Oggetto del Consiglio n. 308 del 30 settembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 308/75 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Caveri (U.V.) - Colleghi Consiglieri, i lavori hanno inizio con 31 Consiglieri presenti. Prego il Consigliere Segretario di leggere le delibere in ratifica, leggendo la data e il titolo.

Oggetto n. 1018 in data 12 marzo 1975: Concessione e liquidazione di un acconto di Lire 10.000.000 al Comitato Valdostano F.I.S.I. - A.S.I.V.A. e all'U.S. Aosta - Sezione Calcio sul contributo previsto dalla legge regionale 26 agosto 1974 n. 35 "Interventi a favore dello sport" per l'attività da svolgersi nella stagione agonistica 1974/1975.

Oggetto n. 1123 in data 24 marzo 1975: Concessione e liquidazione al "Collège Universitaire des Études Fédéralistes", di Aosta, di un contributo straordinario di Lire 5.000.000 nelle spese per l'attività dell'anno 1974.

Oggetto n. 2003 in data 9 maggio 1975: Concessione di somma al Comitato della Croce Rossa Italiana per la Valle d'Aosta per l'acquisto di due nuove autoambulanze. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 3463 in data 25 giugno 1975: Costruzione di un piazzale nel capoluogo del Comune di Valgrisanche. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 1883 in data 30 aprile 1975: Concessione e liquidazione di un contributo di Lire 2.500.000 alla "Société de la Flore Valdôtaine" di Aosta per il trasferimento ed il riordino della raccolta di flora, fauna e mineralogia. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 2906 in data 11 giugno 1975: Concessione di somma all'Ente Ospedaliero Regionale della Valle d'Aosta per l'acquisto di una autoambulanza attrezzata per il servizio di trasporto e rianimazione di malati ad alto rischio. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 3523 in data 25 giugno 1975: Concessione e liquidazione di un ulteriore contributo di Lire 800.000 alla Corale "Amis de Verrayes" per acquisto e confezione di costumi. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3565 in data 2 luglio 1975: Lavori di ultimazione della strada di Marine (Frazioni Alte) in Comune di Perloz. Approvazione di perizia suppletiva. Approvazione ed impegno di spesa. Approvazione di nuovi prezzi.

Oggetto n. 3566 in data 2 luglio 1975: Lavori di allargamento e sistemazione strada del Cognein in Comune di St. Pierre. Approvazione di perizia suppletiva. Approvazione ed impegno di spesa. Approvazione di nuovi prezzi.

Oggetto n. 3628 in data 2 luglio 1975: Compravendita e permuta di particelle di terreno, site in Comune di Arnaz. Integrazione e modificazione delle deliberazioni del Consiglio regionale n. 318 del 28 novembre 1972 e della Giunta regionale n. 5838 del 29 novembre 1972 e n. 1561 del 6 aprile 1973. Approvazione, finanziamento, impegno e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 1127 in data 24 marzo 1975: Concessione di un ulteriore contributo di Lire 1.085.000 al Comune di Gaby per lavori di sistemazione del giardino per ragazzi. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 2172 in data 14 maggio 1975: Concessione e liquidazione di contributo alla A.F.S.A.I. - Borse di studio internazionali - per ricerche sulla possibilità di istituire in Valle d'Aosta una comunità educativa internazionale.

Oggetto n. 2625 in data 11 giugno 1975: Concessione di contributo alle Sezioni della Valle d'Aosta della Associazione Volontari Italiani del Sangue (A.V.I.S.). Approvazione e liquidazione della spesa di Lire 5.000.000.

Oggetto n. 3231 in data 18 giugno 1975: Concessione e liquidazione di contributi ad allevatori nelle spese per la sostituzione del bestiame perduto in seguito ad eccezionali calamità. Approvazione e liquidazione di spesa. Prelevamento di somma dal fondo di riserva.

Oggetto n. 3286 in data 18 giugno 1975: Approvazione ed impegno di spesa per la dotazione dei locali della Tour Fromage di strutture atte a consentire lo svolgimento di esposizioni temporanee. Esecuzione dei lavori in economia diretta.

Oggetto n. 3485 in data 25 giugno 1975: Assistenza silicotici - legge regionale 14 maggio 1964 n.4 - concessione e liquidazione di contributi a favore di lavoratori malati di silicosi ed asbestosi ed a favore degli Enti ed Istituti locali di Patronato nelle spese per accertamenti radiologici e per visite mediche. Periodo dal 1° gennaio al 30 marzo 1975.

Oggetto n. 3622 in data 2 luglio 1975: Concessione di contributo alla "Coopérative des Producteurs de fruits de Saint Pierre" per la gestione 1974/1975 del magazzino frutta di Saint Pierre. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3637 in data 2 luglio 1975: Corsi di doposcuola per il periodo dal 10 gennaio 1973 al 31 maggio 1974. Versamento contributi I.N.P.S. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3638 in data 2 luglio 1975: Concessione e liquidazione al Patronato Scolastico di Aosta di un ulteriore contributo per il funzionamento delle refezioni - Anno scolastico 1974/1975. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3639 in data 2 luglio 1975: Concessione e liquidazione al Comune di Gressoney La Trinité di un contributo per l'acquisto di uno scuolabus. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 3659 in data 2 luglio 1975: Concessione e liquidazione di un contributo straordinario di Lire 5.000.000 all'Istituto Storico della Resistenza in Valle d'Aosta per iniziative culturali a celebrazione del 30° Anniversario della Resistenza. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 3663 in data 2 luglio 1975: Concessione e liquidazione di un contributo di Lire 4.500.000 al Canonico Luigi Garino, Amministratore della Cattedrale di Aosta, per l'esecuzione di lavori di installazione di un impianto di antifurto alla Chiesa Cattedrale di Aosta. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3774 in data 8 luglio 1975: Concessione di un contributo al Patronato Scolastico di Avise per l'istituzione di un servizio di trasporto degli alunni della scuola dell'obbligo - Anno scolastico 1974/1975. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 3842 in data 18 luglio 1975: Lavori di sistemazione di un fabbricato per la nuova Scuola Media di 2° grado in Comune di Pont St. Martin. Approvazione del progetto. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa. Esecuzione degli impianti tecnologici in economia diretta.

Oggetto n. 3964 in data 18 luglio 1975: Lavori urgenti di sgombero d'alveo nel torrente Menouve, in territorio del Comune di Etroubles. Esecuzione dei lavori in economia mediante contratto di cottimo fiduciario. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 4021 in data 7 agosto 1975: Rivestimento paramassi della galleria di Tâche sulla strada regionale di Rhêmes. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione ed impegno di spesa.

Oggetto n. 4185 in data 7 agosto 1975: Concessione di un ulteriore contributo al Patronato Scolastico di Fénis per la gestione del servizio di refezione - Anno scolastico 1974/1975. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 4197 in data 7 agosto 1975: Concessione e liquidazione di un contributo di Lire 4.490.000 al Comune di Chambave per l'acquisto di uno scuolabus. Approvazione e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 4372 in data 27 agosto 1975: Concessione di un contributo al Patronato Scolastico di Bionaz per la gestione del servizio di refezione - Anno scolastico 1974/1975. Approvazione e liquidazione di spesa.

Oggetto n. 4374 in data 27 agosto 1975: Istituzione di posti gratuiti e semigratuiti presso collegi o convitti funzionanti nella Regione da assegnare ad alunni della scuola media residenti in Comuni o località particolarmente disagiati - Anno scolastico 1975/1976. Approvazione delle norme di assegnazione.

Oggetto n. 4502 in data 8 settembre 1975: Concessione di somme al Comune di Morgex per la gestione del servizio di trasporto infermi. Approvazione, impegno e finanziamento di spesa.

Oggetto n. 4584 in data 10 settembre 1975: Concessione di un contributo di Lire 17.440.000 al Comune di Gressan per la ristrutturazione delle scuole elementari del capoluogo (1° lotto). Approvazione ed impegno di spesa.

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Oggetto n. 1018 in data 12 marzo 1975:

Caveri (U.V.) - Per questa delibera... ecco, volevo appunto dire che aspettavamo la presenza del Presidente della Giunta, va bene ...(voci)... sì, lo so, ma volevo solo assicurarmi della sua presenza.

Chincheré (P.C.I.) - Credo sia la quarta o la quinta volta che questa deliberazione di Giunta iene in Consiglio per memoria, in quanto il Gruppo Comunista aveva chiesto - e la maggioranza aveva accettato - il rinvio della votazione sulla stessa.

La nostra fu una battaglia, una posizione di principio da un punto di vista tecnico abbastanza vuota, perché i 10 milioni all'U.S. Aosta e all'A.S.I.V.A. sono stati liquidati ugualmente con procedimento d'urgenza, cioè di fatto questi soldi le due Società li hanno già presi. Quello che noi dicemmo allora resta però valido, perché c'era il rischio, con questa deliberazione di Giunta, di instaurare una prassi sulla quale noi non eravamo assolutamente d'accordo. Perché non siamo d'accordo? Direi che alcuni fatti sportivi successi alcuni giorni fa ci dimostrano alcune cose interessanti. Io che non mi intendo assolutamente di calcio, o perlomeno di un certo tipo di calcio come lo si fa in Italia, ho letto da qualche parte che ultimamente la nostra nazionale, che vale alcuni miliardi, ha fatto una figuraccia contro una squadra parrocchiale della Finlandia (se non vado errato, credo fosse il Dopolavoro delle Ferrovie di qualche città finlandese). Ovviamente il fatto personalmente non mi stupisce, anzi mi dà una certa gioia e una certa felicità, perché ci auguriamo e mi auguro che da queste lezioni, che ormai si susseguono con una certa frequenza, i responsabili dello sport italiano si rendano conto che con questi mezzi e in questo modo di concepire il calcio ormai è finita un'epoca. Bisogna assolutamente ricominciare da capo e ampliare la partecipazione attiva allo sport per avere vivai ampiamente numerosi da poter prestare nazionali che almeno facciano metà di quello che dovrebbe fare una nazionale di calcio.

Ovviamente un discorso fatto in piccolo, in molto sedicesimo, vale anche per un certo tipo di semi professionismo che è una piaga presente anche nella nostra Regione. Vorrei rammentare che la legge regionale n. 35 sullo sport è precedente all'inizio del campionato 1974/1975, malgrado questo, un certo modo di concepire l'attività sportiva è stato portato avanti dai dirigenti del Nus-Aosta, pensando - e fino adesso hanno avuto ragione - che tanto alla fine qualcuno pagava, come è successo due anni fa, dove abbiamo saldato qualcosa come 22 milioni di debiti passivi, più 15 milioni di contributo, per un ammontare di 37 milioni, che fino a prova contraria non sono una cifra indifferente. Tutta questa situazione ci dimostra che il fatto di pagare giocatori e di avere dei bilanci faraonici - rammento alcuni bilanci presentatici in cui c'era 1.200.000 lire di medicinali, 700.000 di tè, oltre alle trasferte e qualcosa come 8-9 milioni pagati per singolo giocatore - non significa assolutamente fare del bel gioco e avere dei risultati sul piano sportivo. Ovviamente un Ente pubblico che si prefigge e concepisce lo sforzo come servizio sociale non può correre dietro a queste manie di grandezza che, oltretutto, non danno nessun risultato sul piano sportivo.

