Oggetto del Consiglio n. 192 del 28 maggio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 192/75 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. COMUNICATO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO.

Caveri (U.V.) - Colleghi Consiglieri, i lavori hanno inizio con 25 Consiglieri presenti.

In relazione al punto n. 1 all'ordine del giorno, faccio una dichiarazione in merito al comunicato del Gruppo Consiliare Comunista pubblicato sulla Gazzetta del Popolo del 24 maggio 1975. Nel comunicato si dice che la Giunta regionale tende ad evitare qualsiasi confronto consiliare serio e ponderato, e che Consiglio regionale viene convocato sempre di meno, il minimo indispensabile previsto dal Regolamento, se si confrontano, a tutto il 15 maggio, tutte le adunanze tenutesi negli anni 1974 e 1975. Questo costituisce una risposta esauriente a dette affermazioni, perché nell'anno 1974 le adunanze consiliari sono state 13 (pari a 73 ore di seduta) e nell'anno 1975 sono state 17 (con 91 ore di seduta, equivalente a circa il doppio di sedute previste dal Regolamento interno, due sedute mensili).

Nel predetto comunicato si dice anche: "inoltre quasi nulla è la vita delle Commissioni". Ora, a tutto il 15 maggio, negli anni 1974 e 1975 si sono tenute le seguenti riunioni di Commissioni e Comitati: anno 1974, riunioni n. 71; anno 1975, riunioni n. 61. Però le nuove Commissioni consiliari costituitesi ad avvenuta soluzione della crisi regionale del novembre 1974 sono state insediate il 10 e 12 febbraio 1975 e hanno iniziato i loro lavori a partire dal 15 febbraio 1975. Da tale data in poi si sono tenute 49 riunioni di Commissioni che, tradotto in termini mensili, corrisponde a 16 riunioni nel 1975, contro le 46 riunioni, pari a 15 riunioni mensili, nello stesso periodo, nell'anno 1974.

Aggiungo a tale proposito che, per quanto riguarda le sedute del 15 e del 28 maggio, nella riunione dei Capi Gruppo tutti erano d'accordo di fissare due sedute. Infatti il Consigliere Dolchi aveva proposto di fare una seduta il 15 maggio (questo nella riunione dei Capi Gruppo del 2 maggio), per la prima metà di maggio e una seduta il 16 maggio per la seconda metà di maggio. Il Presidente della Giunta aveva chiesto che si convocasse il Consiglio per il 15 e per il 30, alcuni Capi Gruppo chiesero di spostare al 28 e tale richiesta venne accolta. Si sono quindi accolte le richieste dei Capi Gruppo di fare due sedute, nessuno ha richiesto un numero maggiore.

La Giunta regionale, quando stavo per firmare la lettera di convocazione per il 28 maggio, mi comunicò di trovarsi nell'impossibilità di essere presente per quella mattina (cioè la seduta odierna). Per tale motivo mi sono trovato nella necessità di convocare il Consiglio per il pomeriggio, e in ciò non vi era nessun malizioso intento. D'altra parte, già in precedenza, al tempo di altre Presidenze vi erano state delle sedute pomeridiane, come già in precedenza se ne sono convocate ripetutamente per un solo giorno con trenta o più argomenti. Quanto alla legge Manganoni sui fondi di rotazione, questa legge era pure stata esaminata dalla Commissione Turismo, come risulta dalla copia del verbale che è a mia disposizione.

Comunque, a parte le piccole polemiche possibili su una seduta o l'altra, rimane che nella sua globalità la funzionalità del Consiglio non è diminuita, poiché anche maggiore è stato il numero delle sedute e delle Commissioni. Infine, se il Consiglio è d'accordo, si potrebbe sempre fissare una seduta il 6 giugno - avendo sentito il parere al riguardo del Presidente della Giunta per conoscere le disponibilità della Giunta, salvo diverse decisioni - e un'altra il 7 giugno, per terminare così l'odierno ordine del giorno.

Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Per alcune precisazioni. Intanto noto che il comunicato non è stato solo pubblicato sulla Gazzetta del Popolo, perché prima è stato inviato al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta e a tutti i colleghi Consiglieri. Vorrei sottolineare questo fatto, in quanto riteniamo che prima della pubblicazione siano informati i diretti interessati.

È chiaro, non farò della polemica, ma la Statistica ce la insegnavano già a scuola: se prendiamo in considerazione due famiglie dove una mangia due polli al giorno e l'altra non ha niente da mangiare, per tale scienza (la Statistica) queste due famiglie entrambe mangiano un pollo al giorno. Noi non contestiamo quindi le cifre, ma contestiamo lo spirito della risposta della Presidenza del Consiglio.

