Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1147 del 4 aprile 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1147/IX - PRESA D'ATTO DELLA PETIZIONE CONCERNENTE: "MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI SANITARI A FAVORE DELLE PERSONE ANZIANE CRONICHE NON AUTOSUFFICIENTI". (Reiezione di risoluzione)

PRESIDENTE:La risoluzione in oggetto, della quale do lettura, è stata presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica ed è iscritta al punto 17 dell'ordine del giorno. Essa è accompagnata da una lettera del Presidente della 5a Commissione, nella quale si comunica che nel corso di una riunione della stessa Commissione sono stati sentiti anche i proponenti della petizione.

RISOLUZIONE

Esaminata la petizione sottoscritta da 1963 cittadini valdostani, contenente richiesta al Consiglio regionale per il miglioramento dei servizi sanitari a favore delle persone anziane;

Rilevato che tale petizione esprime esigenze ampiamente condivisibili e formula delle proposte precise e concrete;

Evidenziato, in particolare, che la richiesta di un servizio di ospedalizzazione a domicilio deve essere accolta favorevolmente, anche alla luce delle positive esperienze realizzate in altre città;

il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale:

1) ad elaborare un progetto per l'istituzione di un servizio di ospedalizzazione a domicilio;

2) a presentare all'esame ed all'approvazione del Consiglio, entro 90 giorni, tale progetto.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):Questa petizione, sottoscritta da circa 2.000 cittadini della Valle d'Aosta, affronta una serie di punti molto importanti riguardanti le condizioni di vita e di assistenza, soprattutto delle persone anziane della nostra Regione. In particolare essa rivolge all'Amministrazione regionale tre richieste molto precise.

La prima richiesta concerne l'istituzione di un servizio di ospedalizzazione a domicilio. Si tratta di un servizio nuovo, che mira a curare l'anziano ammalato mantenendolo il più possibile nel suo ambiente e nella sua abitazione. Tale servizio è già stato sperimentato in altre città d'Italia, in particolare nella vicina Torino, e che, da quanto abbiamo capito dall'esposizione fattaci in sede di Commissione, ha avuto il suo avvio in Francia, a Grenoble, e che ormai è diventato qualcosa di più di una semplice sperimentazione, un qualcosa di solido, che ha dimostrato di funzionare e di dare risultati positivi rispetto alle condizioni di assistenza dell'ammalato anziano. Anche sul piano finanziario, tale servizio ha dimostrato di essere competitivo, cioè di comportare dei costi inferiori alla ospedalizzazione propriamente detta. Questa è la prima richiesta che viene formulata dalla petizione.

C'è poi una seconda richiesta, che riguarda il funzionamento delle microcomunità, nella quale viene sottolineato il problema che riguarda i pazienti non autosufficienti ricoverati in queste comunità e che fanno acquisire a queste microcomunità una dimensione di tipo prettamente sanitario e che quindi non dovrebbe comportare, almeno per questo tipo di pazienti, degli oneri a carico dell'utente, perché, come sappiamo, il servizio sanitario è gratuito. Si chiede pertanto un passaggio di gestione, in modo da poter affrontare questo problema, perché le microcomunità, nate con uno scopo prevalentemente assistenziale, si stanno progressivamente trasformando in strutture di tipo più prettamente sanitario e, in quanto tali, dovrebbero essere gratuite.

La terza richiesta contenuta nella petizione riguarda l'istituzione all'interno dell'ospedale di una figura nuova, la cosiddetta "badante", che possa essere di sostegno e di assistenza ai pazienti per quanto riguarda l'alimentazione, l'igiene personale, la sorveglianza continuativa. Si tratta di un sostegno ulteriore, talvolta svolto da personale volontario, ma che è notevolmente carente e che richiederebbe appunto una figura di tipo nuovo all'interno dell'ospedale.

Questa petizione è stata esaminata e discussa in due riunioni della 5a Commissione, allargata anche a Consiglieri che non fanno normalmente parte della stessa Commissione, nel corso delle quali abbiamo avuto anche l'occasione di sentire i responsabili locali e nazionali dell'ULCES e di altri organismi che si occupano dell'assistenza e di questi problemi degli anziani.

