Oggetto del Consiglio n. 277 del 10 luglio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 277/75 - DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "APPROVAZIONE DEL CONTO CONSUNTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1969-31 DICEMBRE 1969".

(la relazione non è stata predisposta volutamente per ovvie ragioni)

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Disegno di legge n. 136

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ............................... n. ........... : Approvazione del Conto consuntivo della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

(APPROVAZIONE DEL CONTO CONSUNTIVO - SITUAZIONI: DI CASSA, FINANZIARIA E PATRIMONIALE)

Il conto consuntivo della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969, revisionato dal Collegio dei Revisori dei Conti, è approvato nelle singole risultanze e nelle risultanze riassuntive finali del presente articolo e degli articoli successivi;

SITUAZIONE DI CASSA

- Fondo di cassa alla chiusura dell'esercizio 1968

£.

5.165.627.971

- Riscossioni nell'esercizio 1969

"

18.878.702.635

Totale delle riscossioni

£.

24.044.330.606

- Pagamenti nell'esercizio 1969

"

20.733.746.580

Fondo di cassa al 31 dicembre 1969

£.

3.310.584.026

============

SITUAZIONE FINANZIARIA

- Fondo di cassa al 31 dicembre 1969

£.

3.310.584.026

- Residui attivi al 31 dicembre 1969

"

12.780.371.329

Totale dell'attivo al 31 dicembre 1969

£.

16.090.955.355

- Residui passivi al 31 dicembre 1969

"

16.141.936.600

Disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 1969

£.

50.981.245

============

SITUAZIONE PATRIMONIALE

- Attivo netto di inventario al 31 dicembre 1968

£.

1.500.774.466

- Variazioni attive nell'esercizio 1969:

in aumento dell'attivo

£.

9.376.605.254

in diminuzione del passivo

"

4.858.573.751

"

14.235.179.005

Totale dell'attivo

£.

15.735.953.471

- Variazioni passive nell'esercizio 1969:

in diminuzione dell'attivo

£.

5.968.906.912

in aumento del passivo

"

7.306.583.836

"

13.275.490.748

Attivo netto di inventario ai 31 dicembre 1969

"

2.460.462.723

============

Art. 2

(GESTIONE DI COMPETENZA: ENTRATE)

Le entrate tributarie, extra tributarie, per alienazione e ammortamento di beni patrimoniali, per rimborso di crediti e per accensione di prestiti della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969 per la competenza propria dell'esercizio stesso sono riassunte ed approvate come segue:

- per entrate di competenza accertate

£.

23.411.119.718

delle quali:

- riscosse per entrate di competenza

"

14.945.359.339

rimaste da riscuotere

£.

8.465.760.379

============

Art. 3

(GESTIONE DI COMPETENZA: SPESE)

Le spese correnti, in conto capitale e per rimborso di prestiti della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969 per la competenza propria dell'esercizio stesso sono riassunte ed accertate in

£.

23.429.225.893

delle quali:

- pagate

"

16.122.642.057

rimaste da pagare

£.

7.306.583.836

============

Art. 4

(GESTIONE DI COMPETENZA: RIASSUNTO ENTRATE E SPESE)

È approvato il seguente riassunto generale delle entrate e delle spese di competenza dell'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969:

- ENTRATE

£.

23.411.119.718

- SPESE

"

23.429.225.893

Disavanzo della gestione di competenza dell'esercizio 1969

£.

18.106.175

============

Art. 5

(RESIDUI ATTIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO)

I residui attivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969 sono riassunti ed approvati in complessive Lire 12.780.371.329 come segue:

- Residui attivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio

£.

8.257.954.238

- Minori accertamenti in conto residui attivi esercizio 1968 e precedenti

"

9.999.992

Differenza

£.

8.247.954.246

- Residui attivi riscossi in conto esercizio 1968 precedenti

"

3.933.343.296

- Residui attivi esercizio 1968 e precedenti rimasti da riscuotere

al 31.12.1969

£.

4.314.610.950

- Residui attivi accertati in conto esercizio 1969 (art. 2)

"

8.465.760.379

Totale residui attivi al 31.12.1969

£.

12.780.371.329

=========

Art. 6

(RESIDUI PASSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO)

I residui passivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969, sono riassunti ed approvati in complessive Lire 16.141.936.600 come segue:

- Residui passivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio

£.

13.449.945.175

- Residui passivi pagati in conto esercizio 1968 e precedenti

"

4.611.104.523

Differenza

£.

8.838.840.652

- Residui passivi esercizio 1968 e precedenti riconosciuti insussistenti

£.

