Dal 1/1/2013 gli allegati dei resoconti sono reperibili nel link "Iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2602 del 7 febbraio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2602/XIV - Proposta di legge: "Disposizioni urgenti per il risanamento finanziario della Casino de la Vallée S.p.A.". (Approvazione di un ordine del giorno)

Rosset (Presidente) - Visto che è stato consegnato il disegno di legge n. 100, possiamo proseguire - come concordato - con il punto n. 26.01 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega La Torre, ne ha facoltà.

La Torre (UV) - Innanzitutto chiediamo scusa anche a chi ha atteso fino adesso, anche con una sorta di cambiamento dell'ordine del giorno, perché evidentemente credo che sia chiaro a tutti che la discussione sulla questione del Casinò è una discussione di carattere prioritario vista l'urgenza che riveste la problematica. Su questo argomento il Consiglio regionale si è confrontato sia nelle Commissioni, in particolare la II e la IV, sia attraverso numerosi incontri avvenuti tra le diverse forze di maggioranza e minoranza. Su una cosa tutto il Consiglio, con estrema certezza, è convenuto: che il Casino de la Vallée di Saint-Vincent rimane, e sarà, uno degli elementi strategici per questa Regione per quello che riferisce anche all'offerta turistica. In questo senso esiste una volontà precisa di tutto il Consiglio di dare una risposta urgente ad una situazione che evidentemente, com'è a conoscenza di tutti, è in un momento di grande difficoltà.

Questa risposta però deve avere alcune caratteristiche: la prima è la caratteristica dell'urgenza, ma deve essere anche una risposta chiara e rispettosa delle norme di legge. Questo non basta perché questa risposta deve essere anche leggibile da tutta la popolazione valdostana e deve essere una risposta che afferma sì la centralità della Casa da gioco, ma anche quello che deve essere il rispetto del Consiglio regionale e del nostro bilancio e di tutti i settori produttivi della nostra Regione che hanno la medesima dignità, perciò questa risposta vuole rassicurare da una parte giustamente tutti i valdostani che vogliono sapere come vengono spesi i soldi della pubblica amministrazione; nello stesso tempo però vuole anche, com'è giusto che sia, dare una risposta alle preoccupazioni dei dipendenti del Casinò che temono per il loro posto di lavoro. Una risposta che però non giunge, dopo un lungo dibattito, senza essersi confrontata anche con le forze sindacali e le parti sociali, quindi dopo un dibattito, seppur anomalo per passaggi, raggiunge oggi la forma di una legge che deriva anche dal lavoro che è stato fatto nelle Commissioni II e IV e che, ribadendo l'importanza del Casinò, afferma il principio secondo il quale non si possono e non si devono dare i soldi pubblici senza un adeguato piano di riorganizzazione. Un piano che preveda anche un nuovo e adeguato management, che non assolva nessuno dalle responsabilità del passato e che garantisca...non con interventi spot, com'è stato da molti sottolineato, che sì possono garantire un salvataggio nell'immediato, ma che non danno nessun percorso di rilancio alla Casa da gioco e soprattutto - aggiungo io - non danno nessuna dignità ai lavoratori della Casa da gioco: ecco perché oggi riusciamo con questa volontà comune in tempi brevi, perché è solo di lunedì il lavoro delle Commissioni II e IV, quindi oggi riusciamo, attraverso l'unanimità del Consiglio regionale, a presentare questa proposta di legge, a dare una risposta per dimostrare che la politica è in grado di rispondere anche con urgenza quando i problemi sono in qualche modo confrontati, condivisi e quindi alla fine trovano una risposta.

La relazione che vado a leggere così recita: "con riferimento alla difficile situazione organizzativa, operativa e finanziaria in cui versa il Casino de la Vallée; considerato l'impegno che la Giunta si era assunta con il Consiglio regionale di presentare un piano di riorganizzazione aziendale entro il 31 gennaio 2017 e tenuto conto che il piano atteso non è stato presentato; verificato che ancora oggi il Presidente della Giunta, con delega al Casinò, è alla ricerca di una soluzione condivisa della questione in oggetto e pare non trovarla, i sottoscritti Consiglieri regionali, per superare questo stato di inerzia e questo stallo che condiziona pesantemente il futuro della Casa da gioco di Saint-Vincent e dei suoi lavoratori, presentano la proposta di legge in oggetto che ha la caratteristica di essere semplice ma concreta e che, prevedendo l'analisi puntuale delle politiche di gestione e degli investimenti pregressi, ne evidenzi le responsabilità politiche e amministrative, al fine di segnare un momento di azzeramento di tutto quello che ha generato la fase precedente, quindi con un cambiamento radicale degli organi esecutivi, del collegio sindacale, della gestione amministrativa del personale, dei giochi, del marketing per definire una linea di ripartenza che, attraverso cinque articoli, garantisca un percorso trasparente, responsabile, credibile, rispettoso delle leggi e delle normative vigenti partendo dal lavoro della II Commissione".

La legge quindi si sviluppa in cinque articoli. L'articolo 1 prevede entro 60 giorni la presentazione di un piano di ristrutturazione aziendale, che precede e accompagna eventuali successivi interventi finanziari emergenti da una precisa, chiara situazione patrimoniale ed economica della Casa da gioco di Saint-Vincent e che si ripropone di realizzare entro il più breve tempo possibile il previsto pareggio di bilancio.

L'articolo 2 determina l'approvazione del piano da parte del Consiglio regionale e lo vincola trimestralmente all'impegno da parte della Casino de la Vallée S.p.A. di trasmettere al Consiglio regionale una relazione riguardante lo stato di attuazione del piano medesimo.

All'articolo 3 si prevede la possibilità di insediare un collegio di saggi a garanzia della trasparenza e della partecipazione di tutto il Consiglio regionale.

All'articolo 4 si enunciano percorsi finanziari nel rispetto delle leggi regionali e statali, dove la Regione potrà sostenere, anche finanziariamente, la Casino S.p.A., comunque sempre e solo successivamente all'approvazione del piano di ristrutturazione aziendale da parte del Consiglio regionale, piano che dovrà prevedere il recupero della capacità finanziaria anche sul mercato bancario privato in compartecipazione con terzi soggetti. La proposta di legge, in particolare, non prevede nessun impegno finanziario immediato, che sarà comunque disposto successivamente all'approvazione di un piano di ristrutturazione aziendale, o comunque accompagnato da ordini del giorno di tipo politico.

L'articolo 5 reca le disposizioni d'urgenza come da premesse. Questa proposta di legge si ritiene urgente a tutela dei lavoratori e della società Casinò S.p.A..

Credo che il dibattito che si aprirà sarà chiarificatore anche per chi ascolta e quindi preferirei lasciare la parola a chi deve intervenire.

Presidente - Siamo in discussione generale. Chi chiede la parola? Chiede la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Solo per fare una mozione d'ordine e chiedere un incontro tra i Capigruppo per definire i contenuti dell'ordine del giorno. Se volete, senza interrompere il Consiglio. Chiedo una riunione della Conferenza dei Capigruppo cortesemente per poter definire i contenuti di un ordine del giorno sulla norma, come era stato deciso, se lei è d'accordo, anche senza interrompere il Consiglio.

Presidente - Nulla vieta che possiate trovarvi come Capigruppo, intanto la discussione può proseguire. Ci sono richieste di intervento? Se chiudiamo la discussione, non possiamo più emendare il provvedimento, poi se c'è un ordine del giorno, va anche depositato. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Innanzitutto voglio ringraziare il Presidente della II Commissione per due motivi: per il lavoro che ha fatto in questo periodo e per il fatto di essere oggi qua a portare avanti in maniera seria un impegno urgente, come questo della legge sul Casinò, in un momento comunque di lutto per la sua famiglia, quindi mi sembra un bell'esempio di attenzione ai problemi della comunità, di attenzione anche al ruolo che svolgiamo.

In questi mesi si è parlato - ma in questi ultimi giorni se n'è parlato ancora di più - di come e di quali differenze c'erano nell'affrontare questo argomento e della necessità di chiarire un po' le posizioni a riguardo dell'urgenza che giorno dopo giorno ci viene rispetto alle scelte da fare sul Casinò. Lunedì mattina in II Commissione i Consiglieri facenti parte della stessa hanno deciso di portare avanti un disegno di legge che permettesse di trovare un equilibrio tra le forze politiche in Consiglio regionale e per sbloccare una situazione che stava diventando paradossale: un'azienda in crisi e una difficoltà politica a trovare una soluzione e una via d'uscita, quindi una scelta che io ritengo di serietà, ma anche di capacità politica di trovare una mediazione e un percorso.

La legge di per sé potrebbe anche sembrare non risolvere alcun problema in questa fase perché, per com'è stato presentato il problema del Casinò, è un problema di soldi, è un problema di mancanza di risorse, è un problema di buchi di bilancio da riempire velocemente per cercare di colmare una lacuna, che negli ultimi giorni si è ancora più evidenziata attraverso i comunicati stampa. Il provvedimento di legge invece dà proprio il punto di ripartenza: segna il passo con il passato, mette in chiarezza il fatto che all'articolo 1 l'azienda viene questa volta trattata come tale, viene pensata nella sua vera veste, un'azienda che produce un reddito, un fatturato, che produce una capacità di generare comunque risorse e possibilità di mantenere uno status quo che si è costruita negli anni. Certo, non è l'azienda che abbiamo lasciato a fine anni Novanta, non è più neanche l'azienda che abbiamo lasciato nei primi anni Duemila, oggi è un'azienda che è passata da 140 milioni di euro di fatturato ai 60 scarsi di quest'anno, dico fatturato, ma dico di valore prodotto. È un'azienda quindi che si è velocemente purtroppo ritrovata a gestire una situazione di crisi, con una struttura ancora pensata per momenti in cui la produzione era molto maggiore.

All'articolo 1 si dice un piano da fare entro 60 giorni che preveda sia una ristrutturazione dell'azienda in linea con la legge, soprattutto la legge Madia, ma anche un piano da affidare a delle persone che questa volta si occupino di nuovo di far crescere i fatturati, di far crescere la produzione, di far crescere i clienti e di far crescere gli introiti della Casa da gioco. La rassegnazione che ha colpito anche in quest'ultimo periodo il lavoro di chi è all'interno dell'azienda, ma anche il lavoro di chi come noi se ne deve occupare come proprietà va assolutamente combattuta e ci si deve porre in un'altra maniera. Certamente, per porsi in un'altra maniera, bisogna mettere la parola "fine" al fallimento gestionale e politico che c'è stato anche in quest'ultimo periodo.

Se penso che in una situazione di crisi siamo riusciti a portare al Casinò di Saint-Vincent un ulteriore Direttore, mi chiedo a cosa stava pensando chi gestiva la Casa da gioco in quel periodo quando oggi ci presentano piani di mobilità - o ci presenteranno, perché sono stati presentati prima sugli organi di stampa che alla proprietà - del personale. In pochi mesi la situazione della Casa da gioco non può essere peggiorata così tanto da aver fatto delle inversioni come queste, un po' di serietà anche rispetto a noi ci sarebbe voluta, un po' più di attenzione, un po' più di equilibrio anche all'interno dell'azienda.

Nel fallimento ci metto anche la scelta delle professionalità più importanti, quelle che si occupano in tutte le aziende di sviluppare il mercato, di gestire il personale e di organizzare la produzione; tre professionalità che in qualsiasi azienda devono essere scelte con la massima attenzione, perché - lo sa bene chi fa impresa - sono poi quelle che determinano i risultati. Sinceramente queste tre figure non lo so come sono state scelte originariamente, non mi interessa, però valuto i risultati di oggi, i pasticci di oggi, le difficoltà che l'azienda ha vissuto rispetto a questi pasticci. In questo fallimento ci metto anche questo sistema di agire, anche questo sistema di fare.

