Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2263 del 5 giugno 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2263/IX Disapprovazione per la carenza di informazione da parte del servizio radiotelevisivo pubblico in occasione del referendum sulla legge elettorale. (Approvazione di risoluzione)

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PresidenteDo lettura della risoluzione presentata dai Consiglieri Louvin, Mostacchi, Andrione, Viérin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Agnesod, Voyat, Perrin, Lanivi, Maquignaz, Ricco, Aloisi, Trione, Cristina Monami, Chenuil, Riccarand e Fosson, ed iscritta d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza (oggetto n. 2233/IX del 4 giugno 1991).

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Considerato che la campagna per il referendum sulla legge elettorale per la Camera dei Deputati è stata contraddistinta da una palese carenza di informazione da parte del Servizio radio-televisivo pubblico;

ritenuta la gravità di tale comportamento, lesivo dei doveri di pluralismo e di correttezza dell'informazione che dovrebbero ispirare l'operato del servizio pubblico di cui la RAI è incaricata;

esprime

la propria disapprovazione per il comportamento della RAI nel corso della campagna referendaria e

invita

i responsabili ed i dirigenti del servizio radiotelevisivo pubblico ad assicurare una piena, corretta e pluralistica informazione sul tema della consultazione popolare, sulle opzioni espresse dai partiti, movimenti e gruppi di opinione e sul dovere civico di esprimere il proprio voto in occasione del referendum del 9 giugno prossimo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV) Merci, monsieur le Président. Il n'a échappé, je pense, à personne d'entre nous, au cours de ces dernières semaines, un silence plutôt lourd de la part de certains medias et notamment du service de radiotélévision public sur les contenus de la campagne référendaire, sur l'objet de ce referendum, sur les prises de position des différents partis et mouvements à cet égard.

Nous ne sommes pas les premiers à nous prononcer et à intervenir sur cette question, étant donné que même le Président de la Commission parlementaire pour le contrôle des services de radio et de télévision a déjà signalé la gravité de ce comportement. Gravité que l'on peut apprécier d'autant plus si l'on pense que ce service est public, financé par la collectivité publique et qu'il n'est donc pas correct que l'on écarte du domaine de l'information une consultation aussi importante.

La résolution proposée au Conseil a donc pour but d'attirer l'attention sur ce comportement, d'exprimer notre mécontentement et notre désapprobation par rapport à cette attitude et simplement d'inviter les responsables de la RAI à une plus ample et correcte information, une information pluraliste à l'égard de cette consultation référendaire. C'est l'esprit au moins dans lequel de nombreux Conseillers de tout bord, à l'intérieur de cette Assemblée, ont adhéré à la proposition de cette résolution qui est maintenant proposée à l'attention du Conseil tout entier.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Poiché, in effetti, sulla questione del referendum si registrano molti silenzi ed omissioni, colgo questa occasione per fare una riflessione di tipo politico.

Il Consigliere che ha parlato prima di me, un ragazzo giovane e molto attivo, si è in qualche modo assunto la primogenitura della campagna del "sì"; ma l'altro giorno, io sono rimasto un po' incuriosito, quando è venuto a far firmare l'adesione al "Comitato per il sì" al referendum al mio collega di Destra, poi al mio collega di Sinistra e quindi, con uno spirito democratico che credo unico, non mi ha neanche chiesto cosa ne pensassi.

E' ovvio che, se il "Comitato del sì" funziona a corrente alternata, non c'è da stupirsi se poi capitano delle "défaillances", come quella che viene qui lamentata; ma, come diceva quel tale, non me ne importa niente, perché tanto avevo già deciso di fare la campagna del "sì" prima ancora che il Consigliere Louvin se ne uscisse con questa iniziativa molto personale; e quindi va bene lo stesso.

Comunque io mi asterrò dal votare questo documento, perché il tono è un po' eccessivo. E' certamente vero che la sede RAI del servizio pubblico è stata assente su questo problema, ma perché a livello politico non è stata scelta l'opzione che invece doveva essere fatta, cioè bisognava abituare il servizio pubblico radiotelevisivo ad essere pluralista.

Abbiate pazienza, ma a questo punto io devo dire, sia pure sommessamente, di non essermi mai accorto che il servizio radiotelevisivo della Valle d'Aosta fosse tanto pluralista, quindi "la va così".

Vorrei invece fare una proposta per il futuro, anche perché non credo assolutamente che a due o tre giorni dal voto questo documento possa cambiare le cose, a meno che un miracolo non faccia convocare di corsa, domani, le tribune radiotelevisive per il referendum; ma non credo proprio che ciò sia possibile. Vorrei pertanto proporre al Presidente della Giunta di esternare, sempreché egli ritenga opportuno farlo, la proposta che segue ai responsabili della RAI di Aosta.

Il Direttore del Tg-3 nazionale, che è comunista o comunque di area comunista, ha avviato un'iniziativa molto interessante: le interviste mensili sulla rete nazionale a tutti i segretari dei partiti politici presenti in Parlamento. Ebbene, io credo che, se anche in Valle d'Aosta venisse attuata un'iniziativa di questo genere, cosicché a rotazione, una volta al mese, i segretari dei Gruppi politici presenti in Consiglio regionale avessero la possibilità di essere intervistati, come fa il Tg-3 nazionale, forse ci sarebbe più informazione, anche perché in questa maniera tutti i Gruppi potrebbero dire la loro, perlomeno una volta ogni tanto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Sarò molto breve. Io non ho firmato la risoluzione e quindi dichiaro l'astensione del Gruppo socialista.

Non intendo polemizzare minimamente con chi l'ha redatta, né tantomeno con chi l'ha firmata, ma voglio solo dire che non mi pare che ci sia una palese carenza di informazione sul referendum, perché se ne sta parlando abbastanza, basta ascoltare Rai-1, Rai-2, Rai-3, Tg-1, Tg-2 e Tg-3.

Per quello che mi riguarda, se dovessi fare delle critiche alla sede RAI della Valle d'Aosta, le farei di un altro tipo, ma non è questa la sede più idonea e ne parleremo in un'altra circostanza.

Per ora voglio solo far notare che mi pare che ci sia una inesattezza nell'ultima frase della risoluzione, dove si accenna al "dovere civico di esprimere il proprio voto in occasione del referendum". Tengo infatti a precisare che il dovere civico di esprimere il proprio voto esiste solo nelle elezioni politiche, in quelle regionali ed in quelle amministrative, quando cioè si eleggono degli organi costituzionali chiamati a gestire gli affari dello Stato, delle regioni e dei comuni.

In occasione del referendum, invece, non esiste il dovere civico, ma esistono la possibilità e la volontà di andare a votare, perché un referendum è pur sempre un'iniziativa rispettabile e legittima, assunta nell'ambito della Costituzione da 600.000 elettori che chiedono ai cittadini di esprimersi su un certo tema. Ecco quindi che ci si può esprimere andando a votare per il sì o per il no, ma ci si può anche esprimere non andando a votare, manifestando così - se me lo consentite - un no rafforzato, che esalta ancor più il dissenso dall'iniziativa referendaria.

Io non faccio propaganda né per il sì né per il no, ma dico solo che mi asterrò dal votare questo documento.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti: 31

Votanti: 28

Astenuti: 3 (Gremmo, Milanesio e Pascale)

Il Consiglio approva