Oggetto del Consiglio n. 2272 del 26 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2272/IX Presa d'atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Cristina Monami dalla carica di Consigliere Segretario del Consiglio e sua sostituzione.
Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.
PresidenteColleghi Consiglieri, come è precisato nell'allegato all'oggetto n. 4, è pervenuta a questa Presidenza la lettera del Consigliere Cristina Monami, con la quale ci informa di aver rassegnato le dimissioni dalla carica di Consigliere Segretario del Consiglio. La lettera è riportata integralmente nell'allegato.
Oltre a discutere l'argomento in oggetto, il Consiglio deve anche procedere alla presa d'atto delle dimissioni con votazione palese e poi alla sostituzione del Consigliere Segretario con votazione segreta per schede.
Pertanto, dichiaro aperta la discussione sulla presa d'atto delle dimissioni della collega Cristina Monami.
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione per votazione palese la presa d'atto delle dimissioni della collega Cristina Monami dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio prende atto
delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Cristina Monami dalla carica di Consigliere Segretario del Consiglio.
Presidente Mi sia concesso ringraziare, a titolo personale, ma penso anche a nome dell'Ufficio di Presidenza e di tutto il Consiglio, la collega Cristina Monami per la sua fattiva collaborazione e costante presenza nella vita dell'Assemblea e dell'Ufficio di Presidenza.
Sono convinto che l'impegno della collega Monami non verrà meno, anzi penso che sarà rafforzato.
In sostituzione del Consigliere Segretario Cristina Monami, la maggioranza ha proposto alla Presidenza il nominativo del Consigliere Roberto Gremmo.
E' bene sottolineare che la votazione avviene per schede, su cui si scrive nome e cognome. Siccome in certi casi, come ad esempio nelle nomine degli Assessori, la votazione avviene con un sì od un no, ricordo al Consiglio che la votazione avviene con nome e cognome del proposto o, come in questo caso, anche solo del cognome, perché non esiste possibilità di omonimia con altri Consiglieri regionali.
Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.
Andrione (UV) Les utilités marginales sont toujours les plus coûteuses. Je veux dire par là que si, par exemple, on veut scolariser tous les enfants jusqu'à l'âge de 14 ans, l'enfant qui coûtera le plus cher sera celui isolé dans un hameau de montagne, parce qu'il faudra payer les instituteurs et les professeurs pour un petit nombre d'élèves. De la même façon en politique, dans ce Conseil, la dix-huitième voix est toujours la plus chère et je ne fais pas allusion à des tractations commerciales, même la simonie a été largement pratiquée en Italie et peut-être elle l'est encore, comme certaines récentes vicissitudes des élections siciliennes le prouvent. Je parle de prix politique. Cette majorité n'a aucune cohésion, cette majorité est partagée à son intérieur et a besoin d'une dix-huitième voix. Elle doit payer un prix politique pour l'obtenir. Elle ne présente pas au Conseil les grands sujets de discussions qui devraient l'engager. Par exemple, le dossier énergie, les deuxièmes résidences qui sont en train de "cimentifier" toute la Vallée d'Aoste. Elle se borne à avoir les numéros pour survivre. Aucune vision politique, aucune perspective sérieuse d'administration.
Dans ces conditions nous ne pouvons que prendre acte de cette volonté de résister, contre celles qui avaient été les déclarations faites au moment de l'installation de cette majorité. Prendre acte qu'elle se soutient difficilement, qu'elle n'est qu'une cohésion improbable et difficile de forces hétérogènes qui ne représentent pas la politique qui serait nécessaire à la Vallée d'Aoste. Ce que nous regrettons, c'est que les occasions perdues ne reviennent pas et que le temps qui passe sous cette mauvaise administration, est un temps qui est perdu pour toute la population valdôtaine, il est perdu pour l'avenir de la Vallée d'Aoste.
Voilà très simplement les raisons pour lesquelles nous ne participerons pas au vote de l'élection du nouveau secrétaire du Conseil régional et nous plaignons sincèrement la majorité qui est obligée à ces petits trucs, à ces petits tours de passe-passe pour se tenir debout.
