Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1078 del 12 marzo 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1078/IX - INTERVENTI OPERATI NEL CORSO DEI LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA BIBLIOTECA REGIONALE (Interrogazione).

PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dal Consigliere Mafrica ed iscritta al punto 7 dell'ordine del giorno.

INTERROGAZIONE

In alcune sedi sono stati sollevati dubbi e perplessità, quando non vere e proprie accuse, rispetto al modo con cui la Regione conduce lavori di ristrutturazione, in presenza di reperti archeologici e di beni monumentali del passato.

In particolare si afferma che nel corso dei lavori per la realizzazione della nuova biblioteca regionale:

- si sarebbero demoliti quattro metri di mura romane;

- sarebbero state abbattute parti medioevali addossate alle mura;

- un tratto di circa 10 metri di mura sarebbe stato inglobato in un manufatto di cemento armato.

Poiché l'allarme suscitato nell'opinione pubblica deve trovare precise risposte da parte di chi è preposto alla tutela dei beni culturali della Regione;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo comunista

INTERROGA

l'Assessore competente per conoscere:

1) gli interventi operati su manufatti preesistenti nel corso dei lavori di costruzione della nuova biblioteca regionale;

2) in che modo l'Amministrazione regionale ha seguito i lavori di cui sopra e quali orientamenti ha fornito alla Direzione Lavori e alle imprese operanti nel cantiere.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Faval; ne ha facoltà.

FAVAL (UV):Je désire avant tout remercier le Conseiller Mafrica pour nous avoir adressé cette interrogation puisque cela nous permet d’informer correctement le Conseil sur ce qui s’est passé et sur ce qui est en train de se passer à l'intérieur du chantier, par rapport aussi à certaines nouvelles qui ont paru sur la presse et qui parfois ne correspondent pas à la vérité. Je vous lis donc le rapport qui m'a été adressé par le Surintendant.

"Il progetto per il recupero funzionale dell'ex Hospice de Charité, approvato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali con lettera in data 9 dicembre 1985, prevedeva alcune demolizioni: tutto il fronte ottocentesco in fregio alla via Tour du Lépreux, il fronte ad Ovest della cappella prospettante il nuovo ospizio, ad esclusione del muro perimetrale occidentale, i corpi recenti costruiti a collegamento tra il vecchio ospizio e la parte ottocentesca.

Di conseguenza, gli elementi da salvaguardare sarebbero stati individuati nel corpo prospiciente via Edouard Aubert, nel corpo cappella sui due piani, nel muro della cinta romana, nel loggiato ottocentesco ad Ovest e nel fronte dell’edificio continuo a Nord.

Queste misure di tutela avevano lo scopo di mantenere inalterati i fronti Ovest e Nord, ritenuti di maggiore interesse storico, sacrificando invece il fronte Est, a favore delle funzionalità della biblioteca e della sua immagine.

Il muro romano, pur restando interno alla biblioteca, come del resto era già interno al vecchio ospizio, avrebbe dovuto essere valorizzato come elemento di separazione interna dei nuovi vani, previa ripulitura da intonaci e scialbi.

Durante l'esecuzione dei lavori si sono verificati alcuni piccoli crolli e precisamente: una parte delle strutture voltate della stalla del corpo meridionale (verso via Festaz) e tre arcate del loggiato occidentale di fronte al nuovo Hospice de Charité. In conseguenza di questi crolli, al fine di eliminare alcune situazioni a rischio, la Sovrintendenza ha autorizzato, in variante, la demolizione di un'arcata pericolante del muro occidentale del corpo ad Ovest della cappella.

Vi sono poi da lamentare alcune piccole circoscritte demolizioni eseguite per la rettifica di aperture ed immorsamento travi in ferro e cemento armato. Probabilmente questi dettagli non erano enucleabili dal progetto presentato, perché il parere viene sempre dato su progetti comunali in scala 1:100. Torno però a ripetere che si tratta di alcune piccole e circoscritte demolizioni. Si escludono comunque demolizioni di grossi tratti del muro romano, in quanto già esistevano in esso profonde brecce, tamponate in epoca tarda.

In particolare, il citato taglio di quattro metri del muro romano è in realtà un allargamento a circa quattro metri di un'apertura del fienile già esistente, realizzato demolendo una parte di muro, già rifatto in epoche recenti, che era in muratura mista di pietra e mattoni pieni.

Il muro sarà completamente visibile dall'interno della biblioteca e quindi, come d'altra parte è previsto, non inglobato nei progetti strutturali in cemento armato.

L'autorizzazione prevedeva un intervento di controllo da parte della Sovrintendenza durante i lavori nelle cantine e nei piani bassi, allo scopo di salvaguardare le informazioni storiche emergenti. In effetti, per quanto riguarda il rilevato dei muri, sono stati effettuati saggi stratigrafici, che hanno permesso di recuperare la cronologia relativa ed assoluta di tutte le murature e degli strati di intonaco. Il lavoro è stato completato con una ricerca d'archivio e sono stati recuperati documenti interessanti per capire l'evoluzione del complesso.

Tutti i muri demoliti sono stati documentati con rilievi grafici, fotogrammetrici e fotografici.

Le aree del sottosuolo interessate dai lavori sono state oggetto di scavo archeologico e, ad esempio, sono state ritrovate e scavate le fondazioni della Porta Decumana, che era stata abbattuta all'inizio dell'800".

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):L'interrogazione tendeva ad avere in Consiglio una relazione su quanto è avvenuto nella ristrutturazione dell'Ospizio di Carità. Non sono in grado di valutare tecnicamente ciò che in essa è descritto. Ne prendo atto, ma rivolgo all'Assessore una raccomandazione di carattere generale.

E' giusto che la popolazione sia sensibile alla conservazione di beni monumentali ed archeologici, anche perché vede che, quando si tratta di progetti privati, l'Amministrazione regionale interviene con un'attenzione tutta particolare. Raccomando vivamente di non dare l'impressione che, quando opera l'Amministrazione regionale, questioni urgenti o necessità logistiche per edifici pubblici possano intaccare in qual che modo il patrimonio monumentale ed archeologico.

Chiedo quindi alla Giunta di operare con la massima trasparenza e dando la massima informazione quando si verificano casi di questo genere, altrimenti si innescano polemiche in cui, proprio perché si tratta di materia delicata che dovrebbe essere oggetto di studio e non di polemica politica, diventa difficile accertare la verità dei fatti.