Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1960 del 7 marzo 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1960/IX - Organizzazione di un corso di formazione per assistenti domiciliari e dei servizi tutelari per persone anziane ed inabili nel Comune di Aosta.

Presidente - Do lettura del testo della delibera:

IL CONSIGLIO

- vista la legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93, "Testo unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore di persone anziane ed inabili?:

- vista la legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13,

"Riorganizzazione degli interventi regionali di promozione all'occupazione? che prevede l'istituzione dell'Agenzia del Lavoro;

- vista la legge regionale 8 agosto 1989, n. 58, "Piano di politica del lavoro per il triennio 1989/1991;

- richiamata la legge regionale 19 febbraio 1987, n. 10, "Norme per la formazione, la riqualificazione e l'aggiornamento degli operatori dei servizi sociali e assistenziali. Modificazione della pianta organica e delle norme sullo stato giuridico del personale regionale?;

- considerata la richiesta del Comune di Aosta in data 5 settembre 1990 (Prot. n. 18202);

- considerato che già in passato sono stati istituiti dalla Regione e gestiti dai Comuni, corsi di preparazione per il personale delle microcomunità in fase di avvio;

- attesa l'opportunità di organizzare a partire dal mese di marzo 1991 un corso per assistenti domiciliari e dei servizi tutelari nel Comune di Aosta, finalizzato alla preparazione del personale che gestirà, attraverso imprese cooperative, il servizio di assistenza domiciliare tramite convenzione da stipularsi con l'Amministrazione comunale;

delibera

1) di organizzare un corso di formazione per assistenti domiciliari e dei servizi tutelari per persone anziane ed inabili, nel Comune di Aosta;

2) di affidare l'organizzazione e la gestione del corso all'Agenzia del Lavoro in collaborazione con l'assessorato della Sanità ed Assistenza Sociale ed il Comune di Aosta secondo il programma allegato alla presente deliberazione:

3) di demandare alla Giunta regionale l'adozione dei singoli specifici provvedimenti attuativi per la realizzazione e lo svolgimento del corso;

4) di approvare ed impegnare la spesa complessiva di lire 68.000.000= (sessantottomilioni) con imputazione della stessa sul Cap. 30020 ("Spese per l'attuazione delle iniziative di Formazione Professionale tramite i Centri a gestione regionale - legge regionale 5 maggio 1983, n. 28"), del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1991, che presenta la necessaria disponibilità;

5) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi della Giunta regionale la liquidazione della spesa.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Poche parole perché credo che la deliberazione chiarisca le motivazioni di questo impegno, che mi auguro il Consiglio possa approvare, viste le valenze cui va incontro.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.

Agnesod (UV) - In relazione a questo ordine del giorno chiedo che venga considerata, oppure vorrei sentire dalla Giunta o dall'Assessore qualcosa in merito, la necessità che è stata evidenziata nelle microcomunità di procedere ad un aggiornamento e alla riqualificazione del personale già attualmente in forza presso le microcomunità, tenuto conto delle esperienze acquisite e delle realtà che nelle varie microcomunità si sono incontrate ed affrontate in questi anni.

Inoltre esiste, sempre da questa esperienza, la necessità di avere presso questi centri, o perlomeno a livello di zona, del personale amministrativo preparato ad affrontare la problematica inerente questo settore.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - On prend acte du fait que ce cours sera organisé par l'agence de travail; avant encore d'avoir cette structure il était géré par l'Assessorat compétent avec les communes, à présent on a modifié cette intervention, et c'est normal face à la présence de l'agence même.

On dit dans la relation: le problematiche psicologiche e sociali delle diverse tipologie di utenza: portatori di handicap, dimessi ospedali psichiatrici, alcolisti. Or je crois que le problème des malades mentaux se pose encore une fois avec une certaine urgence; malgré le fait qu'on puisse prévoir, au niveau des microcommunautés, la possibilité d'héberger les malades mentaux, dans la plupart des cas ils ne sont pas acceptés.

En effet il y a encore nombre de personnes qui sont malheureusement hors de la Vallée, à cause du fait qu'elles n'ont pas la possibilité d'être reçues dans les différentes micro-communautés. Par conséquent je ne sais pas si, face à ce problème, il y a un changement d'attitude, car jusqu'à présent, même dans les micro-communautés qui avaient été prédisposées dans ce sens, il n'y a malheureusement pas la possibilité de prévoir qu'il y ait un accueil pour ces personnes.

Le problème n'est pas seulement pour ceux qui sont déjà hospitalisés hors de Vallée ou ailleurs, mais surtout pour ceux qui sont à présent au traitement sanitaire à l'hôpital et au moment où ils doivent être mis aux soins d'une communauté, n'ont pas la possibilité d'avoir une réponse au niveau de notre Région.

Par conséquent je crois que ce problème doit être saisi, surtout pour connaître si on va prévoir une diversification de l'accueil ou de l'assistance, ou on va les insérer dans les micro-communautés, ce qui, jusqu'à présent, n'a pas été possible.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Penso che le indicazioni portate avanti dal Consigliere Rollandin siano oggettivamente riscontrabili. E' chiaro che l'amministrazione fa quello che può anche in questo campo specifico, specialmente per certi malati che sono fuori della Valle e che quindi hanno dei costi non indifferenti.