Questa legge deve contenere all'articolo 1 una visione diversa del futuro; l'azienda non si può più appoggiare ad un sistema di valutazione delle persone che non si rifaccia alla competenza, alla meritocrazia e anche alla valutazione delle professionalità presenti, altrimenti non serve mettere soldi e l'abbiamo purtroppo un po' dimostrato: i soldi possono produrre reddito se vengono gestiti bene e spesi bene e possono creare valore aggiunto; i soldi dati in mano a chi non li sa far rendere sono soldi a volte anche sprecati.

La terza questione è la serietà con la quale un po' tutti noi dovremmo a questo punto valutare il nostro impegno verso l'azienda, perché poi siamo tutti molto attenti a dire che la politica deve stare fuori dall'azienda, ma non sempre siamo così capaci di farlo, non per mancanza di volontà, ma perché la comunità è piccola, le persone le si conoscono, tutti hanno i propri piccoli problemi da segnalare, da gestire. La politica pertanto deve fare quel passo in avanti definitivo, trovare il manager giusto questa volta, trovare il progetto giusto che verrà portato in Consiglio regionale, perché sarà il Consiglio regionale che approverà questo piano di ristrutturazione che speriamo avvenga prima dei 60 giorni perché l'urgenza è anche questa, però dopo bisognerà avere il coraggio di seguire il piano, non di anticiparlo; di seguire il progetto, non di andare a cercare dentro il progetto i meccanismi per trovare soluzioni che abbreviano scelte e programmi. In questo senso questa legge ha senso, scusate il bisticcio di parole; se c'è questa volontà, ha senso fare una legge, altrimenti se torniamo e rimaniamo a chi pensava di costruire un grande albergo e una buona azienda, faceva bilanci immaginando che anticipando certe imposte si potesse poi sviluppare l'azienda, allora non ha senso scrivere una nuova norma e pensare a qualche cosa di differente.

Quello che è passato purtroppo ha prodotto il fallimento di oggi, perché siamo vicini ad un fallimento inteso non solo in termini economici, anche culturali: c'è una rassegnazione nell'azienda e fuori di essa che è terribile per l'importanza che questa società, quest'azienda può avere ancora per la Valle d'Aosta, per i lavoratori che occupa. Oggi quindi la risposta è: in pochi giorni abbiamo dato un provvedimento legislativo, nei prossimi giorni dovremo darci un progetto, dovremo trovare un manager adatto e dovremo avere la capacità di fare in modo che queste persone, queste professionalità possano gestire questa difficilissima fase.

Senza aver paura di dire che, una volta fatto un lavoro di ristrutturazione, si traguardi all'interesse di tutti: la privatizzazione della Casa da gioco, che non può essere fatta in una fase come questa, ma che deve essere un obiettivo a tendere per i soldi che sono stati investiti e per gli investimenti che sono stati fatti. Deve essere un obiettivo non pensato per scappare dalle responsabilità e per fuggire dalle scelte che in questi anni magari non siamo riusciti a sostenere, deve essere un obiettivo politico che valorizza un percorso serio della ristrutturazione della Casa da gioco, altrimenti è fuggire da qualche cosa che fa paura e io credo che la politica non deve avere questo atteggiamento: è troppo facile gestire quello che è facile da gestire, è troppo facile muoversi solo in un momento di scioltezza, questa è una grandissima responsabilità che la politica si assume: quella di non assegnare ad una privatizzazione selvaggia la nostra azienda e rischiare di svendere un prodotto; nello stesso tempo però la politica si assume la responsabilità di rimettere in piedi un'azienda, non di portare avanti un carrozzone o delle scelte sbagliate. È un atteggiamento che riteniamo sia assolutamente diverso.

C'è poi tutta la questione dell'iter amministrativo, dei soldi dovuti o meno, delle scelte del passato; tutti percorsi che purtroppo fanno parte di altri palazzi e di altri lavori. A noi compete guardare quello che sta succedendo oggi, di farlo con serietà nel rispetto di tutti, nel rispetto anche della comunità - l'ho già detto e l'abbiamo già detto tante volte - perché c'è da dare attenzione ai lavoratori, ma c'è da porre quest'azienda sul piano di tutto quello che oggi ha bisogno di aiuto da parte della politica in Valle d'Aosta. In questo senso possiamo anche ritrovare un equilibrio tra il Casinò e le altre forze lavoro valdostane, tra le difficoltà che si vivono a fare i bilanci e la visione che si ha del Casinò come fonte di spreco e di privilegi. La serietà sta nel comportarsi, una volta approvata la legge, in questo senso qua, altrimenti non avrà senso aver fatto questo sforzo.

Io sono convinto, siamo tutti convinti che se c'è questa sicurezza, se c'è questa voglia di lavorare, che, tra l'altro, è condivisa in questo provvedimento di legge, perché è sostenuto da tutte le forze politiche all'interno delle commissioni, ci sarà di nuovo la possibilità di vedere un futuro. Certo, sacrifici davanti immaginiamo che tutti abbiano capito che siano da fare, però è meglio fare sacrifici e guardare al futuro che fare semplicemente un'operazione che ci porta, attraverso qualche soldo, a traghettare di qui a qualche tempo. È meglio valutare oggi bene la cosa, è meglio valutare bene oggi la situazione e le cose che si sono analizzate, verificate e sentite nelle audizioni e poi fare le scelte che vanno fatte, fare i sacrifici che vanno fatti, ma mantenere l'occupazione e ripensare che l'azienda possa ritornare a crescere. Per farlo - ripeto - ci va una persona seria, affidabile, un progetto serio e affidabile e ci va una politica che sappia finalmente ritornare a dare degli indirizzi e ad evitare di diventare gestrice di cose che non conosce, di cose che non può far funzionare e di cose che sono difficili da far funzionare soprattutto nei nostri ruoli.

Io ringrazio nuovamente i membri di commissione per il lavoro che hanno fatto e per il fatto che oggi si arrivi ad un punto di ripartenza, che è anche il punto di arrivo di quel fallimento del quale abbiamo parlato.

Presidente - Siamo in discussione generale, qualcuno chiede la parola? Non ci sono richieste? Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questo testo di legge è stato oggetto di lunghe discussioni in commissione, anche se ridotte agli ultimi giorni, quindi l'urgenza ha portato la commissione a presentare un testo direi di salvataggio in qualche modo. La discussione ha coinvolto tutti noi, ha coinvolto la maggioranza e la minoranza e credo che questo attesti in qualche modo che si va nella giusta direzione. Soprattutto si va nella direzione di rilevare che c'è un problema che non può essere patrimonio degli uni o degli altri, ma che è un problema che riguarda tutta la Valle d'Aosta sia per la sua entità economico-finanziaria, ma anche per le ricadute sociali che questo problema, se non risolto, potrebbe ingenerare. Andrà credo nella giusta direzione anche per il fatto che ci siamo accordati, si è concordato che questo testo di legge sarà corredato, sarà rafforzato da un ordine del giorno, che comunque è ancora credo in fase di elaborazione, di ritocco - probabilmente a breve ci ritroveremo con i Capigruppo per perfezionarlo - e va nella direzione di prevedere, a fronte dei dovuti giustificativi di spesa, anche una sorta di copertura finanziaria che rassicuri in qualche modo gli enti creditori, i lavoratori e le loro rappresentanze e che renda soprattutto maggiormente esigibile questo piano di rilancio, di risanamento, di ristrutturazione aziendale che il testo di legge evidenzia e che sarà affidato a chi dovrà redigerlo. Si tratta di un testo di legge che allo stesso tempo, così come l'ordine del giorno, assicura - credo che questo sia utile dirlo - la continuità aziendale proprio nelle more dell'approvazione di questo piano di ristrutturazione, anche perché un piano di ristrutturazione serio penso che non potrà essere elaborato se non nei tempi necessari, che sono tempi che sappiamo avere una loro entità.

La relazione letta dal relatore collega La Torre è semplice e direi piuttosto chiara e, essendo una relazione, una legge presentata dai Consiglieri regionali, ha una chiara matrice politica che poi non trova corrispondenza - questo è stato fatto rilevare - nell'articolato, ma che dice chiaramente quale percorso dovrà essere fatto in parallelo all'elaborazione del piano di ristrutturazione: mi riferisco in particolare al riferimento che è stato fatto all'azzeramento della governance, o comunque ad una revisione consistente di questa governance. Questo impegno - lo ha detto il relatore - non poteva essere contenuto nella legge, quindi è stato inserito nella relazione e credo verrà a breve trasformato in un ordine del giorno, così da impegnare il Consiglio regionale e la Giunta politicamente - e direi anche attivamente - nella sua realizzazione.

Volevo solo far rilevare che il nostro gruppo si asterrà sull'articolo 3, pur votando il testo di legge nel suo insieme. Questa è una questione che abbiamo già evidenziato, in quanto riteniamo che in questo momento non siano utili sovrastrutture politiche a composizione variabile maggioranza e minoranza, che, a nostro parere, possono rallentare l'azione di risanamento e di ristrutturazione che auspichiamo. Apprezziamo però - e questo lo devo dire - l'emendamento presentato dal relatore, anche se è un emendamento parziale, che i colleghi hanno voluto inserire e che di fatto rinvia ad una possibilità, ad una volontà politica a costituire questo collegio dei saggi, ma senza renderlo un obbligo. Mi pare di aver capito che attualmente non sia questo l'interesse predominante da parte nostra e che non ci sia la volontà di spendersi nella costruzione di quest'organismo di tipo politico, anche perché tutte le energie credo che siano concentrate nella risoluzione del problema Casinò.

Devo dire a conclusione di questo intervento che oggi abbiamo potuto apprezzare anche il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali che sono venute, su nostro invito, in tempi rapidissimi e devo dire che non sono venute a rivendicare delle rendite di posizione anacronistiche. Sono venute con uno spirito assolutamente collaborativo e con l'idea - questo lo devo dire avendo fatto il sindacalista per diversi anni - proprio di affrontare assieme a tutti noi, ai tecnici, ai politici e a chi sarà poi coinvolto in questa partita la difficilissima partita e la difficilissima operazione del salvataggio di quella che un tempo era la cassaforte della nostra Regione e che un tempo era davvero un luogo che produceva soldi e denaro che noi poi reinvestivamo complessivamente per il benessere della nostra Regione. Colgo quindi l'occasione per ringraziarvi e spero davvero che adesso il testo di legge verrà votato - noi lo voteremo convintamente - e che si cominci a lavorare rapidamente alla soluzione del problema del Casinò.

Presidente - Ci sono altri interventi in discussione generale? Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - È un dossier che sicuramente abbiamo seguito in maniera puntuale; è un dossier che abbiamo cercato comunque di sviscerare, di studiare e abbiamo cercato di portare a questo Consiglio il nostro contributo con l'unico obiettivo di spiegare alla comunità valdostana in questi anni che le cose purtroppo non andavano molto bene e che, nonostante le mozioni, le interpellanze, le iniziative, gli atti da noi presentati in quest'aula in questi anni, sembravamo quasi vivere in un altro Paese, in un altro mondo, che la situazione non era così grave. Oggi però c'è un sussulto da parte di questo Consiglio che apprezziamo. Noi abbiamo partecipato alla stesura di questa proposta di legge. Oggi il Consiglio regionale, a differenza di tante altre volte, ha deciso di riappropriarsi di quel ruolo propulsivo, quel ruolo che parte dalla commissione, dai Consiglieri, quel ruolo che è importante in un momento in cui il Governo regionale è commissariato, è congelato. Visto e considerato che prima a novembre la finanziaria, che nell'articolo 19 declinava dei passaggi di natura finanziaria, comunque è stata fermata dalla II Commissione, un altro disegno di legge che è stato scaricato dal Governo regionale poche settimane fa è stato fermato e non approvato...oggi il Consiglio regionale è promotore quanto meno di un percorso. Oggi il Consiglio regionale con questa norma, approvata forse in fretta, con questa legge spiega a tutta la comunità valdostana il perché ha deciso di non mettere mano al portafoglio dato che a monte non c'è un disegno chiaro, una proposta forte, una proposta robusta, delle persone capaci di gestire la Casa da gioco e perché questo Consiglio per adesso non ha ancora azzerato il cerchio magico che ci ha portati purtroppo a questa situazione. Qualcuno dovrà rispondere del fallimento gestionale, amministrativo, politico perché c'è dell'incredibile dietro questo dossier, a com'è stato affrontato questo dossier soprattutto negli ultimi mesi.

