Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1640 del 12 dicembre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1640/IX -COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

BONDAZ (DC): Signor Presidente e signori Consiglieri, le eccezionali nevicate di domenica scorsa hanno creato notevoli problemi alla viabilità. Sin dalle prime ore della giornata i mezzi sgombra-neve del Comune e della Regione sono intervenuti per ovviare alle conseguenze provocate dal maltempo.

Nella giornata di lunedì sono stati decretati lo stato di emergenza e la chiusura delle scuole su tutto il territorio della Regione, che si sono protratti anche nella giornata di martedì al fine di facilitare lo sgombero della neve e garantire la sicurezza e l'incolumità degli studenti.

Gli interventi dei mezzi regionali, pur in presenza di una situazione di eccezionale gravità, hanno comunque assicurato, salvo pochi casi (vedasi: strada di Pila), la transitabilità delle strade regionali.

Colgo l'occasione per attribuire, in proposito, il giusto merito ai nostri dipendenti, sia a quelli della Protezione civile sia a quelli della Forestale, nonché agli addetti ai mezzi pesanti, che si sono prodigati in modo veramente encomiabile.

Segnalazioni di ritardi e di carenze negli interventi si sono registrate per le strade statali. Nella riunione del Comitato regionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocata nella giornata di lunedì, ho avuto modo di richiamare l'ANAS ad interventi più efficaci e tempestivi.

In seguito ai disservizi registratisi sulle strade statali, in data 11 dicembre ho indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Lavori pubblici ed al Direttore compartimentale dell'ANAS, nella quale si chiede che il. Compartimento dell'ANAS preveda la reperibilità dei propri mezzi operativi anche nei giorni festivi, per interventi finalizzati al ripristino della transitabilità.

Ho pure fatto presente che le difficoltà alla viabilità sopra ricordate richiamano l'attenzione sull'esigenza di terminare con urgenza la costruzione dell'autostrada del Monte Bianco, sottolineando che, a nostro giudizio, gli stanziamenti statali per il tronco Morgex-Courmayeur (300 miliardi previsti nella legge finanziaria del 1991) non risultano sufficienti, per cui se ne chiede l'aumento ad almeno 500 miliardi di lire, con l'assicurazione che da parte della regione saranno stanziate le quote di competenza.

Il 28 novembre u.s. si è svolto a Roma un incontro tra i rappresentanti delle regioni ed il Ministro per gli Affari regionali, Maccanico, per l'esame della bozza del disegno di legge concernente: "Norme di delega al Governo per il completamento della riforma della finanza regionale ed altre disposizioni concernenti i rapporti tra lo Stato e le Regioni". Le regioni, pur confermando la loro disponibilità ad un confronto sulla materia, si sono però dichiarate insoddisfatte del testo presentato, che contiene solo indicazioni di principio, mentre una riforma della finanza regionale, per le regioni ordinarie, deve necessariamente passare attraverso un'autonomia impositiva delle regioni stesse.

Per quanto concerne la norma di delega riguardante la revisione degli ordinamenti finanziari delle regioni a statuto speciale, finalizzata ad un maggiore riequilibrio fra entrate regionali e funzioni di spesa, è stato ribadito che le funzioni amministrative spettanti alle regioni a statuto speciale vanno definite esclusivamente con le procedure statutarie delle apposite Commissioni paritetiche.

Sempre da parte delle regioni è stata inoltre sottolineata l'esigenza che venga esplicitamente garantita la partecipazione delle regioni a statuto speciale al riparto del fondo per i programmi di sviluppo previsto per le regioni a statuto ordinario dall'articolo 3 della legge 158/90, in relazione alla confluenza nel fondo stesso di stanziamenti previsti dalle leggi dello Stato attualmente destinati anche alle regioni speciali (vedasi: agricoltura, ambiente...).

Dopo l'ordinanza del Sindaco di Aosta, che ha chiuso la Centrale del latte, il 6 dicembre u.s. è stata indetta una riunione con la partecipazione del Sindaco di Aosta, dell'Amministratore unico della Centrale, del Presidente della Finaosta e dei tecnici dell'Assessorato regionale dei Lavori pubblici. Nel corso dell'incontro sono stati concordati interventi, per i quali già esistono gli stanziamenti deliberati dalla Giunta per le opere necessarie a riottenere le autorizzazioni sanitarie. Le operazioni di imbottigliamento del latte al momento vengono effettuate fuori Valle. presso la Cooperativa produttori latte di Carmagnola.

Il giorno 10 dicembre u.s. si è poi riunita l'assemblea dei soci della Centrale, che ha deciso di procedere ai lavori di risistemazione della pavimentazione, in stato di profondo ed estremo degrado. Per l'esecuzione delle opere di restauro in questione, sono stati richiesti preventivi a varie ditte e le decisioni definitive verranno assunte nella riunione già fissata per il 20 dicembre p.v..

Mentre il personale impiegatizio e quello addetto alla distribuzione rimangono in servizio, il personale addetto alla produzione è stato collocato momentaneamente in congedo ed è in corso la richiesta di Cassa integrazione ordinaria, per la quale già esiste il benestare degli organi competenti.

Ieri ho avuto un incontro con le Organizzazioni sindacali di categoria, le quali, sulla base delle assicurazioni avute, si sono dette disponibili a trattare gli accordi.

In merito al decreto legge 1° dicembre 1990, n. 355, recante: "Norme sulla gestione delle Unità Sanitarie Locali", le regioni hanno già avuto modo di esprimere forti perplessità al riguardo del contenuto del decreto stesso. Prima di adottare i provvedimenti relativi al commissariamento dell'USL, ritengo necessario che la regione provveda ad indire le elezioni per la nomina del comitato dei garanti da parte dell'assemblea dei comuni. Stiamo esaminando le procedure da adottare per tale adempimento, che richiederà tempi certamente non inferiori a quelli necessari per la conversione in legge del decreto. Se, invece, sarà possibile intervenire prima, l'Amministrazione intende utilizzare il decreto in questione.

Nei giorni scorsi, una delegazione dei lavoratori ex-Ilssa Viola ha avuto un incontro con chi vi parla, nel corso del quale le maestranze hanno avuto modo di esternare una profonda preoccupazione in ordine all'annunciato avvio delle procedure di licenziamento. Ho assicurato ai lavoratori l'interessamento della Giunta regionale.

