Oggetto del Consiglio n. 2265 del 7 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2265/IX Predisposizione degli atti per l'affidamento della futura gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent.
Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.
PresidenteDo lettura della proposta di deliberazione iscritta al punto 1 dell'ordine del giorno.
Deliberazione Il Consiglio
Constatato l'approssimarsi delle scadenze delle convenzioni relative alla gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;
Tenuto conto che, ai sensi dell'articolo 2 del contratto relativo alla Convenzione Regione-SITAV in data 16 febbraio 1978, rep. n. 5099, modificato dall'articolo 3 del contratto 7 agosto 1979, rep. 5499, la scadenza relativa alla gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent è fissata al 7 febbraio 1992 e che, ai sensi dell'articolo 1 del Contratto in data 12 dicembre 1986, rep. n. 7382, la scadenza della gestione dei giochi "americani" è fissata al 31 dicembre 1991;
Considerato che, apparendo opportuno esperire un'unica procedura per il rinnovo delle Convenzioni di cui trattasi, è già stata inoltrata apposita proposta tendente a rendere concomitanti i termini di scadenza di entrambe le convenzioni, prorogando al 7 febbraio 1992 la durata della convenzione relativa alla gestione dei cosiddetti giochi "americani";
Ritenuto necessario predisporre per tempo gli atti relativi alla preselezione delle società per l'accertamento del possesso dei requisiti ritenuti necessari ai fini della concessione;
Rilevato che la nuova concessione deve essere lo strumento per realizzare una strategia di lungo respiro che consenta alla Regione di perseguire un certo numero di obiettivi che possono essere così sintetizzati:
- adozione di un piano di aumento e riqualificazione degli spazi e delle attrezzature destinati al gioco, nonché delle strutture alberghiere e di supporto turistico e logistico strettamente connesse alla Casa da Gioco;
- determinazione del riparto a favore della Regione al livello massimo compatibile con l'equilibrio economico-finanziario del concessionario;
- revisione dell'articolo 13 della Convenzione vigente, per quanto attiene l'onere a carico della Regione sul costo del lavoro;
- finanziamento dei due fondi separati per la promozione del gioco e delle attività culturali e turistiche da parte di Regione e concessionario in misura pari alle quote di riparto o al beneficio che le due parti ottengono dall'investimento promozionale;
- clausola per l'acquisizione da parte della Regione di tutte le nuove iniziative immobiliari inerenti al gioco non appena costruite e, a fine concessione, anche delle opere accessorie ai giochi;
- trasparenza dell'azionariato della concessionaria;
- certificazione dei bilanci della società concessionaria e obbligo di inviare la repertoristica mensile;
- disponibilità della Società concessionaria a prevedere nell'atto costitutivo la nomina da parte della Regione di almeno un consigliere di amministrazione ed un sindaco;
Inoltre, considerata l'estrema particolarità della gestione di una Casa da Gioco di così grandi dimensioni, si ritiene opportuno richiedere, in capo al concessionario, una serie di requisiti molto specifici, che vanno da una necessaria esperienza nel settore ad una consistenza patrimoniale e finanziaria tale da fornire garanzie sia per la continuità degli introiti, sia per l'effettuazione di un piano di investimenti per migliorare le strutture di gioco e turistiche;
Per quanto attiene alle modalità per l'assegnazione delle concessioni, tenuto conto degli obiettivi da perseguire (livello di introiti, sicurezza degli introiti e affidabilità del concessionario) e soprattutto in relazione all'entità delle componenti variabili da inserire nel nuovo contratto (percentuale o percentuali di riparto, oneri promozionali, trasparenza della futura gestione, strategia di riqualificazione e ampliamento della Casa da Gioco, opere ad essa funzionali, clausola per l'acquisizione delle strutture collegate), si ritiene necessario limitare le ditte da ammettere attraverso una preventiva selezione con pubblici avvisi di partecipazione, contenenti l'indicazione dei requisiti ritenuti necessari;
delibera
1) di diramare un pubblico avviso, da inserire su almeno due quotidiani a diffusione nazionale ed internazionale, per invitare tutte le Società che abbiano interesse alla concessione per la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent, ad inoltrare all'Amministrazione regionale idonea documentazione da cui risulti il possesso dei seguenti requisiti:
- Tipo di società:
Società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno dieci miliardi con disponibilità, in caso di concessione, a trasferire la propria sede legale e fiscale in Valle d'Aosta e a modificare l'atto costitutivo attribuendo alla Regione la nomina di un amministratore e di un sindaco (articolo 2459 C.C.);
- Esperienza di gestione:
i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione nonché produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e dell'azionariato, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese
- Garanzia sugli introiti:
dovranno essere prodotte garanzie patrimoniali o equipollenti in misura non inferiore al 30 per cento dell'ammontare annuo degli introiti spettanti annualmente alla Regione, indicati in lire 140 miliardi;
- Accettazione strategia:
a) accettazione di un piano investimenti per almeno 140 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco;
b) disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle;
2) di rinviare a successivo provvedimento l'individuazione del tipo di gara da esperire per la scelta del contraente tra le Società che avranno dimostrato di possedere i requisiti di cui al punto 1).
Presidente ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Dopo la mancata accettazione, da parte della minoranza, dell'iscrizione immediata all'ordine del giorno del Consiglio regionale dell'oggetto oggi in discussione, ho ritenuto opportuno chiedere la convocazione straordinaria del Consiglio, perché sono profondamente convinto che non ci debba essere un'ulteriore perdita di tempo nell'approfondimento dei problemi del Casinò; innanzitutto perché essi sono di indubbia rilevanza per la nostra Regione e poi perché, considerati i tempi tecnici piuttosto lunghi, necessari alla definizione della difficile e complessa problematica, non vorrei essere costretto di qui a qualche mese a chiedere al Consiglio una proroga della Concessione per la gestione della Casa da Gioco.
Credo che la Commissione competente, che si è riunita diverse volte ed ha avuto l'opportunità di ascoltare in modo dettagliato la società alla quale abbiamo commissionato un esame approfondito della situazione della Casa da Gioco, cosa che - mi permetto di sottolineare - è stata fatta per la prima volta da un'Amministrazione regionale in occasione del rinnovo della Casa da Gioco, abbia fatto un buon lavoro, sceverando e sfrondando i vari problemi e credo inoltre che le risposte che ha ottenuto, possano essere considerate sufficienti, anche se, trattandosi del rinnovo di una concessione di così grande rilevanza, il dibattito consiliare potrà avere una sua storia ed una sua immagine.
Fatte queste premesse, mi corre l'obbligo di relazionare al Consiglio sugli obiettivi, sulle opportunità e sugli eventuali rischi del rinnovo della concessione, anche nell'intento di creare, per quanto possibile, quell'immagine di tranquillità e di trasparenza amministrativa che ci eravamo riproposti di perseguire all'atto della costituzione dell'attuale maggioranza
1) Obiettivi del rinnovo, opportunità e rischi.
Gli obiettivi che la Regione vuole conseguire in occasione del presente rinnovo sono in sintesi i seguenti:
- garanzia di buon funzionamento del Casinò e mantenimento quantomeno dei risultati economici attuali;
- conduzione del processo di rinnovo nella massima trasparenza;
- "rottura dell'accerchiamento" costruito negli ultimi anni dalla Sitav e trasferimento alla Regione del "patrimonio immobiliare e gestionale" direttamente o indirettamente collegato al gioco.
L'occasione del rinnovo comporta per la Regione l'opportunità di verificare concretamente - per la prima volta dall'apertura del Casinò - l'esistenza di alternative alla Sitav, credibili ed affidabili.
Vorrei aggiungere che tutto ciò comporta anche dei rischi, come quello di non trovare delle alternative o di entrare in una spirale che ci porterebbe a trattare con la Sitav da posizioni di difficoltà.
Ci sono almeno due buoni motivi per ricercare l'opportunità di trasparenza:
- la possibilità di individuare un concessionario che eventualmente offra nel complesso migliori garanzie rispetto alla Sitav;
- il miglioramento della posizione negoziale della Regione nei con-fronti della Sitav, in presenza di alternative almeno confrontabili.
A mio giudizio, il rischio nasce dalla particolare situazione di partenza non scevra di vincoli (posizione Sitav, contratto in vigore, recenti vicende giudiziarie, eccetera) e consiste nella possibilità che una non perfetta gestione del processo di rinnovo porti ad una scelta obbligata non ottimale o comunque, nel caso di assenza di alternative, a compromettere la trattativa con la Sitav.
2) Il processo di rinnovo.
Credo di poter suggerire un processo di rinnovo in due fasi distinte:
- fase di indagine esplorativa e di preselezione delle società interessate alla concessione;
- fase di selezione del nuovo concessionario e fissazione delle condizioni di rinnovo.
La prima fase (indagine esplorativa).
La prima fase si concretizza in un annuncio pubblicato su alcuni quotidiani italiani ed esteri in cui si annuncia la scadenza della concessione e si sollecitano le aziende interessate al rinnovo, ad esprimere il loro interessamento.
Vengono altresì indicati alcuni parametri generali di gradimento (maglie larghe), con l'obiettivo di favorire la più larga parteci-pazione (opportuna in una fase di indagine), limitando da subito la partecipazione di quelle società che risulterebbero palesemente inadeguate per scarsità di risorse finanziarie e/o manageriali.
La prima fase è stata impostata in modo che non possa prefigu-rarsi come procedimento ufficiale (gara o appalto) e l'annuncio è stato studiato in modo che non si prefiguri come bando di concorso.
Visto il profondo lavoro di verifica condotto sul testo, con l'ausilio di consulenti specializzati, è auspicabile che esso non subisca modifiche.
La fase di preselezione si concluderà con la stesura di un elenco dei candidati ritenuti credibili per la partecipazione al procedi-mento per l'assegnazione della concessione e, in funzione di ciò, con l'indicazione del procedimento suggerito per la seconda fase di selezione.
Seconda fase (la selezione).
La seconda fase, che sarà sicuramente quella più delicata, si svolgerà con modalità differenti a seconda del numero di imprese valide, dichiaratesi interessate durante la prima fase.
Si possono ipotizzare i seguenti scenari:
a) esiste una pluralità di imprese interessate alla concessione;
b) esistono solo due o tre imprese interessate;
c) solo la Sitav è interessata.
Nei casi b) e c) è consigliabile procedere al rinnovo della concessione mediante una trattativa privata solo con Sitav (caso c) o plurima (caso b). Nel caso a) sarà opportuno ricorrere ad un procedimento formale di selezione che verrà scelto tra la trattativa privata con gara ufficiosa o l'appalto concorso.
In entrambi i casi dovranno essere definiti in modo formale da questo Consiglio regionale, i criteri specifici e vincolanti di partecipazione (maglie strette) che verranno resi pubblici.
Mi sembra giusto esplicitare al Consiglio regionale le ragioni per cui noi abbiamo ritenuto di procedere in due fasi.
Il procedimento indicato permette di raggiungere pragmaticamente l'obiettivo della trasparenza reale, favorendo la più ampia partecipazione di candidati alla concessione durante la prima fase.
Nel contempo, lascia tuttavia aperta la possibilità di tarare le modalità di selezione della seconda fase in modo ottimale per la Regione in funzione dei candidati. In particolare, il procedimento:
- permette di scegliere la modalità ottimale di gara da seguire in rapporto al numero ed alle caratteristiche dei partecipanti, evi-tando, se non sarà necessario, il ricorso ad una procedura complessa;
- permette di definire meglio i contenuti del bando (prospetto informativo, capitolato e programma) che sarà eventualmente necessario approntare, in particolare per quello che riguarderà i criteri analitici di partecipazione (maglie strette), che potranno essere tarati in funzione delle candidature emerse dalla prima fase di preselezione;
- evita di concedere alla Sitav vantaggi negoziali addizionali nel caso non si creino valide alternative, permettendo di ricorrere ancora ad una trattativa privata in cui nessuno dei parametri di trattativa risulti vincolato da una procedura ufficiale.
Deve essere comunque chiaro che la preselezione non è un procedimento ufficiale (gara) e l'annuncio relativo non è un bando di concorso. Solo in questi termini può essere condotta questa fase di indagine senza incorrere in rischi di impugnativa, che metterebbero a repentaglio, adesso o in futuro, il regolare funzionamento del Casinò. A tal fine, la stesura dell'annuncio e la definizione dei criteri generali di partecipazione è stata condotta con la massima cura, nell'intento di mantenerli in termini generali, evitando che si prefigurino le condizioni di cui sopra.
4) Mi sia consentito fare alcune considerazioni sul dibattito avvenuto in sede di IV Commissione.
Nel corso della presentazione alla IV Commissione sono state sollevate diverse questioni che hanno riguardato in particolare il piano investimenti, il criterio della competenza tecnica ed il trasferimento delle strutture accessorie.
A supporto delle scelte effettuate, mi sembra doveroso ricordare quanto segue.
a) Piano investimenti.
La richiesta di disponibilità per 140 miliardi si ricollega alle conclusioni dello Studio effettuato da Bain Cuneo. A questo riguardo posso dire che ho accettato la richiesta di riduzione di tale cifra a 70 miliardi di lire, emersa in sede di IV Commissione.
Mi sembra che si sia dimostrato:
- che il mercato del gioco d'azzardo crescerà nei prossimi anni;
- che, contemporaneamente, crescerà molto di più l'offerta (svilup-po Casinò esistenti e nuovi Casinò) e quindi aumenterà la compe-tizione;
c) che la posizione di dominanza del Casinò di Saint-Vincent (sicuramente leader in Italia ed in Europa) corre seri rischi a causa del deterioramento del servizio imposto dai limiti strutturali esistenti;
- che l'impatto sociale del Casinò, pur positivo, è rimasto, a mio giudizio, al di sotto delle potenzialità.
Diventava quindi logica ed auspicabile una strategia di sviluppo equilibrata, che adeguasse l'offerta del gioco (soprattutto nel senso del miglioramento delle condizioni in cui si svolge) e quella dei servizi collaterali (essenzialmente parcheggi e strutture turistico-alberghiere).
Da qui deriva il piano di investimenti già ricordato, il cui valore dei fabbisogni, previsto in 140 miliardi, deve intendersi come indicativo e che si pone comunque in termini riduttivi rispetto a quanto proposto dalla Sitav.
Rinunciare a questo piano comporterebbe non solo la perdita delle opportunità offerte dal mercato, ma soprattutto il rischio concreto di un peggioramento delle posizioni del Casinò, che si rifletterà inevitabilmente in una diminuzione degli incassi ed in un aumento dei costi sociali.
A dimostrazione di quanto il rischio sia concreto, basta ricordare che, proprio in questi giorni, i programmi di aggressivo sviluppo elaborati dal Casinò di Campione hanno assunto veste ufficiale con l'approvazione da parte del Comune.
b) Competenza tecnica.
Mi sembra che si stia creando molta confusione attorno a questo tema, al punto che da un componente della IV Commissione è venuta addirittura l'interpretazione che esso debba essere letto in chiave negativa, partendo dall'assunto che tutte le società interessate alla gestione di Casinò in Italia e all'estero, siano in qualche modo coinvolte in attività illecite.
Ora, a parte l'estremizzazione della posizione, mi sembra che candidature non in linea con i requisiti di affidabilità e trasparenza possano essere più efficacemente contrastate con indagini sulla composizione azionaria e non negando il possesso di questo requisito, che appare anzi essenziale per garantire il buon funzionamento del Casinò. Senza ritornare sull'argomento, ribadisco che, mentre sono d'accordo a non richiedere il possesso di questo requisito in fase di preselezione, per fare emergere le eventuali candidature di società finanziarie "importanti", ritengo che nella seconda fase non se ne potrà prescindere.
c) Strutture accessorie.
Credo che valgano le considerazioni svolte all'inizio, con l'unico chiarimento che, nella formulazione suggerita, il requisito richiesto deve garantire alla Regione la possibilità di trasferire l'onere finanziario dell'operazione al nuovo Concessionario all'inizio della Concessione, in maniera da assumerlo gradualmente nel corso dell'intera durata.
Non è stato qui possibile quantificare detto onere, perché esso potrebbe risultare assai variabile in funzione delle condizioni in cui avverrà la trattativa.
5) Prossimi passi e la tempistica del rinnovo.
La decisione operativa più urgente è l'approvazione dell'annuncio da parte del Consiglio, e la conseguente messa in modo del processo di rinnovo.
Poiché le versioni italiana, francese ed inglese dell'annuncio sono già state preparate ed impaginate, la loro pubblicazione può avvenire entro pochi giorni dall'approvazione da parte del Consiglio..
Si potrà ragionevolmente indicare il termine del 12 o 15 luglio - ovviamente quello che il Consiglio riterrà più opportuno - per ricevere le dichiarazioni di interesse da parte delle aziende.
Entro la fine di luglio si potrebbe rendere disponibile per la Regione un parere tecnico sulla conformità delle aziende che hanno risposto all'annuncio ed ai criteri generali in esso contenuti e, di conseguenza, su di un'ipotesi di lavoro relativa alle modalità della gara.
Sia nel caso di una trattativa privata (plurima o singola), sia in quello di modalità più complesse (trattativa privata con gara ufficiosa, appalto concorso), è ancora possibile completare le procedure entro il dicembre del 1991.