PrésidentLe Conseiller Milanesio a demandé la parole; il en a la faculté.
Milanesio (PSI) Sarò molto breve nel precisare che non c'è alcun prezzo da pagare per nessun Consigliere che rappresenti un'utilità marginale in questo Consiglio.
Da una parte c'è una coalizione che ha sottoscritto un impegno politico e programmatico e dall'altra c'è una corresponsabilizzazione in modi, forme e ruoli diversi degli esponenti della coalizione o della maggioranza. Questo è normale e non appartiene né al malcostume politico, né ai citati episodi delle elezioni siciliane, che non ci toccano minimamente.
Lungo il suo cammino questa maggioranza ha certamente incontrato ed incontrerà ancora difficoltà, imprevisti ed incontrerà, come sta incontrando, un'opposizione durissima, anche se sovente un po' pretestuosa e dispettosa. Questa maggioranza, infatti, anche se non ha potuto esplicarsi nella pienezza delle sue possibilità e capacità, anche se ha già fatto molte cose ed il carniere del Consiglio è molto pieno e sostenuto - vedremo poi quali saranno gli atteggiamenti delle forze in campo -, si è comunque definita e sta operando.
L'odierna sostituzione del Consigliere Cristina Monami rientra quindi nel rispetto di accordi liberamente sottoscritti da tutti e non ha certamente quelle valenze di negatività o di patteggiamento segreto che qualcuno vuole rappresentare e noi ci apprestiamo con assoluta serenità e libertà di coscienza a votare per l'indicazione fornita dal Presidente del Consiglio regionale a nome della maggioranza.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) La proposta della maggioranza di nominare il Consigliere Gremmo Segretario del Consiglio, facendolo entrare di conseguenza nell'Ufficio di Presidenza, non è un fatto di normale amministrazione, ma riveste una certa rilevanza politica e su di esso vorrei fare alcune considerazioni.
Intanto vorrei chiedere al Presidente del Consiglio di precisare chi della maggioranza ha presentato tale proposta, anche perché di solito, in caso di nomine, viene fatta una proposta orale al Consiglio, mentre sembra che in questo caso ci sia una proposta scritta, per cui vorrei sapere da chi è stata sottoscritta.
A mio avviso, questa proposta è la grave conseguenza di un accordo intervenuto tra una maggioranza in evidente situazione di difficoltà numerica ed un Consigliere che, giustamente dal suo punto di vista, chiedeva un'adeguata contropartita per puntellarle la maggioranza traballante.
Si tratta tuttavia di una grave conseguenza, perché in questo modo si va a premiare il camaleontismo e l'avventurismo politico e si affida un posto di rilevanza istituzionale ad una persona che certo non ha dato un esempio luminoso di correttezza di comportamento.
Parlo di camaleontismo e di avventurismo politico, perché la vicenda della persona proposta ad assumere le funzioni di Segretario del Consiglio è caratterizzata da questi elementi.
Questo comportamento era già emerso nel momento in cui il Consigliere Gremmo decise di presentare una lista per le elezioni regionale della Valle d'Aosta, con una scelta molto contraddittoria per una persona che si era sempre proclamata rappresentante dell'autonomismo piemontese ed un campione della "piemontesità", ma che non ha esitato poi a fare un'incursione in Valle d'Aosta, sfruttando le elezioni regionali del 1988 e ricorrendo abilmente, ma anche molto furbescamente, ad alcune sigle ed artifici, come la grande scritta "Union" sul simbolo elettorale, per carpire quella manciata di voti che in effetti si rivelò poi determinante per il successo di misura della sua lista. Questo comportamento si era già qualificato di per sé e non ha più bisogno di ulteriori aggettivazioni.
Al di là di quell'avventurismo elettorale che poi è stato ribadito in un'altra serie di avventure elettorali in vari Comuni, Province e Regioni, io vorrei anche sottolineare che il Consigliere Gremmo, prima del 6 giugno 1990, non era certo stato un campione dell'opposizione alla precedente maggioranza e al precedente Presidente della Giunta. Ricordo anzi che più volte il Consigliere Gremmo si è eretto a difensore di quella maggioranza, dei risultati che produceva e dell'allora Presidente della Giunta. Ricordo che il Consigliere Gremmo definì il Presidente della Giunta "un grande statista"...