Al riguardo, l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, in data 6 dicembre, ha incontrato il dott. Rosolino Orlando del Gruppo SMI, cui appartiene l'ex-Ilssa Viola, al quale è stato chiesto un intervento per ottenere che l'ex-Ilssa Viola presenti istanza al Ministero del Lavoro per ottenere la proroga di un anno della cassa integrazione.

Si è poi convenuto di promuovere un incontro ufficiale, che avverrà qui in regione venerdì prossimo ed al quale parteciperanno l'Amministratore unico dell'ex-Ilssa Viola, le Organizzazioni sindacali ed i rappresentanti dei cassintegrati, per esaminare la situazione e cercare una soluzione.

Comunico altresì che, con lettera datata 6 dicembre 1990, il Presidente dell'IVAT, Gerbore, ha rassegnato le sue dimissioni, delle quali peraltro i giornali hanno già dato ampia notizia. La questione verrà esaminata dalla Giunta regionale, che assumerà i provvedimenti necessari dopo la riunione del Consiglio di amministrazione dell'IVAT, prevista per il 14 dicembre.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

VIERIN (UV): Merci. Je voudrais intervenir sur la situation qui s'est créée, suite aux chutes de neige, ces derniers jours.

Le Président du Gouvernement, dans la lecture de son communiqué, tout compte fait, a présenté une situation idyllique. Nous pensons, par contre, que la situation est tout à fait différente de celle qui a été présentée. Nous estimons nécessaire de souligner les responsabilités politiques de ce qui s'est passé, tout en tenant compte du fait que nous sommes encore une région alpine et que la neige fait partie de nos habitudes et de notre civilisation.

Egalement nous ne partageons pas, mais au contraire nous en sommes étonnés, les déclarations du Président du Gouvernement, lors d'un inverview télévisée, quant à l'attribution à d'autres de la responsabilité des actions ou des comportements qui ont été adoptés, ces derniers jours. Sans doute, comme l'ont déjà affirmé nos deux Parlementaires, il est vrai que l'ANAS a ses responsabilités quant au déblaiement tardif des routes de l'Etat, notamment les routes d'Etat n° 26 et 27. Il s'agit d'un problème important qui concerne aussi les forces de l'ordre, portent sur la nécessité de renforcer leur effectif en personnel et en moyens techniques.

Il n'y a pas eu, en tout cas, à notre avis, coordination des interventions. Pour ce qui est. par exemple de l'ANAS, nous voudrions savoir s'il est vrai que le responsable du secteur était hors du Val d'Aoste, malgré les prévisions météo annonçant de fortes chutes de neige. A ce propos, je veux aussi souligner le retard, l'improvisation ou l'incapacité que l'Administration régionale a démontrés dans cette situation. S'il y a des prévisions météo annonçant de fortes chutes de neige, je pense qu'il est nécessaire de préparer les différentes interventions et être prêt pour faire face à cette émergence.

A ce sujet, nous aimerions connaître la réponse du Président du Gouvernement à toute une série de questions que nous nous posons.

Pourquoi, par exemple, la circulation des poids lourds n'a-t-elle pas été bloquée? Pourquoi les médias, la RAI notamment, n'ont-ils pas été renseignés en temps utile afin qu'ils puissent informer les gens et éviter le chaos qui s'est produit? Il y a une émission radiophonique "Onda verde", qui informe les automobilistes des conditions des différentes routes et qui leur permet d'éviter de partir ou de choisir un parcours qui pourra ensuite leur créer d'ennuis. Il faut, à mon sens, souligner même dans ce cas, un manque d'information, exception faite pour les communiqués de presse qui datent tous du 10 décembre et qui font état simplement de la déclaration d'émergence.

Est-ce qu'on a constitué un groupe de travail? Lundi, à 18 h. 40, quand on téléphonait au siège de la Préfecture, à savoir la Présidence du gouvernement, il y avait un secrétariat téléphonique qui répondait aux appels. Peut-être par ce que le Président du Gouvernement, étant engagé dans une réunion de la majorité, avait d'autres urgences par rapport à la situation à laquelle tous nos citoyens étaient confrontés.

Egalement, vu les résultats obtenus, le choix fait par le Gouvernement, par cette majorité, de se servir d'une agence de publicité, la "Carrara e Péaquin", pour présenter au mieux l'image du Gouvernement à la communauté valdôtaine, n'a pas eu l'impact voulu. Nous sommes aussi étonnés du fait que la Présidence du Gouvernement a été transformée en un bureau de placement. Il y a eu sollicitude de la part du Président, qui a téléphoné personnellement à des jeunes, qui avaient des problèmes d'emploi, pour leur promettre qu'il leur en trouverait un.

Je pense donc que comme il y a eu sollicitude en tant que Présidence du Gouvernement-Bureau de placement, la même sollicitude aurait pu être démontrée pour cette occasion. Pourquoi, par exemple, le Comité pour la sécurité n'a-t'il été réuni que dans la journée de lundi, après-midi? Quand l'Ecole militaire alpine a-t-elle été alertée? Je voudrais savoir s'il y a eu ou non du retard, et, dans l'affirmative, pour quelle raison, pour alerter la protection civile et les gardes forêts sans oublier enfin la situation des routes régionales.

Je pense que le Président habite Aoste et donc qu'il n'a pas eu le loisir de parcourir au cour de ces journées les routes régionales. Nous l'avons fait dans la journée de dimanche et je vous assure qu'elles étaient une patinoire et que rentrer chez soi tenait de l'épopée. Il a parlé de Roisan et de Pollein, mais il a oublié, je pense, un nombre considérable d'autres routes régionales. Nous nous demandons comment a fonctionné le service de déblaiement des routes régionales. Rien n'a été dit à ce sujet par le Président du Gouvernement.

Pour éviter toute polémique, je veux encore une fois souligner que nous demandons ces renseignements, ces précisions, et que nous prenons la parole quant aux responsabilités d'ordre politique. Nous ne mettons pas en cause l'action du personnel, mais ce même personnel doit avoir des directives, on doit lui fournir des indications; un plan d'émergence devait être prévu.

