Dal 1/1/2013 gli allegati dei resoconti sono reperibili nel link "Iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2766 del 24 maggio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2766/XIV - Chiusura discussione generale congiunta del piano di ristrutturazione aziendale di Casino de la Vallée S.p.A., ai sensi della legge regionale 10 febbraio 2017, n. 2, e del D.L. n. 106 (Disposizioni urgenti per il finanziamento del piano di ristrutturazione aziendale di Casino de la Vallée S.p.A., in attuazione della legge regionale 10 febbraio 2017, n. 2). (Reiezione di tre ordini del giorno. Approvazione di un ordine del giorno)

Rosset (Presidente) - Con 30 presenti, possiamo riprendere i lavori. Ricordo che abbiamo chiuso la discussione generale; per la replica da parte del Governo ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Innanzitutto vorrei ringraziare tutti i colleghi e le colleghe intervenuti su questi due importanti provvedimenti. Ho ascoltato attentamente tutto il dibattito avvenuto ieri e questa mattina. Mi sembra che sia stato ribadito da parte di tutti l'importanza che ha, e che ha ancora, la nostra casa da gioco all'interno del sistema Valle d'Aosta e quanto sia ancora importante l'indotto diretto - quindi posti di lavoro, le garanzie certe - e l'indotto indiretto che ha e che dovrà avere nel prosieguo.

È stata sottolineata dai colleghi l'importanza, anche dal punto di vista di fatturato. Sono numeri che ben conosciamo: è la terza potenza a livello di partecipata pubblica al 100 percento. Ho ascoltato bene anche gli interventi dei colleghi, che hanno avuto modo negli ultimi anni di assumersi le deleghe su questo importante dossier.

Se posso, farei un piccolo elenco legato a cosa è stato messo in evidenza, cercando comunque di rispondere agli interventi dei colleghi, soprattutto della minoranza. Per quanto riguarda il collega Perron, non so se è in aula, la sua sintesi è stata: "questo Governo, questa nuova maggioranza su questo dossier doveva avere più coraggio. Probabilmente quello che avete messo in campo, dal punto di vista finanziario, serve a malapena per qualche settimana, per qualche mese".

Consentitemi una battuta sul ruolo che ho avuto in Consiglio in questi nove anni. In questi nove anni ho avuto un ruolo di opposizione e più volte ho cercato di mettere in evidenza - per quanto conoscevo, per le possibilità che avevo, anche a livello di articolo 116 - da una parte le criticità e dall'altra le potenzialità di questa nostra importante azienda. Avevo un ruolo diverso, non di Governo, e pertanto, non avendo un ruolo di Governo, uno cosa può fare? Può pungolare, può eventualmente mettere in evidenza delle criticità, può comunque cercare di proporre delle idee e delle scelte da mettere in campo. Ci tenevo a fare questo passaggio, perché da sempre cerco di entrare nel merito e creare comunque le condizioni di poter fare meglio in qualsiasi tipo di società, azienda che sia, soprattutto se, come in questo caso, pubblica.

Per quanto riguarda i passaggi fatti ieri sulle centinaia e centinaia di migliaia di euro spesi dall'azienda per redigere questo piano di ristrutturazione: innanzitutto l'amministratore unico ha fatto dei bandi, delle manifestazioni di interesse e da diverse settimane i bandi sono stati pubblicati all'interno del sito della Casa da gioco, sia a livello curricolare sia a livello proprio di compensi, con tanto di delibera attuativa e di contratto siglato con i liberi professionisti. Mi è spiaciuto sentire certe affermazioni, ieri pomeriggio e ieri sera, dato che da diverse settimane tutte queste informazioni sono pubbliche, non solo per i trentacinque Consiglieri, sono pubbliche per tutta la comunità valdostana.

I tempi sono ristretti. Sì, i tempi sono ristretti, è dovuto a delle scadenze che tutti ben conosciamo.

Collega Rollandin, se posso, in sintesi Lei dice: "niente di nuovo. Praticamente il problema non viene risolto alla radice".

Per quanto riguarda il parere che lei ha avuto modo, noi tutti abbiamo avuto modo, di studiare e di leggere, ci dava dei diversi percorsi. Dopo entrerò nel merito riguardo al percorso che questo Governo e questa maggioranza hanno deciso di seguire.

Il collega Marguerettaz mette in evidenza la sua posizione: "un piano che dice praticamente nulla, poca la trasparenza per quanto riguarda bandi e chi ha redatto questo piano"; ho cercato di rispondere al collega Perron: "una cosa è certa: i tagli sono praticamente certi o quantomeno, se non sono certi, sono declinati all'interno di questo piano".

Per il collega Guichardaz questo è un piano di cose ovvie. È stato detto che io, quando avevo un altro ruolo, avevo la soluzione nel taschino. Mi sembra che la soluzione che questo Governo e questa maggioranza mettono oggi sul tavolo, sia chiara, declinata con tanto di piano di ristrutturazione, con vicino un suo sostegno che successivamente declinerò meglio.

Collega Cognetta, se posso, sintetizzo il suo intervento: "non si vuole risolvere il problema, probabilmente". Questo è il messaggio lanciato ieri pomeriggio dal collega, che va un po' in controtendenza, in antitesi rispetto ad una parte di opposizione, che ci dice esserci una cosa certa (sono i tagli), se no per il resto vi è nulla di nuovo.

Per quanto riguarda il collega Baccega, ci sollecita: "siamo in ritardo sul on line e su certi altri parametri all'interno dell'azienda, un piano non veritiero". Ho fatto sintesi rispetto al suo intervento. Tanti sono stati i piani prodotti in questi ultimi anni, tanti sono i consigli d'amministrazione. Questo è un po' quanto è successo in questi ultimi anni.

Il collega Bianchi, parlando da Consigliere, poi da dipendente, mi sollecita dicendo: "questo è un piano pieno di banalità, solo banalità questo piano, dati che non sono assolutamente attendibili. Però c'è una cosa certa, che è la riduzione del costo del personale".

Ho fornito questi elementi per mettere in evidenza quali sono stati gli spunti interessanti entrati nel merito del documento predisposto che oggi è in discussione.

Per quanto riguarda la maggioranza, farei sintesi su tre concetti principali. Questa probabilmente è l'ultima chiamata. Faccio mie le considerazioni di tanti colleghi di maggioranza: questa è l'ultima chance.

E, facendo questo passaggio, vorrei dire questo perché, come è stato detto all'unisono dai colleghi di maggioranza, i due provvedimenti oggi in discussione seguono volutamente un percorso diverso. Questo ci tengo a ribadirlo: questa è sostanzialmente una proposta diversa. L'eredità che ci siamo assunti, che mi sono assunto, è un'eredità sicuramente pesante: gli investimenti ingenti che sono stati fatti; come, chi ha autorizzato gli investimenti spesati, investimenti che non sono stati nascosti, ma che sono andati leggermente oltre agli 81 milioni approvati nel 2010 all'interno di questo Consiglio regionale, e non c'è un atto amministrativo politico che abbia dato contezza e abbia dato libertà all'azienda di poter spesare e spendere fino a 120 milioni e 126mila euro, anche perché l'amministrazione pubblica, a differenza di un privato, di solito parla esclusivamente tramite atti.

