Oggetto del Consiglio n. 3364 del 6 maggio 1992 - Resoconto
OBJET N° 3364/IX Accès aux locaux du secrétariat de la Présidence du Gouvernement. (Interpellation)
Presidente Do lettura dell'interpellanza in oggetto.
Interpellation Ayant constaté que depuis quelques jours l'accès aux locaux du Secrétariat de la Présidence du Gouvernement est subordonné au remplissement d'une fiche reportant le nom et le domicile du demandeur, le nom de la personne que l'on demande de pouvoir rencontrer et les raisons de la demande;
Considérant que l'accès aux dits locaux, qui comprennent entre autre le bureau de presse, la bibliothèque générale et le bureau légal, devrait être pour autant que possible libre de la part des citoyens, sans qu'il y ait besoin d'un contrôle individuel sur la personne et les raisons de la visite;
Constatant aussi que les fiches en question sont rédigées uniquement en italien, marque ultérieure de la faible attention que le Gouvernement régional porte pour l'emploi du français;
les soussigné conseillers régionaux
interpellent
le Président du Gouvernement régional afin de savoir:
- pour quelles raisons l'accès aux bureaux du Secrétariat général a été soumis à de tels contrôles;
- à qui sont remises les fiches en question remplies par les demandeurs;
- si le système de fichage va être étendu à d'autres services de la Région;
- si l'on considère que cette procédure typiquement ministérielle est incompatible avec le style ouvert et accessible qui a marqué depuis de longues années l'administration régionale;
- au cas où le fichage soit maintenu, s'il n'estime pas de devoir faire imprimer des fiches bilingues.
Presidente La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (UV) Merci, monsieur le Président.
Nous avons eu écho il y a quelque semaine - et nous avons pu constater personnellement - que de dispositions nouvelles avaient été adoptées quant à l'accès aux locaux de certains services de l'Administration, notamment au Secrétariat Général mais, d'après ce que j'ai appris par la suite, également à un autre département situé dans le palais.
C'est-à-dire qu'il y aurait une sorte de contrôle à l'entrée de ce service et même un fichage: le remplissement d'une fiche contenant le nom, le prénom et la raison de la visite pour ceux qui demandent à accéder à ce même service. Nous avons été étonnés: jusqu'à présent à notre connaissance cela ne se faisait que pour la Présidence du Gouvernement-côté est. Et nous avons quand même quelque perplexité: nous voudrions a-voir des éclaircissements sur la raison de ces innovations, étant donné que du côté ouest nous avons le bureau de la presse, la bibliothèque générale, le bureau légal, et d'autres services par rapport auxquels il y avait eu jusqu'à présent une grande facilité d'accès.
Nous savons, et ce n'est pas la raison pour laquelle nous avons évoqué ce thème, que cela a fait l'objet de quelque petite polémique sur la presse locale: c'est un aspect qui ne nous intéresse pas directement. Nous voudrions savoir si le système actuel, celui qui a été introduit, est un système expérimental, si on a l'intention de le maintenir, ou si c'est plutôt une sorte de vérification, de contrôle qui est fait pour contrôler le nombre de personnes qui accèdent aux locaux.
S'il y a par hasard d'autres raisons qui ont amené les responsables de ce service à introduire cette forme de fichage. Quelqu'un nous a dit, nous souhaiterions en avoir une réponse, qu'il y aurait eu des faits assez désagréables dans ce service: visites non attendues et dans des moments où le personnel n'est pas présent, peut-être même accès non autorisé à des documents.
Bien, tout cela nous souhaiterions le savoir, dans les limites bien entendu que cela peut-être dit publiquement dans cette salle et si le Président par hasard a d'autre chose à ajouter, il pourra le faire d'une façon personnelle. La raison que nous avons évoqué est celle pour laquelle nous avons présenté l'interpellation, ni plus ni moins. Nous y ajoutons une remarque concernant le caractère bilingue de ces fiches qui, d'après ce que j'ai pu voir et constater personnellement n'était pas respecté.