E' tuttavia opportuno sottolineare che uno slittamento della prima fase oltre il limite del 31 luglio comporterebbe il rischio concreto di non riuscire a chiudere la trattativa entro la scadenza della concessione attuale e la conseguente necessità di una sua proroga.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Il 27 dicembre 1990, il nostro Gruppo aveva presentato una mozione sul problema della scadenza delle concessioni della Siser e della Sitav per la gestione della Casa da Gioco. Nel primo punto della parte deliberativa si chiedeva di impegnare la Giunta "a predisporre entro trenta giorni ed a portare all'esame della competente Commissione consiliare e successivamente alla votazione del Consiglio, un pubblico avviso per la selezione delle società da ammettere alla gara per l'affidamento della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent".
La discussione odierna sul pubblico avviso va appunto nel senso della richiesta che anche il nostro Gruppo aveva fatto fin dalla fine dell'anno scorso e quindi noi siamo d'accordo che ci sia un pubblico avviso e che sia fatto rapidamente.
Ci sono tuttavia alcune diversità tra il modo in cui noi avremmo voluto che fosse impostata questa procedura per il rinnovo della concessione, rispetto a quella che si sta delineando adesso.
Intanto c'è un problema di ritardi, che evidentemente esiste e che avrebbe potuto essere colmato se il Consiglio avesse accettato fin dal mese di dicembre la mozione che noi avevamo presentato, senza invece rinviarla ad una fase successiva, col solo risultato di perdere altri sei mesi di tempo.
Ma c'è soprattutto la differenza sostanziale relativa al fatto che il pubblico avviso da noi proposto preludeva ad una vera e propria gara per l'aggiudicazione della gestione, da farsi attraverso un'asta o una licitazione privata, secondo modalità da definire; in questo caso invece noi facciamo un pubblico avviso, ma non sappiamo ancora...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
... sì, però non si sa che tipo di gara sarà...
Bondaz (DC) (fuori microfono) Lo deciderà il Consiglio.
Riccarand (VA) Sì, però non è assolutamente chiaro se si tratterà di una gara, se di una trattativa privata...
Bondaz (DC) (fuori microfono) Se partecipa uno solo, non si può fare altro la trattativa privata.
Riccarand (VA) Se partecipa uno solo, si fa la trattativa privata; se ce n'è più di uno non si fa più la trattativa privata?...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...va bene, ma staremo a vedere. Resta il fatto che noi avevamo già posto la questione, mentre ora non ci sembra chiaro che poi si andrà ad una vera e propria gara; comunque ci riserveremo di vedere come verrà impostata la questione dopo questo avviso pubblico.
Il problema di fondo è però rappresentato dalla griglia costituita da questo pubblico avviso, che non è chiara - e la vorremmo chiarire con la presentazione di alcuni emendamenti - perché, a nostro avviso, manca di chiarezza sia negli obiettivi della Regione Valle d'Aosta, sia nei requisiti da chiedere alle società che vogliono gestire il Casinò o quantomeno manifestare il loro interesse per la sua gestione.
Per quanto riguarda gli obiettivi, ci sono almeno tre nodi importanti che non sono risolti da questo avviso.
Il primo nodo riguarda la questione delle dimensioni del Casinò di Saint-Vincent. Sappiamo tutti che da tre anni la Sitav si è fatta avanti con una proposta di ampliamento, che sostanzialmente prevedeva più del raddoppio della Casa da Gioco, attraverso la costruzione di un nuovo Casinò, definito "tecnologico", a Sud di viale Piemonte e collegato con il vecchio edificio attraverso una passerella aerea e tutta un'altra serie di parcheggi e di strutture, per un investimento complessivo di 160 miliardi.
Questo piano della Sitav non è stato accettato dalla precedente maggioranza, non è mai stato portato dalla precedente Giunta all'esame e all'approvazione del Consiglio, perché, stando a quanto mi risulta, non tutte le forze politiche della vecchia maggioranza erano d'accordo su quel piano, non mi risulta che sia stato fatto proprio dall'attuale maggioranza e dall'attuale Giunta e quindi dovrebbe essere stato accantonato; ma in realtà, quando ho letto lo studio della Bain Cuneo, vi ho sostanzialmente ritrovato il piano della Sitav con una piccola correzione, cioè con un piccolo ridimensionamento: invece di 160 miliardi di investimenti, lo studio della Bain Cuneo suggeriva di limitarsi ad "almeno 140". Non vedo poi che grande differenza ci possa essere fra "almeno 140" e 160 miliardi di lire.
Ecco, mi sembra che in questo avviso pubblico, nonostante le correzioni significative proposte in sede di Commissione ed accettate dalla Giunta, ci si muova nell'ottica del piano della Sitav, nei confronti della quale, in sede di Commissione, abbiamo potuto verificare che c'è un giudizio negativo di tutte le organizzazioni sindacali, autonome e confederali e dei lavoratori della Casa da Gioco, che si sono espressi in modo dettagliato ed anche argomentato, contrario a questo progetto di ampliamento.
Vi sono del resto dei dati oggettivi che ci inducono a considerare con preoccupazione un discorso di ampliamento di queste dimensioni del Casinò. Sappiamo tutti che la Casa da Gioco di Saint-Vincent è la più grande d'Europa, quella che ha più afflusso di giocatori e più introiti; però sappiamo anche che questa situazione è derivata dalla sostanziale condizione di monopolio che tale Casa ha avuto su un'area molto popolosa e molto ricca del Nord Italia.
Sappiamo tutti che questa situazione, da una parte, crea problemi sociali e culturali delicati e discutibili, data la dimensione del Casinò che, a nostro parere, è già troppo grande rispetto alla Regione, ma, dall'altra, sappiamo che anche il teorizzatore dello sviluppo quantitativo del Casinò nutre seri dubbi che gli derivano da alcune normative nuove, in fase di elaborazione a livello nazionale ed europeo, che porranno in modo diverso anche la situazione del Casinò di Saint-Vincent.
E' a conoscenza del Consiglio che il Parlamento italiano ha in fase molto avanzata d'esame un disegno di legge che prevede aperture di Casinò in tutte le Regioni d'Italia, prospettiva questa che evidentemente implicherebbe l'apertura di un Casinò e forse di un Casinò e mezzo nella Regione Piemonte. Questa sarebbe una circostanza che andrebbe ad intaccare fortemente la base dell'utenza del Casinò di Saint-Vincent, che è essenzialmente quella torinese e piemontese. Le previsioni fatte da chi ha esaminato un po' il fenomeno e studiato le possibili ripercussioni di questa legge, calcolano una riduzione di almeno il venti per cento dell'afflusso e degli introiti della Casa da Gioco di Saint-Vincent.
L'altro elemento d'incertezza è rappresentato dal Mercato Unico Europeo, che porrà in modo diverso il problema della circolazione dei cittadini in rapporto con le Case da Gioco e quindi anche sotto questo aspetto la situazione particolare di cui ha potuto godere il Casinò di Saint-Vincent è destinata a venire meno.
Rispetto a questa situazione, di notevole incertezza, a noi sembra che andare a proporre oggi un piano come quello della Sitav, sia un'operazione discutibile rispetto al tipo di sviluppo che vogliamo noi, come Regione Valle d'Aosta, ma discutibile anche facendo un ragionamento di tipo imprenditoriale sull'investimento e sulla rendita economica di questi investimenti.
Ecco quindi che noi riteniamo di fondamentale importanza riuscire a separare e distinguere il discorso del rinnovo della conces-sione, che ha tempi brevi e che deve avere tempi rapidi per evitare le proroghe, per cui deve concludersi nell'arco di pochi mesi, da quello di strategia in funzione del tipo di Casinò che vogliamo: se occorre veramente ampliarlo ancora, se occorre invece riquali-ficarlo nel senso dei giochi francesi, se occorre puntare ad un Casinò di prestigio piuttosto che ad un Casinò di massa, cioè se il modello è Las Vegas oppure è quello di un casinò di prestigio inserito in un'ottica culturale e turistica della nostra Regione.
Resta il fatto però che i tempi per questa discussione e per la definizione della strategia non sono necessariamente e, secondo noi, non devono essere legati al discorso del rinnovo della Concessione, da fare adesso, subito, in questi mesi della concessione. Il Consiglio deve fare questo esame avendo a disposizione tutto il tempo necessario anche per l'esame delle normative giuridiche in via di trasformazione in Italia ed in Europa.
La nostra proposta, quindi, è quella di sganciare nettamente le due fasi; discorso del rinnovo delle convenzioni da farsi urgentemente e discorso invece di strategia e di prospettiva futura della Casa da Gioco, da farsi invece con una riflessione molto più accurata.
Su questo però, secondo noi, non c'è chiarezza, perché qui si parla sempre di "aumento... riqualificazione.... 140 miliardi di investimenti...", però poi si dice che non servono per il raddoppio del Casinò, almeno così è stato detto in Commissione, ma per esigere una solidità finanziaria dalle società che vogliono partecipare. Pertanto, pur ritenendo positivo e significativo il primo passo della Commissione, che ha già chiesto di ridurre da 140 a 70 miliardi, a noi sembra comunque che questo punto debba essere ulteriormente chiarito.
L'altro punto che non è ancora chiaro è quello di sapere se si vuole tendere ad una gestione affidata ad un'unica società o a più società, come avviene adesso. Sappiamo tutti infatti che adesso ci sono due società, la Sitav e la Siser, anche se quest'ultima è in realtà una controllata al 100 per cento della Sitav, per cui si tratta pur sempre di un'unica società sdoppiata formalmente in due.
Anche sotto questo aspetto ci sembra quindi necessario, per ragioni di chiarezza e di un'unicità di gestione, che vi sia un'unica società. Poiché in sede di Commissione non è emersa in merito una grande chiarezza, noi chiediamo che fra gli obiettivi della premessa, che sono indicati come obiettivi della Regione, sia inserito anche quello che prevede che la Casa da Gioco abbia un'unica gestione, da parte di un'unica società.
Il terzo punto in cui non c'è chiarezza è quello che riguarda la cosiddetta "rottura dell'accerchiamento della Casa da Gioco", cioè quel fenomeno per cui la Regione è proprietaria dell'edificio in cui si svolgono i giochi, ma non dei parcheggi, dell'Hôtel Billia, del Centro Congressi e di tutte le aree circostanti che, evidentemente, sono funzionali alla gestione della Casa da Gioco.
Qui si dice genericamente che la Regione dovrebbe acquisire queste aree, genericamente definite "opere accessorie ai giochi". Però questa affermazione della premessa è poi contraddetta dal punto b) dell'accettazione della strategia, per cui ci sembra che anche per questo aspetto sarebbe opportuno pervenire ad una maggiore chiarezza.
Per quanto riguarda invece i requisiti da chiedere alle società, a noi sembra che in questa fase di preselezione e di individuazione delle società che possono partecipare alla gara, bisognerebbe chiederne pochi, ma essenziali, che sono: solidità della società, che la società sia cioè depositaria di solide garanzie patrimoniali, che abbia una qualificata esperienza di gestione in grandi strutture economiche...
Ci sembra però necessario che questa società sia in grado di garantire anche un altro aspetto importante, sul quale invece non troviamo niente e che è quello di garantire comunque l'impegno ad assorbire, cioè a mantenere, gli attuali dipendenti della Sitav o della Siser. Cosa ne sarebbe del personale se, in via del tutto ipotetica, la società concessionaria non dovesse più essere la Sitav? Ecco allora che fin dall'inizio noi dobbiamo porre come condizione che i dipendenti della Sitav e della Siser al momento del pubblico avviso, devono essere assorbiti dalla società subentrante. Ci sembra che questo particolare sia di fondamentale importanza per rendere effettivo un eventuale cambiamento di società di gestione.
Quindi, a nostro avviso, la griglia che qui viene proposta deve essere corretta in funzione degli obiettivi. A noi sembra che se essa rimane così come è stata impostata dalla Giunta, configuri una notevole difficoltà di partecipazione da parte di altre società, perché vengono richiesti dei requisiti di capitale sociale, di patrimonio e di investimenti che sono eccessivamente elevati.
Faccio solo un esempio relativo al tipo di società. Si chiede che la società sia "una società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno dieci miliardi", ciò vuol dire che dovrà disporre di un capitale sociale di almeno trenta miliardi...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...però, siccome il capitale versato può essere anche un terzo del capitale sociale...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...qui si richiede "una società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno dieci miliardi", il che vuol dire che potrebbe trattarsi di una società con capitale di trenta miliardi, dei quali ne potrebbe versare un terzo...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...è così ed io dico che questo è eccessivamente elevato, anche perché, nell'articolo 8 ("Soggetto della concessione: requisiti e condizioni") del Capitolato generale per la concessione della gestione del Casinò municipale di Campione d'Italia di un paio d'anni fa, si prevedeva: "Affinché la concessione possa essere aggiudicata ad una società per azioni o in accomandita o a responsabilità limitata è necessario che le azioni siano nominative.... Il capitale interamente versato della società non potrà essere inferiore a lire un miliardo".
Capisco che a Campione d'Italia pongano il requisito di uno miliardo...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...capitale sociale di un miliardo di lire, interamente versato. Possiamo certamente chiedere di più di un miliardo di lire, ma dieci miliardi mi sembrano proprio uno sbarramento eccessivo.
Allo stesso modo, per quanto attiene alle esperienze di gestione, è molto limitativa la clausola in cui si dice che possono partecipare società in grado di "dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera", ma in alternativa si precisa: "I candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione". Credo che dovrebbe essere meglio quantificato il senso della dizione "non inferiore all'appalto in questione", perché i parametri che potremmo prendere in considerazione (introiti della Regione, introiti complessivi della Casa da Gioco o introiti della Sitav o della Siser) e mi pare che sia notevolmente elevata, anzi troppo elevata, anche l'ipotesi di quantificazione fatta in quella bozza di avviso (140 miliardi).
Quando, tra le "garanzie sugli introiti", si dice: "Dovranno essere prodotte garanzie patrimoniali o equipollenti in misura non inferiore al 30 per cento dell'ammontare annuo degli introiti spettanti annualmente alla Regione, indicati in lire 140 miliardi", mi sembra che si chieda appunto una garanzia che è già più che solida, per cui non mi sembra il caso di andarla a sovraccaricare ulteriormente con un'altra serie di provvedimenti che, di fatto, precluderebbero a molte società di partecipare. Su questo quindi noi intendiamo presentare degli emendamenti.
I punti più controversi riguardano l'accettazione della strategia, intanto perché mi sembra scorretto che noi andiamo a chiedere a delle società interessate alla gestione della Casa da Gioco di accettare una strategia che il Consiglio regionale non ha mai neppure discusso. Quando mai il Consiglio regionale ha discusso o fatto una scelta sulle nostre strategie relative al Casinò di Saint-Vincent? Mai. Come facciamo, quindi, a dare per scontato che la strategia della Regione tende ad avere "un piano di investimenti per almeno 140 miliardi - adesso sono diventati 70 - per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco", quando il Consiglio non ha mai fatto una tale scelta? Secondo noi, quindi, questa scelta è da discutere.
Oltre tutto, l'accettazione di tale scelta è assolutamente ininfluente, perché chiunque potrebbe dire: "Io accetto questo requisito" e non capisco neppure che significato abbia l'inserimento di tale clausola nell'avviso pubblico, se non come scelta politica da far fare al Consiglio, camuffandola come scelta tecnica da inserire nell'avviso.
Allo stesso modo è del tutto contraddittorio, rispetto alla strategia della rottura dell'accerchiamento, il punto b), dove si dice che "le società interessate a partecipare alla gestione, devono dichiarare la disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco", perché in questo caso sappiamo che l'unica società che può avere tale disponibilità di infrastrutture è la Sitav, per cui la partecipazione sarebbe limitata alla Sitav.
Oppure si dice che queste società dovrebbero avere "capitali sufficienti a rilevarle o costruirle". Intanto ci sarebbe da chiedersi che cosa significa la dizione "capitali sufficienti". Vuol forse dire 50, 150 o 250 miliardi? Qual è il capitale sociale necessario per rilevare o costruire queste infrastrutture accessorie? Quali sono queste...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
... Intanto io dico che questo non è chiaro. E' chiaro però che la Sitav, avendo queste disponibilità, può partecipare. Non è chiaro, invece, quale altra società può partecipare e qual è il livello di capitale richiesto.
Il problema di fondo però non è neppure questo, ma un altro, cioè, quando noi diciamo che bisogna rompere l'accerchiamento Sitav intorno alla Casa da Gioco, non diciamo che questo accerchiamento deve passare dalla Sitav ad una società che si chiami in un altro modo, ma che queste proprietà devono passare dalla Sitav alla Regione.
Che senso ha allora chiedere a quello che partecipa se ha la disponibilità delle strutture - in questo caso è la Sitav, che quindi non è interessata - oppure se ha capitale sufficiente a rilevarle? Il problema non è se questa società debba rilevarle o meno, ma che la Regione abbia la possibilità di acquisire tali strutture, in modo da rompere effettivamente quell'accerchiamento o quel monopolio che da anni erano stati indicati come elementi negativi.
Queste sono le nostre valutazioni su questo pubblico avviso, che avevamo già espresso in sede di Commissione e che ribadiamo in Consiglio. A nostro avviso in Commissione è già stato fatto un significativo passo in avanti e ci sembra positivo quel cambiamento.
