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Comunicato n° 296 del 3 giugno 2026
Convocato il Consiglio Valle dal 9 all’11 giugno in sessione straordinaria, europea e internazionale e ordinaria -
Comunicato n° 303 dell'8 giugno 2026
Ordine del giorno suppletivo del Consiglio: iscritti tre progetti di legge e due question time -
Comunicato n° 304 del 9 giugno 2026
Seduta straordinaria: il Presidente della Regione ha fatto il punto sulla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes -
Comunicato n° 305 del 9 giugno 2026
Consiglio straordinario: il dibattito in Aula sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes -
Comunicato n° 306 del 9 giugno 2026
Consiglio straordinario: approvata una risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes -
Comunicato n° 307 del 9 giugno 2026
Sessione europea: l'Assessore Lotto ha illustrato le linee di indirizzo della legislatura in ambito europeo e internazionale -
Comunicato n° 308 del 10 giugno 2026
Approvate le linee di indirizzo europee e internazionali per la XVII legislatura -
Comunicato n° 309 del 10 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente della Regione sul Casinò -
Comunicato n° 310 del 10 giugno 2026
Approvati il rendiconto 2025 e l'assestamento 2026 del Consiglio Valle -
Comunicato n° 311 del 10 giugno 2026
Rendiconto 2025 della Regione: le relazioni d'Aula dei Consiglieri Sorbara e Lattanzi -
Comunicato n° 312 del 10 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato il rendiconto generale 2025 della Regione -
Comunicato n° 313 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge in materia di trasporti -
Comunicato n° 314 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge riguardante il JB Festaz -
Comunicato n° 315 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge in materia di attività turistico-ricettive e commerciali -
Comunicato n° 316 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato una proposta di legge sull'Osservatorio della legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso
Comunicato n° 296 del 3 giugno 2026
Convocato il Consiglio Valle dal 9 all’11 giugno in sessione straordinaria, europea e internazionale e ordinaria
Il Consiglio Valle è convocato da martedì 9 a giovedì 11 giugno 2026.
La mattina di martedì 9 giugno, dalle ore 9 alle 13, si riunirà in seduta straordinaria per discutere il tema della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, come richiesto dai gruppi di minoranza.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, e nelle giornate di mercoledì 10 e giovedì 11 giugno a partire dalle ore 9, l’Assemblea proseguirà i propri lavori in sessione europea e internazionale e, a seguire, in riunione ordinaria, per l’esame di un ordine del giorno composto da 113 punti, di cui 72 rinviati da precedenti adunanze.
Nell'ambito della sessione europea e internazionale, saranno illustrate da parte dell'Assessore agli affari europei, Leonardo Lotto, la relazione sulle attività svolte dalla Regione nel 2025 per l'attuazione delle politiche promosse dall'Unione europea e in materia di rapporti internazionali e l'informativa al Consiglio sulle riprogrammazioni che hanno interessato i Programmi Fesr e Fse+ 2021-2027 della Regione nel corso del 2025. L'Assemblea sarà anche chiamata ad esprimersi sull'atto pluriennale di indirizzo relativo alle attività della Regione nell'ambito delle politiche promosse dall'Ue e dei rapporti internazionali, su cui la prima Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza il 30 aprile.
Riguardo alla sessione ordinaria, saranno esaminati il rendiconto 2025 e l'assestamento del bilancio di previsione del Consiglio regionale per il 2026, sui quali la seconda Commissione ha espresso parere favorevole all'unanimità nella seduta del 19 maggio.
L'Assemblea dovrà poi esprimersi sul rendiconto generale della Regione relativo all'esercizio finanziario 2025, su cui la seconda Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza il 25 maggio. Saranno, inoltre, esaminate quattro relazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Valle d'Aosta: bilancio consolidato 2024 della Regione; gestione 2024 del servizio sanitario regionale; rendiconto 2023 del Comune di Aosta; rendiconto generale 2024 della Regione.
Sarà anche discusso un disegno di legge che contiene disposizioni in materia di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari di cui è relatrice la Consigliera Loredana Petey (UV) e su cui la quinta Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza il 3 giugno.
All'ordine del giorno figurano 92 iniziative ispettive, di cui 43 interrogazioni e 49 interpellanze.
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato 14 interrogazioni e nove interpellanze: conoscenza di un parere interno sui limiti di mandato in Giunta regionale; adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per il personale delle strutture regionali; limitazione del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo durante la chiusura della gallerie Côte de Sorreley e Signayes; riapertura della caccia allo stambecco; avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Ivrea/Aosta; situazione dei lavoratori della Telecontact; collegamento funiviario Pila-Cogne; progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas; stato di avanzamento del nuovo appalto di trasporto pubblico locale su gomma; sostituzione della seggiovia Alpe Ciarcerio; ruolo della Regione nell'applicazione della cassa integrazione alla Cogne Acciai Speciali; organizzazione del personale e gestione dei cantieri da parte dell'Arer; sede definitiva del Csv Valle d'Aosta; assetto della struttura complessa "Tecnico" dell'azienda Usl; adeguatezza delle prove e modernizzazione delle selezioni nei concorsi pubblici regionali; designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria; completamento e prospettive del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans; rincaro dei bus per le attività scolastiche ed educative; valorizzazione degli spazi incompiuti dell'ex cotonificio Brambilla di Verrès; revisione della riforma della disabilità; introduzione del codice d'argento per la presa in carico dei pazienti anziani fragili al Pronto soccorso dell'ospedale Parini; mancata promozione della riforma della disabilità; programmi di screening oncologico per la popolazione femminile.
Sono sei le iniziative del gruppo Autonomisti di Centro, di cui tre interrogazioni e tre interpellanze: responsabilità dell’avallo della memoria difensiva della Regione in merito al ricorso sull'eleggibilità del Presidente Testolin; futuro del Piano faunistico venatorio; problematiche riguardanti i visti contabili dei provvedimenti dirigenziali; rissa al Casinò dello scorso 4 aprile; bando di concorso per l'assegnazione di borse di studio per la spesa delle famiglie; misure per l'edilizia valdostana a fronte della crisi internazionale.
Il gruppo Fratelli d'Italia ha depositato due interrogazioni e otto interpellanze: tempi per la creazione della società unica degli impianti di risalita; collegamento funiviario Pila-Cogne; iniziative urgenti della Regione contro lo stato di abbandono dell'ex hotel "La Lanterna" di Saint-Pierre; ruolo, utilizzo e ricadute dell'attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc sulle politiche regionali; grado di dipendenza finanziaria, valorizzazione della francofonia ed efficacia delle attività svolte da enti e fondazioni culturali sostenuti dalla Regione; vigilanza e coordinamento della Regione sulla partecipata Sav Spa in relazione ai lavori di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes e alle conseguenze sulla viabilità; riduzione della tassa automobilistica regionale per chi opta per la domiciliazione bancaria; applicazione della normativa statale "Palestre Aperte" e indirizzi regionali per la gestione degli impianti sportivi scolastici; scadenza dell'accordo della Regione con lo stabilimento Heineken di Pollein; sicurezza delle aree interessate dalla frana di Palleusieux a Pré-Saint-Didier.
Con quattro interrogazioni e un'interpellanza, il gruppo La Renaissance Valdôtaine chiede informazioni su: anomalie emerse nei registri elettronici dell'Istituto musicale pareggiato; lavori di riqualificazione della Salle de gymnastique di Aosta; centri traumatologici a servizio delle principali località sciistiche regionali; Comitato etico territoriale della Regione; anomalie ermerse nei registri elettronici dell'Istituto musicale pareggiato (secondo atto).
Il gruppo Lega Vallée d'Aoste discuterà nove interrogazioni e dodici interpellanze: natura e oggetto della "crescente insofferenza" dichiarata pubblicamente dall'Assessore Leonardo Lotto "nei confronti delle dinamiche politiche recentemente emerse in seno alla maggioranza"; occupazione abusiva della Torre piezometrica adiacente allo stabilimento Cogne Acciai Speciali e degli spazi sotto il viadotto autostradale; utilità della task force per il Casinò de la Vallée; criteri sull'esecuzione di canzoni a sfondo politico da parte degli alunni delle scuole primarie durante la rassegna "Cambio Musica 2026" della Sfom; istituzione di una funzione tecnica alle dipendenze della direzione Medica di presidio ospedaliero dell'Usl; mancanza di sanitari al JB Festaz di Aosta; annullamento della delibera regionale sui criteri di accesso ai contributi per persone non autosufficienti; iniziative per garantire il rispetto del regolamento europeo sulle sostanze cancerogene, mutogene o tossiche nei prodotti cosmetici utilizzati presso centri estetici, profumerie e punti vendita; congelamento delle quote delle risorse aggiuntive regionali (Rar) 2025 del personale del comparto Usl; stato di agitazione al Casinò di Saint-Vincent; censimento delle comunità islamiche e rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali; operato della governance del Casinò; posizione della maggioranza sulla modifica delle legge elettorale; gestione venatoria dello stambecco; approfondimento sugli eventi emersi alla scuola primaria di Chambave; intendimenti sulla programmazione triennale scolastica; recepimento integrale del "Decreto Salva Casa"; efficacia delle barriere anti-caduta sul ponte di Introd; competenze del Centro per uomini autori di violenza ad Aosta; campagna vaccinale obbligatoria 2026 contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini; attività di promozione e marketing dell'Ecole Hôtelière di Châtillon.
Inoltre, i gruppi Lega VdA e La Renaissance hanno proposto dodici iniziative congiunte, di cui sei interrogazioni e sei interpellanze: imminente chiusura delle gallerie autostradali Côte de Sorreley e Signayes; condizioni di sicurezza e utilizzo improprio dell'ex edificio scolastico delle Magistrali in via Torino ad Aosta; costituzione del Tavolo permanente della musica; situazione di degrado e criticità gestionali del Centro servizi per il contrasto della povertà di via Stevenin ad Aosta; situazione dei medici di medicina generale; ritardi del cantiere del nuovo ospedale; intenzioni della Regione sulle tariffe autostradali gestite da Rav Spa; adeguamento normativo della legge regionale sui segretari degli enti locali dopo la sentenza della Corte Costituzionale; limitazione dell'orario mattutino e tetto annuale dei viaggi del servizio di trasporto per persone con disabilità; introduzione del codice d'argento al Pronto soccorso dell'ospedale Parini e miglioramento dell'assistenza alle persone anziane fragili; prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in Valle; protocolli di custodia e verifica del corretto utilizzo del fentanyl nelle strutture del servizio sanitario regionale.
Sono quindici le iniziative ispettive del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, di cui cinque interrogazioni e dieci interpellanze: conoscenza di pareri interni relativi ai limiti di mandato dei componenti della Giunta regionale; costituzione della Regione nel ricorso per l'accertamento dell'ineleggibilità del Presidente Testolin; conoscenza della nota delle dirigenti del Consiglio sulla legge regionale sui limiti di mandato in Giunta; tempistiche dell'esame in Commissione del Piano regionale dei trasporti; stato di attuazione dell'indennità sanitaria temporanea al personale Usl e prospettive di stabilizzazione delle risorse aggiuntive regionali; procedure di prevenzione, accertamento e gestione di casi di plagio nelle tesi di laurea all'UniVdA; istituzione di un Centro di giustizia riparativa in Valle e promozione delle formazione specialistica accademica; soluzioni alternative alla chiusura totale del raccordo autostradale A5 con la strada statale 27 del Gran San Bernardo; chiarimenti sulla delibera regionale che modifica la destinazione urbanistica dell'area "Vecchia centrale del latte" di Aosta; problemi di governance nelle società partecipate; conseguenze per il Comune di Aosta e per gli iscritti all'Albo regionale dei segretari dopo la sentenza della Corte costituzionale sull'illegittimità della relativa legge regionale; bando "Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole" del Complemento regionale di sviluppo rurale 2023-2027; rilancio delle politiche di locazione e acquisto della prima casa per i giovani; tutela della produzione e dell'occupazione della Cogne Acciai Speciali; percezione della qualità dei servizi sanitari regionali e condizioni organizzative dell'azienda Usl.
Infine, l'Assemblea tratterà cinque mozioni, di cui quattro sono state sottoscritte congiuntamente, e una risoluzione.
Riguardo alle mozioni, una è dei gruppi AVS e PD-FP per sollecitare il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi, mentre una è dei gruppi AdC e La Renaissance per destinare fondi per i giovani agricoltori con la legge di assestamento di bilancio. Due sono dei gruppi Lega VdA e La Renaissance: organizzazione di un evento per celebrare gli atleti, i tecnici e gli staff valdostani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026; sostegno alle pro loco negli adempimenti per l'iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). Il gruppo AdC ha proposto una mozione riguardante l'allineamento dei valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche per far fronte ai maggiori costi derivanti dalla crisi energetica.
Sarà discussa, infine, una risoluzione proposta dai gruppi Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia, che riguarda le iniziative urgenti per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
SC-MP
Comunicato n° 303 dell'8 giugno 2026
Ordine del giorno suppletivo del Consiglio: iscritti tre progetti di legge e due question time
L’ordine del giorno del Consiglio Valle, convocato da domani, martedì 9 giugno 2026, è stato integrato con cinque punti.
L'Assemblea sarà chiamata a esaminare tre progetti di legge.
Il primo, presentato dalla Giunta il 30 aprile e sul quale relazionerà in Aula la Consigliera Josette Borre (UV), contiene disposizioni in materia di trasporti; il secondo, depositato dalla Giunta il 27 aprile, si occupa di attività turistico-ricettive e commerciali e sarà illustrato in Aula dal Consigliere Laurent Viérin (UV). Su entrambi i disegni di legge, la quarta Commissione ha espresso il voto favorevole a maggioranza nella riunione del 28 maggio.
Una terza proposta di legge, presentata dal Presidente del Consiglio, dai Vicepresidenti e dai Consiglieri Segretari, è volta a modificare la legge istitutiva dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso. Il testo, che ha ottenuto il parere favorevole a maggioranza della prima Commissione nella riunione del 4 giugno, sarà illustrato in Aula dai Consiglieri Loredana Petey (UV), per la maggioranza, e Fulvio Centoz (PD-FP), per la minoranza.
All'ordine del giorno sono state inoltre iscritte due interrogazioni a risposta immediata. La prima, dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, vuole sapere se la gestione del Casinò de la Vallée sia scevra da ingerenze politiche, mentre la seconda, depositata dal gruppo Fratelli d'Italia, chiede chiarimenti urgenti sulle motivazioni del ricorso al Tar relativo all'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini.
Con questa integrazione, l’ordine del giorno della prossima riunione consiliare conta complessivamente 118 punti.
L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed è altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio - https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq
La tribuna stampa è accessibile ai giornalisti accreditati presso l'Ufficio stampa del Consiglio.
SC
Comunicato n° 304 del 9 giugno 2026
Seduta straordinaria: il Presidente della Regione ha fatto il punto sulla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes
Martedì mattina 9 giugno 2026, il Consiglio Valle è riunito in seduta straordinaria, su richiesta dei gruppi di minoranza, per discutere della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ricostruito l'iter della vicenda, a partire dal 2019, evidenziando come «la chiusura del raccordo autostradale A5-strada statale 27 per i lavori di adeguamento alle norme europee di sicurezza della rete stradale transeuropea è un tema che comporta ricadute significative sulla fluidità del traffico e possibili congestionamenti lungo la direttrice del Gran San Bernardo, oltre a rappresentare una questione politicamente sensibile.»
«Nel 2019 il tratto in questione viene reinserito nella rete Tern (Trans-European Road Network) e, in applicazione del decreto legislativo 264/2006 in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali, il gestore avvia il percorso tecnico-amministrativo per l’adeguamento. I progetti seguono l’iter autorizzativo previsto, con i nulla osta della Commissione permanente gallerie e successivamente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il progetto esecutivo degli interventi viene trasmesso alla Commissione gallerie nel dicembre 2021. Nel settembre 2022 la Commissione trasmette l’approvazione con osservazioni e prescrizioni; la società Sav aggiorna quindi il progetto esecutivo e lo ritrasmette al Mit nel giugno 2023. Nel febbraio 2024 il Ministero concedente emette un provvedimento di diniego all’approvazione del progetto per assenza di copertura finanziaria nel Piano economico-finanziario (Pef) vigente. Avverso tale provvedimento, nel settembre 2024, Sav presenta ricorso al Tar del Lazio, che nel novembre 2024 accoglie il ricorso. In seguito a tale pronuncia e al successivo respingimento del Pef e alla chiusura del procedimento da parte del Mit e di Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) nel febbraio 2025, si determina una fase di stallo. Nel maggio 2025 il Mit comunica alla società la necessità di garantire comunque le condizioni di sicurezza delle infrastrutture nelle more dell’approvazione del nuovo Pef. Nel giugno 2025 Sav risponde confermando l’adozione di misure temporanee e l’attesa dell’approvazione del progetto di adeguamento. Il 3 settembre 2025 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica il nulla osta all’esecuzione dei lavori, nelle more dell’individuazione della copertura finanziaria mediante aggiornamento del Piano economico-finanziario. Seguono sviluppi operativi e cantieristici da parte della concessionaria, anche per adeguare il progetto alle normative intervenute successivamente e concentrare le lavorazioni nel minor tempo possibile.»
