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Riunione del Consiglio regionale del 28, 29 e 30 luglio 2026

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Comunicato n° 395 del 22 luglio 2026
Il Consiglio è convocato in via ordinaria da martedì 28 a giovedì 30 luglio

 

Il Consiglio Valle si riunirà in sessione ordinaria martedì 28, mercoledì 29 e giovedì 30 luglio 2026, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, per discutere un ordine del giorno di 50 punti, di cui 31 rinviati dalla scorsa adunanza.

L'Assemblea sarà chiamata ad approvare il disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione 2026 della Regione e di seconda variazione al bilancio 2026-2028, di cui sono relatori i Consiglieri Marco Sorbara (FI) per la maggioranza e Andrea Manfrin (Lega VdA) per la minoranza, e su cui la seconda Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza nella seduta del 20 luglio.

All'attenzione del Consiglio vi sarà anche il Piano regionale dei trasporti, sul quale relazionerà l'Assessore allo sviluppo economico e trasporti, Luigi Bertschy. Il provvedimento ha ottenuto il parere favorevole a maggioranza della quarta Commissione nella riunione del 13 luglio.

Sarà inoltre sostituito un rappresentante della Regione in seno al Comitato scientifico della Fondazione Centro internazionale su diritto, società e economia di Courmayeur.

In merito all'attività ispettiva sono state iscritte 9 interrogazioni e 27 interpellanze, di cui 29 rinviate dalla scorsa adunanza.

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato cinque interrogazioni e otto interpellanze: intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel comune di Cogne; attivazione delle convenzioni per la Disability Card; collaboratori scolastici nei plessi regionali; avanzamento del progetto "Fattoria solare Pioule" a Saint-Vincent; aggiornamento sulla realizzazione della Maison de la Montagne; integrazione degli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche nell'ambito del "progetto Bandiera"; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; costruzione di un bike park al col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant'Orso; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; sostegno all'attività agonistica di rilievo nazionale.

Un'interpellanza è stata depositata dal gruppo Autonomisti di Centro e riguarda la carenza di organico all'ufficio stampa della Giunta regionale.

Un'interrogazione e un'interpellanza, sottoscritte dai gruppi AdC e La Renaissance Valdôtaine, chiedono, invece, conto dell'efficacia della promozione turistica della Regione e degli investimenti sui bacini idrici.

Sono tre le interpellanze del gruppo Fratelli d'Italia: diffusione delle reti televisive francofone; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri.

Il gruppo Lega VdA discuterà una interrogazione e sette interpellanze: tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell'Usl; informazioni sulla nuova governance del Casinò di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025-2027 per gli insegnanti; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all'asta degli immobili ereditati dall'Usl a seguito di un lascito testamentario.

Un'interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguarda la farmacovigilanza in Valle d'Aosta.

Con due interrogazioni e sei interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiede informazioni su: tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell'Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l'Usl; ritardo nell'approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell'area della "Vecchia centrale del latte" di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all'ospedale Parini di Aosta.   

Infine, l'Assemblea tratterà due mozioni, entrambe rinviate dallo scorso Consiglio: una dei gruppi Lega VdA e Renaissance propone la predisposizione di misure di ristoro dei costi energetici a sostegno delle famiglie, l'altra del gruppo AVS riguarda la tutela delle specie vulnerabili della fauna alpina.

 

L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio: https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq

La tribuna stampa è accessibile ai giornalisti accreditati presso l'Ufficio stampa del Consiglio.

SC-MP

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Comunicato n° 399 del 27 luglio 2026
Consiglio del 28, 29 e 30 luglio: iscritto un question time all'ordine del giorno suppletivo


L’ordine del giorno del Consiglio Valle, convocato per martedì 28, mercoledì 29 e giovedì 30 luglio 2026, è stato integrato con un'interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.

L'iniziativa chiede di conoscere l'esito dell'incontro del 16 luglio scorso sulla situazione dei condomini sgomberati a seguito della frana di Palleusieux, a Pré-Saint-Didier.

Con questa integrazione, l’ordine del giorno della prossima riunione consiliare conta complessivamente 51 punti.

 

L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed è altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio - https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq

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SC-MP

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Comunicato n° 401 del 28 luglio 2026
Iniziato in Consiglio l'esame del disegno di legge di assestamento al bilancio 2026 della Regione

 

In apertura dei lavori del Consiglio Valle, convocato da oggi, martedì 28, a giovedì 30 luglio 2026, l'Assemblea ha iniziato l'esame del disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028.

A illustrare il provvedimento in Aula sono stati i Consiglieri Marco Sorbara per la maggioranza e Andrea Manfrin per la minoranza.

Relazione di maggioranza

«La manovra mette a disposizione 273 milioni di euro per spese di investimento, di cui 268 milioni derivanti dall'avanzo di amministrazione risultante dal rendiconto 2025 e 5 milioni dal fondo previsto dagli accordi di finanza pubblica tra Stato e Regione - ha specificato il Consigliere Marco Sorbara (Forza Italia), relatore di maggioranza -. Una parte significativa delle risorse, pari a 59 milioni di euro, è destinata ai Comuni e agli altri enti territoriali per rafforzarne la capacità di investimento, sostenere la realizzazione di opere attese dalle comunità e garantire una maggiore certezza nella programmazione. Tra le principali misure figurano gli investimenti nell'edilizia scolastica, con ulteriori 3 milioni di euro per la nuova palestra degli istituti superiori di Aosta, e quelli destinati alla tutela del territorio e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Agli impianti a fune sono destinati circa 52 milioni di euro, compresi 740 mila 560 euro per la manutenzione straordinaria della funivia Buisson-Chamois, mentre vengono incrementati di 1,5 milioni di euro i finanziamenti per gli interventi di adeguamento dei rifugi alpini, in risposta al significativo aumento delle domande. La manovra dedica inoltre particolare attenzione alle politiche abitative, con 1,2 milioni di euro destinati all'Arer per la riqualificazione degli alloggi sfitti e un contributo di 11,3 milioni di euro per la realizzazione di 80 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ad Aosta.»

Per il Consigliere, «il lavoro svolto dalla seconda Commissione ci ha consentito di approfondire il provvedimento andando oltre la dimensione puramente contabile, valutandone le ricadute concrete sui cittadini, sulle imprese e sugli enti locali. Da questo confronto emerge con chiarezza una convinzione: il valore di una manovra finanziaria non si misura soltanto dall'entità degli stanziamenti, ma dalla capacità di trasformare quelle risorse in opere concluse, servizi efficienti e opportunità reali per il territorio. La sfida che abbiamo davanti riguarda quindi la qualità dell'attuazione. Sarà fondamentale accompagnare gli investimenti con una programmazione efficace, sostenere i Comuni nella progettazione e nella realizzazione degli interventi, garantire il rispetto dei cronoprogrammi e monitorare costantemente l'avanzamento delle opere. Solo così le risorse potranno tradursi in benefici concreti per le nostre comunità.»

«Credo però che da questo assestamento emerga anche una riflessione più ampia - ha concluso -. La politica non può limitarsi ad amministrare le risorse disponibili: deve indicare una direzione, costruire una visione di lungo periodo e mettere in relazione i diversi settori strategici dello sviluppo regionale. Infrastrutture, sanità, scuola, mobilità, turismo, ambiente e sistema produttivo non sono compartimenti separati, ma parti di un unico progetto di crescita della Valle d'Aosta. Alla pubblica amministrazione spetta il compito di trasformare questa visione in risultati concreti, ma la responsabilità della politica è quella di definire gli obiettivi e verificarne l'effettiva realizzazione. I cittadini, infatti, non giudicano le istituzioni sulla base delle cifre riportate in un bilancio, bensì sulla qualità dei servizi che ricevono e sulla capacità delle amministrazioni di rispondere ai bisogni quotidiani. Come relatore di maggioranza ritengo che questo provvedimento offra alla Valle d'Aosta un'importante opportunità. Ora spetta a tutti noi fare in modo che ogni investimento si traduca in fiducia, qualità della vita e nuove opportunità per i valdostani. Questa, a mio avviso, è la sfida che ci attende. Ed è anche la responsabilità che dobbiamo assumerci, tutti insieme, come classe dirigente della nostra Regione.»

Relazione di minoranza

«Il nostro giudizio su questo assestamento di bilancio non è di chiusura pregiudiziale: riconosciamo l’importanza delle risorse messe in campo e il fatto che, in larga parte, siano destinate a interventi necessari per il territorio. Ma proprio per questo, dal nostro punto di vista, questo provvedimento rappresenta anche l’occasione per verificare, voce per voce, se le scelte della maggioranza rispondano davvero ai bisogni del territorio e se le risorse vengano assegnate secondo criteri chiari e oggettivi - ha evidenziato il Consigliere Andrea Manfrin (Lega Vallée d'Aoste), relazionando per conto dei gruppi di minoranza -. Nel corso dell’esame in Commissione abbiamo quindi posto una serie di interrogativi, a partire dalle deroghe ormai sistematiche alla legge sulla finanza locale, che da eccezione sembrano essere diventate una prassi, alla necessità di comprendere meglio come vengano stabilite le priorità. Abbiamo posto interrogativi anche sulla sanità, dove emerge un disavanzo dell’Azienda Usl definito dallo stesso Assessore come particolarmente significativo e che, quando il ripiano diventa una dinamica ricorrente, impone al Consiglio di interrogarsi sulle cause strutturali di questa situazione e non soltanto sulle risorse necessarie a coprirla. Allo stesso modo, abbiamo evidenziato lo scostamento tra competenza e cassa su alcuni interventi sociali e sanitari: stanziamenti importanti che, almeno per il 2026, non trovano corrispondente disponibilità di cassa. La domanda è semplice: quando queste risorse si tradurranno concretamente in servizi per cittadini e famiglie?»

