Oggetto del Consiglio n. 1456 del 17 ottobre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1456/IX - Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Signor Presidente, innanzitutto mi associo a nome del Governo regionale alle espressioni di condoglianza per il decesso del dott. Augusto Thiébat, del quale mi onoro di essere stato personalmente amico.
La Regione sicuramente ha perso un uomo di grande valore, che ha aiutato moltissimo nei primi anni della costruzione della nostra autonomia gli organi politici della stessa.
Desidero portare a conoscenza di questa as-semblea le risultanze emerse dalla riunione della conferenza Stato- Regioni svoltasi a Roma l’11 ottobre u.s.
I Presidenti delle Regioni e delle Province autonome hanno espresso anzitutto il loro netto dissenso sulla manovra finanziaria del 1991 e sulla proposta del Ministro della Sanità, On. De Lorenzo, in materia di ripiano del deficit delle USL per il 1990.
Ho avuto modo di ribadire in quella sede, a nome di tutti i colleghi presidenti, il rifiuto delle Regioni ad accollarsi il ripiano del deficit delle USL per il 1990, in assenza di precise garanzie sulla regionalizzazione del servizio sanitario e la contrarietà ai contenuti dell’emendamento presentato dal Ministro De Lorenzo e Senato, con il quale si prevede di addossare alla Regione circa un terzo del disavanzo 1990, in quanto le Regioni stesse non hanno certezza alcuna che il nuovo ordinamento dell’assistenza sanitaria conferisca loro maggiori poteri di controllo sulle entrate e sulla gestione delle spese.
Ho poi fatto presente che le Regioni a statuto speciale già collaborano al contenimento della spesa con leggi di settore, fra i quali la sanità.
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In merito alla proposta avanzata dal Ministro degli Affari Regionali Maccanico di inserire in finanziaria una norma di delega che prevede il conferimento anche alle Regioni ordinarie di quote di tributi erariali, ed un’altra norma che prevede la revisione degli ordinamenti finanziari delle Regioni a statuto speciale per assicurare una maggiore corrispondenza fra risorse ed oneri per servizi e funzioni, ho fatto presente la intangibilità del riparto fiscale valdostano, costituzionalmente protetto, che può essere oggetto di revisione solo d’intesa con la nostra Regione.
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Nei giorni 7 e 8 ottobre ho partecipato, unitamente all’Assessore all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Fosson, ad un incontro con amministratori e dirigenti della società Siemens in ordine al progetto del traforo ferroviario del G.S.Bernardo, al fine di approfondire e predisporre opportune intese tecniche e finanziarie tali da formare oggetto di un protocollo d’intesa. E’ stato costituito un gruppo di lavoro che opererà nella sede stessa della Siemens in Germania, per concludere i suoi lavori nell’arco di un mese.
Delle risultanze di questo lavoro evidentemente darò notizia alle Commissioni competenti.
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La Giunta regionale, nella riunione del 5 ottobre, ha deliberato di ricorrere alla Corte Costituzionale per illegittimità costituzionale del disegno di legge n. 262 del 15.9.1990, recante Misure urgenti per il finanziamento del saldo della maggiore spesa sanitaria relativa agli anni 1987-88 e disposizioni per il finanziamento della maggiore spesa sanitaria relativa al 1990.
L’iniziativa, che fa seguito ad altre analoghe assunte da alcune Regioni, è volta a difendere la peculiarità dell’ordinamento regionale valdostano e delle autonomie contro un attacco del potere centrale agli istituti riconosciuti e difesi dalla nostra carta costituzionale.
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La Giunta regionale, nella riunione del 12 ottobre, ha autorizzato chi vi parla a proporre ricorso al TAR del Lazio, avverso il decreto del Ministro dell’Interno che bandiva concorso per un posto di assistente sociale e coordinatore dell’amministrazione civile dell’interno.
Il bando è stato impugnato in quanto la prova di francese prevista non era in armonia con quanto disposto dalla normativa.
