedenza, le dico che non deve aver timore neanche di incontrarsi a livello di commissioni consiliari con i rappresentanti della Mercedes e con i rappresentanti della SDS

Noi non abbiamo alcun timore a mettersi attorno ad un tavolo per trovare una soluzione, pur di salvare quei 250 posti e nell'immediato salvare il posto di lavoro dei dipendenti degli spedizionieri che hanno ricevuto la lettera, che ancora non si sa se il Governo li metterà in cassa integrazione, perché per loro non è prevista. E le aziende degli spedizionieri non accettano di fare corsi di formazione, altrimenti non mandavano le lettere di licenziamento.

Quindi, se vogliamo cercare di restituire alla Valle d'Aosta un qualcosa si quello che è stato fatto, propongo che si rimandi la votazione di questo documento, in modo da permettere a livello di commissioni consiliari l'incontro con Tocci e con la Mercedes, per vedere quello che si può realizzare.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Chiofalo, ne ha facoltà.

Chiofalo (DC) Signor Presidente, io avrei molto da dire su questo argomento e non so se stasera, data l'ora tarda, non convenga fare un aggiornamento della discussione. Perché anche le risposte dovranno essere date, così come il problema richiede; non delle risposte come sono state date fino adesso, perché qui intorno ho sentito parlare di camomilla, ma sinceramente a quanto ci è stato detto, sono cose da sonnifero, non da camomilla.

Non ci è stato detto niente nè di quello che si vuole fare dell'area dell'autoporto, nè di quello che è stato detto a Roma in questo incontro che il Presidente della Giunta ha avuto oggi con i nostri amici romani.

Posso immaginare che cosa si pensa di fare, che cosa avranno promesso; immagino che avranno promesso delle cose di pura immaginazione. Ad esempio: pensano che, se le merci vanno a Bari, gli spedizionieri di Aosta possono riscuotere l'IVA ad Aosta. Se si pensa questo, sono cose di fantascienza, perché queste cose non se le fa sottrarre nessuna Regione, in particolare modo non è disposto lo Stato a farsi sottrarre questo discorso, perché se si pensa di ottenere questo siamo fuori strada. Quindi sarebbe una perfetta presa in giro, e non solo per i 111 dipendenti dell'autoporto, perché anche se avvenisse questo, essi non ne guadagnerebbero niente perché la procedura sarà talmente abbreviata che neanche un terzo del personale attuale resterebbe al suo posto.

Quindi tutte cose che mi fanno pensare di essere campate in aria, che non ha senso prendere in considerazione. Come non ha senso il discorso con cui si dice di acquisire l'area, perché l'unica cosa che ho capito bene, dopo l'interpellanza presentata dal Consigliere Pascale, è che l'area è ritenuta un'area strategica e che quindi deve diventare di proprietà regionale. Credo che facendo così, continuiamo a creare dei carrozzoni dell'ente pubblico, diversamente da quello che si sta facendo a livello nazionale, dove si cerca di liberarsi di questi carrozzoni. Dico questo perché se ci vogliono 20 miliardi per acquisire l'area dell'autoporto, poi ce ne vorranno 50 o 60 per la riconversione. E poi per la riconversione in che cosa - mi chiedo. Se il Presidente della Giunta ci dice quali possono essere le attività che possono rimpiazzare il discorso della Mercedes, mi tolgo tanto di cappello di fronte a quello che mi dirà, se sono iniziative utili. Ma fino ad oggi queste cose il Presidente della Giunta non ce le ha dette ed è per questo che nutro delle grosse preoccupazioni, sia per i lavoratori dipendenti delle case di spedizioni, sia per l'economia della Regione Valle d'Aosta, perché voglio vedere adesso come si fa ad approntare il bilancio con 450 miliardi in meno, con quali condizioni. Non ho visto scendere in campo dei raggruppamento di persone, così come li ho visti scendere sul tema olimpiadi sì/olimpiadi no. Lì si sono raccolti tutti, forse giustamente per loro, che vedevano le cose in questo modo, ed hanno contestato fino a che siamo arrivati ad un referendum. Per quanto riguarda invece il discorso della mancata IVA da importazione, non si vede nessun movimento, nessun raggruppamento a giro. Arrivano 450 miliardi in meno e nessuno dice niente: un fatto indolore.

Il Consigliere Beneforti mi dice di concludere perché sono le otto, effettivamente ha ragione, si comincia a sentire un po' di stanchezza. Io sarei per chiudere alle otto, ma rinviando la discussione, perché su un problema così importante vale la pena fare ancora delle riflessioni.

Bisogna sentire la Giunta cosa ne pensa, cosa ci dice di concreto, perché a mio avviso qui non si vuole uscire allo scoperto, ma qualcosa dietro le quinte si muove, sarà giù all'autoporto, sarà qui, non lo so, ma c'è qualcosa. Non posso credere che ci sia questo disinteressamento di fronte ad un argomento così importante.

Assessore Lavoyer, vedo con piacere che lei è un bel ragazzo, veste bene, in maniera elegante, però anche la risposta che mi ha dato ieri non è stata poi così brillante, perché si spendono 4 miliardi 800 milioni nel 1991 e per il 1992 sono 9 miliardi, quasi 10, e per che cosa si spendono non si sa; perché le assicuro che quell'incentivo che si doveva dare alle ditte per sdoganare all'autoporto non è stato dato in maniera sufficiente, perché qualcuno ha detto prima di me che la percentuale è stata molto bassa delle merci che attraversano la Valle d'Aosta e quelle che sono state sdoganate ad Aosta. Caro Assessore, il discorso è questo, quindi non c'è tanto da ridere, perché - come si dice al mio paese - la mucca si deve mungere mentre ha il latte, quando non c'è più latte non si munge niente; e questo non si è fatto.

Per il futuro ho delle grosse preoccupazioni per quanto si è detto qui; qualcuno ha esagerato, ha strombazzato, però qui ci sono delle serie considerazioni che si fanno e delle serie riflessioni che si devono ancora fare a mio avviso, perché si è dormito troppo su questa faccenda. Chi si è inventato di portare la Mercedes in Valle d'Aosta, non lo ha fatto per fare un dispetto a qualcuno, caro Viérin, ma ha pensato a rimpiazzare quello che lentamente è morto, e mi riferisco al discorso dell'Ilva Cogne.

E quindi non c'è niente di demagogico nell'aver preso questa iniziativa; semmai demagogico è stato qualcuno che ha preso l'iniziativa di fare giungere certe notizie alla CEE - l'ho sentito fare in quest'aula il discorso della CEE -, perché sicuramente non si prendeva la briga la CEE di andare ad indagare su una cosa di questo genere se non ne fosse stata messa a conoscenza.

Tanti altri contributi sono stati erogati nell'industria, nell'agricoltura, ma guarda caso nessuno mai ha detto niente. Invece in questa faccenda, siccome c'era la lobby non solo politica ma economica che si contendeva questo discorso della SDS, è stato sollevato questo contenzioso, e alla fine sono i cittadini valdostani che ne subiscono le conseguenze. Questo è il discorso, in poche parole.

Concludo qui il mio intervento, mi aspetto che il Presidente della Giunta nella replica ci dica delle cose più concrete e più realizzabili e lo invito a non girare attorno al nocciolo del discorso per dirci chiaramente cosa si vuole fare.

Presidente C'è una richiesta di rinvio in commissione formulata dal Consigliere Beneforti, c'è una richiesta di sospensiva formulata dal Consigliere Chiofalo, c'è una ipotetica presentazione di emendamento richiesta dal Consigliere Martin. A questo punto vorrei essere confortato dal parere della conferenza dei Capigruppo, come normalmente si fa. Pertanto sospendiamo per 5 minuti la seduta del Consiglio.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,15 alle ore 20,56.

Presidente Riprendiamo la seduta interrotta, restano in piedi le seguenti proposte: ci sono due proposte di sospensiva dei lavori, una richiesta dal Consigliere Beneforti con rinvio in commissione e una richiesta dal Consigliere Chiofalo. Poi c'era una richiesta di emendamento presentata dal Consigliere Martin.

Noi procederemo come prevede il regolamento, si andrà avanti con la discussione, se supereremo le ore 24 i lavori saranno sospesi e il Consiglio sarà riconvocato per lunedì 12 ottobre.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi per mozione d'ordine, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Chiederei una breve sospensione per potersi riunire come forze di minoranza, per poter prendere una decisione in merito alle illustrazioni del Presidente.

Presidente Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,58 alle ore 21,18.

Presidente Riprendono i lavori. Abbiamo sul tappeto una richiesta di sospensione e una richiesta di rinvio in commissione. Poi la presentazione di un emendamento che sarà illustrato dal Presidente della Giunta e quindi la chiusura della discussione generale.

Consigliere Chiofalo, lei chiede la parola a che titolo?

Chiofalo (DC) Per mozione d'ordine. Vorrei correggere la mia proposta: con questa volevo intendere non di aggiornare ad un'altra seduta la discussione, ma di rinviare l'argomento, come era stato detto prima dal Consigliere Beneforti, in commissione.

Presidente Viene ritirata una proposta, abbiamo solo più una richiesta ed è quella del Consigliere Beneforti di rinvio in commissione di questo argomento.

Adesso facciamo distribuire l'emendamento del Presidente della Giunta, che poi illustrerà; direi di passare ai voti della richiesta di rinvio in Commissione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Parlerò a favore del rinvio in commissione di questo argomento. A seguito di questo ampio dibattito, che ha coinvolto tutte le forze politiche, ed è stato un dibattito in parte costruttivo e in parte distruttivo: costruttivo perché ha evidenziato quelli che sono i veri aspetti della questione ed ha evidenziato soprattutto la gravità della situazione, distruttivo perché abbiamo l'impressione che questa maggioranza e questa Giunta non vogliano tentare di risolvere questo drammatico problema, nasce l'opportunità da parte nostra di chiedere il rinvio in commissione, per dare la possibilità a tutte le forze politiche e al Presidente della Giunta di approfondire tutto questo problema, che è un problema serio e drammatico, per cercare insieme - al di là degli steccati ideologici e delle divergenze di carattere politico - di trovare una soluzione, e tengo qui a ribadire l'aspetto occupazionale dei dipendenti dell'autoporto di Pollein.

Per queste ragioni è importante questa richiesta; è importante perché la situazione diventa sempre più drammatica, quindi è opportuno che ognuno di noi nella propria coscienza rifletta attentamente, perché bisogna riuscire a dare una soluzione al problema.

Non è sufficiente, non ci accontentiamo delle dichiarazioni del Presidente, che dice che vi sono vari palliativi, vari tentativi per cercare di coinvolgere il Governo nell'accettazione della Cassa Integrazione o cose del genere; noi vogliamo avere delle risposte chiare e oltretutto, siccome sappiamo che il Presidente della Giunta ha avuto un incontro a Roma in merito a questo problema mi pare questa mattina, non abbiamo neanche avuto la possibilità di sapere cosa è stato discusso e quali sono stati gli argomenti e soprattutto quali sono state le proposte da parte del Presidente della Giunta su questo argomento.

Quindi ritengo che ogni forza politica abbia la possibilità di approfondire il discorso, di analizzarlo e di trovare quella soluzione che tutti ci auspichiamo.

La situazione, ripeto, diventa sempre più tragica, il problema è molto ampio e complesso, ci rendiamo conto della difficoltà di questa operazione, della difficoltà di trovare una soluzione di fronte alle richieste sempre più pressanti da parte della CEE nella richiesta di violazione di quelli che sono i regolamenti; però ritengo anche importante che noi nella nostra autonomia di Consiglio regionale, nella nostra capacità di portare avanti in autonomia i nostri problemi, troviamo questa soluzione. Altrimenti sarebbe ridicolo, come già è stato accennato da oratori che mi hanno preceduto, voler pretendere di mantenere questo concetto di autonomia per la nostra piccola realtà, quando invece poi non siamo capaci di gestire l'autonomia di cui noi rivendichiamo sempre e continuamente il diritto di poterla ottenere e di poterla portare avanti.

Oltretutto vorrei ricordare un altro aspetto importante sulla questione dell'autonomia: già in passato avevamo discusso sulla questione della ingerenza della corte dei conti sul problema, che era stato sollevato allora, del casinò di Saint-Vincent, anche in quella occasione purtroppo questo Consiglio regionale non ha saputo reagire in modo chiaro e preciso a garantire la propria autonomia, evitando l'ingerenza della corte dei conti su una materia di cui non era competente e soprattutto su un aspetto importantissimo per la nostra Regione.

Altre Regioni invece sono riuscite a mantenere questo ambito fuori dall'intervento della corte dei conti; mi riferisco alle Regioni Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Anche in quella occasione non siamo stati capaci di portare avanti questo concetto, che sovente viene sbandierato, di autonomia regionale; l'autonomia consiste nella nostra capacità di poter far applicare il nostro statuto, di avere quelle rivendicazioni che ci provengono da una legge costituzionale, quindi riuscire anche agli occhi e nei confronti dello Stato nazionale a rivendicare quelle prerogative che ci derivano dallo statuto.

Ecco perché è importante che in questo momento non abbandoniamo il discorso, o la possibilità di poter continuare a rivedere la convenzione con la SDS - se non sarà la SDS potrà essere qualsiasi altra società -, però dobbiamo rivendicare questa prerogativa per cercare di trovare la soluzione più adeguata alla soluzione del problema.

