Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3616 del 16 luglio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3616/IX Esiti dell'incontro con l'A.N.A.S. per il problema dello svincolo di Signayes e del raccordo autostradale del G.S. Bernardo. (Interrogazioni)

Interrogazione Appreso che dall'incontro svoltosi a Roma il 2 luglio 1992, negli uffici della Direzione Generale dell'A.N.A.S., è emersa la disponibilità dell'A.N.A.S. di rivedere il progetto del raccordo autostradale del Gran San Bernardo relativamente alla zona di Signayes;

Appreso altresì che sarebbero tuttavia ancora tutte da definire le caratteristiche delle varianti da adottare e che esistono incertezze su quanto esattamente approvato in sede di Conferenza dei Servizi e di Consiglio di Amministrazione dell'A.N.A.S.;

il sottoscritto consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

Interroga

l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per conoscere:

1) se l'amministrazione regionale è in possesso di copia dei verbali della Conferenza dei Servizi del 6 marzo 1991 e del 12 luglio 1991, in cui è stato esaminato il progetto del raccordo citato in premessa, o comunque di atti ufficiali da cui risultino i nomi dei partecipanti alla Conferenza dei Servizi, gli elaborati esaminati, le decisioni assunte;

2) quali sono le procedure avviate per rivedere il progetto esecutivo eliminando lo svincolo di Plan Signayes e spostando più a nord l'imbocco della galleria con i relativi nuovi svincoli.

F.to: Riccarand

Interrogazione Sentite le dichiarazioni dell'Assessore Vallet circa un incontro che sarebbe avvenuto a Roma presso l'A.N.A.S. sul problema dello svincolo di Signayes;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore dei Lavori Pubblici per sapere quale esito abbia avuto l'incontro suddetto che avrebbe dovuto definire la questione relativa alla casa in località Faverge.

F.to: Bondaz, Ricco, Limonet e Chiofalo

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Vallet, ne ha facoltà.

Vallet (UV) A la première question du Conseiller Riccarand je réponds en disant que je peux fournir aux conseillers mêmes les copies des procès verbaux des deux conférences des services qui ont eu comme sujet ce travail et la copie des deux décrets du Ministre aux travaux publics, qui ont suivi les décisions prises par la conférence des services.

Pour le point deux de l'interrogation du Conseiller Riccarand, la question posée par les conseillers Bondaz, Ricco, Limonet et Chiofalo, je donne évidemment une réponse unique. La réunion s'est tenue le 1 juillet à Rome; y étaient présents les hauts sommets de l'ANAS; notamment la délégation a été reçue par le directeur général et la réunion a été suivie par les ingénieurs Marzi, Ferrazzini et Gambardella, qui sont les responsables du secteur autoroutier de l'ANAS. Á la réunion ont participé le président de la communauté de montagne et neuf représentants de la communauté de Signayes et du Conseil de circonscription, nos parlementaires, le Président de la Junte, l'ingénieur en chef de la Région, le soussigné et les représentants de la société SAVT. Pendant la réunion ont été exposés les problèmes, les requêtes qui sont venues de l'hameau de Signayes et qui ont été prises en charge par les administrateurs de la Commune et de la Région. (Je crois avoir oublié la participation du Syndic d'Aoste et de l'Assesseur aux Travaux publics).

La réunion s'est déroulée pendant trois heures et demie et je crois que tous les aspects ont été abordés. On me demande quels sont les résultats.

Nous avons dû constater que sur certaines positions, sur certaines questions les responsables de l'ANAS ont eu une aptitude ferme de laquelle n'ont absolument pas voulu déroger. Je me réfère aux requêtes de changement de tracé, qui puisse d'une sorte empêcher ou éviter la démolition de la maison Faverge et qui puisse mettre au secours l'hameau de Signayes, vis à vis de la réalisation de cette oeuvre.

Pourquoi la position a été si ferme? Parce que les responsables ANAS nous ont dit que, pour approuver une modification du projet, qui a été décrété avec le décret du Ministre, le 2 décembre 1991, il est nécessaire convoquer une nouvelle conférence des services et un Conseil d'administration de l'ANAS, qui devrait ratifier les décisions de la conférence des services.

Au delà des problèmes de temps - le temps y serait pour convoquer ces deux réunions - le problème substantiel est que ces deux organes ne pourraient à présent approuver des travaux qui seraient en tout cas réalisés, mis en chantier après le 30 août 1992, qui est le terme déjà une fois prorogé pour terminer les oeuvres qui ont été approuvées avec la procédure de la loi 205, étendue aux oeuvres prévues pour la célébration des fêtes colombienne. Cette réponse est confirmée par un avis que nous avons demandé au bureau légal de l'Administration régionale.

A' ce point nous avons examiné avec les responsables de l'ANAS quelles pouvaient être les solutions amélioratives du problème. Pour les examiner on a décidé de constituer une commission technique à laquelle ont participé pour la Région l'ingénieur en chef et l'architecte Bellone pour les problèmes d'urbanisme, l'ingénieur Asiatici nommé par la Commune d'Aoste, l'ingénieur Allocco qui représentait la SAV, le géomètre Duclos et l'architecte Christille et - mais pas à toutes les réunions - sont intervenus aussi d'autres représentants de l'hameau de Signayes.

