Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3508 del 30 giugno 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3508/IX Progetto di area protetta nel Comune di Valpelline. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Gremmo:

Interpellanza Ben 167 cittadini del Comune di Valpelline hanno siglato una petizione per chiedere un Referendum popolare in merito ad un progetto di area protetta che, così come ipotizzata, creerebbe gravi inconvenienti ai residenti ed ai proprietari.

Si interpella

la Giunta per conoscere la situazione, se la Regione ha avviato opportune consultazioni in merito con gli amministratori comunali, quali garanzie ci sono che la volontà di consultazione popolare venga presa in considerazione.

PresidenteHa chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Brevemente perché era solo per dare un sostegno di tipo procreatistico politico per quel niente che vale a una protesta secondo me assolutamente motivata. Oggi pomeriggio alle 17.00 si riunisce il Consiglio comunale di Valpelline che ha all'ordine del giorno, come punto sesto, determinazione in merito alla deliberazione Consigliare n. 72/91 del 29 novembre 1991 relativa all'inserimento di una parte del territorio del comune di Valpelline nel parco naturale regionale. Questo credo superi la discussione qui, anche se io ho piacere che si arrivi alla discussione là, con qualche cosa detta ad alta voce qui.

Cosa sta capitando: non è solo la petizione che una parte sicuramente rilevante di cittadini di Valpelline ha fatto su questo problema del parco. E' il problema che alcuni comuni vicini, questo lo dico per Riccarand che parte sempre per le sue crociate dimenticando che esistono anche i cittadini che abitano nei paesi, che sono stati arbitrariamente o comunque sulla carta inseriti in questo progetto di parco, hanno votato contro. Adesso questa petizione popolare, peraltro, da quello che so, sostenuta almeno dal gruppo consigliare di minoranza del comune, che è quello che poi mi ha invitato perché non mi ha invitato la maggioranza ma la minoranza, voglio dire, almeno una parte consistente di cittadini manifesta delle preoccupazioni rispetto a questi progetti di parchi.

Io continuo a dire stiamo attenti a volere fare le cose tanto per farle, perché poi inneschiamo tutta una serie di meccanismi e ci troviamo la gente che protesta; a me han detto che sono solo i cacciatori ed i familiari che protestano, gli altri sono ben contenti anche perché sono terreni comunali, non c'è problema. Stiamo attenti perché se non si fa un ragionamento a monte quando si vanno ad innescare questi meccanismi, il ragionamento a monte va fatto con la cittadinanza, se non si danno tutte le garanzie perché qui dice, "va bene, tanto il parco è l'area dove c'è la marmotta, più in là non è che andiamo".

Io ho la sensazione che l'Amministrazione comunale in prima persona abbia ampiamente sbagliato, nel senso che quando le prime avvisaglie di protesta o comunque di preoccupazione sono arrivate, forse il sindaco avrebbe fatto bene, questa è un'opinione personale, a fermare un attimo le cose, a consultare la gente. Occorre tener presente che, almeno da quello che mi risulta, due comuni vicini hanno già detto no a questo progetto; mi chiedo allora se non è opportuno riconsiderare un attimo tutta la cosa, specie in quella direzione. Su questo punto vorrei sentire cosa pensa l'Assessore; tra l'altro è la prima volta che ho l'occasione di ascoltarlo, colgo l'occasione per fargli gli auguri per il suo lavoro, visto che non glieli avevo fatti l'altra volta.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore tecnico dell'Ambiente, Territorio e Trasporti Nicco, ne ha facoltà.

Nicco (Ass. Tec.) Il Consigliere Gremmo solleva una questione che ritengo indubbiamente importante. Importante sicuramente per Valpelli-ne, ma importante anche perché partendo da una situazione specifica come questa, tocca un tema che è sicuramente di carattere generale. Questa situazione si può ripetere in seguito in altre parti della nostra regione, e quindi mi permetto di fare due considerazioni che vanno un po' al di là della questione singola di Valpelline.

Alla base di tutto c'è la nota legge 30 luglio 1991 n. 30, "norme per l'istituzione di aree naturali protette". Una legge che come tutte è sicuramente perfettibile, ci possono essere degli aspetti di questa legge sui quali non concordiamo, ma oggi certamente è un punto di riferimento essenziale. E' una legge che ha definito un quadro globale su una questione, la tutela dell'ambiente naturale in tutti i suoi aspetti, in raccordo con le esigenze delle popolazioni locali; questi sono i due elementi sui quali dobbiamo sempre ragionare. Una questione, dicevo, che per la nostra regione, è a mio avviso, da un lato strategica, dall'altro della massima delicatezza.