Alla fine della discussione generale noi intendiamo presentare degli ulteriori emendamenti con lo scopo non di contestare questo documento, ma di renderlo più chiaro ed efficace, tale comunque da divenire uno strumento capace di preludere ad una fase successiva che si svolga nella chiarezza e ci permetta di raggiungere un risultato positivo.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Il mio intervento non vuole assolutamente toccare problemi di strategia, sui quali peraltro ci riserviamo di intervenire in seguito per precisare quello che deve essere precisato da parte nostra, ma il metodo o le procedure con cui si intende portare avanti l'avviso pubblico che oggi è in discussione in Consiglio. Per questa ragione il mio intervento avrà un rilievo puramente tecnico-amministrativo, dettato più che altro dalla nostra poca o tanta esperienza.
A monte di tutto c'è il seguente interrogativo: l'avviso pubblico di preselezione, che è stato portato in Commissione ("Rinnovo della concessione del Casino de la Vallée - Saint Vincent") con la cosiddetta griglia per la definizione dei requisiti, è lo stesso che sarà pubblicato sui giornali a grande tiratura nazionale ed internazionale?...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...perché il discorso è il seguente: se l'obiettivo è quello di superare, sia pure entro limiti ragionevoli, qualsiasi possibilità di impugnativa da parte di società che si pongano in contrasto o che abbiano interesse a creare contenzioso con l'Amministrazione regionale, bisogna osservare che, tra gli obiettivi o i requisiti posti in questo avviso pubblico ed il deliberato che noi ci apprestiamo ad approvare o a modificare, c'è una differenza di fondo; non solo, ma il bando o l'avviso non viene recepito dal deliberato, nel cui ultimo punto ("accettazione strategia") c'è una notevole contraddizione tra la lettera a) ("accettazione di un piano di investimenti per almeno 140 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco") ed il punto in cui si parla di disponibilità finanziaria.
Non si tratta di aspetti ininfluenti e credo che bisognerebbe verificare quale posizione prediligere tra le due, perché la disponibilità finanziaria va accertata immediatamente, in modo che ci sia la garanzia della disponibilità finanziaria, ma è una questione ben diversa dall'accettazione di un piano.
Tra gli obiettivi dell'avviso si cita anche quello della "trasparenza dell'azionariato della concessionaria", ma nel deliberato che ci apprestiamo ad approvare...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
... Io vorrei sapere per quale motivo il bando è stato dato alla IV Commissione, della quale anch'io faccio parte. A noi è stato chiesto di discutere sul bando, cosa che noi abbiamo fatto...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
... Ecco, allora, se il Consiglio regionale delibera sui punti trascritti sulla bozza di delibera, devo dire che le voci relative alla trasparenza e alla affidabilità azionaria non compaiono nella parte deliberativa, per cui bisogna riscrivere nella parte deliberativa - cosa che mi sembra essenziale nella tecnica amministrativo-legislativa - quanto è già detto in merito parte narrativa.
L'altro aspetto concerne invece il fatto che la Giunta ci deve dire se parla di accettazione di un piano di investimenti oppure di disponibilità finanziarie per l'attuazione di questo piano, perché si tratta di due cose ben diverse; non solo, ma trovo assolutamente abnorme, per non dire qualcosa d'altro, che in Commissione sia stata portata una bozza di avviso, su cui abbiamo discusso e ci siamo confrontati con la Bain Cuneo - del resto questo non è altro che l'elenco degli obiettivi predisposti dalla Bain Cuneo - e poi qui ci ritroviamo con un deliberato completamente diverso...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...Il deliberato che hai portato oggi in discussione è completamente diverso dal bando che ci è stato presentato a supporto della discussione in sede di Commissione.
Per carità, voglio evitare di fare il diavolo, anche perché non servirebbe a niente, ma rilevo questi due aspetti, per cui chiedo alla Presidenza e alla Giunta di inserire nel deliberato il bando o l'avviso pubblico, perché ci sembra indispensabile che sia il Consiglio, come del resto si fa di solito, ad approvare i bandi di preselezione o comunque i bandi preparatori per gare d'appalto o per procedimenti concorsuali.
Poiché questo avviene in tutte le amministrazioni, chiedo che avvenga anche in questo caso, anche a garanzia della certezza dell'atto e della sicurezza che lo stesso non venga impugnato, altrimenti entriamo in contraddizione con l'intento di non volere un contenzioso successivo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Ritengo che la Giunta ed il suo Presidente abbiano fatto bene a chiedere la convocazione di un Consiglio straordinario per portare avanti la predisposizione degli atti per la futura gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent.
Ho ascoltato attentamente la relazione del Presidente e la condivido in tutte le sue espressioni. Ho solo da muovere un piccolo appunto al Presidente della Giunta, perché non capisco la ragione per cui abbia ritenuto opportuno accettare una diminuzione della cifra del piano d'investimenti, originariamente prevista in 140 miliardi, a 70 miliardi, esattamente la metà.
Ho sentito dire che in merito a questo piano d'investimenti non c'è una strategia precisa. Credo che tutti a suo tempo abbiamo avuto modo di ascoltare la relazione della Bain Cuneo, consulente della Regione, nella quale non mi pare che sia stato quantificato, con precisione la somma di denaro occorrente per una serie di investimenti, però, anche se non sono state accolte nella loro interezza le proposte avanzate dall'attuale società concessionaria, mi sembra che su gran parte di esse venisse mantenuto un giudizio o una valutazione di opportunità e quindi di congruità.
Mi sembra quindi un po' riduttivo accettare la proposta di contenere in 70 miliardi un eventuale piano di investimenti. E' vero che si dice "accettazione di un piano di investimenti per almeno 70 miliardi..." e quindi si pone un limite inferiore e non superiore, per cui mi sento un po' più tranquillizzato sotto questo profilo. Se infatti si fanno dei conti, ci si può rendere perfettamente edotti del fatto che per un piano di investimenti, per modesto, congruo o importante che sia, 70 miliardi sono assolutamente insufficienti.
Non credo neppure che qui si debba individuare una diversa filosofia di approccio al problema della Casa da Gioco di Saint-Vincent. Ho sentito in proposito delle strane teorie avanzate in particolare dal Consigliere Riccarand, perché mi sembra che qui si voglia legare il piano di investimenti e quindi di ampliamento della Casa da Gioco, che è sempre stato ritenuto da tutti sempre necessario, a vicende comunitarie, che a mio avviso non potranno influire per nulla sulla vicenda della Casa da Gioco, mentre certamente potrebbero influire le vicende legislative nazionali, che però sembra siano ferme un'altra volta, circa la possibile apertura di nuove Case da Gioco sul territorio nazionale.
Tutto questo però, a mio avviso, non ci deve portare ad un ridimensionamento dei piani di investimento, ma semmai ad un loro irrobustimento, perché, se in Italia dovessero essere aperte altre Case da Gioco, non ci dovremmo dimenticare che la gente che gioca - è inutile nasconderselo - ama frequentare gli "stabilimenti di gioco" dotati di un'offerta completa, di quella professionalità e di quella capacità di agglomerazione delle quali altre eventuali Case da Gioco non potrebbero disporre per l'immediato e chissà quanti anni dovrebbero impiegare per poterle avere. Pertanto, è proprio questo il momento in cui occorre investire o fare una sortita, non solo per rompere l'accerchiamento contrattuale della Sitav, ma per rompere anche quel possibile accerchiamento della futura concorrenza.
Mi dispiace pertanto che sia stata indicata la cifra di 70 miliardi, perché a mio avviso si sarebbe dovuta mantenere quella indicata nella previsione iniziale. Prendo tuttavia atto che la dizione esatta è "per almeno 70 miliardi", per cui trattasi di un limite inferiore di spesa.
Per il resto, mi pare che la proposta di deliberazione sia abbastanza articolata e tenga conto, in questa fase, di tutto quello di cui si può e si deve tener conto: il Consiglio non viene espropriato dei suoi poteri e delle sue competenze e si approva il bando.
Io credo che nella parte deliberativa del documento si debbano richiamare le premesse, nel senso che la decisione del Consiglio deve intervenire su tutto l'elaborato predisposto e proposto all'approvazione del Consiglio, quindi non solo sulla parte deliberativa, ma anche su quella delle motivazioni e delle valutazioni preliminari. Credo che sia corretto dare mandato alla Giunta di predisporre il bando e di provvedere alla sua diffusione, come si fa di solito, anche se è chiaro che dopo che sarà stata esperita questa prima procedura, il Consiglio sarà di nuovo chiamato a valutare che fare e come procedere, anche sulla scorta delle domande che perverranno.
Mi sembra quindi che questa proposta di deliberazione sia sostanzialmente corretta ed innovativa rispetto al passato e consenta un possibile confronto con soggetti che devono dimostrare quantomeno solvibilità, serietà e professionalità. Per i lavori pubblici, l'albo nazionale dei costruttori consente di poter diramare gli appalti in funzione delle classi di iscrizione e della professionalità dell'impresa. In questo caso, invece, non esistendo un albo nazionale e forse neanche internazionale di gestori di Case da Gioco, non possiamo nemmeno pensare che solo chi ha requisiti finanziari possa essere comunque adatto a gestire una Casa da Gioco.
Con questo vorrei solo ricordare che si tratta di un'attività molto delicata, che finora è stata svolta complessivamente bene dalla Sitav e dalla quale la nostra Regione introita delle cifre cospicue, per cui non possiamo comportarci alla garibaldina e fare una specie di avviso - scusatemi - nel quale si invitano "cani e porci" a partecipare ad una possibile trattativa. Credo che le cautele inserite nella delibera siano tali da consentire comunque che gli interessati con mezzi e professionalità possano proporsi, mentre quelli che hanno solo velleità debbano dimostrare che dispongono anche di mezzi finanziari e di capacità professionali. Mi sembra del resto che questa attività sia molto importante, anche perché rappresenta un decimo del bilancio regionale.
Fatte queste considerazioni, ritengo che la delibera possa essere ragionevolmente approvata dal Consiglio, anche con una certa sollecitudine, per non correre il rischio che, arrivando molte domande, si debba procedere ad una selezione che richiederà i necessari tempi tecnici, per consentire che ogni decisione sia approfondita e ponderata, non casuale.
Concordo con la relazione del Presidente della Giunta e voterò a favore del provvedimento, anche se in questo momento non mi pare giustificata la riduzione da 140 a 70 miliardi dell'importo del piano di investimenti.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.
Voyat (UV) Visto che non è presente il Presidente della Giunta, spero che mi possa poi rispondere anche un altro membro della Giunta.
Come giustamente diceva il Consigliere Riccarand, anche noi riteniamo che, almeno sulla carta, ci sia qualche cosa di nuovo in questa procedura, ma se approfondiamo meglio la questione, scopriamo che, pur parlando qui in Consiglio di trasparenza e di pubblicità dell'avviso, in realtà vi si pongono condizioni alle quali ben poche società, se non forse una sola, potrebbero dare soddisfazione. Dirò anzi che, grazie all'emendamento proposto dal Presidente della Giunta o dalla Commissione, che prevede la riduzione da 140 a 70 miliardi dell'impegno per il piano di investimenti, ci viene garantito che almeno una società potrà partecipare alla selezione..
Non riesco a capire quindi perché si voglia passare attraverso la procedura dell'emanazione di un bando, quando in realtà si vuole arrivare ad affidare la gestione della Casa da Gioco ad una particolare società. A mio avviso, la Giunta avrebbe fatto meglio a comportarsi come in passato, dicendo: "Poiché siamo rimasti soddisfatti della gestione della Sitav, vogliamo continuare a trattare con la Sitav". Non ci sarebbe stato nulla di male: si sarebbero discusse le condizioni e si sarebbe andati avanti come in passato. Invece, il voler spacciare per novità questo espediente democratico, sa tanto di presa in giro nei confronti del Consiglio regionale.
Partendo dalla bozza di avviso da diramare alle società che intendono partecipare all'appalto, dirò che quando ci riferiamo a società per azioni con capitale sociale di almeno dieci miliardi - per carità, la cifra ci può anche stare bene, perché più è forte la società, meglio è per la Regione - poniamo una condizione piuttosto pesante, che ridurrà sicuramente il numero delle società che parteciperanno all'appalto.
Non riesco poi a capire il punto secondo, laddove si parla di trasparenza e di affidabilità della maggioranza azionaria. A me non basta infatti che solo il 51 per cento della società sia trasparente e non mi basterebbe neppure il 99 per cento, perché la società deve essere trasparente al 100 per cento...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...Signor Presidente, io sento parlare di emendamenti, ma non li ho ancora visti. Chiedo scusa, ma sarò...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...Chiedo scusa sia al Presidente della Giunta sia al Presidente del Consiglio, ma avrei intenzione di continuare sulla base della documentazione che mi è stata data, anche perché non posso leggere nella testa del Presidente della Giunta e quindi non posso sapere quali saranno i suoi emendamenti; potrei anche parlarne, ma solo se mi fossero stati distribuiti. Potrò parlare degli emendamenti, dopo che mi saranno stati distribuiti e se mi saranno concessi due o tre minuti per poterli esaminare.
Chiedo quindi di poter continuare il mio intervento e chiedo scusa se parlerò di cose che il Presidente della Giunta ha già intenzione di emendare.
L'iniziale impostazione della Giunta non è esatta e non è legale. Perché deve essere trasparente solo del 51 per cento della proprietà? Chi mi garantisce che il restante 49 per cento, che io non conosco, non sia affidabile e che un domani non possa arrivare a possedere il 51 per cento del capitale sociale?
E' chiaro quindi che sul bando di avviso dovrà essere inserita la clausola della trasparenza e dell'affidabilità riferita a tutta la società azionaria e non solo alla sua maggioranza.
In merito potremmo anche parlare di quanto è accaduto in Paesi vicini a noi. Tutti sappiamo, ad esempio, che il Casinò di Chamonix è stato chiuso non per contestazioni nei confronti della società, ma, come si può leggere in un articolo del 1° giugno, "pour l'absence de transparence au niveau des véritables propriétaires du Casino", cioè per un semplice dubbio sui legittimi proprietari.
Credo che per una maggiore garanzia dell'Amministrazione regionale e soprattutto per l'importanza, di cui parlava prima il Consigliere Milanesio, per la Regione Valle d'Aosta della Casa da Gioco e dei suoi introiti, anche se, grazie a Dio, non sono più il 35 per cento delle entrate totali della Regione, ma il nove per cento, diventando quasi marginali, sia importante che lo sviluppo continui per garantire posti di lavoro e per incrementare l'attività turistica di tutta la Valle d'Aosta.
Continuando a scorrere la bozza che ci è stata distribuita, vi si può leggere: "I candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie..." per 100 miliardi circa. Io sono convinto che forse bastava mettere un'esperienza di gestione in campo amministrativo anche di soli 50 miliardi, perché la clausola di cinque anni di gestione di una Casa da Gioco ci farà cadere nelle braccia delle società concorrenti della Sitav, che hanno già affrontato problemi nella gestione degli altri Casinò d'Italia oppure ci costringerà ad andare all'estero.
Altro che parlare, pensare o sperare - come accade al sottoscritto - che la Sitav, attuale gerente del Casinò, o un'altra società possano un domani diventare proprietà di Valdostani!
Abbiamo poi la "accettazione di un piano investimenti per almeno 140 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco".
Forse qui c'è stato un piccolo errore e sono contento che venga proposto un emendamento, perché, da quello che mi risulta o mi risultava circa un anno fa, forse oggi nemmeno la Sitav ha disponibilità finanziarie per quell'ammontare. Bene ha fatto quindi il Presidente della Giunta a ridurre l'importo da 140 a 70 miliardi, senza metterlo come disponibilità finanziarie, ma come piano di sviluppo da attuare durante la validità della convenzione, così può rientrare in gioco anche la Sitav.
Si parla anche della "disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle".
Io ritengo che il discorso da fare sarebbe un altro: l'Amministrazione regionale dovrebbe a comprare tali strutture o trovare una soluzione per metterle a disposizione della società che sarà incaricata della gestione, sia perché è giusto che finalmente l'Amministrazione regionale sia proprietaria di tutte le strutture che circondano il Casinò regionale, sia per ragioni di equità nei confronti delle altre società, perché solo così nessuna verrebbe a trovarsi in condizioni di privilegio. E' ovvio infatti che nessuno può obbligare il proprietario di tutte le strutture che circondano il Casinò a metterle a disposizione della società che sarà incaricata della gestione: non solo egli sarebbe privilegiato, ma sarebbe addirittura l'unico in condizioni di poter concorrere all'appalto.
Ecco come vedrei l'avviso per la gestione del Casinò.
Sono d'accordo sulla gestione privata, sia pure direttamente controllata dall'Amministrazione regionale.
Mi sta bene che si chieda un consigliere d'amministrazione ed un membro nel collegio dei sindaci, ma non sarei contrario a che la Regione partecipasse almeno con l'uno per cento al capitale societario, così potrebbe essere presente anche all'assemblea degli azionisti.
Per quanto attiene alla scelta della società, nella deliberazione avrei messo in maggior risalto - e chiederò che l'avviso venga modificato; del resto il Presidente della Giunta mi diceva che così sarebbe avvenuto - la questione della massima trasparenza di tutta la società, perché non possiamo correre alcun rischio in tal senso e bisognerà chiedere a tutte le società, ma soprattutto alla Sitav, di poter chiarire la questione societaria.
Quest'ultima società ha purtroppo ancora delle azioni sotto sequestro, ma occorre sapere in modo definitivo di chi sono. Sembra infatti che circa due anni fa qualcuno abbia acquistato, ma non si è mai presentato alle assemblee degli azionisti. Quando gli si chiede se ha acquistato, risponde dicendo che ha acquistato per conto di altri, senza che però si sappia chi siano questi altri. Allo stesso modo una gran parte degli azionisti della Sitav garantisce di non aver venduto azioni.
