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Comunicato n° 269 del 15 maggio 2026
Il Consiglio è convocato in via ordinaria il 20 e 21 maggio -
Comunicato n° 274 del 18 maggio 2026
Consiglio del 20 e 21 maggio: iscritti cinque punti all'ordine del giorno suppletivo -
Comunicato n° 278 del 20 maggio 2026
Comunicazioni del Presidente del Consiglio. Iniziati i lavori dell'adunanza del 20 e 21 maggio -
Comunicato n° 279 del 20 maggio 2026
Il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole sulla norma di attuazione in materia di coordinamento della finanza pubblica -
Comunicato n° 280 del 20 maggio 2026
Il Consiglio ha espresso parere favorevole alla norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d'acqua -
Comunicato n° 281 del 20 maggio 2026
Il Consiglio ha respinto una proposta di legge sulla costituzione di parte civile della Regione per aggressioni agli operatori dei servizi pubblici essenziali -
Comunicato n° 282 del 21 maggio 2026
Respinte tre mozioni. Iscritta una risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes
Comunicato n° 269 del 15 maggio 2026
Il Consiglio è convocato in via ordinaria il 20 e 21 maggio
Il Consiglio Valle si riunirà in sessione ordinaria mercoledì 20 e giovedì 21 maggio 2026, alle ore 9, per discutere un ordine del giorno di 75 punti, di cui 69 rinviati da precedenti adunanze.
L'Assemblea sarà chiamata a esprimere parere sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato, su cui la prima Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza nella seduta del 30 aprile scorso.
È stata inoltre iscritta una proposta di legge del gruppo Lega Vallée d'Aoste - su cui la prima Commissione ha espresso parere contrario il 30 aprile - che contiene disposizioni in materia di costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti per aggressioni ai danni di operatori delle Forze di polizia, delle Forze armate, del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, del personale sanitario e socio-sanitario, scolastico, del trasporto pubblico locale e dei volontari della Protezione civile.
All'ordine del giorno figurano 61 iniziative ispettive, di cui 24 interrogazioni e 37 interpellanze.
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato otto interrogazioni e nove interpellanze: adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per il personale delle strutture regionali; avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Ivrea/Aosta; situazione dei lavoratori della Telecontact; collegamento funiviario Pila-Cogne; progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas; stato di avanzamento del nuovo appalto di trasporto pubblico locale su gomma; sede definitiva del Csv Valle d'Aosta; assetto della struttura complessa "Tecnico" dell'azienda Usl; adeguatezza delle prove e modernizzazione delle selezioni nei concorsi pubblici regionali; designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria; completamento e prospettive del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans; rincaro dei bus per le attività scolastiche ed educative; valorizzazione degli spazi incompiuti dell'ex cotonificio Brambilla di Verrès; revisione della riforma della disabilità; introduzione del codice d'argento per la presa in carico dei pazienti anziani fragili al Pronto soccorso dell'ospedale Parini; mancata promozione della riforma della disabilità; programmi di screening oncologico per la popolazione femminile.
Il gruppo Autonomisti di Centro ha depositato tre interrogazioni e tre interpellanze: responsabilità dell’avallo della memoria difensiva della Regione in merito al ricorso sull'eleggibilità del Presidente Testolin; futuro del Piano faunistico venatorio; problematiche riguardanti i visti contabili dei provvedimenti dirigenziali; rissa al Casinò dello scorso 4 aprile; bando di concorso per l'assegnazione di borse di studio per la spesa delle famiglie; misure per l'edilizia valdostana a fronte della crisi internazionale.
Sono dieci le iniziative del gruppo Fratelli d'Italia, di cui due interrogazioni e otto interpellanze: tempi per la creazione della società unica degli impianti di risalita; collegamento funiviario Pila-Cogne; iniziative urgenti della Regione contro lo stato di abbandono dell'ex hotel "La Lanterna" di Saint-Pierre; ruolo, utilizzo e ricadute dell'attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc sulle politiche regionali; grado di dipendenza finanziaria, valorizzazione della francofonia ed efficacia delle attività svolte da enti e fondazioni culturali sostenuti dalla Regione; vigilanza e coordinamento della Regione sulla partecipata Sav Spa in relazione ai lavori di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes e alle conseguenze sulla viabilità; riduzione della tassa automobilistica regionale per chi opta per la domiciliazione bancaria; applicazione della normativa statale "Palestre Aperte" e indirizzi regionali per la gestione degli impianti sportivi scolastici; scadenza dell'accordo della Regione con lo stabilimento Heineken di Pollein; sicurezza delle aree interessate dalla frana di Palleusieux a Pré-Saint-Didier.
Con due interrogazioni, il gruppo La Renaissance Valdôtaine chiede informazioni sui lavori di riqualificazione della Salle de gymnastique di Aosta e sui centri traumatologici a servizio delle principali località sciistiche regionali.
Il gruppo Lega Vallée d'Aoste discuterà tre interrogazioni e sei interpellanze: occupazione abusiva della Torre piezometrica adiacente allo stabilimento Cogne Acciai Speciali e degli spazi sotto il viadotto autostradale; istituzione di una funzione tecnica alle dipendenze della direzione Medica di presidio ospedaliero dell'Usl; mancanza di sanitari al JB Festaz di Aosta; stato di agitazione al Casinò di Saint-Vincent; censimento delle comunità islamiche e rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali; approfondimento sugli eventi emersi alla scuola primaria di Chambave; recepimento integrale del "Decreto Salva Casa"; competenze del Centro per uomini autori di violenza ad Aosta; attività di promozione e marketing dell'Ecole Hôtelière di Châtillon.
Inoltre, i gruppi Lega VdA e La Renaissance hanno proposto nove iniziative congiunte, di cui quattro interrogazioni e cinque interpellanze: imminente chiusura delle gallerie autostradali Côte de Sorreley e Signayes; condizioni di sicurezza e utilizzo improprio dell'ex edificio scolastico delle Magistrali in via Torino ad Aosta; situazione di degrado e criticità gestionali del Centro servizi per il contrasto della povertà di via Stevenin ad Aosta; situazione dei medici di medicina generale; intenzioni della Regione sulle tariffe autostradali gestite da Rav Spa; limitazione dell'orario mattutino e tetto annuale dei viaggi del servizio di trasporto per persone con disabilità; introduzione del codice d'argento al Pronto soccorso dell'ospedale Parini e miglioramento dell'assistenza alle persone anziane fragili; prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in Valle; protocolli di custodia e verifica del corretto utilizzo del fentanyl nelle strutture del servizio sanitario regionale.
Sono otto le iniziative ispettive del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, di cui due interrogazioni e sei interpellanze: costituzione della Regione nel ricorso per l'accertamento dell'ineleggibilità del Presidente Testolin; tempistiche dell'esame in Commissione del Piano regionale dei trasporti; procedure di prevenzione, accertamento e gestione di casi di plagio nelle tesi di laurea all'UniVdA; istituzione di un Centro di giustizia riparativa in Valle e promozione delle formazione specialistica accademica; soluzioni alternative alla chiusura totale del raccordo autostradale A5 con la strada statale 27 del Gran San Bernardo; bando "Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole" del Complemento regionale di sviluppo rurale 2023-2027; rilancio delle politiche di locazione e acquisto della prima casa per i giovani; percezione della qualità dei servizi sanitari regionali e condizioni organizzative dell'azienda Usl.
Infine, l'Assemblea tratterà sette mozioni, di cui cinque sono state sottoscritte congiuntamente. Una è dei gruppi AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC, ed è volta ad approfondire in prima Commissione l'iter e le procedure delle norme di attuazione e il funzionamento della Commissione paritetica. Due sono dei gruppi Lega VdA e La Renaissance: organizzazione di un evento per celebrare gli atleti, i tecnici e gli staff valdostani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026; bando del corso per addetti ai servizi di controllo e sicurezza locali notturni aperto a tutti e non solo a cittadini stranieri. Una mozione è dei gruppi AVS e PD-FP per sollecitare il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi, mentre una è dei gruppi AdC e La Renaissance per destinare fondi per i giovani agricoltori con la legge di assestamento di bilancio.