(...Interruzione...)
... No, appunto; ma questo vale per dire che aveva sostanzialmente condiviso una serie di scelte e di comportamenti e che, subito dopo il 6 giugno, si scagliò pesantemente contro il ribaltamento di alleanze, salvo poi cambiare improvvisamente posizione e diventare uno strenuo sostenitore di questa nuova maggioranza, al punto da esserne oggi determinante.
Al di là di queste valutazioni di carattere politico su scelte contraddittorie e su comportamenti incoerenti, ci sono altri motivi più gravi che, a mio avviso, rendono inopportuna questa proposta e che quindi spingeranno il nostro Gruppo a votare contro o comunque a non partecipare alla votazione del Segretario proposto. Mi riferisco in particolare ad altri due motivi, che voglio indicare molto brevemente, perché non è necessario soffermarcisi molto, visto che sono molto eloquenti già di per sé.
Tutti sappiamo che il Consigliere Gremmo non è solo amministratore della nostra Regione, ma anche di una grande città del Capoluogo del Piemonte, ed è Consigliere di una grande provincia piemontese, della Provincia di Torino. Ora, io già mi chiedo come sia conciliabile la presenza attiva e pregnante all'interno di organismi così vari ed importanti, i cui compiti sono così assorbenti; ma l'assegnare ulteriori compiti, importanti come quelli dell'Ufficio di Presidenza, ad una persona che già ricopre una serie di incarichi, la cui contemporanea buona utilizzazione sembra essere molto problematica, non mi sembra un motivo che deponga a favore della proposta, anzi a mio avviso la sconsiglierebbe fortemente.
Non si può infine fingere di trascurare o trascurare con disinvoltura un certo dato. E' noto a tutti, perché è stato riportato ampiamente dagli organi di stampa, che esiste un'inchiesta delle magistrature di Aosta, Torino e Milano sulla correttezza amministrativa e sul comportamento del Consigliere Gremmo. La magistratura sta infatti indagando su un'ipotesi di falsificazione di firme per la presentazione di liste elettorali. Credo che tutto questo dovrebbe indurre ad una certa cautela e ad una maggiore attenzione nell'affidare compiti importanti come quelli della Segreteria del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza.
Ecco, questi sono i motivi per cui noi consideriamo fortemente sbagliata ed inopportuna la proposta della maggioranza. Nel chiedere al Presidente del Consiglio da chi è stata avanzata, ribadiamo il nostro giudizio negativo.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.
Stévenin (UV) Tentare di fare apparire come un normale avvicendamento la sostituzione del Consigliere Segretario Cristina Monami, come ha fatto il Consigliere Milanesio, vuol dire prendere in giro il Consiglio regionale, perché tutti sappiamo che cosa si è verificato in questo ultimo periodo. Tutti sappiamo che i patteggiamenti, le lettere intercorse e le assenze volute del Consigliere Gremmo hanno creato difficoltà a questa maggioranza, che è stata messa in minoranza almeno due o tre volte. E' chiaro che il Consigliere Gremmo è diventato determinante.
Questa situazione, però, non è nata oggi. E' noto l'imbarazzo che avrebbe creato la presenza del Consigliere Gremmo al Congresso del PCI. E' noto anche che al congresso degli ADP il Consigliere Gremmo, dopo essere stato invitato, è stato pregato di non presentarsi per non creare ulteriori difficoltà all'interno del movimento.
Certo che di strada ne ha fatta il Consigliere Gremmo! Messo ai margini all'inizio della legislatura, è diventato poi la stampella di questa maggioranza, della quale oggi diventa addirittura il pilastro su cui essa si regge. Bisogna effettivamente convenire che il Consigliere Gremmo ha fatto una notevole carriera in questi due anni e mezzo.
Ma io vorrei ricordare a questo Consiglio alcune cose che si sono verificate o che sono state dette nel passato.