Vi leggo solo un passaggio che, secondo me, è fondamentale, è talmente fondamentale che oggi non è presente l'ex Assessore con delega alla Casa da gioco, che per due anni e mezzo ha avuto la delega alla Casa da gioco. Noi oggi approviamo un percorso nuovo, oggi il Consiglio si riappropria delle proprie competenze e oggi è assente la persona che ha comunque avuto le deleghe per due anni e mezzo che a ottobre 2016 ci rispondeva così su una proposta amministrativa che il nostro gruppo, insieme ai colleghi di minoranza, aveva fatto a questo Consiglio: "il n'y a à l'étude aucune idée ni aucune intention de recourir à des financements extraordinaires en plus de ceux qui ont été adressés dans le temps à la Maison de jeu; donc aujourd'hui la Maison de jeu doit raisonner avec ses disponibilités et ses crédits". Questo lo diceva l'Assessore competente due mesi e mezzo fa in questo Consiglio a seguito di una nostra mozione semplice, dove si diceva: "spiegate ai valdostani che non andrete più a mettere mano al portafoglio perché, secondo voi, la gestione sta andando bene e gli investimenti fatti comunque saranno a totale carico dell'azienda", questa è la credibilità della politica, questo è chi ha condotto in questi due anni e mezzo questa nostra società e che aveva le deleghe politiche-amministrative per quanto riguarda il discorso Casa da gioco.

Oggi abbiamo audito l'Amministratore unico, che mi è sembrato di capire sia stato obbligato a venire in commissione e a darci pochi elementi, se non quello di dire che lui, visto e considerato che la proprietà non stava mettendo mano al portafoglio, è stato praticamente obbligato a seguire un percorso alternativo. Oggi ci è stato detto in commissione: "senza soldi è una fase di non ritorno".

Noi crediamo che con questa norma, con questo atto che viene approvato si segna comunque un cambio di rotta e un cambio quanto meno di approccio. Due volte la Giunta regionale non ha potuto approvare i suoi desiderata, il Consiglio ha preso in mano comunque le criticità, il dossier, il percorso da mettere in campo, purtroppo però c'è un fatto troppo importante: che non si possono cancellare le scelte fatte negli anni passati. Questo dal nostro punto di vista come gruppo ALPE, come Consiglieri che comunque in questi anni abbiamo seguito la gestione, ma soprattutto com'è stato gestito questo dossier, tant'è vero che abbiamo modificato all'interno della legge che oggi discutiamo due passaggi estremamente importanti. Siamo stati noi a chiedere, insieme al collega Gerandin, di inserire nella relazione che ci sia un chiaro passaggio sulle responsabilità, su chi ha autorizzato la spesa e sulle scelte che sono state fatte in campo.

Vorrei però citare anche due passaggi che, dal nostro punto di vista, sono importanti. Noi abbiamo audito in queste settimane un tecnico che è stato incaricato dalla politica e dal Consiglio di amministrazione nel 2009-2013 proprio per seguire l'iter e soprattutto i lavori: il dottor Occhiolini. Lui ci ha detto in commissione: "ho iniziato un'attività su richiesta del Presidente, un'attività che prevedeva un percorso: seguire la ristrutturazione del Grand Hôtel Billia dall'inizio per poi arrivare alla gestione, in poche parole. È stato un percorso sofferto perché non solo non ho potuto seguire, come avrei voluto e come forse mi era stato anche chiesto inizialmente, la ristrutturazione, ma ancor meno mi sono potuto occupare della gestione perché evidentemente non si voleva più - questo è il passaggio che il tecnico ci ha fatto in commissione -, ne ho parlato più volte con il Presidente, mi è stato detto che io probabilmente sono un po' spigoloso, ne ho preso coscienza perché subito sono stato messo da parte. C'era una commissione prevista per scegliere o valutare, non so bene i tecnici che dovevano affrontare l'intervento di ristrutturazione... Mi avevano chiesto di partecipare alla commissione, sono arrivato su al mattino, si riuniva la commissione, mi hanno preso però da parte subito e mi hanno detto: "forse è meglio che tu non partecipi più a queste commissioni e forse sarebbe meglio che tu tornassi a casa"". Queste sono le audizioni che abbiamo fatto in queste settimane.

Faccio un altro passaggio importante, dove lui ci annuncia e ci dice, facendoci degli esempi, come si è voluto spendere molto di più rispetto alla necessità. Quando noi diciamo in quest'aula che i conti non tornano, quando diciamo: "l'investimento che è stato fatto doveva essere fatto così? C'era la necessità di spendere tutti quei soldi?", questo tecnico incaricato dalla Casa da gioco termina così, perché non mi sembra il momento, dato che oggi abbiamo scelto un percorso legislativo diverso, però un passaggio importante vorrei farlo soprattutto a chi in questo momento ci sta ascoltando.

Il Dirigente incaricato termina la sua audizione in II Commissione così: "scusate Consiglieri, volevo dire: ma dov'eravate tutto questo tempo?". Indubbiamente parlava ai Consiglieri di maggioranza e dell'opposizione, a chi aveva messo in discussione e chi no l'operazione, a chi aveva controllato e chi no i lavori fatti all'interno della Casa da gioco. Ha anche aggiunto: "mi volete dire dov'eravate in tutto questo tempo? Non l'ho detto, perché non volevo offendere nessuno, colleghi Consiglieri. Con tutto il rispetto per tutti, dov'eravate tutto questo tempo? Vi meravigliate adesso di quello che succede e che succedeva? Il bilancio è il bilancio, la nota integrativa è una nota integrativa. Anche i sindaci sono stati molto morbidi in quello che hanno scritto, però sarà il loro ruolo, è così. Non lo so, non sono io il responsabile. Da altre parti sono certo e ve lo assicuro, ve lo certifico, i sindaci non sono così morbidi. Non sto dicendo che hanno sbagliato, per carità, affermazioni morbide vogliono dire tante cose. Una società che continua a riportare perdite è qualcosa che non va. Il campanello d'allarme in questi anni, dal 2009 al 2016, nessuno ve l'ha fatto suonare? Nessuno ha pensato che cosa stava succedendo all'interno della gestione degli investimenti che si stavano facendo? Sì, quello non c'è a bilancio, però - e termino - voi avete fatto spendere 57 milioni di euro solo per la ristrutturazione degli hôtel. Questi hôtel producono un ricavo di 4,1 milioni di euro, quello descritto in bilancio. Questo e basta, non c'è bisogno di altre placche e di altra pazienza, ma dove eravate?". Questo è l'intervento che ci ha fatto un tecnico incaricato per dirci che comunque negli investimenti che sono stati fatti all'interno della ristrutturazione si è speso molto di più di quello che si doveva spendere e oggi chi pagherà tutto questo probabilmente sarà la comunità valdostana. C'è un però importante dal nostro punto di vista: quello della riappropriazione del ruolo di questo Consiglio approvando questa proposta di legge, quello di promuovere un percorso alternativo al dire: "mettete i soldi e poi vediamo". Prima vediamo e poi eventualmente si decide di mettere mano al portafoglio di tutta la comunità.

Il terzo passaggio estremamente importante dal nostro punto di vista è che la comunità valdostana deve avere la possibilità di capire come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Non avrebbe capito se la Giunta avesse portato avanti quel disegno di legge "mettiamo i soldi e poi vediamo", piuttosto che restituiamo quei soldi, che qualcuno ha autorizzato e che oggi non sappiamo ancora chi, per poter fare tutti quei lavori. Come a dire che qualcuno ha venduto la pelle dell'orso, ha incontrato le organizzazioni sindacali per dire: "questo è l'assegno in bianco con i 43 milioni o 48". Noi crediamo che quel percorso fosse un percorso pericolosissimo, un percorso che la comunità valdostana non avrebbe mai capito, un percorso che avrebbe fatto dei danni violenti a tutta la comunità valdostana.

Questo che oggi andiamo a votare è un percorso più trasparente, è un percorso che praticamente traduce in legge quanto questo Consiglio aveva approvato il 14 dicembre dicendo con l'ordine del giorno che prima si mette mano alla riorganizzazione pesante, prima si fa un piano per rilanciare questa Casa da gioco dopo questo grandissimo investimento e poi andiamo a valutare, a rivedere le esigenze di natura economica e finanziaria. Solo così la società potrà essere di nuovo credibile nei confronti delle banche, di eventuali privati, anche dei lavoratori, che in questo momento sono non solo demotivati, ma vedono l'incertezza di chi comunque...del legislatore, in questo caso di questo Consiglio regionale...che, a prova di scontro, prova a dire: "portiamo una delibera di Giunta, ce ne strafreghiamo della posizione del Consiglio regionale che dice prima una cosa e dopo l'altra". Tutto questo sicuramente non ha fatto bene alla Casa da gioco, non sta facendo bene comunque alle 700 persone che ci stanno lavorando, ma almeno questo percorso di oggi andrà nella direzione, per quanto riguarda la comunità valdostana, che prima di mettere di nuovo mano al loro portafoglio, dovremo avere quanto meno sul tavolo una proposta forte, una proposta robusta e soprattutto chi ci ha portato a questo disastro non potrà risollevare le sorti di questa nostra importante società.

L'auspicio è che questo impegno non venga inficiato dalla presentazione di un ordine del giorno che tenti di fare rientrare dalla finestra ciò che abbiamo estromesso dalla porta, come per dire: trasparenza, prima si fa il percorso, dopo eventualmente si metterà mano al portafoglio di tutta la comunità valdostana. Ad oggi noi non abbiamo ancora potuto, come gruppo ALPE, vedere nero su bianco la proposta di quest'ordine del giorno annunciato da diversi colleghi, Presidente Viérin, e quindi non vorremmo far rientrare dalla finestra ciò che abbiamo estromesso dalla porta.

Dalle ore 19:46 assume la presidenza il Vicepresidente Marco Viérin.

Viérin M. (Presidente) - Non è ancora arrivato nessun ordine del giorno, se arriverà, lo distribuiremo. Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Innanzitutto i ringraziamenti miei e dell'altro componente del gruppo Pour Notre Vallée al Presidente della II Commissione per come ha lavorato in questi ultimi tempi. Un ringraziamento anche al Presidente della IV Commissione, ai Commissari e Consiglieri che hanno partecipato alle innumerevoli audizioni in commissione e in seguito hanno accettato di fare una sintesi elaborando una relazione sui lavori eseguiti e, infine, hanno proposto questo progetto di legge.

