Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3005 del 10 gennaio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3005/IX Approvazione dello schema di convenzione recante modificazioni della convenzione rep. n. 8657 del 14 giugno 1988 per l'insediamento di attività produttiva in Comune di Morgex.

Presidente Do lettura della proposta di deliberazione indicata in oggetto.

Deliberazione Il Consiglio regionale

- richiamate le proprie deliberazioni n. 3810/VIII del 10 maggio 1988 e n. 271/IX dell'8 marzo 1989;

- visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;

delibera

1) di approvare, nel testo allegato, lo schema di convenzione da stipulare con la Società Sorgenti Monte Bianco - Terme di Courmayeur S.p.A.;

2) di approvare il conferimento a Finaosta S.p.A dell'incarico di effettuare l'intervento di finanziamento previsto dal punto 2.4.1. dello schema di convenzione allegato da erogarsi a decorrere dall'anno 1992, dando atto che i relativi oneri graveranno sul fondo di dotazione di cui all'articolo 9 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 e successive modificazioni ed integrazioni;

3) di subordinare la stipulazione della convenzione all'acquisizione delle certificazioni di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modificazioni, recante nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza mafiosa e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) Signori consiglieri con questa convenzione si ottengono credo due risultati importanti. Il primo di modificare in senso migliorativo una convenzione precedente, stipulata tra la Regione e la società Sorgenti del Monte Bianco, il secondo risultato positivo che si ottiene è di dare dopo un periodo di incertezze, una soluzione a una questione che rimaneva aperta nel campo industriale. In che cosa consistono le modifiche della convenzione e perché permettono di risolvere questa situazione di stallo creatasi tra il 1988 e il 1991?

Le modifiche della convenzione consistono sostanzialmente in una diversa relazione tra la regione e la società impegnata.

La convenzione precedente prevedeva che, a carico della Regione, fossero per ciò che riguarda lo stabilimento per le acque minerali sia le opere di captazione che non erano state quantificate, sia le opere di adduzione, di canalizzazione di queste acque, sempre non quantificate, sia la costruzione dello stabilimento che era stato quantificato in 6 miliardi e mezzo di lire.

C'era poi nella convenzione un impegno affinché la Regione si facesse carico delle spese necessarie per la pubblicità, impegno anche questo non quantificato, e infine la Regione con un mutuo di 10 miliardi e mezzo e con un prestito obbligazionario di 3 miliardi interveniva per gli impianti.

L'impostazione proposta da questa convenzione, diciamo che rovescia la situazione nel senso che tutte le spese vengono affrontate direttamente dalla società e la Regione interviene finanziando con un mutuo agevolato la spesa effettuata dalla società stessa, quindi è la società che provvede alle opere di captazione quantificate in 1 miliardo e 800 milioni, che interviene per le opere di adduzione quantificate in 5 miliardi e 825 milioni, che interviene nelle spese per lo stabilimento quantificate in 8 miliardi e 575 milioni, che interviene per i servizi connessi allo stabilimento, agli impianti elettrici di aria compressa, di riscaldamento, agli impianti informatici per 8 miliardi e 800 milioni e per 2 linee di produzione preventivate in 22 miliardi e mezzo per un totale di investimenti di 47 miliardi e mezzo.

Rispetto a questi investimenti della società la regione interverrà con un mutuo fino a 35 miliardi ai tassi concessi dalla Finaosta che attualmente sono intorno al 7 percento e rispetto alla convenzione precedente questo mutuo non è più garantito da garanzie fideiussorie, ma da garanzie bancarie o assicurative, garanzie molto più forti.

Perché questa impostazione è anche una soluzione al problema aperto. Ricordate che abbiamo discusso in parecchi consigli se si arrivava o no ad una decisione visto che, da una parte c'era in essere una convenzione del 1988 che impegnava la Regione ad effettuare determinate opere, a dare l'avvio ai lavori, dall'altra parte esisteva un problema di possibile interferenza della galleria autostradale di Dolonne con la sorgente e da parte della RAV erano più volte stati procrastinati studi successivi che non erano mai giunti ad una risposta definitiva e conclusiva.

Avevo detto in precedenti risposte ed interpellanze che tra le risultanze ottenute in merito alla disponibilità dell'acqua da parte della società e le risultanze ottenute, ma sempre con precisazioni successive da fare, da parte della RAV, c'era una differenza, vale a dire che determinati risultati dati per certi dalla società non venivano ancora dati per certi da parte della RAV.

In che cosa consistevano queste valutazioni: le valutazioni sostanzialmente consistevano nel dire che una esatta valutazione dell'esito dell'interferenza tra la galleria e l'acquatico da cui vengono prelevate le acque dallo stabilimento, non è possibile determinarle in modo compiuto sino al termine dei lavori stessi.

C'era però concordanza tra le due tesi nel dire che accorgimenti tecnici avrebbero, anche in caso di interferenze la cui quantità non era possibile determinare, potuto salvaguardare la produzione di acque minerali e la società aveva sostenuto, prima che la RAV a sua volta addivenisse a quelle conclusioni, anche se non al 100 percento - aveva sostenuto che o con accorgimenti tecnici nella costruzione della galleria, prima soluzione possibile o con pozzi che emungano a monte l'acqua nel caso ci fossero interferenze gravi a livello della galleria, o comunque con sorgenti molto più a monte e del tutto separate come falda e dalla stessa qualità di acque, da quelle attraversate dalla galleria, si poteva comunque procedere.

Diciamo che man mano che la società conduceva i suoi studi, questi si avvicinavano sempre di più ai risultati in possesso della società, però non erano giunti nel mese di ottobre, nel mese ancora a conclusione e richiedevano ulteriori tempi e ulteriore verifiche dai confronti fatti con la società Sorgenti del Monte Bianco e con la società RAV.

La Giunta regionale ha quindi tratto il convincimento che la posizione della Società Sorgenti del Monte Bianco fosse quella di effettivamente procedere allo sfruttamento delle acque in tempi brevi, visto l'andamento favorevole del mercato e che l'impegno finanziario che abbiamo chiesto e qui nella convenzione viene ribadito - di anticipare direttamente tutte le somme necessarie, e di avere come contropartita dalla regione soltanto un diritto di superficie trentennale e un mutuo agevolato - fossero una prova della serietà delle valutazioni fatte in merito alla disponibilità delle acque e della serietà dell'impresa.

Elemento che ci ha ulteriormente convinti è stata la rinuncia alle spese di pubblicità che sono nell'ordine di almeno tre miliardi di lire, secondo valutazioni della società, per ogni anno.

Riteniamo quindi con questa convenzione di aver migliorato, dal punto di vista della qualità e della chiarezza della convenzione le condizioni precedenti, perché è più chiaro cosa spetta alla regione e cosa spetta alla società e di avere anche avuto una dimostrazione di impegno industriale che ci conforta sul fatto che esistano comunque soluzioni tecniche, in grado di garantire la continuità di questa attività industriale.

È per questi motivi che portiamo al Consiglio questa convenzione con la certezza che venga accolta in modo positivo.

Si dà atto che dalle ore 17,47 assume la Presidenza il Vicepresidente Bich.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV)Je regrette devoir dire que la relation de Mafrica a essayé de présenter des aspects qui ne correspondent pas au vrai et je suis là pour illustrer. On veut nous faire comprendre qu'on a amélioré cette convention: je ne sais pas si monsieur Mafrica a pu la relire dans l'ensemble avec les différentes expertises qui ont été faites à ce sujet: l'exploitation des eaux minérales, car sur ce thème il y a trois problèmes. Le premier concerne le retard dû au choix ou mieux au non choix de l'Administration sur un problème capital, c'est à dire comment utiliser les eaux minérales de manière compatible avec le tunnel de l'autoroute. Ce problème a engendré des difficultés et a stoppé la convention pendant deux ans.

