Oggetto del Consiglio n. 1257 del 23 maggio 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1257/IX - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d’urgenza.
Oggetto n. 2640 in data 23 marzo 1990: Lavori di costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia automatizzato per un campo sperimentale di piante officinali del servizio S.A.T.E.S.S.A. del Comune di Saint-Marcel - Approvazione del progetto e parziale impegno di spesa.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 2659 in data 23 marzo 1990: Lavori di realizzazione del 1° stralcio del 2° lotto dell’acquedotto intercomunale di Ayas-Brusson - Approvazione di perizia di variante tecnica e suppletiva - Approvazione ed impegno di spesa - Approvazione di nuovi prezzi - Proroga alla data di ultimazione lavori.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 2822 in data 23 marzo 1990: Approvazione del programma operativo (F.E.S.R.) relativo alla zona in declino industriale della media e bassa valle centrale della Valle d’Aosta - (Obiettivo 2 regolamento (CEE) n. 2052/88).
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà
Mafrica (PCI) - Nel programma operativo di intervento per aiutare le zone in declino industriale si parla di un centro servizi alle imprese in Verrès per un importo di 3 miliardi. Vorrei avere qualche notizia in merito alle caratteristiche di questo centro servizi.
Gli altri due punti, l’area industriale a Pont-Saint-Martin per un intervento di 8 miliardi e il centro di formazione professionale in Aosta, sono abbastanza comprensibili e ne abbiamo parlato in occasione della crisi industriale della Pont- Saint-Martin o della legge della formazione professionale, mentre non ci sono notizie precise su questo centro servizi a Verrès, pertanto vorrei avere qualche informazione in merito.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Le centre qui est prévu à Verrès est à l’étude en conséquence d’un problème qui est lié à la zone industrielle de l’ex Balzano. Etant donné que nous sommes en train de prévoir le projet qui concerne l’ex Brambilla, les experts chargés de ce projet ont examiné la possibilité de mettre les deux choses ensemble, c’est-à-dire les problèmes de la formation liés aux problèmes de l’école. Ils ont déjà présenté une relation qui va dans la direction d’utiliser un bâtiment, qui à présent est employé comme garage pour les travaux publics, et qui pourrait être la zone plus utile pour avoir un centre de formation dans la Basse Vallée.
Quant aux autres centres, comme vous savez, pour Aoste il y a le projet qui concerne l’ex Foyer; la zone de l’ex Ilssa, au contraire, est liée aux engagements qui avaient déjà été pris pour l’indus-trialisation de la zone même. C’est dans ce sens qu’ont été prévus les trois projets que nous sommes en train de définir.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 2908 in data 30 marzo 1990: Lavori di consolidamento statico e restauro del castello di Quart (1° lotto) - Approvazione di perizia suppletiva ed impegno di spesa.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Ho letto sia la delibera della Giunta che l’atto di sottomissione presentato dall’impresa: da questa documentazione non si riesce a capire quale sia la ragione di questa perizia suppletiva.
Ho chiesto in commissione e ho capito che in realtà si tratta non di una perizia suppletiva per ultimare i lavori, ma di una perizia suppletiva per non ultimarli, vale a dire, visto che i fondi stanziati da questo Assessorato per il restauro dei monumenti sono insufficienti, si prevede una spesa aggiuntiva per una copertura in attesa che ci siano i fondi per poter continuare i lavori.
Vorrei sapere se è questa la motivazione della perizia suppletiva; questo è quanto ho capito io perchè nella deliberazione si dice: "concernente opere di maggior consolidamento per poter ultimare i lavori". Nell’atto di sottomissione si dice: "per il completamento di dette opere la direzione ha redatto perizia suppletiva". Se non ci sono informazioni sufficienti, vorrei sapere se corrisponde al vero questa spiegazione, cioè se questa perizia suppletiva è per una copertura, per evitare che i lavori già fatti vengano danneggiati dalle intem-perie.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - E’ noto che per quanto riguarda interventi di recupero nei castelli si procede per lotti successivi, in funzione di quelle che sono le scelte che si fanno in occasione della predisposizione del bilancio regionale, e di conseguenza si agisce.
