Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3794 del 7 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3794/IX Approvazione di una risoluzione sul ruolo delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano nell'ambito del processo di integrazione europea. (Ritiro di mozione)

Presidente Do lettura della risoluzione presentata dalla Giunta regionale.

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'aosta

Preso atto del dibattito che si sta svolgendo sulla ratifica del Trattato sull'Unione, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai rappresentanti plenipotenziari dei dodici Stati Membri delle Comunità Europee;

ricordato il valore storico dell'attuale fase di integrazione europea, di cui il Trattato costituisce momento di fondamentale importanza, anche in una prospettiva di superamento degli Stati nazionali verso un'Europa dei Popoli;

richiamata la necessità di accrescere il ruolo delle Regioni, già riconosciuta durante le conferenze intergovernative sull'Unione Politica e durante l'incontro del 19 ottobre 1991 a Venezia;

letti gli articoli 146, 198a, 198b, 198c, del Titolo II (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea per creare la Comunità Europea), l'articolo 27 del Titolo III (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), l'articolo 116 del Titolo IV (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Europea dell'Energia Atomica) del Trattato sull'Unione;

preso atto che il Trattato sull'Unione affida agli Stati Membri i modi e i metodi per la nomina dei rappresentanti alla Camera delle Regioni, secondo quanto stabilito dall'articolo 198a CEE, così come la rappresentanza delle Regioni in seno al Consiglio secondo quanto disposto dagli articolo 146 CEE, articolo 27 CECA, articolo 116 CEEA,

invita

il Parlamento italiano e il Governo a riconoscere il diritto delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano di eleggere il loro rappresentante presso il Comitato delle Regioni in piena autonomia, anche per quanto riguarda la relativa legge elettorale o di nomina e a riconoscere alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome il diritto di eleggere i tre rappresentanti comuni;

impegna

la Giunta regionale ad operare in questa direzione nel confronto con il Parlamento e il Governo e in un'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, nonché ad operare per un'azione comune delle Regioni e delle Province autonome;

invita

i Parlamentari valdostani ad operare presso la Camera e il Senato, nonché presso il Governo nella direzione suindicata.

Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Credo di procedere direttamente andando al nocciolo della questione. Si tratta della rappresentanza delle Regioni in un comitato che è previsto dal trattato di Maastricht, che sta per essere ratificato da quasi tutti gli stati membri, e cioè la rappresentanza delle Regioni nel comitato delle Regioni.

È pur vero che il comitato delle Regioni ha compito prevalentemente consultivo, ma è altrettanto vero che rappresenta una novità importante che la nostra Regione, non solo la nostra ma l'insieme delle realtà regionali del nostro paese non possono lasciare perdere.

L'articolo 198a del trattato assegna il numero dei membri rappresentanti la realtà regionale per stato, indicando i numeri ma non indicando le modalità di elezione. La risoluzione che sottoponiamo all'attenzione del Consiglio perché l'approvi, sottolinea l'esigenza e la volontà a che i ventiquattro rappresentanti regionali dell'Italia siano nominati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, e che la differenza fra il numero delle Regioni e delle Province rappresentate e il numero ventiquattro siano eletti dalla conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome a statuto speciale.

Questo è il contenuto e il cuore della risoluzione, che sottoponiamo all'attenzione del Consiglio regionale.

Per concludere molto sinteticamente, il trattato di Maastricht segna sicuramente un passo in avanti verso la integrazione europea, ritengo che sia nella vocazione, direi nel dovere ancor più che nel diritto della Regione, far sì che la realtà europea nasca e cresca indirizzata non alla creazione di un organo o di un ordine sovranazionale forte, quanto di una realtà che veda valorizzate e rafforzate le autonomie regionali, i popoli, le identità culturali che rappresentano la vera ricchezza e la ragione di essere per noi della futura realtà europea.

Queste sono le considerazioni che sinteticamente ho voluto presentare a questo Consiglio, illustrando la risoluzione che la Giunta regionale sottopone al Consiglio regionale perché l'approvi.

Presidente Colleghi consiglieri, assieme a questo argomento al punto 47 dell'ordine del giorno, c'è la mozione presentata dal Consigliere Trione, che concerne un argomento analogo. Se si intende trattare congiuntamente i due argomenti, quello esposto testè dal Presidente della Giunta e la mozione, senz'altro proporrei di formulare una discussione congiunta dei due argomenti stessi.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.

Trione (DC) Sono d'accordo, anche perché la mia mozione tendeva a portare in Consiglio o quanto meno nelle istituzioni, quindi in commissione, l'argomento. Credo che la risoluzione stessa potrà darci delle indicazioni, perché questo avvenga.

