Oggetto del Consiglio n. 3046 del 23 gennaio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3046/IX Preoccupazione per le implicazioni della nuova legge venatoria in discussione al Parlamento. (Approvazione di risoluzione)
PresidenteDo lettura della risoluzione presentata dai consiglieri Maquignaz, Lavoyer, Gremmo, Ricco, Andrione, Bajocco e Milanesio:
Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Preoccupato per le profonde contraddizioni contenute nella nuova legge sulla caccia che nell'intento di mediare fra diverse convinzioni e posizioni sull'esercizio venatorio in realtà finisce con il non rispondere a nessuna;
Constatato che di fatto tale legge andrà a sovrapporsi alla competenza primaria in materia che spetta alla Regione Valle d'Aosta così come stabilito nello Statuto di autonomia, legge costituzionale della Repubblica italiana;
Considerato che, senza voler riproporre le ragioni dei pro e contro l'esercizio della caccia, la marmotta, è stata inopportunamente tolta dalle specie cacciabili;
Ricordato che questo animale, per lo meno in Valle d'Aosta, non è in via di estinzione, ma anzi è largamente diffuso in quasi tutte le valli;
Rilevato che l'Amministrazione regionale ha costantemente esercitato la propria competenza primaria in materia di caccia con attenzione agli usi e consuetudini della comunità valdostana;
impegna
il Presidente della Giunta a rappresentare al Parlamento le preoccupazioni della Regione per le implicazioni della nuova legge venatoria, soprattutto nella parte in cui questa appare lesiva delle competenze della nostra Regione.
Presidente Il Consigliere Maquignaz intende intervenire; la parola al Consigliere Maquignaz.
Maquignaz (AI) Per illustrare la risoluzione che ho presentato insieme alla maggior parte dei capigruppo presenti nel Consiglio regionale e per fare, nell'occasione, alcune considerazioni di carattere generale su questo problema che, nel nostro paese ed in tutto il mondo, ha creato dei grandi dibattiti che sicuramente meritano la massima considerazione, al di là delle polemiche e delle opposte contrapposizioni.
Recentemente, come tutti sappiamo, il Senato della Repubblica ha approvato la nuova legge sulla caccia, non rispettando, tra l'altro, quello che era il testo approvato dalla Camera dei deputati. Intendo ricordare in questa assemblea che il testo approvato dalla Camera, in qualche modo, era stato concordato e confrontato non soltanto con i rappresentanti della nostra Regione, ma anche con il Deputato Caveri e con il Senatore Dujany.
Questo confronto, certamente anche con le organizzazioni venatorie, ha portato ad un testo che non era evidentemente condiviso dalle organizzazioni venatorie, ma che comunque rappresentava una mediazione accettabile su un problema molto delicato. Purtroppo il Senato, su proposta della Commissione ambiente, oserei dire con un colpo di spugna - perché così le cose sono avvenute - ha modificato, per quanto ho potuto capire dalle prime notizie che abbiamo avuto, nella sostanza il testo approvato dalla Camera. Tra l'altro l'emendamento è stato presentato, lo ricordo, da un rappresentante della Democrazia Cristiana, dal Partito Democratico della Sinistra, dai Verdi e da altri.
Nell'emendamento si è tolta la famigerata marmotta attraverso una permuta, che considero non dignitosa, perché credo sia vera l'ipotesi secondo cui in quella sede si sarebbe permutato il fringuello con la marmotta, per il semplice fatto che il fringuello, rappresentando due milioni di doppiette, era molto più forte della marmotta che rappresentava soltanto quattro valdostani.
Questa è stata la realtà e questo è un comportamento che io intendo denunciare pubblicamente e condannare, al di là delle opinioni pro o contro la caccia, per quanto riguarda il metodo seguito. Non soltanto questo, ma seguendo un po' una lettura degli emendamenti, ci siamo accorti - mi sono accorto, perché credo che non si sappia ancora - che tra l'altro addirittura il nuovo testo stabilisce, a livello di legge-quadro, la data di apertura della caccia al camoscio al 1° ottobre, quando fino all'altro ieri la data di apertura della caccia era di competenza del Comitato regionale della caccia.
Anche in questo caso è stata scavalcata una competenza che era della nostra Regione e veniva delegata al Comitato caccia. Non soltanto, ma quello che è più grave è che addirittura il calendario venatorio dovrà essere adesso, con la nuova legge - così si legge nel testo - approvato "sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica di Bologna".
Mentre prima era una questione che interessava la nostra Regione, adesso il calendario venatorio, il regolamento, dovrà essere presentato per l'approvazione - non si capisce se vincolante o meno, perché dice "sentito" - addirittura a questo Comitato.
