Oggetto del Consiglio n. 1144 del 4 aprile 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1144/IX - SITUAZIONE PRODUTTIVA E FINANZIARIA DELLA COINCA S.p.A. E INTENDIMENTI DELLA REGIONE IN RIFERIMENTO ALL'OPERAZIONE DI RICAPITALIZZAZIONE IN CORSO. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco, iscritta al punto 15 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
VISTA la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale delle S.p.A. e s.r.1. della Valle d'Aosta, n. 398/bis del 10 marzo 1990, di un arrivo per l'esercizio pubblico del diritto di opzione del capitale sociale della COINCA S.p.A.;
CONSTATATO che la sottoscrizione del capitale sociale di £. 10 miliardi è richiesto dopo l'azzeramento dell'intero capitale sociale di £. 4 miliardi, per coprire una perdita sociale di lire 10.592.915.580 e per ripristinare una nuova dotazione sociale a lire 3.500.000.000;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
l'Assessore regionale competente per conoscere:
1) il giudizio della Giunta sull'andamento produttivo e finanziario della COINCA S.p.A.;
2) gli intendimenti della Giunta in ordine all’esercizio del diritto di opzione per la sottoscrizione del capitale necessario alle operazioni descritte nell'avviso pubblico di cui sopra.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Della Coinca si è parlato abbastanza spesso in questo Consiglio nel periodo in cui si costruiva lo stabilimento industriale, nel periodo in cui si insediava l'attività produttiva e, successivamente, quando la Lavazza subentrava alla Coinca. Tenendo conto degli investimenti per lo stabilimento, di quelli che si sono verificati nel primo periodo e di quelli che si avranno successivamente, si giunge ad una cifra vicina ai 50 miliardi di investimenti per un risultato finale di una cinquantina di addetti. Si tratta quindi di un'attività che ha un costo di investimenti per addetto molto elevato.
Ho avuto modo di vedere pubblicato sul Bollettino ufficiale delle società un avviso molto complesso per il diritto di opzione, che riferisce di una perdita di 10,5 miliardi, 4 dei quali coperti dal capitale sociale precedente, che viene azzerato. Se non ricordo male la Regione dovrebbe avere una quota del 35%. La sottoscrizione di 10 miliardi dovrebbe servire quindi a coprire la perdita rimanente di 6,5 miliardi e per ripristinare il nuovo capitale a 3,5 miliardi.
Si tratta di un investimento che, ovviamente se la quota della Regione è del 33%, richiede, come è facile calcolare, un esborso di ulteriori 3,3 miliardi in conto capitale.
Siccome l'argomento è già stato dibattuto ed è opportuno avere delle valutazioni ed essere edotti in merito, noi vorremmo sapere qual è il giudizio della Giunta sulla situazione attuale, sull'andamento produttivo e finanziario di questa azienda, vale a dire se si ritiene che questa azienda abbia ancora gli "atout" necessari per superare l'attuale situazione ed andare avanti, e se la Regione intende rispondere positivamente, entro tempi brevi, a questa sua possibilità di intervento.
Mi sembra che, a sostegno di un eventuale ulteriore ed importante impegno finanziario, siano doverose e necessarie delle argomentazioni molto forti, che non lo facciano ritenere difficile e rischioso, come invece sembra apparire a prima vista.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (ADP):Premetto innanzitutto che, quando si indicano delle cifre, come minimo bisognerebbe distinguerle e farci sopra un piccolo ragionamento. La cifra di 50 miliardi può effettivamente colpire l'opinione pubblica, però al suo interno ci sono degli investimenti che rappresentano un patrimonio immobiliare e dei finanziamenti, cioè mutui, che devono essere restituiti con gli interessi.
Quanto detto vale per chiarire la situazione ed evitare che si rimanga in una situazione di incertezza.
Crediamo che la svolta decisiva, rispetto alla travagliata vicenda Coinca, sia avvenuta con la convenzione del 1° agosto 1989, che modificava la precedente, e con la quale ai vecchi soci di maggioranza è subentrato il nuovo socio, che si chiama Lavazza.