Proprio per questo motivo il fatto di dover discutere questo problema in commissione ci dà la possibilità di approfondire tutte le tematiche, perché sono convinto che non tutti i consiglieri abbiano avuto il tempo di leggere tutta quella ampia documentazione che è stata illustrata, di cui siamo venuti a conoscenza e che purtroppo il Presidente della Giunta non ci aveva messo allora a disposizione; ce l'ha messa a disposizione in questi ultimi due giorni, quando purtroppo, a causa del tempo ristretto, non abbiamo avuto neanche la possibilità di approfondirla. In quella documentazione si sono evidenziate tutte quelle divergenze, quelle diversità di interpretazione che hanno fatto sì che parecchi colleghi consiglieri intervenissero smentendo le dichiarazioni del Presidente della Giunta, smentendo le dichiarazioni di altri colleghi che sono intervenuti su degli aspetti importanti ma comunque marginali di tutta la problematica. Quindi ritengo importante dare la possibilità a tutti i consiglieri di approfondire il discorso, di trovare insieme una soluzione, perché questo problema non va preso alla leggera, sotto gamba, è un problema serio, è un problema per il quale la gente, soprattutto i lavoratori dell'autoporto si aspettano da noi speranza.

Noi che speranza possiamo dare con una risoluzione che ci viene presentata, una risoluzione che dice tutto? Che cosa andiamo a dire a questa gente domattina, quando ci chiederanno cosa abbiamo deciso dopo aver discusso un intero pomeriggio? E noi cosa rispondiamo a questa gente? Abbiamo deciso di impegnare la Giunta, è vero, ma quante volte - ha ricordato anche il Consigliere Beneforti - abbiamo fatto delle risoluzioni, in cui abbiamo impegnato la Giunta per la soluzione dei problemi occupazionali all'Ilva Cogne? Quelle risoluzioni sono rimaste sempre carta morta, sono rimaste soltanto nella mente e negli intenti, nella volontà astratta di questo Consiglio, o del Presidente della Giunta, o di questa Giunta.

Dobbiamo smettere di continuare a parlare in astratto, dobbiamo cercare di concretizzare le cose, di arrivare a delle soluzioni concrete, chiare, precise.

Proprio in questo senso ritengo importante dare a tutti la possibilità di analizzare tranquillamente, in coscienza, con serietà, tutto il problema, e cercare insieme, la Giunta, la maggioranza, le forze di opposizione, una soluzione giusta, che vada incontro alle aspettative della gente. Non possiamo più permetterci di rimanere divisi su questa tematica, dobbiamo insieme cercare di trovare la soluzione; per questo motivo concordo nella richiesta di delegare la commissione competente e quindi rinviare in commissione tutto questo argomento per cercare di trovare una soluzione.

Presidente Chi chiede di parlare contro? Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) Nous sommes contraires à tout renvoi; il ne s'agit que de donner au Président de la Junte chose - et cela a été dit par un membre de l'opposition - à certains points de vue superfétatoire, parce que le Président aurait eu le pouvoir de le faire et de soumettre à la ratification du Conseil. Il s'agit de donner au Président un mandat spécifique pour traiter la résolution consensuelle d'une convention intervenue entre une société et la Région Vallée d'Aoste.

Le fait que cette résolution soit consensuelle, laisse ouverte la porte à toutes les solutions possibles. Cela est préconisé de M. Riccarand, cela est préconisé par d'autres membres du Conseil. Par conséquent nous ne comprenons pas la nécessité de renvoyer en Commission, alors que toute la documentation est à disposition de tous les Conseillers, et cela nous paraît un jeu à l'obstructionnisme qui ne peut faire que perdre du temps.

Presidente Pongo in votazione la proposta del Consigliere Beneforti di rinvio in commissione dell'argomento in trattazione a questa assemblea:

Esito della votazione.

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 9

Contrari: 19

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio non approva.

A questo punto chiuderei... ci sono altri che chiedono la parola?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, per mozione d'ordine, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Volevo solo ricordare al Presidente della Giunta che dopo vari interventi di consiglieri di varie forze politiche, che hanno posto dei problemi che meritano sicuramente delle risposte precise, prima di chiudere la discussione generale, sarebbe opportuno da parte del Presidente intervenire e rispondere nel merito delle richieste poste.

Presidente Questo non costituisce oggetto di mozione d'ordine, Consigliere Aloisi.

Aloisi (PSI) Ma lei vuole già chiudere la discussione generale...

Presidente ... la richiesta di intervento è un requisito soggettivo che ciascuno può avanzare. La sua non è una mozione d'ordine, mi consenta.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Il Presidente della Giunta nella sua introduzione aveva detto che era a disposizione per dare tutti i chiarimenti possibili. Fra l'altro nel mio intervento ho fatto delle domande molto sintetiche e molto precise, alle quali nessuno mi ha risposto. Allora volevo sapere se si intende rispondere e dare dei chiarimenti, perché se il Presidente della Giunta - ed è nel suo diritto - vuole solo chiudere la discussione generale, avrei degli emendamenti da presentare alla mia mozione. Per sapermi regolare, vorrei sapere se il Presidente della Giunta vuole dare dei chiarimenti oppure no. E' nel suo diritto darli o non darli.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Intanto vorrei illustrare l'emendamento che ho presentato alla Presidenza del Consiglio e che ha cercato di tenere conto di alcune proposte che erano venute dal dibattito di questo Consiglio, e che è di questo tenore. L'emendamento è sostitutivo della parte dispositiva e recita così:

"Delibera: 1) di autorizzare il Presidente della Giunta regionale a svolgere trattative per la risoluzione consensuale della convenzione Regione Autonoma Valle d'Aosta - Società di Servizi S.D.S: S.p.A. del 4 marzo 1992 Rep. 1050, nonché a predisporre gli atti necessari affinché il Consiglio regionale possa deliberare al riguardo; 2) di impegnare la Giunta regionale a ricercare con so-cietà aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Re-gione Autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica ed occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente".

Presidente Chi chiede la parola?

(...Intervento del Consigliere Beneforti, senza microfono...)

Lanivi (GM) Caro Beneforti, tu non ci crederai ma io ti stimo, così come stimo tutti i consiglieri e cercherò, anche se quadri di riferimento, soprattutto certe scadenze possono elevare il tono della polemica di questo Consiglio, di svolgere con le modeste possibilità lo sforzo per evitare che i lavori del Consiglio si arenino in sterili polemiche.

Chiedo scusa se il mio atteggiamento contribuirà a questo, cercherò di svolgere quello che sono capace di svolgere, quindi mi presto anche ad un giochino che mi può essere sottoposto, se questo può contribuire a migliorare i rapporti all'interno di questo Consiglio.

La risoluzione ha come obiettivo quello di accelerare la definizione di una soluzione, e credo che questo sia al di là delle diverse e rispettabili posizioni un obiettivo che ci può accumunare.

Il Consigliere Bondaz nel suo intervento mi sembra abbia mosso alcuni appunti circa la definizione della cronologia degli avvenimenti, me ne assumo completamente la responsabilità. C'è però un dato di cui tenere conto, e credo che i vari interventi, al di là dei dati polemici, lo abbiano messo in evidenza.

Intanto vi sono i rapporti problematici fra Mercedes e SDS, molto probabilmente la convenzione ha risentito di una impostazione che poteva rappresentare una scorciatoia rispetto a certi problemi e questa scorciatoia non è percorribile; si tratta di riordinare insieme delle cose per poter procedere.

Mercedes non ha mai manifestato l'intenzione di collocare la sede legale, nè, a mia richiesta, il domicilio fiscale in Valle d'Aosta; questo potete crederlo, questo mi è stato detto dai rappresentanti della Mercedes.

Non è provocatoriamente politico questo tipo di proposta che viene avanzata al Consiglio; si tratta di superare un momento di impasse rappresentato dal blocco che la CEE, che lo si voglia o non lo si voglia, ha posto. Sono state fatte illazioni su possibili interferenze, potranno avere un valore ed essere prese in considerazione se queste avranno un nome e un cognome e non saranno soltanto delle insinuazioni o delle illazioni.

Quanto alla difesa della nostra autonomia, cerchiamo di difenderla nel migliore dei modi; il discorso mi pare che sia stato avanzato dal Consigliere Pascale e da altri consiglieri. Ma qui siamo di fronte ad una situazione che, lasciata così com'è, non ci consente di procedere e di questo non siamo convinti solo noi, sono convinti anche i nostri partner: Mercedes e SDS

Per quanto riguarda le domande che ha posto il Consigliere Pascale: è di interesse regionale raggiungere gli obiettivi fissati dalla convenzione SDS? Ho cercato anche in commissione di dire che l'interesse generale è di valorizzare quell'area, perché possa fruttare alla Valle d'Aosta in virtù del suo posizionamento geografico; a prescindere da quello che possiamo decidere, quell'area è per sua vocazione importante rispetto a traffici e commerci che hanno da sempre interessato la Valle d'Aosta. Quindi, se l'obiettivo è quello di valorizzare quell'area, il nostro disegno è di definire un progetto organico e quindi un rapporto che non si restringe ad un rapporto Regione - SDS (o Mercedes), ma ad un disegno organico della migliore utilizzazione di quell'area.

Il Consigliere Pascale poneva la domanda: "La SDS è lo strumento giusto"? Qui il punto interrogativo lo lascio anche io per i contenuti della convenzione, perché in effetti quel tipo di convenzione, pur lasciando intravedere una scorciatoia facile, ha fatto vedere nel seguito tutte le difficoltà che ancora ci fermano. Quanto alle modalità, e quindi questo è un giudizio politico, opinabile, che esprimo, l'idea di trovare un qualcuno e un qualcosa che ci risolvesse facilmente i problemi derivanti dall'entrata in funzione, o dalla progressiva attuazione del mercato unico europeo, non si dimostra così facile nella sua risoluzione. Sarà un impegno forte, difficile, rispetto al quale credo non ci sono, nè si può pensare a scorciatoie o a posizioni comode o facili.

Nessuno ha detto della convenzione che prevedeva un fondo perduto di quasi 140 miliardi di lire; forse si pensava che con quello strumento - opinione anche questa discutibile - si potesse facilmente risolvere questo problema. Così non è stato. Il punto interrogativo rimane.

Esiste una contropartita valida che possa raggiungere gli stessi obiettivi? La contropartita può essere di questo tipo. Intanto una valutazione organica dell'intera area, che ha una sua vocazione, che è quella di essere adatta ad ospitare servizi per i traffici e per i commerci, che non può avere un solo interlocutore o un interlocutore prevalente, ma questo dato invece deve essere mantenuto ed è quello che la Regione non può essere esclusa dalla regia di quell'area stessa.

Il Consigliere Milanesio ha posto il problema di trasmettere gli atti per la ricostruzione dei fatti. Ribadisco che la volontà di questa Giunta e di questa maggioranza, e non solo per questo episodio, è quello di fare in modo che alcuni problemi che sono di importanza vitale della Regione diventino motivo di dibattito tra tutta la gente. Quindi il problema di una corretta informazione è problema centrale, la messa a disposizione di questi documenti, ma non solo i mezzi di informazione, è un dato che ci sembra positivo e che rappresenta una volontà politica precisa di questa giunta e di questa maggioranza.

Si è parlato di pessimismo della volontà, di sottile veleno, eccetera; si è cercato di far intravedere 250 posti esistenti, ma questi 250 posti erano sulla carta, non c'era nient'altro, era l'idea di poter avere 250 posti ma il meccanismo individuato non è servito a questo scopo. In questo momento dobbiamo superare una situazione che ci mette in una condizione di blocco e dobbiamo superarla con la massima chiarezza e serenità.

E' il Governo regionale che governa e non il Consiglio, si è detto; mi permetterei di fare alcune considerazioni. E' vero questo. Il Consiglio in questo modo sarebbe l'istruttore di nuoto che ai bordi della piscina controlla se l'atleta compie alla perfezione i gesti, o è qualcosa di più? Lo pongo come punto interrogativo, non ho la presunzione di dare delle definizioni o delle indicazioni.

Il Consigliere Martin ha definito importante l'accordo con Mercedes; anche noi, però con molta franchezza, senza subire o senza soffrire di complessi di inferiorità. La Mercedes non è Babbo natale che premia, la Mercedes fa gli affari suoi, noi cerchiamo di fare gli affari della Regione. E' possibile in un confronto corretto che ci sia la possibilità di raggiungere degli accordi equi, è quello che chiediamo.

Sul discorso della Mercedes che se ne va altrove, voglio dire che in questi tempi pressioni anche di tipo psicologico ce ne sono state tante; bisogna avere la forza di guardare le intenzioni vere da pressioni legittime che possono essere esercitate. Non possiamo in linea di principio dire che comunque la Mercedes deve venire in Valle d'Aosta; la Mercedes è gradita ospita ed ottimo partner, se a fronte delle sue esigenze tiene conto delle esigenze della nostra Regione.

Mi pare che il discorso del Consigliere Aloisi sia, più che un discorso, una serie di giudizi negativi sulla mia persona, quindi li ritengo una opinione come tante altre. Non è il solo forse a pensare le stesse cose, non saprei cosa dire, non ha fiducia in me, credo che mi accusi di demagogia, di non fare niente, di prendere in giro la gente: sono opinioni.

Il Consigliere Beneforti mi pone due domande. La convenzione prevedeva 250 persone - dice - e voi cosa fate? Noi cercheremo di fare di tutto, e non solo a livello locale, perché il rischio di traumi di questo tipo non avvenga. Sa il Consigliere Beneforti che ci stiamo muovendo, ci sono dei progetti forse ritenuti da alcuni inadeguati, ma sappia che stiamo lavorando non solo in Valle ma anche nei rapporti con il Governo nazionale per impedire che questo avvenga.

