Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3393 del 8 maggio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3393/IX Discussione generale del disegno di legge: "Contributi regionali per facilitare l'acquisizione ed il mantenimento in esercizio, da parte dei comuni, di infrastrutture sciistiche di interesse locale".

Presidente C'è il parere della seconda Commissione e così pure della quinta, vi sono degli emendamenti proposti dalla Commissione agli articoli 2, 5, 8, 9 e 10 e sono stati già consegnati degli emendamenti alla parte finanziaria da parte dell'Assessore Lavoyer, che verranno distribuiti in aula.

La parola al relatore Consigliere Trione.

Trione (DC) Le infrastrutture sciistiche delle cosiddette stazioni invernali minori della nostra regione, definite nel disegno di legge in discussione "di interesse locale" sono gestite da società - alcune delle quali a partecipazione pubblica - che presentano spesso evidenti difficoltà economico-finanziarie le cui origini e cause sono facilmente identificabili.

Tra queste società possiamo sicuramente comprendere quelle localizzate a Doues, Crevacol di Saint-Rhémy, Saint-Nicolas, Rhêmes-Notre-Dames, La Magdeleine, Saint-Vincent (Col de Joux), Saint-Denis (Semon), Nus (Saint-Barthélemy), Valgrisenche, La Salle e verosimilmente altre ancora.

Il provvedimento in questione, disponendo l'erogazione di contributi ai comuni sia per favorire l'acquisizione delle infrastrutture che il ripianamento di deficit di esercizio, si pone appunto il rilevante obiettivo di riorganizzarne la gestione.

Il testo di legge in esame definisce all'articolo 1 tali obiettivi e precisa agli articoli successivi la misura massima di contributo sia per quanto concerne l'intervento di acquisto degli impianti (il cui "importo complessivo non può comunque eccedere la somma di lire 500 milioni per ciascun comune"), sia per quanto concerne i contributi per il concorso nelle spese di esercizio già previsti nella prima stesura del testo nella misura massima del 70 percento ed elevati poi al 90 percento dell'eventuale disavanzo.

I restanti articoli definiscono le condizioni, i modi ed i tempi di accesso ai contributi previsti.

E' appena il caso di sottolineare il ruolo estremamente importante che le stazioni minori rivestono per l'economia turistica della nostra regione e quindi la rilevante importanza che questo provvedimento assume in tale ambito.

Esse, soprattutto, rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i comuni stessi, per gli operatori locali e per la difesa dello spopolamento della montagna offrendo possibilità di lavoro che, seppure stagionali e precarie, risultano particolarmente opportune ed efficaci nella loro complementarietà ad altre occupazioni di tipo analogo.

Il disegno di legge che ha avuto un iter indubbiamente lungo - la presentazione della Giunta regionale risale infatti al 2 aprile scorso - è stato oggetto di esame, da parte dell'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta e dell'Associazione valdostana impianti a fune, oltre che delle Amministrazioni comunali interessate al provvedimento le quali, tutte, hanno, in concorso con la quinta Commissione consiliare, fornito un efficace e determinante contributo alla definitiva redazione della legge il cui testo tiene appunto conto, in massima parte, delle osservazioni emerse e delle modifiche proposte.

Presidente La parola all'Assessore del turismo, sport e beni culturali, Pascale.

Pascale (PSI) Ringrazio il relatore, volevo solo aggiungere che il dibattito su questo disegno di legge c'è già stato, molto ampio, in Consiglio regionale alcuni mesi fa, quasi un anno fa a dire la verità. Era sorta allora l'esigenza di sentire in modo più compiuto l'Associazione sindaci, cosa come la Commissione ha fatto.

L'Associazione Sindaci ha dato un parere favorevole a questo disegno di legge presentando tre emendamenti; due sono stati recepiti dalla Commissione e dalla Giunta, non abbiamo ritenuto opportuno recepire il terzo emendamento che tende ad elevare il limite massimo della spesa da 500 milioni a, mi pare, 1 miliardo, perché la finalità di questa legge, almeno in questa prima fase, è quella di andare in aiuto delle piccole società di impianto.