«Nel gennaio 2026 - ha proseguito il Presidente - la Commissione permanente per le gallerie richiede un’informativa sull’andamento e sulle prospettive degli interventi. In tale fase la società evidenzia la necessità di completare ulteriori analisi e documentazione, indispensabili per il confronto istituzionale e per valutare le ricadute sul territorio. L’Amministrazione regionale sollecita quindi l’invio della documentazione definitiva, anche in risposta alle richieste dei territori. Tra febbraio e marzo 2026 si svolgono contatti informali con la società Sav e comunicazioni ai sindaci dei Comuni interessati. Il 14 aprile 2026 la società trasmette formalmente la documentazione tecnica relativa al progetto di cantierizzazione. Il 16 aprile, la Presidenza della Regione informa il Gabinetto del Mit e quello del Ministero dell’interno sulle criticità previste. Il 20 aprile viene convocato il Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, con la partecipazione di forze dell’ordine, Anas, Sitrasb, Sav, strutture regionali e Comuni interessati. A seguito delle criticità emerse, il 21 aprile il Capo della Protezione civile regionale invia una nota alla società chiedendo una valutazione tecnica indipendente sulle soluzioni alternative alla chiusura totale. Il 30 aprile 2026 Sav comunica di aver incaricato un soggetto terzo accreditato da Accredia per un’analisi indipendente sulle soluzioni possibili.»
«Il 12 maggio viene data comunicazione ai Comuni interessati della nuova documentazione. Il 18 maggio si tengono incontri con enti locali e Consiglio regionale per illustrare le risultanze dell’analisi tecnica indipendente. Il 22 maggio il Comitato operativo per la viabilità prende atto delle conclusioni tecniche, secondo cui non risultano soluzioni praticabili per mantenere la circolazione in sicurezza durante i lavori, rendendo necessaria la chiusura totale delle gallerie. La durata stimata è di 370 giorni, ridotti rispetto ai 494 inizialmente previsti. Nella stessa data viene richiesta la convocazione dell’assemblea dei soci della società concessionaria, che viene poi convocata per il 3 giugno. In tale sede viene chiesto di valutare soluzioni alternative rispetto all’affidamento in essere, ma la società conferma la necessità di procedere con gli interventi per ragioni di sicurezza, avendo già escluso altre opzioni. Successivamente viene richiesto il massimo impegno per il monitoraggio degli effetti della chiusura e per la definizione di misure di mitigazione.»
Il Presidente ha anche ricordato che «il 26 maggio si riunisce presso la Protezione civile il tavolo tecnico per la gestione dei flussi di traffico, con l’obiettivo di coordinare le misure di regolazione della viabilità, la segnaletica, l’individuazione di percorsi alternativi e la gestione dei mezzi pesanti. Sono inoltre in fase di valutazione misure quali la regolazione temporale del traffico, aree di stoccaggio, la gestione dei flussi sulla strada statale 27 e la rimodulazione di cantieri interferenti sul territorio, anche nel Comune di Aosta. Da tutta la ricostruzione emerge come l’Amministrazione regionale abbia seguito il processo, sollecitando approfondimenti, chiedendo alternative tecniche e lavorando con tutti i soggetti coinvolti per arrivare a soluzioni di gestione e mitigazione degli impatti derivanti dalla chiusura delle gallerie, prevista a partire dal 15 giugno 2026.»
La seduta straordinaria prosegue con il dibattito sulla tematica.
SC-MP
Comunicato n° 305 del 9 giugno 2026
Consiglio straordinario: il dibattito in Aula sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes
L’intera seduta mattutina del Consiglio Valle, convocato in via straordinaria oggi, martedì 9 giugno 2026, è stata occupata dal dibattito sulla chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
Come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo, i lavori del Consiglio straordinario proseguono anche questo pomeriggio, a partire dalle ore 15.00.
Il dibattito in Aula
«Noi non contestiamo la necessità dei lavori: la sicurezza degli utenti e dei lavoratori viene prima e gli obblighi normativi vanno rispettati - ha affermato il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi -. Proprio perché l'intervento è serio e l'impatto sul territorio è enorme e prevedibile, questa Giunta avrebbe dovuto governare il problema per tempo visto che ne era al corrente almeno dall'ottobre 2023. Non lo diciamo noi per polemica, ma lo dicono gli atti e le vostre risposte alle iniziative nei passati Consigli regionali. È credibile sostenere che da giugno 2023, quando il progetto è stato trasmesso al Ministero delle infrastrutture, fino all'autorizzazione ministeriale nel 2025 tutto sia rimasto fermo e nel silenzio perché la Regione non aveva gli elementi per comprendere la portata del dossier? Una tesi impossibile, visto che per oltre due anni si è sviluppato un iter autorizzativo con modifiche e ottimizzazioni, come la riduzione dei tempi del cantiere che non è un miracolo politico dell'ultimo minuto. Anche la richiesta di una valutazione terza commissionata a ridosso della chiusura rischia di apparire non come uno strumento di programmazione, ma come una toppa politica messa all’ultimo momento. Sempre dagli organi di stampa apprendiamo che anche la galleria di Châtillon sarà chiusa: anche su questo dossier la Giunta sta dimostrando di non saper governare la Regione ma di correre per tamponare l'emergenza.»
Per la Vicecapogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, «il problema non è la scansione cronologica dei lavori: il Consiglio di oggi è il tentativo di porre un cerotto a un’emergenza che si poteva e si doveva governare mesi fa. Nessuno mette in discussione la necessità dell’opera: l’adeguamento delle gallerie alle norme europee è un atto dovuto, noto da anni e sostenuto da un investimento di 40 milioni di euro. Ciò che contestiamo è il metodo, segnato da ritardi e da un corto circuito nella gestione delle informazioni. Il Presidente della Regione ha dichiarato di aver appreso la notizia solo a metà aprile, mentre l'argomento era stato oggetto di discussione nel CdA della Sav del 5 novembre. Questo apre due scenari: o manca un dialogo efficace con le società partecipate, che non comunicano alla Giunta decisioni capaci di incidere profondamente sulla vita dei valdostani, oppure la situazione era nota e si è scelto di evitare il confronto con il Consiglio e con i Comuni. In entrambi i casi, la responsabilità della mancata comunicazione è politica. Governare significa prevedere e pianificare, non rincorrere gli eventi sperando che i territori subiscano in silenzio. Il nostro ruolo è pretendere trasparenza e programmazione, che devono essere il motore dell’azione amministrativa e non un principio richiamato solo quando l’emergenza è ormai fuori controllo.»
Per il Consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora, «il vero problema è che è stato confuso il piano tecnico con quello politico: l’opportunità, la necessità e le modalità di esecuzione dei lavori spettano ai tecnici, ma la gestione delle criticità spetta alla politica. Ed è proprio questo passaggio che è mancato. Inoltre, per legge, i soggetti incaricati dalla Giunta all’interno del Consiglio di amministrazione della Sav sono tenuti a trasmettere al Presidente della Regione l’ordine del giorno delle sedute affinché, in tempo utile, la Giunta possa fornire indicazioni sulla linea programmatica da seguire. È evidente che, in questo caso, qualcosa non ha funzionato: o non vi è stata un’informazione puntuale, oppure eravate a conoscenza della situazione e non siete intervenuti. Dal momento che la chiusura delle gallerie vi era nota da tempo (almeno dal 5 novembre 2025, visto che è stata deliberata in quel CdA), mi sarei aspettato un’informazione corretta a questo Consiglio regionale e ai Sindaci, e che la politica facesse fino in fondo la propria parte, senza limitarsi a portarci i tecnici a spiegare che non esistono alternative. Questo è il vostro ruolo e, su questo, a mio avviso, avete mancato.»
Il Consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Andrea Campotaro ha chiesto: «Quale ruolo ha avuto la programmazione regionale? Una cosa è affrontare un’emergenza imprevedibile, altra è gestire come emergenza situazioni derivanti da obblighi normativi noti da decenni. La discussione non riguarda solo un cantiere, ma il traffico di attraversamento e il suo impatto sulle comunità locali. La rotatoria dell'ospedale è già oggi uno dei punti più critici del sistema urbano. In quel nodo avremo contemporaneamente la viabilità di emergenza del Parini, i cantieri per l'ampliamento dell'ospedale e la deviazione del traffico della direttrice del Gran San Bernardo. Per questo, il 22 maggio abbiamo chiesto al Presidente Testolin di valutare una limitazione al transito dei mezzi pesanti internazionali senza origine o destinazione in Valle d’Aosta o nel Vallese, mezzi che usano la nostra Valle come mero corridoio di passaggio. Perché le misure da voi proposte, come aree di accumulo e regolazione dei flussi, agiscono sugli effetti e non sulle cause. Oggi la nostra proposta viene definita “irricevibile” senza motivazioni tecniche. Il tema è politico: la Sitrasb è a maggioranza regionale. È comprensibile la tutela dei bilanci della concessionaria, ma la politica deve perseguire l’interesse generale. In una situazione straordinaria che rischia di aumentare congestione e criticità lungo la vallata e ad Aosta, il criterio non può essere solo economico, ma deve riguardare sicurezza, vivibilità e qualità della vita dei cittadini.»
«Stiamo parlando di un intervento necessario, prevedibile e noto da tempo: ciò che è incomprensibile è l'assoluta mancanza di programmazione, a testimonianza di come la politica valdostana abbia fallito nel proprio ruolo - ha detto la Capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini -. Cosa ha fatto la Regione in questi anni? Perché non sono state valutate prima tutte le possibili alternative? Perché non è stato aperto un confronto con il territorio, con i Sindaci, con le categorie economiche e con i cittadini, quando c'era ancora il tempo per incidere sulle scelte? Perché si rincorre una situazione che avrebbe dovuto essere affrontata con una pianificazione seria e tempestiva? La Regione non può limitarsi a dichiararsi spettatrice di fronte a una situazione che coinvolge direttamente il territorio valdostano, ma ha il dovere di pianificare, coordinare e dialogare con gli enti coinvolti, difendendo gli interessi delle comunità locali. Invece assistiamo, ancora una volta, a una gestione emergenziale. Ancora una volta si chiedono sacrifici ai cittadini senza averli adeguatamente preparati e, ancora una volta, il territorio subisce decisioni sulle quali non ha potuto incidere. Tutto questo è inaccettabile.»
Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha parlato di «triste storia, per la quale il Presidente non ha fatto nulla. Il 5 novembre 2025 il Consiglio di amministrazione della Sav spa sapeva che i lavori sarebbero iniziati. Il Presidente è stato aggiornato dai nostri rappresentanti? O ci racconta delle bugie o non sa cosa sta facendo. Siamo di fronte a questioni serie. Il Presidente ha portato questa Regione da un'isola felice a una condizione di isolamento per incapacità di affrontare i dossier. Testolin gioca a fare il Presidente in attesa dei giudici e dei giudizi, mentre le famiglie e le imprese valdostane aspettano delle risposte. Un Presidente serio avrebbe comunicato mesi fa e condiviso con Sindaci e associazioni prima che il problema assumesse queste dimensioni. Se a questo aggiungiamo l'assemblea della Sav - dove gli hanno detto gentilmente che non era l'indirizzo giusto al quale porre il problema -, la gestione del Casinò, le preoccupazioni per la Cogne, una riflessione è d'obbligo: lei ha dimostrato, con una serie di eventi, che non è più in grado di essere il Presidente di questa Regione. E lo dico a lei e ad ogni membro della sua maggioranza: posi la bacchetta, non è magica e non funziona, e metta al suo posto qualcuno che ha voglia di lavorare, condividere e rilanciare la Valle d'Aosta.»
Il Vicecapogruppo di FdI, Massimiliano Tuccari, ha chiesto al Governo di «valutare attentamente gli impatti della chiusura del raccordo sulla mobilità scolastica, a tutela degli studenti e delle famiglie della Coumba Freida. Tra congestione del traffico, mezzi sgombraneve e rallentamenti sulla viabilità alternativa, molti studenti saranno costretti ad anticipare sensibilmente gli orari di partenza, con disagi che andranno oltre il semplice trasporto. Si potrebbe verificare la fattibilità di sedi scolastiche temporanee decentrate e di una diversa modulazione degli orari, naturalmente previo approfondimento tecnico, organizzativo e normativo da parte degli uffici competenti. Affrontare anche questo aspetto è un dovere del Consiglio nell’esclusivo interesse degli studenti e delle famiglie coinvolte della Coumba Freida e di tutti i protagonisti, loro malgrado, coinvolti per un anno intero.»
«Dopo l’intervento del Presidente Testolin è utile riportare la discussione sui fatti, perché il punto non è solo la comunicazione, ma la gestione complessiva della vicenda - ha sottolineato l’Assessore Giulio Grosjacques (UV) -. La Regione, con il 28,72% delle quote, è socio di minoranza e non può incidere sulle scelte operative della società, legate a lavori urgenti e alla sicurezza. Molti interrogativi sono emersi dopo la riunione del 18 maggio, che ha consentito di prendere atto di elementi non precedentemente noti. In quella sede è emersa la scelta della chiusura totale del traffico, rispetto anche a ipotesi alternative con cantierizzazione in presenza parziale. Le decisioni assunte rientrano in procedure formalmente legittime, nel rispetto del Codice dei contratti pubblici e delle norme sulle concessionarie autostradali. Tuttavia, per il ruolo della Regione come socio pubblico, è necessario approfondire alcune scelte gestionali e di affidamento. Come emerso dagli atti, lavori rilevanti sono stati affidati a società collegate nel rispetto delle norme vigenti, ma resta aperto il tema dell’equilibrio tra affidamenti interni e mercato, anche alla luce delle indicazioni Anac. Da oggi il nostro ruolo è esercitare pienamente le prerogative del socio pubblico di minoranza, chiedendo trasparenza, approfondimenti e verifiche puntuali su decisioni che hanno impatti rilevanti sul territorio e sulle infrastrutture.»
Il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, ha chiesto chiarimenti «sul buco di nove anni - dal 2013, quando sono stati conclusi i primi interventi di sicurezza nelle gallerie, al 2022, quando la Commissione gallerie ha approvato il progetto di adeguamento - rispetto a una scadenza normativa nota fin dal decreto legislativo del 2006. Cosa è stato fatto in quei nove anni? È giusto porre attenzione ai tempi e alle mancanze di comunicazione a partire da settembre 2025, ma rimane il grande dubbio di quello che si sarebbe potuto fare affrontando la questione con molto anticipo, in quei nove anni appunto. Si sarebbe potuto evitare il problema per cui oggi non si può lavorare in galleria in presenza di traffico, come detto chiaramente dalla società Protos Check a Palazzo regionale, trovando delle soluzioni alternative? Magari sdoppiando gli interventi sulle due gallerie, eseguendo prima i lavori su una e poi sull’altra, con un conseguente ovvio raddoppio dei tempi di cantiere.»
Per il Consigliere Corrado Jordan (UV), «il tema non è la necessità dei lavori, ma la gestione della cantierizzazione: si potevano valutare soluzioni tecniche diverse per ridurre l’impatto. Invece la Sav ha gestito non bene questa vicenda, non prevedendo per tempo modalità meno impattanti. Resta la domanda politica: perché i rappresentanti regionali in seno alla società non hanno attivato per tempo i necessari meccanismi di indirizzo e valutazione delle ricadute sul territorio? La Regione è socio di minoranza, ciò non toglie che il socio di maggioranza debba comunque rispettare la comunità e il territorio. Dal mese di febbraio, quando sono venuto a conoscenza del problema, ho espresso le mie forti preoccupazioni e ho cercato, con difficoltà, di trovare soluzioni nonostante i tempi brevissimi. Ora, si chieda conto a chi sapeva per sapere se è stato fatto davvero tutto il possibile per evitare o ridurre i disagi. Ci assumiamo la responsabilità politica come gruppo e come maggioranza, ma lo dico chiaramente: sono profondamente insoddisfatto per come è stata gestita la vicenda e soprattutto per non essere riuscito a trovare una seppur minima soluzione alternativa a tutela del nostro territorio.»
«Siamo di fronte a un problema di governance delle società partecipate e questo significa che in questi anni non è stato fatto nulla da questo punto di vista - ha detto il Consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) -. La Regione detiene il 28% nella Sav e il 99,9% nel Casinò, ma in entrambi i casi non sappiamo mai per tempo cosa succede e lo veniamo a sapere da altri. Oggi mi sarei aspettato che il Presidente rendesse edotta l’Aula di ciò che abbiamo letto stamattina sui giornali: la galleria di Châtillon sarà interessata da lavori e quindi ci sarà un ulteriore problema di viabilità, che si aggiungerà alle interruzioni del collegamento con la Francia, della ferrovia e del tunnel del Gran San Bernardo. Io credo che qualcuno debba prendersi la responsabilità politica di quello che sta succedendo.»
«Io ho fatto parte della Giunta regionale fino alla fine dello scorso ottobre - ha aggiunto il Capogruppo del PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz - e non ricordo che né in Giunta né nelle riunioni di maggioranza sia mai stata rappresentata una situazione tale da lasciare immaginare una chiusura di questa portata e, soprattutto, la necessità di predisporre per tempo misure straordinarie per affrontarne le conseguenze. Chi ha esperienza di governo sa perfettamente che, quando emerge una criticità importante, la si condivide, e in questo caso sarebbe stato opportuno. Per questo, faccio fatica ad accettare la conclusione che oggi rischia di emergere: che la responsabilità sia semplicemente della Sav. Se ci fermiamo lì stiamo dicendo una cosa molto più grave: stiamo dicendo che una società partecipata può maturare per anni una decisione destinata ad avere conseguenze enormi sul territorio e arrivare alla chiusura per oltre un anno di un’infrastruttura strategica, mentre la politica può soltanto prenderne atto quando tutto è ormai deciso.»