Je ne veux pas non plus m'arrêter sur le chaos qui s'est déterminé dans la ville d'Aoste. Le Conseil municipal s'est réuni hier et a eu la possibilité d'en débattre.

Je veux, par contre, faire quelques considérations sur la fermeture des écoles. Là encore est-ce qu'il y a eu une concertation avec le Surintendant des écoles? En tout cas, les communes n'ont pas été informées de cette décision et donc il y a eu une situation paradoxale. En même temps que le Président du Gouvernement décrétait la fermeture des écoles, les écoles étaient ouvertes, les élèves et les enseignants étaient en classe.

Les municipalités avaient mis en place leurs dispositifs: le départ des cars pour le ramassage scolaire avait été anticipé. On a l'habitude, hors de la ville d'Aoste, de se lever une heure plus tôt dans des situations pareilles et donc de faire fonctionner les différents services. Il y a eu donc en cette situation absurde d'écoles fermées par un arrêté du Président du Gouvernement, en présence des élèves et des enseignants qui n'avaient pas eu le loisir d'en être informes.

Egalement, pour ce qui est du fonctionnement des différents services, notamment des cantines scolaires. Les écoles ont été, en tout cas, ouvertes parce que, à notre connaissance, les agents de service et le personnel de secrétariat étaient présents. En effet, il y a eu un ordre de service spécifique de l'Administration régionale qui, tout en décrétant la fermeture des écoles, précisait à son personnel qu'il était obligé de se rendre au travail. Bel exemple de cohérence! Il ne faut pas non plus oublier que cette situation s'est prorogée également dans la journée de mardi, en confondant Aoste avec les autres communes.

Je me demande quel a été le sens de toute une politique scolaire, qui a été menée ces années durant, quant à la décentralisation de nos écoles sur le territoire. On fait un effort considérable, à juste titre, pour garder des écoles avec trois ou quatre élèves. Ces écoles, depuis toujours étaient ouvertes. Cette année, par contre, la surprise de leur fermeture.

Je ne veux pas parler de la situation qui s'est créé à l'Assessorat de l'agriculture. Dans l'impossibilité de prévoir un service de déblaiement, on a fermé un département de notre Administration pendant, je pense, deux jours, lundi et mardi. Il était impossible de déblayer et d'accéder à ses bureaux!

Je ne veux pas parler des parkings. Le parking de l'Administration régionale, comme celui des Conseillers, a été déblayé seulement hier. Quant à l'autre parking, de propriété de l'Administration régionale, il suffit de sortir pour voir dans quelles conditions il est.

Je ne veux pas non plus parler de l'assistance qui a été prêtée par le Gouvernement aux touristes, aux automobilistes et aux personnel bloquées dans les stations de ski ou le long des routes. Rien n'a été fait dans ce sens et, pour ces gens, cela a été un cauchemar.

Je pense, pour conclure, que le Val d'Aoste est désormais une région méditerranéenne. Il y a eu d'homologation la plus complète et la plus totale. Tout d'abord du Val d'Aoste, quant aux procédures et à l'inefficacité de la "partitocratie" italienne. C'est peut-être en raison de la primauté de la politique, qui ne veut pas s'abaisser à considérer ces problèmes quotidiens, les problèmes réels de tous le jours. Et encore l'homologation d'Aoste avec toutes les autres communes de la Région. Je le dis et je le réaffirme, une attitude de ce genre ne fait pas partie de notre mentalité.

Il y a eu enfin une forte image "olympique", qui a été donnée aux 60.000 touristes présents au Val d'Aoste. C'est une carte de visite splendide! Je pense que les 4 milliards que nous avons votés pour la promotion de cette candidature ont été en un rien de temps rendus vains par votre comportement, par votre incapacité, par votre improvisation. Je pense qu'on aurait pu afficher, en plus des panneaux: "Fermé pour cause d'enneigement", un autre panneau:

"Fermé pour cause d'incapacité".

PRESIDENT: Il y a d'autres Conseillers qui demandent la parole?

Avant de donner la parole aux collègues Perrin et Louvin, qui l'ont demandée, je me permets de vous lire le quatrième alinéa de l'article 43: "Sulle comunicazioni sono consentiti brevi interventi dei Consiglieri, che non possono superare la durata di cinque minuti". Le Conseiller Viérin a parlé pendant onze minutes et je l'ai laissé parler à cause des problèmes importants qu'il a soulevés.

Chers collègues, Je prie ce qui prennent la parole maintenant de rester dans les cinq minutes prévues par le Règlement. Merci.

Le Conseiller Perrin a demandé la parole, il en a la faculté.

PERRIN (UV): Merci. Nous essayerons d'être brefs de façon à rattraper le temps que l'ami Viérin a pris sur ce qui est consenti. Personnellement je voudrais intervenir sur le problème de la Centrale Laitière d'Aoste.

Depuis très longtemps, il y a le danger de la fermeture de cette Centrale, puisque, comme tout le monde sait, le bâtiment est très ancien L'ancienne majorité et le Gouvernement régional avaient prévu de restructurer ce bâtiment, mais à cause des prix énormément élevés. on avait décidé par contre de construire un nouveau bâtiment et d'abandonner l'actuel

Face à cette initiative, l'Unité Sanitaire Locale avait, pour ainsi dire, fermé un oeil, parce qu'elle avait vu la bonne volonté d'arriver à une modification de l'état actuel.

Au printemps dernier, avec le conseil d'administration de la Centrale d'Aoste, on avait fait une liste de travaux urgents et nécessaires. Le six du mois de juin n'a pas permis au soussigné d'aller de l'avant pour ce qui concerne ce programme de travaux et d'autres collègues ont pris la relève.

Je voudrais simplement souligner que, il y a trois Conseils, est arrivé à l'attention des Conseillers une délibération concernant les travaux qui avaient été exécutés pendant l'été dans la Centrale d'Aoste. J'avais, à ce moment-là, soulevé le problème et j'avais demandé si les travaux exécutés étaient tous les travaux nécessaires pour rendre utilisable la Centrale d'Aoste. Or, Monsieur Martin avait donné l'assurance que les travaux faits permettaient d'utiliser la Centrale et qu'il n'y avait pas danger de fermeture.

Nous devons, hélas, constater que ce qui avait affirmé à l'époque ne correspondait pas à vérité et que, par contre, le danger était réel, tant il est vrai que la Centrale laitière a été fermée.