In particolare, dall'esposizione riguardante le esperienze già attuate nel servizio della ospedalizzazione a domicilio, è stata sottolineata l'opportunità di creare anche nella nostra Regione un servizio di questo genere. C'è stata una dettagliata esposizione del dott. Pernigotto di Torino, che da anni segue e pratica questo tipo di servizio, con l'illustrazione dei suoi benefici, che credo siano incontestabili.

La stessa esposizione dei funzionari dell'Assessorato alla Sanità, che hanno partecipato alle riunioni della Commissione, ha sottolineato l'importanza che anche nella nostra Regione si arrivi all'istituzione di questo servizio di ospedalizzazione, mentre è stata espressa qualche perplessità rispetto all'istituzione della figura della "badante".

In ogni caso, tutti i punti della petizione sono stati ritenuti come un positivo contributo di proposta e come richieste che devono trovare un positivo accoglimento. Per questo motivo il Gruppo Verde Alternativo, insieme al Gruppo del PCI, ritiene opportuno presentare all'esame del Consiglio una risoluzione, in modo che dall'esame della petizione il Consiglio tragga alcune conclusioni. In particolare, vogliamo sottolineare il servizio di ospedalizzazione a domicilio, che ci sembra il punto centrale e più immediatamente realizzabile.

Ecco il testo della risoluzione:

"RISOLUZIONE

Esaminata la petizione sottoscritta da 1963 cittadini valdostani, contenente richiesta al Consiglio regionale per il miglioramento dei servizi sanitari a favore delle persone anziane;

Rilevato che tale petizione esprime esigenze ampiamente condivisibili e formula delle proposte precise e concrete;

Evidenziato, in particolare, che la richiesta di un servizio di ospedalizzazione a domicilio deve essere accolta favorevolmente, anche alla luce delle positive esperienze realizzate in altre città;

il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale:

1) ad elaborare un progetto per l'istituzione di un servizio di ospedalizzazione a domicilio;

2) a presentare all'esame ed all'approvazione del Consiglio, entro 90 giorni, tale progetto".

Il Gruppo Verde Alternativo ed il Gruppo comunista presentano all'attenzione, all'esame ed alla votazione del Consiglio questa proposta di risoluzione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Noi, insieme al Gruppo Verde Alternativo, abbiamo sottoscritto questa risoluzione, perché ci sembra che dall'esame di una petizione si debba uscire con qualche decisione. Non ci sembra che il tutto possa esaurirsi soltanto con una osservazione fatta alla petizione da parte dell'Assessore e con un'audizione da parte della Commissione.

La petizione chiede degli impegni ed a noi sembra che il Consiglio debba determinare qualche iniziativa ed anticipare qualche volontà, altrimenti l'esame delle petizioni rimane un puro esercizio rituale.

Vediamo ora qualche considerazione sulle risposte fornite dall'Assessore Lanièce alla petizione.

Alla prima richiesta di istituzione di un servizio di ospedalizzazione a domicilio l'Assessore risponde con un'affermazione che, a nostro giudizio, non è una risposta adeguata, anzi è molto inadeguata, perché egli dice: "Noi, nell'ambito della convenzione con i medici generici, abbiamo stabilito un servizio di assistenza programmata per gli assistiti non ambulabili". Indubbiamente, può essere utile che il medico di famiglia - per chiamarlo in questo modo - prenda l'impegno di fare un certo numero di visite a particolari pazienti, ma questa non è assistenza a domicilio nel significato della dizione "ospedalizzazione a domicilio".

L'ospedalizzazione è una fase della cura che viene effettuata fuori dall'ospedale, che non richiede un'assistenza generica, ma un'assistenza specialistica. Una cosa, quindi, è la programmazione degli interventi del medico generico, che ovviamente farà la sua parte, altra cosa, invece, è il prolungamento organizzato a domicilio dell'assistenza ospedaliera.

