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Comunicato n° 321 del 17 giugno 2026
Il Consiglio Valle è convocato in via ordinaria il 24 e 25 giugno -
Comunicato n° 328 del 22 giugno 2026
Consiglio del 24 e 25 giugno: iscritti quattro question time all'ordine del giorno suppletivo -
Comunicato n° 333 del 24 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente Aggravi sulla tutela delle prerogative dei Consiglieri -
Comunicato n° 334 del 24 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente della Regione sullo stato di attuazione della risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes -
Comunicato n° 335 del 24 giugno 2026
Il Consiglio ha respinto due mozioni -
Comunicato n° 336 del 24 giugno 2026
Question time sul limite dei mandati in Giunta -
Comunicato n° 337 del 24 giugno 2026
Question time sul ricorso al Tar contro l'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini -
Comunicato n° 338 del 24 giugno 2026
Question time sul premio di produzione 2025 per i dipendenti di Cva -
Comunicato n° 339 del 24 giugno 2026
Iniziative ispettive sull'Istituto musicale pareggiato -
Comunicato n° 340 del 24 giugno 2026
Interrogazione sul Comitato venatorio e sulla gestione dello stambecco -
Comunicato n° 341 del 24 giugno 2026
Interrogazione sul Piano spostamenti casa-lavoro per i dipendenti regionali -
Comunicato n° 342 del 24 giugno 2026
Question time sui tempi per l'approvazione del bilancio di Cva e il rinnovo dei vertici -
Comunicato n° 343 del 24 giugno 2026
Interrogazione sull'avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Aosta-Ivrea -
Comunicato n° 344 del 25 giugno 2026
Interrogazioni sul collegamento funiviario Pila-Cogne -
Comunicato n° 345 del 25 giugno 2026
Interrogazione su aumento dei costi e ritardi nei lavori all'aeroporto Corrado Gex -
Comunicato n° 346 del 25 giugno 2026
Interrogazione sulla carenza di medici di medicina generale -
Comunicato n° 347 del 25 giugno 2026
Interrogazione sul decesso di alcuni cani al canile e gattile regionale -
Comunicato n° 348 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulla riduzione della tassa automobilistica regionale -
Comunicato n° 349 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulle politiche abitative a favore dei giovani -
Comunicato n° 350 del 25 giugno 2026
Interpellanza sul censimento delle comunità islamiche -
Comunicato n° 351 del 25 giugno 2026
Interpellanza sugli enti e le fondazioni culturali sostenuti dalla Regione -
Comunicato n° 352 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulla destinazione urbanistica dell'ex Centrale del latte di Aosta -
Comunicato n° 353 del 25 giugno 2026
Interpellanze sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 83/2026 in materia di segretari degli enti locali. Conclusi i lavori dell'adunanza consiliare
Comunicato n° 321 del 17 giugno 2026
Il Consiglio Valle è convocato in via ordinaria il 24 e 25 giugno
Il Consiglio Valle si riunirà in sessione ordinaria mercoledì 24 e giovedì 25 giugno 2026, alle ore 9, per discutere un ordine del giorno di 121 punti, di cui 97 rinviati da precedenti adunanze.
Sono 110 le iniziative ispettive, di cui 57 interrogazioni e 53 interpellanze.
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato 18 interrogazioni e 10 interpellanze: conoscenza di un parere interno sui limiti di mandato in Giunta regionale; adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per il personale delle strutture regionali; limitazione del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo durante la chiusura della gallerie Côte de Sorreley e Signayes; adeguamento della terminologia utilizzata dalla Regione in materia di disabilità; riapertura della caccia allo stambecco; stato di attuazione dei progetti finanziati dall'avviso del Ministero dell'istruzione e del merito relativo ai laboratori professionali; misure riparative per studenti valdostani sospesi o non frequentanti; avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Ivrea/Aosta; situazione dei lavoratori della Telecontact; collegamento funiviario Pila-Cogne; progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas; stato di avanzamento del nuovo appalto di trasporto pubblico locale su gomma; sostituzione della seggiovia Alpe Ciarcerio; ruolo della Regione nell'applicazione della cassa integrazione alla Cogne Acciai Speciali; intensificazione del trasporto pubblico nella valle del Gran San Bernardo dopo la chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes; organizzazione del personale e gestione dei cantieri da parte dell'Arer; sede definitiva del Csv Valle d'Aosta; assetto della struttura complessa "Tecnico" dell'azienda Usl; adeguatezza delle prove e modernizzazione delle selezioni nei concorsi pubblici regionali; costituzione in giudizio della Regione contro il ricorso relativo al limite di mandato del Presidente della Regione; designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria; completamento e prospettive del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans; rincaro dei bus per le attività scolastiche ed educative; valorizzazione degli spazi incompiuti dell'ex cotonificio Brambilla di Verrès; revisione della riforma della disabilità; introduzione del codice d'argento per la presa in carico dei pazienti anziani fragili al Pronto soccorso dell'ospedale Parini; mancata promozione della riforma della disabilità; programmi di screening oncologico per la popolazione femminile.
Sono sei le iniziative del gruppo Autonomisti di Centro, di cui tre interrogazioni e tre interpellanze: responsabilità dell’avallo della memoria difensiva della Regione in merito al ricorso sull'eleggibilità del Presidente Testolin; futuro del Piano faunistico venatorio; problematiche riguardanti i visti contabili dei provvedimenti dirigenziali; rissa al Casinò dello scorso 4 aprile; bando di concorso per l'assegnazione di borse di studio per la spesa delle famiglie; misure per l'edilizia valdostana a fronte della crisi internazionale.
Un'interpellanza sulla Cogne Acciai Speciali di Aosta è stata proposta congiuntamente dai gruppi Autonomisti di Centro e La Renaissance Valdôtaine.
Il gruppo Fratelli d'Italia ha depositato sei interrogazioni e sette interpellanze: chiarimenti sulle motivazioni del ricorso al Tar relativo all'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini di Aosta; eventuale conferma delle comunicazioni riportate dagli organi di stampa sull'informazione ufficiale data dalla Sav al Presidente della Regione relativa alla chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes; lavori preparatori della legge regionale che dovrà disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni per grandi derivazioni d'acqua; studio sulla privatizzazione del Casinò; tempi per la creazione della società unica degli impianti di risalita; collegamento funiviario Pila-Cogne; iniziative urgenti della Regione contro lo stato di abbandono dell'ex hotel "La Lanterna" di Saint-Pierre; ruolo, utilizzo e ricadute dell'attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc sulle politiche regionali; grado di dipendenza finanziaria, valorizzazione della francofonia ed efficacia delle attività svolte da enti e fondazioni culturali sostenuti dalla Regione; riduzione della tassa automobilistica regionale per chi opta per la domiciliazione bancaria; applicazione della normativa statale "Palestre Aperte" e indirizzi regionali per la gestione degli impianti sportivi scolastici; scadenza dell'accordo della Regione con lo stabilimento Heineken di Pollein; sicurezza delle aree interessate dalla frana di Palleusieux a Pré-Saint-Didier.
Con quattro interrogazioni e un'interpellanza, il gruppo La Renaissance Valdôtaine chiede informazioni su: anomalie emerse nei registri elettronici dell'Istituto musicale pareggiato; lavori di riqualificazione della Salle de gymnastique di Aosta; centri traumatologici a servizio delle principali località sciistiche regionali; Comitato etico territoriale della Regione; anomalie emerse nei registri elettronici dell'Istituto musicale pareggiato (secondo atto).
Il gruppo Lega Vallée d'Aoste discuterà tredici interrogazioni e sedici interpellanze: natura e oggetto della "crescente insofferenza" dichiarata pubblicamente dall'Assessore Leonardo Lotto "nei confronti delle dinamiche politiche recentemente emerse in seno alla maggioranza"; occupazione abusiva della Torre piezometrica adiacente allo stabilimento Cogne Acciai Speciali e degli spazi sotto il viadotto autostradale; utilità della task force per il Casinò de la Vallée; criteri sull'esecuzione di canzoni a sfondo politico da parte degli alunni delle scuole primarie durante la rassegna "Cambio Musica 2026" della Sfom; azioni per evitare l'aggiramento del decreto Valditara sull'educazione alla sessualità e all'effettività nelle scuole valdostane; autorizzazione a comunicare la proiezione del film "Berlinguer - La grande ambizione" sul registro elettronico dell'Isitip Manzetti di Aosta; istituzione di una funzione tecnica alle dipendenze della direzione Medica di presidio ospedaliero dell'Usl; mancanza di sanitari al JB Festaz di Aosta; annullamento della delibera regionale sui criteri di accesso ai contributi per persone non autosufficienti; iniziative per garantire il rispetto del regolamento europeo sulle sostanze cancerogene, mutogene o tossiche nei prodotti cosmetici utilizzati presso centri estetici, profumerie e punti vendita; congelamento delle quote delle risorse aggiuntive regionali (Rar) 2025 del personale del comparto Usl; futuro e tutela degli utenti della Casa domotica di Saint-Marcel dopo la fine dei finanziamenti Pnrr; rispetto dei protocolli sanitari al canile e gattile regionale; stato di agitazione al Casinò di Saint-Vincent; censimento delle comunità islamiche e rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali; operato della governance del Casinò; posizione della maggioranza sulla modifica delle legge elettorale; lavori nella galleria di Châtillon; gestione venatoria dello stambecco; approfondimento sugli eventi emersi alla scuola primaria di Chambave; intendimenti sulla programmazione triennale scolastica; assenza della Giunta regionale al tavolo ministeriale per la firma della cassa integrazione straordinaria alla Cogne Acciai Speciali; tutela dei lavoratori affetti da fibromialgia; recepimento integrale del "Decreto Salva Casa"; efficacia delle barriere anti-caduta sul ponte di Introd; ritardi e criticità nei lavori della piscina di Pré-Saint-Didier; competenze del Centro per uomini autori di violenza ad Aosta; campagna vaccinale obbligatoria 2026 contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini; attività di promozione e marketing dell'Ecole Hôtelière di Châtillon.
Inoltre, i gruppi Lega VdA e La Renaissance hanno proposto quattordici iniziative congiunte, di cui otto interrogazioni e sei interpellanze: ingerenze politiche nella gestione del Casinò di Saint-Vincent; chiusura delle gallerie autostradali Côte de Sorreley e Signayes; condizioni di sicurezza e utilizzo improprio dell'ex edificio scolastico delle Magistrali in via Torino ad Aosta; costituzione del Tavolo permanente della musica; segnalazione della sezione di controllo della Corte dei conti sull'aumento dei costi e dei tempi dei lavori dell'aeroporto di Aosta; situazione di degrado e criticità gestionali del Centro servizi per il contrasto della povertà di via Stevenin ad Aosta; situazione dei medici di medicina generale; ritardi del cantiere del nuovo ospedale; intenzioni della Regione sulle tariffe autostradali gestite da Rav Spa; adeguamento normativo della legge regionale sui segretari degli enti locali dopo la sentenza della Corte Costituzionale; limitazione dell'orario mattutino e tetto annuale dei viaggi del servizio di trasporto per persone con disabilità; introduzione del codice d'argento al Pronto soccorso dell'ospedale Parini e miglioramento dell'assistenza alle persone anziane fragili; prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in Valle; protocolli di custodia e verifica del corretto utilizzo del fentanyl nelle strutture del servizio sanitario regionale.
Sono quattordici le iniziative ispettive del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, di cui cinque interrogazioni e nove interpellanze: conoscenza di pareri interni relativi ai limiti di mandato dei componenti della Giunta regionale; costituzione della Regione nel ricorso per l'accertamento dell'ineleggibilità del Presidente Testolin; conoscenza della nota delle dirigenti del Consiglio sulla legge regionale sui limiti di mandato in Giunta; tempistiche dell'esame in Commissione del Piano regionale dei trasporti; stato di attuazione dell'indennità sanitaria temporanea al personale Usl e prospettive di stabilizzazione delle risorse aggiuntive regionali; procedure di prevenzione, accertamento e gestione di casi di plagio nelle tesi di laurea all'UniVdA; istituzione di un Centro di giustizia riparativa in Valle e promozione delle formazione specialistica accademica; chiarimenti sulla delibera regionale che modifica la destinazione urbanistica dell'area "Vecchia centrale del latte" di Aosta; problemi di governance nelle società partecipate; conseguenze per il Comune di Aosta e per gli iscritti all'Albo regionale dei segretari dopo la sentenza della Corte costituzionale; bando "Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole" del Complemento regionale di sviluppo rurale 2023-2027; rilancio delle politiche di locazione e acquisto della prima casa per i giovani; tutela della produzione e dell'occupazione della Cogne Acciai Speciali; percezione della qualità dei servizi sanitari regionali e condizioni organizzative dell'azienda Usl.
L'Assemblea tratterà anche sette mozioni, di cui cinque sono state sottoscritte congiuntamente.
Una è dei gruppi AVS e PD-FP per sollecitare il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi, mentre una è dei gruppi AdC e La Renaissance per destinare fondi per i giovani agricoltori con la legge di assestamento di bilancio. Due sono dei gruppi Lega VdA e La Renaissance: organizzazione di un evento per celebrare gli atleti, i tecnici e gli staff valdostani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026; sostegno alle pro loco negli adempimenti per l'iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). I gruppi Lega VdA, La Renaissance e FdI chiedono un piano straordinario regionale per il governo delle liste di attesa nelle prestazioni sanitarie ambulatoriali, mentre il gruppo AVS ha proposto una mozione per valutare con la competente Commissione consiliare le indicazioni che la Regione intende dare ai nuovi amministratori di Cva. Infine, l'iniziativa del gruppo AdC riguarda l'allineamento dei valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche per far fronte ai maggiori costi derivanti dalla crisi energetica.
L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio: https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq
La tribuna stampa è accessibile ai giornalisti accreditati presso l'Ufficio stampa del Consiglio.
