Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 470 del 9 febbraio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 470/X - Situazione e intendimenti in merito all'applicazione delle normative inerenti le quote latte. (Interpellanza).

Interpellanza - Sentite le continue preoccupazioni dei produttori di latte in me­rito all'applicazione delle normative inerenti alle quote latte.

Considerata l'enorme importanza che tale argomento riveste per il settore agricolo valdostano.

Considerato che l'attuale situazione provocherebbe la chiusura definitiva di molte aziende agricole per lo più condotte da quei pochi giovani che sono rimasti legati a questo duro lavoro.

Ritenendo indispensabile che tale vicenda non comporti ulterio­ri abbandoni lavorativi nel settore agricolo.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) qual è la situazione attuale;

2) quali provvedimenti l'Amministrazione regionale ha intra­preso e intende intraprendere.

F.to: Viérin - Collé - Marguerettaz

Presidente - La parola al Vicepresidente, Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) - Questo Consiglio ha già trattato tale argomento più volte e questo ne denota subito l'importanza, addirittura il Consiglio in data 14 dicembre del 1993 ha votato all'unanimità una risolu­zione su tale aspetto. Il fatto più grave è il rischio di chiusura di circa 300 aziende agricole condotte da giovani agricoltori; i giovani sono sempre meno presenti sul territorio e questa crisi andrebbe ulteriormente a sfavorire quei pochi che ancora rimangono.

Il bollettino n. 4 è, secondo il sottoscritto e i firmatari dell'in­terpellanza, inapplicabile, in quanto le quote dei singoli non corrispondono alle reali produzioni locali ma, dato strano, il globale delle quote si avvicina in realtà molto alla situazione reale che è quella di circa 650 mila quintali.

Il problema è nato, secondo noi, da una errata gestione delle quote latte in Valle e pensiamo che la Regione avesse la pos­sibilità e il dovere di controllarle in questi ultimi anni, cosa che è stata fatta, secondo noi, in maniera non troppo chiara.

Terza cosa: l'Assessore mi dirà che l'Amministrazione regionale ha fatto una lettera nella quale si rifiuta di divulgare il bollet­tino n. 4 perché questa cosa serve a prendere tempo, e do atto all'Assessore che è stato logico farlo, ma chiedo che cosa si pen­sa di fare nel futuro. Mi si dirà anche che è stata costituita una Commissione regionale per ricostruire le quote. Anche questa è stata una cosa sensata, ma non si è mai precisato a che cosa questa Commissione dovrà giungere, che potere avrà la stessa a livello politico, se non quello di constatare una determinata situazione.

Chiedo soprattutto all'Assessore qual è la situazione attuale e quale sarà l'azione politica nei confronti dell'AIMA.

Presidente - La parola all'Assessore dell'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) - Questo è uno di quegli argomenti delicati e difficili sui quali credo, in questo momento, sia opportuno ragionare con il mas­simo della tranquillità, evitando ogni tipo di speculazione. Cre­do che sia un argomento verso il quale bisogna porsi con un atteggiamento costruttivo e credo di aver colto questo nell'in­tervento del Consigliere Viérin, che quindi ringrazio per aver voluto portare all'attenzione del Consiglio, ancora una volta, questo argomento. Credo che sia necessario inquadrare brevis­simamente la problematica che ha portato alla pubblicazione del "famigerato" bollettino n. 4, che tanti problemi crea ai no­stri allevatori e produttori di latte.

Il censimento della produzione di latte nazionale che è stato fatto dalle associazioni e che si riferisce alle annate 1988 e 1989 ha portato alla pubblicazione dei vari bollettini provvisori e poi del bollettino n. 3; esso dà come risultato una quota che è eccedente rispetto al quantitativo che la CEE riconosce all'Ita­lia. Rispetto quindi a questo quantitativo eccedente, la CEE ha riconosciuto all'Italia un'assegnazione provvisoria e ha contem­poraneamente affibbiato all'Italia il pagamento di sanzioni. É evidente che da parte del Ministero e dell'AIMA si siano di­sposti dei controlli per verificare queste quote, anche perché è sorto il dubbio, dopo i primi controlli, che l'Italia stia pagando multe per latte che non produce, perché è apparso abbastanza evidente che i bollettini costruiti dalle associazioni hanno co­munque, in certe zone, sovrastimato la produzione.

