Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3358 del 6 maggio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3358/IX Lavori di manutenzione straordinaria della telecabinovia Aosta-Pila. (Interrogazione)

Cout (Presidente) Do lettura dell'interrogazione in oggetto.

Interrogazione Accertato che la telecabinovia Aosta-Pila ha avuto ulteriori fasi di sosta forzata per opere di manutenzione straordinaria;

il sottoscritto Consigliere regionale

interroga

L'Assessore competente per sapere:

1) a quanto assommano i costi di manutenzione straordinaria dalla data della messa in esercizio della cabinovia e per quanti giorni gli impianti sono stati inattivi;

2) se la Giunta regionale ha provveduto ad approvare il certificato di regolare esecuzione delle opere e gli atti di collaudo dei macchinari e delle attrezzature;

3) copia delle relazioni tecniche sottoscritte da chi ha elaborato il progetto e presieduto alla direzione dei lavori, nonché alla direzione dell'impianto.

Presidente La parola all'Assessore dei lavori pubblici, Martin.

Martin (ADP) Gli interventi di manutenzione straordinaria effettuati dalla data di messa in funzione dalla telecabina, che, ricordo, è il febbraio 1988, sono stati i seguenti: il primo intervento riguarda le modifiche alle morse e l'ammodernamento degli apparati elettromeccanici per 357 milioni circa; un secondo intervento riguarda la sostituzione di pulegge e modifica agli apparati meccanici di linea per circa 177 milioni; infine c'è stato un impegno di 1.451 milioni che sono suddivisi in due interventi: per 948 milioni interventi per migliorare la funzionalità del servizio riguardante gli edifici della stazione di Pila, di Les Fleurs e di Aosta, e per 502 milioni per altri ammodernamenti di apparati elettromeccanici della linea. Il totale degli interventi, assomma quindi a circa 2 miliardi.

Vi è da ricordare che l'impianto di telecabina Aosta-Pila ha effettuato in questi cinque anni di servizio 15.000 ore di lavoro, ammontare che è pari a tre volte il lavoro medio che un normale impianto funiviario effettua nello stesso periodo. Questo per dire che è un impianto molto molto sollecitato.

La telecabina è un impianto, a quanto dicono i progettisti ed i tecnici, eccezionale nel suo genere per la lunghezza e la potenza; è tuttora il più potente d'Europa in questo settore. E' un impianto di notevole complessità, con un elevato numero di apparati meccanici distribuiti sulle quattro stazioni ed è chiaro che le condizioni di esercizio continuato a cui è soggetto - ricordo che sono circa undici mesi all'anno per una media di circa otto ore al giorno - hanno naturalmente causato un carico di lavoro molto gravoso su tutti i componenti meccanici ed elettrici a cui è riconducibile l'origine di alcune avarie e la causa dell'elevata usura delle apparecchiature.

I giorni di inattività sono stati in totale 209 e hanno avuto il seguente calendario:

- dal 20 aprile al 6 giugno del 1990, quindi per giorni 49, per la riparazione di due pulegge presso la stazione di Pila;

- il 19 febbraio 1991, per un giorno solo, per la saldatura di una puleggia della stazione di Aosta;

- dall'8 aprile al 10 luglio 1991, per giorni 94, per la sostituzione di pulegge alla stazione di Aosta;

- dal 26 ottobre al 2 dicembre 1991, per giorni 38, per sostituzione di pulegge di rinvio di Aosta e pulegge di rinvio di Pila;

- dal 28 gennaio al 24 gennaio 1992, quindi per giorni 3 complessivi, per un guasto di un riduttore alla stazione di Plan Pra;

- dal 23 marzo al 15 aprile 1992, per giorni 24, per l'avaria al cuscinetto della puleggia di rinvio di Pila.

La Giunta regionale ha naturalmente approvato il certificato di regolare esecuzione delle opere e gli atti di collaudo dei macchinari e delle attrezzature e ci sono naturalmente questi atti.

Pregherei invece il Consigliere interrogante, Bich, che chiede copia delle relazioni tecniche sottoscritte da chi ha elaborato il progetto, di usare la cortesia, visto che si tratta di parecchio materiale, se vuole guardare questi elaborati, che sono certamente a disposizione, e di recarsi presso l'ufficio, ai lavori pubblici, il quale è già stato messo al corrente ed è a disposizione del Consigliere, oltre che per far vedere gli elaborati tecnici e quant'altro dovesse essere necessario, anche per fornire tutte le delucidazioni che il Consigliere volesse avere. Il tecnico referente per questo progetto è il geom. Grosso.