Mais fondamentalement le sens de la question est celui là: est-ce que nous avons introduit un système ministériel pour accéder à tous les bureaux, est-ce que cela sera étendu à d'autres branches de l'Administration, ou est-ce un fait contingent, lié à ce service et lié seulement à la nécessité de faire de sorte à avoir une grille, un filet un peu plus étroit qui sélectionne un peu mieux l'accès à ces bureaux.
Merci.
Depuis 17h49 le Président Cout reprend ses fonctions de Président de la séance.
Président La parole au Président de la Junte.
Bondaz (DC) Il controllo degli accessi alla Segreteria generale, adottato in via sperimentale in attesa che divengano operative forme di controllo degli accessi del palazzo regionale, risponde alle stesse esigenze che giustificano l'adozione di sistemi di controllo degli accessi al palazzo regionale.
Si tratta di esigenze che attengono in primo luogo la sicurezza dei lavoratori ed a garantire anche la sicurezza dei visitatori che si recano negli uffici regionali.
La Segreteria generale, per la sua posizione in corrispondenza dell'entrata del pubblico nella tribuna del Consiglio regionale nei giorni di seduta, si trova esposta, finito l'orario di lavoro del personale e degli uscieri addetti, alle ore 17, al rischio concreto che chiunque possa accedere senza controllo alcuno a tutti gli uffici, dove sono stati riscontrati usi di attrezzature per cui il controllo degli accessi è stato richiesto concordemente da tutti i dirigenti della Segreteria generale per gli stessi motivi per cui da anni tale controllo funziona, senza alcun problema, all'Assessorato alle finanze.
Il sistema di accesso incontrollato a tutte le ore, anche fuori dell'orario di lavoro dei dipendenti regionali e nei giorni di sabato, finora adottato, ha dato luogo negli ultimi anni a numerosi episodi spiacevoli che si possono ricondurre a tre tipi fondamentali e di cui sono stati bersaglio soprattutto gli uffici che si trovano ai primi piani del palazzo:
1) i furti ai danni del personale che lavora sono sempre più numerosi;
2) uso di attrezzature degli uffici da parte di estranei con conseguenti costi a carico dell'Amministrazione, vedi fax, telex, telefoni, fotocopiatrice e assenza di tutela che i dati gestiti con attrezzature informatiche non vengano manipolati nei periodi di assenza del personale; manomissione o copiatura di documenti d'ufficio che rimangono sulle scrivanie dopo l'orario di lavoro e chiunque entrando può riprodurre e portare via senza alcun controllo, essendo a tal fine assolutamente insufficiente la presenza degli uscieri nell'atrio del palazzo regionale, anche per l'esistenza di altri accessi al palazzo che sfuggono comunque a qualsiasi controllo, anche a quelli del custode; come dai locali dell'ex garage al piano sotto terra.
3) accessi agli uffici di persone malintenzionate, soprattutto negli orari in cui si ha la chiusura degli uffici regionali; ed è di pochi giorni fa che un'usciera del palazzo è stata schiaffeggiata da un signore.
D'altra parte si tratta di misure già largamente adottate da tutte le pubbliche amministrazioni di certe dimensioni, non solo mini-steriali come affermato nell'interpellanza, ma anche dalle Ammi-nistrazioni regionali presso le quali frequentemente il controllo degli accessi è attuato con forme molto più restrittive e cioè richie-dendo un documento di identità a tutti i visitatori che si recano negli uffici regionali.
Al fine di avere un quadro su come si comportano altre Amministrazioni regionali, si possono fornire le seguenti informazioni desunte dalle stesse amministrazioni:
a) è richiesto per l'accesso un documento d'identità nelle seguenti regioni: Basilicata, Lazio e Veneto;
b) è richiesto un documento di identità più il rilascio di un passing dalle regioni Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana;
c) è richiesto solo il rilascio di un tesserino dalle Regioni Calabria e Friuli-Venezia Giulia.
