Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1332 del 25 giugno 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1332/IX - Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale neoeletto.

Presidente - Dò la parola al Presidente della Giunta regionale neoeletto, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Madame et Messieurs les Conse: je veux, tout d’abord, présenter mes plus vifs remerciements à tous ceux qui on placé leur confiance en moi.

Merci pour m’avoir exprimé votre consentement et votre estime; j’espère ne point décevoir votre favorable appréciation et, dans la lourde tâche qui m’attend, je suis soulagé par la certitude que votre soutien, votre appui, vos très précieux conseils seront utiles, pour remplir efficacement les fonctions que ce mandat comporte.

J’adresse mes salutations respectueuses à la communauté valdôtaine tout en l’invitant à la confiance dans les institutions démocratiques et autonomistes que nos Pères ont conquises dans très dures luttes, mais qui sont aujourd’hui menacées par l’indifférence.

Permettez-moi, maintenant, d’adresser ma pensée aux membres de l’Assemblée Constituante Valdôtaine qui ont travaillé pour obtenir l’autonomie politique et administrative. Leur engagement héroïque dans les difficultés et les troubles d’une époque cruciale nous a permis de cueillir le fruit précieux de l’autonomie. Leur dévouement doit rester un point de repère sûr de nos jours, bien qu’une quarantaine d’années nous sépare de ces temps-là, si nous voulons continuer à nous prodiguer pour le progrès civil et moral de la population valdôtaine.

Je tâcherai, par conséquent, avec toutes mes forces, mais surtout avec les suggestions et les idées qui viendront de cette assemblée, de recuelllir l’héritage de nos Pères, pour que notre "Petite Patrie" dans les années futures puisse atteindre des nouveaux sommets de civilisation.

Nous vivons une période delicate. La Vallée d’Aoste doit être prête à se confronter avec les défis qui se profilent à l’horizon des années quatre-vingt-dix. Pour nous acquitter dignement de notre devoir, il nous faut de la stabilité, de la concorde, de la convergence d’objectifs. Nous sommes convaincus de la nécessité de renforcer les institutions et de les rendre plus fonctionnelles.

Le Peuple Valdôtain, fidèle aux traditions d’un passé glorieux d’autonomie, prétend l’instauration d’une democratie authentique et responsable.

Pour atteindre ce but et pour satisfaire les aspirations très justes de notre Communauté, nous n’avons qu’une route à suivre: favoriser au maximum la participation à la gestion du pouvoir et en même temps donner la transparence à l’adminis-tration.

Di questa urgente ed improcrastinabile necessità di una democrazia più matura si è fatto interprete, con rara lucidità di analisi, il Presidente della Repubblica On.le Cossiga che, in uno dei suoi ultimi e penetranti moniti indirizzati all’intero paese e soprattutto alla classe politica, ha espresso il profondo disagio delle istituzioni ed ha, nel contempo, suggerito la via maestra per dissipare la spirale di indifferenza che avvolge le istituzioni.

Ha detto - tra l’altro - il Capo dello Stato: "Si diffonde e si rafforza nel nostro paese la richiesta di una democrazia più moderna, matura, consapevole, in cui le istituzioni lavorino meglio e in modo più incisivo per il comune benessere e per una sempre maggiore libertà. Una stretta connessione tra le aspirazioni individuali e gli obblighi della solidarietà di tutti, a cominciare dalla classe politica, costituisce la chiave, già indicata nella nostra Costituzione, della soluzione del problema fondamentale della democrazia: il rapporto fra il cittadino e la politica".

Il Presidente Cossiga, dall’alto della sua posizione di garante e custode fedele della Costituzione repubblicana, non è il solo ad esprimere inquietudine per una situazione preoccupante e, nello stesso tempo, a suggerire preziose indicazioni miranti a ridare credibilità alle istituzioni.

Altri acuti osservatori delle nostre vicissitudini politiche e sociali da sempre attenti alle problematiche connesse al funzionamento delle istituzioni, come il Padre Bartolomeo Sorge ed il Prof. Norberto Bobbio, filosofo del diritto e studioso di fama internazionale, da anni lanciano accorati avvertimenti alla classe politica che sembra adagiata nel mero esercizio del potere e dimentica che una democrazia vive solo se c’è il consenso della gente, se c’è una profonda tensione ideale e morale.

