Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3182 del 28 febbraio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3182/IX Approvazione del programma dei lavori di competenza della soprintendenza regionale per i beni culturali ed ambientali (beni architettonici e artistici) per l'anno 1992.

Presidente Propongo di trattare assieme i due argomenti iscritti ai punti n. 59 e 60. Do lettura della prima deliberazione.

Deliberazione Il Consiglio regionale

Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

delibera

1) di approvare, in via di massima, il programma di opere di pubblica utilità per l'anno 1992 di competenza della soprintendenza per i beni culturali (beni architettonici e artistici) per un importo di spesa complessivo di lire 5.480.000.000 (cinquemiliardiquattrocento-ottantamilioni) -

tabella: (...omissis...)

2) di delegare la Giunta regionale ad assumere, per le opere elencate, le decisioni relative all'approvazione dei progetti, all'appalto ed all'esecuzione dei lavori, all'approvazione dei finanziamenti ed alla liquidazione delle spese nei limiti degli stanziamenti recati dai corrispondenti capitoli di bilancio;

3) di autorizzare la Giunta regionale a derogare all'ordine di priorità delle opere, quale indicato nelle tabelle di programma, nei casi in cui motivi tecnici e di opportunità lo rendano necessario;

4) di autorizzare la Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento regionale 5 febbraio 1962, e successive modificazioni ed integrazioni, a superare il limite massimo di spesa di cui al medesimo regolamento regionale per l'esecuzione dei servizi, di opere e di lavori in economia, sino all'importo massimo indicato nei singoli interventi previsti dal piano, da finanziare sul capitolo 65920 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1992;

5) di autorizzare la Giunta regionale ad approvare un piano di lavori aggiuntivo nel caso che nuovi fondi di rendessero disponibili in sede di assestamento di bilancio.

Presidente La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) Emetto una ferma protesta, perché mi sembra di essere, come Consigliere, nella media per quanto riguarda tenere le natiche sulla sedia e al di sotto della media per quanto riguarda gli interventi fiume, adesso io dovrei attirarmi l'odio di tutti i consiglieri e della signora Monami, perché bisogna discutere d'urgenza due argomenti di questo genere e, di conseguenza, praticamente fare un dialogo a due o a tre con l'Assessore Pascale.

Visto però che le cose stanno così, vuol dire che faremo questo dialogo assieme, peggio per voi. Qui ci sono delle incongruenze a nostro avviso abbastanza pesanti, 530 milioni per la casa del custode del Castello di Gressoney e 150 milioni per i siti di Villeneuve e soprattutto di Vollein, già alcuni decenni or sono mi ero arrabbiato perché Vollein era stato lasciato in stato di abbandono e tutto quanto e ancora è restato lì. Qui si aprono i cantieri, si aprono i buchi e non si chiudono mai.

(...commento fuori microfono...)

Ma le cave possono poi diventare economicamente interessanti dopo diversi anni.

Qui c'è un degrado, il sito di Vollein è una cosa eccezionale, non apriamo altri discorsi di questo genere.

Ad un certo momento si parla di un'indagine archeologica per quanto riguarda il sito dell'albergo Alpino; io faccio quasi sempre quella strada per andare a casa, non vorrei nei prossimi 10 anni avere la gioia di rischiare di cadere in un buco aperto e mai chiuso. Facciamo anche delle scelte di non fare certe cose e non aprire altri cantieri e chiudiamo quelli che sono in corso.

Ho cercato di essere il più breve possibile.

Presidente La parola al Consigliere Faval.

Faval (UV) Devo aggiungere a quanto ha detto il mio collega Andrione che siamo piuttosto delusi dalla presentazione di questo programma, perché l'anno scorso in occasione della votazione dello stesso programma e in occasione della votazione del bilancio per il 1992, avevamo richiesto - e l'Assessore ci aveva promesso che l'avrebbe predisposto - un discorso diverso rispetto a questi interventi.

Noi avevamo richiesto in modo esplicito - e ripeto oggi la richiesta - di avere un programma che non sia soltanto l'indicazione dei siti nei quali si va ad intervenire o dei monumenti sui quali si operano dei restauri o degli interventi conservativi, il programma dovrebbe anche consistere, soprattutto ci auguriamo, nell'indicazione dei tempi relativi alla realizzazione di una serie di progetti che sono depositati presso gli uffici da troppo tempo.

Chiedo scusa se ripeto sempre le stesse cose, ma malauguratamente ci ritroviamo nella situazione di doverlo fare.