3.487.888

- Residui passivi esercizio 1968 e precedenti rimasti da pagare al 31.12.1969

£

8.835.352.764

- Residui passivi accertati in conto esercizio 1969 (art. 3)

"

7.306.583.836

Totale residui passivi al 31.12.1969

£

16.141.936.600

==========

Art. 7

(SITUAZIONE FINANZIARIA)

È accertato ed approvato l'ammontare di £. 50.981.245 del disavanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 1969, risultante come segue:

VARIAZIONI MIGLIORATIVE

- Miglioramento della gestione dei residui passivi (art. 6)

£. 3.487.888

£. 3.487.888

VARIAZIONI PEGGIORATIVE

- Disavanzo esercizi precedenti

£. 26.362.966

- Peggioramento della gestione di competenza (art. 4)

£. 18.106.175

- Peggioramento della gestione dei residui attivi (art. 5)

£. 9.999.992

£. 54.469.133

Disavanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969

£. 50.981.245

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Art. 8

(SITUAZIONE PATRIMONIALE)

La consistenza patrimoniale alla data del 31 dicembre 1969 (art. 1) è approvata nelle seguenti risultanze riassuntive finali:

ATTIVO

Beni immobili

£. 3.747.055.710

Beni mobili

£. 1.480.968.443

Crediti diversi

£. 18.685.496.310

£. 23.913.520.463

PASSIVO

Mutui passivi

£. 5.139.558.640

Debiti diversi

£. 16.313.499.100

£. 21.453.057.740

Attivo netto di inventario al 31 dicembre 1969

£. 2.460.462.723

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Art. 9

Ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 14 aprile 1969, n. 6, è convalidato il prelievo della somma di Lire settantottomilioniseicentomila dal capitolo 205 "Fondo di riserva per le spese impreviste, per far fronte a nuove e maggiori spese", come da provvedimento della Giunta regionale n. 4777 in data 31.12.1969.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Allegati

(omissis)

Jorrioz (IND.) - La parola all'Assessore alle Finanze.

Fosson (U.V.) - Non voglio spendere tante parole per il bilancio consuntivo che viene portato all'approvazione, perché praticamente si tratta del bilancio del 1969.

Ora, se si deve fare tutto insieme, dobbiamo fare una critica: il bilancio consuntivo ha un valore se viene portato a breve distanza dal suo termine, e allora il Consiglio può fare delle osservazioni e anche ricavare, dopo la sua approvazione, dati utili per quanto concerne eventualmente il bilancio preventivo. A distanza di sei anni certamente queste obiezioni perdono completamente di valore, e quindi praticamente questa è una palla al piede che si trascina da diversi anni. Questa abitudine di ritardare l'approvazione dei bilanci consuntivi è andata sempre più peggiorando, perché una volta si approvavano a due anni di distanza, poi si è andati a tre anni, a quattro anni, e con questo, come vediamo, siamo addirittura a sei anni di distanza.

Certamente ci sono ragioni anche materiali che rendono difficile la questione di chiudere un bilancio consuntivo. Su questo punto bisognerà che l'Assessorato alle Finanze punti particolarmente un po' il suo sguardo e abbia l'appoggio completo da parte del Consiglio e da parte di tutti gli uffici dell'Amministrazione, perché praticamente io vi dirò che c'erano dei conti sospesi, ad esempio per anticipazioni fatte dall'Economo che siamo riusciti a chiudere quest'anno, 1975, dopo sforzi enormi, con richiami successivi per conti aperti da cinque anni e di cui non si riusciva ad avere un rendiconto.

Ora queste non erano cose di grande importanza, però ad un certo momento, se non si riesce ad avere questi rendiconti, praticamente non si può chiudere un bilancio consuntivo, e questa è una delle cause. Ne cito qualcuna: il conto consuntivo - io non ho portato qui adesso tutto il malloppo - praticamente comporta un lavoro, anche solo di dattilografia, che è di sei mesi. In questo momento l'Assessorato delle Finanze è proprio completamente a terra con le dattilografe, perché praticamente ne abbiamo una sola in tutto l'Assessorato, questione cui si dovrà provvedere, forse mettendo esclusivamente del personale addetto solo per la questione dei conti consuntivi, in maniera da riguadagnare un po' il tempo perso e, attraverso un'accelerazione almeno dei conti passati, da portarsi piano piano con un arretrato inferiore.

Non entro assolutamente nella "questione cifre", perché mi sembrerebbe veramente strano fare qui, a distanza di tempo, una discussione sulle cifre; ho solo voluto dirvi queste cose. Avessi avuto una relazione, forse avrei potuto illustrare più nei dettagli. Mi riservo, però, siccome è una questione generale che interessa i conti consuntivi, di farvela eventualmente presente in un altro momento, di maniera che si possano prendere quei provvedimenti necessari per ovviare a tale inconveniente, poiché ritengo che alla base dell'Amministrazione ci sia il bilancio preventivo ma che ci sia anche quello della chiusura dei conti, del bilancio consuntivo. È logico che il Consiglio e gli stessi Consiglieri, attraverso il bilancio consuntivo - quindi non solo attraverso la relazione dei Revisori dei conti - possano rendersi conto di come è stato speso il denaro della Regione, se effettivamente l'Amministrazione, l'Esecutivo, è stato almeno nelle linee del bilancio preventivo, perché in effetti, se noi andiamo a spulciare un po' questi bilanci consuntivi, vedremmo che ci sono molte differenze con le impostazioni date nei bilanci preventivi. Era necessario dire questo e per il momento non ho altro da aggiungere.