Quindi elevare il limite vuol dire già andare verso le medie a-ziende e si va al di là di quelli che erano i presupposti, che ci erano stati tra l'altro richiesti dalla stessa Associazione degli impianti.

Su questo noi manteniamo le nostre perplessità, almeno in una prima fase vorremmo destinare gli obiettivi, le finalità di questa legge, alle piccole aziende.

Dirò di più, i casi che sono stati sottoposti erano tre, a me pare di poter dire che il caso di Crevacol rientra già nella legge - i conteggi fatti dall'ufficio ritengono che possa rientrare nella legge - il caso della SIT di Brusson non si pone a quanto mi dicono, perché la società va bene, ha avuto anche dei riscontri molto positivi nell'ultima stagione invernale. Rimane il problema della funivia Gran Paradiso, sul quale avevo già detto di avere delle perplessità allora.

Intanto non si giustifica come mai l'Amministrazione regionale eroga contributi per 5-6 miliardi di lire per costruire questi impianti e l'anno successivo decide che questa società non ha una sua redditività finanziaria e quindi debba essere acquisita dai comuni.

Volevo aggiungere anche un'altra cosa a proposito delle funivie Gran Paradiso; mi risulta che sono in corso delle trattative tra le funivie Gran Paradiso e la società Pila per una gestione comune degli impianti che potrebbe alleviare gli oneri finanziari di questa società.

Quindi, se è possibile una razionalizzazione, un intervento di una società privata come la società Pila in questa direzione, direi che per il momento sarebbe estremamente assurdo un intervento pubblico.

Direi di aspettare ancora un po' per vedere se è possibile ottenere un interessamento da parte della società Pila che tenderebbe anche a razionalizzare l'intero comprensorio e rimandare magari ad un momento successivo l'analisi della situazione di questa società.

Presidente Prima di dare la parola ai consiglieri che eventualmente la dovessero richiedere, voglio solo dire che gli emendamenti che sono stati distribuiti, presentati dall'Assessore, non verranno presi in considerazione in quanto sono già recepiti dagli emendamenti proposti dalla Commissione.

Quindi non tenetene conto e consideriamo solo gli emendamenti della Commissione.

La parola al Consigliere Viérin.

Viérin (UV) L'Assesseur tout-à-l'heure disait, et le rapporteur l'a rappelé également, que ce projet de loi a eu un parcours assez tourmenté.

En effet déjà au mois de juillet de l'année dernière on s'était longuement penché sur ce projet de loi et à l'époque il y avait une logique parce que ce projet de loi doit être mis en rapport avec le projet de loi qui portait modification à la loi régionale du mois de janvier 90 - la loi n.°7 - et qui avait modifié totalement les critères d'attribution des subventions pour les sociétés de remontées mécaniques et donc en général pour favoriser le secteur du ski.

Et, pour ces modifications, je pense qu'en résumant, la philosophie était - sur la base d'une logique "axcé sur le modernisme, rentabilité, éviter que des déséquilibres se créent à l'intérieur de notre Région" - je disais que la philosophie était celle de concentrer ou de favoriser l'attribution des ces subventions aux grandes sociétés, aux grands centres de tourisme d'hiver.

Evidemment pour rééquilibrer, il avait été nécessaire de présenter un autre projet de loi afin de considérer également la situation des petits centres touristiques, des centres touristiques mineurs.

Et à l'époque nous avions contesté, nous n'avions pas partagé cette logique, et pour ce qui est du projet de loi aujourd'hui en discussion, nous avions évidemment fait toute une série de remarques. Remarques qui en partie ont été acceptées, suite également aux propositions formulées par l'Association des Syndics, mais qui pour d'autres raisons n'ont pas été accueillies.

Et donc aujourd'hui nous représenterons des amendements à cet égard, parce que nous considérons qu'il est important de prendre en considération et les petites réalités, et celles qu'on peut définir des moyennes réalités. Sinon, l'on risque de se trouver face à une situation qui n'est considérée ni par une loi, ni par l'autre. Et donc à cet égard nous représenterons l'amendement à l'article 1 de la loi, pour mieux définir le sens et la portée de cette intervention.