On nous a dit que pour le personnel on a demandé "la cassa integrazione". Je crois que, si cela arrive, la faute est au retard avec lequel les travaux de restructuration de l'ancien bâtiment ont été envisagés et donc c'est une responsabilité que cette nouvelle majorité doit s'assumer. Si cela arrive, la faute est aux retards inconcevables qui se sont réalisés pour ce qui concerne la Centrale laitière d'Aoste et au fait que le personnel de cette Centrale, à ce qui nous a été dit, est à nouveau passé de la Centrale laitière Vallée d'Aoste à la Centrale laitière d'Aoste, en augmentant donc ainsi le personnel de l'ancienne Centrale, qui a été obligée de les mettre en congé extraordinaire.

PRESIDENT: Le Conseiller Louvin a demandé la parole, il en a la faculté.

LOUVIN (UV): Merci, Monsieur le Président. J'ai pris bonne note de votre requête de nous tenir dans les cinq minutes.

Je regrette de ne pas voir dans la salle le Président du Gouvernement à qui j'aurais vivement souhaité m'adresser, ne serait-ce que pour deux petites précisions. Puisque une des deux précisions concerne la présentation du décret-loi en matière de santé, en matière d'Unité Sanitaire Locale, je m'adresse à l'Assesseur compétent, qui voudra bien lui soumettre ces quelques petites remarques.

Le décret en question prévoit "un commissariamento" de l'Unité Locale de Santé et la composition d'un comité dit "dei garanti". Le Président du Gouvernement n'arrivait pas tellement bien à masquer sa joie de pouvoir en remplacer les organes de direction de l'Unité Sanitaire Locale dans les plus courts délais.

Or, je pense qu'il faudrait se pencher un instant sur ce qu'a été dans le passé l'application des normes de l'Etat en matière de Santé et réfléchir à ce que jamais, en matière de composition des organes de l'Unité Locale de Santé, on a appliqué directement des normatives de l'Etat. On a toujours intégré ces normatives par des lois régionales. Ce serait la première fois qu'une norme de l'Etat est appliquée directement dans la Région en matière d'organes de l'USL. Ce serait un précédent, à notre avis, extrêmement grave.

C'est la raison pour laquelle nous demandons au Président du Gouvernement et au Gouvernement tout entier de veiller à ce qu'il y ait une loi régionale par laquelle on reprend les principes et les normes générales de cette loi et on les adapte à la réalité de notre Région. Cela est extrêmement nécessaire, même si par un hasard du sort nous avons à Aoste l'inversion, au point de vue politique, de ce qui arrive à Rome: à Rome la Démocratie Chrétienne a dû avaler la couleuvre du "commissariamento delle UUSSLL" et à Aoste elle se réjouit de pouvoir l'appliquer dans le plus court délai.

Une deuxième petite remarque, toujours sur les interventions du Président du Gouvernement, concerne la délibération qui a été approuvée, le 21 novembre, en matière d'introduction du jeu du poker dans la Maison de jeu. Je voudrais demander, à mon tour, de même que la Commission de Coordination vient de le faire, les raisons pour lesquelles la délibération de la Junte régionale n. 9380 n'a pas été transmise à la Commission de Coordination.

Cela nous étonne, puisque d'après les intentions qui avaient été énoncées dans cette même délibération le Gouvernement ne voulait que faire prendre acte, en quelque sorte, à ce Conseil d'une décision déjà arrêtée et que ce n'est que par l'intervention de cette opposition et de ce Groupe politique que le Conseil a été saisi du fond de la question et en a délibéré.

Nous serions heureux de savoir simplement, Monsieur le Président du Gouvernement, pour quelle raison la délibération n. 9380 n'a pas été transmise à la Commission de Coordination.

PRESIDENT: Il y a d'autres Conseillers qui demandent la parole sur les communications du Président du Gouvernement régional?

Le Conseiller Cristina Monami a demandé la parole, il en a la faculté.

MONAMI CRISTINA (PCI): Vorrei intervenire molto brevemente sulla questione della neve.

Mi pare che l'emergenza neve abbia messo in evidenza che qualcosa non ha funzionato, tant'è che, su "La Stampa" di oggi, lo stesso Assessore Mancuso dichiara: "Delle sei ditte appaltatrici del servizio, soltanto una ha lavorato regolarmente; per le altre prenderemo provvedimenti...".

Mi auguro che questa occasione sia colta da tutte le Amministrazioni comunali, ma soprattutto da quella regionale, per prevenire queste situazioni. Io sono molto contenta che si prendano opportuni provvedimenti contro le ditte che non hanno fatto il loro dovere, ma, a mio parere, il vero provvedimento è quello di carattere preventivo, nel senso che le Amministrazioni, prima di affidare in appalto un servizio come lo sgombero della neve, che è tanto importante per una regione alpina come la nostra, devono accertare che le ditte abbiano i mezzi, le capacità e la volontà non solo di aggiudicarsi l'appalto, ma anche e soprattutto di svolgere bene il loro lavoro.

Invito fermamente la Giunta ad una riflessione su questo aspetto del problema, perché considero veramente sconveniente che nell'affidare, come ente pubblico, un lavoro ad una ditta privata, si colga come unico parametro importante il minor costo. Credo invece che questo criterio di scelta debba uscire dalla nostra logica.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV): A propos des finances régionales et du respect du Statut, je crois qu'il est important de souligner un aspect que nous aurons la possibilité d'analyser au moment de l'examen du budget et de la loi financière. Malgré le fait qu'il n'y ait pas, du point de vue former, de variation de la loi n° 690, l'Administration régionale doit augmenter de plus en plus sa participation aux frais, dans toute une série de secteurs. Je crois que ce phénomène est en train de devenir plutôt difficile à gérer et massif dans les deux secteurs qui sont à l'ordre du jour: la santé et le domaine des transports.