Bisogna però ricordare i percorsi passati: vale a dire quando nel rispondere a tante interpellanze e interrogazioni, l'Assessore con la delega invocava un'operazione verità. Si tratta di un'operazione verità invocata anche sui media, però un'operazione che non ha dato nulla di concreto, ma ha portato all'elaborazione di un documento economico-finanziario che non teneva conto della situazione della Casa da gioco e poi con molta sorpresa abbiamo visto e appurato invece all'interno del bilancio di previsione che abbiamo discusso a fine anno una previsione di una contribuzione di 48,6 milioni. Da lì è partita la vera operazione verità, è stata svolta dai Consiglieri e ci ha permesso di venire a conoscenza della storia recente della nostra Casa da gioco, a partire dalla sua acquisizione nel 2003, per arrivare poi alla legge regionale n. 49/2009 e alla sua ristrutturazione e, com'è stato già anticipato da qualcuno, ha coinvolto tante persone, consulenti anche di grande spessore, prima assunti e poi allontanati con dei pretesti, ma che alla fine ha dato l'avvio a questa situazione disastrosa che oggi ci troviamo a discutere.

Nel corso di queste audizioni però abbiamo potuto anche sviluppare un senso critico e propositivo rispetto a quanto è stato fatto, anche nell'apprendere della mancanza alla base di tutto questo progetto di un reale piano strategico che si doveva basare sullo studio in primis dello sviluppo del gioco negli anni 2009 e non basarsi sugli anni precedenti, quando il Casinò presentava un largo attivo. Una strategia che poi, vedendo i tempi di magra, si è sviluppata con una politica di risparmi ed economie, colpendo settori nevralgici quali le manifestazioni, l'ospitalità, le collaborazioni strategiche con l'ambiente circostante, con il Comune - abbiamo sentito il Sindaco di Saint-Vincent - e quindi sviluppando un'incapacità intrinseca di progredire, di sviluppare, di includere. Non è stato elaborato e articolato un reale piano di marketing, forse incaricando le persone sbagliate: questo non abbiamo avuto modo di capirlo. Un piano di marketing che non ha curato l'immagine del Casinò e dell'intera Valle d'Aosta perché il Casinò non riguarda solo il Comune di Saint-Vincent, ma riguarda lo sviluppo di un'intera Regione. Il fallimento conclamato di un'operazione definita "strategica" per il rilancio della Casa da gioco...l'operazione Macao; non ultima la mancata attenta valutazione circa l'unione dell'albergo al Casinò, un errore che è stato definito strategico e di progettazione...così siamo arrivati a dover sostenere un finanziamento che, a nostro modo di vedere, era privo delle fondamenta giuridiche. Nel frattempo le normative si sono evolute, la norma Madia detta chiaramente i percorsi da fare, i percorsi che noi riteniamo più opportuni, ma soprattutto quanto emerso in commissione è la necessità di mettere veramente un punto a questa vicenda e lo si può fare solamente attraverso un piano di sviluppo reale. La parola "sviluppo" in questo momento non mi pare appropriata, ma un piano di risanamento che metta in sicurezza le casse del Casinò, gli investimenti effettuati fino ad oggi, ma soprattutto possa tranquillizzare il personale e tutti quanti ruotano attorno a quest'azienda, basano la loro economia su quest'azienda. Era stata invitata con un ordine del giorno, credo, la Giunta ad elaborare un piano strategico; per vari motivi, non è riuscita a fare sintesi e a predisporre questo piano nei tempi dovuti. La commissione si è fatta carico di quest'onere e, con grande senso di responsabilità, ha elaborato questo progetto di legge che è tanto - mi permetta, Presidente di commissione - semplice quanto efficace, perché in pochi articoli, in maniera diretta e semplice dice: bisogna fare questo piano, bisogna farlo con serietà dandolo a dei professionisti seri e solo dopo l'elaborazione del piano si potrà, come previsto dalle normative nazionali, affidare alla Casa da gioco le risorse per cercare di trovare le giuste vie, rispettando il piano nei modi e nei tempi previsti, come dettato peraltro dalla norma nazionale.

La commissione ha inoltre condiviso la necessità di rivedere la governance Casinò, è stato riportato chiaramente nella norma. A mio modo di vedere, in maniera molto semplice, come ci è stato già detto dalle persone che abbiamo audito in commissione, il fallimento è sotto gli occhi di tutti, è totale, è stato anche un fallimento politico oltre che gestionale perché non dobbiamo nasconderci che il progetto è stato avviato da questo Consiglio e noi non siamo riusciti ad ottenere quelle risposte cercate, volute dalla popolazione rispetto alle grandi risorse investite, a risorse che inizialmente dovevano essere di una portata e dopo si sono rivelate quasi raddoppiate. Questo ci ha messi in crisi nei confronti della popolazione, delle parti sociali, gli studenti, le imprese, gli artigiani che in questo momento non vivono una situazione felice, quindi il dover giustificare quello che viene percepito dalla popolazione come uno sperpero di denaro pubblico per noi era molto difficoltoso. Oggi il Consiglio con questa norma riesce a dare una prima risposta, la dà credo in maniera seria, concreta chiedendo anche a chi prenderà in mano l'elaborazione del piano un'analisi puntuale delle politiche gestionali e degli investimenti pregressi affinché possano essere evidenziate tutte le responsabilità del caso. Da parte nostra vediamo questo come un grosso passo avanti che permette al Consiglio di guardare di nuovo ai dipendenti e la popolazione negli occhi, di non doversi vergognare rispetto ad uno sperpero di denaro che è stato copioso. Noi quindi voteremo in maniera convinta questa norma, sperando che sia l'inizio di una nuova vita per il Casinò.

Dalle ore 19:56 riassume la presidenza il Presidente Rosset.

Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Preliminarmente ritengo doveroso ringraziare il Presidente della commissione, i Commissari e i colleghi con i quali ho condiviso questo percorso di audizioni, che hanno portato poi alla predisposizione di questa proposta legislativa nella giornata di ieri.

Il tema Casinò è un tema centrale nel dibattito politico a partire da questo autunno, quando l'aula ha preso coscienza della delicatezza e della difficoltà in cui operava l'azienda Casa da gioco. Abbiamo iniziato a prendere coscienza quando ci siamo trovati ad esaminare la finanziaria: parlavamo allora dell'articolo 19 con una modalità di finanziamento per superare le difficoltà, abbiamo poi all'unanimità deliberato un ordine del giorno in cui l'aula prendeva coscienza e dava un mandato ben preciso alla società di predisporre un piano industriale, al quale dovevano essere subordinati gli ulteriori trasferimenti finanziari. Nel frattempo è andato avanti il percorso di audizione nella commissione consiliare competente che ha, al termine di questo, rassegnato al Governo un documento in cui si delineavano delle possibili vie d'uscita dalla situazione e veniva anche fatta una lettura del contesto della Casa da gioco. A seguito delle recenti informazioni che provenivano dalla Casa da gioco di convocazione delle parti sociali per il 20, ieri - a seguito anche di una discussione nella commissione - è stata presentata la proposta di legge che oggi è arrivata all'attenzione di questo Consiglio. Una proposta di legge che mette al centro la predisposizione di un piano di ristrutturazione aziendale, io credo che questo rappresenti una svolta nei rapporti tra la politica e la Casa da gioco perché questo è un provvedimento preso in urgenza con chiarezza e anche con legittimità: urgenza perché ce lo impone la questione della Casa da gioco per la sofferenza di cassa, sofferenza finanziaria che sta vivendo; chiarezza perché si prevede la predisposizione di un piano al quale si subordinano i trasferimenti successivi, ma anche chiarezza nei confronti dei valdostani e di tutti coloro che lavorano nella Casa da gioco. Questo è un passo che vuole rappresentare un nuovo approccio.

Entro 60 giorni si dovrà acquisire un piano di ristrutturazione che dovrà delineare le strategie per uscire da questa situazione di difficoltà. Noi ci immaginiamo che si lavori sul fronte delle spese, della riorganizzazione gestionale, sicuramente anche i lavoratori saranno chiamati a fare dei sacrifici, ma credo che ciascuno con senso di responsabilità sarà in grado di accettare dei sacrifici, qualora percepisca, capisca che ci sono delle prospettive di sostenibilità per l'azienda in cui presta il servizio, però credo che sia molto importante lavorare anche sul fronte dei ricavi, e questa credo che sia la nota dolente della gestione di questi ultimi anni. Non si può più gestire la Casa da gioco pensando che sia sufficiente aprire le porte e aspettare che arrivino i clienti per erogare dei servizi.

Bisogna lavorare sul marketing, sulla promozione, sulla comunicazione, far diventare un sistema la Casa da gioco con il territorio, quindi aumentare i ricavi perché se noi non andiamo ad aumentare i ricavi, il prossimo anno ci troveremo nella stessa situazione in cui ci troviamo oggi: i costi del personale saranno nuovamente troppo elevati e bisognerà pensare a come ridurre questa spesa tenuto conto che in quest'azienda il personale ha un peso di circa il 75 percento dei costi di produzione.

Oggi abbiamo avuto tutta una serie di audizioni, che ci hanno nuovamente messo a conoscenza della situazione com'è evoluta negli ultimi tempi; abbiamo parlato con il Collegio sindacale, con l'Amministratore unico, con le parti sociali. Sono stati degli incontri importanti che hanno evidenziato le preoccupazioni di tutti per la situazione che vive la Casa da gioco. A fattor comune e a cuore a tutti stava l'esigenza di intervenire con urgenza perché non si può più aspettare, però è altrettanto vero che si è fatta un'analisi cruda della situazione organizzativa dell'azienda. Le parti sociali mi hanno colpito quando hanno detto che hanno avuto difficoltà a confrontarsi con una Dirigenza che va azzerata. Non riescono ad avere dei confronti, dicono che hanno richiesto più volte e sollecitato al Direttore generale Scordato dei piani industriali, dei piani di rilancio ma è sempre stata lettera morta. Ci hanno anche evidenziato che negli ultimi anni sono stati presentati diversi programmi, diversi piani, piani che puntualmente venivano disattesi.

Io credo che il piano industriale che viene richiesto oggi è un piano serio ma che richiederà un approccio anche nuovo, un approccio che andrà monitorato, perché la legge Madia, la legge nazionale di riferimento, prevede che in tre anni bisogna arrivare a trovare l'equilibrio di bilancio delle società che presentano dei disavanzi gestionali e che rientrano nelle casistiche come quella della Casa da gioco. Credo pertanto sia anche importante mettere nelle giuste mani la guida di un'azienda e qui credo che la politica debba fare una riflessione: non possiamo pensare di chiedere a chi ha la responsabilità di averci condotto in questa situazione di predisporre delle azioni di rilancio, non possiamo far finta che non ci siano delle responsabilità. È vero che il mercato del gioco è cambiato, che ci sono state delle evoluzioni, però bisogna anche fare delle analisi su quanto di meglio si poteva fare nella gestione, una gestione che sicuramente si è presentata deficitaria e alla quale occorre fortemente mettere mano. Credo quindi che anche la politica, al di là dei rapporti con la gestione, deve avere la capacità, come ho detto in altre occasioni su questo tema, di fare autocritica.

È stata buona la scelta di intervenire, direi una scelta obbligata di valorizzare il patrimonio immobiliare, da lì in avanti però quando sono stati completati i lavori, qualcosa non ha funzionato.

Io ritengo che la Casa da gioco si è trovata come una nave in mezzo al mare senza timone, quindi portata dalle onde laddove il vento soffiava. Credo quindi che da oggi in avanti bisogna voltare pagina, siamo chiamati tutti ad intervenire e ragionare con senso di responsabilità perché le iniezioni di denaro che sono state fatte negli ultimi anni non sono più sostenibili: non sono sostenibili né politicamente di fronte ai valdostani, né sotto il profilo della legittimità rispetto alle normative nazionali di riferimento, quindi tutti devono capire che non si scherza, che il mondo sta cambiando, che da oggi si deve ragionare in modo diverso. Siamo obbligati ad intervenire ciascuno dando il proprio contributo: sia la politica, sia la parte gestionale, che sarà chiamata a dover portare avanti quest'oneroso e difficile impegno e sia anche lavoratori, le parti sociali che dialogano e rappresentano un ausilio come corpo intermedio nei rapporti relazionali.