SC-MP
Comunicato n° 328 del 22 giugno 2026
Consiglio del 24 e 25 giugno: iscritti quattro question time all'ordine del giorno suppletivo
L’ordine del giorno del Consiglio Valle, convocato per mercoledì 24 e giovedì 25 giugno 2026, è stato integrato con quattro interrogazioni a risposta immediata.
Tre di queste riguardano la Cva: il gruppo Autonomisti di Centro chiede quando i dipendenti della società potranno percepire il premio di produzione relativo al 2025; il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra vuole sapere se l'approvazione del bilancio e la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione siano confermate entro la fine di giugno o se si prospettino nuove date; il gruppo Lega Vallée d'Aoste chiede chiarimenti sui possibili ritardi nell'approvazione del bilancio.
Il quarto question time è stato presentato dal gruppo La Renaissance Valdôtaine e riguarda la costituzione dell'Ufficio procedimenti disciplinari del Conservatoire de la Vallée d'Aoste.
Con questa integrazione, l’ordine del giorno della prossima riunione consiliare conta complessivamente 125 punti.
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SC-MP
Comunicato n° 333 del 24 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente Aggravi sulla tutela delle prerogative dei Consiglieri
In apertura dell'adunanza di oggi, mercoledì 24, e domani, giovedì 25 giugno 2026, il Consiglio Valle ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Bruno Milanesio e Carlo Curtaz, già Consiglieri regionali, che hanno dedicato parte importante del loro impegno al servizio delle istituzioni e della comunità valdostana.
Bruno Milanesio, eletto con il Partito Socialista Unificato poi Partito Socialista Italiano, è stato Consigliere regionale per tre legislature. Ha ricoperto l’incarico di Assessore al turismo nella quinta legislatura (1969-1973), ruolo poi riconfermato anche nella successiva. Rientrato in Consiglio nella nona legislatura (1988-1993), è stato Capogruppo del PSI, Presidente della prima Commissione consiliare “Istituzioni e autonomia” e Vicepresidente della terza Commissione “Industria, commercio e artigianato”.
Carlo Curtaz, eletto nel 1998 con la lista Per la Valle d’Aosta - Con l’Ulivo, è stato Capogruppo per l’intero quinquennio e Vicepresidente della Commissione d’inchiesta sugli incarichi dirigenziali e sui sistemi di controllo dell’Amministrazione regionale. Rieletto nel 2003 con la lista Arcobaleno, si è dimesso dopo due anni e mezzo secondo accordi di turnazione. In entrambe le legislature è stato componente della prima Commissione “Istituzioni e autonomia”.
Tutela delle prerogative dei Consiglieri
Il Presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, nelle sue comunicazioni all'Aula, ha richiamato i principi del corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, con particolare attenzione alle prerogative dei Consiglieri regionali in materia di sindacato ispettivo e accesso agli atti, a seguito delle recenti notizie di stampa che hanno coinvolto il Capogruppo dell’UV e l’Amministratore delegato di Cva.
«In particolare - ha specificato -, l’esigenza che l’esercizio delle prerogative dei Consiglieri regionali avvenga nel pieno rispetto della riservatezza, della correttezza istituzionale e dell’autonomia del mandato consiliare. Allo stesso modo, ho richiamato l’auspicio che l’azione delle società partecipate regionali e, più in generale, di ogni articolazione del sistema regionale, sia sempre fondata su fatti, analisi e decisioni oggettive, assunte con responsabilità dagli organi competenti. Tali decisioni devono rimanere estranee a condizionamenti legati al momento politico, a fatti estemporanei o a dinamiche non coerenti con il corretto esercizio delle rispettive funzioni. Questo richiamo viene formulato in questa sede in termini generali, mentre è stato oggetto di specifico seguito nelle sedi competenti, nell’interesse del Consiglio regionale, dell’Amministrazione e dell’intero sistema regionale.»
«La comunicazione del Presidente del Consiglio, pur con toni cauti e parole misurate, afferma che non si può negare a un Consigliere regionale l'accesso agli atti di una società interamente partecipata dalla Regione come la Cva - ha detto la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -. Un Consigliere regionale ha non solo il diritto, ma anche il dovere di approfondire e segnalare eventuali criticità. Se da queste verifiche derivano atti di Finaosta, non si tratta di rilievi peregrini, ma di questioni che meritano attenzione. La reazione dell'Amministratore delegato della Cva a richieste di chiarimento sul bilancio 2025 appare eccessiva e non nuova. Sono stata protagonista, nel 2024, di due pesanti attacchi da parte dell'Amministratore delegato e dell'allora Presidente per aver messo in discussione sia l'esplosione dei compensi degli amministratori di Cva, sia le modalità, a nostro giudizio non conformi alla legge, con cui si è proceduto alla loro nomina. Episodi che riflettono un'impostazione secondo cui Cva agirebbe come una società privata, negando di fatto il ruolo di indirizzo e controllo della Regione, proprietaria della società tramite Finaosta.»
Il Vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine, Michel Martinet, ha espresso «piena solidarietà al Capogruppo Aurelio Marguerettaz per i gravi e ingiustificati attacchi ricevuti nell’esercizio del proprio mandato consiliare. Come ricordato dal Presidente del Consiglio nella lettera inviata ieri a Cva e, per conoscenza, a Finaosta e ai vertici istituzionali regionali, le prerogative attribuite ai Consiglieri regionali sono particolarmente tutelate e trovano fondamento nei principi costituzionali della rappresentanza democratica e dell’autonomia delle assemblee elettive. Per questo riteniamo indispensabile che queste prerogative siano sempre rispettate e garantite, nell’interesse non soltanto dei singoli Consiglieri, ma del corretto funzionamento delle istituzioni democratiche e dell’intero Consiglio regionale.»
Il Vicecapogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Simone Perron, ha chiesto «l'urgente convocazione della quarta Commissione consiliare per l'audizione dei vertici di Finaosta e di Cva e comprendere le ragioni del ritardo nell'approvazione del bilancio. Non è possibile continuare a fare finta di nulla di fronte ad una vicenda che si protrae da anni e che noi, come Lega, abbiamo portato all'attenzione pubblica già dal dicembre 2024. L'anomalia politica è che si tratta di una lotta tutta interna all'UV che ha nominato i vertici della società che è interamente pubblica e compete sul mercato, con utili in costante crescita dal 2020 e risultati economici straordinari per una regione come la nostra. Condurre battaglie interne su una realtà di questo tipo significa assumersi una grande responsabilità e saranno eventualmente anche i tribunali a pronunciarsi sulla fondatezza di alcune affermazioni. Come Lega chiediamo che si smetta con questa lotta carsica e che venga fatta chiarezza scoprendo tutte le carte sul tavolo.»
«C'è una presunta lite tra me e l'Amministratore delegato di Cva, ma io non sono in lite con nessuno - ha specificato il Capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz -: ho semplicemente preso atto di un attacco, assolutamente fuori dalle righe. È stata attribuita una presunta interferenza da parte del sottoscritto nelle decisioni di Finaosta, cosa che respingo, e se la società chiede dei supplementi di valutazione ha tutte le ragioni per farlo, senza che questo debba essere buttato in caciara. Finaosta è la finanziaria regionale, sostanzialmente la cassaforte dell’Amministrazione regionale: questa società deve avere una gestione professionale, basata su valutazioni approfondite da parte dei Consiglieri di amministrazione e dei dirigenti. I Consiglieri regionali possono fare domande e valutazioni senza ledere la reputazione della società o dell’amministratore. Tra l'altro, alcune informazioni sull’indebitamento di Cva sono corrette, pur distinguendo tra debito lordo e netto, ed è legittimo chiedersi perché pagare interessi su determinati importi. Finaosta deve tutelare Cva, che è un gioiello della nostra regione, e noi dovremo dare sostegno a Cva, soprattutto in vista del rinnovo delle concessioni.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha aggiunto: «L’attività ispettiva è uno strumento essenziale del nostro mandato e deve poter essere svolta in modo pieno ed effettivo. Parliamo in questo caso di una società di grande rilevanza, che genera ricavi annui paragonabili al 70% del bilancio regionale, e proprio per questo è necessario che il Consiglio possa disporre di tutte le informazioni utili per svolgere le proprie valutazioni politiche. È necessario che in futuro i rapporti istituzionali tra società e Consiglio siano improntati in modo da garantire flussi di informazione adeguati, evitando interpretazioni che possano mettere in discussione la legittimità dell’attività ispettiva. L’operato della società non è valutabile attraverso la semplice lettura dei dati di bilancio, ma richiede una serie di elementi informativi suppletivi affinché le valutazioni politiche possano essere consapevoli.»
«C'è troppa confusione su questa vicenda - ha osservato il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel -: da una parte abbiamo una società partecipata a cui tutti teniamo, dall'altra una mancata gestione politica del dossier che da anni aleggia in quest'Aula ma che, come molti altri, è stato lasciato in biblioteca. Nulla è stato fatto e ora che ci avviciniamo alle nomine dei nuovi vertici della Cva casualmente escono i problemi che andrebbero affrontati nelle sedi opportune prima di finire sui giornali.»
«A noi non interessano le bagarre, ma i numeri - ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi -. Riteniamo quindi opportuno che le Commissioni consiliari siano convocate al più presto per audire i soggetti interessati, a partire da Finaosta e a seguire Cva, così da approfondire le questioni aperte e porre le necessarie domande. Cerchiamo di far uscire i dossier dai cassetti, nella massima trasparenza.»
SC-MP
Comunicato n° 334 del 24 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente della Regione sullo stato di attuazione della risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes
Nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, nelle sue comunicazioni all'Aula, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito in merito allo stato di attuazione della risoluzione approvata dal Consiglio nell'adunanza straordinaria del 9 giugno dedicata ai lavori di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley et Signayes, che collegano l'autostrada A5 Torino-Aosta direttamente alla strada statale 27 del Gran San Bernardo.
«Per quanto riguarda la richiesta della gratuità o di una significativa riduzione del pedaggio autostradale per i residenti valdostani nel tratto A5 tra Nus e Aosta Ovest/Saint-Pierre durante la chiusura delle gallerie, la società Sav, che abbiamo convocato il 16 giugno, si era riservata alcuni giorni per le opportune verifiche - ha specificato il Presidente della Regione -. Con una nota prevenuta ieri, la Sav ha confermato l’avvio di valutazioni tecnico-amministrative e regolatorie sulla possibilità di introdurre ulteriori misure di agevolazione tariffaria, in aggiunta alla gratuità della tangenziale di Aosta già vigente per gli utenti dotati di apparato di Telepedaggio.»
«La società evidenzia però che le prime valutazioni tecniche non consentono l’immediata implementazione di ulteriori agevolazioni - ha aggiunto -, trattandosi di un percorso autostradale a sistema misto, che comprende sia tratti a sistema chiuso sia tratti semiaperti, connessi alla barriera di Aosta Est e al proseguimento verso il Traforo del Monte Bianco, e caratterizzati da svincoli liberi lungo la tratta. Si sottolinea inoltre che eventuali ulteriori misure di agevolazione tariffaria richiedono il preventivo coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in qualità di concedente, nonché delle concessionarie interessate, tra cui Rav Spa. Preso atto del contenuto della nota, questa mattina si è provveduto a richiedere alla società di indicare con precisione le tempistiche stimate per la definizione dell’iniziativa, che non appare di immediata applicazione sotto il profilo tecnico, anche alla luce dell’attesa intensificazione dei flussi turistici nel periodo estivo e della successiva ripresa del traffico casa-lavoro e casa-scuola nel mese di settembre, in concomitanza con la riapertura delle scuole. Si tratta di un dossier che viene seguito costantemente in relazione alle esigenze di risposta e attenzione rispetto agli sviluppi tecnici e amministrativi collegati.»
Il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, ha osservato: «Abbiamo chiesto con forza che si arrivasse alla gratuità nel tratto autostradale Nus/Saint-Pierre, così come approvato, su nostra proposta, dal Consiglio. Prendiamo atto delle risposte pervenute e riteniamo necessario che il confronto venga esteso anche alla società Rav, affinché le misure di mitigazione siano realmente efficaci su tutta la tratta interessata. Chiediamo quindi che si continui ad esercitare il mandato ricevuto dall’Aula, attivando tutte le interlocuzioni necessarie, anche con il Ministero competente, per arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione concreta. È fondamentale intervenire tempestivamente, soprattutto in vista dell’aumento dei flussi estivi e della ripresa della mobilità nel periodo scolastico, per evitare criticità significative sulla viabilità.»
SC
Comunicato n° 335 del 24 giugno 2026
Il Consiglio ha respinto due mozioni
Nella seduta mattutina del 24 giugno 2026, il Consiglio Valle ha esaminato quattro mozioni rinviate da precedenti adunanze, di cui due respinte e due ritirate.
- Personale della Società di servizi
Con 20 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 a favore (AVS, FP-PD, Lega VdA, FdI, La Renaissance, AdC), è stata respinta una mozione dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e PD-Federalisti Progressisti VdA che voleva impegnare la Giunta ad attivare con urgenza un tavolo di confronto con la Società di servizi, i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori per individuare delle soluzioni ai problemi sollevati con lo stato di agitazione e la protesta del 21 aprile scorso sotto il Palazzo regionale. Si chiedeva, inoltre, di verificare, attraverso le competenti strutture regionali, le condizioni contrattuali, organizzative e di carico di lavoro del personale impiegato nei servizi socio-assistenziali, anche in relazione agli standard lavorativi richiesti; richiedere alla Società di servizi interventi per il riconoscimento professionale delle figure coinvolte, anche in riferimento agli strumenti contrattuali, assicurando le risorse necessarie.