È un po' come uno che ha un'attività nel privato, investe e ha un capitolato; il tutto costa 1 milione di euro, decide di non chiudere l'attività per mille ragioni: perché non vuole perdere mercato, non vuole perdere ospiti, i clienti, però al termine dell'operazione il costo aumenta del 50 percento. Ecco perché questa nostra proposta, la proposta del Governo Marquis, di questa maggioranza tutta non va nella direzione di restituire quelli che sono i prima 108 milioni di euro - mi ricordo molto bene il dibattito in II Commissione per quanto riguarda la restituzione - poi ridotti a 103. Ecco i 43,6 milioni, la differenza fra 103 meno i 60 che sono stati ricapitalizzati a fine 2013. Questa è sostanza, non è forma. È un percorso diverso rispetto al passato Governo. Per noi è importante, basilare mettere in piedi un percorso alternativo.

Un'eredità pesante, dicevo: investimenti; una gestione deficitaria; una società carica di debiti, o molto indebitata; procedimenti che sono stati comunque lanciati e noi ci siamo trovati a dover trovare delle soluzioni, dei rimedi; pochissima liquidità; obbligati a onorare gli impegni dell'azienda precedentemente assunti nell'ottobre 2016. Qual è quindi la nostra proposta per tutto questo? Non vado a ribadire quali sono i punti di forza di questo piano, ma vorrei invece ripercorrere - proprio velocemente - la soluzione dal punto di vista finanziario, perché è molto importante.

La proposta che noi oggi andiamo a fare al Consiglio regionale è questa. Se i due provvedimenti saranno approvati da questo Consiglio, subito, domani mattina, venerdì mattina, e lunedì ci sarà la delibera di Giunta, si farà un versamento in conto capitale necessario/obbligatorio di 8 milioni di euro. Questa è certezza, ma soprattutto questo è ciò che si farà a brevissimo.

Parallelamente ho presentato un emendamento ieri mattina, proprio per avere un paracadute per quanto riguarda questa necessità urgente/imprescindibile, che è quella dell'eventuale controgaranzia dell'Amministrazione regionale per le banche. Questo vuol dire che è un'eventualità innanzitutto temporanea, anche perché altre banche stanno valutando la fideiussione poi da mettere in campo all'azienda per il tramite dell'INPS, per onorare quegli impegni che l'azienda si è assunta nell'ottobre 2016 con quarantuno lavoratori. Nel mentre, la seconda tranche sarà erogata, eventualmente a fine settembre 2017, se saranno raggiunti i risultati, gli obiettivi inseriti e prefissati nelle azioni del piano e successivamente, a fine luglio, altri 6 milioni di euro al raggiungimento degli obiettivi. Questo ci tengo a dirlo, perché è sostanziale la differenza. Il disegno di legge comunque così come è stato elaborato e predisposto, mette in campo 8 milioni di euro. Gli altri versamenti in conto capitale saranno fatti, si darà attuazione agli altri versamenti in conto capitale solo se saranno raggiunti gli obiettivi prefissati e inseriti all'interno del piano. Sono certo, siamo certi che ci assumiamo oggi con questa proposta, sostanzialmente diversa, nei confronti dell'azienda - e diamo grande responsabilità all'azienda - e della comunità valdostana tutta.

C'è un passaggio che vorrei sottolineare. All'interno di questo piano c'è un indirizzo di natura politica che è stato dato all'amministratore unico, è stato dato al pool di professionisti: quello di non lasciare indietro nessuno. Questo vuol dire però lo sappiamo dopo i numerosi incontri che abbiamo avuto modo di fare con i rappresentanti dei lavoratori, con le forze sindacali tutte - che il modello deve essere riorganizzato, va riorganizzato all'interno della Casa da gioco e da domani, se i due provvedimenti oggi avranno un voto positivo, l'azienda dovrà sedersi attorno a un tavolo per trovare le soluzioni migliori, individuare il giusto fabbisogno per permettere alla società di ridare gambe e corso, soprattutto rilanciare le azioni, ma tutto questo deve assolutamente passare per una riorganizzazione, una ristrutturazione di tutto il personale e comunque una riduzione anche del costo del personale. Non possiamo esimerci da questa responsabilità in questo momento. La politica a mio avviso, a nostro avviso, deve fermarsi e delegare, indirizzare e creare quelle condizioni grazie al piano e al disegno di legge, in modo che ci sia serenità, disponibilità, voglia di trovare una sintesi perché noi riteniamo, nel momento in cui c''è un indirizzo troppo importante, che è quello di non lasciare indietro nessuno, dall'altra parte comunque vada riparametrato il rapporto all'interno della Casa da gioco proprio perché il mondo è cambiato, perché gli introiti sono cambiati, perché la vita è cambiata, perché la gente tutta ci sta guardando, perché oggi abbiamo messo in campo un disegno di legge che va in una direzione di verifica, di poter valutare le azioni, perché comunque stiamo trattando e stiamo parlando di denaro pubblico, di denaro di tutta la comunità valdostana.

Ce la faremo, non ce la faremo? Io penso che, con tanta umiltà, la politica ha cercato di fare la sua parte. La politica in questi due giorni si è confrontata, con toni magari anche accesi in determinati momenti, ma ha dato all'azienda la possibilità di dare corso, con concretezza e con il relativo sostegno finanziario del socio, misurato e calibrato, agli interventi programmati.

Sappiamo perfettamente che è una missione molto difficile, ma non impossibile, il mondo non è più come prima. Il mondo è cambiato, è cambiato per tutti e io penso che al centro di tutto questo ci sia il lavoratore, la voglia comunque di formare. Se ci saranno dei cambiamenti, e ci dovranno essere dei cambiamenti, e il tutto dovrà essere sicuramente equilibrato in base al fabbisogno all'interno dell'azienda e rispetto alle responsabilità del singolo, rispetto alle responsabilità di chi produce, di chi magari in questo momento ha delle responsabilità o posti comunque contrattuali a livello amministrativo e che probabilmente dovrà, anche insieme all'azienda, modificare il suo profilo se ci saranno degli accordi, degli accordi-quadro con i rapporti sindacali, sempre con l'unico obiettivo che è non lasciare indietro nessuno, riparametrare un rapporto all'interno di un'azienda e soprattutto - questa è probabilmente la parte più importante - rilanciare la nostra Casa da gioco. "Troppo prudenziale quanto è inserito nel piano": io penso che sia congruo e che possa dare soddisfazione all'azienda, ai lavoratori e a tutta la comunità.