Ici l'on dit: "delle infrastutture sciistiche di interesse locale". Mais c'est un peu difficile de définir "di interesse locale". C'est en fonction des paramètres que l'on examine.

"Locale" rapporté au territoire valdôtain, et donc celles qui n'ont pas de liaison avec d'autres Régions ou avec d'autres Etats. Là nous demanderons de mieux préciser selon nos intentions que les finalités de la loi visent "le infrastrutture sciistiche di medie e piccole dimensioni". De façon qu'il n'y ait pas de doute quant aux destinataires, aux bénéficiaires de cette intervention.

De même, toujours à l'article 1, si l'on veut intervenir en faveur de ces réalités, nous ne pouvons pas accepter la logique qui veut éviter toute possibilité de développement futur de ces petites réalités.

A l'article 1 point a) l'on précise que ces interventions vont dans la direction de favoriser l'achat des installations existant à la date de l'entrée en vigueur de cette loi.

Nous proposons de supprimer cette limitation, parce qu'on ne peut pas aujourd'hui prévoir s'il y aura ou non d'autres réalités ou d'autres situations qui se présenteront et qui à cet égard nécessiteront un soutien ou une intervention. Toujours dans cette logique l'on limite les facilités de cette loi à l'acquisition. Donc il n'y aurait pas la possibilité d'améliorer la situation actuelle.

Le fait de limiter: "favorire l'acquisizione di impianti in trasporto a fune esistenti - on disait - alla data di entrata in vigore della presente legge" pose à notre avis des limites, des contraintes.

Et donc en plus de l'acquisition, nous demandons d'insérer: "il potenziamento", de façon à prévoir ou à permettre une possibilité de développement de ces infrastructures.

Nous avons encore deux amendements.

Le premier est à l'article 2. C'est l'une des remarques présentées également par l'Association des Syndics et qui n'a pas été acceptée: élever le montant de l'intervention de 500 millions pour chaque commune à 1 milliard de lires.

Cette prévision permettrait de prendre en considération toutes les réalités et elle est rapportée à la dénomination de "petites et moyennes dimensions".

Parce qu'avec "1 milliard", ou "jusque à 1 milliard" l'on éviterait de discuter si une certaine situation ou un certain cas bénéficie ou non des mesures établies par cette loi. On serait certain que toutes les stations touristiques mineures pourraient bénéficier de ces facilités.

Le dernier amendement est un amendement que je peux définir technique. Nous l'avions déjà présenté pour la loi 226, et il avait été accepté par l'Assesseur.

A savoir quand on définit "le strutture e attrezzature funzionalmente connesse agli impianti", l'on avait inséré: "gli impianti per provocare il distacco controllato di valanghe".

Et la même prévision - je disais - était insérée dans la loi 226, et nous avions demandé d'ajouter - compte tenu de la réalité de nos stations touristiques - également toutes les interventions qui ont été effectuées pour empêcher les avalanches, à savoir: "le opere di stabilizzazione della neve costituite da barriere, reti o altri sistemi anti-valanghe".

Parce que nous considérons que ces interventions peuvent également être considérées "strutture funzionalmente connesse agli impianti".

Parce qu'elles font partie de toutes ces interventions qui assurent la sécurité du domaine skiable et donc elles sont nécessaires pour la sécurité des remontées mécaniques et donc pour l'exploitation du domaine skiable.

Nous présenterons donc - ou nous représenterons, pour être plus exacts - ces amendements parce que nous considérons qu'avec ces amendements le projet de loi est mieux à même de répondre aux finalités qui ont été exposées.

Presidente La parola al Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Seulement, avant tout, pour remercier l'Assesseur qui à son temps avait accepté de renvoyer pour l'instant cette loi, et de prendre en considération une série de remarques qui avaient été présentées.

Surtout le problème de l'intervention financière de la part des Communes.

Je crois que malheureusement - et nous l'avions dit à ce moment - le système est toujours le même: le pourcentage qui manque dans ce chapitre doit arriver de notre chapitre.

Alors, on a quand même donné aux Communes la prise en charge du 10 pour cent que, nous savons très bien, est financé par l'autre loi régionale qui va allouer aux Communes mêmes les fonds pour les investissements. C'est quand même une responsabilisation des Communes, qui vont choisir.