A noi sembra che questo tema sia molto interessante e molto utile, perché può servire prima di tutto per risolvere problemi di posti letto in ospedale, in secondo luogo per verificare in casi particolari una ospedalizzazione a domicilio, per esempio, di pazienti oncologici, per i quali non si richiede il continuo ricovero in ospedale e che, pur avendo bisogno di cure, possono essere seguiti anche nel proprio domicilio.

Ci pare quindi che la risposta debba essere esaminata e noi chiediamo alla Giunta di fare un progetto. In Commissione noi abbiamo sentito esporre dei dati e delle cifre che dimostrano come un servizio ben organizzato di ospedalizzazione a domicilio sia possibile senza grossi sovraccarichi di personale ed anzi con risparmi nei costi. Vorremmo che la cosa fosse verificata. Crediamo che nella nostra Regione ci possa essere la possibilità di risolvere alcuni problemi comuni a molti anziani, in modo che costoro possano essere curati e seguiti nel proprio domicilio e nel proprio ambiente.

Per quel che riguarda il secondo punto della petizione, la risposta dice che saranno istituite delle RAS, cioè delle residenze sanitarie assistenziali, che sono strutture con meno di 120 persone, che, come è detto qui, dovrebbero essere istituite una per distretto.

Ovviamente si tratterà di vedere come questa risposta verrà attuata o applicata, ma comunque diciamo che può essere ritenuta soddisfacente.

Ancora non soddisfacente è la risposta al problema della "badante". Ci pare ovvio che ci siano dei problemi di qualifica professionale e che, specie se si intende per "badante" una figura di tipo infermieristico, si ripresenti il problema del numero di infermieri esistenti in questa Regione. Qui, però, si vuole dare un'ipotesi di soluzione diversa. E' necessario fare tutto quello che è possibile per aumentare il personale infermieristico disponibile presso la nostra USL, ma ci sono situazioni come quella di Geriatria, nelle cui due sezioni di notte sono presenti soltanto una infermiera professionale ed una generica, con trenta persone. In geriatria ci sono anziani che devono ricorrere all'aiuto di persone che prestano la loro opera di assistenza, ottenendo in cambio un compenso che per alcune famiglie rappresenta un peso.

Ora, senza voler organizzare le cose in chissà quale modo e quindi senza voler nascondere che esistono problemi per le infermiere, è possibile che delle ausiliarie con specializzazione socio-sanitaria facciano almeno quello che oggi è fatto dalle persone che sono cercate appositamente dalle singole famiglie per far assistere in qualche modo i loro pazienti anziani che ne hanno bisogno. Noi pensiamo che possa essere fatto un certo sforzo per risolvere anche questo problema, studiandolo e verificandolo.

Confermo comunque quello che è stato detto prima dal Consigliere Riccarand. Il problema principale è di non far passare senza prestare alcuna attenzione la questione della ospedalizzazione a domicilio, ma di verificarla, di studiarla, di fare un progetto e poi di portare in Consiglio regionale le risultanze di questo esame. Ho invece l'impressione che, se si passa questa petizione prendendone semplicemente atto, non si farà nessun passo in avanti, ma si darà solo una formale risposta alla petizione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):In linea generale noi ci rimettiamo a quanto abbiamo già detto rispondendo per iscritto alla petizione presentata al Consiglio.

In merito alla questione dell'assistenza domiciliare a cui si fa cenno al punto 1, vorrei specificare che quanto è stato sottoscritto nell'accordo integrativo regionale sull'assistenza non era in sostituzione dell'ospedalizzazione a domicilio, ma si trattava solo di un primo passo fattibile. Certamente si possono fare grandi discorsi, ma è molto più importante vedere ciò che si può fare in concreto ed immediatamente.

Con l'accordo siglato nel mese di marzo dell'anno scorso, quindi più di un anno fa, noi abbiamo cercato di portare avanti questo discorso per cominciare ad offrire una certa forma di assistenza e per ridurre il numero di ricoveri, specie dei pazienti che possono essere curati a domicilio. Nella convenzione si fa esplicito riferimento alla "assistenza domiciliare nei confronti di pazienti non ambulanti, che, per ragioni di età, invalidità e malattie croniche, non siano in grado di frequentare lo studio medico". Molte volte, infatti, questi pazienti, purtroppo, venivano mandati direttamente all'ospedale, perché era difficile far arrivare il medico per malattie croniche o di lunga degenza.