Una condizione non fondamentale, per la quale avevo già posto un quesito alla società Bain Cuneo, era relativa ad un possibile, non eccessivo, frazionamento dell'azionariato. E' evidente che una possibile riduzione oggi degli azionisti Sitav e domani eventualmente di altre società, sarebbe sicuramente interpretata come una maggiore garanzia, perché tutti sappiamo che oggi possiamo interloquire e trattare per la gestione della Casa da Gioco, ma poco tempo dopo potremmo trovarci a dover interloquire con una nuova dirigenza della società. Sarebbe meglio che l'Amministrazione regionale potesse trattare sempre con le stesse persone.
E' giusto, come dice l'avviso, che tra le clausole vi sia quella di un'accertata e giustificata solidità economica e finanziaria, che è una condizione basilare affinché una società possa gestire il Casinò e garantire alla Regione i proventi.
E' di fondamentale importanza, anche se non è molto spiegata, la questione delle capacità manageriali. E' evidente infatti che il Presidente o l'Amministratore delegato di una società, che pure possono amministrare ottimamente qualunque società, sia turistica sia industriale, potrebbero forse essere pessimi gestori di una Casa da Gioco. E' evidente allora che, per offrire all'Amministrazione regionale una maggiore garanzia circa la continuità di gestione della Casa da Gioco, è molto importante spiegare per bene che occorre uno staff dirigenziale, perché noi dobbiamo sapere con quali persone la società verrà a gestire il Casinò. Direi anzi che ci dovrebbe essere fornito un "curriculum vitae" dei responsabili dei vari settori di gioco, perché sono essi, non il Presidente o l'Amministratore delegato, la vera garanzia della gestione. Prima dicevo infatti che si può essere un ottimo amministratore di una qualunque società, ma non un buon gestore di Casa da Gioco, per cui chi si presenta deve poter disporre di uno staff che dia sufficienti garanzie di gestione.
A mio avviso è molto importante, anche se non viene portato in Consiglio, anche il programma di sviluppo.
Abbiamo già parlato dell'ampliamento dei locali, ma dovrebbe essere predisposto e presentato all'Amministrazione regionale uno specifico programma di sviluppo che tenga conto anche della politica gestionale. Tale programma dovrebbe essere centrato prevalentemente sulla qualità, piuttosto che sulla quantità, e dovrebbe prevedere in via prioritaria un recupero degli spazi già esistenti ed una loro distribuzione più omogenea.
Noi, come Gruppo dell'Union Valdôtaine, nel corso della passata maggioranza ci eravamo già dichiarati, in linea di massima, contrari al raddoppio del Casinò ed allo sdoppiamento della sua attività, e favorevoli ad un suo sviluppo, in sintonia però con lo sviluppo dei più importanti centri turistici della Valle d'Aosta e con quello delle Terme di Saint-Vincent.
Penso che la Giunta regionale farebbe bene a prendere contatti con il Comune di Saint-Vincent e con la futura società di gestione del Casinò, per cercare di rilanciare le Terme, che, più che dalla Regione o dal Comune, potranno trarre vantaggio proprio da un intervento diretto della società di gestione del Casinò.
Già in passato era stata chiesta la posizione dell'Amministrazione regionale sulla possibilità di installare all'interno del Billia delle attività termali. Noi riteniamo che l'eventuale iniziativa, da assumere d'accordo con il Comune di Saint-Vincent, sarebbe senz'altro valida e tale comunque da poter essere presa in considerazione.
Come ho già detto, la politica gestionale è molto importante, sia per l'Amministrazione regionale sia per la società di gestione della Casa da Gioco, perché uno sviluppo bilanciato dei giochi all'interno del Casinò, può garantire lo sviluppo dell'attività, ma può anche comprometterlo. Se noi abbiamo uno sviluppo equilibrato e bilanciato tra i giochi americani e quelli tradizionali, ne ricaveremo sicuramente dei futuri vantaggi; se noi sbagliamo nel non chiedere o se pretendiamo di dare in gestione la Casa da Gioco senza sapere quello che vorrà o potrà fare la società di gestione o, peggio ancora, se le diciamo che dovrà essere condizionata dalla volontà dell'Amministrazione regionale, mettiamo in difficoltà la società di gestione, ma nello stesso tempo non siamo più sicuri di poter garantire lo sviluppo del Casinò.
Tutti sanno che uno sviluppo smisurato dei giochi americani può portare dei vantaggi solo iniziali, come è possibile verificare dai risultati di vari casinò in Francia ed anche dai risultati del Casinò di Saint-Vincent, dove si è registrato un aumento non indifferente dei giochi americani, che però ha compromesso lo sviluppo dei giochi tradizionali.
Ci sono anche altri aspetti negativi. Lo sviluppo smisurato dei giochi americani comporta senz'altro una diminuzione del personale. Sappiamo tutti infatti che per gestire "slot-machine" non c'è bisogno di tanti croupier o di controllori, perché bastano alcuni tecnici ed alcuni addetti alla cassa per la vendita dei gettoni.
Ritengo poi che il personale addetto alle "slot-machine" o ad altri giochi, abbia bisogno di una minore specializzazione, che sarebbe seguita da una minore retribuzione, dalla quale discenderebbe un danno economico per il tessuto socio-economico della Regione.
Sappiamo anche che i giochi americani, ai quali si può giocare senza una grande quantità di denaro, attirano di solito una clientela non molto raccomandabile, che tra l'altro non è neppure ben accetta alla popolazione di Saint-Vincent.
C'è infine da osservare che uno sviluppo smisurato dei giochi americani indebolirebbe il Casinò di Saint-Vincent nei confronti di una possibile concorrenza. Tutti sanno, infatti, che il giocatore di un certo livello si affeziona e continua a frequentare il Casinò del quale conosce tutto l'entourage ed in cui gode di una certa credibilità, mentre il giocatore che si presenta con poco denaro non è legato alla società, ma cambia continuamente la Casa da gioco frequentata, anche in funzione delle sue convenienze geografiche.
Credo che in proposito basterebbe parlare con i responsabili della Casa da Gioco di Saint-Vincent, per sapere quanto sia difficile distaccare grossi giocatori da altri Casinò per portarli a Saint-Vincent.
E' evidente, quindi, che noi auspichiamo uno sviluppo bilanciato, che garantisca uno sviluppo dei giochi tradizionali consequenziale a quello dei giochi americani, anche per salvaguardare dei posti di lavoro e la qualificazione del personale.
Mi permetterei ancora di dire una cosa al Presidente...
(...Interruzione..)
... Chiedo scusa signor Presidente... La ringrazio Presidente.
Mi permetterei di suggerire che, prima di arrivare alla stipula del contratto di gestione o anche solo all'appalto, si vogliano ancora spendere due parole sulla questione delle proprietà.
Già nel capitolato esistente, noi abbiamo la possibilità di prelazione, in caso di vendita degli immobili, ma io direi che, se vogliamo essere onesti fino in fondo, non dobbiamo chiedere che le proprietà vengano messe a disposizione della società di gestione o dell'Amministrazione regionale alla fine della gestione del prossimo mandato, ma dobbiamo pretendere che ciò sia fatto immediatamente.
Come infatti diceva il Consigliere Riccarand, neanche a noi interessa sapere se oggi la proprietà di queste strutture è della Sitav e domani magari di qualche altra società, perché a noi interessa che, per il futuro della Casa da Gioco di Saint-Vincent, tali proprietà diventino immediatamente dell'Ammini-strazione regionale, così potremmo mettere tutte le società, che hanno l'intenzione e le condizioni per partecipare all'appalto, sullo stesso piano. Altrimenti, per le ragioni citate prima, noi correremmo il rischio di dire che facciamo un bando pubblico, mentre in realtà vi inseriremmo condizioni tali da farci pervenire ad una particolare società
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.
Maquignaz (AI)Desidero innanzitutto cogliere questa occasione per ringraziare il Presidente della IV Commissione per il lavoro svolto nell'esame della delibera che riguarda il rinnovo della concessione della Casa da Gioco, per la disponibilità dimostrata e per la serietà con cui ha svolto il lavoro.
Abbiamo fatto anche un incontro con i sindacati, che credo sia stato molto utile per approfondire l'argomento e ricordo anche che dopo la discussione sono state apportate delle modifiche, secondo me rilevanti ed importanti, alla delibera proposta dalla Giunta e che riguardano la riduzione da 140 a 70 miliardi e l'accettazione della trasparenza per tutto l'azionariato.
Detto questo, desidero fare una breve considerazione sulle osservazioni del Presidente della Giunta nel corso della sua relazione, riferendomi in specie al punto in cui ha parlato della procedura seguita dalla Giunta regionale per affrontare questo problema estremamente delicato. Egli ha ricordato che sono state adottate due fasi, la prima delle quali concerne un'indagine esplorativa attraverso un pubblico avviso. Bene ha fatto il Presidente della Giunta a ricordare che questo pubblico avviso non deve essere impegnativo o vincolante per la Regione e bene ha fatto a dire che non si tratta né di una gara né di un bando, perché altrimenti si sarebbe corso il rischio di dover fronteggiare delle impugnative ed un contenzioso estremamente pericoloso per la nostra Regione.
Il Presidente ci ha poi ricordato che nella seconda fase si passerà alla selezione dei candidati ritenuti più credibili, dopodiché saranno stabilite le condizioni per il rinnovo della concessione.
Secondo questo quadro, ci potremo trovare di fronte a tre ipotesi possibili: ci potrà essere una pluralità di imprese concorrenti, ce ne potranno essere due sole oppure ci potrà essere solo la Sitav. E' stato ricordato che nel caso delle prime due ipotesi si sarebbe proceduto con una trattativa privata o con un appalto-concorso. Vedremo come si metteranno le cose se invece avremo come interlocutrice solo la Sitav.
Si è sostenuto che con questa procedura si sono volute cercare delle alternative credibili alla società che gestisce attualmente la Casa da Gioco, ma io credo che non sia così e credo anzi che questa delibera sia una specie di bluff, perché, secondo me, essa altro non è che un'operazione di facciata, destinata a far cadere ogni tipo di concorrenza già nella fase preliminare della trattativa.
Questo perché, come è stato giustamente ricordato dal Consigliere Voyat, le eventuali altre società concorrenti, per avere qualche possibilità di successo nell'affidamento della gestione della Casa da Gioco, dovrebbero acquistare o acquisire le infrastrutture collaterali al Casinò. Per la verità, io credo che sia contrario ad ogni logica dettata dal buonsenso, ritenere che l'attuale società concessionaria sia disposta a cedere ad altri le infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco.
Interpretando alcune clausole della convenzione, si dice che l'attuale società concessionaria si troverebbe forse costretta a cedere le infrastrutture accessorie. E' certamente lecito tener conto di questa soluzione, che però a parer mio resta un'ipotesi assolutamente non percorribile e oltretutto molto pericolosa, perché potrebbe avviare un lungo contenzioso fra la Regione, l'attuale società concessionaria e qualche altra società concorrente, che provocherebbe una sia pur temporanea paralisi della Casa da Gioco o, nella migliore delle ipotesi, un clima di tensione e di contrasto destinato a durare degli anni.
Per questi motivi io ritengo errata sul piano amministrativo e politico la procedura adottata dalla Giunta per addivenire al rinnovo della concessione per la gestione della Casa da Gioco. A mio parere e prima di ogni altra cosa, la Regione deve adope-rarsi con tutte le forze e le iniziative possibili e disponibili per acquisire subito tutte le infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco. Senza la proprietà di tali infrastrutture, la Regione verrebbe a trovarsi in una situazione di grave debolezza o di cul de sac e non sarebbe assolutamente in grado di perseguire i suoi obiettivi istituzionali.
Per concludere, considero l'acquisizione della proprietà di tutte le infrastrutture necessarie e collaterali al funzionamento della Casa da Gioco un atto pregiudiziale a qualsiasi trattativa o selezione di società concorrenti.
Detto questo e pur condividendo gran parte delle osservazioni fatte dai colleghi sui requisiti generali delle società interessate, io considero superfluo ogni ulteriore commento sulla delibera. Prima di ogni altra cosa, considero importante disporre della proprietà delle infrastrutture collaterali alla Casa da Gioco; solo dopo si potrà parlare di pubblico avviso o di convenzione.
Non credo di avere altro da aggiungere, ma desidero fare solo una brevissima considerazione sulle caratteristiche che dovrebbe avere la Casa da Gioco. Ho già avuto modo, in questo Consiglio regionale ed in altre occasioni meno felici, di esprimere la mia opinione sul Casinò e sulle caratteristiche di tale struttura.
Ricollegandomi a quei discorsi e considerando che la possibile istituzione di nuovi casinò pone oggi la questione in termini diversi, che non fanno altro che confermare, come dicevo già allora, che bisogna puntare sulla qualità, più che sulla quantità o sull'ampliamento, occorre individuare le possibili caratteristiche di un Casinò di élite, di prestigio o, se vogliamo, a misura valdostana. Esso deve essere affidabile e controllabile, quindi non di grandi dimensioni, ma di grande qualità ed altamente qualificato, e deve tener conto delle esigenze della nostra comunità, rispettandone la cultura e la storia.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Per la presentazione degli emendamenti sarebbe importante sapere se la votazione avviene solo sull'atto deliberativo che ci è stato trasmesso oppure anche sull'avviso, perché io ho predisposto gli emendamenti per l'atto deliberativo, però, se si intende mettere in votazione anche l'avviso, vorrei avere il tempo necessario per presentare anche gli emendamenti sull'avviso. Per questo vorrei capire su che cosa andiamo a votare.
Presidente Credo che non ci debbano essere dubbi: si vota sulla documentazione presentata al Consiglio. Gli emendamenti sono fatti apposta per correggere eventualmente la documentazione presentata al Consiglio, ma su questo c'è una richiesta, si voterà ed il Consiglio si pronuncerà.
Io non so se il Consigliere Bich intende formalizzare la richiesta di inserimento del bando nel deliberato, ma se intende formalizzarla deve farlo con una richiesta scritta che deve essere presentata prima della chiusura della discussione generale, altrimenti si discute e si vota sul documento che è stato allegato alla convocazione e sulla proposta di emendamento, ormai acquisita, espressa tramite il parere della IV Commissione.
Non ci sono dubbi, quindi, che si vota sulla proposta di deliberato, salvo che ci siano emendamenti, sui quali ovviamente si voterà.
Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Proprio per chiarire il prosieguo della discussione e per meglio confrontare gli emendamenti proposti dal sottoscritto con quelli degli altri Consiglieri, io chiedo cinque minuti di sospensione della seduta.
Presidente Allora facciamo una breve sospensione per formalizzare gli emendamenti, così poi, se nessuno si iscriverà a parlare, chiuderò la discussione generale.
Se il Consiglio è d'accordo, facciamo alcuni minuti di sospensione.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,56 alle ore 11,44
PresidenteRiprendono i lavori del Consiglio.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Riservandomi di dare ulteriori risposte più precise alle domande già formulate ed a quelle che lo saranno successivamente, mi permetto di presentare gli emendamenti cui avevo fatto cenno.
Accetto innanzitutto la richiesta del Consigliere Bich, cioè che il Consiglio deliberi anche sulla bozza di proposta che verrà pubblicata sui quotidiani, e poi propongo gli emendamenti che seguono.
Al penultimo punto delle premesse, inserire il seguente periodo:
Considerata inoltre l'urgenza del provvedimento proposto, tenuto conto dei tempi tecnici necessari all'espletamento delle varie fasi di prequalificazione e scelta delle ditte e dell'opportunità di completare l'iter della gara entro il termine della scadenza delle convenzioni.
Inserire il punto 3) del deliberato così formulato:
3) Di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile per specifiche ragioni d'urgenza, come sopra motivate, ai sensi dell'articolo 63 della Legge 16 maggio 1978 n. 196.
Al punto 1 del dispositivo, ultimo alinea "Accettazione strategia", alla lettera a) sostituire l'importo "140 miliardi" con "70 miliardi".
Vi è poi un emendamento al punto 1) del deliberato, esattamente alla voce "esperienza di gestione", del quale credo di aver parlato con il Consigliere Riccarand, che recita: "Alla nona riga, dopo la parola "questione", inserire un punto e sostituire la frase successiva con la seguente:
"Tutti i candidati dovranno produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato - rispetto al testo precedente è stata aggiunta la dizione: "sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato" -, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese;".
Dopo il punto 1) del deliberato è inserito il seguente punto: "1 bis) di approvare la bozza di avviso pubblico nel testo allegato alla presente deliberazione;" della quale vi do lettura e che poi vi sarà distribuita:
"Rinnovo della concessione del Casinò de la Vallée - Saint Vincent.
La Regione Autonoma Valle d'Aosta comunica che il 7 febbraio 1992 scadrà la Concessione per la gestione del Casinò de la Vallée, sito nel Comune di Saint-Vincent.
In ragione della assoluta peculiarità dell'oggetto della Concessione, la Regione Autonoma Valle d'Aosta ritiene che le società interessate a partecipare al futuro procedimento di assegnazione della Concessione dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti generali:
- Società per azioni con capitale sociale di almeno lire. dieci miliardi
- Trasparenza e affidabilità dell'azionariato
- Esperienza di successo di gestione di Case da Gioco italiane o estere per almeno cinque anni o, in alternativa, titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico non inferiore a lire 100 miliardi
- Comprovate capacità manageriali
- Patrimonio o garanzie equipollenti di almeno lire quaranta miliardi a garanzia del livello di introiti attuale
- Disponibilità finanziarie per circa lire settanta miliardi per investimenti di sviluppo
- Disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle.