Bartolomeo Sorge e Norberto Bobbio hanno in comune una fede illimitata nel metodo democratico e coltivano da sempre il grande sogno di conciliare democrazia e potere nella ferma convinzione però che occorre sempre rispettare pienamente tutte le regole del gioco, se si vuole che la democrazia - il più perfetto, ma anche il più difficile strumento di governo, come amava sottolineare Alcide de Gasperi negli anni della ricostruzione post bellica, sia realizzata pienamente.

La democrazia che per Bobbio è l’antitesi dell’autocrazia, che è la negazione degli "arcana imperii", del "segreto esteso alla vita delle istituzioni". La democrazia - configurata con una frase lapidaria - come "governo del potere pubblico in pubblico", come "il potere visibile contro il potere invisibile", come il rifiuto del "governo privato" contro il "governo pubblico", come rifiuto "di una sfera esorbitante riservata all’esecutivo".

Padre Sorge, nel corso di una profonda lezione di politica, tenuta nella nostra città nel 1987, giungendo alla conclusione della sua circostanziata analisi dei mali che insidiano la democrazia in Italia, lamentava che "la politica da logica di servizio si fosse tramutata in mera logica del potere, a spese della sua ispirazione ideale, culturale ed etica".

Diagnosi, queste, veramente penetranti, che ci devono rendere coscienti della necessità di un radicale cambiamento del modo di concepire la politica, se si vuole esaltare appieno il ruolo centrale delle istituzioni.

In Valle d’Aosta il rapporto fra cittadini ed istituzioni si è logorato in questi ultimi anni. Serpeggia infatti oggi, in ampi strati della popolazione, un diffuso disinteresse per quanto succede nel "palazzo". Questo disinteresse, questa disaffezione, cresciuti paurosamente, non potevano non preoccupare quanti sono fermamente convinti che soltanto il ripristino di un corretto dialogo a livello istituzionale sia la condizione primaria per ridare credibilità alle istituzioni stesse.

Era dunque indispensabile, a fronte di una situazione così delicata, che prendesse l’avvio una coraggiosa iniziativa politica, mirante a ristabilire il pieno rispetto delle regole del gioco che in democrazia - come ricorda il prof. Bobbio - vanno accettate nella loro totalità, pena la decadenza del sistema ed il verificarsi di quei fenomeni degenerativi previsti con grande lungimiranza politica da Alcide De Gasperi agli albori della Repubblica.

Animate da queste convinzioni, che crediamo comuni a tutto il popolo valdostano, forze politiche, diverse per sentire politico, come la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano, il Partito Repubblicano Italiano ed il Movimento degli Autonomisti Democratici Progressisti, si sono trovate concordi nell’assumere in ambito costituzionale iniziative coerenti e necessarie per sbloccare una situazione politiche che rischiava di diventare pericolosa per il buon funzionamento delle istituzioni, nel supremo interesse della comunità valdostana e dell’autonomia della regione, conquistata quest’ultima grazie alla concorde azione di uomini che, pur provenendo da filoni politici ed ideali diversi, avevano saputo operare nel pieno e reciproco rispetto.

Il nostro comportamento è dunque dettato da una precisa volontà di ripristinare a tutti i livelli le regole del gioco teste ricordate.

Non volontà di sopraffazione, non aspirazioni egemoniche muovono il nostro agire, ma semplicemente una rinata tensione ideale e politica per determinare una svolta non più procrastinabile, pena l’inaridimento della vita politica.

Non siamo dunque in presenza di "oscure manovre" contro l’autonomia, ma di un intervento salvifico, finalizzato all’esaltazione del concetto di autonomia che era alla base dell’agire dei nostri mai dimenticati Padri costituenti.

E’ intendimento comune di tutte le forze che hanno sottoscritto l’atto di nascita della nuova maggioranza di programma, che si propone di operare fino alla scadenza naturale della legislatura, potenziare l’autonomia e correggere le distorsioni provocate da un esercizio del potere del tutto estraneo alle tradizioni libertarie, autonomistiche e democratiche di cui i valdostani tutti amano essere gelosi custodi.

E la specificità dell’istituto autonomistico viene esaltata ridando dignità e prestigio al nostro Consiglio regionale che, da organo depositario e fedele interprete della volontà popolare, così come era prefigurato dai costituenti, si è via via trasformato in un mero organo di ratifica di decisioni della Giunta regionale e del suo Presidente.