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Si è svolto nei giorni ad Annecy, presenti i Ministri dell’Ambiente italiano e francese e i rappresentanti degli enti locali di Valle d’Aosta, Alta Savoia e Vallese, un incontro in ordine alla creazione di un eventuale parco naturale del Monte Bianco. La nostra Regione era rappresentata dall’Assessore all’Ambiente Angelo Lanièce. La riunione è stata un momento di confronto sulla necessità della tutela dell’area del Monte Bianco. E’ stato peraltro ribadito da tutti i rappresentanti delle comunità locali che questa iniziativa deve essere gestita dalle comunità locali stesse.
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Devo ancora comunicare che si è registrato in questi giorni un inasprimento delle agitazioni del personale delle dogane, per cui gli sdoganamenti anche in orari normali di lavoro hanno subito dei rallentamenti.
La situazione si sta aggravando di ora in ora, anche a seguito della chiusura del valico del Brennero. Si stanno già registrando intasamenti sulla statale.
Al riguardo questa Presidenza ha dato precise disposizioni alle forze dell’ordine di intervenire secondo un piano di emergenza già concordato in sede di comitato regionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Stiamo comunque seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi, al fine di evitare ogni possibile disagio.
Comunico altresì che per le ore 12 è stato convocato il comitato regionale per l’ordine e la sicurezza per un ulteriore esame della questione.
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Concludo dando lettura di un fax che mi è pervenuto, e credo questo possa far piacere a molti, da parte del Ministero delle Finanze:
Facendo seguito al telegramma n. 42088 del 18.9.90, si comunica per opportuna conoscenza che il decreto di trasferimento alla Regione autonoma Valle d’Aosta dell’immobile indicato in oggetto è stato inviato alla corte dei conti per la regi-strazione.
Non appena sarà registrato, potranno essere impartite tempestive istruzioni alla intendenza di finanza e all’UTE di Aosta per le relative operazioni di consegna.
Trattasi dell’immobile Forte di Bard.
Presidente - E’ aperta la discussione sulle Comunicazioni del Presidente della Giunta. Ha chiesto di parlare il Consigliere Vallet, ne ha facoltà.
Vallet (UV) - Je me rattache un instant à la communication du Président concernant la rencontre qui s’est tenue à Annecy samedi dernier. Une petite précision me soit permise: la délégation était formée par l’Assesseur M. Lanièce, les Conseillers Mafrica, Limonet e moi-même en qualité de Président de la 3ème Commission du Conseil.
Cela dit, je voudrais seulement remarquer qu’au cours de cette réunion il y a eu à remarquer un grand progrès d’ordre politique. Le Président l’a dit, étaient présents non seulement les Ministres de l’Environnement franco-italo-suisse, mais les Ministres mêmes étaient accompagnés du côté français, par les maires des communes de Chamonix et Les Huches, du côté suisse par le Président du canton Valais M. Bornet et des techniciens, et pour ce qui nous concerne par une délégation du gouvernement régional.
Ce que je veux remarquer à cette occasion c’est que cette présence de la Région Vallée d’Aoste n’a pas été un hasard ou n’est pas du au cas; je crois que notre présence a été possible grace aux prises de position de ce même Conseil face à ce problème et face au comportement du Ministère lors de la précédente réunion qui s’est tenue, il y a un an, à Milan, et, permettez-moi de le dire, je crois que quelque mérite l’a aussi le mouvement de l’Union Valdôtaine qui a donné à ce problème une importance tout à fait particulière. On avait organisé à Courmayeur une journée d’étude à laquelle ont participé les représentants du canton Valais et des communes savoyardes, on avait participé en tant que mouvement à une réunion qui s’est tenue à Chamonix au mois d’avril, d’où est sortie la stratégie gagnante. Mais sans entrer dans le mérite, je me borne à dire que la stratégie gagnante a été celle de ne pas refuser à priori le projet mais d’être à notre tour propositifs.
Quant à la réunion d’Annecy personnellement la sensation que j’ai tirée c’est de froid optimisme.
Pour revenir au problème, je crois que ce Conseil devra à nouveau se pencher sur le problème et je crois qu’il sera bien de reporter au Conseil la discussion, afin que le Conseil puisse pourvoir à la nomination d’un groupe de travail, qui devra réaliser ces études préliminaires qui ont été préconisées dans le document de la réunion d’Annecy.
C’est dans cette direction que je préannonce une résolution qu’on présentera au cours de la séance d’aujourd’hui, justement pour que le débat sur ce problème revienne encore une fois au Conseil.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - On a entendu qu’a été présenté le recours contre le décret qui avait été présenté à propos du déficit de la santé.