Presidente Pertanto direi di discutere assieme a questo punto anche la mozione presentata dal Consigliere Trione, di cui do lettura.

Mozione Il Trattato di Maastricht, pur con tutte le sue imperfezioni, rappresenta un risultato di enorme rilevanza sulla strada della costruzione europea ed entro la fine di questo anno il Parlamento italiano, così come gli altri 11 Parlamenti della CEE, sarà chiamato ad esprimere nei suoi confronti un parere di approvazione o di disapprovazione.

Tra le novità istituzionali del nuovo Trattato figura in particolare la creazione di un "Comitato delle regioni" (l'articolo 198 A del Trattato prevede appunto: "È istituito un Comitato a carattere consultivo composto di rappresentanti delle collettività regionali e locali") che così come proposto ha, per la verità, competenze molto limitate, ma che ha il grande pregio di far riconoscere, per la prima volta, il ruolo istituzionale delle Regioni nel sistema comunitario. A tutt'oggi, infatti, la comunità ha, sì, rapporti con le regioni, ma sempre attraverso il "filtro" del rapporto principale e istituzionalizzato con lo Stato. In un prossimo futuro è invece verosimile, o, meglio, auspicabile, chela comunità abbia direttamente rapporti con le Regioni stesse.

Ma il Trattato sottoscritto il 7 febbraio scorso dai Capi di Stato e di Governo dei dodici a Maastricht riveste un interesse che va al di là del rapporto Regioni/Comunità Economica Europea perché concerne la politica sociale, economica, monetaria, estera, di sicurezza comune, etc, della nuova Europa che forse sta nascendo e soprattutto sanziona il "principio di sussidiarietà" che diviene regola fondamentale nella Comunità Europea.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

impegna

la I^ commissione consiliare permanente, "Istituzioni e autonomia", competente in materia, a voler esaminare l'importante documento e riferire al Consiglio regionale sugli aspetti di merito più rilevanti del Trattato stesso entro il termine di sessanta giorni o quantomeno prima della decisione sulla ratifica del Parlamento italiano.

Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Trione, ne ha facoltà.

Trione (DC) La mia mozione, come accennavo prima, aveva l'obiettivo principale di portare l'argomento Maastricht in questa aula consiliare, e proprio perché per la prima volta le Regioni vengono in qualche maniera citate relativamente al processo di unificazione degli stati in Europa, mi sembrava abbastanza importante che anche in questo Consiglio se ne parlasse.

Infatti l'articolo 198a del trattato dice: "È istituito un comitato a carattere consultivo composto di rappresentanti delle collettività regionali e locali", e poi indica in ventiquattro i rappresentanti italiani che dovranno farne parte.

Non è chiaro, anzi direi che forse è anche troppo chiaro che i ventiquattro rappresentanti regionali non saranno espressioni nè del popolo nè degli eventuali consigli, ma saranno nominati direttamente dal Ministro degli Esteri.

A mio parere potrebbe essere importante affrontare già questo tema in questa occasion (mi pare che la risoluzione in qualche modo affronti anche questo problema), per addivenire intanto ad una definizione di questi rappresentanti delle Regioni in termini di rappresentanza.

Voglio sperare che fra i ventiquattro rappresentanti italiani questa volta almeno la Valle d'Aosta abbia il suo rappresentante, visto che le Regioni sono venti e quindi ogni Regione può avere il suo rappresentante.

Per quanto concerne il resto, credo che il trattato di Maastricht, di cui recentemente hanno parlato in tanti o tutti, debba avere da parte nostra tutto quel riconoscimento di importanza che gli va assegnato. Mi riserverei di tornare sull'argomento dopo la presentazione della risoluzione da parte del Presidente.

Presidente La risoluzione è già stata presentata e voi l'avete all'ordine del giorno al punto 29.

Quindi aprirei la discussione generale congiunta sulla risoluzione e sulla mozione presentata dal Consigliere Trione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Il nostro Gruppo è d'accordo con la risoluzione che è stata presentata, ci sembra opportuno che la nomina di questi rappresentanti delle realtà regionali in questo comitato della Comunità Europea sia una elezione che parte direttamente dalle Regione e non venga fatta dal Ministero degli Interni o da altri organismi dello Stato. Quindi condividiamo la impostazione di questa risoluzione.