Je veux rappeler qu'au mois du juillet 1990, dans cette salle, on m'a dit: "Par rapport aux eaux minérales, nous sommes dans l'attente de perfectionner la solution technique, qui a déjà été trouvée". Procès verbal! Je crois que quelqu'un s'en rappelle. Martin sait très bien qu'il m'avait présenté cette interpellation et qu'il avait eu cette réponse. Par la suite on a attendu des mois et des mois pour avoir une réponse. Les assesseurs ont changé et les réponses ont toujours été de cette teneur: "Pas de problèmes! On a tout résolu! Il y a la possibilité de faire les deux: garantir les sources et exploiter la solution technique du tunnel!"

Deuxième problème: les requêtes de la Société, qui depuis toujours demandait d'avoir le financement global. Je reviendrai sur ce thème.

Troisième problème: le choix autoroutier. N'oublions pas qu'il y avait eu une grande discussion sur la modification du tracé autoroutier, au moment où l'on ne connaissait pas encore la possibilité d'une liaison différente entre Morgex et Le Fayet. Je crois que ce sont des arguments qui malheureusement n'ont pas été indiqués. Surtout le troisième point est, je crois, le plus important, car je veux rappeler les engagements pris de la part de monsieur Mafrica: "On fera une étude pour voir si par hasard il y a la possibilité de faire un tunnel qui aille tout de même donner une réponse différente à la liaison Morgex-Courmayeur et surtout pour voir si le passage du chemin de fer est possible ou non". Il y avait l'engagement de répondre avant le mois d'octobre.

Il y a eu des problèmes pour le financement de l'étude, mais, à ce que je sais, l'étude n'a pas encore démarré. Comme résultat, aujourd'hui, nous avons une donnée sur la volonté de faire à tout prix le tronçon Morgex-Courmayeur, qui a été débattu même violemment, car il y avait l'opposition de Dolonne sur la modification du tracé, qu'on avait présenté pour sauvegarder les eaux minérales. J'ai encore les lettres et les dossiers qui avaient été présentés de la part des techniciens soit de l'autoroute soit d'autres où l'on dit: "Studio di geologia applicata di Pavia, prof. Giovanni Brada - que personne n'était à même d'assurer qu'il y avait la possibilité de sauvegarder les eaux minérales et en même temps de prévoir le tunnel". Personne ne peut démentir ces données.

Tout de suite après, il y a eu le changement. On a dit qu'il y avait l'opposition où la solution du tunnel d'embranchement entre Morgex et Le Fayet n'avait pas encore été présentée. C'est une nouveauté importante! J'ai toujours soutenu l'autoroute; jusqu'au moment où l'on ne trouvera pas de solutions alternatives valables et concrètes, pour une série d'années, bon gré, mal gré, il y aura encore le trafic des poids lourds, auquel il fallait quand même donner une réponse. Les solutions sont divergentes; tout de même je crois qu'aujourd'hui, si l'on examine la possibilité de résoudre ce problème, en tenant compte que l'embranchement Morgex-Courmayeur, on a comme conséquence obligatoire le doublement du tunnel du Mont Blanc; il y a de quoi réfléchir!

Malheureusement aujourd'hui on ne nous a pas donné une réponse sur ce thème. La chose est encore plus grave, si l'on pense que le problème des eaux minérales, dans le temps, s'est empiré. Je ne veux pas relire toute la relation des professeurs qui ont étudié la morphologie du terrain, "zona carsica" et nommer toutes les difficultés de cette zone, car il y a une richesse d'eau, qu'il n'est pas possible d'exploiter tout simplement avec des puits ou avec d'autres solutions techniques. Monsieur Mafrica connaît très bien qu'il y a une réglementation de la communauté européenne, qui ne donne pas la possibilité, mais impose des règles pour l'exploitation des eaux minérales.

S'il y a des entraves telles que le tunnel Morgex-Entrèves, la chose est impossible. On a présenté des interpellations à ce sujet et on n'a jamais eu une réponse. J'ai demandé encore, il y a deux mois, de savoir quel était l'engagement précis, non pas politique, mais des techniciens à ce sujet, sans avoir de réponses. Ce sont des problèmes, qui vont s'insérer dans cette convention, qui ont obligé l'Administration, selon ce que vient de nous dire le gouvernement, à un retard de deux ans. Aujourd'hui on affirme que finalement tout est résolu et que nous avons même amélioré. En effet, quelles sont les améliorations? Nous ne sommes plus nous à construire: mais quel était l'engagement pour la construction?

On avait accepté qu'il était de six milliards et demi, quand l'entreprise intéressée voulait qu'il dépasse les dix milliards. On avait aussi décidé un emprunt de 10 milliards et demi et "un prestito obbligazionario" de 10 milliards de lires. Aujourd'hui on nous dit qu'on améliore la convention, en allouant le montant de 35 milliards; 35 milliards, Mafrica, à un intérêt du 7 pour cent. Monsieur Mafrica qui sait faire les calculs, peut trouver la différence entre les deux et n'importe qui peut comprendre les données. On veut vraiment nous faire passer pour des imbéciles.

Ce matin on nous a dit qu'il ne convient pas acheter les terrains de la SITAV, car la société peut faire des investissements; tandis qu'ici on a le terrain et on donne le "diritto di superficie" pour trente ans. Probablement je ne serai plus là pour voir la fin de cette convention; mais est-ce que monsieur Mafrica croit que ce droit "di superficie, gratis," n'ait pas une valeur? Ou l'on sous-estime la capacité de comprendre des conseillers ou bien monsieur Mafrica n'a pas compris ce que signifie "diritto gratuito di superficie per 30 anni".

Nous sommes à la folie! Est-ce qu'on est en bonne foi? En connaissant Mafrica, je ne peux pas en douter! On croit avoir amélioré, car on n'a plus "le prese di captazione", qui étaient, c'est vrai, un milliard et demi et les frais concernant les tuyaux, qui devaient transférer l'eau minérale de la zone des sources jusqu'à l'établissement.

Les oeuvres devaient être faites, si l'on respectait les temps, pendant que l'on était en train de faire déjà des travaux analogues, l'aqueduc du Mont Blanc. Il s'agissait de mettre un tuyau différent pour les eaux minérales pour arriver sur le même tracé jusqu'à Morgex.

C'est évident que si l'on déplace les temps, il y aura l'exigence de refaire les travaux. En application de la convention, une partie des tuyaux ont déjà été posés. L'assesseur pourrait se renseigner un peu mieux!

L'autre amélioration importante concerne les frais de publicité, mais allons voir ce qui est écrit! "A diffondere il marchio con il nome della Valle d'Aosta, si riservano di concordare eventuali campagne pubblicitarie comuni! Je voudrais rappeler qu'il y avait une autre formule analogue dans une autre convention; ici il y avait un engagement précis sur la campagne de promotion. Est-ce que monsieur Mafrica croit qu'on aura des frais inférieurs à ceux que l'on avait prévus dans la convention? Ici rien n'est réglé, tandis que là au moins il y avait des règles.

Cette modification n'a aucun avantage, mais emmène un risque, pour lequel je resollicite une réponse de l'assesseur.

Est-ce que l'on a les réponses des techniciens pour la sauvegarde des eaux? Mais j'espère que ce ne sont pas de promesses! Est-ce que l'on sait si l'Administration veut choisir une voie différente pour les tunnels routier et ferroviaire? Sans ces réponses, toute cette convention a un seul point positif et c'est de pouvoir finalement démarrer avec les travaux.