Jorrioz (IND.) - La Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, nella riunione in data 8 luglio 1975, presenti il Presidente Milanesio ed i componenti Bordon, Dujany, Fosson, Monami e Perruchon ha preso in esame il disegno di legge n. 136 concernente: "Approvazione del conto consuntivo della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1969-31 dicembre 1969" ed ha espresso unanime parere favorevole alla discussione in aula del medesimo.

La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, vi risparmio un lungo intervento su questo argomento, anche se ne avremmo la possibilità, riprendendo quanto già in altre occasioni abbiamo detto sul fatto negativo consistente nell'approvare i conti consuntivi sei o sette anni dopo. Molte volte, nel passato, i colleghi Andrione e Caveri - e oggi anche l'Assessore alle Finanze, Fosson - con noi hanno più volte sottolineato che il conto consuntivo, anche per i suoi riferimenti all'elaborazione del bilancio preventivo, come ci ricordava l'Assessore alle Finanze, ma soprattutto direi per i risvolti politici, per l'importanza politica che assume, dovrebbe essere approvato nel corso dell'esercizio successivo a quello a cui si riferisce. Vorrei sottolineare che il Consiglio con questi ritardi perde un importante momento di dibattito, di confronto, direi che abdica per motivi di carattere tecnico, che possiamo anche riconoscere, però abdica al controllo politico e al dibattito politico di competenza sua e quindi al controllo politico sull'Esecutivo. Non ne facciamo carico all'attuale Giunta e penso che non ne possiamo far carico neanche alle Giunte passate che si sono succedute, comunque credo che lo studio ISAP abbia risposto, se non esaurientemente, in buona parte, a questa nostra osservazione.

Si tratta di un ritardo imputabile alle carenze tecniche, come ci sottolineava l'Assessore Fosson, dell'Ufficio, ed io sottolineerei anche del Tesoriere. I Revisori dei conti di questo conto consuntivo erano Andrione, Pollicini e Dolchi, ma abbiamo altresì notato come il ritardo molte volte sia anche del Tesoriere a fornire tutti gli elaborati. Direi che queste carenze non sono esclusivamente imputabili - ce lo diceva anche l'ISAP - alle persone, ma all'organizzazione, e direi anche ad una mentalità per cui ci sono sempre cose più urgenti da fare, più pressanti, che non quelle di predisporre per l'esame dei Revisori dei conti, prima, e poi per l'approvazione consiliare dei conti consuntivi.

L'augurio che possiamo fare è che si consideri invece urgente anche qualche provvedimento di carattere straordinario, come suggeriva anche l'Assessore Fosson, si considerino urgenti gli esami dei consuntivi e quindi con una certa sollecitudine, se si vuole in modo garibaldino, si approntino i successivi conti consuntivi, che sono quelli del 1970 e seguenti, in modo che questi Revisori dei conti, nominati mi sembra fino all'esercizio 1974 o di sicuro fino al 1973, abbiano la possibilità di revisionare i conti e poi, con altrettanta sollecitudine, si portino in Consiglio.

Jorrioz (IND.) - Altri interventi? Se non ci sono più interventi metto in votazione. La parola al Consigliere Lanivi.

Lanivi (D.P.) - Non per far perdere tempo al Consiglio, ma solo perché questo oggetto offre l'occasione per ribadire le considerazioni che abbiamo fatto ieri; al di là degli aspetti contabili, direi di efficienza contabile di quei documenti, il discorso di ieri mi pareva fornire gli elementi per una risposta corretta e valida per il futuro, cioè una nuova macchina amministrativa regionale che non solo razionalizza la contabilità, ma che sia in grado di dare la possibilità all'Amministrazione regionale di svolgere il suo ruolo, i suoi compiti di fronte ai nuovi problemi.

Esiste un problema di correttezza contabile e inoltre direi di correttezza politica, di controllo tra previsioni e risultati. Esiste però anche un problema politico, cioè di rendere capace l'Amministrazione regionale di svolgere le funzioni e i compiti di oggi. Questo significa affrontare il compito più rischioso e più difficile: costruire una nuova macchina amministrativa.

Se c'è una considerazione che dobbiamo trarre dalla discussione di questo oggetto è da risottolineare l'importanza dei discorsi che sono stati fatti ieri.

Monami (P.C.I.) - Mi è parso di aver capito, dalle parole dell'Assessore alle Finanze, che per risolvere in parte questi problemi, che poi si dimostrano come deficienza di tutto un servizio più generale, sia necessario ricorrere a un maggior numero di personale. Non so se ho capito bene, ma di certo io nutro alcune preoccupazioni.

Ci saranno servizi che necessitano di un certo rafforzamento, ma ci sono peraltro servizi che possono necessitare di un certo alleggerimento. Direi che la nostra attenzione dovrebbe essere soffermata in modo particolare - e anche l'ISAP ce lo suggeriva - sulle procedure. Non dobbiamo dimenticare, quando io ieri facevo tutto il discorso dell'elemento uomo che sta al centro di tutto questo famoso dibattito, che notevole importanza in questo tipo di attività ce l'ha anche la metodologia delle procedure, come queste si possano sveltire, snellire e come se ne possano eliminare talune che sono inutili.

