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Comunicato n° 128 del 4 marzo 2026
Il Consiglio è convocato mercoledì 11 e giovedì 12 marzo -
Comunicato n° 133 del 9 marzo 2026
Iscritti tre punti all'ordine del giorno suppletivo del Consiglio dell'11 e 12 marzo -
Comunicato n° 136 dell'11 marzo 2026
Il Consiglio celebra la Giornata internazionale della donna. Iniziati i lavori dell'adunanza dell'11 e 12 marzo -
Comunicato n° 137 dell'11 marzo 2026
Nominata la Commissione regionale per i procedimenti referendari -
Comunicato n° 138 dell'11 marzo 2026
Parere favorevole allo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset -
Comunicato n° 139 dell'11 marzo 2026
Il Consigliere Jordan ha illustrato il disegno di legge sui vigili del fuoco -
Comunicato n° 140 dell'11 marzo 2026
Dibattito in Consiglio sul disegno di legge del Corpo valdostano dei vigili del fuoco -
Comunicato n° 141 del 12 marzo 2026
Approvato un disegno di legge sul Corpo valdostano dei Vigili del fuoco -
Comunicato n° 142 del 12 marzo 2026
Consiglio Valle: respinte due mozioni -
Comunicato n° 143 del 12 marzo 2026
Interpellanza su missioni romane e concessioni idroelettriche -
Comunicato n° 144 del 12 marzo 2026
Interrogazione sull'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini. Conclusi i lavori del Consiglio
Comunicato n° 128 del 4 marzo 2026
Il Consiglio è convocato mercoledì 11 e giovedì 12 marzo
Il Consiglio Valle è convocato in riunione ordinaria per mercoledì 11 e giovedì 12 marzo 2026, a partire dalle ore 9, per discutere un ordine del giorno composto da 54 punti, di cui tre rinviati da precedenti adunanze.
L'Assemblea sarà chiamata a nominare i componenti della Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare. La Commissione, prevista dalla legge n. 19/2003, si pronuncia sull'ammissibilità delle richieste di referendum e delle proposte di legge di iniziativa popolare.
È stato iscritto, per decorrenza termini, il disegno di legge che contiene disposizioni per l'organizzazione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, all'esame delle Commissioni seconda e terza.
Per quanto riguarda l'attività ispettiva, figurano 17 interrogazioni e 20 interpellanze.
Sei interrogazioni, presentate separatamente da sei gruppi consiliari, riguardano lo stesso tema - la norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche - e sono volte a ottenere chiarimenti dal Presidente della Regione in merito a una trasferta a Roma svoltasi a metà febbraio, della quale non sono stati precisati contenuti, modalità e partecipanti. Le iniziative sono state depositate dai gruppi Fratelli d’Italia, PD-Federalisti Progressisti VdA, La Renaissance Valdôtaine, Autonomisti di Centro, Lega Vallée d’Aoste e Alleanza Verdi e Sinistra.
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato altre nove iniziative, di cui quattro interrogazioni e cinque interpellanze: risultanze di un incarico affidato nell'ambito della revisione dello Statuto speciale; accesso digitale al servizio pubblico radiofonico della Valle d'Aosta; misure di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro; responsabilità per infiltrazioni d'acqua e altre criticità all'Università della Valle d'Aosta; revisione della revisione dello smart working nell'Amministrazione regionale; bando per i contributi alloggio per studenti universitari fuori sede; misura strutturale di conciliazione vita e lavoro nel periodo estivo; stato dell'arte della sperimentazione della riforma della disabilità; disparità tra Comuni nella gestione dell'imposta di soggiorno per le locazioni turistiche.
Con una interrogazione e due interpellanze, il gruppo Autonomisti di Centro chiede notizie su: piano vaccinale per la dermatite nodulare contagiosa; tutela delle competenze primarie della Valle d'Aosta alla luce della sentenza n. 16/2026 della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme su ricandidabilità di sindaci e incompatibilità degli assessori; misure di sostegno per i giovani valdostani qualificati che scelgono di lavorare in Valle.
Sono cinque le iniziative del gruppo Fratelli d'Italia, di cui due interrogazioni e tre interpellanze: riconoscimento del pubblico interesse e deroga al Piano regolatore comunale per la ricostruzione della scuola “Manzetti” ad Aosta; stato di avanzamento dell'aggiudicazione definitiva dei lavori relativi al presidio unico ospedaliero del IV Lotto - fase 3 (Corpi K, L, P); chiarimenti sul servizio antincendio aeroportuale presso lo scalo "Corrado Gex" di Saint-Christophe; riattivazione del Polo scolastico di Saint-Vincent, in particolare dell'indirizzo Liceo turistico - Lycée touristique; impianti sportivi per la pratica agonistica di curling paralimpico e skicross in Valle d’Aosta.
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato nove iniziative, di cui tre interrogazioni e sei interpellanze: interventi negli Istituti scolastici e all'Univda riguardo al referendum di marzo; chiarimenti sulla politicizzazione del Centro donne contro la violenza; riduzione del personale dell’azienda JB Festaz; conseguenze della pubblicizzazione di una richiesta di segnalazione di nuove risorse da parte dei dipendenti del Casinò di Saint-Vincent; conseguenze della sentenza della Corte costituzionale n. 16/2026; introduzione di un servizio di microraccolta dell'amianto; esenzione del pagamento delle rette per i malati di Alzheimer nelle strutture residenziali; tempistiche di ripristino della pista di curling del Forum sport di Courmayeur; avviso di selezione per assistente tecnico - area cucina della Fondazione per la formazione professionale turistica.
Infine, sono cinque le iniziative - una interrogazione e quattro interpellanze - del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA: presa in carico degli anziani non autosufficienti e tempi di accesso ai servizi; stato di avanzamento della norma di attuazione in materia di trattamento pensionistico e previdenziale del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale; iniziative relative al potenziamento del Tunnel del Monte Bianco; orientamenti strategici del Conservatoire de la Vallée d'Aoste in merito all'attivazione di nuovi percorsi accademici nell'ambito delle nuove tecnologie musicali e della popular music; mitigazione dell'impatto del nuovo calendario dei bandi per borse di studio regionali e adeguamento delle soglie Isee.
All'ordine del giorno figurano anche otto mozioni e una risoluzione, di cui tre rinviate dalle adunanze precedenti.
Una mozione è del gruppo AVS per sollecitare la revisione delle tariffe Special20, incentivi alla digitalizzazione e valutazione di riduzioni tariffarie del trasporto pubblico locale.
Una mozione anche per il gruppo Lega VdA volta a proporre azioni specifiche per monitorare e potenziare la sicurezza dei trasporti valdostani.
Due mozioni sono state sottoscritte congiuntamente: la prima, dei gruppi AVS e PD-FP, chiede l'impegno per l’8 marzo a tutela del principio del consenso e contro la violenza di genere; la seconda, dei gruppi Lega VdA e La Renaissance, sollecita l'avvio di una sperimentazione regionale per introdurre lo screening neonatale della leucodistrofia metacromatica, con l’obiettivo di estenderlo in modo uniforme sul territorio e proporne l’inserimento nel panel nazionale.
Il gruppo PD-FP ne ha proposte quattro: disposizioni per la garanzia del salario minimo e la tutela delle imprese sane negli appalti regionali; tutela dell'autonomia universitaria e rispetto della libertà accademica; rinnovata espressione di vicinanza del Consiglio Valle al popolo ucraino a oltre quattro anni dall'invasione russa; tutela dell'autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e del pluralismo culturale nelle istituzioni scolastiche della Valle d'Aosta.
Infine, con una risoluzione i gruppi Lega VdA e Fratelli d'Italia invocano pluralismo e libero confronto critico nelle scuole.
L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio: https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq
La tribuna stampa è accessibile ai giornalisti accreditati presso l'Ufficio stampa del Consiglio.
SC
Comunicato n° 133 del 9 marzo 2026
Iscritti tre punti all'ordine del giorno suppletivo del Consiglio dell'11 e 12 marzo
L’ordine del giorno del Consiglio Valle, convocato per mercoledì 11 e giovedì 12 marzo 2026, è stato integrato con tre nuovi oggetti.
L'Assemblea sarà chiamata ad esprimere parere in merito allo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset, a seguito delle dimissioni di sei dei suoi componenti.