Presidente - Chiede la parola il Presidente della Regione Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Ho ascoltato con attenzione il dibattito sulla Casa da gioco che si è svolto in questi due giorni. Due giorni in cui si sono confrontate le forze politiche, i Consiglieri regionali all'interno dell'aula. Da parte di tutti è stata rimarcata l'importanza della Casa da gioco per l'economia della Valle d'Aosta, il ruolo che ha rivestito nel tempo e la speranza per il ruolo che dovrà ancora avere nel prossimo futuro. Si è parlato di consigli d'amministrazione che si sono succeduti, di piani di sviluppo che sono stati puntualmente presentati in questi anni all'attenzione del Consiglio e che poi non hanno dato le risultanze rispetto alle aspettative che ci si era prefissi. Erano piani industriali che fondamentalmente erano sostenuti dalla voce dei ricavi, si lavorava molto attraverso le politiche espansive. Poco, in proporzione delle difficoltà del momento, probabilmente si è fatto sulla parte dei costi, anche se è corretto dire che negli ultimi due anni si è fatto del lavoro per contenere il costo della gestione della Casa da gioco. Però lo sforzo non è stato sufficiente rispetto agli equilibri di bilancio. Per ciò che concerne i ricavi, questi hanno dato delle grosse delusioni rispetto alle aspettative. Probabilmente c'è stato un eccesso di ottimismo, ma ci sono anche delle situazioni contingenti che hanno contribuito in modo significativo: è cambiato il mercato del gioco, ci sono state delle difficoltà esogene rispetto alla Casa da gioco, ma ci sono anche stati dei problemi legati all'organizzazione del lavoro.

Oggi siamo stati chiamati a discutere di un piano industriale, di un piano di risanamento, un piano che in alcuni interventi, a mio avviso, è stato anche banalizzato, perché ritenuto superficiale, come un piano in cui non vi sia nulla di nuovo. Io ritengo che invece sia molto innovativo rispetto a quelli passati. È un piano innanzitutto che parte da una corretta lettura delle criticità di questa gestione, criticità analizzate in modo rigoroso. È un piano a cui hanno concorso molte professionalità. Il fatto che ci siano stati degli apporti specialistici è stato oggetto di critiche da parte di molti Consiglieri dell'opposizione. Secondo me questo è un punto di forza del piano, perché le auto, per fare un paragone, sono fatte di componenti che si producono in diversi stabilimenti, ma dopo vengono assemblate e la responsabilità del prodotto sta all'assemblatore. In questo caso il piano industriale è stato assemblato, la responsabilità starà all'amministratore unico che è responsabile della sua attuazione, è responsabile della sua gestione. Credo che questo sia un aspetto da non sottovalutare. È vero che il piano è costato, sono dei costi che non potevano essere evitati in questa fase, perché all'interno della struttura non vi erano le professionalità adeguate per poter contribuire a tracciare una via nuova. Erano delle vie di cui abbiamo già visto il risultato, dei déjà-vu. C'era la necessità di affrontare diversamente la questione per il risanamento dell'azienda.

La prudenza evocata da Lei, consigliere Perron, una "troppa prudenza, probabilmente bisognava avere un po' più di fantasia, un po' più di coraggio nell'individuare un maggiore livello di ricavi", io credo che invece sia un punto di forza, che sia arrivato il momento di applicare anche il buon senso nella gestione. Buon senso che adopererebbe ciascun padre di famiglia, che adopererebbe ciascuno artigiano nella gestione della sua azienda, ciascun agricoltore, ciascun ristoratore e ciascun albergatore. Credo che anche nella gestione del pubblico occorra un approccio un pochettino nuovo, un approccio improntato a una grande responsabilità rispetto al momento che viviamo e anche rispetto alla gestione di fondi pubblici.

Non è sicuramente un piano perfetto questo, perché ci sono stati sessanta giorni di tempo per svilupparlo. È un piano che però è serio, è credibile. È un piano che è stato certificato da una società di certificazione che l'ha valutato. Credo che adesso spetterà alla governance - a seguito della sua approvazione che io mi auguro avvenga in quest'aula oggi - controllare la sua attuazione. E questa è un'altra grossa novità rispetto al passato, perché i piani sono dei fogli, sono una somma di pagine, ma sono delle pagine che rischiano di prendere polvere se poi non si controlla come vengono attuati. Quindi l'importanza di questo nuovo piano, della sua nuova gestione credo che stia nel momento di monitoraggio che dovrà essere intrapreso. Un monitoraggio continuo, perché dovrà essere verificata lungo il percorso gestionale l'attuazione delle condizioni in esso previste e, laddove sorgeranno dei problemi, bisognerà riorientare e tracciare nuovamente il percorso. Credo che questo sia un comportamento corretto e diligente, che assume qualsiasi azienda nella propria gestione.

È stato evocato anche il fatto che sono state bruciate le tappe. Io credo che se le tappe sono state bruciate è anche perché prima è stato bruciato del tempo. Se noi nel mese di settembre, di agosto dell'anno scorso ci fossimo presi per tempo per verificare la situazione contabile nella sua complessità, credo che oggi probabilmente avremmo avuto un po' più di tempo anche per discutere della situazione che abbiamo dovuto affrontare. Probabilmente un po' di superficialità dobbiamo anche riconoscerla nella gestione che abbiamo avuto, ciascuno nel proprio ruolo, senza esonerare nessuno da queste responsabilità. Credo che oggi siamo chiamati a una responsabilità nuova se vogliamo salvare questa azienda, una responsabilità che si devono assumere la politica, la governance, le parti sociali, i lavoratori: le quattro gambe che sostengono questo tavolo. Oggi non è più possibile pensare di approcciare questa tematica come è stato fatto nel passato. La strada è stretta da percorrere, ma ritengo che sia una strada percorribile nella misura in cui sapremo essere seri, ciascuno nel proprio ruolo. Secondo me, è importante richiamare alla responsabilità la politica, perché la politica, in una situazione di così grande delicatezza, dovrebbe avere la capacità di ridurre la distanza tra la governance e i lavoratori, che sono coloro che sono interessati a livello diretto da questo processo di ristrutturazione aziendale.

Quindi credo che la politica abbia anche il compito di fare chiarezza. In alcuni momenti, in questi giorni è stata fatta anche della confusione. Siamo riusciti persino a confondere i giornalisti sugli impegni finanziari contenuti in questo piano.

Quindi da parte nostra credo che ce la dobbiamo mettere tutta per rappresentare la situazione in modo corretto, chiaro e trasparente per poter garantire la sostenibilità di questa azienda. Dobbiamo garantire la sostenibilità, una sostenibilità con le risorse necessarie, tenendo comunque conto del momento di difficoltà che vive la Valle d'Aosta, perché ogni euro che non viene buttato in un pozzo senza fondo, è un euro utile per cercare di risollevare l'economia della nostra Valle, per cercare di dare occupazione a chi è senza lavoro, a coloro che vivono delle situazioni di difficoltà.

Quindi da parte nostra l'impegno è profuso nella direzione di cercare di gestire al meglio le risorse a disposizione della pubblica amministrazione. Risorse che devono essere messe a disposizione di tutta la comunità valdostana.