La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha ricordato che «le rivendicazioni dei lavoratori - tra cui operatori socio-sanitari, assistenti sociali, operatori di sostegno, personale educativo e assistenziale - riguardano l’assenza di meccanismi di riconoscimento di carriera e anzianità, l’obbligo di fruire delle ferie solo durante la chiusura delle scuole, il mancato riconoscimento del tempo di lavoro e dei rimborsi chilometrici tra sedi, nonché lo scorretto inquadramento delle assistenti sociali. Su tali aspetti, riconducibili alla corretta applicazione del contratto collettivo nazionale Agidae, non vi è stato alcun riscontro da parte della Società di servizi ritenuto adeguato dai sindacati. La procedura di raffreddamento si è chiusa il 7 aprile scorso dopo un'interlocuzione con la Regione, socio unico della società, che ha dato esito negativo e ha portato alla proclamazione di uno sciopero. Considerato il rilievo pubblico del servizio e la responsabilità diretta della Regione, riteniamo urgente affrontare la situazione, avviando un confronto strutturato tra tutte le parti coinvolte.»
«Si tratta di una situazione che conosciamo nei dettagli e su cui ci siamo confrontati con i sindacati ed alcuni lavoratori durante la giornata di sciopero con l'impegno di intraprendere un percorso che possa portare dei miglioramenti sia ai contratti del personale che ai servizi offerti agli utenti - ha replicato il Presidente della Regione, Renzo Testolin, annunciando il voto di astensione -. Al momento bisogna ricordare che il contratto di lavoro è attualmente inquadrato all'interno della Società di Servizi che, pur essendo una società di proprietà della Regione, detiene una propria autonomia giuridica e gestionale. Per questo motivo, alcune richieste contenute nella mozione riguardano aspetti che competono esclusivamente alla società e non direttamente all'Amministrazione regionale. La Regione, tuttavia, non è rimasta inattiva: sta effettuando approfondimenti sia normativi che amministrativi che possano riscontrare le richieste sindacali in merito al passaggio dei lavoratori dalla società di servizi ad un nuovo ente strumentale che permetterebbe l'applicazione del contratto regionale e una più efficace gestione del servizio. L'obiettivo dunque è di lavorare per verificare se questa soluzione possa rispondere alle richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, migliorando sia l'organizzazione del servizio sia le condizioni economiche e contrattuali del personale.»
- Crisi energetica
L'Assemblea ha respinto, con 22 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP), 3 contrari (AVS) e 9 favorevoli (AdC, FdI, Lega VdA e La Renaissance), una mozione del gruppo Autonomisti di Centro che chiedeva di prevedere nei prossimi due anni affinché il deflusso minimo vitale/deflusso ecologico (Dmv/De) rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche venisse allineato a quello approvato per gli impianti di Cva, nel rispetto dei risultati della sperimentazione che avevano dimostrato essere compatibili con la tutela ambientale dei corsi d’acqua interessati.
«La normativa vigente e il Piano di tutela delle acque al 2030 definiscono i criteri per il deflusso minimo vitale ed ecologico da rilasciare negli impianti idroelettrici - ha ricordato il Capogruppo Marco Carrel -. Nel 2025, la Giunta regionale, dopo aver preso atto di una lunga sperimentazione sui corsi d'acqua interessati dagli impianti della Cva, ha approvato valori di Dmv/De specifici. Si tratta di valori significativamente inferiori rispetto a quelli calcolati con le metodologie ordinarie applicate alle altre derivazioni idroelettriche. Vista l’attuale crisi internazionale che sta incidendo pesantemente sui prezzi del gas e, di conseguenza, dell’energia elettrica, sarebbe opportuno allineare gli impianti al fine di incrementare la produzione di energia da fonte rinnovabile e ridurre il ricorso al gas.»
L’Assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha ritenuto la mozione non accoglibile in quanto «il Governo sta già operando nella direzione prospettata dall’iniziativa. L’obbligo di prevedere un deflusso minimo vitale ed ecologico per gli impianti idroelettrici della Cva è stato introdotto con il Piano di tutela delle acque del 2006. Da allora sono state avviate diverse sperimentazioni che hanno coinvolto anche impianti di proprietà di privati che ne abbiano fatto richiesta. Nel dettaglio, sul territorio regionale sono stati avviati 62 programmi sperimentali, che hanno coinvolto 104 impianti idroelettrici, di dimensioni molto variabili, da pochi kilowatt a decine di megawatt. Tutti i programmi sperimentali, sia conclusi sia ancora in corso, hanno applicato la medesima metodologia utilizzata anche per Cva. Ricordo che non è possibile trasporre con una semplice operazione matematica i valori dei rilasci, poiché derivano da una complessa attività sperimentale che tiene conto di aspetti idrologici, ambientali, paesaggistici ed economici e, per quanto riguarda i nuovi impianti, il vigente Piano di tutela delle acque 2030 impone sin d'ora l'utilizzo di tale metodologia nell'ambito dei procedimenti relativi al rilascio di nuove concessioni idroelettriche. Riteniamo quindi non sia necessario, in questa fase, adottare ulteriori atti poiché il processo è già in corso da diversi anni.»
È stata ritirata una mozione presentata dai gruppi Autonomisti di Centro e La Renaissance Valdôtaine, che chiedeva di individuare, nell'ambito dell'assestamento di bilancio, le risorse necessarie a finanziare tutti gli investimenti previsti dai piani aziendali presentati nell'ambito del bando per l'insediamento dei giovani agricoltori. L'Assessore all'agricoltura ha, infatti, spiegato che sono già state avviate le procedure necessarie per garantire la copertura finanziaria degli interventi ammissibili.
È stata inoltre ritirata una mozione presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance, relativa all’organizzazione entro l’autunno 2026 di un evento di celebrazione e premiazione degli atleti olimpici e paralimpici valdostani impegnati nei Giochi di Milano-Cortina 2026. Il testo, presentato all’inizio di aprile, è stato infatti superato nei suoi contenuti in quanto l’evento si è già svolto a fine maggio.
SC-MP
Comunicato n° 336 del 24 giugno 2026
Question time sul limite dei mandati in Giunta
La nota sui limiti di mandato in Giunta redatta dagli uffici della Presidenza del Consiglio Valle è stata al centro di una interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA discussa nella seduta consiliare del 24 giugno 2026.
«Vogliamo sapere se il Presidente e il Vicepresidente della Regione fossero a conoscenza, prima della loro elezione ai vertici della Giunta regionale nell'attuale legislatura, dell'esistenza di pareri, note, valutazioni o documenti a qualunque titolo acquisiti dall'Ufficio di Presidenza o dalla Presidenza del Consiglio regionale relativi all'interpretazione della legge regionale che definisce i limiti ai mandati consecutivi dei componenti del Governo - ha affermato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz -. L'eventuale esistenza di un simile parere avrebbe potuto costituire un elemento utile sia per le valutazioni politiche del Consiglio regionale in sede di elezione del Presidente Testolin e del Vicepresidente Bertschy, sia nell'ambito del successivo contenzioso giudiziario relativo alla legittimità delle nomine.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha risposto: «Non abbiamo visto alcuna nota degli uffici in merito all’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21/2007, né pareri o valutazioni formali prima delle elezioni. Anzi, sarebbe stato forse interessante poter disporre di tali elementi prima delle elezioni, per poter svolgere ragionamenti diversi. Abbiamo preso visione della documentazione, nella giornata del 19 maggio scorso, tramite una lettera di risposta sull'argomento scritta dal Segretario generale del Consiglio all'Avvocatura regionale. Dalla stessa si evince, peraltro, la precisazione del Segretario generale del Consiglio secondo cui la nota di analisi degli uffici del 18 novembre 2024 non era finalizzata a esprimere un parere definitivo, ma costituiva una prima lettura della disposizione, prodromica alla successiva richiesta di un parere esterno e alla predisposizione del quesito al legale costituzionalista, come poi avvenuto con il coinvolgimento del professor Lupo. Questo è il percorso attraverso il quale si è venuti a conoscenza dell’esistenza di questa nota, che non è un parere.»
«Noi abbiamo chiesto se foste a conoscenza di pareri, note, valutazioni o documenti, non se li aveste visti - ha replicato il Consigliere Guichardaz -. C’è una differenza sottile. Oggi sarebbe stato più interessante ricevere una risposta semplice: sì, ne eravamo a conoscenza, ma non l’abbiamo letta.»
SC-MP
Comunicato n° 337 del 24 giugno 2026
Question time sul ricorso al Tar contro l'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini
Con un'interrogazione a risposta immediata, discussa nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, il gruppo Fratelli d'Italia ha chiesto chiarimenti sui motivi del ricorso al Tar relativo all'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini di Aosta.
«L’avvio del cantiere del nuovo ospedale relativo alla fase 3 (corpi K, L, P) ha subìto dei nuovi ritardi a seguito del ricorso al Tar presentato dal Consorzio Stabile Eteria scarl, secondo classificato nella procedura di gara, con richiesta di sospensiva contro l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Cmc Ravenna spa, Guastamacchia spa e Strever spa - ha ricordato il Capogruppo Alberto Zucchi -. La Siv ha comunicato che tale circostanza comporterà ritardi nella consegna dei lavori, che era programmata per metà giugno, con possibile discussione della sospensiva nel mese di luglio e definizione del merito non prima dell’autunno. Vogliamo sapere quali siano, in modo puntuale e compiuto, le motivazioni del ricorso al Tar che non sono state immediatamente rappresentate in modo completo al Consiglio regionale e alla comunità valdostana.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha risposto che «il ricorso presentato al Tribunale amministrativo di Aosta dal secondo classificato nella procedura di gara per l’affidamento dei lavori dell’ospedale Parini è stato notificato alla società Siv srl, parte resistente, alla stazione appaltante, oltre che alla controinteressata, ma non all’Amministrazione regionale che non è, dunque, né destinataria dell’atto, né parte nel procedimento.»
«Come comunicatoci informalmente da Siv non è opportuno in questa fase, per rispetto delle parti ed in pendenza di giudizio, comunicare compiutamente e pubblicamente i puntuali motivi di ricorso - ha proseguito il Presidente -. In ogni caso, sulla base di quanto riferito dalla società, si evidenzia che da un punto di vista generale i motivi del ricorso non attengono ad aspetti economici e societari del primo classificato, ma afferiscono ad aspetti inerenti al possesso dei requisiti di gara da parte del Consorzio di imprese vincitore, alla percentuale di avvalimento garantita da un’impresa terza e, infine, all’ammissibilità di alcune migliorie. I Consiglieri regionali interessati potranno, se lo riterranno, interpellare in merito la Siv, tramite l’Assessorato alla sanità, per richiedere informazioni più puntuali circa le motivazioni del ricorso, utilizzando lo strumento previsto dall’articolo 116 del regolamento del Consiglio regionale, relativo al diritto di accesso.»
«Ritengo spiacevole dover ricorrere sempre all’articolo 116 del regolamento del Consiglio per poter ottenere informazioni di cui dovremmo essere già messi a conoscenza - ha replicato il Consigliere Zucchi -. Le motivazioni alla base del ricorso del secondo classificato non sono affatto questioni di poco conto: vorremmo comprenderle, perché abbiamo dubbi fondati sulle procedure di affidamento messe in campo dalla società Siv per l’assegnazione dei lavori. Oggi stesso presenteremo un accesso agli atti».
MP
Comunicato n° 338 del 24 giugno 2026
Question time sul premio di produzione 2025 per i dipendenti di Cva
Il premio di risultato 2025 ai dipendenti di Cva è stato al centro di un'interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Autonomisti di Centro nella seduta consiliare del 24 giugno 2026.
Il Capogruppo Marco Carrel ha evidenziato che «le discussioni politiche all'interno della maggioranza e del gruppo di maggioranza relativa portano a ritardi nell'approvazione del bilancio di Cva. In questo contesto, si pone il tema del personale di Cva, che con il proprio lavoro contribuisce in modo determinante all’attività della società. Alcuni dipendenti ci hanno segnalato di aver ricevuto una comunicazione secondo cui il premio di produzione non verrebbe erogato nel mese di luglio. Non è possibile tenere in attesa dipendenti e famiglie a causa di tutta una serie di lettere e di incontri segretati tra Consiglieri di maggioranza e Giunta come emerge dai giornali.»
«CVA Spa ha confermato che, nell’ambito dell’approvazione del bilancio 2025, sono in corso ulteriori attività di analisi e valutazione, richieste dall’azionista unico, Finaosta Spa - ha riferito il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Conseguentemente, l'iter di approvazione del bilancio consolidato si protrarrà oltre le tempistiche ordinariamente previste. Questa circostanza non mette in discussione l’erogazione del premio di risultato ai dipendenti, ma ne posticipa i tempi di corresponsione, che potrà avvenire solo dopo l’approvazione del bilancio. Secondo le informazioni attualmente disponibili, Cva Spa ha comunicato che l'erogazione del premio potrebbe subire uno slittamento indicativo dal mese di luglio al mese di agosto, in funzione della data che sarà definita per il completamento dell'iter di approvazione del bilancio.»
«La non gestione di una serie di dossier ha ricadute, oltre che sugli equilibri politici di questo Palazzo, anche sulle famiglie valdostane e sui dipendenti di Cva - ha replicato il Consigliere Carrel -. Presidente, prima di ogni Consiglio da due mesi a questa parte sui giornali emergono lettere e letterine che la mettono in imbarazzo e mettono in difficoltà lei e le varie partecipate di cui non si occupa. Forse le stanno dicendo anche i membri della sua maggioranza che stanno aspettando una lettera da parte sua, quella che io so non arriverà, ma che chiuderebbe finalmente il cerchio.»
SC
Comunicato n° 339 del 24 giugno 2026
Iniziative ispettive sull'Istituto musicale pareggiato
Nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, il gruppo La Renaissance Valdôtaine ha illustrato due interrogazioni a risposta immediata e un'interpellanza riguardante l'Istituto musicale pareggiato della Valle d'Aosta.