Come gruppo Stella Alpina, sosteniamo convintamente questa iniziativa legislativa, ne siamo firmatari; crediamo che questa - e lo diciamo con molta chiarezza - sia l'unica modalità in cui si poteva intervenire in modo legittimo e senza correre dei grossi rischi. Crediamo fortemente quindi in questo progetto, ci metteremo a disposizione per dare il nostro contributo sia nell'ambito delle commissioni consiliari, sia nell'ambito dei ruoli che ricopriamo all'interno del Consiglio e anche all'interno del Governo, pertanto daremo tutto il nostro appoggio per cercare di risolvere tutti insieme questa difficile problematica, questo nell'interesse dei lavoratori della Casa da gioco, della comunità circostante, ma anche dell'intera Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Anch'io volevo ringraziare i colleghi tutti, a cominciare dai presidenti di commissione, perché se oggi ci troviamo di fronte ad un testo condiviso, io davvero penso che tanto merito vada ai presidenti di commissione e ai colleghi perché non è stato un dossier così facile. Seppure è un testo breve, a mio parere, è molto importante perché viene in un momento in cui c'era l'assoluta necessità di dare un segnale diverso, un segnale di attenzione per una società come la Casino, che comunque è stata ed è ancora un patrimonio per la Valle d'Aosta.

Detto questo, io penso che ai valdostani e ai dipendenti della Casino in questo momento si pongano due quesiti: uno, come mai si è giunti ad una situazione così drammatica per la Casino; due, come questa legge può dare una risposta a breve per la società in primis, ma sicuramente per tutti i lavoratori che in questo momento vivono questo periodo di assoluto disagio.

Vorrei partire da come si è arrivati a questa situazione così drammatica. La prima domanda che mi viene spontanea è come mai, a fronte di un piano di investimenti di poco più di 80 milioni, se ne sono spesi 120. È una domanda legittima perché nella pubblica amministrazione io ritengo che la Casino sia una società che vada equiparata alla pubblica amministrazione, nel senso che nella pubblica amministrazione il primo concetto che qualunque amministratore deve trovarsi di fronte è che ci sono "X" risorse, per cui, in base alle risorse che vengono assegnate, uno predispone i piani di investimento, predispone le spese. Può succedere che alla fine queste risorse non siano sufficienti, ma nella pubblica amministrazione ti insegnano che prima di spendere, devi avere la copertura finanziaria, devi richiedere eventualmente maggiori risorse se non sono sufficienti, questo non è successo nella Casino: a fronte di un piano finanziario di poco più di 80 milioni se ne sono spesi 120. Primo quesito. Oggi non ci è stata data risposta. Ci dicono che erano legati ad una serie di spese aggiuntive, ma nella pubblica amministrazione anche le spese aggiuntive o hanno copertura finanziaria, o sono debiti fuori bilancio. Se ci trovassimo di fronte ad un'operazione gestita dalla Regione o da qualunque Ente locale, in questo momento ci troveremmo di fronte a debiti fuori bilancio.

Il terzo aspetto è capire cos'è successo dopo la ricapitalizzazione da 60 milioni nel 2014. Nel 2014 c'è stata una ricapitalizzazione da 60 milioni legata a tutta una serie di perdite, iscritte regolarmente a bilancio, che hanno causato il fatto che si è scesi sotto il terzo per cui si è resa necessaria la ricapitalizzazione, una ricapitalizzazione da 60 milioni, non parliamo di cifre irrisorie. A fronte di una ricapitalizzazione di 60 milioni, noi ci troviamo con un bilancio a consuntivo del 2016 che chiude con 41 milioni di perdite. Il risultato ante imposte è di 16 milioni, con le imposte è di 21 milioni, poi è di 41 milioni tenuto conto che ci sono circa 22 milioni di imposte anticipate. Queste imposte anticipate non sono una novità, ne abbiamo parlato per tre anni nei quali abbiamo detto che non c'era titolo di iscrivere imposte anticipate a bilancio, in quanto una società ha titolo di iscriverle ma esclusivamente se è in attivo, altrimenti non può recuperarle, per cui noi ci siamo ritrovati con oltre 41 milioni di perdita legate al fatto che per tre anni si è volutamente nascosta la reale situazione economica della Casino, perché se non si iscrivevano tutte queste imposte anticipate di circa 29 milioni, noi avremmo avuto la necessità di prendere in mano con qualche anno di anticipo la reale situazione di questo momento: dico questo perché avremmo potuto gestire una situazione così difficile in assenza di una normativa dello Stato che in questo momento impone dei paletti molto chiari e molto precisi.

Dopo aver negato la necessità di ricapitalizzare, la necessità di essere in situazione economica drammatica, per risolvere questa situazione di difficoltà economica, ci viene proposto il ristoro. È una prima proposta in cui ci viene detto: "io Regione sono debitrice in quanto nella legge n. 49 è previsto che la Regione può eventualmente prevedere di intervenire finanziariamente, ma dopo l'approvazione in Consiglio regionale e dopo comunque un piano finanziario e uno stanziamento annuale...", qui non esistono tutti questi i passaggi, però si viene a chiedere un ristoro che non è molto chiaro, sembra quasi che sia un quantum dovuto.

Non va bene l'operazione del Governo regionale che ti propone il ristoro, ci viene proposto di riconoscere gli investimenti spesati. Io sono andato a vedere il termine "investimenti spesati", probabilmente è un altro termine che è stato coniato appositamente perché gli investimenti spesati nel panorama della pubblica amministrazione non esistono. Non esistono investimenti spesati, però si è provato in qualche maniera a coniare un termine nuovo. Negli investimenti spesati ci troviamo i costi per l'esternalizzazione di servizi di ospitalità e mensa, i costi per il personale dipendente impegnato nell'attuazione del piano di sviluppo, oneri finanziari sostenuti per l'attività di investimento, oneri straordinari ulteriormente suddivisi in plusvalenze da cessione, depennamenti, minusvalenze.

Io vi invito a vedere - chiunque può andare a vedere - se nella pubblica amministrazione questo elenco può ritenersi un investimento. Non esiste nella pubblica amministrazione che questi siano calcolati in conto investimenti, per cui ci saremmo trovati, se fosse andato avanti il provvedimento del Governo, a sostenere con risorse pubbliche una spesa corrente; perché questi non sono contabilizzati come investimenti? Per il semplice motivo che questi costi che vi ho elencato prima fanno parte del conto economico e che sono stati alla base della perdita economica di bilancio oggetto di ricapitalizzazione del 2014...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...ce lo hanno confermato, si rilegga gli atti in commissione, ce lo hanno riconfermato, per cui questa finanza creativa alla base di questo disastro, le bugie una sull'altra, la voglia di mascherare la reale situazione ha portato a questa situazione. Pertanto, è chiaro che ci sono delle grosse responsabilità politiche, ma grandi responsabilità politiche, perché ogni passaggio - ci è stato confermato nelle audizioni - era sempre stato avallato dalla politica. Compreso il fatto, a questo punto ci viene logico pensare, della volontà di mascherare l'effettiva situazione economica: questa è la parte legata chiaramente al pregresso.

Quello che può succedere nel futuro, come può questa legge eventualmente dare una risposta? La prima cosa che ci viene in mente è che comunque c'è stata necessità di questo testo di legge perché il Governo in primis non ha rispettato l'impegno preso in un ordine del giorno, perché se il Governo rispettava l'impegno preso in un ordine del giorno di predisporre un piano finanziario, non avremmo avuto bisogno di andare a dare una tempistica per l'elaborazione di un piano. Soprattutto dico questo perché ci è stato confermato in commissione oggi da parte dell'Amministratore unico a cui è stato chiesto: "a seguito dell'ordine del giorno approvato, quali sono state le indicazioni politiche ricevute?". Leggo: "non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di predisporre alcunché", questa è la dichiarazione che abbiamo ricevuto oggi in commissione, pertanto, non solo non c'è stato neanche il tentativo, ma neanche la volontà di andare incontro e di tenere fede all'impegno deliberato all'unanimità in questo contesto.

Veniamo a quella che può essere la risposta. La risposta è frutto anche di una legislazione di cui bene o male dovremmo tenere conto. Quando dicevo che era meglio magari non mentire nel passato, è perché nel passato probabilmente c'erano meno regole, c'era la possibilità di intervenire in una maniera meno impattante. Quello che vorrei veramente provare a spiegare è che è finito il tempo di raccontare favole, perché comunque una serie di regole o comunque una serie di imposizioni che la legge ci impone in questo momento saranno alla base della scelta futura, una scelta che comunque dovrà tenere conto sicuramente della necessità di salvare quest'azienda. Nessuno vuole sacrificare quest'azienda, ma, per correttezza di chi in questo momento ci ascolta e dei lavoratori, bisogna dire anche alcuni passaggi che vengono previsti in questa legge...dalla normativa nazionale. La prima cosa è che all'articolo 6 si prevede che le società a controllo pubblico predispongono specifici programmi di valutazione di rischio di crisi aziendale, informandone l'assemblea in sede di relazione del governo societario da pubblicarsi contestualmente al bilancio. Si tratta all'evidenza di uno strumento di controllo preventivo...si dice anche che "la scienza aziendalistica ci viene incontro indicando gli elementi essenziali di un simile programma di previsione della crisi d'impresa. Esso deve partire dall'analisi della situazione dell'impresa sulla base della risposta a questi indicatori, l'appartenenza dell'impresa a settori maturi, decadenti o in difficoltà, caduta della domanda, perdita di quote di mercato, inefficienze produttive, commerciali, amministrative, organizzative e finanziarie, rigidità dei costi, carenza di programmazione, scarsi costi di ricerca, scarso rinnovo di prodotti, squilibri finanziari e patrimoniali, blocco dei prezzi, presentazione di bilanci in perdita".

Sono finiti i tempi, Presidente e Esecutivo, in cui vi accontentavate di una paginetta fronte/retro per deliberare 60 milioni di ricapitalizzazione. Sono finiti quei tempi e quello che ci dispiace è che, grazie a queste velate e volute mancanze di trasparenza, adesso chi rischia di pagare sono i dipendenti. Non è giusto, riteniamo che non sia giusto, però in questo momento bontà vorrebbe che chi ha causato questo disastro se ne assumesse le responsabilità. Il futuro di quest'azienda appartiene ai valdostani, appartiene sicuramente a chi lavora in questo momento, però mi dispiace perché non ho sentito parlare, oltre che a dichiarazioni in cui si dice che manderemo a casa 150-200 dipendenti, in nessun caso di una riorganizzazione interna, di un processo di riqualificazione, non si è sentito parlare di nulla. Si cerca di aumentare la tensione sociale, ma non si vuole risolvere il vero problema.