Vorrei sottolineare che quelle numerose sedute e ore di dibattito del mese di gennaio del 1975 sono andate per l'elezione della Giunta, per il dibattito programmatico. Abbiamo perso addirittura quasi una giornata... forse "perso" è dire troppo... abbiamo dedicato una giornata (sei o sette ore) per sapere se Pedrini faceva parte della maggioranza o della minoranza, cosa che del resto non abbiamo ancora appurato adesso. Vorremmo che i colleghi Consiglieri che hanno ricevuto il comunicato, al di là di queste precisazioni, volessero tener conto dello spirito, cioè noi vorremmo che, oltre agli argomenti presentati dalla Giunta, ci fosse più spazio per quel confronto su altri temi che sono di carattere politico, sono anche temi di fondo, visto che all'esame del Consiglio non li porta la Giunta, ma i Consiglieri con l'analisi delle loro mozioni, ci fosse più tempo per il dibattito di questi argomenti.

Da parte nostra, quindi, lo spirito del comunicato era esclusivamente quello di richiamare l'attenzione della Presidenza del Consiglio, della Presidenza della Giunta e degli altri Gruppi consiliari affinché il Consiglio abbia più tempo per approfondire in questa sede i problemi su questi temi, che sono quelli che noi riteniamo importanti per la vita della Valle d'Aosta.

Caveri (U.V.) - Se il Consigliere Manganoni me lo permette do una piccola risposta e faccio una precisazione su quanto ha detto il Consigliere Dolchi a proposito del numero delle sedute del Consiglio. Effettivamente se noi sottraiamo le sedute del Consiglio del mese di gennaio del 1975 - che, se non erro, sono state 4 - delle 17 da me citate se si tolgono le 4 si va a 13, se la matematica non è un'opinione, e quindi sono 13 nel 1975 e 13 nel 1974, quindi non c'è nessuna diminuzione della funzionalità del Consiglio, se la funzionalità del Consiglio deve essere giudicata contando sulle dita della mano quante sono state le riunioni delle Commissioni consiliari. La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Presidente, io non entro nel merito del numero delle sedute delle Commissioni e del Consiglio, come non voglio neanche polemizzare perché penso non sia il caso di polemizzare, ma trovare una via d'uscita.

In un passato Consiglio, mi pare nel mese di marzo o di aprile, avevo già avuto occasione di lamentare che molti punti venivano rinviati e di aver fatto osservare al Presidente che normalmente trattavasi di mozioni iscritte agli ultimi punti dell'ordine del giorno. Noi rinviamo sempre le mozioni e allora passano dei mesi senza discuterle. Difatti avevo anche ricordato che il Presidente, molti anni fa, quando fatti del genere succedevano con un'altra Giunta, aveva lamentato questo fatto. Il Presidente mi rispose dicendo: "bene, le mozioni non discusse le porterò come punti primi nella seduta seguente e, se la memoria non mi tradisce, mi pare che per una seduta l'abbiamo fatto; in questo caso no, però! Ma prescindiamo da questo.

Ora io direi questo: noi ci troviamo nella situazione di avere 30 punti all'ordine del giorno con una mezza giornata di seduta, è logico che in quattro e quattr'otto non si possono discutere, trenta, trentadue punti! Allora io direi che ci sono dei modi per superare questo: mi pare che, anni addietro, in molti casi c'era scritto che "il Consiglio è convocato il giorno x alle ore 9,00 e giorni seguenti, fino all'esaurimento dell'ordine del giorno"; questa potrebbe essere una formula per esaurire l'ordine del giorno, formula già adottata in precedenza, che ha dato i suoi risultati positivi.

Sulle Commissioni, bene, se ne sono fatte, però mi permetta che io esprima un parere personale in merito alle due Commissioni di cui io faccio parte. Faccio parte della Commissione Agricoltura, la quale si è riunita 5 o 6 volte, però cosa ha concluso? Noi continuiamo a riunirci con 5 punti all'ordine del giorno: Centrale del Latte, Agraria regionale, FEOGA, Consorterie, eccetera, sono cinque punti all'ordine del giorno, ma da quando si riunisce la Commissione ha sempre e solo discusso del primo punto all'ordine del giorno, e su questo poi non ha ancora concluso niente! Ora perché - io non faccio ricadere la responsabilità su di lei, ma sulla funzionalità di questa Commissione - si tira avanti, ci si riunisce, si discute e non si conclude niente? La Commissione Lavori Pubblici ha funzionato, io ne do atto. C'è però un punto, queste famose fognature di Pila, il cui esame era stato demandato alla Commissione (mi pare due mesi fa); la Commissione si è riunita una volta e, naturalmente, non poteva concludere, è logico, così ha determinato il problema e poi non si è più riunita. Io parlo delle Commissioni di cui faccio parte affinché effettivamente siano efficienti; parlo di queste due. Non voglio mica far ricadere la causa su di lei, è una constatazione di fatti.