Perché strategica? Perché indica una direttrice di sviluppo a mio modo di vedere di lungo periodo e della massima delicatezza perché è un processo che può essere compiuto solamente, unicamente, con il concorso delle popolazioni locali interessate. Non è pensabile che questa legge possa essere applicata senza questo consenso.

Legge che è stata ampiamente discussa in questo Consiglio e che ha trovato il sostegno pressoché unanime del Consiglio: 34 pre-senti, 33 voti a favore, un solo astenuto. Una legge che ha stabilito che le prime proposte per l'istituzione di aree protette, sia i parchi, sia le riserve naturali, sia le riserve naturali integrali, fossero presentate da diversi soggetti entro il mese di dicembre del 1991.

Ora venendo alla questione specifica della Valpelline: tra le diverse proposte che sono state presentate, ve ne è stata una relativa all'istituzione di un parco naturale nella Valpelline. Questa proposta è stata avanzata direttamente dal Servizio tutela dell'ambiente, dell'Assessorato Ambiente, Territorio e Trasporti, e interessa parte del territorio dei comuni di Valpelline, Oyace e Bionaz. Essenzialmente il versante sinistro orografico e la testata della valle, su un'area in cui già ora in gran parte vi è un'oasi di protezione della fauna.

I tre Consigli comunali di Valpelline, Oyace e Bionaz sono stati convocati per esprimere un parere in merito a tale proposta, e sottolineo un parere preventivo perché poi la legge stabilisce, prevede, che ci siano altri momenti formali in cui gli stessi Consigli dovranno nel merito definire la loro posizione, le loro motivate posizioni.

In questa fase di carattere informale, i tre Consigli si sono espressi in linea di massima favorevolmente, avanzando tuttavia nel contempo proposte e ponendo anche delle condizioni. Nel caso di Valpelline, come è stato detto, la proposta è stata accolta a stretta maggioranza, 8 voti a favore, 7 contrari.

Mentre succedevano questi fatti, cioè mentre già era avviata questa fase di discussione sulla proposta del Servizio tutela dell'Ambiente, veniva presentata una seconda proposta di parco con una diversa perimetrazione, proposta avanzata dal WWF, dalla Société de la Flore Valdôtaine, dall'ENPA, dalla lega ambiente. Una perimetrazione diversa, molto più ampia, comprendente l'intero territorio della Valle, a partire e compreso il capoluogo di Valpelline ed anche alcune limitate aree oltre la cresta spartiacque, che parte dal Faroma e va fino alle Grandes Murailles sul territorio di altri comuni: Valtournenche, Torgnon, Nus e Quart. Entrambe queste proposte, la prima del Servizio tutela Ambiente e la seconda, sono poi state discusse nella prima riunione del Comitato regionale per l'istituzione dei parchi, nella prima seduta, il 13 aprile scorso.

Nel contempo, a Valpelline, una parte della popolazione ragionava, discuteva su questa indicazione, credo soprattutto sulla prima indicazione, forse non erano ancora a conoscenza della seconda, e si è sviluppato un movimento di opposizione che ha portato alla costituzione del Comitato anti parco. Obiettivo del Comitato: promuovere un referendum abrogativo della deliberazione comunale 29 novembre 1992, in cui si esprimeva parere favorevole all'inserimento di una parte del territorio comunale, e qui dico per inciso che questa parte era comunque costituita da proprietà pubbliche, all'interno del parco.

Questo in rapida sintesi il concatenarsi, non troppo lineare in verità, dei fatti sui quali ognuno può esprimere le proprie considerazioni.

Cosa intendiamo fare oggi, come intende agire questo Assessorato su questa materia, sul fatto specifico di Valpelline, ma più in generale per quanto riguarda l'applicazione di questa legge. Nel modo più semplice possibile e cioè seguendo l'iter che già è stato precisamente tracciato nella legge stessa. La legge 30 luglio 1991, all'articolo 9 recita: "La Giunta regionale, tenuto conto delle indicazioni dei soggetti proponenti parchi naturali e del parere del Comitato regionale, predispone un piano regionale dei parchi naturali tramite il Servizio tutela dell'Ambiente eccetera," e dice anche entro quali tempi dovremmo o avremmo dovuto fare questo primo passo, al comma 6 dell'articolo 9 leggiamo appunto: "Il primo piano deve essere predisposto entro dodici mesi". Quindi noi, entro l'agosto di quest'anno, dovremmo già avere questo primo piano riferito non solo ad un singolo territorio, ma all'intero complesso della regione. Ora non so se riusciremo per quella data ad avere questo piano, comunque c'è questa indicazione precisa che noi dovremmo seguire.

