Oggetto del Consiglio n. 1632 del 28 novembre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1632/IX - Disegno di legge: "Sottoscrizione di capitale azionario del-la società finanziaria regionale Finaosta S.p.A.".
Presidente - Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Come i consiglieri sanno, la Finaosta è una struttura istituita con legge 16/82, con due funzioni principali originariamente attribuite alla Finanziaria: una funzione propria, da effettuare mediante la gestione ordinaria, e una funzione su mandato, da effettuare in gestione speciale.
Sono poi stati attribuiti alla Finaosta compiti di erogazione di mutui regionali, in particolar modo quelli previsti dalla legge 76/84, quelli previsti dalla legge 101/82, quelli previsti dalla legge 33/73, e quelli previsti dalla legge 46/85.
Nel trascorrere del tempo e nella pratica attuazione dei propri compiti la Finaosta ha subito in qualche modo una mutazione: è sempre più diventata il braccio della Giunta regionale per la gestione speciale e la cassa per i fondi previsti dalle leggi che prima ho citato, e sempre meno ha esercitato in modo autonomo il compito di promozione di attività economiche.
Questo si può verificare anche da un sommario esame delle cifre impiegate.Gli importi deliberati alla data del 30 settembre erano i seguenti: importi deliberati in gestione ordinaria 61 miliardi, in gestione speciale 218 miliardi; legge n. 101, che riguarda gli artigiani, i commercianti, le cooperative, 74 miliardi; legge n. 33, che riguarda gli alberghi, i centri storici e in parte le industrie, 125 miliardi; legge n. 76, che riguarda i mutui per la prima casa, 171 miliardi; legge n. 46, che riguarda gli impianti a fune, 60 miliardi.
Come si può notare, la cifra più rilevante è quella della gestione speciale e molto consistenti sono anche le cifre relative ai fondi di rotazione, mentre tutto sommato non molto rilevante è la parte relativa alla gestione ordinaria. Già la Giunta precedente aveva previsto nel bilancio di previsione per il 1990 la cifra di 6 miliardi per una ricapitalizzazione della Finaosta, perché è con il proprio capitale sociale che la Finaosta può agire in attività ordinaria. La Giunta regionale attuale ha presentato un disegno di legge con cui questa ricapitalizzazione viene prevista in due anni per 30 miliardi, di cui 22 miliardi e mezzo a carico della Regione in proporzione alle quote regionali.
Lo scopo di questo finanziamento è quello di restituire alla Finaosta, in un progetto di più complessiva efficacia delle strutture collegate alla Regione, una effettiva autonomia di iniziativa. Occorre che la Finaosta, utilizzando fondi a propria disposizione, sia in grado di scegliere attività e imprese, valutare la solidità finanziaria dei soggetti da finanziare, valutare le possibilità di mercato dei prodotti e quindi in qualche modo intervenire senza eseguire soltanto o prevalentemente operazioni su mandato della Giunta regionale. Per rendere ciò possibile è necessario procedere ad una ricapitaliz-zazione perché la maggior parte del capitale sociale è già stato deliberato, rimangono cifre molto ridotte e gli impegni previsti per gli anni futuri sono rilevanti e possono diventare ancora più rilevanti se effettivamente la capacità operativa autonoma della Finaosta sarà dimostrata.
Esiste un altro discorso che credo debba essere tenuto presente. Nel Consiglio di luglio è stata approvata una mozione che faceva riferimento alla necessità di verificare tutte le disponibilità finanziarie della Finaosta che si trovano soprattutto nella gestione speciale e nella gestione dei fondi, per arrivare ad una più pronta utilizzazione dei fondi stessi e ad una eventuale ridistribuzione. A mio giudizio questo discorso va tenuto presente: esiste in tal senso un impegno votato dal Consiglio e preso dalla Giunta, che non interferisce con l’opportunità che la Finaosta abbia fondi a propria completa disposizione, sufficienti per agire come devono agire le finanziarie. Il fatto di ridare alla Finaosta questa sua possibilità può rendere, in una sinergia fra interventi della Regione e interventi della Finaosta, più efficace l’attività economica presente in Valle d’Aosta.
Il senso politico di questo disegno di legge è quello che ho cercato di riassumere. In Commissione sono stati esaminati in modo più dettagliato i dati finanziari dei rientri dell’erogazione e non mi pare che in Consiglio sia opportuno scendere in questi dettagli.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alle Finanze Lavoyer, ne ha facoltà.
Lavoyer (ADP) - Per aggiungere alcune considerazioni di carattere politico.
Si è da più parti lamentato lo scarso spirito imprenditoriale presente nella nostra regione e si sono spesso patite nel passato le conseguenze di uno spirito di rapina da parte di imprenditori esterni. Non riteniamo che questi siano fenomeni immutabili, ma che siano piuttosto indici di una carenza di strumenti adeguati di stimolo e di supporto alle iniziative imprenditoriali e di selezione e rigoroso controllo di essi. Fra le iniziative e le azioni condotte nel campo della promozione di nuove attività economiche per lo sviluppo dell’occupazione si possono distinguere due sostanziali filoni di approccio al problema. Il primo è quell’approccio che si potrebbe definire dell’intervento esogeno, attraverso il quale il promotore, chiunque esso sia, ente pubblico o azienda, tende con interventi esterni a creare condizioni favorevoli alla localizzazione di nuove iniziative attraverso forme di incentivazione diretta (finanziamenti, messa a disposizione di spazi o immobili), e attraverso una azione indiretta (consulenza, assistenza e formazione), che rendano appetibili un investimento esterno agendo sui cosiddetti fattori di localizzazione.
Questo tipo di iniziativa è stato ed è ancora largamente maggioritario - si pensi soltanto alla ricchezza della legislazione regionale - ma spesso non ha portato a lungo termine ai risultati sperati, e si pensi ancora purtroppo al caso della nostra regione. Nella migliore delle ipotesi gli investimenti nati sotto la spinta di questi incentivi hanno avuto un carattere congiunturale, anticiclico di breve periodo; il più delle volte tuttavia si è trattato semplicemente di azioni a carattere speculativo.
Ma al di là di questi fatti, per rimanere nel campo più pertinente dell’economia dello sviluppo, è mutato lo scenario; si tratta di affrontare non più crisi cicliche di riassestamento ma cambiamenti strutturali intersettoriali di ampia portata. Nel caso specifico della Valle d’Aosta l’obiettivo dovrebbe essere quello di contribuire alla costruzione razionale e proiettata nel futuro di una economia che non soffra, come oggi, di una situazione di fragilità strutturale, superata solo grazie al sostegno e alla tutela derivante da un troppo massiccio intervento della pubblica amministrazione.
Il secondo approccio si potrebbe definire dello sviluppo delle competenze, e consiste in estrema sintesi nel costruire opportunità di stimolo alla imprenditorialità basate sull’insieme delle caratteristiche socio-economiche e normative dell’area territoriale oggetto dell’intervento.
Si sviluppa quindi una tematica di sviluppo concepita non solo in termini anticongiunturali, ma in termini di vero e proprio approccio strategico ai problemi produttivi ed occupazionali di aree e comprensori.
Ecco il ruolo che riteniamo debba svolgere la Finanziaria regionale. Il reale obiettivo che si pone in questo caso non consiste nel richiamare iniziative economiche indifferenziate che risolvano la crisi, quanto piuttosto nell’identificare analitica-mente le caratteristiche di competenza della zona e nell’offrire su questa base un insieme articolato di opportunità ad operatori che verranno selezionati proprio in riferimento all’adeguatezza dell’offerta ai loro bisogni di sviluppo.