Per quanto riguarda in specifico il castello di Quart, riteniamo di poter aggiudicare un lotto anche per l’anno 1990, non appena sarà predisposto l’assestamento di bilancio. Quindi si tratta soltanto di proseguire un lavoro unitario dal punto di vista progettuale, che viene effettuato in funzione dei successivi finanziamenti che l’Amministrazione, per il tramite della Giunta, provvede a fare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - La spiegazione che ha fornito l’Assessore non è convincente: il grosso della perizia suppletiva è dato da opere in economia che passano da 153 milioni a 411 milioni e che non sono assolutamente specificate. Nella riunione in commissione abbiamo capito che si trattava di un intervento in attesa di poter continuare in seguito, quindi votiamo contro questa deliberazione perchè ci sembra che non si sia proceduto con la dovuta attenzione alla impostazione del bilancio. Anzi, raccomandiamo all’Assessore che nel bilancio prossimo a questo settore siano destinati maggiori interventi.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Il Consiglio approva.
Oggetto n. 2963 in data 30 marzo 1990: Società Cooperativa "Cooperativa elettrica Issime" a r.l. - Rinnovo concessione di un impianto idroelettrico - Approvazione dello schema di convenzione.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 3120 in data 6 aprile 1990: Lavori di costruzione di impianto di rilevazione automatica d’incendio nel presidio ospedaliero di Viale Ginevra in Comune di Aosta - Approvazione progetto esecutivo - Appalto dei lavori a licitazione privata - Approvazione ed impegno di spesa.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - I poteri della Giunta sono quelli di prendere deliberazioni per conto del Consiglio quando ci siano casi di urgenza.
Ora, l’Assessore Fosson deve avere una concezione dell’urgenza forse legata alle sue memorie agostiniane sul tempo, perchè c’è una legge del 1984 che imponeva di adeguare gli impianti in modo da poter rivelare per tempo gli incendi. Qui, dal 1984 al 1990, decidiamo oggi di provvedere d’urgenza alla costruzione di un impianto di rilevazione automatica d’incendio nel presidio ospedaliero. Vorrei sapere dall’Assessore entro quanti decenni viene contenuto il concetto di urgenza nella sua visione temporale.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore ai Lavori Pubblici Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (DC) - Ho l’impressione che andremmo ad addentrarci su temi di portata filosofica che esulano dai compiti di questo Consiglio. Potevamo al limite presentare questa deliberazione come proposta al Consiglio e non come ratifica in via d’urgenza; abbiamo ritenuto di seguire questa strada. Non nascondo comunque che i tempi di progettazione sono stati abbastanza laboriosi.
Procederemo quanto prima alla gara di appalto e alla esecuzione dei lavori.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 3399 in data 13 aprile 1990: Recupero forni e mulini in Comune di La Magdeleine - Intervento di cui alla legge regionale 18 agosto 1986, n. 51, per il triennio 1987/1989 - Esecuzione dei lavori in economia diretta - Approvazione di perizia suppletiva ed approvazione di spesa.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 3547 in data 20 aprile 1990: Lavori di ricostruzione di un ponte in c.a. sulla strada regionale n. 28 di Bionaz al Km. 15+160 e relativi raccordi - Approvazione di perizia suppletiva - Approvazione ed impegno di spesa.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all’unanimità.
Objet n° 3594 en date du 20 avril 1990: Organisation de la "3ème fête valdôtaine et internationale des patois": La Salle 22 et 23 septembre 1990 - Approbation et engagement de dépense - Liquidation d’une première subvention à la Pro-Loco de La Salle.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - E’ già sicuramente spiacevole che si usi con questa enfasi il termine patois, perchè è sicuramente, dal punto di vista scientifico, impreciso: la lingua francoprovenzale è riconosciuta come lingua da parecchi studiosi e a me pare sminuita nella sua importanza nel momento in cui si continua ad usare il termine "patois". Il termine "patois" può essere adoperato nella conversazione corrente, ma se usato per definire una manifestazione, che mi auguro vuole essere di promozione e di valorizzazione delle parlate e della lingua francoprovenzale attorno al Monte Bianco, è sicuramente impreciso.