«Ci sono poi interventi di grande rilevanza economica sui quali riteniamo necessario avere maggiore chiarezza e tempi certi - ha proseguito il Consigliere Manfrin -. Penso ai 52 milioni destinati agli impianti a fune, ai costi crescenti della piscina di Pré-Saint-Didier, al restauro di Casa Berton da destinare al Csv VdA per 5,8 milioni di euro. Abbiamo inoltre sollevato dubbi sui criteri di finanziamento dell’edilizia scolastica e degli interventi di competenza degli enti locali, così come sulla necessità di garantire un maggiore equilibrio nella distribuzione territoriale delle risorse. E abbiamo ribadito la nostra contrarietà a un sistema di servizi sociali che rischia di creare un doppio binario, destinando risorse pubbliche a servizi rivolti esclusivamente ai cittadini stranieri, mentre riteniamo che i servizi di orientamento e sostegno debbano essere rafforzati in modo universale, soprattutto a favore di tutte le persone in condizioni di fragilità. Resta poi aperta la questione della sicurezza dei ponti di Introd e Châtillon, sulla quale chiediamo soluzioni definitive e un confronto reale con le comunità interessate, così come quella dell’area di Pompiod, dove sarà necessario chiarire chi si farà carico del ripristino ambientale. Il nostro è dunque un giudizio critico sul metodo con cui vengono programmate e assegnate le risorse pubbliche. Chiediamo criteri oggettivi, tempi certi e cronoprogrammi vincolanti, insieme a una maggiore capacità di programmare e controllare la spesa pubblica.»

SC-MP

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Comunicato n° 402 del 28 luglio 2026
Assestamento al bilancio 2026 della Regione: il dibattito generale

 

La seduta del Consiglio regionale del 28 luglio 2026 è stata interamente dedicata al dibattito sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028.

Sul provvedimento sono stati depositati in Aula un emendamento del gruppo PD-FP e 25 ordini del giorno: 2 del gruppo AdC, 2 congiunti di Renaissance e AdC, 6 di FdI, 2 di Lega VdA, 5 congiunti Lega VdA e Renaissance, 4 PD-FP e 4 AVS.

Gli interventi dei Consiglieri

«In questo disegno di legge ho trovato 273 milioni di euro distribuiti con una precisione notarile tra i vari capitoli di spesa, ma non le scelte che dovrebbero guidare la Valle d'Aosta nei prossimi cinque anni - ha esordito il Consigliere di PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz -. Il problema non sono le singole destinazioni delle risorse, ma l'assenza di una strategia: si amministra la cassa, ma non si guida lo sviluppo, smentendo la promessa di discontinuità con cui questa maggioranza si era presentata. Apprezziamo gli stanziamenti al Bim per la riduzione delle perdite di rete e per il monitoraggio del permafrost della Skyway, perché accompagnati da cronoprogrammi e rendicontazione. Rileviamo invece che 52 milioni - la voce più consistente della manovra - vanno agli impianti a fune senza un programma di spesa così come 19,5 milioni sono destinati all'Usl per avviare un piano che non esiste. Il provvedimento conferma, inoltre, l'incapacità della Regione nello spendere le risorse. Il collo di bottiglia è a monte: nella progettazione, nelle procedure, nella capacità delle strutture regionali e comunali. È da questo inceppamento che nasce l'avanzo che oggi ci troviamo a redistribuire ma nella legge non c'è un euro per risolverlo. Il risultato è semplice: una parte di questi 273 milioni tornerà in avanzo e il prossimo anno saremo di nuovo qui a ridistribuirla.»

Per il Consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Lattanzi, «questa manovra è un puro atto di amministrazione pubblica, non di visione politica. Abbiamo un bilancio annuale da 1,7 miliardi di euro e ogni anno puntualmente c'è un avanzo di circa 300 milioni, che vengono riassestati e che generano, alla fine dell'anno, un ulteriore avanzo di circa l'80% di quello che si è riassestato. Un processo vizioso che fa ammucchiare presso la tesoreria avanzi di circa 1,2 miliardi che sono sottratti al futuro dei valdostani. La Valle d'Aosta da qui al 2050 vedrà un invecchiamento della popolazione, una perdita di residenti di circa il 10% e con il 9% di giovani che non studiano, non lavorano, non cercano lavoro o vanno fuori Valle, noi stiamo perdendo il futuro. L'autonomia vera non è ricevere di più, è sapere dove si vuole andare. Il vero nodo è capire chi decide e con quali regole: una buona amministrazione deve darsi regole chiare, rispettarle e programmare sulla base di obiettivi misurabili e di una rendicontazione pubblica trasparente. Siamo preoccupati per l'instabilità che stiamo vivendo e per l'opacità di questa maggioranza. Non vi aspettiamo al varco: siamo valdostani e siamo disponibili al dialogo. Se la maggioranza avrà l'umiltà di ascoltarci, noi saremo pronti a dare una mano.»

Per la Vicecapogruppo del PD-FP, Clotilde Forcellati, «l'assestamento non risponde a una domanda politica fondamentale: si sta semplicemente stanziando del denaro o si stanno costruendo le condizioni per cui quelle opere e quei servizi vedano davvero la luce in tempi certi e con standard adeguati? Il problema è il metodo: continuare a stanziare risorse straordinarie, come i 59 milioni di euro ai Comuni in costante deroga alla legge quadro 48 del 1995, senza rafforzare la capacità tecnica di progettazione e di affiancamento procedurale significa rischiare di scaricare sulle amministrazioni locali un peso che non riusciranno a sostenere bloccando la messa a terra dei cantieri. Abbiamo presentato ordini del giorno e emendamenti per introdurre programmazione, trasparenza, tempistiche vincolanti e visione di scenario che portino a dati oggettivi su cui programmare gli investimenti futuri. Solo così questi 273 milioni smetteranno di essere un annuncio contabile e diventeranno un benessere reale, sostenibile e di qualità per i valdostani.»

Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha parlato di «un assestamento che non ha visione né programmazione, esattamente come tanti altri dossier di questo Governo. Una coperta dorata che oggi permette di non mostrare i problemi, ma sotto la quale le criticità restano. Con questo avanzo sarebbe stato fondamentale affrontare seriamente e con risorse adeguate temi come il sostegno alla natalità, gli investimenti sui bacini idrici e le politiche per i giovani. Sui bacini idrici serve un programma chiaro per i prossimi 20 anni, perché non possiamo continuare a trattare la siccità come un'emergenza. Anche sul turismo dobbiamo interrogarci, alla luce dei cambiamenti climatici, sul futuro degli impianti sotto i 1.500 metri. Sui Comuni occorre invece capire con quali criteri vengono distribuite le risorse e se esiste una reale strategia di autonomia finanziaria. La stessa attenzione va dedicata all'agricoltura e ai consorzi, dove non mancano solo le risorse, ma anche progetti e idee. Siamo pronti a parlare con tutti, perché la mediazione è il sale della politica, ma dobbiamo cambiare realmente passo. La coperta è d'oro, ma i problemi non si stanno affrontando e prima o poi le risorse si ridurranno, mostrando il risultato delle non scelte di oggi. Dobbiamo migliorare e dare maggiori risposte ai valdostani prima che sia troppo tardi.»

«Nonostante la promessa di discontinuità, questa manovra ripropone l'impianto e il metodo ereditati dalla programmazione precedente - ha osservato il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione -. Un assestamento che manca di visione del futuro e di innovazione. I settori privilegiati restano il turismo, gli impianti a fune e le infrastrutture; i più trascurati sono la casa e la residenzialità. Il provvedimento guarda soprattutto al breve periodo: interviene per coprire il disavanzo dell'Usl, far fronte alle calamità già avvenute e finanziare i contributi richiesti dagli enti locali in deroga sistematica alla legge regionale 48 del 1995, ma non costruisce una strategia di medio e lungo periodo capace di anticipare i problemi anziché rincorrerli. Il punto di forza resta la solidità finanziaria della Regione; quello di debolezza è l'incapacità di tradurla in un'effettiva capacità di realizzazione. Troppe risorse rimangono programmate ma non spese e troppe proposte arrivano in Aula senza un adeguato approfondimento. Sembra la solita pappa pronta di cui prendere atto senza che i Consiglieri di minoranza abbiano avuto modo di contribuire.»