L'Assemblea generale dello sport, chiamata a pronunciarsi su tale questione (ed è qui che mi interessa la posizione della maggioranza e della Giunta), ha deliberato, data la situazione esistente di fatto e anche se non è stata unanime su questa posizione, che per quest'anno si poteva riconfermare per l'U.S. Aosta l'ammontare del vecchio contributo ammontante a 15.000.000 e che questo comunque non doveva significare un altrettanto uguale impegno per i campionati a venire. L'Assemblea dello sport ha deliberato questo. Ovviamente noi come Gruppo Comunista facciamo nostra questa posizione e vorremmo sapere in questo caso la posizione della controparte amministrativa, che è la Giunta, se ha preso anche l'altra decisione, e cioè che i soldi vengano dati alla Federazione Italiana Gioco Calcio affinché sia poi la stessa Federazione a stabilire i contributi alle singole Società sportive che giocano a calcio. È un problema grosso. Credo che da quello specchietto che i funzionari della Regione hanno dato ai componenti dell'Assemblea nazionale dello sport il calcio semi-professionista della Valle d'Aosta risucchi il 28% dell'importo globale che distribuiamo per lo sport. Fino a prova contraria il 28% è di fatto un terzo della somma e naturalmente due Società sportive non si possono permettere il lusso di appropriarsi di un terzo del globale che noi spendiamo per l'attività sportiva in Valle d'Aosta.

Ovviamente per un senso di responsabilità che abbiamo sempre dimostrato in queste cose e anche perché crediamo che questa volta finalmente si riesca a voltare pagina su tali argomenti, nonché ad instaurare un nuovo tipo di rapporto con le Società sportive, noi voteremo a favore di questa delibera, però vorremmo sentire cosa pensa la Presidenza della Giunta sulle proposte dell'Assemblea generale dello sport e se anche per la Giunta quelle proposte sono vincolanti per quanto riguarda i futuri criteri di assegnazione dei contributi.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente. In linea di massima concordiamo sulle proposte dell'Assemblea, tutte, perché non sono uniche su questo argomento: tutte le proposte che sono emerse da quei dibattiti ai quali il Consigliere Chincheré era presente dovranno essere discusse, non tanto dalla Giunta, quanto dal Consiglio, perché costituiscono delle interpretazioni di una legge regionale esistente. Il dibattito è portato proprio sul fatto se certe Società sportive e certe attività possano o meno essere finanziate da quella legge. Credo che Chincheré di questo fatto possa dare ampia testimonianza: la questione dovrà essere discussa e determinata dal Consiglio. Occorrerà sapere se per esempio lo sport del calcio, così come praticato oggi in Valle d'Aosta, è uno spettacolo oppure costituisce un'attività sportiva. Parlo di spettacolo perché intervengono pagamenti per giocatori o cose del genere, quindi se il bob costituisce un investimento specifico per la Regione sotto il profilo pubblicitario o semplicemente di manutenzione di installazioni che sono costate quello che sono costate alla Regione, oppure se è un'attività sportiva che può essere finanziata da questa legge.

Questo dibattito sarà portato quanto prima in Consiglio e sarà il Consiglio che deciderà in materia. In linea di massima, per quanto riguarda il calcio, concordiamo con le proposte dell'Assemblea: saltare il termine immediato dando direttamente alla Federazione Calcio Valdostana affinché la stessa possa poi al suo interno stabilire una ripartizione fra le differenti squadre che giocano in Valle d'Aosta.

Chincheré (P.C.I.) - Due sole raccomandazioni: la prima riguarda le proposte del Presidente della Giunta, la seconda un'altra questione di cui sono venuto a conoscenza casualmente oggi, che comunque ho avuto tempo di verificare e che purtroppo si è verificata esatta. Si tratta, come diceva il Presidente della Giunta nell'Assemblea nazionale dello sport, di avere un'interpretazione autentica della legge. Il Presidente della Giunta sostiene che questa interpretazione autentica della legge deve essere sancita da un atto ufficiale del Consiglio regionale. Ora, affinché questo avvenga, qualcuno deve prendere l'iniziativa da portare in Consiglio. Ora noi, sia per quanto riguarda questo, sia per quanto riguarda la questione più generale del bob e alcune altre questioni, abbiamo solo una perplessità: siccome pensiamo che la Giunta abbia l'autorità, l'autonomia e lo strumento di conoscenza sufficiente per preparare una deliberazione di questo genere, non vorremmo ritrovarci a discutere di questo argomento su altre deliberazioni, preferiremmo discuterlo prima e vorremo che la Giunta ci portasse in Consiglio tali questioni in tempi abbastanza brevi.

La seconda questione è questa, c'è la tendenza da parte di alcune Federazioni sportive di gestire i fondi che l'Assemblea generale dello sport dà loro senza consultare le Società. Ora io non credo che da un punto di vista legale la Giunta o il Consiglio regionale abbiano spazio per intervenire e costringere le Federazioni a fare questo, però ovviamente la Giunta credo che possa fare presente alla prossima Assemblea generale dello sport questo fatto, che non credo possiamo tollerare, perché ovviamente la vita interna delle Federazioni è un fatto autonomo dove noi non possiamo mettere naso, ma comunque ci deve preoccupare, perché va a finire che questa legge significa poi un passo all'indietro invece che un passo in avanti per le Società sportive, soprattutto esprimendo tutta la nostra solidarietà alle Società sportive eventualmente tagliate fuori dalla discussione dell'uso di questi fondi, dimostrando il nostro impegno a far sì che anche loro partecipino alla divisione ulteriore di questi fondi, facendole partecipare assolutamente in positivo e non in negativo.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 1123 in data 24 marzo 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 2003 in data 9 maggio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3463 in data 25 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 1883 in data 30 aprile 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 2906 in data 11 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Qui vorrei fare un'osservazione che non è proprio pertinente con questo argomento, ma c'è un riferimento un po' elastico. Alla Maternità di Aosta ci sono molte cose che vanno bene, tra l'altro ho potuto sapere - quasi constatare - che nel reparto Pediatria i bambini vengono curati con molto zelo e con buoni risultati. C'è però un fatto molto grave: nel reparto Pediatria della Maternità non ci sono letti con la sponda alta, per cui per evitare che i bambini cadano dai letti vengono addirittura legati ai letti stessi. Questo è quanto avviene anche in altri Istituti, Maternità, Brefotrofi e diverse riviste in Italia si sono occupate di questo problema, giustamente deprecandolo. Dato che si spende, che si fanno spesso spese voluttuarie e di lusso, mi pare non sarebbe male pensare a comprare dei letti in modo da evitare questo grave inconveniente, perché non è certamente una cosa commendevole.

Manganoni (P.C.I.) - Dopo l'osservazione che ha fatto il Presidente del Consiglio io ne vorrei fare un'altra: la visita ai silicotici. Noi abbiamo fatto delle battaglie in questo Consiglio con mozioni e interpellanze affinché le visite si svolgano ad Aosta, come si faceva una volta. Dopo la regionalizzazione sono stati mandati a Torino, e sappiamo con quali inconvenienti: la gente che abita a Bionaz, a Cogne o che so io, deve trovarsi ad Aosta alle cinque del mattino per prendere il treno e andare a Torino, poi a Torino deve prendere il tram, e noi sappiamo la confusione che c'è per arrivare in tempo. Insomma, dopo queste lunghe battaglie che abbiamo condotto, si era incominciato a fare la visita a tutti i silicotici all'Ospedale di Aosta, salvo casi eccezionali. Solo che adesso cosa succede? Che una parte di questi silicotici sono di nuovo mandati a Torino alle visite di controllo per aggravamento o per accertamento della silicosi; dopo un periodo di tempo in cui le visite le passavano tutte ad Aosta, salvo casi eccezionali, adesso invece una parte di queste vengono di nuovo dirottate a Torino. Ma è possibile che qui le cose anziché migliorare peggiorino?

Noi chiediamo - e mi riservo di presentare una mozione su questo argomento, su cui il Consiglio dovrà pronunciarsi - che la si smetta di continuare a obbligare questa povera gente a sottostare a questo tour de force, è gente che ha compiuto tanti anni, sono ammalati che non possono respirare, sappiamo purtroppo cos'è la silicosi. Il principio della mozione sarà questo: pregherò la Giunta di volersi interessare seriamente al problema e di evitare questo inconveniente.

Andrione (U.V.) - Né per un caso, né per l'altro ero informato di quanto è stato detto dal Presidente del Consiglio e dal Consigliere Manganoni.

Per quanto riguarda il reparto di Pediatria manderò immediatamente a chiamare i responsabili e chiederò informazioni in proposito. Lo stesso vale per quanto riguarda i silicotici: manderò a vedere in Ospedale per quali motivi ci sono gli inconvenienti lamentati dal Consigliere Manganoni, soprattutto se vi è la possibilità, perché non so se qualche volta manchiamo di attrezzatura, non so se quanto lui richiede è possibile farlo direttamente all'Ospedale di Aosta. Comunque, se non è un problema di quel genere, chiederò immediatamente che tutti gli esami radiologici necessari ai silicotici vengano fatti ad Aosta. Abbiamo comprato delle attrezzature in questi ultimi mesi per questi problemi, ma penso che non sia quello; comunque vorrei essere maggiormente informato sull'argomento.

Manganoni (P.C.I.) - Brevissimo, io non so se è per carenza di attrezzature o meno, però a me risulta questo: vi sono macchinari del valore di decine di milioni che giacciono imballati in qualche ripostiglio dell'Ospedale. Ora ...(voci)... se le risulta che questo non è vero ne sono ben lieto, ma allora è vero invece questo: dato che le attrezzature per i silicotici devono essere utilizzate perché i silicotici purtroppo ci sono, si acquistino allora le attrezzature, se mancano.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3523 in data 25 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Ici je voudrais faire une remarque, c'est-à-dire les premiers costumes des chorales ont été faits selon les traditions et selon certains styles. Par exemple le costume de la Ville d'Aoste, qui a été adopté par une chorale d'Aoste, a été fait sur la base d'une vieille estampe et on a fait refaire le costume trois fois, parce que cette tailleuse le voulait faire avec de la fantaisie, ne voulait pas respecter ce qui résultait de l'ancienne estampe du XVIIIe siècle. Que qu'est-ce qu'il est arrivé après? Un peu toutes les Juntes sont responsables de cela: on a fait des costumes de pure fantaisie, des costumes de Carnaval.

Moi, pour mon compte, quand je vois passer certains costumes de certaines chorales j'ai envie de me tourner de l'autre côté, parce que vraiment ce sont des horreurs, ce sont des choses - comme je dis - de Carnaval qui n'ont rien à que faire avec les costumes historiques de la Vallée. Je ne sais pas comment est le costume de la chorale de Verrayes, mais, avant de donner les contributions, disons qu'il faudrait quand même faire de manière que ces costumes ne soient pas trop ridicules comme ils l'ont été beaucoup d'entre eux que nous avons vu même dernièrement lors de la manifestation des chorales en Place Chanoux.