Al di là di questo, è un piano che è inalveato nell'ambito della legislazione nazionale. La legge Madia dice delle cose molto chiare, dice che non possono essere fatti dei trasferimenti in società in perdita nelle more della predisposizione e dell'acquisizione di un piano industriale, e così è stato fatto. E credo che di questo dobbiamo ringraziare le professionalità che si sono messe a disposizione per redigerlo, ringraziare le parti sociali che hanno accettato - sono venute al tavolo con mille difficoltà, ma credo con grande senso di responsabilità - di confrontarsi e ringraziare i lavoratori che credo abbiano acquisito anche loro la consapevolezza delle difficoltà che la Casa da gioco sta vivendo. Ma ritengo che questo non può che essere il punto di partenza, perché il piano contiene delle azioni, delle linee di indirizzo che poi devono essere declinate, alle quali bisogna dare contenuto.

È importantissimo, d'ora in avanti, che ci si possa confrontare, che un confronto tra la governance e le parti sociali sia un confronto serio nell'interesse dell'attuazione del piano, perché solo con l'attuazione del piano e nel garantire che si possano verificare le condizioni in esso contenute, riusciamo a dare sostenibilità a questa azienda.

È stato richiamato da più colleghi che sono intervenuti: questa è l'ultima chiamata. Ritengo che la situazione sia molto delicata, una situazione alla quale siamo obbligati a dare delle risposte di carattere straordinario, sia a livello di approccio, sia nei loro contenuti. Non condivido i ragionamenti che sono stati fatti - magari anche in modo un po' scherzoso per sdrammatizzare - sul costo pagina di questo piano, di 3 mila euro di costo-pagina, perché io vorrei ricordare che non c'è nessun problema se vogliamo parlare anche di costo-riga, perché questo autunno, quando abbiamo visto la Finanziaria, il trasferimento di 48 milioni era scritto in sei righe. L'unica documentazione che era agli atti, erano sei righe dentro la Finanziaria, con un costo-riga quindi di 6 milioni di euro. Se vogliamo parlare di costo-pagina, ci sono anche dei costi-pagina che possiamo andare a vedere a quanto ammontavano, quando ci sono state delle dimissioni eccellenti o delle revoche di incarichi all''interno della Casa da gioco, ma questa sfida non ci appartiene.

Noi vogliamo avere un confronto serio, corretto, mettendo al centro l'azienda. E credo che è solo così facendo che si possa dare speranza di garantire un futuro alla Casa da gioco. È solo con un approccio improntato alla massima correttezza da parte di tutti, che possiamo creare le condizioni per far vivere la Casa da gioco, per garantire un futuro a coloro che lavorano, per garantire un futuro alle loro famiglie. Sicuramente il momento è estremamente difficile per i lavoratori, sono stati già chiamati a dei sacrifici negli anni scorsi, hanno accettato accordi che prevedevano delle riduzioni delle loro spettanze, degli emolumenti, a fronte dei quali non ci sono poi stati dei riscontri per quanto concerne gli aumenti dei ricavi che venivano prospettati.

Io credo che è solo lavorando in questa direzione che si possa rimettere la Casa da gioco sulla via del risanamento, sulla via del rilancio e sulla via della sostenibilità, nell'interesse della Valle d'Aosta e di tutti i Valdostani.

Presidente - Ci sono richieste di intervento? Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) -. Solo se ci può spiegare le modalità di votazione. Se ce lo ricapitola, tenendo conto anche degli ordini del giorno e degli emendamenti. Solo per chiarezza ai fini del dibattito in aula.

Presidente - Per prima cosa gli ordini del giorno e dopo, separatamente, emendamenti e piano. Le votazioni separate, l'avevamo già detto, 19.01 e 19.02.

Se poi volete fare congiuntamente la dichiarazione di voto, nessun problema. Chiarito questo aspetto, chi vuole prendere la parola?

Passiamo agli ordini del giorno. Ordine del giorno numero uno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente. Per illustrare il primo ordine del giorno. Il primo ordine del giorno, alla luce di un piano che - secondo me, e anche dalla discussione che è venuta fuori sinora - non dà delle risposte precise rispetto ai problemi che ci sono, chiede di incaricare il Governo affinché dica ai consulenti e all'amministratore Di Matteo di riportare all'esame della Commissione competente, entro il 30 maggio di quest'anno, tre cose.

La prima è un progetto di riorganizzazione interna delle risorse umane necessarie allo svolgimento dell'attività aziendale. In sostanza, un organigramma con i valori delle persone che servono per svolgere le varie funzioni.

Il secondo punto: riportare alla Commissione, sempre entro il 30/05, un progetto reale e sostenibile per il recupero delle quote di mercato, quindi come si vuole sviluppare l'attività del Casinò e quali azioni si metteranno precisamente in campo - e anche quanto costeranno magari - per capire come recuperare quote di mercato.

Il terzo punto invece, sempre per il 30/05: riportare alla Commissione di verificare il livello di efficienza e le necessità strutturali per garantire la qualità dell'erogazione dei servizi e la possibilità della loro erogazione nel corso delle ventiquattro ore. Mi riferisco in questo caso al Billia e a ciò che è stato detto nel piano, cioè che ci sono delle difficoltà rispetto alla sua propria attività.

Sostanzialmente chiedo che con precisione venga detto quante persone sono necessarie per lavorare all'interno del Casinò, quali attività si vogliano mettere in campo per fare un rilancio reale ed efficace della Casinò, di che risorse quindi abbiamo bisogno, sia economiche che umane, e successivamente come dare i servizi in maniera corretta rispetto a quello che si ritiene essere un cinque stelle.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian. Ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Collega, su questo ordine del giorno sarà cura dell'azienda iniziare un percorso di trattativa totale sia dal punto di vista di accordi di natura sindacale, di natura giuridica, di opportunità e di conseguenza legata al fabbisogno interno dell'azienda tutta, della macchina tutta, sia nel reparto giochi che nel reparto hôtellerie.

Noi pensiamo che gli indirizzi inseriti nel piano declinino gli obiettivi che si vogliono raggiungere, ma che questo sia compito dell'azienda insieme alle forze sindacali, ai rappresentanti sindacali per poter addivenire in prima battuta probabilmente a un accordo-quadro, magari di massima, per poter avviare le trattative di totale riorganizzazione e, in seconda battuta, declinare reparto per reparto esigenza e fabbisogno interno all'azienda. Detto questo, la proposta del Governo, di questa maggioranza su questo ordine del giorno è un'astensione con l'impegno, nel momento in cui ci sarà un primo documento firmato tra le parti, di richiedere all'amministratore unico di venire in Commissione e spiegare, illustrare qual è stato il percorso e poi soprattutto declinare il prosieguo della - se non trattativa - riorganizzazione totale all'interno dell'azienda.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, è proprio sulla questione di metodo, a questo punto, che non ci troviamo. Io vorrei sapere prima quale sarà la trattativa con i sindacati, che idea abbiate e che idea quindi abbia l'amministratore, e poi magari si va a trattare per ottenere quel risultato. Invece lei dice lo facciamo dopo, faremo una trattativa. Faranno una trattativa, mi scusi. Per carità, voi non fate niente. La trattativa, dicevo, è una cosa che quindi non ci compete. Non ci compete sapere - come ho già detto nel mio intervento in discussione generale - se certi giochi verranno mantenuti, sviluppati piuttosto che tolti e così via, o che tipi di azioni di marketing si faranno per far arrivare altre persone, clienti possibilmente facoltosi, come scrivete voi.