N'oublions pas que, surtout pour le domaine des transports publics, si on veut aller dans cette direction, l'augmentation prévue dans les années prochaines sera massive. Par conséquent, je crois qu'au lieu de se préoccuper pour le fait qu'il n'y a pas de variation de la loi, il est important de savoir jusqu'à quand on continuera à appliquer tels quels les amendements présentés à la loi financière, il y a deux ans. Je crois qu'il faudrait intervenir à ce propos, car s'il est possible de prévoir pendant une année qu'il y ait une baisse des interventions pour le secteur de la santé, il est par contre insupportable que ca continue. D'autant plus que, à mon sens, les problèmes de la santé ne seront pas résolus avec le commissaire. Les problèmes sont là, malheureusement, et surtout au niveau de l'assistance et de la santé il est indispensable qu'il y ait l'engagement de toutes les Communes. On oublie trop souvent que l'Unité Sanitaire Locale a été faite avec l'apport de toutes les communes, car il y a une assemblée des communes qui a nommé des représentants pour gérer le secteur de la santé. C'est un problème qu'il faut rappeler, au moment où l'on veut souligner l'importance du rôle de la décentralisation et des communes. Autrement on risque encore une fois de dire qu'on est pour la décentralisation au moment où, au contraire, on va nommer un technicien qui aura des pouvoirs considérables, mais qui difficilement pourra trouver une harmonie avec l'apport des communes, qui constituent la partie la plus importante.

A ce sujet, j'espère que, dans les plus brefs délais, il y aura une consultation avec les communes et qu'avant de prendre des décisions, il y aura la possibilité de savoir quelles seront les finalités, étant donné que les arrêtés au niveau national ont été changés à maintes reprises.

Toujours dans le domaine de la santé, s'il y a eu des dégâts et des difficultés pendant ces jours, je crois qu'il y a eu aussi une difficulté dans le domaine de l'assistance. Le fait qu'il y ait eu cette problématique nous a donné une idée de l'organisation de base, qui devrait être alertée à certains moments, car je crois que dans ce domaine aussi il faudra intervenir

Je veux rappeler que depuis longtemps on a mis sur pied l'application d'un numéro de téléphone, le 118, qui devrait donner la possibilité d'intervenir partout et surtout avec urgence. Pendant ces jours, si ce système avait été activé, on aurait eu la possibilité d'intervenir avec les moyens de la Protection civile, qui existent déjà et qui seraient à même d'éliminer toute une série de difficultés que nous avons eu pendant ces journées.

PRESIDENT: Le Conseiller Vallet a demandé la parole, il en a la faculté.

VALLET (UV): Je voudrais intervenir très brièvement sur la dernière communication du Président de la Junte à propos des démissions du Président de l'IVAT, Monsieur Benoni.

Nous devons constater, avec beaucoup d'amertume, que cette Junte a rejoint son but. Vous n'avez pas eu le courage de révoquer le Président de l'IVAT et vous avez tout fait pour provoquer ses démissions. Ce que je veux souligner c'est que, après un été de promesses de la part de l'Assesseur à l'Industrie et Commerce, on est arrivé à l'automne et vous avez refusé à l'IVAT les financements nécessaires pour prévoir un programme qui puisse assurer le déroulement de toutes ses activités.

Je souligne encore une fois que vous avez rejoins votre but, mais aussi le sens de responsabilité de Monsieur Benoni qui, plutôt que risquer de mettre en crise le futur de l'institut, a préféré quitter sa place.

PRESIDENT: Le Conseiller Stévenin a demandé la parole, il en a la faculté.

STEVENIN (UV): Monsieur le Président, dans vos communications rien n'a été dit à l'égard de la Cogne. "Aucune nouvelle, bonne nouvelle" on dit, mais ce n'est pas le cas. Il paraît qu'il y a des problèmes et des dispositions concernant la volonté de réduire le nombre du personnel existent. C'est bien pour ces raisons que je demande à l'Assesseur à l'Industrie, Commerce, Artisanat et Transports et au Gouvernement de convoquer le plus tôt possible le Comité qu'on a désigné.

PRESIDENT: Le Conseiller Riccarand a demandé la parole, il en a la faculté.

RICCARAND (VA): Molti punti delle comunicazioni del Presidente della Giunta richiederebbero forse delle precisazioni o puntualizzazioni. Vorrei comunque osservare che, almeno su un punto, ci è sembrato che esse non dessero un quadro esatto della situazione e soprattutto non permettessero di valutare realmente come si sono svolte le cose rispetto alla situazione che si è creata con la nevicata di domenica.

Mi pare che il modo in cui sono stati illustrati i problemi posti all'attenzione del Consiglio sia stato molto superficiale e non abbia colto tutta una serie di disfunzioni che pure si sono manifestate in modo molto evidente.

E' vero che la nevicata ha avuto una dimensione in parte imprevista ed in parte superiore alla norma, però è anche vero che essa ha evidenziato la realtà di una Valle d'Aosta che sembra piuttosto impreparata ed in difficoltà a convivere con la neve. La nostra Valle è sembrata una Regione cui piace di più la neve artificiale, quella programmata, quella degli impianti che si stanno costruendo anno dopo anno, piuttosto che quella naturale, che non può essere programmata col computer.

C'è stata una reazione che, come diceva giustamente il Consigliere Viérin, è quasi da città mediterranea, eppure la Valle d'Aosta è la regione d'Europa in cui, c'è la più alta concentrazione di camion, macchine per movimento terra, mezzi spartineve e di tutte le attrezzature connesse all'attività edilizia. Basta guardare i dati sulla vendita di questi mezzi in Italia ed in Europa, per constatare che, in proporzione alle nostre dimensioni, qui c'è la più alta concentrazione di questi mezzi, che però non è possibile utilizzare nel modo più appropriato e nella misura in cui sono necessari. Non crediamo infatti che la neve debba essere aggredita come elemento ostile da respingere ad ogni costo, ma riteniamo che si debba saper convivere con la neve, togliendola dove necessario e conservandola dove è opportuno.

In questo caso si sono verificati gravi problemi di coordinamento tra i vari enti che dovevano essere preposti all'intervento su determinate strutture o strade. Ci sono state sicuramente pesanti responsabilità da parte dell'ANAS, ma è mancato soprattutto quel coordinamento generale, che è funzione propria dell'Amministrazione regionale.