Sono state inoltre iscritte due interrogazioni a risposta immediata sulla rimozione della registrazione di un dibattito pubblico dal canale YouTube dell'Università della Valle d'Aosta, di cui una congiunta dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine e l'altra del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Con questa integrazione, l’ordine del giorno della prossima riunione consiliare conta complessivamente 57 punti.
L'adunanza consiliare è aperta al pubblico ed è altresì trasmessa sul sito del Consiglio regionale (www.consiglio.vda.it) e sul canale YouTube del Consiglio (www.youtube.it/user/consvda). È inoltre disponibile l'App ConsiglioValle.tv per smart TV LG e Samsung e per dispositivi Apple quali ad esempio Apple TV, iPhone, iPad e Mac (l'App Store Apple contiene l'elenco completo delle compatibilità). Consultare la sezione dedicata sul sito internet del Consiglio - https://www.consiglio.vda.it/consigliovalletv/introduzione/faq
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SC
Comunicato n° 136 dell'11 marzo 2026
Il Consiglio celebra la Giornata internazionale della donna. Iniziati i lavori dell'adunanza dell'11 e 12 marzo
In apertura dei lavori del Consiglio Valle, convocato oggi, mercoledì 11, e domani, giovedì 12 marzo 2026, il Presidente Stefano Aggravi ha ricordato che l'8 marzo ricorreva la Giornata internazionale della donna.
«C’est l’occasion de reconnaître la contribution essentielle des femmes dans tous les domaines de la société - ha detto il Presidente Aggravi - et de rappeler notre engagement continu pour lutter contre toutes les formes de discrimination et de violence.»
La Consigliera Eleonora Baccini (La Renaissance Valdôtaine), ha evidenziato che «le donne non sono una categoria da salvaguardare: siamo metà del genere umano. Per questo è fondamentale riconoscere la piena libertà di scelta di ogni donna. Le politiche per le pari opportunità devono quindi servire a rimuovere gli ostacoli che impediscono il libero sviluppo della persona. Non chiediamo concessioni: chiediamo spazio. Lo spazio di decidere della nostra vita senza dover rispondere a un copione scritto da altri. L’augurio, quindi, non è quello di essere più protette, ma semplicemente più libere.»
«In un sistema che si definisce meritocratico, una donna deve essere eccezionale per essere considerata pari a un uomo medio, deve dimostrare competenze doppie - ha osservato la Consigliera Clotilde Forcellati (PD-Federalisti Progressisti VdA -. La meritocrazia diventa un filtro che lascia passare solo le “super donne”. La sfida politica non è premiare il merito ma renderlo possibile per tutti: l'8 marzo non festeggiamo un traguardo ma rinnoviamo una promessa contro l'indifferenza di un sistema che si dice neutro ma continua a scegliere per noi. Restiamo critiche, restiamo presenti ma soprattutto restiamo unite nel pretendere una società che non ci chieda più di essere eccezionali per essere semplicemente libere.»
Pour la Conseillère Loredana Petey (Union Valdôtaine), «les femmes ont toujours été des actrices essentielles de la cohésion sociale de la montagne. À l’occasion du 80e anniversaire du premier vote des femmes, il faut rappeler le chemin parcouru. La présence féminine est aujourd’hui une force motrice dans la société. Mais la politique ne peut se limiter à des quotas numériques, qui risquent de dévaluer la perception du talent et des compétences féminines. L’objectif doit être la pleine valorisation des femmes.»
La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha dichiarato che «a 80 anni dal primo voto delle donne, il significato dell'8 marzo non sta nella celebrazione ma nella responsabilità anche delle istituzioni di continuare a dare attuazione concreta ai principi di uguaglianza e libertà che la Costituzione afferma con tanta chiarezza e che ormai cinque generazioni di donne hanno cercato, cercano e cercheranno di perseguire. Ma le leggi, da sole, non bastano: serve un lavoro costante sul piano culturale, educazione al rispetto e alle relazioni realmente paritarie. Una strada lunga e complicata che dovremo percorrere fino in fondo.»
«I diritti di cui godiamo oggi - di votare, di essere elette, di studiare - non sono gentili concessioni della storia, sono conquiste - ha affermato la Consigliera Luisa Trione (Centro Autonomista) -. La libertà attuale è il risultato di battaglie combattute da donne nelle piazze, nelle case, nelle aule di tribunale. Donne che non erano eroine distanti, ma persone che erano mosse dalla consapevolezza che il presente non era abbastanza e che il futuro doveva essere diverso. Noi siamo le eredi di quella forza: non è una forza muscolare, ma la capacità di resistere agli urti della vita senza spezzarsi.»
Per il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, «l'8 marzo ci ricorda quanto sia stato lungo e difficile il cammino delle donne verso la piena affermazione dei propri diritti e quanto lavoro resti ancora da fare per costruire una società davvero equa e inclusiva. Come istituzioni abbiamo il dovere di trasformare le parole in azioni concrete: dobbiamo continuare a promuovere le politiche che favoriscono la pari opportunità, la conciliazione tra lavoro e famiglia, l'accesso delle donne alle posizioni di responsabilità e la tutela contro ogni forma di discriminazione.»
Il Consigliere di FI Marco Sorbara ha aggiunto: «Il rispetto verso le donne è una responsabilità quotidiana: significa educare i figli al rispetto, combattere la violenza, anche quella verbale, e costruire una società più giusta. La libertà e la giustizia non hanno genere: il rispetto delle donne è il primo segno di civiltà. Oggi celebriamo la forza, il coraggio e la dignità che ogni giorno le donne portano nella nostra società.»
Pour la Conseillère Josette Borre (UV), «l’égalité entre hommes et femmes est un principe qui paraît aujourd’hui évident, mais qui est le résultat d’un long chemin de conquêtes. En 1947, au sein de l’Assemblée constituante, un principe fort a été affirmé: les femmes ne sont plus les objets des lois, mais deviennent des actrices de leur élaboration. La démocratie n’est jamais un acquis définitif: c’est un processus qui exige un engagement constant pour rendre les droits effectifs. Le 8 mars est donc à la fois une journée de mémoire et de responsabilité.»
«I dati ci confermano che la parità non è ancora normalità. Non si costruisce solo con leggi ma anche con il linguaggio, l'attenzione quotidiana e il rispetto - ha detto il Consigliere di AVS Andrea Campotaro -. Quando il rispetto arretra la democrazia arretra con lui. Per questo le istituzioni devono dare l'esempio e la politica deve essere il luogo in cui il rispetto torni ad essere la regola.»
Per il Consigliere Eugenio Torrione (AVS), «in una società davvero matura le donne non dovrebbero essere “difese”, perché il punto è semplicemente riconoscere pari diritti e pari dignità. È lo stesso principio che oggi guida anche il nuovo approccio alla disabilità: non protezione, ma pieno riconoscimento dei diritti.»
«La forza delle donne deve essere valorizzata ogni giorno - ha concluso il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Quando penso all'8 marzo penso all’associazione Viola, punto di riferimento sul territorio per il sostegno alle donne e capace di fare rete con tenacia e spirito di unione. L’attenzione alle donne non va cercata solo nella retorica di una giornata simbolica ma deve tradursi in un impegno quotidiano nella famiglia, nel lavoro, nella politica e nella società. Allo stesso tempo è importante promuovere pari opportunità e valorizzare anche le altre categorie più fragili per le loro capacità, non solo per obblighi normativi.»
SC-MP
Comunicato n° 137 dell'11 marzo 2026
Nominata la Commissione regionale per i procedimenti referendari
Nella seduta mattutina dell'11 marzo 2026, il Consiglio Valle ha nominato la Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare per la durata della legislatura, sulla base delle designazioni effettuate dal Presidente della Corte d'Appello di Torino.
Sono stati eletti componenti effettivi l'avvocato Carlo Laganà e i professori Enrico Grosso e Elisabetta Palici Di Suni.
I componenti supplenti sono l'avvocata Laura Mangosio e i professori Roberto Calvo e Ilenia Massa Pinto.
La Commissione, nominata ai sensi della legge regionale n. 19 del 2003 (Disciplina dell'iniziativa popolare del referendum propositivo, abrogativo e consultivo), si pronuncia sull'ammissibilità delle richieste di referendum e delle proposte di legge di iniziativa popolare depositate nel corso della legislatura.
Comunicato n° 138 dell'11 marzo 2026
Parere favorevole allo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset
Nella seduta mattutina dell'11 marzo 2026, l'Assemblea regionale ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset, ai sensi dell'articolo 43 dello Statuto speciale e dell'articolo 70 della legge regionale n. 54/1998 sul sistema delle autonomie in Valle d'Aosta. Tali articoli prevedono, infatti, che i Consigli comunali siano sciolti con deliberazione della Giunta regionale, sentito il Consiglio Valle.