On ne peut qu’être d’accord sur la possibilité qu’il y ait encore une fois une prise de position de la part de la Cour Constitutionnelle face à un problème si grave, tout en rappelant le fait que malheureusement la Cour Constitutionnelle, il y a quelques mois, s’était déjà prononcée sur un fait analogue. En effet l’année dernière on avait présenté le recours contre l’attitude qu’avait le gouvernement face au problème du déficit de la santé. Je veux rappeler que la loi financière de 1990 prévoyait qu’il y ait une participation en pourcentage des Régions à statut spécial, tout particulièrement pour la Vallée d’Aoste il s’agissait de 20%.
A ce moment on avait présenté recours, malheureusement la sentence n° 381 donne tort à l’Administration régionale.
Par conséquent, tout en espérant qu’il y ait un changement d’avis de la part de la Cour Constitutionnelle, je crains qu’il n’y ait pas tellement de chances face à cette prise de position.
Je crois en même temps de devoir souligner que l’attitude des forces politiques face aux problèmes de la santé est toujours le même: on continue à dire que le déficit est une conséquence d’une gestion pas correcte des Règions et des Communes à travers l’unité sanitaire locale. Or il faudrait par conséquent - et je crois que là il y a eu une prononciation très claire aussi de la part des Communes, la conférence de la "Lega delle autonomie" l’a dit clairement, l’ANCI aussi - qu’il y ait une prise de position contre cette attitude. Au delà des recours je crois qu’il doit y être un changement radical face à ce problème, on a même fait des propositions, on avait parlé là de la fameuse "tassa della salute" ou d’autres problèmes, qui pourraient, alors oui, être gérés des Régions et par conséquent avoir une possibilité de prévoir une gestion différente; autrement on risque vraiment d’avoir de plus en plus le budget qui est lié à des aspects qui ne sont pas conséquents à des choix régionaux. Je crois que c’est le vrai drame des Régions à statut spécial.
On a déjà démontré que des 9/10 qui viennent à la Région seulement les 4/10 sont à la disposition réelle de notre Région et je crois que, si continuent certains changements face au contrat qui donne une retombée négative au point de vue budgétaire que nous connaissons, les termes de répartition vont se réduire.
Alors je demanderais par conséquent une intervention forte de la part du Gouvernement, en interprétant les intentions du Conseil, afin qu’il y ait un changement radical d’attitude de la part du Gouvernement face aux autonomies locales.
En même temps je voudrais demander sur la question concernant le tunnel du Grand Saint-Bernard si on a des nouvelles pour ce qui est de l’appréciation du projet du Ministère compétent. On avait envoyé le projet afin qu’il soit inséré dans le plan des transports national; l’Assesseur Lanivi à son temps avait eu des contacts avec le Ministère, on avait envoyé le projet, je demanderais donc avant tout qu’il soit suivi avec une certaine attention le problème face au plan des transports, car je crois que le premier point, pour ce qui est du soutien de l’initiative, doit être fait de la part de l’état qui doit soutenir la position de l’Administration régionale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Volevo anch’io dire alcune cose sull’importante passo in avanti che è stato fatto per il problema del parco del Monte Bianco.
Credo si debba innanzitutto dare atto al governo regionale di aver voluto coinvolgere - anche se in primo momento si trattava di una delegazione di Consiglieri nominata dalla Giunta - più forze politiche su questo problema. Credo che si debba anche apprezzare la posizione che il governo regionale ha formulato e che la delegazione ha sostenuto negli incontri di Annecy.
In sostanza, in questa riunione i ministri dei tre paesi hanno fatto autocritica rispetto alla impostazione precedente che voleva vedere in qualche modo i ministri come protagonisti, gli stati come decisori sulle caratteristiche dell’utilizzazione di questo parco del Monte Bianco.
Si è invece avuta una delega alle regioni del Valais, dell’Alta Savoia e della Valle d’Aosta per uno studio preliminare, che dovrà poi stabilire come procedere ai piani di fattibilità. Si è anche detto in quella riunione che non si tratta di bloccare ma di proteggere e valorizzare un territorio di alto interesse e anche simbolico.