Voglio cogliere ancora l'occasione per fare alcune considerazioni più generali e per rispondere anche al giornalista Martinet, che su "La stampa" dell'altro ieri non ha usato mezzi termini nei miei confronti a proposito di questo problema. Parlando con lui, in modo amichevole oserei dire, gli feci notare che lui era in una posizione di vantaggio inquantoché, non avendo io uno strumento d'informazione attraverso il quale poter rispondere, mi trovavo un po' in difficoltà. Lui mi disse: "Ma è semplicissimo, basta che tu vai in Consiglio regionale e attraverso il Consiglio puoi rispondere". Io mi sono detto che forse ha ragione Martinet: pensandoci bene potrei scrivere una lettera a Martinet attraverso il Consiglio regionale.
Ieri sera, prima di andare a dormire, ho perso un'oretta per scrivere questa lettera che ora vi leggo e spero che avrete la pazienza di ascoltare, tanto dura solo una lettura di pochi minuti ed è comunque un argomento che riguarda l'oggetto del Consiglio e serve a motivare anche lo spirito di un cacciatore di montagna.
"Caro Martinet, le strumentalizzazioni sulla caccia sono state e sono tantissime, sia perché in effetti toccano sentimenti profondi dell'uomo, sia perché le varie posizioni assumono rilevanza politica ed economica.
La polemica in atto, come giustamente fai rilevare, dovrebbe porsi ad un altro livello, sta di fatto però che non siamo stati noi cacciatori ad utilizzare il sentimento dei bambini, legato al meraviglioso mondo di Topolino, perché devi sapere, caro Martinet, che anche noi cacciatori - ed anch'io - siamo stati bambini ed ai miei tempi il Topolino che veniva a me presentato era un grande cacciatore e io non tollero che il mio Topolino venga umiliato e bistrattato, anche se, a causa di Pippo, più volte mancava il bersaglio. Era quindi un cacciatore simpatico a voi ambientalisti ed anche agli animali che, grazie a Pippo, riuscivano a salvare la pelle.
Io però purtroppo simpatizzo di più per Paperino, che non sempre è riuscito a cucire rapporti di tenerezza con gli animali. Ti ricordo la storia del picchio che il nostro buon Paperino intendeva fotografare seguendo la moda dominante, storia che come tu sai si è conclusa con un diverbio feroce tra Paperino ed il picchio, a suon di fucilate, bombe ed altre armi che ora non ricordo".
Io con i Verdi sono come Paperino, caro Riccarand, non li posso vedere, anche se capisco che hanno una parte di ragione; una discussione tra me e loro finirebbe a fucilate.
"Ma noi viviamo in un regime democratico e le armi non si possono usare contro le persone; meno male per te, caro Martinet! Faccio per dire, perché il popolo mormora che sei un buon tiratore, forse anche un grande cacciatore.
Scherzi a parte, credi veramente che l'abolizione della caccia della marmotta sia così importante? Che ne dici tu, che meglio di me conosci i grandi meccanismi del potere, dell'ipotesi dell'avvenuta permuta tra il fringuello e la marmotta? Mi dici che devo difendere il fringuello, ti dirò che proprio non me la sento, perché non posso predicare bene e razzolare male, anche se per la verità non ho mai sparato ad un fringuello, che pesa sì e no venti grammi.
Mi dici che sono riuscito ad interpretare la vicenda venatoria come la storia di un attentato all'autonomia valdostana. Devi, se mi consenti, innanzitutto ammettere che la nostra Regione, in base all'articolo 2 dello Statuto, ha competenza primaria in materia di caccia e, per quanto mi è dato di capire sul piano giuridico, ha pure competenza nella scelta delle specie cacciabili. Credi veramente inoltre che i cacciatori abbiano perso il senso degli usi e delle consuetudini della nostra comunità?
Non so se ti ho convinto, o almeno suggerito un'ipotesi d'incontro, perché diciamo che il nostro obiettivo è quello di arrivare a delle ipotesi d'incontro in una materia estremamente difficile che crea delle polemiche laceranti.
Comunque, anche se non ti ho convinto, desidero ancora, prima di terminare, raccontarti un episodio e intendo raccontarlo anche ai miei amici e colleghi del Consiglio regionale che hanno sottoscritto l'ordine del giorno che ho presentato.
Una volta, quando ero bambino, mio padre, dopo il pascolo del mattino e nel poco tempo libero prima della mungitura, mi condusse a caccia, fiero del suo piccolo per il quale nutriva un amore grande, che da lui aveva conosciuto le tradizioni degli antichi avi. Allora il papà usava la vecchia doppietta del nonno che, a suo dire, sparava più lontano delle altre, forse perché - pensai io - era suo nonno ed era convinto che la sua doppietta sparasse più lontano delle altre. Le marmotte nel frattempo fischiavano beffarde pensando che i morsi che mi avevano dato mi avrebbero tenuto lontano da loro.