Il gruppo AdC ha proposto una mozione riguardante l'allineamento dei valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche per far fronte ai maggiori costi derivanti dalla crisi energetica.
Una mozione, infine, anche per il gruppo AVS che chiede il raddoppio della tratta ferroviaria Aosta/Quart e la riattivazione della stazione di Quart.
L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio: https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq
La tribuna stampa è accessibile ai giornalisti accreditati presso l'Ufficio stampa del Consiglio.
SC-MP
Comunicato n° 274 del 18 maggio 2026
Consiglio del 20 e 21 maggio: iscritti cinque punti all'ordine del giorno suppletivo
L’ordine del giorno del Consiglio Valle, convocato per mercoledì 20 e giovedì 21 maggio 2026, è stato integrato con cinque punti.
L'Assemblea sarà chiamata a esprimere parere sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d'acqua, su cui la prima Commissione ha dato parere favorevole all'unanimità nella seduta del 14 maggio.
Sono state inoltre iscritte quattro interrogazioni a risposta immediata, di cui due - una del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e una del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA - riguardano lo stesso argomento: conoscenza di pareri interni relativi ai limiti di mandato dei componenti della Giunta regionale. Un terzo question time è del gruppo Lega Vallée d'Aoste e interroga l'Assessore agli affari europei sulla natura e l'oggetto della sua "crescente insofferenza dichiarata pubblicamente nei confronti delle dinamiche politiche recentemente emerse in seno alla maggioranza". Infine, il gruppo La Renaissance Valdôtaine pone l'attenzione su alcune anomalie emerse nei registri elettronici dell'Istituto musicale pareggiato.
Con questa integrazione, l’ordine del giorno della prossima riunione consiliare conta complessivamente 80 punti.
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SC
Comunicato n° 278 del 20 maggio 2026
Comunicazioni del Presidente del Consiglio. Iniziati i lavori dell'adunanza del 20 e 21 maggio
Il Consiglio Valle, convocato oggi, mercoledì 20, e domani, giovedì 21 maggio 2026, si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Angelo Mappelli, Consigliere regionale della Democrazia Cristiana per quattro legislature, dal 1963 al 1983, e di Gianclaudio Bressa, componente di parte regionale della Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione Valle d'Aosta dal 2021 al 2023.
Il Presidente dell'Assemblea, Stefano Aggravi, ha poi fornito alcune precisazioni in merito alla nota degli uffici del Consiglio regionale sul limite dei mandati di cui all'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 21/2007, in relazione all'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Regione.
«Innanzitutto, voglio chiarire che non si tratta di alcun "documento dolosamente occultato", come da qualcuno evocato: tra l'altro, un'espressione molto forte che attribuisce intenzioni e comportamenti gravissimi, del tutto privi di fondamento, e che rischia di travalicare i limiti di una corretta dialettica politica e istituzionale - ha detto il Presidente Stefano Aggravi -. Il documento di cui si è parlato molto in questi giorni era una nota di analisi degli uffici - allegata ad una nota del 18 novembre 2024 - che non era finalizzata a esprimere un parere definitivo, ma costituiva la stesura di una prima lettura della disposizione prodromica alla richiesta di un parere terzo “pro veritate” e alla predisposizione del quesito ad un legale/costituzionalista, così come poi avvenuto al momento della richiesta di parere affidata al prof. Lupo.»
Il Presidente ha quindi ripercorso le varie tappe della questione, «al fine di dare una lettura chiara e completa dei fatti. A seguito di una richiesta delle Consigliere Minelli ed Erika Guichardaz avanzata il 25 ottobre 2024 all'allora Presidente del Consiglio sull’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21/2007, gli uffici del Consiglio regionale hanno evidenziato al Presidente la necessità di acquisire un parere esterno “pro veritate” da parte di un esperto super partes, considerata la complessità e la delicatezza della questione.»
«Nel novembre 2024 - ha proseguito -, dopo un sollecito avanzato al Presidente dalle Consigliere, gli uffici - con una nota indirizzata a tutti i componenti dell'Ufficio di Presidenza - ribadivano l'esigenza di ricorrere ad un parere esterno al fine di richiedere se fossero ipotizzabili interpretazioni diverse da quella formulata dagli uffici in una nota di analisi della disposizione, allegata alla nota stessa, dove si limitavano ad un'interpretazione letterale della norma. In tale nota, ribadivano che si trattava di questione molto complessa e delicata, con riflessi di ordine istituzionale non indifferenti, affrontata da più organi di stampa che menzionavano anche la possibile esistenza di pareri contrastanti in ordine all'interpretazione della norma. L’Ufficio di Presidenza, dopo aver esaminato la questione in più riunioni tra ottobre e novembre 2024, all'unanimità non accoglieva la richiesta degli uffici di avvalersi di un parere esterno e comunicava alle Consigliere che non vi fosse titolo a rispondere in quanto si trattava di mere ipotesi - con riferimento ai casi indicati - al momento non ancora verificatesi.»
«Dopo le elezioni regionali del settembre 2025, prima dell'avvio della nuova legislatura, essendosi concretizzata l’ipotesi, gli uffici hanno nuovamente segnalato la necessità di acquisire un parere “pro veritate” nell'esclusivo interesse dell'istituzione, tenuto conto che sugli atti politici di nomina degli organi consiliari non viene espresso un visto di legittimità dei dirigenti e tenuto conto altresì che il Regolamento interno prevede che siano gli scrutatori a dover dichiarare nulle le designazioni attribuite a persone ineleggibili. Questo anche alla luce dell’esistenza di interpretazioni giuridiche contrastanti e dei possibili rischi di contenzioso. Nel frattempo erano infatti pervenuti due pareri legali di contenuto opposto, richiesti rispettivamente dal Presidente e dal Vicepresidente della Regione e da Rete Civica Valle d’Aosta. L’Ufficio di Presidenza ha quindi deliberato, il 10 ottobre 2025, di autorizzare l'acquisizione di un servizio di consulenza legale, poi affidato dalle strutture del Consiglio al professor Nicola Lupo per chiarire l’interpretazione della norma e le eventuali conseguenze istituzionali derivanti dalla sua applicazione. Il parere del professor Lupo, consegnato il 22 ottobre 2025, è stato trasmesso all’allora Ufficio di Presidenza e a tutti i 35 Consiglieri regionali dell'attuale legislatura, insieme agli altri due pareri acquisiti, al fine di mettere a disposizione tutti gli elementi utili e gli strumenti per le valutazioni finalizzate all'assunzione della decisione di ordine politico costituente l'elezione del Presidente della Regione.»
Il dibattito in Aula
«È una brutta pagina per il Governo regionale e per il Consiglio, soprattutto per l’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura che ha insabbiato la vicenda - ha evidenziato Chiara Minelli, Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra -. Con il parere chiaro delle tre massime dirigenti del Consiglio, ma tenuto a noi nascosto, e il nostro redatto dal professor Morrone, che giungevano alle stesse conclusioni, a inizio 2025 - a sette mesi dalle elezioni - il Presidente e il Vicepresidente avevano tutti gli elementi per scegliere: o rinunciare alla Giunta nella prossima legislatura o modificare la legge sui mandati. Il problema è stato ignorato e come AVS abbiamo dovuto spendere oltre 20.000 euro per affermare il rispetto della legalità in Valle d'Aosta e altrettanti dovremo spenderne per resistere al ricorso di Testolin in appello. Ma ben più gravi sono i danni economici e di paralisi amministrativa causati da un Presidente ormai privo di legittimazione politica che dovrebbe dimettersi. Noi continueremo a sostenere che le leggi valgono per tutti e andremo fino in fondo, auspicando di non essere soli e che ci sia un sussulto ampio contro abuso di potere, omissioni e arroganza di chi si ritiene sopra le norme.»