Dobbiamo anche dire che non tutto dipende da noi, perché certe misure anche di tutela, se vogliamo temporanea, certi "paracaduti sociali" riconosciuti ad altre categorie di lavoratori non sono riconosciuti a questi lavoratori, e noi siamo affiancati con chi tende, nel caso in cui non siano possibili soluzioni alternative - forse lo sono, non c'è questo diniego totale come sosteneva il Consigliere Chiofalo -, a garantire queste misure di ordine sociale anche ai lavoratori dell'autoporto.

Il Consigliere Chiofalo ha detto che qualcosa si muove dietro le quinte; io in genere dietro le quinte non ci sto, preferisco fare brutta figura ma sul palcoscenico, non dietro le quinte. Ecco perché non ho esitato a presentare la documentazione ed eventualmente anche di far intravedere errori che posso aver fatto, ma tutto sul palcoscenico, mai dietro le quinte. Spero che non ci sia niente dietro le quinte.

Infine, e concluderei in questo modo - so sicuramente che qualcuno dirà che queste non rappresentano risposte esaurienti ed esaustive -: prima di dichiarare la mia totale disponibilità di riferire in ogni momento in commissione su questa vicenda e sulla sua evoluzione, vorrei dire che ho questa precisa idea. La Valle d'Aosta attraverserà alcuni anni difficili per motivi non suoi interni, ma perché è in atto un tipo di trasformazione rispetto alla quale possiamo porci non nella condizione di doverla subire passivamente, ma neppure con la presunzione di modificarla da soli. Dobbiamo allora ricercare alcuni punti fermi, e a mio parere uno dei punti fermi è quello di non pensare che i nostri problemi trovino dei benefattori disinteressati dall'esterno. I nostri punti di riferimento sono i valori della nostra cultura, sono le nostre risorse umane e le nostre risorse territoriali.

Potremo trovare dei partner più o meno bravi, più o meno affidabili, ma certamente non potremo pensare a dei Babbi natali che risolvano i nostri problemi. Quindi questo è il punto di riferimento.

Una seconda considerazione mia personale è sul ruolo di questo Consiglio e sulle modalità del dibattito. Tutto potrebbe far pensare che l'avvicinarsi delle prossime elezioni regionali esalterà i dati disgregativi, ma io credo che ognuno di noi, anche per i rapporti che ha al di là di questo Consiglio, in questi tempi si renda conto che c'è qualcosa di grande e di difficile da superare, ed è mia convinzione che questo Consiglio e questo gruppo dirigente politico sapranno trovare un comportamento all'altezza della situazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Signor Presidente, ho seguito con molta attenzione la sua pacata relazione. Le dico subito che non mi aspettavo, come lei ha già premesso, delle risposte esaustive. Non me le aspettavo perché, cercando di mettermi nei suoi panni, è molto difficile la sua posizione, è molto difficile la posizione di venire a proporre qualcosa al Consiglio che viene ad eliminare una proposta di lavoro che comunque, al di là dei tempi tecnici necessari, sarebbe stata una proposta valida sia per l'economia della Regione, sia per le questioni di carattere sociale.

Devo peraltro soffermarmi su alcune sue dichiarazioni, alcune delle quali condivido, altre non condivido (e mi permetterò di spiegare le ragioni per cui non condivido); se c'è stata una parola di pace o una parola valida da parte sua, al di là delle affermazioni che qualche Consigliere di maggioranza aveva fatto, è quella di dire che vi sono stati, vi sono o vi erano dei rapporti problematici fra SDS e Mercedes. Credo che questo è la prima volta che lo sento dire da un membro della maggioranza, lo sento dire dal Presidente di questa maggioranza; è la prima volta che viene posto l'accento e viene confermato quanto ho cercato, forse in malo modo, di dire nel passato e di dire oggi.

Probabilmente è vero, viceversa, che si è cercato di portare avanti una convenzione scorciatoia, così come lei l'ha definita; ma se lei ha avuto modo e tempo di valutare ed esaminare tutte le problematiche, avrà visto che questa soluzione era l'unica almeno praticabile. Non perché l'avessimo individuata noi, ma perché anche noi l'abbiamo sposata ad un certo punto proprio per le ragioni del punto precedente, e cioè delle problematiche esistenti fra Mercedes e SDS

Non so cosa questa maggioranza riuscirà a fare di bello o di buono o di migliore rispetto alla convenzione che avevamo fatto con la SDS, ma sicuramente questo sarà un punto di partenza, comunque lo si voglia guardare, anche se un domani saremo chiamati a revocarla, perché sarà comunque una convenzione che nel bene o nel male è stata approvata da questo Consiglio.

Vorrei solo aggiungere un'altra cosa, ed è per quello che avevo sposato la proposta di un rinvio alla commissione per un'audizione sia dei rappresentanti dell'SDS sia dei rappresentanti della Mercedes, perché - se ho capito bene le sue parole - i rappresentanti della Mercedes le avrebbero detto che non c'era mai stata da parte loro la volontà o il desiderio di mettere in Valle d'Aosta la sede legale o fiscale della loro società.

Pur con il dovuto rispetto, mi permetto di non concordare su quest'affermazione che credo riporti dichiarazioni dei rappresentanti della Mercedes, perché questo punto è stato uno dei punti focali di svariati mesi di discussione.

E come ho detto nell'intervento precedente, la Mercedes (in conseguenza anche dei rapporti difficili che si erano instaurati con la CEE) aveva chiesto un tempo di 7-8 mesi per definire questo problema, che comunque sarebbe stato risolto o con il mettere in Valle d'Aosta la sede quanto meno fiscale della Mercedes, o con la costruzione di una società di completa proprietà della Mercedes, che avrebbe avuto il compito della importazione dei veicoli da parte di Stoccarda.

Questo è avvenuto in svariati colloqui, sempre alla presenza di funzionari regionali e di altri, e devo riconfermare che la Mercedes aveva delle difficoltà a questo riguardo, ma era un punto dal quale la Regione non avrebbe assolutamente potuto tirarsi indietro proprio per le ragioni di carattere giuridico comunitario che erano nate e che stavano nascendo, perché non avrebbe avuto senso andare a spendere soldi di una certa entità sia nei confronti della Mercedes sia nei confronti della SDS se non avessimo avuto la garanzia assoluta di poter contare su un introito di somme molto ragguardevoli.

Mi dice che questa proposta non è provocatoria, signor Presidente, e io ne prendo atto; mi dice che è necessario passare questo perché c'è un impasse nei confronti della CEE; è una sua valutazione che io condivido molto poco, ma questo non vuol dire che io abbia ragione o che lei abbia ragione.

Lei fa molto spesso riferimento ai valori della nostra autonomia e della nostra tradizione, e io ne convengo, ma queste cose bisogna poi difenderle, anche là dove ci possono essere delle difficoltà.

Dobbiamo valorizzare l'area dell'autoporto: la stiamo già valorizzando, signor Presidente, perché mi domando a questo punto perché la Regione è intervenuta pesantemente per far fare gli svincoli all'autoporto, svincoli che dovevano servire per gli sdoganamenti, che dovevano servire per tutta una sequenza di proposte che stavano venendo fuori. Perché se così non fosse, mi domando a chi serviranno questi svincoli: serviranno all'autoporto, società privata, o serviranno all'autoporto, società pubblica? E' meglio che queste cose si chiariscano, perché la Regione sta spendendo, tramite società collegate, svariati miliardi per fare queste opere, che erano dovute in base ad una certa valutazione. E se lì non dovesse più esserci quanto era stato previsto a suo tempo, questi lavori non hanno più ragione di essere e quindi stiamo spendendo dei soldi inutilmente.

Poi vi è una sequenza di proposte, o meglio di indicazioni, a cui il Presidente della Giunta dice di non saper dare risposta, dice che non sa se lo strumento dell'SDS è azzeccato; si interroga se il fondo perduto è servito o non è servito. Queste sono valutazioni che ognuno è libero di accettare o di non accettare; sono convinto viceversa di quanto ha detto, che la Regione deve essere regista nella valutazione organica dell'area. Condivido appieno la formulazione, però vorrei sapere cosa c'è sotto questa formulazione, come questa regia viene fatta, con quali strumenti, con quali società oso dire.

Quello che non credo di poter condividere è quando mi dice che i posti di lavoro sono solo sulla carta e che la Giunta lavora per trovare soluzioni. Allora io dico che qui ci dobbiamo guardare bene negli occhi, perché sappiamo a priori tutti quanti che quando si definiscono delle convenzioni, queste o altre che sono state fatte dalla Regione anche in altri settori, la questione dei posti di lavoro non è che sia la bacchetta magica per cui oggi faccio la convenzione e domani mattina ho i posti di lavoro a disposizione.

Ma sicuramente c'erano le premesse per far sì che questi posti di lavoro fossero esistenti, tant'è che proprio per ovviare a delle ipotesi che potevano non essere abbastanza valide, nella convenzione è stato inserito in quanto tempo questi posti dovevano essere definiti, trovati, messi a disposizione, e quanto meno nel primo anno ce ne dovevano essere una sessantina, sempre che la convenzione avesse avuto un suo seguito, sempre che la convenzione fosse stata accettata non solo con la firma ma nei fatti sia dalla Regione sia dalla SDS.

Quindi c'erano dei paracaduti finanziari per cui questo fondo perduto si sarebbe dovuto dare soltanto a tranches, proprio per avere la possibilità di dire se la convenzione era stata applicata o meno dalla società di servizi.

Non credo che nessuno nel trattare la questione Mercedes abbia avuto mai un complesso di inferiorità, e concordo con quanto lei dice che la Mercedes è una società finanziaria, una società di capitali e quindi una società che fa i suoi interessi, ed è normalissimo che ciò sia; sarebbe meno normale se l'Ammini-strazione regionale o chi per essa accedesse a delle richieste della Mercedes o qualche altra società, senza che questo comportasse un vantaggio non tanto economico quanto sociale. Senza dimenticare poi che un inserimento di una società come questa avrebbe creato un indotto di varie altre possibilità di lavoro, senza parlare ancora del centro design e del centro di formazione professionale, che avrebbe creato un indotto di lavoro e contemporaneamente un indotto economico attraverso il recepimento dell'Irpef.

Non mi piace sentir parlare, come ho sentito qui, di cosa c'è dietro l'angolo, perché in una legislatura passata un Consigliere chiese cosa c'era dietro l'angolo e il giorno dopo centinaia di finanzieri arrivarono a Saint-Vincent.

Quindi è una frase che non mi piace molto, come ricordo storico. Sono convinto anche io che dietro l'angolo non ci sia niente di innominato o di innominabile.

E' vero che se si vuole essere seri, dobbiamo dire che la Valle d'Aosta si appresta a vivere nel futuro alcuni anni di difficoltà. Come questi anni dovranno essere vissuti? Cosa potrà fare l'ente pubblico a questo riguardo? Queste sono le risposte che gradiremmo avere, perché se non abbiamo delle risposte da dare, non solo noi ma la gente, che comincia a lamentarsi di una certa situazione economica difficile, non crederà più a noi e (cosa più grave) non crederà più alla nostra autonomia, alla nostra specificità, alla quale crediamo tutti, con la quale alcune volte ci si lava anche la bocca, ma oggi siamo arrivati al fondo del barile. Bisogna che l'Amministrazione regionale, la Giunta in modo particolare si attivi e faccia delle proposte e non dica (e non vuole essere un rimprovero perché ne ho molti da ricevere io) - "Non Do risposte, non saprò cosa dovrà essere fatto". Credo che la Giunta regionale non possa essere così; la Giunta regionale deve fare delle proposte, qualunque esse siano, da portare in discussione al Consiglio se lo ritiene, diversamente ho l'impressione che ci avviamo verso un periodo di difficoltà, ma sarà ancora più difficile se perdiamo dei mesi che sono assolutamente indispensabili per ovviare o per evitare una parte di quelle preoccupazioni che potranno nascere nel futuro.

E' vero, signor Presidente, nessuno risolverà i nostri problemi; però se nessuno risolve i nostri problemi e nessuno ritiene di darci un colpo di mano, è anche giusto che ci attiviamo. Ecco quello che critichiamo da un punto di vista politico nel comportamento di questa maggioranza; notiamo una mancanza di proposta e di iniziative, che viceversa dovevano esserci, perché da quando siete venuti qui sono passati 4 mesi e di proposte di una certa rilevanza non ne abbiamo ricevute ancora una. Mi auguro che questo sia solo un momento di tranquillità, al quale seguiranno poi le proposte da parte di questa Giunta, e che siano vere altresì le sue parole, che il dibattito politico non sia viziato da quella che è ormai la lotta politica e la lotta per le future elezioni. Le elezioni sono una cosa estremamente importante, però i valdostani hanno necessità di risolvere certi problemi, per evitare che una situazione gravosa possa incidere ancora di più sulle situazioni delle singole famiglie che vivono nella nostra Regione.

Non accettiamo questo emendamento presentato a nome della maggioranza, perché lo riteniamo estremamente superficiale e non confacente a quelle che sono le necessità della nostra Regione, e soprattutto perché non ho mai dato personalmente una delega in bianco a nessuno, nè posso accettare che nella delibera della Giunta sia stato scritto che per le vie brevi abbiamo avuto delle assicurazioni da parte della SDS.

A queste cose credo molto poco, sarebbe stato molto meglio che lei, signor Presidente, fosse venuto in Consiglio portandoci una corrispondenza con l'SDS che comprovasse queste assicurazioni. Non avremmo avuto nessun problema, come ho detto prima, a votare una delibera di revoca della convenzione con l'SDS.