Ogni ulteriore determinazione relativa ai requisiti soggettivi ed oggettivi dei partecipanti sarà disposta con i successivi provvedimenti previsti dalla legge.
La risposta al presente comunicato, che non costituisce né bando, né lettera di invito, né atto equipollente, non vincola in alcun modo l'Amministrazione regionale e lascia impregiudicata ogni sua successiva determinazione.
Tutte le Società interessate sono invitate a produrre la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti di cui sopra.
Tale documentazione dovrà pervenire entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 e dovrà essere indirizzata a:
Segreteria della Presidenza della Giunta,
Regione Autonoma Valle d'Aosta
P.zza Albert Deffeyes, 1 - 11100 Aosta".
Presidente Nel frattempo sono pervenuti gli emendamenti del Consigliere Riccarand, che vi vengono distribuiti insieme a quelli illustrati dal Presidente della Giunta, mentre attendiamo che arrivino anche gli altri.
Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Ho chiesto la parola per presentare ed illustrare molto succintamente due emendamenti.
Abbiamo trovato un accordo affinché nel secondo capoverso del punto 1 della parte deliberativa del documento in discussione,dove si dice: "esperienza di gestione: i candidati devono poter...." sia inserito un emendamento relativo anche alla trasparenza dell'azionariato, punto questo che ci sembra qualificante ed irrinunciabile e che dovrebbe darci la garanzia dell'assetto societario e quindi dell'azionariato. Per cui aggiungeremmo:
"- esperienza di gestione e trasparenza dell'azionariato:
i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una casa da gioco italiana o esterna. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore a cinquanta miliardi di lire".
Poniamo quindi una condizione che è lievemente inferiore a quella che poi di fatto viene posta dalla delibera, dove si dice: "Non inferiore all'appalto in questione", che è superiore ai cinquanta miliardi e si colloca sui settanta miliardi. Noi riteniamo che cinquanta miliardi siano sufficienti a darci le necessarie garanzie, ma anche a permettere ad altre imprese di tutto rispetto e di valida capacità imprenditoriale e finanziaria, di partecipare a questa prima fase.
L'emendamento prosegue con la condizione relativa alla trasparenza dell'azionariato, in cui si precisa:
"Tutti i candidati debbono produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e dell'azionariato, allegando copia del libro soci autenticato dalla cancelleria del Tribunale ove ha sede la società, oltre ogni elemento conoscitivo sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese".
Il punto sulla trasparenza dell'azionariato non era stato inserito nella deliberazione, perché era stato solo sottolineato con un riferimento abbastanza debole nella premessa. Poiché ci sembra che detto punto sia necessario per la scelta delle candidature e che la sua presenza sull'avviso di preselezione sia essenziale, riteniamo che questo punto debba essere trascritto nella parte deliberativa della proposta.
Sempre al punto 1), dopo "accettazione strategia", aggiungere "durata della concessione: la concessione non dovrà avere durata superiore a dieci anni". Questo per garantire a chi partecipa che l'arco di tempo in cui vengono immobilizzati ed impegnati dei capitali non sarà superiore a dieci anni.
Detto questo, consegno gli emendamenti alla Presidenza.
Presidente Mentre provvediamo alla riproduzione degli emendamenti presentati dal Vicepresidente Bich, chiedo se c'è qualcuno che intende prendere la parola.
Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Je donne lecture d'un amendement supplémentaire, que je ferais transcrire aussitôt, concernant la partie délibérative de l'acte administratif qui nous est soumis.
Au point 1), le premier petit trait "Tipo di società: società per azioni con capitale sociale interamente versato...", on remplace "interamente versato" par "deliberato". Reste inchangé: "... di almeno dieci miliardi con disponibilità, in caso di concessione, a trasferire la propria sede legale e fiscale in Valle d'Aosta e a modificare eccetera.".
On ajoute à la fin: Il capitale deve essere interamente versato entro trenta giorni in caso di attribuzione della concessione.
Presidente Poiché non c'è nessun altro Consigliere iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Per ovvie ragioni mi sembra giusto ed opportuno che, alla fine della discussione della prima fase relativa al "benedetto" rinnovo della concessione per la gestione della Casa da Gioco, la Giunta regionale faccia alcune considerazioni sulle critiche e sulle ipotesi di lavoro che sono state avanzate.
Devo notare che il Consigliere Riccarand e per certi versi, sia pure con motivazioni che dirò successivamente, il Consigliere Voyat tendono un po' a giocare su due tavoli. Mentre da una parte ci dicono che la società deve essere solida e deve avere caratteristiche finanziarie di particolare rilevanza, aggiungono poi che i requisiti di carattere generale da noi richiesti sono troppo pesanti e dicono addirittura che i dieci miliardi da noi chiesti alla società di gestione sono solo tre miliardi e quindi potrebbero essere trenta miliardi... La realtà è che quando si parla di capitale interamente versato si intende dire che il capitale è interamente versato, per cui dieci miliardi non sono trenta miliardi, ma stanno ad indicare che il capitale sociale è di dieci miliardi...
(...Interruzione del Consigliere Riccarand...)
...No, perché altrimenti, come ha giustamente proposto il Consigliere Viérin, si sarebbe scritto "capitale deliberato". Io non sono d'accordo con quell'emendamento che propone di scrivere "capitale deliberato", per poi magari aggiungere un codicillo: "Però, se accetti, tu devi versare il capitale sociale", perché mi sembrerebbe di comportarmi come le tartarughe. Credo invece che sia più opportuno che la società sia formata ed abbia il capitale interamente versato, perché se ha il capitale interamente versato significa che si tratta di una società solida, che può offrire valide credenziali per la gestione della nostra Casa da Gioco.
Non mi piace, invece, che si proponga: "Cominciamo a dire che sia deliberato, poi invece diremo che è versato", perché questo significa giocare su due tavoli, cosa che francamente non accetto, perché mi sembra un'ipotesi riduttiva delle garanzie che la Regione deve avere e che le impongono di tutelarsi prima di affidare la concessione per la gestione della Casa da Gioco.
Il Consigliere Riccarand ha parlato di ritardi e si è dichiarato d'accordo sull'avviso pubblico, perché aveva già presentato una mozione in merito che noi avevamo ritenuto giusta. Devo peraltro dire, se non per giustificazione almeno per correttezza, anche perché in tribuna ci sono dei giornalisti e della gente, che noi, come Giunta, abbiamo assunto la proposta di delibera da presentare al Consiglio regionale ai primi di aprile. E' chiaro che i ritardi successivi, probabilmente sono dovuti ad esigenze della Commissione che intendeva esaminare, valutare o approfondire la questione, non sono imputabili a noi, quindi che non venga imputato a noi quel ritardo, quando la nostra deliberazione è stata assunta nei primissimi giorni del mese di aprile.
Il Consigliere Riccarand, un po' velatamente, ed il Consigliere Voyat, in modo un po' più accentuato, ci accusano dicendo che questo documento non sarebbe altro che una presa in giro, perché noi avremmo già individuato nella Sitav la società che gestirà la Casa da Gioco, per cui il Consigliere Voyat in modo molto simpatico mi suggerisce: "Ma perché avete fatto questo? Dovevate fare come prima: si trattava con la Sitav e tutto finiva lì".
Credo che se questi sono i criteri per determinare una certa trasparenza, si tratta senza dubbio di concetti assai poco corretti, che non intendo accettare.
Sono contento che alcuni Consiglieri conoscano molto bene la Società Sitav e la Casa da Gioco, anche perché - lo dico molto obiettivamente - io non ho conoscenze così approfondite, per cui, attraverso me, la Giunta si permette di fare delle proposte scevre da ogni particolare conoscenza sia sulla gestione della Sitav sia sul funzionamento della Casa da Gioco.
Quando mi si viene a dire: "Sarebbe opportuno che la Regione avesse almeno l'uno per cento del capitale azionario, così potrebbe partecipare alle assemblee societarie", dopo che si è già premesso che deve trattarsi di una gestione privatistica, è ovvio che la società non sarà più privata, ma, con quell'uno per cento dell'Amministrazione regionale, la società diventerà quantomeno mista, sia pure a grandissima prevalenza privata. Mi viene da pensare che ci sia un certo contrasto tra le due proposte del Consigliere Voyat.
Il Consigliere Riccarand ha poi parlato di una legge per l'istituzione di nuovi casinò che sarebbe pendente al Parlamento. Da inesperto qual sono, noto in proposito che tutte le volte che c'è il rinnovo della concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent - credo che il Senatore Dujany, ex Presidente della Giunta, me ne potrebbe dare atto - si dice che giace in Parlamento una legge sull'aumento dei casinò in Italia. Può anche darsi che questa sia la volta buona, però noto, oggettivamente, che ogni volta si torna a parlare di una nuova legge per aumentare i numero dei casinò, ma tutte queste voci lasciano del tutto indifferente chi, come me, è del tutto inesperto di casinò, perché sembrano delle ipotesi di lavoro "azionate" e "sentierizzate", come è possibile pensare nel vedere addirittura che una Commissione parlamentare viene in Valle d'Aosta ad esaminare la situazione del Casinò.
Il Consigliere Riccarand dice che noi avremmo accettato il piano della Sitav. Lo stesso discorso è stato fatto, sia pure in altri termini, dal Consigliere Voyat, che, come dicevo prima, è stato molto più "tranchant": "E' inutile fare queste cose, perché si tratta di una presa in giro: diamo la concessione alla Sitav e tutto finisce lì".
Consigliere Riccarand, io credo che questo non sia vero. Accettare il piano Sitav significava, sic et simpliciter, rinnovare la concessione alla Sitav, come sembra potersi desumere dalle parole del Consigliere Voyat.
Noi invece, modestamente e forse anche sbagliando - solo chi fa qualcosa sbaglia, perché chi non fa niente non sbaglia mai -, abbiamo cercato di dare un'immagine diversa della Regione per creare qualcosa di diverso nella "dazione" - passatemi l'espressione - della Casa da Gioco. Credo che l'avviso pubblico fosse il minimo da fare perché la gente, l'opinione pubblica e quelli che possono essere interessati, vengano a sapere qualcosa del rinnovo della concessione.
Chiedo scusa ai Consiglieri che erano seduti sugli scanni del Governo regionale prima di me, ma in passato non è mai stata intrapresa una iniziativa del genere. Essa potrà essere limitativa, imperfetta..., se ne dica pure tutto quello che si vuole, ma comunque non è mai stata fatta.
Pubblicheremo questo avviso sui giornali finanziari italiani, francesi e tedeschi, in modo che l'opinione pubblica ed eventuali società finanziarie, che noi non conosciamo, ma comunque interessate alla gestione della Casa da Gioco, possano essere informate.
Se nessuna società dovesse dimostrarsi interessata, a quel punto cercheremo di trovare un'unica ipotesi di lavoro, anche perché ognuno di noi ben sa che, in questo momento, l'unica società interessata al rinnovo della concessione per la gestione della Casa da Gioco è la Sitav, cosa che del resto mi sembra giusta e logica.
Si è parlato di "rompere l'accerchiamento", ma mi sembra di averne già parlato nella mia relazione iniziale, per cui non accetto questo "richiamo" - mi si passi l'espressione - del Consigliere Riccarand, perché si tratta sicuramente di una delle ipotesi che verranno poste in essere nella seconda fase e questa potrebbe essere un'altra novità, proprio perché non è mai stata intrapresa un'iniziativa di questo genere. Quando definiremo e deliberemo le condizioni per passare alla seconda fase, all'appalto o alla trattativa privata, sarà doveroso per il Consiglio provvedere ad eliminare una volta per tutte l'accerchiamento in cui vive oggi il nostro Casinò.
Credo di poter dire senza alcuna remora che, quand'anche fosse solo la società Sitav ad essere interessata al rinnovo della concessione della gestione della Casa da Gioco, anche la stessa Sitav non sarebbe contraria ad un'ipotesi di questo genere.
Si è parlato di una o di due società. C'è da premettere in merito che nell'avviso non si fa alcun riferimento a due società, ma ad un'unica società, anche perché l'attuale duplicazione della società è un fatto interno alla Sitav o, se vogliamo, interno al rapporto Sitav-Regione. Non vedo però perché in questo momento debba essere presa in considerazione una terza ipotesi di lavoro, visto che potrebbe essere sufficiente una sola società o magari potrebbero rendersene necessarie tre, ma si tratterebbe pur sempre di un fatto interno che andremo a verificare nella seconda fase.
In sede di Commissione mi sono particolarmente sgolato, ma forse non sono stato capito oppure non mi sono spiegato bene, per dire che in questo momento ci troviamo in una fase di preselezione e non in una fase di appalto o di trattativa privata.
In questa fase preselettiva, noi desideriamo solo fare in modo che l'Amministrazione regionale possa essere messa in condizioni di contattare o di essere contattata da aziende, imprese o società che abbiano notevoli capacità finanziarie, perché notevole è l'impegno per la gestione della Casa da Gioco di Saint Vincent. La preselezione significa solo questo e non vuole dire affatto entrare nei particolari, come ad esempio specificare la durata della concessione, perché oggi sarebbe assurdo inserire una cosa del genere.
La durata della concessione potrà essere infatti di cinque anni o di quindici, ma ciò sarà comunque in funzione delle condizioni sulla base delle quali noi andremo a trattare e su quelle che ci verranno date, ma che non è indispensabile che noi dobbiamo conoscere adesso.
Allo stesso modo - l'ho già detto ai sindacati e lo dico anche qui in Consiglio regionale - in questo momento non è necessario inserire una clausola che riguardi la garanzia dei posti di lavoro, perché tale garanzia è in re ipsa.
Chiedo scusa, signori Consiglieri, ma pensate veramente che ci siano amministratori pubblici, di qualunque parte politica essi siano, che possano dire: "Noi dobbiamo ridurre l'impatto del mondo del lavoro nei confronti della Casa da Gioco?". Ma come potrebbe fare una terza società a rispondere "sì" o "no" ad un'ipotesi di questo genere, quando non conosce e non potrà conoscere le condizioni in cui vive oggi la Sitav, visto che, quantomeno per una forma di concorrenza, più o meno sleale, quest'ultima non le direbbe assolutamente niente?
Non vedo infatti perché dovrebbe andarle a dire quanti sono i suoi dipendenti e quali costi affronta per questi dipendenti, per cui sarebbe assolutamente inutile una cosa di questo genere.
Ripeto comunque che ci troviamo in una fase di preselezione e che la garanzia da accordare al mondo del lavoro sarà una delle condizioni sulla base delle quali noi opereremo nella seconda fase.
Come ho già detto prima, forse qualcuno dimentica che ci troviamo in una fase preselettiva, come abbiamo scritto anche nel documento oggi in approvazione, e non nella gara vera e propria.
Abbiamo accettato ben volentieri che il Consiglio deliberi anche l'avviso pubblico, benché non sarebbe il caso, anche perché, una volta approvata la delibera da parte del Consiglio regionale, è competenza dell'esecutivo provvedere ad attuare la delibera dell'organo legislativo e tutto ciò perché non abbiamo remore di nessun genere, anzi non desidero - e lo contesto nel modo più totale ed assoluto - che qui si voglia giocare a fare i furbi, come qualcuno qui dentro ha detto in modo scorretto, quando ha dichiarato che noi abbiamo fatto tutto questo perché vogliamo garantire alla Sitav il rinnovo della Concessione per la gestione della Casa da Gioco.
Non ho mai detto una cosa del genere e chi lo crede pensa il falso, perché noi chiediamo soltanto di fare qualcosa che sia quanto più possibile trasparente ed onesta: nessuno di noi vuole che si ripetano gli episodi che si sono verificati in passato.
Sono stati presentati degli emendamenti, uno dei quali, quello che è stato da me esaminato insieme al Consigliere Riccarand, è perfettamente accettabile.
Purtroppo, salvo quelli che sono stati indicati dal sottoscritto, non intendiamo accettare gli altri emendamenti che sono stati presentai dai Consiglieri Bich e Riccarand, perché se ne accettassimo anche uno solo, nella seconda fase entreremmo, a nostro giudizio, in un'ipotesi di lavoro che ci vedrebbe costretti a fronteggiare moltissime opposizioni di carattere giuridico. Naturalmente alcune delle cose proposte saranno oggetto di particolare attenzione nella seconda fase, perché sono condivise anche da noi.
Presidente Colleghi Consiglieri, l'atto amministrativo viene quindi sottoposto al vostro esame e alla vostra approvazione, con gli emendamenti che sono stati presentati.
Scorrendo il documento, incontriamo il primo emendamento del Consigliere Riccarand, del quale do lettura:
Emendamento Pag. 1 - Sostituire - "Adozione di un piano di aumento e riqualificazione degli spazi" - "Adozione di un piano di riqualificazione degli spazi".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Ci sono tre emendamenti che riguardano le premesse di questa deliberazione ed esattamente gli obiettivi che vengono indicati dalla Regione a base della sua iniziativa. Nell'individuazione di questi obiettivi, a me pare importante che si eviti di cadere in un errore.