Viglino M. Ida (R.V.) - Monsieur le Président, mes bureaux m'ont assuré que les contributions de la Région auraient été distribuées seulement lorsque le dessin du costume aurait été approuvé par les responsables déjà chargés de ce travail. Je pense que cela se vérifie depuis quelques années. Je m'informerai tout de même davantage et je vous ferai avoir tout le dossier, mais on m'a vraiment assuré qu'on intervient que lorsque le costume est approuvé par une certaine personne désignée par la Junte régionale, justement pour éviter ces costumes de Carnaval. La Chorale Les Amis de Verrayes avait donc reçu la possibilité de faire exécuter ce costume qui avait été examiné justement par cette personne auparavant. De toute façon, je me renseignerai davantage et je vous ferai avoir les renseignements que j'aurai reçus.

Caveri (U.V.) - Je vous dirais tout de suite que, selon mon modeste avis, les assurances qui vous ont été données ne correspondent pas à la vérité, parce qu'on croit de faire du "valdôtainisme" dans les costumes en badigeonnant de rouge et de noir les chapeaux, les uniformes ou les smokings ou qu'est-ce que c'est, mais il ne suffit pas de badigeonner de rouge ou de noir les costumes pour dire qu'il s'agit de costumes valdôtains. En tout cas, j'ai fait une recommandation.

Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3565 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3566 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3628 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Si rinvia questo oggetto alla fine della seduta, perché la votazione su questo argomento, come per l'oggetto n. 3231, deve avvenire a scrutinio segreto.

Oggetto n. 1127 in data 24 marzo 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 2172 in data 14 maggio 1975:

Chincheré (P.C.I.) - A costo di fare una figuraccia, perché teoricamente qualunque medio Consigliere regionale queste cose non dovrebbe chiederle, e ammettendo che un certo modo di concepire il governo della cosa pubblica tende naturalmente a tagliare fuori gli organi di controllo del Consiglio che sono, fra l'altro, le Commissioni consiliari e anche questo, dati i tempi che corrono, mi sembra una cosa perfettamente normale e naturale. Anche se non sono ovviamente d'accordo, non so assolutamente niente di questa A.F.S.A.I., né degli obiettivi che si propone o cose di questo genere, allora, siccome faccio il mea culpa perché teoricamente dovrei saperlo, prima di votare a favore o contro sarei molto curioso - e credo di essere anche in buona compagnia - di sapere di cosa si tratta realmente.

Andrione (U.V.) - Si tratta di una Società di origine americana, credo che si chiami "Associazione per la Formazione, gli Scambi e le Attività Interculturali", che è stata incaricata con lettera del Presidente della Giunta regionale n. 637 in data 2 luglio 1973 di condurre uno studio - qui vi è il dossier, che è abbastanza voluminoso, e che in caso il Consigliere Chincheré potrà consultare dalla A alla Z - sulla possibilità di istituire in Valle d'Aosta una comunità educativa internazionale. Non risulta parallelo a nessun provvedimento di Giunta.

Con nota in data 3 gennaio 1975, diretta alla Presidenza della Giunta, il Dottor Roberto Ruffino, Direttore generale dell'A.F.S.A.I., ha sollecitato il pagamento della somma di lire 4.454.000.728 per la realizzazione di uno studio sulla possibilità di istituire in Valle d'Aosta una comunità educativa internazionale.

L'Avvocato Giorgio Celli di Roma, immediatamente dopo, oltre ad annunciare una causa legale in caso di mancato pagamento di detta somma, con lettera in data 2 luglio 1974 ha richiesto, per conto della società S.E.C. (Società Esercizio Cartolerie) a responsabilità limitata, il pagamento della fattura n. 912/162 datata 21 dicembre 1973 per la stampa di 1.500 copie su un opuscolo di presentazione del progetto di Scuola internazionale da attivare in Valle d'Aosta dal titolo "Fondazione Comunità Educativa". L'importo di questa fattura è di lire 3.077.200, però la commissione per la detta pubblicazione è stata effettuata direttamente dall'A.F.S.A.I.. L'Ufficio legale della Regione e la Segreteria Generale, interrogati in proposito, hanno tratto le seguenti conclusioni: 1) si ritiene dovuta la somma di L. 4.995.000 e via dicendo all'A.F.S.A.I., somma che, d'altronde, risulta inferiore a quella preventivata da detto istituto con lettera del 24 aprile 1972. La ragione della delibera d'urgenza per la quale Chincheré alludeva a una teorica mancanza di controllo del Consiglio comunale è dovuta alla necessità di chiudere immediatamente la possibilità della nascita di una vertenza legale nella quale la Regione sarebbe andata soccombente; 2) per quanto concerne, invece, il pagamento della stampa dell'opuscolo "Fondazione Comunità Educativa, si rileva quanto segue: il Direttore dell' A.F.S.A.I., Dottor Ruffino, richiedeva telefonicamente in data 26 ottobre 1973 al responsabile dell'Ufficio Stampa l'autorizzazione a stampare l'opuscolo. Il Capo dell'Ufficio Stampa, con lettera n. 1046 del 29 ottobre 1973, avvertiva la necessità di acquisire la preventiva autorizzazione del Presidente della Giunta, di conseguenza l'Ufficio Stampa si dimetteva dall'incarico cessando i rapporti con l'A.F.S.A.I..

I successivi rapporti con l'A.F.S.A.I. furono tenuti dall'allora Assessore alla Pubblica Istruzione Geometra Lanivi. In data 3 dicembre 1973 il Dottor Ruffino scriveva al Geometra Lanivi ringraziandolo della verbale autorizzazione alla stampa dell'opuscolo. In data 10 dicembre 1973 il Geometra Lanivi invitava telegraficamente l'A.F.S.A.I. a sospendere la stampa dell'opuscolo in attesa di un'eventuale successiva autorizzazione della Giunta regionale. In data 16 dicembre 1973 il Dottor Ruffino comunicava telegraficamente: "Stampato materiale in seguito autorizzazione verbale 3 dicembre. Impossibile revocare ordinazione. Fattura sarà comunque addebitata". L'Ufficio conclude dicendo che, pur rilevando che la Presidenza della Giunta aveva dato disposizioni all'Ufficio Stampa al fine di provvedere al saldo di ogni competenza dell'A.F.S.A.I. e a prescindere da eventuali autorizzazioni verbali alla stampa dell'opuscolo che d'altronde l'allora Assessore nega di aver dato, non sembra che l'Amministrazione sia tenuta al pagamento della relativa fattura, in quanto la stampa di questo opuscolo non è stata ufficialmente commessa dalla Regione.

Di conseguenza, visto lo stato della pratica, vista questa fattura, questo studio autorizzato nelle debite forme, studio che è qui e che può essere consultato da ogni Consigliere, per quanto riguardava la Regione era dovuto. La Giunta regionale, onde evitare ogni vertenza legale, ha ritenuto di dover pagare quanto era stato autorizzato dalla Presidenza della Giunta. Si è invece rifiutata di pagare, perché non tenuta sotto il profilo legale, a pagare l'opuscolo e con lettera mia si è comunicato alla S.E.C. che erano liberissimi di intentarci causa in materia e che noi non avremmo pagato. Finora nessuno si è mosso, pertanto credo che con il pagamento di questa fattura la vertenza sarà chiusa.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Consigliere Lanivi ... (voci) ... ah, stava votando, credevo che chiedesse la parola. Allora chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 2625 in data 11 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3231 in data 18 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - È stato rinviato, come detto in precedenza, perché la votazione su questo argomento avverrà a scrutinio segreto.

Oggetto n. 3286 in data 18 giugno 1975:

Manganoni (P.C.I.) - Che finalmente questa Tour Fromage venga utilizzata è lodevole, come sarebbe altrettanto lodevole il fatto che si decida finalmente ad utilizzare il Castello di Aymaville, dopo le assicurazioni fatte dalla precedente Giunta a questa Giunta, comunque da parte del potere esecutivo sull'utilizzazione di tale Castello che è sempre nel più completo abbandono. Io mi auguro che si decida finalmente a dargli una destinazione.

Rimanendo all'allegato, io stavo constatando che 23 milioni per me sono una cifra abbastanza rilevante, comunque vada pure. Qui abbiamo 13 milioni di materiale e 10 di mano d'opera. Vorrei sapere se questa mano d'opera è rappresentata dagli operai alle dipendenze della Regione... bene. Allora io vorrei attirare l'attenzione della Giunta su un fatto: una volta questi operai erano 79, non so se sono aumentati o diminuiti ...(voci)... 77, quindi sono già diminuiti di due unità. È già lodevole il fatto che, anziché aumentare come da tanti anni si faceva, siano diminuiti, ed è giusto che a questi operai si dia loro del lavoro, però è altrettanto giusto dare del lavoro anche ad altri operai.

Ecco qui l'ennesima dimostrazione: Aosta è sempre di categoria A, gli altri Comuni sono di categoria B. Mi spiego: noi abbiamo i cantieri dei Lavori Pubblici (i cantieri scuola e cantieri in economia) ed abbiamo i cantieri della Forestale, in cui sia gli uni che gli altri svolgono un'opera che innanzitutto diciamo che è sociale. In secondo luogo è utilissima, perché mentre coi cantieri dei Lavori Pubblici si fanno delle opere, coi cantieri della Forestale si fanno dei rimboschimenti, delle opere sui fiumi.

Per i cantieri della Forestale io inviterei l'Assessore ad accertarsi, a fare dei sopralluoghi e a controllare, perché da quanto si sente - di certo io non posso andare a controllare tutti i cantieri, d'altronde non è compito mio - non tutti funzionano come dovrebbero funzionare. Noi abbiamo il triste esempio della Bassa Valle: risulterebbe che vengono assunti in certi cantieri pensionati a 2 o 300.000 lire al mese, ma invece chiediamo di assumere magari dei pensionati a 50-80.000 lire al mese non a 2-300.000.

Fatta questa premessa per i cantieri della Forestale, inviterei l'Assessore ad indagare, perché quelli dei Lavori Pubblici da quanto mi risulta effettivamente rendono. Allora cosa succede? Io ho avuto occasione di interessarmi giorni fa presso l'Assessore ai Lavori Pubblici: vi sono dei cantieri che si stanno svolgendo in Valle e che vengono chiusi. L'Assessore dice perché non abbiamo fondi. Ora, noi qui tutti ci predichiamo e ci preoccupiamo di pensare particolarmente ai nostri villaggi e ai nostri comuni di montagna per evirare lo spopolamento, per fare in modo che la gente rimanga là, ma poi adesso, a fine settembre, cioè quando in campagna di lavoro non ce n'è più, specialmente in alto, è proprio in questo periodo che sarebbe necessario non solo mantenere aperti questi cantieri, ma di ampliarli per dar a costoro la possibilità di lavorare ancora un mese o due, quando in agricoltura non hanno niente da fare e non possono fare altro. Ecco che l'Assessore risponde: non abbiamo dei quattrini.