Il problema delle procedure fa venire in mente, collegato a quello del personale, all'osservazione fatta dal compagno Dolchi, che a me pare giustissima: quando si devono affrontare con mezzi straordinari situazioni straordinarie, si deve avere anche il coraggio di uscire dall'ambito dell'Amministrazione regionale per far fare tutta una serie di lavori di manovalanza, direi "burocratica" all'esterno del nostro Palazzo, proprio perché a noi manca un turn over del personale. Voi sapete che anche questo aspetto è stato esaminato dall'ISAP, per cui è assente la dattilografa che è in stato interessante, la mamma che è in allattamento, eccetera. Dovremo quindi studiare tutta una serie di queste cose, di qua l'esigenza di non centrare soltanto il problema con l'aumento del personale, che domani potrebbe dimostrarsi un provvedimento sbagliato, quanto invece di vedere collegati tutti questi provvedimenti l'uno con l'altro, soprattutto con l'esigenza di fare in fretta.

Bordon (D.C.) - Forse da questa parte, da questo settore, non si prende la parola proprio perché si cerca di accelerare i lavori, per vedere di portare avanti i problemi ancora da risolvere. Allora potrebbe sembrare, quando tutti parlano in quest'aula, che questa nostra tranquilla quiescenza sia disinteresse, ma così non è.

Io vi voglio precisare qui, e desidero che sia messo agli atti, che qualche volta il disamore, specialmente per i vecchi Consiglieri - penso a Fosson, come ad altri che siedono qui da tanti anni, qualcuno di voi forse da troppi anni - sia dovuto al fatto che fra tre-quattro anni, quando discuteremo il nuovo conto consuntivo che segue a questo, ripeteremo le stesse parole, le identiche cose. Qui mi sia solo concesso di aprire una brevissima parentesi, e mi si faciliterebbe il compito se fosse possibile ritornare indietro ai verbali delle sedute consiliari. Mi sarebbe piaciuto poter venir qui e dire: "nel 1956-1957 (vale a dire 20 anni fa) abbiamo detto questo". Ebbene, io vi dico che ancora al prossimo Consiglio ripeteremo le stesse cose, perché tutti desideriamo che sia fatto l'anno dopo. Abbiamo sempre sentito dire che manca il personale, abbiamo sempre sentito parlare di persone in condizioni, assenti, degli uffici, ma la cosa rimane sempre così; quindi, se mi consentite, non per quella famosa storia che uno è avviato sul viale del tramonto - spero di potermelo ancora ricordare - qui si fanno tutte queste chiacchierate che fanno piacere a tutti, ma poi non cambiano mai le cose.

Naturalmente ieri lo abbiamo detto, e lo dicevo anche a Lanivi: speriamo in questo studio dell'ISAP, speriamo che le cose abbiano a venire avanti. Qui dentro non si può dire che non si lavora, anche se ci sono delle bellissime barzellette, dove "riposa Garibaldi", dove "riposano i Mille" alla Regione, ce n'è una più bella dell'altra - il giorno in cui desidererete divertirvi ve ne raccontiamo qualcuna - ma la verità è un'altra: ci sono uffici pieni di personale ed altri che non ne hanno.

Per esempio l'altro giorno - e devo dirlo pubblicamente, perché tanto il voto di preferenza non me lo darà, non faccio nomi - ho chiesto un documento e l'ho avuto in quattro minuti; indubbiamente c'è un'impostazione, perché l'ho avuto immediatamente. Però io mi domando se è concepibile, per noi che parliamo adesso di consuntivo - e vi chiedo scusa per questa parentesi - che dalla Presidenza del Consiglio, calcolando pure il lavoro che ha attraverso le Commissioni, e lo vediamo, a un certo momento si abbia ad avere un tale ritardo per la consegna dei verbali, perché non so da quando non li abbiamo più! L'altro giorno il Presidente del Consiglio lo prendeva quasi come un rimprovero, ma se è arrivato ieri... non mi rivolgo neanche a Dolchi, che ha fatto tutto il possibile, ha avuto l'iniziativa di mandarci quel libriccino più piccolo che era un riassunto, ma poi è sparito anche questo, a un certo momento abbiamo visto spendere 20 milioni per dei macchinari, per avere questi documenti... mi sembra bene che non ha importanza, però non abbiamo avuto niente.

Vi dicevo questo solo perché era un po' un troppo pieno che si vuota. Qui ripetiamo sempre le stesse cose: diciamo che questo dovrebbe essere approvato l'anno dopo perché la legge lo prescrive. L'interessante è questo: quando veniamo qui con il bilancio di previsione facciamo delle sparate che durano tre giorni, riconosciamo tutti che il bilancio di previsione ha importanza ma è più importante il consuntivo, e vedo poi i cambiamenti che sono avvenuti! Ma andiamo a vederli adesso! Vi dico la verità, ho letto il verbale, ho visto che i tre Revisori erano tutti d'accordo e... arrivederci e grazie, non mi ha interessato più niente! Non ho sfogliato una pagina, non ho guardato un titolo, un capitolo, anche perché non serve più a niente!