Per la Capogruppo di La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «la visione politica della maggioranza fatica ad emergere non perché manchino le risorse, ma perché vi sono pochi criteri politici chiaramente leggibili. La vera prova di governo non è spendere, è scegliere e stabilire le priorità. In Commissione abbiamo posto domande sulle priorità, sui cronoprogrammi, sulle modalità con cui sono stati individuati gli interventi. Molto spesso le risposte sono state: "secondo le richieste pervenute", "sarà oggetto di delibera", "lo vedremo dopo l'istruttoria". È questa la strategia? Altro elemento è la finanza locale: se ogni anno decine di interventi vengono finanziati attraverso deroghe straordinarie, allora forse il problema non è più la deroga, forse è il sistema ordinario che non è più adeguato. Sui grandi temi - contrasto al calo demografico, competitività delle imprese, attrattività - questo assestamento dice molto meno di quanto dica sui singoli interventi, ed è qui che emerge la differenza tra amministrare e governare. Amministrare significa distribuire risorse e governare significa indicare una direzione. Ed è proprio questa prospettiva che, purtroppo, in questo assestamento continuiamo a non vedere.»

«Da questa nuova maggioranza ci aspettavamo un salto di qualità nel metodo di governo, non nella continuità amministrativa che consideriamo un valore - ha affermato il Capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz -. È naturale che molti interventi proposti nell'assestamento siano la prosecuzione di opere già avviate negli anni precedenti, ma - viste le dichiarazioni di inizio legislatura - ci aspettavamo decisioni più aperte e motivate, oltre a una maggiore capacità di leggere le priorità del territorio. In questo provvedimento, invece, non troviamo nulla di tutto ciò: emerge una sommatoria di richieste e una mediazione tra interessi, senza una visione chiara della Valle d'Aosta che si intende costruire. La politica ha il dovere di spiegare il percorso che porta alle scelte compiute con le risorse dei cittadini. Per questo, con il nostro ordine del giorno, abbiamo proposto una piattaforma regionale per la programmazione e il monitoraggio degli interventi richiesti dagli enti locali: non per togliere alla Giunta la responsabilità di decidere, ma per rendere il processo trasparente, verificabile e comprensibile. Senza procedure più chiare rischiamo di amministrare il presente senza progettare il futuro.»

«La centralità dei Comuni e il sostegno diretto alle comunità locali rappresentano l'anima e il tratto qualificante di questo assestamento - ha rilevato la Consigliera dell'Union Valdôtaine Loredana Petey -. Per il 2026 sono trasferiti quasi 59 milioni di euro alla finanza locale, con risorse mirate e vincolate a interventi su edilizia scolastica, manutenzione viaria e opere minori di pubblica utilità, a favore di tutti i Comuni, oltre a risorse per interventi straordinari nella città di Aosta. Gli enti locali sono la nostra prima linea di difesa contro la fragilità idrogeologica e il cambiamento climatico: la manovra mette in campo interventi di protezione civile e difesa del suolo, con risorse per i Comuni colpiti da eventi calamitosi e per la riduzione del rischio idrogeologico. La deroga alla legge 48/1995 è uno strumento normativo legittimo e indispensabile per rispondere tempestivamente alle esigenze concrete dei Comuni e dei cittadini. Di fronte a 268 milioni di avanzo disponibili, consente di trasformare risorse contabili in cantieri reali e immediati, con il parere e l'avallo del Cpel e degli enti locali. Votare questo assestamento significa quindi sbloccare risorse strategiche e restituirle subito ai territori e ai cittadini valdostani.»

Il Vicecapogruppo dell'UV, Michel Martinet, ha aggiunto: «Posso garantire che in maggioranza non è la Giunta a decidere da sola: si discute e le necessità vengono vagliate, senza fare favori a persone, sindaci, categorie o partiti. Anche per gli impianti a fune esiste una programmazione strategica definita dalle società e vagliata da Finaosta, con la sicurezza e la messa a norma come priorità. Sul sociale, questa amministrazione è vicina agli enti locali e ha realizzato misure a sostegno dei cittadini, dalle microcomunità al trasporto pubblico a 20 euro al mese, fino allo sconto del 50% sugli impianti di risalita. Anche sul potere d'acquisto sono stati fatti interventi importanti, a partire dal rinnovo del contratto della pubblica amministrazione. È quindi superficiale dire che ci sono risorse e che vengono distribuite a chi si vuole: tutto si può migliorare, ma le scelte vengono fatte sulla base di una programmazione.»

Per il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «questa manovra ha iniziato a dare gambe alle azioni previste dal programma di legislatura. Ci sono 59 milioni di euro in più per gli enti locali distribuiti secondo criteri sottoposti al parere del Cpel e non a nostra discrezione. Siamo consapevoli di aver operato in deroga alla legge 48 del 1995 ma finché non rivedremo la norma, come previsto dal programma di legislatura, non potremo fare altrimenti. Tra gli interventi qualificanti, che rispondono al programma, ci sono i 5,8 milioni per Casa Berton, futura sede del Centro di servizio per il volontariato, gli 11 milioni per il recupero degli alloggi popolari, i quasi 30 milioni per la sicurezza del territorio e i 52 milioni destinati agli impianti a fune, infrastrutture fondamentali per l'economia della montagna. All'agricoltura vanno oltre 22 milioni per due ambiti strategici: 3,9 milioni ai Consorzi di miglioramento fondiario e 10 milioni per sostenere gli investimenti delle aziende agricole, con particolare attenzione ai giovani. Sostenere l'agricoltura non è un'assistenza è riconoscere chi custodisce il territorio ogni giorno, gratuitamente, da generazioni. Mancano ancora misure strutturali per famiglie e caro vita, che chiediamo trovino spazio nei prossimi provvedimenti. Come gruppo sosterremo la manovra, chiedendo alla Giunta un'informativa periodica sullo stato di attuazione degli interventi.»

«L'avanzo non è sinonimo di cattiva gestione delle risorse finanziarie - ha sottolineato il Consigliere Corrado Jordan (UV) -. Sappiamo che non tutte le risorse possono essere spese nel corso dell'anno: cambiano il contesto, le norme e i tempi delle procedure. Con questo assestamento rimettiamo in circolo fondi non utilizzati per sostenere nuovi investimenti e dare risposte al territorio. È un modo responsabile di amministrare. Le priorità contenute nella manovra sono il risultato di un lavoro di confronto tra Giunta, maggioranza e territorio, che ha portato a scelte precise, come quelle a favore dell'agricoltura, ma anche di altri settori strategici. Il confronto va rafforzato, perché solo così si costruiscono investimenti capaci di produrre effetti duraturi e non limitati a un singolo esercizio finanziario. Anche le sollecitazioni dell'opposizione hanno contribuito a individuare alcune priorità: al di là del gioco delle parti, molte delle misure contenute in questo assestamento rispondono a esigenze condivise e meritano un sostegno ampio.»

«Con i 273 milioni di euro di questo provvedimento si alimenta ulteriormente il ciclo degli investimenti regionali: risorse che sono impiegate in coerenza con i documenti di programmazione e dell’accordo di maggioranza. Una disponibilità importante che dà la misura della capacità finanziaria della Regione - ha dichiarato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. È importante chiarire che il tema non è se queste risorse verranno messe a terra, perché fanno parte di un programma di investimenti, ma la velocità con cui ciò avverrà. Per questo dobbiamo lavorare per accelerare le procedure e monitorare con attenzione la capacità della pubblica amministrazione di gestire e realizzare gli investimenti. I fondi previsti nella legge di assestamento interessano ambiti fondamentali, dalla sicurezza del territorio alla prevenzione e alla lotta ai cambiamenti climatici, dalle scuole alla sanità, dal sociale alle infrastrutture, al turismo, all’agricoltura e agli enti locali: risorse utili per creare benessere, ricchezza e lavoro. Come gruppo di Forza Italia sosteniamo quindi convintamente questa manovra, che mette a disposizione della comunità valdostana risorse fondamentali per affrontare le principali esigenze del territorio.»

Gli interventi degli Assessori

L'Assessore alle finanze, Mauro Baccega, ha evidenziato: «Questa legge non è un mero passaggio tecnico o un adempimento burocratico: stiamo decidendo il futuro della Valle d'Aosta. Grazie a una gestione finanziaria seria e rigorosa, abbiamo la responsabilità di rimettere in circolo 273 milioni di euro, interamente destinati agli investimenti. Una manovra di portata storica che incrementa gli investimenti del 67,5%, portandoli oltre i 677 milioni di euro, e che punta a dare risposte immediate alla sanità, al contrasto ai cambiamenti climatici, agli enti locali, alle imprese, all'agricoltura e alle famiglie. L'obiettivo è creare sviluppo, sostenere il lavoro e accompagnare giovani e famiglie. Il provvedimento prevede 25 milioni per la sanità, 12 milioni per l'edilizia residenziale pubblica, 52 milioni per gli impianti a fune e 29 milioni a sostegno dell'agricoltura, oltre a importanti risorse per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. I dati di Banca d'Italia, Finaosta e del tessuto produttivo confermano la solidità della nostra economia e la capacità di investimento della Regione. L'efficace gestione di Finaosta ha consentito di superare gli 800 milioni di euro di finanziamenti a privati e imprese, con 650 progetti sostenuti, 558 famiglie che hanno avuto accesso a un mutuo per la prima casa o per la ristrutturazione e 92 finanziamenti alle imprese. Sul fronte delle politiche per la casa, dopo dieci anni si rimettono in campo risorse per la realizzazione di 80 nuovi alloggi Erp. Questa maggioranza non gestisce soltanto la quotidianità, ma costruisce prospettive: i 273 milioni che sblocchiamo oggi sono scuole, palestre, strade, agricoltura, una sanità migliore, sicurezza del territorio e sviluppo turistico, che significa lavoro per le imprese, le famiglie e i giovani.»