Il Consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha parlato di «vicenda tutta politica e non giuridica o amministrativa. La ricostruzione del Presidente Aggravi ha chiarito molto bene una questione che si sarebbe potuta risolvere in maniera definitiva nella passata legislatura e, invece, si trascina anche in questa. Ribadiamo la necessità che qualcuno debba fare un passo indietro per il bene della Valle d'Aosta e di questo Consiglio.»
«Noi abbiamo sempre sostenuto che la legge fosse molto chiara e che non ci fosse bisogno di interpretazioni - ha dichiarato il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin -. Alla richiesta di avere note di interpretazioni di illustri costituzionalisti su di una legge approvata da questo Consiglio, noi abbiamo sempre votato no, in tutte le occasioni, perché ritenevamo inutile spendere i soldi dei cittadini per interpretare una norma già chiara. Sulla questione delle candidature c’era evidentemente un margine di incertezza: finché qualcosa non si concretizza, resta nel campo delle ipotesi. Per questo, fare casi teorici in anticipo sarebbe stato prematuro. Anche a noi interessa fare chiarezza e stiamo lavorando in questa direzione, ma ribadiamo che non facciamo politica nelle aule dei tribunali.»
«Il parere chiesto dall'Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura al professor Lupo - che lo ha predisposto in una settimana - prima dell'elezione dell'attuale Giunta è diventato l’unico ad essere trasmesso e considerato come l'interpretazione prevalente della norma, ma io credo fosse indispensabile e doveroso che tutti i Consiglieri venissero messi a conoscenza, in quella fase, dell’esistenza del parere delle tre massime dirigenti del Consiglio - ha osservato il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi -. Questo perché si tratta di un parere difforme, che poteva servire a chi doveva votare per farsi un’idea della situazione in atto. Di chi è stata la responsabilità di non aver allegato, oltre al parere del professor Lupo, anche quello degli uffici del Consiglio? Io tuttora lo reputo importantissimo e prevalente rispetto alla posizione del professor Lupo. Inoltre, gli articoli di stampa riportano che all’Avvocatura regionale, quando ha richiesto tutti gli atti oggetto della vicenda relativa all’interpretazione dei mandati, non è pervenuto l’atto importante, cioè il documento delle tre dirigenti. Perché? Noi chiediamo delle risposte.»
Il Presidente Aggravi ha replicato che «non è semplice ricostruire vicende che non si sono vissute direttamente: la ricostruzione effettuata si basa sugli atti e non su valutazioni politiche. Se qualcuno intende metterla in dubbio, può farlo attraverso un accesso agli atti. Dispiace che venga messa in discussione la serietà dell’istituzione che ho l’onore di presiedere in questo momento.»
«Questa vicenda ci testimonia che non possiamo più permetterci questo modo di governare che guarda all'interesse del singolo e non dei valdostani - ha detto il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel -. L'Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura non ha voluto affrontare la questione, nonostante la presenza di una nota chiara redatta dagli uffici del Consiglio, e il fatto di voler mettere i dossier che scottano in biblioteca aspettando che si risolvano da soli è un metodo di lavoro che abbiamo intrapreso nella scorsa legislatura e che ci stiamo portando avanti. Ciò non riguarda soltanto l'elezione del Presidente, questione che ci mette maggiormente in imbarazzo, ma anche ad esempio la chiusura delle gallerie di Signayes e Sorreley da parte della Sav. Se continuiamo ad agire in questo modo perdiamo di credibilità e come Valle d'Aosta facciamo una pessima figura.»
Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, componente dell'Ufficio di Presidenza della passata legislatura, ha voluto «mettere "les pendules à l'heure". Se avrete modo di leggere i verbali, vedrete che l'interpretazione letterale della legge erano abbastanza chiara. Tuttavia, all’interno del dibattito dell’Ufficio di Presidenza era stata evidenziata la possibilità di interpretazioni differenti. Al netto di questo, la risposta alle Consigliere fu che in quel momento era stato posto un quesito fondato su ipotesi e che, pertanto, non si poteva ancora fornire una risposta. Le valutazioni contenute nei verbali sono comunque evidenti: quando la situazione si è concretizzata, si è proceduto a richiedere un parere supplementare rispetto alle valutazioni già formulate dall’Ufficio di Presidenza. In tutto questo percorso, i componenti dell’Ufficio di Presidenza appartenenti alla Lega hanno avuto un peso determinante.»
SC-MP
Comunicato n° 279 del 20 maggio 2026
Il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole sulla norma di attuazione in materia di coordinamento della finanza pubblica
Nella seduta mattutina del 20 maggio 2026, il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato.
Il testo, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 23 aprile, è composto di quattro articoli volti ad attribuire alla Regione il ruolo di coordinamento della finanza pubblica per l’intero sistema territoriale regionale integrato della Valle d’Aosta, comprendente Regione, enti locali, enti strumentali, Usl e Università della Valle d'Aosta. Il provvedimento prevede che il contributo agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica, concordato con lo Stato, venga corrisposto dalla Regione per l'intero sistema territoriale integrato oppure che avvenga attraverso la presa in carico sul bilancio regionale della realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale e regionale iscritte sul bilancio statale.
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, illustrando i contenuti, ha sottolineato che «la proposta di norma individua nell’accordo tra Stato e Regione lo strumento ordinario per definire la partecipazione della Valle d’Aosta agli obiettivi di finanza pubblica, formalizzando un metodo fondato sull’intesa tra i livelli di governo. Alla Regione viene attribuito il ruolo di interlocutore unico nei rapporti finanziari con lo Stato, anche in rappresentanza degli altri enti territoriali riconosciuti dalla norma come parte di un sistema regionale integrato. Si dà così attuazione agli impegni contenuti nell’accordo Stato-Regione dell'ottobre 2024 sulla finanza pubblica 2025-2032 e ai contenuti della sentenza della Corte costituzionale n. 145 del 2024 che aveva evidenziato l’assenza, nell’attuale normativa, di una disciplina che considerasse unitariamente il sistema degli enti territoriali valdostani per il coordinamento della finanza pubblica, come già avviene per altre autonomie speciali. Da qui la necessità di aggiornare la norma di attuazione, sollecitazione che noi abbiamo colto con la presentazione dello schema di decreto legislativo che oggi portiamo all’esame del Consiglio.»
Il dibattito in Aula
Il Consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Lattanzi ha espresso parere favorevole «per questo riconoscimento alla Regione come unico interlocutore nei rapporti con lo Stato per quanto riguarda il risanamento dei conti pubblici. La posta in gioco è molto alta e ogni volta che si fa un passo avanti nel definire il ruolo della Regione è cosa buona e giusta. Il contributo che la Regione dà allo Stato per il risanamento delle proprie finanze è una cifra importante e con questa norma non viene cambiato. Il percorso di risanamento delle finanze pubbliche nei confronti dell'Unione europea è iniziato con il Governo Meloni in questa legislatura e si sta portando al suo compimento.»
Annunciando il voto favorevole, il Consigliere di PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha dichiarato che «questa norma consolida una garanzia essenziale: blinda il metodo dell’accordo per cui lo Stato non potrà più imporre alla Valle d’Aosta contributi o tagli unilaterali senza un negoziato effettivo e riconosce il nostro sistema territoriale come sistema integrato, equiparandoci finalmente a Trentino e Friuli Venezia Giulia. È un risultato che appartiene all’intera comunità valdostana, non a una maggioranza o a un accordo di coalizione, ma al lavoro istituzionale di decenni. Dobbiamo però interrogarci su questo modello: la legge regionale sulla finanza locale ha trent’anni ed è applicata ogni anno in deroga, i Comuni sono troppo piccoli per gestire servizi sempre più complessi e la Regione supplisce perdendo di vista la sua funzione principale, che è legiferare e programmare, non gestire. Il rischio è un centralismo regionale che è il contrario di ciò che l’Autonomia speciale dovrebbe produrre. La risposta non è indebolire la Regione, ma rafforzare gli enti locali per consentirle di tornare al suo ruolo. Servono riforme di sistema non più rinviabili.»