Credo che sia opportuno in effetti, in questo concordo con il collega Vallet, coinvolgere il Consiglio perchè lo studio preliminare sia fatto nel modo più ampio, interessando anche le comunità locali, interessando tecnici con particolari competenze, perchè la proposta della Valle d’Aosta sia valida, sia condivisa da tutti.
Mi pare che questa strada si possa continuare, dimostrando come la Valle d’Aosta non si sottragga ai suoi compiti ma voglia partecipare attivamente per proteggere il proprio territorio e per rispondere in modo positivo a proposte che possono venire dagli stati.
Credo sia anche interessante e politicamente molto significativo il tipo di rapporto che si è stabilito fra le tre regioni; il fatto che la Valle d’Aosta, il Valais et l’Alta Savoia collaborino strettamente a livello di governi regionali, a livello di Consigli per un obiettivo comune relativo alla gestione del territorio, lascia intravedere possibilità di coordinamento, di collegamento per il futuro che sicuramente potranno avere sviluppi inte-ressanti.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti, anche perchè mi danno l’opportunità di alcuni chiarimenti che mi sembra siano doverosi. Non li ho fatti precedentemente perchè ritengo che in sede di comunicazioni non è il caso di iniziare una discussione su argomenti specifici anche di grossa rilevanza per la nostra Regione.
Anzitutto vorrei dire due parole rispondendo al Consigliere Viérin sulla questione del Prof. Pezzoli.
Il Prof. Pezzoli, interpellato, si è messo su posizioni attuali di collaborazione nei confronti dell’Amministrazione, nel senso che non appena si avranno le decisioni della commissione di coordinamento, egli intende ritirare le sue dimissioni e collaborare almeno per questo ulteriore anno con la definizione del programma dell’IRRSAE, programma altamente positivo e importante per quanto riguarda l’Amministrazione.
Ringrazio il Consigliere Vallet di avere precisato che la rappresentanza non era solo quella dell’Assessore all’Ambiente, in effetti è stato un mio errore; lo ringrazio anche delle sue parole ma volevo dire alcune cose.
La riunione di Annecy è stata preceduta da una riunione informale fra il sottoscritto e il Ministro Ruffolo, riunione - mi permetto di dire - alquanto burrascosa, al punto tale che il Ministro ad un certo punto mi disse: "Se la Regione autonoma Valle d’Aosta non intende partecipare alla riunione, l’incontro di Annecy non verrà fatto perchè il Governo italiano non può parteciparvi in assenza della Regione, in quanto anche gli altri Ministri parteciperanno con le Regioni interessate".
Ho dato l’assenso della nostra partecipazione dopo aver avuto assicurazione da parte del Ministro Ruffolo non solo di quanto sarebbe successivamente avvenuto in sede di riunione ad Annecy, ma soprattutto quando mi ha assicurato il suo particolare interesse alla questione del Parco del Gran Paradiso.
Sulla questione della sanità sollevata dal Consigliere Rollandin (le cui osservazioni peraltro condivido), mi sia consentito precisare che la Corte Costituzionale ha dato torto alla Regione non sullo stesso argomento sul quale oggi è stato fatto ricorso alla Corte, ma sulla questione del 20% occasionale o meno. Le Regioni hanno sostenuto che questa percentuale avrebbe dovuto essere un qualcosa di limitato nel tempo e la Corte Costituzionale non ha dato ragione alla Valle d’Aosta in questa ottica.
Con questo ricorso viceversa vogliamo sostenere la tesi che non è questione del 20%, ma che non vogliamo pagare i debiti che non sono stati fatti dalle Regioni. Quindi è evidente che la situazione giuridica, a mio modestissimo modo di pensare, è completamente difforme. Ma tant’è, noi ci auguriamo, come se lo augurano tutti i Consiglieri, che ci sia un cambiamento da parte della Corte Costituzionale a questo riguardo.
Posso aggiungere, a seguito di un colloquio avuto con il Sottosegretario Rubbi, che questi cercherà di portare avanti con forza quelli che sono gli intendimenti e le ragioni che hanno portato avanti le Regioni a statuto speciale. Come vi ho detto nello scorso Consiglio, le Regioni a statuto speciale hanno fatto un documento comune in relazione alle spese sanitarie e su questo argomento ho trovato il Sen. Rubbi abbastanza favorevole e so che in Commissione sta portando avanti le questioni in modo da limitare, se non eliminare quelle che sono le richieste avanzate dal Governo.