Da una parte ci sono i primi due emendamenti, che vanno nel senso di non dare per scontata una scelta che il Consiglio non ha mai fatto. E' vero che ci sono state le proposte della Sitav, che giacciono da tre anni nei cassetti; è vero che è stato affidato uno studio alla Bain Cuneo, che ne ha relazionato in sede di Commissione, ma è altrettanto vero che nessuna Commissione e neppure il Consiglio regionale si sono mai espressi rispetto ad ipotesi, progetti e dimensioni di progetti di ampliamento della Casa da Gioco.
Invece, se andiamo a mettere tra gli obiettivi "adozione di un piano di aumento", evidentemente andiamo in una direzione che non è mai stata discussa; così come quando andiamo a dire "clausola per l'acquisizione da parte della Regione di tutte le nuove iniziative immobiliari", di quali nuove iniziative stiamo parlando, visto che non abbiamo mai definito se c'è un piano, qual è questo piano e quali sono le sue dimensioni?
I miei primi due emendamenti hanno quindi lo scopo di eliminare l'aspetto dell'ampliamento, oltretutto indeterminato, che fa capo a progetti mai discussi né definiti, lasciando la cosa indefinita, così che si possa riprendere il discorso con più calma; per cui ci sembra più opportuno parlare non di "un piano di aumento e riqualificazione degli spazi", ma di "un piano di riqualificazione degli spazi", perché allora il discorso avrebbe un senso.
Proponiamo altresì di sostituire: "Clausola per l'acquisizione da parte della Regione di tutte le nuove iniziative immobiliari", con: "Clausola per l'acquisizione da parte della Regione di eventuali nuove iniziative immobiliari", perché sono ancora da decidere.
Sempre per quanto attiene agli obiettivi, crediamo che sia di fondamentale importanza inserire tra gli obiettivi della Regione "la regolamentazione delle assunzioni" da parte di chiunque gestisca la Casa da Gioco, cioè che questo obiettivo sia da mettere chiaramente fra gli scopi che noi intendiamo perseguire.
Mi sembra che questi tre emendamenti non intacchino nessuna questione sostanziale rispetto all'avviso, né a pregiudicare alcuna scelta futura, per cui, con un po' di buona volontà, credo che possano essere accettati dal Consiglio.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il primo emendamento alle premesse, presentato dal Consigliere Riccarand e del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 33
Favorevoli: 14
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura del secondo emendamento alle premesse, presentato dal Consigliere Riccarand:
Emendamento Pag. 1 - Sostituire: "Clausola per l'acquisizione da parte della Regione di tutte le nuove iniziative immobiliari" con: "Clausola per l'acquisizione da parte della Regione di eventuali nuove iniziative immobiliari".
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il secondo emendamento del Consigliere Riccarand, testé letto.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 34
Favorevoli: 15
Contrari: 19
Il Consiglio non approva.
Presidente Do lettura del terzo emendamento alle premesse, presentato dal Consigliere Riccarand:
Emendamento Pag. 2 - Aggiungere al termine dei punti con il trattino: "- regolamentazione di tutte le assunzioni".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Credo che sarebbe incomprensibile non inserire questo punto fra gli obiettivi che la Regione si propone di conseguire nel rinnovo della concessione per la gestione della Casa da Gioco e tra i quali ve ne sono alcuni molto importanti, come, ad esempio, la trasparenza dell'azionariato, la certificazione dei bilanci eccetera.
A me sembra che anche questo problema, che ci trasciniamo irrisolto da decenni, dovrebbe essere inserito tra quelli, perché ciò starebbe a significare che noi lo vogliamo risolvere in fretta e nell'ambito del discorso del rinnovo della concessione. Poiché ritengo che si tratti di una questione ormai più che matura, sarebbe assolutamente incomprensibile non inserirla tra gli obiettivi della Regione, per cui chiederei di accettare almeno questo punto, anche perché non vedo perché non dovrebbe essere accettato.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind) Questo punto ha una valenza politica, per cui voglio vedere chi è d'accordo o meno sulla regolamentazione delle assunzioni, anche perché molti hanno fatto notevoli sforzi in questa direzione, sollecitando anche l'apposita Commissione a definire un regolamento accettabile e comunque garantista dell'uguaglianza e della pari condizione nelle assunzioni. Non mi pare purtroppo che fino ad ora questi criteri siano passati, come non sono passati neppure quelli determinati dagli atti consiliari relativi alle convenzioni con l'attuale società appaltante.
Mi sembra che questo punto, proprio nella fase preparatoria dell'assegnazione della gestione, debba essere inserito tra le condizioni per dare un segnale politico forte e distinto sui criteri di assunzione. Chi non starà a questi criteri dimostrerà di preferire il regime attuale, che, da quanto si riesce a capire, tende nettamente a favorire il potere.
Per queste ragioni, mi sembra che debba essere recepito il segnale politico.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Probabilmente ho delle difficoltà ad esprimermi ed a farmi capire. Per questo, torno a ripetere per la quarantacinquesima volta che il documento che noi stiamo deliberando in questo momento è un avviso di preselezione, che serve per far sapere alla gente o alle società interessate di poter partecipare ad una gara successiva, senza impegnare nel modo più assoluto l'Amministrazione regionale.
Sulla regolamentazione in genere - ed in specie su quella relativa alle assunzioni - noi non nutriamo alcuna velleità contraria, tant'è che nel deliberato, tra le altre cose, abbiamo anche scritto che si dovrà provvedere alla revisione dell'articolo 13 della Convenzione, che riguarda proprio "questo giro di valzer".
In ogni caso, in questa fase noi non riteniamo opportuno inserire una condizione del genere, perché abbiamo la sensazione, o meglio la certezza, che accettando l'inserimento di clausole contro le quali qualcuno potrebbe intraprendere azioni di opposizione, ci inoltreremmo in un vicolo cieco dal quale non potremmo più uscire.
Su questo punto specifico noi ci asterremo, non perché riteniamo sbagliata l'ipotesi prospettata, anzi la riteniamo giusta, ma crediamo di doverla portare avanti nella seconda fase, perché ora creeremmo delle difficoltà che, a nostro giudizio, la Regione non deve avere.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Considero questo ragionamento piuttosto contraddittorio, perché non si tratta di inserire una clausola, ma di esplicitare delle intenzioni o delle volontà politiche, perché si parla di obiettivi dell'Amministrazione, che sono poi sintetizzati in una serie di alinea, tra i quali è indicata, ad esempio, l'intenzione di finanziare due fondi separati per la promozione del gioco e delle attività culturali e turistiche da parte della Regione.
Si tratta quindi di cose che non hanno nessun riscontro nell'avviso pubblico, perché sono una semplice esplicitazione di intenzioni e di volontà politiche, per cui mi sembra assolutamente legittimo e necessario inserire fra queste dichiarazioni di intenzioni anche la volontà di andare finalmente verso la risoluzione di questo problema, possibilmente nel corso dello stesso rinnovo della concessione, perché il suo inserimento non condiziona in nulla l'avviso pubblico.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Non vorrei fare eco al Consigliere Riccarand, ma qual è stato il motivo ostativo all'applicazione del regolamento per le assunzioni, in applicazione dell'articolo 13 del contratto Regione-Sitav del 16 dicembre 1978? Il motivo ostativo era costituito dal fatto che il regolamento era considerato unilaterale, cioè come proposta dell'Amministrazione pubblica, senza l'accettazione del contraente.
In questo caso, invece, noi inseriremmo la regolamentazione di tutte le assunzioni addirittura nella fase preparatoria per l'aggiudicazione dell'appalto della gestione, per cui si tratterebbe di un segnale politico preciso, non solo, ma anche dell'accettazione di una condizione fondamentale e basilare.
Torno a ripetere che, chi non vuole essere chiaro su questo, vuole in realtà perpetuare un certo sistema di assunzioni che sta bene solo al potere.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il terzo emendamento alle premesse, presentato dal Consigliere Riccarand e del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 14
Astenuti: 19 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami Cristina, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)
Il Consiglio non approva
Presidente Alla fine delle premesse ci sarebbero i due emendamenti, A1) e A2) del Presidente della Giunta, ma la Presidenza, trattandosi della dichiarazione d'urgenza, propone che siano messi in votazione alla fine della votazione concernente il deliberato.
Do lettura dei due emendamenti al punto 1) del deliberato, presentati dal Consigliere Riccarand.
Emendamenti Pag. 2 - Modificare, in questo modo, le prime due righe del punto 1) -
"1) di diramare un pubblico avviso, da inserire sui due maggiori quotidiani a diffusione nazionale e su due quotidiani finanziari, uno in lingua francese e uno in lingua inglese, per invitare tutte le..."
Pag. 2 - Aggiungere al 5° rigo del punto 1, dopo "all'amministrazione regionale": "entro 45 giorni, dalla pubblicazione dell'avviso pubblico sui quotidiani,".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Credo che questi due emendamenti possano essere votati congiuntamente. Il loro obiettivo è di estendere i giornali che pubblicheranno l'avviso, quindi bisognerebbe prevedere che esso compaia sui due maggiori quotidiani italiani e su due quotidiani finanziari, uno in lingua francese e l'altro in lingua inglese, in modo da darne un'adeguata diffusione.
Si chiede inoltre che venga fissata una scadenza di quarantacinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso sui quotidiani, in modo che ci sia un mese e mezzo per tutti gli eventuali candidati-concorrenti, in modo che posano informarsi, presentare la candidatura e la documentazione richiesta.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione congiunta i due emendamenti presentati dal Consigliere Riccarand, dei quali abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura dell'emendamento al punto 1) del deliberato, presentato dal Consigliere Viérin.
Emendamento Al punto 1) del deliberato, "Tipo di società", sostituire alle parole "interamente versato" il termine "deliberato".
Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) La présentation de cet amendement vise à assurer le respect de la procédure, des deux phases successives, à savoir d'abord un avis de présélection et ensuite, dans un deuxième temps, la sélection. Dans cette première phase, l'on devrait permettre, sur la base de conditions que le Président du gouvernement a définies "a maglie larghe", à un nombre élevé de candidats de poser leur candidature, pour que l'on puisse examiner leur situation et, par la suite, procéder au renouvellement de la convention, sur la base des indications fournies.
Or, il nous semble, que, à cet égard, la fixation d'un capital social de dix milliards peut être remplie, si l'on pose comme condition que ce capital social soit délibéré au moment de la présentation de la candidature, avec engagement de procéder à son versement en entier au cas d'attribution de la gestion de la Maison de jeu. Prévoit que ce capital social soit entièrement versé au moment de la présentation de l'appel de candidature, à notre avis, limite les possibilités de participation et donc l'amendement veut favoriser cette possibilité, dans le sens de mieux la respecter.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un ulteriore emendamento al punto 1) del deliberato, presentato dal Consigliere Viérin.
Emendamento Aggiungere dopo la parentesi tonda la seguente frase:
"Il capitale sociale deve essere interamente versato entro trenta giorni in caso di attribuzione della concessione".
Consigliere Viérin, ritiene decaduto questo emendamento? Chiede che sia votato?... E' decaduto.
Allora, con il consenso del presentatore, che questo emendamento è da considerare decaduto.
Presidente Do ora lettura di un emendamento proposto dal Vicepresidente Bich, in quanto è sostitutivo e quindi deve essere messo in votazione prima di quelli modificativi del testo originale.
Emendamento A pagina 3 dell'oggetto in discussione, al punto 1 del deliberato
"- esperienza di gestione: i candidati devono poter..."
deve essere modificato in tal senso:
"- esperienza di gestione e trasparenza dell'azionariato
i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni in una casa da gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore a 50 miliardi di lire.
Tutti i candidati debbono produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e dell'azionariato, allegando copia del libro soci autenticato dalla cancelleria del Tribunale ove ha sede la società, oltre ogni elemento conoscitivo sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese".
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Passiamo ora agli emendamenti modificativi del testo originale.
Do lettura di un emendamento al punto 1) del deliberato, presentato dal Presidente della Giunta.
Emendamento Al punto 1) del deliberato "esperienza di gestione".
Alla nona riga, dopo la parola "questione", inserire un punto e sostituire la frase successiva con la seguente:
"Tutti i candidati dovranno produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questo emendamento è migliorativo, perché modifica una precedente impostazione della deliberazione, dalla quale sembrava che soltanto i candidati privi di esperienza nella gestione delle Case da gioco dovessero fornire la documentazione relativa alla composizione azionaria. Con questo emendamento diventa chiaro che tutti quelli che partecipano devono fornire questa documentazione, anche se rimane il fatto negativo del non accoglimento dell'emendamento presentato a nome della minoranza dal Consigliere Bich, che articolava meglio il concetto di trasparenza.
In ogni caso voterò a favore dell'emendamento del Presidente della Giunta.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento presentato dal Presidente della Giunta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità
Presidente Do lettura di un emendamento aggiuntivo presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento Pag. 3 - Esperienza di gestione.
Sostituire "non inferiore all'appalto in questione" con "non inferiore a 50 miliardi di lire".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questo emendamento era già contenuto nella proposta complessiva fatta dal Consigliere Bich, che mirava appunto alla sostituzione di tutto il comma, ma credo che valga la pena di riprenderlo anche singolarmente, perché laddove si dice: "I candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprendi-toriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione", abbiamo una formulazione eccessivamente generica. Non si capisce infatti come viene quantificato l'appalto in questione.
Nell'avviso, inoltre, questa formulazione generica viene poi quantificata in un livello economico non inferiore a 100 miliardi, ma non si capisce bene perché si dicano 100 miliardi e non 200 o 50.
100 miliardi sono una cifra molto elevata. Per un'attività come la gestione di una Casa da gioco, che non richiede una particolare complessità organizzativa unita ad una rete di vendita dei prodotti, può trattarsi di una cifra facilmente raggiungibile, ma ci possono essere società imprenditoriali con valide attività produttive che però difficilmente riescono ad avere un fatturato di 100 miliardi, per cui noi riteniamo che sarebbe molto meglio precisare esattamente questo livello economico ed organizzativo in cinquanta miliardi.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento proposto dal Consigliere Riccarand.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un emendamento soppressivo, presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento Pag. 3 - Accettazione strategia. Abrogare il punto a).
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Abbiamo ora due emendamenti sostanziali, perché è proprio sul punto "accettazione strategia" che anche in sede di Commissione si è incentrata gran parte della discussione.
Come facciamo, noi come Regione, a proporre e ad imporre ai candidati alla gestione di accettare una strategia che neppure il Consiglio regionale ha mai discusso o approvato? Quando mai il Consiglio regionale ha definito questa strategia? Come si fa a quantificare un piano di investimenti, prima di 140 miliardi e poi di "almeno 70" miliardi?
Il Consigliere Milanesio dice: "Va bene la dizione "almeno 70 miliardi", che potrebbe voler dire 70, ma anche 200 miliardi". Il Presidente della Giunta ha già subito precisato: "Qui mettiamo 70 miliardi, però sia chiaro che nella seconda fase, quando andremo a discutere, ritorneremo sul discorso dei 140 miliardi", perché ha detto così...
(...Interruzione del Presidente Bondaz...)
...Stamattina, ascoltando la relazione, ho capito così, cioè che questo discorso sarebbe stato ripreso.
Sta di fatto che su questo non c'è assolutamente chiarezza e questa ipotesi del piano Sitav è fortemente discutibile e, da parte nostra, sicuramente inaccettabile; quindi noi chiediamo di abrogare questo punto.
Per quanto riguarda la richiesta della "disponibilità di infrastrutture", c'è da osservare che ricadiamo nel discorso su cui mi sembra che sia intervenuto molto opportunamente questa mattina anche il Consigliere Maquignaz, quando ha detto che il vero problema non è quello del passaggio delle proprietà da una società all'altra, ma quello del loro passaggio da una società privata alla Regione, in modo che ci possa essere effettivamente la rottura di un certo tipo di vincoli e di monopolio. La questione della disponibilità di infrastrutture, posta nei termini del documento, non ha alcun significato, anzi va a confondere ulteriormente la situazione.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Ho accettato l'emendamento di ridurre il piano di investimenti da 140 a 70 miliardi, perché era stato presentato in Commissione, anche se personalmente ho seri dubbi al riguardo. Normalmente, infatti, quando tratto, preferisco avere una controparte dotata di grosse capacità, piuttosto che di modeste capacità. La Commissione ha tuttavia suggerito questa riduzione, io l'ho accettata e mi sta bene così.
Ripeto però per la quarta volta che il problema delle infrastrutture sarà affrontato nella seconda fase. Come ho già detto illustrando il provvedimento in Consiglio, questo è uno dei punti che definiremo con la Società Sitav, se essa riotterrà di nuovo la gestione della Casa da Gioco; ma se non sarà la Società Sitav, le chiederemo ugualmente di acquisire eventualmente quelle proprietà per passarle all'Amministrazione regionale. Non si tratta quindi di un passaggio da una società privata ad un'altra società privata. Punto e basta...
(...Interruzione del Consigliere Riccarand...)
...Ma se la Sitav non accetterà non prenderà la concessione e buona notte.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand, del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un emendamento al punto 1), lettera a), presentato dal Presidente della Giunta.
Emendamento Al punto 1 del dispositivo, ultimo alinea "Accettazione strategia", alla lettera a) sostituire l'importo "140 miliardi", con "70 miliardi".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Ho chiesto la parola per dichiarare la mia astensione su questo emendamento, che recepisce una preoccupazione, accompagnata da molti rilievi, durante la discussione in Commissione.