Così ci sembra di non fare il nostro dovere nei confronti dell'Amministrazione regionale, pertanto non voteremo questa deliberazione, augurandoci che - siccome verrà sicuramente votata dalla maggioranza - l'impegno che è scritto qui della Giunta regionale possa portare a questo Consiglio una soluzione alternativa, tenendo conto che qualunque società potrà venire successivamente, si troverà nella stessa situazione della SDS nei confronti della CEE, al di là degli aggiustamenti che comunque dovranno essere convenuti con la CEE. Anche perché i commissari, che hanno iniziato questo procedimento nei confronti della Valle d'Aosta, sono abbastanza poco solerti nel fare i loro lavoro e sono profondamente convinto che una resistenza da parte della Regione avrebbe ovviato a queste difficoltà e probabilmente avremmo avuto già oggi una risoluzione da parte dell'Alta Corte.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Ringrazio il Presidente della Giunta per aver voluto dare delle risposte alle domande che io ed altri avevamo posto. Non mi addentro nella storia del passato, non l'ho voluto fare nel primo intervento, non lo faccio adesso, perché le storie si prestano sempre a diverse interpretazioni e qualche volta anche a delle strumentalizzazioni. Avevo fatto nel mio intervento precedente un discorso rivolto al presente e alla prospettiva. Il presente è drammatico, e lo sapete tutti; è urgente, perché il primo gennaio 1993 è alle porte e, al di là di quelli che sono gli aspetti finanziari sui quali poi alla fine si può sempre trovare delle soluzioni diverse, rimane preoccupante l'aspetto occupazionale, che poteva essere risolto all'interno di quel progetto. Ero tranquillo quando il Presidente della Giunta a luglio ha fatto quell'affermazione: "I socialisti sono preoccupati adesso, non lo erano prima"; io non lo ero e lo dico con sincerità, io ero e rimango convinto che all'interno di quel progetto poteva trovare una soluzione il problema occupazionale del dopo 1993 e che io sapevo già ci sarebbe stato.

Ecco perché dico che anche a luglio, quando è stata fatta quella delibera e quando il Presidente della Giunta nell'adunanza del 17 luglio aveva ribadito quelle cose, di andare verso una modifica della convenzione, avevo ancora speranza che questo problema urgente del dopo 1993 potesse venire in qualche modo risolto, pur modificando tante cose che dovevano essere modificate della convenzione che avevamo approvato in Consiglio.

E' un problema questo che richiederebbe delle decisioni rapide, che non ci sono, non ci sono state in questi tre mesi, non le vedo anche nelle risposte che il Presidente della Giunta mi ha dato.

Il Presidente della Giunta ha guardato nella prospettiva; la prospettiva che il Presidente si pone, a quello che ho capito, è quella di considerare la zona dell'autoporto un'area strategica - e su questo siamo tutti d'accordo per la posizione che occupa, di voler avere voce in capitolo, e su questo eravamo già d'accordo da tempo, tant'è che siamo entrati con il 33 percento nella società. E credo che la presenza della Regione nella società autoporto, che è proprietaria di tutti gli immobili, sia di per sè una garanzia di partecipare e di condizionare i processi decisionali futuri. Mi auguro che quello che il Presidente della Giunta ha detto non voglia dire arrivare alla acquisizione totale del complesso autoportuale, perché non credo sia necessario, nè utile. E poi, dice il Presidente della Giunta, bisogna fare un progetto organico di tutta l'area, vedere cosa dover insediare in quest'area per gli anni futuri, dopo di che si cercano i diversi interlocutori e poi si passa agli insediamenti.

Mi pare che l'iter procedurale sia questo, che mi ricorda lo stesso iter procedurale che abbiamo seguito per l'area di Pont-Saint-Martin dell'Ilssa Viola, dove abbiamo acquisito l'area, abbiamo fatto un progetto organico addirittura di urbanizzazione dell'area, e poi abbiamo cominciato a cercare gli interlocutori e li stiamo ancora cercando, perché credo che l'area non sia ancora tutta utilizzata.

E' un progetto a lungo termine, che richiede tempi lunghi, ed è un progetto difficile da attuare, perché quando si lascia intravedere nell'emendamento, ma, al di là dell'emendamento, nelle parole del Presidente della Giunta, che in un certo senso si vogliono mantenere gli stessi obiettivi della convenzione SDS ma magari con altri interlocutori, o in altre forme da ricercare, si dimentica che, se oggi è stato difficile portare avanti questo discorso a livello comunitario per la SDS, nel dopo 1993 sarà ancora più difficile. Attenzione, non siamo ancora nel regime di concorrenza aperta, non siamo ancora nel regime di mercato comune; nel dopo 1993 le maglie si stringeranno di più e bisognerà stare bene attenti ai contributi che vogliamo dare ai nostri interlocutori per eventuali insediamenti. Quindi, questo sarà molto più difficile.

Ma al di là della difficoltà, quello che rilevo insufficiente a risolvere i problemi dell'oggi è la lunghezza dell'iter procedurale, questo pensare a tempi lunghi, che è un modo di essere e anche un modo di operare che personalmente non condivido, perché penso che la storia corra molto in fretta e ci vogliono a volte decisioni più rapide e più coraggiose, anche se magari si sbaglia - perché se non si decide mai non si sbaglia -, e comunque questo progetto a lungo termine non risolve assolutamente quelli che sono i problemi dell'immediato, sui quali continuo a rilevare una proposta insufficiente da parte della Giunta regionale, che è quella che ha fatto nell'ambito delle commissioni.

Ecco perché l'emendamento, presentato prima dal Consigliere Martin e adesso presentato dal Presidente della Giunta, non soddisfa assolutamente le nostre posizioni, che sono quelle espresse nella mozione che avevamo presentato a luglio, una mozione che in gran parte mantiene tutta la sua validità perché di fatto dice che, in mancanza di una controproposta in grado di risolvere oggi determinati problemi, quella proposta vecchia va mantenuta in piedi, sia pure ricercando tutte le modifiche necessarie. Ed ecco perché non votando questa risoluzione, pure emendata, noi manteniamo in piedi la mozione con un emendamento, che tende solo ad aggiornarla ai tempi, dal momento che la mozione è stata presentata a luglio. E' un emendamento che sopprime gli ultimi tre comma della premessa e il punto 2 del deliberato, e naturalmente chiederemo che venga votato.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) Siccome sembra che dagli interventi della maggioranza sia stato sostenuto che non c'era una tesi di difesa di questa convenzione, darò lettura al Consiglio del parere rilasciato dai legali incaricati dall'allora Giunta per preparare le linee di difesa della convenzione, avvocati Pietro Zambrano e Giuseppe Celona.

I presupposti di fatto. Fra la Regione a statuto speciale Valle d'Aosta e la società di servizi SDS S.p.A. è stato sottoscritto, a seguito della delibera del 18 dicembre 1991 del Consiglio regionale, una convenzione per l'insediamento di attività industriali e di servizi in Valle d'Aosta. La vicinanza più o meno palese della SDS ad una impresa attiva nel campo della commercializzazione degli autoveicoli, nonché un oggetto sociale prevalentemente mirato a questo settore, può aver suscitato qualche apprensione in concorrenti del ramo, da cui è probabile sia partita una segnalazione alla direzione concorrenza di Bruxelles. Peraltro anche la semplice notizia sulla stampa economica può aver alterato quell'ufficio. Lo stesso tenore della convenzione può motivare la preoccupazione che l'attività inizianda non si limiti al potenziamento di servizi connessi con lo sdoganamento delle merci, ma realizzi una fase terminale di produzione industriale, quale l'assemblaggio di parti meccaniche, in particolare di autoveicoli.

A questo proposito un esame particolare merita il punto 3.3 della convenzione, là dove prevede che per lo svolgimento delle proprie attività la SDS S.p.A. potrà realizzare stabilimenti per la trasformazione, l'assemblaggio, l'allestimento e il condizionamento dei beni o merci importate. La dizione è estremamente ampia e quindi può includere la istituzione di stabilimenti svolgenti attività del tutto avulse da quelle connesse al servizio di frontiera e, ad esempio, aventi ad oggetto l'assemblaggio di parti meccaniche importate, al fine della costruzione di auto, o motori o altri prodotti finali.

Orbene, mentre non sembrano esservi dubbi sul fatto che l'attività di immagazzinaggio vada ricompresa tra le attività connesse al servizio di frontiera, per contro ci sembra di poter escludere che l'attività di trasformazione delle merci, o comunque quelle rivolte alla modificazione del valore economico della merce, ad esempio l'assemblaggio, vadano incluse nel novero di attività connesse a quelle di sdoganamento.

E' apparso quindi opportuno chiarire alle autorità comunitarie che le indicazioni contenute nell'articolo3.3 si riferiscono esclusivamente ad attività strettamente connesse a quelle di sdoganamento e che nè la SDS nè la Valle d'Aosta hanno alcuna intenzione di destinare le strutture ad altre attività. In ultima analisi e se richiesto dalla commissione, si dovrà procedere in vario modo a modificare la convenzione.

Le conseguenze di diritto. Per poter esaminare la riconducibilità delle obbligazioni fissate nella convenzione fra la Regione autonoma Valle d'Aosta e la SDS S.p.A. alle situazioni previste dall'articolo 92 del trattato CEE, al quale dichiaratamente la competente direzione della commissione della CEE si richiama, è opportuno, quanto meno per facilità di lettura, indicare sia pure sinteticamente e i principi e gli apporti giurisprudenziali da ritenersi essenziali sull'argomento.

L'articolo 92.1 sancisce che sono incompatibili con il mercato comune nella misura in cui incidono sugli scambi al commercio tra gli stati membri gli aiuti concessi dagli stati, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

Perché si verta nella situazione di incompatibilità posta dalla norma è quindi necessario che siano presenti tutti e contemporaneamente i tre seguenti presupposti:

1) sussistenza di un aiuto di stato

2) che tale aiuto incida sugli scambi commerciali fra stati membri

3) che tale aiuto, favorendo talune imprese o talune situazioni, sia idoneo a falsare o minacciare di falsare la concorrenza.

In merito al punto sub 1, la nozione di aiuto di stato, identificazione soggettiva e oggettiva. Con il termine stati l'articolo 92, secondo una ormai consolidata giurisprudenza, ha inteso individuare non solo gli stati secondo il significato che tale parola assume nel diritto internazionale e nel diritto interno di ciascun ordinamento giuridico statale, bensì anche altri enti pubblici e quindi fra essi le regioni (corte di giustizia, 14 ottobre 1987, in Raccolta 4013), nonché le imprese controllate da soggetti pubblici e per quanto riguarda l'Italia pertanto l'IRI, l'ENI, i vari consorzi pubblici, le società a capitale misto, purché il soggetto pubblico ne abbia il controllo.

Ne consegue che non si può porre alcuna eccezione di natura soggettiva.

Sotto l'aspetto oggettivo, la giurisprudenza comunitaria è pervenuta ad una nozione estremamente ampia, tanto che vi sono state fatte rientrare anche fattispecie quali i contributi in conto capitale, le dotazioni di beni anche non fungibili, le agevolazioni fiscali e comunque qualunque altro apporto o beneficio, anche mediante esenzione, che si rivolga in un vantaggio per una o determinate imprese.

A questa ampia accezione di aiuto reca del resto pieno sostegno la letterale dizione del trattato, come la corte di giustizia non ha mancato di rilevare: "Il trattato riguarda gli aiuti concessi dagli stati e mediante risorse di stato sotto qualsiasi forma".

Ne consegue che non si può fare una distinzione di principio a seconda che l'aiuto venga concesso sotto forma di prestiti o sotto forma di partecipazione al capitale dell'impresa (corte di giustizia, 10 luglio 1986, in Raccolta 2281).

L'argomento è stato affrontato ex professo in seno alla XIV relazione sulla politica di concorrenza della commissione della CEE, pubblicata in connessione alla XVIII relazione generale sull'attività delle comunità europee 1984.

Le considerazioni della commissione avevano preso spunto dalla controversa e susseguente sentenza della corte di giustizia nella causa Intermillis. Con decisione del 22 luglio 1982 la commissione aveva autorizzato il Belgio a concedere alla società produttrice di carta Intermillis due aiuti sotto forma di prestito agevolato e di anticipazione rimborsabile, considerati compatibili con il trattato CEE, in quanto contribuivano alla realizzazione di un programma di investimento, che consentiva alla società di orientare la propria produzione verso il settore delle carte speciali, senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.

Un terzo aiuto sotto forma di partecipazione della Regione vallone al capitale della impresa, la cui precaria situazione finanziaria rendeva difficile se non addirittura impossibile il ricorso al mercato dei capitali, era stato invece ritenuto incompatibile dato che, indipendentemente dalla forma, costituiva un aiuto di salvataggio inteso a sopperire al fabbisogno finanziario corrente della impresa, e pertanto atto ad incidere in misura particolarmente sensibile sulle condizioni di concorrenza.

Nell'indicata relazione infatti si legge che gli aiuti possono consistere non soltanto in sovvenzioni o contributi, ma anche in prestiti a condizioni più favorevoli di quelle del mercato: agevolazioni fiscali, esenzione da oneri sociali, o assunzione di partecipazioni pubbliche. Ma tale elemento - e cioè l'apporto o beneficio che determina un vantaggio - è di per sè solo idoneo ad integrare l'intera connotazione dell'aiuto di stato.

Nella stessa relazione la commissione ha poi tenuto a sottolineare che l'aiuto di stato, sotto qualsiasi forma erogato, è tale quando avvenga in circostanze o in condizioni tali che un operatore privato non avrebbe nessun interesse ad effettuarlo.