Il percorso che dovrebbe consentire la visione del foro romano, la parte archeologica sottostante alla cattedrale, il criptoportico e il foro; il progetto è lì da tantissimi anni, abbiamo degli interventi spezzettati, non coordinati, un po' da una parte, un po' dall'altra, non vediamo la luce di interventi tra l'altro costosissimi.

Volevo ricordare che per la paleocristiana che abbiamo sotto la cattedrale, soltanto per il percorso, abbiamo speso oltre 500 milioni con quattro anni di realizzazione, oltre a progettazione, eccetera, da una parte.

Dall'altra, di fronte a situazioni allarmanti da questo punto di vista, perché non vediamo la fine dei lavori, non vediamo la fine di un discorso che abbia un minimo di attenzione a quella che è la fruizione dei beni, perché questo continua ad essere un intervento per pochi eletti - quelli che intervengono all'interno di questi siti archeologici - la comunità non ha nessunissima possibilità di conoscere e di sapere.

Nonostante questo si richiede e si programma di aprire altri cantieri; questo veramente mi pare contraddittorio ed inaccettabile. Abbiamo già tantissime, io mi permetto di dire troppe, occasioni per bloccare lavori e interventi di vario genere, non andiamo a cercarne, mi sembra veramente una forma di masochismo.

Vista l'ora tarda io rinuncio a fare delle osservazioni, delle richieste e delle delucidazioni su singoli argomenti riguardanti l'elenco che ci è stato presentato dall'Assessore, gli chiedo però che intenzione ha, questa è una questione squisitamente politica direi, nel senso che l'Amministrazione sceglie un certo modo di intervenire nel settore dell'archeologia.

Non possiamo continuare a spendere - qui abbiamo spese per 6 o 7 miliardi - centinaia di miliardi in questo settore, checché ne dica qualcuno che si è scoperto di recente archeologo.

L'attenzione che l'Amministrazione regionale della Val d'Aosta ha dato a questo settore non so dove possa trovare pari attenzioni in altre regioni ed anche a livello di Stato, però a questo punto un programma e un punto di arrivo ce lo dobbiamo dare, perché il cittadino non accetta che si continuino a spendere somme così ingenti senza avere, tra l'altro, nessunissima informazione e senza sapere dove si va a parare.

Questo è quello che dicono i cittadini, ma che dobbiamo dire anche noi, perché mi pare che neanche l'Assessore lo sappia.

Presidente Parola all'Assessore del turismo, sport e beni culturali, Pascale.

Pascale (PSI) Credo che l'abbinamento dei due oggetti abbia creato una discussione forse un po' confusa, perché per quanto riguarda i beni architettonici gli interventi sono diretti essenzialmente ai castelli ed ai monumenti e lì la scelta che si è fatta è quella di andare ad ultimare le opere che erano iniziate, o quanto meno a rendere questi castelli completi per la fruizione da parte dei turisti.

Ad esempio, Castel Savoia, da anni si diceva che bisognava mettere a posto quelle due cascine che ci sono, una come ristrutturazione della casa del custode e l'altro intervento per il ristorante, per il quale è previsto il primo lotto, perché la progettazione è ancora in corso.

Castello di Verrès, tutta una serie di lavori per spostare le fognature, per spostare i servizi igienici, eccetera.

Castello di Sarre, vorremmo arrivare ad aprirlo l'anno prossimo, ma non so se ci riusciamo, comunque c'è un intervento massiccio per poter arrivare ad ultimare il castello di Sarre e così via discorrendo.

Per quanto riguarda invece gli scavi archeologici, ripetiamo un discorso che purtroppo abbiamo già fatto e continueremo a farlo, perché non è che le cose da dieci anni o da venti anni a questa parte siano cambiate, io credo che nessuno - neanche un archeologo - sia in grado di dire quando apre uno scavo quando lo chiuderà, perché non sa cosa trova, primo. Vero è che invece dobbiamo dire - e mi pare che stiamo imboccando questa strada - che prima di andare ad aprire altri scavi dobbiamo chiudere quelli esistenti.

A me pare che il programma che ho presentato vada in gran parte in questa direzione, perché gli interventi previsti sono Villa romana, perché vogliamo finalmente completarla; adesso stanno facendo i lavori per la sistemazione esterna, si tratta di andare all'interno a restaurare quello che c'è e poi è finita. Per quanto riguarda le Terme romane siamo all'ultimo lotto, quindi copertura del secondo lotto e poi scavo del terzo ed ultimo lotto; è scritto così "ultimazione dello scavo" e dovrebbe chiudersi anche quello.