Di conseguenza, è un piano che non dice assolutamente nulla. Questo lo dimostra chiaramente. La sua risposta ha dimostrato chiaramente che questo piano non dice assolutamente nulla. Punto e basta. Questo è il risultato di questo ordine del giorno. Mi fa piacere, perché finalmente è evidenziato anche con un voto.

Presidente - Altri? Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno numero uno. Dichiaro aperta la votazione.

Presenti: 33

Votanti : 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 18 (Bertin, Bertschy, Borrello, Certan, Chatrian, Fabbri, Fosson, Gerandin, Grosjean, Marquis, Morelli, Nogara, Norbiato, Padovani, Restano, Roscio, Rosset e Viérin)

Il Consiglio non approva.

Ordine del giorno numero due. Per l'illustrazione ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Avrei potuto scrivere nelle premesse "visto che non verrà approvato l'ordine del giorno numero uno, ci sarà la votazione sul numero due", però non potevo prevederlo e quindi ho spiegato il perché io faccia questa richiesta.

Con l'ordine del giorno numero due chiedo molto semplicemente di non liquidare nessuna fattura a favore dei consulenti, finché non ci daranno un piano degno di questo nome. È una cosa abbastanza semplice e direi anche lineare. Se paghiamo qualcuno per avere un piano di ristrutturazione aziendale, vorrei leggere un piano di ristrutturazione aziendale e pagarlo di conseguenza. Siccome questo non lo è, a detta loro, perché dovremmo pagarlo? Mi sembra una richiesta... facile! Quando vedremo un piano, allora faremo il pagamento. Se invece continuiamo a regalare soldi in giro, poi non ci lamentiamo se il Casinò va a fondo perché è giusto, come avete detto noi, pagare perché le professionalità interne non ci sono. Ma ci sono per fare l'altro piano, quello che manca? Perché se non ci sono nemmeno per quello, allora tanto vale aspettare di pagare quando vedremo un piano degno di questo nome. Io non metto in discussione la professionalità, anzi. Però paghiamolo quando ci danno quello che gli abbiamo chiesto, e non prima. Quindi chiedo, molto semplicemente, di domandare all'amministratore di non procedere alla liquidazione di alcuna fattura a favore dei professionisti incaricati, prima di aver ricevuto e fatto approvare dal Consiglio regionale un piano di ristrutturazione aziendale con il dettaglio dei costi del personale e delle azioni di dettaglio per il rilancio della società.

Si aspetta, prima di pagare, di avere un piano.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Il piano c'è, il piano è stato elaborato. Io penso che ci siano dei ruoli completamente diversi tra il socio e l'azienda e la discussione di ieri e di oggi ne porta contezza nel merito, non nella forma.

Poi se si vogliono fare altri ragionamenti, ognuno può indubbiamente mettere in evidenza le criticità o la pochezza, come stamattina altri colleghi hanno parlato di banalità più totali. Io penso che il piano, redatto in fretta, abbia al suo interno i contenuti per poter dare contezza da una parte e dei punti di caduta importanti dall'altra, in modo da poter riequilibrare un'eredità pesantissima senza giocare sulle cose o senza comunque affrontare serenamente le trattative che da domani pomeriggio o da dopodomani inizieranno fra azienda e lavoratori, anche perché c'è una procedura in atto lanciata il 20 febbraio. Io penso che l'azienda abbia tutti gli interessi di creare le condizioni, di reperire il fabbisogno totale per poter non lasciare indietro nessuno. Ci asterremo su questo ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) - Per dichiarazione di voto, nel senso che noi, a differenza del Presidente Marquis e dell'Assessore, non ci sentiamo in dovere di ringraziare il pool di professionisti.

Né per il modo in cui si sono posti nei confronti della politica, perché le tirate di orecchie da parte dell'avvocato Di Matteo le respingiamo al mittente. Valuteremo quando ci saranno, nel merito, i risultati, di fare forse qualche considerazione in più.

Né per il lavoro prodotto finora.

Quindi il suggerimento che avanza il collega ci sembra di buon senso: l'azienda viene invitata a lavorare su cosa? Su una serie di suggerimenti vaghi e nebulosi, alcuni condivisibili, tipo lo spostamento dei tavoli piuttosto che l'aumento delle entrate? Ne abbiamo già discusso per due giorni, non li rievochiamo. Quindi ci sembra una puntualizzazione questa che viene proposta di buon senso, di un segnale di discontinuità rispetto all'impostazione che voi avete criticato finora.

Quindi benissimo, facciamo ammenda di ciò che è stato e accogliamo questo nuovo metodo di lavoro. Quando ci saranno degli atti concreti, tangibili che si vedono in modo concreto, benissimo, si procederà alla liquidazione di fatture in questo senso. Credo che sia interesse non solo dell'azienda, ma anche dei professionisti. Prima elaboreranno e prima produrranno dei risultati, prima si procederà a regolare anche i compensi professionali. Quindi, da un punto di vista del voto, sosterremo questa iniziativa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz. Ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Anche noi sosterremo questo ordine del giorno, anche per testimoniare, al pari dei nostri colleghi del Movimento 5 Stelle, dell'Union, credo anche i colleghi dell'EPAV, che questo pool di professionisti, più di dieci professionisti, nove - peraltro rimane un mistero anche il numero - non sono riusciti tutti insieme a farne uno.

Si sono messi insieme in dieci a fare un piano, che io continuo a dire - da umile ispettore di igiene, non da "espertone" come tutti gli altri che hanno evidenziato la bellezza di questo piano e la fattibilità - che è un piano banale, dai contenuti estremamente ideali e di principio, ma che non contiene nulla.

Il motivo per cui abbiamo sostenuto anche il precedente ordine del giorno era proprio per dare una fattibilità, per dire: cerchiamo di portare almeno un piano di riorganizzazione all'esame della Commissione. Non basta dire: "riorganizzeremo"! Sembra quasi un programma elettorale, ma i programmi elettorali sono misurati poi nelle successive elezioni. Qua l'unico sistema per misurare è non pagare questa gente. Voi vi troverete costretti, colleghi, a richiedere indietro i soldi, perché questo piano qua non compone nulla in termini operativi.