La procedura è stata avviata a seguito delle dimissioni - comunicate al Presidente della Regione il 18, il 23 e il 27 febbraio scorso - di sei componenti del Consiglio comunale di Pontboset, non surrogabili per mancanza di ulteriori candidati non eletti, con conseguente venir meno del numero necessario per il funzionamento del Consiglio. Alle elezioni del 28 settembre 2025, infatti, per il Comune di Pontboset era stata presentata una sola lista composta dai due candidati alla carica di Sindaco e di Vicesindaco e da otto candidati alla carica di Consigliere comunale.
Dopo il parere del Consiglio, la Giunta approverà definitivamente lo scioglimento e il Presidente della Regione, con decreto, nominerà il Commissario.
SC
Comunicato n° 139 dell'11 marzo 2026
Il Consigliere Jordan ha illustrato il disegno di legge sui vigili del fuoco
Nella seduta mattutina dell'11 marzo 2026, il Consiglio Valle ha iniziato l'esame di un disegno di legge che contiene disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.
Il provvedimento, che si compone di 213 articoli, è stato depositato il 24 novembre 2025 dalla Giunta regionale e assegnato all'esame delle Commissioni "Affari generali" e "Assetto del territorio", che hanno predisposto un nuovo testo di Commissione.
Prima di affrontare il punto, la Conferenza dei Capigruppo, unitamente all'Ufficio di Presidenza, al Presidente della Regione e ai Consiglieri relatori del disegno di legge, ha incontrato una delegazione sindacale dei vigili del fuoco.
La relazione d'Aula
Il Consigliere Corrado Jordan (UV) ha presentato in Aula la relazione anche a nome anche del Consigliere Marco Sorbara (FI).
«Questo disegno di legge - ha detto il Consigliere Jordan - ridefinisce l’assetto del Corpo regionale dei vigili del fuoco, riaffermandone l’autonomia rispetto al sistema nazionale e confermando un ordinamento speculare, saldamente incardinato nell’amministrazione regionale. La revisione normativa assicura la modernizzazione della governance e una maggiore professionalizzazione delle carriere con la creazione di un assetto a ordinamento di diritto pubblico, gerarchico e altamente specializzato, che bilancia il reclutamento di competenze tecniche elevate con la valorizzazione dell'esperienza operativa interna. La norma definisce e struttura, in attesa di una necessaria riforma complessiva, il volontariato non come un'entità accessoria, ma come una componente strategica che la rende una "riserva operativa" flessibile e scalabile. Infine, in materia di soccorso pubblico, la norma detta precise indicazioni tecniche operative del Corpo, che vanno messe a fattor comune all'interno del comparto sicurezza e soccorso e del sistema normativo di soccorso regionale dei quali i vigili del fuoco sono parte integrante e fondamentale.»
«Il provvedimento - ha aggiunto - viene presentato dopo una importante attività di confronto e studio tra le diverse strutture dell'amministrazione regionale, i rappresentanti del Corpo valdostano dei vigili del fuoco e le organizzazioni sindacali. Il Consiglio regionale, a cui spetta il compito di legiferare, attraverso il confronto nelle Commissioni consiliari e attraverso le numerose audizioni programmate, ha avuto la possibilità di approfondire il testo e conoscerne bene i contenuti. In tal senso vanno gli emendamenti che sono stati presentati e approvati, che migliorano il testo originariamente proposto, correggendo piccole imprecisioni, ma anche attraverso la doverosa e opportuna introduzione di elementi di coordinamento e raccordo, nell'ambito del servizio di soccorso pubblico, con gli altri soggetti del sistema di emergenza, facenti parte della Centrale unica per la gestione delle chiamate di soccorso (Cus). Il testo si raccorda, infatti, con la normativa regionale già vigente in materia di protezione civile e soccorso alpino e interviene anche su ambiti specifici come il servizio negli aeroporti, gli aspetti antincendio nei piani regolatori, la viabilità e la gestione degli idranti. Il sistema di gestione dell’emergenza e del soccorso in Valle d’Aosta rappresenta un vero fiore all’occhiello della nostra Regione e funziona grazie al lavoro e alla professionalità di tutti gli attori impegnati in questo settore, anche dei vigili del fuoco. È dovere del Consiglio fare in modo che questo sistema continui a funzionare al meglio. Dopo un approfondito confronto, il compito della maggioranza è stato quello di agire nell’interesse del sistema Valle d’Aosta, nel rispetto del principio di unire tutti le componenti del soccorso regionale. Abbiamo lavorato per una scelta che riteniamo giusta, non necessariamente la più comoda, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di soccorso pubblico nel rispetto delle prerogative di ciascuno: non comprimere ruoli e funzioni, ma valorizzarli.»
Il Consigliere ha poi illustrato i contenuti principali del disegno di legge, richiamando lo Statuto speciale della Valle d’Aosta e «la chiara affermazione della competenza regionale, in sostituzione degli organi centrali e periferici dello Stato. Tra gli elementi qualificanti del disegno di legge figura la definizione dell’ordinamento civile del Corpo, con la struttura del vertice articolata nel Capo del Corpo valdostano e nel Comando regionale, e la ripartizione del personale in ruolo operativo-tecnico, volontario e amministrativo. Sono inoltre stabiliti i ruoli e le qualifiche del personale non direttivo e non dirigente - vigile del fuoco, vigile del fuoco esperto e vigile del fuoco coordinatore (con concorso pubblico); capi squadra e capi reparto (con concorso interno); ispettori antincendi con progressioni di carriera dedicate - e si prevede che la contrattazione collettiva si svolga in un comparto autonomo. Il testo disciplina il primo inquadramento del personale di ruolo, consentendo il passaggio al nuovo ordinamento e prevedendo l’indennità di bilinguismo con clausola di salvaguardia retributiva. Vengono delineati l’assetto e l’organizzazione del personale volontario, integrandolo operativamente con il personale di ruolo, definendo lo status, le funzioni e l’organizzazione dei volontari, le tutele e gli obblighi, nonché le attività esercitative e di formazione, con particolare attenzione alla chiamata in servizio in caso di emergenze. Quanto al personale amministrativo, resta escluso da questo disegno di legge e continua a essere disciplinato dal contratto del comparto unico regionale.»
I lavori sono sospesi e riprendono alle ore 15 di oggi.
Comunicato n° 140 dell'11 marzo 2026
Dibattito in Consiglio sul disegno di legge del Corpo valdostano dei vigili del fuoco
La seduta pomeridiana del Consiglio regionale dell’11 marzo 2026 è stata dedicata alla discussione generale sul disegno di legge relativo all’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.
Gli interventi in Aula
Per il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, «il problema di questo disegno di legge - depositato a giugno 2025 dopo una concertazione durata anni e seguito da pressioni per un'approvazione urgente all'epoca, nella sua formulazione originale - è che giovedì scorso la maggioranza, rifiutando la nostra richiesta di un confronto con le forze sindacali, ha presentato degli emendamenti che cambiano in modo sostanziale il testo. Come minoranza abbiamo chiesto di rinviare la discussione di due settimane per spiegare ai diretti interessati le ragioni di questi interventi, la maggioranza ritiene, invece, che ci sia già stata la concertazione necessaria. Il risultato è che il testo ha scontentato tutti: sia il Corpo dei vigili del fuoco sia il Soccorso alpino valdostano che lo hanno criticato con osservazioni puntuali e dettagliate. Noi non siamo mossi da tifoseria, ma da una legge che affronti realmente le criticità e dia le risposte a chi le attende da anni, siamo favorevoli a una legge che funzioni davvero sul campo, condividendo l’impianto generale e gli emendamenti utili, ma chiediamo chiarimenti su quelli relativi alla Cus, che potrebbero generare conflitti di competenze e rischi di illegittimità.»