E' stato ricordato il ritardo nella convocazione del Comitato che dovrebbe sovrintendere e coordinare tutti gli interventi necessari in queste occasioni, ma noi sottolineiamo in particolare la gravità della scelta di non intervenire sul traffico internazionale dei TIR. Si trattava di prendere delle decisioni molto drastiche proprio per evitare che domenica, lunedì e, possibilmente, anche martedì, ci fosse quel flusso di mezzi pesanti che poi ha determinato il blocco per diverse ore di tutto il traffico locale, andando ad accentuare quella situazione di disagio che era già di per sé notevole.

Il problema dei TIR e del mancato intervento per bloccare il traffico internazionale si pongono ormai con una frequenza sempre maggiore. Noi non crediamo affatto che la soluzione stia nell'inviare telegrammi per sollecitare maggiori finanziamenti per l'autostrada, ma nella capacità di invertire la marcia, riducendo il transito dei TIR attraverso la nostra regione, e nel sapersi imporre per impedire che tale traffico si manifesti in qualunque condizione o circostanza, anche in quelle più gravi.

Alcune considerazioni del Consigliere Viérin sulla chiusura delle scuole ci sembrano centrate, nel senso che la situazione di Aosta poteva essere valutata in modo diverso rispetto a quella degli altri Comuni: ad Aosta, probabilmente a causa dell'inefficienza dell'amministrazione comunale che non è stata in grado di liberare domenica tutta una serie di strade e di accessi, diventava effettivamente quasi obbligatoria la decisione di non aprire le scuole, mentre ben diverso poteva forse essere il discorso per le scuole di altri Comuni della Valle. Si trattava, comunque, di scelte sempre molto delicate e controverse, da assumere con molta cautela, ma sulle quali è anche difficile tranciare dei giudizi obiettivi.

A noi, però, con molta semplicità e convinzione sembra di poter dire che non si possono accettare né quella mancanza di coordinamento né quell'inefficienza complessiva dimostrate in questo caso dalla Pubblica Amministrazione. Non è sufficiente intervenire a posteriori, perché riteniamo che si possa riuscire ad attivare diversamente gli strumenti di coordinamento, che pure esistono, che dovrebbero operare in questi frangenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI): Tra i temi esposti dal Presidente della Giunta c'è anche quello relativo all'Ilssa Viola. Vorrei raccomandare alla Giunta di essere molto attenta affinché tale problema trovi una soluzione positiva.

Approfitto dell'argomento per ricordare che si era discusso sulla possibilità di prolungare la cassa integrazione per i dipendenti della Morgex Carbo e per chiedere qualche notizia in merito.

Per quanto poi attiene al prevedibile argomento del giorno, cioè all'emergenza neve, dopo aver precisato che l'impresa per lo sgombero neve, di cui si è parlato, non è di mia proprietà, perché non posseggo imprese di nessun genere e tantomeno per lo sgombero neve, voglio fare qualche riflessione.

In effetti, a causa di una nevicata di eccezionale intensità per una sola giornata, si sono manifestate delle disfunzioni che hanno provocato dei disagi. Credo che lo sforzo da fare deve tendere alla migliore riorganizzazione di tutto il servizio, perché è previsto che questo inverno sia più nevoso degli inverni precedenti, per cui ci saranno sicuramente altre prove per verificare come la nostra Regione reagisce nei confronti di questi fenomeni.

Per concludere su questo tema, credo di poter dire che, dopo aver atteso per tanto tempo la neve, per i suoi effetti positivi sull'agricoltura, sul rifornimento idrico e sul turismo, non possiamo considerarla una catastrofe, anche se ha indubbiamente provocato dei disagi alla popolazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

BAJOCCO (PCI): Mi auguro che questa neve ci faccia risparmiare i dieci miliardi per la siccità previsti nei fondi globali e che nella nostra Valle, oggi ed in futuro, ci sia sempre acqua a sufficienza.

Parlando di neve, non posso non ricordare di quando ero al Comune di Aosta. Ognuno di noi è tenuto a svolgere il proprio ruolo di maggioranza o di opposizione. Guarda caso, negli anni in cui nevicava ad Aosta, io ero all'opposizione e ricordo che allora, stando all'articolo 1924 del regolamento, il Consiglio comunale era impegnato a discutere per due o tre ore dell'emergenza neve. Anche noi stiamo oggi discutendo su questo tema molto importante. Guai, se non se ne dovesse discutere! Io sono dell'avviso, che la discussione serva agli amministratori a migliorare gli interventi per il futuro.

Restiamo comunque al Comune di Aosta. E' vero, la città di Aosta è nel caos ed è del tutto inutile che ce lo diciamo: se qualche palazzo di via De Tillier o di una via centrale dovesse prendere fuoco, gli automezzi dei vigili del fuoco non potrebbero entrare. E' una carenza veramente madornale.

L'altra sera ho sentito le dichiarazioni fatte al telegiornale regionale dal primo cittadino, che mi hanno lasciato piuttosto perplesso. Pur facendo parte della stessa maggioranza, mi spiace che il primo cittadino di Aosta abbia fatto delle affermazioni di quel genere.

E' vero che l'Amministrazione comunale ha dato in appalto il servizio di sgombero neve, ma non si può dire che le imprese non abbiano lavorato bene. La colpa è sicuramente nostra, perché quando diamo in appalto dei lavori, dobbiamo affidarli ad imprese di fiducia. Se gli attuali amministratori vanno a rileggere gli atti comunali, possono leggere che i Comunisti, quando la precedente maggioranza, ora all'opposizione, voleva appaltare il lavoro di sgombero neve, dissero: "Guardate che queste persone non sono in grado di svolgere questa funzione, perché i loro mezzi non sono all'altezza e al massimo possono operare fino a 40 o 50 centimetri. State attenti, perché questa gente ci lascia in panne". Alcuni Assessori del la DC e dell'Union, alle nostre osservazioni, obiettarono: "No, queste imprese vanno bene", ma le conseguenze sono quelle che abbiamo visto.

Invito fermamente le Amministrazioni regionale e comunale a stare attente a queste cose. Forse l'apposito Comitato per l'emergenza neve si è riunito troppo tardi, il Presidente della Giunta poteva convocarlo prima, ma probabilmente siamo stati colti tutti alla sprovvista, perché ormai non nevicava più da almeno un paio d'anni, mentre in una sola giornata è sceso oltre un metro di neve che ci ha messi un po' tutti in difficoltà. Invito comunque la Giunta e tutti noi a rivedere questi servizi in modo che in futuro si possa intervenire con maggiore sollecitudine.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.