Tale principio è stato ribadito di recente dalla corte di giustizia, la quale ha avuto modo di chiarire (Italia, commissione del 21 marzo 1991 in causa 305/89, in Nuova giurisprudenza civile 1992) che per stabilire se un intervento abbia natura di aiuto statale occorre anche valutare se in circostanze analoghe un investitore privato di dimensioni paragonabili a quelle degli enti che gestiscono il settore pubblico, avrebbe impegnato somme di simile entità (corte, 10 luglio 1986).

In merito al punto sub 2, incidenza dell'aiuto sugli scambi interstatali, altro requisito per integrare una fattispecie di aiuti di stato è che essa incida sugli scambi interstatali. L'articolo 92 considera infatti incompatibile con il mercato comune soltanto gli aiuti che incidono sugli scambi fra gli stati membri. Anche per tale requisito l'orientamento generalmente accolto in sede comunitaria risulta assai ampio e comprende tutte le ipotesi in cui il flusso di una merce da uno stato membro ad un altro venga modificato, o si sviluppi in modo diverso rispetto a come si sarebbe svolto in assenza dell'aiuto: importazione di alluminio dai paesi dell'est, fibre ottiche eccetera, in Gazzetta Ufficiale della CEE 1986.

Si noti che in tali casi, pur non afferenti all'articolo 92, ma non per ciò irrilevanti ai fini della presente indagine, il presupposto dell'incidenza sul commercio fra gli stati membri è stato ritenuto esistente per il solo fatto che i prodotti potessero essere stati oggetto di importazione o esportazione (Questione Iveco in Gazzetta Ufficiale della CEE, 1983).

Questo orientamento, alquanto restrittivo, di commissione e corte di giustizia è in qualche misura gravato dalla irrilevanza dell'eventuale analisi relativa alla consistenza della incidenza.

Nella sentenza imposta para-fiscale applicata ai prodotti tessili in Francia del 25 giugno 1970, causa 47/69, in Raccolta 1970, n. 487, la corte ha avuto modo di affermare che un aiuto, anche se minimo, può cionondimeno alterare gli scambi fra stati ed essere quindi considerato illecito, quando sia aggravato da un sistema di finanziamento che renda del tutto incompatibile l'aiuto con le finalità del trattato di Roma.

In merito al punto sub 3, aiuti....

(...Interviene il Consigliere Gremmo, senza microfono...)

Presidente Consigliere Lanièce, la prego di continuare il suo intervento.

Lanièce (DC) In merito al punto sub 3, aiuti che favorendo talune imprese falsano o minacciano di falsare la concorrenza, in ogni caso l'articolo 92 è applicabile solo agli aiuti che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

"In primo luogo ritenere la convenzione lo strumento atto a favorire certe imprese in danno di altre, occorrerebbe che le altre imprese che forniscono i servizi di frontiera venissero discriminate rispetto alla SDS. Tale discriminazione consisterebbe nel fatto che SDS, per il fatto di beneficiare dei sovvenzionamenti regionali, potrebbe offrire prezzi più contenuti. Per tutto risultato i concorrenti di SDS non sarebbero in grado di competere nel mercato dei servizi di frontiera alle nuove condizioni.

Rilievi e conclusioni dei competenti uffici della comunità. Sono stati sollevati due ordini di contestazioni, uno di carattere sostanziale e un secondo di carattere formale. Rispetto alla sostanza della convenzione è stato ritenuto, alla luce del suo testo, che la convenzione fra la Regione e la SDS e, in via fondamentale, il contributo del 90 percento dei costi di investimento costituisce un aiuto all'investimento stesso, riducendo i costi normalmente sopportati dagli imprenditori e suscettibile di falsare la concorrenza e sviare gli scambi. Lo stesso vale per il contributo in caso di perdite derivanti dai due primi esercizi, che costituisce un aiuto al funzionamento della impresa beneficiaria. Queste due misure costituiscono quindi aiuti ai sensi dell'articolo 92.1 del trattato CEE, vietati da tale disposizione.

Inoltre si è posto in luce che la Regione autonoma Valle d'Aosta non risponde ai criteri chiesti dalla commissione per l'applicazione dell'articolo 92.3 a) e c) agli aiuti a finalità regionale, comunicazione della commissione sul metodo per l'applicazione dell'articolo 92.3 a) e c) agli aiuti regionali (Gazzetta Ufficiale della CEE del 12 agosto 1988). Ciò in quanto il PIL per abitante misurato in standard di potere d'acquisto è per la Regione uguale a 130,2 percento della media comunitaria, periodo 1985-89. Supera quindi notevolmente la soglia del 75 percento determinante la compatibilità con il mercato comune dell'ammissione di una Regione agli aiuti di Stato a titolo dell'articolo 92.3 a).

Viene fatto rilevare inoltre l'elevato prodotto interno lordo e la rilevante modesta disoccupazione, con la conseguenza che nessuna deroga a titolo della loro finalità regionale può essere accordata agli aiuti in questione, essendo tutti i nuovi aiuti a finalità regionale nella Valle d'Aosta incompatibili con il mercato comune.

Ulteriormente è stato osservato che, secondo la comunicazione della commissione del 21 dicembre 1978, sui principi di coordinamento degli aiuti a finalità regionale (Gazzetta Ufficiale della CEE del 3 febbraio 1979) sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti a finalità regionale concessi in maniera puntuale, quali gli aiuti in questione.

Infine, non può ignorarsi il rilievo che la non identificazione del settore economico interessato, nonché la dimensione importante della impresa, escludono ogni eventuale giustificazione settoriale o a titolo di attività eleggibile degli aiuti.

Per quanto attiene all'elemento formale, si assume che, comportando un aiuto di stato, la convenzione doveva essere oggetto di notifica ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE e prima che la commissione si fosse pronunciata sulla sua compatibilità con il mercato comune.

Considerazioni allo stato sulla conformità della convenzione alle norme comunitarie. Richiamando quanto ha formato oggetto di un primo parere orale, non può essere taciuto che nella forma attuale e con le condizioni che la sostanziano, la convenzione può suscitare dubbi sulla sua compatibilità con la normativa comunitaria. E' vero infatti che l'oggetto dell'attività della SDS, come previsto, è più ampio e quindi non esattamente determinato; che manca qualsiasi collegamento fra conseguimento di un utile per la Regione e mantenimento del beneficio; che non sono previsti controlli sulla fase attuativa del programma nè eventuale sanzione per l'inadempimento o l'inesatto adempimento.

I parametri relativi alla situazione economica sociale ed occupativa nella generalità non permettono che si rinvenga la condizione che autorizzi una deroga. Infine, il guadagno che la Regione verrebbe a conseguire potrebbe essere ritenuto, più che il fatto dell'investimento, versamento dell'aiuto, l'effetto del ritorno di una parte delle imposte.

Individuazione delle linee di difesa. Rispetto al concetto di aiuto di stato è possibile svolgere le seguenti argomentazioni che si incentrano nella indagine sulla sussistenza o meno degli elementi necessari, perché di aiuto di stato si possa parlare.

E qui viene la parte interessante, dove viene evidenziato che da parte della Regione c'era la possibilità di difesa.

Certamente, l'erogazione dalla Regione, ente paragonato a tal fine allo Stato, a favore della SDS S.p.A. integra un beneficio ad impresa determinata. Ma ciò solo non è sufficiente ad integrare gli estremi dell'aiuto di stato. Si tratta in sostanza di valutare se la Regione possa trarre un vantaggio economico dalla elargizione in favore delle imprese, se cioè il capitale impegnato dall'ente pubblico sia suscettibile di remunerazione.

Nel caso di spese, la Regione intanto si è assunta l'obbligo di erogare il contributo in quanto la SDS S.p.A. realizzi un servizio, dall'attività della SDS S.p.A. scaturisca per essa, Regione, un incremento di entrata o riduzione di spesa sotto vari aspetti, tali da potersi considerare come corrispettivo o utile dell'investimento.

Al fine di argomentare in linea difensiva le ragioni della Regione, sul presupposto che non si verte in una situazione di aiuto di stato, dovendosi indicare e quantificare - sia pure presuntivamente ma comunque a priori - i vantaggi di ordine strettamente economico ulteriori rispetto a quelli sociali, come detto, fra i vantaggi che la Regione trarrà dalla stipulazione della convenzione, l'aumento dei traffici e dell'attività di sdoganamento è destinato ad incrementare le entrate fiscali. E' fondamentale rilevare a tale proposito che le somme vengono concesse dalla Regione a condizione che la SDS si impegni a mantenere determinati volumi di traffico commerciale. Orbene, è evidente che sulla base dei volumi minimi è possibile prevedere con sicurezza quali saranno le entrate minime in termini fiscali. Non è tuttavia chiaro nella convenzione, come sopra esposto, quali possono essere le conseguenze nel caso in cui la SDS non riesca a rispettare i volumi richiesti. Tale aspetto è certamente importante, posto che l'assenza di conseguenze di rilievo, ad esempio obbligo di restituzione del prestito con interessi in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, eccetera, potrebbe in qualche modo legittimare la conclusione che la Regione abbia voluto concedere alla SDS un aiuto di stato, ai sensi dell'articolo 92, e non realizzare un sostanziale investimento. Inoltre la SDS si impegna ad organizzare corsi di formazione professionale a proprie spese.

Se consideriamo che l'organizzazione di un corso di formazione, cui è tenuta la Regione, può costare sino ad 80mila lire ad ora, non vi è dubbio che anche in questo caso la stipulazione della convenzione possa tradursi in un risparmio di costi per la Regione.

Per quanto riguarda i corsi di formazione professionale notiamo tuttavia che la convenzione non impone un livello minimo di ore o di persone, e non si può quindi, al contrario del caso dei volumi di traffico, determinare ex ante quale potrebbe essere l'impegno finanziario della SDS e quindi il risparmio della Regione. Anche in questo caso potrebbe essere opportuno fissare i livelli minimi di impegno della SDS nella organizzazione dei corsi di formazione.

Esistono poi altri vantaggi indiretti, ma non per questo non determinabili, che la Regione potrebbe acquisire a seguito della stipulazione della convenzione, e quindi dell'incremento dei traffici: pensiamo ad esempio all'aumento delle entrate derivanti dal flusso in autostrada, dall'incremento della occupazione eccetera.

Deve in ogni caso trattarsi di benefici direttamente derivanti dalla operazione a vantaggio dell'ente erogatore; non varrebbe, ad esempio, sostenere che dal vantaggio di una impresa pericolante lo stato si troverà ad avere nei successivi anni un contribuente solvibile anziché una impresa che abbia cessato l'attività.

Con riferimento alla incidenza sugli scambi interstatali, va certamente rinnovata la dichiarazione esplicativa della effettiva volontà della Regione, per la quale le attività alle quali si è rivolto l'aiuto sono esclusivamente i servizi di frontiera e quelli direttamente connessi, ponendo in luce che l'incidenza sulla situazione di concorrenza potrebbe al più avere effetti all'interno del territorio nazionale.

Se fossero esatti i rilievi della comunità, e cioè che altre imprese che forniscono servizi di frontiera potrebbero venire discriminate rispetto alla SDS, la quale, avendo beneficiato della convenzione, potrebbe fornire servizi migliori ed a prezzi meno elevati, l'aiuto sarebbe certamente contrario all'articolo 92.

Sempre in tesi difensiva va però notato che il giudizio di anti-competitività non va rimesso ad una valutazione astratta e teorica, ma deve invece essere svolto tenendo conto della particolare condizione di mercato e soprattutto dell'impatto che l'aiuto potrebbe avere nel mercato comunitario.

Quanto alle condizioni di mercato, osserviamo in via preliminare che la progressiva abolizione delle barriere doganali rende il mercato dei servizi di frontiera irreversibilmente in declino, si prevede solo in Italia la perdita di 9300 posti di lavoro, ed impone procedure di riconversione delle strutture nonché del personale nel più breve tempo possibile, considerata l'imminenza del primo gennaio 1993.

La convenzione dovrà necessariamente comportare la integrazione di talune attività, come quelle di immagazzinaggio e di gestione delle merci in transito, posto che l'inevitabile contrazione della domanda di servizi di sdoganamento influirà sulla scala delle varie imprese.

I potenziali concorrenti danneggiati sarebbero nel caso in specie solo operatori doganali che svolgono la medesima attività, che vedrebbero accelerata una crisi già irreversibile per altre cause.

Senonché tale categoria di concorrenti di fatto non esiste, o comunque ha una consistenza minima, dal momento che già oggi l'autoporto accentra molti dei servizi doganali offerti agli importatori, nè l'autoporto a quanto ci risulta entrerebbe in concorrenza con la SDS

Nè può dirsi che eventuali concorrenti possano trovarsi all'estero, dal momento che attività della specie di quelle doganali sono normalmente effettuate solo in prossimità della frontiera, nello stesso territorio nazionale ove gli uffici competenti sono ubicati.

Ne consegue che, ad un esame concreto, può sostenersi che la convenzione non sembra integrare i requisiti dell'articolo 92, relativo sia agli effetti sugli scambi fra stati membri, che alla idoneità dell'aiuto a falsare o minacciare la concorrenza.

Individuazione delle linee operative. Posto che, da quanto abbiamo potuto conoscere, è stata decisa l'apertura ufficiale del procedimento avanti la commissione, è necessario indicare le linee operative.

A tal fine sono indispensabili alcune considerazioni. Primo, la procedura ha ora i crismi della ufficialità, quindi eventuali contatti personali devono essere coordinati e predisposti nell'ambito della difesa formale e dei contatti ufficiali. La commissione rappresenta ufficialmente non l'amico, bensì il contraddittore, che ha già ritenuto, salvo riesame, la sussistenza della violazione da parte della Regione.