Poi, siccome parliamo di corrispettivi - e vi ringrazio per averci dato indicazioni come arrivare alle lettere di incarico professionale! - queste lettere di incarico professionale intanto definiscono che, di base, questi professionisti costano quasi 300 mila euro, poi bisogna capire l'IVA, i contributi del 15 percento, del 5 percento, il rimborso delle spese vive: la trasferta in pompa magna dell'altra volta, una trasferta dove abbiamo pagato alberghi, ristoranti, benzina e chi più ne ha più ne metta ai dieci che potevano evitare di venire, bastava che si facessero rappresentare. C'è scritto qua. Su questi incarichi tra l'altro avete anche scritto, e io dico avete perché non ci raccontate la frottolina che la politica non mette il naso in queste cose, perché non vi si crede proprio. Non si crede che il proprietario non mette il naso nel piano di ristrutturazione, che lascia a questo sconosciuto avvocato Di Matteo il boccino - come direbbe l'assessore Chatrian in una delle sue frequenti e folkloristiche definizioni - in mano a questo personaggio e voi non mettete mano e non date delle indicazioni?

Personaggi tra l'altro che hanno nel loro contratto, contratti che scadono tutti il 31 maggio 2017, gente che è stata pagata per un mese e mezzo di "lavoro", perché l'hanno finito un mese fa, 35 mila euro più IVA, più CPA più tutto quanto: Giovannini è stato pagato 10 mila euro per un mese e mezzo di lavoro, e c'è scritto "l'eventuale necessità di prorogare l'impegno professionale oltre tale data sarà oggetto di apposito accordo scritto". Questo risponde ai dubbi che evidenziavo stamattina: voi avete inserito queste persone all'interno dell'organizzazione per lasciarcele. Non ci raccontate la frottola degli incarichi fatti a scadenza il 31 maggio, perché in questi incarichi è esattamente scritto che qua li potete tenere ad libitum, fino a quando il signor Di Matteo ritiene che siano utili.

Quando ci vengono a raccontare che sono pagati come Frigerio o Pinco Pallo, intanto sono pagati come Frigerio per un mese e mezzo di non lavoro, o di lavoro fatto, a mio parere - lo dico da neofita - malamente. In più, quanto gli date? Continuate a dargli ogni mese e mezzo 300 mila euro? Io direi, accettate e aderite a questa richiesta di buon senso del collega Cognetta. Aspettiamo di vedere i risultati di questo piano, visto che l'avvocato Di Matteo ha detto che lui con il suo staff - estendendo la responsabilità anche a loro - sono garanti della buona riuscita del piano, dopo di che li paghiamo. Magari gli rifate il contratto e mettete anche delle percentuali aggiuntive, oltre a quelle che avete già messo all'avvocato Di Matteo con il 40 percento, non so quanto, rispetto agli 80 mila euro che gli pagate all'anno. Perché poi abbiamo anche dimenticato anche gli 80 mila più il premio di produzione dell'avvocato Di Matteo, magari li paghiamo a risultato. Troviamo un escamotage, troviamo un sistema. Lì sì che a quel punto diventa ragionevole aver preso uno squadrone di cosiddetti "esperti" a mettere mano alla ristrutturazione. Ma se voi non aderite a questa, che è semplicemente una questione di buon senso, come non avete aderito a quella prima che era una questione di buon senso richiamata un po' da tutti...

Io ho fatto sindacato quindici anni, ma non esiste sedersi intorno a un tavolo se non c'è un documento o una proposta di riorganizzazione sulla quale cominciare a lavorare.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Rollandin. Ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Siamo un po' stupiti che questo ordine del giorno non venga accolto, allora l'impegno che veniva sollecitato ai tempi, e che era dato per scontato, di portare in Consiglio la proposta, è fuffa, perché qui si chiede solo questo. O, peggio ancora, non c'è, che è quello che abbiamo detto da più giorni.

Se non c'è il piano, come si fa ad andare a trattare, su che cosa si tratta? Se c'è una controparte, è perché rispetto a una proposta di ridurre l'orario, o altro, ci sarà una discussione. Noi chiediamo di capire qual è la proposta che viene fatta - dopo tutto questo che voi dite "studio nell'azienda" - per migliorare, per controbattere, per cambiare, rivedere? Noi si chiede solo di portare in Consiglio e dire: "la trattativa comincia di lì, si dice in quel reparto questi vengono spostati - dico una stupidaggine - o vengono riqualificati, il piano di riqualificazione..." e questo dà l'idea di come si ristruttura. Questo era, ed è, l'ABC di un qualsiasi contratto, di un qualsiasi confronto.

Se non c'è questo, evidentemente non c''è tantomeno la volontà di portarlo all'attenzione del Consiglio, che notoriamente veniva sempre chiamato in causa per dire: "come, non avete portato in Consiglio, non lo dite al Consiglio, non venite a presentarlo in Consiglio"!

Quindi qui con questo voi dite che non siete nella possibilità di arrivare in Consiglio con un documento che dica che cosa verrà fatto nel raccordo che c'è con le forze sindacali. Mi sembra un aspetto molto difficile da capire, e soprattutto in controtendenza con tutto quello che avete predicato da anni. Questo, soprattutto, voi.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione?

Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz. Ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Solo per capire se il Governo intende replicare alle richieste... Intervengo, perché sono veramente stupito del fatto che il Governo non replichi. Sfiora la provocazione. Però voglio fare anch'io un ragionamento, che probabilmente va al di là dell'ordine del giorno, e chiederei veramente al Governo di rispondere, perché da un lato si dice: "noi pagheremo i professionisti nel momento in cui avremo delle proiezioni, dei documenti concreti", dall'altro si dice: "no, non va bene".

Allora, rispetto a questo, se è vero che - se ho capito bene quello che dice il Governo - ritiene che i professionisti abbiano fatto il loro compito, per la prosecuzione, prendendo il la dall'intervento di Guichardaz, chiedo: "Di Matteo darà degli altri incarichi?" Se ha avuto bisogno di questo supporto fino ad oggi per scrivere niente magari è esagerato ma direi poco o nulla, da adesso in avanti darà altri incarichi?

Noi abbiamo fatto dei 116 ai quali non è stata data risposta. Nei 116 chiedevamo una serie di documentazioni, ivi compresa la comparazione degli altri competitor per sapere se c'era qualcuno che aveva offerto di più, che aveva offerto di meno. Non può essere così sbrigativa la risposta dicendo: "noi pubblichiamo a chi diamo". No, noi abbiamo chiesto di sapere qual è stato il percorso per affidare a queste persone.

Ad esempio, ci sono delle voci che circolano, dove si dice che Botta, che è il consulente che avete preso, sarà il nuovo direttore dell'albergo e sarà ovviamente coordinato da un altro direttore. Rispetto al curriculum, qualcuno oggi ha detto erano vent'anni che non era in Italia. Quello è stato un punto di forza che lo ha portato a sceglierlo? Rispetto a questo ordine del giorno noi abbiamo l'obbligatorietà di fare chiarezza. Se ci dite che questi hanno assolto al compito, automaticamente io mi chiedo: "Di Matteo cosa fa?". Il Presidente Marquis ha detto che la Deloitte ha certificato questo piano industriale. Ma guardi che, io ero in Commissione, non è mica così. Il dottor Santamaria, mi pare si chiami, ha detto una cosa diversa. Adesso gliela prendo. Ha detto: "Come consulenti Deloitte abbiamo partecipato alla stesura di questo piano a supporto di tutti i professionisti, che hanno parlato poc'anzi. Fino adesso sostanzialmente ci siamo occupati dello sviluppo tecnico". Non hanno mica messo il bollino blu. Poi c'è una cosa particolare, perché dice "noi abbiamo iniziato a lavorare dal 28 aprile e la chiusura è stata quella del 10 maggio". Quindi non è un mese e mezzo, la Deloitte ha lavorato dodici giorni. Hanno detto di aver iniziato il 28. Mi pare che si siano fatti pagare bene per sostanzialmente occuparsi dello sviluppo tecnico. Se andiamo avanti di questo passo, noi abbiamo un avvocato Di Matteo che come unico compito avrà quello di fare bandi, firmare incarichi e staccare assegni e... fare comunicati e dire che noi siamo politici con la "p" minuscola.

