Oggetto del Consiglio n. 3012 del 22 gennaio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3012/IX Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale.
Bondaz (DC) Ho partecipato ieri alla riunione della Conferenza Stato-Regioni, nel corso della quale sono state esaminate le problematiche concernenti la ripartizione dei fondi sanitari per il 1992. Le Regioni hanno contestato le decisioni governative che prevedono un'assegnazione di 80.000 miliardi per l'anno in corso, ritenendo detto importo assolutamente insufficiente a garantire l'erogazione dei servizi necessari da parte delle Unità Sanitarie Locali. A giudizio delle Regioni occorrerebbero altri 17.000 miliardi e su questa richiesta si è registrata una posizione negativa del Governo, per cui il confronto è stato interrotto con la riserva di riprenderlo la settimana prossima.
La richiesta delle Regioni è motivata dal fatto che con gli 80.000 miliardi previsti dalla finanziaria sarà necessario, se non dovesse essere modificata la cifra, ridurre drasticamente le prestazioni sanitarie. Ho pure espresso riserve circa la proposta di ripartizione delle somme del fondo sanitario decisa dal Parlamento alle regioni, tenendo presente il numero degli abitanti, proposta questa che penalizza le regioni a più bassa densità abitativa.
Si è riunito nei giorni scorsi il Comitato provinciale della pubblica Amministrazione istituito dalla legge statale 12 luglio 91, n. 203, che riunisce tutti i responsabili dei vari uffici della pubblica Amministrazione operanti nella città di Aosta. Il Comitato in questione è un organo di informazione e di consulenza del Prefetto per l'esercizio delle attribuzioni affidategli dalla legge ed è il luogo istituzionale di individuazione ed eliminazione delle disfunzioni amministrative di tipo sia organizzativo sia funzionale.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Merci monsieur le Président. Compte tenu du rapport concernant le problème du financement du domaine de la santé, je crois que, de notre part, nous apprenons avec préoccupation de l'attitude du gouvernement face à un discours si délicat et qui a déjà eu des retombées négatives l'année dernière.
J'espère - et je demanderai par la suite des renseignements - que sur ce thème il y a la possibilité de la part des Régions de obliger le Gouvernement à modifier son avis par rapport à ce thème. Je crois que autrement on aurait, pour ce qui est du budget de l'année 1992, des conséquences que, j'estime, sont compréhensibles. Ce seraient des dizaines de milliards à nouveaux à la charge de l'Administration régionale, car je crois que la proposition de réduire les interventions au niveau sanitaire n'est pas acceptable. Je crois que le minimum ce serait de prévoir une ultérieure intervention financière de la part de l'Administration régionale. Compte tenu que pour l'année 1991, on avait déjà payé le 20pour cent et pour 1992 ça remonte comme frais ordinaires au 28pour cent, je crois que la participation de l'Administration régionale est déjà largement suffisante et je dirai de même exagéré par rapport a certains résultats.
J'estime donc qui devra y être une action forte: je ne sais pas s'il sera nécessaire de faire un ordre du jour, ou quant même d'avoir un prononcement à ce sujet, si le Gouvernement retient important, de la part du Conseil pour solliciter un'intervention. J'ai aussi entendu que la semaine prochaine il y aura un autre rencontre, afin que de la part de toutes les communautés il y ait la possibilité de souligner l'importance de ce thème, pour qu'il n'y ait pas de la part du Gouvernement cet intention de maintenir les 80.000 milliards qui sont largement insuffisants aux exigences sanitaires de différentes régions. Merci.
Presidente Altri Consiglieri che intendono prendere la parola? Il Consigliere Louvin.
Louvin (UV) Nous avons eu écho dans ces jours que les normes portant application à la loi n° 142, la loi de modification du système des collectivités locales, pour ce qui concerne la Région Valdôtaine serait désormais à un point ainsi avancé et qu'elles seraient bientôt discutées soit dans la Commission bicamérale, soit prochainement au Conseil des Ministres.