Siamo tutti d'accordo: ci auguriamo tutti che con questa riforma dell'ISAP questo abbia a venir meno. Però, quando poi parleremo della "riforma ISAP" - così la chiamo io - ci divertiremo, perché ieri abbiamo detto che bisognerà sentire o concordare. Mi sembra che ieri abbiamo perso un'ora sulla parola "sentire" e "concordare", perché aveva una differenza enorme, c'è una differenza, quindi prima di discutere su questo avremo da sentire tutti quanti i Sindacati, gli interessati, e vedrete a un certo momento che quella righetta che vi ho letto io ieri si ripeterà, perché ci saranno sempre interferenze politiche che freneranno questo, ma noi andremo avanti.

L'augurio che faccio io è proprio che finalmente non si abbia più a ripetere in quest'aula quello che da 20 anni si ripete sui conti consuntivi e sul loro ritardo.

Andrione (U.V.) - Semplicemente per assicurare il Consigliere Monami: anche se è vero che una piccolissima fetta del ritardo può essere imputata a mancanza di personale d'ordine, si tratta poi di tre mesi su sei-sette anni, non è quello che conta, non è quel tipo di personale. Ripeto ancora una volta che purtroppo in questi conti consuntivi quello che porta il lavoro a essere estenuante e lunghissimo è proprio il tipo di procedura che si segue, una procedura studiata per altri tempi, per bilanci estremamente più semplici, più controllabili. Riconosciamo, attraverso tutte le firme che ci sono su questo conto consuntivo, ivi compresa la mia, che il controllo rischia di essere soltanto formale.

Pertanto è proprio in materia di procedure che dobbiamo modificare il controllo del bilancio esecutivo, non solo, perché ripeto - chiedo scusa per quello che diceva Dolchi prima - è uno degli unici validi motivi, profondi, per stabilire delle differenziazioni sul bilancio preventivo. Soltanto quando si parla di terreno sicuro si possono portare quelle modifiche indispensabili al bilancio preventivo, sennò rischia sempre di essere studiato come un libro, come una cosa staccata dalla realtà.

Fosson (U.V.) - Su tale questione io ho voluto avere una relazione diretta dell'ufficio per sapere quale era la situazione di tutti i conti consuntivi e avere uno specchietto, anche per verificare i motivi di questi gravi ritardi circa la loro approvazione. Ad esempio, qui posso leggervi lo specchietto: in merito all'esercizio finanziario del 1961-1962, la legge regionale di approvazione di questo conto è del 27/6/1963, quindi ha 10 mesi e 27 giorni; il 1962-1963 era del 1964 con 10 mesi di ritardo; il 1963-1964 è stato approvato nel 1970, dopo 6 anni e 3 mesi; il 1964-1965 è stato approvato l'11/11/1970; il 1966 è stato approvato il 25/7/1972; il 1967 è stato approvato il 27/4/1973; il 1968 è stato approvato il 4/4/1974; il 1969 lo abbiamo approvato oggi.

Non sto a leggervi la relazione completa, ma effettivamente in essa si mette in evidenza - a parte la questione della procedura e della carenza di personale per questa parte specifica - che se noi dobbiamo mettere a posto la questione dei conti consuntivi bisognerà trovare un sistema di adibire del personale esclusivamente a questo compito per portarci alla pari, perché non possiamo gravare di questo stesso compito il personale attuale, altrimenti lo distogliamo dalle sue mansioni ordinarie. Effettivamente qui si dice che, solo riguardo alla dattilografia, per ogni conto consuntivo vi sono circa 400 pagine dattilografate, perché si fa di nuovo tutto il conto. Certamente, è più dettagliato del preventivo, perché, a parte le questioni di epilogo, c'è un rendiconto della gestione dei residui provenienti dagli esercizi precedenti, un rendiconto della gestione dei residui passivi, un rendiconto della gestione delle spese di competenza, un rendiconto con tutti gli allegati. Questo lavoro, se noi vogliamo portarlo avanti e se è fatto per un anno, si limita a 400 pagine di conto consuntivo, ma se vogliamo mettere a posto tutto dal 1970 per venire al 1974, vuol dire che deve essere moltiplicato per quattro, se si vuole farlo in brevi tempi. Questo solo per dare un'idea.