Per il Consigliere Laurent Viérin (UV), «questa vicenda non è solo tecnica, ma politica e riguarda i rapporti tra la Regione e la società Sav, che incide direttamente sul nostro territorio. Il Consiglio regionale avrebbe dovuto poter discutere prima questa situazione, perché al di là dell’esito, era importante esprimere una posizione che parta dal Consiglio Valle. Oggi emerge con forza la necessità di un rapporto più equilibrato tra la Regione e le società concessionarie: la Valle d’Aosta non può essere considerata un soggetto marginale rispetto a decisioni che hanno ricadute pesanti sulla viabilità, sull’economia e sulla vita quotidiana dei cittadini. Serve maggiore trasparenza, più confronto istituzionale e un ruolo più incisivo dei rappresentanti della Regione nelle società partecipate. Questa vicenda dimostra che i flussi decisionali e informativi devono essere migliorati, anche nei rapporti con il livello internazionale e con i soggetti coinvolti nella gestione dei grandi assi viari alpini. Non è una battaglia ideologica, ma una questione di comunità e di tutela delle prerogative del nostro territorio. Da qui in avanti il Consiglio deve essere maggiormente coinvolto e messo in condizione di esercitare pienamente il proprio ruolo su dossier così rilevanti.»
«Questa gestione ritardataria e superficiale non è una novità: è figlia di un modus operandi che affronta i problemi all’ultimo momento, anche quando si potrebbe intervenire per tempo, e gli esempi sono tanti - ha sottolineato la Capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. Ancora una volta si pone un problema di credibilità istituzionale: ci chiediamo che cosa facciano i rappresentanti della Regione in Sav se non trasmettono informazioni. Siamo sempre gli ultimi a sapere le cose e poi, per poterle discutere, dobbiamo arrivare a chiedere un Consiglio straordinario. Per noi, la chiusura delle gallerie non deve essere soltanto un problema complesso da gestire oggi, ma anche un’occasione per andare verso un diverso modello di mobilità delle merci. Abbiamo proposto una misura concreta: vietare per 370 giorni il traffico dei Tir che trasportano merci che non hanno origine e destinazione in Valle d'Aosta. Lo può fare il Presidente nelle sue funzioni prefettizie. Noi siamo per un progressivo spostamento del traffico delle merci dalla gomma alla rotaia. Se per un anno una quota del traffico internazionale dei mezzi pesanti può essere deviata verso altri corridoi e verso modalità di trasporto più sostenibili, non dobbiamo considerarlo un danno da evitare a ogni costo, ma una possibilità da valutare seriamente nell’interesse delle comunità locali.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha dichiarato: «Non è vero che chi rappresenta la Regione nei Consigli di amministrazione non conta nulla. Ci sono delle incombenze precise e una legge regionale che disciplina le nomine e i rapporti con la Regione. Ma in questa vicenda qualcosa non ha funzionato e il Governo è venuto a sapere troppo tardi di una situazione sulla quale non si poteva più porre rimedio. Cerchiamo di fare tesoro di questa esperienza affinché, per il futuro, tutte le situazioni che ci troveremo a dover gestire vengano affrontate con una pianificazione condivisa tra tutti gli enti e soggetti interessati, in modo da mitigare l’impatto sulla mobilità dei valdostani, del traffico turistico e del traffico pesante.»
«Oggi è venuto meno qualsiasi rapporto di fiducia con la Sav - ha detto il Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz -. Nel momento in cui si costruisce un dossier per l’affidamento in house dei lavori, il cerchio è già chiuso, ma questo tipo di affidamento può rappresentare un danno per la società, perché senza gara non si beneficiano dei ribassi d’asta. È qui che i nostri Consiglieri di amministrazione potrebbero dire la loro: basta con gli affidamenti in house, che peraltro escludono le imprese del nostro territorio. Se tutto è costruito per alimentare le società del gruppo, è evidente che la Sav non è più una società che mette al centro il territorio, ma il gruppo. Oggi la constatazione è chiara: la soluzione individuata non è condivisibile.»
Il Capogruppo Marco Viérin ha espresso l’insoddisfazione del Centro Autonomista rispetto alla situazione: «La risposta di Sav alle nostre sollecitazioni è stata netta: chiusura totale, l’unica soluzione possibile era la loro. Una risposta che non ci convince per niente. Sav non è un soggetto lontano da noi e la Regione ne è azionista: proprio per questo il confronto non deve essere un passaggio formale, ma un percorso reale, fondato su dati e condiviso, perché tra soci ci si parla e ci si ascolta, cosa che non è avvenuta in questo frangente. Per noi non è un momento di chiusura della vicenda, ma una fase che ci fa riflettere, essendo venuta meno la fiducia nella società. In scelte di questa portata il territorio va coinvolto prima, non dopo le decisioni: qui siamo di fronte a una questione non seguita con la dovuta attenzione. Anche i nostri rappresentanti nel CdA non possono restare silenti: devono esercitare un controllo serio e, soprattutto, informare. Se l’informazione non arriva, qualcosa non funziona. I rapporti con Sav devono cambiare e oggi questo messaggio deve arrivare chiaramente da questo Consiglio.»
«Questo Consiglio ha solo un difetto: è tardivo. Avrebbe dovuto svolgersi nel 2024 o nel 2025, se si fossero avute per tempo le informazioni da parte dei rappresentanti della Regione nel CdA della Sav - ha affermato il Consigliere Massimo Lattanzi (FdI) -. Dalla maggioranza è arrivato un invito: da adesso in avanti saremo durissimi con la Sav. Io ho dei dubbi su questa strategia: non credo che, con il 28% delle quote, battendo i pugni sul tavolo, risolveremo il problema della chiusura delle gallerie prevista per dopodomani. Riterrei più opportuno dialogare con la Sav affinché questi 56 milioni di investimenti non ricadano sulle tariffe autostradali dei valdostani. Anche l’invito lanciato alle minoranze di restare uniti e mandare un segnale forte da questo Consiglio mi lascia perplesso: quando ci sono i problemi bisogna rimanere uniti, ma quando ci sono le nomine da fare è solo una questione di maggioranza. Questo dibattito serve solo a chiarire che la vicenda è stata gestita male. Noi, con il 28%, potevamo far sentire la nostra voce due anni fa, quando l’idea di questi lavori ha iniziato a essere validata anche dagli studi di consulenza. Come consiglieri, chiediamo di essere messi prima al corrente delle cose.»
SC-MP
Comunicato n° 306 del 9 giugno 2026
Consiglio straordinario: approvata una risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes
Nella seduta pomeridiana del 9 giugno 2026, il Consiglio Valle, convocato in via straordinaria, ha approvato una risoluzione sul tema della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, che collegano l'autostrada A5 Torino-Aosta direttamente alla strada statale 27 del Gran San Bernardo.
Il testo, approvato con il solo voto di astensione di AVS, è a firma dei gruppi UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, PD-FP, La Renaissance, AdC. Impegna il Governo regionale a richiedere alla società Sav Spa, l'immediata sospensione dell'avvio dei lavori programmati e a promuovere, senza indugio, la ricerca, congiuntamente alle Amministrazioni regionale e comunali, la valutazione di soluzioni alternative idonee a ridurre il rilevante disagio derivante dall'interruzione della viabilità per un periodo così prolungato.
Il testo chiede anche di aggiornare, congiuntamente ai rappresentanti regionali nominati nella Sav, almeno ogni 3 mesi o qualora si rendesse necessario, la Commissione consiliare competente in merito ai conseguenti sviluppi e ad attivarsi con urgenza, nelle sedi opportune e nelle forme più adeguate, presso le concessionarie Sav e Rav, per quanto di competenza, al fine di ottenere la gratuità o una significativa riduzione tariffaria del pedaggio autostradale per i residenti valdostani nel tratto A5 tra il casello di Nus e il casello di Aosta Ovest/Saint-Pierre, per l'intera durata della chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes e fino al completo ripristino della normale viabilità sul raccordo A5/strada statale 27.
Il Consigliere Corrado Jordan (UV) ha illustrato la risoluzione approvata: «Si tratta di una presa di posizione decisa che il Consiglio assume nei confronti della Sav, che è frutto e conseguenza della discussione che abbiamo fatto oggi in Consiglio. Tutti abbiamo espresso osservazioni e preoccupazioni che evidenziano un diffuso stato di insoddisfazione da parte del territorio, delle istituzioni e dei settori produttivi interessati, preoccupazioni che come indicato nella risoluzione devono essere un impegno del Governo verso la Sav affinché siano sospesi i lavori e si trovino altre soluzioni.»
La Capogruppo di AVS Chiara Minelli ha annunciato di non aver firmato la risoluzione, perché «votare oggi la richiesta di sospendere i lavori, dopo quanto ci è stato rappresentato, tardivamente, dalla SAV e dal Presidente Testolin, è un atto di irresponsabilità. Non condividiamo l'approccio: c'è un problema di sicurezza delle gallerie che non si può rinviare, bisogna ora concentrarsi sulle contromisure. Ed è per questo che abbiamo contribuito a scrivere la risoluzione che chiede di emanare disposizioni per regolamentare sia il traffico leggero che quello pesante.»
«Questa risoluzione, sottoscritta da 32 Consiglieri su 35, intende esprimere alla concessionaria Sav un forte disappunto rispetto a una scelta che avrà ripercussioni significative sulla viabilità regionale - ha dichiarato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Non si tratta però soltanto di una presa di posizione politica, ma di una concreta disponibilità da parte del Governo regionale ad avviare un confronto serio con la società concessionaria, fondato su presupposti chiari, per costruire una collaborazione reale e nell’interesse del territorio e dei cittadini. Ci impegneremo a sostenere quanto previsto nell’impegnativa, affinché possa tradursi nei migliori risultati possibili. Sull’altra risoluzione ci asterremo, ritenendo che i contenuti sostanziali siano già compresi nel testo della nuova risoluzione.»
L'Assemblea ha invece respinto una risoluzione, sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza (FdI, Lega VdA, La Renaissance, AVS, PD-FP, AdC), che voleva impegnare il Presidente della Regione ad emanare urgentemente disposizioni per regolamentare sia il traffico leggero sia quello pesante e ad aggiornare, insieme ai rappresentanti nominati in Sav, ogni due mesi la Commissione consiliare competente sull’andamento dei lavori e sulla gestione del traffico e sulle eventuali difficoltà che emergeranno. Il testo ha ottenuto tre voti a favore (AVS) e 20 astensioni (UV, CA, FI). I gruppi Lega VdA, FdI, PD-FP, La Renaissance e AdC non hanno partecipato al voto perché hanno ritenuto l'impegnativa riassorbita dalla risoluzione approvata.
I lavori del Consiglio straordinario sono conclusi. L'Assemblea prosegue con la sessione europea e internazionale.
SC-MP
Comunicato n° 307 del 9 giugno 2026
Sessione europea: l'Assessore Lotto ha illustrato le linee di indirizzo della legislatura in ambito europeo e internazionale
Il Consiglio Valle, riunito nel pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno 2026, in sessione europea e internazionale, ha avviato l'esame dell'atto pluriennale di indirizzo che definisce le linee d'azione della Regione nell'ambito delle politiche promosse dall'Unione europea e dei rapporti internazionali per la XVII legislatura. Il provvedimento è stato illustrato dall'Assessore agli affari europei, Leonardo Lotto, che ha anche presentato la relazione sulle attività svolte nel 2025 e l'informativa sulle riprogrammazioni dei Programmi Fesr e Fse+ 2021-2027 effettuate nel corso dell'anno.
«La logica che accompagna l'atto pluriennale di indirizzo per la XVII legislatura va oltre il semplice adempimento - ha detto l'Assessore Leonardo Lotto -: valorizzare la dimensione anche europea e internazionale della realtà valdostana è un modo per riaffermare le sue specificità - territoriali, istituzionali, linguistiche, culturali - oltre che per proiettarla in contesti più ampi. Per una Valle d'Aosta aperta verso l'esterno, capace di confrontarsi e crescere, sia come realtà istituzionale che come comunità. A fare da fil rouge degli indirizzi strategici vi sono quattro punti cardine. Il ruolo di assoluta centralità della montagna, che costituisce un laboratorio di resilienza e innovazione, con una nuova consapevolezza: la montagna come spazio vivo, generatore di valore, economia e relazioni. Il posizionamento della Valle nello spazio francofono, quale atout capace di unire tradizione e internazionalizzazione. L'attenzione alle giovani generazioni, promuovendone un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali, dalla scuola all'ingresso nel mondo del lavoro. La rilevanza della tecnologia e dell'innovazione, quali mezzi di facilitazione della vita di cittadine e cittadini.»
«Questo atto si colloca in una fase cruciale del ciclo delle politiche dell'Unione europea - ha aggiunto -: mentre prosegue l'attuazione dei Fondi europei della programmazione 2021-2027 ed entra nella fase conclusiva il Pnrr, la Commissione europea, a luglio 2025, ha presentato la proposta del nuovo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio che stabilisce le risorse per il periodo 2028-2034, dando avvio al processo di negoziazione tra le istituzioni e l'Ue. Due novità importanti riguardano, da un lato, il raggruppamento della Politica di coesione e della Politica agricola comune nell'ambito del Fondo unico, dall'altro, l'introduzione di Piani di partenariato nazionali e regionali. In tale quadro è fondamentale che sia riconosciuto e salvaguardato il ruolo strategico delle Regioni, nel rispetto dei principi fondanti della sussidiarietà a garanzia di una governance multilivello. Alla luce di una crescente tendenza alla centralizzazione nella gestione dei fondi, risulta ancora più importante che le Regioni e le Province autonome rafforzino le forme di azione congiunta a sostegno del ruolo dei territori nella definizione delle politiche europee.»
«Con questo atto, portiamo quindi l'espressione di una visione politica chiara in cui la Valle d'Aosta sia protagonista, e non semplice spettatrice, del processo di costruzione europea. Attraverso il modello energetico fondato sulle fonti rinnovabili, la sperimentazione nell'intelligenza artificiale all'interno della pubblica amministrazione, il percorso verso la digitalizzazione dei servizi ai cittadini e l'attenzione strutturale alle politiche giovanili, la Regione dimostra che un territorio piccolo può offrire contributi grandi. Le sfide che l'Ue pone al centro della propria agenda - transizione ecologica e digitale, coesione territoriale - trovano nella Valle d'Aosta un laboratorio vivo, capace di produrre risposte originali e replicabili su scala europea. Essere piccoli, in questo senso, è una condizione che favorisce la rapidità di sperimentazione, la coerenza delle scelte e la misurabilità dei risultati. La strada indicata dagli indirizzi pluriennali è sicuramente ambiziosa. Ma è quella giusta: perché crede nel valore dell'integrazione europea, nella forza dei territori e nella capacità della Valle d'Aosta di fare la propria parte in un progetto comune che resta, ancora oggi e più che mai, il progetto di pace, libertà e prosperità condivisa più importante che l'Europa abbia mai saputo costruire.»
L'Assessore ha anche fatto il punto sullo stato di attuazione della Politica regionale di sviluppo, al 31 dicembre 2025, evidenziando che «il costo ammesso si attesta a poco più di 232 milioni di euro, gli impegni sono pari a circa 168,5 milioni di euro, mentre i pagamenti ammessi sono di poco inferiori agli 81 milioni di euro. Nel 2025, i Programmi Fesr e Fse+ 2021-2027 hanno raggiunto i rispettivi obiettivi di spesa e sono stati riprogrammati per adeguarsi alle nuove priorità europee e alle esigenze del territorio. È inoltre proseguita l’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale 2023-2027, dei Programmi di cooperazione territoriale europea, del Fondo per lo sviluppo e la coesione e della Strategia regionale per le Aree interne.»
«Per quanto concerne il Piano nazionale di ripresa e resilienza - ha proseguito -, che si avvia alla conclusione, il numero di progetti complessivi al 31 dicembre 2025 è pari a 1.421 per un importo totale di 634,5 milioni di euro, di cui 445 milioni finanziati dal Pnrr e 189,4 milioni di euro derivanti da cofinanziamenti regionali e/o nazionali. Le strutture regionali sono coinvolte in 225 progetti per un valore di 155,7 milioni di euro. A questi si aggiungono 633 progetti dei Comuni (101,5 milioni), 176 delle scuole (20,2 milioni) e 387 interventi promossi da altri soggetti, tra cui imprese e privati, per complessivi 357,1 milioni di euro, a conferma dell’ampia ricaduta degli investimenti sul territorio regionale.»
SC
Comunicato n° 308 del 10 giugno 2026
Approvate le linee di indirizzo europee e internazionali per la XVII legislatura
Il Consiglio Valle, riunito ieri, martedì 9, e oggi, mercoledì 10 giugno 2026, in sessione europea e internazionale, ha approvato l'atto pluriennale di indirizzo che definisce le linee d'azione della Regione nell'ambito delle politiche promosse dall'Unione europea e dei rapporti internazionali per la XVII legislatura. Il provvedimento ha ottenuto 19 voti a favore (UV, CA, FI), 4 voti contrari (FdI) e 11 astensioni (Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC).