Il Consigliere Massimo Lattanzi (Fratelli d'Italia) ha ricordato che «i vigili del fuoco, nell’incontro di oggi con i Capigruppo, ci hanno confermato di condividere 210 articoli su 213 di questa legge. Ci sono quindi tre articoli modificati dalla maggioranza all’ultimo momento che hanno scardinato un lavoro di confronto durato oltre quattro anni. Le modifiche, giustificate come miglioramento dell’efficienza del sistema di soccorso, appaiono incomprensibili: il soccorso funziona già bene, perché modificarlo? C'è forse un’altra dinamica politica, quella di accontentare altre parti del sistema? E ancora: perché non accogliere la richiesta di rinviare di 15 giorni l’approvazione della legge e rispettare la procedura di raffreddamento? Oggi i vigili del fuoco ci hanno avvertito che, se le loro richieste non saranno ascoltate, chiederanno di tornare nel Corpo nazionale. Questo segnala che qualcosa non funziona. La politica è dialogo: la maggioranza dia l'esempio, ha i numeri per farlo. Occorre ascoltare, confrontarsi e prendersi il tempo necessario, perché qui è in gioco la vita delle persone. Non condividiamo né il metodo né il merito.»
La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha parlato di «un disegno di legge frutto di un iter complesso, durato cinque anni e caratterizzato da un lungo lavoro di mediazione tra le parti, che oggi arriva in Aula con alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza solo pochi giorni fa senza una condivisione. Le modifiche proposte intervengono su altri ambiti normativi, come la disciplina della Cus e la legge sul Soccorso alpino valdostano, creando un problema di metodo e di coerenza legislativa. Un disegno di legge che ha l’obiettivo di disciplinare l’organizzazione e le funzioni del Corpo valdostano dei vigili del fuoco dovrebbe, infatti, rimanere concentrato su questo oggetto, senza trasformarsi in un contenitore di modifiche ad altri settori normativi che meriterebbero un confronto specifico e autonomo. Rinviare l’approvazione di questa legge, come richiesto dalla minoranza e dalle rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco, e mettere in discussione questi emendamenti - che, invece di chiarire, rischiano di lasciare spazio ad ambiguità e diverse interpretazioni - non significa negare l’importanza del sistema complessivo di soccorso e protezione civile, di cui siamo pienamente consapevoli. È un atto di buon senso.»
Per il Consigliere Fulvio Centoz (PD-Federalisti Progressisti VdA), «con questo provvedimento si riconosce finalmente la piena natura pubblica di una funzione che pubblica lo è sempre stata, superando una contraddizione che per anni ha visto il Corpo svolgere compiti pubblici con un assetto giuridico non pienamente coerente. La riforma ha anche una rilevanza strategica perché apre la strada a una norma di attuazione capace di affrontare il nodo del sistema previdenziale, oggi diverso da quello del Corpo nazionale pur a fronte dello stesso lavoro. Tuttavia, questa legge riguarda anche il modo in cui la Valle d’Aosta decide di organizzare il proprio sistema di soccorso: l'errore è stato tentare di risolvere questi nodi dentro la legge sull’ordinamento di un singolo Corpo. Per questo serve una vera legge di sistema sul soccorso valdostano, che stabilisca con chiarezza che la Cus è un soggetto neutro di coordinamento, non un organo di comando, che la direzione tecnica di ogni tipo di intervento spetta al corpo con la competenza prevalente su di uno specifico scenario. Una legge di sistema che valorizzi il modello integrato creato dalla Valle d’Aosta e che rappresenta uno degli elementi più originali della nostra Autonomia.»
«In Capigruppo, alcuni rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco hanno affermato, anche con toni molto forti, la possibilità di tornare a un sistema statale, abbandonando quello regionale: un segnale che dovrebbe far riflettere soprattutto una maggioranza che si definisce autonomista - ha affermato il Consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. Di fronte allo stato di agitazione e agli emendamenti presentati dalla maggioranza all’ultimo momento, sarebbe stato opportuno prevedere un breve rinvio per ascoltare i diretti interessati e approfondire alcuni aspetti. La mia non è una presa di posizione a favore di una parte o dell’altra, ma una riflessione sul metodo: la politica deve decidere e assumersi la responsabilità delle scelte, ma prima deve ascoltare. Restano, inoltre, alcune perplessità tecniche, in particolare sul fatto che un ufficiale di polizia giudiziaria possa essere sottoposto, sotto il profilo operativo, alle indicazioni della Centrale unica di soccorso e sui timori, espressi da alcuni, di una possibile privatizzazione del servizio.»
Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, si è detto «imbarazzato dalle dichiarazioni dei vigili del fuoco che hanno parlato di un possibile ritorno sotto il Ministero: è una coltellata, oltre che un segno di ingratitudine verso una Regione che negli anni ha investito molto in infrastrutture, mezzi, assunzioni e organizzazione in questo comparto. Il nostro obiettivo è semplice: garantire che le informazioni siano condivise tra tutte le componenti del sistema di soccorso. Non si tratta di togliere competenze, ma di lavorare insieme in modo efficace quando ci sono persone in pericolo. Il modello valdostano è un sistema integrato, in cui ciascuno contribuisce con le proprie competenze. È questo il valore della nostra Autonomia e del modello di soccorso costruito negli anni. Come maggioranza non siamo certo nemici dei vigili del fuoco: al contrario vogliamo valorizzarli e rafforzare il sistema nel suo complesso. L’obiettivo è mantenere e migliorare un sistema che rappresenta un’eccellenza della Valle d’Aosta, evitando polemiche che non aiutano né i vigili del fuoco né il buon funzionamento del soccorso.»
Ricordando il lavoro svolto nelle Commissioni consiliari, dove «sono stati ascoltati tutti gli interlocutori interessati con metodo, trasparenza e senso di responsabilità», il Consigliere Michel Martinet (UV) ha osservato come gli emendamenti presentati dalla maggioranza «non debbano essere letti come una contrapposizione o un tentativo di stravolgere il disegno di legge, ma come un contributo costruttivo per rafforzarlo e garantire che sia il più possibile condiviso, efficace e funzionale. Il ruolo dei Consiglieri regionali è proprio questo: esaminare i testi, confrontarsi, valutare eventuali criticità e proporre miglioramenti con l’obiettivo di rendere le leggi più chiare ed equilibrate. È quanto è stato fatto anche con questo disegno di legge, che rappresenta un passaggio importante per la valorizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, la cui attività è fondamentale in un territorio di montagna complesso e soggetto a numerosi rischi naturali. Proprio per questo è importante dotarsi di una normativa aggiornata e solida, capace di valorizzare il loro contributo e di rafforzarne il ruolo, confermandoli come uno dei punti cardine del sistema di protezione civile e di gestione delle emergenze e del soccorso pubblico.»
La Vicecapogruppo di Centro Autonomista, Luisa Trione, ha parlato di «una legge ampia e complessa, che non può essere ridotta a pochi aspetti senza rendere giustizia al lavoro svolto nei diversi passaggi che hanno portato alla sua costruzione. Al centro c’è un valore non negoziabile: la sicurezza dei valdostani e dei turisti e la tutela del nostro territorio. Questa sicurezza si fonda su un sistema definito nel dettaglio, che rispetta e valorizza le competenze di chi ogni giorno la garantisce. Il testo conferma un impianto ambizioso per valorizzare il Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Anche il volontariato è riconosciuto come componente strategica di un sistema unico e resiliente, capace di rispondere alle peculiarità della realtà valdostana. Un punto fondamentale è l’integrazione del Corpo nel sistema regionale di soccorso, con un coordinamento che rispetta le competenze tecniche di ciascun soggetto. Gli emendamenti approvati in Commissione rappresentano, dal nostro punto di vista, miglioramenti sostanziali che hanno perfezionato il raccordo tra le norme, garantendo che ogni ingranaggio del comparto sicurezza funzioni. Votare questa legge significa rafforzare un modello di soccorso moderno, coordinato e di alta qualità, a servizio della nostra comunità.»
«Il provvedimento, frutto di oltre cinque anni di lavoro, presenta ancora troppe zone d’ombra - ha detto la Capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini -. A novembre 2025 si credeva di avere una versione condivisa, ma a una settimana dal voto sono stati presentati dalla maggioranza degli emendamenti sostanziali senza un confronto con le parti interessate. Il metodo di lavoro adottato è inaccettabile: i sindacati non hanno potuto esprimere un parere e hanno appreso le modifiche per vie non ufficiali senza avere dei chiarimenti. Non si tratta di dettagli marginali, ma di cambiamenti che incidono profondamente sull’assetto del soccorso pubblico. L’introduzione di un ruolo della Centrale unica di soccorso che rischia di sovrapporsi alle competenze tecniche dei vigili del fuoco è, infatti, un punto molto delicato: si rischia di creare confusione nelle competenze e nella catena di comando mentre in emergenza non può esserci ambiguità. In quest'ottica, il testo originario garantiva un equilibrio tra i ruoli costruito in anni di confronto. Le modifiche introdotte all’ultimo momento senza un'adeguata valutazione tecnica rischiano di indebolire il sistema.»
