Oggetto del Consiglio n. 411 del 15 dicembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 411/75 - Vicenda giudiziaria riguardante l'arresto del veterinario dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso. (Interpellanza dei Consiglieri Lustrissy, Dujany e Chanu)
Interpellanza
I sottoscritti Consiglieri regionali D.P. chiedono cortesemente alla S.V. Ill.ma di voler inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale la seguente
Interpellanza
La stampa quotidiana nazionale ha dato ampio rilievo alle recenti vicende del Parco Nazionale del Gran Paradiso a seguito dell'arresto del veterinario dell'Ente Dr. Peraccino, imputato di peculato e di detenzione di armi e della possibilità che l'azione penale venga estesa ad altri eventuali corresponsabili dell'Ente da parte del Pretore di Strambino e del Procuratore della Repubblica di Ivrea. Considerato che l'Amministrazione Regionale è direttamente interessata alle vicende del Parco, anche sul piano amministrativo
Interpellano
il Presidente della Giunta Regionale al fine di conoscere l'effettiva situazione della vicenda giudiziaria in atto e se intenda o meno cautelare l'Amministrazione Regionale in sede giudiziaria.
F.ti: F. Lustrissy - Dujany - G. Chanu
Andrione (U.V.) - Allora il punto 6 dell'ordine del giorno. Per quanto io ho saputo in materia, posso dire soltanto questo: in relazione a una tradizione che risaliva al Professor Videsott - abbastanza una strana abitudine - quando venivano sequestrati dei capi abbattuti da bracconieri si cedevano detti capi a dei ristoranti.
Ultimamente il veterinario dell'Ente Parco dell'epoca precedente di poco a questa interpellanza, in seguito a una perquisizione avvenuta in un ristorante del Comune di Candia-Canavese, è stato incriminato, ma non per quanto riguarda la cessione di questi capi di bestiame, cioè questi stambecchi, che rimane sub iudice se la questione sia legittima o meno per quanto riguarda il Parco, ma in relazione ad una perquisizione, ordinata dal Procuratore della Repubblica di Ivrea, che ha permesso di trovare armi da guerra, considerate da guerra per calibro sia negli uffici del parco, sia nell'abitazione privata del veterinario in questione, che, in conformità con le ultime disposizioni di legge, che potranno essere probabilmente meglio illustrate dall'Avvocato Chanu, ha comportato l'arresto immediato del veterinario in questione e l'estensione di altre imputazioni al Direttore e ad altri impiegati del Parco Nazionale Gran Paradiso.
La vicenda è ancora in istruttoria perché il processo per direttissima non è stato celebrato, il veterinario in questione è a piede libero... chiedo scusa, in libertà provvisoria; per quanto riguarda gli altri, sembra che vi sarà l'assolutoria in istruttoria, perché per gli altri coimputati si tratterebbe di una distrazione, in quanto non era più stata fatta l'ispezione del deposito delle armi sequestrate ai bracconieri. Ripeto sembra, riguardo al veterinario in questione, che abbia una particolare predilezione per certi tipi di armi da guerra, che, purtroppo per lui, teneva in casa. Questo è il tipo di informazione che io posso dare.
In relazione invece alla questione degli stambecchi o dei camosci ceduti, si è ventilata in un primo tempo un'imputazione di peculato, che però per adesso non sembra ancora essere stata formulata: questo è quanto so io e non potrei dire di più, perché ripeto la questione è coperta da segreto istruttorio.
Lustrissy (D.P.) - Ringrazio il Presidente della Giunta per le notizie fornite, anche perché, da notizie pubblicate dal giornale, sembrava che l'imputazione di peculato fosse certa, cioè le imputazioni erano due: peculato e detenzione di armi da guerra.
Ora, non è la prima volta però che all'interno di quel Consiglio di amministrazione succedono delle cose strane e la cosa più strana che stupisce noi Consiglieri regionali, che in qualche modo siamo interessati alle vicende del Parco, in quanto il Consiglio regionale esprime dei propri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione, sono le dichiarazioni rilasciate alla stampa subito dopo l'arresto del Dottor Peraccino da parte del Presidente dell'Ente Parco, che all'epoca - non so se lo è ancora adesso - era l'Avvocato Oberto, cioè lui, di fronte a un'imputazione del genere di un suo dipendente, si limitava a dire che tutta la faccenda era gonfiata e che si trattava evidentemente di un errore, che non era la prima volta che si accendevano delle politiche denigratorie nei confronti del Parco.