Dicevo anche che l'AIMA ha disposto i controlli e qui sono nati i problemi; questo perché i controlli disposti dall'AIMA non han­no riconosciuto alcuni dei criteri che l'UNANAT aveva dato alle proprie associazioni per calcolare queste quote. Mi riferisco, in modo particolare, alle quote assegnate con i piani di sviluppo, i piani di miglioramento e ai giovani di primo insediamento; mi riferisco, in modo particolare, a quelle quote documentate con dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà che sostituivano quella documentazione fiscale, l'unica riconosciuta dall'UNA­NAT. Ci rendiamo conto che in situazioni del tutto particolari, nelle zone di montagna in generale, e nella nostra regione in particolare, dove non tutti i caseifici sono aperti durante tutto l'anno, dove in alcuni anni, 1988 e 1989, vi sono stati gravi problemi relativi agli abbattimenti, altro mezzo non c'era se non quello della dichiarazione sostitutiva. Ebbene, queste quote sono state depennate dal collettivo n. 4 che è il primo bollettino contenente il risultato dei primi controlli fatti dall'AIMA. L'Amministrazione ha cercato di intervenire prima che l'AIMA procedesse alla pubblicazione; in data 6 dicembre 1993, insieme ai colleghi di Trento e Bolzano, abbiamo avuto un incontro con il Ministro Diana, in cui abbiamo rappresenta­to la particolarità della zootecnia e dell'allevamento nelle zone di montagna e abbiamo chiesto che alle zone di montagna ve­nisse assegnata una riserva, con la quale si potessero assegna­re le quote ai piani di miglioramento.

Abbiamo poi partecipato ad un incontro, sempre con il Mini­stro, insieme con i rappresentanti delle Associazioni produttori delle zone alpine e abbiamo chiesto di non procedere alla pub­blicazione del bollettino n. 4 - prima di aver chiarito l'esito dei controlli - perché ci rendevamo conto che, se non erano ricono­sciute le quote, ciò avrebbe comportato la conseguenza di chiu­dere quelle aziende che meglio si sono strutturate in Valle. In questo senso, ho anche fatto un telegramma al Ministro in data 7 dicembre 1993, chiedendogli di non procedere alla pubblica­zione del bollettino, telegramma a cui ho fatto seguire una let­tera dove meglio esprimevo le problematiche. Qui però c'è stata una posizione rigida da parte del Ministro che scaturisce da un'esigenza di tipo politico abbastanza chiaramente interpre­tabile, nel senso che, dal 31 gennaio al 4 febbraio, c'è stata all'AIMA l'ispezione di una Commissione della CEE che doveva verificare le azioni intraprese dallo Stato italiano per ridurre la quota; l'esito di questa ispezione, se favorevole, comporterà l'assegnazione definitiva all'Italia di quella quota ulteriore che era stata assegnata provvisoriamente. É chiaro che da parte ministeriale e da parte dell'AIMA c'era l'esigenza di non modi­ficare niente di tutte le azioni che avevano messo in piedi. Quindi, verso metà gennaio il bollettino n. 4 è stato pubblicato dall'AIMA; il Consigliere Viérin sa che la legge 468 prevede, per le regioni, il compito di dare la massima diffusione e divul­gazione ai bollettini. Rispetto a questo bollettino abbiamo veri­ficato che la sua applicazione avrebbe comportato problemi gravissimi per almeno 200 aziende valdostane; abbiamo preso la decisione di non pubblicare il bollettino e questa decisione l'abbiamo segnalata al Ministro, in data 20 gennaio 1994, in una lettera in cui precisavamo che l'Amministrazione, non condividendo gli obiettivi del bollettino n. 4, non provvederà alla sua pubblicazione, attenendoci dunque ai contenuti del bollettino n. 3.