In particolare, la Capogruppo Eleonora Baccini ha riportato «notizie di stampa su presunte anomalie nella gestione delle presenze e dei registri elettronici all'Istituto musicale pareggiato della Valle d'Aosta. Si farebbe riferimento a contemporanea presenza di studenti in più corsi e sovrapposizioni nella registrazione delle attività didattiche. Qualche giorno fa, il Presidente dell'Istituto ha confermato pubblicamente l'esistenza di accertamenti interni e di una procedura disciplinare. Sono fatti che se confermati inciderebbero sulla credibilità dell'istituzione e sulla corretta gestione delle risorse pubbliche. Chiediamo quindi se la Regione ne sia stata informata; se abbia acquisito o richiesto la documentazione riguardante gli accertamenti svolti dagli organi dell'Istituto, se siano emerse eventuali responsabilità amministrative, contabili o disciplinari a carico dei soggetti coinvolti e se si intenda promuovere ulteriori approfondimenti amministrativi e ispettivi, in particolare attraverso la costituzione di un Ufficio procedimenti disciplinari.»
Condividendo «la necessità di fare piena chiarezza, senza pregiudizi e senza leggerezze, su una vicenda che riguarda un'istituzione fondamentale per la nostra regione», l'Assessore all'istruzione e cultura, Erik Lavevaz, ha spiegato che «la procedura è ancora completamente interna al Conservatorio.»
L'Assessore si è detto «stupito dalla visibilità, per così dire prematura, che è stata data a questa vicenda. La questione è infatti uscita sugli organi di stampa prima ancora che gli interessati venissero messi a conoscenza di eventuali problemi o presunte violazioni. Proprio a seguito delle notizie di stampa, e quindi prima della presentazione di queste iniziative, ci siamo premurati di chiedere al Conservatorio e ai suoi organi competenti che cosa fosse accaduto e come intendessero procedere, manifestando fin da subito la disponibilità dell'Amministrazione regionale ad affiancare il Conservatorio nell'iter procedurale che, ripeto, è tuttora interno all'ente. Dobbiamo rispettarne l'autonomia e l'operato e attendere la conclusione del procedimento per poter poi avere un confronto più approfondito e riferire eventuali conclusioni. Fin dall'inizio ci è stato comunicato che, a seguito di controlli sui cartellini - attività che rientra nelle competenze specifiche della direzione del Conservatorio - sarebbero emerse alcune divergenze e situazioni che meritano approfondimento. Proprio pochi giorni fa agli interessati sono state notificate le presunte irregolarità. Da questo momento avranno la possibilità di presentare osservazioni e controdeduzioni, che saranno esaminate dall'Ufficio procedimenti disciplinari voluto dal Consiglio di amministrazione».
Riguardo alla costituzione di tale Ufficio, Lavevaz ha precisato che «al momento non è ancora pervenuta la comunicazione formale della sua istituzione. Tuttavia, come riferito dal Presidente del Conservatorio, i componenti individuati hanno accettato l'incarico e si attende soltanto la formalizzazione della nomina. Si tratta del direttore del Conservatorio di Padova, Elio Orio, della direttrice amministrativa Cristina Molinari e della dirigente scolastica Maria Giovanna Bonvicini. Una volta formalmente costituito, l'Ufficio prenderà in esame sia le presunte irregolarità contestate sia le eventuali controdeduzioni degli interessati. Per quanto ci riguarda, in questi mesi siamo stati e continuiamo ad essere a disposizione per fornire tutto il supporto tecnico e amministrativo che il Conservatorio dovesse ritenere necessario.»
«L'Assessore ci dice che non era a conoscenza dei fatti e che sono in corso degli accertamenti ma ciò risulta difficile da credere - ha detto in replica la Consigliera Baccini -. Esiste, infatti, una relazione di un centinaio di pagine redatta dal direttore del Conservatorio e protocollata il 21 aprile 2026, settimane prima dell'uscita della notizia sugli organi di informazione. Nella relazione si parla esplicitamente di presunti illeciti disciplinari e danni erariali come sovrapposizione tra insegnamenti diversi assegnati allo stesso studente e registrazioni effettuate retroattivamente. Sono fatti gravissimi e stupisce sentire che l'Assessorato non ne fosse al corrente, soprattutto considerando che il Presidente del Conservatorio è una nomina politica della maggioranza e aveva il dovere di informare l'Assessorato su quanto stava emergendo.»
MP
Comunicato n° 340 del 24 giugno 2026
Interrogazione sul Comitato venatorio e sulla gestione dello stambecco
Con un'interrogazione presentata dal gruppo Autonomisti di Centro nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, si è parlato del rinnovo del Comitato regionale venatorio e della gestione dello stambecco.
Il rinnovo del Comitato regionale per la gestione venatoria è stato al centro di un'interrogazione presentata dal gruppo Autonomisti di Centro e discussa nella seduta consiliare del 24 giugno 2026.
Richiamando «la ripetizione del voto per l'elezione del nuovo Presidente del Comitato del 15 marzo 2026» e «la delibera della Giunta regionale del 27 marzo 2026 sul rinnovo della composizione del Comitato regionale per la gestione venatoria», il Capogruppo Marco Carrel ha chiesto «se, prima dell'approvazione della delibera, siano stati effettuati tutti i controlli necessari a verificare la correttezza delle operazioni di voto; se l'Assessore abbia incontrato il nuovo Presidente e, in caso affermativo, quali siano state le principali richieste avanzate dai rappresentanti del mondo venatorio nel rispetto di quanto previsto dal Piano faunistico regionale. Chiediamo anche se, nel corso dell'incontro, l'Assessore abbia presentato lo studio sulla gestione dello stambecco, già consegnato all'Assessorato, illustrando i futuri passaggi politici e amministrativi previsti per la sua attuazione.»
L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Speranza Girod, ha ricordato che «a seguito delle elezioni del 15 febbraio 2026 per il rinnovo degli organi del Comitato regionale, il Comitato stesso ha comunicato all'Assessorato che, per la carica di Presidente, lo scarto tra i primi due candidati era risultato di un solo voto e che in due seggi erano stati ammessi al voto due elettori non aventi diritto. Al fine di garantire una procedura pienamente regolare, trasparente e rispettosa delle norme, nonché di evitare possibili contenziosi amministrativi o giudiziari, il Comitato ha pertanto proceduto in autotutela all'annullamento della votazione per la carica di Presidente, successivamente ripetuta il 15 marzo. Il 17 marzo il Comitato ha comunicato l'esito ufficiale delle designazioni, di cui la Giunta regionale ha preso atto con propria deliberazione del 27 marzo. Il nuovo Comitato venatorio si è insediato per la prima volta il 24 aprile.»
L'Assessore ha poi riferito di aver incontrato più volte il neo Presidente Petey: «Nel corso degli incontri sono state affrontate diverse tematiche e dai confronti è emersa una forte volontà di collaborazione, con l'obiettivo di affrontare i prossimi anni attraverso azioni concrete e di dare piena attuazione agli indirizzi del Piano faunistico regionale. Rassicuro il Consigliere che, grazie al lavoro svolto dalla struttura e al ripristino della figura dirigenziale dedicata, sarà garantito al mondo venatorio tutto il supporto possibile nel rispetto delle normative di settore.»
«Con deliberazione della Giunta regionale dell'11 maggio è stata inoltre rinnovata la Consulta faunistica, che si è riunita nella stessa giornata per esprimere il proprio parere sul calendario venatorio e sul rinnovo delle zone di protezione - ha proseguito l'Assessore Girod - . In merito al Piano faunistico regionale 2025-2030, il 22 aprile la Regione ha trasmesso a Ispra il documento denominato "Azioni per una possibile gestione dello stambecco in Valle d'Aosta - Protocollo di gestione della specie": è stato quindi attivato un tavolo tecnico tra Regione e Ispra per l'approfondimento dei contenuti del documento e delle possibili modalità di gestione della specie. Il 26 maggio, al termine dell'istruttoria, Ispra ha espresso parere favorevole al programma proposto, ritenendolo tecnicamente accettabile e coerente con gli obiettivi di conservazione e gestione della specie, formulando alcune raccomandazioni operative per la successiva attuazione.»
«L'elezione del Comitato venatorio ha registrato delle criticità, in un quadro che appare poco lineare e che richiede maggiore attenzione, pur nel rispetto dell’autonomia dei soggetti coinvolti - ha replicato il Consigliere Carrel -. Riguardo al Piano faunistico avviato lo scorso anno, in particolare sul tema dello stambecco, il lavoro già impostato va portato avanti con continuità tecnica e amministrativa. Dopo gli sviluppi a livello nazionale, resta fondamentale proseguire il confronto con Ispra, perché la gestione dello stambecco deve basarsi su dati solidi e condivisi, non su soluzioni semplificative. Non si tratta solo di aprire o meno la caccia, ma di definire una gestione complessiva della specie. Per questo chiedo che il Piano venga discusso anche in Commissione, con tutti gli approfondimenti necessari, così da arrivare pronti quando saranno ottenuti i necessari nulla osta. Più in generale, sul mondo venatorio servono indirizzi chiari e decisioni conseguenti: è tempo di assumersi responsabilità e dare risposte, perché il settore ne ha bisogno.»
SC
Comunicato n° 341 del 24 giugno 2026
Interrogazione sul Piano spostamenti casa-lavoro per i dipendenti regionali
Con un'interrogazione, discussa nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto informazioni sull'adozione del Piano degli spostamenti casa-lavoro per il personale regionale.
Ricordando che «il cosiddetto Decreto Rilancio, convertito in legge il 17 luglio 2020, ha reso obbligatoria per le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti l’adozione annuale del Piano degli spostamenti casa-lavoro, finalizzato a ridurre l’uso dell’auto privata» e che «la Regione Valle d’Aosta, al momento inadempiente, rientra tra i soggetti obbligati a dotarsi del Piano», il Consigliere Andrea Campotaro ha chiesto «in quale fase si trovi il procedimento per la sua predisposizione, quali siano i tempi di adozione e quali le ragioni della mancata approvazione entro i termini previsti dalla normativa nazionale.»
L’Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha riferito che «il 31 marzo è stato affidato alla società 5T di Torino l’incarico di supporto tecnico-operativo all’Ufficio del Mobility Manager regionale per l’analisi della mobilità del personale e la redazione del Piano degli spostamenti casa-lavoro. Il lavoro si articola in fasi successive, dalla raccolta e analisi dei dati fino alla definizione del piano e al successivo monitoraggio. A maggio è stata attivata la piattaforma dedicata e a giugno è stata avviata l’elaborazione dei dati e l’analisi statistica. Le attività sono ora in fase avanzata e si concluderanno entro luglio con la predisposizione della bozza del Piano.»
«Il ritardo nell’adozione è stato determinato principalmente dalla necessità di individuare e formare la figura del Mobility Manager regionale, nominato nell’agosto 2024, e di predisporre gli strumenti organizzativi e tecnici necessari - ha proseguito -. Nel 2026, grazie al supporto specialistico e alla piattaforma digitale, è stata avviata in modo strutturato la rilevazione degli spostamenti casa-lavoro. Il Piano consentirà di disporre di dati aggiornati per migliorare la pianificazione della mobilità, anche in coerenza con le esigenze emerse negli anni attraverso diverse rilevazioni e il piano sperimentale dei trasporti. Parallelamente, si sta lavorando con i Mobility Manager delle aziende soggette agli obblighi di legge per approfondire le esigenze dei lavoratori, in particolare quelli con orari su turni, e valutare la possibile attivazione di nuovi servizi sulla base delle analisi in corso.»
Il Consigliere Campotaro, nella replica, ha evidenziato che «l’adozione del Piano non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma uno strumento fondamentale per orientare le politiche pubbliche. Il Consiglio è chiamato a lavorare sui piani strategici, che però devono poggiare su una conoscenza puntuale dei dati relativi agli spostamenti. Non è possibile progettare interventi efficaci sulla mobilità sostenibile, o anche sullo smart working, senza disporre nemmeno di una fotografia aggiornata dei movimenti dei dipendenti regionali. Oggi, prendiamo atto che il percorso è stato avviato a fine marzo, ma si tratta comunque di un ritardo significativo, considerato che l’obbligo è in vigore dal 2020. Non sono chiare le ragioni di questo ritardo: ci sembra piuttosto una mancata percezione della priorità dello strumento. Il dato certo è che oggi vengono cassate iniziative quali il raddoppio della tratta ferroviaria Sarre/Quart o la riapertura della Aosta/Pré-Saint-Dider senza dati certi. E questo è un problema.»
SC
Comunicato n° 342 del 24 giugno 2026
Question time sui tempi per l'approvazione del bilancio di Cva e il rinnovo dei vertici
L'approvazione del bilancio 2025 di Cva e la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione sono state al centro di due interrogazioni a risposta immediata presentate dai gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Lega Vallée d'Aoste, trattate congiuntamente nella seduta consiliare del 24 giugno 2026.
«Abbiamo appreso da notizie di stampa che l'Amministratore delegato della società, di cui è proprietaria Finaosta per conto della Regione, in una nota inviata a tutto il CdA avrebbe contestato la richiesta della Finanziaria regionale di una revisione critica dell'impairment test (procedura contabile per accertare che le attività in bilancio non siano iscritte a un valore superiore rispetto a quello effettivamente recuperabile) sulla partecipata contenuto nel bilancio 2025 di prossima approvazione - ha dichiarato la Capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. Una contestazione quanto mai inopportuna visto che la Finaosta ha il compito di vigilare e indirizzare l'operato della società, sulla base delle indicazioni fornite dall'Amministrazione regionale. Poiché la conflittualità emersa tra l'Amministratore delegato e la Finanziaria regionale rende problematiche le decisioni sul bilancio della società e sul rinnovo dei suoi vertici, chiediamo se l'approvazione del documento e la nomina del nuovo CdA siano confermate entro la fine di giugno o se si prospettino nuove date.»