L'Aula ha inoltre preso atto della relazione sulle attività svolte nel 2025 e dell'informativa sulle riprogrammazioni dei Programmi Fesr e Fse+ 2021-2027 effettuate nel corso dell'anno. Gli atti sono stati illustrati nel pomeriggio di ieri dall'Assessore agli affari europei, Leonardo Lotto (comunicato n. 307).
Contestualmente, l'Assemblea ha approvato all'unanimità una risoluzione presentata dai gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, così come emendata in accordo con l'Assessore agli affari europei. Il testo impegna la Giunta regionale, fatte salve le iniziative già intraprese, ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali nazionali ed europee per esprimere la netta opposizione della Regione autonoma Valle d'Aosta a qualsiasi ipotesi di centralizzazione dei fondi di coesione che comprima il ruolo delle Regioni nella loro programmazione e gestione. Chiede inoltre di promuovere, insieme alle altre Regioni italiane, in particolare a Statuto speciale, e alle Regioni europee di montagna, la costruzione di un fronte comune istituzionale in difesa del principio di sussidiarietà e della governance multilivello nella politica di coesione europea, con particolare attenzione alla tutela delle specificità dei territori montani e delle realtà regionali di piccole dimensioni. Sollecita anche a richiedere, in sede di negoziato sul futuro Quadro finanziario pluriennale e sui fondi strutturali post-2027, il mantenimento e il rafforzamento del partenariato con le autorità regionali e locali, nonché il riconoscimento delle specificità delle Regioni montane, ultraperiferiche e a Statuto speciale italiane nella definizione dei criteri di allocazione e gestione delle risorse comunitarie. La risoluzione sarà trasmessa alle istituzioni europee, italiane e regionali quale atto di indirizzo politico del Consiglio Valle.
Il dibattito in Aula
«Siamo contrari al processo di maggior integrazione europea in questa Europa tecnocratica, con un Parlamento europeo che non può fare leggi ma passare soltanto per la Commissione europea: un'elefantiaca macchina burocratica che ha attualmente 32 mila dipendenti con stipendi che variano dai 2.300 ai 16.000 euro al mese - ha dichiarato il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron -. Riguardo al Pnrr, che volge ormai al termine, abbiamo criticato da sempre un approccio dirigistico con l'utilizzo di fondi presi a prestito con forti vincoli ideologici e una burocrazia enorme connessa al loro uso. Sul fronte dell'immigrazione, l'esperimento di una società multietnica è destinato a naufragare perché sta già portando i paesi in prima fila su questa deriva sull'orlo di una guerra civile, sociale ed etnica, con gravi problemi di sicurezza delle persone. Sarà fondamentale ripensare il modello dell'accoglienza dei richiedenti asilo, riformare le leggi sugli stranieri con la revoca dei permessi di soggiorno in caso di cattiva condotta e quelle sulla cittadinanza in senso restrittivo. Infine, dal punto di vista politico, quale strada prenderà l'Ue? Sarà smantellata entro pochi decenni, prenderà una direzione confederale dove gli Stati mantengono la loro sovranità, come auspicato dalla Lega? Oppure sceglierà la strada federale, con un super stato burocratico sempre più lontano dai Popoli?»
Per la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, «l'atto di indirizzo è ben costruito dal punto di vista formale, ma resta prevalentemente descrittivo. Mancano una gerarchia di priorità, obiettivi chiari e misurabili, manca una discontinuità rispetto al passato, su cui contavamo. Il caso più evidente è quello della politica energetica. Le linee indicate sono condivisibili, ma non bastano le enunciazioni. La realtà è che oggi la Valle d’Aosta continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili, in tutti i principali settori. Non c’è un piano strutturato per il fotovoltaico diffuso, né una strategia efficace sulle comunità energetiche, né un progetto credibile di elettrificazione del trasporto pubblico. E soprattutto, non c’è un obiettivo politico esplicito: fare della Valle d’Aosta una Regione energeticamente autonoma e sostenibile. Anche il ruolo della Compagnia Valdostana delle Acque appare scollegato da una strategia pubblica coerente. La governance multilivello resta un principio condivisibile, ma servono maggiore capacità di incidere nelle decisioni europee e una verifica dell'efficacia di investimenti come Grand Continent e Maison du Val d’Aoste. Per rendere la Valle d’Aosta protagonista in Europa occorrono politiche più coraggiose, concrete e orientate all’innovazione.»
Il Consigliere di Fratelli d'Italia Aldo Domanico ha annunciato il voto contrario sull'atto, perché pur essendo «ricco di intenzioni lodevoli, è deficitario sul piano della concretezza, della neutralità di strumenti e della promozione dell'iniziativa privata. Non troviamo indicatori di risultato, non sono definite priorità temporali né esistono metriche per valutare l'impatto economico e sociale delle azioni proposte: si rischia così di ingolfare la macchina amministrativa e di disperdere risorse senza verificarne il ritorno per i cittadini. In secondo luogo, il documento sottovaluta il ruolo insostituibile del settore privato nel generare sviluppo. Le politiche pubbliche devono creare condizioni favorevoli all'imprenditorialità: regolazione snella, fiscalità competitiva, accesso ai capitali e incentivi a investire. Preferiamo una Regione che faciliti progetti concreti realizzati da imprese locali o investitori esterni, piuttosto che moltiplicare interventi pubblici che rischiano di sostituirsi all'iniziativa privata. Non vogliamo una Regione che faccia solo lobbying nelle sedi internazionali; vogliamo una Regione che renda più semplice fare impresa, che snellisca la burocrazia e che traduca gli impegni europei in vantaggi concreti per i nostri cittadini.»
«Condividiamo con l'Assessore la preoccupazione per la centralizzazione dei fondi di coesione, tema su cui abbiamo presentato una risoluzione, ma siamo critici sui documenti illustrati per la loro impostazione politica che disegna una Valle d'Aosta sempre più integrata in un sistema di governance multilivello - europea, nazionale e regionale - nei quali i margini di autonomia reale si restringono - ha sottolineato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Non siamo contro l'Europa, siamo contro un modo di fare Europa che trasforma le istituzioni regionali in terminali passivi di decisioni assunti altrove, che accumula debito scaricando i costi sui contribuenti futuri, che concede flessibilità fiscale solo per le spese che corrispondono alle priorità ideologiche di Bruxelles e nega quella stessa flessibilità per misure di sostegno diretto ai cittadini. L’Autonomia si difende anche contestando le politiche che non funzionano: il Pnrr ha mostrato il costo in termini di sovranità sulle priorità di spesa, il Green Deal con le sue politiche ecologiche ideologiche quello per i territori di montagna. Chiediamo che la prossima sessione europea sia un vero momento di indirizzo politico autonomo e coraggioso, non un semplice adempimento formale.»
L'Assesseur au territoire et à l'environnement, Davide Sapinet, a illustré l'activité menée dans le cadre de l'Espace Mont-Blanc, l'initiative de coopération transfrontalière réunissant la Vallée d'Aoste, la Savoie, la Haute-Savoie et le Valais, dont l'axe principal de travail est consacré au changement climatique: «2025 marque un tournant important, puisqu'elle correspond à la création du Gect (Groupement européen de coopération territoriale) de l'Espace. Il s'agit d'une étape clé destinée à offrir à cette coopération un cadre juridique stable, structuré et plus efficace. Cette décision traduit une volonté politique partagée de renforcer durablement la coopération entre les territoires du massif dans le respect du droit européen. En Vallée d'Aoste, cette initiative a fait l'objet d'un large partage avec les collectivités concernées, Valdigne Mont-Blanc et Grand-Combin. Une démarche analogue a été engagée par le Canton du Valais, tandis que la partie française doit encore définir le périmètre des membres adhérents. Le projet de convention doit désormais être soumis aux autorités compétentes des trois États concernés. En Italie, les services compétents de la Présidence du Conseil des Ministres ont exprimé un avis favorable de principe, ce qui ouvre la phase devant conduire à l'approbation formelle d'une loi régionale de notre part.»
Il Consigliere Fulvio Centoz (PD-FP), annunciando il voto di astensione, ha spiegato che «un atto pluriennale di indirizzo senza indicatori e scadenze non è un piano strategico, ma una dichiarazione d’intenti: nel 2030 con quali parametri ne verificheremo l’attuazione? Il documento annuncia una specifica legge regionale dedicata alla montagna, ma senza un cronoprogramma vincolante e un testo in istruttoria il rischio è che rimanga una promessa. Sul negoziato del quadro finanziario pluriennale, la strategia è vaga: non c'è una stima quantificata dell'impatto finanziario del nuovo sistema sul nostro territorio e un piano d'azione strutturato per i prossimi 18 mesi. Sull'intelligenza artificiale, manca una governance definita mentre la revisione della legge elettorale europea per garantire la rappresentanza valdostana appare difficilmente realizzabile. Attualmente, il documento non è ancora all’altezza della sfida. È un’apertura di credito consapevole e condizionata. Per questo, avanziamo proposte concrete da recepire nella relazione annuale della prossima sessione europea, tra cui indicatori verificabili per ogni linea di indirizzo, il deposito del disegno di legge sulla montagna entro il 2026 con testo e copertura finanziaria e il coinvolgimento strutturato del Consiglio nel monitoraggio del negoziato europeo.»
Per il Capogruppo di Centro Autonomista, Marco Viérin: «su questo tema siamo a un bivio. O si va verso una vera Europa, oppure si rischia il fallimento del progetto europeo. Noi l’Europa l’abbiamo capita prima di tanti, perché l’abbiamo vissuta sulla pelle: siamo da sempre un crocevia di popoli, lingue e tradizioni. Ma l’Europa di oggi non è ancora quella che serve: deve essere più vicina ai territori e alle regioni. Troppo spesso è percepita come un’Europa di carte, timbri e burocrazia. La montagna, che rappresenta quasi un terzo del territorio europeo e ospita più di un cittadino su dieci, non ha ancora una normativa adeguata di tutela. Noi rivendichiamo il diritto di rimanere: vivere e lavorare nelle nostre valli con gli stessi servizi delle città. Le decisioni devono essere prese vicino a chi vive i territori. Si apre ora un passaggio decisivo sul bilancio europeo 2028-2034, con il rischio di accorpare fondi e ridurre il ruolo delle Regioni, centralizzando le scelte. Non possiamo accettare che il territorio perda peso e servizi. Noi siamo Europeisti da sempre e serve un’Europa migliore, non meno Europa: più giusta, più semplice, più vicina ai territori e cittadini, capace di valorizzare la montagna e le nostre specificità. La Valle d’Aosta deve fare la sua parte, insieme alle altre Regioni, per contrastare ogni deriva centralizzatrice e difendere il ruolo dei territori. Siamo per un’Europa che costruisce, non che si allontana dai cittadini.»
«I soldi provenienti dall'Europa migliorano davvero la qualità della vita dei valdostani? - ha chiesto il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia, Massimiliano Tuccari -. Alla gente interessa poco sapere quanti fondi arrivano sulla carta, ma se ci sono più medici negli ospedali, se le imprese riescono a lavorare meglio, se i giovani trovano opportunità per rimanere in Valle d'Aosta e se le nostre infrastrutture sono all'altezza delle esigenze del territorio. Ben partecipare ai programmi europei e cercare risorse ma non basta: serve saper spendere bene i fondi sulle vere priorità dei cittadini. Da valdostano vedo una regione che soffre ancora l'isolamento infrastrutturale, una sanità in difficoltà e tante aziende che devono confrontarsi ogni giorno con burocrazia e costi crescenti. Su questi temi i fondi europei devono fare la differenza. L'Europa può essere un'opportunità se aiuta i territori a crescere. Diventa un problema quando produce solo vincoli, procedure e carte. La Valle d'Aosta deve far sentire la propria voce, difendere le sue peculiarità di regione alpina e ottenere strumenti concreti per affrontare le sfide del futuro.»
«Ormai siamo entrati nel vivo del negoziato europeo 2028-2024 - ha evidenziato l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Speranza Girod - che nella nuova impostazione connette sempre più politica di coesione con politica agricola comune: un'impostazione che pone questioni politiche e istituzionali soprattutto per una regione totalmente montana come la Valle d'Aosta che presenta specificità territoriali marcate legate alle aree rurali e ai sistemi agro-silvo-pastorali. In questo contesto, la Conferenza delle Regioni ha espresso una posizione chiara e condivisa: le Regioni non possono essere ridotte a soggetti consultivi, ma devono essere pienamente coinvolte nella definizione delle strategie e delle priorità di investimento. Sarà quindi istituito un tavolo di confronto politico e tecnico Stato-Regioni 2028-2024 per la definizione del Piano nazionale e regionale italiano. Non si tratta di una rivendicazione formale, ma di efficacia delle politiche europee. In fase di riparto il Piano nazionale deve garantire almeno la dotazione attuale per lo sviluppo rurale e che "il diritto a rimanere" ad abitare in montagna non si limiti ad essere un principio, ma preveda strumenti e fondi dedicati. L'agricoltura non è un tema settoriale: è una questione europea, territoriale e sociale.»
Il Presidente del Consiglio, Stefano Aggravi (CA), si è soffermato sull'attività della Calre, la Conferenza delle Assemblee legislative regionali d'Europa, che riunisce oltre 60 parlamenti rappresentativi di realtà diverse accomunate da sfide e criticità comuni. «Dalla Plenaria di gennaio 2026, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha aderito al gruppo di lavoro dedicato alle aree montane e interne, coordinato dal Vicepresidente del Trentino, Paccher. Il gruppo ha presentato un documento per portare all'attenzione delle istituzioni europee le esigenze delle aree montane sui temi della tutela del territorio, della sostenibilità e della biodiversità, chiedendo anche la creazione di un Patto europeo per la montagna. A gennaio 2026 ho inoltre assunto il coordinamento del gruppo di lavoro sulla sussidiarietà: stiamo cercando di lavorare con l'obiettivo di mappare la situazione generale, analizzarne l'applicazione nelle procedure parlamentari e valorizzare le migliori pratiche. In questi consessi bisogna dare un contributo e assumere una posizione chiara: chi non c'è non ha la possibilità né di rappresentare le proprie problematiche né di incidere sulle politiche. La volontà del Consiglio è esserci, portare le esperienze e le esigenze della Valle d'Aosta, confrontarsi con chi sta facendo meglio e valorizzare con orgoglio ciò che il nostro territorio sa esprimere.»
Definendo il documento «completo e ben strutturato», il Consigliere Corrado Jordan (UV) ha osservato: «Il futuro dell’agricoltura europea non riguarda più solo i sussidi, ma i servizi ambientali che collegano il settore all'ambiente in cui operano. La Politica agricola comune post 2027 punta su un modello in cui l’agricoltore è custode del territorio: un imprenditore che gestisce, valorizza e tutela l’ambiente. Si passa dalla produzione alla protezione, finanziando non solo cosa si produce, ma come si produce, con attenzione a biodiversità, riduzione degli input chimici e pratiche estensive rispettose dei ritmi naturali. In questo la Valle d’Aosta si ritrova pienamente. È importante che alle Regioni sia data la libertà di adattare le linee guida alle specificità locali. È doveroso sostenere gli aiuti al settore agricolo previsti dall’attuale programmazione, integrandoli con risorse regionali, ma è necessario integrare questi aiuti anche con interventi ambientali funzionali all’agricoltura come la gestione idrica, la difesa del suolo, l'innovazione e agricoltura 4.0, oltre a una genetica “green" da distinguere dagli Ogm tradizionali che non vogliamo in Valle d'Aosta. Dobbiamo investire in misure che rafforzino il legame tra agricoltura e tutela ambientale, valorizzare le filiere corte, premiare la qualità, la tracciabilità e i prodotti di nicchia, proteggendoli da un mercato sempre più complesso e imprevedibile.»
Le Conseiller Laurent Viérin (UV) a affirmé: «La Vallée d’Aoste a su, au fil des décennies, utiliser efficacement les fonds européens et adapter les politiques aux réalités locales, avec des résultats importants dans de nombreux secteurs. Mais la question centrale reste celle de la représentation et de l’influence dans les instances européennes. Plus une région est présente et organisée en amont des décisions, plus elle peut peser réellement. C’est pourquoi le renforcement de notre présence à Bruxelles et dans les réseaux européens est essentiel. Les fonds européens ont été un levier majeur de développement, mais leur complexité bureaucratique peut aujourd’hui éloigner les citoyens et réduire leur efficacité. Il faut donc simplifier les procédures et rapprocher l’Europe des territoires. Les structures de représentation à Bruxelles et à Paris restent des outils stratégiques importants pour défendre nos intérêts et renforcer notre visibilité. Malgré ses limites, nous devons continuer à croire dans le projet européen, mais en le faisant évoluer vers une Europe plus proche des citoyens, des régions et des zones de montagne. La francophonie et la protection des minorités linguistiques font pleinement partie de cette identité et de cette vision d’une Europe fondée sur la diversité.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha spiegato che «per la Valle d’Aosta la programmazione europea è centrale: parliamo di circa 900 milioni di euro al lordo del Pnrr nella programmazione 2021-2027, risorse importanti per rafforzare la resilienza del territorio e raggiungere obiettivi condivisi. Si può fare meglio e da europeisti convinti, appartenenti alla grande famiglia del Partito popolare europeo, anche noi critichiamo un’Europa percepita come troppo tecnocratica. Come partito, lavoriamo per avere una maggiore capacità politica di incidere e migliorare la governance europea. I principi comuni europei sono condivisibili ma le difficoltà nascono nella loro declinazione concreta sui territori. Per questo dobbiamo lavorare affinché tali principi siano più aderenti alle nostre specificità, sfruttando i nostri presidi a Bruxelles e a Parigi. Riteniamo sia doveroso ottenere la possibilità di avere una rappresentanza della Valle d'Aosta nel Parlamento europeo e dobbiamo fare rete con le realtà che condividono i nostri stessi problemi all'interno del Comitato delle Regioni, in cui sta crescendo il peso delle grandi città a discapito dei territori più piccoli.»