«Per me questo tema ha anche una dimensione personale: faccio parte del Corpo dal 1998, prima come volontario e poi come professionista - ha detto l'Assessore Davide Sapinet (UV) -. Proprio per questo ho cercato di affrontare il provvedimento con lo sguardo del legislatore. Il suo percorso è stato lungo e complesso, avviato diversi anni fa e portato avanti con un lavoro intenso di confronto politico e tecnico. Il risultato è un testo che forse non soddisfa pienamente tutti, ma che rappresenta un punto di equilibrio raggiunto attraverso il dialogo e il confronto. Credo ora sia importante lavorare per ricomporre eventuali tensioni e rafforzare lo spirito di collaborazione tra tutti i soggetti del sistema di soccorso valdostano. Dobbiamo fare squadra, perché il sistema Valle d’Aosta continui a essere un modello efficace e coordinato. Parallelamente prosegue l’impegno della Regione per rafforzare il Corpo, con nuove assunzioni, concorsi e investimenti sulle strutture e sulle sedi operative. L’obiettivo è continuare a migliorare un sistema di sicurezza e soccorso che rappresenta un punto di forza per la nostra comunità.»
«In più interventi è stato richiamato il percorso di Forza Italia nella scorsa legislatura - ha sottolineato l'Assessore Mauro Baccega -. È vero, avevamo espresso rammarico per non essere riusciti ad approvare alcune leggi importanti, tra cui quella sui vigili del fuoco. Proprio per questo, nel nostro programma di governo, e successivamente nel programma di maggioranza, ci siamo impegnati a depositare entro novanta giorni il disegno di legge su questo tema e così è stato. Da quel momento è iniziato un lavoro importante nelle Commissioni consiliari. Mi pare che si sia andati nella direzione giusta, lavorando alla costruzione di una strategia più ampia che possiamo definire come un vero e proprio sistema di soccorso, sul quale siamo pienamente d’accordo. L’obiettivo era rafforzare il sistema e garantire ai cittadini una struttura solida, capace di rispondere con rapidità alle emergenze. Per questo non possiamo che essere soddisfatti di aver partecipato a questo percorso e di aver rispettato uno degli impegni fondamentali del nostro programma di governo.»
«Come Autonomisti di Centro, abbiamo portato in Aula il tema dei vigili del fuoco e del Corpo forestale a novembre del 2025 per sapere quale sarebbe stato il percorso che ci avrebbe portato alla giornata di oggi e già allora avevamo riscontrato una visione non univoca - ha detto il Capogruppo Marco Carrel, anticipando il voto favorevole -. Questa legge non è la migliore possibile, non accontenta nessuno ma rappresenta il penultimo capitolo di un lavoro durato cinque anni. Con oggi, infatti, non chiudiamo un cerchio: occorrerà ancora confrontarsi sulla norma di attuazione per i vigili del fuoco e i forestali e ci deve essere una chiara indicazione sull'iter interno alla Cus. Abbiamo un sistema di soccorso d'eccellenza e nel 95% dei casi è già chiaro chi interviene dove, ma ci sono delle zone d'ombra in cui si tende ad intervenire tutti. In Commissione, ci siamo astenuti perché avremmo ritenuto più opportuno approfondire gli emendamenti proposti dalla maggioranza con i sindacati e gli interlocutori interessati. Oggi il voto è favorevole perché siamo stati parte di questo percorso e la direzione è quella giusta. Continueremo a sollecitare il Governo sui passaggi mancanti.»
Il Consigliere Laurent Viérin (UV) ha sottolineato che «oggi votiamo una legge che aggiorna e rafforza un comparto molto importante per la nostra comunità. La storia del sistema sicurezza-emergenza in Valle d’Aosta ha radici profonde: lo Statuto speciale del 1948, all’articolo 2, prevede le competenze in materia di servizi antincendi. Da lì sono seguite la prima norma di attuazione del 1978, a seguire la nascita del Corpo dei vigili del fuoco volontari, componente essenziale del sistema di protezione civile, e nel 1999 la legge e a seguire la costituzione del Corpo regionale dal 2000. Con questo disegno di legge ridiamo prospettiva a un percorso costruito negli anni con importanti investimenti pubblici sulla sicurezza dei cittadini e sulla tutela del territorio e delle infrastrutture. Oggi riaffermiamo con chiarezza queste competenze, a cui farà seguito anche la norma di attuazione sul trattamento pensionistico. È stato un percorso complesso e a tratti travagliato, ma il lavoro delle Commissioni consiliari ha ridato centralità al ruolo legislativo del Consiglio Valle: è questo il cuore della democrazia. L’Autonomia va esercitata: per noi significa assumersi responsabilità, anche finanziarie, e continuare a prendere decisioni in piena libertà.»
«L'obiettivo comune a maggioranza e minoranza è migliorare un sistema che già funziona benissimo ma questa legge non lo garantisce - ha detto il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione -. Mi associo alla domanda posta da diversi colleghi: perché dopo tanti anni di concertazione sono stati presentati negli ultimi giorni dalla maggioranza degli emendamenti che apportano modifiche così sostanziali? È stato fatto tutto bene fino a pochi giorni fa.»
Per il Capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, «il modello valdostano di protezione civile si fonda su diverse leggi che hanno consentito di ottenere risultati apprezzabili grazie anche a investimenti importanti in mezzi, presidi e organici. I vigili del fuoco sono una componente importantissima del sistema del soccorso pubblico, un ambito di cui possiamo essere orgogliosi ma che, come è stato evidenziato, presenta ancora alcune zone d’ombra. Questo disegno di legge è funzionale ad una migliore organizzazione del Corpo dei vigili del fuoco. Proprio perché parliamo di sicurezza delle persone è particolarmente importante migliorare ciò che è perfettibile. Potenziare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema non significa interferire nelle competenze dei singoli corpi, ma garantire un livello sovraordinato capace di definire strategie e collaborazione. Per questo è importante mantenere nel confronto politico uno spirito costruttivo e responsabile, valorizzando il lavoro svolto dalle Commissioni consiliari e guardando soprattutto alla sostanza di un provvedimento che riguarda la sicurezza della nostra comunità.»
«Riconoscere il valore di un sistema non significa ignorarne le criticità - ha spiegato il Consigliere Andrea Campotaro (AVS) -. Questa legge affronta davvero il problema della mancanza di condivisione delle informazioni tra i soggetti coinvolti negli interventi che ci è stata indicata come uno dei problemi? Gli emendamenti approvati in Commissione dalla maggioranza rafforzano la centralità della Cus, ma non chiariscono in cosa consista il suo coordinamento né definiscono ruoli e ambiti di competenza dei diversi enti che ne fanno parte. Il rischio è che gli interventi vengano assegnati senza piena condivisione delle informazioni tra gli operatori. Questo aspetto non può essere trascurato e andava chiarito con questa legge.»
Nella replica, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha evidenziato come «il lavoro di questi anni abbia portato a un disegno di legge di 213 articoli, che per oltre il 99% rappresenta un testo esaustivo e riconosciuto come necessario per inserire il Corpo dei vigili del fuoco nel comparto di sicurezza e soccorso istituito nel 2024. Un sistema che ha risposto brillantemente al 99% delle situazioni, ma rimane un piccolo margine di miglioramento la cui responsabilità spetta alla politica. Sono state numerose le riunioni con i rappresentanti sindacali, della protezione civile e dei vigili del fuoco, che ringrazio per il confronto e per l'impegno per l'importante lavoro svolto. Questo lavoro andava arricchito con un intervento per migliorare ulteriormente il sistema senza stravolgerlo, mantenendo le regole già funzionanti e ampliando le possibilità di risolvere anche le situazioni marginali dando alla Centrale unica di soccorso, attraverso protocolli chiari e condivisi, questa opportunità. Gli emendamenti proposti trovano la mia piena approvazione perché sono frutto di un lavoro condiviso e meticoloso iniziato il 25 novembre, subito dopo il deposito del disegno di legge in Commissione, e non degli ultimi giorni. Questo percorso ha permesso di analizzare con attenzione tutte le criticità, senza pregiudizi, coprendo quel piccolo margine di miglioramento che può fare la differenza nelle situazioni più critiche e particolari. Dispiace sentire che qualcuno voglia allontanarsi da un sistema consolidato e apprezzato anche all’esterno proprio per la sua capacità di saper unire tutti. Con questa legge vogliamo migliorare ciò che può essere perfezionato e mantenere invariato tutto ciò che funziona e di cui ringraziamo i vigili in primis così come tutte le altre componenti. Per questo, con serenità andiamo al voto.»