Per Vollein, qui non compare, ma io ho già affidato la progettazione di uno studio di fattibilità per una copertura di Vollein di cui si discuteva da anni; vedremo attraverso lo studio di fattibilità come coprire e come valorizzare la necropoli di Vollein.

Qui sono previsti solo 150 milioni, in parte per Villeneuve e in parte per Vollein, solo per acquisire la documentazione scientifica ed il materiale da esporre nel museo, perché purtroppo su questo pare che ci sia poi poco da esporre nel museo; quindi è un intervento finalizzato.

Per quanto riguarda l'albergo Alpino non è che andiamo ad aprire uno scavo, quello è un sondaggio che ci è stato chiesto in via preliminare prima di iniziare i lavori, proprio per evitare che poi, quando iniziano i lavori per la ristrutturazione, vengano bloccati; quindi sono sondaggi, direi a carattere istituzionale, che noi facciamo, con interventi che facciamo in alcuni edifici del centro storico in via cautelativa.

Quindi l'unico scavo che viene aperto è quello che riguarda il colle del Gran San Bernardo, quella che è la strada romana delle Gallie; non mi pare che noi apriamo con questo provvedimento altri scavi, semmai cerchiamo di terminare i lavori iniziati negli anni precedenti.

Io concordo con il Consigliere Faval che sarebbe bene fare come per i lavori pubblici, ma anche lì non so se i lavori pubblici sono in grado di dire quando inizia un'opera e quando finisce.

Lo scorso Consiglio ho fatto la storia della copertura dell'angolo della cattedrale; ci abbiamo messo un anno e mezzo, credo stiano finendo adesso i lavori, eppure io l'anno scorso, quando ho portato il provvedimento in Consiglio, sarei stato pronto a giurare che in 3 mesi finivano, perché quelli erano i tempi ragionevoli.

Tutta una serie di intralci burocratici, politici, eccetera, ha portato questi lavori a un anno e mezzo.

Io credo che nessun politico - se si parla di scelte politiche - sia in grado di dare sotto questo aspetto delle assicurazioni; quindi anche se come filosofia posso essere concorde, io credo che sul piano concreto bisogna fare i conti con quella che è la realtà.

Presidente La parola al Consigliere Faval.

Faval (UV) Io non vorrei essere stato frainteso, è chiaro che questo è un settore estremamente delicato dove è difficile fare delle previsioni al momento in cui si apre un cantiere, però quando abbiamo cantieri aperti da oltre venti anni, abbiamo sul piano politico il diritto di chiedere quando s'intendono chiudere e che tipo di fruizione intendiamo allestire per il pubblico.

Io credo che questo lo possiamo fare, non solo, ma dico che è scelta politica, per esempio, invece di portare in Consiglio regionale - come avrei voluto fare a suo tempo - un elenco così ampio e così vasto, condizionare gli interventi richiesti dagli uffici alla conclusione di determinati lavori. Questo, sul piano politico, si può fare.

Io credo - e mi permetto di dire - che questo sul piano politico, dopo oltre venti, venticinque anni per alcuni cantieri, si deve fare, non è più possibile sopportare che ci siano dei cantieri tipo quello che abbiamo tra la Rue de Tiller e la piazza della cattedrale, che ha causato inoltre anche inconvenienti di un certo tipo.

Questo io volevo dire e certamente non mi permetto di pretendere, nè da parte dell'Assessore, nè da parte dei responsabili dell'ufficio archeologia, previsioni di un certo tipo, però dopo venti si può e si deve pretendere una conclusione dei lavori con un'utilizzo da parte dei cittadini, da parte dei turisti.

Giustamente l'Assessore molte volte ha sottolineato come anche questi possano rientrare tra le offerte di alta qualità che la Valle d'Aosta può fare al turismo internazionale, benissimo, però non ci siamo, perché questi tesori dell'archeologia, dell'arte, sicuramente non sono fruibili.

Tra l'altro si mette talmente tanto tempo a fare certe cose, per cui, ad esempio per la villa romana, perché è detto qui, stiamo restaurando i manufatti che abbiamo fatto noi, non quelli dell'era romana, stiamo restaurando quello e questo è tragico.

Presidente Rinuncia ad intervenire il Consigliere Andrione, penso che possiamo quindi passare a votazione sull'oggetto n. 59 dell'ordine del giorno.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 22

Il Consiglio approva all'unanimità.