«Il provvedimento destina all'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali 32 milioni di euro, circa il 12% dell'intera manovra, in un'ottica di continuità - ha precisato l'Assessore Carlo Marzi -. Sono previsti 19,9 milioni di euro per il triennio 2027-2029 destinati agli investimenti dell'Usl, che si aggiungono ai 6,6 milioni già stanziati per il 2026. All'azienda sanitaria vanno, inoltre, 5 milioni necessari a ripianare il disavanzo del bilancio 2025, di cui il 70% servirà a coprire l'aumento del costo del personale conseguente alla scelta del Governo nazionale di ridurre il ricorso ai medici gettonisti. Si tratta di risorse che saranno impegnate immediatamente e che, quindi, non rischiano di rimanere semplici stanziamenti senza tradursi in impegni immediati. La manovra stanzia inoltre circa 250 mila euro per finanziare il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, approvato dopo 38 anni, e altri 5 milioni per interventi nelle strutture per anziani di Cogne, Verrès e Gressoney. Il rapporto col territorio vede anche uno stanziamento dedicato a Casa Cretaz per l'accoglienza temporanea di persone fragili in linea con le necessità delle Politiche sociali regionali e al Documento unico di programmazione 2026-2028 del Comune di Gressan. Questo intervento risponde anche alle iniziative consiliari approvate a favore della fragilità abitativa dei genitori rimasti soli. Destiniamo, infine, 570 mila euro per il Banco Alimentare dopo la convenzione sottoscritta con l'ente. Tutte queste risorse si inseriscono nel quadro programmatorio delineato dal Piano della salute e del benessere sociale e rispondono ai bisogni del territorio, con una visione orientata al futuro e non all'improvvisazione.»

«Con l'istituzione del Tavolo tecnico-politico, il 2026 sarà un anno di passaggio verso un nuovo sistema di finanziamento dell'edilizia scolastica degli enti locali - ha spiegato l'Assessore all'istruzione e cultura, Erik Lavevaz -. Il Tavolo sta lavorando alla definizione di criteri oggettivi e trasparenti per stabilire priorità, modalità e tempistiche di finanziamento degli interventi. L'obiettivo è creare due canali distinti: uno per le manutenzioni straordinarie e uno per gli interventi più strutturati, come la costruzione o la ricostruzione di nuove scuole. Vogliamo garantire equità nell'accesso alle risorse, evitando al contempo che gli enti locali sostengano costi di progettazione senza una concreta prospettiva di finanziamento. Accanto a questo, stiamo portando avanti interventi importanti, a partire dall'Università della terza età, alla quale daremo finalmente una destinazione definitiva, e dalla progettazione della sede definitiva del Cria. Abbiamo inoltre previsto 1,5 milioni di euro per l'Institut Agricole e stanziato risorse significative per il Saint-Bénin e il Convitto Chabod.»

L'Assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha parlato di «un assestamento molto attento al territorio frutto di un lavoro trasversale con un metodo ben definito. Le risorse assegnate all'Assessorato, che ha avuto un ruolo di coordinamento, ammontano a quasi 79 milioni di euro che saranno tutti impegnati a breve e in buona parte spesi. Tra gli interventi principali figurano gli 11 milioni destinati all'Arer per realizzare circa 80 alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso il recupero di un capannone nel quartiere Dora di Aosta, con conclusione dei lavori prevista entro il 2030, e i 2,8 milioni per la mitigazione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, compresi interventi puntuali come la messa in sicurezza dell'accesso alla Val Ferret. La manovra finanzia inoltre con 660 mila euro l'avvio della riqualificazione dell'albergo Reale di Bard, contributi ai Comuni, il sostegno al Bim per gli interventi prioritari e l'acquisizione da parte della Regione delle aree da destinare a discarica per rifiuti inerti, come ad esempio il sito di Pompiod: una tappa importante di un percorso non banale che permetterà di garantire sicurezza ai territori e a chi li abita. Non si tratta, quindi, di risorse distribuite casualmente, ma del risultato di un percorso fondato su priorità chiare, che coniuga programmazione e risposta alle emergenze.»

L'Assessore allo sviluppo economico e trasporti, Luigi Bertschy, replicando sul tema degli impianti a fune, ha sottolineato come «non ci sia nulla di casuale nelle scelte che stiamo portando avanti. Le risorse messe a disposizione derivano da priorità definite nel tempo e da una programmazione precisa, a partire dalla strategia regionale sui cambiamenti climatici, che individua gli indirizzi da seguire. Non sono decisioni dell'ultimo momento, ma scelte inserite in una visione complessiva, con l'obiettivo di dare valore pubblico agli investimenti. Nel 2026 finanzieremo revisioni e sostituzioni di cabine, un nuovo bacino, interventi sull'innevamento, mezzi battipista dotati di sistemi Gps per ottimizzare l'utilizzo della neve e interventi sui sistemi di biglietteria. La direzione è chiara: rendere più efficienti gli impianti di innevamento, accompagnare la trasformazione dei comprensori, prepararci a un futuro in cui la neve sarà sempre più in quota, tutto questo traguardando ad un’attenzione sempre maggiore alla crescente potenzialità della stagione estiva. Dire che non esistono una visione e una programmazione non è quindi corretto: stiamo lavorando per il futuro di un settore trainante per la nostra economia e per la vitalità dei territori. Lo stesso vale per i 5,2 milioni di euro destinati alla mobilità sostenibile, che si inseriscono in un percorso verso una mobilità privata sempre più green, integrata con il trasporto pubblico e con gli obiettivi del Piano energetico.»

Il dibattito riprende domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 9.

SC-MP

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Comunicato n° 403 del 29 luglio 2026
Concluso il dibattito sull'assestamento al bilancio 2026 della Regione

 

Nella seduta mattutina del 29 luglio 2026, il Consiglio Valle ha concluso la discussione generale sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028, con gli interventi degli Assessori all'agricoltura e al turismo e del Presidente della Regione.

«Con questo assestamento destiniamo 41,7 milioni di euro al settore dell'agricoltura e delle risorse naturali, che attiveranno investimenti per circa 65 milioni di euro sul territorio regionale - ha dichiarato l'Assessore all'agricoltura, Speranza Girod -. Le risorse sono concentrate sulla competitività delle imprese agricole, con 20 milioni di euro, di cui 10 destinati ai giovani agricoltori, e sulla sicurezza del territorio, con 10,4 milioni di finanziamenti per la difesa del suolo e 2,4 milioni per la manutenzione delle piste forestali. Investiamo anche 3,9 milioni nei Consorzi di miglioramento fondiario e 5 milioni in un nuovo impianto di pastorizzazione a freddo ad alta pressione per tutta la filiera agroalimentare. Sono interventi concreti che rispondono ai bisogni reali e immediati del territorio, dando un forte impulso al comparto agricolo, creando indotto e sostenendo quell'economia circolare indispensabile per mantenere vive le nostre vallate e tutto il nostro territorio. Pubblicare i bandi non basta: serve garantire le risorse necessarie, altrimenti si rischia di gravare le aziende di costi per la predisposizione della documentazione senza offrire reali opportunità di finanziamento.»

L’Assessore al turismo, sport e commercio, Giulio Grosjacques, ha rilevato che «questa seconda variazione di bilancio mette in campo tanti piccoli e grandi investimenti necessari a sostenere la crescita della Valle d’Aosta nel panorama dell’offerta turistica nazionale e internazionale. Gli impianti a fune sono il traino della stagione invernale e lo stanno diventando sempre più anche per quella estiva, con investimenti che si riflettono sui flussi turistici: l’inverno 2025-2026 si è chiuso con un +4% degli arrivi e un +6% delle presenze, con una crescita significativa anche del turismo straniero. Proseguiamo negli investimenti sulle infrastrutture sportive e sui beni culturali, a beneficio di turisti e residenti, e rafforziamo con un milione di euro il fondo di rotazione, estendendo i finanziamenti anche agli chalet haut de gamme. Una buona amministrazione deve saper programmare, ma anche essere pronta a rispondere con tempestività alle esigenze che emergono e che non sempre possono essere previste. È questo l’approccio che guida gli interventi, dalla sicurezza del territorio al servizio idrico integrato e alla protezione civile, sostenendo la comunità senza gravare sulle tariffe dei cittadini. Con i voucher per guide alpine, maestri di sci e accompagnatori di media montagna investiamo nelle professioni della montagna, linfa della nostra offerta turistica. Sul commercio il confronto resta aperto e proseguirà in Cabina di regia, raccogliendo le istanze del mondo imprenditoriale e politico. È un lavoro di squadra per una Valle d’Aosta sempre più accessibile e inclusiva, capace di valorizzare il territorio e offrire opportunità concrete alla comunità e a chi sceglie di visitarla.»