In altri termini: come per l’azienda che vuole diversificarsi ci si interroga su quali siano le risposte più coerenti rispetto al suo profilo di competenza e più adeguate a consentirne lo sviluppo, così nel caso dei comprensori è necessario operare una attenta analisi di tutte le vocazioni, potenzialità, opportunità, vantaggi della struttura e delle caratteristiche della forza lavoro, del territorio, del tessuto economico e delle infrastrutture, su cui si deve poi costruire delle direttrici di sviluppo strategico coerenti con il profilo di competenza dell’area, tali cioè da garantire uno sviluppo equilibrato evolutivo e non dirompente rispetto alle strutture socio-economiche culturali dell’area stessa.
In questa ottica si inserisce la scelta politica della maggioranza di presentare all’approvazione del Consiglio il presente disegno di legge.
A seguito anche delle osservazioni del Servizio affari legislativi della Presidenza del Consiglio, relativo a caratteristiche formali dell’atto, si presentano alcuni emendamenti. Il primo emendamento è la sostituzione dell’articolo 1, che viene modificato nel testo seguente:
"1. Ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 8 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16, è autorizzato l’aumento del capitale sociale della Finaosta da lire 40 miliardi fino a lire 70 miliardi, suddiviso in 70mila azioni di valore nominale unitario di lire 1 milione.
2. La Giunta regionale è autorizzata a sottoscrivere una quota dell’aumento di capitale sociale di cui al comma 1 pari a lire 22.500.000.000 corrispondenti a 22.500 azioni da suddividere nel biennio 1990/1991, come segue:
a) anno 1990 lire 10 miliardi;
b) anno 1991 lire 12,5 miliardi.
3. Alla liquidazione della spesa di cui al comma 2 si provvederà ai sensi dello statuto della società ed in conformità con i provvedimenti adottati dai competenti organi deliberativi della società stessa".
Il secondo emendamento è quello di rito; all’articolo 2 è aggiunto il seguente comma 3:
"In deroga all’articolo 44 comma 5 della legge regionale 27 dicembre 1989 n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate al successivo articolo 3."
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Avremmo senz’altro preferito venire oggi a discutere questo provvedimento se avessimo avuto la possibilità di discutere anche in Commissione quanto richiesto da una mozione votata il 13 luglio 1990, mozione voluta e votata da questa maggioranza con l’astensione del nostro Gruppo, dove si chiedeva entro 60 giorni di discutere in Commissione una documentata relazione sulla situazione finanziaria della Finaosta. Non abbiamo avuto ancora questo piacere, ci auguriamo al più presto di poterlo fare, speriamo che la maggioranza rispetti almeno quanto da lei voluto e votato in modo da poter mettere al corrente anche noi della opposizione su questa situazione.
La situazione della Finaosta non è certo molto più chiara oggi di quanto poteva esserlo alcuni mesi fa; in effetti del problema del finanziamento della Finaosta tutti gli anni ne parlavamo con il rifinanziamento delle varie leggi, dei fondi di rotazione che sono gestiti dalla Finaosta, e in modo particolare da due anni si parla dell’aumento del capitale sociale della Finaosta.
La passata maggioranza, dopo due anni di discussione, era arrivata ad un quasi accordo con la Finaosta, dicendo che saremmo stati d’accordo di aumentare di altri 25 miliardi il capitale sociale in tre anni; al riguardo c’erano già sul bilancio di quest’anno 6 miliardi.
Però prima di portare un provvedimento di finanziamento in Consiglio regionale noi chiedevamo alla Finaosta un programma di massima di quelle che erano le necessità della Finaosta. In due anni non abbiamo visto niente, se non ogni tanto delle semplici elencazioni di richieste di ditte presentate alla Finaosta. Non c’era da parte della Finaosta (e questo credo sia un compito fondamentale di questo istituto) uno studio sulla situazione industriale della Valle d’Aosta che potesse prevedere i bacini ad alta disoccupazione, quelli che maggiormente necessitano insediamenti industriali, i tipi di aziende da installare in Valle d’Aosta in quanto a dimensioni e il livello di inquinamento che potevano produrre (e quindi da scartare), il tipo della mano d’opera necessaria. Questo anche in funzione del fatto che l’Amministrazione regionale dovrebbe poter prevedere una formazione professionale del tipo di mano d’opera necessaria in queste aziende.
Non abbiamo visto neppure quali tipi di produzione ad alto valore aggiunto sarebbe stato auspicabile insediare in Valle d’Aosta, o indagini di mercato sui tipi di produzione più richiesti in Italia o all’estero.
La risposta comunque ci fu definitivamente data in una riunione della Commissione con il Presidente della Finaosta, il quale disse che avevano in programma di fare quelle ricerche e che sarebbero state fatte non appena avessero avuto i soldi. Ora, credo che questo sia un modo di agire contro quelli che sono i principi di una programmazione. Ritengo che prima si debba vedere quali sono le necessità, in quali tempi si possono realizzare e successivamente reperire i finanziamenti. Credo sia illogico dare dei finanziamenti ad una qualunque struttura e poi questa struttura fa i programmi sulla base dei soldi disponibili, perché evidentemente questo vuol dire che una programmazione o una necessità può essere basata solo sui soldi disponibili. Ritengo che questa non sia la situazione della Regione Valle d’Aosta.
Non ho visto nelle varie relazioni che ci sono oggi se fra l’altro c’è la disponibilità degli altri soci a sottoscrivere un aumento di capitale, dovuto anche al fatto che alcune delle funzioni che sta svolgendo oggi la Finaosta dovrebbero poi essere svolte dalla Banca regionale; da qui un minore interesse da parte di alcune banche a far parte della Finaosta.
Per venire a quanto ci è stato detto oggi, vorrei dire che ci sono alcune piccole imprecisioni sulle varie relazioni. E se non ci sono imprecisioni per come sono state esposte, evidentemente c’è una differenza nella visione globale delle cose. Innanzitutto in un punto della relazione del Consigliere Mafrica, dove si dice che la finanziaria regionale finora ha operato prevalentemente su mandato della Regione (gestione speciale) o per l’erogazione di fondi previsti da leggi regionali (fondi di rotazione).
E’ vero, ma si sarebbe anche dovuto precisare che senz’altro nella quasi totalità dei casi la richiesta di gestione speciale da parte della Finaosta alla Regione era fatta perché la Finaosta non poteva intervenire, in quanto nella stragrande maggioranza dei casi le ditte che richiedevano i finanziamenti non avevano garanzie, e pertanto non avendo garanzie non potevano essere finanziate in gestione ordinaria dalla Finaosta, ma doveva essere richiesto il finanziamento con la fideiussione dell’Amministrazione regionale. Una precisazione che sarebbe stato bene mettere, in quanto non era certo volontà dell’Amministrazione regionale superare le competenze della Finaosta, ma intervenire ad integrazione delle richieste fatte dalla Finaosta.
Si dice poi che la Finaosta avrebbe solo più 3 miliardi a disposizione. Possiamo dire che la liquidità iniziale al 30 settembre fattaci pervenire dalla Finaosta è di 14 miliardi, più i rientri al 31 dicembre ’90 di 1 miliardo 20 milioni, per un totale al 31 dicembre ’90 ai 15 miliardi 20 milioni. E’ vero che ci sono degli impegni, ma bisogna anche sapere che di questi impegni 2 miliardi sarebbero da erogare entro il 1990 e ben 10 miliardi (sui 12 deliberati) nel 1991. Per stessa ammissione del Presidente si diceva che molto probabilmente non tutti questi 12 miliardi saranno erogati fra quest’anno e l’anno prossimo perché ci sono delle cause indipendenti dalla volontà della Finaosta così come anche dall’imprenditore, che possono procrastinare i termini e quindi fare in modo che l’erogazione, anziché nel 1990-91, possa avvenire anche nel 1992. Evidentemente ci sono dei dati che non sono esatti e sarebbe bene che una volta per tutte almeno quei dati che vengono richiesti dalle Commissioni siano consegnati nella loro completezza.