In realtà, da parte di molti Commissari e delle organizzazioni sindacali, in quella sede l'accento era stato posto sull'opportunità di togliere questa parte dal discorso del rinnovo della concessione. Poi, in seguito ad una mediazione intervenuta all'interno della maggioranza, si è deciso di non toglierla, ma di ridurne l'importo.
Da qui discende il mio voto di astensione rispetto a questa scelta in favore della riduzione.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento presentato dal Presidente della Giunta.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti e favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura di un emendamento soppressivo presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento Pag. 3 - Accettazione strategia. Abrogare il punto b).
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un emendamento al punto 1) del deliberato, presentato dal Vicepresidente Bich.
Emendamento Al punto 1) del deliberato, dopo "accettazione strategia", aggiungere: "Durata della concessione: la concessione non dovrà avere durata superiore a dieci anni".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Credo che questo emendamento sia opportuno, perché, pur non stabilendo una clausola precisa e vincolante, indica però un arco temporale massimo, che permette anche all'eventuale candidato di potersi regolare. Un conto infatti è sapere che la durata massima sarà di quattro o cinque anni, altro conto, invece, è sapere che essa sarà di dieci anni.
L'emendamento, così come è scritto ("...non dovrà avere durata superiore a dieci anni"), intanto indica un periodo molto ampio, anche se noi siamo ormai abituati a questi rinnovi che vanno avanti di dieci anni in dieci anni ed anche più, con tempi tanto lunghi da essere abbastanza discutibili in confronto alla rapidità dei cambiamenti che avvengono nella società odierna, e poi ci dice perlomeno che non si andrà oltre il termine ivi indicato, così siamo in grado di offrire un parametro o una unità di misura ai concorrenti, altrimenti rimarremmo troppo nel generico.
Per queste ragioni credo che l'emendamento proposto sia opportuno e necessario.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento presentato dal Vicepresidente Bich.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 16
Contrari: 19
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un emendamento aggiuntivo, presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento Pag. 3 - Aggiungere, al termine del punto 1, il seguente punto:
"- Garanzie occupazionali: dovrà essere garantito l'impegno ad assumere tutto il personale che, alla data di pubblicazione del pubblico avviso, risulta essere dipendente dalle attuali società concessionarie della gestione della Casa da Gioco".
Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Credo che quanto proposto dall'emendamento sia un requisito fondamentale da porre nell'avviso pubblico. E' chiaro che si tratta di un'affermazione cautelativa che rende più evidente l'impegno e che è opportuno inserire chiaramente nell'avviso pubblico, in modo che chi partecipa alla gara sappia che c'è una società con un determinato numero di dipendenti e che quindi, se le subentra nell'attività, deve impegnarsi ad assorbirne tutto il personale.
Se si vuole fare un avviso pubblico che abbia un minimo di completezza e di chiarezza, credo che questa condizione sia di fondamentale importanza. Mi sembra, tra l'altro, che su questa richiesta abbiano particolarmente insistito anche le organizzazioni sindacali.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Per le ragioni che ho già esplicitato in precedenza, noi ci asterremo dal votare questo emendamento.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Le argomentazioni addotte dal Presidente della Giunta per dire che non dobbiamo mettere questo punto, non mi sembrano assolutamente valide. Egli dice: "Qui noi inseriamo un punto che mette in difficoltà le altre società, che non sanno quanti dipendenti hanno la Sitav e la Siser, che peraltro non vanno certo a dire loro queste cose, per cui le mettiamo in condizioni di difficoltà".
In realtà è proprio il contrario, perché l'inserimento di questa richiesta invece, fa sì che chi si candida acquisisca le necessarie informazioni tramite la Regione, che conosce perfettamente il numero dei dipendenti della Sitav e della Siser, anche perché l'articolo 13 della convenzione impone un determinato onere a carico della Regione sulle spese del personale, per cui si tratta di dati che, essendo a disposizione della Regione, devono essere messi a disposizione di tutti i concorrenti, che evidentemente si dovranno informare sulle condizioni in cui si svolge l'attività della Casa da Gioco.
Mi sembra importante quindi che questo emendamento, che introduce un po' di chiarezza e di cautela, sia inserito nell'avviso pubblico.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand e del quale abbiamo già dato lettura.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti e favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami Cristina, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)
Il Consiglio non approva
Presidente Do lettura di un emendamento proposto dal Presidente della Giunta.
Emendamento Dopo il punto 1) del deliberato è inserito il seguente punto 1 bis) -
"1 bis) di approvare la bozza di avviso pubblico nel testo allegato alla presente deliberazione;".
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto, proposto dal Presidente della Giunta.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti e favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura di un emendamento presentato dal Presidente della Giunta.
Emendamento Al penultimo punto delle premesse, inserire il seguente periodo:
"Considerata inoltre l'urgenza del provvedimento proposto, tenuto conto dei tempi tecnici necessari all'espletamento delle varie fasi di prequalificazione e scelta delle ditte e della opportunità di completare l'iter della gara entro il termine della scadenza delle convenzioni".
Inserire il punto 3) del deliberato così formulato:
"3) Di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile per specifiche ragioni d'urgenza, come sopra motivate, ai sensi dell'articolo 63 della Legge 16 maggio 1978 n. 196".
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti e favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Presidente Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul testo complessivo della proposta di deliberazione emendata, della quale do lettura.
Deliberazione Il Consiglio
Constatato l'approssimarsi delle scadenze delle convenzioni relative alla gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;
Tenuto conto che, ai sensi dell'articolo 2 del contratto relativo alla Convenzione Regione-SITAV in data 16 febbraio 1978, rep. n. 5099, modificato dall'articolo 3 del contratto 7 agosto 1979, rep. 5499, la scadenza relativa alla gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent è fissata al 7 febbraio 1992 e che, ai sensi dell'articolo 1 del Contratto in data 12 dicembre 1986, rep. n. 7382, la scadenza della gestione dei giochi "americani" è fissata al 31 dicembre 1991;
Considerato che, apparendo opportuno esperire un'unica procedura per il rinnovo delle Convenzioni di cui trattasi, è già stata inoltrata apposita proposta tendente a rendere concomitanti i termini di scadenza di entrambe le convenzioni, prorogando al 7 febbraio 1992 la durata della convenzione relativa alla gestione dei cosiddetti giochi "americani";
Ritenuto necessario predisporre per tempo gli atti relativi alla preselezione delle Società per l'accertamento del possesso dei requisiti ritenuti necessari ai fini della concessione;
Rilevato che la nuova concessione deve essere lo strumento per realizzare una strategia di lungo respiro che consenta alla Regione di perseguire un certo numero di obiettivi che possono essere così sintetizzati:
- adozione di un piano di aumento e riqualificazione degli spazi e delle attrezzature destinati al gioco, nonché delle strutture alberghiere e di supporto turistico e logistico strettamente connesse alla Casa da Gioco;
- determinazione del riparto a favore della Regione al livello massimo compatibile con l'equilibrio economico-finanziario del concessionario;
- revisione dell'articolo 13 della Convenzione vigente, per quanto attiene l'onere a carico della Regione sul costo del lavoro;
- finanziamento dei due fondi separati per la promozione del gioco e delle attività culturali e turistiche da parte di Regione e concessionario in misura pari alle quote di riparto o al beneficio che le due parti ottengono dall'investimento promozionale;
- clausola per l'acquisizione da parte della Regione di tutte le nuove iniziative immobiliari inerenti al gioco non appena costruite e, a fine concessione, anche delle opere accessorie ai giochi;
- trasparenza dell'azionariato della concessionaria;
- certificazione dei bilanci della società concessionaria e obbligo di inviare la repertoristica mensile;
- disponibilità della Società concessionaria a prevedere nell'atto costitutivo la nomina da parte della Regione di almeno un consigliere di amministrazione ed un sindaco;
Inoltre, considerata la estrema particolarità della gestione di una Casa da Gioco di così grandi dimensioni, si ritiene opportuno richiedere, in capo al concessionario, una serie di requisiti molto specifici, che vanno da una necessaria esperienza nel settore ad una consistenza patrimoniale e finanziaria tale da fornire garanzie sia per la continuità degli introiti, sia per l'effettuazione di un piano di investimenti per migliorare le strutture di gioco e turistiche;
Per quanto attiene alle modalità per l'assegnazione delle concessioni, tenuto conto degli obiettivi da perseguire (livello di introiti, sicurezza degli introiti e affidabilità del concessionario) e soprattutto in relazione all'entità delle componenti variabili da inserire nel nuovo contratto (percentuale o percentuali di riparto, oneri promozionali, trasparenza della futura gestione, strategia di riqualificazione e ampliamento della Casa da Gioco, opere ad essa funzionali, clausola per l'acquisizione delle strutture collegate), si ritiene necessario limitare le ditte da ammettere attraverso una preventiva selezione con pubblici avvisi di partecipazione, contenenti l'indicazione dei requisiti ritenuti necessari;
Considerata inoltre l'urgenza del provvedimento, tenuto conto dei tempi tecnici necessari all'espletamento delle varie fasi di prequalificazione e scelta delle ditte e dell'opportunità di completare l'iter della gara entro il termine della scadenza delle convenzioni;
Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;
Delibera
1) di diramare un pubblico avviso, da inserire su almeno due quotidiani a diffusione nazionale ed internazionale, per invitare tutte le Società che abbiano interesse alla concessione per la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent, ad inoltrare all'Amministrazione regionale idonea documentazione da cui risulti il possesso dei seguenti requisiti:
- Tipo di società:
Società per azioni con capitale sociale interamente versato di almeno dieci miliardi con disponibilità, in caso di concessione, a trasferire la propria sede legale e fiscale in Valle d'Aosta e a modificare l'atto costitutivo attribuendo alla Regione la nomina di un amministratore e di un sindaco (articolo 2459 C.C.);
- Esperienza di gestione:
i candidati devono poter dimostrare il successo della gestione per almeno un periodo di cinque anni di una Casa da Gioco italiana o estera. In alternativa a questo requisito i candidati dovranno dimostrare la titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico ed organizzativo non inferiore all'appalto in questione. Tutti i candidati dovranno produrre analiticamente dati completi sulla composizione del capitale sociale e sulla trasparenza e affidabilità dell'azionariato, allegando infine elementi conoscitivi sulle capacità dei quadri dirigenziali in ordine alle attività intraprese;
- Garanzia sugli introiti:
dovranno essere prodotte garanzie patrimoniali o equipollenti in misura non inferiore al 30 per cento dell'ammontare annuo degli introiti spettanti annualmente alla Regione, presuntivamente indicati in lire 140 miliardi;
- Accettazione strategia:
a) accettazione di un piano investimenti per almeno 70 miliardi per attività di gioco e turistiche legate allo sviluppo della Casa da Gioco;
b) disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da Gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle;
2) di approvare la bozza di avviso pubblico nel testo allegato alla presente deliberazione;
3) di rinviare a successivo provvedimento l'individuazione del tipo di gara da esperire per la scelta del contraente tra le Società che avranno dimostrato di possedere i requisiti di cui al punto 1);
4) di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile per specifiche ragioni d'urgenza, come sopra motivate, ai sensi dell'articolo 63 della legge 16 maggio 1978, n. 196.
Allegato
Rinnovo della concessione del Casinò de la Vallée - Saint Vincent.
La Regione Autonoma Valle d'Aosta comunica che il 7 febbraio 1992 scadrà la Concessione per la gestione del Casinò de la Vallée, sito nel Comune di Saint-Vincent.
In ragione dell'assoluta peculiarità dell'oggetto della Concessione, la Regione Autonoma Valle d'Aosta ritiene che le società interessate a partecipare al futuro procedimento di assegnazione della Concessione dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti generali:
- Società per azioni con capitale sociale di almeno lire dieci miliardi
- Trasparenza e affidabilità dell'azionariato
- Esperienza di successo di gestione di Case da Gioco italiane o estere per almeno cinque anni o, in alternativa, titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie di livello economico non inferiore a lire. 100 miliardi
- Comprovate capacità manageriali
- Patrimonio o garanzie equipollenti di almeno lire 40 miliardi a garanzia del livello di introiti attuale
- Disponibilità finanziarie per circa lire. 70 miliardi per investimenti di sviluppo
- Disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle.
Ogni ulteriore determinazione relativa ai requisiti soggettivi ed oggettivi dei partecipanti sarà disposta con i successivi provvedimenti previsti dalla legge.
La risposta al presente comunicato, che non costituisce né bando, né lettera di invito, né atto equipollente, non vincola in alcun modo l'Amministrazione regionale e lascia impregiudicata ogni sua successiva determinazione.
Tutte le Società interessate sono invitate a produrre la documentazione idonea ad attestare il possesso dei requisiti di cui sopra.
Tale documentazione dovrà pervenire entro le ore 18,00 del 15 luglio 1991 e dovrà essere indirizzata a:
Segreteria della Presidenza della Giunta,
Regione Autonoma Valle d'Aosta
P.zza Albert Deffeyes, 1
11100 Aosta.
Presidente Il Consigliere Rollandin ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Le débat nous a donné la possibilité de comprendre quel sera le premier pas, face à une échéance qui a toujours été problématique. Je crois qu'il est nécessaire, aujourd'hui, de mettre en évidence deux points importants.
Les années précédentes on avait longtemps discuté du Casino, des procédures, des systèmes pour le renouvellement des rapports entre l'Administration régionale et le Casino de Saint-Vincent. A ce moment-là, j'avais entendu des hypothèses de travail différentes. Aujourd'hui, finalement, on a tranché. Je n'ai plus entendu dire qu'il faut prévoir une société mixte ou une société publique, comme quelqu'un l'a prêché pendant des années; ce qui est sans doute un point tranchant.
J'ai voulu lire les procès-verbaux de certaines analyses sur le Casino et j'ai entendu que tout le mal venait d'une gestion privée, qu'il fallait changer, qu'il fallait aller contre ce système honteux.
Aujourd'hui j'entends dire le contraire, ou mieux je n'ai pas entendu dire un mot contre un système qui finalement est explicite et clair. On en prend acte avec satisfaction, car depuis toujours on dit que le problème concerne le système de gestion, du fait que la gestion même soit fiable et non pas sur le fait que la gestion soit privée. Aujourd'hui la décision est prise, au moins le premier acte est fait. On va vers un système qui, par exemple, n'est pas le système que la Commission compétente et le projet de loi, qui sont en train d'être discutés, prévoient. Et nous vous en félicitons!
L'autre choix clair, qui découle sans doute de ce premier acte, est qu'il y aura un développement du Casino. Par contre, certaines forces politiques avaient fait du tapage à Saint-Vincent, car elles estimaient que le "diable" Casino était une machine à perdre qui allait détruire le tissu social. J'ai repris les déclarations de ces forces politiques, qui étaient là pour dire qu'il fallait absolument arrêter le Casino et ne plus parler de développement. Aujourd'hui, j'ai entendu qu'on a fait un petit pas, on a dit qu'il ne faut pas mettre 140 milliards, qu'il faut au moins 70 milliards et après on verra. Ce qui est sans doute un maquillage très important, de cette façon on dit le minimum, mais on ne définit pas le maximum. On peut aller même jusqu'à 300 milliards, ce qui est tout à fait compréhensible.
Voilà donc les deux points clairs de ce premier débat sur la gestion. On vient de dire qu'elle n'est qu'un premier pas à mailles larges pour souhaiter qu'il y ait finalement une participation, mais attention, une participation qui est déjà très bien dirigée. Alors, on a présenté des amendements pour indiquer qu'on veut aller vers un système de participation initiale de n'importe qui - attention de n'importe qui avec certaines caractéristiques qu'on avait précisées; mais pour que les prétendants se présentent, dans cette phase initiale, qui n'est pas engageante pour l'Administration régionale, si j'ai bien saisi le thème, il s'agit d'aller voir qui est intéressé au niveau européen et je dirais même extra-européen car ici on n'exclut pas, et je le dis à bon escient, non seulement Las Vegas, mais aussi certaines sociétés qui - si j'ai bien compris - ont déjà pris des contacts avec Saint-Vincent et qui peuvent être en Afrique comme ailleurs.
A ce propos, je crois qu'il faut réfléchir. Il est vrai que d'ici quelque temps, quelques Pays africains feront partie de l'Europe, pour le moins du Marché Commun, mais pour l'ins-tant il y a une certaine base de réflexion qui est d'autre genre. Alors, on a souhaité que la participation soit large. Au contraire ici on a fait un choix un peu différent.
Sur les autres thèmes qui seront sans doute importants, on a choisi de ne pas parler, ce que je peux comprendre. On n'a pas parlé des caractéristiques du développement du Casino. On a dit qu'on ne parle pas de stratégie. On a dit qu'il y aura un développement, mais on ne dit pas comment. Cette attitude peut être compréhensible dans cette phase. S'il y avait déjà, au niveau du débat, la possibilité d'approfondir ce thème, je crois que ce serait encore mieux pour le Conseil.
De même, on n'a pas suffisamment exploité, à mon avis, un autre thème qui est sans doute important, c'est-à-dire le rôle de la propriété des infrastructures, qu'on dit qu'on verra par la suite face à certaines clauses qui existent déjà dans le contrat.
Nous avions essayé d'améliorer ce premier acte, cette première délibération, en prévoyant qu'il y ait - ce qui entre autre avait été souhaité par les forces syndicales - une garantie pour ce qui est de l'emploi et de l'embauche. Je crois que - et là je ne peux partager certaines affirmations - le fait d'écrire aujourd'hui que la société éventuelle qui veut gérer la Maison de jeu doit se faire charge du personnel existant est, à mon sens, le minimum qu'elle puisse faire. C'est normal. J'ai entendu dire que c'est normal, mais alors, pourquoi ne pas le mettre! Je crois que c'est, à toute évidence, un acte dû.