Il Vicecapogruppo Eugenio Torrione, nell'annunciare il voto a favore del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di «norma che, pur avendo una visibilità e risonanza mediatica inferiore a molti temi affrontati recentemente in questo Consiglio, affronta un tema sostanziale centrale: il rapporto finanziario tra lo Stato e la Valle d’Aosta, rafforzando il quadro dell’Autonomia speciale valdostana, con un elemento positivo rappresentato dal richiamo al principio della leale collaborazione, superando logiche di interventi unilaterali. Resta però un’attenzione necessaria sul rapporto con gli enti locali, per evitare che il rafforzamento del ruolo regionale si traduca in una compressione dell’autonomia dei comuni, che rappresentano un patrimonio democratico fondamentale. Altro punto riguarda i contributi alla finanza pubblica: ciò che nasce come transitorio rischia spesso di diventare permanente, e su questo sarà necessario mantenere attenzione. Il rafforzamento dell’autonomia finanziaria ha senso solo se serve a tutelare concretamente servizi pubblici, welfare, sanità, scuola e coesione territoriale, altrimenti il rischio è quello che l'Autonomia venga ridotta soltanto a un meccanismo tecnico e amministrativo.»
«Con questo parere passiamo dalle parole ai fatti nella difesa dei nostri bilanci - ha detto la Consigliera dell'Union Valdôtaine Loredana Petey -. Il punto di forza è il riconoscimento del metodo dell’accordo. Finalmente non saremo più soggetti a decisioni unilaterali calate dall’alto in materia di concorso agli obiettivi di finanza pubblica. La norma sancisce che il contributo della Valle d’Aosta deve essere frutto di un’intesa. È un principio di civiltà istituzionale che trasforma la nostra partecipazione al risanamento dei conti da un obbligo subìto a una scelta condivisa e negoziata. L’altro pilastro è il chiarimento dell’ambito soggettivo del sistema territoriale regionale integrato. Definire con precisione il perimetro del coordinamento della finanza pubblica significa dare certezze non solo alla Regione, ma a tutti gli enti locali e agli enti strumentali. Questo atto non nasce dal nulla: è la dimostrazione che, quando la Valle d’Aosta si siede ai tavoli romani con serietà, competenza e con la forza del proprio Statuto, i risultati arrivano.»
Il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha definito il provvedimento «un atto di portata storica», sottolineando come esso rafforzi i principi fondanti della specialità valdostana: «Il nostro voto a favore non è scontato, ma frutto di una valutazione attenta e convinta. La norma era urgente e necessaria: la Valle d’Aosta ha pagato un prezzo alto per l’assenza di un presidio procedurale adeguato a tutela della propria specialità finanziaria. La sentenza della Corte costituzionale ha chiarito che non esisteva una norma vigente che definisse la Valle d’Aosta come sistema unitario, rendendoci vulnerabili. Oggi colmiamo questo divario. Per troppi anni, nei momenti di crisi della finanza pubblica nazionale, lo Stato ha imposto sacrifici unilaterali, con tagli non concordati. Questa norma cambia approccio: d’ora in avanti, quando lo Stato vorrà chiedere un contributo al risanamento dei conti pubblici, dovrà sedersi al tavolo e negoziare. Un altro risultato è l’attribuzione alla Regione del ruolo di regista del proprio sistema finanziario integrato, rafforzando la capacità di programmazione e la gestione coerente delle risorse. L’Autonomia non è un privilegio da subire, ma una responsabilità da esercitare: questa norma è uno strumento concreto in questa direzione.»
«Con questa norma colmiamo un vuoto nei rapporti finanziari con lo Stato e affermiamo un principio importante: la Regione sarà l’unico interlocutore del territorio regionale nei confronti dello Stato, potendo così trattare alla pari il contributo al risanamento dei conti pubblici - ha affermato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Credo che questo sia anche un segno importante dell’attivismo e dell’attività politica che è stata svolta in questo periodo. Ringrazio la Commissione paritetica, i rappresentanti dello Stato che ricoprono ruoli a livello istituzionale, per il contributo fattivo che hanno dato affinché la norma venisse messa a disposizione nel minor tempo possibile per arrivare alla sua definitiva approvazione. Un percorso che sicuramente è molto positivo e che metterà la Valle d’Aosta in una condizione migliore rispetto a quella che ha avuto sino ad oggi, a tutela dell’esercizio delle nostre prerogative e per la valorizzazione degli interessi della comunità valdostana.»
Evidenziando che «questa norma ci fa fare un passo avanti nell’Autonomia valdostana e concretizza un principio importante, quello del sistema pattizio con lo Stato», il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha osservato: «Questa norma porta anche a una maggiore responsabilità della Regione, e questo deve farci interrogare e riflettere per il futuro su come e se rivisitare l’attuale assetto delle funzioni e delle competenze tra Regione ed enti locali. Un tema che avevamo già affrontato in quest’Aula, analizzando alcuni parametri che possono essere migliorati: il rapporto costi-benefici, la burocrazia, i servizi resi ai cittadini e i tempi di attesa. Su questo dovremo lavorare nei prossimi mesi, quando la norma sarà definitivamente approvata dallo Stato, per confrontarci e cercare di migliorare ulteriormente il sistema. Ogni risultato positivo, infatti, può sempre essere migliorato, e questo è un compito che spetta a tutti. È questo l’auspicio che rivolgo a tutti: continuare a migliorare le politiche pubbliche nell’interesse dei cittadini.»
SC-MP
Comunicato n° 280 del 20 maggio 2026
Il Consiglio ha espresso parere favorevole alla norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d'acqua
Nella seduta del 20 maggio 2026, il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d'acqua.
La norma di attuazione sarà ora trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva del relativo decreto legislativo.
I contenuti
Il testo, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 29 aprile scorso, è composto di cinque articoli che rafforzano le competenze della Regione nella gestione delle concessioni e subconcessioni di derivazione d’acqua per tutti gli usi, attribuendole la disciplina delle modalità di assegnazione, della durata, dei canoni e delle valutazioni ambientali e paesaggistiche, con le relative misure di compensazione. La norma dedica particolare attenzione alle grandi derivazioni idroelettriche: la Regione dovrà adottare entro dodici mesi una legge specifica che definisca procedure, requisiti dei concessionari e criteri di assegnazione. Le concessioni potranno avere una durata fino a 40 anni, prorogabili di ulteriori 10 anni in relazione agli investimenti e alla complessità dei progetti. Le concessioni potranno essere affidate tramite gara pubblica, partenariati pubblico-privati, società miste oppure anche a società interamente pubbliche in regime “in house providing”, costituite per finalità di interesse generale legate alla produzione energetica nel territorio regionale. È inoltre previsto in capo alla Regione il diritto di prelievo dal concessionario di una quota annua gratuita di energia destinata a favore di servizi pubblici o a categorie di utenti individuate dalla legge regionale. Sul piano istituzionale, viene rafforzato il ruolo della Regione nei rapporti con l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico attraverso forme di consultazione preventiva.