Quindi in questa direzione mi sembra che non si colga bene lo spirito che sta dietro a questa iniziativa, cioè di valorizzare questa parlata. Ma questo è un dettaglio.
Il vero problema è che attorno al francoprovenzale, specie nella vicina regione Piemonte, accade che ci siano tante persone che si fanno i gargarismi, ma che poi in realtà con il francoprovenzale, con la difesa della lingua e della cultura delle valli abbiano poco o niente a che spartire. Mi riferisco alla vicenda politica - che è costata al Movimento autonomista piemontese il secondo Consigliere provinciale a Torino - della presentazione della lista dell’Union Valdôtaine alle elezioni provinciali di Torino, argomento su cui torneremo puntualmente in questo Consiglio perchè è un argomento interessante.
Questa lista si è presentata con l’alibi della difesa, o magari con la buona intenzione (perchè diceva quel tale che le pareti dell’inferno sono tappezzate di buone intenzioni) di tutelare la minoranza francoprovenzale della regione Piemonte; grazie a quei tremila voti dispersi, il Movimento autonomista piemontese non ha preso il secondo consigliere alla Provincia di Torino e queste sono le buone intenzioni che vanno a buon fine.
Comunque, questa lista si era presentata con il progetto di tutelare l’immagine dei francoprovenzali nella regione Piemonte. E’ vero che aveva anche dei Valdostani in lista, e voglio citarli per la storia: il sig. Pino Cerise, già direttore del giornale "Lombardia autonomista" ed attuale direttore del "Peuple valdôtain", ed il sig. Nigra, Sindaco di Montjovet, che hanno avuto rispettivamente lo 0,2 e lo 0,3 per cento dei voti, che sono percentuali incoraggianti perchè in questo modo il sig. Cerise e il sig. Nigra può darsi che fra duemila anni (per ricollegarmi al discorso temporale che si faceva prima) portino ad un qualche risultato i tremila voti che sono riusciti intelligentemente a disperdere alla Provincia di Torino.
Quello che voglio dire è che questa lista ha raggiunto un solo risultato, ed è stato quello di indebolire la possibilità di tutelare il francoprovenzale nelle valli del Piemonte, perchè i politici dei partiti che sappiamo benissimo essere nella loro globalità tendenzialmente ostili alle minoranze linguistiche, di fronte a questa poca rispondenza ad una lista che si proponeva di tutelare la minoranza francoprovenzale, hanno un alibi in più - lo avevo già detto la volta scorsa, ma lo ripeterò in seguito, perchè è un argomento su cui torneremo puntualmente in questo Consiglio - per sminuire l’importanza della presenza e della cultura francoprovenzale nelle valli del Piemonte.
Siccome vedo in questa deliberazione che uno degli obiettivi è quello di offrire pranzo e cena ad un migliaio di persone che provengono sia dalla Valle d’Aosta che dal Piemonte, volevo solo far presente che sarà simpatico offrire il pranzo agli amici che arrivano dal Piemonte, però con la cautela, con il consiglio, con l’incoraggiamento alla Giunta di offrirlo agli scrittori francoprovenzali delle valli, non magari solo ai candidati di qualche lista, tenendo presente che non sempre i candidati delle liste sono scrittori e non sempre gli scrittori sono candidati nelle liste.
Fatta questa osservazione, che è molto pacata e serena, riaffermo il fatto che considero giusto questo tipo di impostazione, ma che continuo a pensare che per la lingua francoprovenzale dovremmo cominciare ad ipotizzare qualcosa di più e di meglio, tenendo presente che su questo, fuori dalla Valle, esiste una assoluta mancanza di conoscenza.