E' a partire dall'inizio di maggio del 1988 che ha fatto la sua entrata sulla scena politica valdostana un certo Roberto Gremmo, Consigliere provinciale antimeridionalista di Torino, annunciando che avrebbe presentato una propria lista per le successive elezioni regionali in Valle d'Aosta. Queste parole le ho prese in prestito da "Le Travail" del 16 maggio 1988.
Per quanto attiene al programma del Consigliere Gremmo, sempre su "Le Travail" si può leggere: "Via gli spacciatori di droga ed i delinquenti venuti dal Sud!" E' un linguaggio razzista, degno del caporione fascista Le Pen, che offende non solo le famiglie di origine meridionale che vivono in Valle d'Aosta, ma tutti i Valdostani e tutti i partiti valdostani, i quali, al di là delle naturali contrapposizioni, hanno saputo costruire in Valle d'Aosta un clima di fattiva convivenza civile fra le numerose componenti etniche che vivono ed operano nella nostra Regione.
"Le Travail" continua: "Non abbiamo bisogno di piantagrane provenienti dall'esterno ed auspichiamo che su questo punto si abbia un pronunciamento unanime delle forze politiche operanti in Valle".
L'articolo continua dando i seguenti consigli: "I movimenti regionali Union e ADP dovrebbero riflettere seriamente sulle conseguenze negative per la Valle d'Aosta dei loro flirt con vari movimenti e personaggi di pochi scrupoli sparsi per l'Italia".
Su "Le Travail" del 7 ottobre 1988 il Consigliere Gremmo è definito "opportunista, fa il succhiaruote di Tonino, ma poi stecca. E chi ha detto che Gremmo non fa del razzismo, alzi la mano".
Sempre sullo stesso numero, quando Gremmo si dichiara favorevole al plurilinguismo dei libri di preghiera, la cui pubblicazione è stata sovvenzionata dall'Amministrazione regionale, segue il seguente commento: "Con l'eccezione però che lui non specifica che quelli del Sud, se vogliono dire le orazioni nella loro lingua, devono usare la caccavella".
Quando il Consigliere Gremmo spezza una lancia in favore della mano d'opera dell'alto Canavese, il giornale commenta: "Almeno quelli non sono terroni del Nord".
Il numero 39 di "Le Travail" del 16 febbraio, facendo un resoconto dei lavori del Consiglio dice: "La torta di Gremmo non sarebbe perfetta, se lui non ci mettesse su la solita ciliegina del razzismo". Ed ancora, si vuol finanziare un incontro di sollevamento pesi tra le Regioni a statuto speciale ed il Consigliere Gremmo dichiara: "C'è anche la Sicilia. Io amo le Regioni a statuto speciale, ma in particolare quelle dell'arco alpino. Non me la sento di approvare sette milioni per iniziative con Regioni come la Sicilia".
"Ha perfettamente ragione, come aveva ragione lo zio Adolfo quando si scandalizzava per le ripetute vittorie del negro Owens alle Olimpiadi di Berlino. Il Consigliere dell'UAP prende però l'occasione per un'altra bella tirata delle sue, tralasciando di stigmatizzare che la Giunta proponga di modificare il Regolamento della Finaosta per tener conto del caso Dreher, i cui proprietari, com'è noto, sono siculi, che, per stare al Sud, sono equivalenti a vil razza dannata, ma forse tiene conto che la birra è bionda e quindi presumibilmente ariana".
Sullo stesso numero di "Le Travail", nella parte concernente il risanamento del bestiame, si legge ancora: "Pure Gremmo, salito in tribuna stampa, vuol fare dell'ironia con i giornalisti e dice: Propongo di marchiare tutti i meridionali e di venderli come carne avariata".
L'anno seguente, "Le Travail ", nei suoi "comptes-rendus" delle sedute del Consiglio regionale, continua ad estrapolare dei passaggi dagli interventi del Consigliere Gremmo.
Nel numero 7 del 24 febbraio 1989 si legge: "Gremmo infila le sue solite perle razziste: Non voglio essere insultato da lei (Aloisi)! Gli insulti vada a farli in Calabria...! Qui non si fa il gioco delle tre carte come a Napoli... I posti pubblici non devono essere assegnati al primo calabrese che si presenta a fare il concorso".