In chiusura, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha evidenziato che «la disponibilità di risorse non dovrebbe essere motivo di polemica, ma un segnale positivo della crescita della nostra economia. Con questo assestamento attiviamo complessivamente 273 milioni di euro di interventi che daranno lavoro alle imprese e rafforzeranno l'attrattività del nostro territorio. In uno scenario internazionale incerto, abbiamo deciso di non concentrarci su investimenti monodirezionali ma di investire nei settori strategici - tutela del territorio, impianti a fune, agricoltura, turismo, edilizia scolastica e residenziale, gestione della risorsa idrica - con una programmazione condivisa con gli enti locali e costruita ascoltando i bisogni reali della comunità. Sappiamo che c'è sempre margine per migliorare, rendere più omogenea l'assegnazione delle risorse e affinare gli strumenti di programmazione. Ma amministrare significa anche saper cogliere le opportunità e rispondere con tempestività ai bisogni che emergono sul territorio, perché non tutto può essere previsto in anticipo. Questo è il senso dell'assestamento di bilancio: affiancare alla programmazione la capacità di dare risposte efficaci alle esigenze dei valdostani.»

I lavori proseguono con la discussione dei 25 ordini del giorno depositati sul provvedimento.

SC-MP

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Comunicato n° 404 del 29 luglio 2026
Approvati due ordini del giorno collegati all'assestamento di bilancio 2026 della Regione

 

Nell'ambito dell'esame dell'assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028, il Consiglio Valle, nella seduta del 29 luglio 2026, ha approvato due ordini del giorno.

Approvata all'unanimità l'iniziativa presentata congiuntamente dai gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine riguardante la valorizzazione delle aree di sosta autostradali. In particolare, si impegna la Giunta a interloquire, nel più breve tempo possibile, con le società Rav e Sav e a riferire in Commissione consiliare, anche con il contributo degli amministratori locali, per valutare la realizzazione di una nuova area di sosta all’uscita dell’autostrada di Châtillon, tra il casello e l’intersezione con via Emilio Chanoux, così da favorire la sosta e incentivare l’interesse dei turisti anche verso i comuni limitrofi; il ripristino o la realizzazione ex novo di sistemi di irrigazione per la vegetazione nel periodo estivo; l'innesto di nuova vegetazione nelle aree autostradali in uscita dal casello di Aosta Est e negli altri tratti compresi tra Pont-Saint-Martin e Courmayeur nei quali è possibile mitigare le condizioni di particolare siccità del terreno.

È stato inoltre approvato all'unanimità un ordine del giorno del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, così come emendato in accordo con l'Assessore alla sanità, sulla trasparenza e sulle priorità programmatiche degli investimenti straordinari dell'Usl. L'iniziativa impegna la Giunta a trasmettere alla Commissione consiliare competente, entro un termine congruo dall'entrata in vigore della legge di assestamento, un quadro analitico degli interventi con i relativi cronoprogrammi e a proseguire il confronto consiliare, presentando, prima della discussione del prossimo bilancio di previsione della Regione, una relazione dettagliata sulla destinazione delle risorse stanziate con l'assestamento, comprensiva dei singoli interventi e del cronoprogramma di spesa, con la disponibilità a un'audizione di approfondimento.

Ordini del giorno respinti

Nel corso della giornata, dei 25 ordini del giorno collegati alla legge di assestamento, ne sono stati esaminati - oltre ai due approvati - altri 15, che sono stati tutti respinti.

Sono stati respinti i due ordini del giorno del gruppo AdC: il primo, riguardante le regole con cui il Consorzio produttori latte e fontina dovrà rendere disponibile il macchinario ai privati produttori di fontina; il secondo, la presa in carico della gestione e della manutenzione della piscina di Saint-Vincent.

L'Assemblea ha anche respinto le due iniziative sottoscritte congiuntamente dai gruppi Renaissance e AdC: la prima sul monitoraggio in Commissione consiliare degli aumenti di costo delle opere pubbliche; la seconda sul sostegno alle spese delle imprese per la rete antincendio di cui la Sev non si fa più carico.

Dei cinque ordini del giorno presentati congiuntamente dai gruppi Lega VdA e Renaissance, quattro sono stati respinti: definizione di un sistema di monitoraggio sulle ricadute economiche dei grandi eventi culturali, turistici e sportivi; invito al Comune di Aosta a ripensare la destinazione urbanistica dell'area del Quartiere Dora a tutela del commercio di vicinato e a favore dell'edilizia residenziale; creazione di un polo scolastico sportivo in media Valle; presentazione in Commissione di un'analisi strutturale delle cause del disavanzo di gestione dell'azienda Usl.

Respinti i due ordini del giorno del gruppo Lega VdA. Il primo chiedeva lo stop all'utilizzo di risorse per lo sportello "Voci di colori" riservato ai soli cittadini stranieri riconducendolo alle funzioni dei Punti unici di accesso e del Centro per le famiglie; il secondo riguardava la ricerca di una soluzione definitiva e partecipata per le barriere di protezione sui ponti di Introd e Châtillon.

Il gruppo FdI ha depositato sei iniziative. Ne è stata esaminata una, che è stata respinta e che riguardava la valorizzazione del patrimonio scolastico della media Valle e lo sviluppo di un polo regionale dedicato a sport, montagna e alta formazione.

Dei quattro ordini del giorno proposti dal gruppo PD-FP, tre sono stati respinti: istituzione di una piattaforma regionale per la programmazione e il monitoraggio degli interventi richiesti dagli enti locali; relazione alla Commissione consiliare sui criteri utilizzati per il riparto delle risorse tra gli enti locali e il cronoprogramma dei trasferimenti; presentazione in Commissione della programmazione dell'intervento su Casa Berton per la sede del Terzo settore e delle opzioni di riserva per la tutela del volontariato.

Dei quattro ordini del giorno presentati dal gruppo AVS, ne è stato esaminato uno (respinto) che chiedeva di interloquire con il Comune di Aosta per verificare l'idoneità dell'immobile dell'ex Centro per l'impiego nel quartiere Cogne quale possibile sede alternativa a Casa Berton per la Casa del Volontariato.

Rimangono da esaminare otto ordini del giorno, di cui tre del gruppo AVS e cinque del gruppo FdI.

Il confronto tra maggioranza e opposizione dopo le prime votazioni

Nella seduta mattutina, dopo la mancata approvazione dei primi tre ordini del giorno, il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, aveva chiesto una sospensione per una riunione dei gruppi di minoranza.

Al rientro, il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, ha osservato: «Come gruppi di minoranza, abbiamo riscontrato una chiusura netta sulle nostre iniziative: chiediamo quindi al Presidente della Regione se l'intenzione sia quella di bocciare tutti i nostri ordini del giorno per assumere le necessarie iniziative in caso affermativo.»

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha quindi chiesto una sospensione per un confronto tra i gruppi di maggioranza. Al rientro, ha detto: «Questo Consiglio è nato all'insegna della "galanteria": abbiamo mediato sull'ordine del giorno di questa seduta consiliare, con la condivisione di rimandare la terza variazione di bilancio a dopo la pausa estiva. L'approccio è quello di esaminare con serietà le proposte avanzate sull'assestamento, con la consapevolezza comune che vi sono iniziative che possono essere approvate, con modifiche, altre invece che non possono essere accettate.»

Il Capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, ha replicato: «Nessuno aveva la pretesa che gli ordini del giorno venissero tutti approvati. Prendiamo atto della risposta del Presidente della Regione e ci dichiariamo soddisfatti.»

I lavori proseguono domani, giovedì 30 luglio, a partire dalle ore 9.

SC-MP

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Comunicato n° 405 del 30 luglio 2026
Concluso l'esame degli ordini del giorno collegati all'assestamento di bilancio 2026. Approvate altre due iniziative

 

Nella seduta mattutina del 30 luglio 2026, il Consiglio Valle ha approvato due ordini del giorno collegati al disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028.

È stato approvato all'unanimità un ordine del giorno del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, così come emendato in accordo con l'Assessore alle opere pubbliche, sul recupero degli spazi interrati dell'Isiltep di Verrès, che fanno parte del complesso dell'ex Cotonificio Brambilla. L'iniziativa impegna la Giunta a procedere, entro 150 giorni, con gli approfondimenti tecnico-normativi necessari a definire lo stato di consistenza delle opere strutturali esistenti e i requisiti necessari per la successiva riprogettazione degli spazi, e a relazionare in Commissione consiliare con l'obiettivo di valutare gli eventuali intendimenti di completamento dell'intervento e le possibili modalità di gestione.

Approvata, sempre all'unanimità, anche un'iniziativa del gruppo Fratelli d'Italia, così come emendata in accordo con l'Assessore alle opere pubbliche, che chiede alla Giunta di trasmettere alle Commissioni consiliari competenti, entro 60 giorni, una relazione tecnica dettagliata contenente l'importo dell'accordo bonario relativo ai lavori del Polo universitario, la natura e l'entità delle riserve, le cause del maggior onere e gli atti amministrativi di riferimento.

Ordini del giorno respinti

Sono state respinte due iniziative di AVS: interventi per l'istituzione di un fondo per la tutela degli insediamenti abitativi a rischio idrogeologico; potenziamento e capillarità della rete di facilitazione digitale per l'accesso ai servizi di mobilità e sanità.