En deux ans et demi on a endommagé la société et on a retardé les travaux. C'est le résultat de la convention que l'on vient de présenter! J'invite les conseillers à lire le plan annexe à cette délibération, car on donne "il diritto di superficie gratuito" sur toute la zone. Quels sont les différents projets que l'assesseur nous avait annoncés?

Je pensais qu'il y avait une série d'entreprises locales qui avaient présenté leur plan, qu'il y avait une coopérative, une association, des projets. Nous avons vendu le terrain à cette société, car donner gratuitement le droit du superficie sur l'ensemble de la zone pour 30 ans, c'est un cadeau auquel personne ne pouvait espérer. Je pense qu'il est sans doute important d'exploiter les eaux minérales et que, malgré les difficultés, c'est un choix encore valable. L'Assesseur a rappelé le marché, nous avons lu dans ces derniers temps la bataille des eaux minérales, mais la convention ne peut pas être présentée d'une façon si simple. Il y a des modifications qui sont très lourdes, donc tout en renouvelant notre appui au fait que cette situation soit résolue, nous attendons des réponses.

Si prende atto che alle ore 17,59 riassume la Presidenza il Presidente Cout.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.

Bich (Ind) Nel fare la richiesta all'Assessore di alcune informazioni mi è sfuggito chiedere se il contraente di questa convenzione è una S.p.A. - sempre in base ai criteri di trasparenza eccetera, già ampiamente menzionati - com'è individuabile il capitale sociale, e come è rapportabile a persone fisiche. Grazie.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) In questa vicenda del progetto di utilizzazione delle acque di Dolonne per uno stabilimento di imbottigliamento di distribu-zione di acque minerali da tavola, abbiamo già più volte discusso in Consiglio.

C'è stato anche un lavoro di specifico approfondimento fatto da una Commissione consiliare e devo dire che mi sembra che comunque tutto quel lavoro sia servito poco visto il tipo di proposta che si viene oggi a fare al Consiglio. Allora, io credo che ci sia una questione pregiudiziale rispetto alla discussione su questo aspetto che ha già indicato il Consigliere Rollandin.

Bisogna che l'Assessore ci dica se esiste una perizia che sostiene la compatibilità fra il tunnel autostradale e le opere di captazione delle acque minerali per poi condurle da Dolonne a Morgex. Se esiste una compatibilità tecnica e fisica e se esiste una compatibilità normativa. Perché se questo esiste possiamo anche discuterne, ma se non esiste una perizia che ci garantisce questo, evidentemente a mio avviso tutta la restante discussione diventa oziosa perché non ci sono neanche le premesse.

Io chiedo quindi se esiste questa situazione oppure se non esiste, evidentemente da parte nostra chiederemo un rinvio su questa votazione.

L'altro aspetto che vorrei sollevare proprio così di carattere formale è questo: siccome c'è una convenzione base su questa vicenda che risale alla primavera del 1988 che poi è stata oggetto di modificazione successiva e su cui sono state poi presentate ulteriori proposte di modifica che il Consiglio non aveva approvato ed erano rimaste ferme; io credo che sarebbe stato opportuno presentare un testo nuovo di convenzione in modo che fosse anche più facile capire dal testo, e senza dover andare a cercare e confrontare tre o quattro convenzioni successive. Questo per avere un quadro chiaro da non prestarsi a dubbi interpretativi rispetto a reciproci impegni, diritti e doveri fra la Regione e la società che si prestava a contrarre queste cose.

Anche perché questa società era stata presentata all'inizio come un certo tipo di società completamente nuova, società Sorgenti M. Bianco poi invece abbiamo scoperto che non era una società nuova, ma vecchia e riciclata che, fra l'altro, si chiamava in un altro modo. Si chiamava come adesso viene chiamata; società Sorgenti M. Bianco Terme di Courmayeur S.p.A.

Noi abbiamo sempre detto che siamo favorevoli alla creazione in Valle d'Aosta di uno stabilimento che imbottigli dell'acqua minerale, dell'acqua buona, potabile e che la metta in vendita, anche perché ci sono molti valdostani che comprano acqua minerale da tavola e perché i nostri acquedotti non sono nelle condizioni di fornirci acqua sempre buona. Molti abitanti della Regione comprano acqua minerale e quindi fornire acqua minerale imbottigliata in Valle e se esiste la possibilità anche esportarla, è senz'altro positivo.

Il problema è che quest'acqua come noi abbiamo già detto, scritto e documentato con tabelle e in tutti i modi possibili, quest'acqua che si vuole imbottigliare, quest'acqua di Dolonne non è un acqua adatta per il consumo quotidiano come acqua da tavola. È un'acqua che gli abitanti di Dolonne conoscono benissimo e che non hanno mai usato per l'alimentazione quotidiana come acqua da tavola.

Si è fatta molta confusione fra acqua Vittoria e acqua Jula; si è detto che l'acqua Vittoria non va bene e che era meglio usare l'acqua Jula. Ma l'acqua Vittoria è impossibile usarla perché è colorata, rossa e ricca di ferro, ma l'acqua Jula non va bene neppure perché - una volta era chiamata l'acqua del "desert", del "desé," e che non davano neppure da bere alle mucche perché creava dei disturbi - è un'acqua molto pesante; i valori che abbiamo dimostrano che è al di fuori di qualsiasi parametro delle comuni acque da tavola. Esistono delle precise normative per l'acqua cosiddetta potabile o meglio ora vengono chiamate "acque destinate al consumo umano", Decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 1988 che prevede determinati requisiti e con delle concentrazioni massime ammissibili di ciascun parametro che non può essere superato.

Facciamo quindi il confronto, come noi abbiamo fatto ed abbiamo già detto e dal momento che non se ne è tenuto conto io lo ripeto. Il residuo fisso in base al DPR 236 prevede una concentrazione massima ammissibile di 1500 mmg al litro, l'acqua Jula ha una concentrazione di 2151 mmg al litro, è abbondantemente di gran lunga al di sopra della concentrazione massima ammissibile e lo stesso dicasi per il contenuto di magnesio, di solfato. Ha una durezza totale che è notevolissima, 164 gradi francesi, quando la durezza, il valore guida previsto dal DPR per la durezza dell'acqua è fra i 15° e i 50°, qui siamo a 164°.

A tutto questo si risponde dicendo che questa è un'acqua minerale e non rientra fra i parametri della legge e che possiamo sforare la legge perché non è un'acqua che mettiamo nell'acquedotto e distribuiamo ai cittadini, ma è un'acqua minerale quindi ha un utilizzo particolare e che quindi siccome la "lobby" dei produttori di acque minerali è molto forte è riuscita a farsi escludere da questi vincoli della legge.

Ma l'esclusione è arrivata da quale logica? Deriva dalla logica che quest'acqua si userebbe in condizioni e situazioni particolari, non come acqua di consumo quotidiano da tavola. Per cui per le acque minerali si possono avere dei parametri diversi ed è chiaro che se ci si deve curare una malattia particolare c'è la necessità di una concentrazione particolare di varie sostanze chimiche che si trovano in determinate acque minerali. Da qui a somministrare ai cittadini tutti i giorni acqua con queste caratteristiche ce ne vuole! È acqua considerata non adatta al consumo umano. Guardatevi i parametri! Io ho stilato tabelle, le ho pubblicate e sono qui in visione.