Un accordo dunque teso a conferire dignità e ruoli propositivi all’assemblea regionale, che dovrà di nuovo diventare il centro decisionale della vita politica.

Un accordo teso a rivalutare il ruolo delle comunità locali, delle cellule primarie del tessuto democratico che sono i Comuni e le Comunità Montane, accantonando la logica che vede nell’ente locale pezzi secondari della Regione e rotelle di un ingranaggio tutto in mano del potere regionale.

Un accordo teso a creare una nuova cultura politica attraverso la riscoperta delle realtà locali dove si fa la prima esperienza della politica. Un itinerario dalla periferia al centro, attraverso il coinvolgimento di tutte le realtà, dalla più piccola alla più grande, come suggeriva con rara lungimiranza Mons. Jean Joconde Stévenin.

Si vuole procedere ad una profonda riforma del nostro sistema autonomistico con l’obiettivo di ridare voce al popolo che liberamente ha scelto i suoi rappresentanti in seno al Consiglio della Valle, visto come il motore della vita politica della regione.

Ci sono infatti in Valle energie che riteniamo debbano essere sfruttate pienamente, nella convinzione che solo attraverso la piena responsabilizzazione della figura del rappresentante della volontà popolare si possa dar forma ad una vera democrazia capace di soddisfare le attese dei cittadini.

E’ un compito arduo, ma non impossibile se tutto il Consiglio regionale saprà cogliere e concretare questa grande opportunità di ridisegnare l’assetto istituzionale della regione.

Esprimiamo l’auspicio che tutte le forze politiche, compresa l’Union Valdôtaine, sappiano cogliere pienamente la portata della nostra proposta programmatica. Dall’Union Valdôtaine ci aspettiamo un atteggiamento costruttivo; anzi, siamo profondamente convinti che così sarà, avendo noi ben presente la funzione storica del movimento regionalista.

Ci sembra dunque necessaria ed urgente in questo momento una rifondazione etica della vita politica e sociale, rimettendo in onore i valori dell’impegno nel lavoro, del sacrificio, dell’osservanza della legge. Ci sono in Valle energie sane, persone pulite, giovani con ideali di generoso impegno a servizio della comunità civile. C’è una esigenza assai sentita che la vita politica sia più vivibile, più giusta e più solidale. Bisogna impegnarsi tutti perchè con il concorso di tante energie sane il volto della Valle cambi radicalmente.

Fatte queste considerazioni di ordine politico generale, mi sia consentita una illustrazione degli indirizzi programmatici della nuova maggioranza regionale.

Indirizzi politico-programmatici

della nuova maggioranza regionale

La formazione di una nuova maggioranza regionale in questo momento della storia valdostana segna e rappresenta una profonda e significativa svolta politica.

Essa nasce dalla comune volontà di introdurre sostanziali cambiamenti nel sistema politico e nei metodi di governo della Regione.

Due sono gli obiettivi principali:

1. ristabilire le condizioni per un pieno dispiegamento del confronto democratico, delle libertà individuali, culturali ed imprenditoriali;

2. ridare impulso all’autonomia e all’autogoverno regionale, affinchè la Valle d’Aosta possa inserirsi nel processo di unificazione europeo e di crescente interdipendenza a livello mondiale, con la propria identità, i propri progetti e le proprie risorse.

La maggioranza si presenta al Consiglio regionale ed all’opinione pubblica valdostana con un documento politico- programmatico che contiene gli indirizzi principali.

Sulla base di tale documento ed attraverso un ampio confronto con le diverse espressioni economiche, sociali e culturali della società valdostana, in tempi brevi sarà predisposto un programma articolato di respiro triennale, che tenga anche conto di quanto di positivo e stato fin qui realizzato e progettato.

Efficienza e decentramento

La maggioranza si adopererà innanzitutto per ridare un ruolo effettivo al Consiglio regionale, ripristinando le sue competenze di indirizzo, di scelta e di controllo (anche attraverso una diversa articolazione delle competenze ed una revisione delle modalità di funzionamento delle Commissioni consiliari permanenti) e ricollocando la Giunta regionale nel suo ruolo statutario di organo esecutivo della volontà consiliare.