Qui non voglio citare certi quattrini come vengono spesi. Non è una cifra enormemente importante, comunque ne ha parlato il Consigliere Chincheré quando si parlava di professionisti del calcio: lì i milioni si distribuiscono a bizzeffe, per fare un piccolo esempio, ma ce ne sono tanti altri di cui oggi vi faccio grazia. Allora lì i quattrini ci sono, ma qui, quando si tratta di dare del lavoro a della povera gente, no, perché non è ad Aosta, perché è fuori in campagna, nei nostri comuni. E l'Assessore mi risponde: "non ho i quattrini"!

Ora io invito seriamente non solo l'Assessore, ma la Giunta, a riesaminare questa posizione e questi cantieri e mi riferisco a quelli dei Lavori Pubblici, perché rendono tra l'altro, non è che si regalano dei soldi. Andate a vedere in quei cantieri, quei soldi che si spendono rendono effettivamente, vengono recuperati dai lavori che questi eseguono, perché anziché appaltare i lavori alle imprese si fanno fare a questi cantieri, ma qui, come vi dicevo, i soldi non ci sono!

Concludo invitando la Giunta a riesaminare urgentemente, perché se aspettiamo la fine di ottobre è inutile che poi andiamo ad aprire cantieri alla fine di ottobre in alta montagna, affinché questi cantieri non vengano chiusi, che si reperiscano quelle poche decine di milioni - osservate: si tratta di poche decine di milioni - per dare lavoro a questi nostri agricoltori che in questo periodo non ce l'hanno. È inutile che qui tutti cianciamo e facciamo dei bei discorsi dicendo alla gente "state in montagna, non venite nelle città" e poi, quando si tratta di dar loro una mano, di dar loro del lavoro - non dei sussidi, ma del lavoro - diciamo che non abbiamo soldi. Questo è l'invito serio che faccio alla Giunta.

Caveri (U.V.) - Vorrei fare una considerazione su questo oggetto e sull'oggetto collegato a questo.

Io non faccio parte di quelli che sono andati in visibilio per le opere del Signor Vedova, anzi faccio parte di coloro che sono stati fortemente delusi per quest'esposizione, perché le opere del Signor Vedova si riducono a delle macchie nere e a delle macerie. A parte queste considerazioni, perché dobbiamo anche renderci conto che è permesso un certo soggettivismo, un certo relativismo soggettivo in materia d'arte, ho però sentito un coro di proteste e di commenti negativi a questo riguardo. A parte ancora questo, pur riconoscendo che sulla spesa totale di 46.000.000 di lire 23.000.000 sono stati spesi per sistemare la Tour Fromage - che non si chiama così perché era un deposito di fontine, ma era la Torre della Famiglia Fromage - e dando atto che queste strutture che sono costate 23.000.000 serviranno per altre esposizioni, sta di fatto che, a mio modesto avviso, si è andati un po' troppo a ruota libera nelle spese per queste esposizioni, perché ...(voci)... a ruota libera, perché si sono spesi 13 milioni per il catalogo e si sono fatte ben quattro consulenze - non ne bastava una! - in materia.

Io non capisco nel modo più assoluto, perché vedo qui, dal testo della delibera del 18 giugno 1975, che è stata fatta una consulenza e che è stata pagata 1.700.000 lire, un'altra consulenza per 900.000 lire, quella di un terzo specialista che ci dirà naturalmente, a noi che non abbiamo approvato queste opere del Professor Vedova, che non capiamo niente di arte, che bisogna essere degli intenditori e degli specialisti in materia, ma alla fine la cosa più stupefacente è una consulenza dello stesso Vedova per 2.000.000 di lire. Ora io mi domando: perché un'auto-consulenza di Vedova sulle sue opere? Ma questo Vedova è un bel succhione dei soldi della Regione! È nel totale che voi avete elencato nella vostra delibera, per cui si arriva, con la cifra di 15.000.000 e poi di 8.000.000, ad un totale di 23.000.000 di lire, e speriamo che sia tutto finito lì, perché non so se è stato dato rendiconto finale per quest'esposizione! ...(voci)... sì, sì, ho letto la delibera, ce l'ho davanti al naso...

Andrione (U.V.) - Su quanto a cui fa cenno l'Avvocato Caveri posso dare ampie spiegazioni, credo ci sia già un'interpellanza da parte del vostro Gruppo, quindi possiamo dare ampie spiegazioni in materia. Chiedo che ci si attenga alla delibera del 18 giugno 1975; sulle altre questioni, siamo a disposizione di tutti per dare e anche per riportare i rendiconti di quella mostra e ogni altra cosa.

Chanu (D.P.) - Io starò all'ordine del giorno, d'altra parte abbiamo avuto una vedova allegra, c'è la vedova nera, c'è la vedova scaltra, non so... comunque, effettivamente stando all'oggetto della delibera, ho la sensazione, mia personale, che questa destinazione della Tour Fromage a esposizione permanente non sia l'antecedente a cui si fa come conseguenza alla mossa che poi è venuta, ma sia forse la conseguenza che doveva venire questo famoso Vedova, e quindi si sono praticamente destinati, con la spesa non indifferente di 23 milioni, i locali della Tour Fromage che naturalmente potranno poi anche servire per ulteriori Vedova, i quali, dopo questo precedente, aumenteranno di numero. Evidentemente dovevano servire per questo.

Io ritengo che forse dal punto di vista di una destinazione definitiva la Tour Fromage potrebbe essere destinata a qualche cosa di più permanente, soprattutto di più serio che non l'esposizione più o meno estemporanea di pittori che, sia pure con tutto il soggettivismo di cui vogliamo fare grazia, sono pittori che Camilla Cederna ne L'Espresso ha qualificato come "pittori capiti da Buticchi", Presidente del Milan, allorquando si era fatto fregare da Rivera nel pacchetto azionario della Società. Detto questo, io comunque ritengo che effettivamente la destinazione della Tour Fromage possa essere più seria e ben diversa da quella di una riduzione di locali a semplici e costosissime esposizioni. Come abbiamo visto, seppure non fa parte dell'ordine del giorno, ne discuteremo poi: sono esposizioni che hanno avuto il consenso di non so quanti, ma reazioni parecchie, e comunque non credo che diano quel lustro a questo monumento della nostra città che meriterebbe di avere.

Andrione (U.V.) - Semplicemente per far notare che i lavori di restauro della Tour Fromage in via Hôtel des Monnaies sono iniziati molti anni fa e sono stati condotti dalla Giunta precedente esattamente con gli stessi scopi. Di conseguenza il sospetto che ha avanzato l'Avvocato Chanu non può stare in piedi, perché a quell'epoca non si prevedeva certamente di fare un'esposizione di quel dato Signore, né le polemiche che ne sono poi venute fuori.

Per quanto riguarda l'apprezzamento in materia, ivi compreso quello de L'Espresso che è indicato con un articolo specifico, che bisognava venire ad Aosta per vedere quella mostra, porteremo in Consiglio tutti gli apprezzamenti, ivi compreso il catalogo generale pubblicato a Londra di tutte le mostre del mondo.

Manganone (IND.) - Io devo dare alcune delucidazioni e chiarimenti al Consigliere Manganoni in fatto di cantieri.

I nostri cantieri sono di due qualità: cantieri in economia diretta e cantieri di lavoro. Degli 11 cantieri in economia diretta 4 sono stati temporaneamente chiusi, mentre gli altri continuano, per esempio quello di Challant St. Anselme fino al 28 novembre, quello di Verrayes fino al 17 ottobre, quello di St. Denis fino al 24 ottobre, quello di Quart al 28 ottobre, e così via. In sostituzione di quelli chiusi, noi apriamo dei cantieri di lavoro a Champdepraz, a Saint Christophe e proprio ieri in Giunta è passata una deliberazione di impegno di 70.000.000; non solo, abbiamo anche intenzione di aprire un cantiere in economia diretta in quel di Verrès, quindi non penso che ci sia proprio molto da preoccuparsi nel momento attuale contingente.

Dolchi (P.C.I.) - Noi ci limitiamo oggi ad approvare la deliberazione che riguarda le attrezzature della Tour du Fromage. Anche a seguito di un certo interesse dell'opinione pubblica e di cui si è fatta interprete La Stampa sull'entità delle spese per questa mostra, vorrei dire che citando queste spese molte volte si confondevano quelle della mostra con quelle della ristrutturazione della Tour o delle attrezzature. Ho fatto un'interrogazione e quindi mi rimetto a dopo, non parlo adesso, in quanto non ho tutti gli elementi che ho richiesto dettagliamene nell'interrogazione.

Vorrei fare due brevissime considerazioni. Posso aver avuto delle perplessità e dei dubbi anch'io quando ho sentito il pittore Vedova parlare del travaglio interiore che origina le sue opere e avere anche molte perplessità sull'interpretazione che si può dare a questa sua attività di artista, però è chiaro che il pittore Vedova è di indubbio valore, di prestigio nazionale, per non dire anche internazionale e addirittura mondiale. Forse occorrerebbe un'analisi più completa. Io ho partecipato a una mostra di Picasso nel 1949, a Milano, quindi circa vent'anni fa, in cui il pubblico addirittura si scontrava non solo verbalmente, ma quasi fisicamente nell'apprezzare o meno le sue opere e poi, trent'anni dopo, le cose si sono chiarite.

Mi riallaccio all'intervento del collega Monami di circa un anno e mezzo fa: è indispensabile, proprio per un certo filo conduttore della politica culturale in Valle d'Aosta, che ci sia - non voglio usare la parola "programmazione", perché poi mi si dice che è troppo usata - una certa "previsione" che perlomeno accompagni il bilancio preventivo su quelle che possono essere le iniziative più importanti e i vari settori di intervento su cui la Regione intende muoversi nell'arco di un anno nelle pubblicazioni, su cui alle volte c'è anche qualcosa da dire per molti milioni spesi, per volumi che forse sono letti solo da poche decine di persone, per le mostre, e per qualsiasi altra iniziativa di carattere culturale.

Approfitto pertanto della discussione che è venuta fuori sulle attrezzature, su cui voteremo a favore, rinviando eventualmente il discorso sulle spese della mostra quando avrò le risposte all'interrogazione, per richiamare l'attenzione della Giunta sulla necessità di una politica culturale strutturata e meglio programmata.

Andrione (U.V.) - Possiamo essere d'accordo benissimo con lei, però la previsione - per non parlare di programmazione - deve tener conto del fatto che si possono fare delle mostre, cioè che Aosta non è esclusa da un certo tipo di discorso, che è moderno e culturale. La previsione è questa, non sulla scelta della mostra specifica; insomma, a quel livello lì si potrebbe prevedere che si mette Gauguin e non si mette Michelangelo o viceversa... ecco, ci siamo, su questo punto io concordo.

Manganoni (P.C.I.) - Scusi, io avevo posto alcune domande.

Caveri (U.V.) - Un'esposizione di Michelangelo sarebbe costata meno ...(voci)... perché Michelangelo non poteva più fare l'auto-consulenza ...(voci)...

