Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1322 del 20 giugno 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1322/IX - Comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Bich (Presidente del Consiglio) - Dichiaro aperta la sessione straordinaria del Consiglio regionale di oggi, sessione richiesta da quattordici Consiglieri in data 6 giugno ultimo scorso con una lettera motivata, che prevedeva l’immissione all’ordine del giorno della mozione di sfiducia alla Giunta regionale.

Do altresì alcune comunicazioni di lettere e petizioni giunte alla Presidenza del Consiglio in questi ultimi giorni. Mi riferisco alla lettera prot. n. 2806 in data 12 giugno 1990, pervenuta alla Presidenza del Consiglio il 13 giugno e inviata dal Presidente della Giunta regionale, il quale ha trasmesso copia delle lettere di dimissioni degli Assessori regionali ai Lavori Pubblici, alla Sanità e Assistenza Sociale, all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti. Il testo di queste lettere è stato diramato ai colleghi Capigruppo, che ne possono prendere atto, come pure delle lettere successive di cui farò menzione.

Altra lettera è giunta in data 19 giugno, indirizzata sempre al Presidente del Consiglio regionale, da parte del Consigliere Segretario Louvin, che ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere Segretario del Consiglio. Il tenore della lettera è riportato sul testo che è stato consegnato ai Capigruppo.

In data 19 giugno è pervenuto alla Presidenza un documento sottoscritto da dodici Consiglieri del Gruppo dell’Union Valdôtaine, che richiede le dimissioni del Presidente del Consiglio e dell’Ufficio di Presidenza, essendo venute meno le condizioni politiche per cui questo ufficio era stato nominato, alla convalida dei Consiglieri del nuovo Consiglio regionale.

Infine, pochi minuti fa, è pervenuta una lettera del Presidente della Giunta regionale, datata 19 giugno, con la quale rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Presidente e trasmette copia, così come prevede il regolamento interno, delle dimissioni a lui indirizzate da parte degli Assessori Perrin, Viérin, Faval e Voyat.

Questi sono gli atti giunti a questa Presidenza.

Sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio, secondo quanto prevede il Regolamento interno del Consiglio stesso, do la parola ai Consiglieri per brevi interventi limitati a cinque minuti.

Louvin (UV) - Je me dois de dire quelques mots au sujet de ces démissions que j’ai remises hier dans vos mains. Ces démissions sont à mon sens, et dans l’opinion également de tout le Groupe politique auquel j’appartiens, un acte politiquement et moralement nécessaire.

Il n’est pas de notre intention de donner ici et en ce moment des leçons de morale; nous nous souvenons cependant qu’au mois de juillet de l’année 1988 tout le Bureau de Présidence, dont j’ai eu l’honneur de faire part pendant deux ans, avait été élu sur la base d’un accord politique. Un accord politique qu’à l’époque le Secrétaire du parti communiste avait voulu stigmatiser et condamner au point que son Groupe politique avait refusé de donner son vote favorable à l’élection du Président du Conseil, estimant que ce même Président était l’expression d’un accord de majorité et non pas d’un consentement unanime de ce Conseil.

La situation actuelle a rendu absolument caduc cet accord, qui a été dénoncé par quatre des cinq partis qui avaient exprimé la majorité précédente.

Cette situation paradoxale fait qu’aujourd’hui le soussigné est encore Secrétaire du Conseil mais non plus l’expression de la majorité, mais d’une probable opposition, que son collègue Secrètaire, de même qu’un des deux Vice-Présidents du Conseil et que le Président du Conseil lui-même ne sont plus totalement "au dessus de la mêlée", parce qu’ils sont "in odore di assessorato", et enfin que l’autre Vice-Président du Conseil, élu en tant qu’expression de l’opposition, deviendrait à son tour expression de la future majorité.

Cette situation est paradoxale et elle impose à notre sens les démissions de tout le Bureau de Présidence.

Ce n’est pas la fonction d’arbitrage impartial qui est attribuée au Bureau de Présidence, qui peut être remplie en ce moment par les hommes qui étaient l’expression d’un accord politique bien précis.

C’est bien pour cette raison que nous avons estimé nécessaire de nous retirer de ce Bureau de Présidence.

Dans la motion de censure présentée par quatorze Conseillers on invoque le respect des règles du jeu et parmi ces règles il y a aussi celle de la trasparence et de la cohérence que nous estimons indispensable de respecter.

Notre décision à ce moment est prise: la balle, M. le Président du Conseil, est maintenant dans votre camp, à vous d’en tirer les conséquences nécessaires.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Condividiamo molte delle considerazioni che sono state svolte dal Consigliere Louvin in ordine al fatto che la Presidenza del Consiglio e il Presidente del Consiglio sono stati eletti per accordi di maggioranza, ma diciamo che di queste considerazioni, che certamente hanno un valore e un significato che vanno considerati, ne potremo tenere conto solo dopo che verrà votata la mozione di sfiducia sulla Giunta che è stata eletta, o se vi sarà la presa d’atto delle dimissioni, perchè su richiesta di ventiquattro Consiglieri saranno inserite all’ordine del giorno di questo Consiglio, ma non prima, perchè in nessun consesso di nessuna parte del mondo, quando vi è una crisi che riguarda il governo, si dimettono i Presidenti delle Camere. Non è successo da nessuna parte, e i Presidenti delle Camere sono pur sempre espressione o di una volontà generale o di una volontà di maggioranza.