Et dans ce sens je crois qu'il y a un pas de l'avant, une sensibilisation envers un problème que les Communes mêmes...

(...intervento fuori microfono...)

..en même temps je me permets de insister sur l'aspect concernant les sociétés moyennes.

En effet le discours est un peu délicat: d'après les lois existantes ce serait l'unique cas qui n'a pas des interventions particulières, car pour les investissements de grande envergure il y a la loi n.7; pour les petits investissements il y aura cette loi; pour les investissements moyens il y aurait quand même un vide.

(...intervento fuori microfono...)

Non pour les moyens. Les investissements ne rentrent pas dans cette logique. Car la question qui est uniquement de modifier - et c'est là l'amendement - de modifier de 500 millions à 1 milliard, a ce sens, car ce sont les...

(...voce fuori microfono...)

..mais justement on avait proposé, et on a même modifié, par rapport à 1 milliard et demi.

Justement on avait cru d'arriver à une moyenne que, je pense compte tenu même de la relation de l'Assesseur, qui a été faite correctement sur les trois sociétés, qui peuvent avoir des moments critiques, mais ils n'arriveraient plus à dépasser ces moments: je connais certaines réalités et je crois que vu les difficultés de ces trois sociétés, l'année prochaine se posera le problème des moyennes: il faudra revoir cette loi pour augmenter de 500 millions à 1 milliard de lires.

Le problème se posera. Je crois que si les considérations sont différentes, je ne peut qu'en prendre acte. Mais n'oublions pas que pour ce qui est de la Grand Paradis, il y a le problème que jusqu'au moment où il n'y aura pas cette liaison fameuse, nous ne pouvons pas penser à d'autres interventions.

Pour Crevacol la situation nous la connaissons, quelle a été, avec une reprise qui a été mise en évidence dans ces derniers temps.

Pour l'autre société, la SIVD, je crois que le thème est lié à des infrastructures qui manquent et à des autres investissements qui ne seront pas possibles.

Alors, compte tenu qu'on a voulu revoir cette loi, je crois que cet effort donnerait au moins la possibilité pour ces réalités. Car après il n'y aura plus ce thème, compte tenu de la réglementation que l'administration régionale s'est donnée et qu'on partage. Par conséquent j'estime que cet effort irait dans le sens que je crois un peu tous dans ce Conseil on se souhaitait.

Je ne veux pas reprendre les thèmes que le collègue Agnesod avait déjà fait dans sa relation il y a quelque temps et sur les aspects qu'il faudrait quand même mettre en évidence sur l'application de cette loi en accord avec les Communes.

Je l'ai déjà faite cette remarque, et je ne veux pas reprendre l'ensemble des termes. Mais j'insisterais surtout sur ce problème pour résoudre le système de ces trois réalités qui à mon avis seraient quand même à prendre en considération.

Presidente La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Ritengo molto discutibile questo disegno di legge, proprio come filosofia di fondo che lo caratterizza.

Mi sembra che qui andiamo in una direzione diametralmente opposta a quella che era stata indicata dall'analisi e dagli studi sulla situazione valdostana, in particolare dallo studio del CENSIS che aveva sottolineato come fosse un problema della nostra regione quello dell'eccessiva presenza della mano pubblica, del ruolo della Regione, del ruolo dell'Ente pubblico. Invece una presenza troppo marginale, troppo limitata, da parte dell'iniziativa privata, dell'imprenditoria privata.

Qui in sostanza si interviene per trasferire alla gestione pubblica quelle poche iniziative che esistevano sul territorio con una partecipazione pubblica, ma comunque con una presenza anche di un capitale privato.

Si va quindi nel senso di una socializzazione di queste perdite, di questi impianti, come se questa socializzazione di fatto risolvesse il problema, mentre in realtà non lo risolve affatto, anzi, a noi sembra che con questo sistema i deficit diventeranno sempre più grandi, perché ci sarà meno responsabilità nella gestione, meno cura rispetto al funzionamento degli impianti: tanto tutto quanto poi, in definitiva, viene coperto dalla mano della Regione.