Abbiamo chiesto, come III Commissione, presieduta allora dal geom. Silvio Trione, una relazione al prof. Stefano Caramello dell'Università di Torino in relazione alla validità scientifica sulle acque minerali captate in frazione Dolonne di Courmayeur. 5 aprile 1990 ed ha detto le stesse cose: "la durezza e alcalinità indicano che l'acqua in oggetto è ricca di sali, quindi acqua minerale, tanto che circa 165 gradi francesi di durezza totali e i circa 150 gradi francesi di durezza permanente, potrebbero addirittura farla considerare acqua non idonea per il consumo umano".

Infatti il DPR eccetera eccetera, dice tutto questo e fa i confronti fra i vari parametri e poi conclude che le acque minerali sono escluse dai vincoli di quel decreto. Ma sono escluse per le cose che dicevo prima, tanto è vero che il Prof. Caramello sottolinea appunto che queste acque, le acque della fonte Jula, dimostrano un discreto effetto farmacologico, tanto da farla considerare come più adatta per uno stabilimento termale che una normale acqua da tavola. Certo è che l'acqua Vittoria e forse anche l'acqua Jula possono essere definite acque da stabilimento, ma non acque da tavola.

Del resto noi abbiamo fatto un sopralluogo ed io ho anche prelevato un campione per curiosità, ho provato a farla bollire e ad esporla ad evaporazione naturale e i risultati li ho anche fatti notare in Commissione, facendo vedere l'incrostazione bianca formatasi in fondo al bicchiere, segno questo di presenza di sostanze saline ed è questa la caratteristica.

Se noi vogliamo uno stabilimento per imbottigliare dell'acqua da tavola per la distribuzione in grande quantità e bevuta quotidianamente sulla tavola, non possiamo assolutamente usare quest'acqua. Meglio sarebbe usare l'acqua dell'ipotizzato acquedotto del Monte Bianco, quella dovrà per forza essere un'acqua adatta al consumo umano, con i parametri di legge in regola perché altrimenti non potrebbe essere distribuita. Ma quest'acqua ripeto sicuramente non è adatta a tale consumo.

È chiaro che quando in commissione discutemmo di questo, i rappresentanti della società dissero che non erano obbligati a sottostare a questi parametri anche se poi, io mi sono fatto uno specchietto di tutte le acque minerali più diffuse in Italia e sono tutte acque oligominerali cioè acque con poca quantità, e se guardiamo il residuo fisso - (ricordiamo i 2151 mmg. dell'acqua Jula ), notiamo che l'acqua S. Bernardo ha un residuo fisso di 41 mmg; S. Benedetto 289; Levissima 66; Vera 152; Guizzio 285, Fonte Olimpia 196; Fabia 402; Fiuggi 107, Panna 134, Perrier 454. C'è solo il caso della Ferrarelle in Italia che supera anche se di poco il parametro di legge che è 1505 e che praticamente è un acqua a rischio. Io non voglio aprire un capitolo sulle acque minerali, ma qui siamo a 2151, siamo al di fuori di qualsiasi criterio.

Allora si è anche detto che difficilmente il mercato avrebbe potuto recepire un'acqua così pesante. Anche se con l'accorgimento che io ho notato sulle etichette che non indicano più i mmg-litri quando un acqua è ricca di sali, ma indicano i grammo-litri per cui è riportato lo "0", un utente avveduto si accorgerà ben presto che è un acqua pesante, non di gusto gradevole.

Si è detto ancora che quello che conta è la pubblicità, "noi facciamo vedere il Monte Bianco, facciamo vedere le acque della montagna, le acque dei ghiacciai"; facciamo una buona campagna pubblicitaria usando i canali della commercializzazione della Parmalat, che era e non so se è ancora in società e certamente piazzeremo quest'acqua.

Io l'avevo già detto all'inizio, da quando mi sono occupato di questa cosa, che ho dei grossi dubbi sulla validità finanziaria e ho grossi dubbi sull'aspetto etico di questa vicenda perché noi sosteniamo uno stabilimento che non ha le basi igieniche adatte. Ma come possiamo proporre ai consumatori valdostani di bere quest'acqua? Io sicuramente non consiglierei a nessuno di berla, ma non lo dico soltanto io, lo dicono anche gli abitanti di Dolonne che vivono a fianco di questa acqua e sono stati loro i primi a spiegarci ed a dirci che quell'acqua non va bene per il consumo umano. Noi qui invece, vogliamo portarla fino a Morgex, imbottigliarla e venderla con la forza della pubblicità.

Secondo me c'è quindi un elemento di fondo che non funziona. In questa convenzione c'è di diverso quello che è stato illustrato dall'Assessore Mafrica cioè la diversa impostazione dei finanziamenti per cui si danno 35 miliardi a questa società e poi la società farà. Ma 35 miliardi sono tanti perché non si tratta di realizzare un impianto sofisticato, non è mica uno stabilimento di informatica.

Si tratta semplicemente di uno stabilimento che mette l'acqua nelle bottiglie e nelle bottiglie di plastica certamente perché nel vetro non si può dal momento che farebbe vedere l'incrostazione formatasi dopo poco tempo.

Non so quali investimenti ci siano da compiere con 22 miliardi di linee produttive quando si tratta di imbottigliare dell'acqua.

Certo si dovrà spendere un patrimonio per la campagna pubblicitaria per poter sostenere un prodotto che non ha una sua forza interna ed è scadente.

A noi, quindi, anche se riteniamo giusta l'idea di creare uno sta-bilimento di questo tipo, non sembra che quell'acqua sia adatta e non sembra sia stato impostato in modo corretto. Ci sembra invece che sarebbe più interessante rilanciare il discorso di Dolonne, dello stabilimento termale utilizzando le acque della Vittoria che sono più interessanti e che hanno reso noto lo stabilimento termale di Courmayeur e non queste acque che venivano usate dalla vecchia società che imbottigliava le acque Vittoria.

Quest'acqua veniva usata per risciacquare le bottiglie dove poi veniva imbottigliata l'acqua Vittoria e questo gli abitanti di Dolonne ce lo hanno fatto vedere. Va detto però che anche l'acqua Vittoria non si poteva commercializzare perché era ferruginosa e lasciava un deposito molto forte, era rossiccia e non poteva reggere il mercato. Come acqua da stabilimento termale si poteva però rilanciare perché ne aveva i presupposti.

In conclusione, secondo noi questa proposta non è valida né dal punto di vista delle premesse, che vorremmo sapere se esistono rispetto alla compatibilità del tracciato autostradale e tunnel autostradale e non ci sembra neanche valida la proposta perché l'acqua che si vuole imbottigliare e vendere non è adatta a queste finalità; ci sembra inoltre che l'esborso finanziario della Regione sia molto alto, considerando poi le ulteriori probabili spese di pubblicità con diritti di superficie in un arco di tempo molto ampio.

Quindi il giudizio che noi diamo su questa proposta è un giudizio negativo, ci riserviamo di sentire comunque quali risposte ci sono rispetto all'esistenza di una perizia che dimostri la compatibilità di quest'opera con il tracciato autostradale del Monte Bianco.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) C'è stata una serie di osservazioni. Io credo che per reciproco rispetto, sia chiaro che le proposte e le osservazioni fatte dall'As-sessore sono rivolte al Consiglio per spiegare la posizione dell'As-sessore e della Giunta e non hanno altri intendimenti. Si pretende però anche da parte dei consiglieri lo stesso rispetto per le persone che siedono su questi banchi.

Queste come premessa senza fare nessuna polemica.

Cominciamo sulla prima richiesta del Consigliere Bich che chie-deva notizie sul capitale sociale.