«La richiesta di revisione dell'impairment test relativo a tutte le società del gruppo Cva, secondo quanto affermato dall'Amministratore delegato, potrebbe ritardare l'approvazione del bilancio oltre al limite di legge stabilito, esponendo la società a rischi reputazionali rilevanti nei confronti degli investitori, dei clienti e delle società di rating - ha spiegato il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron -. Visto che su una tematica così delicata è necessaria la massima trasparenza e conoscenza dei fatti chiediamo se lo slittamento dell'approvazione del bilancio sia confermato e con quali motivazioni. Riteniamo necessaria e urgente l'audizione sia di Finaosta che di Cva sul tema.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che «l'iter di approvazione del bilancio consolidato si protrarrà oltre le tempistiche ordinariamente previste, in quanto sono in corso ulteriori attività di analisi e valutazione richieste dall'azionista unico Finaosta. Ciò avviene nell'ambito delle prerogative del socio inerenti alle attività propedeutiche all'approvazione del bilancio d'esercizio ed è finalizzato ad assicurare la completezza e la piena affidabilità delle informazioni finanziarie del Gruppo.»
«A tal proposito - ha concluso il Presidente -, Cva ha comunicato informalmente che sono in corso gli ultimi approfondimenti in merito alle tempistiche necessarie, con l'ipotesi di convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio negli ultimi giorni del mese di luglio, salvo imprevisti.»
«Prendiamo atto che due decisioni importanti, come l'approvazione del bilancio 2025 e soprattutto la nomina dei nuovi amministratori della società, sono in alto mare - ha dichiarato la Consigliera Minelli -. C'è grande incertezza e confusione e purtroppo, come già avevamo segnalato nella scorsa legislatura, è mancata e continua a mancare da parte del Governo regionale un'adeguata gestione di uno dei dossier più importanti per la nostra regione.»
MP
Comunicato n° 343 del 24 giugno 2026
Interrogazione sull'avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Aosta-Ivrea
Nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un'interrogazione per fare il punto sull'avanzamento dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta-Ivrea, finanziati con i fondi del Pnrr.
La Capogruppo Chiara Minelli ha ricordato che «l’ultimazione del cantiere è prevista entro il primo semestre 2026, così da consentire le prove tecniche necessarie alla riapertura della linea entro dicembre 2026. La sospensione triennale del servizio è stata giustificata da Rfi con il rispetto rigoroso delle tempistiche del Pnrr, pertanto eventuali ritardi non sarebbero giustificabili. Chiediamo, quindi, quando sia previsto il prossimo sopralluogo con la Regione e Rfi per verificare l’avanzamento dell’elettrificazione; quale sia lo stato dei lavori sui sovrappassi di Hône, Saint-Marcel, Villefranche e Grande Charrière e sulla posa dei 2.400 pali; in quale mese inizieranno le prove per l’Autorizzazione alla messa in servizio e se, nella realizzazione dei sovrappassi, sia stato previsto lo spazio necessario per l'eventuale futuro raddoppio dei binari.»
Riguardo ai sopralluoghi, l'Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha spiegato che «il sopralluogo congiunto Regione-Rfi previsto per lo scorso 5 maggio è stato effettuato e ne stiamo svolgendo altri, anche a causa delle continue piccole e grandi difficoltà che si incontrano nell'esecuzione dei lavori.»
Sull'avanzamento dei lavori dei sovrappassi, ha precisato che «a Hône sono stati realizzati quasi tutti i lavori. Il sovrappasso verrà consegnato entro il mese di settembre, anche perché dovrà iniziare l'intervento sul ponte della strada regionale. Nel mese di agosto, una volta posata la struttura, si procederà al collegamento delle reti tecnologiche. A Saint-Marcel sono in fase di realizzazione i micropali, è stata posata la struttura prefabbricata e sono in corso tutti gli interventi relativi agli spostamenti delle reti di Deval e Italgas. Per il cavalcaferrovia di Villefranche a Quart, lo scatolare in calcestruzzo armato è stato ultimato. Sono in corso i lavori di realizzazione dei muri andatori a tergo dell'opera per la costruzione della nuova viabilità. Nelle prossime settimane sarà avviata l'esecuzione del rilevato stradale. Riguardo al cavalcaferrovia di Grand Charrière a Saint-Christophe sono state realizzate tutte le opere propedeutiche e sono in corso gli spostamenti dei sottoservizi, delle reti Italgas e dell'illuminazione pubblica.»
«Inoltre, la posa dei basamenti ha raggiunto la stazione di Nus. Il tratto più avanzato è quello che sale da Ivrea alla bassa Valle. La posa dei cavi elettrici avverrà in una fase successiva per evitare il rischio di furti. Per quanto riguarda le prove tecniche necessarie alla messa in servizio, Rfi sta concordando con Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) il periodo per le verifiche sulle parti di linea già completate. Si procederà in maniera progressiva. Ricordo che una parte delle opere è finanziata con fondi del Pnrr, mentre un'altra parte dipende da risorse previste nel bilancio dello Stato 2025. Tali fondi, al momento, non sono ancora disponibili e questo impedisce l'avvio di alcune attività già appaltate, in particolare nelle stazioni di Verrès e Châtillon.»
Rispetto all'ipotesi di tenere conto di un futuro raddoppio della linea nella realizzazione dei quattro sovrappassi, «al momento non è possibile modificare progetti già autorizzati e in fase avanzata di esecuzione senza determinare ulteriori ritardi - ha concluso l'Assessore -. L'unica opera potenzialmente interessata potrebbe essere il cavalcaferrovia di Hône-Bard, ma anche in quel caso si porrebbero problematiche significative. Quello che posso dire con un buon grado di certezza è che a gennaio il treno tornerà in Valle d'Aosta. A gennaio la ferrovia arriverà a Pont-Saint-Martin e nei mesi successivi la ferrovia verrà riaperta anche nella tratta verso Aosta.»
La Consigliera Minelli ha definito la risposta dell'Assessore «insoddisfacente. Non abbiamo avuto notizia del sopralluogo che doveva essere allargato alla Commissione consiliare, come annunciato in una precedente iniziativa, tra marzo e aprile. Abbiamo ascoltato le risposte ma non ci è stata indicata una data certa né per la fine dei lavori del Pnrr, né per la riapertura della ferrovia, né per l'inizio delle prove tecniche che, da quanto appreso da un'intervista all'ingegner Pitisci, probabilmente slitterà a gennaio. Ciò significa che a dicembre, nonostante le ripetute rassicurazioni dell'Assessore e di Rfi, non ci sarà la riapertura della ferrovia. Mancare questo obiettivo temporale è inammissibile, dopo che la linea è stata chiusa per tre anni al fine di garantire le migliori condizioni per il cantiere. Inoltre, più volte abbiamo chiesto di insistere con Rfi affinché si intervenisse, anche a livello nazionale, per chiedere di velocizzare le procedure, venendo accusati di terrorismo mediatico. Le nostre preoccupazioni erano fondate.»
I lavori riprendono domani, giovedì 25 giugno, alle ore 9.
MP
Comunicato n° 344 del 25 giugno 2026
Interrogazioni sul collegamento funiviario Pila-Cogne
Nella seduta pomeridiana del Consiglio del 24 giugno 2026, sono state discusse congiuntamente due interrogazioni dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Fratelli d'Italia sulla realizzazione del collegamento funiviario tra Pila e Cogne.
Il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, ha richiamato «l'incontro pubblico svoltosi a Cogne lo scorso 5 febbraio, durante il quale è stato presentato un altro studio di fattibilità dell'opera promosso dalla Pila Spa (risultano già uno studio tecnico del 2016 e uno studio di fattibilità geologica del 2017), nonché la raccolta firme, sottoscritta da 191 persone e indirizzata al Sindaco di Cogne, alla Regione e al Consiglio regionale, con cui si richiede la pubblicazione degli studi, l'accesso alle informazioni e un maggiore confronto pubblico sull'intervento. Che risposte vuole dare la Regione alle richieste provenienti dal territorio? Qual è stato il suo ruolo, anche tramite Finaosta, nell'affidamento dell'ultimo studio? Quanto è costato e come è stato finanziato?»
Il Capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, nel condividere la volontà del Governo regionale di portare avanti il progetto del collegamento funiviario e sottolineando la necessità di avviare al più presto le procedure tecniche necessarie, ha chiesto al Governo quando intenda informare pubblicamente la popolazione di Cogne e i firmatari della petizione e se intenda confermare la realizzazione dell’opera entro la fine della legislatura.
L'Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha concordato sull'importanza di «informare la popolazione, non solo per la rilevanza locale dell’opera ma per il suo impatto complessivo sul territorio. Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi il documento finale dalla società Pila Spa e lo abbiamo trasmesso alla quarta Commissione consiliare, affinché possa essere illustrato e approfondito in quella sede. La volontà è quella della massima trasparenza: il Governo regionale intende aprire il dibattito in Commissione e in Consiglio, con una maggioranza convintamente orientata alla realizzazione dell’opera, nel rispetto delle valutazioni tecniche e politiche necessarie. Ricordo che la visione alla base del progetto discende dal Defr e dagli indirizzi politici che hanno consentito l’avvio dello studio, poi commissionato da Pila Spa nell’ambito delle proprie funzioni e interamente finanziato con risorse proprie per un importo complessivo di 210mila euro, oltre oneri. Lo studio prevede più ipotesi, che dovranno essere valutate anche con il coinvolgimento del Comune di Cogne e della popolazione, in particolare per quanto riguarda le scelte sulla tipologia dell’impianto, le soluzioni tecnologiche e i punti di partenza e arrivo. Si avvia ora la fase di valutazione, anche alla luce delle richieste provenienti dal territorio e della petizione sottoscritta da 191 cittadini, rispetto alla quale è garantita la massima disponibilità al confronto. L’obiettivo è giungere, al termine dell’istruttoria e del confronto istituzionale e territoriale, a una decisione consapevole per poi procedere con la progettazione dell’opera.»
Il Consigliere Torrione, nella replica, ha osservato: «Il punto vero è un altro: non si tratta solo di quando e come verranno rese pubbliche le informazioni, ma della base su cui sono state costruite. Lo studio è stato commissionato da una società che ha una propria missione statutaria e finalità legate allo sviluppo turistico di Pila, che non coincidono necessariamente con l’interesse generale della Regione e specifico della Valle di Cogne. Riteniamo che il limite stia a monte nella definizione degli obiettivi dello studio e di conseguenza nella formulazione delle alternative considerate, che appaiono incomplete. Bisogna valutare tutte le opzioni, anche sotto il profilo della sicurezza e dell’impatto sul territorio. Ad esempio l'opzione zero, la soluzione galleria del Drinc e la messa in sicurezza della strada regionale non sono minimamente considerate dallo studio. Solo avendo chiaro quello che si vuole e tutte le possibili opzioni per ottenerlo, si potrà assumere una decisione coerente con le esigenze della Valle d’Aosta. Chiediamo quindi un pieno coinvolgimento della Commissione e un approfondimento di tutte le alternative, compresi i relativi costi.»
Il Consigliere Zucchi si è detto «contento di sentire che permane la volontà di dare corso al progetto, come dichiarato durante l'inaugurazione della Stella di Pila. Sono fondate le richieste degli abitanti di Cogne e la necessità di un percorso di concertazione va riconosciuta, ma ora è necessario passare dalle parole ai fatti e procedere senza ulteriori rinvii. Lo studio appare definito e la direzione è chiara. Disponiamo delle risorse economiche, quindi si avvii rapidamente la fase realizzativa. Si tratta di un’opera che avrà un impatto turistico importante e che auspichiamo venga portata avanti con determinazione.»
SC
Comunicato n° 345 del 25 giugno 2026
Interrogazione su aumento dei costi e ritardi nei lavori all'aeroporto Corrado Gex
Con un'interrogazione, discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, i gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno chiesto chiarimenti sull'aumento dei costi e l'allungamento dei tempi dei lavori all'aeroporto Corrado Gex di Aosta segnalati dalla sezione di controllo della Corte dei conti.
«Secondo quanto evidenziato dai magistrati contabili e riportato dagli organi di stampa, il costo dell'intervento è passato da una previsione di spesa di 7 milioni di euro a un progetto esecutivo del valore di oltre 10 milioni di euro, reso possibile grazie a un aumento del finanziamento di 1,4 milioni di euro - ha osservato il Consigliere Corrado Bellora -. Quanto ai tempi, la scadenza è stata spostata prima a luglio 2025, poi al 27 agosto 2026, e, considerato che lo scorso marzo era stato realizzato solo il 60,01% dei lavori, non è prevedibile una conclusione delle opere prima dell'autunno 2026. Chiediamo al Governo se le preoccupazioni espresse dalla Corte dei conti corrispondano a verità; se i tempi e i costi indicati siano attendibili o se siano prevedibili ulteriori aumenti dei costi e ritardi; quando l'aeroporto sarà in grado di funzionare correttamente e quali servizi potrà assicurare alla nostra regione, in particolare con riferimento a un servizio di voli di linea.»
«La ripartenza del cantiere nel 2022 è stata un passaggio importante, che ha permesso alla Valle d'Aosta di uscire dalla graduatoria delle regioni con opere incompiute - ha affermato l'Assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet –. I lavori, soprattutto nella fase iniziale, hanno risentito delle difficoltà di un'opera avviata quindici anni fa e rimasta ferma per tredici, tra danni alle lavorazioni causati dal tempo e problematiche varie. A questo si sono aggiunte le difficoltà legate alla complessità dell'intervento e alla gestione dell'impresa appaltatrice che hanno impedito di procedere seguendo integralmente le soluzioni progettuali ipotizzate a suo tempo, richiedendo continui momenti di confronto e nuove decisioni. Dopo questa complessa attività iniziale, di cui la Regione è stata parte attiva operando con la massima diligenza, l'attività del cantiere è proceduta con regolarità e, a partire da febbraio 2025, con ritmi più sostenuti.»