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha illustrato la norma evidenziando che «consente alla Regione di esercitare in modo più pieno le competenze in materia di concessioni e subconcessioni delle derivazioni d’acqua, superando un sistema storicamente ancorato alla normativa statale. La nuova disciplina affida alla legge regionale la definizione delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni, anche per le grandi derivazioni idroelettriche, nel rispetto dei principi dell’ordinamento statale ed europeo. Il testo è stato oggetto di un percorso istruttorio approfondito, già approvato dal Consiglio regionale lo scorso anno e successivamente modificato per recepire le osservazioni dei Ministeri competenti. La modifica più rilevante riguarda le modalità di affidamento delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche: viene infatti chiarito che anche l’affidamento in house a società a totale controllo pubblico è possibile, ma solo nel rispetto del diritto europeo e con un obbligo di motivazione rafforzata da parte della Regione, che dovrà giustificare in modo puntuale la scelta e il mancato ricorso alle altre forme di affidamento tramite gara o partenariato pubblico-privato. È stata inoltre eliminata la previsione che consentiva una proroga delle concessioni già scadute al momento di emanazione del decreto, in quanto non compatibile con il quadro normativo nazionale e con gli impegni assunti in sede di Pnrr, situazione peraltro non presente in Valle d'Aosta. Infine, è stata introdotta una clausola di invarianza finanziaria, che pone gli oneri delle procedure a carico del bilancio regionale. Nel complesso, si tratta di modifiche che non cambiano l’impianto della norma, ma ne rafforzano la coerenza giuridica e la solidità, confermando un modello di Autonomia regionale più chiaro e responsabile nella gestione delle risorse idriche.»
Il dibattito in Aula
«La bozza di questa norma di attuazione era già pronta nel 2019 poi è stata messa in frigorifero per cinque anni e successivamente, nonostante l'approvazione in Consiglio a gennaio del 2025 e i nostri numerosi solleciti, si è arenata per un altro anno sulla scrivania del Governo nazionale - ha ricordato la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -. Ci sono voluti sette anni per una norma che ha sostanzialmente lo stesso impianto della versione del 2019, però con alcuni elementi peggiorativi, e che presenta una scarsa valenza autonomista: buono sarebbe stato assegnare più ampia potestà a una Regione autonoma come la nostra, evitando certi paletti oggi inseriti. Nonostante ciò, è rimasta la possibilità, da approfondire subito, di riassegnare le concessioni senza gara e direttamente a Cva, quale società pubblica regionale. Dobbiamo evitare le gare che rappresenterebbero un rischio troppo grosso per Cva. Occorre ora mettersi seriamente a studiare per scrivere la legge sulle concessioni, siamo a un passaggio politico istituzionale di estrema rilevanza. La legge avrà un enorme impatto. Per noi l’obiettivo è chiaro: mantenere le concessioni in capo a una società interamente pubblica, che sia strumento operativo della Regione e che agisca al servizio della comunità valdostana e della transizione energetica della Valle d’Aosta. Per questo, nonostante le perplessità espresse, il nostro voto è favorevole.»
Il Capogruppo Alberto Zucchi, ha espresso il voto favorevole «convinto» di Fratelli d'Italia: «Va ricordato che il percorso della norma, di cui si parla fin dal 2019, ha subìto rallentamenti legati alla fase pandemica e all’attuazione del Pnrr. Si tratta di un impianto riconducibile anche al Governo Draghi, che aveva definito gli obiettivi legati al sistema delle gare e alle relative tranche di finanziamento. I Governi cambiano, ma gli impegni restano, ed è su questo principio di serietà istituzionale che si fonda anche l’azione del Governo Meloni, che ha seguito con attenzione e responsabilità l’intero iter, lavorando per garantire una soluzione equilibrata e sostenibile. Le modifiche introdotte rappresentano il risultato di un confronto tecnico con i Ministeri competenti e non di imposizioni politiche: si tratta di precisazioni necessarie per assicurare la piena legittimità del testo, in particolare per quanto riguarda le modalità di affidamento delle concessioni idroelettriche e la motivazione rafforzata prevista. Riteniamo che questo sia un risultato di equilibrio istituzionale, frutto della collaborazione tra Regione e Governo, che consente di chiudere positivamente un passaggio importante.»
«Questa norma di attuazione permette alla Regione di muoversi autonomamente con una propria legge regionale nel determinare il futuro delle nostre concessioni idroelettriche, un patrimonio che è oro colato per la transizione energetica nazionale - ha affermato il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron -. Noi chiediamo approfondimenti tecnico-giuridici e economici sulle varie modalità di assegnazione previste dalla norma perché saremo chiamati a decidere. Le gare sarebbero deleterie ma siamo anche contrari all'ipotesi di trasformare la Cva in una società in house perché sarebbe passibile di una procedura di infrazione a livello europeo, fornirebbe un servizio soltanto alla Regione e non potrebbe agire sul mercato, implicherebbe rinunciare a oltre il 90% del fatturato che la società produce all'esterno della regione con un danno erariale non da poco. Sarebbe come avere un nuovo Assessorato da gestire e chi si prenderà la responsabilità degli investimenti da fare? La nostra visione è quella di una società pubblica forte lontana dalle interferenze della politica, che porti risultati per la transizione energetica anche oltre i confini regionali e utili da redistribuire alla comunità valdostana.»
Per il Presidente Stefano Aggravi (Centro Autonomista), «il fatto che la Valle d'Aosta arrivi solo ora non deve essere letto soltanto in termini di ritardo: le procedure di assegnazione avviate in alcune regioni hanno evidenziato difficoltà operative e, soprattutto, contenziosi. Il settore idroelettrico si muove in un equilibrio delicato: da un lato, vi sono i principi europei e statali in materia di concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza; dall'altro, vi è la specificità di una risorsa naturale limitata e strategica, la cui gestione non può essere equiparata in modo automatico ad altri settori economici. L’affidamento a società in house non può essere considerato una soluzione automatica né uno strumento ordinario per superare le procedure comparative. Si tratta di una possibilità prevista dalla norma, ma caratterizzata da profili di forte complessità applicativa. Sul piano operativo e istituzionale, occorre essere consapevoli che le scadenze si avvicinano e che il rischio di un intervento sostitutivo statale non può essere certo ignorato. Il vero lavoro inizia adesso: occorrerà predisporre una legge regionale solida, tecnicamente accurata, coerente con il diritto europeo e italiano, capace di valorizzare le nostre peculiarità. Insomma, costruire un modello che consenta alla Valle di governare una risorsa strategica con serietà, competenza e visione di lungo periodo.»
«Noi vogliamo che le decisioni sulle concessioni garantiscano alla Regione un reale potere di indirizzo, evitando scelte calate dall’alto - ha evidenziato il Consigliere dell'Union Valdôtaine Corrado Jordan -. Il ragionamento che sembra sfuggire alla politica nazionale è che le concessioni non possono essere trattate solo come una questione amministrativa, ma come una scelta strategica di politica industriale ed energetica. Le gare, infatti, presentano una forte criticità: l’asimmetria del mercato. Mentre l’Italia vuole aprire il mercato alla concorrenza, altri Paesi continuano a proteggere i propri gruppi energetici nazionali. Il rischio è che grandi operatori stranieri acquisiscano asset strategici italiani senza che le aziende italiane abbiano la possibilità di fare lo stesso. Diventa, quindi, indispensabile immaginare altre vie su cui il Parlamento si dovrà confrontare che possano assicurarci rinnovi diretti ai concessionari uscenti a fronte di importanti piani di investimento pluriennali per l'efficientamento e la sicurezza degli impianti.»
Il Vicecapogruppo dell'UV, Michel Martinet, ha aggiunto: «Questa norma di attuazione ci permetterà di lavorare su quella che potrebbe essere una delle leggi più importanti per i prossimi quarant’anni della nostra regione, con ricadute significative in termini di sviluppo e benessere economico. Sui ritardi, va ricordato che il principio pattizio richiede un accordo tra Regione e Stato: le norme passano solo quando c’è unanimità all’interno della Commissione paritetica. È proprio grazie al lavoro svolto dall'UV e dal rappresentante regionale nella Paritetica che oggi possiamo arrivare a questo risultato, che considero eccezionale. Ora, sarà fondamentale costruire una legge attenta a tutte le conseguenze applicative, in particolare sul tema delle società in house, per valorizzare al meglio questa opportunità senza compromettere quanto costruito finora. L'obiettivo è quello di ottenere i migliori risultati possibili per la nostra comunità.»
Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha parlato di «un passaggio determinante per disegnare il futuro dell’assetto della titolarità delle concessioni e del loro sfruttamento a uso idroelettrico. Rivendichiamo con orgoglio e senso di responsabilità l’impegno speso dal partito per far sì che il Governo nazionale con i Ministeri competenti determinassero le condizioni necessarie per arrivare oggi, in questo Consiglio, all’approvazione di questo schema di norma di attuazione che recepisce tutte le regole previste dal contesto giuridico attuale. Sulla possibilità di assegnazione tramite delle società in house, c'è stato un ampio confronto con lo Stato, perché non era scontato che venisse inserita nello schema della norma. Anche sotto questo profilo siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto. Starà, ora, al legislatore regionale dopo l’approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri sfruttare al massimo le opportunità che la legge concede, avviando tutti gli approfondimenti necessari.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha annunciato il parere favorevole del PD-Federalisti Progressisti VdA: «Siamo davanti a una norma importante, attesa da molti anni, che riguarda uno dei temi strategici per la nostra Regione: il ruolo pubblico nella gestione di beni non solo economici, ma profondamente identitari, come l’acqua e il patrimonio energetico valdostano. Questa discussione andrebbe affrontata con serietà ed equilibrio, evitando di trasformare una norma di attuazione in una bandierina politica. La norma non nasce oggi: già nel gennaio 2025 il Consiglio regionale aveva espresso parere favorevole su uno schema sostanzialmente analogo, senza che nessuno rivendicasse particolari meriti politici. Si tratta di una norma dovuta, che discende direttamente dal nostro Statuto speciale e appartiene alla comunità valdostana, non a una parte politica. I passaggi dell’ultimo anno non ne hanno cambiato la natura, ma hanno rafforzato il testo rispetto ai rilievi ministeriali e ai possibili contenziosi legati alla normativa europea e alla concorrenza. Per questo lascia perplessi la narrazione di chi - come Forza Italia - ha parlato di “sblocco” della norma, quasi che una prerogativa statutaria della Valle d’Aosta dipendesse dagli equilibri politici del momento. L’Autonomia e l’autogoverno non dovrebbero mai essere percepiti come il risultato di rapporti di forza contingenti, ma come diritti e responsabilità che appartengono all’intera comunità valdostana.»
«Questa norma di attuazione è un risultato di tutti, non di un Governo o di una parte politica - ha sottolineato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Se qualcuno avesse voluto porre degli ostacoli avrebbe potuto farlo, ma la Lega, così come le altre forze di Governo, hanno responsabilmente fatto la propria parte, perché il tema delle acque è un patrimonio comune fondamentale per la nostra Regione, forse il più prezioso che abbiamo. Ecco perché nessuno ha magicamente sbloccato un iter che era rimasto fermo, ma quello di cui si deve prendere atto è che questo è solo il primo passo, perché quelli che oggi festeggiano non si sono resi conto che una cosa è portare a casa la norma di attuazione, un'altra è fare in modo che l'Unione europea non sollevi dei problemi. Quest'ultima sarà la sfida più importante.»
L'Assessore Mauro Baccega (FI) ha evidenziato che «c'è una squadra che ha lavorato dietro questa norma: il Presidente della Regione, la Commissione paritetica, i Ministeri competenti. Permetteteci oggi di esprimere soddisfazione per questo risultato, grazie anche all'impegno di Forza Italia e all'impegno del governo Meloni.»
Pour le Conseiller Laurent Viérin (UV), «il y a des thèmes qui n’appartiennent pas à une force politique, mais à l’ensemble des Valdôtains. Ce schéma est un acte politique par excellence: déjà Chanoux affirmait que la Vallée d’Aoste est “fille de ses eaux”, ayant compris que la richesse de l’eau représente une richesse fondamentale pour notre territoire. Au fil des années, la gestion et la défense des ressources hydriques ont également eu des retombées économiques importantes pour les Valdôtains. Aujourd’hui, une partie des ressources de notre budget provient aussi de ce parcours historique. Dal punto di vista politico, questa norma rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della nostra Autonomia. Dobbiamo difendere le scelte del passato, guardando al futuro e sapendo che esistono temi che non devono dividerci. Da qui in avanti, su questi temi, pur nella necessaria dialettica politica, chiediamo la massima convergenza possibile, perché significa maggiore forza per il futuro della Valle d’Aosta».
Per il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione, «la vera partita inizia oggi: abbiamo 12 mesi per poter arrivare ad una legge con cui ci giocheremo il futuro delle concessioni idroelettriche. Il 2029 è alle porte. Questo è un passaggio che va affrontato con un approccio costruttivo e con tutti gli approfondimenti necessari dopo che il Consiglio ha individuato la miglior soluzione possibile e formulato una sintesi democratica delle diverse posizioni. Non abbiamo molto tempo. Non aspettiamo che la norma torni da Roma, iniziamo a lavorarci fin da subito, tutti insieme.»
Il Consigliere di FdI Massimo Lattanzi ha concordato sul fatto che «da oggi bisogna lavorare insieme per i prossimi dodici mesi per il completamento di questa partita, che è assolutamente complessa. Stiamo parlando del nostro “petrolio”: l’acqua è la nostra risorsa. In quest’Aula non possiamo negare che un’affinità politica possa accelerare i processi; altrimenti negheremmo l’essenza stessa della politica. Tuttavia, questo provvedimento, che avvia oggi un percorso, ci dice una cosa sola: la storia non la fanno le singole persone, ma le comunità che si uniscono e che procedono verso il proprio progresso, nel rispetto della loro storia e nella consapevolezza del presente. Questo Consiglio ha una grande responsabilità nei confronti dei valdostani.»
Il Capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha dichiarato che «questa norma di attuazione è il frutto di una negoziazione che consente alla Valle d’Aosta di ottenere competenze già riconosciute alle Regioni a Statuto ordinario, introducendo anche alcuni elementi innovativi di cui dovrà essere verificata la fattibilità. Prendo atto con favore che tutti i Consiglieri si siano espressi a sostegno di questo schema di norma di attuazione, che auspichiamo venga approvato rapidamente dal Consiglio dei Ministri. Non si tratta però di un punto di arrivo, ma della prosecuzione di un percorso già iniziato: gli uffici regionali stanno elaborando diverse ipotesi per la futura riassegnazione delle concessioni, che dovranno poi essere confrontate con gli indirizzi politici. Se in futuro vi sarà la possibilità di prevedere proroghe delle concessioni legate a nuovi investimenti - la cosiddetta “quarta via” richiamata dal Ministro Foti - questa norma di attuazione non lo impedirà e l'Amministrazione regionale farà le sue valutazioni.»
Per il Vicecapogruppo di FI, Marco Sorbara, «l’acqua non è una risorsa come le altre: è un bene pubblico parte della nostra identità e di ciò che ha reso possibile una parte importante dello sviluppo economico della nostra regione. Proprio per questo, quando parliamo di concessioni, non stiamo parlando solo di contratti o di numeri, ma di come viene riconosciuto e restituito un valore che nasce dal territorio e appartiene ai valdostani. La domanda è quindi semplice: il valore generato dall'acqua della Valle torna in modo adeguato alla nostra comunità? Perché se questa risorsa è pubblica, allora il beneficio non può essere solo indiretto o parziale, ma deve essere concreto e percepibile dai cittadini. Il mio impegno oggi è quello di sostenere un principio chiaro: ogni concessione deve garantire un ritorno reale al territorio, non solo attraverso canoni ma anche attraverso strumenti che si traducano in vantaggi per l'intera collettività. Le scelte sull’acqua devono sempre restare ancorate a un principio semplice e non negoziabile, che quello del bene comune.»
Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha espresso voto favorevole, affermando: «Questa norma non è il frutto di un Governo né di una Commissione paritetica: è un risultato collettivo. Ora ci auguriamo che da Roma i tempi di approvazione siano celeri. Cosa faremo come Valle d’Aosta? Gli uffici già stanno lavorando alla predisposizione della norma, la maggioranza avrà già il testo, e noi siamo a disposizione per confrontarci. Dodici mesi non sono tanti, così come il 2029, anno di scadenza delle concessioni, è ormai alle porte. Siamo preoccupati perché il tempo stringe e la situazione politica che si è creata non facilita il percorso. Ora dobbiamo lavorare nell’interesse delle acque valdostane, che rappresentano la risorsa più preziosa della Valle d’Aosta.»
Per il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «sarà fondamentale la legge specifica che dovremo approvare entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto. A questo proposito, la creazione di una in house sembra la strada più difficile da concretizzare perché assoggettata a molti vincoli. Inoltre, la situazione potrebbe anche modificarsi nei prossimi mesi, con l’avvento di una deroga statale o di un accordo Stato-Unione europea, che potrebbe agevolare le nostre decisioni sulle concessioni idroelettriche. Spetterà, quindi, a questo Consiglio regionale cercare di non dividersi e impegnarsi per definire la migliore applicazione delle opportunità per il futuro della nostra comunità.»
Per il Consigliere del PD-FP Fulvio Centoz, «in questa norma di attuazione è stato inserito un elemento in più che non c'è negli altri ordinamenti: la possibilità di utilizzare la società in house. Dal punto di vista di ampliamento della nostra Autonomia, questo è un passo avanti. Le quattro vie per la riassegnazione delle concessioni hanno elementi positivi ma anche negativi, che dovranno essere analizzati con attenzione nella legge che dovremo approvare entro un anno. L’auspicio è che il testo possa essere esaminato in modo approfondito: considerato che gli uffici hanno già elaborato una bozza avanzata, chiediamo che venga trasmessa alle Commissioni competenti con un buon anticipo, così da consentire a tutti una valutazione più consapevole e ragionata.»
SC-MP
Comunicato n° 281 del 20 maggio 2026
Il Consiglio ha respinto una proposta di legge sulla costituzione di parte civile della Regione per aggressioni agli operatori dei servizi pubblici essenziali
Nella seduta del 20 maggio 2026, con 26 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e 9 a favore (Lega VdA, FdI, La Renaissance, AdC), il Consiglio Valle ha respinto una proposta di legge in materia di costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti per aggressioni ai danni di operatori delle forze di polizia, delle forze armate, del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, del personale sanitario e socio-sanitario, scolastico, del trasporto pubblico locale e dei volontari della Protezione civile.
L'iniziativa legislativa, presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste il 4 febbraio scorso, si componeva di due articoli che sono stati illustrati dal Capogruppo Andrea Manfrin: «La nostra proposta persegue un obiettivo politico e giuridico netto: sancire l'obbligo per la Regione di costituirsi automaticamente parte civile nei procedimenti penali relativi ad aggressioni commesse nel territorio regionale a danno di categorie di lavoratori che svolgono funzioni pubbliche essenziali, come le forze dell'ordine ma non solo.»
«Se lasciamo la costituzione in giudizio alla valutazione politica del momento, quello che trasmettiamo è che il sostegno delle istituzioni è condizionato: non può essere così - ha proseguito -. Stiamo parlando di persone reali, di uomini e donne che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e per garantire i servizi pubblici essenziali alla nostra comunità. Categorie che ogni giorno sono esposte ad un rischio. Nel 2024, in Italia si sono contate 2695 aggressioni fisiche ad agenti o operatori di polizia durante i controlli su strada; in Valle d'Aosta non facciamo eccezione. Riguardo al personale sanitario, in Valle d'Aosta nel 2025 si sono registrate 29 aggressioni con 48 operatori coinvolti. Ma ci sono anche gli autisti del servizio pubblico, così come la scuola, i vigili del fuoco e la Protezione civile. Ecco perché è necessario approvare questa legge, come già fatto in Abruzzo, e fare in modo che i fondi recuperati vengano messi a disposizione di chi viene colpito, così come investiti in progetti di prevenzione e promozione della legalità.»
«La principale obiezione che viene sollevata su questa legge è l'obbligatorietà della costituzione in giudizio della parte civile - ha evidenziato il Consigliere della Lega Vda, Corrado Bellora -. Si tratta di un falso problema perché la parte civile che si è costituita in giudizio non è costretta a concludere nel caso in cui ritenga che la prova della penale responsabilità non sia stata raggiunta o il fatto non sia lesivo dell'interesse di cui è portatrice. Inoltre, la Regione può costituirsi parte civile per aggressioni ai danni di soggetti che non siano propri dipendenti, in quanto titolare di un interesse pubblico alla sicurezza del territorio. Si tratta, quindi, di una proposta di buon senso e di civiltà a costo zero: non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, essendo l'Avvocatura regionale già strutturata per gestire tali costituzioni senza ulteriori costi per l'amministrazione.»
Non essendo stato approvato l’articolo 1, l’intera proposta di legge si intende respinta.
SC-MP
Comunicato n° 282 del 21 maggio 2026
Respinte tre mozioni. Iscritta una risoluzione sulle gallerie Côte de Sorreley e Signayes
In chiusura dell'adunanza del 20 e 21 maggio 2026, il Consiglio Valle ha votato contro l'inversione dell'ordine del giorno - 19 voti contrari (UV, CA, FI) e 14 a favore (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance, AdC) - per anticipare la discussione dell'interrogazione n. 16 della Lega Vallée d'Aoste riguardante l'imminente chiusura delle due gallerie autostradali di Côte de Sorreley e Signayes. Ha invece iscritto una risoluzione della maggioranza, sempre sul tema, che sarà trattata nella prossima adunanza consiliare.
«La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes rischia di mettere in ginocchio la Valle d'Aosta - ha detto il Consigliere della Lega Vallée d'Aoste Corrado Bellora -: all'ordine del giorno vi sono tre iniziative ispettive della minoranza su questo argomento, già depositate. È fondamentale anteporre questo argomento - che è di fondamentale importanza - rispetto ad ogni altro: chiedo quindi l'inversione dell'ordine del giorno per la trattazione dell'interrogazione depositata dalla Lega Vallée d'Aoste, di cui al punto 16, perché questo è un problema essenziale per i valdostani.»
Il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, ha aggiunto: «Di fronte alla richiesta della maggioranza di invertire l'ordine del giorno per discutere una loro risoluzione sul tema, noi chiediamo che si parli prima delle nostre iniziative ispettive che erano già iscritte a questa adunanza. Nessun problema per l’iscrizione, ma crediamo che ci debba essere un rispetto nei confronti dei gruppi di minoranza che hanno lavorato da tempo a questo argomento.»
Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ha replicato: «Le interrogazioni non permettono nessun dibattito: gli interpellanti chiedono e il Governo risponde. Ecco perché la maggioranza ha proposto di sottoscrivere una risoluzione: per permettere di avviare un dibattito, dove tutti i Consiglieri possono parlare. Rispetto a questo tema, abbiamo fatto un passo avanti per tentare di dare una soluzione. La nostra soluzione è quella di coinvolgere i soci di Sav Spa, attraverso la convocazione di un'Assemblea, per tentare di capire se ci sono altre possibilità di intervenire. Ci dispiace che la minoranza non abbia colto questo obiettivo.»
Nel corso della seduta di ieri e di oggi, l'Assemblea ha inoltre respinto tre mozioni.
- Norme di attuazione e Commissione paritetica
Con una mozione, i gruppi AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC volevano impegnare il Presidente della prima Commissione a promuovere un approfondimento, all’interno della Commissione stessa e da inviare entro 90 giorni al Consiglio, sulle criticità legate all'iter di approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale, sulle modalità di funzionamento della Commissione paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta e sulla trasparenza dei suoi atti. Il testo è stato respinto con 19 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 voti a favore (AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC).