In data 6 dicembre la società ha trasmesso una nota con cui ha comunicato che il capitale sociale è stato interamente e proporzionatamente sottoscritto dalla compagine societaria e la compagine societaria è composta da: Fin Bianco con il 52 percento del capitale; Set-autoporto con il 25 percento, Elettrocarbonio con il 17,5 percento, Dolonne società semplice con il 5 percento. Fin Bianco a sua volta è composta da Parmalat al 50 percento, S.r.l. per il 50 percento, S.a.s. del 52 percento del Fin Bianco è composta da Mon Forte per il 52,5 percento, Collomb per il 33,25 percento, Darca per il 9,25 percento, Jugovas per il 5 percento. Queste sono copie del libro soci inviate dalla Società e sono a disposizione del Consigliere Bich.

Per quel che riguarda l'atteggiamento verso il problema io vorrei partire da un ragionamento che mi sono sentito fare e che credo sia giusto tenere in considerazione. Noi abbiamo numerose richieste di insediamento e quando valutiamo le richieste di insediamento, valutiamo soprattutto due elementi, la potenzialità del mercato e l'affidabilità degli imprenditori. Per ciò che riguarda la potenzialità del mercato, mi pare che i dati a conoscenza di tutti dimostrino come in questo caso il mercato abbia una sua potenzialità.

Per quello che riguarda l'affidabilità dei soci, avendo dato la disponibilità a fornire su 35 miliardi, garanzia ipotecaria, bancaria o assicurativa, si può dire che da quel punto di vista si è assolutamente coperti.

Se un gruppo di imprenditori, valutando un prodotto da lanciare sul mercato, un prodotto che può anche essere giudicato dal Consigliere Riccarand, in modo negativo con delle ragioni, giudica che quel prodotto si può imporre sul mercato ed è disposto ad anticipare ed investire 47 miliardi, ricevendo successivamente a stati di avanzamento da parte della Regione in bifinanziamenti al 7 percento, ciò significa secondo me, che c'è da parte degli imprenditori una certa presunzione di successo.

Questa presunzione di successo io la vedo anche nel fatto che si è rinunciato all'intervento diretto della Regione nella fase pubblicitaria perché non si può dire che le due formulazioni sono equivalenti. Quando una formulazione dice che la Regione disporrà lo stanziamento dei fondi necessari alla società per porre in essere un'adeguato piano pubblicitario è una formulazione precedente mentre formulazione attuale si ha quando Regione e società si riservano di concordare eventuali campagne pubblicitarie comuni.

Mi pare che ci siano tre condizioni successive, il che significa che soltanto dopo che la fase di lancio sarà avvenuta, la Regione valuterà se avrà convenienza ad intervenire anche lei in campagne pubblicitarie comuni e il costo della pubblicità non è indifferente perché il piano societario prevedeva il lancio in 3 anni attraverso investimenti per 27 miliardi e di questi 27 miliardi nelle previsioni societarie, 9 erano a carico della Regione a fondo perduto e per gli altri 18 era previsto un finanziamento nella convenzione precedente, non era preciso però, si parlava di fondi necessari. Per ciò che riguarda ancora altre questioni io credo onestamente che questa convenzione sia più conveniente per alcune cose che ho detto e per altre che ripreciso. La convenzione precedente non teneva conto delle spese di adduzione e di captazione che sono circa 7 miliardi o più.

La questione del diritto di superficie. Il diritto di superficie non è su tutta l'area, ma su quella parte che è stata ridotta di 9800 mq. con accettazione scritta da parte della società. Quindi si riferisce soltanto alla parte che la società ha accettato riprogettando la dislocazione dello stabilimento e lasciando ulteriori 9800 mq. alla Regione. La convenzione parla del diritto di superficie relativa allo stabilimento, si preciserà nel rilasciare...

(Interruzione fuori microfono)

..Quella planimetria forse non è così chiara però gli atti sono nel senso che io ho detto perché esiste la proposta della Regione alla società. Esiste l'accettazione della società di rinunciare ad una parte della superficie per lasciarla libera ad eventuali iniziative industriali. L'ultima domanda importante; io credo che quando si dice che il diritto di superficie ha un costo, bisogna tener conto che quel costo è per lo meno, secondo me, inferiore, ma equivalente a quello corrispondente al comodato più il beneficio dell'affitto per 15 anni a un tasso prestabilito. Quindi i conti vanno fatti con esattezza. Quindi il beneficio ottenuto da un diritto di superficie per 30 anni a mio giudizio è inferiore a quello che si ottiene da un comodato di uno stabilimento costruito per 5 anni e per 15 anni l'affitto al 3 e mezzo per cento. Dal punto di vista, quindi, della convenienza della convenzione, in tutta tranquillità mi sento di dire e di sostenere che esiste la convenienza, perché la Regione presta dei soldi garantiti su cui la società, dopo aver rilasciato garanzie assicurative o bancarie, ha un guadagno del 5 percento circa di interesse rispetto ai tassi correnti.

Il problema più complesso è quello dell'interferenza con la galleria. Gli studi della società e gli studi fatti da Idrodata anche se non ancora completati, danno la ragionevole certezza che una soluzione tecnica sia possibile trovarla perché, per esempio, gli studi di Idrodata individuano un'area con circuiti idrici sotterranei del tipo Jula a basso rischio di influenza da parte della galleria Dolonne: esecuzione di pozzi, trincee e drenaggi.

(Interruzione fuori microfono)

Io faccio un ragionamento collegato, abbiamo, un imprenditore che è disponibile ad investire 47 miliardi, abbiamo le valutazioni di mercato relative alla disponibilità di acque della società e che offrono alla stessa società queste presunzioni, abbiamo conferme parziali che vanno nel senso che ho detto e che lasciano presumere che sia comunque possibile tecnicamente la disponibilità delle acque.

Abbiamo inoltre nel complesso più garanzie di quelle che normalmente abbiamo quando finanziamo una serie di investimenti industriali e credo che si dia la possibilità di inviare in tempi più rapidi la posizione dello stabilimento con l'intervento diretto degli imprenditori. Non ritengo che sia responsabilità di questa Giunta il ritardo perché dal 1988 a oggi di anni ne sono passati tanti e non credo che siano stati tutti sotto la guida di questa Giunta e non credo neanche che altre questioni sollevate abbiano possibilità di interferenze.

Questa Giunta ha detto di essere contraria al raddoppio del tunnel del M. Bianco. Non penso che questa soluzione verrà accettata. Rispetto allo studio possibile di un traforo ha detto di essere disponibile ad esaminare questo studio. Questo non significa, siccome i tempi necessari per lo studio e i tempi eventualmente necessari per la realizzazione del tunnel ferroviario, sono dell'ordine per lo meno degli 8 anni, che si possa lasciare senza soluzione per tutti questi anni, quindi a me sembra che le soluzioni trovate siano compatibili.

Un ultima osservazione rispetto alle considerazioni di Riccarand. È vero che in Italia le acque minerali sono con una percentuale di durezza inferiore a quella di queste. In altri paesi le acque minerali hanno una percentuale di residuo fisso più elevato; si ha notizia che disposizioni in gestazione della CEE porteranno a considerare minerali soltanto le acque che abbiano effettivamente un contenuto minerale più elevato rispetto a quelle italiane che sostanzialmente oligominerali.

Ho tentato di rispondere a tutti.