Non può ignorarsi che il comportamento della commissione non è stato totalmente rettilineo, dal momento che, dopo aver fatto credere di essere in attesa di esaminare le precisazioni e gli argomenti forniti, ha deciso tout court di aprire la procedura. Terzo, la commissione può richiedere in via ufficiale chiarimenti, modifiche, integrazioni, proporre misure di garanzia. Quarto, la controversia non si esaurisce avanti la commissione, ma può avere sviluppi successivi avanti la corte di giustizia.

Fatta questa premessa generale, passiamo alla situazione concreta. Una volta aperta la procedura, ex articolo 93, è diritto della Regione interloquire e conoscere le osservazioni presentate da eventuali terzi interessati. Secondo la corte, il rispetto del diritto di difesa, principio fondamentale del diritto comunitario, esige che lo stato membro sia posto in grado di far conoscere efficacemente il proprio punto di vista sulle osservazioni presentate dai terzi interessati a nome dell'articolo 93, n. 2 (corte di giustizia 21 marzo 1990 in Raccolta 959).

Considerato che la commissione, dopo essersi detta in attesa delle osservazioni, ha aperto senz'altro la procedura, riteniamo che si debba a questo punto:

1) ribadire le motivazioni già addotte a chiarimento della iniziativa;

2) rispondere alle eventuali osservazioni degli interessanti, esigendone l'invio dalla commissione;

3) ribadire la propria indisponibilità a vincolarsi ad una interpretazione ed esecuzione della convenzione nel senso della sua legittimità, nonché ad opportune modifiche, e comunque a consentire una vigilanza sulla sua esecuzione.

Il tutto va presentato come osservazione di una parte interessata, ai sensi dell'articolo 93, n. 2 del trattato, dal momento che anche in questa fase interlocutoria l'interlocutore diretto della commis-sione rimane la Repubblica italiana in qualità di stato membro. In questa fase può intervenire come interessata anche la SDS.

Veniamo ora al punto più delicato, quello della possibilità e degli effetti di una esecuzione della delibera regionale, che prescinda dall'apertura del procedimento e da un eventuale esito negativo dello stesso. A questo proposito va subito detto che nella giurisprudenza della corte in materia di aiuti, le sentenze pronunziate in cause promosse da stati membri contro la commissione per impugnazione di decisioni proibitive di aiuti, si alternano a quelle promosse dalla commissione contro stati membri per inadempimento all'obbligo di non dare esecuzione all'aiuto, o di richiederne la restituzione una volta eseguito.

Va subito rilevato che la citazione in giudizio dello stato membro da parte della commissione, prevista dall'articolo 93, punto 3, del trattato costituisce una particolare applicazione dell'articolo 169 dello stesso trattato (corte di giustizia, 21 marzo 1990 in Raccolta 959) e riguarda quindi solo gli stati membri, per cui nel caso in esame non sarebbe la Regione Valle d'Aosta ad essere convenuta ma la Repubblica italiana; sarebbe quindi quest'ultima ad essere dichiarata inadempiente. Nel giudizio naturalmente la Regione potrebbe intervenire, come pure la SDS ed eventuali controinteressati.

Quanto al recupero dell'aiuto già erogato e successivamente dichiarato illegittimo, esso verrebbe dalla commissione ingiunto allo Stato e non alla Regione direttamente. Esso dovrebbe essere attuato nel rispetto delle pertinenti norme procedurali dell'ordinamento nazionale, a patto però che dette norme vengano applicate in modo da non rendere praticamente impossibile il recupero prescritto dal diritto comunitario.

Da quanto precede può trarsi la conclusione che, in ottemperanza alla decisione della commissione sia prima che essa sia formalizzata, sia dopo la sua emanazione, e in pendenza della impugnazione alla corte, sia dopo un eventuale rigetto della impugnazione stessa non avrebbe poi conseguenze così traumatiche.

E' quindi possibile una valutazione politica della opportunità di adottare un comportamento del genere come forma di resistenza ad un comportamento della commissione".

Quindi, da quanto sostenuto dai legali incaricati a suo tempo dalla Giunta si evince che si poteva benissimo resistere e quindi mantenere in atto la convenzione stipulata. Per questo motivo siamo contrari a che venga recisa la convenzione stessa.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) M. le Président, je voudrais d'abord affirmer devant ce Conseil que j'aime bien M. Lanièce, mais que la vérité m'oblige de dire que rarement il y a eu dans ce Conseil une intervention plus ennuyeuse que la sienne, et que nous avons écoutée avec le même intérêt qu'il mettait pour la lire, c'est-à-dire vraiment c'étaient des paroles d'un avis légal mais des paroles en liberté, dites pour gagner quelques minutes sur l'horaire, parce qu'il faut et nous sommes tous convaincus qu'on arrivera à minuit, parce qu'après on se retrouve à lundi. Grande victoire politique.

Alors je me permettrais, comme j'ai le texte italien, de demander au Président et aux différents Conseillers, tout en étant conscient qu'on arrivera quand même à minuit, mais peut-être d'une façon légèrement moins cloroformisante que celle qu'on a employée jus-qu'à maintenant, de prendre le Regolamento interno per il funzio-namento del Consiglio all'articolo 62, comma II, che recita: "Cia-scun Consigliere può, a nome del rispettivo gruppo, in qualunque momento, domandare la chiusura della discussione e il Presidente, concessa la parola, se v'è opposizione, ad un oratore contro e ad uno a favore - et je suis l'orateur à faveur - ... mette ai voti la richiesta". Autrement dit, au nom du Groupe de l'Union Valdôtaine, je demande qu'on met un terme à la discussion générale qui est en train de dégénérer.

"Il Consiglio delibera a maggioranza. Chiusa la discussione sono ammessi a parlare solo un oratore per ciascun gruppo, i relatori, gli Assessori competenti e il Presidente della Giunta".

Je demande au Président du Conseil d'appliquer l'article 62, n. 2, du réglement intérieur du Conseil.

Presidente C'è una richiesta, ai sensi dell'articolo 62 del Regolamento interno, di porre termine alla discussione generale. Chi chiede la parola per esprimersi contro la proposta avanzata dal Consigliere Andrione?

Ha chiesto di parlare contro il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Ho un problema, ho sei emendamenti da presentare, li ho qua: Lei li accetta o non li accetta?

Presidente Se il Consiglio si esprime a favore della mozione d'ordine richiesta dal Consigliere Andrione, non ha più la facoltà di presentare emendamenti, perché dopo la chiusura della discussione generale non è possibile presentare emendamenti.

Consigliere Beneforti, la richiamo all'ordine!

Ha chiesto di parlare contro il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) E io non parlo più, perché questo qui è prevaricare.

Presidente Consigliere Gremmo, rinuncia alla parola?

Gremmo (UAP) Non rinuncio, troppo bello!

Mi chiedo perché i miei sei emendamenti non possono essere accettati, perché sono sei emendamenti che vale la pena di accettare, perché sono tutti soppressivi.... A questo punto, a me non piace tanto giocare, facciamo una cosa molto simpatica: visto che voi volete votarvi la vostra mozione, io me ne vado a casa e fate quello che volete.

Domani mattina faccio il comunicato e dico che il PDS ha dimostrato di essere un partito molto democratico, l'Union Valdôtaine ancora più democratica, e il Presidente è ostaggio di queste due forze qua. Divertitevi voi.

Presidente Allora pongo in votazione la proposta del Consigliere Andrione, ai sensi dell'articolo 62.

Gremmo (UAP) Chiedo la votazione segreta.

Presidente Il regolamento prevede votazione palese per le mozioni d'ordine.

Gremmo (UAP) ... lei la deve dare perché la chiedono 7 consiglieri... votazione segreta per appello nominale. Come no, ma scherziamo!

Non può passare al voto...

(...Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione...)

Presidente Silenzio!

Pongo in votazione la proposta del Consigliere Andrione.

Esito della votazione.

Presenti: 27

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Il Consiglio approva.

Dichiaro chiusa la discussione generale. Recita l'articolo 62, 3° comma: "Terminata la discussione generale, si procede alla discussione sugli articoli dei progetti di legge o di regolamento o sulle singole disposizioni dei provvedimenti amministrativi. In questi casi la durata degli interventi non può eccedere i dieci minuti".

Chiusa la discussione, sono ammessi a parlare soltanto un oratore per ciascun gruppo, i relatori, i proponenti, gli Assessori competenti e il Presidente della Giunta.

Milanesio (PSI)Vorrei sapere che fine ha fatto la mozione presentata.

Presidente Abbiamo chiuso la discussione generale congiunta; è stata accetta-ta unanimemente dal Consiglio la procedura di unificare la discus-sione generale della mozione e del punto 31bis, ovvero dell'atto amministrativo concernente la revoca della convenzione con la SDS. Quindi si passa ai voti, prima, del punto 31bis per la revoca consensuale della convenzione, e successivamente della mozione, votando prioritariamente i due emendamenti presentati dal Consigliere Pascale, che era uno dei presentatori.

In sede di votazione hanno la parola anche i quattro proponenti.

(Interviene il Consigliere Beneforti, senza microfono)

Presidente Per favore, Consigliere Beneforti, lei è stato per due anni.... io nei suoi confronti sono sempre stato educato, lei non ha la parola in questo momento, quindi parla impropriamente.

Il suo intervento è ipocondriaco, non ha nessun senso, lo fa solo per creare turbativa. Mi dispiace ma non posso che adeguarmi compiutamente all'articolo 62 del regolamento interno, pertanto la chiusura della discussione è già avvenuta, sono ammessi a parlare solo un oratore per ciascun gruppo. Chi chiede la parola?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Mi sembra che questa sera il Consiglio regionale, di fronte ad un atteggiamento non ancora dichiaratamente ostruzionistico, ma di fronte ad un atteggiamento di un Consigliere che ha letto una relazione discutibile, noiosa fin che si vuole, si sia voluto tagliare la possibilità di affrontare fino in fondo la discussione che era stata aperta.

Per esempio, io avevo delle cose da dire e non avevo nessuna relazione da leggere; ritengo precipitoso, "preventivo" questo tipo di comportamento e liberticida. Mi dispiace che a proporlo sia stato il Consigliere Andrione, che in altre circostanze ha sempre difeso le prerogative del Consiglio. Ora, prima di dire che c'è ostruzionismo, bisogna che questo ostruzionismo si manifesti; voglio dire che questo è un precedente pericolosissimo, ne terremo conto nei rapporti con questo Presidente del Consiglio e con questa maggioranza, perché il fair play deve esistere quanto meno in una istituzione parlamentare come questa.

Ritengo che sia stato gravissimo questo gesto di insofferenza per quello che l'opposizione ha da dire; ora c'è chi ha da dire leggendo una relazione e c'è chi ha da dire delle cose. E' gravissimo e di questo vi garantisco che ve ne pentirete, perché ci sarà modo per avere atteggiamenti duri in questo Consiglio, ci sarà modo per ricordare a certi partiti che sono stati alla opposizione cosa significa stare all'opposizione.

E' vero che qui ci sono dei convitati di pietra, ai quali va bene tutto, l'importante è stare dalla parte della maggioranza; ma ce lo ricorderemo questo.

Mi sembra che si sia fatto un attentato molto grave al funzionamento di questo Consiglio, perché abbiamo assistito ad atteggiamenti ostruzionistici ben maggiori, ben più forti, ben più radicati, ben più lunghi in questo Consiglio; voi non vi rendete conto di quello che avete fatto: avete fatto una stupida prevaricazione, una imbecille prevaricazione. Ne prendiamo atto. Ci comporteremo di conseguenza.

Sull'argomento di questa sera voglio solo dire al Presidente della Giunta, che ha proposto una risoluzione finale nella quale propone delle modifiche al testo presentato, che sono di una insipienza unica, globale, totale. Mi riferisco al punto dove dice "di impegnare la Giunta regionale a ricercare con società aventi titolo...": cosa vuol dire "società aventi titolo"? Ripeto, qui ci stiamo sforzando di rendere utili e produttivi i lavori del Consiglio regionale, con difficoltà, siamo stanchi tutti, poi qui c'è qualcuno che non soffre la gente che viene qui a fargli le bucce, benissimo; allora, cosa vuol dire le società aventi titolo?

Continua ancora l'emendamento: "... forme e modalità di collaborazione con la Regione Autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica e occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente", cioè niente, aria fritta. Insomma, abbiamo perso una giornata dei lavori del Consiglio per arrivare ad una proposta di deliberazione che modifica quella originariamente presentata dal Presidente della Giunta, che dice niente.

Abbiamo raggiunto l'equilibrio verbale, ed è già molto, per carità, con una classe politica che non sa come uscire dalle situazioni. Ne prendiamo atto e riteniamo che questa maggioranza non potrà produrre nient'altro che aria fritta ed ordini del giorno che non dicono assolutamente niente, perché dopo tre mesi che il Consiglio regionale ha votato un ordine del giorno dando mandato alla Giunta di rinegoziare, ci troviamo con un ordine del giorno che dice che c'è una disponibilità verbale - ed io ho presentato un ordine del giorno per chiedere che questa disponibilità venga accertata per iscritto - e sulla base di una disponibilità verbale arriviamo qui stasera a litigarci, a compiere degli atti che in questo Consiglio non si erano mai visti, solo perché c'è l'insofferenza che qualcuno discuta su delle proposte che non condivide, e non gli si vuole lasciar dire fino in fondo questo.

Mi pare che ci sia una voglia di autoritarismo, mi pare che ci sia una insofferenza verso quelli che non condividono le posizioni di questa Giunta. Ne prendiamo atto.