Manganoni (P.C.I.) - Io avevo posto la domanda sul Castello di Aymaville. Ne convengo che non è sull'argomento, comunque inviterei la Giunta ad esaminare questo problema ...(voci)... appunto, per essere chiaro, facciamo qualcosa ...(voci)... sì, ma il costo è enormemente differente, mentre a Aymaville... comunque destiniamolo, non lasciamo più i Castelli vuoti, sennò è inutile comprarli.

L'Assessore dice poi che alcuni cantieri in economia vengono chiusi e sostituiti dai cantieri scuola: benissimo, io non ho obiezioni da fare, però, dice che quattro sono stati chiusi temporaneamente. È questo che mi preoccupa, perché "temporaneamente" significa che cosa, fino a quando? Se si trattasse di otto giorni al massimo dico vabbè, però è molto vaga questa parola e questi nel periodo della chiusura temporanea sono a casa a far niente. Ora, se ci sono dei cantieri di lavoro nella zona, sta bene, ma non ci sono dappertutto. Dall'elenco che ha letto l'Assessore a novembre ne verranno ancora chiusi altri. Sia chiaro, non è polemica la mia o che so io, so che questa situazione la Giunta la conosce quanto me e l'Assessore dovrebbe conoscerla ancora meglio di quanto la conosco io, trattandosi di pochi decine di milioni. Questa è la verità: sono poche decine di milioni che servirebbero per far lavorare ancora un mese.

Io inviterei la Giunta a trovare queste poche decine di milioni, perché si trovano, ed effettivamente diamo lavoro a questa gente. È inutile che qui tutti i Consiglieri facciano grandi discorsi sulla montagna, la montagna, la montagna, e poi, quando si tratta di fare effettivamente delle cose per la montagna non si trovano queste poche decine di milioni! Questo è pertanto l'impegno che si deve prendere la Giunta.

Caveri (U.V.) - Allora, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Una brevissima osservazione sull'oggetto in discussione. Mi pare che i 23 milioni dei quali si discute oggi non siano serviti per la sistemazione e il recupero della Tour Fromage, ma sono serviti esclusivamente per la sistemazione dell'esposizione che, in questo caso, è stato di questo tipo. Mi paiono molti, soprattutto in un momento in cui ci si lamenta continuamente del fatto che non ci sono soldi per fare le scuole o altre attività di cui si è accennato. Probabilmente questi 23 milioni sono solo una parte di quanto si è speso per attrezzare quest'esposizione temporanea o altre esposizioni in futuro, in attesa che in sede di interpellanza il Presidente della Giunta possa darci un conto più dettagliato di quanto è costata quest'esposizione, perché questa è solo una parte del costo, probabilmente ci saranno poi altri costi che si rifilano in varie motivazioni di bilancio.

Vorrei porre a questo Consiglio una domanda: non conviene utilizzare questa Torre e altre costruzioni che si trovano in quella zona per il nostro Museo? Si parla di Museo da tanti anni, mi pare, e io avevo un po' sempre vagheggiato quest'opportunità di utilizzare tutta quella zona a Museo, ma anche i nostri Musei sono culture, seppure una cultura di carattere diverso. Direi che il problema diventa ancora più immediato in questo momento che il nostro Museo è chiuso e nessuno lo può visitare per le note ragioni.

Chiedo pertanto se non sia opportuno destinare queste vecchie costruzioni recuperate, ed è bene che siano recuperate a questo scopo. Eventualmente per l'esposizione si potrebbe scegliere un'altra attività oppure utilizzare anche questa in via complementare e integrativa. Chiederei quindi al Presidente della Giunta e al Consiglio di esaminare questa proposta e, in via subordinata riguardo all'interpellanza, di volerci dare i conti esatti del costo globale, dei soldi che sono stati spesi anche dalle Giunte precedenti per la riattivazione e la risistemazione di questo fabbricato, oltre naturalmente alle spese sostenute immediatamente per il caso specifico.

Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda la ristrutturazione della Tour Fromage posso rispondere, perché me ne ero occupato: sono circa 130 milioni spesi nell'arco di diversi anni. In particolare abbiamo avuto la fortuna, anzi, la Giunta che lei presiedeva ha avuto la fortuna di poter comprare in Francia tutti gli architravi che sono serviti per rifare il tetto poco prima che vi fosse un aumento di oltre il 200% di certi costi, quindi siamo più o meno sui 130 milioni. Non è esatta l'osservazione che lei ha fatto, perché queste spese - si tratta di tubature di ferro e di pannelli - possono servire per questa o per qualsiasi altra esposizione che seguirà; d'altra parte, come già detto dal Consigliere Manganoni, su questo capitolo sono stati pagati gli operai che dipendono dalla Regione che comunque avrebbero dovuto essere pagati anche con imputazioni differenti.

Per quanto riguarda la proposta di fare qui il Museo, mentre i locali della Tour Fromage si prestano a esposizione permanente, si prestano male a Museo, sia per la loro piccolezza di esposizione, sia per la difficoltà di difendere adeguatamente oggetti esposti. Comunque girerò la proposta del Consigliere Dujany ai competenti uffici, mi farò fare un parere e il Consiglio potrà discuterne ampiamente.

Per quanto riguarda il Museo, dopo lunghe trattative e dopo difficili questioni, dovremmo riuscire a liberare completamente la Caserma Challand e a restaurarla; lì effettivamente ci sarebbe ampio spazio - se ho capito bene l'allusione fatta da Dujany - per un Museo dedicato esclusivamente a certi tipi di attività artistica, ad alcune tipicità della Valle d'Aosta con relativa localizzazione, si potrebbe trovare una sede dignitosa e sufficientemente ampia per questo tipo di soluzione. Sono comunque proposte sulle quali si può discutere e pertanto ci dichiariamo disponibili per ogni eventuale approfondimento.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3485 in data 25 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3622 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Osservazioni? Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3637 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Siete pregati di alzare la mano se siete favorevoli.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3638 in data 2 luglio 1975:

Chincheré (P.C.I.) - Prima della pausa estiva ci eravamo lasciati, con l'Assessorato o con l'Assessore alla Pubblica Istruzione, con alcuni appuntamenti: quello relativo ai Patronati Scolastici e quello relativo alle Scuole materne private in Valle d'Aosta; credo che il terzo fosse quello delle Borse di studio, comunque erano questi i due grossi appuntamenti, per lo meno noi li giudichiamo tali. Aspettiamo però sempre di avere un confronto e possibilmente un accordo con la maggioranza su queste due problematiche. A nostro avviso avremmo già avuto il tempo di affrontarli, non dico di risolverli, ma sicuramente di affrontarli e di confrontarci, però questo non è ancora avvenuto. Mi rendo conto che la maggioranza è in altre faccende affaccendata, date le note vicissitudini della politica valdostana, ma riconfermiamo la volontà di essere presenti a questi due appuntamenti.

Approfittiamo altresì per porre una domanda molto concreta: non so se all'Assessore alla Pubblica Istruzione sono già pervenute delle richieste - sembra che ne perverranno da parte di alcuni Comuni della nostra Regione, ma proprio perché siamo nel forse non dico quali, poiché è tutto un discorso ancora da concretizzare, almeno da un punto di vista formale - di gestire direttamente, di farsi carico del problema delle mense e di altre competenze che attualmente sono svolte - non si sa bene perché - per metà dai Comuni e per metà dai Patronati Scolastici. Di fronte a queste proposte concrete, vorremmo sapere, se possibile, qual è l'orientamento e quale sarà la risposta dell'attuale Assessore alla Pubblica Istruzione.

Caveri (U.V.) - Signorina Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - Vorrei semplicemente rettificare qualche cosa. Può darsi che la maggioranza sia affaccendata in questo momento per questioni politiche, ma vorrei soltanto dire che l'Assessorato alla Pubblica Istruzione ha dovuto rimandare alcuni appuntamenti per via di tutte le questioni inerenti all'apertura delle Scuole e rinviare in un secondo tempo problemi che possono aspettare ancora qualche giorno. Non è quindi una questione politica, ma semplicemente una questione che si ripete. Tutti gli Assessori alla Pubblica Istruzione sono benissimo a conoscenza delle questioni relative all'apertura delle Scuole in Valle d'Aosta.

Sull'altra questione, quella della gestione delle mense scolastiche da parte dei Comuni e dei Patronati, quando ci saranno le richieste le esamineremo; in quel momento probabilmente la Commissione consiliare sarà già stata investita del problema e avrà potuto dare il suo parere in merito.

Aggiungo ancora una cosa: io mi sono trovata di fronte ad una situazione di fatto ed evidentemente non ho potuto che andare avanti in questo modo per quest'anno, ma sono ben felice se l'anno prossimo noi riusciremo a trovare un sistema migliore per evitare alla Regione una spesa che non è indifferente.

Caveri (U.V.) - Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - Immagino la risposta dell'Assessore: molto probabilmente mi dirà che in otto o nove mesi di Governo - o sei o sette, non lo so bene - non si possono affrontare e tanto meno risolvere tutti i problemi. Questo indubbiamente è vero, però in tali casi le affermazioni programmatiche e di buona volontà hanno pure un loro valore.

Vorrei rammentare che fin tanto che il Consiglio regionale - e noi da sempre siamo schierati in questa direzione - non affronterà in termini di programmazione scolastica i problemi della Scuola valdostana, tutti gli Assessori, di tutte le maggioranze, di tutti gli anni che hanno da venire, si ritroveranno al primo ottobre di fronte a questi stessi problemi. Direi che allora ci dovrebbe essere un impegno anche da parte degli altri Gruppi consiliari per affrontare una discussione seria sul problema della scuola, della sua riforma e di una programmazione scolastica: credo che la risposta di fondo per una soluzione non possa che essere questa.

Sulla seconda questione prendiamo atto che l'Assessore non ha detto niente, perché, se ricordo bene, ha detto: se ci perverranno domande in tal senso le esamineremo. Questa è un'affermazione generica, di tipo burocratico, non si sbilancia assolutamente in nessuna direzione, mentre pensiamo che ormai sia il caso di avere il coraggio e l'opportunità di fare delle scelte. Certo, possono essere scelte non coincidenti col Gruppo Comunista, ma di fronte a simili problemi è opportuno scegliere e non lasciare le cose come stanno, e qualche volta, se non esistono disponibilità sostanziali per affrontare l'argomento, portare in Commissione questi oggetti vuol dire rinviare il problema e far poi decidere dalle maggioranze precostituite all'interno della Commissione soluzioni che sono già state prese in altre sedi.

Ovviamente noi siamo convinti che l'eventualità che i Comuni facciano domanda diventerà una realtà. Dichiariamo pertanto fin d'ora che siamo per quella posizione: per far sì che i Comuni - che secondo noi restano l'anello fondamentale della democrazia e gli Enti principali che devono gestire i servizi sociali - gestiscano in prima persona sia le mense, sia tutti i problemi riguardanti la Scuola, superando concretamente i Patronati Scolastici.

Caveri (U.V.) - E poi i Comuni, che chiederanno un'integrazione di bilancio per queste spese, potrebbero poi ringraziare la Regione di provvedere finanziariamente.