Dopo il 20 gennaio ho partecipato al coordinamento degli asses­sori all'agricoltura a Venezia, in cui abbiamo chiesto di inserire il problema all'ordine del giorno del Comitato permanente delle politiche agro-alimentari. La cosa è stata fatta e il Ministro ha fornito garanzie per la soluzione del problema per quanto ri­guarda la riserva da assegnare alle zone di montagna. Poi la Giunta ha deliberato l'istituzione di una commissione tecnica che è composta da due funzionari e da rappresentanti delle for­ze sindacali e che ha il compito di ricostruire i livelli produttivi regionali e individuare i criteri di assegnazione coerenti con la realtà produttiva della Regione. Nella prima riunione della Commissione abbiamo programmato la strada da percorrere. Vi sono due obiettivi, uno a scadenza immediata ed uno di lungo periodo. Nel primo caso, si tratta di identificare i criteri alla base dell'assegnazione delle quote da parte della nostra Asso­ciazione produttori e quindi dimostrare all'AIMA che nel 1992-1993, non solo non abbiamo prodotto di più rispetto al 1988-1989, ma di meno. Dopo si tratterà di concordare con l'AIMA l'applicazione di questi criteri e quindi ci sarà un dibattito po­litico con l'AIMA stessa. Si tratterà poi di riverificare le nuove quote, per vedere se sono corrispondenti alla realtà produttiva. Nel secondo caso, crediamo che le quote non debbano riferirsi alla produzione ma piuttosto alle caratteristiche aziendali per­ché le quote siano legate al territorio.

Per quanto riguarda gli alpeggi, il discorso è da costruire per­ché oggi ci troviamo ad operare con delle leggi che prevedono certi meccanismi. L'obiettivo primario, considerato che il bol­lettino n. 5 sarà pubblicato a giugno, è quello di fare in modo che questo bollettino contenga dati equi che risolvano i pro­blemi creati dal bollettino n. 4.

Giovedì si riunisce di nuovo la commissione e il 17 febbraio faremo una prima verifica con il Ministero e l'AIMA; nel frattempo, l'AIMA dovrebbe aver com­pletato il controllo di tutte le quote assegnate alla Valle d'Aosta e quindi dovremmo poter disporre di dati completi per ragiona­re. Ho ricevuto ieri una lettera del Ministro Diana che dice che trovano interessanti alcuni suggerimenti formulati da noi e che si dà disposizione ai servizi di valutarne la compatibilità con la legge 468/92 e con la normativa CEE, in modo da giungere al più presto ad una loro applicazione. Quindi ci stiamo muovendo nella giusta direzione e stiamo operando per risolvere il problema.

Presidente - La parola al Vicepresidente, Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) - Devo dare atto all'Assessore di aver capito lo spirito dell'inter­pellanza che non era speculativo. L'Assessore diceva che biso­gna dimostrare che nel 1992 si è prodotto di meno, ma bisogna fare attenzione che non vengano perse le differenze tra 1991-1992 e 1988-1989, e quindi che si parta con il piedistallo 1991-1992. Poi concordo in pieno sul fatto di non fare dipendere tutto dalla produzione perché rischieremmo di avere alpeggi abban­donati, visto che non si potrebbe avere una sufficiente produ­zione. Infine riterrei che la cosa migliore, vista la situazione peculiare della Valle, è quella di ottenere una riserva per i piani di miglioramento nelle zone alpine e definire per la Re­gione una propria disciplina diretta in merito alle quote, così come avviene in altre realtà.

Chiudo chiedendo all'Assessore di tenerci informati sull'evoluzione di tale argomento che è anche politico. Inoltre, si è detto che l'AIMA sta facendo i controlli presso gli agricoltori e non vorrei che poi ci ritrovassimo con dei dati di nuovo diversi da quelli della Commissione regionale, quindi arrivare ad un altro ulteriore contenzioso che farebbe perdere altro tempo.

Si dà atto, che dalle ore 11,34 riassume la Presidenza il Presi­dente Stévenin.