Condizione indispensabile per ridare slancio ed efficacia all’attività dell’intera Amministrazione regionale è che il Consiglio regionale recuperi appieno le sue funzioni legislative e di programmazione, dedicando le proprie energie più che a compiti di gestione e di dettaglio, al perseguimento di obiettivi generali di crescita civile, al governo dello sviluppo, all’armonizzazione degli interventi degli Enti locali.

Ciò richiede una netta inversione di tendenza in tema di decentramento finanziario, di competenze e di servizi ai Comuni e alle Comunità Montane ed una piena valorizzazione delle capacità professionali degli uffici e dei servizi regionali. Decentrare al massimo i interventi regionali; avvicinare i centri di decisione ai cittadini: soltan-to così si renderà possibile un controllo sull’operatività e sull’efficienza dell’Amministrazione regionale.

Imparzialità e trasparenza

La Regione tenderà, in ogni campo della propria attività, alla più grande trasparenza, con l’obiettivo di ridare certezza di diritto a tutti i cittadini e di contrastare fenomeni di arbitrarietà e clientelismo.

Il primo criterio guida sarà costituito da una più netta separazione fra le funzioni proprie del potere politico e le funzioni operative e gestionali degli uffici e dei servizi.

Al fine di garantire l’imparzialità, di valorizzare le competenze, di favorire l’inserimento di nuove energie, di semplificare le procedure, verranno messi in opera meccanismi e regole trasparenti per le assunzioni ed i concorsi, per l’affidamento di incarichi e consulenza, per l’aggiudicazione di forniture e di lavori, per le nomine di competenza regionale.

Idonei strumenti garantistici (ad esempio: sportelli del cittadino, difensore civico) verranno predisposti per favorire la conoscenza degli interventi regionali e per tutelare i diritti dei singoli cittadini.

Per le scelte di maggior rilievo la maggioranza si impegna ad aprire canali di confronto diretto con le organizzazioni sindacali e le altre espressioni associative della società civile e a dare la massima pubblicità ed informazione.

La massima trasparenza dovrà essere garantita per ciò che concerne le scelte di gestione e di controllo delle attività della Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Rilancio dell’autonomia

La maggioranza regionale opererà affinche il popolo valdostano, fortemente ancorato alle proprie peculiarità di ordine storico, etnico e linguistico, ritrovi oggi le ragioni di una forte identità collettiva, da riaffermare in positivo, assumendo appieno le sfide poste dall’autogoverno regionale e dall’integrazione europea.

In tal senso la tutela del patrimonio linguistico e la conoscenza e diffusione della lingua francese rappresentano fattori fondamentali di sviluppo e crescita culturale e di collegamento con la più vasta realtà europea.

Fermi restando gli obiettivi di una piena attuazione dello Statuto speciale e di una partecipazione attiva della Regione ai processi costituzionale, la maggioranza si impegna ad operare, ricercando l’accordo delle altre realtà istituzionali e politiche del paese, per la trasformazione dello Stato italiano in senso federale, di modo che la Valle d’Aosta, recuperando la sostanza del progetto di Statuto elaborato dal Consiglio Valle del 1947, possa contare su uno "status" di completa autonomia e responsabilizzazione.

Utilizzazione delle risorse

La Valle d’Aosta sta vivendo sicuramente una stagione di grande disponibilità finanziaria.

E’ necessario non disperdere tali risorse e concentrarle in interventi strutturali, capaci di produrre benefici solidi e duraturi.

La maggioranza intende, fin dalla presentazione del prossimo bilancio regionale, destinare una quota cospicua di risorse a pochi e ben mirati progetti di modernizzazione della nostra regione nel campo delle infrastrutture, dei trasporti, delle telecomunicazioni, della formazione, della azione dei beni ambientali e culturali, del recupero del patrimonio architettonico.

Uno sviluppo solido e duraturo

Una robusta e duratura crescita dell’economia valdostana non può che basarsi sulla conoscenza ed il rispetto delle vocazioni proprie del territorio valdostano e sulla utilizzazione delle sue autentiche risorse materiali ed umane.

La Valle d’Aosta deve perciò valorizzare il proprio straordinario patrimonio ambientale e la sua collocazione al centro dell’Europa.

Su questi fattori occorrerà far leva optando in ogni settore per la scelta della qualità.