Mio padre preparò allora, in un luogo nascosto, con delle pietre, una piccola feritoia - il cosiddetto "bastoillon", che Lanièce conosce molto bene - e restammo accovacciati per qualche ora in silenzio. La marmotta finalmente uscì dalla sua tana con aria diffidente. Mio padre prese il fucile e mi invitò a sparare; lo presi tutto tremante e sparai. Andai di corsa a prendere la marmotta che avevo ucciso e che, per me, piccolo, era grande e pesante e rimasi impressionato dai suoi lunghi denti gialli ricurvi. La feci vedere a mio padre con grande orgoglio e soddisfazione; lui mi guardò con tenerezza infinita e si mise a piangere.
Non posso dimenticare quelle lacrime, non posso dimenticare quel mondo della mia infanzia, non posso abbandonare i miei sogni e soprattutto non posso abbandonare il mio piccolo Topolino cacciatore che voi ambientalisti volete uccidere".
Questa è una storia vera, anche se un po' fiabesca, che però serve a spiegare come uno può diventare cacciatore nella nostra regione senza essere animato da istinti criminali o istinti omicidi.
Tornando invece a quello che è l'ordine del giorno, che è una questione più tecnica, io credo che sia stato presentato nella massima serenità e che la risoluzione, sottoscritta dalla maggioranza dei capigruppo, affronti il problema della caccia con rispetto e tolleranza nei confronti delle varie posizioni e che, in modo particolare, sottolinei anche in questa materia l'esigenza di difendere quelle che sono le prerogative e le competenze della nostra Regione, competenze che sono sancite dallo Statuto speciale, legge costituzionale dello Stato.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Credo che il Consigliere Maquignaz si perda un pochino nelle fiabe e nella retorica, ma abbia un pochino una conoscenza approssimativa della normativa, perché mi sembra che abbia fatto una serie di affermazioni, che poi sono contenute anche nella risoluzione, che non dimostrano una conoscenza molto precisa di qual è la situazione giuridica per quanto riguarda la caccia.
Intanto qui si dice "è stata approvata dal Senato una nuova legge": non è vero, perché non è stata approvata nessuna nuova legge. Il Senato ha approvato un testo che presenta...
(commenti fuori microfono)
...Non è una nuova legge, ma è importante.
Presidente Stavo appunto facendo rilevare al Segretario del Consiglio che al primo capoverso "preoccupato per le profonde contraddizioni contenute nella nuova legge", non dovrebbe intendersi legge, ma proposta di legge che è in discussione. E' una cosa inesatta, non è ancora legge, è ancora in discussione, quindi direi che va modificato in quel senso.
Riccarand (VA) Quello che è importante è che noi ci troviamo di fronte ad un testo che è stato discusso alla Camera, è stato approvato alla Camera con un determinato contenuto, è stato esaminato dal Senato, il Senato ha introdotto alcune modifiche; adesso deve tornare alla Camera, e siccome la legislatura si chiude la settimana prossima, io credo che praticamente non ci sia nessuna probabilità che questo testo diventi legge. Si interromperà la sua procedura.
Fra l'altro le modifiche introdotte al Senato non solo hanno suscitato la reazione e l'ostilità del Consigliere Maquignaz, ma hanno suscitato l'ostilità e la reazione negativa di gran parte delle associazioni ambientaliste.
A parte il fatto dell'eliminazione, dall'elenco delle specie cacciabili, della marmotta, su cui siamo d'accordo, sono state introdotte altre modificazioni peggiorative che non ci sembrano assolutamente valide, per cui siamo d'accordo perfettamente nel ridiscutere e rivedere quel testo. Quindi ci troviamo di fronte ad un testo che è da discutere e non rappresenta sicuramente una nuova legge.
L'altra cosa che vorrei sottolineare e per questo dicevo che mi sembra non ci sia una conoscenza molto esatta di quello che sta succedendo, è che una serie di cose che il Consigliere Maquignaz ha detto erano già contenute nel testo approvato dalla Camera. Dice "il calendario venatorio che prevede dal 1° ottobre la caccia al camoscio": questo era già nel testo approvato alla Camera e non è stato modificato adesso dal Senato. E' tutta un'altra serie di cose.
Dobbiamo fare attenzione perché qui ho la sensazione che parliamo di una situazione che non è ben conosciuta. Ad esempio diciamo che lo Stato mortifica una competenza primaria della Regione, ma sappiamo esattamente cosa c'è scritto in questo articolato rispetto alle competenze delle regioni a statuto speciale o non lo sappiamo? Altrimenti parliamo a vuoto. Io non so cosa c'è scritto nell'ultimo testo del Senato approvato in Commissione. Allora come facciamo a dirlo?
La stampa non ha parlato delle competenze. Io ho l'articolo 1 del testo approvato dalla Camera dei deputati e rispetto alle competenze delle regioni a statuto speciale è molto chiaro, perché fa una chiara distinzione fra le regioni ordinarie e quelle a statuto speciale.