Ora ci sono altre questioni che incidono. La questione del Tesoriere è da vedere, è una questione particolare, perché ad esempio per il 1970 il conto di cassa del Tesoriere non è ancora completamente stampato dal Centro meccanografico per conto del Tesoriere, perché a un certo momento l'Assessorato, il Centro meccanografico, l'Amministrazione regionale si è presa l'incarico di svolgere questo lavoro per conto dello stesso Tesoriere. Io ritengo che questo lavoro non debba gravare sul nostro Centro meccanografico, il Tesoriere ha il Centro meccanografico della Banca e quindi può benissimo meccanizzare le sue schede con le perforazioni, farsi il suo conto e presentarlo per la data prevista. Però, se a un certo momento nessuno dice al Tesoriere che deve farlo e praticamente l'Amministrazione regionale se ne assume il compito, il Tesoriere se ne avvantaggia. A metà anno non è possibile - come abbiamo fatto quest'anno - dire al Tesoriere di impostare la questione perché abbiamo cominciato una parte dell'anno e del conto con un lavoro fatto direttamente da noi, non glielo abbiamo detto fin dall'inizio, quindi anche per lui diverrebbe un disguido. Con l'anno prossimo, però, il Tesoriere dovrà svolgere questo lavoro e non dovrà incidere sull'Assessorato alle Finanze, non dovrà essere fatto dal nostro Centro meccanografico. Come ho ricordato sopra, il Tesoriere dovrebbe consegnare il conto di cassa entro tre mesi dalla chiusura dell'esercizio, e cioè entro il 30 aprile. Ora, questo noi lo abbiamo per tassativo, ma voi sapete come facciamo alla fine dell'anno e per tutto il mese di gennaio, e qualche volta anche dopo: scarichiamo le delibere al 31 dicembre, quindi tre mesi... noi non possiamo più rispettare questa data. Le osservazioni fatte anche dall'ufficio in questo senso dicono che bisognerebbe chiudere il conto al 31 dicembre, perché ci sarà quello slittamento che viene naturale, comunque non è questo il ritardo che ha accumulato.

Per quanto concerne il conto del 1971, il conto del Tesoriere non è ancora completamente stampato dal Centro meccanografico, debbono essere dattilografati su matrici la relazione, il conto e gli allegati, come per quello del 1970, per poi convocare i Revisori dei conti. Riguardo al conto consuntivo del 1972, nel mese di dicembre 1973 sono state determinate le risultanze del conto 1972, e sono da redigere in minuta la relazione, il disegno di legge, tutti gli allegati; il tutto dovrà essere dattilografato. Conto consuntivo del 1973: le risultanze finali del conto sono state determinate nel mese di ottobre 1974, quindi per quanto concerne la Finanziaria in sé, le risultanze contabili, il conto del Tesoriere è stampato solo in parte dal Centro meccanografico; tutto il resto, cioè disegno di legge ed allegati, sono da compilarsi. Conto consuntivo 1974: questa è una relazione già dal mese di febbraio, quindi praticamente qui si è andati avanti, si devono iniziare le operazioni di chiusura, operazioni che invece sono iniziate in questo momento.

L'Assessorato alle Finanze si trova ogni anno in difficoltà, anche per segnalare tempestivamente all'ISTAT i dati provvisori del conto consuntivo regionale occorrente per la costruzione del bilancio economico nazionale, e via dicendo. Per uscire da questa situazione arretrata in materia di approvazione dei conti consuntivi occorre avere personale da destinare esclusivamente alla redazione, alla copiatura a macchina di quanto rimane ancora da fare per poter presentare al Consiglio i conti consuntivi degli anni 1970, 1971, 1972, 1973 e 1974.

Qui ci sono alcune suggestioni per il futuro e abbiamo già messo in atto qualche cosa per l'avvenire, per il consuntivo del 1975 e seguenti. Occorre che il Tesoriere provveda per proprio conto entro il 30 aprile, come stabiliscono le vigenti norme sulla compilazione del suo conto di cassa: gli basta applicare un dispositivo perforante alle macchine che ora ha in dotazione, inviare i nastri perforati al Centro elaborazione dati della Cassa di Risparmio di Torino e che il Centro meccanografico elaborazione dati sia in grado di stampare giorno per giorno, durante tutto l'esercizio finanziario, le scritture contabili occorrenti all'Ufficio Gestione bilancio. Poter iniziare dal primo febbraio le operazioni di chiusura dell'esercizio: questo resta puramente sulla carta fin quando la nostra abitudine sarà sempre quella messa in pratica anche per delle necessità, cioè quella che praticamente ancora nel mese di febbraio abbiamo cose che scaricano sul 31 dicembre. Richiedere entro il 30 aprile il conto di cassa redatto dal Tesoriere: questa è una cosa che tassativamente dobbiamo poter richiedere al Tesoriere, di poter disporre di personale da adibire esclusivamente alle operazioni di chiusura della contabilità, alla compilazione della relazione, degli allegati, alla dattilografia e alla correzione. Qui si parla di qualcos'altro che praticamente dipende dal Consiglio regionale, e che anche qui non sempre è possibile fare, perché non è facile avere un bilancio di previsione approvato prima dell'inizio dell'esercizio finanziario onde evitare il ricorso all'esercizio provvisorio, e di doversi occupare contemporaneamente del bilancio di previsione e del conto consuntivo, poiché certamente quando facciamo il bilancio provvisorio tutto questo è un lavoro supplementare che viene e non si può pensare al conto consuntivo. Poi ci sono altre raccomandazioni che si fanno sia alla Giunta, sia ai vari Assessorati, sono quelle che ho già riassunto e che vi faccio grazia di leggere, perché qui si preoccupano di avere il tempo utile, ma sono quei tempi che eventualmente non è possibile rispettare per le ragioni che abbiamo esposto. Questa è un po' la situazione per i conti consuntivi.