Ricordo che il piano dei rientri così come era stato richiesto in Commissione non ci è stato fatto pervenire; abbiamo una cifra globale per il 1990 di 1 miliardo 20 milioni, nel 1991 si parla di 5 miliardi 900 milioni, nel 1992 ai 6 miliardi 400 milioni. A questi dovrebbero essere aggiunte quella parte di commissioni pagate dall’Amministrazione regionale, ben superiori ai 5 miliardi all’anno, e bisognerebbe sapere quanto di questa parte di commissioni pagate dall’Amministrazione regionale non è utilizzata dalla Finaosta e può essere investita dalla Finaosta.
Ci sarebbe piaciuto anche avere il piano degli interventi, come avevamo già chiesto; avere un elenco in cui si indicano gli interventi deliberati con l’importo totale non è sufficiente, perché se ad esempio mi dicono che nel 1990 devono ancora erogare 2 miliardi, vorrei sapere se questi 2 miliardi sono erogati ad una impresa o sono suddivisi su più imprese. Pertanto è facile vedere se questi due miliardi possono essere erogati oppure saranno rinviati in anni successivi.
Come dicevo, sono tutti dati che non ci sono pervenuti o ci sono pervenuti alla meglio con la cifra globale, per cui diventa difficile per un consigliere poter analizzare a fondo e al limite direi per il relatore poter fare delle relazioni più precise e finalizzate.
Analizzando più a fondo la relazione della Finaosta, il documento dice che si sarebbe già previsto di stanziare completamente la richiesta di aumento di capitale in due anni. Ci viene presentato un elenco di aziende per un totale di richieste di 30 miliardi, dove si parla di importi da erogare a fronte di domande presentate e in corso di presentazione; quindi si dà già per scontato che questi miliardi vengano utilizzati per queste aziende. Ritengo che non sia logico questo modo di agire, perché non credo che basti presentare una domanda alla Finaosta per ottenere un finanziamento; anzi, direi che sarebbe bene, se questa è la volontà di qualcuno, fare oggi come si faceva allora e cioè analizzare bene queste domande e seguire queste pratiche per vedere la necessità di intervenire.
Quindi sulla base anche della relazione Finaosta, liquidità iniziale, a parte quanto vorrebbero deliberare, diciamo che avevamo ragione noi quando sostenevamo che la Finaosta disponibilità ne ha ancora. Di conseguenza non era necessario prevedere un aumento di capitale di 30 miliardi in due anni. Un’altra cosa che non risulta nelle relazioni è una dichiarazione del Presidente in Commissione, il quale ci disse che nelle pratiche da deliberare (15 miliardi nel 1991 e 15 miliardi nel 1992) non sarebbero stati tutti erogati, ma al massimo sarebbero stati erogati circa 11 miliardi all’anno.
Quindi non solo si sa che questi 15 miliardi verranno deliberati su pratiche in corso di presentazione su questo elenco di ditte, ma già ci si dice oggi che questi soldi non saranno tutti utilizzati.
A questo punto sarebbe stato bene al limite presentare questo elenco, almeno dicendo: se ci sono 30 miliardi di richieste e noi andremo a deliberarne circa 15 all’anno, sappiamo comunque che questo può essere ridotto a 11 o 12 come già oggi prevediamo e diciamo in Commissione che questi finanziamenti, se saranno come saranno deliberati, non saranno quindi spesi.
A questo punto non ci rimane che concludere dicendo che il prospetto non è esatto. Queste due relazioni, non tanto quella del relatore perché ritengo che un consigliere relatore può fare la relazione solo sulla base della documentazione che gli viene presentata o sui dati che gli vogliono far pervenire, dico comunque che questo esiguo documento che ci è stato fatto pervenire dalla Finaosta è una presa in giro per il Consiglio, è una relazione che non è esatta e quindi, avendo dei dati non precisi come avremmo voluto avere noi, dichiariamo che questa è per noi una presa in giro, in quanto andremo a finanziare 30 miliardi alla Finaosta senza per ora sapere quale sarà la linea di investimento di questa finanziaria.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.
Limonet (DC) - Solo per ribadire, e lo hanno detto bene il Presidente della Giunta ed altri nella presentazione del programma, che è intendimento della maggioranza utilizzare il ruolo propositivo che la Finaosta può svolgere nell’ambito dell’economia regionale, affidandole compiti di sostegno, di promozione, di consulenza tecnica, nonché di gestione su mandato della Giunta dei finanziamenti regionali nei diversi settori. Ad esempio, la Finaosta potrebbe gestire gli aspetti finanziari e societari relativi alla possibile costruzione di nuove centrali idroelettriche, con il compito specifico di analizzare gli aspetti finanziari dei progetti prescelti, di definirne le diverse alternative di finanziamento, di utilizzare sia i fondi di gestione ordinaria che altri fondi.
Inoltre la funzione più importante per la ricerca di iniziative imprenditoriali potrebbe essere affidata al BIC; infatti su mandato della Giunta regionale la Finaosta sarebbe orientata nella creazione di questo organo. Organo che in alcune parti ha dato degli ottimi risultati, in altre meno, naturalmente a secondo che c’era o meno la volontà di farlo funzionare.
Organo già scoperto da vecchia data, per il quale si erano ipotizzate le più svariate soluzioni mai decollate per l’indecisione di legarlo a questo o a quell’altro ente; finalmente si è scelto e la struttura potrebbe essere localizzata nella zona centrale della Valle, con uffici e servizi anche decentrati. Essa dovrebbe catalizzare nuove iniziative imprenditoriali, siano esse in fase nascente o siano esse in fase di salto dimensionale; dovrebbe valutarne la fattibilità tecnico finanziaria e quindi proporle ai normali canali di finanziamento.
Questi sono i motivi principali per cui si chiede un aumento di capitali e quindi la possibilità che la stessa Finaosta possa procedere quanto prima nel campo della gestione ordinaria. E non ci preoccupiamo più di tanto se la somma degli importi da erogare per pratiche già deliberate, con la somma degli importi da erogare a fronte di domande presentate o in corso di presentazione, sia inferiore all’aumento di capitale, ben sapendo che nessun organismo, in assenza di autonomia finanziaria può procedere ad una serie programmazione di investimenti.
Non riesco peraltro a capire i motivi per cui alcuni Consiglieri si scandalizzino tanto quando l’aumento di capitale era previsto nella precedente Giunta. E’ vero che da 25 miliardi si è passati a 30, ma questo solo per far fronte al costante aumento di richieste di finanziamento.
Torno a ribadire che queste scelte sono prerogative della nuova Giunta, la quale si differenzia nel decentrare funzioni che prima erano esclusivamente sue. Quindi, che piacciano o meno, sono scelte politiche che la nuova maggioranza intende rispettare e delle quali si assumerà tutta la responsabilità.
Detto questo, voglio dare al presente anche una valenza di voto e quindi dire che tutto il Gruppo DC voterà il provvedimento.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - La Finaosta, come recita la legge regionale 28 giugno 82, n. 16, ha lo scopo di concorrere, nel quadro di una politica di programmazione regionale, a promuovere tutte quelle attività che favoriscono lo sviluppo socio-economico della Regione con esclusione del commercio al dettaglio e delle assicurazioni, in armonia con le direttive della Regione. Le suddette attività vengono perseguite con forme di intervento tendenti a favorire la nascita, lo sviluppo, l’ammodernamento, il consolidamento economico e la mutua collaborazione di imprese di medie e piccole dimensioni, con sede legale e prevalente attività nel territorio regionale.