AGNESOD (UV): Je voudrais seulement dire deux mots à l'égard de la question Ilssa Viola.

Je veux souligner le fait que finalement on a commencé à travailler sur ce problème, parce que pendant cinq mois il a été presque ignoré. Grâce à la motion présentée par le Groupe de l'Union Valdôtaine et à la discussion qui a été faite dans ce Conseil, le Gouvernement et l'Assesseur compétent on finalement commencé à se préoccuper de ce problème.

Je voudrais rajouter aussi que, si les difficultés de rencontre avec la direction de l'entreprise son réelle, on pourrait entreprendre aussi l'autre chemin envisagé par nos Parlementaires, qui, à la suite des rencontres avec les ouvriers, ont donné leur pleine disponibilité pour aborder et résoudre ce problème au niveau du Gouvernement central, à Rome.

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Monsieur Bondaz, a demandé la parole; il en a la faculté.

BONDAZ (DC): Premetto che sarei molto grato al Consigliere Viérin se mi facesse avere per iscritto le domande, peraltro molto corrette, che mi ha rivolto, così gli potrei fornire una risposta scritta. Poiché, di solito, quando io parlo, egli ha l'abilità quasi satanica di riuscire a modificare il mio pensiero, ecco che preferisco essere preciso, così poi non sorgeranno problemi.

Farò avere una risposta scritta anche al Consigliere Louvin, così non ci saranno problemi di sorta.

Secondo il mio modestissimo parere, visto che il Consigliere Viérin ha detto, forse a ragione, che io sono un incompetente, devo dare atto al Consigliere Rollandin di essere stato l'unico ad aver fatto, a parte le "polemicuzze" o le "polemicone" sulla neve, un intervento veramente centrato e valido sulla nostra Amministrazione. Poiché non sono abituato a dire che è sbagliato tutto quello che fa l'opposizione e che è giusto quello che fa la maggioranza, gli do atto di aver centrato un problema di estrema gravità ed importanza. Lo rassicuro, comunque, che da parte nostra, pur essendo modesti ed incompetenti in materia amministrativa, valuteremo il problema con estrema serietà, perché conveniamo in effetti che non è con il commissariamento che si possono risolvere i problemi della sanità.

Le Regioni hanno contestato il decreto sul commissariamento delle Unità Sanitarie Locali, perché è mutilato. Quando prevede, ad esempio, che il commissario debba essere laureato, non ne specifica la laurea e solo in seguito se ne intravedono certe caratteristiche. E' presumibile, quindi, che il decreto sia modificato o convertito in legge in un altro modo.

Forse non traspariva con chiarezza dalle mie parole, ma quando nel corso delle comunicazioni ho detto che avremmo voluto prima valutare la possibilità di nominare dei garanti, prospettavo appunto l'intendimento di promuovere un incontro per esaminare le esigenze dei Comuni, che sono direttamente interessati.

E' giusto che il Consiglio sappia che oggi la situazione del Comitato di gestione dell'USL è abbastanza strana, proprio per la legge approvata dal Consiglio regionale. Infatti, sempreché risultino esatte le informazioni che mi sono pervenute, soltanto 29, su 50, sono i membri effettivi di tale Comitato, perché la nostra legge prevede che i membri decadano quando non sono più consiglieri comunali. In futuro forse dovremo modificare la nostra legge regionale.

E' certo che noi abbiamo disposto che il Comitato di gestione predisponga l'esercizio provvisorio, proprio perché in questi ultimi giorni dell'anno non ritenevamo possibile raggiungere un accordo con i Comuni né per definire la nomina dei garanti, né per definire la nomina del Commissario, che tra l'altro ha delle caratteristiche tutte particolari, nel senso che deve essere una persona che deve dimostrare, documentandole, certe capacità.

Ribadisco, comunque, che seguiremo con molta attenzione tanto questo problema, quanto quelli cui ha fatto cenno il Consigliere Riccarand.

Se ho ben capito, qualcuno ha chiesto perché non sono stati chiusi i due trafori. Qualcuno di voi è stato seduto su questo scanno molto più di me e sa benissimo che è piuttosto difficile poter chiudere strade percorse da traffico di carattere internazionale. Devo dire peraltro che i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo sono rimasti praticamente chiusi, perché non c'era alcuna possibilità di agire. Sennonché, mentre da parte italiana la chiusura è stata accolta positivamente, nel senso che evitava ulteriore traffico e consentiva all'ANAS di procedere, sia pure con estrema lentezza, allo sgombero delle strade, da parte francese e svizzera è sorto il pandemonio.

Perché? Essendo occupata, in Italia, la carreggiata in discesa, i mezzi dell'ANAS hanno provveduto a sgomberare la corsia in salita e così i TIR italiani hanno continuato a passare, sia pur lentamente e con una certa difficoltà, raggiungendo la Francia e la Svizzera, da dove però hanno immediatamente cercato di tornare in Italia, con tentativi che hanno creato serie difficoltà, perché hanno bloccato il traffico diretto in Italia. La statale 27, ad esempio, è stata aperta fino al chilometro 14, ma poi il difficile reperimento di mezzi e mi limito a dire questo, per non aggiungere altro - ha fatto sì che i TIR fossero costretti a scendere molto lentamente verso Aosta, scortati dalla Guardia di Finanza, per defluire verso l'autoporto e quindi verso l'autostrada, che era stata pulita e tenuta aperta con più facilità.

Mi riaggancio ora a quanto diceva il Consigliere Bajocco. Signori Consiglieri, è da tanti anni che io mi occupo di politica, ma tenete conto che mi sono trovato a dover discutere di emergenza neve quando ero sindaco o assessore al Comune di Aosta e quando la neve effettivamente veniva. In quella sede la cosa più difficile era riuscire a trovare i soldi per pagare gli spalatori e le imprese per la pulizia delle strade di Aosta.