Per il Vicecapogruppo di FI, Marco Sorbara, «la Valle d'Aosta non è mai stata una piccola realtà ai margini dell'Europa. Essere piccoli non significa non contare. La storia ci dimostra che, quando abbiamo avuto idee, competenze e rappresentanti capaci - e qui ricordo Luciano Caveri, unico parlamentare europeo che abbiamo espresso -, la Valle d'Aosta ha saputo far sentire forte la propria voce. Ma parlare di Europa significa anche parlare di capacità concreta di trasformare le opportunità in risposte per i cittadini. I fondi europei devono servire a sostenere le imprese, accompagnare i giovani, creare nuove opportunità di lavoro, contrastare lo spopolamento delle nostre vallate, valorizzare la montagna, sostenere l'agricoltura, l'innovazione, la formazione e la transizione energetica. La vera sfida quindi è la capacità progettuale di utilizzare bene le risorse europee. L'Europa non è un palazzo distante: l'Europa siamo noi, sono i cittadini che ogni giorno vivono nei territori e che chiedono risposte concrete.»
L’Assessore alla sanità, Carlo Marzi (CA), ha ricordato la visita del 27 e 28 aprile alla Direzione generale della salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea: «Non solo abbiamo portato le istanze degli allevatori valdostani sui temi della bluetongue e della dermatite nodulare contagiosa, ma abbiamo anche potuto constatare la lungimiranza della nostra Regione nell’essersi dotata di una sede operativa a Bruxelles, con una consulenza adeguata e un referente stabile, e la crescente difficoltà per i cittadini e le loro rappresentanze di far sentire la propria voce alla burocrazia europea. La nostra scelta non è stata quella di evidenziare semplicemente criticità nell’applicazione delle normative europee, ma di portare la voce del territorio, perché è dal confronto tra livelli diversi politici che si rafforza l’Europa. Questo implica responsabilità nel modo in cui interpretiamo l'UE e nella scelta di chi la rappresenta. Le risorse europee per la Valle d’Aosta sono reali e significative, ma la partita si gioca nelle istituzioni europee, dove si definiscono politiche e strumenti che ricadono sui territori. Per questo è fondamentale essere presenti e strutturati. Serve una politica capace di dare concretezza ai principi sui quali concordiamo tutti: ma tutti dobbiamo volere un’Europa più politica e meno burocratica che non si limiti a enunciare valori, ma li traduca in scelte reali e comprensibili per i cittadini.»
«Riteniamo che si debba essere meno resilienti e più propositivi nei confronti dell’Europa: non limitarsi a subire i processi, ma contribuire a orientarne le scelte - ha sottolineato il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, annunciando l'astensione -. La relazione dell’Assessore Lotto va in questa direzione, con maggiore sintesi e chiarezza, anche se mancano ancora indicatori concreti per misurare i risultati e le risorse impiegate. Sul piano delle politiche giovanili, più che nuovi piani triennali sarebbe opportuno intervenire sulla legge regionale n. 12/2013, per garantire ricadute reali sul territorio, e capire con chiarezza quali risorse umane e finanziarie sono disponibili e come vengono utilizzate. Anche sul fronte dell'agricoltura è fondamentale disporre di strumenti coerenti e di un quadro normativo adeguato. L'Europa, per quanto riguarda gli agricoltori, ammette investimenti sopra gli 80 mila euro: è per questo che siamo intervenuti nella passata legislatura con una legge regionale (n. 1/2024) che garantisse contributi per le micro, piccole e medie imprese del settore agricolo. Più in generale, occorre un approccio complessivo che unisca visione e concretezza, per evitare di arrivare ai tavoli europei in posizione debole: il futuro si costruisce con la capacità politica di presidiare i luoghi decisionali.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato «la trasversalità dell’utilizzo dei fondi europei, che fa parte ormai della quotidianità di tutti gli Assessorati e incide concretamente nella vita dei valdostani in numerosi settori, come dimostra ad esempio il recente bando per i voucher di conciliazione lavoro/famiglia. Un percorso non semplice quello dell'utilizzo dei fondi europei, a causa di procedure più complesse rispetto a quelle previste per le risorse regionali, che rende necessario continuare a investire in formazione, organizzazione e risorse umane. È evidente che la nostra dimensione numerica non consente sempre la stessa potenza di fuoco di realtà più grandi, tuttavia, la preparazione e l’azione delle strutture regionali hanno dimostrato di rappresentare un punto di riferimento e partner seri e affidabili in molti contesti con capacità di investimento e competenze tra le migliori d'Italia. La sfida è proseguire su questo percorso, consapevoli che l’Europa non è un tema astratto, ma parte integrante della nostra attività politica quotidiana, a tutti i livelli. Dobbiamo investire - e non semplicemente spendere - al meglio le risorse messe a disposizione dall’Unione europea e seguire direttive che, pur talvolta complesse, fanno parte di una dimensione internazionale nella quale vogliamo essere protagonisti.»
SC-MP
Comunicato n° 309 del 10 giugno 2026
Comunicazioni del Presidente della Regione sul Casinò
Mercoledì 10 giugno 2026, all'inizio della sessione ordinaria, il Consiglio Valle ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Vanni Florio, Consigliere regionale nella decima legislatura, dal 1993 al 1998, scomparso il 26 maggio scorso. Eletto con i Verdi Alternativi, è stato Capogruppo per l’intera legislatura, Vanni Florio è stato componente della Commissione “Assetto del territorio”, della quale ha ricoperto anche il ruolo di Segretario, della Commissione “Affari generali”, nonché delle Commissioni per il Regolamento e per le Nomine.
Nell'ambito delle sue comunicazioni, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito che il 28 maggio 2026, è stato notificato alla Regione e al Comune di Saint-Vincent, nella loro qualità di soci di Casinò de la Vallée spa, il decreto adottato dal Tribunale di Torino, sezione misure di prevenzione, ai sensi dell’articolo 34 del d.lgs. 159 del 2011.
«Il decreto adottato, su richiesta del gennaio 2026 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha disposto, nei riguardi della società, la nomina, per un anno, di due amministratori giudiziari - ha detto il Presidente Testolin -, cui è stato affidato il compito di affiancare gli organi di amministrazione della Casinò spa, “lasciando il normale esercizio di impresa in capo agli organi di amministrazione societaria”, al fine dell’adozione di una serie di misure dirette a rivedere il modello organizzativo di cui al d.lgs. 231/2001 e a rafforzare, in particolare, i presidi di controllo societari sulle operazioni rilevanti ai fini della normativa in materia di antiriciclaggio. L’udienza per la comparazione della società è stata fissata al 14 luglio 2026.»
«La Regione, dal canto suo, ha comunicato agli amministratori giudiziari la più ampia disponibilità e collaborazione per quanto ritenuto opportuno o necessario, fermo restando che spetterà alla società interagire con gli amministratori e con il tribunale per assicurare la rapida individuazione delle criticità rilevate e l’implementazione di protocolli operativi a supporto della normativa antiriciclaggio e anticorruzione, anche rappresentando nelle dovute sedi le misure nel frattempo posti in essere. A seguito di interlocuzioni avute con il Collegio degli amministratori giudiziari, gli amministratori stessi, Corrado Corradino e Ivano Berardi, hanno fornito con nota dell’8 giugno scorso alcune precisazioni, da condividere con il Consiglio regionale.»
Il Presidente ha quindi dato integrale lettura della nota: «La misura di prevenzione adottata ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo numero 159/2011 è finalizzata ad assicurare l’amministrazione giudiziaria e la tutela della legalità nei settori indicati dal provvedimento dell'autorità giudiziaria. Gli amministratori giudiziari stanno operando e continueranno ad operare nell'esclusivo interesse pubblico individuato dalla legge e sotto la costante vigilanza del Tribunale di Torino, sezione misure di prevenzione, e del giudice delegato attenendosi rigorosamente ai poteri dai limiti conferiti. L'attività del Collegio è allo stato rivolta alla verifica dei processi aziendali, dei presidi di controllo interno ed esterno, all’esercizio di potere attribuiti nell'ambito della normativa antiriciclaggio e al monitoraggio degli assetti organizzativi e gestionali della società. Si precisa che gli amministratori giudiziari non svolgono funzioni di indirizzo politico né attività estranee al mandato conferito all'autorità giudiziaria, limitandosi all'esecuzione delle attività demandate dal tribunale nell'ambito della procedura in corso. Il collegio confida che tutte le interlocuzioni istituzionali possono svolgersi in un clima di collaborazione e serenità nel rispetto dei reciproci ruoli e delle prerogative proprie dell'autorità giudiziaria, della Regione Valle d'Aosta, del Comune di Saint-Vincent e degli organi di societari.»
Il Presidente ha poi comunicato che, per quanto riguarda la questione Sav, «nella tarda mattinata di oggi abbiamo mandato alla società la risoluzione approvata ieri dal Consiglio. A mio sapere non è ancora giunta alcuna risposta.»
Il dibattito sulle comunicazioni
«Cosa deve ancora accadere perché si prenda atto che esiste un problema molto serio in questa azienda e una evidente inadeguatezza della sua governance? - ha esordito il Consigliere della Lega VdA Corrado Bellora -. Noi lo sosteniamo da dicembre con le tante iniziative che abbiamo presentato nei passati Consigli regionali per lanciare dei segnali che sono stati completamente ignorati. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria evidenzia la totale inadeguatezza delle procedure anticorruzione adottate dalla Casa da gioco. Proprio quelle misure che l’amministratore unico, sentito durante una Conferenza dei Capigruppo, ci aveva descritto come perfette, a prova di bomba. Ricordo che l'ultimo atto dell'amministrazione giudiziaria, che è una misura di prevenzione, è la confisca dell'azienda. Non vorrei si arrivasse lì.»
«L’amministrazione giudiziaria del Casinò è un fatto grave, che riguarda una società il cui capitale è detenuto quasi interamente dalla Regione: riteniamo che sarebbe riduttivo se questo Consiglio si limitasse semplicemente a prenderne atto - ha detto la Capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. Da mesi, in quest’Aula ma anche negli incontri con l’amministratore unico, è emersa la richiesta di chiarimenti sulle misure adottate per contrastare un fenomeno che gli inquirenti avevano già evidenziato, vale a dire l'esistenza di un sistema di corruzione e riciclaggio. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria dimostra che le risposte, rassicuranti, non sono adeguate. Esprimiamo preoccupazione per l’assetto del Casinò ma anche per le ipotesi della sua futura gestione: non sarebbe accettabile che una vicenda così delicata venisse utilizzata per accelerare scelte strategiche già in discussione, senza un confronto pubblico e senza un pieno coinvolgimento del Consiglio regionale.»
Il Consigliere di PD-FP Fulvio Centoz ha ricordato che «a gennaio avevamo chiesto alla Regione di attivare un audit esterno e indipendente sui presidi antiriciclaggio del Casinò. Ci era stato risposto che non spettava al Governo regionale intervenire. Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha rilevato una criticità organizzativa e sistemica, affermando che il problema non può essere risolto con la sola sostituzione dei vertici. La procedura concordataria ha verificato la sostenibilità finanziaria della Casa da gioco, non il rispetto degli obblighi antiriciclaggio. Come socio di controllo, la Regione deve assumersi pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza. Per superare una vicenda che sta causando un danno reputazionale al Casinò e alla Valle d'Aosta servono interventi concreti: un audit indipendente sul sistema di controllo, una governance più collegiale e un confronto costante con il Consiglio regionale. La Regione deve agire come farebbe qualsiasi azionista responsabile di fronte a una partecipata in difficoltà.»
Per il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, «è un dato di fatto che l’autorità giudiziaria sia intervenuta tra la fine di gennaio e la fine di maggio, ritenendo che non fossero state adottate le misure necessarie a modificare un sistema di controlli del Casinò che tutti auspicavamo fosse corretto ma che, in realtà, non lo era. Su questo e sul ruolo della task force chiediamo dei chiarimenti. Siamo preoccupati per le intercettazioni riportate dalla stampa che parlano di un soggetto che, in occasione di un sequestro al casello autostradale di Saint-Vincent, avrebbe sollecitato un intervento del Presidente della Regione, che è anche Prefetto, nei confronti della Guardia di Finanza. Chiediamo chiarezza: vi sono stati contatti o interlocuzioni su questi fatti? Sarebbe grave e imbarazzante. Infine, esiste uno studio sulla possibile privatizzazione del Casinò, fermo da mesi nei cassetti. Crediamo sia giunto il momento di condividerlo con il Consiglio e di valutarne gli esiti.»
Per il Capogruppo di AdC, Marco Carrel, «nella passata legislatura, con il collega Di Marco, in più occasioni durante le riunioni di maggioranza, abbiamo sottolineato che qualcosa non funzionava al Casinò. Le risposte del Presidente della Regione erano il solito: "tot a modo". Abbiamo poi scoperto che anche lì avevamo ragione. Per l'ennesima volta, siamo su tutti i giornali e la nostra Regione fa una brutta figura. Se ieri la maggioranza ha scaricato tutto sulla Sav, oggi voglio capire su chi scarichiamo le responsabilità. Perché lì, il socio unico si chiama Regione autonoma Valle d'Aosta: lì, il rappresentante, per scelta di questa maggioranza, si chiama Renzo Testolin. A voi la scelta.»
Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha quindi annunciato il deposito di una risoluzione per richiedere l'istituzione di una Commissione consiliare speciale per l'analisi della situazione del Casinò de la Vallée.
SC-MP
Comunicato n° 310 del 10 giugno 2026
Approvati il rendiconto 2025 e l'assestamento 2026 del Consiglio Valle
Nella seduta del 10 giugno 2026, sono stati approvati all'unanimità il rendiconto della gestione 2025 e l'assestamento del bilancio di previsione 2026 del Consiglio Valle.
Gli atti, approvati dall'Ufficio di Presidenza il 7 aprile scorso, sono stati illustrati dal Presidente dell'Assemblea, Stefano Aggravi.
Il totale delle entrate 2025, al netto delle partite di giro e dell'avanzo 2024, ammonta a 8,9 milioni di euro. L'assegnazione a carico del bilancio regionale in favore del Consiglio ammonta a 8,5 milioni, di cui 8 milioni sono stati destinati alla copertura delle spese correnti mentre 438mila 500 euro alla copertura delle spese in conto capitale. Il totale delle spese 2025, al netto delle partite di giro e dell'avanzo proveniente dal 2023, ammonta a 8,3 milioni euro. Al termine del 2025 si rileva un avanzo di amministrazione di 1,4 milioni di euro, di cui 1,25 milioni saranno restituiti alla Regione.
SC
Comunicato n° 311 del 10 giugno 2026
Rendiconto 2025 della Regione: le relazioni d'Aula dei Consiglieri Sorbara e Lattanzi
Nella seduta del 10 giugno 2026, l'Assemblea regionale ha iniziato l'esame del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 2025.
Il disegno di legge, depositato dalla Giunta regionale il 30 aprile scorso, presenta un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 pari a 461 milioni 850 mila euro che al netto delle quote vincolate e accantonate per legge definisce un avanzo disponibile di 268 milioni che verrà destinato con successiva legge di assestamento per il finanziamento di spese di investimento.
Relazione di maggioranza
«Il rendiconto generale è prima di tutto una fotografia dello stato di salute della nostra Regione, della sua capacità di programmare, amministrare e costruire risposte concrete per i cittadini - ha detto il Consigliere Marco Sorbara (FI) per la maggioranza -. Dietro ogni cifra ci sono delle scelte. Ci sono famiglie, imprese, lavoratori, giovani, anziani, comuni, territori di montagna che chiedono alla politica una cosa fondamentale: capacità di guardare avanti. E il dato che emerge con chiarezza è quello di una Regione finanziariamente solida, che mantiene equilibrio nei conti, che non crea nuovo debito, con una capacità finanziaria che rappresenta una garanzia per il presente, ma soprattutto una responsabilità per il futuro. Un dato concreto riguarda i pagamenti. La Regione paga mediamente le fatture quasi 15 giorni prima della scadenza: non è un semplice dato tecnico. Per un'impresa significa liquidità, per un artigiano significa programmare, per un lavoratore significa sicurezza. Un capitolo fondamentale riguarda gli enti locali, con risorse impegnate per 425 milioni di euro, pari al 96,5% degli stanziamenti disponibili; i trasferimenti correnti senza vincolo - pari a 104 milioni - sono stati completamente impegnati e trasferiti.»