Rispetto alle perdite ed alla ricostituzione del capitale sociale della Coinca, la Giunta ha già deciso (deliberazione n. 1409 in data 16 febbraio 1990) di non sottoscrivere l'aumento di capitale sociale, deliberato dall'Assemblea straordinaria della società tenuta si il 20 dicembre 1989, che, come è già stato ricordato dal Consigliere Mafrica, sarebbe consistito in un ulteriore intervento regionale di 3.303.333.000 lire, pari appunto alla percentuale di capitale sociale detenuta dalla Finaosta. La Regione ha tuttavia chiesto ed ottenuto che la rappresentanza della Finaosta nel Consiglio di amministrazione della Coinca rimanesse inalterata.
La stessa deliberazione di Giunta impegnava la Coinca a restituire il mutuo di 3 miliardi, erogato l'8 agosto 1986, con l'addebito di un interesse pari al 7% a partire dal 1° luglio 1989.
Questi adempimenti sono stati tutti soddisfatti, nel senso che, in data 27 febbraio, la Lavazza ha ripianato le perdite della società ed ha ricostituito il capitale sociale, ammontante a 3,5 miliardi, con un esborso totale di 10,5 miliardi.
Secondo, in data 28 febbraio, quindi entro i termini stabiliti dalla deliberazione di Giunta, la Coinca ha estinto il mutuo di 3 miliardi di lire concessole dalla Finaosta, comprensivo di capitale ed interessi di mora maturati ed accettati dalla data del 1° luglio 1989. Nello stesso tempo, alle scadenze prefissate, la Coinca ha rimborsato i due importi relativi ai prestiti obbligazionari attualmente in corso con la Finaosta.
La Coinca, inoltre, ha estinto tutti i rapporti bancari esistenti al 31 luglio 1989, in quanto particolarmente onerosi, ed ha ottenuto due linee di credito a medio termine per l'importo complessivo di 4,5 miliardi, che la società prevede di utilizzare per motivi di elasticità di cassa.
Per quanto riguarda gli andamenti produttivi, nel corso dei primi mesi di quest'anno la Coinca ha acquistato nuovi macchinari, secondo il piano di investimenti concordato con la Regione, per un importo di 3,5 miliardi, 2,2 dei quali gestiti da finanziamento della Finaosta, ed ha già installato nello stabilimento di Verrès una nuova linea di produzione. Nei prossimi mesi saranno installati altre due linee di confezionamento. Tale aumento di capacità produttiva ha consentito di accrescere i volumi di produzione, grazie anche al conto-lavorazione affidato alla società dalla Lavazza. L'azienda ci ha detto che prevede di istituire quanto prima un doppio turno di lavorazione.
Per quanto riguarda i dipendenti, l'Azienda ha chiesto ed ottenuto l'autorizzazione dell'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione di dar luogo all'assunzione con contratto di formazione e lavoro di sette operai residenti in Valle d'Aosta e di un viaggiatore e, nello stesso tempo, di avviare un corso di formazione per tecnici specializzati (manutentori, operai di produzione ed elettricisti...).
Possiamo considerare quindi che la modifica della convenzione e l'ingresso della Lavazza abbiano determinato una svolta per questa azienda e ribadisco quanto ho già detto a suo tempo, cioè che non si è trattato di un intervento puramente modificativo, ma di un intervento che è valso a superare tutte le situazioni precedenti, nonché a consolidare ed a rilanciare l'azienda sotto l'aspetto industriale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Se ho ben capito, con le decisioni riferite dall'Assessore dovrebbe chiudersi - sia pure con un certo costo, Assessore, perché è stato bruciato 1 miliardo 333 milioni di lire, pari al 33% del capitale sociale di 4 miliardi - una questione che aveva sollevato numerose polemiche in questo Consiglio e dovrebbe avviarsi un'attività sana, che, dal punto di vista dell'occupazione e dell'IVA, permetterà di avere prospettive più sicure. Ci auguriamo che gli investimenti fatti abbiano questo effetto e che non si abbiano a presentare situazioni analoghe per altre attività.
E' vero che bisogna distinguere tra investimenti patrimoniali e investimenti per mutui, ma non possiamo pensare di continuare ad allargare l'occupazione con costi così elevati. A nostro giudizio, occorre invece che l'attività industriale della Regione abbia prospettive solide e ciò è possibile con una sempre maggiore cura nella scelta dei partner con i quali stipulare accordi.
Poiché sembra che la situazione della Coinca sia giunta ad una svolta, anche noi ci auguriamo che per il futuro le cose procedano nel migliore dei modi.