Per il Consigliere Gremmo è giusta la norma del Trentino-Alto Adige, secondo la quale ci vogliono quattro anni di residenza per poter votare; ma, aggiungiamo noi, se in Valle d'Aosta ci fosse la stessa disposizione per chi vuole farsi eleggere Consigliere regionale, certamente oggi Gremmo non sarebbe Consigliere della Valle d'Aosta.
Il numero 30 del 29 settembre ricorda una serie di ironie tra i Consiglieri Gremmo ed Aloisi, cioè tra i due personaggi che oggi vediamo purtroppo, fianco a fianco, a sostenere l'attuale maggioranza.
Il numero 35 sottolinea che per Gremmo anche i neri sbiadiscono di fronte a quelli che proprio non riesce a mandar giù, ossia i meridionali.
Nel numero 39 si legge che, tra le tante virtù di Gremmo, vi è pure quella del Bastian contrario, perché ciò che più gli importa è rintuzzare il suo irriducibile nemico, Aloisi. "Quello che mi preoccupa non è Aloisi - aggiunge -, ma il fatto che questi temi li evochi pure il partito craxista". Il commentatore di "Le Travail" aggiunge: "Dal balcone di Palazzo Venezia al balcone di Santhià o di Pollein, nuova residenza del fondatore della Lega del teschio e della siringa".
Il Consigliere Gremmo precisa ancora: "Io sono autonomista, non localista. Speriamo - aggiungiamo noi di "Le Travail" - che non sia anche loculista, nel senso di loculi, non di oculi senza l'apostrofo".
"Le Travail" numero 27. Nell'articolo di Stefano Piaggio "Razzismo in Italia. Che cosa accadrà domani?" si legge: "Preoccupazione ha suscitato l'elezione del razzista Gremmo a Consigliere regionale in Valle d'Aosta. E' possibile la creazione di un vero e proprio movimento di massa che, assommando la droga, la caccia al marocchino e l'odio antimeridionale, sia in grado di condizionare i partiti moderati, soprattutto la DC in alcune aree del Paese e le scelte dei giovani".
Forse Piaggio non avrebbe mai potuto immaginare che il PDS-GV, nato dalle ceneri del PCI, avrebbe dovuto accettare tra i suoi partner il Consigliere Gremmo. Purtroppo è così.
Il numero 19 del 31 maggio 1990, nella rubrica "Cronache del Consiglio regionale" riporta: "Gremmo non sta più nella pelle, trova finalmente il modo di fare un commento sul risultato delle amministrative e dichiara: 'Una valdostana, una cittadina di Pollein, è stata eletta nel Consiglio regionale del Piemonte'. La valdostana e pollenciona, benedetta dalle urne, è la sua gentile signora. Politica a due piazze, dunque. Chissà che la prossima volta, quando sarà cresciuto, non gli riesca di piazzare pure il rampollo nel Consiglio regionale della Lombardia o in quello della Liguria, con il rammarico, forse, di non averci dato dentro abbastanza a suo tempo, perché l'erba gramigna avrebbe potuto diffondersi un po' per tutta la Penisola, anche dalle parti dei terroni spacciatori di droga e mafiosi".
Il Consigliere Mafrica dichiarava allora: "Formulo l'augurio che qualcuno che è entrato presentando un simbolo che imitava quello di un altro, non entri più in questo Consiglio". Questo è quello che diceva allora colui che poi venne eletto dal Consigliere Gremmo.
Nel numero 20 dell'8 giugno, "Le Travail" dice: "Per merenda ci sono cavoli. A servirli in tavola è, come sempre, il solito Gremmo. Il pretesto, stavolta, è la deliberazione per la festa del patois. Gremmo sostiene che è spiacevole che si usi la parola 'patois'". In questa occasione Zanotto scrive: "Ma se coloro che vogliono difendere e coltivare questo antico idioma lo chiamano loro stessi 'patois' e sono fieri di definirsi 'patoisans', che diritto ha un Consigliere regionale qualsiasi di trovarci a ridire?".