Il testo combinato esiste e posso darlo in copia al Consigliere Riccarand, comunque fondamentale nella relazione sono state chiarite le differenze rispetto alla convenzione precedente.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Je crois que les remarques que l'on avait présentées attendent encore une réponse. Je regrette devoir dire à monsieur Mafrica qu'il veut rendre possible l'impossible, car il voudrait soutenir que ne pas donner des réponses au choix de l'embranchement de l'autoroute donne la possibilité de la contemporanéité des deux aspects. On a rappelé les retards et je crois que la société concernée aurait le droit de présenter la requête d'endommagement par rapport au temps qui est passé et au fait que, à cause de la décision de revenir au vieux projet autoroutier, dans l'attente de cette fameuse étude qui n'arrive jamais, on a arrêté l'établissement des eaux minérales à Morgex. C'est une donné claire et la responsabilité est évidente!

Tout ceci remonte au mois du juillet 1990, moment où l'on était dans la possibilité de démarrer avec les travaux. Ce conseil avait approuvé avec urgence les travaux pour réaménagé la surface intéressée. La responsabilité n'est que de ce gouvernement! Je comprends la position de Riccarand, qui fait un choix pour un tunnel ferroviaire; d'autres parts il y a des positions différentes: un tunnel ferroviaire et en même temps une voie de marche pour les poids lourds, afin d'éviter de doubler le tunnel du Mont Blanc. Mafrica dit qu'il est contraire, mais le doublement du tunnel du Mont Blanc on le fera quand même.

Il y a déjà les projets, que Mitterand a annoncés et c'est inutile de dire que nous sommes contraires. Pour ne pas accepter cette proposition, il fallait donner une position alternative. On pensait que l'unique solution était de déplacer le tracé autoroutier, mais aujourd'hui la position est différente. Face à de nouvelles solutions techniques, on ne peut pas aujourd'hui dire que rien ne s'est passé. Il y a là des progrès et des propos qui devraient être au moins examinés!

A' quel point l'on est pour cette fameuse étude sur l'embranchement, Morgex-Le Fayet? On l'avait annoncée! On a chargé la Baincuneo de faire le travail pour le Casinò, en la payant 400 millions de lires et on n'a pas toujours besoin d'un projet de loi; on ne peut pas se cacher derrière ces barrières! On ne veut pas le faire, car on ferait ressortir les contradictions de quelqu'un qui est là. Je ne veux pas reprendre point par point le discours économique, mais je veux dire à monsieur Mafrica qu'aujourd'hui avoir 35 milliards au 7 pour cent veut dire avoir une position importante et que c'est un peu différent avoir 20 milliards au 7 pour cent ou 15 ou 16 pour cent. Monsieur Mafrica oublie que la propriété est de l'administration régionale! Mafrica, tu es en mauvaise foi, tu sais de mentir.

On peut faire les calculs et te dire le résultat! Je n'ai jamais fait des affirmations que l'on ne peut pas vérifier. Un autre point qui ne correspond pas à la délibération est "costituire a favore della società un diritto di superficie a titolo gratuito di durata trentennale, eventualmente prorogabile sull'area indicata nell'allegata planimetria". Qu'est-ce que c'est que cela! Je dois voter cette proposition ou d'autres qui viendront? On ne peut pas dire que les conseillers ont mal compris! Ce sont des thèmes qui devaient être mieux saisis dans les commissions et je sais que le retard est très grave, par conséquent on peut comprendre qu'il y ait, de la part des sociétés intéressées, l'exigence de mettre un point sur ce thème.

Ce que je veux faire remarquer c'est que l'Administration régionale a eu une aptitude que nous ne pouvons pas partager. Si l'on a été favorable sur le choix, on a examiné jusqu'au bout les différentes propositions et la position actuelle est au moins drôle par rapport aux intérêts de l'Administration régionale. Le retard de deux années n'est pas indifférent pour une entreprise qui avait l'intention de lancer un produit sur le marché, mais je ne veux pas ouvrir maintenant un autre problème.

Tout en partageant le fait que cet établissement doit être fait, je souligne qu'il doit être clair que les travaux pour amener l'eau des sources jusqu'à Morgex étaient possibles avec des frais beaucoup, beaucoup plus réduits, car ce n'étaient que les frais pour les tuyaux. Monsieur Mafrica soutient que les frais étaient de 7 milliards de lires, mais ce n'est pas vrai et je l'invite à aller voir les ententes qu'il y avaient déjà à l'Assessorat pour les travaux publics, pour faire coïncider le tracé de l'aqueduc du Mont Blanc avec celui nécessaire pour amener cette eaux.

On ne peut accepter la présentation de monsieur Mafrica et donc nous avons une position critique sur les propositions et surtout face aux retards.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi.

Lanivi (AI) Vorrei fare un intervento criticamente costruttivo, quindi senza assoluta ombra o desiderio di polemica od altro o che possa urtare la suscettibilità di nessuno. Per suggerire forse una via o essere rammaricato che non si sia seguita una via che poteva portare questa deliberazione in Consiglio in un clima di maggiore conoscenza e anche forse più forte come decisione del Consiglio regionale, su questo tipo di intervento al quale abbiamo creduto e cioè insediare un'attività industriale per imbottigliamento dell'acqua minerale in Morgex.

Questa decisione derivava appunto da alcune considerazioni di tipo economico generale, di sviluppo quindi e che erano, primo, di dotare un'area, una realtà come quella della comunità della Valdigne di una presenza industriale; secondo, di rispondere in tempi relativamente brevi al fatto che si era chiusa una precedente attività industriale, la terza, che questo tipo di attività industriale meglio si inseriva in quel tipo di realtà che non era una realtà collegata alla siderurgia che creava dei problemi in quella zona.

Questo tipo di presenza industriale, invece, in qualche maniera, tendeva a valorizzare quella zona insieme alle Terme di Pré St.Didier o comunque a darle delle caratteristiche.

Quindi a questo tipo di iniziativa vi abbiamo creduto ed abbiamo cercato di portarla avanti, anche se con difficoltà e con delle obiezioni, anche legittime da parte di alcuni consiglieri, tant'è che l'argomento è stato portato in Commissione, la Commissione ha richiesto della documentazione che gli è stata fornita, ha ricercato delle consulenze e le ha ricercate come Commissione. Sono state discusse in seno alla stessa dopodiché un po' i fili si sono interrotti.

Prima domanda: perché questo discorso non è continuato nella Commissione? Anche perché certi problemi, certe legittime obiezioni potevano essere superate.

Secondo tipo di difficoltà: l'Assessore Mafrica lo poteva dire chiaramente perché sono delle difficoltà obiettive che tutti hanno incontrato. La verità è che l'Assessore all'Industria in questo caso, dovendo operare in questo settore, doveva agire di concerto con altri tre assessorati e li elenco; quello all'Urbanistica, quello alla Sanità e quello ai Lavori Pubblici. E sappiamo tutti le difficoltà che si trovano all'interno dell'Amministrazione regionale per lavorare per progetti piuttosto che per competenze. Questi sono dei problemi e dei limiti obiettivi e quindi queste cose possono essere dette tranquillamente.

Sono difficoltà oggettive che incontra chiunque, problemi che tutti insieme dovevano cercare di superare. E su queste cose, quindi, su risposte parziali dell'Assessore credo che derivino - anche dal fatto che parte delle responsabilità non sono solo sue, sono anche di altri assessorati che non hanno rispettato i tempi, molte volte, o non hanno adempiuto o soddisfatto a certi impegni - i rallentamenti in un'operazione complessa di questo tipo. Tutte cose che quindi possono essere dette, possono essere prese in considerazione e non sono certamente oggetto di condanne da parte di nessuno.

Io però, vorrei fermarmi invece a considerare la filosofia sulla quale ha basato il suo intervento l'Assessore Mafrica, che non mi trova molto d'accordo.