Leggevo l’altro giorno una intervista che l’ultimo dei senatori, il sig. Bossi, ha rilasciato al giornale di Montanelli, dove dichiarava che la situazione in Valle d’Aosta era molto diversa rispetto alla Lombardia, in quanto in Valle d’Aosta c’è solo il problema del francese, mentre in Lombardia, essendoci solo il dialetto lombardo, devono occuparsi di fare la guerra non ho capito bene a chi; non devono comunque occuparsi della lingua.
Credo invece che in Valle d’Aosta ci sia la presenza del francese e che sia importante, ma che il francoprovenzale debba avere una sua specificità esattamente come altre lingue contigue. E’ chiaro che - e questo è un argomento che potrebbe essere approfondito da questo convegno - fino a quando qualcuno continua a ritenere che, ad esempio, fra piemontese e francoprovenzale esiste un rapporto di conflittualità, è impossibile riuscire a tutelare compiutamente le due parlate. Penso invece che esista un rapporto di contiguità e di reciproco arricchimento, specie nelle valli francoprovenzali del Piemonte, e bisognerebbe anche in questa direzione cominciare a ragionare in termini nuovi e non solo, come ha fatto una vecchia scuola di pensiero, ritenere da un lato importanti quelle lingue che hanno uno Stato alle spalle, dall’altro mettere in subordine le lingue che vengono ricondotte a schemi linguistici generalizzati, cioè il patois inteso come variante o come dipendente del francese, ed ancora i dialetti considerarli niente.
Ritengo che i dialetti abbiano una loro specificità e una loro importanza e che siano fra l’altro lo strumento principe di riappropriazione dell’identità nazionale di un popolo. Credo che la nazionalità valdostana non sia tanto caratterizzata dal punto di vista linguistico dall’uso del francese, perchè anche i negri dell’Africa quando rimangono in Africa parlano in certe zone il francese, mentre quello che in questa deliberazione viene chiamato patois, cioè la lingua francoprovenzale, è una delle caratterizzazioni più importanti della nazionalità valdostana. E questo vale anche per altri popoli.
E’ chiaro che per il popolo piemontese la lingua piemontese è caratterizzante ed è tra l’altro strumento di riappropriazione di identità, perchè voi capite che in un Piemonte dove ci sono un milione di immigrati che pretenderebbero di imporre lingue straniere, la lingua piemontese diventa uno strumento di autodifesa. Non vorrei che il franco-provenzale diventasse sempre di più strumento di tutela e di autodifesa anche in Valle d’Aosta.
Avete visto alle ultime elezioni al Consiglio comunale di Aosta: c’è stato qualcuno che addirittura ha presentato una lista che pretenderebbe di snaturare l’identità etnica della Valle. Quindi vuol dire che il pericolo di colonizzazione anche linguistica esiste, è forte, per cui la tutela e la difesa della lingua può essere uno strumento in questa direzione. Sono favorevole a questa deliberazione; volevo solo richiamare l’importanza di non enfatizzare il termine patois, perchè questo termine nella sua accezione corrente ha una sfumatura spregiativa o comunque minorizzante; quindi direi che usare il termine francoprovenzale può essere molto più propositivo. Raccomando la cautela già richiamata, che comunque riprendo, nei confronti di un convegno che dovrebbe essere propositivo e l’importanza di cominciare a pensare ad iniziative molto più probanti su questo settore.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Seulement pour avouer mon incompétence à propos des systèmes de désinfection orale du Piémont et pour dire que la fête du patois est en train de se dérouler d’une façon impeccable.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 3691 in data 27 aprile 1990: Esecuzione di un lavoro aereo per l’intervento antiparassitario contro la Lymantria M., in varie zone boscate della Regione - Appalto a trattativa privata - Approvazione ed impegno di spesa.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Per chiedere all’Assessore all’agricoltura se può illustrare brevemente questa deliberazione, collocandola in un contesto più generale della situazione della foresta nella Valdigne, cioè se può dare alcune informazioni al Consiglio rispetto alla situazione del bosco in tale zona, che è visibilmente degradato, però non sempre si riesce a capire l’entità reale del fenomeno.