All'inizio del 1991 il Consigliere Gremmo appare sulle pagine di "Le Travail" descritto con abile penna da uno che noi tutti conosciamo.
Non solo "Le Travail", ma anche "La Région", organo della DC, parla sovente del Consigliere Gremmo. Nel numero 17, parlando del tanto discusso Consigliere Roberto Gremmo, che vuole esportare le sue idee politiche nella nostra Regione, ne definisce il temperamento come "aggressivo, petulante e verboso". Aggiunge inoltre: "Ha un'oratoria da martello pneumatico, è astuto e caparbio; padrone della retorica, usa con abilità tutte le risorse della demagogia. Il suo programma ha accenti xenofobi - il razzismo, purtroppo, è cosa ben più seria - e ci si domanda se riuscirà ad attecchire questa nuova erba 'gremmigna' che vuole infestare gli orti pubblici della Valle d'Aosta".
Nel numero 25 de "La Région" c'è un altro passaggio che interessa il Consigliere Gremmo. "La sortita del neoeletto Consigliere Gremmo, sull'onda del successo elettorale, intende spiegarci come dovrà essere il nuovo esecutivo regionale. Fuori i cosiddetti partiti nazionali, salvo - chissà perché? - il PRI, e dentro tutti gli autonomisti, lui compreso naturalmente. Viene da chiedersi che cosa succederebbe a qualcuno di noi se, munito magari della residenza, andasse a Torino o a Bologna a pretendere di comandare in casa d'altri. Chi l'ha detto che i valdostani sono xenofobi? Qui ci manca solo che Gremmo e C. si mettano a proclamare il 'maîtres chez nous' e poi la farsa è completa".
Vi si sottolinea inoltre che egli si è presentato in modo prodigioso per ingannare gli elettori e si aggiunge: "Forse i tre magistrati, che presso il Tribunale di Aosta formano l'Ufficio centrale circoscrizionale incaricato di procedere all'esame dei contrassegni di lista, non si sono accorti che lo stemma presentato da Gremmo era confondibile con quello dell'Union Valdôtaine". Ricorda che chi è rimasto escluso (il PSDI) adesso spera nei ricorsi, in modo che il Consigliere Gremmo, appena entrato in Consiglio regionale, ne sia subito escluso; c'è infatti chi giura che sia più indigesto dei crauti.
Sappiamo tutti però che, per tenere in piedi una maggioranza, come direbbe il Presidente della Giunta, Gianni Bondaz, tout ce qui entre, fait ventre...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
... interpreto correttamente il pensiero del Presidente della Giunta, perché così è nei fatti.
Non ho bisogno di aggiungere altro, anche se potrei leggere ancora 25 pagine, alcune delle quali sono divertentissime, che ho qui - non è detto che non lo faccia in un secondo intervento - e che si riferiscono agli interventi in questo Consiglio del Consigliere Gremmo all'inizio della legislatura...
(...Interruzione...)
... Beh, visto che mi invita a leggere, ne leggo almeno una, che merita una certa attenzione. Dopo una sua diatriba con il Consigliere Aloisi, egli dice: "Quello che mi preoccupa non è il fatto che queste tesi le sostenga il Consigliere Aloisi. Quello che mi preoccupa è che un partito sicuramente democratico come il PSI, qualche volta ripete cose che in qualche modo assomigliano a quelle del Consigliere Aloisi: il Presidente e il Sindaco eletti dal popolo, la riforma elettorale con lo sbarramento..., perché danno fastidio; i Liberali ed i Repubblicani che, in quanto piccole forze, devono essere spazzati via.... Quando certe tesi erano patrimonio del MSI, erano giustamente una barzelletta, quando sono sposate ad altre forze, come il partito craxista, diventano una preoccupazione per la democrazia". Di affermazioni come queste sono pieni tutti i suoi discorsi, basta prendere i documenti relativi ai suoi interventi in questo Consiglio regionale.