Vi ho segnalato prima la questione di chiusura dei conti, per certi uffici o certi funzionari dell'Amministrazione, c'è anche tutta una questione di rilievo di dati o di versamenti fatti in conto che alle volte arrivano in ritardo, e anche questi causano dei ritardi. Però la questione del ritardo di cinque o sei anni deve poter essere superata. Un ritardo di alcuni mesi può essere giustificato per diverse ragioni, ma se tutti insieme cercheremo di fare il possibile, la questione dei conti consuntivi avrà un altro corso. Speriamo, auguriamoci che molto presto si possano portare piano piano all'approvazione i conti consuntivi passati, per portarci in pareggio.

Monami (P.C.I.) - Mi pare che ci siamo addentrati molto leggermente in un argomento che poi si è dimostrato più importante di quanto non lo sia a prima vista. L'approvazione di un conto consuntivo di sei anni fa ci fa cospargere un po' di cenere addosso, diciamo che abbiamo delle colpe.

Ho avuto occasione di dire una volta in quest'aula che la Regione della Valle d'Aosta godeva di una certa stima nei confronti del nostro Paese proprio perché era considerata una Regione che funzionava, e l'Assessore alla Finanze ci ha sciorinato un bel prospettino dal quale, secondo me, dobbiamo trarre considerazioni tristissime: di come questa Regione, che probabilmente 15-20 anni fa era considerata una buona Regione, sta scivolando a livelli preoccupanti. È uno dei peggiori esempi di amministrazione che ci sono nel nostro Paese o, addirittura - consentitemelo - dei Paesi dell'America Latina. Questi dati che ci ha fornito l'Assessore ci fanno fare questa triste considerazione.

Su due cose vorrei soffermarmi. La relazione letta dall'Assessore alla Finanze, secondo me, ci fa riflettere anche su un'altra considerazione sulla quale non ci siamo mai soffermati sufficientemente. Ebbene, mi sia consentito dire - io non ho malanimo nei confronti di nessuno - che di certo gli alti funzionari della burocrazia regionale, che sono capacissimi a redigere relazioni di questo tipo, debbono però anche acquisire delle capacità direzionali tali per cui alcuni problemi debbono saperli risolvere loro. Se pensiamo poi che questi funzionari - mi sia consentito, e parlo dei funzionari della burocrazia dello Stato e della Regione - hanno degli stipendi notevolmente superiori a quello del Presidente della Giunta, una riflessione la dovremmo quanto meno fare, prima di aprire tutto un discorso generale sul personale.

L'altra considerazione è che dobbiamo sentire questo terribile campanello d'allarme, le forze politiche debbono essere le prime a sentirlo, e se abbiamo a cuore le sorti della nostra "piccola patria", amici e colleghi della maggioranza e di tutto il Consiglio, dovremo fare in modo di riflettere su come abbiamo politicamente guidato questa Regione, su come ci proponiamo di guidarla e di amministrarla nei mesi a venire. Mi pare che questa riflessione dovrebbe farci riflettere attentamente sulla considerazione che facevo all'inizio di seduta, se volete con un tono abbastanza esacerbato, perché i lavori non vanno avanti. Ma dico: ce lo vogliamo porre il problema che qui vanno cambiate le cose e ci vogliamo porre il problema che per cambiare le cose è necessario fare uno sforzo per andare al di là dei meschini desideri di posizione di potere? Vogliamo porre davanti a noi l'obiettivo e superarlo, non preoccupandoci degli interessi di Partito o di Gruppo e lasciare finalmente una volta per sempre certi schemi o certe formule politiche precostituite che non si vogliono abbandonare, ma porci invece il problema che qui esistono forze politiche capaci di farci fare un passo avanti e che tutti assieme dobbiamo vedere come dare la migliore amministrazione a questa Regione?

Se rispondiamo a questi problemi, se rispondiamo alle domande che ognuno di noi intimamente si deve porre, probabilmente con forze nuove, con aggregazioni di forze politiche che vedono, al di là dei propri interessi, gli interessi della Comunità e della Regione, si possono forse costruire delle maggioranze che modifichino questo stato di cose. Io ritengo che questo problema non può essere soltanto visto da un punto di vista efficientistico, ma è anche un problema profondamente politico, che noi sentiamo e che denunciamo, e che ognuno di noi, se ha a cuore le sorti della Regione, deve attentamente valutare. Io ritengo che le cose non possono più andare avanti in questo modo, se non vogliamo continuare a discendere quella china che, dicevo, ci mette a livello delle peggiori amministrazioni e dei peggiori esempi che ci vengono da tutto il Paese.

Fosson (U.V.) - Non vorrei addentrarmi in una disanima politica e non vorrei seguire il Consigliere Monami su quanto ha detto circa l'efficientismo, in un senso o nell'altro.

Ho ritenuto di dire certe cose chiaramente in Consiglio perché il Consiglio deve conoscerle, e ho voluto anche dire quali erano i tempi in cui si approvavano i conti consuntivi nel 1961-1962-1963 non perché allora noi eravamo nell'Esecutivo, ma per i tempi, per fare una constatazione della degenerazione che c'è stata anche nell'Amministrazione regionale, allungamento di tempi dovuto ad alcune cose che ho segnalato, dovute in particolare - vorrei che il Consigliere Monami mi sentisse, perché è anche in risposta a quanto da lui detto, e questo lo dobbiamo dire obiettivamente - al fatto che allora gestivamo un bilancio molto più ridotto. Allora i capitoli di bilancio erano 300 e qualche cosa, mentre oggi siamo a un bilancio di spesa effettiva di 50 miliardi con 800 capitoli, quindi praticamente c'è un aumento del 150% dei capitoli in bilancio. Questo è un altro dato di cui bisogna tener conto.