Mi pare che lo sforzo dell'Assessore Mafrica segua prevalentemente la logica finanziaria, su quello che si potrebbe guadagnare o perdere in termini finanziari in un'operazione industriale. Mi pare che questo discorso, non so se come governo regionale, abbia un senso e vi spiego per quale motivo.

La filosofia impostata si basava su questi capisaldi. Una regione che rimane proprietaria dell'area e rimane proprietaria dell'immobile dentro il quale si svolge l'attività industriale, quindi ente pubblico regionale, proprietaria degli immobili e privato in quanto gestore di un'attività imprenditoriale, fosse la giusta sinergia per garantire l'interesse regionale. In che senso? Che comunque l'abbiamo visto nell'episodio Montefibre, nell'episodio Ilssa Viola, ma nell'episodio Siv anche.

Quando l'Amministrazione regionale ha voluto fare della programmazione reale industriale? Quando ha avuto la possibilità di disporre di aree e del fabbricato, la Baltea Disk non si sarebbe insediata dove si è insediata se l'Amministrazione regionale non fosse stata proprietaria dell'immobile e dell'area. Se la Regione non acquistava il patrimonio ex Ilssa non avremmo potuto avere la Conda, se la Regione non acquistava l'area ex Montefibre, non avrebbe potuto esserci l'insediamento della Tecdis.

Allora, quella filosofia secondo me è ancora allo stato attuale, la più moderna, cioè quella di considerare l'ente pubblico che fornisce gli immobili e considera inquilino l'imprenditore.

Considerando che le vicende dell'inquilino possono essere positive o negative e questo non dipende da nessuno, c'è uno strumento nell'amministrazione regionale di avere immediatamente disponibile il patrimonio immobiliare per sostituire l'attività. Questa era la filosofia alla quale avevamo indirizzato la nostra posizione e quindi le proprietà come strumento - ecco l'interesse regionale - anche di pianificazione non solo socio-economica, ma anche urbanistica, perché è la proprietà regionale che può determinare dove inserirsi. Qui l'alternativa tutta rispettabile però risponde ad altre logiche, ad un'altra filosofia e secondo me ad una preoccupazione che anche questa poteva essere detta chiaramente.

Questo modo di agire dell'Amministrazione regionale dipende da un'unica vera esigenza e cioè che visti i tempi dell'Amministrazione regionale, concedendo il mutuo al privato, lo stesso si appalta le opere e le esegue in tempi più rapidi. Questa è la vera sostanza ed allora va detta.

Però ci sono anche alcuni rischi e cioè: 35 miliardi ammortizzabili in 12 anni di cui 3 di preammortamento ad un tasso di interesse che è il 50 percento di quello praticato dagli enti bancari; se noi li attualizziamo, vuol dire circa un intervento del 30 percento a fondo perduto. In alcuni paesi, vedi l'Austria, si mettono in alternativa le due cose, cioè imprestano del denaro a metà al tasso abbattuto del 50 percento oppure accordano subito un contributo a fondo perduto pari a circa il 30 percento.

Quindi, secondo me il discorso non è in termini finanziari, perché nessun imprenditore è un asino dal momento che immagino che se hanno accettato questa alternativa vuol dire che se non ci guadagnavano, non ci perdevano, quindi in termini finanziari l'imprenditore anche se forse ci rimette qualcosa ha il vantaggio di realizzare l'opera in tempi brevi e con costi diminuiti rispetto all'intervento regionale; questo mi pare evidente.

Quello che però volevo anche sottolineare è che la struttura dell'azionariato non è cambiata, il gruppo di maggioranza rimane la Fin Bianco, rimane l'Elettrocarbonium; nella Fin Bianco c'è la Parmalat. Praticamente sono usciti gli imprenditori che venivano definiti imprenditori torinesi, il gruppo di Settimo Torinese, che hanno quasi completamente lasciato, quindi la struttura dell'azionariato è lo stessa.

Qual'è il vero problema? Non è il miglioramento della deliberazione rispetto alla convenzione precedente, il problema è che si è accumulato del tempo per cui questa convenzione si presenta come una possibile soluzione per rendere, attraverso il finanziamento al privato, più facilmente agibile la via della costruzione dello stabilimento.

A me però interessava sottolineare l'aspetto politico-economico e qui, molto probabilmente, andrebbe fatto un minimo di ragionamento e cioè il discorso di garanzia del governo regionale in termini di programmazione socio-economica e di pianificazione territoriale molto più garantita nei termini di mantenimento di proprietà immobiliare alla Regione e utilizzazione delle capacità imprenditoriali del privato, piuttosto che cedere una parte o tutta la parte di proprietà immobiliare.

Per quale motivo? Proprio perché alcune vicende che possono essere alterne, possono creare successive difficoltà all'Ammini-strazione regionale.

Ecco, in questi termini si presenta questa vicenda; non voglio entrare nelle considerazioni che ha fatto il Consigliere Riccarand e che riguardano la qualità dell'acqua, la commercializzazione dell'acqua perché anche per questo sono state richieste delle consulenze e le consulenze non hanno mai dato un giudizio chiaramente negativo. Si potrà dire che non è stato totalmente positivo, ma non è mai stato detto e non si sono neppure rilasciate affermazioni forti del tipo che quell'acqua non è presentabile sul tavolo delle famiglie italiane, europee, o mondiali.

Ci è stato detto che sicuramente è un acqua minerale qualificata, nel senso precisa, solo chi ama quel tipo di gusto, di acqua, magari con sapore forte, la prende, ma questo credo che voglia dire affrontare una fetta di mercato disponibile e rientra nella normalità del mercato delle acque. Teniamo presente che non è neppure vero che un'acqua fortemente demineralizzata sia un'acqua sana e positiva e tra le acque avvelenate le acque con aggiunta di anidride carbonica per chi soffre di intestino è come bere dell'acido muriatico, quindi qui sono tutti discorsi molto, direi, interessanti, ma gli esperti che la Commissione ha chiamato non ci hanno mai fatto notare rischi e pericoli di questo genere.

Hanno detto che si trattava di acqua commercializzabile e una garanzia che ci veniva data era che la Parmalat si assumeva l'onere della commercializzazione e non risulta che la Parmalat si metta a commercializzare anche per il suo buon nome, delle cose destinate a non avere successo. Certo, l'attività imprenditoriale è soggetta a rischio, ma qui le carte c'erano. Queste erano le considerazioni che volevo fare.

Concordo con quanto dichiarato dal Consigliere Rollandin, nel dire che se c'è un rammarico da fare è questa fermata che dura da quasi due anni, questo punto interrogativo che pur non volendo fare polemica, ma sono solo considerazioni, all'inizio pareva che questa iniziativa non andasse avanti e che ci fosse volontà della Giunta di stopparla o di scegliere delle soluzioni alternative.

Quindi da un certo punto di vista, non perché l'abbiamo detto noi, ma perché abbiamo creduto a questa iniziativa, ci fa piacere che possa andare avanti. Credo indubbiamente che si sia perso del tempo. C'è indubbiamente una società privata che ha aspettato per un po' di tempo e la via scelta è semplicemente un escamotage per rendere più rapidi i tempi in alternativa a quelli che ci sarebbero voluti per seguire la via regionale; con i rischi però rispetto all'autorità e alle capacità del governo programmatorio della Regione che in questo caso scendono.

Queste sono le considerazioni che volevo fare.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Per dichiarare voto contrario su questa proposta di deliberazione. Io ho cercato fin dall'inizio, da quando nel 1988 ho cominciato ad occuparmi di questa vicenda, di capire bene a fondo le cose e mi sono formato una mia opinione ben precisa su questa operazione, un'opinione molto negativa che ho già espressa e che è stata confortata poi da una serie di valutazioni, di pareri, di documenti che sono stati eseguiti e che confermo pienamente.