Delle cinque iniziative esaminate del gruppo FdI, oltre a quella approvata, tre sono state ritirate mentre una è stata respinta e riguardava le garanzie di assenza di conflitto di interessi negli interventi di difesa del suolo affidati ad una società partecipata nel comprensorio di Breuil-Cervinia.

La trattazione degli ordini del giorno è conclusa. I lavori proseguono con l'esame dei 76 articoli del disegno di legge.

SC-MP

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Comunicato n° 406 del 30 luglio 2026
Il Consiglio approva il disegno di legge di assestamento al bilancio 2026 della Regione

 

Nella seduta pomeridiana del 30 luglio 2026, dopo quasi tre giorni di dibattito, il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. Il testo ha ottenuto 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 14 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC).

La manovra, presentata dalla Giunta regionale il 26 giugno e composta da 76 articoli, destina l’intero importo di 273 milioni di euro alle spese di investimento, risorse accertate con il rendiconto generale approvato dal Consiglio Valle il 10 giugno 2026.

Di questi, 59 milioni di euro sono destinati alla finanza locale, di cui 12,5 milioni nell'edilizia residenziale pubblica. 63 milioni vanno al turismo, sport e impianti a fune; 25,5 milioni alla sanità, 5 dei quali per il ripiano del disavanzo di gestione dell'Usl e, per la parte restante, all'avvio di un piano di investimenti aziendali. Saranno investiti 23,7 milioni di euro nella difesa del suolo e nella protezione civile, 29 milioni nell'agricoltura per il sostegno delle imprese agricole e dei Consorzi di miglioramento fondiario e 9 milioni nell'edilizia scolastica. Altri 5,8 milioni di euro saranno impiegati per la riqualificazione di Casa Berton, ad Aosta, quale nuova sede del Coordinamento solidarietà Valle d'Aosta. All'ambiente vanno 5,7 milioni di euro per il rifinanziamento dei contributi per la mobilità elettrica, mentre allo sviluppo economico sono destinati 9 milioni di euro per mutui agevolati a sostegno della prima casa e al recupero dei fabbricati nei centri storici. Infine 15,2 milioni di euro sono destinati ai beni culturali e 9,2 milioni di euro ai trasporti e alla viabilità.

Sul testo sono stati recepiti cinque emendamenti della seconda Commissione e uno del gruppo PD-FP.

Sono stati inoltre approvati all'unanimità quattro ordini del giorno: valorizzazione delle aree di sosta autostradali (Lega VdA, Renaissance); trasparenza e priorità negli investimenti straordinari dell'Usl (PD-FP); recupero spazi interrati dell'Isiltep di Verrès (AVS); chiarimenti sull'accordo bonario relativo ai lavori del Polo universitario (FdI).

Con un'inversione all'ordine del giorno dell'adunanza, l'Assemblea ha inoltre approvato all'unanimità una risoluzione sottoscritta da tutti i Capigruppo consiliari riguardante la norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d'acqua. Il testo impegna il Presidente della Regione ad attivare ogni interlocuzione utile a rappresentare al Ministro per gli affari regionali e le autonomie l'urgenza di addivenire, nel più breve tempo possibile, all'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della norma di attuazione dello Statuto speciale, dando pieno mandato al Presidente di concordare, laddove necessario, eventuali adattamenti di natura meramente formale e di coordinamento del testo approvato dal Consiglio Valle nella seduta del 20 maggio 2026.

I lavori sono sospesi per una Conferenza dei Capigruppo sull'organizzazione dei lavori dell'adunanza.

SC-MP

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Comunicato n° 407 del 30 luglio 2026
Iniziato l'esame del Piano regionale dei trasporti con l'illustrazione dell'Assessore Bertschy

 

Nella seduta pomeridiana del 30 luglio 2026, il Consiglio Valle ha iniziato l'esame del Piano regionale dei trasporti.

Presentato dalla Giunta regionale il 10 aprile scorso, il Piano è lo strumento di programmazione strategica nel settore del trasporto di persone e di merci, pubblico e privato. Il Piano ha il compito di individuare le principali criticità e definire le possibili soluzioni, attraverso una visione ampia e integrata e il coordinamento dei diversi soggetti coinvolti: utenti, gestori e portatori di interesse.

L'Assessore ai trasporti e mobilità sostenibile, Luigi Bertschy, ha presentato il Piano all'Aula.

«Dopo quasi 30 anni dall’approvazione della legge regionale che lo prevede (29/1997), giungiamo finalmente alla discussione in Consiglio del Piano regionale dei trasporti - ha premesso l'Assessore -. È uno strumento di grande rilevanza, con ricadute su tutti i settori socioeconomici della Valle d’Aosta e sulla vita di residenti, turisti e di chi attraversa la nostra regione. La sua elaborazione è stata complessa e articolata e, dopo una prima stesura precedente alla pandemia e alle successive crisi energetiche, si è reso necessario aggiornarlo per definire strategie e misure efficaci e adeguate alle nuove esigenze.»

«Il Piano si articola in cinque obiettivi strategici - ha detto -: migliorare i collegamenti con la rete Ten-T (rete transeuropea dei trasporti); migliorare il sistema dei trasporti dal punto di vista della sua efficacia, efficienza, accessibilità e sicurezza; ridurre lo spopolamento delle aree periferiche; ridurre le emissioni; accrescere la resilienza delle infrastrutture. Questi obiettivi si articolano in una serie di interventi, misure e servizi che, ciascuno per la propria parte, concorrono a definire un sistema dei trasporti più efficiente, integrato e sostenibile. Per quanto riguarda la ferrovia, è necessario proseguire gli interventi infrastrutturali per migliorarne la performance e l’affidabilità, accompagnandoli con un orario cadenzato e coordinato con i servizi su gomma, così da offrire maggiori possibilità di viaggio e rendere il trasporto pubblico più rispondente alle esigenze di chi si sposta. Anche il trasporto su gomma dovrà evolvere attraverso una migliore integrazione con il servizio ferroviario, l’impiego di mezzi a basso impatto ambientale, una maggiore accessibilità ai mezzi e alle fermate e politiche tariffarie capaci di incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico.»

«Sul fronte autostrade - ha proseguito -, il Piano individua la necessità di rivedere i rapporti con i concessionari, anche attraverso politiche tariffarie in grado di attrarre traffico dalla strada statale 26 e dalla viabilità ordinaria, sistemi di gestione più moderni e flessibili e interventi infrastrutturali volti ad aumentare la capacità e la disponibilità delle arterie. Occorre essere preparati in vista della futura revisione delle concessioni, valutando anche possibili scelte societarie, come previsto dagli emendamenti presentati dalla maggioranza. Un ruolo centrale è inoltre assegnato al polo di Aosta, e in particolare al principale nodo di interscambio regionale in corrispondenza del parcheggio della telecabina per Pila, dove ferrovia, autobus extraurbani, telecabina, parcheggi, svincolo della tangenziale e piste ciclabili possono integrarsi e consentire al viaggiatore di passare agevolmente da una modalità di trasporto all’altra. Il Piano guarda poi con attenzione alla mobilità ciclistica, per la quale potrà proseguire l’iter del Piano regionale della mobilità ciclistica, con l’obiettivo di incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani e, allo stesso tempo, sviluppare il cicloturismo come fattore di crescita e di valorizzazione del territorio. Anche l’aeroporto rappresenta un tassello importante dell’offerta complessiva, grazie al completamento della nuova aerostazione e alla ripresa dei voli charter. Infine, un articolato programma di interventi sulla rete viaria regionale e più in generale sul territorio potrà garantire maggiore sicurezza e disponibilità delle infrastrutture, attraverso un’azione preventiva e costante, a beneficio dei cittadini, dei visitatori e dell’intero sistema insediativo e turistico della Valle d’Aosta.»

«Questo Piano nasce quindi da una visione strategica condivisa dalla maggioranza - ha concluso l'Assessore - e pone le basi per affrontare le sfide dei prossimi anni, dagli investimenti nelle infrastrutture e nei servizi ferroviari e aeroportuali al rinnovo delle concessioni autostradali. L’obiettivo è costruire un sistema di trasporto pubblico sempre più accessibile, sicuro e inclusivo, capace di collegare i territori e accompagnare la crescita economica e sociale della nostra regione.»

SC-MP

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Comunicato n° 408 del 30 luglio 2026
Piano regionale dei trasporti: la discussione generale

 

Nella seduta pomeridiana del 30 luglio 2026, il Consiglio Valle ha dedicato un ampio dibattito al Piano regionale dei trasporti.