La ricapitalizzazione da 60 milioni è stata significativa nel senso che i 60 milioni non sono serviti ad invertire la tendenza, sono stati 60 milioni pubblici sperperati per il semplice motivo che non si arriverà mai all'equilibrio economico se non c'è un equilibrio finanziario: questo è alla base del futuro di questa società. Se avessimo seguito la proposta che lei ha fatto, Presidente, noi in questo momento avremmo buttato ulteriori risorse dei cittadini valdostani senza risolvere minimamente il problema della Casino. Tra un anno saremmo rimasti esattamente come eravamo prima, perché non c'è mai stata la volontà di risolvere la problematica della Casino; si è sempre vissuto il Casinò come un posto in cui la politica ci metteva il naso, ma soprattutto dove la politica non aveva intenzione di risolvere più di tanto perché risorse ce n'erano. In questo momento non è più così, in questo momento neanche la legge glielo permette più. In questo momento ha dovuto prendere atto del fallimento di una gestione di una società così importante che ricordo bene - e devo assolutamente ricordarlo - negli anni ha dato anche tanto alla Valle. Siamo riusciti a disperdere un patrimonio. È chiaro quindi che un'assunzione di responsabilità si pone. Si può pure procedere all'azzeramento dei vertici, tanto è stato detto che comunque tutte le decisioni erano avallate dalla politica, per cui se si arriva ad un azzeramento dei vertici, bisognerebbe prenderne atto anche dal punto di vista politico.

Io mi auguro che questo piano sia un piano che dia prospettive, dia certezze ai lavoratori e soprattutto, se ci sarà, come io penso, la necessità di intervenire a livello regionale, che ci sia la possibilità di spendere delle risorse finanziarie dei cittadini nell'interesse dei cittadini. Non esistono lavoratori di serie A e di serie B, in questi ultimi periodi si è visto troppe volte questo. È ora che la politica faccia un passo indietro e che soprattutto questi tempi che questa legge dà vengano rispettati e soprattutto che nel futuro prossimo ci sia la possibilità di dare un minimo di prospettiva senza andare a far entrare conflitti sociali di cui in questo momento la Valle d'Aosta non ha bisogno.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Vorrei per un momento uscire dalla logica della discussione generale che c'è stata fino a questo punto, relativa a tutto ciò che è accaduto in questi ultimi tempi da un punto di vista tecnico: soldi che sono stati dati, la ristrutturazione, il problema di liquidità del Casinò, tutta la questione delle implicazioni politiche all'interno della Casino stessa e dei dipendenti, tutto quello che sappiamo che è stato ripetuto, detto e stradetto.

Presidente Rollandin, vorrei fare un ragionamento con lei esclusivamente di natura politica rispetto a questa vicenda. Lei ha raccolto le deleghe dell'Assessore Perron non più tardi di un mese e qualche giorno fa e doveva essere il salvatore della Casino. Avevamo votato in quest'aula una risoluzione che di fatto chiaramente spiegava all'Assessore, che, tra l'altro, spero stia bene...Presidente Rosset, io spero che stia bene e che sia assente per questioni importanti e non per altri motivi. Non ho capito perché è assente, poi magari lo spiegherà in separata sede, perché stiamo parlando di un Assessore che comunque sul Casinò ha lavorato per qualche tempo, quindi, quando le ha lasciato le deleghe, il danno era più che fatto. Vede però, Presidente, quando lei le ha raccolte, molti - io credo tantissimi anche all'interno della Casa da gioco - hanno pensato che finalmente fosse tornato l'uomo forte che avrebbe risolto il problema. Io credo che quando lei governava nella passata legislatura, dove le risorse economiche erano sicuramente più importanti, per lei era tutto molto più facile. Oggi sta emergendo tutto il limite di una politica fatta esclusivamente nella gestione dei fondi. È chiaro che quando ha tantissimi soldi, chiunque di noi, anche non seduto in quest'aula, potrebbe tranquillamente governare: ho soldi senza problemi, posso dare tutto ciò che voglio a chi voglio. Chiunque qui, ma non solo qui, sarebbe un genio della lampada visto da fuori. Il problema nasce quando non ci sono più soldi e bisogna trovare soluzioni senza avere soldi. È lì che si capisce se ho la forza politica, se ho l'esperienza, la possibilità; se volete, anche in qualche caso, l'arguzia di trovare delle soluzioni. Per un mese lei ha proposto alla Giunta la stessa soluzione che poteva avere nel 2010 o anche prima: prendiamo i soldi, glieli diamo e fine del problema. Stranamente complici le leggi nazionali, complice magari la situazione economica che non è più così florida, complice il fatto che probabilmente fuori qualcuno comincia a pensare che i dipendenti del Casinò sono una casta di privilegiati visti i soldi che prendono gli stipendi, allora qualcuno ha cominciato a dire nell'opinione pubblica che forse non è il caso di continuare a dare tutti questi soldi visti quelli che sono anche stati dati in passato in questa legislatura.

Vorrei sottolineare per inciso una cosa: il fatto che oggi approviamo questo tipo di legge a me fa molto piacere perché queste cose che sono approvate qui dentro da un punto di vista concettuale sono cose naturali, sono cose che abbiamo anche già detto in tempi non sospetti: noi siamo disponibili a dare i soldi se hanno un senso, ma se non hanno senso, per carità, ci vogliamo liberare assolutamente di questo problema. Voi invece siete andati avanti senza problemi. Vi ricordammo all'epoca che avremmo fatto intervenire la Corte dei conti perché non ci sembrava corretto dare i soldi così ed è notizia di qualche giorno fa che la Corte dei conti comincia a dire: "diamogli un'occhiata", poi non so cosa succederà, però giustamente abbiamo dato dei soldi così e lei ha riproposto esattamente la stessa operazione. Poi l'ha mascherata da ristoro, l'ha mascherata da punto di ristoro, ma il punto fondamentale è che non si può fare, concettualmente lei propone una soluzione che non sta in piedi. Poi la si può mascherare in tanti modi, perché ci sono tanti modi di raccontare le cose, ognuno di noi qui, essendo un politico, anche in genere un discreto venditore, può in qualche modo sistemare ciò che dice in maniera tale da farla passare più semplicemente, magari tra colleghi che non sono molto attenti o che non sono molto esperti di certe cose...questa, ahimè, questa volta non è andata. Le faccio un esempio banale: se abbiamo speso 120 milioni per ristrutturare e per sistemare tutta una serie di cose e stasera volessimo andare a cena alla Brasserie, la Brasserie è chiusa, e perché? Perché stanno rifacendo l'impianto elettrico. È talmente evidente che c'è qualcosa che non va che chiunque qui si rende conto che c'è qualcosa che non ha funzionato.

Vede, Presidente, sia l'Assessore attualmente assente che lei dovreste fare un ragionamento di tipo politico: io credo che lei non riesca più a gestire la maggioranza, lei non ha più la maggioranza. In questo Consiglio continuano a passare leggi, ordini del giorno, risoluzioni che sono in netto contrasto, per non dire esattamente l'opposto, di ciò che lei ha proposto e ha portato avanti politicamente fino ad oggi. La cosa più divertente è che si creano delle discussioni enormi nelle quali giustamente lei cerca di mantenere il punto e di dire: "questa cosa io non voglio farla così, la voglio fare in quest'altra maniera", ma alla fine i numeri - perché la politica, e lei lo sa meglio di me, è fatta dei numeri - le danno torto, quindi è costretto a cambiare completamente posizione. La cosa più divertente poi è che accetta le soluzioni come se fossero le sue, perché poi c'è anche quest'abilità. Viene proposta una cosa in netto contrasto con la sua politica, lei discute giustamente, cerca di frenare questa cosa, ma poi, quando vede che non ci riesce, la fa sua e la vota anche lei, leggi la questione CVA. Allora uno da fuori pensa che lei abbia ancora il Governo in mano quando in realtà non è così, quando in realtà chi segue effettivamente i lavori qui si rende conto che non è vero.

La domanda che le vorrei fare, che è legata fino a un certo punto a questa proposta di legge, ma in generale, è: per quanto tempo politicamente si può andare avanti così? Veramente si può pensare di continuare a governare una Regione senza avere una maggioranza e continuando a ricevere delle offese politiche di questo tipo, di questa natura, di questa forza? Mi sembra che debba fare un ragionamento profondo. Le dico questo perché effettivamente se non rappresenta più la maggioranza, farebbe prima a dire: "lascio stare, se avete una maggioranza alternativa, tiratela fuori, sennò andiamo a votare". Sarebbe coerente perché alla fine o uno ha i numeri o non ce li ha, se invece continuiamo questo tira e molla... Viene approvata oggi una legge presentata ieri. Adesso va tutto bene, a parte i complimenti per il nostro lavoro, ma passiamo una legge qui che è stata presentata ieri e che crea una direzione che è esattamente opposta alla sua, che prevede prima di vedere come sistemare le cose e poi i soldi che servono. Io ho fatto un incontro con i dipendenti del Casinò qualche giorno fa al meet-up di Châtillon ed erano tutti convintissimi che lei senza problemi il giorno dopo avrebbe dato questi soldi perché in Giunta sarebbe passata la sua proposta. Io invece dicevo loro che questa cosa non sarebbe passata, "no, ci sono state date rassicurazioni, siamo sicuri", il giorno dopo non è passata. Io ho anche detto loro che se non si fa una legge dove si verifica come vengono dati questi soldi, non saranno mai dati e guarda caso - ma non lo dico io perché sono un esperto - è una questione di buon senso. Non è più una questione di posizioni politiche Cinque Stelle, UVP, Union, Stella Alpina e così via; stiamo ragionando sul buon senso che non ha colore politico, il buon senso non è una cosa che ce l'hanno i Comunisti e i Democristiani non ce l'hanno, non è vero.

Uno fa un ragionamento e si chiede se questo ragionamento ha una sua logica, se questa logica porta ad una certa soluzione, se questa soluzione è in linea con quello che pensa...sì o no, ma qui stiamo parlando di buon senso, perché tutti sanno qui che dando dei soldi senza una motivazione concreta, ci sono delle conseguenze pesantissime da un punto di vista personale, e questo travalica la questione politica. Non è che noi qui siamo talmente politicizzati o convinti della causa che siamo disposti tutti a sacrificarci per non si sa bene che cosa. Non sto parlando di me e del mio gruppo, non abbiamo mai votato quelle cose perché ritenevamo che non fosse logico comportarsi in quel modo. È passato del tempo, su questa cosa, come su altre, ci siamo arrivati con il buon senso. Anche qui vedi il caso CVA, o il caso dei trasporti, o il caso dell'altra legge: quella sulla partecipazione pubblica alla politica e così via. Potrei fare tanti altri esempi.

Se ad un certo momento siamo arrivati al dunque: al fatto che, Signor Presidente, si ragiona secondo schemi che vanno al di là della sua politica personale, lei una considerazione dovrebbe cominciare a farla. Lei è abile nelle situazioni di forza, nelle contrapposizioni muro contro muro, glielo ho detto già un'altra volta: non servono più. Abbiamo problemi tali che non ha più senso fare muro contro muro; lei insiste pervicacemente nel volerlo fare, quando sta notando che ormai tutti stanno trapassando i loro limiti nel cercare di risolvere i problemi, che sono più grandi del fare muro contro muro. Come fa a non accorgersene, Presidente? Io è questo che mi chiedo. Se lei veramente ha acume politico perché non se ne accorge? Ha degli interessi così grandi? È così limitato? È veramente convinto lei di avere ragione fino in fondo? Non riesco a capire la motivazione.

Stasera approviamo una legge di buon senso. Se non fosse stata di buon senso, non l'avrei né firmata, né tanto meno votata. Non l'ho fatto per la legge sulla trasparenza delle partecipate, per esempio. Tra parentesi, sono state fatte delle assunzioni alla Casino e ovviamente la legge è stata completamente disattesa. È vero che sono solo part-time, è vero che sono solo in sostituzione di...è vero, è vero...però nella legge che è stata approvata da questo Consiglio non c'erano dei limiti, valeva per qualunque cosa.