Qui la Regione paga tutto, paga interamente l'acquisizione da parte dei comuni di questi impianti, paga praticamente interamente i costi di gestione, quindi non c'è più nessuna responsabilità che noi lasciamo né all'iniziativa dei privati, né all'iniziativa ed alla responsabilità a livello comunale.

In particolare mi sembra che sia abbastanza emblematica questa modificazione che è intervenuta, ho visto un emendamento della Commissione, l'emendamento n. 2, in cui c'è una modificazione dell'articolo 5, dove il contributo della Regione sul deficit di gestione, che era inizialmente previsto nel 70 percento, adesso viene previsto nel 90 percento.

Questo significa che evidentemente la Regione si impegna fin dall'inizio a coprire praticamente tutto il deficit di gestione.

Questo mi sembra un comportamento che sicuramente non va nel senso di responsabilizzare chi gestisce questi impianti; chiunque gestisce un impianto e sa che la Regione comunque poi gli paga tutto il disavanzo, credo che non baderà molto a contenere questo disavanzo, quindi mi sembra un principio profondamente sbagliato questo.

La relazione dice che questa situazione si è determinata perché i gusti del mercato hanno dimostrato di preferire i grandi comprensori sciistici, con una grande intensità di impianti ed una grande differenziazione dell'offerta, rispetto ai piccoli comprensori che sono rimasti marginali.

Questa è anche la conseguenza di un certo tipo di politica turistica fatta, di un certo tipo di investimenti su determinati impianti, sul fatto che si è voluto puntare su questi mega comprensori, invece di cercare di sviluppare in modo equilibrato e positivo anche quelli piccoli.

Allora l'intervento corretto, a nostro avviso, dovrebbe essere un altro; dovrebbe essere un intervento di politica turistica mirata sui piccoli comprensori, anche un intervento evidentemente di tipo finanziario a sostegno di queste imprese, di queste società, di questi impianti a fune che sono in difficoltà.

Che senso ha trasferire la gestione di questi impianti dalla società a responsabilità limitata, o società per azioni - quello che è - al comune? Non risolviamo nessun problema, andiamo semplicemente a fare un'opera di trasformismo che lascia intatti tutti i problemi e ce li restituisce molto aggravati, perché ci sarà meno responsabilità di quella che c'è adesso.

Io non lo condivido, mi sembra veramente deresponsabilizzante questo disegno di legge.

In particolare ritengo che questo 90 percento sul disavanzo di gestione sia veramente un principio aberrante, quindi presento un emendamento perché, quanto meno, la copertura garantita dalla Regione rimanga al 70 percento, altrimenti avremmo tutti i Comuni che, tanto non pagano niente, acquisiranno magari anche a prezzi elevati questi impianti, queste strutture accessorie, tanto dimostreranno di fronte alla comunità che non pagano una lira per l'acquisizione, non pagano una lira per la gestione, quindi la comunità è salva.

Questo è un discorso che possiamo fare in tempi, come adesso, di bilanci regionali molto floridi, ma sappiamo che non è che questa situazione sia destinata a durare, non possiamo continuare a fare dell'assistenzialismo, dobbiamo cercare di fare una promozione di attività economiche che siano anche in grado di stare in piedi.

Quindi io ritengo che mantenere un 70 percento è un segnale di responsabilità, perché diciamo ai comuni "guardate che poi però dovete anche assumervi una fetta, marginale, ma comunque una fetta di responsabilità finanziaria nella gestione di questi impianti, qualora decidiate di prenderli in gestione".

Presidente Verrà distribuito l'emendamento di Riccarand.

Se non sono previsti interventi, possiamo chiudere la discussione generale questa mattina, gli emendamenti sono stati presentati, e la discussione avverrà questo pomeriggio con la votazione degli articoli.

Voglio ricordare ai Capigruppo che sono convocati per la Conferenza questo pomeriggio alle 15,45 per dare i nominativi per la Commissione istituita l'altro giorno in Consiglio sui problemi della Cogne.

I Capigruppo sono stati anche convocati - e lo ricordo - per lunedì pomeriggio, mi sembra alle ore 16, per l'audizione da parte del grande elettore Gianni Bondaz.

La seduta è tolta.