Non voglio assolutamente difendere "in toto" quanto è stato fatto dal Comune di Aosta, ma occorre rendersi conto che la gente era ormai abituata all'assenza o quasi di neve, che non richiedeva neppure l'elaborazione di un'ipotesi di lavoro, mentre tutte le macchine parcheggiate lungo le strade di Aosta hanno sicuramente impedito una pulizia adeguata delle strade. Si aggiunga, inoltre, che ad Aosta, come ha ricordato il Consigliere Mafrica, in sole venti ore sono scesi centotrenta centimetri di neve. Ve lo posso confermare con tutta serenità, perché, abitando all'ultimo piano e stando seduto, non riuscivo a vedere fuori dalla finestra del mio balcone, dove si era raccolta tutta quella neve che sono stato poi costretto a spalare. Non ho chiamato il Consigliere Viérin, ma se l'avessi saputo, gli avrei telefonato per farmi dare un colpo di mano.

Veniamo ora alla vicenda dei comunicati. Quello che disponeva la chiusura delle scuole è stato dato dalla RAI alle sette del mattino. Perché? Se ben ricordate, durante la serata precedente per qualche ora è sembrato che la nevicata stesse per cessare, per cui abbiamo convenuto che era opportuno soprassedere. Successivamente, però, nel giro di quattro o cinque ore è caduto un mezzo metro di neve.

Se vogliamo, diciamoci pure che questo provvedimento è stato assunto in ritardo, ma non per irresponsabilità o perché abbiamo ritenuto di fare i furbi, ma perché ritenevamo di non doverlo assumere se la nevicata fosse proseguita con lo stesso ritmo della serata di domenica.

Può anche essere vero che il Consigliere Viérin, telefonando durante la notte alla Presidenza della Giunta, si sia sentito rispondere dalla segreteria telefonica, ma posso assicurargli che il sottoscritto ed il Capo di Gabinetto sono rimasti qui in ufficio fino ad un'ora molto tarda. Questo però non ha una grande rilevanza, perché non è detto che stando qui uno possa fare chissà cosa, ma sta qui solo per poter coordinare e dare indirizzi operativi.

Posso dire francamente, anche se mi spiace, che l'ANAS è intervenuta in ritardo, anche se non ne conosco le ragioni. Forse ciò è imputabile ad una carenza nelle presenze e quindi può essere vero quello che diceva il Consigliere Viérin, perché i lavori del Comitato per l'ordine pubblico sono iniziati senza il rappresentante dell'ANAS, che è arrivato un'ora e mezza dopo. Devo precisare che non è arrivato il dirigente dell'ANAS, ma si è presentato un geometra, il quale ci ha dichiarato: "Non dovrei esserci io qui, ma dovrebbe esserci qualcun altro".

L'ingegnere capo del compartimento ANAS di Aosta era stato cambiato da poco e nel frattempo si sono verificati questi inconvenienti assolutamente ingiustificabili. Vi garantisco, però, che in quella sede ho detto al rappresentante dell'ANAS quello che gli si doveva dire.

Per quanto concerne le scuole, cui ha fatto riferimento il Consigliere Viérin, ribadisco che siamo stati indecisi sino alla fine nell'assumere un provvedimento di chiusura, proprio per le ragioni che ho indicato prima; poi però le abbiamo chiuse perché era scattata l'emergenza.

Il giorno dopo abbiamo chiuso le scuole su esplicita richiesta del Comitato per l'ordine pubblico, perché i Carabinieri, la Guardia di finanza, la Protezione civile ed i vari addetti all'ordine pubblico ci dicevano che vi erano difficoltà non solo ad Aosta, ma anche nelle valli laterali per la possibile caduta di slavine causate dall'enorme massa di neve. Ecco perché è stato assunto il provvedimento di chiusura delle scuole per il lunedì, ma soprattutto per il martedì.

Il Consigliere Agnesod, che adesso non è presente, ha fatto cenno all'Ilssa Viola. Quello che ho detto è nella realtà delle cose e provvederemo ad andare avanti secondo le nostre modestissime capacità.

Per quanto riguarda la Cogne, cosi come mi è stato proposto dal Consigliere Rollandin nella scorsa adunanza del Consiglio quando ha fatto cenno ai beni che dovremmo acquistare dall'azienda, ho già fatto un'esplicita richiesta in tal senso alla Cogne, precisando che l'acquisto dei beni sarebbe avvenuto, nonostante il parere favorevole del Consiglio regionale, alle condizioni che, per sua bonomia, egli ha voluto ripetere su "Le Peuple Valdôtain" vicino al solito articolo di insulti per il Presidente della Giunta. Condivido quello che dice il Consigliere Rollandin: se non ci daranno garanzie, sia in ordine all'utilizzo dei fondi per gli investimenti alla Cogne, che in realtà ci hanno già dato, sia in ordine alle maestranze, riporteremo la questione in Consiglio, per decidere se continuare o meno ad effettuare eventuali acquisti di immobili aziendali.

Per quanto attiene all'IVAT, non ho capito se il Consigliere Vallet si riferiva al signor Gerbore, che io conosco, o a qualcun altro, che però non conosco...

(...Interruzione...)

Normalmente si parla del Cognome e non del nome. Chiedo scusa, ma non ho una particolare frequentazione o fratellanza nei confronti del signor Gerbore. Comunque, al di là di questo, stiamo procedendo.

Credo, però, di dover contestare quanto detto dal Consigliere Vallet e cioè che noi abbiamo messo in moto una particolare macchinazione per rovinare tutto e far dare le dimissioni al signor Gerbore. Se questi si è dimesso, ciò lo ha fatto "sua sponte". Da parse nostra, ci siamo attivati in una certa ottica: l'Assessore competente sta facendo quello che deve fare ed è stato presentato anche un apposito disegno di legge a questo riguardo; i mezzi dell'IVAT per poter arrivare sino alla fine dell'anno erano più che sufficienti, salvo che per una piccola parte, per la quale erano stati garantiti al signor Gerbore, per cui non credo che ci siano ulteriori strascichi.

Credo di aver risposto a tutto, ma forse non ho ricordato che, purtroppo, la nevicata è caduta durante la festività di S. Ambrogio, quando c'era una notevole affluenza di turisti.

Nell'accogliere l'invito del Consigliere Monami Cristina, ritengo che questi fatti debbano essere valutati con estrema attenzione, ma soprattutto debbano servire per il futuro olimpico, anche se altri sperano di no, per mettere a punto tutta la nostra organizzazione, perché anche questo è un punto di riferimento cui dobbiamo dare un certo seguito.