Per quanto riguarda il discorso delle micro-comunità, bisognerà prendere in mano la questione ed esaminarla per vedere se, utilizzando personale specializzato, c'è la possibilità di inserire questi malati nelle microcomunità montane, che purtroppo credo abbiamo trovato fino a questo momento riscontri abbastanza negativi.

Vengono fuori anche dei problemi di ordine personale per questi tipi di malati, quindi sarà necessario da parte dell'Amministrazione, da parte dell'Assessorato competente in modo particolare, valutare questo problema, studiarlo e vedere di trovare soluzioni opportune.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) - Volevo solo aggiungere e chiarire che questo corso di preparazione professionale, da parte degli assistenti domiciliari, era stato richiesto dal comune di Aosta per il personale assistente domiciliare delle cooperative del comune di Aosta e noi avevamo delegato l'agenzia del lavoro ad effettuare questo corso. Per quanto riguarda i malati di mente, devo dire che oggi abbiamo dei grossi problemi. Come avevo già risposto in questa sede in occasione di interpellanze, oggi i nostri malati di mente sono tutti fuori Valle e di essi sono circa cinquanta-sessanta che richiedono di rientrare nella nostra Regione.

Per quanto ci riguarda, stiamo valutando la possibilità di istituire dei centri proprio per malati di mente. Oggi quelli che sono in Valle, nel limite del possibile, vengono ricoverati nelle microco-munità che abbiamo, però non sono in condizioni di starci perché non sono autosufficienti.

Si è fatto un incontro con il Presidente delle Comunità Montane, proprio per vedere di individuare la possibilità di istituire, in base alla delibera 875 del gennaio 1990, le strutture sanitarie per anziani non autosufficienti nella nostra Regione. Abbiamo parlato anche di handicappati e di malati di mente, per vedere di coordinare alcune iniziative con le comunità montane e con i comuni per collocare nella nostra Regione queste strutture, che sarebbero proprio per persone anziane, inabili ed anche malate di mente; quindi per persone non autosufficienti.

Stiamo raccogliendo le indicazioni che vengono dalle comunità montane e dai comuni, stiamo facendo anche dei sopralluoghi all'interno della Regione, perché ce lo hanno chiesto i comuni, per vedere dove si possono collocare queste strutture. Non appena avremo raccolto il materiale, lo porteremo a conoscenza del Consiglio, perché si tratta di creare un piano anche in questo settore.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Non avrei voluto intervenire perché quanto aveva detto il Presidente della Giunta era più che sufficiente, comunque mi permetto di intervenire vista la dichiarazione dell'Assessore alla Sanità, quando mi viene a parlare di centri per anziani non autosufficienti. Mi auguro che di questo se ne parli in commissione e in Consiglio, perché quanto sta dicendo l'Assessore è una proposta che è stata bocciata anni fa. Tutto può cambiare, però....

(Interviene l'Assessore Beneforti,

senza microfono)

Quando si parlava di centri per non autosufficienti, si diceva quanto poteva essere ampliato all'interno di una struttura sanitaria, non si parlava di quello che può essere una microcomunità, perché il discorso era logico, evidentemente non credo che dovrà essere sviluppato tutto oggi. Se viene creata una micro-comunità per soli non autosufficienti, c'è il passaggio automatico dalle strutture di microcomunità per autosufficienti alle microcomunità per non autosuffi-cienti; il pericolo era che per una persona spostata da una microcomunità per autosufficienti ad una per non autosufficienti, il successivo passaggio non poteva che essere quello ben doloroso del funerale.

Se si parla di struttura sanitaria è un conto, ma se si parla di microcomunità che è assistenziale e non è sanitaria, il discorso è ben diverso. Quindi credo che parlare di microcomunità per non autosufficienti come assistenza non è esatto: se si vuol fare una struttura sanitaria per non autosuffi-cienti, con presenza del medico e tutto quello che comporta secondo la legge, è un conto, quindi diciamo che è un secondo geriatrico; ma se si parla di microcomunità solo per non autosufficienti, credo che a questo punto ci dovrà essere una discussione approfondita in Consiglio regionale, dove c'è qualcuno che la pensa diversamente.

Sul fatto dei malati psichici che vengono spostati nelle microcomunità, almeno fino ad alcuni anni fa era prassi che all'apertura, oppure al momento della disponibilità di un posto nelle microcomunità, c'era una commissione di assistenti sociali che si recava nei luoghi di degenza ed analizzava, in accordo con i centri di accoglienza fuori Valle, la possibilità di inserimento nelle varie microcomunità. Evidentemente il reinserimento nelle stesse era di quelle persone autosufficienti e che non ostacolavano il normale funzionamento della microcomunità.

Se mi si viene a parlare di malati psichici, che dovrebbero essere inseriti nelle microcomunità, questa è gente non autosufficiente e pericolosa, per cui siamo contrari. A questo punto è evidente che urge questo centro per malati di mente, che dovrà essere fatto per quelle persone che devono per forza essere ricoverate in questi centri, senza andare a turbare il funzionamento delle microcomunità.

Presidente - Pongo in votazione il testo della deliberazione in oggetto:

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

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