Nei primi tempi era logico che questo nuovo ente finanziario fosse coadiuvato nei suoi primi passi dalla Giunta regionale, che meglio conosceva i problemi degli imprenditori valdostani, ed aveva ben chiaro la necessità di uno sviluppo economico e occupazionale della nostra regione. Quindi, bene ha fatto la Giunta ad intervenire fino adesso con propri mezzi finanziari atti a risolvere i problemi di sviluppo industriali ed economici mediante la gestione speciale, i cui interventi vengono attuati a seguito di specifici incarichi fiduciari approvati con deliberazione regionale, dietro compenso e senza alcun rischio per la Finaosta, fatti salvi i rischi connessi alla diligenza del mandatario.
Ormai sono passati otto anni e ritengo che questo ente abbia acquisito una notevole esperienza e possa camminare da solo anche nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 4 della legge regionale 16/82, e cioè possa gestire con capacità la sua gestione ordinaria con partecipazioni minoritarie in imprese, assistenza finanziaria mediante finan-ziamento o prestazione di garanzie a favore di imprese, progettazioni, costruzioni, acquisto e locazioni di immobili, assistenza tecnica, amministrativa, orga-nizzativa e commerciale alle imprese. In sintesi, possiamo dire che la Finaosta vuole puntare, in armonia sempre con la Regione, ad accelerare ulterior-mente il processo di crescita ed integrazione delle aziende operanti in Valle, sia nel comparto industriale sia in quello turistico, nonché a favorire la nascita di nuovi insediamenti a completamento dello sforzo di industrializzazione su tutto il territorio.
Per attuare questo progetto si rende necessario aumentare il capitale azionario della Finaosta; a questo si vuol provvedere con il disegno di legge n. 211, aumentando il capitale di altri 30 miliardi per procedere ad un riequilibrio della gestione propria mediante un adeguamento del capitale sociale, e ridurre l’attività di cui all’articolo 5 della legge regionale 16/82 e fondi regionali di rotazione. Presso la Finaosta al 30 settembre di quest’anno vi erano pratiche deliberate e importi da erogare per circa 12 miliardi, che possono essere coperte entro il 1991 quasi con la liquidità esistente più i rientri. Inoltre vi sono domande presentate ed in arrivo per importi da erogare per circa 30 miliardi.
L’aumento di capitale della Finaosta deve essere anche valutato in modo da ridare una certa autonomia di esercizio alla società; troppo spesso le aziende interessate proponevano finanziamenti a valere sulla gestione speciale, gestita come è noto dalla Regione, soprattutto perché la Finaosta non era dotata di capitale sufficiente. Sono previsti, come abbiamo detto, grossi interventi in stabilimenti già esistenti in Valle d’Aosta, nonché attività nel campo della utilizzazione delle risorse idro- elettriche residuali che potrebbero essere gestite dalla Finaosta.
Non devono inoltre trarre in inganno le somme riportate in alcuni prospetti nei quali è rappresentata una situazione finanziaria della Finaosta in modo eccessivamente statico, perché se la società finanziaria deve assolvere le proprie funzioni, deve essere in grado di sostenere interventi che si presentino con una certa immediatezza e non attendere invece che la Regione o gli altri azionisti costituiscano il capitale necessario.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.
Stévenin (UV) - Credo che l’intervento del Consigliere Voyat abbia messo in evidenza quali sono le carenze e le lacune di questa maggioranza e diciamo anche in questo senso i problemi che vengono creati attraverso questa legge di finan-ziamento della Finaosta.
Il Consigliere Limonet diceva che piace alla nuova Giunta decentrare finanziamenti, piace dare autonomia alla Finaosta. Su questo potremmo anche essere d’accordo se il tutto rientrasse in un quadro di riferimento che invece manca, se il tutto rientrasse in una programmazione che, bisogna dire chiaramente, a tutt’oggi non esiste, per cui si danno dei finanziamenti (e il Consigliere Voyat lo ha detto in maniera molto esplicita) rispetto a delle idee che la Finaosta ha, idee che non sono state ancora verificate da progetti e obiettivi.
Sono idee che ci lasciano perplessi, e mi stupisce il comportamento del Consigliere Mafrica rispetto all’atteggiamento che aveva nel passato, proprio perché non si è voluto entrare nel merito di quelle proposte che sono state portate all’attenzione della II Commissione in occasione dell’incontro con il Presidente della Finaosta Borbey.
Vi è un elenco di aziende che intendono venire ad operare in Valle d’Aosta senza un riferimento in una programmazione regionale; fra queste voglio citarne una per tutte, un’azienda nel settore cotoniero che è un settore che, al di là di quello tessile in generale che ha conosciuto problemi di crisi nel passato, ha visto nella nostra Valle la chiusura di ben due aziende: il cotonificio Brambilla e la SIV di Arnad. Oggi si viene a proporre un’altra azienda nello stesso settore, settore in crisi, settore che ormai ha cercato alternative in altri paesi in via di sviluppo perché probabilmente, là dove il cotone viene fabbricato, trova la possibilità di esplicitarsi in una attività a valle. Qui due aziende chiuse, qui si propone un cotonificio; 4 miliardi sono stati previsti, almeno così ci è stato detto da parte del Presidente della Finaosta.
Ma di tutte queste cose nessuno sa niente. L’Assessore competente si è incontrato con le organizzazioni sindacali, ma di tutte queste proposte nessuno sa niente. In altre parole qui c’è una Finaosta che va avanti per conto suo staccata da quella che è una programmazione generale, non in contatto con l’Assessore competente, di cui i sindacati non sanno nulla. Questo è l’insieme della proposta che emerge da questo finanziamento.
Se questo è il metodo di lavorare non siamo d’accordo e lo denunciamo pubblicamente.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Justement pour continuer un colloque à distance avec le Président de la Finaosta par le biais de son porte-parole au Conseil, et même pour donner quelques avis face à ce projet de loi.
On avait prévu, au moment de la présentation du budget 1990, une augmentation du capital de la Finaosta, qu’on avait estimé, comme l’a rappelé M. Voyat, dans les 6 milliards.
Mais je voulais en même temps rappeler qu’à maintes reprises on avait fait un examen du rôle et des fonctions de la Finaosta; à cet égard il y a eu un débat spécifique, pour examiner quelle devait être l’activité de la Finaosta. On avait même prévu une expertise, qui avait fait l’objet d’une analyse au Conseil sur la possibilité d’action de la Finaosta.
Je voudrais ici rappeler les résultats de cette expertise; on disait: attention, le problème est de voir quel est le but de la Finaosta, compte tenu de certains choix. En effet, d’ici quelques jours, la banque régionale va démarrer avec son activité.
En même temps il y a eu une loi de l’Etat qui a prévu, dans les différentes régions, l’Agence de Travail (l’Agenzia del Lavoro), avec un rôle spécifique lié à l’activité de formation, face aux nouvelles entreprises qui viennent dans une région.