Leggo l'articolo 1, comma 1 e comma 2: dice "principi di fondo"; comma 3: "le regioni provvedono alla tutela ed alla gestione di tutte le specie della fauna selvatica in conformità alla presente legge, alle convenzioni internazionali, alle direttive comunitarie". Si parla delle regioni. Comma 4: "le regioni a statuto speciale e le provincie autonome provvedono in base alle competenze esclusive, nei limiti stabiliti dai rispettivi statuti". Allora come si fa a dire che non è rispettata la competenza?
Scusate, ma qui mi sembra che non si sia ben documentati sul contenuto di questa legge. Io ho il testo approvato dalla Camera dei Deputati, non mi risulta che su questo punto specifico delle competenze ci siano state modifiche rispetto al testo del Senato, però il testo del Senato io non ce l'ho, comunque la discussione che si fa è su altre modifiche, ma non su queste cose che credo non siano state toccate. Mi sembra che questo sia un testo che salvaguarda come pochi altri le competenze delle regioni a statuto speciale, allora come facciamo a dire che qui si attenta all'autonomia della nostra Regione?
Scusate ma stiamo dicendo una cosa che non ha fondamento, che non ha nessuna base, che deriva soltanto da una non informazione sul contenuto delle leggi che si stanno discutendo, quindi io credo che sarebbe opportuna un pochino più di cautela in questa discussione. Mi sembra che il ricorso al pietismo, ai sentimenti, eccetera, che il Consigliere Maquignaz ha aspramente stigmatizzato nel suo comunicato stampa, sia lo stesso metodo con cui ha fatto ricorso oggi con la letterina a Martinet, eccetera. Ha usato gli stessi strumenti.
Facciamo un po' di retorica, un po' di folklore, ma poi non conosciamo i dati reali della situazione. La mia sensazione è questa, perché se il Consigliere Maquignaz dice che il testo della Camera andava benissimo, adesso il testo del Senato non va più bene ... Tu hai detto quello: "Il testo della Camera andava bene, concordato coi nostri parlamentari"...
(...interruzione...)
Può darsi, ma io ho sentito prima che sembrava che uno andasse bene e l'altro non va più bene.
Una delle differenze è che è stata tolta dall'elenco dei cacciabili la marmotta; quello può essere un elemento di discussione, ma anche qui andiamo a verificare le competenze reali che noi abbiamo su queste cose. Esercitiamole queste competenze!
Guardate che la nostra Regione non ha esercitato questa competenza, perché noi siamo privi di una legge organica sulla caccia. La nostra normativa, del tutto inadeguata, sulla caccia, che non costituisce legge organica sulla caccia, è del 1973 ed è precedente a tutta una serie di norme non solo italiane, ma internazionali, che devono essere recepite.
E' precedente a tutta una situazione di evoluzione, di sensibilità, eccetera, per cui mettiamo mano ad una legge regionale sulla caccia, com'è nelle nostre competenze, come ci è richiesto dal mondo venatorio, dalle associazioni ambientaliste.
Il nostro gruppo questo dovere lo sta facendo, perché noi abbiamo presentato proprio venti giorni fa, dieci giorni fa, una proposta di legge di disciplina dell'attività venatoria in Valle d'Aosta; allora su questo andiamo a discutere. La terza Commissione ha avviato l'istruttoria su questa legge-quadro, abbiamo deciso di fare una serie di audizioni in cui sentiremo tutte le associazioni - da quelle venatorie a quelle ambientaliste - in quella sede facciamo anche un esame, sicuramente doveroso, rispetto alla normativa che sta venendo avanti a livello nazionale, rispetto alle esigenze che ci sono, e quindi andiamo a fare una legge regionale nostra, che valorizzi le nostre competenze, che rappresenti un'organizzazione adeguata della disciplina della caccia in Valle d'Aosta. Ma non tranciamo dei giudizi sulla base di notizie che sono molto confuse e sulla base di una reazione determinata fondamentalmente da un fatto molto circoscritto e limitato, come quello della marmotta.
Capisco che questa cosa della marmotta possa aver dato fastidio al Consigliere Maquignaz, io però gli faccio anche presente che la situazione attuale è che la normativa italiana non consente la caccia alla marmotta. La caccia alla marmotta è vietata. Il testo approvato dalla Camera introduceva la possibilità della caccia alla marmotta soltanto dal primo ottobre, ora credo che il Consigliere Maquignaz sappia benissimo che le marmotte in Valle d'Aosta vanno in letargo proprio nei primissimi giorni di ottobre.
Io ho letto lo studio di Ivana Grimod sulla marmotta in Valle d'Aosta, ci sono le date zona per zona e credo che pochissime marmotte potevano essere comunque cacciate col testo della Camera dei deputati. Allora, ripeto, fra il testo della Camera ed il testo del Senato non ci sono queste fondamentali modifiche, come se fosse stato stravolto tutto; c'è un'impostazione che può essere ritenuta positiva o negativa, ma che sostanzialmente non è molto valida. Anche noi non siamo d'accordo sul testo, totalmente, perché ci sembra ancora inadeguato, per motivazioni diametralmente opposte probabilmente a quelle del Consigliere Maquignaz.