Presidente - Per il governo, ha chiesto la parola l'assessore Chatrian. Ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) -. Non mi sottraggo alla risposta, anche perché ho risposto al collega Cognetta, quindi in quanto Governo avevamo già risposto all'interpellante. Per quanto riguarda i rapporti di natura contrattuale fra amministratore unico e consulenti, innanzitutto la responsabilità è dell'amministratore unico nei confronti dei consulenti. Mi fa piacere che il collega oggi metta in evidenza certi passaggi molto importanti. Noi abbiamo avuto fino a qualche giorno fa, e continuiamo ad avere, in azienda consulenti che in questi anni hanno fatturato più di 1,4 milioni di euro. Consulenti.

Ma non è un discorso di fare i nomi! Lei mi ha fatto delle domande, sto rispondendo ai quesiti che lei ha posto. Innanzitutto i rapporti di natura contrattuale: è l'amministratore unico che tiene i rapporti con i consulenti e non il sottoscritto. Per quanto riguarda i contratti che sono stati fatti e che non sono stati pubblicati: ci sono delle scadenze. Immagino e sono certo che l'amministratore, prima di liquidare le parcelle, verifichi se il lavoro è stato fatto compiutamente rispetto all'incarico conferito. Per quanto riguarda invece il lavoro svolto, questo è stato fatto su incarico per redigere il piano di ristrutturazione aziendale.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Io credo che o le cose vengono circostanziate, oppure è inutile continuare così, perché così come io ho una serie di elementi, li avete anche voi del Governo e quindi circostanziamo quello che ha detto così una volta per tutte facciamo chiarezza, perché è un continuo dire e non dire, mettere una mano avanti e l'altra dietro. Io quando vengo in aula e faccio le interrogazioni, le interpellanze, gli ordini del giorno o quello che è, ho sempre la documentazione dietro a supporto di ciò che dico. Quindi se qualcuno vuole a questo punto specificare nel dettaglio il fatto a cui faceva riferimento lei, Assessore, questo forse era il momento giusto per dirlo. Così una volta per tutte sgombriamo il campo da tutto quanto quello che è stato fino adesso e ci portiamo un pezzo avanti. Io mi chiedo ancora, dal 10 marzo ad oggi, perché non l'abbiate fatto. Questo era un momento meraviglioso. Se non lo fate, si vede che c'è un problema anche da parte vostra. Ed è evidente, a questo punto. Oppure lo fate.

Presidente - Non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno numero due. Dichiaro aperta la votazione.

Presenti: 34

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 18 (Bertin, Bertschy, Borrello, Certan, Chatrian, Fabbri, Fosson, Gerandin, Grosjean, Marquis, Morelli, Nogara, Norbiato, Padovani, Restano, Roscio, Rosset e Viérin)

Il Consiglio non approva.

Ordine del giorno numero tre. Chiede la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) -. L'ordine del giorno numero tre cerca in qualche modo di dare un'indicazione, visto che nel piano non ce ne sono molte, su come poter risparmiare 2,111 milioni di euro che oggi come oggi direi che non sono pochi, visti i costi e i problemi della Casinò. In particolare porto un elenco di servizi esternalizzati dalla Casa da gioco, dati forniti in Commissione, quindi non del tutto sconosciuti.

Elenco quelli messi all'ordine del giorno che sono: per gli elettricisti 202 mila euro, servizio di portierato 165 mila euro, operazioni di conta 132 mila euro, facchini hotel 156 mila euro, pulizie 1,071 milioni di euro, housekeeping 385 mila euro, che fanno un totale di 2,111 milioni di euro.

Cosa chiedo con questo ordine del giorno? Chiedo al Governo, affinché dia indicazioni all'amministratore per utilizzare la forza lavoro presente all'interno dell'azienda prima di affidare degli incarichi all'esterno, in maniera tale da poter risparmiare questi soldi e pagare giustamente i lavoratori che ci sono. Ed è chiaro che queste cose magari andrebbero prese in considerazione nell'ambito di un piano di discussione, di ristrutturazione aziendale e di discussione con i sindacati. Potrebbero essere cose che si possono fare, o che non si possono fare, ma almeno tenerle presenti forse era una cosa importante. Anche perché ci sono sicuramente delle attività - e le ho portate anch'io in quest'aula - che venivano svolte da dipendenti del Casinò, e ancora oggi gli stessi dipendenti sono all'interno della Casinò stessa. Quindi sono state esternalizzazioni fatte per modo di dire. Allora, anche voi conoscevate la situazione e avete presente com'è ciò che viene gestito all'interno della società, mi chiedo come mai non ne abbiate tenuto conto all'interno del piano perché, ripeto, sono 2,111 milioni di euro all'anno, che può fare bene.

Attendo una risposta anche su questo.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian. Ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Condividiamo questo ordine del giorno, che chiede al governo regionale affinché dia indicazioni alla nuova governance. Ma, anche senza emendarlo, penso che sia corretto eventualmente al termine dell'impegnativa dove si dice "o formato all'uopo", rimarcare che dipende dalla formazione, dipende dal tempo di formazione, ma penso che quello sia assolutamente un dettaglio. Comunque, dal punto di vista politico, condividiamo questo ordine del giorno e quindi lo sosteniamo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Mi fa piacere che accogliate questo ordine del giorno, mi resta solo la domanda del perché siamo dovuti arrivare a questo punto. Ma è una domanda che resta tra me e me.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz. Ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Intanto per confermare anche il nostro voto, quindi credo che alla fine sarà un voto unanime. Io colgo l'occasione per chiedere come fare ad arrivare ai dati che ci ha fornito il collega Cognetta e come fare a capire. Io ho navigato su questo sito dell'Amministrazione trasparente, dove compaiono e scompaiono le cose a seconda del momento e non sono ancora riuscito a capire tutte queste esternalizzazioni a chi sono state affidate fino ad ora e chiedo che qualcuno mi indichi - magari il collega Padovani che è esperto di navigazione nel sito del Saint-Vincent Resort & Casino - dove troviamo queste attività esternalizzate, visto che lei ci ha dato indicazione sul come fare a raggiungere.