C'è bisogno di altri commenti alla proposta fatta dalla maggioranza per l'elezione del nuovo Segretario del Consiglio? Io credo di no. Naturalmente ho voluto lasciare i commenti ad altri giornali e ad altre forze politiche, perché la contraddizione è talmente stridente ed è talmente macroscopico ciò che si sta verificando in questa nostra Regione, da non richiedere ulteriori commenti, salvo precisare che anche in futuro dovremo assistere a ricatti che, del resto, sono ormai indispensabili per tenere in piedi la maggioranza che oggi governa nella nostra Regione e che - lo ricordo ancora una volta - non è stata quella voluta dalla popolazione e non è stata quella che la popolazione aveva espresso nelle amministrative, qualche settimana prima del "ribaltone".
Grazie.
Presidente Colgo l'occasione per precisare al Consigliere Riccarand che la proposta di candidare il Consigliere Gremmo a ricoprire l'incarico di Segretario del Consiglio regionale, mi è stata avanzata dai Capigruppo della maggioranza, ovviamente non per iscritto, ma come comunicazione alla Presidenza.
Il Consigliere Aloisi ha chiesto la parola per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.
Aloisi (Ind)Dichiaro la mia astensione.
Presidente Se nessuno chiede la parola, si passa alla votazione per schede segrete.
I Capigruppo della maggioranza hanno proposto il Consigliere Gremmo e non ci sono altre proposte. Come ho già detto, la scheda ha una sola riga, su cui può essere scritto anche solo il cognome del candidato, perché non c'è alcuna possibilità di omonimia.
Pongo in votazione per scrutinio segreto la nomina del Segretario del Consiglio regionale.
Votazione a scrutinio segreto
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 17 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Hanno riportato voti:
Gremmo Roberto: 18.
In base all'esito della votazione, dichiaro che risulta nominato quale Consigliere segretario del Consiglio, in sostituzione del Consigliere Cristina Monami, dimissionaria, il Consigliere Roberto Gremmo.
Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Signor Presidente, sarò molto breve. Ho chiesto la parola per ringraziare i colleghi che mi hanno votato e per precisare, doverosamente, ch'io non ho mai avuto condanne penali e posso esibire in qualunque momento il mio certificato penale e la mia dichiarazione dei redditi, da cui risulta che quel niente che ho - o quel tanto che posso avere moralmente - è tutto pulito e chiaro. Non ci sono stati, da parte mia, interessi di nessun tipo che non siano quelli palesi.
Ho seguito gli interventi dei colleghi e mi rammarico che non siano stati di tipo politico, perché purtroppo erano dovuti ad un astio che non comprendo e non giustifico, perché ognuno dei presenti è qui non per volontà del re o dell'imperatore, ma perché è stato eletto dai cittadini...
(...Interruzione...)
... democraticamente, certo. La democrazia vale per tutti e, proprio per questo, i numeri contano e chi non li ha, guarda.
Credo, molto umilmente, di avere un solo compito, però importante, quello di dimostrare ai colleghi, che per ragioni loro hanno ritenuto di non accordarmi la fiducia, che farò il possibile per essere all'altezza di un compito che, in quanto istituzionale, dovrebbe superare certi asti e certi ruoli di partito. Mi auguro che lo facciano anche altri, così sicuramente ne trarrà vantaggio anche l'Ufficio di Presidenza. Torno a ripetere con grande umiltà che ho tutto da imparare da chi ne fa già parte.
Anch'io ringrazio il Consigliere Cristina Monami per aver svolto egregiamente tale compito prima di me. Io ho molto da imparare, ma credo che l'umiltà di dirlo ad alta voce possa essere il modo migliore - e mi rivolto ai colleghi che hanno ritenuto di non dovermi votare - per far capire che tante cose cambiano e, soprattutto, che la gente, invecchiando, qualche volta cerca di essere un pochino più saggia.
Presidente Passiamo ora all'oggetto...
Per che cosa, scusa?...
Stévenin (fuori microfono) Per una dichiarazione...
Presidente No, no, no. Mi dispiace, ma doveva essere fatto prima. L'oggetto è ormai concluso e si passa alla trattazione dell'oggetto n. 5.