Nell'accordo stipulato l'anno scorso si prevedevano appunto tutte le varie prestazioni ritenute utili ed indispensabili: "Controllo dello stato della salute, controllo delle condizioni igieniche, indicazione al personale infermieristico ivi operante per l'attuazione delle terapie...".

Erano state indicate anche le patologie curabili a domicilio, proprio per evitare quei ricoveri cui di norma si ricorreva in precedenza ("insufficienza cardiaca in stato avanzato, insufficienza respiratoria, arteriopatie, gravi arteriopatie degli arti inferiori, tetraplegie...") e che si potevano curare con l'istituzione del nuovo servizio.

Si tratta di un primo passo per arrivare ad una vera e propria ospedalizzazione a domicilio, cui si potrà giungere con l'applicazione delle nuove norme e precisamente dell'ultimo decreto, nella cui ultima parte si prevedono dei finanziamenti per questo tipo di assistenza e per istituire un centro residenziale di tipo sanitario per ogni distretto, come è previsto nel programma generale di finanziamento, dove saranno ricoverati i malati cronici e quelli non autosufficienti. Le spese di gestione saranno a totale carico del fondo sanitario.

Una prima fase sperimentale di questo programma troverà avvio con le microcomunità di Antey e di Châtillon, dove avevamo in corso di realizzazione degli ambulatori ed altre strutture, e dove abbiamo potuto prevedere anche questo tipo di residenza, così potremo verificare i risultati ed i vantaggi per l'utente di questo tipo di assistenza e al momento riteniamo di non avere altro da aggiungere in merito.

Per quanto riguarda la "badante" stiamo cercando di esaminare con l'USL che cosa si può fare per intensificare il servizio di assistenza, specie notturna, nel reparto di Geriatria, anche se a tutt'oggi non abbiamo ancora trovato una soluzione idonea.

In merito alla vostra risoluzione, presentata "d'emblée", senza che sia stata discussa in precedenza, dobbiamo dire che non possiamo certamente accoglierla e né assumere alcun impegno entro novanta giorni, perché questa esperienza, come voi stessi potete ben sapere visto che avete sentito alcuni esperti di Torino, non può essere improvvisata in soli novanta giorni, perché si rischierebbe di creare qualcosa di farraginoso e non funzionale.

Pertanto, noi vi invitiamo a ritirare la risoluzione ed a ridiscutere insieme il problema, altrimenti noi ci asterremo dal votarla. Questo però non vuol dire che non portiamo avanti il discorso, ma vuol dire semplicemente che lo portiamo avanti a gradi, anche perché riteniamo che novanta giorni non siano assolutamente sufficienti per realizzare un servizio di assistenza di questo genere

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):Non vogliamo assolutamente imporre al Consiglio o alla maggioranza di votare questa risoluzione, a noi interessa che il dibattito sulla petizione si concluda non solo con una presa d'atto, che magari rinvii a tempo indeterminato l'accoglimento o meno del le proposte contenute nella petizione, ma con l'assunzione di qualche impegno da parte del Consiglio.

Se i 90 giorni indicati dalla risoluzione sono troppo stretti, possiamo benissimo toglierli o modificarli, perché non è questo il problema. Se l'Assessore e la Giunta ritengono di aver bisogno di un po' di tempo per esaminare e discutere la risoluzione, possiamo benissimo rinviare la discussione in merito al prossimo Consiglio.

Noi vorremmo però che al termine della discussione sulla petizione si pervenisse ad un atto del Consiglio, non limitato ad una semplice presa d'atto, nel quale diciamo che, quantomeno sull'aspetto della ospedalizzazione a domicilio, ci assumiamo l'impegno di lavorare e di arrivare ad un progetto entro quei tempi che potrebbero essere in dicati dall'Assessore.