Nei diversi settori economici la Regione dovrà perseguire l’obiettivo di uno sviluppo che si autoalimenti, ridefinendo la tipologia dei propri interventi ed abbandonando, ove possibile, il ruolo diretto di operatore economico, per privilegiare compiti di programmazione e di incentivazione.

Deve essere infatti favorita la crescita di una base produttiva e di una imprenditorialità locale, sempre meno dipendente dalle sovvenzioni regionali.

In tale contesto dovrà essere ridefinito il ruolo della Finaosta e dovrà essere precisato quello della Banca regionale.

Un altro fattore essenziale dello sviluppo è rappresentato da un forte impegno nella formazione professionale e nella istruzione, che punti su progetti specifici di formazione, su un contenimento dell’abbandono scolastico e su un innalzamento dei tassi di frequenza universitaria, anche attraverso l’istituzione in Valle di centri di attività a livello universitario.

E’ questo il modo migliore per riaffermare il valore del lavoro e per garantire a tutti i cittadini valdostani una occupazione soddisfacente.

La compatibilità ambientale - il cui strumento essenziale è il piano paesaggistico - dovrà contraddistinguere ogni scelta regionale ed interventi specifici saranno adottati per ridurre gli squilibri ecologici esistenti.

In agricoltura sono maturi i tempi per valorizzare sul mercato, attraverso un ulteriore ammodernamento di tecniche e strumenti, la qualità e la genuinità dei prodotti tipici della Valle d’Aosta e per conseguire un effettivo risanamento del be-stiame.

Nel settore industriale va garantito il rispetto del protocollo di intesa IRI-Regione per la difesa del ruolo della Cogne e vanno ulteriormente favoriti insediamenti di industrie ad alta tecnologia, di cui siano verificate la validità produttiva e la solidità finanziaria.

Per la piccola impresa diffusa (dell’artigianato, del commercio, dei servizi) l’obiettivo e quello di far decollare una rete di servizi reali, pubblici e privati, a sostegno della innovazione, dell’orga-nizzazione aziendale, della penetrazione nei mercati.

La Valle d’Aosta pensiamo possa diventare sinonimo di "turismo in ogni stagione", e ciò attraverso la qualificazione ed il coordinamento dell’offerta, l’ammodernamento del sistema ricettivo, un’agile ed efficiente struttura di promozione commerciale, in grado di affrontare il mercato internazionale.

Nel settore dei trasporti l’intervento della Regione sarà volto all’ammodernamento dell’asse ferroviario regionale, al completamento dell’autostrada in costruzione, alla definizione di nuovi collegamenti ferroviari internazionali, alla limitazione al traffico di mezzi pesanti su gomma, in modo da evitare il raddoppio del tunnel stradale sotto il Monte Bianco.

In campo energetico, con la firma del protocollo Regione- ENEL, si sono aperte prospettive interessanti per la costruzione di piccole centrali idroelettriche.

Uguali diritti di cittadinanza

Obiettivo di un’azione di governo che ponga al centro il rispetto è la promozione di ogni persona e l’estensione di uguali diritti di cittadinanza (al lavoro, alla salute, alla istruzione, alla informazione, ad una casa dignitosa, a servizi efficienti), affinchè ogni cittadino valdostano sia più libero e possa usufruire di una migliore qualità della vita.

A questo fine particolare attenzione sarà dedicata alle fasce più deboli (disabili, anziani, minori, persone in stato di difficoltà, immigrati).

Nel campo dell’istruzione, della cultura e del tempo libero, la Regione opererà per recuperare diseguaglianze che limitano l’accesso ai diversi livelli scolastici, per potenziare le strutture culturali e di ricerca, per attivare iniziative specifiche rivolte ai giovani.

In sintonia con gli orientamenti della CEE, verranno promosse azioni per garantire in ogni campo pari opportunità alle donne. Nell’ambito dei progetti per la salute e la sicurezza sociale particolare attenzione verrà dedicata ad una politica di prevenzione diffusa sul territorio, alla creazione di servizi decentrati di riabilitazione, alla istituzione di nuove attività (ad esempio: ospedalizzazione a domicilio, telesoccorso).

Un grande sforzo sarà fatto, nell’ambito della politica per la casa, per il recupero del patrimonio edilizio esistente, sia attraverso l’intervento pubblico diretto che il sostegno alla iniziativa privata convenzionata.