Quindi, certamente noi teniamo nel debito conto quelle considerazioni di ordine politico e morale che sono state sollevate e che sono ben presenti al nostro spirito e allo spirito della Presidenza del Consiglio, però diciamo che questa vicenda è nata su una mozione di sfiducia presentata nei confronti della Giunta, ai sensi del regolamento è stata iscritta, è trascorso il termine che doveva trascorrere, quello è l’argomento e non altri.

Successivamente, a seconda delle decisioni che assumerà questo Consiglio, certamente chi ha avuto degli incarichi di responsabilità per effetto di una maggioranza, ne trarrà le dovute conclusioni. Credo che questo sia il rispetto delle regole del gioco democratico.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Già nella riunione della Conferenza dei Capigruppo, quando si è trattato di fissare la data di questo Consiglio, il nostro movimento aveva esplicitamente sollecitato le dimissioni del Presidente del Consiglio. Anch’io ricordo bene che il Presidente del Consiglio e la struttura fondamentale dell’Ufficio di Presidenza venne votata nel luglio 1988 come espressione di un accordo di maggioranza, accordo contro cui noi votammo. Quindi ci sembra doveroso, necessario ed elementare che, nel momento in cui quella maggioranza si è verificato che non esiste più, debbano esserci di conseguenza le dimissioni della Giunta, del Presidente della Giunta espressione di quella maggioranza, ma anche del Presidente del Consiglio che era espressione organica di quel tipo di maggio-ranza.

In questo senso avevamo già in sede di conferenza dei Capigruppo sollecitato queste dimissioni perchè si ridiscutesse in Consiglio anche la nomina del Presidente del Consiglio. Ci sembra anzi questo, dal punto di vista regolamentare, la prima strada da percorrere.

Nè vale, a mio avviso, il riferimento ad altre situazioni di altri Parlamenti, anche perchè per fortuna credo che non dappertutto vale questo principio per cui anche il Presidente del Consiglio è espressione di una parte del Consiglio, cioè di una maggioranza, e non di una minoranza. Noi questo lo contestiamo: abbiamo sempre detto che il Presidente del Consiglio possibilmente deve essere espressione di tutto il Consiglio, come elemento di garanzia, e che se non c’è un accordo di tutto il Consiglio è preferibile che sia espressione della minoranza, come elemento di equilibrio e come elemento di garanzia. Del resto, alla Camera dei Deputati il Presidente, la sig.ra Nilde Iotti, non è espressione di un partito di maggioranza.

Quindi, comunque vadano le cose in questo Consiglio, chiederemo che il Presidente del Consiglio sia espressione o di tutto il Consiglio, se c’è un accordo, o della minoranza, come elemento di riequilibrio nei rapporti fra maggioranza e minoranza.

Ci associamo pertanto - e lo avevamo già fatto in precedenza - alla richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio e dell’Ufficio di Presidenza. Se è necessaria ed opportuna una interruzione dei lavori del Consiglio, se il Presidente del Consiglio e l’Ufficio di Presidenza vogliono avere un momento di riflessione per decidere sul da farsi, siamo d’accordo, però crediamo che prima di inserire all’ordine del giorno la presa d’atto sulle dimissioni della Giunta e del suo Presidente sia opportuno inserire insieme anche le dimissioni del Presidente del Consiglio e dell’Ufficio di Presidenza.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.

Stévenin (UV) - Je demande de pouvoir réunir les Chefs de Groupe, afin de trouver une solution équitable à ce problème.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, vorrei svolgere alcune brevi considerazioni.

Mi rivolgo in modo particolare all’amico Consigliere Louvin, con il quale ho lavorato con passione e con coraggio, il coraggio delle idee promanate dalla nostra piccola assemblea di autogestione del Consiglio che l’Ufficio di Presidenza, per riaffermare la sovranità del Consiglio regionale in tutte le circostanze ed il suo ruolo pulsante e centrale nella vita politica e amministrativa della Regione. In quelle ed in altre circostanze abbiamo sostenuto che il nostro modello di riferimento è proprio il modello parlamentare. Non si è mai verificato che in assemblee elettive legislative la Presidenza dell’assemblea crei un vuoto di potere nel momento più delicato del trapasso di poteri dell’esecutivo. Quindi, suffragato da questa ipotesi e dal sostegno di questi comportamenti e, se mi è consentito, anche di questa giurisprudenza che non è prevista d’altronde nè nel regolamento interno, nè tantomeno nello statuto della nostra Regione, ritengo di dover trarre le conclusioni delle affermazioni politiche rese dai colleghi Consiglieri, in modo particolare dal Consigliere Louvin e dal Consigliere Riccarand, in sedi successive alla sessione odierna del nostro Consiglio.

Essendo la richiesta irrituale, quella di porre all’ordine del giorno le dimissioni del Presidente del Consiglio e dell’intero Ufficio di Presidenza, ritengo che questa proposta, che ha solo un senso politico, vada valutata nella sede opportuna.

Questo per quanto riguarda le comunicazioni del Presidente del Consiglio.

C’è una richiesta pregiudiziale di convocare la Conferenza dei Capigruppo, che dovrà valutare la programmazione dei lavori e l’eventuale programma dei lavori successivi del Consiglio.

Poichè questa è una richiesta pregiudiziale del Consigliere Stévenin, possono intervenire un Consigliere a favore ed uno contro la proposta.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Siamo a favore di questa richiesta di sospensione per concordare con i Capigruppo l’andamento del Consiglio.

Presidente - La seduta è sospesa.

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Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 9,53 alle ore 10,38 per consentire la riunione della Conferenza dei Capigruppo.

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