«Questo Piano - presentato come "aggiornamento" di non si sa bene cosa, visto che la Regione non si è mai dotata di un Piano dei trasporti, nonostante lo preveda una legge approvata 29 anni fa - è un insieme di temi e schede sulla mobilità, privo di una visione complessiva e frutto di un percorso tortuoso - ha detto la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -. Al testo base del 2019 sono infatti seguiti tre aggiornamenti e due procedure di Vas che ne hanno stravolto i contenuti. La scelta iniziale di fare del trasporto su rotaia l'elemento centrale della mobilità del fondo Valle viene ribaltata dagli aggiornamenti del 2024 e del 2026, che prevedono 35 chilometri in più di strade e autostrade e 32 in meno di ferrovia, in direzione opposta alle raccomandazioni europee. Contestiamo l'inserimento del raddoppio del tunnel del Monte Bianco, osteggiato dai Comuni della valle di Chamonix e in contrasto con gli obiettivi della Convenzione delle Alpi e dell'Ue, e l'ipotesi confusa di una terza corsia dinamica sull'autostrada in bassa Valle, senza un'adeguata valutazione di criticità e impatti. Siamo fermamente contrari alla dismissione della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier, sostituita da un metrobus mascherato da Brt, una scelta in contrasto con la normativa regionale e con l'azione politica portata avanti tra il 2016 e il 2021. Sull'ipotesi di dismissione della ferrovia/metrobus riteniamo necessario un referendum consultivo, perché il dibattito pubblico deve essere pieno e reale. Critichiamo, infine, i collegamenti intervallivi attraverso il Col Ranzola e il Colle del Nivolet, inseriti senza un'analisi delle reali necessità, e il collegamento funiviario Pila/Cogne, senza aver valutato la riattivazione della galleria del Drinc anche per usi emergenziali.»

«Nell’affrontare l’esame di questo Piano ho scelto di spogliarmi della politica, dell’idealismo e di ogni preconcetto, valutandolo per ciò che rappresenta e per ciò che può produrre nel futuro della Valle d’Aosta - ha detto il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia, Massimiliano Tuccari -. Questo metodo mi ha portato a riconoscere che si tratta di un buon Piano e, allo stesso tempo, a dare un contributo concreto al suo miglioramento. Perché le decisioni che assumiamo oggi produrranno effetti sulla vita dei cittadini, sulle imprese, sul turismo e sulla competitività del territorio per molti anni. I sei ordini del giorno che abbiamo presentato puntano a rendere il Piano uno strumento concreto, misurabile e orientato ai risultati: dalla definizione di nuovi criteri per valutare gli investimenti e lo studio di sistemi innovativi di trasporto pubblico, a una maggiore coordinazione dei cantieri e a un programma attuativo con tempi, priorità e risorse verificabili; dalle soluzioni tariffarie per l’autostrada A5 alla riduzione del traffico sulla Statale 26, fino a un piano specifico per la sicurezza e l’accessibilità delle strade delle vallate laterali. Sono proposte concrete e sostenibili, che non modificano l’impianto del Piano né ne rallentano l’approvazione, ma offrono strumenti per trasformare gli obiettivi in risultati concreti. Non appartengono a una parte politica, ma rispondono all’interesse generale della Valle d’Aosta e dei suoi cittadini.»

Il Consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha osservato: «Questo Piano ha meriti importanti e contiene scelte che condividiamo, dall’integrazione tariffaria al coordinamento degli orari, dai centri di mobilità al potenziamento del servizio ferroviario e al trasferimento del traffico pesante sull’autostrada. Proprio per questo riteniamo necessario affrontare con serietà una criticità fondamentale: sul futuro della ferrovia dell’alta Valle, il Piano assume il Brt (Bus rapid transit) come soluzione di riferimento, rinviando a una fase successiva il confronto con le alternative. Non diciamo che la ferrovia sia necessariamente la soluzione migliore, ma che una scelta strategica e irreversibile debba essere compiuta solo dopo aver confrontato, con dati e numeri, tutte le opzioni: Brt, riattivazione ferroviaria e tram-treno. I nostri emendamenti chiedono quindi di mantenere aperta la scelta e garantire la reversibilità delle decisioni fino alla conclusione del Doc-Fap, per decidere dopo aver valutato tutte le possibilità. Il Piano deve essere uno strumento di programmazione per i prossimi trent’anni, non un catalogo di opere già decise: la Valle d’Aosta ha bisogno di una visione ambiziosa e trasparente, capace di costruire il futuro della mobilità sulla base di dati, alternative e valutazioni concrete.»

«Questo Piano parte dalla Valle d'Aosta reale, con l'obiettivo di migliorare i collegamenti con l’Italia e l'Europa anche con alcune nostre idee portate in maggioranza che hanno dato corpo ad alcuni emendamenti - ha spiegato il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin -. Tra queste c'è la trasformazione dell’autostrada tra le uscite di Aosta Est e Aosta Ovest in tangenziale gratuita per tutti i valdostani. Un obiettivo che diventerà oggetto di uno studio attuativo entro il primo biennio, che valuterà anche l’eventuale gestione in house di quel tratto. Gli altri emendamenti riguardano i problemi di code dovuti al viadotto della Camolesa e il versante di Quincinetto che rendono necessaria una pianificazione con lo Stato, l'Anas e il concessionario per definire itinerari alternativi già prima delle emergenze; lo studio sul casello di Morgex per un miglior collegamento della Valdigne con Courmayeur; la revisione dell’uscita a valle della galleria di Signayes per la valle del Gran San Bernardo e la parte alta di Aosta; gli interventi sulle strade regionali per migliorare viabilità e sicurezza dei tratti nei centri dei paesi. Non si tratta di un insieme di opere calate dall'alto ma di un Piano che fissa una direzione, che scrive nero su bianco degli obiettivi e la strada per arrivarci.»

La Presidente della quarta Commissione, Josette Borre (UV), ha ricordato il lungo e articolato percorso di esame del Piano, sviluppato in diversi mesi di lavoro, approfondimenti tecnici e audizioni dei portatori di interesse. «Neanche noi vogliamo un Piano regionale che sia un libro dei sogni. Dalle audizioni è emersa una sostanziale convergenza sull’esigenza di garantire collegamenti efficienti e accessibili, dal tunnel del Monte Bianco al potenziamento della rete autostradale, fino a un trasporto pubblico flessibile e competitivo, capace di rispondere alle esigenze di cittadini, lavoratori, imprese e turisti. Per la Valle d’Aosta i collegamenti non sono soltanto infrastrutture, ma una condizione necessaria per garantire pari opportunità, contrastare lo spopolamento delle vallate e sostenere la competitività del territorio. Il Piano indica una direzione per i prossimi anni e non rappresenta una scelta già definita, ma una cornice strategica che tiene insieme mobilità, competitività, ambiente, sicurezza e accessibilità. Non è un piano di investimenti e non individua interventi puntuali né ne definisce i costi: fotografa le condizioni attuali e traccia le prospettive e le condizioni da cui partire per programmare gli interventi futuri. La sua approvazione restituisce quindi alla Valle d’Aosta uno strumento moderno di pianificazione, che pone le basi per i successivi provvedimenti e per affrontare con una visione organica le sfide della mobilità del futuro.»

«Il Piano giustifica l'abbandono della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier richiamando il modello Bolzano/Oltradige. Ma il confronto è tecnicamente infondato - ha osservato il Consigliere Andrea Campotaro (AVS)-. In Alto Adige il Brt è stato scelto perché lungo quel corridoio non esisteva una ferrovia da riattivare; in Valle d'Aosta, invece, si propone di smantellare una linea esistente per sostituirla con un sistema che, come dichiara lo stesso Piano, nasce proprio dove i binari è impossibile realizzarli. Da questa impostazione derivano tutte le altre criticità. Il Piano non chiarisce quale tratto del sedime verrebbe utilizzato, alternando le ipotesi Aosta/Sarre e Aosta/Villeneuve, non presenta analisi di fattibilità sulle opere esistenti e non dimostra come il Brt possa realmente viaggiare in sede riservata, prerogativa di un sistema Brt. Ancora più grave, la soluzione viene proposta senza alcun coinvolgimento di Anas. Affrontare la dismissione di una linea ferroviaria con questa superficialità progettuale è inaccettabile. Il cosiddetto Brt circolerà nel traffico ordinario della Statale. A Bolzano il metrobus è stato progettato per evitare la congestione; in Valle d'Aosta ne rimarrà intrappolato. Si rinuncia così a un collegamento ferroviario continuo verso il Monte Bianco per sostituirlo con un servizio su gomma che, al di là del nome, non offre vantaggi rispetto agli autobus già oggi in circolazione. Una visione che condanna la Valle a una mobilità frammentata e dipendente dalla gomma. L'opposto di cosa viene fatto nel resto d'Europa.»

Il Consigliere dell'Union Valdôtaine Corrado Jordan ha puntualizzato: «Per troppo tempo abbiamo inteso la mobilità come la mera somma di linee di autobus e corse ferroviarie, trattandola come un costo di gestione da contenere anziché come l’infrastruttura abilitante del nostro sviluppo economico, sociale e territoriale. Oggi invertiamo questa rotta. Se vogliamo contrastare lo spopolamento delle vallate, sostenere le giovani famiglie e rendere il territorio più accessibile a cittadini, turisti, lavoratori e imprese, dobbiamo garantire un diritto alla mobilità moderno, efficiente e adeguato ai tempi. Il nuovo Piano risponde a questa fondamentale istanza di equità sociale: non possiamo chiedere ai valdostani di vivere e presidiare la montagna senza offrire loro servizi all’altezza dei tempi. La risposta è l’intermodalità sistemica, attraverso una rete integrata che colleghi le vallate laterali alle dorsali, anche con servizi di trasporto a chiamata, e il Brt tra Aosta e Courmayeur. Fondamentale sarà inoltre trasformare la stazione di Aosta in un vero hub intermodale, valorizzando l’area F8 come punto di interscambio e collegamento con la città. Ora dobbiamo dare attuazione al Piano: la direzione è chiara, solida e realizzabile, e i risultati arriveranno.»