Viglino M. Ida (R.V.) - Io sono abituata a sentirmi dare della burocratica e quindi non mi fa proprio più né freddo, né caldo. Ho detto che avrei portato la questione alla Commissione consiliare e mi sembra che sia la sede più adatta per iniziare una discussione. Con questo ritengo di avere detto quello che penso.

Caveri (U.V.) - Bene, allora chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3639 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Osservazioni? Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3659 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3663 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, ho letto personalmente le deliberazioni di Giunta e mi auguro che i malintenzionati non facciano lo stesso, perché avrebbero esattamente la situazione della collocazione dell'impianto antifurto. A parte questo, che è una battuta; noi domani dovremmo approvare, nell'ordine del giorno, tra gli argomenti proposti dalla Giunta, una cifra di due milioni per il Comune di Antagnod. È chiaro che questi interventi a difesa del patrimonio artistico, culturale, di alto valore sono giustificati, però se da parte nostra sono visti in un quadro più generale è perché a un determinato momento è indubbio che la Cattedrale custodisca o abbia preziosi da difendere più di un'altra Chiesa. Lo stesso vale per Antagnod, ma direi che le oltre 100 Chiese della Valle d'Aosta potrebbero avere pezzi d'arte, chi più, chi meno, se non di alto pregio e di valore artistico, quanto meno di valore di antiquariato che ci dovrebbero poi costringere ad una serie di interventi di questo tipo.

La mia richiesta è un eventuale censimento sulla situazione di queste opere d'arte distribuite nelle Chiese della Valle d'Aosta e sui sistemi di protezione. Inoltre ci sono - semmai ne possiamo discutere più a lungo domani, nello specifico argomento messo all'ordine del giorno - una serie di pezzi di antiquariato che io non definisco forse "di valore artistico", ma che possono fare gola: sono crocefissi in legno o statue che risalgono nel tempo e che per valore commerciale di antiquariato tendono ad assumere un notevole prezzo.

Mi si diceva che in certi paesi, preoccupati particolarmente di proteggere le loro opere d'arte con il consenso delle rispettive Parrocchie, che tali opere sono state sostituite da copie e l'hanno detto chiaramente, senza nasconderlo, e le hanno raccolte tutte in un Museo e qui ritorna il discorso del Museo, su cui non voglio intervenire.

Queste erano alcune riflessioni che volevo fare al Consiglio nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo Comunista, semmai rimandando a domani, visto che c'è un oggetto analogo proposto dalla Giunta, un eventuale approfondimento della discussione.

Andrione (U.V.) - Qui si tratta di un altro Museo, perché si tratta del Museo di Arte Sacra per il quale ho avuto personalmente un contatto con Monsignor Vescovo. Il censimento è in corso, molte opere sono state trasferite, in particolare quelle di Cappelle e di Chiese isolate. Purtroppo dall'inizio dell'anno si sono avuti oltre 40 furti. Mi sembra che vi sia una banda specializzata che sta ripulendo gli oggetti di antiquariato, perché è difficile parlare di un valore artistico specifico, si rubano addirittura gli ex-voto, sembra una cosa incredibile! La Presidenza della Giunta ha provveduto a fare delle segnalazioni che purtroppo in un caso hanno ottenuto un risultato contrario, perché il Parroco di Gressoney La Trinité si è preoccupato di radunare bene tutte le opere, tuti i santoni che aveva nelle Cappelle nella Chiesa principale e gli hanno rubato tutto. Purtroppo è un periodo che non so come definire, perché evidentemente se vi sono dei ladri occorre che vi sia un mercato di questo genere, che vi siano dei ricettatori che... come?

(voce) - ... gli operai della F.I.A.T..

... può darsi che siano gli operai della F.I.A.T., ma non credo che sia una questione di qualifica in materia, no, dico che sono dei ricettatori che smerciano cose di questo genere.

Per quanto riguarda il Museo di Arte Sacra, da quanto mi è stato spiegato dalla Curia Vescovile l'orientamento sarebbe quello di farne due: uno a S. Orso e uno alla Cattedrale. Relativamente a questo impianto, per esempio per quanto riguarda Antagnod, si tratta di proteggere un altare di particolarissimo valore. Insomma, è inutile entrare nei particolari, perché questi impianti vengono messi soltanto laddove non è opportuno fare dei trasferimenti o è impossibile e il pregio artistico delle opere da difendere merita un tale intervento.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3774 in data 8 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3842 in data 18 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. No, la parola al Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - Tra gli argomenti ricordati prima avevo dimenticato la Scuola Media di secondo grado nella sesta e settima Comunità Montana, meglio conosciuta come la Scuola Media di Pont Saint Martin.

Ovviamente mi auguro che non ci siano le contestazioni dell'altra volta, visto che c'è un costante rifiuto da parte della maggioranza - allora c'è stato - di parlare del tipo di scuola e del ruolo che questa nuova scuola in Bassa valle deve svolgere all'interno della scuola valdostana; siamo costretti a parlarne in realtà quando dovremmo parlare soltanto di mattoni, di rubinetti, di impianti idrico-sanitari e non di scuola.

Ovviamente alcune scadenze riguardanti quella scuola sono vicinissime, teoricamente sono domani. Noi pensiamo, anche per motivi abbastanza giustificati di tempo, perché le cose si sono trascinate un po' per le lunghe, che sicuramente domani non ci sarà questa scuola. Però alcuni problemi di fondo rimangono e avremmo molto interesse affinché l'Assessore alla Pubblica Istruzione ci dica a che punto è l'organizzazione di quella scuola, quanti sono gli iscritti, se già è stato completato il corpo insegnanti, se l'ordine del giorno dei Comuni riunitisi a Saint Vincent prima delle ferie ha avuto soddisfazione, se si intende riaffrontare questo discorso all'interno della Commissione Pubblica Istruzione affinché sia messa al corrente di questa situazione, e per sapere se si intende imbalsamare questa realtà scolastica in Bassa Valle o se si intende, invece, partendo da quella realtà, fare un discorso più generale sulla scuola in Valle d'Aosta.

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Vorrei porre una domanda all'Assessore ai Lavori Pubblici e sapere il motivo per cui sono stati deliberati dei lavori in economia diretta per gli impianti tecnologici (per il riscaldamento e per i sanitari) e non appaltati come normalmente si fa. Chiedo anche se abbiamo questa disponibilità di operai specializzati da inviare a Pont Saint Martin per fare queste opere.

Caveri (U.V.) - Assessore Manganone.

Manganone (IND.) - Non sono stati appaltati in quanto gli impianti di riscaldamento e elettrico erano già esistenti.

Abbiamo avuto dei contatti con i Vigili del fuoco per sapere quali modifiche dovevamo apportare, ecco il perché non sono stati appaltati.

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Allora pregherei l'Assessore ai Lavori Pubblici di leggere le delibere prima di portarle in Giunta, in modo da non parlare di costruzione di impianti ma di ristrutturazione e sistemazione degli impianti esistenti, perché c'è una grossa differenza ed è notevole, si tratta di 17 milioni.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Ah, voleva rispondere? Bene.

Viglino M. Ida (R.V.) - Devo purtroppo sottolineare che la nostra delibera non riguarda l'argomento sollevato dal Consigliere Chincheré. Le farò comunque avere senz'altro i dati che ha richiesto, cioè il numero degli alunni iscritti, anzi, glielo posso anche dire adesso: sono 16. La scuola si aprirà il 9 ottobre ed è in fase di attuazione la nomina degli insegnanti per questa prima classe di Biennio a Pont Saint Martin.

Chincheré (P.C.I.) - Rispondere all'Assessore è troppo facile, e perché è troppo facile? Perché in realtà noi oggi abbiamo costituito una nuova scuola, o per lo meno teoricamente potrebbe essere una nuova scuola di serie A in Bassa Valle, senza che in questo Consiglio non sia mai arrivata una deliberazione, come direbbe l'Assessore Fosson è "ad hoc". Perché volenti o nolenti noi siamo costretti a parlare di quella scuola in base alle delibere sui rubinetti che ci vengono, perché altre deliberazioni qui dentro, su questo argomento, non ne sono assolutamente arrivate.

Direi che il numero di 16 dovrebbe insegnarci alcune cose. Ovviamente credo che nessuna famiglia sia disposta a mandare i propri figli allo sbaraglio in una scuola che non si sa bene quale scopo si prefigge e che ruolo deve svolgere. Io avevo però posto anche un'altra domanda: le mie notizie sono vecchie di quindici giorni e, a quanto mi risulta, il Comune di Pont Saint Martin non è mai stato ufficialmente informato di quanto sta succedendo da quelle parti sul problema di questa scuola; altri Comuni si sono riuniti a Saint Vincent, credo che ci fossero tutti i Comuni della Valle principale, della sesta e della settima Comunità Montana, e hanno espresso in un ordine del giorno delle richieste, ma non mi è stato detto se a queste richieste è stato risposto.

Ovviamente questi per noi sono punti fondamentali per un corretto rapporto democratico tra la Regione e i Comuni, pensiamo che ci debba essere questo tipo di rapporti, proprio perché non siamo d'accordo sul fatto che la Regione faccia degli interventi al di fuori della volontà dei Comuni, ma che ci debba essere un rapporto strettissimo tra la Regione e i Comuni. Per noi è fondamentale e importantissimo che questi rapporti ci siano. Vogliamo pertanto sapere quale tipo di posizione ha preso la maggioranza, la Giunta, l'Assessore - scelga lei l'interlocutore che preferisce - in merito a tali richieste.

Caveri (U.V.) - Assessore Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - Vorrei ricordare al Consigliere Chincheré che la Scuola di Pont Saint Martin è una sezione staccata del Biennio sperimentale di Aosta e con questo credo che sia tutto chiarito. Noi non abbiamo voluto aprire un tipo di scuola completamente diverso da quello che ha la sede qui, ad Aosta, e credevo che il Consigliere Chincheré sapesse molte cose, ma se dalle sue dichiarazioni risulta che queste cose non le sa, dato che questa non è la sede perché la delibera non contempla questo argomento, io le posso fare avere di nuovo, tramite la Preside del Biennio, tutto l'incartamento relativo alla costituzione della scuola, le sue finalizzazioni, eccetera.

Mi sorprende moltissimo che proprio oggi il Consigliere Chincheré riconosca di non saper assolutamente niente sul Biennio sperimentale di Aosta.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole alla delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3964 in data 18 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Mi riallaccio a questa delibera in cui è previsto appunto un lavoro dato secondo il criterio del cottimo fiduciario. Qui il discorso indubbiamente si riallaccia al discorso dei cantieri. L'Assessore dice: "siamo senza fondi, abbiamo dovuto chiudere i cantieri in economia". Apriremo tra breve i cantieri di lavoro, che sono tutt'altra cosa, specialmente per quanto concerne le paghe, per cui non si è capito esattamente dalla sua risposta - e penso che nessuno l'abbia capito - quali impegni abbia preso l'Assessore ai Lavori Pubblici per quanto concerne i cantieri di lavoro.

Noi qui chiediamo una risposta precisa su quando riaprono i cantieri, per avere la garanzia di piena occupazione di tali cantieri, lotta che soltanto i pubblici poteri oggi possono portare avanti, proprio perché si tratta di dare credibilità alle prospettive di ripresa del Paese che è in uno stato di profonda crisi.