«L'avanzo disponibile di 268 milioni di euro è una responsabilità - ha proseguito -: queste risorse devono tornare alla comunità valdostana attraverso investimenti strategici perché la vera sfida non è soltanto avere risorse, ma trasformarle in futuro. Questo risultato positivo deve portarci ad una riflessione più profonda: i conti in ordine sono il punto di partenza, non di arrivo. Perché un bilancio non si misura soltanto dai milioni che rimangono in cassa, ma anche dalla capacità di quei milioni di diventare opportunità, lavoro, servizi e speranza per una comunità. La vera domanda che dobbiamo porci è: quanto saremo capaci di migliorare la vita dei valdostani? Abbiamo davanti una grande occasione: una nuova maggioranza, una nuova fase politica devono avere il coraggio di aprire una stagione diversa. Non possiamo limitarci alla semplice amministrazione dell'esistente, dobbiamo costruire una visione più forte. Dobbiamo accelerare sugli investimenti. Lasciare risorse ferme è prudenza, trasformare quelle risorse nel futuro della nostra comunità è politica. Il prossimo assestamento di bilancio dovrà essere strategico per definire una direzione: come Presidente della seconda Commissione, credo sia importante aprire da subito un dialogo istituzionale serio, basato sull'ascolto e sulla collaborazione.»
Relazione di minoranza
Il Consigliere Massimo Lattanzi (FdI) per la minoranza ha evidenziato: «La Valle d'Aosta, al 31 dicembre 2025, ha un fondo cassa di 1,214 miliardi di euro depositati presso Unicredit. Ha un risultato di amministrazione di 461,85 milioni. Ha un debito residuo di 29 milioni, quasi azzerato. Ha entrate correnti che superano abbondantemente le spese correnti. Dal punto di vista della solidità finanziaria, questa Regione non ha eguali nel panorama delle Autonomie italiane. Il problema che sollevo non è di liquidità: è di capacità di governo. Infatti, su una previsione definitiva di 1.337 milioni di euro destinati agli investimenti, nel 2025 ne sono stati impegnati 300 milioni: il 22,4%. Il che significa che si impegna pochissimo: la capacità di avviare i procedimenti di spesa è il collo di bottiglia strutturale di questa amministrazione. La paralisi non è distribuita uniformemente. Si concentra su sette missioni strategiche: tutela della salute (4,6% di impegno, pari a 10,9 milioni di euro a fronte di 254 milioni di previsione, in particolare per il nuovo ospedale Parini che non si riesce a far partire); istruzione (8,1% per l'edilizia scolastica nell'anno della conclusione del Pnrr); diritti sociali (9,5%); turismo (9,8%); energia (19,9%); sport e impianti a fune (22,5%); ambiente e difesa del suolo (23,1%, iscrivendo a bilancio 2026 i fondi per l'alluvione del 2024). Anche la cifra del Fondo pluriennale vincolato - 891 milioni di euro di impegni futuri accumulati anno dopo anno - è la misura esatta di quanto questa Regione programmi senza eseguire: una montagna di promesse non mantenute.»
«Una Regione che ha le risorse - ha concluso -, ma non le sa trasformare in opere, servizi e infrastrutture non è una Regione ben amministrata. Non per partito preso, non per pregiudizio politico, ma perché governare significa esattamente questo: trasformare risorse disponibili in risultati misurabili sulla vita reale dei valdostani. Il rendiconto 2025 certifica che questa trasformazione, sugli investimenti, non sta avvenendo.»
SC
Comunicato n° 312 del 10 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato il rendiconto generale 2025 della Regione
Nella seduta serale del 10 giugno 2026, l'Assemblea regionale ha approvato, con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance, AdC), il rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 2025.
Contestualmente, il Consiglio ha preso atto di quattro relazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti: bilancio consolidato 2024 della Regione; gestione 2024 del servizio sanitario regionale; rendiconto 2023 del Comune di Aosta; rendiconto generale 2024 della Regione.
Il disegno di legge, depositato dalla Giunta regionale il 30 aprile scorso, presenta un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 pari 461 milioni 850 mila euro che al netto delle quote vincolate e accantonate per legge definisce un avanzo disponibile di 268 milioni che verrà destinato con successiva legge di assestamento per il finanziamento di spese di investimento.
I Consiglieri Marco Sorbara per la maggioranza e Massimo Lattanzi per la minoranza ne hanno illustrato i contenuti (comunicato n. 311).
Ordini del giorno
Sul rendiconto 2025 sono stati depositati in Aula due ordini del giorno, entrambi respinti.
Il primo, respinto con 6 voti contrari, 14 astensioni e 15 a favore espressi con voto segreto, è stato depositato dai gruppi di minoranza (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC) e chiedeva la costituzione di una Commissione consiliare speciale con l'incarico di procedere all'analisi della situazione della Casinò de la Vallée spa a supporto delle determinazioni in merito alle criticità emerse nell'ambito del procedimento penale e del decreto di amministrazione giudiziaria, all'adeguatezza del sistema di governance, controllo interno e prevenzione dei reati, alle garanzie occupazionali per i dipendenti, al futuro assetto gestionale, anche in relazione alle ipotesi di affidamento a gestore terzo già oggetto di studio.
Il secondo, respinto con 31 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, AVS, Renaissance) e 4 a favore (PD-FP, AdC), è stato presentato dal gruppo PD-FP. Sollecitava un audit esterno e indipendente sul sistema di organizzazione e gestione e sulle procedure antiriciclaggio adottate dalla Casinò de la Vallée, con finalità esclusivamente organizzative e senza interferenza con le indagini penali in corso. Inoltre, chiedeva la convocazione dei soci della Casa da gioco per deliberare il passaggio dalla governance con amministratore unico ad un consiglio di amministrazione composto da tre membri, come previsto dallo Statuto e dalla legge istitutiva del Casinò, di cui almeno uno designato su indicazione delle minoranze consiliari, con mandato esplicito di cooperare con gli amministratori giudiziari.
Essendo in corso un’amministrazione giudiziaria e un’azione penale con tempistiche definite, la maggioranza non ha ritenuto opportuno inserirsi in tale percorso attraverso l’istituzione di una Commissione speciale o mediante altre iniziative.
Il dibattito in Aula
Per il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, «il rendiconto non è un semplice documento tecnico o contabile, ma la fotografia di come traduciamo in azioni la nostra Autonomia. Il rendiconto dimostra la solidità finanziaria della Regione, ma anche la difficoltà nel trasformare le risorse in investimenti concreti. Molte spese programmate vengono rinviate tramite il Fondo pluriennale vincolato: ciò significa opere finanziate ma non realizzate entro l’anno, una criticità già segnalata anche dalla Corte dei Conti nella passata relazione. Il mio auspicio è che il prossimo assestamento di bilancio che deriva dall'avanzo di bilancio 2025 di 268 milioni sia frutto di un confronto costruttivo tra tutti i Consiglieri e non la solita pappa pronta, individuando insieme le priorità. Noi proponiamo di investire nel tema della casa, nella concreta attuazione della riforma della disabilità, nella sanità territoriale, nel contrasto alla povertà, nella transizione energetica e nel fotovoltaico.»
«L’accumulo eccessivo di risorse sul Fondo pluriennale vincolato è un problema ciclico, sintomo di qualcosa che non funziona: per le strutture regionali, già in affanno per la carenza di personale, è tecnicamente impossibile investire 273 milioni di euro in tre mesi - ha osservato il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel -. Per rendere la macchina amministrativa più fluida e utilizzare al meglio le risorse serve una maggiore programmazione. Questo è il messaggio che avevamo già rivolto all’Assessore nella discussione del bilancio regionale. L’incapacità di ridurre l’avanzo di amministrazione ci preoccupa, perché all’esterno rischiamo di apparire come una regione ricca, quando in realtà abbiamo numerosi investimenti avviati o in partenza ma non conclusi. È un messaggio pericoloso. Servono idee e linee di investimento chiare, perché dobbiamo capire quali siano le priorità di questa legislatura. Rileviamo, infine, una curiosa differenza nella lettura di questo atto da parte del Presidente della II Commissione e dell'Assessore al bilancio che sono dello stesso partito.»
Il Capogruppo del PD-Federalisti Progressisti VdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha spiegato le ragioni dell’astensione: «Su questo provvedimento non voteremo contro, perché sarebbe difficile sostenere che il rendiconto descriva una situazione negativa, ma non voteremo nemmeno a favore, perché il 2025 è stato un anno particolare, segnato da una discontinuità politica intervenuta soltanto negli ultimi mesi dell’esercizio. Si tratta quindi di un rendiconto che appartiene in larga misura a una stagione amministrativa e politica della quale abbiamo fatto parte e che abbiamo contribuito a costruire, ma che non abbiamo accompagnato fino alla sua conclusione. Come ha riconosciuto lo stesso Assessore Baccega, la solidità finanziaria descritta nel rendiconto non nasce negli ultimi due mesi dell’anno, ma è il risultato di scelte politiche e amministrative portate avanti negli anni precedenti da una maggioranza che troppo spesso è stata descritta come immobile. Non lo diciamo per rivendicare meriti, ma per una questione di coerenza. La domanda resta quindi aperta: dov’è il vero elemento di discontinuità? Qual è il cambio di paradigma annunciato? Per ora, leggendo questo rendiconto e ascoltando le parole dell’Assessore, vediamo soprattutto la conferma di una strada già tracciata.»
Le repliche della Giunta
L'Assessore al bilancio, Mauro Baccega, nella replica, ha ribadito che «i conti sono in ordine, con una forte performance di bilancio e di liquidità, con una elevata capacità di investimento: un risultato riconosciuto dai giudizi di affermate agenzie di rating come Fitch e Moody's. La dimensione conseguita dal bilancio 2025 è la più alta di sempre, con 1.772 milioni di euro di entrate accertate nell'anno, un avanzo disponibile strategico di 268 milioni di euro che rappresenta un polmone fondamentale per gli investimenti, che saranno orientati non solo al mantenimento dell'esistente ma allo sviluppo del territorio: un circuito virtuoso che testimonia che quando l'economia locale gira e le entrate proprie crescono buona parte di quella ricchezza rimane sul territorio. Importante anche come la spesa corrente sia scesa al 75,69% rispetto al 79,78% del 2024, mentre la spesa per investimenti è salita del 18,94% rispetto al 2024. Riguardo al fondo pluriennale vincolato, preciso che questo rappresenta le spese impegnate già finanziate con entrate, ma che al termine dell'esercizio non risultano esigibili e vengono così rinviate ai bilanci successivi, con contestuale spostamento delle entrate: si tratta di risorse che la Regione ha messo a disposizione per realizzare delle opere che fanno lavorare le imprese e fanno crescere la collettività valdostana. Dal punto di vista politico, si parte quindi da un risultato di buona efficienza e solidità, con l'obiettivo di migliorare e incrementare gli interventi sui vari Programmi, far crescere secondo una visione sempre più innovativa e moderna, senza dimenticare i percorsi virtuosi del passato. Ed è quello che faremo rinforzando il bilancio 2026 con interventi significativi su tanti temi: dal territorio alla sanità, alle opere pubbliche, all'agricoltura, allo sport, ai trasporti e con un sostegno importante all'edilizia in termini di mutui e di edilizia residenziale pubblica. Non si mira a tenere in piedi l'ordinario e questa nuova maggioranza dimostrerà con i prossimi atti che non è così.»
«Esiste un tema politico che ci divide - ha dichiarato l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi -: chi sta costruendo il nuovo ospedale in quel luogo e secondo l'attuale progetto e chi, invece, ne vorrebbe uno diverso non si sa dove. Queste due posizioni sono politiche e non devono convergere. Ma oggi, parliamo di rendiconto e, quindi, dell'atto più sintetico che esista: la foto dei conti del 2025. Ebbene, su questo le due posizioni politiche non esistono. Esistono i fatti: tra il 2021 e il 2025 abbiamo preso un'opera in attesa e siamo andati a gara per la sua costruzione. Questo dicono i numeri del rendiconto e non parlano di ritardi o di altre questioni del passato.»
«Il rendiconto certifica uno stato di salute finanziaria positivo dell’amministrazione regionale e una buona programmazione - ha dichiarato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Per quanto riguarda il Fondo pluriennale vincolato, abbiamo a che fare con norme che ci impongono di impegnare le risorse per la realizzazione di un’opera già prima dell’avvio del progetto. È un meccanismo, dal punto di vista tecnico, penalizzante per l’utilizzo delle risorse pubbliche, che incide in maniera pesante sulla capacità di spesa, perché obbliga a vincolare cifre importanti per lunghi periodi. Questo bilancio arriva da lontano e si consolida, e deve essere un vanto non solo per questa maggioranza ma per tutta l’Aula: una garanzia per poter operare bene in futuro, consapevoli del bisogno sempre maggiore di risorse, anche in parte corrente, per rispondere in modo adeguato alle esigenze del territorio.»
I lavori del Consiglio proseguono domani, giovedì 11 giugno, alle ore 9.
SC-MP
Comunicato n° 313 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge in materia di trasporti
Nella seduta mattutina dell'11 giugno 2026, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità un disegno di legge in materia di trasporti.
L'iniziativa legislativa, presentata dalla Giunta il 30 aprile scorso, si compone di sei articoli che apportano delle modifiche ad alcune leggi del settore trasporti e rifinanziano alcune misure già avviate.
La relazione d'Aula
La Consigliera Josette Borre (UV) ha illustrato i contenuti in Aula: «L'obiettivo è quello di migliorare l'efficacia delle politiche regionali nel settore dei trasporti e della mobilità. Viene ampliata la platea dei soggetti non residenti che possono beneficiare delle agevolazioni tariffarie per l'utilizzo del trasporto pubblico regionale. Sono inclusi studenti delle scuole secondarie superiori, universitari, partecipanti a programmi formativi e di mobilità internazionale, medici in formazione specialistica e ricercatori che lavorano all'Università della Valle d'Aosta o nell'ambito di progetti finanziati dalla Regione. È aggiornata la disciplina concernente le agevolazioni rivolte alle persone affette da patologie che rendano difficoltoso l'utilizzo dei mezzi pubblici e sono prorogate per il 2026 le agevolazioni per l'utilizzo gratuito o agevolato dei mezzi pubblici per i profughi ucraini e i richiedenti di protezione internazionale. Il servizio di vigilanza, oltre a bordo dei mezzi, viene esteso anche alle autostazioni, fermate e biglietterie.»
«Visto l'esito positivo dell'iniziativa - ha aggiunto -, il disegno di legge concede anche un ulteriore finanziamento di 80.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 al progetto "Sci…volare a scuola", che promuove la pratica sportiva e la conoscenza delle discipline invernali tra gli studenti della regione.»
Il dibattito in Aula
Annunciando il voto favorevole, il Consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Andrea Campotaro ha dichiarato: «Riteniamo positive le misure che ampliano l'accesso al trasporto pubblico alle categorie che vivono, studiano o svolgono percorsi formativi sul nostro territorio. Ampliare la platea, a differenza dei rincari dell'abbonamento Special20 che avevamo criticato, è la direzione giusta per migliorare la coesione sociale, la sostenibilità e la qualità della vita delle persone. Condividiamo l'attenzione all'accesso alla mobilità pubblica per le persone in condizioni di fragilità e la proroga delle agevolazioni per chi vive una situazione di difficoltà. Queste misure sono tasselli utili ma anche uno stimolo per ragionare su strumenti organici e duraturi che rendano ancora più attrattivo il trasporto pubblico soprattutto per i giovani, prendendo spunto da altre realtà italiane ed europee.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha annunciato il voto favorevole del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA: «Si tratta di un provvedimento dal quale emerge una visione precisa della comunità che vogliamo costruire. Attraverso una serie di interventi concreti e puntuali, affronta temi che riguardano l’accessibilità, l’inclusione, le pari opportunità, la formazione, la sicurezza e la sostenibilità ambientale. Quando investiamo nel trasporto pubblico, infatti, non investiamo soltanto nella mobilità: investiamo nella qualità della vita delle persone, nella coesione sociale, nella sicurezza e nella possibilità per tutti di accedere ai servizi e alle opportunità. È una legge che dimostra come una buona politica possa partire dai problemi concreti della vita quotidiana per costruire risposte di più ampia portata. In questo senso restituisce l’idea di una comunità che non lascia indietro nessuno ed esprime una visione profondamente sociale, inclusiva e progressista.»
«Il nostro voto al provvedimento è favorevole - ha dichiarato il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron -. Siamo d’accordo nel rendere il trasporto pubblico il più possibile accessibile a chi vive la Valle d’Aosta, in particolare per motivi di studio. Esprimiamo invece voto contrario sull’articolo che proroga le agevolazioni per i profughi ucraini e i richiedenti asilo: nei fondi statali destinati alle cooperative che si occupano dell’accoglienza è già compresa anche la voce relativa ai trasporti e non riteniamo corretto raddoppiare questo intervento. Continuiamo, inoltre, a sostenere che esista un problema di sicurezza: affrontarlo non significa negare l’inclusione, ma prendere atto che non si può includere chi non intende integrarsi nella nostra comunità».
Il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia, Massimiliano Tuccari, ha annunciato il voto favorevole del gruppo ringraziando la Presidente della Commissione e l'Assessore ai trasporti per il lavoro svolto.