Se vogliamo entrare nel merito è un discorso, ma se vogliamo fare affermazioni di principio sull'autonomia, sulle competenze, guardate che stiamo andando fuori dal seminato, stiamo dicendo cose che non hanno nessuna attinenza con quello che c'è scritto nella norma di legge; quantomeno nel testo che io ho, che è quello licenziato dalla Camera dei deputati il 23 maggio 1991, perché dice delle cose molto corrette dal punto di vista delle competenze. Del resto, visto che noi abbiamo questa competenza scritta a chiare lettere, esercitiamola; non c'è mica bisogno che aspettiamo la legge-quadro nazionale per fare la nostra legge sulla caccia: facciamola questa legge!
Sono state elaborate dagli uffici almeno, credo, tredici bozze nel corso degli anni, tredici bozze di disegni di legge che non hanno mai visto la luce.
Adesso c'è una proposta che è depositata, andiamo a discuterla, sentiamo tutte le parti; chiaramente alla fine verrà fuori una mediazione, perché questo è inevitabile, però cerchiamo di fare, quantomeno, una buona legge di principio, una buona legge organica, che ci permetta di superare alcune cose assolutamente negative che ci sono nella situazione attuale. Se questo è l'impegno io credo che si possa lavorare, si possa arrivare nell'arco di pochi mesi ad avere finalmente un'applicazione delle nostre competenze.
E' chiaro che se noi queste competenze non le esercitiamo poi uscirà fuori una legge dello Stato e dovremo sicuramente far riferimento a quella in assenza della nostra. La Provincia autonoma di Trento ha legiferato proprio due mesi fa, si è fatta la sua legge provinciale sull'attività venatoria. Anche noi dobbiamo, è una nostra competenza.
Quindi la proposta che farei al Consigliere Maquignaz ed agli altri consiglieri che hanno sottoscritto questa risoluzione, che mi sembra un pochino affrettata e non ben documentata, è di non mettere oggi in votazione questa risoluzione, perché mi sembra che andiamo a dare dei giudizi non fondati.
Trasmettiamo questa risoluzione alla terza Commissione, in modo che possa esaminarla nell'iter del suo lavoro, che deve già fare rispetto alla proposta di legge che è stata presentata. Chiediamo alla terza Commissione che acquisisca ufficialmente il testo approvato al Senato in modo da sapere esattamente su cosa discutiamo; che faccia un'istruttoria e poi esprima naturalmente una valutazione e la riporti in aula.
Adesso andare ad esprimersi con un voto su una situazione che non ci è ben chiara, su testi che non conosciamo, se non per alcune informazioni giornalistiche che si sono soffermate su alcuni aspetti e sulla base di alcune reazioni che mi sembrano un pochino passionali e sentimentali, credo che non sarebbe una cosa positiva e non avvieremmo nel modo migliore un dibattito serio su cosa significa disciplinare l'attività venatoria nella nostra Regione.
Presidente Ha chiesto d'intervenire il Consigliere Gremmo.
Gremmo (UAP) Ho l'impressione che l'ex esponente di Nuova Sinistra, attuale Verde, nonché Alternativo, abbia perso un'occasione per stare zitto, perché io che sono un firmatario di quel documento che lui, con sufficienza, definisce affrettato, continuo a pensare che abbia fatto bene chi si è fatto promotore di quella proposta di risoluzione, perché su questa questione - e lo si è visto dalla reazione, un pochino irritata, tesa, del rappresentante Verde, nonché Alternativo - c'è tutto un tentativo di non tener presente che non è vero quello che è stato detto da parte del Consigliere Riccarand che le nuove sensibilità portano nella direzione di ostacolare l'attività venatoria.
Il referendum che è stato fatto, credo non centinaia di anni fa, sulla questione venatoria, presentato in modo vergognosamente demagogico, con delle palle di cannone sparate da certo ambientalismo da salotto, che fanno spavento, è miseramente fallito ed è giustamente miseramente fallito, perché era solo infarcito di demagogia.
Allora, se quel referendum è fallito, vuol dire che è per la sensibilità dei cittadini - e voglio far notare che in Val d'Aosta, senza impegnarci più di tanto, siamo riusciti a fare in modo che il disimpegno e quindi l'opposizione nei confronti di quel tentativo fosse massiccio - se le scelte sono andate in una direzione diversa da quella che qualcuno vorrebbe, bisogna tenerne conto e bisogna tenerne conto sempre.
Io non sono d'accordo sul fatto che si debba ritirare e mandare in commissione, annacquare, disperdere, annebbiare, questa iniziativa, che è un'iniziativa politica.