Se un Ente pubblico, quale la Regione, dà l'esempio di una riduzione di personale - perché di questo si tratta - che cosa possiamo pretendere noi dagli Enti industriali privati? Questo direi che è un discorso fondamentale, un discorso di credibilità dell'Ente pubblico che viene proprio ad essere messo in forse dall'atteggiamento verso questi cantieri dismessi. Se non sbaglio, vi sono circa 150 operai che gravitano attorno ai cantieri regionali. Bene, il nostro Assessore non ci ha detto quando verranno ripresi i lavori, e io dico che non soltanto devono immediatamente riprendere i lavori in economia, ma sarebbe opportuno che fosse previsto un potenziamento in vista della possibilità di raccogliere nei cantieri di lavoro le eventuali e paventate possibili riduzioni di lavoro in altre aziende. Ecco qui il discorso del cottimo fiduciario: ci può essere anche una scelta, ma mi pare che certi lavori in certe zone possano essere affidati ai cantieri di lavoro. Ho preso lo spunto e l'ho detto che era uno spunto, però stiamo attenti quando diciamo che mancano i soldi, perché l'episodio elencato prima, l'episodio Vedova, cioè per la sua dimensione finanziaria (46 milioni) e per l'altra dimensione del catalogo (13 milioni), sta a dimostrare che sono problemi di scelte. Si scelgono 46 milioni per una questione di cui molti hanno i dubbi sul suo valore culturale e non si trovano i soldi per i cantieri!

Ho qui davanti un volantino distribuito al cantiere della Società Cogne in data 16 settembre, a firma e a cura dell'Union Valdôtaine, laddove si dice: "il Piano dei Lavori Pubblici, che rappresenta la principale fonte di finanziamento indiretto dei Comuni, è stato realizzato nella sua interezza con una spesa...", eccetera. Vorrei sapere dall'Assessore ai Lavori Pubblici se risponde a verità che tutto il Piano dei Lavori Pubblici del 1975 è stato realizzato nella sua interezza e a questo proposito voglio ricordare anche che i cantieri di lavoro fanno parte, proprio come impostazione, del Piano dei Lavori Pubblici, che il fine ultimo è appunto di garantire l'occupazione in zone di sottoccupazione. Direi quindi che c'è anche un programma morale di questo programma dei lavori, oltre quello delle cifre nude e crude che indubbiamente per la svalutazione, per l'aumento dei costi, è chiaro che possano non essere più proporzionate all'atto previsionale.

Voglio ricordare che la situazione di cassa odierna di questa Giunta è identica a quella di otto mesi fa, se ci sono circa 23 miliardi; indubbiamente sono rappresentati da impegni già presi, da residui passivi, però sta a dimostrare che è possibile, se c'è la volontà politica di farlo, di reperire da quei fondi alcune risorse necessarie sia per i cantieri di lavoro che ad esempio per trovare i due milioni che il Presidente della Giunta non ha reperito per poter rimettere in funzione il ripetitore della TV francese. Poi, alla faccia della Giunta regionalista, tanto che sta a dimostrare l'esempio che questi 23 miliardi possono trovare la possibilità di una risposta positiva alle richieste del Comune di Aosta, in cui, in una riunione tenutasi prima di questo Consiglio, in sala Giunta, si è prospettato nella sua drammaticità totale un miliardo e novecento milioni di passivo, di spese già effettuate non da questa Giunta, ma dalla precedente Giunta di Centro-Sinistra che era installata a Palazzo comunale.

Mi pare quindi importante, quando si trovano questi soldi così come si trovano 269 milioni del fondo di rotazione per darli alla S.A.D.E.M., che è un Ente di Stato, che si stia attenti a selezionare la spesa, poiché, se è vero che noi siamo intervenuti per l'acquisto del 50% di quella fabbrica nel momento della soluzione di un problema occupazionale della Bassa Valle - ed era determinante il nostro intervento - oggi secondo me vi sono parecchi dubbi che si giustifichi l'intervento della Giunta regionale nei confronti di un Ente pubblico che non concede nulla alla Regione. A questo proposito ritengo che sarebbe opportuno ottenere dal Ministero delle Partecipazioni Statali, in un'Italia delle Regioni, così come si dice, una parte di deleghe che il Ministero tiene per sé per una politica centralizzata, i cui interessi certamente non risiedono in Valle d'Aosta, ma sono interessi nazionali. Ebbene, io ritengo opportuno che le Regioni possano avere una parte di deleghe che attualmente ha tenuto per sé il Ministero delle Partecipazioni Statali. Come si può gestire una politica degli Enti pubblici in Valle d'Aosta quando chi la gestisce è a Roma? Come si può gestire il discorso regionalista quando le Regioni non hanno strumenti e mezzi per poter modificare una struttura economica quale quella che determina la Montefibre a Châtillon e la Cogne ad Aosta?

Ecco perché sono contrario a queste forme di intervento e a questa selezione di intervento regionale. Sarà opportuno quindi rivedere questo tipo di politica che rappresenta praticamente una volontà politica; su questa volontà politica noi abbiamo parecchi dubbi e censuriamo certi comportamenti.

Caveri (U.V.) - Assessore Manganone.

Manganone (IND.) - Pollicini, i cantieri chiusi sono questi: Challand Saint Victor (4 persone); Champdepraz (8 persone, più il capo, che hanno trovato lavoro nel cantiere di lavoro); Issogne (11 persone, più il capo, che hanno trovato occupazione nel campo di lavoro); stiamo istituendo - e l'ho detto prima - un cantiere a Verrès, perché ci risulta che c'è qualche disoccupato; quindi non sono 150, non sono cifre maggiorate.

Per quanto riguarda l'operato del mio Assessorato, ti do subito le cifre. Somme spese e impegnate per l'esercizio 1975, spese per la manutenzione delle strade regionali, comunali e acquisto macchinari: 506 milioni; contributo per manutenzione strade comunali e sgombero neve: 233.485.000; spesa per costruzione edifici scolastici: 387.022.800; contributo per spese, per fognature e cimiteri: 931.502.900; contributi per acquedotti: 909.688.000; contributi per fognature e cimiteri: 123.660.000; spese per opere stradali di interesse regionale: 1.860.872.000; opere stradali eseguite a mezzo di cantieri di lavoro: 361.908.500; spese per ripristino di opere danneggiate da frane, alluvioni, eccetera: 188.176.900; spese e contributi per edifici pubblici 308.882.000; contributo per opere stradali 129.204.500; contributi per impianti linee elettriche e telefoniche 10.566.000. Il totale delle spese è di 7.588.172.000, che corrispondono esattamente al bilancio del mio Assessorato e, se questo non bastasse per dimostrarvi che qui si è lavorato, posso anche dire di aver portato in Giunta 1.050 deliberazioni, quindi mi pare che più operosi di così!

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Una piccola domanda all'Assessore: ho sentito la cifra di un miliardo e mezzo. Queste spese sono per le scuole e, se ho ben capito, non impegnate? Ah, impegnate, non sono ancora spese, perché altrimenti ponevo una questione: mi risulta che siamo alla ricerca di aule per mettere a posto i nostri ragazzi negli Istituti superiori, so che per esempio in Via Torino non si è fatto nulla e non siamo ancora riusciti a metterlo in condizioni tali da poter destinare delle aule per il fabbisogno.

Caveri (U.V.) - Assessore Manganone e poi Assessore Viglino.

Manganone (IND.) - Per precisione ho detto: somme spese e impegnate.

Per quanto riguarda Via Torino, abbiamo fatto un appalto da 416 milioni, i lavori stanno andando avanti molto bene, abbiamo avuto una visita del Consiglio d'Istituto proprio venerdì scorso, e quindi procediamo celermente anche in quel senso. Pregherei quindi l'Ingegner Benzo di aggiornarsi sulla situazione.

Viglino M. Ida (R.V.) - Infatti ci troviamo di fronte ad una situazione molto difficile, che però siamo riusciti a risolvere in tempo per l'apertura delle scuole.

Vorrei ricordare questo: che, finché non ci sarà una programmazione per l'edilizia scolastica, non risolveremo certamente il problema della scuola prima in Aosta e poi in Valle d'Aosta. A questo proposito il 21 ottobre - se sarò ancora Assessore, oppure l'Assessore che mi sostituirà - vi sarà una riunione con i Sindacati per incominciare finalmente a stabilire questo Piano senza il quale la nostra scuola esplode, perché dopo sarebbe troppo tardi. Mi dispiace che in cinque anni, cioè dal 1970 fino ad oggi - anch'io avrei dovuto forse muovermi prima - che chi mi ha preceduto non abbia fatto nessun Piano in questo senso e che si siano dovuti impiegare otto anni per la costruzione di 20 aule quante sono quelle dell'Istituto Magistrale che costerà alla Regione molto di più. Se si fossero invece accelerati i tempi, certamente non avremmo avuto tutte le spese che abbiamo incontrato.

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Brevemente, perché concordo con quanto ha detto la Professoressa Viglino per quanto riguarda la programmazione scolastica.

Per quanto invece attiene all'Istituto Magistrale, è dall'anno scorso che si sapeva che quelle aule non dovevano essere predisposte per quest'anno; è passato un anno intero e mi risulta, proprio dalla visita fatta - vede che sono aggiornato? perché altrimenti non avrei fatto la domanda - che in effetti queste aule non ci sono. Riunirete pertanto di nuovo il Consiglio d'Istituto per fargli vedere una costruzione che è lì, ma le aule per gli studenti non ci sono. Questa è la realtà dei fatti!

Caveri (U.V.) - Forse prima ho dato il cattivo esempio, però mi permetto di ricordare ai Consiglieri che dovremmo sempre essere situati nel Vallone di Menouve; mi sembra che siamo usciti parecchio, eh! Quindi per cortesia rimaniamo nel Vallone di Menouve.

Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Sono totalmente insoddisfatto delle risposte dell'Assessore e le contesto.

Vi sono lettere viste, relative ai cantieri di Verrayes e di Châtillon, che citano la chiusura in data 26 settembre e dall'elenco che l'Assessore ha fatto prima non compare che i tre cantieri sono già praticamente recuperati da cantieri di lavoro o da cantieri in apertura a Verrès. Non è vero quello che dice l'Assessore, vi sono altri cantieri. Voglio pertanto avere la precisa risposta in ordine a quando riprenderanno il lavoro tutti gli operai attualmente sospesi e la garanzia - e me la può dare, ma mi deve dire sì o no - se non vi saranno chiusure di cantieri in prosieguo.

Seconda contestazione: non è vero quello che dice l'Assessore che tutto il programma di lavori è stato realizzato perché qui si è voluto equivocare dicendo che sono stati spesi...

(voce dell'Assessore Manganone)

... io ho letto né più né meno il volantino che l'Union Valdôtaine ha distribuito il 16 settembre, laddove si dice che il Piano dei Lavori Pubblici, per la prima volta da molti anni a questa parte, è stato realizzato nella sua interezza; questo è quanto io ho chiesto di confermare o meno all'Assessore competente.