Poi giusto per capire se l'avvocato Di Matteo - credo voi abbiate il suo numero di telefono - se lui abbia tolto quei bandi per l'esternalizzazione che erano stati fatti, erano stati messi nel sito; qualcuno mi ha indicato il percorso, anche lì tortuosissimo per arrivare, credo che ci saranno arrivati a quel bando quantomeno persone alle quali era stata data indicazione che esisteva il bando, perché altrimenti è impossibile. Di solito questi bandi devono essere messi in buona evidenza e quindi in prima pagina. Se lei mi sa dire se l'avvocato Di Matteo, visto che la politica non mette il naso nella conduzione, ad un certo punto si è reso conto che forse non era il caso di esternalizzare o se siete intervenuti voi a dirgli che forse non era il caso, pure in costanza di (Legge) n. 223 tra l'altro, di fare dei bandi di esternalizzazione, visto che pare di aver capito che era partito con molta buona intenzione, dopo di che sono stati ritirati.

Presidente - Non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno numero tre. Dichiaro aperta la votazione.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Ordine del giorno numero quattro. Chiede la parola il consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Con questo quarto e ultimo ordine del giorno che presento, pongo l'accento su una questione relativa agli introiti lordi che provengono dalla Casa da gioco verso la Regione. Questa percentuale, che è del 10 percento, è fissata all'interno del disciplinare approvato nel 2011, che fissa una quota, quella del 10 per cento, degli introiti lordi che la Casa da gioco conferisce, rispetto a quello che viene giocato, direttamente alla Regione. Io chiedo - poi so già che qui entriamo in una discussione molto più grande di quella che voglio fare io in questo ordine del giorno, è semplicemente uno spunto - dicevo io chiedo di abbassare questa percentuale, che attualmente è del 10 percento, allo 0,1 percento. In questo modo, quei 6 milioni abbondanti, o 6 milioni circa a seconda delle annate, che vengono dati dalla Casinò alla Regione, di fatto vengono azzerati e restano nelle casse della Casinò. Ma contestualmente a questo, contemporaneamente a questa possibilità, dico anche di diminuire la quota di capitale di fondi che viene data alla Regione della quantità che in teoria dovremmo incamerare. Mi spiego meglio: se noi dobbiamo ricevere 6 milioni dalla Casinò e le diamo un finanziamento di 6 milioni, tanto vale che ci teniamo i 6 milioni noi, loro si tengono i loro e facciamo molto più in fretta. Questo lo chiedo ovviamente per un periodo limitato: solo per tre anni, perché immagino che questo piano andrà sicuramente a migliorare la situazione economica della Casinò, e quindi fra tre anni non ci sarà più bisogno di avere questo abbassamento e si potrà tornare al 10 percento. D'altronde l'avete scritto - non in maniera chiara, ma perlomeno come auspicio all'interno del piano - quindi mi sembra giusto dare un termine di tre anni. So che poi ci sono tutta una serie di questioni legate a questo aspetto, però io ritengo che sia una strada anche questa da perseguire, da provare a mettere in campo, prima di dare tout court dei soldi e quindi vi chiedo di prendere in considerazione e di fare questo tipo di analisi. Io lo chiedo dal 1 giugno di quest'anno, poi questo chiaramente impatta sul bilancio me ne rendo conto, ma si possono cambiare le date. Ripeto, sono ragionamenti che andavano fatti al momento della stesura del piano.

Presidente - Per il governo chiede la parola l'assessore Chatrian. Ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) -. Sono delle valutazioni che oltretutto abbiamo fatto anche noi in queste settimane, ma che non avrebbero dato contezza rapida soprattutto al primo finanziamento, quello legato agli 8 milioni di euro entro il 31 maggio 2017. Questa la prima considerazione.

La seconda per quanto riguarda, invece, il discorso più tecnico. Il fatto di recepire tale ordine del giorno ci obbliga dall'altra parte a modificare il triennale nel momento in cui stiamo parlando di 2017, 2018 e 2019. Poi c'è un secondo punto comunque importante per come è stato elaborato il piano e il relativo disegno di legge: il sostegno di natura pubblica interviene sul 2017 e il 2018 e non sul 2019 dove, come è stato previsto nel piano, gli equilibri di bilancio, i 6,3 milioni previsti per il 2019, sono in entrata, ma non sono a saldo zero.

Non so se sono chiaro. Non sono a saldo zero, quindi bisognerebbe non solo modificare, ma far rientrare nelle casse non a saldo zero, come intendeva lei nel deliberato da quello che ho potuto capire, ma successivamente. Su questo noi come governo, come maggioranza comunque ci asteniamo sull'ordine del giorno, ma una valutazione attenta eventualmente nel prosieguo della Finanziaria per il 2018 e il 2019 si può fare, per verificare le possibilità a saldo zero, perché io penso che sia quello l'obiettivo che ci sta ponendo il quesito, ma che deve essere comunque riequilibrato nel triennale.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, mi rendo conto, infatti per questo era messa in questo modo, ma il punto è che rispetto alle modifiche che avete inserito - che i consulenti hanno inserito all'interno del piano - questa nota non è stata nemmeno presa in considerazione. E allora, visto che si è parlato del disciplinare e di come modificare: i cambi assegni, il 14 percento di manifestazioni e così via, è stato saltato tout court. E la cosa devo dire che per degli esperti, molto più esperti di me, è sembrata strana, perché in realtà si può fare qualcosa. Questo è un altro dei motivi per cui questo piano non mi ha convinto. Poi quando passeremo agli emendamenti, è vero che ho sbagliato dove ho messo i due emendamenti e quindi non potranno essere discussi e votati, però vi spiegherò perché ho messo anche quegli emendamenti. C'era un motivo anche lì, ed è un'altra possibilità che non è stata presa in considerazione.

Ci sono troppe cose che tecnicamente hanno dei problemi, e lo dico io che non sono un esperto, strapagato come questi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz. Ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Noi prendiamo atto delle affermazioni che ha fatto il collega Chatrian rispetto a questo tema. Riteniamo che possa essere oggetto di valutazioni. Ci sono dei pro e dei contro. Il tema, direi, è particolarmente complesso, per cui anche noi annunciamo la nostra astensione a questo ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian. Ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Nel rispondere al collega Cognetta, mirando la risposta per quanto riguarda il disciplinare, oltretutto viene ripreso dalla modifica del disciplinare e rinviato alle prossime sedute, quindi ci sarà una discussione generale per quanto riguarda il disciplinare. Quindi io dicevo per il discorso sia finanziario sia di rapporti tra Regione e azienda, comunque, da parte nostra c'è la volontà di reperire e trovare le soluzioni migliori.

Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, metto in votazione l'ordine del giorno numero quattro. Dichiaro aperta la votazione.

Presenti: 33

Votanti : 1

Favorevoli: 1

Astenuti: 32 (Baccega, Bertin, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Contoz, Crétier, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Morelli, Nogara, Norbiato, Padovani, Péaquin, Perron, Restano, Rollandin, Roscio, Rosset, Testolin e Viérin.)

Il Consiglio non approva.