Perché si chiede al Consiglio regionale della Valle d'Aosta di essere molto attento rispetto a quello che è successo, nella fattispecie per quanto riguarda una specie cacciabile, ma io direi in generale per l'iter che su certe cose le strade romane prendono? Perché in modo - ripeto - contorto, ambiguo, estremamente abile dal punto di vista politico, si cerca di vanificare quello che è un patrimonio che - io non conosco le situazioni delle altre regioni - nelle regioni alpine, quelle che a noi interessano, è un patrimonio popolare, di cultura, di mentalità.
Io ho apprezzato molto anche il modo intelligente, non politico - qui c'è anche bisogno di avere dei non politici, c'è già Riccarand che è un abile politico - con cui il collega Maquignaz ha tratteggiato quelle che possono essere le ragioni profonde del sentire il problema della caccia, il problema delle attività venatorie. Quindi io respingo al mittente il fatto di considerarlo retorico e folcloristico. A parte che una volta qualcuno pensava, anche a sinistra, che il folclore fosse un patrimonio popolare, adesso il folclore, chissà perché, a Riccarand non piace e diventa subito folcloristico e retorico; non vedo cosa ci sia di retorico nel dire ad alta voce quello che è un sentimento, di fronte a una questione come quella che è saltata fuori al Senato. Questione che fa in modo che, per una discutibilissima mediazione politica, dei principi comunque accettabili e sopportabili, alla Camera sono passati, ma al Senato invece vengono vanificati.
Se una posizione si dovesse prendere, sarebbe quella di rafforzare ancor meglio, in senso propositivo, il documento che noi proponiamo, dicendo che vogliamo sia reintrodotto il discorso per quanto riguarda il problema della marmotta.
Mi rendo conto che su queste cose l'esponente Verde, nonché Alternativo, è difficile da convincere, però vorrei che il Consiglio non sottovalutasse l'importanza dell'azione politica che, grazie - e gliene do atto volentieri - al collega Maquignaz e ad altri che si sono aggregati, si vuole portare avanti, perché anche questa è una questione di autonomia.
Può essere verissimo che in qualche maniera si indichino comunque le competenze, però poi i fatti sono quelli che contano - perché la lingua italiana, essendo un dialetto burocratico, è talmente ambigua che si può dire tutto ed il contrario di tutto e del resto è per eccellenza la lingua della politica di Machiavelli, quindi la lingua dell'imbroglio - quindi in italiano si può dire tutto, poi quello che conta è nei fatti.
Il fatto politico del Senato va nella direzione opposta a quelle che erano le sacrosante indicazioni di un referendum che i valdostani - insisto, i valdostani più di altri - hanno sentito come sbagliato, iniquo e da vanificare.
Presidente Altri consiglieri intendono intervenire? La parola al Consigliere Maquignaz.
Maquignaz (AI) Solo per fare una brevissima considerazione e dire innanzitutto a Riccarand che il discorso della nuova legge è riferito al fatto che la discussione sulla legge riguarda quella e non la vecchia; è una questione molto formale e procedurale che non intacca la sostanza del problema. Riccarand, che normalmente bada alla sostanza, credo che non dovrebbe fare proprio a me questa osservazione.
A parte quello, io ribadisco il fatto che la nostra Regione ha competenza primaria in materia di caccia in base all'articolo 2 dello Statuto, che per quanto mi riguarda ha competenza primaria anche in merito alla scelta delle specie cacciabili e, per quanto concerne la mia posizione non di Consigliere, ma di cacciatore - perché io prima ho espresso una posizione che forse interessava più la mia sfera di cacciatore - tutti sappiamo che le organizzazioni venatorie non hanno condiviso neanche il primo testo, perché noi non condividiamo il fatto che la marmotta venga cacciata dal 1° di ottobre quando, come giustamente tu hai ricordato, la marmotta dal 1° al 5 di ottobre va in letargo.
Per quanto attiene al mio intervento passionale, è servito - come il Consigliere Gremmo ha ricordato - a spiegare le ragioni di una passione.
Detto questo, credo che, al di là delle opposte considerazioni, la proposta di portare anche in commissione questa discussione, per quanto mi riguarda, può essere accettata, purché però venga mantenuta la risoluzione che impegna il Presidente della Giunta a rappresentare al Parlamento le preoccupazioni della Regione per le implicazioni della nuova legge venatoria, così com'è scritto nella risoluzione stessa.
Soprattutto, dice la risoluzione, "nella parte in cui questa appare lesiva delle competenze primarie della nostra Regione", quindi la dizione, anche letterale, è giusta perché dice "nella parte in cui appare lesiva": bisognerà verificare qual'è questa parte.
Quindi se si accetta questo impegno di mantenere la risoluzione così com'è, a me andrebbe anche bene di fare il discorso in commissione, dove è possibile affrontare l'argomento con più serenità e con più competenza.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin.
Louvin (UV) L'argumentation du Conseiller Riccarand est extrêmement faible et pour bien comprendre la situation il faut lire entièrement le texte du projet de loi qu'il vient de citer.