Ci sono solo un paio di punti che non mi sono chiari. Nell'ultimo comma della premessa, dove si dice: "Preso atto", si parla di una camera delle Regioni che non mi risulta sia prevista dal trattato sull'Unione; probabilmente è un errore, probabilmente è il Comitato delle Regioni, non la Camera delle Regioni, perché dice: "Preso atto che il Trattato sull'Unione affida agli Stati membri i modi e i metodi per la nomina dei rappresentanti alla Camera delle Regioni". Non credo che esista perché c'è un dibattito sulla creazione anche a livello europeo di un organismo parlamentare, per cui probabilmente qui è Comitato delle Regioni, quindi bisogna fare una correzione.

Nella parte deliberativa c'è un altro punto su cui vorrei avere dei chiarimenti, perché qui si dice "Invita il Parlamento italiano e il Governo a riconoscere il diritto delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano di eleggere il loro rappresentante presso il Comitato delle Regioni in piena autonomia, anche per quanto riguarda la relativa legge elettorale o di nomina"; mi sembra un po' esagerato parlare di legge elettorale, perché probabilmente se anche - come auspichiamo - sarà riconosciuto il diritto alle Regioni a nominare il proprio rappresentante, trattandosi di un comitato consultivo, non credo che sia il caso di procedere con una legge regionale in materia.

Per cui forse sarebbe meglio mantenere una formulazione un po' più elastica anche per quanto riguarda le modalità di nomina, perché parlare di una legge elettorale mi sembra improprio per il tipo di organismo che si prevede.

Forse sarebbe opportuno fare una correzione, non so se sarebbe accettato positivamente e sarebbe opportuno un discorso di una legge elettorale per la nomina di questi rappresentanti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Forse sul discorso della Camera delle Regioni c'è stato un errore di battitura, perché fa riferimento all'articolo 198a, che è l'articolo del Trattato che è titolato il Comitato delle Regioni.

Per quanto riguarda la seconda proposta, è probabile che mantenendo lo stesso contenuto il discorso potrebbe essere di questo tipo: "Invita il Parlamento italiano e il Governo a riconoscere il diritto delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano di eleggere il loro rappresentante presso il Comitato delle Regioni in piena autonomia e in completa potestà decisionale", di saltare le parole "anche per quanto riguarda la relativa legge elettorale o di nomina", intendendo che questo può essere contenuto in questa dichiarazione, e continuare con "e a riconoscere alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome il diritto di eleggere i tre rappresentanti comuni".

Non cambia la sostanza delle cose ed è una formulazione più elastica nella interpretazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.

Trione (DC) Per un chiarimento proprio su questa ultima parte letta dal Presidente. Se intendo bene, le due province di Bolzano e di Trento e la Regione avranno tre rappresentanti, complessivamente. Forse era il caso di dire: "e a riconoscere alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome il diritto di eleggere i rappresentanti comuni", quindi togliendo la parola "tre".

Presidente Pongo in votazione la risoluzione nel testo così modificato:

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'aosta

Preso atto del dibattito che si sta svolgendo sulla ratifica del Trattato sull'Unione, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai rappresentanti plenipotenziari dei dodici Stati Membri delle Comunità Europee;

ricordato il valore storico dell'attuale fase di integrazione europea, di cui il Trattato costituisce momento di fondamentale importanza, anche in una prospettiva di superamento degli Stati nazionali verso un'Europa dei Popoli;

richiamata la necessità di accrescere il ruolo delle Regioni, già riconosciuta durante le conferenze intergovernative sull'Unione Politica e durante l'incontro del 19 ottobre 1991 a Venezia;

letti gli articoli 146, 198a, 198b, 198c, del Titolo II (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea per creare la Comunità Europea), l'articolo 27 del Titolo III (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), l'articolo 116 del Titolo IV (Disposizioni che modificano il Trattato che istituisce la Comunità Europea dell'Energia Atomica) del Trattato sull'Unione;

preso atto che il Trattato sull'Unione affida agli Stati Membri i modi e i metodi per la nomina dei rappresentanti al Comitato delle Regioni, secondo quanto stabilito dall'articolo 198a CEE, così come la rappresentanza delle Regioni in seno al Consiglio secondo quanto disposto dagli articolo 146 CEE, articolo 27 CECA, articolo 116 CEEA,

invita

il Parlamento italiano e il Governo a riconoscere il diritto delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano di eleggere il loro rappresentante presso il Comitato delle Regioni in piena autonomia e in completa potestà decisionale e a riconoscere alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome il diritto di eleggere i rappresentanti comuni;

impegna

la Giunta regionale ad operare in questa direzione nel confronto con il Parlamento e il Governo e in un'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, nonché ad operare per un'azione comune delle Regioni e delle Province autonome;

invita

i Parlamentari valdostani ad operare presso la Camera e il Senato, nonché presso il Governo nella direzione suindicata.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo al voto sulla mozione. Viene ritirata? Va bene.