Non risulta attuata nessuna forma di controllo, fra queste elencate, dalle regioni Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria e Trentino Alto Adige, ma ciò non significa che il pubblico prima di accedere agli uffici regionali non compili moduli del tipo adottato dall'Assessorato alle finanze, poiché queste modalità variano addirittura da Assessorato ad Assessorato soprattutto quando sono situati in sedi diverse.
Dai dati riportati si può desumere come un gran numero di regioni, 11, adotti il controllo degli accessi richiedendo il documento d'identità per tutto il periodo in cui il visitatore rimane negli uffici regionali.
Sulla legittimità di questa procedura, sul fatto cioè se sia consentito ad un ente pubblico, come un'amministrazione regionale per di più sede di Prefettura e sede del Consiglio regionale, richiedere ai visitatori che accedono agli uffici regionali un documento d'identità, la Questura di Aosta, interpellata, non ha sollevato il minimo dubbio in quanto trattasi di misura che, per motivi di sicurezza, è largamente diffusa presso tutte le pubbliche amministrazioni, anche non ministeriali.
Per quanto concerne la sicurezza in casi di incidenti rilevanti, la Giunta regionale aveva conferito con deliberazione 3601 in data 20 aprile 1990, alla SETTA S.a.s. di Saint-Christophe, l'incarico di uno studio per la sicurezza del palazzo regionale, studio consegnato all'Amministrazione regionale alla fine del 1991 e fra l'altro conteneva l'indicazione per il controllo degli accessi.
L'esigenza manifestata da tutte le strutture regionali di disporre, al fine di evitare il ripetersi dei fatti sopra citati, sempre più numerosi soprattutto nel palazzo regionale, di sistemi orientati e garantire la sicurezza degli ambienti di lavoro, ha spinto di recente la Giunta regionale a presentare apposito disegno di legge finalizzato all'adeguamento tecnologico degli edifici sede degli uffici regionali.
L'introduzione del controllo degli accessi mira a realizzare la rile-vazione delle presenze dei dipendenti e la gestione dei visitatori.
Nell'ambito di quest'ultima saranno valutate forme di eventuali moduli da compilarsi da parte dei visitatori, moduli che del resto sono stati adottati da molti anni già dall'Assessorato alle finanze ed in parte anche dal servizio del personale e che non hanno mai dato adito ad alcuna forma di protesta da parte del pubblico che si reca in detti uffici.
I moduli che sono stati usati in via sperimentale - e sottolineo sperimentale - alla Segreteria regionale, sono identici a quelli tuttora in uso all'Assessorato alle finanze e non hanno alcuna finalità di controllo, ma semplicemente lo scopo di organizzare l'afflusso del pubblico in un ufficio e permettere all'Ammi-nistratore o funzionario di essere avvertito dall'usciere che ci sono persone che intendono conferire con lui, al di fuori di un normale appuntamento che in genere viene fissato quando si tratta di argomento piuttosto complesso.
Anche perché succede sovente che se l'Amministratore o il funzio-nario è già occupato con persone con cui ha fissato in precedenza appuntamenti, il sistema del modulo può evitare inutili attese.
Si tratta di moduli in uso presso diverse Amministrazioni pubbliche, non solo ministeriali, che non sono soggetti a nessun controllo da parte di nessun dirigente e che hanno l'unica finalità di disciplinare l'afflusso del pubblico che, in giornate come il martedì o in giornate in cui il Consiglio regionale si riunisce, sfugge per il numero anche al controllo degli uscieri o del custode.
Poiché la loro adozione è stata fatta in modo sperimentale, il problema di una modulistica bilingue sarà affrontato nel caso in cui si decidesse una loro adozione generalizzata per tutti gli uffici che hanno sede nel palazzo regionale.
PresidenteLa parola al Consigliere Louvin.
Louvin (UV) Le Président du Gouvernement a bien voulu nous donner un certain nombre de détails sur cette question et répondre en manière exhaustive aux questions qui étaient posées.
Je pense que en effet le problème est plus vaste qu'il ne parait. Donc il ne s'agit pas simplement d'une question concernant la Présidence du Gouvernement, mais tout l'ensemble des services publics régionaux.