On n'a pas voulu mettre une échéance sur la période de ges-tion. On aurait pu mettre "non più di" comme on avait fait auparavant. Je crois que là aussi c'est un choix, qu'on pouvait prétendre dans cette première phase, afin que la société qui veut participer puisse savoir quelle est la raison de sa participation. On doit faire des investissements pour quelle durée? Pour une convention qui va durer quatre ans, dix ans, vingt ans? Alors, le fait de lier l'investissement à la période de ges-tion est, à mon sens, un fait normal. Si une société veut venir gérer le Casino, elle doit nous dire si elle est disponible à accepter certaines conditions. On n'a pas voulu accepter cet amendement et je crois que ce fait est significatif.
De même, on n'a pas tranché sur un problème qui, au contraire, est important. On n'a pas donné d'indication sur le fait que la gestion future sera à deux, à trois ou à une société seule. Nous avons le problème des deux sociétés, même si elles sont des sociétés contrôlées. Mais, par exemple, on pourrait - s'il y avait la possibilité - dire qu'il existe deux réalités qu'on veut maintenir dans cette situation, ou bien qu'on veut une gestion unitaire.
Voilà certains points qui pourraient être mieux explicités dans cet acte, que nous estimons comme le premier pas pour arriver, d'ici quelque temps, au renouvellement de la convention.
A ce propos, je dois faire une petite remarque. Je n'ai pas compris pourquoi on n'a pas accepté de mettre une échéance à cette enquête, car je crois que avec cette délibération, on va aux différentes entreprises existantes en Europe, qu'il y a une Maison de jeu à gérer; mais il faut mettre une limite à la présentation d'un devis de requête, autrement même l'Administration publique ne savait pas quand on irait par la suite faire cette analyse et dire que l'enquête sera terminée. C'est dans ce sens qu'il fallait prévoir une limite, qu'on pouvait définir en quarante ou soixante jour, mais je crois qu'il est important de définir une échéance pour terminer l'enquête et pour qu'il n'y ait plus de présentation de requêtes dans ce sens. Il s'agit d'une petite chose par rapport aux autres, je la souligne justement en disant que je n'ai pas compris la raison de ce choix.
Voilà quelques remarques que nous nous permettons de faire aujourd'hui, en terminant ce premier débat sur la Maison de jeu et en disant que pour aujourd'hui - et je voudrais que ce soit clair - si d'un côté on nous a dit que les choix les plus importants on ne va pas les faire aujourd'hui, alors c'est aussi évident que aujourd'hui on ne peut pas parler d'acte plus trans-parent. Aujourd'hui c'est une enquête; ce que nous sommes en train de faire c'est d'enquêter l'Europe ou le monde pour savoir s'il y a quelqu'un qui veut venir à Saint-Vincent gérer la Maison de jeu. Point fini. Par la suite, et là je peux même partager le fait qu'il y ait un travail supplémentaire à faire, on pourra comprendre d'après le barème qu'on définira pour les sociétés qui auront présenté leur candidature, si on pourra faire un choix ou non.
Voilà les remarques que nous nous permettons de faire après ce débat, en annonçant que, étant donné que les amendements qu'on avait présentés n'ont pas été acceptés, nous nous abs-tiendrons sur cet acte.
Presidente Il Consigliere Riccarand ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Non ritengo positivo l'esito di questo dibattito, perché mi sembra che il modo in cui è stata condotta in questi mesi l'operazione di rinnovo della concessione per la Casa da Gioco di Saint-Vincent, costituisca di fatto un'accettazione strisciante, sia pure non dichiarata, del piano Sitav, che è fermo da anni. Si tratta di un'accettazione non dichiarata, non esplicitata in Consiglio, sulla quale vengono espresse anche delle riserve, però di fatto essa marcia all'interno di questo atto deliberativo e di tutta una serie di comportamenti che stanno venendo avanti. Quindi, siccome noi riteniamo che quel piano sia assolutamente negativo, siamo molto preoccupati per come sono state impostate le questioni.
Anche per quanto riguarda tecnicamente la predisposizione di questo avviso pubblico, mi sembra di poter dire che non si tratta di un buon avviso pubblico. Troppa genericità, troppe carenze nei requisiti richiesti, troppe sono le condizioni di favore messe in partenza nei confronti dell'attuale società di gestione, che parte estremamente favorita da una serie di clausole: Troppo alto lo sbarramento previsto per condizioni di capitale sociale, di patrimonio e di disponibilità finanziarie per le altre società; troppe sono le incognite che devono essere superate da parte di eventuali concorrenti che intendano misurarsi con la Sitav.
Direi che non c'è stata neppure una grande e sostanziale disponibilità nei confronti degli emendamenti presentati dai Gruppi della minoranza,che pure erano ispirati ad uno sforzo per migliorare l'atto deliberativo e non intendevano certamente contestare l'opportunità di un avviso pubblico, ma miravano a creare un qualcosa che fosse effettivamente chiaro nei suoi contorni, preciso nei contenuti e trasparente nel suo modo di funzionare.
Qui, invece, ci troviamo di fronte ad un appello generico: "Chi è interessato alla Casa da Gioco di Saint-Vincent si faccia avanti", senza che si sappia per quanto tempo sarà rinnovata la concessione, se ci sarà una trattativa privata, una licitazione privata o una gara d'appalto vera e propria, ma vi sono troppe incognite e troppi elementi discrezionali.
Ci sembra quindi che non si tratti né di una scelta politica chiara e condivisibile, né di un atto deliberativo tecnicamente di buon livello e sono prevalenti in noi i giudizi negativi su questo atto.
Diciamo che, solo per spirito di responsabilità, ci asterremo dal votare questo documento.
Presidente Il Consigliere Voyat ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.
Voyat (UV) Mi spiace d'aver alterato in qualche modo la suscettibilità del Presidente della Giunta col mio precedente intervento, ma sono stato costretto a dire certe cose. Forse egli era un po' disattento, perché poi ha riferito detto delle imprecisioni.
A parte il fatto che gli unici giochi di carte che conosco sono belote, scopa e pinacola, con i quali è un po' difficile giocare su due tavoli, ma non è assolutamente vero che noi giochiamo su due tavoli. Noi abbiamo sempre chiesto una società solida ed affidabile e non abbiamo mai presentato alcun emendamento contrastante con questo assunto, infatti, a fronte dell'emendamento per chiedere che i dieci miliardi di lire fossero solo deliberati, ma non versati, c'era comunque la garanzia per l'Amministrazione regionale che i dieci miliardi sarebbero stati versati prima della convenzione.
E' vero che abbiamo detto e ripetiamo che sarebbe stato preferibile dire: "Vogliamo discutere la convenzione con la Sitav". Al che, come ho già detto prima, avrei risposto: "Sono d'accordo" ed avrei chiesto solo alcune precisazioni e qualche garanzia. Sappiamo tutti del resto che la Sitav ha gestito per oltre quarant'anni il Casinò di Saint-Vincent, con risultati più che ottimi, specie se confrontati con quelli degli altri casinò italiani.
Come fa il Presidente della Giunta a dirci che non è vero che qui si tende ad avvantaggiare in modo spropositato una società? E' tutto scritto e noi abbiamo già indicato le motivazioni. A tale scopo, a parte la questione dei dieci miliardi, è stato di grande aiuto l'emendamento relativo alla trasparenza della società, che è diverso da come era stato presentato prima.
In merito alla disponibilità finanziaria di settanta miliardi, devo osservare che avrei chiesto una disponibilità per investimenti, perché la richiesta di una disponibilità finanziaria immediata di settanta miliardi è una condizione spropositata, specie se poi si parla anche delle proprietà. Se calcoliamo quello che dovrebbe spendere una nuova società per mettersi sullo stesso piano della Sitav, scopriamo che dovrebbe spendere circa 370 miliardi o che perlomeno dovrebbe dimostrare di avere disponibilità finanziarie di tale importo.
Mi è stato obiettato che è un controsenso parlare dell'uno per cento. Probabilmente il Presidente della Giunta era disattento, perché io non ho detto "avremmo dovuto", ma, poiché si era parlato di gestione privata, ho detto che non mi era chiaro perché si chiedesse un consigliere d'amministrazione senza poter poi partecipare alle assemblee.
Si ha un bel dire, infatti, che quel consigliere potrà controllare l'attività amministrativa della società, quando tutti sappiamo che ci sono riunioni formali e riunioni in formali, e che alle seconde possono essere invitati solo alcuni, che così possono mettersi d'accordo su quanto diranno nella riunione formale successiva. Non c'è nulla di male, ma è certamente ingenuo credere di poter controllare con un consigliere di ammini-strazione. E' certamente meglio avere un rappresentante nel collegio sindacale e meglio ancora il presidente del collegio sindacale.
Se l'intenzione della Giunta era quella di andare a controllare, sarebbe stato meglio che ci avesse detto: "Vogliamo entrare anche nell'assemblea dei soci, così avremo la possibilità di conoscere più a fondo la società e avremo la possibilità di concorrere alle decisioni assunte nelle assemblee dei soci". Ora...
Presidente Consigliere Voyat, io non voglio interromperla, ma non deve riaprire la discussione generale. Lei deve solo motivare il suo voto.
Voyat (UV) Certo, ma mi sembra logico che io spieghi le ragioni per cui poi dichiarerò la mia astensione.
Il Presidente Bondaz dice di aver inserito l'acquisto delle strutture nelle premesse, però dice anche che quelle proprietà dovrebbero tornare all'Amministrazione regionale alla fine della convenzione, che non si sa quando scadrà. Noi invece abbiamo detto che se non si vuole prendere in giro il Consiglio regionale, quelle strutture dovrebbero essere acquistate subito dall'Amministrazione regionale oppure bisognerebbe garantire che siano messe a disposizione della società incaricata della gestione.
Per concludere, signor Presidente, dico che, per le ragioni che ho illustrato, mi asterrò dalla votazione.
Presidente Il Vicepresidente Bich ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Sarò molto breve e non impegnerò tutti i dieci minuti.
Annuncio la mia astensione su questo avviso pubblico per la preselezione delle società candidate alla gestione del Casinò di Saint-Vincent, perché mi ritengo piuttosto insoddisfatto del modo in cui sono state definite le condizioni procedurali.
In effetti, non si tratta di una preselezione, perché se così fosse si dovrebbe tendere ad un filtro più largo. In una gara di atletica, ad esempio, si fa una preselezione scegliendo tra le varie batterie i migliori candidati a contendersi la vittoria nella batteria finale. Noi, invece, chiediamo di mettere subito l'asta del salto in alto a due metri, ben sapendo che tra i preselezionandi pochissimi sono quelli che possono superare i due metri; non solo, ma tra quelli che saltano i due metri si intravedono anche le tessere di un mosaico o i tratti di un identikit che fanno presagire che solo un candidato riuscirà effettivamente a saltare oltre i due metri.
Si tratta quindi di una selezione per modo di dire, perché già sappiamo che il primo filtro è quello a maglie più strette, quindi difficilmente superabile e tale da creare le maggiori difficoltà per l'individuazione dei candidati. Questo è un primo punto che crea delle perplessità.
Il secondo punto è costituito dal fatto che alcuni aspetti politicamente qualificanti, come il mantenimento dei livelli occupazionali e delle condizioni per l'accesso all'impiego nella Casa da Gioco o quello relativo alla durata della convenzione, mi sembrano molto importanti e tali comunque da dover essere inseriti nell'avviso di preselezione. Questo non avviene e me ne dolgo, soprattutto perché credo che si perda un'occasione per discutere un po' più attentamente e riuscire a raggiungere, all'unanimità, quell'accordo che sembrava ormai a portata di mano.
Sono poche le occasioni in cui il Consiglio regionale deve esprimersi unitariamente ed una poteva essere l'aggiudicazione della gestione del Casinò. Poiché in passato è successo quel che è successo ed i sospetti sono notevoli e variegati, l'unanimità consiliare poteva essere interpretata dall'opinione pubblica come un riferimento preciso ad una cristallina, trasparente e sistematica formulazione delle procedure. Questo non è avvenuto e me ne dolgo.
Ringrazio il Consigliere Chenuil, Presidente della IV Commissione, per il suo determinante appoggio, senza il quale non sarebbe stata abbassata una delle prime strettissime maglie di questa preselezione. Mi riferisco ovviamente alla riduzione da 140 a 70 miliardi, contro la quale si era inizialmente espresso il Presidente della Giunta, che poi, per l'insistenza e per il forte potere contrattuale del Presidente della IV Commissione, è stato costretto a recedere dalla sua posizione che sembrava giaculatoria. Ringrazio, quindi, il Presidente della IV Commissione, che ha cercato di inserire un elemento migliorativo nell'avviso di preselezione.
Pertanto, su questo deliberato, non voto a favore, ma mi astengo, e spero che lo stesso possa essere migliorato in seguito con la partecipazione di tutte le forze politiche.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Ovviamente la maggioranza voterà a favore. Non mi stupisco che il Consigliere Riccarand abbia dichiarato che l'esito del dibattito non è positivo; mi sarei anzi preoccupato se avesse dichiarato il contrario, visto che egli è abituato a dire sempre di no, anche alle cose positive, se non sono proposte da lui.
Il Vicepresidente Bich ha detto che il "barrage" è a due metri, ma se avessi potuto ascoltare la mia opinione, l'avrei messo a due metri e mezzo, perché credo che, quando si affrontano questioni finanziarie di questo livello - teoricamente oggi come oggi la concessione, visti gli introiti generali della Casa da Gioco, può valere sui 200 miliardi - si deve avere a che fare con società od enti di pari livello, nel senso che bisogna rispettare certe proporzioni.
In merito allo sviluppo di cui si è parlato in questa sede, non nascondo che la mia parte politica aveva delle perplessità, e le ha tuttora, sul programma di sviluppo proposto dalla Sitav e forse il Consigliere Rollandin si riferiva anche a questo aspetto, quando ha fatto certe considerazioni. E' indubbio però che ci debba essere uno sviluppo, sia pure adeguato e moderato, perché alla Casa da Gioco mancano alcune strutture. Manca, ad esempio, il salone delle feste: prima c'era, ma poi è stato utilizzato per i giochi americani.
Io ho l'impressione che alcuni Consiglieri abbiano paura di questa ipotesi di preselezione e non so per quale motivo. Si è detto: "Questa preselezione è una strada spianata verso la riconferma della Sitav". Contesto fermamente questa considerazione, perché per gli stessi motivi potrei dire che gli emendamenti presentati sono funzionali ad un'altra ipotesi di scalata da parte di una società che, magari, non ha i dieci miliardi di capitale richiesti.
Potrei dire anch'io delle cose di questo genere, che, per la verità, mi sembrano un po' sciocche. E' ovvio però che, se voi dite che si tenta una scalata da una parte, io vi posso dire: "Va bene, ma allora, visto che le vostre società sono meno forti ed hanno meno capacità, voi volete ridurre tutto per garantire a loro di poter partecipare alla selezione".
Credo nell'intelligenza dei Consiglieri e spero che anch'essi creda-no nella mia minore intelligenza, ma chi pensa che questa proce-dura serva per dare la Casa da Gioco alla Sitav è fuori da ogni logica.
Qualcuno ha detto: "Avviseremo l'Europa". Posso anche dire che noi avevamo previsto la sua pubblicazione su due giornali, ma esso sarà pubblicato su: Il Sole-24 Ore - lo potremo pubblicare anche su "La Vallée-Notizie", come dice il Consigliere Bich -, il Corriere della Sera, probabilmente su Repubblica, La Stampa, Financial Times, Le Monde e Frankfurter Algemeine, proprio per far sapere quello che noi stiamo facendo.
Secondo me, tutto il resto è lana caprina, perché, e lo ripeto per la quarantaquattresima volta, se dovessimo inserire in questa fase tutte le ipotesi che voi avete suggerito (sviluppo, personale, durata...), presteremmo il fianco a molti ricorsi e non riusciremmo più a definire le questioni con la Casa da gioco.
Proprio per questo abbiamo cercato, attraverso i nostri consulenti, speriamo che siano bravi - di evitare qualunque tipo di ricorso da parte dei possibili interessati.
La maggioranza ha preso in esame tutte le ipotesi che voi avete proposto e sicuramente le riprenderà in esame nella seconda fase, con il Consiglio, perché non ha alcuna velleità di decidere da sola una cosa di questo genere. Ciò non avrebbe alcun senso.
Se però la minoranza ha paura della preselezione e vuole farvi inserire cose che ci potrebbero mettere in condizione di non poter più assegnare la concessione - se ci sarà un ricorso finiremo per non poter più dare la concessione - significa che partiamo da due filosofie completamente diverse, per cui a questo punto è molto più giusto che ciascuno scelga la propria strada: noi voteremo a favore e voi voterete contro.
Se non siete d'accordo, votate contro; non capisco perché vi astenete.
Rollandin (fuori microfono) - (incomprensibile)
Presidente Consigliere Rollandin, non posso darle la parola due volte per dichiarazioni di voto...
Eh no, non c'è un fatto personale....
La dichiarazione di voto di astensione, fatta dal Consigliere Rollandin, rimane.
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, comprensivo degli emendamenti che sono stati approvati.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti e favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
La seduta è tolta ed il Consiglio sarà convocato a domicilio.