Il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, ha citato la riapertura della ferrovia della Val Venosta, in Alto Adige, come «dimostrazione che la riattivazione della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier non rappresenta un sogno romantico. In un contesto territoriale molto simile a quello della Valle d'Aosta, l'esperienza della Merano/Malles dimostra che "si può fare" citando una frase di un famoso film. L'importante è realizzare un servizio bello, funzionale, efficiente, intermodale per studenti, lavoratori e turisti, capace di diventare il fulcro della mobilità del territorio. Per questo chiediamo che anche in Valle d'Aosta il ripristino della linea sia valutato seriamente, anziché essere escluso a favore del solo metrobus Brt, verso il quale nutriamo molte perplessità di realizzabilità tecnica. Quanto al collegamento funiviario Pila/Cogne, il Piano gli dedica appena cinque righe: troppo poco per un'opera molto sentita dalla popolazione e finora valutata solo attraverso uno studio di fattibilità commissionato da Pila Spa. Chiediamo che la Regione si doti di un quadro conoscitivo completo e di un'analisi comparativa che metta a confronto tutti gli scenari, non solo quelli che compaiono nello studio della Pila, comprendendo anche l'opzione zero, il ripristino della ferrovia del Drinc e la messa in sicurezza della strada regionale, valutandone costi, benefici e ricadute anche sotto il profilo della sicurezza.»

«Siamo favorevoli al raddoppio del tunnel del Monte Bianco, soprattutto per ragioni di sicurezza, senza ritenere che la doppia canna possa determinare di per sé un aumento significativo del traffico pesante - ha dichiarato il Vicecapogruppo dell'UV, Michel Martinet -. Sul collegamento Pila/Cogne, che è nel nostro programma elettorale, sono stati condotti studi accurati: la ferrovia del Drinc non è stata presa in considerazione perché quella infrastruttura dovrebbe essere completamente rifatta e adeguata, con una spesa ingente. Quanto alla riattivazione della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier, credo sia necessario considerare le diverse caratteristiche della Valle d’Aosta rispetto a realtà come l’Alto Adige, sia in termini di popolazione sia di presenze turistiche. È significativo, inoltre, che il Consiglio comunale di Sarre abbia espresso all’unanimità perplessità sulla riapertura della tratta, ritenendola allo stato attuale poco funzionale alle esigenze del territorio e privilegiando il potenziamento del trasporto pubblico su gomma. Dobbiamo ascoltare tutte le posizioni e dare voce alle esigenze dei territori. Ritengo che questo sia un buon Piano, frutto di un lavoro importante dell’Assessorato, degli uffici e della Commissione, sul quale si potrà continuare a lavorare e migliorare.»

«Come gruppo Forza Italia, riteniamo una priorità la realizzazione della seconda canna del tunnel del Monte Bianco, per garantire la mobilità internazionale in condizioni di sicurezza per tutti i 12 mesi dell'anno con continuità nel tempo - ha affermato il Capogruppo Pierluigi Marquis -. I tunnel sono infrastrutture strategiche e, attualmente, gli unici due trafori alpini che non hanno in programma il raddoppio sono quelli valdostani, il Monte Bianco e il tunnel del Gran San Bernardo. Sul fronte della mobilità stradale, il vero obiettivo deve essere spostare una parte del traffico dalla viabilità ordinaria all'autostrada, migliorando le condizioni di accesso a livello tariffario, la sicurezza, tempi di percorrenza e la qualità dell'ambiente. Il Piano propone delle soluzioni in questo senso che dovranno essere approfondite. Il potenziamento del trasporto pubblico è un passo importante, ma perché sia davvero competitivo servono servizi puntuali e coincidenze efficienti. Riteniamo che per l'Alta Valle il metrobus BRT rappresenti la soluzione più sostenibile. Ora è fondamentale approvare il Piano e passare alla fase attuativa, esplorando le soluzioni più efficaci e sostenibili.»

I lavori proseguono con l'esame degli ordini del giorno collegati al Piano regionale dei trasporti.

SC-MP

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Comunicato n° 409 del 30 luglio 2026
Il Consiglio approva il Piano regionale dei trasporti. Conclusi i lavori dell'adunanza

 

In chiusura dell'adunanza del 28, 29 e 30 luglio 2026, con 20 voti a favore (UV, CA, FI), 3 voti contrari (AVS) e 10 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, Renaissance, AdC), il Consiglio Valle ha approvato il Piano regionale dei trasporti.

Presentato dalla Giunta regionale il 10 aprile, il Piano rappresenta il principale strumento di programmazione per lo sviluppo della mobilità in Valle d'Aosta fino al 2035. Il documento affronta in modo integrato il sistema dei trasporti regionale, dalla rete autostradale e ferroviaria al trasporto pubblico locale, dalla mobilità ciclabile e sostenibile all’accessibilità universale, dalla sicurezza e resilienza delle infrastrutture ai collegamenti aeroportuali. Individua inoltre interventi e priorità per migliorare l’intermodalità, integrare servizi, orari e tariffe e rafforzare i collegamenti tra i territori, con l’obiettivo di rendere la mobilità più efficiente, accessibile e sostenibile.

Sul Piano sono stati recepiti nove emendamenti proposti dalla maggioranza che riguardano il rafforzamento della sicurezza dei collegamenti esterni e interni; il coordinamento tra la Regione, lo Stato e l'Anas e i concessionari autostradali per individuare itinerari alternativi lungo la rete stradale e autostradale in caso di criticità; l'avvio di uno studio di fattibilità sul collegamento tra lo svincolo autostradale di Morgex, Courmayeur e la Valdigne; la trasformazione del tratto autostradale Aosta est/Aosta ovest in tangenziale; il miglioramento della sicurezza dei tratti stradali regionali nei centri abitati; l'ipotesi di una nuova uscita sulla strada statale 27 a valle della galleria Signayes; la gestione degli accessi nei siti ad alta attrattività turistica; la regolamentazione degli accessi nei siti ad alta vulnerabilità ambientale tramite il pagamento di una tariffa. Sono stati invece respinti due emendamenti del gruppo PD-FP.

Ordini del giorno approvati

Contestualmente, l'Assemblea ha approvato tre ordini del giorno depositati in Aula sul provvedimento, di cui due del gruppo Fratelli d'Italia e uno congiunto dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine.

Gli ordini del giorno presentati dal gruppo FdI e emendati su proposta dell'Assessore ai trasporti sono stati approvati con 27 voti a favore (FdI, UV, CA, FI, Lega VdA, Renaissance, AdC) e 6 astensioni (PD-FP, AVS). Il primo impegna la Giunta a introdurre, nei successivi aggiornamenti del Piano dei trasporti e nella programmazione degli interventi strategici in materia di mobilità, un Indice di tempo restituito, quale ulteriore criterio di valutazione dei singoli interventi previsti dal Piano. L'indice dovrà misurare i miglioramenti conseguibili in termini di riduzione dei tempi di percorrenza, affidabilità e regolarità degli spostamenti e maggiore efficacia dei collegamenti tra i principali punti di interesse. Il secondo impegna la Giunta a valutare, nell'ambito della progettazione dei singoli interventi previsti dal Piano, la possibilità di introdurre nel contesto valdostano sistemi innovativi di trasporto pubblico, anche in sede propria, quali impianti a fune per il trasporto urbano, sistemi a guida autonoma, infrastrutture sopraelevate o interrate e sistemi free flow per i pedaggi.

L'iniziativa congiunta dei gruppi Lega VdA e Renaissance così come emendata dall'Assessore ai trasporti è stata approvata con 27 voti a favore, 3 contrari (AVS) e 3 astensioni (PD-FP). Il testo impegna a inserire, nell'ambito dei futuri studi sulla linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier, la valutazione dell'utilizzo come pista ciclabile dell'infrastruttura al fine di una piena valorizzazione del turismo sostenibile nella zona.

Ordini del giorno respinti

Sono stati invece respinti altri due ordini del giorno di FdI: integrazione nel Piano regionale dei trasporti di criteri di coordinamento preventivo delle interferenze sulla mobilità regionale; programma attuativo, finanziario e di monitoraggio del Piano. Altri due sono stati invece ritirati.

L'Aula ha inoltre respinto due iniziative del gruppo PD-FP: la garanzia della reversibilità del sedime della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier fino alla conclusione del procedimento comparativo tra le alternative di trasporto per il corridoio; la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFap) per il corridoio Aosta/Pré-Saint-Didier/Courmayeur, senza predefinire una soluzione.

Respinto anche un ordine del giorno congiunto dei gruppi Lega VdA e Renaissance riguardante la riapertura al traffico veicolare della rotonda dell'Arco d'Augusto.

I lavori sono conclusi. I punti non discussi sono rinviati alla prossima adunanza ordinaria del Consiglio che si riunirà dopo la pausa estiva.

SC-MP

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