J’ai rappelé ces deux aspects pour une raison très simple; l’une des observations qui ont été faites est que la Finaosta doit se charger de créer le fameux BIC. Je crois que les différents conseillers ont pu lire les résultats du congrès qui s’est tenu à Saint-Vincent, avec la participation de différents experts, qui ont pris la parole et qui nous ont donné la possibilité d’apprécier les résultats des structures qui existent déjà, non seulement en Italie mais en Europe sur ce BIC. Je crois que la lecture est très intéressante, parce qu’elle nous dit quel est le système d’activités et surtout que le problème est d’avoir pour ces centres des fonds, pour faire une analyse, pour donner des indications face aux requêtes que les différentes entreprises présentent à l’Administration régionale.
Mais alors je me demande: quelle sera, face à cette nouvelle structure, l’activité de l’agence de travail, des bureaux de l’Assessorat et du bureau de la Finaoste déjà existants?
Je crois que, vraiment, il faut se rendre un peu compte de notre dimension et de ce qu’est le rôle que devrait avoir une structure de ce genre, qui est déjà dépassée, car on a porté l’exemple de Trieste, avec tout ce qu’elle représente; le BIC de Trieste doit déjà être modifié par rapport aux engagements pour les pays de l’Est, car cette structure ne se justifie plus. Alors il faut lui donner un rôle différent. Par conséquent on a inventé, grâce aux financements de l’Etat qui seront alloués dans cette zone industrielle, toute une série d’investissements pour les Pays de l’Est, de façon à utiliser le BIC.
Si le rôle de la Finaosta devait être celui que les différentes expertises nous avaient confirmé, c’est-à-dire la partie opérationnelle de ce que le programme régional donne, il doit être avant tout clair que l’Administration régionale, en accord avec les différents organes, peut avoir la possibilité de faire cette analyse. Je voudrais rappeler que, justement pour se relier mieux à la Finaosta, dans ces derniers temps il y avait eu l’exigence d’avoir deux experts qui travaillaient ensemble, l’un de la Finaosta et l’autre de l’assessorat, qui, justement, faisaient une première analyse des différentes requêtes présentées.
Je crois que c’était là une méthode correcte de collaboration entre les deux organes, pour examiner les requêtes de s’installer en Vallée d’Aoste. Ce qui ne signifie pas - là c’est le point faible de tout donner à la Finaosta - seulement avoir de l’argent, parce que les conséquences du point de vue de l’environnement, les conséquences du point de vue des effets de l’occupation ne peuvent être jugées par l’organe qui n’a que le rôle de financer.
Quelqu’un a dit que malheureusement la Finaosta n’avait pas, parfois, les fonds nécessaires pour permettre aux différentes entreprises de s’installer en Vallée d’Aoste. Chose qui n’est absolument pas vraie. Jamais il n’y a eu de refus aux différentes entreprises voulant s’installer en Vallée d’Aoste par faute d’argent. Le problème est assez différent.
Quelqu’un a parlé de gestion spéciale et de gestion ordinaire: c’est vrai, mais la gestion spéciale n’était pas due au fait que c’était l’Administration régionale qui gérait et non la Finaosta; elle était due, au contraire, aux responsabilités que les administrateurs régionaux prenaient face au fait que les industries n’étaient pas à même de donner des garanties vis-à-vis des financements.
Je voudrais rappeler que la Finaosta, sur des problèmes beaucoup plus réduits, n’a pas voulu faire les emprunts sans qu’il y ait un engagement des administrateurs régionaux qui garantissaient. Alors il n’est pas vrai que les fonds manquaient; non seulement, mais si on va prendre la relation de M. Mafrica, il y a six mois il était là pour dire qu’il y avait trop d’argent!
Mais alors on ne peut pas changer les cartes sur table de cette façon et on pourra vous démontrer que d’ici quelques mois il y aura à l’évidence trop d’argent.
Donc on va faire une intervention de ce genre à la fin de l’année, quand on aurait pu présenter pour 1991, dans le budget ordinaire, l’augmentation nécessaire face aux programmes que nous n’avons pas, parce que nous n’avons pas de programme: car il n’y a pas eu le temps d’évaluer certaines propositions qui avaient été faites il y a six mois, qui ont déjà été retirées, justement pour une série des raisons dues à la crise industrielle, et qu’il faut examiner à nouveau. L’unique façon de résoudre est donc d’augmenter le capital de la Finaosta, chose absurde pour la simple raison que cet argent ne donnera aucun résultat, et alors, là, c’est la négation des programmes.
Je regrette qu’il y ait la présentation de ce projet de loi à la fin de l’année, ce qui ne donnera aucun résultat: car dire que l’engagement pour 1990 à la fin de l’année est de 10 milliards est vraiment absurde. Alors on veut insister, parce que quelqu’un, pour la raison que finalement il peut avoir une certaine disponibilité, pourra présenter une stratégie différente. Mais je crois qu’on ne peut tout justifier avec les caprices de quelqu’un et alors je souligne un aspect que j’invite les conseillers à vérifier d’ici quelques temps l’argent que vous voulez allouer avec cette loi n’aura aucun bénéfice, ne pourra pas être utilisé parce qu’il n’y a pas de requête, parce qu’il y a encore de l’argent à la Finaosta, qui est utilisé de la façon que le ci-devant assesseur Voyat avait dit clairement, c’est-à-dire qu’il est utilisé pour des raisons techniques. En effet, le débat qu’il y avait avec la Finaosta consistait à dire: bien, vous avez l’exigence d’avoir 6 milliards, mais dans quel délai? Si c’est dans 3 ans, il est inutile de donner 6 milliards tout de suite. Les mêmes qui avaient souligné cet aspect il y a 6 mois, aujourd’hui vont prévoir une recapitalisation de 22,5 milliards. C’est absurde.
Ici on parle du problème de l’énergie. Très bien, mais encore le plan, qui, je l’espère, sera présenté au Conseil le plus tôt possible, est encore à approuver et on veut dire qu’on est déjà à même d’utiliser l’argent? Mais malheureusement, comme vous le savez, il y a sur le budget de compétence de l’Administration régionale 10 milliards que nous n’avons pas eu la possibilité d’utiliser, faute de ce plan.
Face à un examen concret, vu qu’il est impossible d’utiliser ces fonds, on votera contre cette augmentation.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Vorrei fare solo qualche brevissima osservazione a quanto è stato detto.
Innanzitutto qui è in discussione, al di là dell’aumento di capitale, che ci apprestiamo a votare mi auguro in senso positivo, il ruolo della Finaosta. Che si debba fare una strategia della Finaosta mi sembra opportuno non solo dirlo ma anche farlo. Che si dica che non ci sono le possibilità di utilizzare i fondi, andremo a vedere se sono cose veritiere o cose non veritiere.
Tengo peraltro a ricordare che il Consiglio regionale aveva approvato nel 1989 il suo bilancio nel quale si prevedeva un aumento di capitale di 10 miliardi. Questi 10 miliardi, che avevano una loro indicazione precisa in base al bilancio, non sono stati utilizzati per l’aumento di capitale, ma sono stati dirottati ad altre opere. Per carità, non discuto, tutte cose fatte bene, ma la realtà era che già nel 1989 si era preventivato di fare l’aumento di capitale della Finaosta.
I soldi che la Finaosta ha in deposito per le motivazioni che sono state dette prima, non sono soldi che la Finaosta potrebbe utilizzare per attività in parte ordinaria, perché ad esempio fondi che sono stati dati, finalizzati all’acquisto dei beni immobili della Cogne, non possono essere dalla Finaosta utilizzati per necessità che possono venire fuori nell’ambito della sua organizzazione.
Che sul ruolo della Finaosta ci possano essere delle differenziazioni di vedute mi sembra abbastanza logico e normale; la Finaosta è un istituto che quando è stato creato si era detto che sarebbe stata una finanziaria del terzo livello, poi in realtà è diventata una finanziaria del primo livello perché mancava quella parte importante, attuata successivamente, della costituzione della banca. In effetti la Finaosta fino ad oggi sta facendo in buona parte un servizio che teoricamente non è di sua competenza, ma riguarda più l’attività bancaria.