Ricordo che il 14 maggio 1990 abbiamo eseguito come III Com-missione un sopralluogo a Dolonne, abbiamo poi svolto una serie di valutazioni ed ho qui davanti a me una pagina del "Travail" del 24 maggio 1990 che uscì con un resoconto dell'attività di quella Commissione ed il titolo era "un'acqua buona per il mal di pancia", questo era il titolo. Vi risparmio la lettura delle dichiarazioni dei Consiglieri del gruppo del PCI rispetto a questa operazione.

Sicuramente io credo che il titolo centrava un elemento chiaro di preoccupazione rispetto all'elemento base di questa convenzione che è proprio il tipo di acqua.

Io ripeto che l'idea di costruire in Valle d'Aosta uno stabilimento che distribuisca e metta in vendita acqua buona è un'idea valida, mi sembra però che si sia scelta sicuramente la sorgente sbagliata per questo tipo di operazione e questo non può lasciare indifferente l'Amministrazione regionale.

Secondo me è sbagliato l'atteggiamento della Giunta quando dice che ci sono degli imprenditori che sono disposti a provare e noi "la-sciamo che provino". Provano però con dei finanziamenti regionali e con diritti di superficie che concede la Regione; provano met-tendo in gioco il marchio della nostra Regione e quindi noi ab-biamo il dovere di stabilire che questa operazione venga effettuata rispettando l'immagine della nostra Regione e distribuendo qualcosa certamente migliore dell'acqua che viene proposta.

Questo è l'elemento base per cui noi siamo contrari a questa operazione. Poi ce ne sono altri; dall'incertezza rispetto alle conseguenze che può provocare la costruzione di un tunnel come quello dell'autostrada del Monte Bianco. Diventa molto facile dire che probabilmente si potrà salvaguardare, ma gli effetti di quegli scavi li vedremo soltanto dopo che verranno fatte le gallerie, le conseguenze saranno difficili da quantificare, tant'è vero che non esiste una perizia che garantisca questo aspetto. Questo è pertanto un altro elemento che ci induce a dare una valutazione molto critica. Quindi il nostro voto sarà un voto contrario.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) Alcune brevi risposte su questioni che non sono materia di opinioni diverse, e non pretendo di convincere nessuno.

Innanzitutto, siccome spesso può capitare che posizioni sostenute in passato dal sottoscritto siano diverse da quelle che porto oggi, è ovvio, ma oggi rappresento l'intera collettività e non soltanto un gruppo e faccio parte di una coalizione in cui le posizione vanno comunque...

(Intervento fuori microfono)

...non ritornerò più su questa argomentazione

Portavo la posizione di un gruppo politico preciso, in minoranza...

(Interruzione fuori microfono)

...Come non c'entra niente. Noi non abbiamo mai detto che l'acqua non era buona, avevano dubbi sulla pubblicità e questo mi sembra di averlo considerato.

Rispetto all'impostazione, gli elementi che hanno portato a fare una scelta sono stati tali ad un certo punto delle indagini e delle valutazioni, che hanno convinto l'Assessore che le cose potessero essere risolte in quel modo, ed hanno convinto anche la Giunta.

Le osservazioni su alcune questioni emerse nel dibattito. Danni della società: la società finora non ha chiesto danni e sicuramente non credo sia compito dell'Amministrazione occuparsene. Sulla superficie: è inteso che la superficie è quella che è stata prospettata nei rapporti scritti tra Regione e società. La piantina non è molto comprensibile e di questo ne do atto, cercheremo la prossima volta di preparare piantine più comprensibili.

Ho molto apprezzato l'intervento del Consigliere Lanivi perché in effetti è un nodo importante che la Giunta si appresta ad affrontare. La politica industriale della Regione ha avuto efficacia proprio per questo fatto di mettere a disposizione gli stabilimenti già costruiti per tutto un certo periodo, in questi ultimi tempi, in una situazione anche di crisi industriale. Le società presentano due problemi; da una parte il fatto che in altre zone del paese esiste il contributo a fondo perduto in quantità rilevanti, dall'altro i tempi di costruzione degli stabilimenti da parte della Regione, progettazione, appalti, costruzioni. Si presenta poi sempre più numeroso e sempre più spesso per gli stabilimenti costruiti, il caso della manutenzione e la Regione per sostituire un rubinetto, deve passare attraverso tre assessorati perché la richiesta viene fatta all'Industria, l'Industria scrive al Demanio e Patrimonio, il Demanio Patrimonio deve passare ai Lavori Pubblici e a volte per un operazione di questo tipo passano anni.

Io condivido il fatto che avere le aree disponibili sia un forte strumento di possibile intervento regionale e credo che questa direzione sarà seguita, ma non so però se essere in possesso anche dello stabilimento nelle condizioni di oggi, sia preferibile a quel calcolo che ritengo attendibile, fatto dal Consigliere Lanivi, di possibilità di scelta, tra il mutuo e il contributo a fondo perduto equivalente alla coalizzazione del mutuo che in effetti è di circa il 30 percento.

E' un problema che affronteremo e discuteremo.

In Commissione la convenzione era stata portata non so per quale ragione. Io non sono stato neanche chiamato altrimenti per quello che potevo, avrei preferito discutere i dettagli in Commissione anziché in Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV)Je crois que le thème méritait une certaine attention, car ce n'est pas un problème lié seulement à l'établissement; aujourd'hui on n'a pas repris le thème des dépendants qui entre-temps sont diminués de quelques unités. On a au contraire essayé d'examiner les différences entre deux propositions, surtout en faisant une analyse indispensable pour comprendre les modifications et leur sens.

Je crois que donner 10 milliards et demi de lires à fond perdu soit lourd, mais le calcul réel est beaucoup plus, du 38 pour cent selon les données actualisées par les banques. Mais acceptons le 30 pour cent. Les conseillers ont été obligés de faire une comparaison entre les deux conventions.

Il est urgente de démarrer avec cet établissement et dans ce sens il était indispensable de prendre une décision. Ce qui est regret-table c'est que malheureusement on n'a pas encore résolu l'autre problème: comment utiliser les sources et éviter qu'il y ait demain la requête d'endommagement ou à l'Administration régionale ou à la Rav ou à n'importe qui pour le fait que l'eau qui était prévue, a été perdue.

C'est un risque qui est encore là! Le temps est passé, sans qu'on ait des effets. C'est le seul regret! Nous sommes quand même convaincus que c'est important qu'il y ait un établissement d'eaux minérales, mais étant critiques vers le système employé, nous nous abstiendrons de voter ce changement.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi.

Lanivi (AI) Per motivare il mio voto che sarà di astensione. Voglio specificare anche per quale motivo è di astensione.

È sicuramente da considerarsi positivo che in qualche modo si operi perché si realizzi questa iniziativa, però nello stesso tempo non è da sottovalutare né da dimenticare che il giudizio è negativo a mio modo di vedere, per questo cambio di direzione rispetto alla politica industriale, quindi l'astensione si giustifica soltanto perché riteniamo pericoloso se questa via dovesse essere seguita per futuri insediamenti industriali e per la politica industriale in Valle d'Aosta.

Presidente Pongo in votazione l'approvazione del provvedimento di cui all'oggetto n. 26.

Si vota per alzata di mano.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 16

Favorevoli: 15

Contrari: 1

Astenuti: 11 (Agnesod, Lanivi, Louvin, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat).

Il provvedimento è approvato.