Comunque non ce ne andiamo questa sera, rimaniamo fino alla fine dei lavori, e se del caso, a questo punto, faremo dell'ostruzionismo. Non sono d'accordo sull'ostruzionismo, l'ho sempre condannato, l'ho condannato quando ero in maggioranza, lo condannavo anche oggi che ero in minoranza, però questa sera mi metterò a fare dell'ostruzionismo anche io, perché queste sono le risposte che vi meritate, perché non volete lasciare parlare qualcuno mezz'ora in più.

A me della mezzanotte non me ne frega niente, perché se dobbiamo tornare qui a ridire le stesse cose, state tranquilli che se ci saranno atteggiamenti di un certo tipo, noi ridiremo le stesse cose, magari in modo più brillante, o più aggressivo o più cattivo.

Quindi non mi pare che sia questo il modo di comportarsi, rifletteteci sopra; la democrazia vuole il rispetto di regole, a volte queste regole giocano a favore della minoranza e a volte no, però chiede il rispetto delle regole e tutto sta nell'equilibrio. E non mi pare che questa sera si sia esagerato nell'intervenire nella questione SDS, non mi pare che nessuno sia venuto qui a leggere il vocabolario. Discutibile la lettura da parte del Consigliere Lanièce di quella relazione, ma era pur sempre la relazione che riguardava questa vicenda, quindi non si può venire a sostenere che era un atteggiamento ostruzionistico.

Deploro vivamente quanto è successo, ce lo ricorderemo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Penso che abbia ragione un collega che passando di qua mi ha detto: "Stiamo dando un brutto spettacolo tutti insieme". Io poi mi diverto, però francamente richiamerei tutti quanti al senso delle cose. Dieci minuti una volta ogni tanto va bene fare gli stupidi, ma non facciamolo più di tanto, e lo dico prima a me stesso che cedo sempre; quindi ringrazio il Presidente Bich che mi ha richiamato benevolmente.

Al di là di questo, volevo entrare nel merito della cosa. Ho davvero la sensazione, ma lo dico ai colleghi della maggioranza, che non se ne esce con niente di concreto, anche con la mediazione che ha proposto il Presidente, del quale peraltro apprezzo sempre la capacità di essere concreto. La ripresa da parte sua della proposta che è partita dal Consigliere Martin francamente non è molto convincente, perché quando abbiamo fatto la riunione dei Capigruppo, il collega Andrione ha proposto, rispetto a quello che doveva essere il testo presentato dal Consigliere Martin (dove si parlava della vecchia società, cioè della SDS), di omettere questo nome lasciando più aperte le possibilità di intervento, perché mi pare che adesso il testo suoni: "di impegnare la Giunta a ricercare con società aventi titolo".

Questo credo che indebolisca il senso dell'impegno, mi permetterei sommessamente di farvelo presente; è evidente che nel momento in cui viene proposto in termini generici, le possibilità reali di attivazione vengono a mancare.

Allora qual è l'osservazione che mi sento di fare? La scelta politica che è stata fatta dall'esecutivo regionale è quella di recedere dalla convenzione per accettare - subire io dico (l'ho detto prima in termini più espliciti) - il diktat che è stato posto da organi europei; a questo proposito apro una parentesi.

Non mi sono affatto annoiato e non considero, contrariamente a quello che dicevano i colleghi, ostruzionistica la lettura del documento che ha fatto il collega Lanièce, intanto perché non mica l'avevo letto e poi perché c'erano gli spazi di manovra per una contrattazione, per l'apertura di un contenzioso. La Giunta ha ritenuto di non praticare questa strada, quindi si giustifica il discorso della risoluzione consensuale della convenzione.

Invece trovo deboli, e credo che anche il Consigliere Martin quando lo ha proposto non andava nella direzione della genericità, ma chiedeva un minimo di pregnanza, un minimo di adesione, trovo deboli le quattro righe che lasciano aperta qualunque possibilità.

Ho seguito l'intervento che ha fatto il Presidente e non vedo, cioè non si riesce a trovare l'interlocutore, anche perché dal dibattito di questa sera (se qualcosa ha detto di più di quello che già si sapeva) è saltato fuori abbastanza bene come questo progetto, fatto in un certo modo, con un certo interlocutore e con una certa dimensione, si faceva; ho la sensazione che qui finisce che non si faccia più niente.

Per questa ragione - come vede è un intervento di merito, cioè cerco di fare un discorso che superi la bagarre, la contrapposizione schematica che è venuta prima - nel merito non mi riconosco in questo emendamento; avrei voluto e vedrei qualcosa di più. Quello che mi sentirei di suggerire è se la indeterminatezza dell'interlocutore può essere superata, ma per fare questo occorrerebbe quell'atto politico di coraggio che alcuni colleghi hanno suggerito, cioè quello di non prendere delle determinazioni affrettate, e questa è una determinazione affrettata. Questa voglia di arrivare, a meno che non nasconda qualcosa (mi auguro non sia così), a chiudere stasera la discussione e quindi il problema, ha un valore quasi di rimozione, quasi di impotenza. Ma questo non rafforza voi, non rafforza l'immagine complessiva della vostra compagine; dà il senso di indeterminatezza e permette a noi, che siamo la controparte politica con cui dovete confrontarvi, di dire quello che poi diremo, cioè il fatto che se ne esce con la incapacità di trovare una effettiva posizione di uscita dallo stallo in cui ci si è venuti a trovare.

A questo punto la mia modesta osservazione in merito all'emendamento proposto dalla Presidenza è di contrarietà abbastanza forte, proprio perché non vedo questa capacità e questa volontà. Capisco che quando si accetta un diktat iniziale, quando si accetta una logica di abbandono del campo, è chiaro che questa logica diventa una spirale in cui ci si trova dentro, ma forse valeva la pena di vedere se non c'erano altre possibilità.

Quello che mi dispiace è che tutta la discussione ha forse evidenziato un altro aspetto per me preoccupante. E' la prima volta che devo constatare la debolezza nostra come Consiglio, ed ha ragione il Consigliere Beneforti quando prima diceva i veti da una parte, i regolamenti dall'altra, i vincoli dall'altra, in qualche maniera stanno ingabbiando. Io l'avevo detto nell'intervento di prima, che era più focoso di quello di adesso, io avrei visto almeno lo studio (se non l'esperimentazione) di obiezione civile, legale, democratica rispetto a certi diktat, naturalmente se questo significava una volontà autonomista forte. E' evidente se questa volontà non si può o non si vuole manifestare non è colpa di nessuno, cioè è colpa di chi politicamente ritiene di assumere questo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Devo ringraziare perché avendo la parola devo ringraziare, la parola si dà quando vuole il Presidente o quando vuole una maggioranza, altrimenti la gente non può parlare in questo Consiglio. Presidente, lo avete dimostrato; si è alzato il Consigliere Andrione, ha chiesto ai sensi del regolamento di chiudere la discussione generale, senza prima vedere se avevamo parlato tutti, e lei ha messo subito in votazione la proposta. E' la logica dei numeri, no? e questa porta anche a sistemi che ho definito fascisti, perché quello che è stato proposto è un sistema fascista dopo che è un pomeriggio intero che si discute su un argomento. Avevamo chiesto al Presidente di dare alcune risposte; quante volte, quando ero Assessore, mi avete chiesto nella discussione generale intanto di dare delle risposte, che poi si sarebbe continuato la discussione? Sentite le risposte, si poteva benissimo replicare al Presidente e dire quello che c'era da dire. Invece qui si è preferito chiudere la discussione generale? E' stato perché il Consigliere Lanièce ha letto il parere dei legali? Ma credo che il parere dei legali bisognerebbe rileggerselo con più calma e con grande attenzione per vedere qual è la strada da seguire nei confronti anche della CEE. Se il parere è stato chiesto, lo si è fatto proprio per avere la possibilità di poter rispondere alle osservazioni della CEE.

Ma si sente un certo clima: i documenti in fotocopia che non ci vengono dati, certi discorsi che vengono fatti in commissione, come vengono convocate le commissioni, certi atteggiamenti che si riscontrano in questa situazione, che lasciano intravedere che c'è un ufficio di Presidenza che non dà la centralità al Consiglio, ma la dà alla Giunta regionale o a qualcuno che qua dentro conta di più o che ha la maggioranza relativa.

Tornando all'argomento in discussione, Presidente Lanivi, lei mi ha detto che mi stimava ed io stimo lei, ma c'è bisogno di fare un emendamento e di firmarlo per dire di impegnare la Giunta regionale? Lo faccia firmare a qualche Capogruppo. Non credo ci sia bisogno, dopo quello che ha detto, di firmare un emendamento che impegna se stesso. Io dico, lo faccia fare a qualche Capogruppo, ma che la Giunta impegni se stessa su un ordine del giorno di questo tipo, che non dice proprio niente, che risente dello spirito di quegli ordini del giorno sulla Cogne che sono stati fatti o di documenti stilati in altre occasioni. Cosa vuol dire: "di impegnare la Giunta regionale a ricercare con società aventi titolo, forme e modalità di collaborazione con la Regione autonoma Valle d'Aosta per la realizzazione di un progetto organico di valorizzazione economica e occupazionale nel rispetto del trattato CEE e della normativa nazionale vigente"? Forse che, se invece di essere la SDS è un'altra società, cambierà qualcosa da parte della CEE? La domanda che ci dobbiamo porre è questa. Cambierà qualcosa se invece della SDS è un'altra società a livello europeo? Allora, si è voluto dare il contentino al Consigliere Martin e si è accettato in linea di massima l'emendamento che il Consigliere Martin aveva pronunciato nel corso del suo intervento. Ma con tutta la buona volontà del Consigliere Martin, credo che questo emendamento non sia accettabile, perché non dice niente. Questo è un impegno che la Giunta si deve per forza assumere e che ha.

Si dice che la Mercedes non si è impegnata a portare in Regione la sede legale; ma, signori miei, il Presidente della Giunta dice una cosa, qualcun altro dice un'altra cosa, avevamo chiesto di rinviare in commissione per poter fare una valutazione più approfondita anche su questi aspetti, perché resta il dubbio in noi e magari anche in altri se effettivamente la cosa è così o non lo è. Per cui, prima di tenerci questo dubbio, suggerivo di tornare in commissione per approfondire questo argomento e per renderci conto insieme ai rappresentanti della Mercedes e della SDS di quelle che sono le posizioni di queste società.

Non si può difendere l'autonomia nei confronti della CEE, dice il Presidente della Giunta, perché non ne sono convinti nemmeno i nostri partner. Io dico che i nostri partner, al di là che siano più o meno convinti, hanno fatto una convenzione e un accordo con noi; sta a noi cercare di impostare tutto quel discorso che deve essere impostato senza subire supinamente, perché qui si sta subendo supinamente le decisioni della CEE. E io dico che non ci credo che il Presidente della Giunta possa subire supinamente le decisioni della CEE, come del resto altri che siedono su questi banchi, ad esempio, il Consigliere Rollandin, che è sempre focoso su queste cose. Io l'ho sempre visto accanito nella conferenza Stato-Regioni nella difesa dell'autonomia regionale, e oggi me lo trovo qui seduto che supinamente accetta la decisione della CEE.

Allora mi nasce il dubbio (lo dicevo nel primo intervento) che ci siano altri motivi per i quali questa convenzione deve essere azzerata; e allora mi torna in mente tutto un discorso politico che ci può essere, in quanto non penso che in questo Consiglio nessuno voglia rinunciare ai presupposti di autonomia.

Si dice che la SDS è una scorciatoia facile; ma oggi se si può inventare anche una scorciatoia facile, io dico prendiamola questa scorciatoia, perché cosa andiamo a raccontare ai 100 e passa dipendenti delle società di spedizione dell'autoporto? Che questa scorciatoia non è la sicurezza per loro? Che non era un tentativo da fare? E' più facile fare il discorso della cassa integrazione, su cui lo Stato ancora non si è pronunciato? E sappiamo che questi dipendenti non possono entrare in cassa integrazione finquando non viene fatto un decreto del Ministero del Lavoro o del Governo e viene approvato dal Parlamento. E a questi cosa andiamo a dire: che si fa un corso di formazione professionale tramite l'agenzia del lavoro e intanto li mettiamo in cassa integrazione, per non prendere la scorciatoia di vedere se la SDS è la strada per poter dare loro maggior sicurezza?

Il Presidente della Giunta parla di una valutazione organica dell'intera area che può avere più interlocutori, e con la Regione primo interlocutore. Voglio dire una cosa...

(Il Presidente del Consiglio richiama il Consigliere Beneforti allo scadere del tempo concesso per l'intervento)

Beneforti (DC) Non sono ancora dieci minuti, Presidente, non mi tolga la parola perché non ho parlato dieci minuti. E mi lasci almeno finire il filo di un discorso.

Quando si sente dire che l'accordo con la Mercedes è importante, che la Mercedes fa gli affari suoi e noi dobbiamo fare i nostri, ma è chiaro; e perché non dobbiamo fare i nostri affari noi? Perché l'Olivetti non ha fatto i suoi interessi quando le abbiamo dato l'area di Pont-Saint-Martin? Cosa ha preteso per venire a Pont-Saint-Martin l'Olivetti?

E anche Gambardella viene a trattare con noi e intavola un discorso con Lucchini e cede delle attività produttivi della Cogne a Lucchini. Quindi, sia il pubblico che il privato fanno i loro interessi. E nel caso di Gambardella è ancora più grave, perché mentre tratta con la Regione un piano di rilancio produttivo e occupazionale della Cogne, tratta anche su un altro tavolo e sembra che abbia ceduto anche delle attività produttive dello stabilimento di Aosta.

Dice il Presidente della Giunta: cercheremo di realizzare i 250 posti di lavoro, ci sono dei progetti, stiamo lavorando con il Governo nazionale per ottenere i paracaduti sociali eccetera.