I lavori riprendono domani, giovedì 12 marzo, alle ore 9.
SC-MP
Comunicato n° 141 del 12 marzo 2026
Approvato un disegno di legge sul Corpo valdostano dei Vigili del fuoco
Nella seduta mattutina del 12 marzo 2026, il Consiglio Valle ha approvato, con 23 voti a favore (UV, CA, FI, PD-FP, AdC), 3 voti contrari (AVS) e 6 astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance,), un disegno di legge che contiene disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco.
Contestualmente, l'Assemblea ha approvato all'unanimità un ordine del giorno depositato in Aula dai Consiglieri della Lega VdA e dai componenti delle Commissioni seconda e terza (FI, UV, La Renaissance, FdI, AVS, AdC, CA). Il testo impegna il Presidente della Regione ad approfondire, tramite le strutture competenti, gli aspetti normativi, le peculiarità territoriali, demografiche e insediative, le vulnerabilità specifiche del contesto e l’analisi storica degli interventi di soccorso. Lo studio analizzerà, in termini di costi/benefici, le necessità economiche e amministrative, anche considerando il coinvolgimento della componente volontaria del Corpo, al fine di verificare la fattibilità della creazione di un distaccamento "Bassa Valle" del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.
Sul testo sono stati recepiti all'unanimità due emendamenti dei gruppi di maggioranza, mentre ne sono stati respinti 11 del gruppo AVS.
Il provvedimento, che si compone di 213 articoli, è stato depositato il 24 novembre 2025 dalla Giunta regionale e assegnato all'esame delle Commissioni "Affari generali" e "Assetto del territorio", che hanno predisposto un nuovo testo di Commissione.
Dichiarazioni di voto
- I Consiglieri relatori
Il Presidente della terza Commissione, Corrado Jordan, ha rilevato «l'aspetto positivo di aver ridato centralità al Consiglio: crediamo di aver fatto un ottimo lavoro sia per i vigili sia per il sistema di soccorso. Vorremmo che fossero meglio chiariti i compiti e le funzioni dei diversi soggetti di un insieme, in cui anche i vigili del fuoco devono riconoscersi. Un sistema che deve lavorare nel suo insieme: non si tratta di stabilire delle gerarchie ma di collaborare.»
Il Presidente della seconda Commissione, Marco Sorbara, ha ringraziato il collega Jordan per «il lavoro fatto soprattutto in queste due ultime settimane all'insegna della competenza, passione e professionalità. Le Commissioni hanno lavorato con metodo dando valore e centralità a chi ricopre determinati ruoli. A livello tecnico, abbiamo garantito al personale dei vigili del fuoco che non vi saranno penalizzazioni a livello economico.»
- I gruppi consiliari
Il Consigliere Fulvio Centoz ha annunciato il voto favorevole del gruppo PD-FP: «Condividiamo l’impianto della legge perché introduce risultati concreti, riconosce la funzione pubblica dei vigili del fuoco e disciplina alcuni aspetti della loro organizzazione. Rimangono tuttavia forti perplessità sul coordinamento della Cus: riteniamo necessario affrontare il tema del soccorso nel suo complesso attraverso una legge organica.»
Motivando il voto contrario, la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli è intervenuta sul metodo seguito e nel merito del disegno di legge: «Dopo anni di lavoro condiviso, cambiare adesso punti delicati senza confronto ha minato l'equilibrio che era stato raggiunto. È sbagliato intervenire con questa legge su altre norme che riguardano la Centrale unica di soccorso e il Soccorso alpino. Se l'obiettivo era fare chiarezza sulle responsabilità operative, non è certo stato raggiunto, anzi.»
Il Capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, nel dichiarare il voto di astensione, ha commentato: «Non possiamo condividere una decisione calata dall'alto al termine di un lavoro di confronto durato anni, che vedeva tutti d'accordo. La questione della Centrale unica di soccorso introdotta negli emendamenti dell’ultimo minuto, che ha generato molte preoccupazioni tra i vigili del fuoco, non doveva essere inserita in questa legge: è fuori tema. Auspico che la Commissione paritetica proceda in maniera più decisa sulla definizione della norma di attuazione sugli aspetti previdenziali dei vigili del fuoco.»
Il Capogruppo Pierluigi Marquis ha espresso a nome di FI «un voto a favore perché questo disegno di legge rappresenta un passo avanti per l'organizzazione dei vigili del fuoco e del sistema di protezione civile e del soccorso nel suo complesso. Le preoccupazioni emerse potranno essere risolte con i passaggi successivi. L'obiettivo comune è di ottimizzare ancora di più il servizio erogato: noi siamo fiduciosi.»
Il Capogruppo Andrea Manfrin ha annunciato l'astensione della Lega VdA: «Purtroppo non è stata data risposta al motivo per cui gli emendamenti sul sistema di soccorso non siano stati esaminati in Commissione, né al perché non sia stato possibile rinviare l’approvazione della legge, come richiesto dai vigili del fuoco. Abbiamo votato a favore di quasi tutti gli articoli di questo provvedimento, ma non possiamo condividere quei pochi articoli relativi alla Cus, che rappresentano un vero vulnus di questa legge.»
Il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha parlato di «un testo che non è perfetto ma ci convince perché valorizza i vigili del fuoco senza compromettere il sistema di soccorso che sta intorno. Critichiamo il metodo che ha portato a una sintesi che doveva essere condivisa con i soggetti coinvolti e le Commissioni. Vigileremo sui prossimi passi che riguardano la norma di attuazione, il coordinamento e le sedi distaccate.»
- Il Presidente della Regione
«È stato un percorso in cui la maggioranza, in modo costruttivo, si è fatta carico di una responsabilità che compete a chi governa - ha detto il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. Gli effetti delle decisioni si vedranno nella loro applicazione che colmerà quel piccolo margine di miglioramento che ancora c'è nel sistema di soccorso. Ringrazio chi si è espresso dentro e fuori da quest'Aula: ognuno ha il proprio ruolo ma deve rispettare quello degli altri in maniera serena e costruttiva.»
SC-MP
Comunicato n° 142 del 12 marzo 2026
Consiglio Valle: respinte due mozioni
Nella seduta del 12 marzo 2026, il Consiglio Valle ha respinto due mozioni rinviate da precedenti adunanze.
- Sicurezza nei trasporti pubblici
Valutare l'estensione alla tratta Aosta/Courmayeur del servizio di vigilanza a bordo degli autobus, sperimentato sulla tratta Aosta/Pont-Saint-Martin, attuando un monitoraggio sulla sicurezza delle linee di autobus valdostani che coinvolga tutti gli attori, comprese le Forze dell'Ordine, la Questura, i sindacati del settore trasporti, nonché le Società di gestione. È quanto chiedeva il gruppo Lega Vallée d'Aoste con una mozione respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI, AdC) e 7 a favore (Lega VdA, FdI, La Renaissance), mentre i gruppi AVS e PD-FP non hanno partecipato al voto. Il testo sollecitava anche l'avvio di nuove interlocuzioni con la Regione Piemonte e il Comune di Ivrea riguardo alla situazione della stazione ferroviaria di Ivrea e delle zone limitrofe, segnalate come insicure dall'utenza ferroviaria valdostana.
Il Consigliere Simone Perron ha richiamato i fatti di cronaca accaduti a fine gennaio sul pullman per Courmayeur, «che hanno evidenziato una situazione di criticità per gli utenti, oltre che l’esasperazione degli autisti. Abbiamo fatto grossi investimenti sul trasporto pubblico: è giusto che chi paga il biglietto sia tutelato e possa viaggiare in ambienti vivibili. Per noi il tema della sicurezza dei cittadini è fondamentale e deve essere al primo posto». Il Consigliere ha inoltre riportato «alcune segnalazioni di pericolosità della stazione eporediese, dove gli utenti valdostani sono obbligati a transitare o a sostare per il cambio autobus-treno dovuto ai lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea/Aosta.»