«Il quadro economico complessivo prevede un importo dei lavori aggiudicati pari a 7 milioni e 390 mila euro; una prima perizia di variante, legata prevalentemente alla necessità di adottare diversi rivestimenti di facciata, sostituire canalizzazioni non più certificabili oltre ad altri interventi emersi in corso d'opera, per circa 1 milione e 457 mila euro; una seconda perizia di variante, legata principalmente ad aspetti impiantistici, all'installazione delle insegne e ad altre infrastrutture, per circa 750 mila euro. A causa della necessità di completare ulteriori opere, alcune richieste anche da Guardia di Finanza, Polizia di Frontiera e Agenzia delle Dogane, entro luglio sarà predisposta una terza, ultima e definitiva perizia di variante, di importo analogo alla precedente. I lavori aggiuntivi richiederanno uno slittamento di circa due mesi della conclusione del cantiere, attualmente prevista per il 26 agosto 2026.»
«L’aeroporto è oggi aperto e operativo - ha concluso l'Assessore -. Sullo scalo si svolgono attività commerciali e di aviazione generale, tra cui voli privati, aero-taxi ed elisoccorso h24. Nel 2025 sono stati registrati circa 2.500 passeggeri nei soli voli privati. Dal 13 giugno sono inoltre attivi collegamenti charter settimanali per Cagliari e Palermo, operati da LuxWing in collaborazione con Avda, Gattinoni e Valtravel, fino a settembre. L’obiettivo di Avda è ampliare l’offerta con nuove tratte già dalle prossime stagioni. Quanto ai voli di linea, possono essere istituiti nell’ambito della continuità territoriale anche attraverso gli oneri di servizio pubblico, con il sostegno di fondi statali o regionali. Infine, sottolineo che gli interventi realizzati negli anni sulla pista, sull’illuminazione e sulle dotazioni tecnologiche hanno valorizzato lo scalo, migliorandone l’operatività e la gestione delle emergenze. Opere che si sono rivelate strategiche anche per lo sviluppo del servizio di elisoccorso, oggi un valore aggiunto per il sistema di soccorso regionale.»
«Quest'opera paga il peso di scelte sbagliatissime che affondano le loro radici nel passato, quando si decise di trasformare un piccolo aeroporto che funzionava molto bene con un paio di voli giornalieri per Roma in un'infrastruttura faraonica e eccessiva che non funziona - ha replicato il Consigliere Bellora -. Oggi la tendenza è concentrare il traffico in pochi grandi aeroporti, lontani dalle città. Qui, in passato, si decise di fare il contrario. Per questo, alla luce anche della grave crisi dei trasporti che interessa la Valle, sarebbe opportuno prendere in considerazione una riconversione dell'aeroporto e un suo ritorno alle dimensioni originarie.»
MP
Comunicato n° 346 del 25 giugno 2026
Interrogazione sulla carenza di medici di medicina generale
La carenza dei medici di medicina generale è stata al centro di un'interrogazione dei gruppi La Renaissance Valdôtaine e Lega Vallée d'Aoste discussa nella seduta mattutina del 25 giugno 2026.
«Un problema nazionale che riguarda anche la Valle d’Aosta, dove i medici di medicina generale hanno un numero di assistiti superiore alla media - ha rilevato la Capogruppo de La Renaissance, Eleonora Baccini -. I pazienti incontrano difficoltà nell’individuare il proprio medico di base e gli ambulatori ad accesso diretto attivati nelle Case della comunità, pur rappresentando un supporto importante, non sono sufficienti a colmare in modo strutturale la carenza di specialisti né a garantire una presa in carico continuativa. Vogliamo sapere quale sia la situazione aggiornata della carenza di medici di medicina generale nella nostra regione; quali siano i numeri degli utenti e i tempi di attesa per l’assegnazione del medico; se la Giunta sia a conoscenza di segnalazioni relative all’invio dei cittadini al Pronto soccorso in assenza del medico e quali misure intenda adottare per evitare un uso improprio dei servizi.»
L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha ribadito «l’impegno dell’Assessorato sul rafforzamento della rete territoriale come elemento chiave di risposta ai bisogni dei cittadini. Non si tratta di accertare una mancanza di medici di base, ma di dare atto della loro disponibilità a lavorare insieme nelle nuove organizzazioni territoriali che la nostra Regione, nonostante il contesto nazionale complesso, ha saputo anticipare, attuando concretamente la riforma della medicina territoriale. Siamo orgogliosamente tra le poche Regioni in Italia ad aver già firmato, tramite gli Accordi integrativi regionali, la regolamentazione delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, che consentono ai professionisti di lavorare in rete per migliorare la presa in carico dei pazienti: tutti i 73 medici di medicina generale fanno parte delle 4 Aft obbligatorie collegate alle Case della Comunità di Morgex, Aosta, Châtillon e Donnas. A queste si aggiungono 6 Aft volontarie già attive e altre 2 in fase di costituzione, a ulteriore potenziamento della rete territoriale. Questo percorso ci ha permesso di calare i principi del Pnrr sul nostro territorio in modo pragmatico: in Valle d’Aosta - unica regione d'Italia - sono già pienamente operative e dotate di ambulatorio ad accesso diretto tutte e quattro le Case della Comunità previste. L’assistenza è stata inoltre rafforzata attraverso i 31 medici a prestazione oraria (ex guardia medica) e con l’introduzione di misure economiche per attrarre e fidelizzare i professionisti nelle aree più periferiche e montane. A ciò si aggiungono strumenti innovativi come la Centrale operativa territoriale e l’implementazione del numero europeo 116117, che rappresenta un importante filtro organizzativo per la gestione delle cure non urgenti e la razionalizzazione delle risorse sanitarie.»
L'Assessore ha quindi specificato che «pur operando all’interno di regole nazionali che lasciano alle Regioni margini di intervento molto limitati, fino a dicembre 2025 la Valle d’Aosta garantiva la piena copertura dei medici di famiglia su tutto il territorio. La situazione è in continuo mutamento: oggi contiamo 1.678 assistiti senza medico a fronte di 4.487 posti disponibili. L’unico ambito in cui ci sono meno posti disponibili rispetto agli assistiti senza medico è il Distretto 1 - ambito 4 (Aosta, Jovencan, Gressan, Charvensod, Pollein, Brissogne, Saint-Marcel, Saint-Christophe, Quart, Nus e Fénis) con circa 400 posti effettivamente non disponibili. Il calcolo delle zone carenti, basato sul rapporto teorico di un medico ogni 1.200 residenti, evidenzia la necessità di 43 medici: l'Azienda Usl ha già pubblicato il bando per la copertura delle zone carenti e sta valutando le domande pervenute, fermo restando che viene comunque sempre garantita, attraverso la rete dei servizi territoriali citati, l’assistenza primaria agli assistiti rimasti temporaneamente senza medico di riferimento. Riguardo al presunto invio di pazienti al Pronto soccorso in temporanea assenza del medico di famiglia si ribadisce con forza che ciò non può avvenire, in quanto il personale operante allo sportello, è tenuto infatti ad informare che ci si debba rivolgere ai Servizi di emergenza-urgenza esclusivamente in presenza di reale necessità. Rimaniamo convinti che, a fronte della carenza di medici, l’unica maniera per affrontare e risolvere la situazione sia l’organizzazione di una rete e avere seriamente modificato l'area territoriale: la Valle d’Aosta è l’unica Regione ad averlo fatto in modo compiuto.»
«L’Assessore ha descritto un servizio molto deludente come se fosse uno dei migliori in Valle d’Aosta - ha replicato la Consigliera Baccini -. Noi non possiamo accontentarci di un servizio mediocre solo perché in altre parti d’Italia la situazione è peggiore: dobbiamo sempre puntare al meglio. Ha raccontato una realtà che non corrisponde al vero: i medici sono insoddisfatti a causa dei ritmi di lavoro e del numero elevato di assistiti, mentre i cittadini si ritrovano senza medico. Inoltre, sappiamo con certezza di persone rimaste senza medico che, recatesi agli sportelli, si sono sentite rispondere di rivolgersi al Pronto soccorso, e questo è grave. Inoltre, la popolazione valdostana sta invecchiando progressivamente e non possiamo pensare che i cittadini debbano spostarsi per poter accedere al medico di famiglia in un comune lontano da quello di residenza. Mi aspettavo una risposta più concreta, soprattutto sul fronte degli incentivi per attrarre nuovi medici. Siamo in Valle d’Aosta e dobbiamo dare risposte adeguate a chi vive nel nostro territorio».
SC
Comunicato n° 347 del 25 giugno 2026
Interrogazione sul decesso di alcuni cani al canile e gattile regionale
Il gruppo Lega Vallée d'Aoste, con un'interrogazione discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, ha posto l'attenzione sul decesso di alcuni cani affetti da patologie infettive al canile e gattile regionale.
Ripercorrendo le circostanze che hanno portato alla morte degli animali, riportate anche dagli organi di stampa, il Capogruppo Andrea Manfrin ha chiesto «se sia stato verificato il rispetto dei protocolli sanitari previsti per la prevenzione e il contenimento delle malattie infettive all’interno della struttura, con particolare riferimento alla gestione di focolai di parvovirosi; quali siano le modalità organizzative e operative attraverso cui viene garantita, ai sensi del capitolato di appalto vigente, l’assistenza sanitaria e veterinaria continuativa 24 ore su 24; se, in relazione ai decessi segnalati, risultino rispettati i protocolli previsti per la gestione post-sedazione e post-operatoria e se siano state avviate verifiche o accertamenti da parte dell’Amministrazione regionale o dell’Usl, riscontrando criticità nella gestione sanitaria, organizzativa o igienico-sanitaria della struttura, tali da richiedere interventi correttivi o la revisione delle modalità di gestione del servizio.»
Premettendo «l'importanza del ruolo dei volontari e del loro contributo», l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha confermato «il rispetto dei protocolli sanitari di prevenzione e contenimento delle malattie infettive, della vigilanza sanitaria sugli animali ricoverati. Evidenziando che, sulla base dei dati forniti, sono stati 14 i cani deceduti tra il 1° luglio 2024 e il 16 giugno 2025, un numero inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, che contava 18 decessi. Molti degli aspetti organizzativi richiamati sono stati trattati in maniera condivisa anche con l'Avapa, rispetto alla quale abbiamo riconosciuto, anche in quest'Aula, il trentennale impegno profuso nella gestione della struttura e volto al benessere dei cani e dei gatti ospitati, con l’obiettivo di approfondire le questioni segnalate, favorire il dialogo tra le parti coinvolte e individuare i possibili ambiti di miglioramento della gestione del servizio, come in alcuni casi è avvenuto.»
In generale, «la vigilanza sanitaria è assicurata dalla Struttura di sanità animale dell’Usl, dal Direttore sanitario e dal Direttore tecnico del gestore, attraverso un sistema integrato di controlli in linea con quanto previsto dal capitolato d'appalto. Il Direttore sanitario effettua controlli periodici ed è reperibile 24 ore su 24 per le emergenze, mentre gli interventi specialistici e chirurgici e la gestione post-sedazione e post-operatoria dei cani ricoverati vengono svolti nelle strutture veterinarie convenzionate. Gli animali rientrano in canile solo dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche e alla ripresa dell'alimentazione autonoma, previa valutazione favorevole del Direttore sanitario.»
«Gli accertamenti riferiti ai decessi riportati non evidenziano nessi epidemiologici tra loro e sono riconducibili a condizioni cliniche specifiche, tra cui infezioni virali o patologie autoimmuni, non correlate quindi a inadempienze gestionali o sanitarie. Dagli approfondimenti svolti dall’Usl e dalle strutture competenti non sono emerse problematiche gestionali che necessitano di interventi correttivi straordinari. Anzi, il modello organizzativo introdotto con la nuova gestione da luglio 2025 ha evidenziato dei miglioramenti, come la presenza continuativa di un istruttore cinofilo, l’integrazione tra valutazione comportamentale e gestione sanitaria, la maggiore appropriatezza dei percorsi di adottabilità.»
Riguardo alla gestione del focolaio di parvovirosi, l'Assessore ha riferito che «tutti i cani ricoverati nel canile sono sottoposti a profilassi vaccinale sistematica, che comprende anche la vaccinazione contro il parvovirus canino. Nel caso del cane vagante accolto nella struttura, l'animale è stato posto in isolamento e vaccinato. Nei giorni successivi ha manifestato i primi sintomi e sono state adottate le misure di contenimento previste: isolamento degli animali in ingresso e gestione separata in locali dedicati, utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte del personale, sistemi di disinfezione agli accessi e vaccinazione immediata degli animali potenzialmente esposti. La trasmissione si sarebbe verificata indirettamente lungo i percorsi comuni di accesso alle aree esterne, contagiando l'altra cagna pur regolarmente vaccinata. Il virus non ha provocato ulteriori contagi e le misure di sicurezza adottate hanno evitato la diffusione dell'infezione ad altri animali.»
«Siamo di fronte a una serie di decessi che, secondo le segnalazioni ricevute, potrebbero far ipotizzare errori nelle procedure previste dai protocolli e una sottovalutazione del rischio. Approfondiremo questi aspetti - ha affermato il Consigliere Manfrin -. Riguardo al minor numero di decessi, sottolineo che non si tratta di una gara tra gestioni diverse su chi fa meglio: i tre cuccioli deceduti per parvovirosi erano stati pubblicizzati su un sito per l’adozione. Forse qualche criticità esiste. Va inoltre considerato il ruolo dei volontari che segnalano pubblicamente i problemi: è importante che chi ha il coraggio di farlo non subisca conseguenze, cosa che sarebbe molto grave.»
MP
Comunicato n° 348 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulla riduzione della tassa automobilistica regionale
Con un'interpellanza, discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, il gruppo Fratelli d'Italia ha chiesto informazioni sulla riduzione della tassa automobilistica regionale per i contribuenti che optano per la domiciliazione bancaria del pagamento.