Misure immediate verranno prese per accelerare le pratiche di finanziamento della prima casa e per la revisione delle norme esistenti in materia di edilizia agevolata e sovvenzionata, e ciò anche attraverso una regionalizzazione dell’IACP.

Una Regione solidale

La maggioranza promuoverà la crescita di una cultura della solidarietà nei confronti delle generazioni future (politica ambientale), dei cittadini del Sud del mondo (cooperazione allo sviluppo), delle persone in difficoltà (lotta alla solitudine, alla droga ed alla sofferenza).

Interventi concreti saranno attuati a sostegno delle associazioni che operano nei campi del volontariato sociale e per la diffusione di una cultura di pace e di solidarità.

Madame et Messieurs les Conseillers,

Je veux conclure cette allocution par une réflexion sur le rôle de la langue française, la langue du peuple valdôtain. Pour nous qui voulons oeuvrer dans le sillon de la plus authentique tradition la langue maternelle est une religion.

Paul Deschanel, Président de la République française à l’âge d’or de la troisième République, affirmait: "La langue est la patrie spirituelle. Elle survit à la patrie terrestre. La langue d’Homère n’a-t-elle pas tenu lieu de patrie aux Hellènes opprimés? Oui, la langue est une religion. La langue est le royaume de l’esprit, qui ne connaît ni les frontières ni la mort. Et quand le Parthénon ne sera plus que cendre, la voix d’Eschyle et la voix de Démosthène continueront de monter vers la roche sacrée et de remplir l’Univers".

La politique, Messieurs les Conseillers, ne consiste pas à écrire des professions de foi; elle ne consiste pas à galvaniser les foules à coups de jeux de mots.

La politique n’a qu’une seule mission: organiser la société.

Eh bien, organisons-là! Mais groupons-nous pour l’organiser, même si les infortunes politiques nous poussent à nous entre-déchirer!

Jean Giraudoux a dit: "Pour dire vrai ou pour dire faux, l’on emploi les mêmes mots; il n’y a que la sonorité qui change. J’ignore ce que c’est ma voix, car je ne perçois que celle de ma coscience! Mais sa sonorité vous assure de ma sincerité, car il ne peut en être autrement".

Madame et Messieurs les Conseillers, puisque je garde confiance en l’avenir de notre chère Vallée d’Aoste, je vous prie de réussir ce miracle: "Etre en cette salle trente-cinq valdôtains en même temps!".

Merci.

Presidente - Ringrazio il Presidente della Giunta e passiamo alla parte successiva dell’ordine del giorno.

Chiederei ai Consiglieri Capigruppo se intendono procedere ad un approfondimento del dibattito già questa mattina e quindi al passaggio ai voti per l’elezione della Giunta.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - La mia proposta è di sospendere lavori; che sia fornita copia della relazione svolta adesso dal Presidente della Giunta, in modo che tutti i Gruppi possano leggersi con calma il testo di questo documento ed oggi pomeriggio possano esprimere le valutazioni, come del resto e avvenuto in tutti gli altri casi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Credo che il dibattito di cui parla il Consigliere Riccarand possa anche essere svolto alla conclusione della elezione della Giunta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Sono stati instaurati dei precedenti che secondo me sono significativi ed utili. A mio avviso, eletto il Presidente, che solo a quel punto poteva fare delle dichiarazioni programmatiche, credo che sia opportuno che le forze politiche abbiano un attimo di riflessione per prendere in considerazione le dichiarazioni programmatiche e successivamente passare alla elezione della Giunta.

E’ stato fatto in altre circostanze, credo valga la pena di farlo anche in questa.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rusci, ne ha facoltà.

Rusci (PRI) - Mi sembra utile un approfondimento anche nella strada insegnata dalla prassi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.

Stévenin (UV) - Je partage l’avis, d’ailleurs vous le demandez.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Lavoyer, ne ha facoltà.

Lavoyer (ADP) - Sono d’accordo sull’approfondimento.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) - Concordo con il Consigliere Stévenin.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (Indipendente) - Anch’io sono d’accordo.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.

Limonet (DC) - Rimandiamo al pomeriggio.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (MSI) - Concordo con il Consigliere Limonet.

Presidente - Concordando con tutti voi, direi di rinviare la seduta alle ore 16 di questo pomeriggio.

La seduta è tolta.

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