Il traforo del Gran San Bernardo è un argomento sul quale il Consiglio ha discusso varie volte; il secondo e definitivo stralcio del progetto di massima è stato ormai definito e sarà presentato a Saint-Vincent il 14 e 15 gennaio. Di questo progetto stralcio così come del precedente è stato messo a conoscenza il Ministro Bernini, al quale è stata fatta pervenire anche una relazione a questo riguardo.
Il Ministro Bernini ha già nominato un suo tecnico di fiducia per un esame di quelle che sono le tematiche in relazione al progetto fatto dalla Università di Trieste, come i Consiglieri sicuramente sanno.
Il problema del traforo del Gran San Bernardo, oltre ad essere un problema di carattere internazionale, diventa anche un problema di natura squisitamente politica, e cioè se vi sarà la possibilità di una privatizzazione o meno delle linee ferroviarie, o almeno di questa linea ferroviaria.
Per quanto riguarda i finanziamenti, posso dire che la Siemens si è detta particolarmente attenta a questo problema. Le ferrovie dello Stato hanno già dato un loro assenso di massima ad entrare nel pull costitutivo della società, così altre grandi aziende italiane come l’Ansaldo, grandi banche come l’IMI e via di questo passo.
Non ho ancora una risposta ufficiale da parte del Ministro dei Trasporti perchè i documenti gli sono stati fatti pervenire solo una ventina di giorni fa, ma a tutta prima il Ministro, sia pure esprimendo un parere in modo molto informale, mi è sembrato molto attento a questa tematica e sufficientemente favorevole. Anche perchè per quanto riguarda i trafori ferroviari alpini, e quanto è stato fatto precedentemente dà una valenza importante, la Valle d’Aosta è avanti rispetto agli altri di 3-4 anni e questo ci pone in una situazione di privilegio.
Per questo non voglio assumermi nessun merito che non sia mio, anche se qualche giornalista ha messo in giro la voce che qualche forza politica dice cose del genere. Quello che è stato fatto di bene è giusto dirlo ed è apprezzabile per chi lo ha fatto.
Ma al di là del traforo, il problema è di portare la ferrovia da Santhia al traforo e questa è una decisione che riguarda il governo italiano, che in questo momento si trova in una situazione economica abbastanza difficile.
Abbiamo delle grosse chances anche perchè il partner che in linea di massima è stato scelto è un partner che gode della massima autorevolezza, capacità tecnica ed economica, perchè dietro la Siemens esiste la Deutsche Bank che è particolarmente presente a questo tipo di discorso. Il nostro interesse per questo traforo dipende anche dal fatto che la Francia sta mettendo in esecuzione una ipotesi di trafori alpini ferroviari che escluderebbero la Valle d’Aosta dal traffico ferroviario e quindi dai commerci che questo traffico coinvolge. Mi riferisco all’approvazione del traforo ferroviario Fréjus con la possibilità di fare il TGV da Lione a Milano.
Fra l’altro vi è una grossa concorrenza fra francesi e svizzeri in ordine a questo tipo di trasporti, perchè i francesi sono interessati esclusivamente al trasporto passeggeri, i tedeschi guardano viceversa anche al trasporto merci con una riduzione di velocità di una cinquantina di km oraro. Noi fra le due tematiche pensiamo di scegliere quella che è anche commerciale, perchè l’esclusivo trasporto passeggeri, pur essendo importante, non lo è come il traffico commerciale.
Oggi questa è la situazione riguardo al traforo; non ci sono argomenti nuovi, salvo un grosso interesse della Siemens e questa Commissione della quale fanno parte un nostro dirigente e il Rettore Magnifico della Università di Trieste come esperti, per definire i rapporti e soprattutto un preliminare di intesa con la Siemens, cosa che ci interessa avere sia per interessare la Regione Piemonte a questo tipo di discorso, sia per interessare il Governo della Repubblica con un qualcosa in mano di particolarmente fattivo e di particolare interesse.
Mi auguro di aver risposto a tutti i Consiglieri secondo quelle che sono le domande che sono state avanzate a seguito delle mie comunicazioni.
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