Sur les résultats de ces rencontres, sur le travail de cette commission technique, j'entrerai dans le mérite quand on discutera la pétition qui est à l'ordre du jour plus avant.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA)Chiederei intanto al Presidente del Consiglio al termine della seduta di volerci comunicare quando discuteremo la petizione sullo svincolo di Signayes che è già stata rinviata da diversi Consigli.

Per quanto riguarda la risposta dell'Assessore sull'interrogazione, io devo dichiarare la non soddisfazione da parte mia rispetto alla risposta data perché non mi sembra che emerga dalle parole dell'Assessore, una posizione ferma da parte dell'Amministrazione per chiedere una revisione sostanziale del progetto.

Mi sembra che ci sia un atteggiamento molto cauto che non vuole creare difficoltà rispetto a decisioni assunte in passato, mentre come si era già detto, occorre che l'Amministrazione regionale assuma una posizione decisa dicendo chiaramente che il progetto così come era stato approvato ed impostato, non poteva essere accettato e non poteva andare avanti.

Sarebbero anche discutibili le argomentazioni sui tempi tecnici per l'approvazione di una variante che sarebbero "troppo stretti" perché bisognerebbe fare tutto entro la fine di agosto. Intanto dal 1° luglio al 31 agosto ci sono due mesi quindi se ci fosse stata la buona volontà io credo che questi problemi sarebbero già stati risolti.

Io contesto nel modo più assoluto quanto è emerso dall'incontro a Roma inerente la decisione che per modificare il progetto spostando gli svincoli da Plan Signayes a Faverge occorra l'approvazione di un progetto diverso perché la conferenza dei servizi che si è svolta nel mese di marzo è stata appunto convocata per approvare gli svincoli in zona Plan Signayes.

Evidentemente qualsiasi decisione che va ad interferire su questo progetto e che crei nuovi sistemi di accesso e di collocazione da parte di elementi strutturali di questa tangenziale, richiede un'approvazione in sede urbanistica ed in sede di organi che progettano e che finanziano.

Le approvazioni comunque ci dovranno essere.

Esiste poi il fatto che è inutile nascondere la realtà sul fatto che le opere, in base alla legge, devono essere consegnate entro il mese di agosto 1992; credo che tutti sappiano che questo non avverrà né adesso e nemmeno entro il 1993.

La Giunta e il Consiglio non possono accettare la tesi che non si possa provvedere alla variante per il vincolo dell'agosto 1992.

Io mi dichiaro non soddisfatto della risposta dell'Assessore e ritorneremo comunque in sede di discussione della petizione su questo argomento.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Francamente sono mortificato come Consigliere regionale delle risposte burocratiche che ha voluto dare l'Assessore ai lavori pubblici. Io mi auguravo sinceramente che alle interrogazioni che noi abbiamo posto ci fossero date risposte per quanto possibile, definitive.

Viceversa questo è stato rinviato ad una successiva discussione che mi auguro avvenga perché il Consigliere Riccarand ha già fatto presente che questa petizione è stata rinviata più volte.

Da quanto ho creduto di capire dalla risposta dall'Assessore la casa in località Faverge sarà abbattuta. A questo punto io mi chiedo quale è stato l'intervento dell'Amministrazione regionale a questo riguardo, dopo tutto quanto è stato fatto da due mesi da parte dell'Amministrazione precedente e da quanto sta facendo oggi l'Amministrazione sul problema di questa casa.

Non mi risulta che i coniugi proprietari della casa in questione, abbiano dato il loro consenso a questa demolizione malgrado le proposte che la SAV aveva fatto a suo tempo e che credo abbia ribadito, cioè di acquisto, di costruzione della stessa in un altro luogo oltre che al pagamento della stessa.

La realtà è che questa variante proposta con il progetto presentato dal geom. Duclos equivale ad un costo di 25 miliardi - almeno così è stato detto in quest'aula -. Questo costo ovviamente l'ANAS non intende sborsarlo, la SAV ancora meno e per quanto mi riguarda la stessa farà le sue richieste di danni nei confronti dell'Amministrazione regionale per il ritardo subito.

A questo punto il problema a mio giudizio è molto semplice: o l'Amministrazione regionale intende provvedere al pagamento di questi 25 miliardi per permettere che la casa non venga abbattuta e allora si ha una certa soluzione, oppure l'Amministrazione regionale non intende pagare questa somma e la casa Faverge verrà abbattuta.

Il dilemma è soltanto di carattere finanziario - soprattutto ricordando le interpellanze che avevo a suo tempo ricevuto e di cui l'attuale Assessore era uno dei propugnatori e che mi diceva che la soluzione era abbastanza semplice.

Allora bisogna stabilire qual'è la capacità della Regione insieme ai Parlamentari, artefici di questo incontro, quale sia l'intendimento dell'Amministrazione a questo riguardo, perché se così non fosse tutto quello che è stato fatto e "montato" per ragioni forse più di natura politica che di carattere amministrativo, non avrebbero avuto ragione di essere.

Sarebbe stato molto più semplice convincere i proprietari della casa sul fatto che non era possibile modificare quel tracciato, spiegando loro le ragioni che poi sicuramente l'Assessore ci espliciterà.

Ci sentiamo comunque delusi per le risposte esclusivamente burocratiche che sono state date.