Questo per dire che la direttrice mi sembra dunque molto chiara, si tratta prima di elaborare una proposta complessiva sulla base delle indicazioni che già sono giunte al Comitato regionale per i Parchi, avviando nel contempo tutte le necessarie consultazioni informali con i comuni interessati. Tutte le consultazioni che riteniamo utili per costruire assieme agli enti locali e soprattutto alle popolazioni interessate il consenso su questa proposta, altrimenti come dicevo prima non facciamo nessun passo avanti.

Secondo, si passerà poi alla costituzione dei singoli parchi, alla discussione specifica dei singoli parchi come ancora ci dice l'articolo 10 della stessa legge: "In conformità ai principi generali e alle indicazioni fornite dal piano regionale si passa alla costituzione dei singoli parchi".

Questa dunque la via che noi intendiamo seguire in questo momento. Per quanto concerne poi il referendum, questa è una questione di chiara competenza dell'Amministrazione comunale; la legge 142 prevede questa forma di consultazione, un referendum consultivo; lo statuto del comune di Valpelline, agli articolo 34 e 35, ammette sia il referendum consultivo che il referendum abrogativo. Ora sta evidentemente agli amministratori di Valpelline sapere e decidere se questa è la via da seguire o se, come probabilmente faranno nel Consiglio di oggi, cercare un'altra forma; cioè la revoca della delibera precedente.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Mi faceva notare con intelligenza il collega Rusci come questa è già una storia dei parchi della Valle d'Aosta, e passerà alla storia la sua reazione effettivamente puntuale, la ringrazio, veramente esaustiva.

Il problema è fondamentalmente questo, cioè stare attenti che tutte queste associazioni, cosa centra poi l'EMPA, la Lega Ambiente, il WWF, comunque tutta la squadra non ecceda nella sue frenesie, ma si tenga presente che i problemi delle "madamine per bene" di Aosta che fremono per la natura vadano sempre di pari passo con le esigenze della gente che vive in montagna. Perché il problema grosso poi è questo, che tante cose vengono viste a tavolino e, qui si diceva tanto, l'ha ricordato l'Assessore, trattandosi comunque di terreni comunali è una cosa facile; invece poi andarlo a spiegare alla gente diventa una cosa più difficile.

Anch'io mi auspico, ed è la ragione per cui ho voluto sollevare il problema e che credevo di poter discutere ieri, che oggi il Consiglio comunale non si ponga tanto il problema del referendum, che non è, comunque se c'è tanto di guadagnato darebbe sicuramente forza, siccome poi qui si è addirittura detto che il referendum fatto fu una legge che ormai ininfluente che riguardava in qualche maniera le olimpiadi era un referendum contro le olimpiadi, si è addirittura detto che ha vinto il referendum chi non è riuscito a conquistare il 51 percento degli elettori della Valle d'Aosta, perché se si sommano, questo è un inciso, chiedo scusa al Presidente se me lo permette, se si sommano quelli che non hanno votato, quelli che hanno votato contro, e quelli che hanno votato scheda bianca sono oltre il 51 percento - comunque voglio dire al di là di questo, che non ha nessuna importanza, ben venga il referendum ed è importante.

L'augurio è che il Consiglio comunale, anche perché lo ricordava l'Assessore, aveva votato una maggioranza talmente stretta e senza addirittura avere presente il pericolo che io già vedo nel nuovo progetto, dove addirittura tutto diventa un parco; così facciamo la fine del Gran Paradiso e andiamo poi a vedere. Comunque grazie all'Assessore per l'equilibrio con cui lui dice, ed io gli credo, che si cercherà di tenere presente le esigenze reali rispetto a quelle che sono le volontà. Certo una legge viene fatta per favorire davvero tutti i fruitori del territorio; io dico sempre in prima persona chi ci vive, quindi gli animaletti, le bestioline, gli alberelli, ma anche magari i cacciatori che poi sono quelli che alla natura ci credono di più perché vivendoci in mezzo sono quelli che la difendono meglio, come il collega Cout sa bene.