Ora, se è vero, com'è vero e pare sia stato dimostrato che nei tempi passati, buone tradizioni e usanza, già citate dal Presidente della Giunta, il Professor Videsott, cedeva le carogne degli animali, diciamo, gli animali morti per qualche motivo non tanto ai ristoranti, ma quanto agli Istituti di beneficienza, i quali però a loro volta, per ritrarne un lucro, le rivendevano ai ristoranti, si è abbreviata la via, invece di cederli agli Istituti di beneficienza, il Parco li vendeva direttamente ai ristoranti, senza peraltro registrare tra le uscite patrimoniali del Parco gli animali e tra le entrate i profitti della vendita degli animali ceduti ai ristoranti. Indipendentemente da quella che potrà essere la vicenda giudiziaria, io però pregherei il Presidente della Giunta anche di seguire da vicino, con i nostri Consiglieri di amministrazione del Parco, tutta quanta la vicenda che riguarda le responsabilità dirette degli Amministratori del Parco, in primo luogo del Presidente, che non può sottrarsi di fronte a una precisa imputazione che riguarda un suo sottoposto o un suo dipendente con delle dichiarazioni lapidarie come quelle che ha fatto. Se ci sono delle responsabilità - io non so se sia stato fatto, come succede per tutti gli incarichi che hanno una natura di carattere del pubblico impiego, com'è quella del Dottor Peraccino - che si provveda perlomeno alla sospensione cautelativa del dipendente sottoposto.
Ora, non mi risulta che l'Amministrazione del Parco, di fronte a un'imputazione precisa del genere, abbia provveduto, perlomeno in via cautelativa, a sollevare il dipendente denunciato, o indiziato di reato, dalle sue attività, il che lascia intravvedere che ci sia un'estrema confusione in quell'Amministrazione. Per quanto riguarda tutti i problemi che ci sono all'interno del Parco del Gran Paradiso, a livello di amministrazione, pertanto noi ne siamo sempre coinvolti, indirettamente, ma non riusciamo mai con l'Ente Parco Gran Paradiso ad impostare un discorso serio sulla politica del Parco nei confronti del territorio regionale della Valle d'Aosta.
Sono un po' questi, diciamo, i motivi anche dell'interpellanza, cioè da una parte ci sono delle carenze del Consiglio di amministrazione connesse al fatto specifico denunciato, cioè questa mancanza di provvedimenti cautelativi dell'Amministrazione nei confronti dei propri dipendenti che hanno degli incidenti, non so se si sa bene... comunque, una sospensione in via cautelativa ci doveva essere quanto meno! D'altra parte la non soddisfazione dei rapporti che esistono tra Consiglio di amministrazione del Parco e Amministrazione regionale... Credo che le cose non siano cambiate neanche durante quest'Amministrazione, pertanto, se noi vogliamo ancora esprimere dei rappresentanti come Consiglio regionale all'interno dell'Amministrazione del Parco, se vogliamo continuare a sovvenzionare il Parco, perlomeno tutte le vicende del Parco, le dobbiamo seguire con la dovuta attenzione e prendere anche per conto nostro i provvedimenti che dobbiamo prendere nei momenti opportuni, tramite i nostri rappresentanti, all'interno del Consiglio di amministrazione.
Io chiederei al Presidente della Giunta di voler un po' seguire la vicenda anche sotto questo profilo.
Andrione (U.V.) - Concordo sul fatto che i rapporti tra Parco e Regione sono quanto mai difficili, anche qui cerchiamo di muoverci nella direzione indicata dal Consigliere Lustrissy, però credo che, in base alla legge istitutiva del 1922 e del decreto di applicazione del 1923, il dipendente in questione dipenda dal Ministero dell'agricoltura, e che così l'Ente Parco ...(voce, fuori microfono)... no, è abbastanza complicata la questione, addirittura il Parco è stato istituito allora dal Ministero dell'economia, che comprendeva nelle sue attribuzioni il Ministero dell'agricoltura, e come probabilmente il Consigliere Lustrissy sa, in relazione a ben altra vicenda: quella della causa... l'allargamento dei confini, quel Ministero è stato uno dei pochi i cui incartamenti sono stati trasportati all'epoca della Repubblichetta sociale e sono andati perduti, per cui non si trova copia del famoso decreto ammnistrativo del 1925, che fissava le paline in una certa maniera.
Chiusa questa parentesi, comunque accetto l'invito di interessarmi della questione nei limiti delle competenze che ci riguardano, ma qui è questione di responsabilità penale, quindi di responsabilità personale di chi... io non so per quale motivo avesse delle armi da guerra in mano.
Ripeto: sembra caduta l'accusa di peculato, io non so se poi la... formale verrà elevata nei suoi confronti, ma non era tanto in relazione a quanto diceva il Consigliere Lustrissy circa gli Istituti di beneficienza o altre questioni, quanto per il fatto che, per gli scopi scientifici cui il Parco dovrebbe essere preposto, obbligatoriamente gli animali abbattuti dovrebbero andare alla Facoltà di veterinaria dell'Università di Torino per gli studi specifici, questo avrebbe dovuto essere il motivo per il quale si riteneva che vi fosse stata da parte dell'interessato una precisa violazione di una norma penale, così perlomeno mi è stato riferito. Io cito le parole del Direttore del Parco, Dottor Ingegnere Framarin, lui stesso, per altro lato, implicato nella vicenda.
Per quanto riguarda il Presidente del Parco, è una carica in gran parte onorifica, che assuma lui le responsabilità delle sue dichiarazioni, ma certo non credo che bisognerà aspettare a livello giudiziario...
Il Consiglio prende atto.