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, nell'anticipare l'astensione sulla mozione, ha spiegato: «L’obiettivo è garantire un trasporto pubblico che assicuri comfort, puntualità e capillarità sul territorio, ma anche sicurezza a bordo per utenti e autisti. La vigilanza non è attiva solo sulla linea notturna Aosta/Pont-Saint-Martin, ma su tutte le linee della Regione, che vengono presidiate tramite un controllo a campione. Su alcune linee notoriamente problematiche il controllo è pressoché quotidiano e si sono riscontrati dei miglioramenti. Non è possibile essere ovunque contemporaneamente, anche perché la rete regionale conta oltre 800 corse giornaliere. Stiamo inoltre potenziando la sicurezza nelle autostazioni, anche attraverso interlocuzioni con gli enti locali per investimenti in illuminazione, videosorveglianza e infrastrutture. Lavoreremo anche sulla prevenzione, attraverso il Piano per la legalità, con iniziative di sensibilizzazione nelle scuole sull’uso corretto dei mezzi pubblici. Siamo disponibili a riferire in Commissione sugli esiti del monitoraggio.»
- Garanzia del salario minimo negli appalti regionali
Con una mozione respinta con 27 astensioni (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC) e 6 voti a favore (PD-FP, AVS), il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA voleva impegnare la Giunta a introdurre, in attesa di una legge specifica, criteri e clausole sociali nei bandi pubblici per garantire una retribuzione minima negli appalti regionali, seguendo l’esempio del Comune di Aosta, e a prevedere criteri premiali negli appalti per le imprese che applicano contratti collettivi più tutelanti firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, salvaguardando così il tessuto imprenditoriale regionale che opera nel rispetto della legalità e della dignità del lavoro.
La Consigliera Clotilde Forcellati ha ricordato l’iniziativa approvata dal Consiglio comunale di Aosta il 22 gennaio scorso, «che ha introdotto una soglia salariale minima per i futuri appalti di servizi comunali: si tratta di un "modello virtuoso" di gestione della committenza pubblica, in quanto la fissazione di una soglia minima retributiva rappresenta uno strumento indispensabile per proteggere le imprese valdostane sane dalla concorrenza sleale di realtà che operano attraverso il "dumping contrattuale" (applicazione di contratti collettivi "pirata") con paghe inferiori alla soglia di dignità. È una questione di giustizia sociale e già altre Regioni, come la Toscana e la Puglia, hanno adottato iniziative simili.»
Annunciando l’astensione della maggioranza, l’Assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha chiarito che «nell’iniziativa approvata dal Consiglio comunale di Aosta, la Giunta non ha assunto l’impegno di definire una soglia precisa di retribuzione salariale, come indicato in questa mozione, ma di fornire agli uffici specifiche indicazioni affinché al personale impiegato negli appalti pubblici sia applicato il contratto più attinente all’attività svolta, stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali. In quest’ottica, come Assessorato siamo disponibili ad avviare un confronto con i sindacati e il mondo imprenditoriale affinché negli appalti pubblici, soprattutto quelli relativi alle opere, sia garantita la piena applicazione dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi nazionali di settore. Un confronto che potrà fornire alla politica elementi utili di valutazione e che è già in corso all’interno della Consulta regionale per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ricostituita nel gennaio 2026 e in carica fino a fine legislatura, con l’obiettivo di rafforzare la vigilanza sull’applicazione dei contratti e individuare eventuali meccanismi premiali nelle fasi di presentazione delle offerte e di aggiudicazione degli appalti.»
L'Assessore al lavoro, Luigi Bertschy, ha ricordato che «attraverso l’Alleanza per il lavoro di qualità abbiamo trasferito questa sensibilità politica anche alle strutture dirigenziali per quanto riguarda gli appalti pubblici. All'interno del Consiglio per le politiche del lavoro - che si è riunito per la prima volta venerdì scorso - abbiamo assunto l’impegno di ragionare su questi temi per dare applicazione amministrativa alla sensibilità politica espressa. Nell’assegnazione dei servizi deve esserci sempre attenzione alla componente della forza lavoro, che è la prima da salvaguardare: un servizio pagato il giusto è anche un servizio meglio erogato.»
SC-MP
Comunicato n° 143 del 12 marzo 2026
Interpellanza su missioni romane e concessioni idroelettriche
Nella seduta pomeridiana del 12 marzo 2026, il Consiglio ha trattato congiuntamente sei interrogazioni dal titolo "missioni o vacanze romane?", presentate rispettivamente dai gruppi consiliari Fratelli d’Italia, PD-Federalisti Progressisti VdA, La Renaissance Valdôtaine, Autonomisti di Centro, Lega Vallée d’Aoste e Alleanza Verdi e Sinistra.
Le sei iniziative riguardano lo stesso tema: la norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, attualmente gestite da Cva e in scadenza nel 2029, collegata ad una trasferta a Roma svoltasi a metà febbraio, per la quale il Presidente della Regione non ha precisato contenuti, modalità e partecipanti. I gruppi consiliari - nella premessa delle interrogazioni, che era comune a tutte - hanno ricordato che «dopo l’approvazione dello schema di decreto legislativo da parte della Commissione paritetica nel 2024 e il parere favorevole unanime del Consiglio regionale nel gennaio 2025, il testo è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva. Tuttavia, recenti informazioni indicano che la Commissione paritetica potrebbe tornare a occuparsi della norma di attuazione. Su un tema strategico per la Valle d’Aosta restano quindi ancora poche informazioni ufficiali, rendendo necessario fare chiarezza sugli sviluppi e sugli incontri recentemente avvenuti a Roma.»
Il gruppo FdI ha quindi chiesto quali siano stati gli interlocutori tecnici e politici a cui si è rivolta la delegazione regionale; il PD-FP se l'incontro di Roma rientrasse nell'accordo definito tra Forza Italia e Union Valdôtaine; La Renaissance se si sia tenuta una riunione della Commissione paritetica in presenza; il gruppo AdC quale fosse la composizione della delegazione regionale; la Lega VdA quali temi siano stati discussi, mentre AVS ha voluto sapere a quale scopo sia stato organizzato l'incontro.
«Questa vostra iniziativa - ha risposto il Presidente della Regione, Renzo Testolin - ci dà la possibilità di condividere con i valdostani una serie di propositi e di impegni che, con cognizione di causa, realismo e senso di responsabilità, questo Governo e questa maggioranza hanno indicato tra gli obiettivi del programma di legislatura. Un programma che punta su sostenibilità e resilienza, rafforzamento dell’Autonomia, sviluppo economico delle aree montane, tutela dell’identità linguistica e culturale, cooperazione internazionale e riforme istituzionali per una maggiore stabilità e partecipazione, in un confronto costante e leale con il Governo italiano per la difesa e l’evoluzione delle prerogative dell’Autonomia speciale.»
«La vostra curiosità - ha aggiunto - ci dà anche la possibilità di ribadire ai valdostani che stiamo lavorando con attenzione, passione e serietà per garantire risposte ai bisogni istituzionali e amministrativi della nostra comunità. Risposte che non dipendono solo dal lavoro svolto sul territorio, ma anche, e soprattutto, dal confronto con soggetti politici e strutture che operano in contesti nazionali e internazionali. Ai cittadini della nostra comunità credo interessino i risultati e il conseguimento degli impegni assunti. Le relazioni, il trovare soluzioni, il condividere percorsi, lo spiegare le ragioni e i diversi punti di vista, evocare diritti, indicare priorità e definire prerogative: tutto questo è un lavoro che richiede tempo, pazienza, confronto, perseveranza, ma anche riservatezza e serietà. È con questa serietà e con questa riservatezza - che non significa sottrarsi alla trasparenza, ma rispettare le diverse fasi di un percorso - che ci stiamo muovendo e lavorando per dare risposte agli impegni che ci siamo assunti, apponendo la firma sotto un programma altrettanto serio e ambizioso. I temi ripresi dalle prime pagine del programma sono il motivo per cui siamo scesi, e per cui continueremo a scendere, come Assessori e come Presidente, a Roma quando sarà utile, anche con il sostegno e la collaborazione delle forze politiche, per creare, con il lavoro e mettendoci la faccia, i presupposti per dare risposta agli impegni assunti. A tempo debito vedremo e valuteremo insieme se il lavoro svolto avrà dato i risultati attesi e, soprattutto, daremo ai cittadini valdostani - che ci hanno permesso di governare questa Regione - la possibilità di giudicare il nostro operato e i risultati conseguiti. Siamo ambiziosi e fiduciosi. Siamo sicuri di portare a casa tutto quello che ci siamo proposti? No. Siamo però sicuri di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per riuscirci. Intanto oggi siamo certi di aver risposto in modo serio alle interrogazioni scritte, anche a quelle formulate con il "ciclostile", talvolta con un tono un po’ provocatorio e canzonatorio, che - come spesso accade - sembrano avere più lo spirito della polemica che quello di comprendere e accertare le situazioni. Infine, per quanto riguarda la Commissione paritetica, il sottoscritto non ne fa parte e non partecipa alle sedute, né in presenza né a distanza.»