Presidente, io credo che, al di là della legge...approvata questa legge, l'ordine del giorno e così via, lei debba fare un ragionamento politico più profondo. Il fatto di aspettare tatticamente delle date non risolve il suo problema politico. Non è che il 15 febbraio risolviamo il problema politico che lei ha dimostrato fino ad oggi perché il problema politico rimane, la limitatezza del suo ragionamento rimane. Non è che se togliamo tre persone, cinque o sei da questo Consiglio, di colpo diventa di nuovo tutto come prima, assolutamente no, quindi che senso ha fare questi tatticismi?

Io, Presidente, credo che lei, se vuole aprire una porta rispetto ad un certo tipo di ragionamento come quello che le ho fatto, scevro da qualunque giudizio personale, dovrebbe fare uno sforzo, magari anche per spiegare al suo Assessore che in una giornata importante come questa era molto importante essere presenti, per esempio, però questo rientra nella sensibilità delle persone. Io però vorrei da lei sinceramente una risposta sincera, come quella che mi ha dato all'inizio di questa giornata su un altro argomento, perché è stata una risposta sincera e io l'ho apprezzato da quel punto di vista, al di là del contenuto della risposta stessa.

Presidente - È stato consegnato l'ordine del giorno. Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale. Per la replica, chiede la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Le relazioni che sono state fatte per illustrare questo disegno di legge hanno confermato l'impegno della commissione competente, del suo Presidente e di tutti quelli che hanno lavorato di questi tempi per indicare una via d'uscita ad un problema che tutti noi condividiamo. In questa occasione, io voglio ricordare altresì l'impegno profuso dalle organizzazioni sindacali, in un momento di difficoltà, anche di mancate risposte in alcuni casi alle situazioni contingenti, che sicuramente hanno messo in difficoltà il lavoro che deve essere portato avanti con urgenza. Io credo che tutto questo porti oggi a fare una serie di valutazioni che sicuramente sono di varia natura.

La valutazione di questa proposta di legge con il suo articolato parte da un assunto, credo, alla base di questo ragionamento: è importante prevedere un piano di riorganizzazione e su questo costruire il resto. In questa riorganizzazione si devono riconvertire anche le possibili previsioni del management, delle persone che sono in qualche modo state investite durante questi anni di problemi non indifferenti. Nel progetto di legge, nell'articolo 1, sono rappresentate le indicazioni per arrivare a questa opzione. Il progetto di legge presentato, e mai messo in votazione in Giunta, aveva una sua organizzazione logica che partiva da un assunto che era quello di aver completato l'operazione verità su tutti i conti relativi agli investimenti nella Casa da gioco, investimenti non solo necessari ma obbligatori, indispensabili per non far chiudere la Casa da gioco; investimenti fatti e valutati, documentati con tutte le esigenze che il caso comporta e, rispetto a questo, noi avevamo previsto di avere una restituzione che aveva una sua logica. Poi avevamo inserito anche nella stessa legge un impianto che era quello di prevedere nei 90 giorni di fare questo piano. Oggi, giustamente, con questa legge che abbiamo valutato positivamente, si parte da questo punto di giusta osservazione su quello che deve essere fatto prima di immaginare di dare ulteriori contribuzioni, se non indispensabili, com'è stato detto, per la possibilità di un rilancio della Casino. Credo che questo sia un aspetto molto importante, giusto, valutato e già ripreso in diverse occasioni, che penso vada nella logica di un'impresa, quindi non c'era bisogno di scomodare la Madia per questo; credo che si fosse già immaginato in precedenza, c'era la possibilità di attivare questi meccanismi che sono sicuramente importanti e giustamente voluti.

Ora, le tre preoccupazioni che i colleghi hanno sollevato, in particolare il collega Bertschy col discorso dell'esigenza dei tre capisaldi - della gestione, del personale e della produzione - credo diano un po' il senso di quello che deve e può essere fatto per cercare di andare nella direzione che tutti auspichiamo. Quello che sicuramente non deve esserci è quel senso - di cui qualcuno ha parlato - di rassegnazione da parte dei lavoratori, i quali in qualche modo invece devono vedere l'impegno che viene fuori anche questa sera da un passo che tutti voi avete elencato e che va nella logica di immaginare un progetto di ripartenza con le operazioni...

Nell'ambito di queste osservazioni, io vorrei ricordare che questa mattina qualcuno aveva detto che in nessun atto si è mai parlato di poter fare i lavori e contemporaneamente mantenere aperta la Casa da gioco. Io voglio dire al collega che ha detto questo (Chatrian) che nella delibera n. 1380 del 13 luglio 2005 è scritto: "rispetto della continuità operativa, in quanto la Casa da gioco non può permettersi interruzioni di attività", quindi è deliberato...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...conseguentemente l'autorizzazione è collegata. Volevo solo dire che non è che non ci sia traccia. Come, devo dire, sui discorsi economici, poi verranno ripresi da altre parti...sulle spese della ristrutturazione, non sono 120, ma sono 103. I 60 milioni non sono stati messi solo per la ricapitalizzazione: per una parte sono stati utilizzati per la ricapitalizzazione, per l'altra per la gestione.

Per quanto riguarda il ristoro, non abbiamo parlato di ristoro, non ne abbiamo più parlato, c'era una lettera della società che chiedeva il ristoro, ma noi abbiamo sempre specificato che era la trasposizione di questi fondi per le esigenze della società.

Ora, sul fatto che ci siano gli investimenti spesati...vorrei spiegare al collega che questi investimenti spesati sono quelli che non possono essere capitalizzati, perché sono capitalizzati quelli che in qualche modo rientrano nel patrimonio. Gli investimenti spesati sono, come lei ha ricordato correttamente, la mensa e tutte le attività che sono state fatte in collegamento con la possibilità di tenere aperto il Casinò e che ha portato quasi 40 milioni in questi anni di rientro alla Casa da gioco...e contemporaneamente ha mantenuto aperto questo canale che altrimenti sarebbe stato molto difficile di colpo riaprire. Questi investimenti spesati hanno questa dizione e sono specificatamente coinvolti con questa logica e non come capitalizzazione, quindi non come investimento puro nel senso di interventi sulle mura, sugli aspetti che ad essi vanno a riferirsi. Non si è mai mascherato nessun conto. Basta leggersi la relazione, semmai gliene darò copia, collega, dove sono specificati tutti i fondi che sono stati impegnati, come sono stati impegnati, come sono stati dati, come sono stati capitalizzati, tutti.

Detto questo, io penso che su questo tema ci sia stato uno sforzo da parte di tutti per cercare di vedere una ripartenza, ripartenza giusta, che è stata condivisa. Ripeto che il fatto di condividere determinate decisioni non lo vedo necessariamente come una rinuncia a delle posizioni. Io credo che ci sia la possibilità di valutare opportunamente il momento in cui è necessario attivare dei meccanismi, che vengono giustamente condivisi il più possibile. Va quindi nella direzione opportuna e voluta.

Nell'ambito del discorso della Casa da gioco, credo sia sostanziale e importante tenere conto di tre aspetti: uno, che ci sono dei lavoratori (56) che avevano opzionato o avevano comunque aderito al sistema Fornero e che oggi sono in attesa di sapere che cosa succederà per loro, cosa che credo abbia da parte vostra portato a quest'accelerazione che lei ricordava. In due giorni avere un progetto di legge presentato e approvato è un record che difficilmente sarà battuto. Noi, già stamattina, quando c'è stata la sospensione, abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a continuare a lavorare in questa direzione e ringrazio le Commissioni II e IV che hanno svolto un lavoro prezioso per ottenere questo risultato importante. Lo dico ufficialmente, pertanto non è assolutamente un tema da valutare come negativo sotto altri aspetti, anzi lo valutiamo molto positivamente e quindi i risultati di questa nuova possibilità di ripartire per quanto riguarda la Casa da gioco. Quest'ultima in questi anni ha avuto una serie di difficoltà...e quando le difficoltà sopravvengono in un momento di crisi, soprattutto per il gioco, con tutto quello che ne consegue sul gioco, credo che non sia facile riuscire a fare dei piani anche innovativi, perché noi conosciamo - non ne abbiamo più tanto parlato - le situazioni degli altri casinò italiani, che hanno dei risultati altalenanti anche loro. Ci sono dei momenti, come magari per il Casinò di Sanremo in questi giorni di Festival, in cui esso avrà degli ingressi molto superiori; sono state fatte delle valutazioni anche da parte di alcuni esperti sul fatto che indubbiamente, calando le manifestazioni all'interno del Casinò - perché non dimentichiamo che esse sono state ridotte -, si sono ridotti anche gli ingressi che a queste erano collegati e collegabili, quindi il tutto rappresentava una situazione che in qualche modo andava rivista, rivalutata e rivisitata.

Io credo che ci debba essere l'attenzione che oggi è emersa da parte di tutte le forze politiche, che ringrazio. Noi riteniamo che sia giusto seguire questo aspetto con quest'attenzione. Nella legge sono stati previsti 60 giorni per arrivare a questa predisposizione; come ha detto qualcuno, se si farà in un tempo minore, ancora meglio, l'importante è che ci sia qui al Consiglio, perché qui sarà dibattuto questo piano, com'è stato ricordato verrà in Consiglio, quindi ci sarà la possibilità di fare delle valutazioni, che logicamente terranno conto di cosa gli esperti ci porteranno a dire come innovazioni, come possibilità di previsioni rosee per quanto riguarda il nostro Casinò. Quello è l'augurio, perché sennò logicamente non andremmo nella direzione auspicata. Quando si parla di ristrutturazione, giustamente se ne deve parlare in senso globale, tenendo conto che per tutti questo è un momento delicato che, solo se affrontato con questa dimensione e con questa franchezza, credo possa dare dei risultati ottimali per tutti.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Presidente, come le avevo preannunciato, ancora una volta lei ha fatto sua una cosa che non era sua. Mi sembra importante come soluzione del problema...vorrei soltanto capire un passaggio, se me lo consente: la legge non è stata presentata, ma mi pare che dai giornali sia venuto fuori che era stata presentata, votata da tutti, tranne che da un Assessore...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...aspetti, mi faccia finire di parlare, per cortesia...poi c'è stata una discussione e poi è tornata indietro. Io l'ho letto sui giornali, quindi non so perché non sono in Giunta, né ho rappresentanti miei in Giunta che mi possono confermare questa cosa, magari c'è qualche Assessore che può confermare o smentire, ma non me: quello che c'è scritto sui giornali. Il primo discorso che lei ha citato quindi è che in realtà c'è stato un ripensamento ulteriore rispetto a ciò che era stato presentato.

Il secondo aspetto altrettanto importante che lei ha citato nella sua replica è il fatto che ad un certo punto le organizzazioni sindacali, piuttosto che i lavoratori e così via, soffrono della situazione. Io non vorrei infierire, però l'ha gestito lei per anni il Casinò, adesso non è che è successa per caso questa cosa. Se ne assuma la responsabilità politica, l'ha gestito lei; la situazione nella quale si trova è frutto della politica messa in atto e messa in campo da lei; di conseguenza, che adesso soffrano mi dispiace ma la colpa è sua, non è che qui adesso non sappiamo chi è stato, se vogliamo nasconderci veramente dietro un dito...lei è bravo, ma non è che siamo tutti quanti sotto l'effetto di cose psichedeliche, insomma, abbiamo un'idea di quello che è successo fino ad oggi. Va bene tutto, però non ci racconti le cose in una maniera così fantasiosa, perché non è il caso.