Mi sembra che il problema sia sentito e che ci sia concordanza di tutti sulla necessità ed opportunità di istituire questo servizio e pertanto noi vorremmo che oggi o al prossimo Consiglio si arrivasse ad una decisione che rappresenti un atto di impegno politico, anche se non strettamente vincolato dai tempi tecnici

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Nella risposta scritta alla stessa petizione, a firma del sottoscritto, c'è già l'impegno a portare avanti tutto il discorso. Torno a ripetere che, se abbiamo già inserito nell'accordo integrativo che si vuole iniziare ad effettuare questo tipo di assistenza, ciò è dovuto al fatto che si riconosce la necessità di sperimentare questa forma di ospedalizzazione a domicilio, anche se le esperienze fatte altrove non sono tutte positive. Noi ci siamo informati in merito e ci risulta che spesso si incontra una certa resistenza da parte dei familiari. Si tratta, pertanto, di una iniziativa che è tutta da valutare e da approfondire. Detto questo, ribadisco tuttavia che la Giunta si sente impegnata a sperimentare questa forma di assistenza.

Torno a ripetere che già un anno fa abbiamo pensato di iniziare a fare qualcosa in merito, intervenendo con gradualità e partendo dalla sperimentazione più semplice, che però aveva il vantaggio di essere attuata con immediatezza. Adesso, per esempio, si sta cercando di portare avanti una prima fase dell'accordo che concerne gli oncologici terminali; questo dimostra che stiamo operando con gradualità e non stiamo affatto con le mani in mano.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Io avevo già chiarito prima che l'assistenza a domicilio da parte dei medici generici, non solo a mio giudizio, ma anche a giudizio di alcuni tecnici che ho avuto modo di sentire, non è da considerare ospedalizzazione a domicilio, che invece richiede delle "équipes" in qualche modo simili a quelle che operano all'interno dell’ospedale. L'ospedalizzazione a domicilio non è neppure la residenza assistenziale sanitaria, perché ovviamente tale residenza non è a domicilio.

L'ospedalizzazione a domicilio, che può essere usata per dimissioni anticipate o per seguire nel proprio ambiente casi particolari, ha una struttura diversa. Ora, poiché la risposta dell'Assessore non risponde con precisione alle richieste della petizione, noi ritiriamo la risoluzione e la ripresenteremo al prossimo Consiglio, in modo...

(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)

... Avete chiesto 180 giorni per esaminarla? Non lo so...

(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)

.. Noi chiediamo che il Consiglio decida che voi lo esaminiate; non chiediamo altro.

PRESIDENTE:Consiglieri Mafrica e Riccarand, devo considerare ritirata la risoluzione?

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):Noi abbiamo detto che siamo disponibili a ritirarla, perché l'Assessore aveva dichiarato che non la si poteva votare così su due piedi, ma che era necessario un esame di merito.

Ora, se c’è l'impegno ad esaminare questa bozza di risoluzione nel prossimo Consiglio, a ridiscuterla ed eventualmente a modificarla rispetto ai tempi in essa indicati, la cosa ci sta bene e noi la ritiriamo; se però non c'è neppure questa disponibilità a ridiscutere ed a votare nel prossimo Consiglio un provvedimento che recepisce formalmente almeno una parte delle richieste dell'opposizione, allora noi la manteniamo.

Se c'è questa disponibilità, noi ritiriamo la risoluzione, in modo che la si possa discutere con l'Assessore e con la Giunta, in modo da rielaborarla e rivederla insieme.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):L'Assessorato è disponibile a rivedere il problema nel suo complesso, senza alcuna scadenza riferita al prossimo Consiglio o a quello successivo. Del resto, stiamo già cominciando ad esaminare il problema, tant'è che stiamo appunto affrontando la questione dell'assistenza agli oncologici terminali.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, il Consiglio prende atto della petizione in oggetto.

IL CONSIGLIO

prende atto della petizione e della documentazione ad essa relativa.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la risoluzione proposta dai Consiglieri Riccarand e Mafrica.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 25

Votanti: 4

Favorevoli: 4

Astenuti: 21 (Agnesod, Beneforti, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Martin, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet, Vierin e Voyat)

Il Consiglio non approva