Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1329 del 25 giugno 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1329/IX - Comunicazioni del Presidente.

Bich (Presidente del Consiglio) - Vorrei fare delle dichiarazioni, come è mio diritto, riferendomi al dibattito consiliare dell’ultima seduta, in particolare alla polemica che ha coinvolto la mia persona con la richiesta di dimissionamento.

Valutato appieno il senso profondo delle parole e dell’inverosimile animosità dei sentimenti, che ha alterato e degradato il necessario equilibrio per il buon andamento dei lavori assembleari; considerato nel suo vero aspetto il senso degenerativo dei comunicati di parte, rimbalzati sulla stampa ed in televisione in questi ultimi giorni con toni velenosi e diffamatori, non giustificabili in maniera alcuna per un civile dibattito politico; avendo ormai appurato che gran parte della polemica è strumentale ed è conseguenza di interessi personali meschini, o, ancor peggio, di vili sentimenti individuali oltrechè di cinico calcolo, ho assunto la determinazione irrevocabile di ritirare la mia candidatura a cariche esecutive nella costituenda Giunta regionale. Ho richiesto al partito socialista di non avanzare la mia designazione, al fine di avviare il criterio della rotazione delle cariche, che è principio di saggia amministrazione e cementa e rafforza l’indispensabile coesione dei partiti per un’efficace azione politica.

Ribadisco la volontà irreversibile di dimissionare dalla carica di Presidente del Consiglio all’esaurirsi del punto 3 dell’ordine del giorno odierno, al fine specifico e già a suo tempo dichiarato di evitare turbative per la continuità dei lavori consiliari, e pericolosi vuoti di potere nel massimo organo istituzionale della Regione.

Egregi collegi, nella seduta precedente ho sentito evocare le figure più nobili dell’autonomia. Purtroppo il livello medio del confronto politico odierno è caduto largamente al di sotto dell’espressione civile e culturale del popolo valdostano. Questo lo dico con amarezza e lo dico anche con qualche accenno autocritico.

La mia scelta di non assumere cariche nell’esecutivo regionale vuol contribuire unilateralmente, ma senza iattanza e con umiltà, a riportare il dibattito politico ai livelli che sono consoni ad una classe dirigente che intende orientare e guidare il nostro popolo, che può e deve essere così come ha scritto Chanoux nella frase che sta alle mie spalle. Non siamo stirpe di Caino e sapremo affrancarci, se c’è la volontà di tutti, dall’inconciliabile odio fra individui, sentimento fortemente negativo ed irrazionale che in passato, portato alle estreme conseguenze in tempi iniqui e tragici per la patria, ha menato a morte il martire Emile Chanoux ed ha relegato nel suo amaro e volontario esilio il grande Federico Chabod.

Sono certo, cari colleghi, che i sentimenti di moderazione e di saggezza, ma anche di passione e ragione, saranno il filo portante per uscire dal tunnel di questa crisi.

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Vogliamo anche, egregi colleghi, alzarci in piedi per commemorare con un’ombra nel cuore le sessantamila vittime e i duecentomila feriti che sono l’immane tragedia che ha colpito l’Iran a seguito del terremoto di questi giorni.

Il bilancio della catastrofe è immane, le scene di strazio le abbiamo viste tutti alla televisione e sui giornali, manca acqua e luce, servono servizi sanitari.

Voglio esprimere a nome del Consiglio regionale i sentimenti di profondo cordoglio e penso che saremo, come sempre, all’altezza del nostro ruolo per coadiuvare generosamente agli aiuti, come abbiamo sempre fatto.

Prego i Consiglieri di osservare un minuto di silenzio.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV)- Je regrette de devoir intervenir de cette façon.

J’ai le devoir de dire que, face à une interprétation qui a été donnée et a voulu être donnée d’une certaine façon, on n’a pu que répondre en présentant les faits, les dates et les personnes qui étaient concernées.

Je regrette qu’il y ait encore une fois une interprétation malhonnête d’un fait qui s’est passé, sans qu’il y ait de la part des bureaux de la Présidence aucune faute.

Les personnes étaient disponibles et donc on n’accepte pas qu’il y ait la tentative de faire la polémique sur un fait qui s’est passé et là où il n’y a pas seulement toute la bonne foi de ceux qui avaient travaillé et qui étaient disponibles pour faire leur devoir, mais aussi l’exigence d’éclaircir un fait qui malheureusement a eu un certain écho sur la presse.

Je dois dire ceci non pas pour m’excuser de ce qui directement se rattache à moi, mais surtout pour les bureaux qui étaient là et qui étaient disponibles pour faire leur travail.

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