Concludendo, io direi: evitiamo le polemiche, cerchiamo di far funzionare bene il Consiglio e, come vi dicevo prima, si può aggiungere: "i giorni seguenti, fino all'esaurimento dell'ordine del giorno" oppure, non so, a questo provveda il Presidente, magari aumentando il numero delle sedute. Noi non chiediamo tante o poche sedute, noi chiediamo che i punti all'ordine del giorno possano essere discussi ed esauriti possibilmente in quella seduta. Che di sedute se ne facciano tante o se ne facciano di meno non ha importanza, ma almeno che si mandi avanti e si possa smaltire quanto è iscritto all'ordine del giorno.

Caveri (U.V.) - Va bene, ma allora da un punto di vista pratico potremmo già adesso fissare la seduta del Consiglio... io ho fatto un sondaggio. Consigliere Jorrioz, chiede la parola?

Jorrioz (P.S.D.I.) - Sono stato chiamato in causa come Presidente della Commissione Agricoltura, dove ci sono state varie sedute e riunioni, come ha detto giustamente il Consigliere Manganoni. La Commissione Agricoltura al primo punto all'ordine del giorno delle sedute ha la questione della Centrale del Latte perché ha bisogno di avere tutti i dati necessari della Centrale, del suo Presidente. La Commissione deve avere i dati necessari per fare un discorso serio sulla Centrale del Latte, ed è da tre mesi che noi li aspettiamo questi dati. Di conseguenza ogni volta si è dovuto aspettare e rinviare nuove lettere, almeno questo è quello che risulta fatto dall'Assessore all'Agricoltura. Noi abbiamo dovuto discutere su problemi che non giungevano alla Commissione così come erano stati richiesti.

Ora, il Consigliere Manganoni, che è al corrente di questa situazione, dovrebbe dire al Consiglio che la Commissione Agricoltura è stata bloccata proprio a causa di una certa situazione, quella della Centrale del Latte, e di questo ne dovrebbe dar atto. Io lascerò senz'altro la parola al Consigliere Monami, però, a proposito dell'argomento di cui stiamo parlando e sul quale ci stavamo avviando ad una conclusione pratica (che poi è quello che conta), non vorrei che si inserisse adesso un dibattito sulla Centrale del Latte, perché allora andremmo in alto mare! La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Io non parlerò della Centrale del Latte e chiederò anche scusa ai compagni Dolchi e Manganoni se non dirò le cose che loro hanno detto cercando di cambiare leggermente quella che, secondo me, è la sostanza del problema.

Signor Presidente del Consiglio, l'ha già detto Manganoni, questo va bene: non è una questione di numero e non è una questione di statistica. Il mio intervento vuol essere sostanzialmente di carattere politico, coinvolge la sua persona e la sua funzionalità. Secondo me il problema è di natura squisitamente politica. Quando noi abbiamo un Consiglio che non funziona, è certo che alcune responsabilità ricadono sul Presidente e sull'Ufficio di Presidenza. È altrettanto vero, però, che questo Presidente e questo Ufficio di Presidenza sono espressione di una maggioranza politica che è andata in questi mesi dileguandosi, scomparendo, non funzionando, non rispondendo alle aspettative della gente e non solo, non rispondendo nemmeno a quelli che sono stati gli obiettivi della stessa maggioranza al momento del suo insediamento.

Vorrei per esempio prendere una qualsiasi altra Amministrazione, il cui Consiglio di Amministrazione si riunisce tutti i giorni per non concludere niente, perché il tipo di maggioranza che lo amministra non esprime capacità sufficienti per fare della politica, non ha saputo indicare questa maggioranza in sei mesi di vita. Adesso il Presidente della Giunta non potrà più dirmi due mesi e 28 giorni, tre mesi e 15 giorni, a sei mesi della sua vita ad esprimere un nuovo modo di far politica, un nuovo modo di portare avanti i lavori. Io ritengo e capisco come la Presidenza del Consiglio si possa trovare talune volte in difficoltà nella convocazione del Consiglio. Un esempio tipico che può servire per tutti: la Commissione Affari Generali - e non è una questione di Presidenti di Commissione, Jorrioz, ti ripeto che è una questione politica di maggioranza - si convoca per sei volte nel giro di 10 giorni per discutere la legge urbanistica, la discute, rimangono due articoli e, a distanza di un mese, questa Commissione non viene più convocata perché la maggioranza probabilmente dietro quella legge o dietro quelle sue proposte si è dileguata e non ha trovato un accordo politico!