Scusate, dico questo proprio così impersonalmente, ma il Consiglio probabilmente ha sottovalutato molto le funzioni dell'Assessorato alle Finanze. Si sono valutati molto i vari Assessorati che hanno la spesa diretta negli investimenti, ma si è valutato pochissimo l'Assessorato alle Finanze, sia nelle sue strutture, sia nel suo indirizzo. Questo è uno sbaglio fondamentale, perché i conti consuntivi dell'Assessorato alle Finanze - lo vediamo constatando queste cose e ho voluto dirvele, ma mi sembra che le condividiate - devono avere una relazione con il bilancio preventivo, deve esserci un nesso con il conto consuntivo, deve esserci la possibilità di controllo da parte del Consiglio regionale sulla spesa di bilancio approvata preventivamente.

Ora, tutto questo richiede un maggior coordinamento tra tutti gli Assessorati e l'Assessorato alle Finanze. Io ieri non ho preso la parola nei particolari dello studio dell'ISAP, perché molte considerazioni di quella fotografia sono esatte, qualcuna è un po' più fantasiosa, e si può e si potrà discuterne, ne discuteremo al momento opportuno, ma resta un fatto: che la constatazione di una mancanza di coordinamento fra tutti gli Assessorati e fra quello che deve controllare la spesa, che è l'Assessorato alle Finanze, esiste e dobbiamo prenderne atto. Questo è un male che si traduce non solo nel ritardo della questione dei conti consuntivi, ma si traduce in diverse cose che dovrebbero essere un po' rimesse in quadro. Questa è la situazione, e noi stiamo constatando anche qui questo peggioramento.

Parlando con degli amici, ho avuto occasione qualche volta di dire che, ritornando nell'Esecutivo dell'Amministrazione regionale dopo diversi anni, ho constatato una degenerazione, un peggioramento marcato in tutto, e non è dovuto a una forza politica, non lo imputo a una forza politica piuttosto che ad un'altra, ma questo rilassamento c'è e dobbiamo prenderne atto. Ricordo che ho detto a degli amici di una parte e dell'altra, in separata sede, che se il Consiglio regionale non saprà fare uno sforzo comune - noi Consiglieri, tutti insieme, indipendentemente dal fatto che il Consiglio sia capeggiato dai Comunisti, dai Democristiani, dai D.P. o da forze regionaliste - per raddrizzare la barca e rimetterla sulla giusta corrente, andiamo dritti al fallimento. Non vorrei dire questo nel Consiglio regionale, però sono molto pessimista, accadrà questo se noi non avremo il coraggio di prendere in mano la situazione, tutti insieme, indipendentemente dal colore politico, e metterci ad amministrare in un certo senso con maggiore serietà, almeno come nel passato, perché in passato c'era questa tradizione all'interno del Consiglio.

Questa non è una sparata politica contro gli uni o contro gli altri. Si dirà: Fosson è sempre il solito che vuole fare la morale. No, non penso di fare nessuna morale, però constato dei fatti e dico che è mio dovere - anche per uno scarico di coscienza - richiamare tutte le forze rappresentate nel Consiglio regionale, prendendo l'occasione e lo spunto da questo discorso che abbiamo fatto sui conti consuntivi. Queste cose dovrebbero essere tenute presenti da tutti, se vogliamo effettivamente che la nostra autonomia vada avanti e sia rispettata da tutti, altrimenti ci troveremo un giorno senza più credibilità, perché tutto quello che noi possiamo dire qui dentro non sarà più creduto fuori. Queste sono le cose che ho approfittato di dire e penso che i Consiglieri mi scuseranno se in questo momento le ho dette così, un po' violentemente.

Jorrioz (IND.) - Altri interventi? Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione il disegno di legge n. 136, articolo per articolo. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Articolo 1.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 22

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 2. Stesso risultato.

Articolo 3. Stesso risultato.

Articolo 4. Stesso risultato.

Articolo 5. Stesso risultato.

Articolo 6. Stesso risultato.

Articolo 7. Stesso risultato.

Articolo 8. Stesso risultato.

Articolo 9. Stesso risultato.

Passiamo alla votazione per scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 26

Votanti: 26

Maggioranza: 14

Favorevoli: 23

Contrari: 3

Il Consiglio approva.

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Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 136.

Jorrioz (IND.) - Arrivati a questo punto, mi pare ci sia una proposta da parte del Presidente della Commissione Affari Generali per la sospensione, per dare il tempo alla Commissione stessa di esaminare alcune leggi che sono state rinviate stamattina per mancanza del parere della Commissione. Non so se i Gruppi sono d'accordo o meno. Siamo d'accordo, allora va bene.

Il Consiglio riprenderà pertanto alle ore 16.

Il Consiglio prende atto.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 11,35.