Vorrei sapere quali sono le cause di questo fenomeno, se è vero che, ad esempio, lo stesso fenomeno della lymantria ha potuto essere intensificato dalla presenza di sostanze inquinanti nella zona, e se ci sono situazioni simili che ad esempio si possono riscontrare nell’altro versante della Savoia. Inoltre chiedo come si intende intervenire rispetto ad un’opera di rimboschimento nelle zone che sono state più pesantemente colpite dal fenomeno di questo parassita o comunque di fronte ad un deperimento del bosco.
Perrin (UV) - Comme les Conseillers savent, l’année dernière nous sommes intervenus sur environ 7000 hectares de forêt plus ou moins attaqués par cet insecte, la lymantria, avec de résultats moyens, puisque nous n’avons pas voulu intervenir avec des produits chimiques, mais uniquement à travers un produit biologique," bacillo turingensis", qui évidemment a des effets qui ne sont pas sûrs, comme au contraire par l’emploi de produits chimiques.
Il faut dire que la situation est en train de s’améliorer légèrement par la nature elle-même, parce que finalement l’année dernière sont apparus les parasites de la lymantria, parasites que nous attendions depuis longtemps, parce qu’en général, lorsqu’il y a un attaque de lymantria, l’année successive cet insect est attaqué par des parasites propres. Environ 30% des larves qui ont été examinées l’année dernière sont attaquées et donc il y a l’espoir que la nature même aide dans cette lutte.
La situation s’est légèrement améliorée aussi par le fait que, s’il y a une extention du territoire attaqué, il y a une nette diminution dans l’intensité de l’attaque et donc des dégâts qui se sont produits.
Pour ce qui concerne les causes, évidemment il n’y a pas d’études approfondies à cet égard; les attaques de lymantria sont historiques et il y en a eu même lorsque certains phénomènes de pollution de l’air et des pluies n’existaient pas. Donc je crois qu’on ne peut pas attribuer à une cause telle que la pollution l’arrivée massive de ces attaques, qui ont d’abord débutés vers les années 1983-84 sur le versant nord des Alpes, débordés en 1984 vers le sud et à partir de 1986-87 à l’ouest des Alpes mêmes.
Nous interviendrons cette année pour contenir l’attaque en utilisant toujours un produit biologique mais de différente espèce; tandis que l’année dernière nous sommes intervenus avec un seul type de "bacillo turingensis", cette année nous interviendrons avec d’autres types. Il faut dire que là aussi l’industrie du secteur est en train de s’évoluer et parait-il qu’il y a maintenant en commerce des produits plus efficaces. Nous espérons avec cela pouvoir améliorer la situation.
Pour ce qui concerne le Valdigne, nous sommes en train de compléter le débardage des plantes qui ont été infestées en ces dernières années et qui sont mortes. Nous avons déjà commencé aussi le reboisement de ces zones: programme qui sera de longue durée, vu d’un côté la portée des zones attaquées et de l’autre côté le gros désastre survenu entre la nuit du 27 et 28 février dernier, quand cette tempête de vent a détruit des centaines d’hectares, et donc une partie de la main d’oeuvre devra être déplacée dans ce secteur.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all’unanimità.
Oggetto n. 3764 in data 27 aprile 1990: Concessione e liquidazione di un contributo straordinario al consorzio fra i Comuni di Nus, Fénis, Saint-Marcel e Chambave, per il disavanzo delle spese di gestione per l’anno 1988, dell’asilo-nido.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.
Monami Cristina (PCI) - Ho visto che si tratta di un consorzio di quattro comuni: volevo sapere grosso modo quanti sono gli utenti a cui si rivolge, quanti sono i bambini interessati, quanti gli insegnanti, quanti i plessi scolastici, ed eventualmente qualcosa di specifico circa la gestione di queste strutture.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Per i dati complessivi farò avere un appunto al Consigliere, perchè non li ho qui.
Comunque i bambini presenti sono circa 25, gli insegnanti sono 6.Chiedo al Consigliere di formalizzarmi i dati richiesti per potergli fornire una risposta dettagliata.
Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all’unanimità.
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