La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha evidenziato che «questa iniziativa, presentata in modo unitario da tutti i gruppi di minoranza due mesi fa, conserva ancora tutta la sua attualità. Le norme di attuazione sono previste dall’articolo 48bis dello Statuto speciale, ma l’iter di approvazione non sta producendo i risultati attesi e numerosi dossier faticano ad arrivare a conclusione. Occorre fare chiarezza, perché le norme di attuazione sono lo strumento attraverso cui si realizza la nostra Autonomia: è quindi necessario disporre di procedure precise e tempistiche definite. L’approfondimento che chiediamo potrebbe rappresentare un’occasione per formulare proposte utili a ottenere uno strumento più efficace. Riteniamo che la Commissione possa svolgere un ruolo importante di contributo e di lavoro comune su questo tema. È un peccato che la mozione non venga accolta, perché ancora una volta non si riconosce alla Commissione un ruolo costruttivo su una questione ritenuta rilevante da tutti.»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato che «sul piano procedurale delle norme di attuazione, esiste una certa "insofferenza", condivisa anche da parte nostra, quando i testi approvati dalla Commissione paritetica non trovano poi la loro conclusione. Si tratta di un problema ricorrente e trasversale alle Regioni a Statuto speciale, che abbiamo condiviso anche recentemente e che ha portato alla predisposizione di un documento poi approvato in sede di Conferenza delle Regioni, con la richiesta di un intervento di semplificazione per rendere il percorso delle norme di attuazione più lineare ed efficace, evitando duplicazioni di pareri. Alla luce di questo, chiediamo il ritiro del provvedimento in attesa delle valutazioni in merito ai provvedimenti che saranno adottati dal Ministero.»
- Corso Fse+ per "ex buttafuori"
Respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI, AdC), 6 contrari (PD-FP, AVS) e 8 favorevoli (Lega VdA, La Renaissance, FdI), una mozione dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine riguardante il bando per l'accesso al corso gratuito per Addetti ai servizi di controllo e sicurezza locali notturni (ex buttafuori), finanziato dal Programma regionale Fse+ 2021-2027 nell’ambito del progetto “Percorsi di Futuro” e rivolto esclusivamente alle persone straniere. In particolare, i gruppi volevano impegnare la Giunta regionale a inserire, tra i destinatari di futuri bandi simili, i giovani, i disoccupati di lungo periodo, i gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro e le persone inattive al posto dei soggetti esclusivamente stranieri.
Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha ricordato che «il corso, come emerso in risposta ad una nostra precedente interrogazione, è attualmente riservato esclusivamente a cittadini di origine straniera: esclude di fatto i cittadini italiani, pur essendo inserito in un Programma che prevede anche misure per giovani, disoccupati di lungo periodo e soggetti svantaggiati. Noi riteniamo che una simile limitazione possa risultare discriminatoria e non coerente con i principi di parità di trattamento e con gli altri obiettivi del Fse+, che includono l’accesso all’occupazione per tutte le persone in cerca di lavoro. Per questo chiediamo alla Giunta di valutare, per i futuri bandi simili, un ampliamento della platea dei destinatari, tenuto conto che non è stata finora svolta alcuna verifica sui bisogni formativi dei cittadini italiani potenzialmente interessati.»
Premettendo che «l'avviso citato nella mozione si è chiuso lo scorso 13 aprile, ben prima della data in cui l'iniziativa avrebbe dovuto essere discussa, rendendo tecnicamente impossibile andare nella direzione richiesta», l'Assessore alle politiche europee, Leonardo Lotto, ha spiegato che «le priorità e gli obiettivi specifici dei fondi Fse+ 2021-2027 sono stati definiti dopo un confronto con la Commissione europea, che ha approvato la programmazione definitiva nel 2022. Da quel momento, le risorse devono essere destinate agli obiettivi specifici individuati. A questo punto, sono gli enti di formazione a proporre autonomamente i corsi. Nel caso specifico, il corso per addetti alla sicurezza è stato proposto da un ente di formazione, sulla base delle esigenze del territorio, ed è stato ritenuto finanziabile dal nucleo di valutazione competente. Segnalo, inoltre, che è in uscita un nuovo avviso pubblico rivolto a tutti, relativo alla presentazione di progetti di formazione per l’acquisizione di competenze di base, qualificazioni, abilitazioni e patentini. Se un ente accreditato - e non l’Assessorato, che non interviene direttamente nella predisposizione dei bandi - confermerà che questa esigenza esiste realmente sul territorio, potrà attivare un corso per i cosiddetti buttafuori, aperto a tutti. Per queste ragioni, la mozione non può essere accolta.»
- Raddoppio tratta ferroviaria Aosta/Quart
Con voti 30 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, PD-FP, La Renaissance) e 4 a favore (AVS, AdC), l'Assemblea ha respinto una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che sollecitava la Giunta ad attivarsi presso Rfi e gli altri soggetti competenti per creare le condizioni per il raddoppio della tratta ferroviaria Quart/Aosta e per la riattivazione della stazione di Quart, con l’obiettivo di valorizzare la linea ferroviaria come servizio di trasporto urbano lungo l’asse Sarre/Aosta/Quart, in coerenza con gli indirizzi già approvati e con gli obiettivi regionali di mobilità sostenibile.
«Rfi sta predisponendo un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per interventi di raddoppio selettivo sulla linea Chivasso/Ivrea/Aosta, che consentirebbero di aumentare la capacità della rete e distinguere tra treni veloci e servizi locali, con la possibilità di riattivare e valorizzare stazioni oggi non utilizzate - ha evidenziato il Consigliere Andrea Campotaro -. In particolare, il raddoppio tra Quart e Aosta e la riapertura della stazione di Quart (con l’eventuale creazione di nuove fermate) permetterebbero di sviluppare un servizio ferroviario di tipo urbano lungo l’asse Sarre/Quart, l’area a maggiore densità abitativa e di traffico della regione con 40mila abitanti, rispondendo ai flussi quotidiani di spostamento e agli obiettivi di sostenibilità e riduzione del traffico veicolare. La ferrovia, infatti, offre una regolarità che il trasporto su gomma non potrà mai garantire, specialmente nelle criticità invernali o negli orari di punta. È questa - come fatto in Trentino o Svizzera - una vera e propria visione della mobilità del futuro, in linea con l’obiettivo Fossil Fuel Free approvato da questo Consiglio: fare della ferrovia il vero asse portante del trasporto pubblico regionale, partendo dall’istituzione della Ler (Ligne express régionale).»
«Il Piano regionale dei trasporti, che ha ottenuto il parere favorevole del Cpel e quindi degli amministratori del territorio, contiene la visione politica della maggioranza sul futuro della mobilità valdostana - ha replicato l’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy -. Tra le nostre priorità c’è l’acquisizione dell’infrastruttura Aosta/Pré-Saint-Didier per poter poi agire autonomamente alla realizzazione di un servizio di trasporto pubblico che noi proponiamo con il sistema Brt (Bus rapid transit), opzione che dovrà poi essere messa a confronto con altre ipotesi. Su questo obiettivo non è più possibile tergiversare perché è una decisione strategica. Ferrovia e trasporto su gomma devono diventare sempre più complementari in una regione come la nostra, caratterizzata da una distribuzione diffusa della popolazione. Riguardo alla ferrovia Aosta/Torino, puntiamo a ridurre i tempi di percorrenza in modo da collegare più rapidamente la Valle sia al proprio interno sia verso l’esterno. Il lavoro sul Docfap relativo ai raddoppi selettivi si concentra in particolare sul miglioramento dei collegamenti con il Piemonte, dove esistono criticità infrastrutturali che oggi incidono sulla fluidità della rete: è su quel tratto che possiamo incidere maggiormente per migliorare le connessioni con il Nord-Ovest del Paese. Ci sarà comunque occasione di confronto in Commissione durante l’esame del Piano regionale dei trasporti.»
Il Consiglio si riunirà nuovamente martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno 2026.
SC-MP


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