Je crois qu'il y a l'exigence de mettre d'accord d'un côté la facilité d'accès et de l'autre le contrôle et la sécurité.
Même si le problème de sécurité des employés me parait dans l'ensemble beaucoup moins grave qu'ailleurs et les problèmes que vous avez évoqués concernant des vols et concernant l'emploi des matériaux de la part de personnes non appartenant pas à cette Administration, n'ont jamais été évoqués, jusqu'à présent, n'ont jamais eu de publicité.
Je crois qu'il y a, dans le sillon de quelque chose qui s'est passée dans d'autres administrations, il y a intérêt à contrôler davantage soit la présence des employés, soit l'emploi de certains instruments.
Vous avez parlé du téléphone et du téléfax: je suis tout à fait d'accord pour ce qu'il y ait un contrôle plus serré sur ces instruments qui portent les frais de l'Administration à des chiffres assez élevés.
Une Commune de Ligurie, il y a quelque temps, a récupéré des centaines de millions grâce aux contrôles des appels téléphoniques qui sont faits même de la part des dépendants. Donc, si vous allez dans cette direction, monsieur le Président, pour ce qui me concerne, vous avez mon adhésion personnelle.
Pour ce qui concerne le caractère expérimental que vous avez donné à cette initiative, nous souhaiterions être mis au courant sur les temps et les délais qui seront prévus pour la mise en régime de ce système, tout en croyant que un contrôle, un filtre véritable ne pourrait être correctement fait que en bas, non pas à l'entrée de ce service, monsieur le Président, mais directement en bas, au rez de chaussée de ce palais.
Parce que une fois que l'on est dans le circuit, beaucoup de choses sont possibles.
Si le contrôle se fait en bas, que ce soit pour les dépendants ou pour les personnes qui veulent accéder aux bureaux, je pense que nous aurons un résultat nettement meilleur.
Nous suivrons avec attention les prochaines étapes de cette modernisation des systèmes de contrôle de votre part.
Presidente La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) Soulignant ce que monsieur Louvin vient de dire pour ce qui concerne l'emploi des communication techniques, téléphoniques et téléfax, de la part de personnes qui ne sont pas autorisées et pour des buts qui ne sont pas ceux de l'Administration régionale, je voudrais dire à titre personnel, purement personnel, que j'ai fait quelques expériences en matière, que je suis absolument contraire à tout "passi" - comme on l'appelle dans les ministères romains et dans d'autres administrations.
Cela n'existe que dans notre pays: en Suisse, en France, en Allemagne, en Angleterre, vous entrez dans les bureaux publics, on vous demande votre nom et vous parlez avec les responsables directement, qui soient ministres, qui soient secrétaires, sans besoin de pass. J'ai fait moi-même l'expérience d'attendre trois quarts d'heure, au Ministère de l'Agriculture à Rome, avant qu'on s'aperçoive que j'avais peut-être un titre pour parler au Ministre de l'agriculture, supérieur aux dames qui allaient faire leurs emplettes au marché spécialisé pour les dépendants du ministère de l'agriculture, et qui me passaient devant en masse.
Le "passi" est un instrument antidémocratique.
Dans un pays civilisé on entre, on demande quel est l'Administrateur, quel est le fonctionnaire, sans besoin d'avoir un papier pour entrer. C'est une opinion personnelle, je la défendrai toujours: je suis contre toute forme de autorisation pour aller parler avec un Administrateur.
(... interruzione ...)
... on m'avait garanti qu'il y avait quelqu'un qui voulait me tuer: c'était le moment d'un certain terrorisme.
J'ai imaginé le nombre de bouteilles de Champagne qu'on aurait bu en Vallée d'Aoste si jamais cela s'était passé, mais malgré cela nous avons maintenu le droit de tout citoyen valdôtain d'entrer dans les bureaux publiques sans besoin de déclarer qui il est, qui était sa mère, son grand-père ou autre chose de ce genre.