Il y avait à ce sujet un engagement formel - je tiens à le rappeler - de la part de ce Conseil, de tenir toujours au courant soit la première Commission du Conseil, soit le Conseil même, pour ce qui est du déroulement des travaux; or nous avons appris qu'un texte a déjà été établi il y a plusieurs semaines, mais ce texte ne nous a jamais été communiqué et l'audition qu'avait même été préconisée par une motion approuvée par ce Conseil, l'audition des membres de la "Commissione paritetica" qui est en train d'élaborer ce même document, n'a jamais eu lieu. J'ignore si cela est dû aux engagements des membres de la Commission, ou bien aux engagements du Président de notre Commission, mais il serait à mon avis souhaitable que la première Commission soit informée sur l'état de ces travaux et que ce même Conseil aussi puisse savoir si un texte de ce genre a déjà été établi et qu'il puisse apporter son concours à l'élaboration de ce texte et son appui si le texte est considéré conforme à ses voeux.
Je demanderai, par conséquant, si le Président veut bien intégrer - s'il a des éléments à ce sujet - ses communications à ce propos, étant donné qu'il s'agit d'une question urgente. La dissolution prochaine des Chambres fait considérer comme probable que s'il n'y aura pas approbation de ces normes dans des délais assez courts, le mandat qui a été attribué a cette Commission va se terminer et, par conséquent, il sera nécessaire de reprendre tout le travail du début.
Presidente Qualcuno vuole chiedere la parola? Se nessuno intende intervenire, darei la parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Per quanto riguarda la questione avanzata dal Consigliere Louvin, in effetti c'è stato un qui-pro-quo, nel senso che, un po' per impegni miei - diciamo del Presidente della Giunta- non è stato possibile definire questo incontro con la Commissione paritetica. Io prego formalmente - poi glielo dirò anche a voce - il Presidente della prima Commissione di convocare la prima Commissione, perché credo che questo sia veramente un passaggio abbastanza delicato.
Devo peraltro dire che approcci di questo genere con la Presidenza del Consiglio dei Ministri li ho tenuti personalmente. Abbiamo richiesto al Governo - e non so se questo sarà possibile - nel caso non si arrivasse ad una definizione prima dei tempi tecnici previsti per lo scioglimento delle Camere, di prevedere una proposta di legge, o un decreto-legge da parte del Governo, per tenere in piedi la Commissione paritetica, per mantenere la possibilità di una definizione di questi argomenti. Chiedo peraltro al Presidente del Consiglio di far sì che la prima Commissione venga convocata, in accordo con i nostri membri della paritetica, di modo che si possa avere un quadro più preciso ed anche il Consiglio sia messo in grado di sapere tutte le cose che sono state definite o sono in fase di definizione.
Per quanto riguarda le questioni avanzate dal Consigliere Rollandin, è chiaro che condivido il fatto che la riduzione delle prestazioni mediche sarebbe un non senso, ma è un non senso che è previsto da tutte le Regioni. La diversità che si è venuta a creare in questi 17.000 miliardi è perché i conteggi sono stati fatti sulla base di una parametrazione uniforme per tutto il territorio nazionale, prendendo come base le prestazioni che vengono date dalla Regione Lombardia, che quindi sono prestazioni di un certo livello; stabilendo questa parametrazione, i conteggi, per quanto riguarda i tecnici del Ministero, ammontano a 82.000 miliardi - ormai 1.000 miliardi in più o in meno fanno sorridere - viceversa, i tecnici finanziari delle Regioni a ciò delegati, hanno fatto un conteggio differenziato. Secondo il Ministero, i conteggi fatti dalle Regioni sarebbero errati come calcolo, non come impostazione, perché l'impostazione viene desunta uguale sia per il Ministero che per le Regioni, per cui si è detto "va bene, definiamo queste cose e i tecnici a ciò deputati definiranno le cose".
Innanzitutto voglio dire che la Regione ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge che prevede l'incremento dell'8 percento - a cui faceva riferimento prima il Consigliere Rollandin - per cui si passa dal 20 al 28 percento (quella percentuale che viene detratta sulle spese ordinarie), perché c'è una sentenza, come saprete, della Corte costituzionale che stabilisce che quel 20 percento era valido in quanto straordinario ed eccezionale. Ora se è valido ed eccezionale il 20 percento, non è più né valido né eccezionale l'8 percento, quindi abbiamo proposto un ricorso alla Corte costituzionale contro questo disegno di legge, almeno per questa parte.