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, nel ringraziare per il sostegno al provvedimento, ha osservato che «anticipa una riflessione più ampia sulla legge regionale 29/1997 sul trasporto pubblico, che necessita di essere aggiornata e riorganizzata alla luce delle politiche sviluppate negli ultimi anni. In attesa di una revisione complessiva, abbiamo introdotto misure puntuali per rafforzare il trasporto pubblico e favorirne un utilizzo sempre maggiore da parte dei valdostani e di chi vive il nostro territorio per istruirsi, formarsi e lavorare nei progetti di ricerca delle nostre aziende. Le politiche dei trasporti richiedono continuità e una visione di lungo periodo: questo disegno di legge rappresenta un tassello importante anche per accrescere l'attrattività della Valle d'Aosta. Centrale è poi il tema della sicurezza, che deve essere affrontato dalle istituzioni insieme ai cittadini: abbiamo avviato una fase sperimentale per raccogliere criticità e affiancarla a percorsi formativi, coinvolgendo anche il tavolo della legalità. Il sostegno ai profughi ucraini non ha carattere strutturale, ma vuole offrire una risposta concreta a un'esigenza ancora attuale, contribuendo a rendere il nostro territorio più accogliente. Infine, il progetto "Sci…volare a scuola" rientra inoltre in una strategia volta ad avvicinare i giovani alla montagna, elemento fondamentale della nostra identità.»
SC-MP
Comunicato n° 314 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge riguardante il JB Festaz
Con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 14 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance, AdC), il Consiglio ha approvato, nella seduta dell'11 giugno 2026, un disegno di legge in materia di servizio socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari che aggiorna le disposizioni riguardanti l'Azienda pubblica di servizi alla persona JB Festaz.
Sul testo sono stati recepiti due emendamenti della quinta Commissione, mentre ne sono stati respinti 6 del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, 4 di PD-Federalisti Progressisti VdA e 4 congiunti di Lega Vallée d'Aoste e Fratelli d'Italia.
I contenuti
Il disegno di legge, presentato dalla Giunta il 9 marzo 2026, si compone di sedici articoli che modificano alcune leggi regionali per aggiornare l’organizzazione e il funzionamento dell’Azienda pubblica JB Festaz, nell’ambito del rafforzamento dei servizi di assistenza territoriale, in vista dell’attivazione di un ospedale di comunità all’interno della struttura.
La Consigliera Loredana Petey (UV), nell'illustrare il provvedimento all'Aula, ha evidenziato che «in questi anni, il JB Festaz ha ampliato il suo raggio d'azione, evolvendo da semplice casa di riposo a presidio sanitario territoriale misto e complesso. Oggi la struttura ospita più livelli assistenziali a complessità differenziata e crescente: dalla casa di riposo al nucleo demenze e Alzheimer, fino al nuovo Ospedale di comunità con 20 posti letto. Questa evoluzione ha determinato un assetto assistenziale e sanitario che la vecchia legge del 2004 non era più in grado di disciplinare in modo adeguato, generando un evidente disallineamento tra attività svolte e quadro normativo. Questo disegno di legge rappresenta dunque un passaggio fondamentale per colmare questo divario, accompagnando la transizione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona verso un modello gestionale sanitario moderno e integrato, inserito nel più ampio processo di riorganizzazione e potenziamento della rete territoriale.»
«Il testo è il risultato di un'istruttoria approfondita, trasparente e partecipata svoltasi in Commissione con diverse audizioni - ha proseguito la Consigliera Petey -. Le principali novità riguardano l'introduzione di un'unica denominazione per l'azienda in "JB Festaz", a perenne memoria del suo fondatore Jean-Boniface Festaz, senza intaccarne la natura giuridica di ente pubblico, la cui vigilanza resta in capo all'amministrazione regionale; il ricorso a procedure selettive pubbliche comparative e non più a scelte discrezionali per la nomina del Direttore; la presenza di un Direttore sanitario (vista l'apertura dell'Ospedale di comunità) anch'esso selezionato tramite bando pubblico comparativo, con un contratto di lavoro autonomo a termine della durata massima di tre anni; il superamento della rigida pianta organica a favore del più moderno e flessibile Piano triennale dei fabbisogni di personale e dei programmi annuali; l'adeguamento del nuovo Statuto entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, previa approvazione della Giunta regionale.»
Il dibattito in Aula
La Vicecapogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, ha evidenziato che «questo intervento normativo non rappresenta un semplice restyling, ma una riforma più profonda, finalizzata all'inserimento formale del JB Festaz nella rete territoriale dei servizi. Tra gli aspetti positivi vi sono il rafforzamento dell'integrazione socio-sanitaria tra Usl, enti locali e Terzo settore, la modernizzazione degli strumenti di programmazione attraverso il piano triennale del fabbisogno del personale e le misure volte a garantire continuità amministrativa e trasparenza nella gestione. Permangono tuttavia alcune criticità, alle quali abbiamo cercato di dare risposta con quattro emendamenti. Il primo mira a ridare centralità al Consiglio regionale, prevedendo il parere vincolante della Commissione competente sulle scelte di governance. Il secondo tutela il radicamento territoriale del JB Festaz, chiedendo che l'adeguamento dello Statuto avvenga d'intesa con i partner storici. Il terzo propone l'adozione entro 90 giorni di un regolamento organizzativo che definisca con chiarezza competenze e responsabilità, a tutela del personale. Infine, sul piano economico - che rappresenta uno dei veri punti deboli di questa norma -, chiediamo l'istituzione di un fondo di salvaguardia finanziaria concordato annualmente con l'Usl basato su di un monitoraggio semestrale dei costi fossi e dei posti occupati. Il disegno di legge va nella giusta direzione, ma necessita di alcuni correttivi per garantire qualità dei servizi, sostenibilità e tutela dei lavoratori.»
«Questo disegno di legge non è un semplice aggiornamento tecnico, ma interviene sull’organizzazione interna di un’azienda che gestisce servizi essenziali per le persone in condizioni di fragilità. Proprio per questo avrebbe richiesto un’istruttoria più approfondita e un confronto più ampio con i portatori di interesse - ha osservato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Apprezziamo gli aspetti che propongono un allineamento normativo necessario, ma rileviamo diverse criticità, tra cui un problema di governance. Il testo originario attribuiva esclusivamente al Presidente la facoltà di nominare il Direttore dell'azienda, escludendo il CdA: una scelta contestata in audizione dai sindacati e dal Comune di Aosta, ma inizialmente difesa dall’Assessore. Se però quell’impostazione era ritenuta corretta dalla Giunta, perché modificarla in corsa con emendamenti presentati dallo stesso Assessore? Prendiamo atto della correzione, ma non possiamo ignorare il percorso che ha portato a questo ripensamento. Insieme al gruppo Fratelli d’Italia riproponiamo quattro emendamenti già respinti in Commissione: l’introduzione di una clausola di garanzia per gli educatori, figura soppressa dal disegno di legge senza chiarirne il futuro; la previsione che il Piano triennale e i programmi triennali siano approvati su proposta del Direttore; l’obbligo per quest’ultimo di iscrizione all’Ordine professionale competente; e infine una specifica rendicontazione periodica alla Commissione consiliare competente.»
Per il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, «questo disegno di legge prende atto di un cambiamento già avvenuto all'interno del JB Festaz, che non è più soltanto una casa di riposo, ma una struttura socio-sanitaria nella quale è stato inserito anche l'Ospedale di comunità. Tra gli aspetti positivi vi sono il rafforzamento dell'integrazione tra ambito sociale e sanitario, l'aggiornamento degli strumenti di programmazione del personale, il superamento di alcuni vuoti normativi e una maggiore chiarezza nei rapporti con l'Amministrazione regionale. Per noi vi sono però alcune criticità. Il primo rischio è che l'Ospedale di comunità perda la sua funzione temporanea e diventi una struttura di lunga degenza, utilizzata per gestire situazioni che non trovano risposta altrove. Il secondo è quello di una visione eccessivamente sanitaria della persona, mentre anche gli anziani devono poter essere accompagnati attraverso un vero progetto di vita. Per questo riteniamo fondamentale valorizzare maggiormente il ruolo delle figure educative utili a permettere alle persone il perseguimento del proprio progetto di vita, anche e soprattutto quando una persona è lontana dalla propria casa e dalla propria routine rasserenante. Curare non significa soltanto somministrare terapie. Per affrontare questi aspetti abbiamo presentato sei emendamenti, di carattere costruttivo, finalizzati a rafforzare trasparenza, uniformità di trattamento del personale e natura pubblicistica dell'Azienda.»
«Pur riconoscendo la necessità di aggiornare l’assetto organizzativo dell'azienda e di accompagnarne l’evoluzione nel nuovo contesto dell’assistenza territoriale, non possiamo ignorare che la maggioranza non ha voluto accogliere gli emendamenti migliorativi presentati dall’opposizione - ha detto il Consigliere Aldo Domanico (FdI), annunciando il voto di astensione -. Erano proposte ragionevoli, prive di oneri aggiuntivi, finalizzate a tutelare il personale educativo, a chiarire la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, a migliorare il testo sotto il profilo tecnico-giuridico e a introdurre strumenti di monitoraggio sulla qualità dei servizi e sulle condizioni operative del personale. Noi sosteniamo l’efficienza delle istituzioni, la valorizzazione delle professionalità, la responsabilità gestionale e la verifica dei risultati. Proprio su questi aspetti il disegno di legge ci appare incompleto.»
«Questo è un caso in cui la legge è chiamata ad adeguarsi alla realtà - ha detto la Consigliera Luisa Trione (CA) -. Con il provvedimento formalizziamo un modello di gestione socio-sanitaria moderno e integrato che già esisteva, ma che non trovava più una cornice normativa adeguata nelle leggi vigenti. Il JB Festaz viene inserito nella rete dei servizi territoriali della regione, insieme all’Azienda Usl, alle Unité e al Comune di Aosta, rafforzando l’assistenza alle persone più fragili, che è il nostro obiettivo prioritario. Il nuovo Ospedale di comunità rappresenta un servizio innovativo e necessario: si colloca tra assistenza domiciliare e ricovero ospedaliero, garantendo continuità di cura senza gravare sui posti letto ospedalieri. Ritengo positivo che la legge definisca con chiarezza le modalità di individuazione delle figure apicali e le relative competenze. La figura dell’educatore non viene affatto eliminata: su questo punto è bene evitare equivoci. In Commissione è stato svolto un lavoro serio e approfondito: tutte le richieste di audizioni sono state accolte e se c'era la necessità di ulteriori approfondimenti bastava chiederlo. La Commissione è il luogo deputato proprio a questo.»
Per il Vicecapogruppo di Forza Italia, Marco Sorbara, «oggi non stiamo solo modificando una normativa, ma stiamo parlando del modello di società che vogliamo costruire. Uno degli aspetti più importanti di questa riforma è la capacità del JB Festaz di adattarsi a una realtà profondamente cambiata: oggi viviamo più a lungo e con bisogni socio-sanitari sempre più complessi, e la politica ha il dovere di interrogarsi e proporre una nuova visione dei servizi e della loro gestione. Questa legge va in questa direzione, configurandosi come un laboratorio di risposte moderne che mantiene sempre al centro la persona. Investire nel JB Festaz non è una spesa, ma un investimento sul significato stesso della nostra Autonomia.»
L'Assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi, ha ricordato che «questa storica istituzione, nata nel 1657 grazie alla lungimiranza di Jean-Boniface Festaz, evolve oggi, anche formalmente, da struttura a prevalente vocazione assistenziale a presidio con funzioni socio-assistenziali, socio-sanitarie e sanitarie, con l’attivazione dell’Ospedale di comunità, livello intermedio di cura tra assistenza domiciliare e ricovero ospedaliero, realizzato con risorse Pnrr pari a circa 2 milioni di euro. In questo nuovo contesto restano centrali gli educatori professionali socio-sanitari, sia perché le loro professionalità sono importanti riferimenti nei servizi, sia in quanto queste figure sono essenziali tra i requisiti necessari ai fini di autorizzazione e accreditamento. Il JB Festaz si configura così come struttura territoriale per ricoveri brevi e per pazienti che non necessitano di assistenza ospedaliera intensiva né possono essere seguiti adeguatamente a domicilio. Il nuovo modello si avvale anche della figura del Direttore sanitario, selezionato tramite procedura pubblica comparativa, con funzioni di garanzia su salute pubblica, igiene, sicurezza e qualità delle prestazioni. Il disegno di legge rafforza inoltre l’inserimento dell’Azienda nella rete integrata dei servizi regionali, in collaborazione con Usl ed enti locali. Sul piano della governance, a seguito del proficuo confronto emerso in Commissione, abbiamo ritenuto opportuno accogliere i suggerimenti dei Commissari, volti a ripristinare in capo al Consiglio di amministrazione la competenza formale su tali nomine, sapendo comunque che le stesse soggiacciono a stringenti procedure pubbliche, dove non vi è alcun potere discrezionale di scelta. Vengono puntualizzate le funzioni del Presidente e si disciplina la sostituzione temporanea del Direttore, per meglio assicurare continuità nelle fasi delicate. Si introducono strumenti aggiornati di programmazione e si stabilisce che la contabilità dell'Azienda segua i moderni principi dell’armonizzazione per efficientare i meccanismi di gestione e contabilità. Non sono stati invece modificati gli aspetti sulla natura giuridica dell’ente, confermando la qualifica di Azienda pubblica di servizi alla persona, ritenuta l’impostazione più idonea a garantire stabilità e autonomia operativa, e sullo stato giuridico del personale, scegliendo di mantenere l’attuale inquadramento nel comparto unico regionale, evitando interventi isolati su una materia che richiede invece un coordinamento complessivo del pubblico impiego regionale. Il testo proposto è dunque snello, pragmatico e condiviso e fornisce al JB Festaz strumenti aggiornati per rafforzare il proprio ruolo nella sanità territoriale e nell’assistenza, in coerenza con le necessità e complessità che affrontiamo nel nostro tempo. Tengo, inoltre, a sottolineare che le risorse finanziarie garantite al JB Festaz dal 2018 ad oggi per i servizi erogati e quelli in conto investimento ammontano a 43,4 milioni di euro.»
SC-MP
Comunicato n° 315 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato un disegno di legge in materia di attività turistico-ricettive e commerciali
Con 30 voti a favore (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, PD-FP, La Renaissance, AdC) e 3 astenuti (AVS) espressi nella seduta pomeridiana dell'11 giugno 2026, il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge in materia di attività turistico-ricettive e commerciali.
Sul testo è stato recepito un emendamento della quarta Commissione, mentre ne sono stati respinti 2 del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Il provvedimento, presentato dalla Giunta il 27 aprile scorso, nei suoi dieci articoli interviene su alcune normative regionali che regolano i settori del turismo, della ricettività e del commercio, con l'obiettivo di adeguarle all'evoluzione del mercato, semplificare gli adempimenti amministrativi e rafforzare il sostegno alle attività economiche del territorio.
La relazione d'Aula
Le Conseiller Laurent Viérin (UV), en présentant son rapport à l'Assemblée, a souligné: «Nous sommes face à un texte équilibré, concret et visionnaire, qui vise à innover le domaine du tourisme et du commerce en Vallée d’Aoste, tout en soutenant notre montagne, sans laisser personne de côté. Cette mesure offre des outils de croissance compétitive pour le tourisme haut de gamme et, en même temps, renforce de manière stable et durable le filet de protection en faveur de nos territoires de montagne, des micro-commerces de nos villages alpins et montagnards. Simplifier les règles, numériser les flux, garantir une concurrence loyale et investir des ressources sûres sur le territoire sont les réponses concrètes attendues par nos opérateurs économiques.»
Ha quindi dettagliato gli interventi: «La norma rende strutturali i contributi a sostegno dei negozi di vicinato nei piccoli comuni: fino a 15.000 euro una tantum per le nuove aperture e fino a 6.000 euro annui per gli esercizi con fatturato inferiore a 120.000 euro. La misura è estesa ai Centri polifunzionali di servizio, con contributi fino a 24.000 euro annui per l'apertura e il mantenimento, al fine di garantire spazi integrati con beni essenziali e servizi di prossimità. Tra le novità figurano anche l’istituzione degli chalet “haut de gamme”, strutture ricettive di pregio per intercettare il turismo internazionale di fascia alta, e la possibilità anche per le imprese commerciali (non solo enti no-profit) di gestire gli ostelli, previa convenzione con il Comune. Viene inoltre modernizzata la trasmissione dei dati sui flussi turistici: i gestori dovranno comunicare arrivi e presenze esclusivamente in via telematica, tramite la piattaforma regionale entro il giorno 5 di ogni mese, superando gli adempimenti cartacei e allineando le rilevazioni regionali agli standard Istat. Infine, si introduce la diffida amministrativa per le violazioni sanabili fino a 5.000 euro, che consente, in caso di prima infrazione nel quinquennio, di regolarizzare la posizione senza sanzione.»
Il dibattito in Aula
Il Capogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha detto: «Si tratta di un provvedimento dal quale emerge una visione precisa dello sviluppo che vogliamo per la Valle d’Aosta. Attraverso interventi concreti e puntuali affronta temi che riguardano la competitività del sistema turistico, il sostegno ai servizi di prossimità e la capacità delle nostre comunità di continuare a vivere e crescere sul territorio. Condividiamo l’idea di una Valle d’Aosta aperta, accessibile e capace di rivolgersi a pubblici diversi, dal turismo giovanile e sociale fino a quello di fascia più alta. Allo stesso tempo riteniamo che l’attuazione della legge richiederà particolare attenzione affinché lo sviluppo turistico non produca effetti indesiderati sulla residenzialità, sull’accesso alla casa e sull’equilibrio delle comunità locali, soprattutto nelle località a maggiore pressione turistica. Sarà inoltre importante che il Consiglio regionale continui a esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e di controllo, considerato il significativo rinvio a successivi provvedimenti attuativi della Giunta. Voteremo quindi a favore perché il testo va nella direzione giusta, nella consapevolezza che la vera sfida sarà mantenere un equilibrio tra crescita economica, attrattività del territorio e qualità della vita delle persone che in Valle d’Aosta vivono e lavorano ogni giorno.»