Presidente La parola al Consigliere Bich.

Bich (GM) Sono soddisfatto per la completezza della risposta, la puntualità delle argomentazioni e quant'altro mai - questo verso l'Assessore - ma assolutamente insoddisfatto della risposta tecnica che dà l'impianto.

L'impianto sarà sottoposto a sollecitazioni massime, è un impianto che non è nuovo; prima con delle tecnologie meno avanzate avevamo un impianto che lavorava appieno, qui abbiamo addirittura un 20 per cento delle giornate di esercizio dovute a manutenzioni straordinarie.

Abbiamo un fattore di rischio che è abbastanza elevato, dal momento che si sono già cambiate - come ha sottolineato l'Assessore - le pulegge di rinvio dell'impianto stesso. Questo vuol dire che se le pulegge avessero ceduto allo sforzo, avessero ceduto alle sollecitazioni dell'impianto, avremmo potuto avere anche dei danni gravi, non solo ai materiali, ma anche alle persone.

Quindi, di fatto, questo impianto si è manifestato a rischio, non solo, ma è un impianto che sembrava il fiore all'occhiello dei sistemi di risalita della nostra regione, invece ha creato non poco disdoro, dal momento che si sono verificate casistiche che ne hanno veramente messo in dubbio l'affidabilità. Fermate per ore, persone costrette a sobbarcarsi disagi notevolissimi, gente che ironizzava dicendo: "Perché non mettete le scalette di corda per poter discendere dall'impianto?". Una serie di cose che sono state molto spiacevoli.

Allora perché io ho posto all'attenzione il punto 3, non solo copia delle relazioni, ma se la Giunta ha provveduto ad approvare il certificato di regolare esecuzione. E' vero che la società che ha costruito questa telecabinovia è fallita, quindi non si può agire per risarcimento dei danni, ma di fatto un danno l'Amministrazione l'ha avuto e anche molto oneroso.

Non è il caso di imbastire un'indagine più approfondita per conoscere quanto meno le responsabilità? Non è possibile che, a valle dei certificati di regolare esecuzione, quando intere schiere di tecnici hanno sottoscritto l'ottimizzazione di questo tipo di progetto e l'esecuzione dei lavori, poi alla fine si verifichino queste cose. Anche perché 2 miliardi, per adesso, su cinque anni di esercizio rappresentano un'entità elevatissima; c'è stato un insieme di operazioni di manutenzione straordinaria di cui non si conosce la fine.

Adesso è la puleggia di rinvio a valle, poi sarà quella di Plan Pra, poi sarà quella di Pila, saranno altre parti dell'impianto: mi sembra che dovrebbe essere fatto un po' il punto della situazione. Credo che non sia sufficiente stanziare dei quattrini, ma bisognerebbe cercare un po' di più le responsabilità.

Quindi in questo senso mi sembra sia dovuta una maggiore attenzione da parte dell'Amministrazione per individuare le responsabilità ed eventualmente iniziare dei procedimenti del tipo della responsabilità contabile.

Si è esperita questa procedura nei confronti degli amministratori per molto meno, non si capisce perché i tecnici devono essere salvaguardati da queste condizioni. Non si capisce neppure perché gli enti collegati, che in qualche modo gestiscono, devono avere i rimborsi a piè di lista per le manutenzioni straordinarie, che non sono per niente dovuti.

La parola "manutenzione" non vuol dire niente; si sta di fatto provvedendo alla ristrutturazione totale, globale, dell'impianto di risalita, quindi secondo me l'Amministrazione regionale deve tutelarsi, deve prendere una posizione di maggiore rigidità, miglior controllo.

Viceversa, questo impianto non sapremo dove ci può portare per altri interventi straordinari per tenere in piedi, tra l'altro, una struttura che comunque resta tuttora a rischio. Né si conosce, perché l'interrogazione peraltro non ne ha fatto riferimento, qual è poi il costo di esercizio di questo impianto; è un costo elevatissimo e non so se vale la pena che sia effettuato in queste condizioni.

Quindi dichiaro, sotto questo aspetto, la mia insoddisfazione per gli indirizzi che si sono voluti dare.