A l'article 36, qui est une disposition transitoire de cette loi, on dit exactement le contraire de ce que l'on prévoit à l'article 1 de la même loi, en disant "Le regioni a statuto speciale e le provincie autonome, entro il medesimo termine, adeguano la propria legislazione ai principi ed alle norme stabilite dalla presente legge". On oblige les régions à statut spécial au respect non seulement des principes généraux, ce qui ne serait, à la rigueur, même pas nécessaire, ayant celles-ci une compétence exclusive en matière, mais également aux dispositions de détail contenues dans cette loi.
J'estime par conséquence que, au-delà de toute considération sur le fond de la question, la résolution présentée par le collègue Maquignaz et par les chefs de groupe est extrêmement pertinente pour ce qui concerne la défense de notre pouvoir législatif en la matière et, donc, qu'elle est à soutenir.
Je répète, cela va au-delà de toute considération sur le fond de la question, mais purement pour le respect et la nécessité de représenter au Parlement - quoi qu'il soit désormais en vue de la gare pour la fin de sa législature - l'exigence de respecter notre propre pouvoir législatif.
Presidente La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) Simplement pour réaffirmer ce que monsieur Maquignaz vient de dire, que nous sommes favorables à ce que la commission compétente examine également cette résolution et que l'on arrive, comme monsieur Riccarand l'a souhaité, à une loi régionale générale sur la chasse.
A notre avis c'est la façon la meilleure pour défendre nos compétences et pour exercer le pouvoir que nous avons en matière spécifique. Cela ne touche pour rien le problème de quelles seront les espèces chassables ou non, mais c'est à nous de le décider.
Presidente Altri consiglieri chiedono d'intervenire? Il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Ovviamente l'esame in commissione va fatto anche perché chiaramente ci possono essere interpretazioni diverse su un testo di legge, ma quando questo testo di legge non lo si ha neppure in mano, diventa ancora più difficile.
La mia proposta era di riaffrontare la questione in commissione e su questo credo che siamo tutti d'accordo. A me non importa molto se il Consiglio oggi vuole esprimersi o meno, ma mi sembrava del tutto inopportuno andare a fare un'affermazione di principio in una risoluzione e dire che un testo appare lesivo delle competenze primarie della nostra Regione, quando non si sa neppure dove sta questa lesione, in quale punto della legge.
(... interruzione del Consigliere Maquignaz ...)
Se vogliamo fare un discorso generale di principio diciamo che lo Stato è sempre antiautonomista, eccetera, ma non facciamo riferimento ad una normativa specifica. Se facciamo riferimento ad una normativa specifica bisognerebbe conoscere questa normativa, bisognerebbe averla vagliata e valutata in tutti i suoi aspetti, e noi qui ci troviamo a tranciare dei giudizi su un testo che non conosciamo.
Io ripeto, da quanto ho letto, da quanto mi risulta dal testo della Camera dei deputati, che questo testo rispetta le nostre competenze; bisognerebbe avere fra le mani il testo del Senato e mi sembra che, non avendolo, andare a dire al Presidente della Giunta che deve andare a lamentarsi presso il Parlamento che stanno votando un provvedimento lesivo delle competenze della Regione, senza saper dire dove e perché è lesivo, mi sembra anacronistico.
Questo è il fatto principale, poi come fatto più marginale, se vogliamo, si dice che comunque è inopportuno che la marmotta sia tolta dalle specie cacciabili: perché è inopportuno? Anche qui dovremmo discuterlo nel merito.
Io ho letto le pubblicazioni che sono uscite da parte dell'Assessorato regionale all'agricoltura e foreste - mica da parte di un estraneo - è uscito uno studio sulla marmotta, c'è stato anche un simposio a Saint-Vincent sulla marmotta e cosa si è scoperto? Si è scoperto che sappiamo molto poco sulla diffusione della marmotta, sulle sue condizioni di salute, sulle sue modalità di vita, sulle sue caratteristiche. E la proposta qual è? E' quella di approfondire questi studi, di saperne di più. Invece qui l'unica cosa che diciamo è che bisogna riaprire la caccia alla marmotta; ma perché dobbiamo riaprirla? Perché invece non andiamo prima a studiare a fondo questa situazione, vi dedichiamo le energie necessarie e poi valutiamo se ci sono le condizioni e le opportunità per riaprire la caccia alla marmotta?
Comunque mi sembra che si sia voluto far passare questo principio un po' silenziosamente all'interno poi di un'affermazione di principio che poi non ha riscontro. Da parte mia, se volete votare questo testo, voterò contro e mi sembra anche un cattivo modo di procedere quello di esprimersi rispetto a dei documenti che non abbiamo e non sappiamo esattamente cosa dicono.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore Lanièce.
Lanièce (DC) Non per far perdere tempo, ma le ultime affermazioni del Consigliere Riccarand mi obbligano a prendere la parola, perché ha fatto un tentativo di ridurre questa risoluzione ad una questione di apertura della caccia.