«Questo disegno di legge presenta elementi positivi e condivisibili, come i contributi a favore del commercio di prossimità e dei centri polifunzionali, ma anche diversi punti critici - ha detto il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, annunciando l’astensione -. Ci preoccupa la possibilità di affidare la gestione degli ostelli anche a imprese private, perché potrebbe non essere più garantita la natura di queste strutture, orientate a un turismo giovanile, popolare e accessibile. Altro elemento di preoccupazione è l’introduzione degli chalet di lusso. Nessuna contrarietà, anzi. La domanda che però ci poniamo è: è questa una scelta politica di indirizzo verso un turismo alto spendente? La Valle d'Aosta deve prestarsi anche e soprattutto ad un target diverso per garantire accessibilità sociale del turismo. Altro elemento di criticità è la liberalizzazione dei grandi esercizi commerciali. Per contrastare questa proliferazione avremmo potuto ispirarci al modello del Trentino, che ha adottato un quadro normativo a tutela dei centri storici, del paesaggio, della mobilità sostenibile e del commercio di prossimità. Lo abbiamo proposto con un emendamento. Infine, siamo perplessi sulla scelta di rendere strutturale la deroga straordinaria che consente un ampliamento volumetrico del 40% anche nei centri storici per gli alberghi. Mancano dati chiari sui potenziali beneficiari e sugli effetti che questa misura potrebbe avere sul territorio.»
«Se abbiamo la capacità di attrarre una clientela con un'elevata capacità di spesa ben vengano gli chalet di lusso per poterla accogliere al meglio - ha affermato il Consigliere della Lega VdA Corrado Bellora -. Ciò genera un circolo virtuoso: maggiori investimenti, maggiore indotto, occupazione qualificata, stipendi adeguati, maggior gettito fiscale e, di conseguenza, più risorse che possono essere redistribuite anche a favore di chi ha meno. Dobbiamo essere pronti ad accogliere tutti, con un’offerta diversificata per ogni fascia. Una regione turistica deve puntare ad attrarre valore.»
Il Consigliere Massimo Lattanzi ha dichiarato il voto a favore di Fratelli d'Italia: «Un testo che arriva un po’ in ritardo, ma oggi dobbiamo ribadire che il turismo è di tutti, perché il turismo fa lavorare tutta la Valle d’Aosta. Gli ostelli così come concepiti non funzionavano: serviva una norma che permettesse ai Comuni di recuperare il turismo giovanile, un segmento importante anche per il suo effetto di marketing gratuito. Allo stesso tempo è necessario puntare su un turismo qualificato. Una scelta va fatta, perché le presenze hanno raggiunto livelli molto alti e questo comporta anche impatti sul territorio, come la gestione dei rifiuti, su cui occorre riflettere. L’obiettivo deve essere qualificare l’offerta senza discriminare nessuno: i flussi turistici sono fondamentali per l’economia regionale, ma vanno governati tutelando un territorio fragile.»
«Oggi il turismo rappresenta l’ancora di salvezza per continuare a vivere e lavorare in molte delle nostre vallate - ha osservato il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, annunciando il voto favorevole -. È legittimo confrontarsi su che turismo vogliamo, ma questo disegno di legge non entra nel merito del modello: mette a disposizione strumenti concreti per favorire investimenti e piani di sviluppo, e per questo va accolto con favore. Non possiamo limitarci a un turismo legato esclusivamente allo sci: occorre ampliare e diversificare l’offerta, valorizzando la nostra storia, le nostre tradizioni e le peculiarità di ogni territorio. Il provvedimento, nato nella scorsa legislatura, punta anche alla destagionalizzazione e rende strutturale il sostegno agli esercizi di vicinato, trasformando una misura sperimentale in strutturale perché ha dimostrato di funzionare. La Valle d’Aosta è piccola, ma profondamente diversa da valle a valle: servono flessibilità e semplificazione. Questo disegno di legge va in quella direzione. I risultati si misureranno nella fase attuativa, ma l’impostazione è corretta.»
L'Assessore al turismo e commercio, Giulio Grosjacques (UV), ha ricordato che «la misura a sostegno degli esercizi di vicinato, nata nel 2020, viene oggi resa strutturale e affiancata dai Centri polifunzionali di servizi, rafforzando così il sostegno alle comunità e il presidio dei territori. Questo disegno di legge rappresenta una risposta concreta alle esigenze di un'offerta turistica sempre più diversificata e di qualità. Da un lato abbiamo voluto valorizzare il segmento degli chalet di lusso, una nicchia che garantisce elevati standard, riservatezza e importanti ricadute economiche sul territorio; dall'altro, abbiamo dato nuovo impulso agli ostelli della gioventù, rispondendo alle difficoltà che molti enti locali incontrano nella loro gestione. Non ne modifichiamo la natura, ma introduciamo strumenti che ne favoriscano la sostenibilità economica e la loro valorizzazione. L'obiettivo è una Valle d'Aosta capace di accogliere visitatori con esigenze e capacità di spesa diverse, offrendo servizi adeguati e un'esperienza sempre più completa. È il risultato di un lavoro trasversale e sinergico che, attraverso investimenti mirati - come quelli sugli impianti a fune, sui beni culturali e sull'enogastronomia - punta a qualificare ulteriormente il sistema turistico regionale. Anche la modifica alla disciplina urbanistica va letta in questa prospettiva: non si tratta di un via libera a nuove costruzioni, ma della possibilità per le strutture turistico-ricettive entrate in esercizio dal 1° aprile 2010 al 31 dicembre 2019 di ampliare fino al 40% i propri volumi per migliorare i servizi offerti e rispondere alle nuove esigenze del mercato. Un testo quindi che, grazie anche alle misure di semplificazione e alla flessibilità attuativa affidata alle deliberazioni della Giunta, intende rispondere in modo concreto alle esigenze di chi investe nel nostro territorio e della clientela che sceglie la Valle d’Aosta.»
SC-MP
Comunicato n° 316 dell'11 giugno 2026
Il Consiglio ha approvato una proposta di legge sull'Osservatorio della legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso
In chiusura dell'adunanza del 9, 10 e 11 giugno 2026, il Consiglio Valle ha approvato una proposta di legge che modifica la norma istitutiva dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso (l.r. 1/2022). Il testo ha ottenuto 29 voti a favore (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC) e 5 voti contrari (PD-FP, AVS).
L'iniziativa legislativa, depositata il 25 febbraio scorso dai componenti dell'Ufficio di Presidenza - Stefano Aggravi, Loredana Petey, Massimo Lattanzi, Laurent Viérin e Corrado Bellora - è stata esaminata dalla prima Commissione "Istituzioni e Autonomia" che ha prodotto un nuovo testo a seguito di una serie di emendamenti proposti dagli stessi firmatari a seguito di un confronto tra i vari gruppi consiliari.
Durante la discussione, sono stati respinti 5 emendamenti depositati in Aula dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
La proposta si compone di otto articoli. Tra le novità figurano l’integrazione, all'interno dell'Osservatorio, degli Assessori all’istruzione e politiche sociali - o loro delegati tecnici - oltre che delle associazioni ambientaliste accanto a quelle antimafia, antiusura, antiracket e dei consumatori; l’aggiornamento delle funzioni su fenomeni come lavoro irregolare, corruzione e riciclaggio. Il testo prevede inoltre un rafforzamento dei collegamenti con i tavoli e gli organismi istituzionali di confronto in materia di legalità, la possibilità di consulenze specialistiche e protocolli con università e enti di ricerca, superando il Comitato tecnico quale organo stabile di affiancamento, e uno stanziamento annuo di 30 mila euro dal 2026 per formazione, sensibilizzazione e supporto tecnico-scientifico.
Le relazioni d'Aula
I Consiglieri Loredana Petey per la maggioranza e Fulvio Centoz per la minoranza hanno relazionato all'Aula.
«L’esperienza applicativa della legge istitutiva dell’Osservatorio - ha detto la Consigliera Loredana Petey (UV) - ha evidenziato l’opportunità di un aggiornamento normativo orientato a tre obiettivi principali: rafforzarne la rappresentatività e la rete territoriale; chiarire e rendere più operative le sue funzioni, anche in coerenza con lo schema-tipo definito in sede di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; rendere più efficace il supporto tecnico, scientifico e metodologico alle sue attività, anche attraverso consulenze in relazione a esigenze concrete, progetti e programmazione annuale. La scelta di introdurre la partecipazione degli Assessori in materia di istruzione e di politiche sociali risponde all'esigenza di presidiare in modo più organico due dimensioni decisive della prevenzione: da un lato, l'educazione alla legalità quale leva culturale e civica; dall'altro, l'attenzione ai contesti di fragilità sociale che possono costituire terreno di esposizione a fenomeni di illegalità e devianza. La scelta di superare il Comitato tecnico nasce dalla volontà di valorizzare innanzitutto le strutture del Consiglio regionale, evitando che un organo esterno finisca per sostituirsi ad esse: la riforma vuole invece rafforzare le professionalità interne affinché il Consiglio possa disporre di competenze più solide a supporto dell'attività dell'Osservatorio.»
«La proposta di legge - ha aggiunto - conferma la natura dell'Osservatorio quale organismo di analisi, studio e promozione della cultura della legalità, privo di funzioni ispettive o di controllo, orientato a fornire elementi conoscitivi utili alle istituzioni regionali e alla comunità valdostana. L'obiettivo è superare una funzione meramente descrittiva, per rafforzarne la diffusione di buone pratiche e la promozione di comportamenti amministrativi e civici improntati a legalità, trasparenza e responsabilità. In questa prospettiva, si valorizza il raccordo con la prima Commissione consiliare, con i tavoli e gli organismi pubblici di coordinamento in materia di legalità e con la Commissione parlamentare antimafia.»
Il Consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) ha rappresentato una serie di criticità, partendo dalla soppressione del Comitato tecnico permanente: «Una scelta, a detta dei proponenti, fondata sulla necessità di “superare un’attività prevalentemente descrittiva”, ma che non trova riscontro nelle relazioni dell’Osservatorio stesso. Infatti, con il supporto del Comitato tecnico, dal 2022 sono stati prodotti documenti di analisi sulla presenza mafiosa in Valle, strumenti operativi per gli enti locali e attività formative come il progetto “Giovani ambasciatori della legalità”. Il modello delle consulenze episodiche non può replicare questi risultati: è debole, perché interrompe la continuità della conoscenza e non garantisce adeguate tutele di indipendenza, concentrando il controllo dell’attività tecnica e scientifica in capo all’Ufficio di Presidenza, chiamato a deliberare ogni consulenza. L’unica criticità della normativa vigente riguardava il riferimento ad Avviso Pubblico, l’associazione incaricata di individuare i componenti del Comitato tecnico: tale riferimento avrebbe potuto essere sostituito con una procedura di selezione pubblica, senza però eliminare il Comitato stesso.»
«Inoltre - ha aggiunto - la presenza degli Assessori tra i componenti con diritto di voto di un organismo che esprime pareri su atti regionali genera un conflitto strutturale. Come può un Assessore in carica esprimere indipendenza di giudizio sulle politiche di cui è responsabile? Il coordinamento delle politiche pubbliche si realizza attraverso protocolli e accordi di collaborazione, non attraverso il diritto di voto nella composizione e nelle decisioni dell’organo. Il panorama nazionale conferma questa distinzione. Occorre quindi scegliere quale Osservatorio si vuole: uno strumento indipendente, con una base tecnica stabile e una composizione equilibrata, capace di svolgere con autorevolezza le proprie funzioni, oppure un organismo indebolito, la cui attività è programmata, finanziata e gestita attraverso decisioni concentrate in capo allo stesso soggetto istituzionale?»
Il dibattito in Aula
«Non condividiamo questa proposta di legge perché configura un Osservatorio più politico e meno tecnico - ha esordito la Capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. Non è il messaggio giusto in una fase in cui la prevenzione di infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio richiede competenze specifiche, maggiore autonomia dalla politica e un coinvolgimento più forte delle associazioni impegnate nella legalità e nella lotta alle mafie. La nostra proposta era semplice: mantenere un supporto tecnico permanente, individuando gli esperti attraverso procedure pubbliche e comparative fondate sulle competenze. Non comprendiamo perché questa impostazione non abbia trovato spazio. Eliminare il Comitato tecnico e sostituirlo con consulenze all'occorrenza non è la stessa cosa: un conto è affidare uno studio specifico, altro è disporre di un nucleo stabile che segua nel tempo fenomeni complessi come corruzione, riciclaggio, infiltrazioni nell’economia e reati ambientali. La proposta, inoltre, aumenta la componente politico-istituzionale con l’ingresso di due Assessori regionali. È una scelta legittima ma discutibile. L’Osservatorio deve anche valutare politiche e progetti di legge: è difficile parlare di piena terzietà quando tre componenti appartengono al Governo che propone quegli atti. Resta il rammarico per il mancato accoglimento dei nostri emendamenti: su questo testo si poteva costruire una convergenza più ampia.»
Il Vicecapogruppo di Forza Italia, Marco Sorbara, si è soffermato sul «rapporto tra legalità e giovani: un aspetto che considero forse il più importante di questa legge. Nessuno nasce con una cultura dell'illegalità. L'illegalità si costruisce quando iniziamo ad accettare l'idea che una regola possa essere aggirata, che il rispetto sia una debolezza. Ma la legalità non è soltanto dire "no" alla mafia: è dire no alla prepotenza, all'indifferenza, all'idea che il più forte possa schiacciare il più fragile. Oggi molti ragazzi vivono dentro nuove "gabbie", con la paura di non essere accettati e del giudizio degli altri, anche a causa dei social. E allora educare alla legalità significa educare alla libertà. Per questo è fondamentale che l'Osservatorio non resti chiuso nelle istituzioni, ma entri nelle scuole e incontri i ragazzi. Questa legge deve essere uno strumento vivo: non solo osservare i fenomeni criminali, ma piantare nei giovani semi di responsabilità, rispetto e coraggio. Prima delle grandi battaglie contro la criminalità organizzata, c’è una battaglia quotidiana: costruire cittadini consapevoli. Una comunità che investe sui giovani fa prevenzione e sicurezza, e costruisce futuro. Per questo l'Osservatorio deve diventare un motore permanente di cultura, capace di creare percorsi con scuole, università, associazioni, famiglie e sport.»
Il Presidente del Consiglio, Stefano Aggravi (CA), primo firmatario del testo di legge, ha fatto una serie di osservazioni sul modello di Osservatorio: «Nella nuova definizione abbiamo analizzato le esperienze delle altre Regioni, adattando un modello consolidato alle esigenze della Valle d'Aosta. La scelta è stata quella di valorizzare l'Osservatorio come sede principale di analisi, proposta e coordinamento, superando la previsione del Comitato tecnico. Non abbiamo ritenuto necessario mantenere un organismo separato, preferendo investire nella costruzione di una struttura stabile all'interno del Consiglio Valle, capace di garantire nel tempo competenze, supporto tecnico e continuità d'azione. Le persone e i mandati cambiano, ma le istituzioni devono poter conservare memoria, conoscenze e capacità operativa. Sul tema della terzietà occorre inoltre essere chiari: né i rappresentanti politici né i componenti tecnici possono essere considerati pienamente terzi; ciò che conta è garantire pluralità di punti di vista e trasparenza nell'azione dell'organismo. L'Osservatorio non è un ente autonomo, ma uno strumento che opera nell'ambito del Consiglio regionale, con una programmazione annuale delle attività e obiettivi definiti. Con questo spirito abbiamo proposto una revisione che può essere perfezionata, ma che, secondo noi, rappresenta un passo avanti rispetto all'assetto esistente.»
«Il Comitato tecnico è quanto di più inutile possa esistere, perché la mafia è un fenomeno complesso e sfaccettato: pensare di affidarsi a tre esperti tuttologi, in grado di risolvere ogni problema, significa prendere in giro i cittadini e spendere risorse pubbliche inutilmente - ha affermato il Consigliere Segretario Corrado Bellora (Lega VdA) -. Lo strumento più efficace è quello che abbiamo voluto prevedere in questa proposta di legge: consulenze mirate e specifiche, attivate sul caso concreto e affidate al professionista più competente nel momento in cui il problema si presenta. Uno strumento flessibile, che attiva di volta in volta le competenze necessarie. Questo è il modo serio e professionale di affrontare il fenomeno mafioso, non certo un comitato composto da tre membri retribuiti o rimborsati con un incarico stabile, come previsto dalla legge precedente e come proposto da AVS.»
«Non abbiamo modificato le finalità dell'Osservatorio, che resta uno strumento di monitoraggio, analisi e promozione della cultura della legalità. Un organo consultivo cui ogni Consigliere può rivolgersi durante la legislatura - ha aggiunto il Vicepresidente del Consiglio Massimo Lattanzi (FdI) -. Le leggi non sono immutabili: la prima relazione, tra un anno, ci consentirà di verificare i risultati raggiunti e apportare eventuali correttivi. Ci auguriamo che l’attività sia migliore di quella che abbiamo trovato, perché è stato complicato comprendere quale sia stato il ruolo dell’Osservatorio in questi tre anni.»
I punti non discussi sono rinviati alla prossima adunanza del Consiglio in programma mercoledì 24 e giovedì 25 giugno 2026.
SC-MP


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