«Una misura di incentivo alla domiciliazione potrebbe favorire l’aumento dei pagamenti spontanei, la riduzione dei ritardi, una maggiore certezza del gettito e una semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione, da verificare comunque mediante idonea istruttoria tecnica e finanziaria - ha dichiarato il Vicecapogruppo Massimiliano Tuccari -. Considerato che iniziative analoghe sono state adottate in Lombardia (riduzione del 15%) e in Campania e Lazio (riduzione del 10%), chiediamo se ne sia stata valutata l’introduzione anche in Valle d’Aosta; se sia ritenuta giuridicamente praticabile una riduzione fino al 15% degli importi vigenti; quali siano, negli ultimi tre anni, i dati regionali su gettito, pagamenti tardivi o omessi, costi di recupero e sollecito e numero di avvisi/accertamenti; se esista la possibilità tecnica di integrare un sistema di domiciliazione automatica tramite le infrastrutture digitali regionali, in cooperazione con Aci, Pra e PagoPA, nonché se la Giunta intenda predisporre uno studio di fattibilità tecnico-finanziaria per una sperimentazione a partire dal primo esercizio utile. »
L'Assessore al bilancio, Mauro Baccega, ha riferito che «la normativa regionale consente la variazione delle tariffe della tassa automobilistica entro i limiti stabiliti dalla legge statale, in coerenza con il quadro di autonomia tributaria delle Regioni. La riduzione tariffaria collegata alla domiciliazione bancaria è giuridicamente possibile e la proposta può essere considerata possibile, ma richiede una valutazione attenta in termini di efficacia e impatti. È infatti verosimile che l’adesione riguarderebbe soprattutto contribuenti già regolari nei pagamenti, mentre sono già disponibili strumenti alternativi come i promemoria di scadenza e il sistema PagoPA. Inoltre, i dati disponibili indicano che la Valle d’Aosta presenta un livello di evasione della tassa automobilistica significativamente inferiore alla media nazionale, grazie anche alle misure di contrasto già adottate dall’Amministrazione regionale, come le compensazioni tra debiti tributari e contributi pubblici. I dati sull’andamento del tributo evidenziano che nel 2020 il gettito atteso era pari a 21 milioni 602mila euro, a fronte di un incassato pari a 20 milioni 281mila euro, con 28.972 accertamenti emessi; nel 2022 il gettito atteso era pari a 24 milioni 758mila euro, mentre l’incassato è stato pari a 21 milioni 921mila euro. Infine, dal punto di vista tecnico, la domiciliazione bancaria è realizzabile attraverso soluzioni già sviluppate da Aci e integrabili con i sistemi regionali, con alcuni aspetti operativi che richiedono ulteriori valutazioni. Una proposta quindi da approfondire.»
Il Consigliere Tuccari ha ringraziato l’Assessore per l’apertura alla proposta, osservando che «visto che ci sono già tre Regioni campione che sono partite, nell’arco dell’anno potremo disporre di dati utili per fare valutazioni sulla misura. Questa non è una proposta contro qualcuno né una bandiera di parte: mira a migliorare l’efficienza amministrativa, la qualità del gettito e il rapporto con i cittadini, senza mettere in difficoltà nessuno. Non è ciò che diciamo a qualificare le istituzioni, ma ciò che facciamo, soprattutto sulle cose concrete: e questa lo è, piccola ma capace di migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazione.»
SC
Comunicato n° 349 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulle politiche abitative a favore dei giovani
Quali azioni per il rilancio delle politiche abitative a favore dei giovani? È quanto ha chiesto con un'interpellanza il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA nella seduta consiliare del 25 giugno 2026.
Richiamando le disposizioni per la concessione di mutui agevolati per gli interventi nel settore dell'edilizia residenziale esaminate in Commissione, la Vicecapogruppo Clotilde Forcellati ha evidenziato che «la misura, pur con tassi d’interesse contenuti, rischia di essere poco accessibile ai giovani con redditi instabili o contratti precari. In particolare, permangono criticità per i giovani iscritti all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), sia sul piano del riconoscimento dell’Isee e dei redditi esteri, sia sull’effettivo accesso al credito tramite Finaosta. Vincoli come la residenza obbligatoria per tutta la durata del mutuo e il divieto di locazione risultano poco compatibili con le esigenze di mobilità delle nuove generazioni. Per questo chiediamo alla Giunta se intenda affiancare ai mutui agevolati un fondo di garanzia regionale per i giovani precari per facilitare l’accesso al credito tramite Finaosta; se sia possibile introdurre maggiore flessibilità nei vincoli di residenza legati ai mutui e se siano previste delle procedure semplificate per il riconoscimento dei redditi esteri e la gestione della documentazione fiscale internazionale, per evitare che le misure per gli iscritti all'Aire siano solo teoriche. Infine, si sollecitano interventi urgenti per incentivare la locazione a lungo termine per gli under 35, anche attraverso nuove forme di co-housing e un aggiornamento complessivo della normativa regionale in materia di politiche abitative.»
L'Assessore al bilancio e alle politiche creditizie, Mauro Baccega, ha spiegato che «un fondo di garanzia pubblico serve a facilitare l'accesso ai mutui per categorie che altrimenti ne sarebbero escluse, come le famiglie a basso reddito. Tuttavia, dopo le verifiche svolte da Finaosta, il fondo Consap così come altri fondi regionali sono risultati incompatibili con i mutui regionali, che sono già agevolati sia nell'accesso sia nei tassi d'interesse, compresi tra lo 0,5% e l'1,70%. Un eventuale fondo regionale non offrirebbe quindi condizioni più favorevoli ai beneficiari. Inoltre, in caso di insolvenza, il fondo interviene anticipando le somme alla banca per poi rivalersi sul mutuatario, senza apportare particolari vantaggi rispetto alle procedure già previste da Finaosta.»
«Il vincolo di residenza per tutta la durata del piano di ammortamento del mutuo, al massimo trentennale ma riducibile ad un numero inferiore di anni - ha proseguito l'Assessore -, è stato introdotto nel 2023 dopo una sentenza del Tar che ha dichiarato discriminatorio il requisito di residenza nella Regione da almeno 5 anni per poter accedere ai mutui prima casa. Serve a evitare utilizzi speculativi dei mutui agevolati, il cui obiettivo è garantire che gli immobili acquistati siano destinati ad abitazione principale del beneficiario e della sua famiglia. Il mutuo agevolato può essere estinto in qualsiasi momento senza penali, facendo decadere ogni vincolo.»
«Inoltre, la Finaosta, in quanto intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia e gestore di fondi pubblici, è tenuta a verificare con rigore la capacità di rimborso dei richiedenti. La documentazione richiesta per valutare il merito creditizio è la stessa per residenti in Italia e all'estero e comprende dichiarazioni fiscali, buste paga o documentazione reddituale ed estratti conto. Per questo non sono previste procedure semplificate per il riconoscimento della documentazione estera, salvo casi particolari che possono richiedere ulteriori certificazioni o traduzioni ufficiali.»
L'Assessore ha concluso citando alcuni dati: «Dal 1° gennaio 2026 a oggi sono state presentate 198 domande di mutuo e ben 86 riguardano persone under 35. È un buon risultato che ci porterà a rifinanziare, nel prossimo assestamento di bilancio, il fondo di rotazione con ulteriori sette milioni di euro. Intanto, stiamo partecipando alla stesura della nuova legge sulle politiche abitative, che sostituirà l'ormai obsoleta legge n. 3 nel 2013, in cui presteremo particolare attenzione anche ai temi richiamati da questa iniziativa.»
«C'è una chiusura sia sul fondo di garanzia che sulla riduzione del vincolo trentennale di residenza: è vero che il mutuo può essere estinto quando si vuole, ma un giovane dipendente a 1.000-1.300 euro al mese non può permetterselo - ha replicato la Consigliera Forcellati -. Sono contenta che 86 giovani under 35 abbiano richiesto il mutuo agevolato ma non basta il dato quantitativo: sono famiglie? Sono giovani dipendenti a tempo indeterminato? Quali garanzie hanno portato? La legge n. 3 del 2013 va assolutamente rivista: è oggi più che mai necessario superare interventi parziali e affrontare in modo strutturale la normativa regionale in materia di politiche abitative.»
MP
Comunicato n° 350 del 25 giugno 2026
Interpellanza sul censimento delle comunità islamiche
Con un'interpellanza, discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha voluto chiarimenti sul censimento delle comunità islamiche e sul rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali.
In particolare, il Vicecapogruppo Simone Perron ha chiesto «una stima aggiornata della presenza numerica delle comunità islamiche in Valle d’Aosta; quante sale di preghiera siano ufficialmente censite e dove siano situate; se le modalità di culto, in particolare per quanto riguarda gli orari di preghiera e le festività religiose, rispettino i limiti previsti per le attività nelle aree limitrofe; e quali iniziative si intendano adottare per garantire un corretto censimento del fenomeno e il rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali.»
«La struttura dell’Osservatorio economico e sociale segnala che non esistono, ad oggi, statistiche ufficiali prodotte nell’ambito del Sistema statistico nazionale (Sistan) che forniscano dati aggiornati sull’appartenenza religiosa, in particolare a livello regionale - ha detto in risposta il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Ciò in coerenza con il quadro costituzionale e normativo che tutela la libertà religiosa e, al tempo stesso, limita la raccolta e il trattamento di dati personali particolarmente sensibili come quelli relativi alle convinzioni religiose. Esistono tuttavia stime elaborate da istituti di ricerca privati, come Ismu e Idos, che indicano a livello nazionale una prevalenza di popolazione straniera di religione cristiana e una componente musulmana stimata intorno al 30 per cento, pari a circa 1,7 milioni di persone, con principali Paesi di origine tra cui Marocco, Bangladesh, Pakistan, Albania, Egitto, Tunisia e Senegal. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, i dati ufficiali disponibili si riferiscono alla cittadinanza: nel 2025 i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti sono 6.179, di cui il 26% provenienti dal Marocco, l’11,9% dall’Ucraina, il 10,9% dall’Albania, il 6,2% dalla Tunisia, il 5,2% dalla Cina, il 3,8% dalla Repubblica Dominicana, il 2,2% dal Bangladesh e il 2,1% dal Pakistan. Si tratta di indicazioni utili dal punto di vista statistico, fermo restando che la cittadinanza non può essere considerata un indicatore certo dell’appartenenza religiosa.»
«A nostra conoscenza - ha proseguito - sono presenti in Valle d’Aosta due associazioni islamiche che hanno come obiettivo l’aggregazione di persone di fede musulmana e la diffusione della cultura islamica presso le quali si celebrano anche le funzioni religiose e le festività musulmane, una ad Aosta e una a Verrès. Non risulta che siano state segnalate alla Presidenza della Regione o ai due Comuni interessati problematiche di qualsiasi natura rispetto alle modalità di culto islamico, agli orari o di altra natura.»
Il Consigliere Perron ha osservato che «quando si parla di persone appartenenti a culture diverse, dobbiamo ricordare che esiste un’identità europea che non intendiamo sostituire con altre, poiché ciò potrebbe potenzialmente generare criticità. Siamo sempre sull’orlo di situazioni sociali potenzialmente esplosive e che saranno sempre più presenti sui nostri territori. La Valle d’Aosta, al momento, si mantiene al riparo da tali dinamiche, ma potrebbe trattarsi solo di una questione di tempo: è quindi nostro dovere monitorare attentamente la situazione, far rispettare le regole e non arretrare di un millimetro su questi temi.»
SC
Comunicato n° 351 del 25 giugno 2026
Interpellanza sugli enti e le fondazioni culturali sostenuti dalla Regione
Nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, è stata discussa un'interpellanza del gruppo Fratelli d'Italia sugli enti e le fondazioni culturali sostenuti dalla Regione.
Nel dettaglio, il Consigliere Massimo Lattanzi ha voluto sapere «quali siano gli enti, le fondazioni e i soggetti operanti in ambito culturale, compresi quelli dedicati alla promozione della lingua francese e della francofonia, che ricevono contributi regionali; l'ammontare, per ciascuno, dei finanziamenti pubblici erogati negli ultimi tre anni, la percentuale di copertura del bilancio complessivo derivante da tali risorse rispetto ad altre entrate; i criteri e gli indicatori adottati dalla Regione per valutare l'efficacia delle attività svolte, in particolare per la promozione della francofonia, nonché le azioni che essa intenda intraprendere per rafforzare la trasparenza, migliorare la valutazione dei risultati e favorire, dove possibile, una maggiore autonomia finanziaria degli enti sostenuti.»
Dans la réponse, le Président de la Région, Renzo Testolin, a détaillé les entités opérant dans le domaine culturel contrôlées par la Région qui sont: l'Association Fort de Bard (contribution ordinaire annuelle de 150 mille euros au titre de cotisation associative et 4 millions d’euros comme contribution extraordinaire), le Centre d’études et de culture walser (contribution annuelle de 21.690 euros), la Fondation Émile Chanoux (115 mille euros), la Fondation Courmayeur (320 mille euros), la Fondation Clément Fillietroz (280 mille euros), la Fondation Film Commission (815 mille euros), la Fondation Centre d’études historico-littéraires Natalino Sapegno (210 mille euros), la Fondation Maria Ida Viglino pour la culture musicale (2 millions d’euros).