«Con questa iniziativa, come forze di opposizione volevamo capire che cosa si sta muovendo in un settore strategico, ma lei con questa risposta ci ha presi in giro - ha replicato il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi -. Ci ha parlato di riservatezza, ma lei sa benissimo che senza un accordo con i partiti locali che compongono il governo nazionale certi dossier non potranno trovare un punto di caduta. Inoltre, nessuno dei punti da lei evidenziati è stato portato avanti, nonostante l'accordo fuffa che è stato sottoscritto con Forza Italia. Ci prenda meno in giro e ci dica la verità.»
«Noi rappresentiamo la comunità valdostana tanto quanto la maggioranza e ci sentiamo presi in giro da questa risposta del Presidente - ha osservato il Capogruppo di FP-PD, Jean-Pierre Guichardaz -. Il Presidente si tiene le informazioni per sé: non è entrato nei temi che gli abbiamo sottoposto e sembra quasi che sia andato a Roma a sua insaputa. È mortificante per il Consiglio regionale. Si fa un accordo partitico che condiziona i destini della Valle d’Aosta e non si sente il bisogno di rassicurare questa Assemblea e i cittadini sulla sua attuazione. Il Presidente ci racconta il programma di legislatura ma non risponde sul tema delle concessioni idroelettriche: poteva avere il coraggio di dire che è andato a Roma e non ha cavato un ragno dal buco.»
«Il Presidente ha parlato per un quarto d'ora senza effettivamente darci delle risposte e ha sminuito il nostro lavoro di Consiglieri quando qui fuori ci sono cittadini che aspettano certe risposte da anni - ha detto la Capogruppo de La Renaissance, Eleonora Baccini -. Ci ha letto il programma di governo, come aveva già fatto mesi fa e che potevo tranquillamente leggermi a casa, cosa che mi ha lasciato spiazzata e sconfortata.»
«Davanti a una risposta del genere i valdostani hanno capito molto bene che si è andati a Roma senza ottenere nulla - ha affermato il Capogruppo di AdC, Marco Carrel -. Ci auguriamo che almeno siano stati presi dei contatti. A noi interessa cosa fa il Presidente della Regione, non cosa fa Renzo Testolin: i cittadini hanno votato il Consiglio regionale e il Consiglio, con dei passaggi su cui non torno ma non certo rispettosi delle indicazioni dei valdostani, ha eletto il Presidente e la Giunta. Il Presidente ha il dovere di riferire a questa Assemblea le azioni che portano all’attuazione del programma di legislatura. Se questo è il modo di gestire i dossier importanti, sono molto preoccupato. Il Consiglio non è solo il luogo dove si condividono i problemi: se si vuole sempre decidere da soli, dovrete comunque fare i conti con questo Consiglio e, a questo punto, anche con la maggioranza, visto lo stupore manifestato dai Consiglieri di maggioranza nell’ascoltare la risposta del Presidente.»
«Se io fossi in lei - ha detto il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -, mi chiederei come mai tutti i gruppi di opposizione hanno deciso di condividere premesse e domande sullo stesso tema, chiedendole conto di quello che lei ha fatto in una misteriosa spedizione romana. Lei non ha voluto essere trasparente, dicendo che non le interessano le polemiche ma i risultati, eppure di risultati non ce ne sono. La segretezza sui suoi incontri a Roma è dovuta al fatto che lei ha capito perfettamente che non porterà a casa niente e vista l’offerta di ampliamento dell’accordo fattale da Forza Italia le ricordo che 0+0 fa sempre 0.»
«Per l'ennesima volta abbiamo cercato di ottenere delle risposte senza riuscirci - ha replicato il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione -. Nel Consiglio del 12 febbraio, ci è stato detto con molta serenità che dopo un anno di silenzio assoluto c’erano delle novità. Erano state chieste una serie di modifiche alla norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche su richiesta di un Ministero. Nella stessa giornata il Consigliere Marguerettaz ha partecipato ad una riunione della Commissione paritetica. Poi abbiamo avuto notizia di questa riunione a Roma con la presenza del Presidente Testolin e del Consigliere Marguerettaz. Oggi, a nostra semplice richiesta di informazioni, il Presidente non ha fornito alcuna risposta. Questo silenzio assordante su un tema così importante per la comunità valdostana ci sconcerta. Perché non condividere con trasparenza i passaggi di questo percorso anziché alimentare sospetti?»
SC-MP
Comunicato n° 144 del 12 marzo 2026
Interrogazione sull'aggiudicazione dei lavori dell'ospedale Parini. Conclusi i lavori del Consiglio
In chiusura dell'adunanza consiliare dell'11 e 12 marzo 2026, il gruppo Fratelli d'Italia, con un'interrogazione, ha chiesto chiarimenti sull'aggiudicazione dei lavori della fase 3 del IV lotto dell'ospedale Parini di Aosta. L'intervento riguarda il nuovo ospedale per acuti (corpo K), il futuro accesso principale (corpo L) cosiddetto Hospital Street, il nuovo parcheggio a est (corpo P).
Richiamando l'assegnazione provvisoria dei lavori, avvenuta lo scorso 9 gennaio al raggruppamento temporaneo di imprese avente capofila la Manelli Spa, risultato vincitore del bando di gara, il Capogruppo Alberto Zucchi ha voluto sapere quale sia lo stato di avanzamento delle verifiche tecniche necessarie per procedere all'aggiudicazione definitiva, se siano emersi problemi tali da rallentare o impedire il proseguimento dell'iter e quali siano i tempi previsti per l'avvio del cantiere.
L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha riferito che «i servizi della società Siv stanno attuando le verifiche opportune sulla proposta di aggiudicazione, dalle quali allo stato attuale non sono emerse cause di esclusione né irregolarità sotto il profilo contributivo, fiscale o previdenziale. A fine gennaio è stato comunicato a Siv il subentro, a seguito di affitto, di tutte le attività aziendali, comprese le commesse acquisite e/o in corso di aggiudicazione, in capo all’impresa Manelli Spa, mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese in aggiudicazione provvisoria, all’impresa Cmc Ravenna Spa (Cooperativa muratori & cementisti), che diverrebbe quindi nuova mandataria del raggruppamento stesso. Siv ha quindi acquisito tutto il materiale necessario alla puntuale verifica dell’ammissibilità di tale passaggio di consegne (contratto di affitto, personale, mezzi, attrezzature, sedi e commesse già acquisite o in corso), che è stato verificato e, da un puntuale parere del supporto legale fornito a Siv, pare non sussistano condizioni ostative alla possibilità di aggiudicare e siglare il contratto dei lavori con la nuova mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese.»
«Si stima siano necessari ulteriori 15 giorni per acquisire gli ultimi documenti e completare le verifiche - ha aggiunto -: le necessarie e opportune ulteriori verifiche, resesi necessarie dalla possibilità di variazione del soggetto mandatario del raggruppamento temporaneo di imprese, determineranno per forza un aggiornamento temporale delle fasi successive. Pertanto, si stima che con l’estate prossima si concretizzerà l’aggiudicazione definitiva e la conseguente possibile consegna effettiva del cantiere, fatti salvi, ad oggi non prevedibili, eventuali ricorsi o richieste di disposizione sospensiva.»
«Apprendiamo la novità del subentro di una società di Ravenna alla Manelli Spa - ha replicato il Consigliere Zucchi -. La delicatezza di aggiudicare i lavori a una società con evidenti criticità aveva sollevato molti interrogativi. Ora con questo subentro, siamo all'ennesimo slittamento dei termini degli atti necessari per il primo colpo di piccone di questo ospedale, che attende l’inizio dei lavori da decenni. Rileviamo che c'è la massima incertezza su uno dei dossier cardine della nostra Regione. È una storia infinita che temiamo continuerà ancora nel corso dei prossimi mesi. Torneremo sul tema.»
Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 25 e giovedì 26 marzo.
SC


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