Il nostro intendimento, dando queste disponibilità alla Finaosta e tenuto conto di quelle che sono le valenze che noi crediamo di portare avanti secondo il nostro programma, è di dare alla Finaosta la disponibilità in aumento di capitale, quindi in fondi propri, per esercitare quelle funzioni che sono stabilite nello statuto costitutivo della Finaosta. Ma questo non significa che venga a mancare, come qualcuno ha detto in questa sede, un raccordo fra le iniziative che deve fare la Regione Valle d’Aosta, l’agenzia del lavoro a cui si è fatto riferimento, il Consiglio regionale e la Finaosta, perché se così fosse sarebbe l’anarchia. Non sarebbe assolutamente efficiente per l’economia della regione che si arrivasse ad una cosa del genere. E questo noi lo smentiamo nel modo più categorico perché nessuno credo abbia detto una cosa del genere e avanzare delle ipotesi di questo genere è avanzare delle ipotesi assolutamente negative, di polemica senza costrutto.
Riteniamo, e lo diciamo a chiare lettere, che il ruolo della Finaosta va modificato nel senso - come dicevo poc’anzi - dello statuto sul quale era stata votata da questo Consiglio la costituzione della Finaosta. La quale fino ad oggi, lo ripeto, non ha fatto per necessità che non discutiamo quello che doveva fare. Allora riteniamo attraverso questo aumento di capitale di dare alla Finaosta i mezzi perché faccia finalmente quello che deve fare. Se poi questo non farà, il Consiglio regionale è libero di valutare, di esaminare e di recedere, e di fare anche degli atti conseguenti a questo riguardo, perché nessuno qui è fesso (chiedo scusa della parola), ma cerchiamo di fare le cose nel modo che vada nell’ottica dell’aiuto alla economia valdostana.
Se noi manteniamo la Finaosta così, come è stato fatto fino ad oggi, in una situazione di chiusura, per cui se ha bisogno di 6 miliardi, magari ne ha bisogno fra un anno o fra due, possiamo darglieli un po’ quest’anno, un po’ il prossimo anno altrimenti i soldi rimangono fermi, è un po’ come dire: Finaosta tu sei un organismo voluto dalla Regione, però non sei libero di fare nulla; tu devi fare quello decido io, dopo di che noi siamo disponibili a darti il contributo.
Questo non è giusto, perché è vero che è una società in cui il socio di maggioranza è la Regione, però è pur semprecere che tutti in questo Consiglio vogliono convincersi di quello che è il ruolo della Finaosta. Ma noi il ruolo della Finaosta lo conosciamo benissimo, tant’è vero che la legge istitutiva della Finaosta l’abbiamo votata, anzi direi l’abbiamo fatta; quindi il ruolo propositivo del quale si viene oggi a parlare per la Finaosta è quello che abbiamo sempre chiesto, ed è quello che ha denunciato anche il Presidente della Giunta oggi, cioè che la Finaosta finora non ha svolto il suo ruolo. E se non ha svolto il suo ruolo, non è per volontà dell’Amministrazione regionale, ma per la incapacità e la volontà della Finaosta di svolgere veramente quello che era il suo ruolo: preferiva forse fare altre attività, soprattutto quella di chiedere di gestire sempre più fondi regionali su cui vengono date laute commissioni.
Mi si viene a parlare poi del piano energetico, ma noi abbiamo letto ed abbiamo discusso il programma che ci è stato presentato; bisogna anche dire che il piano energetico non è una invenzione di questa maggioranza. Qui mi si viene a dire che il piano energetico dovrà farlo la Finaosta, benissimo, non saremo certo noi che diremo che a tutti costi deve essere fatto dall’Amministrazione regionale. Vorrei dire che sul bilancio regionale ci sono ancora dei fondi disponibili per il piano energetico, e pur dicendo che la Finaosta dovrà svolgere questa attività, comunque quei fondi vengono lasciati in bilancio e si va invece a finanziare con altri fondi.
Ci si viene a rimproverare che noi avevamo deciso di fare un aumento del capitale sociale della Finaosta; è vero e lo avevo detto prima. Da più di due anni avevamo parlato di aumentare il capitale sociale, ma, come dicevo prima, l’operazione era condizionata da quello che può essere uno studio in merito, in quanto non ritenevamo logico elargire dei fondi senza sapere come e dove andavano investiti. Questo non è in tutti i casi un voler mettere la Finaosta sotto tutela, ma che comunque il collegamento, contrariamente a quanto diceva il Presidente della Giunta che non ritiene ci debba essere, noi invece riteniamo che ci deve essere. Infatti non è la Finaosta che fa la formazione professionale; evidentemente se la Finaosta riuscisse a fare un programma e uno studio dicendoci dove c’è necessità di fare gli insediamenti, che tipo di insediamenti, che tipo di mano d’opera necessita, a questo punto tramite anche l’intervento dell’Amministrazione regionale si può vedere la questione dei piani regolatori e in modo particolare quella che è la formazione professionale. Infatti, quali piani di formazione professionale andiamo a fare per quanto riguarda l’industria, se un domani non sappiamo quanti e che tipo di assunzioni si andranno a fare nei prossimi anni?
Mi fa piacere che il Consigliere Ricco dica che ha fatto bene l’Amministrazione regionale ad intervenire in gestione speciale; ritengo che non si poteva fare diversamente anche perché era richiesto dalla Finaosta, così come bene ha spiegato il Consigliere Rollandin prima, in quanto la Finaosta non poteva intervenire perché non c’erano da parte degli imprenditori le garanzie e quindi era necessario l’intervento, in gestione speciale, da parte della Regione, che dava la fideiussione e copriva quelli che erano i rischi mancanti da parte dell’impren-ditore.
Più che decidere quello che è il ruolo della Finaosta, qui ho sentito parlare di un nuovo ruolo della Finaosta; benissimo, allora se si vuole cambiare il ruolo della Finaosta bisognerà pur presentare una legge di modifica sulla istituzione della Finaosta. Se invece si vuol dire che si pensa di modificare quello che è il ruolo della Finaosta dando solo dei finanziamenti, sono convinto che questo non si verificherà.
Non si verificherà anche perché finora non abbiamo visto spendere dei soldi o dare delle consulenze da parte della Finaosta per quelli che possono essere degli studi e dei programmi o ricerche di mercato, ma abbiamo sentito di laute consulenze per centinaia di milioni a liberi professionisti esterni, con mansioni che non ci è ancora dato di sapere ma che senz’altro avremo modo di conoscere il giorno che in questo Consiglio finalmente si parlerà della centrale del latte.
Presidente - Non avendo più nessun iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - La discussione è stata vivace e interessante, mi pare però che la distanza fra la proposta che veniva fatta dalla precedente Giunta e quella fatta dall’attuale sia poi il passaggio da un finanziamento di 25 miliardi ad un finanziamento di 30; questo è quello di cui ha parlato il Consigliere Voyat.
Mi pare che l’esigenza di provvedere ad un finanziamento ci fosse già nei programmi della precedente maggioranza, quindi non si tratta di una esigenza inventata ma semmai di una esigenza misurata in modo differente. E questo credo che non debba preoccupare o stupire perché valutazioni differenti è anche giusto che vengano fatte.
Per quanto riguarda i dati forniti, è chiaro che se il dato si riferisce all’erogato o al deliberato, se fissato al 30 luglio o misurato al 30 settembre è diverso, però rispetto alla impostazione non mi pare che questo sia significativo.