«Aucun de ces organismes n’a pour seul champ d’activité la promotion de la langue française ou de la francophonie et, dans de nombreux cas, la Région n’est qu’un des membres fondateurs aux côtés d’autres acteurs publics ou privés - a précisé le Président -. À ces organismes s’ajoutent quatorze associations culturelles qui sollicitent chaque année une contribution en vertu de la loi régionale n° 79 de 1981 pour leur fonctionnement et la réalisation de leurs activités, qui ne se consacrent pas exclusivement à la promotion de la langue française. La contribution donc n’est pas accordée de manière fixe: le montant total versé a été de 257 mille euros en 2024, 274 mille euros en 2025 et 298 mille euros pour 2026. Enfin, seules deux associations ont pour mission spécifique la promotion de la langue française: le Centre d’information sur l’éducation bilingue et plurilingue, qui reçoit une contribution annuelle de 10.000 euros, et l’Alliance Française de la Vallée d’Aoste, bénéficiaire d’une aide régionale de 30.000 euros par an.»
«La part de couverture du budget global provenant de ressources publiques régionales par rapport aux autres recettes varie fortement selon les organismes, en fonction de leur structure, de leurs activités et de leur capacité à obtenir d’autres ressources. La contribution régionale représente environ 53% des recettes totales de l’Association Fort de Bard, tandis qu’elle constitue la principale source de financement de la Film Commission Vallée d’Aoste ainsi que de la Fondation Chanoux, de la Fondation Courmayeur et de la Fondation Maria Ida Viglino. Pour d’autres organismes, comme les fondations Montagna Sicura, Sapegno et Fillietroz, les financements régionaux sont complétés par des fonds européens, des projets de recherche, des appels à projets ou des partenariats institutionnels.»
Quant à l'évaluation de l'efficacité des activités, «pour les organismes créés et surveillés par la Région, elle désigne ses représentants dans les organes de gestion et de contrôle, garantissant ainsi la cohérence des activités avec ses orientations. Dans certains cas - Film Commission, Fort de Bard - il existe des données objectives d’analyse, dans d’autres cas, les activités sont plus immatérielles, mais non moins importantes en termes de valorisation et de transmission du patrimoine culturel, qui risquerait autrement de se perdre.»
«Les organismes, fondations et associations concernés cherchent à diversifier leurs sources de financement - a conclu le Président - en recourant à des partenariats publics et privés, à des appels à projets et à des fonds européens. Toutefois, ces démarches impliquent une charge administrative importante, parfois difficile à soutenir pour les structures de petite taille. Par ailleurs, depuis 2010, les fonctions au sein de leurs organes de gestion sont honorifiques et donnent uniquement droit au remboursement des frais, sans rémunération.»
«Siamo di fronte a una complessa macchina culturale che conta una trentina di enti, associazione e fondazioni culturali e per la francofonia che a vario titolo operano sul territorio con un contributo regionale che va dal 53% al 100% in alcuni casi, a cui si aggiungono ulteriori fondi dalla programmazione europea e dal Ministero della cultura - ha dichiarato il Consigliere Lattanzi -. Secondo noi dovremmo aprire una riflessione su questi enti e vorremmo avere più chiaro il reale contributo che portano alla comunità valdostana che li finanzia. Torneremo su questo argomento.»
MP
Comunicato n° 352 del 25 giugno 2026
Interpellanza sulla destinazione urbanistica dell'ex Centrale del latte di Aosta
La modifica della destinazione urbanistica dell'area della vecchia Centrale del latte di Aosta è stata al centro di un'interpellanza del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026.
«Con la delibera n. 492 dello scorso 15 maggio, la Giunta regionale ha avviato il percorso di modifica della destinazione urbanistica dell'area dell'ex Centrale del latte, in via Piccolo San Bernardo ad Aosta, che sarà destinata ad attività di natura socio-sanitaria e socio-assistenziale e a uffici - ha dichiarato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz -. La delibera precisa che sull'area insiste un vincolo relativo all'istruzione secondaria superiore legato all'ipotesi di ampliamento dell'Institut agricole régional, oggi definita "non più attuale", e propone di realizzare servizi per rispondere a fabbisogni in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale, da soddisfare anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato. Chiediamo quali elementi programmatori, tecnici e politici abbiano portato la Giunta a ritenere superata la destinazione scolastica originaria; se, prima dell’approvazione della delibera, siano state valutate alternative a uso scolastico, formativo o per altri servizi pubblici; se siano in corso interlocuzioni o manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati interessati all’area; e, infine, se si intenda procedere all’alienazione dell’immobile oppure a forme di valorizzazione che ne mantengano la funzione e la regia pubblica.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha precisato che «la non attualità della destinazione scolastica dell’area della vecchia Centrale del latte si inserisce in un percorso avviato nel 2016, quando il Consiglio regionale ne dispose l’inserimento nel Piano delle valorizzazioni e dismissioni immobiliari, classificando l’immobile tra i beni del patrimonio disponibile. In quella sede si era già preso atto che la destinazione a finalità scolastiche, e in particolare all’ampliamento dell’Institut agricole, non risultava più coerente con la programmazione del settore. La deliberazione n. 492/2026 conferma tale impostazione e individua, di concerto con il Comune, una nuova destinazione urbanistica più adeguata alle caratteristiche del bene e alle strategie di sviluppo territoriale, rendendone concreta la valorizzazione.»
«Prima dell’approvazione della delibera sono state valutate le esigenze delle strutture regionali competenti in ambito scolastico-formativo e sanitario-sociale - ha proseguito -. Le esigenze scolastiche e formative sono oggi indirizzate su altre aree, da rendere coerenti anche sul piano urbanistico, a partire dalla ristrutturazione dell’ex banca in corso Padre Lorenzo per l’ampliamento delle attività dell’Itpr e del Centro regionale di istruzione degli adulti. L’area dell’ex Centrale del latte risulta invece potenzialmente idonea a funzioni socio-sanitarie e socio-assistenziali, in un contesto in cui le dinamiche demografiche richiedono una programmazione di lungo periodo e il rafforzamento delle infrastrutture sociali e sanitarie, con particolare riferimento alle criticità del territorio di Aosta. Esiste un interesse potenziale del mercato per l’insediamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, ma ogni eventuale proposta dovrà essere valutata esclusivamente nell’ambito delle procedure previste dalla normativa vigente in materia di contratti pubblici, partenariato pubblico-privato, trasparenza e concorrenza. La deliberazione n. 492/2026 non individua pertanto modelli gestionali né soggetti attuatori, ma definisce il presupposto per far emergere proposte, rendendo l’area urbanisticamente compatibile con funzioni coerenti con l’interesse pubblico e i fabbisogni rilevati. L’indirizzo della Giunta non è l’alienazione dell’immobile, ma la restituzione alla collettività di un’area oggi in disuso e degrado, orientandola verso funzioni di interesse generale, mantenendone, laddove possibile, la regia pubblica sull’eventuale operazione.»
Il Consigliere Guichardaz si è detto «molto preoccupato. Apprendiamo ora che non sarebbero perseguibili altre ipotesi se non quelle di carattere sanitario-assistenziale, così come l’eventuale prospettiva di alienazione dell’immobile, senza che vi sia stato alcun passaggio in Commissione e senza che ne fossi a conoscenza quando ero al Governo. Si afferma inoltre che vi sarebbe già un accordo con il Comune: ritengo opportuno che sia il Comune a illustrare questo percorso di condivisione e a chiarire come si intenda integrare un eventuale modello pubblico-privato nell’ambito dei servizi per gli anziani. Il patrimonio regionale non è un insieme di immobili, ma uno strumento attraverso cui la collettività costruisce il proprio futuro. Per questo una scelta di tale rilevanza richiede un confronto politico trasparente, approfondito e soprattutto preventivo, non una presa d’atto a percorso già definito. Chiedo quindi che il tema sia portato all’attenzione delle Commissioni competenti e che si apra una discussione complessiva sul destino del bene e, più in generale, sui servizi agli anziani.»
SC
Comunicato n° 353 del 25 giugno 2026
Interpellanze sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 83/2026 in materia di segretari degli enti locali. Conclusi i lavori dell'adunanza consiliare
In chiusura dell'adunanza consiliare del 24 e 25 giugno 2026, con due interpellanze discusse congiuntamente si è parlato della sentenza della Corte costituzionale n. 83/2026, relativa alla disciplina regionale sui segretari degli enti locali e al rispetto dei principi costituzionali in materia di accesso ai pubblici uffici. Un'iniziativa è stata presentata dal gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, l'altra dai gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine.
Il Consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) ha ricordato che «con una serie di pronunce dal 2021 ad oggi, la Corte costituzionale ha ribadito con chiarezza il principio del pubblico concorso come fondamento imprescindibile per l’accesso alle funzioni di segretario comunale. La recente sentenza n. 83 del 2026 ha inoltre dichiarato incostituzionale la norma regionale (n. 15/2025) che consentiva al Comune di Aosta di conferire l’incarico di segretario a un dirigente interno, evidenziando ancora una volta la necessità di garantire procedure basate su concorso e formazione abilitante, e quindi su requisiti oggettivi e verificabili. Alla luce di questo quadro, riteniamo necessario che la Regione chiarisca con urgenza quali iniziative intenda adottare per assicurare una disciplina stabile e pienamente conforme ai principi costituzionali, anche in relazione alla gestione dell’albo regionale dei segretari e alle posizioni dei soggetti attualmente iscritti nella seconda sezione, che non risultano provenienti da percorsi concorsuali. Si tratta di garantire certezza normativa, tutela dell’imparzialità amministrativa e piena coerenza con gli orientamenti ormai consolidati della Corte costituzionale.»
Il Consigliere Corrado Bellora (Lega VdA) ha aggiunto: «Accanto al tema del rispetto del principio del pubblico concorso per l’accesso alle funzioni di segretario comunale, la sentenza n. 83 del 2026 evidenzia anche criticità più ampie nell’impianto della legge regionale, già oggetto di precedenti richiami della Corte. In questo quadro, non può essere sottovalutato il fatto che alcune questioni siano state dichiarate inammissibili per motivi formali del ricorso, il che lascia aperta la possibilità di future contestazioni. Per questo riteniamo necessario che la Giunta valuti un intervento complessivo di riordino della normativa sugli enti locali, per garantirne piena stabilità e coerenza costituzionale.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha precisato che «a seguito della dichiarazione di incostituzionalità, per il conferimento dell’incarico di segretario del Comune di Aosta si applica ora l’articolo 20-quater della legge regionale 6/2014, valido per tutti i Comuni valdostani senza deroghe. Non esiste quindi un vuoto normativo. Nel dettaglio, per il Comune di Aosta, più popoloso della regione e non convenzionato, il Sindaco potrà scegliere il segretario per ultimo o per penultimo nel caso in cui l’Agenzia dei segretari non si convenzioni con un altro ente per l’ufficio di segretario. Tempi e modalità delle assegnazioni saranno definiti dall’Agenzia con un apposito regolamento dopo la conclusione del concorso-corso. Gli approfondimenti degli uffici regionali hanno chiarito che la sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità del solo articolo, quindi non sono coinvolti posizione e incarichi delle persone iscritte all'Albo regionale dei segretari degli enti locali nella cosiddetta parte seconda.»
Quanto alla modifica della norma, «al momento la Giunta regionale non ritiene necessario procedere a un’ulteriore revisione organica della legge regionale per quanto riguarda la disciplina dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi dei Comuni e degli enti locali - ha aggiunto Testolin -. Per quanto riguarda, invece, le disposizioni relative all'ufficio di segretario di ente locale, avendo piena contezza delle criticità relative alla parte seconda dell’Albo, il Governo regionale sta valutando come sia meglio intervenire. Ciò tenuto conto che i segretari di parte prima sono, ormai da anni, in numero inferiore alle sedi di segreteria da ricoprire, per cui la possibilità, finora mantenuta in legge e non contestata, di affidare incarichi di mera supplenza o reggenza ai soggetti iscritti alla parte seconda dell’Albo ha permesso e permetterà - in via, si spera, sempre più marginale e residuale, man mano che saranno banditi e espletati gli appositi concorsi - di assicurare il regolare funzionamento di tutti gli enti locali valdostani laddove il numero dei segretari di ruolo non raggiunga il numero sufficiente a ricoprire tutti i posti necessari.»
Il Presidente ha, infine, ricordato che l’Agenzia regionale dei segretari degli enti locali «è un ente autonomo, dotato di piena autonomia gestionale. Pur essendo sottoposta alla vigilanza della Presidenza della Regione, la Giunta regionale non ha titolo per intervenire direttamente nella sua attività, soprattutto quando l’Agenzia opera nel rispetto della normativa regionale vigente che prevede che tutti i soggetti iscritti all’Albo nella parte prima hanno diritto all’incarico di segretario di ente locale. Per i soggetti iscritti nella parte seconda, invece, l’incarico può essere conferito a tempo determinato nei casi di supplenza o reggenza. La supplenza riguarda la copertura temporanea dei posti nei casi di assenza o incarichi esterni dei segretari di ruolo, o per aspettative legate a mandati politici o sindacali. La reggenza, invece, si applica ai posti vacanti quando il numero delle sedi supera quello dei segretari disponibili, in attesa del completamento delle procedure concorsuali.»
«Il fatto che il Comune di Aosta, il più grande della regione, debba scegliere il segretario comunale per ultimo, seguendo la procedura ordinaria, ci lascia perplessi, considerando che oggi, a 8 mesi delle elezioni, i Comuni non hanno ancora il segretario pienamente operativo - ha detto il Consigliere Centoz -. Permangono problemi sulle sedi e sulla parte seconda dell'Albo dei segretari. Ribadiamo la necessità di una riforma organica degli enti locali che tenga insieme anche i segretari comunali su cui bisogna fare dei ragionamenti.»
«Non condivido l’opinione degli uffici regionali - ha evidenziato il Consigliere Bellora -: sarebbe stato opportuno un intervento organico di revisione legislativa, poiché ulteriori impugnazioni sono probabili e, qualora motivate in modo più puntuale, potrebbero superare il vaglio di inammissibilità e portare a una nuova declaratoria di incostituzionalità. Sarebbe quindi preferibile intervenire preventivamente.»
I punti non discussi sono rinviati alla prossima adunanza del Consiglio in programma martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2026.
SC-MP


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