Ecco qual è la sostanza del problema: ci troviamo di fronte - e dobbiamo avere il coraggio di dirlo - ad una maggioranza che non sa esprimersi, che non esiste, che evita e impedisce il confronto in quest'aula; certo, di conseguenza impedisce anche alla Presidenza del Consiglio di funzionare. Se noi affrontiamo i problemi in termini politici, allora vediamo che dietro ci sono queste verità, la verità che questa maggioranza non rappresenta più la maggioranza del Consiglio, non rappresenta più l'espressione del voto del 1972. È necessario che questa maggioranza lasci il posto ad una nuova maggioranza, quale essa sarà. Io non lo voglio prefigurare, ma sta di fatto che questa maggioranza non è in grado né di andare avanti, né di amministrare, né di portare avanti i problemi che i cittadini di Aosta si attendono.

Andrione (U.V.) - Solo per notare ancora una volta come il Consigliere Monami non sappia contare, perché dal 29 dicembre al 31 maggio i mesi sono cinque e non sei; per notare, ancora una volta, che si fanno delle questioni a latere.

Se qualcuno sostiene che questa maggioranza non esiste più non ha che da presentare una mozione di sfiducia, unico argomento squisitamente politico che serve per delle verifiche politiche, perché fare delle arguzie sul numero dei Consigli convocati e sul fatto che la mozione di una seduta viene rinviata per essere discussa successivamente non è certamente mettere in discussione né la maggioranza, né la validità politica della maggioranza stessa.

Caveri (U.V.) - Bene, allora io ritornerei alla mia precedente proposta, cioè vediamo se possiamo fissare una seduta per il 6, siete d'accordo? Io mi sono informato sul 4 e mi è stato risposto che il 4 il Presidente delle Giunta è impedito, deve recarsi a Roma, che il 5 un membro della Giunta è pure impedito, allora si era pensato di fare una seduta il 6 ed eventualmente anche il 7. Vediamo cosa dicono il Consiglio, i Consiglieri, perché qui è molto difficile fissare le sedute, c'è sempre qualcuno che è impedito, uno deve andare a Roma per il congresso dei Commercianti al minuto, un altro deve... ci sono sempre impegni, congressi e convegni. Ad ogni modo cerchiamo di metterci d'accordo: può andare bene la data del 6 o mettiamo anche il 7? Ecco, va bene, il 6 ed eventualmente il 7, il giorno successivo.

...(voci)...

Monami (P.C.I.) - Mi scuserà, anzi, avrete motivi, amici della maggioranza, per poter dire che facciamo perdere tempo e che quindi è vero che si convoca il Consiglio a tarda ora, ma le ore le fanno perdere i Comunisti, potrete almeno dire questo... Io sono d'accordo ...(voci)... certo, perché non avete motivo di poterlo dire! Ora io mi permetto di dire questo: il 6 per me potrebbe anche andare bene, però la risposta precisa potrei darvela solo il 5 sera. Signor Presidente, non mi guardi così stupito!

Secondo me sono proprio l'Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capi Gruppo che devono stabilire queste cose, con regolari riunioni, in modo che si porti là, in quella sede, il parere dei Gruppi, perché qui probabilmente si farebbero delle plebiscitarie alzate di mano e sono convinto che ognuno di noi avrebbe un suo giorno ad hoc che non collima con quello degli altri.

La pregherei, Signor Presidente, di vedere la cosa con una Conferenza dei Capi Gruppo e con l'Ufficio di Presidenza.

Caveri (U.V.) - Se volete facciamo una riunione dei Capi Gruppo, però quando il Consiglio si esprime a favore di una proposta è sovrano. Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Io posso senz'altro convenire sulla sovranità del Consiglio, però effettivamente la sovranità del Consiglio non è certo diminuita dal fatto che esistano Commissioni consiliari per l'approfondimento e lo studio di questi problemi.

Io ritengo che i problemi sui quali porre l'accento non siano soltanto quelli della fissazione della data, ma sono anche quelli di poter avere già un'idea, per quanto possibile e abbastanza aderente alla realtà, del carico di lavoro che nella seduta consiliare si intende portare avanti, di ciò che verrà discusso. In sostanza, se ben mi ricordo, parecchie riunioni dei Capi Gruppo e degli Uffici di Presidenza si facevano in precedenza e si risolvevano in un quarto d'ora proprio per poter avere, da parte dei vari Gruppi, la sensazione di quello che sarebbe stato il carico di lavoro.

...(voci)...

Caveri (U.V.) - Va bene, allora la riunione dei Capi Gruppo è fissata per questo venerdì, dopodomani, alle ore 17,00. Passiamo all'interrogazione del Consigliere Manganoni.