La risoluzione non parla di apertura di caccia, dice solo che noi protestiamo contro il comportamento del Parlamento che viene a ledere le competenze primarie della Regione; non abbiamo detto che vogliamo aprire o meno la caccia. E' riduttivo dire che tutto si conclude nell'andare ad aprire la caccia alla marmotta, questo non è assolutamente vero. La risoluzione non va in quell'indirizzo, questo sia chiaro. Quindi noi voteremo a favore della risoluzione, ma non certo in questi termini riduttivi.
Qui si dice "impegna il Presidente della Giunta" e direi, visto che prima si parlava del Governo, che sarebbe più opportuno dire "il Presidente del Consiglio a rappresentare al Parlamento le preoccupazioni della Regione per l'applicazione della nuova legge venatoria, soprattutto nella parte in cui questa appare lesiva delle competenze primarie della nostra Regione": non si dice che vogliamo aprire o meno la caccia della marmotta. Le premesse sono quelle, però la risoluzione è quella lì, di impegnare per la questione che vieta.
Proporrei eventualmente di fare quelle modifiche, perché è più opportuno, riguardando il Parlamento, che sia il Presidente del Consiglio a rappresentare le nostre proteste.
Presidente Volevo far presente al Consiglio, a proposito di quanto diceva l'Assessore Lanièce, che la legge regionale 7 dicembre 1979, n. 66, per ciò che riguarda le competenze del Presidente del Consiglio, all'articolo 2 dice che rappresenta il Consiglio regionale e ne firma gli atti. Tra le competenze del Presidente della Giunta si dice che il Presidente della Giunta rappresenta la Regione. Io non penso con questo che non possa essere il Presidente del Consiglio a rappresentare la Regione su questioni di un'importanza di questo genere, quando si tratta si discutere delle potestà legislative della Regione; al limite potrebbero anche essere tutti e due, però io penso che potrebbe benissimo essere compito del Presidente della Giunta, in questo caso, di portare nei confronti del Parlamento. Poi il Consiglio può decidere uno dei due o tutti e due, non cambia niente, è solo per far presente quelle che possono essere le competenze sia del Presidente della Giunta che del Presidente del Consiglio.
Chiede ancora la parola il Consigliere Riccarand. Chiederei, anche per non continuare in questo dibattito che rischia di diventare, non dico lungo, ma fatto tra poche persone - o a ping-pong come suggerisce il Consigliere Segretario Gremmo - di fare semmai in questo intervento le dichiarazioni di voto, che tra l'altro erano già state fatte dal Consigliere Riccarand. Quindi gli diamo la parola, però direi di vedere di sintetizzare la sua posizione e fare le dichiarazioni di voto, affinché possiamo passare a votazione.
Riccarand (VA) D'accordo, solo sull'intervento dell'Assessore Lanièce.
E' vero che la risoluzione, nella parte deliberativa, si riferisce alla denuncia del fatto che questa legge sarebbe lesiva delle competenze della nostra Regione, ma io ripeto che questo testo del Senato noi non lo conosciamo e comunque, da quanto so io, non c'è nessuna modifica in questo testo del Senato rispetto al testo della Camera, che era noto da tempo; quindi non riesco a capire cosa si è verificato di nuovo oggi per cui vada presa una posizione. Non è neanche documentato là dove ci sono questi attacchi alla nostra competenza; da nessuna parte è stata documentata questa cosa.
Io ho anche citato un altro articolo di legge che dice esattamente il contrario, è appunto per quello che io dicevo di esaminarla in commissione, ma qui ci si vuole già esprimere prima di aver esaminato, senza avere neanche il testo.
E' vero che qui nella risoluzione non si dice "bisogna riaprire la caccia alla marmotta" nella parte risolutiva, ma nella premessa si dice quello, perché dice "considerato che la marmotta è stata inopportunamente tolta dalle specie cacciabili", ma perché inopportunamente? Perché dobbiamo dare questo giudizio? Siamo convinti che questo è un giudizio giusto? Facciamo attenzione prima di dare queste valutazioni.
La marmotta non è adesso nelle specie cacciabili, era stata introdotta nel testo della Camera con quei limiti ben precisi e adesso è stata di nuovo tolta, ma noi perché dobbiamo dire qui che invece va inserita? Guardate che queste sono cose che rimangono, che lasciano il segno, visto che dobbiamo andare a discutere una legge regionale. E' vero che non c'è nella parte deliberativa, ma c'è nella premessa e purtroppo fa testo questa cosa.
Io ripeto: mi sembra del tutto inopportuna questa votazione, comunque, se si insiste per votare, il mio voto sarà contrario.
Presidente Altri consiglieri intendono intervenire? Possiamo passare a votazione sulla risoluzione proposta.
Tutti i consiglieri hanno votato, dichiariamo chiusa la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 25
Astenuti: 3 (Aloisi, Monami e Pascale)
Favorevoli: 24
Contrari: 1
Il Consiglio approva.