Manganone (IND.) - Tanto per essere molto preciso, il cantiere di Verrayes non è chiuso e io prima - lo verificheremo poi dalla registrazione - ho detto che chiudeva il 17 ottobre del 1975; a Verrayes sul Piano straordinario c'è la strada per il cimitero sui cantieri di lavoro, quindi appena cessa questo in economia inizia quello sui cantieri di lavoro.

Per quanto riguarda il Piano dei Lavori, perché nessun Assessore che è succeduto o che mi ha preceduto non l'ha mai attuato nella sua interezza? Perché ci sono dei motivi tutti particolari, tu non fossilizzarti su determinate parole, però cerca di stare con i piedi per terra, lo sei stato tu prima di me, quindi sai che certe cose non possono essere sicuramente attuate. Nella generalità possiamo dire che è stato attuato il 90%.

Caveri (U.V.) - Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - La ringrazio, Presidente, non avrei diritto ad intervenire una terza volta.

Caveri (U.V.) - Guardi che c'è già molta elettricità nell'aria, cerchi di non aumentarla ancora!

Pollicini (D.P.) - D'accordo, d'accordo. Voglio ricordare all'Assessore ai Lavori Pubblici - e mi pare che questo non sia certamente un discorso polemico - che il cantiere di lavoro, per sua struttura, per la concezione governativa che è di questi cantieri, e quindi per la retribuzione notevolmente integrata in maniera determinante dalla Regione - è ancora insufficiente, è praticamente meno della metà del cantiere in economia. Un lavoratore che va incontro all'inverno va con stipendi che, se non sbaglio, non dovrebbero andare oltre le 4.000 lire al giorno (non lo so di preciso, ma siamo su quelle cifre). Ecco la differenza con il cantiere in economia, ecco il problema di certi lavori che, laddove possibile, se si danno a cottimo fiduciario, sarebbe opportuno cercare di sforzarsi affinché venissero effettuati dai nostri cantieri in economia. C'è una differenza più che doppia, perché uno segue le paghe sindacali, l'altro segue una paga sottosviluppata, praticamente da fame.

Il Ministero vorrebbe addirittura che gli operai vivessero - se non sbaglio - con 1.600 lire al giorno. Io prego pertanto l'Assessore di verificare questo aspetto del problema, se è possibile non usufruire dei cantieri di lavoro ma stare nell'ambito dei cantieri in economia, altrimenti vedere se la Giunta può aggiornare l'intervento - poiché lo ha fatto continuamente - in maniera tale da non sentire troppo la differenza tra un tipo di stipendio a mercato libero e un tipo di stipendio da fame quale è quello dei cantieri di lavoro.

Caveri (U.V.) - Possiamo mettere in votazione? No, ancora una precisazione.

Manganone (IND.) - ... per il Consigliere Pollicini. Mi pare che lo Stato integri 2.200 lire in più delle 1.100 già previste proprio in questi cantieri, quindi già quest'anno anche i nostri operai avranno le previdenze e gli assegni familiari. Questa è una novità recentissima, ecco perché abbiamo ritardato un tantino l'apertura.

Caveri (U.V.) - Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Una brevissima domanda, molto semplice: tutti i cantieri di lavoro - siano essi in economia o meno, questo non mi interessa - sono sempre entrati in crisi nei mesi di luglio, agosto e settembre, è sempre successo, almeno per mia esperienza. Ogni Assessore a quell'epoca arrivava in Giunta a dire: "Signori della Giunta, io ho liquidato le somme disponibili per i cantieri di lavoro, cosa debbo fare? Li devo chiudere perché non ci sono più soldi oppure la Giunta decide uno storno?".

Ora pare che l'Assessore abbia chiuso un certo numero di cantieri di lavoro. La domanda è questa: si intende integrare i finanziamenti affinché questi continuino per il mese e mezzo che è necessario oppure questa chiusura la si intende irrevocabile? Poi il modo in cui si spendono - siano essi cantieri dello Stato o in economia - direi che è tutto secondario, ma questa gente continua a lavorare oppure no? Parlo di tutti quelli che sono in funzione.

Chiedo scusa alla Signora Viglino, ma Signora Viglino, per cortesia, ogni suo intervento è basato sulle accuse ai predecessori! Lei mi dà tanto l'impressione di essere quel bravo muratore che succede al muratore precedente per finire una casa; non ho mai trovato un muratore che abbia detto che il suo predecessore ha lavorato bene, e lei segue la stessa strada!

Caveri (U.V.) - Questo c'entra poco con il Vallone di Menouve! Insomma, ci avete pascolato molto in quel Vallone, eh!

Viglino M. Ida (R.V.) - Dunque, voglio...

Caveri (U.V.) - Va bene, ma poi chiudiamo definitivamente.

Viglino M. Ida (R.V.) - Voglio solo dire questo: io divento polemica quando dall'altra parte mi si accusa e allora è logico che io, ad un certo momento, debba dire le cose come sono, perché veramente se l'Istituto Magistrale fosse stato finito prima sarebbe stata una cosa molto comoda per tutti.

Ora io non ho indagato su tutto, ma ho indagato sulle somme spese dalla Giunta passata, e qui mi comporto come un muratore, pur dispiacendomi che la categoria dei muratori sia trattata in questo modo. La Giunta passata pare abbia investito somme non sufficienti ad accelerare i lavori; certo che anch'io speravo veramente di poter usufruire di aule in quell'edificio, ma finché c'è ancora un cantiere, anche se qualche aula è già praticamente finita, non possiamo evidentemente mandare delle classi! Noi dobbiamo aspettare che sia tutto finito per poter aprire la scuola, perché altrimenti ci sono dei pericoli e, pazienza, vuol dire che quando sarò tornata di là riceverò tutte le accuse della vostra parte!

Manganone (IND.) - Per rispondere al Consigliere Dujany. Come hanno fatto tutte le Giunte, anche quest'anno i cantieri continueranno, soltanto che prima il Consigliere ha detto che precedentemente i cantieri entravano in crisi a luglio. Ebbene, concedetecelo: questa volta sono entrati in crisi alla fine di settembre, quindi è già un merito!

Caveri (U.V.) - Vabbè, chi è favorevole ai lavori urgenti nel Vallone di Menouve è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Caveri (U.V.) - È approvata all'unanimità, dopo tante polemiche.

Oggetto n. 4021 in data 7 agosto 1975:

Caveri (U.V.) - Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Una domanda all'Assessore. Conosco molto bene questa galleria e a me pare che 160 milioni siano un po' forti; avrei potuto andare a vedere il progetto, solo che non l'ho fatto. Chiedo quindi all'Assessore se può brevissimamente illustrarla.

Manganone (IND.) - Il rivestimento ha una lunghezza di 66 metri, in più ci sono due rivestimenti, due gallerie paramassi, una di 25 metri a valle e una di 25 metri a monte; ecco perché la cifra pare enorme come rivestimento interno, ma lo sviluppo è però di 116 metri. Su questo appalto noi abbiamo avuto un ribasso di circa del 27,31% quindi la somma non è molto elevata, sono 116 milioni impegnati per 116 metri lineari di rivestimento.

Manganoni (P.C.I.) - Sui 25 metri di prolungamento a monte ne convengo, ma a valle non penso siano necessari; mentre a monte, verso Rhêmes, sta precipitando - e difatti si erano già predisposte opere di protezione in legno - verso Introd il terreno arriva alla galleria. Comunque io volevo solo le spiegazioni. A me pare un po' eccessiva la lunghezza del prolungamento a valle della galleria: mentre a monte è necessario, a valle è un po' eccessivo.

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Andiamo avanti.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 4185 in data 7 agosto 1975:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Caveri (U.V.) - È approvata perché non c'è il Consigliere Chincheré.

Oggetto n. 4197 in data 7 agosto 1975:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 4372 in data 27 agosto 1975:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

Manganoni (P.C.I.) - Quanti bambini frequentano la Scuola Elementare di Bionaz?

Caveri (U.V.) - Lei vuole sapere troppo.

Manganoni (P.C.I.) - Scusi Presidente, io avrei fatto questa proposta: a Bionaz non so se ce ne sarà una mezza dozzina e penso altrettanti a Oyace, no? Allora, dato che sono vicini - Dzovennoz, ad esempio, è molto più vicino a Oyace, dove c'è la maggior parte della popolazione di Bionaz - non era il caso di fare una scuola unica fra Oyace e Bionaz? Perché non so se fra i due Comuni i bambini in tutto superano la dozzina e mezzo... era un'idea.

Caveri (U.V.) - Come si fa d'inverno con la scuola unica?

Viglino M. Ida (R.V.) - Farò avere all'Assessore Manganone l'ammontare esatto della popolazione scolastica dei due Comuni, ma io penso che la questione della refezione scolastica vada vista con un accordo tra i due Comuni, se credono, altrimenti ognuno fa la refezione a casa propria; no, no, io le farò avere quello che lei ha chiesto nel più breve tempo possibile.

Oggetto n. 4374 in data 27 agosto 1975:

Caveri (U.V.) - Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Non entro nel merito, faccio questo intervento solo per permettermi poi un discorso successivo se mai con il Segretario Dottor Barbagallo sul problema dei regolamenti, perché alle volte si chiamano "regolamenti" e alle volte si chiamano "norme". Ecco, i regolamenti sono di competenza consiliare, devono passare attraverso le Commissioni e avere un'approvazione consiliare; quando trasformiamo il nome "regolamento" in "norme" o in "convenzioni", anche se lo cambiamo la struttura del provvedimento è quella del regolamento. Ci si può sottrarre alla procedura, cioè alla competenza consiliare e quindi ai pareri delle Commissioni? Non entro nel merito, ho fatto solo questo intervento per permettermi poi eventualmente di approfondire il problema da un punto di vista di studio.

Caveri (U.V.) - Penso che debba rispondere il Presidente della Giunta, no?

Andrione (U.V.) - Semplicemente e molto brevemente. Credo che si parla di "norme" quando il Consiglio istituisce con delibera un dato tipo di servizio che delega alla Giunta: da qui la dizione di "norme di applicazione". Nel caso del regolamento è una legge, penso sia questa la risposta, ma evidentemente dovrà essere approfondita sul piano giuridico.

Oggetto n. 4502 in data 8 settembre 1975:

Caveri (U.V.) - Questo in sostituzione della Croce Rossa? Mi sembra una soluzione abbastanza felice, no?

(voci)

... praticamente è una sostituzione, è un servizio che viene compiuto dal Comune anziché dalla Croce Rossa; comunque non facciamo discussioni bizantine.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 4584 in data 10 settembre 1975:

Caveri (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 3628 in data 2 luglio 1975:

Caveri (U.V.) - Come detto in precedenza, la votazione su questo argomento avverrà a scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti; 31

Votanti: 31

Maggioranza: 16

Favorevoli: 25

Contrari: 6

Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3231 in data 18 giugno 1975:

Caveri (U.V.) - Anche per questo oggetto si passa alla votazione a scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 30

Maggioranza: 16

Favorevoli: 22

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

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Il Consiglio delibera di ratificare le deliberazioni sopraindicate.