La cosa più grave, che credo debba preoccupare tutti quanti, è che la legge che è stata approvata dal Parlamento, all'articolo 4 - adesso non ricordo il numero della legge, ma è facilmente reperibile - stabilisce - e questa secondo noi è una cosa inaccettabile - che la suddivisione del fondo sanitario avvenga pro capite, il che significherebbe una diminuzione, per quanto riguarda la Regione, assolutamente inaccettabile. Non so cosa dovremmo fare della sanità a questo riguardo. In Commissione dei Presidenti di Giunta, questo argomento - che io ho sollevato francamente aiutato da altri Presidenti - pone in contrasto le piccole regioni con le grandi, perché è ovvio che la Campania (dico una regione a caso) che ha delle prestazioni mediche indubbiamente inferiori alle nostre - ed è giusto che anche i cittadini della Campania giungano ad avere delle prestazioni mediamente positive come tutte le altre regioni - è chiaramente favorevole ad un'impostazione di questo genere perché, vista la popolazione, ha un incremento rispetto all'anno precedente, pur considerando un fondo sanitario ancora minore rispetto al 1991, che va dal 3 al 4 percento. La Lombardia stessa ha un incremento del 2,9 percento. Secondo questi calcoli, se fossero veri, la Regione autonoma Valle d'Aosta avrebbe un decremento di quasi il 26 percento, il che voi tutti immaginate cosa può comportare.
Oggi posso peraltro dire che la Conferenza dei Presidenti ha preso in esame questa ipotesi e abbiamo definito che questo pro capite è sì tale, ma deve essere contemperato dalle esigenze che hanno le varie regioni rispetto ai loro standard. Quindi, prendendo come base lo standard Lombardia, coloro che avranno un supero di standard di prestazioni mediche rientreranno nel fondo di riequilibrio previsto dalla legge, che servirà per quelle regioni che hanno delle prestazioni mediche superiori allo standard medio, perché è stabilito che tutti devono avere una prestazione uniforme; le Regioni che per loro fortuna, per loro capacità, per loro inserimento di mezzi finanziari, hanno dato al cittadino una prestazione standard superiore, rientreranno in questo piano di equilibrio. In questo piano, che è già previsto in 1.500 miliardi, rientra anche la Regione Autonoma della Valle d'Aosta. Ciò non toglie che, se fosse vero quel calcolo di circa il 26 percento e se a questo aggiungessimo il 28 percento che dovrebbe venir diminuito per la legge che è stata approvata, la nostra Regione verrebbe messa in una situazione di stallo non indifferente.
Aggiungo che ci sono dei motivi che ci aiuteranno a superare questo discorso del pro capite. Un motivo, per esempio, è quello dello standard, perché sicuramente noi diamo un livello superiore di prestazioni sanitarie rispetto allo standard medio. Poi noi e l'Alto Adige abbiamo un problema bilinguistico, per cui anche questo rientra in una valutazione di cui bisognerà tener conto nell'individuazione di questo pro capite; bisognerà tener conto del tipo di popolazione, quindi verrà stabilito uno standard medio della popolazione anziana e uno standard medio dei piccoli.
In questo senso si dovrebbe ripianare in qualche modo quella che è un'interpretazione non così drastica, come stabilito dall'articolo 4 della legge suddetta, e quindi si troverebbe una mediazione. Se ciò avverrà, la Conferenza dei Presidenti su questo punto è a larga maggioranza favorevole e anche i funzionari del Ministero della Sanità hanno riconosciuto che questa impostazione che è stata data è giustificata. Se - e uso il se per ovvie ragioni - queste cose dovessero passare (ma dovrebbero passare nell'arco di questa settimana, perché il giorno 28 dovrebbe essere fissata la nuova riunione della Conferenza Stato-Regioni), allora in questo caso anche la nostra regione, pur essendo colpita dalla riduzione del fondo sanitario globale, pur essendo colpita dal 28 percento, quindi un 8 percento in più rispetto all'anno precedente, in qualche modo riuscirebbe a riequilibrare quelle che sono le somme che ci dovranno venire pagate dal fondo sanitario.
E' certo che la situazione allo stato attuale non è delle più belle, quindi bisogna che queste cose ce le si dica con estrema serenità d'animo e con onestà d'intenti. Questa proposta, che è capitata tra capo e collo, sicuramente non ci trova consenzienti e in questa ottica noi opereremo nel futuro, così come abbiamo già fatto, per cercare un riequilibrio di tutta la situazione sanitaria, che altrimenti potrebbe diventare estremamente grave, soprattutto dal punto di vista finanziario.