E’ stato sollevato il problema della disponibilità finanziaria della Finaosta; credo che l’impegno che la Giunta ha preso di portare quell’analisi dovrà essere mantenuto, e in quella direzione, se si renderanno necessari degli interventi per svuotare quella che per un certo tempo è stata la cassaforte di Paperone, questi interventi dovranno essere fatti, anche se con il trasferimento alla banca regionale, come credo avverrà, dei fondi relativi ai mutui, una parte del problema sarà già in qualche modo risolta. Cioè se passeranno alla banca regionale i fondi relativi ai mutui, una gran parte delle disponibilità bloccate alla Finaosta sarà trasferita e quindi il problema sarà più facilmente valutabile.
La discussione più interessante mi è sembrata quella sulla programmazione. Devo dire che siamo sempre stati sostenitori della programmazione e negli anni passati per la verità di piani di sviluppo non ne abbiamo visti tanti; l’ultimo che ricordo è quello presentato dalla Giunta Andrione nel 1979, poi grandi programmazioni non ne abbiamo più viste. Sto parlando non per fare polemica, ma per fare una precisazione. Secondo me è giusto parlare di programmazione, ma non in termini di elenco delle ditte quale è stato inteso, ma in termini di indirizzi che vengono dati, strutture e metodi di lavoro; questo credo debba essere inteso come programmazione, perché la verifica se debba essere una ditta del settore tessile o del settore elettronico deve essere fatta dai tecnici. Non mi faccio convincere da un elenco, ma voglio capire come lavorano le strutture e in questo senso credo sia giusto andare a fornire indicazioni.
E’ anche da risolvere il rapporto che deve esistere fra Finaosta, agenzia del lavoro e BIC. Ho partecipato alla seconda giornata del convegno e non alla prima, e nella seconda giornata del convegno non ho colto quegli elementi catastrofici che ha avuto modo di osservare il Consigliere Rollandin al riguardo dei BIC. Io vedo una differenza, che credo dovrà essere ulteriormente approfondita: l’agenzia del lavoro si occupa di ricollocare sul mercato del lavoro singole persone in condizioni particolari, cioè deve occuparsi di microimpren-ditorialità, almeno questa è una visione che è stata portata nei convegni, mentre al BIC sono riservate funzioni di nursery alle imprese, vale a dire di messa in comune di servizi che possono facilitare la nascita, il decollo della impresa.
Si tratterà di vedere in che parte si sovrappongono le funzioni, per sciogliere quelle che sono le competenze degli uni e degli altri. Ma di per sè non mi pare che si possa liquidare una struttura che è promossa a livello europeo e tentata in diversi paesi, e che probabilmente evolverà come tutte le cose. Credo che una funzione l’abbia esercitata e se adattata alle nostre condizioni possa esercitarla anche in Valle d’Aosta.
La questione poi dei fondi e delle responsabilità: in effetti, senza prendere parte, mi è parso di cogliere anche oggi nel dibattito una sorta di incomprensione esistente fra il responsabile dell’esecutivo precedente e il responsabile per le funzioni della Finaosta; ora, questo elemento di per sè può essere comprensibile.
La Finaosta ci ha detto che se avesse avuto maggiore possibilità di autonomia avrebbe fatto di più; questo finanziamento quindi alla Finaosta va anche considerato in questa luce. Andiamo a verificare se è vero che non ha operato come avremmo voluto perché era sotto tutela del padre-padrone, o se era invece non capace di operare. Consideriamola come una ragazzina che si vuole sottrarre alla tutela della famiglia, diamo fiducia a questa minorenne che vuole diventare maggiorenne e vediamo poi alla luce dei fatti, che saranno controllati da questo Consiglio, quali saranno i risultati.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alle Finanze Lavoyer, ne ha facoltà.
Lavoyer (ADP) - Non vorrei soffermarmi troppo sul problema dei 20 o dei 30 miliardi, anche se devo dire che se da una parte sottolineo la coerenza del Consigliere Rollandin, non posso dire la stessa cosa del Consigliere Voyat; infatti in Commissione è stato affermato dal Presidente della Finaosta che l’allora Assessore Voyat era d’accordo all’aumento di capitale di 30 miliardi, solo il Presidente non era d’accordo e la cosa non era stata realizzata.
Vorrei rispondere ad alcune richieste di chiarimento fatte dal Consigliere Voyat sul fatto se gli altri azionisti della Finaosta erano stati informati; gli stessi sono stati informati nell’assemblea generale ordinaria che è stata tenuta il 21 ottobre 1990 sulla volontà di andare a fare questo aumento di capitale.
Concordo peraltro con il Consigliere Voyat quando dice che con l’apertura della banca regionale va rivisto il ruolo della Finaosta. Penso che questo disegno di legge vada proprio in quella direzione, vada cioè a ridare il giusto ruolo alla Finaosta in base a quella che è la legge costitutiva, togliendole il ruolo di banca che è il ruolo prevalente che sta svolgendo in questo momento.
Per quanto concerne il problema della liquidità, l’attuale liquidità in gestione ordinaria è sì di 14 miliardi circa, come veniva sottolineato prima, però 12 miliardi sono già impegnati da delibere assunte dal Consiglio di amministrazione. La differenza di 2 miliardi serve per la gestione di esercizio della società.
I rientri sui crediti concessi si hanno a gennaio e a luglio, e annualmente ammontano a 6 miliardi circa lordi in quanto per la quota interessi c’è una incidenza fiscale del 44 percento circa.
Sui tempi di utilizzo - pare che questo fosse un argomento che preoccupava molto sia il Consigliere Voyat che il Consigliere Rollandin - ricordo che i tempi per attuare l’aumento di capitale sono lunghi, poiché è necessario ottenere la preventiva autorizzazione ministeriale. L’ultimo aumento deliberato nel dicembre 1986 è stato attuato nell’ottobre 1987; anche per questo motivo ci pare che 30 miliardi proposti per l’aumento di capitale saranno disponibili solo alla fine del 1991, mentre attualmente già la metà potrebbe essere impegnata per le richieste in corso e l’altra metà costituirà la base di partenza per poter programmare e realizzare il biennio 1991-92. Quindi penso che il problema sia abbastanza superabile.
Concordo con quanto diceva il Consigliere Rollandin sul fatto che bisogna avere molta attenzione sulle aziende che si vanno ad inserire nella nostra regione, sul problema dell’ambiente in particolare, ambiente inteso anche come dimensione socio-culturale della nostra regione. Nella mia relazione precedente avevo appunto sottolineato che era necessario operare una attenta analisi di tutte le vocazioni, potenzialità, opportunità, vantaggi della struttura e delle caratteristiche della forza lavoro esistente sul territorio, del tessuto economico, delle infrastrutture, su cui costruire delle direttrici di sviluppo strategico coerenti con il profilo di competenza dell’area, tali cioè da garantire uno sviluppo equilibrato evolutivo e non dirompente rispetto alle strutture socio- economico-culturali dell’area stessa.
Presidente - Si passa all’esame dell’articolato.
All’articolo 1 c’è una proposta di emendamento sostitutivo che vi è stato distribuito, quindi richiederei la vostra attenzione sul fatto che do lettura e successivamente pongo in votazione l’articolo 1 già sostituito:
Articolo 1
(Sottoscrizione di capitale)
1. Ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 8 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16, è autorizzato l’aumento del capitale sociale della Finaosta da lire 40.000.000.000 fino a lire 70.000.000.000 suddivisi in 70.000 azioni di valore nominale unitario di lire 1.000.000.