Se vuole, ormai sono fuori tempo, ma gli posso leggere il discorso del sindacato nazionale unitario, CGIL, CISL e UIL....

Gremmo (...fuori microfono...) ... e il SAVT?

Beneforti (DC) Guarda, ho sempre rispettato il SAVT, ma qui siamo a livello nazionale, quindi gli posso dire cosa chiedono i sindacati a livello nazionale allo Stato e alle Regioni, gli interventi che le Regioni devono fare nei confronti dello Stato perché di certo non c'è ancora niente.

Di certo c'è una cosa: che alcuni paesi a livello europeo hanno fatto già degli interventi e hanno attinto a fondi regionali e a fondi sociali della CEE. Lo Stato italiano deve porsi anche lui questo problema, che ancora non si è posto, per affrontare e dare magari quei contributi di disoccupazione speciale o di cassa integrazione per fare andare avanti un po' questo personale, in attesa che da solo trovi un'altra occupazione.

Confermo che voteremo contro questo emendamento e contro quello che viene proposto, e riconfermo che qui occorre continuare ad approfondire questo argomento. Non vorrei fra due o tre mesi qua dentro sentirmi ancora dire: "In attesa vedremo", come succede per la Cogne e per altre situazioni.

E' stato grave stasera chiudere la discussione generale, perché non sono valdostano, ma Chanoux si rivolterà nella tomba per quello che è successo stasera qua dentro. Sono convinto, ripeto, che a livello di commissione potevamo continuare a discutere di questo argomento e fare delle verifiche, che oggi, non fatte, ci lasciano dei grossi dubbi.

Gremmo (UAP) Chiedo la parola per mozione d'ordine.

Presidente Un attimo, devo fare una comunicazione. E' stato depositato, prima della votazione della mozione d'ordine per la chiusura della discussione generale, dal Consigliere Milanesio un ordine del giorno che, in forza della chiusura della discussione generale, non ha potuto essere svolto dal presentatore stesso. Pertanto, ai sensi dell'articolo 64 del regolamento interno, punto 5, il proponente dell'ordine del giorno ha la facoltà per dieci minuti di illustrarlo, dopo la chiusura della discussione generale.

Capisco, Consigliere Gremmo, che lei prima di venire qui in Consiglio regionale deve aver svolto la sua attività nei Balcani o in Jugoslavia, perché come provocatore è perfetto! Però non può intervenire continuamente.

Allora ha la facoltà....

Gremmo (UAP) .... no, lei mi dà la parola!

Presidente Sì, per fatto personale.

Gremmo (UAP) Non siamo sulla Sila, qui non ci sono i consiglieri della 'ndrangheta, ha capito! Quindi lei mi dà la parola.

Presidente Certo che le do la parola.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo per fatto personale, ne ha facoltà. Ha cinque minuti a disposizione.

Gremmo (UAP) Cinque minuti, e siamo alle 23,46 e perdiamo cinque minuti.

Guardi, io non sono uno punitivo, perché capisco che si può perfino essere socialdemocratici a questo mondo, quindi si immagini... Io nei Balcani non ci sono mai andato, non sono mai andato neanche sulla Sila, e lei apra bene le orecchie e cerchi di capirmi. E il discorso potrebbe anche finire qui. Stabilito questo, e spero che lei abbia capito bene, non mi faccia più tornare su questo argomento.

Le chiederei modestamente una cosa, siccome non capisco mai niente; ho la sensazione che questa sera, nel nervosismo generale, lei abbia più di una volta violato il regolamento, e le spiego anche perché. Se cinque consiglieri - e questo voglio che rimanga a verbale perché sarà oggetto di rimostranze in altra sede - chiedono la votazione a scrutinio segreto, lei la deve dare.

Presidente Lei deve parlare per fatto personale.

Gremmo (UAP) Ma il fatto personale è cominciato lì, perché lei ha violato un minimo di regola perché se cinque consiglieri chiedono la votazione segreta, non può far arrabbiare tutti quanti non dandola. Lei oltretutto mi attribuisce delle posizioni di tipo geografico che non ho mai avuto, perché fa queste cose?

E non è finita lì, perché oltretutto glielo ho già detto prima in modo pacato e politico che non ne usciamo bene comunque da questa serata. Sono demoralizzato a vedere che dobbiamo ridurci a fare queste cose, per non ammettere da un lato che c'è soltanto dell'aria fritta e dall'altro che siamo tutti scornati, perché abbiamo perso un'occasione. Sarebbe stato molto più politico che tutti quanti avessimo detto: abbiamo perso un'occasione, ci è andata male, volevamo fare una cosa. Ma l'abbiamo persa perché sono emersi dei giochi politici che non dovevano saltare fuori, Presidente, è questo il discorso che le sfugge completamente.

Adesso le chiedo una cosa: questo documento del Consigliere Milanesio adesso lui lo illustra, poi abbiamo diritto di parlare oppure no su questo? No, neanche questo.

Presidente Ma lo dice il regolamento. Comunque il suo intervento per fatto personale si è concluso.

Gremmo (UAP) Ho concluso il fatto personale, ma adesso ero alla mozione d'ordine.

Presidente Prima il Consigliere Milanesio deve alzarsi in piedi ed illustrare il suo ordine del giorno, dopo di che si deciderà cosa fare.

Gremmo (UAP) La mia mozione d'ordine era per capire se questo documento viene accettato o no.

Presidente Ma se l'ho detto io...

Gremmo (UAP) Ma in questo caso, dopo l'intervento del Consigliere Milanesio, se ci sono degli emendamenti alla sua mozione li possiamo presentare oppure no?

Presidente Lo vedremo dopo. Ne parleremo. E le garantisco che non sono mai stato sulla Sila.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Non so chi devo ringraziare perché questo ordine del giorno è giunto alla discussione del Consiglio: forse il regolamento che qualcuno poi si è letto, perché ho dovuto distribuire personalmente l'ordine del giorno ai signori consiglieri.

Presidente E' stato un atto da operetta il suo, Consigliere. Avremmo provveduto comunque alla distribuzione.

Milanesio (PSI) Di fronte ad un Presidente del Consiglio da operetta, siamo costretti a fare delle distribuzioni da operetta, evidentemente.

Presidente Lei è sempre vissuto nell'operetta...

Milanesio (PSI) Non ho l'abitudine di offendere nessuno, tanto meno il Presidente del Consiglio regionale, soprattutto mentre fa il Presidente del Consiglio regionale. Quindi o lui dà ai consiglieri quel rispetto che noi diamo a lui, anche se non se lo merita....

Presidente ... allora non viene a prendere qui dei documenti al tavolo della Presidenza. Consigliere, lei deve dimostrare educazione non venendo a prelevare dei documenti al tavolo della Presidenza. Questo è il primo atto di buona educazione.

Milanesio (PSI) Sono venuto a consegnare dei documenti al tavolo della Presidenza perché il Presidente del Consiglio ha detto al Consigliere Aloisi, che era venuto lì a chiedergli che fine aveva fatto l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Milanesio, che non poteva distribuirlo perché doveva annunciare la presentazione. Tanto per essere chiari.

Mi sono dovuto recare, e questo è molto grave, al tavolo della Presidenza del Consiglio e ho preso le copie che erano già state diligentemente fotocopiate dai funzionari ed ho provveduto io stesso alla distribuzione, perché il dirigente dell'ufficio mi ha detto, a mia richiesta, che non era stato autorizzato a distribuirle.

Non ne voglio fare una polemica e non faccio distribuzioni da operetta. Adesso passerò ad illustrare l'ordine del giorno, intanto lo leggo:

"Il Consiglio regionale, preso atto delle dichiarazioni del Presidente della Giunta in ordine alla convenzione Regione-SDS, invita il Governo regionale a ritirare la risoluzione dallo stesso presentata, al fine di ottenere da SDS una esplicita rinuncia in forma scritta alla convenzione a suo tempo stipulata. Conseguito tale risultato, il Governo regionale potrà utilmente investire il Consiglio regionale per le ulteriori determinazioni sulla vicenda."

Spiego perché quando si presentano dei documenti, non si viene capiti, e uno deve anche spiegare le cose che scrive in termini abbastanza chiari.

Avevo già avuto modo di dire nella discussione odierna che il Presidente della Giunta, come mette nella premessa della delibera, che aveva ricevuto delle assicurazioni verbali circa la possibilità, la disponibilità a rescindere in via bilaterale dalla convenzione, ebbene, credo che avrebbe risparmiato questa lunga discussione, queste litigate notturne, queste alterazioni di carattere e anche queste male parole che qualcuno ha potuto scambiare con altri, se avesse conseguito quel risultato che lui dà per scontato nella delibera, e quindi fosse venuto qui a presentare una proposta che non sarebbe stata certamente ultronea rispetto alla discussione che abbiamo avuto.

Non vorrei che succedesse che, dopo tutta questa tiritera, dopo questo scontro titanico, il Presidente della Giunta arrivasse qui con una risoluzione che non solo non sarebbe bilaterale, ma con un nulla di fatto, insomma. E allora avremmo perso mezza giornata di lavori del Consiglio regionale, per discutere su quello che poteva essere e non è stato.

Amo i crepuscolari, amo Gozzano, ma non amo tanto i Presidenti crepuscolari, quelli che ci vengono a parlare delle cose che potevano essere e non sono state. Avrei preferito che lui fosse venuto qui con una bella firma di qualcuno sotto un documento, e allora la discussione di stasera sarebbe stata meno incarognita e meno dispersiva.

E' vero che abbiamo avuto modo e agio di approfondire la vicenda Mercedes, SDS e Regione, è vero che abbiamo avuto modo di leggere, o di farci leggere, i documenti più importanti di questa vicenda, è vero che abbiamo anche comunicato alla stampa tutto quello che c'era da comunicare; però è anche vero che forse complessivamente, per la polemica degli umori, abbiamo anche svilito la funzione di questo Consiglio regionale.

Non sono uno che ha i nervi fragili, però so distinguere fra le provocazioni che si possono accettare e che fanno parte del gioco senza doversi arrabbiare, e quelle che invece finiscono per essere inaccettabili e sulle quali ci si può e ci si deve arrabbiare.

Chiedo scusa al Consiglio se prima mi sono arrabbiato sulla vicenda della sospensione della discussione, non è mia abitudine alterare il tono della voce e andare pesante nei giudizi; però vi confesso che non ho ancora capito adesso il significato di quella interruzione della discussione, non l'ho capito e non la giustifico, perché se è vero che poteva sembrare che ci fossero degli atteggiamenti ostruzionistici, credo che il vostro sia stato un eccesso di legittima difesa.

Mi auguro per il bene del Consiglio regionale che queste cose non si abbiano più a ripetere, perché certamente non crescerà nè la democrazia nella nostra Regione, nè il confronto fra le forze politiche, perché credo che dei consiglieri abbiano legittimamente la possibilità di far perdere anche un po' di tempo al Governo regionale, soprattutto quando hanno delle cose da dire. E non mi sembra che si siano dette delle cose che uscivano dal seminato. Qualche volta siamo ripetitivi, qualche volta forse non siamo neanche brillanti, ma, portiamo un po' di pazienza! quante volte questo Consiglio è stato ripetitivo e non è stato brillante, quante volte abbiamo dovuto subirci dai banchi della maggioranza delle ripetizioni fatte a prova di stupido e le abbiano incassate con più o meno fair play.

Sono uno di quelli che ha sempre protestato contro le forme di ostruzionismo, ma quelle manifestate, quelle realizzate, non contro quelle minacciate o adombrate. Ecco, non commettiamo più eccessi di legittima difesa, se possibile.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Avevo espresso un giudizio positivo sulla risoluzione proposta al Consiglio regionale dal Presidente della Giunta, che è una risoluzione che avvia alla chiusura questa, che noi consideriamo una infelice storia di questa convenzione Regione - SDS

L'emendamento che è stato discusso in sede di Conferenza dei Capigruppo, proposto dal Consigliere Martin e successivamente rielaborato dai Capigruppo della maggioranza, ci sembra coerente con l'impostazione iniziale del documento, e quindi anche per quanto riguarda l'emendamento il nostro giudizio è favorevole, per cui voteremo a favore anche di questo emendamento.

Per quanto riguarda la chiusura della discussione generale, appellandosi al regolamento e con voto di maggioranza, invece noi esprimiamo un giudizio negativo su questo tipo di atteggiamento, perché riteniamo che sia stata una scelta inopportuna e perché è sempre pericoloso limitare gli spazi di espressione della minoranza. Evidentemente chi, come me, è sempre stato da questa parte dei ruoli del Consiglio regionale, forse a maggior ragione può capire quanto è difficile a volte avere gli spazi e gli strumenti per esprimersi da parte dei gruppi di minoranza, e anche la ricerca di allargamento di questi spazi credo debba essere prevista e tollerata e non soffocata con degli interventi a forza di colpi di maggioranza.

Oltretutto questa chiusura del dibattito, così affrettata, era palesemente priva di sbocchi, perché ormai era evidente che non saremmo riusciti nella giornata odierna ad arrivare ad una conclusione e che quindi sarebbe stato inevitabile il rinvio dei lavori del Consiglio alla giornata di lunedì, se ho ben capito.

Spero che questa decisione, che ritengo infelice, non costituisca un pericoloso precedente e rimanga un infortunio isolato da parte di questa maggioranza, che non debba ripetersi nelle prossime riunioni del Consiglio.

Presidente E' mezzanotte, resta inteso che i lavori lunedì prossimo riprenderanno con il possibile intervento del Presidente della Giunta.

(...Proteste dai banchi della minoranza...)

Presidente Certo che convoco il Consiglio.