2. La Giunta regionale è autorizzata a sottoscrivere una quota dell’aumento del capitale sociale di cui al comma 1 pari a lire 22.500.000.000 (ventiduemiliardi-cinquecentomilioni) corrispondenti a 22.500 azioni da suddividere, nel biennio 1990/1991, come segue:
a) anno 1990 lire 10 miliardi;
b) anno 1991 lire 12,5 miliardi.
3. Alla liquidazione della spesa di cui al comma 2 si provvederà ai sensi dello statuto della Società ed in conformità con i provvedimenti adottati dai competenti organi deliberativi della Società stessa.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 1:
Esito della votazione
Presenti: 30
Votanti: 28
Favorevoli: 17
Contrari: 11
Astenuti: 2 (Aloisi, Gremmo)
Il Consiglio approva
Presidente - Do lettura dell’articolo 2:
Articolo 2
(Norme finanziarie)
1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge graverà sul cap. 36350 del bilancio di previsione della Regione per l’esercizio 1990 e sul corrispondente capitolo per l’esercizio 1991.
2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvederà:
a) per il 1990: quanto a Lire 6 miliardi mediante prelievo dallo stanziamento iscritto al Cap. 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (Spese di investimento)" a valere sull’apposito accantonamento previsto all’allegato n. 8 al bilancio di previsione per l’anno in corso; quanto a Lire 4 miliardi mediante iscrizione di maggiori entrate sul Cap. 1530, di nuova istituzione, che assume la seguente intitolazione: "Saldo quote fisse di ripartizione, dovute per l’anno 1989, delle tasse e imposte erariali di cui alla legge 26 novembre 1981, n. 690".
b) per l’ anno 1991 mediante utilizzo per Lire 12,5 miliardi delle risorse disponibili iscritte al programma 2.1.2. "altri interventi" del bilancio pluriennale 1990/1992.
Presidente - All’articolo 2 vi è l’emendamento presentato dall’Assessore Lavoyer, di cui do lettura:
All’articolo 2 è aggiunto il seguente comma 3:
3. In deroga all’articolo 44 comma 5 della legge regionale 27 dicembre 1989 n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate al successivo articolo 3.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Per questo emendamento vale quanto già detto per gli emendamenti delle altre leggi. Approfitto per intervenire su quanto è stato detto dal Presidente della Giunta e ripetuto con grande gioia dall’Assessore alle Finanze sul fatto della coerenza del Consigliere Voyat, allora Assessore.
Pregherei il Presidente della Giunta e l’Assessore alle Finanze che certe affermazioni le lascino fare a Borbey. Evidentemente Borbey con me si può permettere certe cose perché c’è da anni una amicizia, per cui può anche permettersi di dire qualcosa scherzosamente. Ma ritengo che dette da altri queste cose siano piuttosto offensive.
Che sia chiaro che il sottoscritto non ha mai detto di essere d’accordo ed altri no; il sottoscritto ha detto e ripetuto sempre alla solita persona che si poteva andare a fare un finanziamento purché la Finaosta adempisse ad uno dei suoi compiti, così come concordato una volta in Giunta con il suo predecessore e una volta in maggioranza quando c’erano anche i rappresentanti della DC (non tutti perché forse a qualcuno non conveniva parte-cipare a certe riunioni con la Finaosta). Si era detto: benissimo, il finanziamento ci sarà, ve-dremo la cifra definitiva, purché ci sia un pro-gramma.
Evidentemente, Consigliere Mafrica, se la cifra concordata di massima da aumentare in tre anni fosse stata richiesta sulla base di questo documento, posso assicurare il Consigliere Mafrica come tutti i membri della maggioranza che quel finanziamento di 25 miliardi non ci sarebbe stato. Quindi credo che non è questione di coerenza, ma di logicità di quello che può essere il finanziamento alla Finaosta: non finanziamento per fare delle opere, ma finanziamento di fondi che senz’altro saranno depositati in banca secondo un sistema sbagliato già sollevato prima dal Consigliere Rollandin e ripetuto dall’Assessore alle Finanze, il quale dice che ci sono 14 miliardi, di cui 12 sono impegnati.
Ma su stessa ammissione del Presidente della Finaosta questi 12 miliardi in due anni non saranno tutti erogati e, se andiamo a vedere nel giro di due anni, l’anno prossimo ci sarebbero ancora 9 miliardi disponibili. E se qualcuno vuole lezioni di matematica, prendiamo una piccola lavagnetta e facciamo le addizioni e le sottrazioni.
Presidente - Pongo in votazione l’emendamento dell’Assessore Lavoyer:
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 31
Favorevoli: 18
Contrari: 13
Astenuti: 1 (Aloisi)
Il Consiglio approva
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 2 nel testo così emendato:
Articolo 2
(Norme finanziarie)
1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge graverà sul cap. 36350 del bilancio di previsione della Regione per l’esercizio 1990 e sul corrispondente capitolo per l’esercizio 1991.
2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvederà:
a) per il 1990: quanto a Lire 6 miliardi mediante prelievo dallo stanziamento iscritto al Cap. 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (Spese di investimento)" a valere sull’apposito accantonamento previsto all’allegato n. 8 al bilancio di previsione per l’anno in corso; quanto a Lire 4 miliardi mediante iscrizione di maggiori entrate sul Cap. 1530, di nuova istituzione, che assume la seguente intitolazione: "Saldo quote fisse di ripartizione, dovute per l’anno 1989, delle tasse e imposte erariali di cui alla legge 26 novembre 1981, n. 690".
b) per l’ anno 1991 mediante utilizzo per Lire 12,5 miliardi delle risorse disponibili iscritte al programma 2.1.2. "altri interventi" del bilancio pluriennale 1990/1992.
3. In deroga all’articolo 44 comma 5 della legge regionale 27 dicembre 1989 n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate al successivo articolo 3.
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 30
Favorevoli: 18
Contrari: 12
Astenuti: 2 (Aloisi, Gremmo)
Il Consiglio approva
Presidente - Do lettura dell’articolo 3:
Articolo 3
(Variazioni di bilancio)
1. Al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 1990 sono apportate le seguenti variazioni:
Parte Entrata
in aumento
Cap. 1530 (di nuova istituzione)
Codifica regionale: 1.02.
Codificazione: 01.02.02.
"Saldo quote fisse di ripartizione, dovute per l’anno 1989, delle tasse ed imposte erariali di cui alla legge 26 novembre 1981, n. 690"
L. 4.000.000.000
Parte Spesa
in diminuzione
Cap. 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese, per ulteriori programmi di sviluppo (Spese di investimento)"
L. 6.000.000.000
in aumento
Cap. 36350 "Spese per la sottoscrizione di capitale sociale della Finaosta S.p.A.
legge regionale 26. 6.1982 n. 16 articoli. 4 e 8
legge regionale 19. 6.1984 n. 24
legge regionale 12 dicembre 1986 n. 61
legge regionale 2 gennaio 1988 n. 1
legge regionale "
L. 10.000.000.000
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 3:
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 30
Favorevoli: 18
Contrari: 12
Astenuti: 2 (Aloisi, Gremmo)
Il Consiglio approva
Presidente - Do lettura dell’articolo 4:
Articolo 4
(Dichiarazione d’urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell’articolo 31 dello Statuto speciale della Valle d’Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 4:
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 30
Favorevoli: 18
Contrari: 12
Astenuti: 2 (Aloisi, Gremmo)
Il Consiglio approva
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 31
Favorevoli: 18 Contrari: 13
Astenuti: 1 (Aloisi)
Il Consiglio approva
***