Infine un ultimo passaggio, se me lo permette. Io le ho fatto un discorso di tipo politico perché, rispetto a ciò che sta accadendo, mi sembra che il movimento che lei rappresenta, che è l'elemento di spicco di questo movimento, al di là delle questioni puramente formali, sia sempre più isolato. Lei sta isolando questo movimento all'interno di questo Consiglio ma non solo, anche sul territorio, anche su questo dovrebbe fare un ragionamento probabilmente. È vero che sono problemi suoi e che a casa sua può fare quello che vuole, ma, siccome il suo movimento rappresenta una grossa fetta della popolazione valdostana e di tutto quello che ruota attorno a questo, un ragionamento lei dovrebbe farselo, dovrebbe assumersi una responsabilità politica anche di questo, non è che possiamo continuare a far finta di nulla! Qui non parliamo solo di qualche voto qua e là. Lei ha in piedi un sistema, che ormai sta emergendo, il sistema fa acqua, dovrebbe fare un ragionamento su questo sistema. Il Casinò è solo l'elemento che spicca più di tutti, quasi quello che spicca più di tutti, però che lei ci dica adesso che era d'accordo, che andava tutto bene, allora perché ha presentato l'altra proposta? E soprattutto i famosi 90 giorni dopo i quali ci sarebbe stata la soluzione, se poi non arrivava, ormai i soldi erano andati. È questo che non funzionava, perché non c'era tanta fiducia nella parola, perché se poi, anziché 90 giorni, ne passavano 900, chi se ne frega, tanto qui le leggi le facciamo, poi se non vengono seguite o approvate, va bene lo stesso. Era quello il trucco, secondo me, che qualcuno ha colto e per cui non ha votato, questo almeno...la franchezza di dirlo. Io voterò convintamente, come ho detto, poi lascio la parola ai colleghi, perché mi sembra che abbiamo fatto già abbastanza conversazione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Faccio due considerazioni perché volevamo ascoltare la replica del Presidente della Regione su questo atto, era comunque troppo importante. Riconosciamo, come già in altri momenti difficili, l'abilità del Presidente, che non abbiamo mai sottovalutato, ma sempre di più comunque ci mette nella condizione quasi di chiederci se il percorso che è stato fatto è stato fatto da noi o è stato fatto dal Presidente, perché veramente per chi ci ascolta ha dell'incredibile. È di un'abilità geniale, eccezionale perché questa mattina io mi sono alzato alle nove e un quarto, nove e mezza e ho chiesto una sospensione all'aula; dopo due ore di dibattito, prima in Conferenza dei Capigruppo con dei colleghi molto titubanti che prendevano le distanze da questa proposta di legge, quasi ridicolizzandola un po' dicendo che c'era una delibera di Giunta pronta che deve andare avanti, poi giustamente la maggioranza deve fare le sue verifiche all'interno della maggioranza...poi siamo tornati in aula ma, prima di tornare in aula, il punto più delicato è stato: "sentiamo le organizzazioni sindacali alle due e mezza?", "sì, possiamo sentirle", queste erano le proposte..."no, inseriamo un punto all'ordine del giorno", perché poi fessacchiotti sì, ma non fino in fondo, nel senso che le procedure le conosciamo e quindi cerchiamo di affrontare l'iter come si deve e poi bisogna cercare di portare all'approvazione, come lei sa molto bene, un atto e poi arriviamo in Consiglio con l'atto approvato dalle due commissioni non modificato, quindi proprio pulito.

C'è un passaggio importante, ieri stesso film: in commissione il collega dell'Union Valdôtaine esce continuamente dalla commissione, il collega del PD dice: "noi non ne sappiamo nulla, è una cosa vostra, poi vediamo nelle prossime settimane", oggi è di dominio di tutta l'aula, e noi ne siamo ben contenti. L'obiettivo lo ha espresso molto bene il Presidente, questo è un punto di partenza e poi si va nella direzione auspicata dalla proposta di legge che a questo punto non sarà più proposta, ma sarà invece una norma, una legge con degli articoli che traccia il percorso dei prossimi 60 giorni e poi traccerà il percorso anche a seguito dell'ordine del giorno firmato da tutti, noi l'abbiamo firmato a fronte di un impegno che ci stava bene dopo il percorso fatto, non l'abbiamo firmato al buio, né con una delega in bianco. Non si parla di risorse, prima si parla di azzeramento, poi si parla di riorganizzazione, poi si parla di eliminare il cerchio magico - l'abbiamo tradotto un po' meglio giustamente nell'ordine del giorno - anche di chi in questo momento ha una grossa responsabilità all'interno della Casa da gioco.

Adesso sto uscendo dal discorso di natura politica, poi da domani mattina se questa proposta sarà approvata, partirà il timer per presentare le proposte, quindi è importante comunque il passaggio di oggi, però volevo ripercorrere perché ieri mattina è stata una mattinata...comunque io ero stanco, al termine della mattinata dalle 9:00 alle 13:00 dopo il percorso che è stato fatto in II Commissione, dove la paternità non c'era, anzi c'era quasi una presa di distanza da questa proposta di legge che sembrava buttata lì all'ultimo minuto e oggi invece si approva e si va in quella direzione...quindi è positivo, chapeau all'abilità del Presidente nel fare sua e nostra questa proposta di legge. Quando in questi tre mesi ha provato delle strade alternative, Presidente, possiamo dircelo: lo ha detto anche oggi durante la sua replica. La prova di forza l'ha provata prendendo il toro per le corna quando il 3 novembre ha scaricato come Giunta regionale l'articolo 19 dicendo 60 milioni sono già stati inoltrati alla Casa da gioco e dobbiamo inoltrarne ancora 48, mi ricordo molto bene..."bisogna restituire 48 milioni di euro alla Casa da gioco". Poi da lì la finanziaria ha detto: "no", la finanziaria ha utilizzato invece in parte quelle risorse, quasi 5 milioni, per delle proposte che il nostro gruppo, insieme ai gruppi di opposizione, hanno messo in campo e grazie anche a dei colleghi di maggioranza che hanno voluto darci la possibilità di avere degli emendamenti per la prima volta con una copertura finanziaria, tant'è vero che andremo a discutere domani in III Commissione proprio il piano per i Comuni di 3 milioni di euro che è stato approvato proprio dal Consiglio durante la finanziaria.

Poi però, Presidente, lei ha di nuovo cercato, ma giustamente perché noi abbiamo due ruoli diversi: oltre ad essere un Consigliere, e non un Assessore o un Presidente di Giunta, sono un Consigliere di opposizione e il Presidente, anche dopo l'approvazione dell'ordine del giorno, ha cercato comunque di prendere una seconda via dicendo: "no, un attimo, comunque le risorse devono arrivare e io incontro le organizzazioni sindacali e dico: "quelle risorse ve le inoltro" perché chi è alla testa del corteo, chi è il Presidente della Regione è il sottoscritto. Ho il mio Governo e quindi mando avanti un disegno di legge, scarico come Giunta". Non ha scaricato quel provvedimento perché non è arrivato in commissione, quindi noi non abbiamo potuto analizzarlo, ma grazie al Presidente della Regione, dopo averlo audito in II Commissione, e ringrazio comunque dell'impegno il Presidente La Torre che è stato importante in questi tre mesi su questo dossier...il Presidente Rollandin ci ha permesso di avere la relazione e la proposta di disegno di legge nuova: la seconda grossa...non forzatura, la seconda strada che il Presidente ha cercato di mettere in campo come Giunta. A questo punto non si parla più di 48 milioni di euro, ma si è iniziato a parlare di 43 milioni di euro - poi se vado fuori dal seminato, se dico delle cose non corrette, mi corregga - e si parla di autorizzare la Regione a completare - a questo punto non è più la restituzione - il rimborso dei costi sostenuti dalla Casa da gioco dal 2011 al 2016 per la realizzazione degli investimenti. Poi c'è un di cui nella relazione, dove si dice: "ferma un attimo perché 60 milioni sono già stati dati, quindi ne restituiamo ancora 43". Quindi primo articolo 19, finanziaria a novembre erano 108, poi non c'erano i numeri per approvare, la maggioranza era spaccata su questo provvedimento, quindi il Presidente Rollandin non aveva i numeri per approvare quell'articolo 19, e non lo ha approvato; poi questo Consiglio all'unanimità, su proposta delle minoranze, ha approvato praticamente in toto un ordine del giorno che andava in un'altra direzione: "prima di mettere dei soldi della comunità valdostana, mettete in campo un piano e poi eventualmente mettiamo di nuovo della liquidità", ma non si parlava di quanto. Comunque, dopo quell'approvazione in Consiglio regionale, il Presidente Rollandin tenta una terza via: quella dei 43 milioni non più come restituzione ma come autorizzazione a completare il rimborso dei costi, e anche qui c'è qualcosa che cloche, nel senso che a novembre erano 108, invece a gennaio 2017 sono 103.

Ho voluto fare questo passaggio su questo soprattutto per chi ci ascolta perché le parole hanno un senso importante e di solito, quando intervengo su certi temi, mi documento, come ci documentiamo tutti, e cerco di leggermi bene e studiarmi le delibere di Giunta, le autorizzazioni del Consiglio. Quello che ho messo in discussione questa mattina è questo per quanto riguarda i rapporti tra proprietà e società. Noi, come gruppo ALPE, abbiamo messo in discussione nella sostanza chi ha autorizzato la spesa. Nella delibera c'è scritto che si è deciso di tenere aperta la Casa da gioco, di non chiuderla mi sembra - adesso la delibera non ce l'ho e quindi non posso rileggere il tratto - ma il ragionamento che ho voluto fare nel presentare l'iniziativa, Presidente Rollandin, poi la ascolto di nuovo...la nostra domanda è troppo importante in questo momento, ecco perché oggi siamo qui a discutere di un percorso diverso, perché i colleghi di maggioranza - e li capisco - avrebbero avuto delle difficoltà a mettere mano al portafoglio pubblico senza avere a monte una copertura: un piano, una riorganizzazione, un azzeramento di chi ha portato a ramengo questa società, perché qualcuno sarebbe venuto qui e avrebbe tirato le orecchie magari a chi metteva di nuovo mano al portafoglio pubblico.

Sul passaggio dei 103 milioni di euro quello che io ribadisco e che continuo a ribadire è che non c'è nessun atto né di Consiglio, né di Giunta che autorizza, che mette in campo - le delibere di solito sono così - la copertura finanziaria nel triennale. Io dico queste cose a fronte di atti approvati o meno dal Consiglio, tant'è vero che la Regione può intervenire - questa è la legge che lo dice - per finanziare gli investimenti previsti dal piano di cui al comma 1 attraverso trasferimenti al Casino de la Vallée la cui entità è determinata annualmente con la legge finanziaria tenuto conto della programmazione finanziaria approvata dal Consiglio regionale. Sfido tutti i colleghi di dirci dov'è la programmazione triennale nel bilancio triennale dal 2009 al 2017, ad oggi. Non troverete un euro di copertura finanziaria pubblica per quei 103 milioni di euro, tranne - mi sembra, non vorrei dire delle cose non corrette - la ricapitalizzazione del mese di settembre 2014, dove la maggioranza ha messo mano al portafoglio pubblico e ha autorizzato i 60 milioni di euro. Vorrei essere chiaro perché di solito, quando interveniamo, a monte c'è uno studio, c'è comunque un lavoro enorme, non c'è nessun'altra autorizzazione oltre i 60 milioni di euro. Allora, il quesito è di natura politica, altrimenti facciamo troppo i tecnici magari, la domanda è: dal punto di vista politico, chi ha autorizzato la cifra dei 103 milioni di euro? Prendiamo per buono il ragionamento che faceva prima il Presidente Rollandin, i 120 milioni li dobbiamo defalcare di 16 milioni di euro lo stralcio contabile parte immobile demolita, e la togliamo perché sappiamo leggere i documenti, e arriviamo a 103 milioni di euro. Lì è un passaggio troppo importante, non stiamo parlando di 100 mila euro in più: stiamo parlando dell'autorizzazione di 103 milioni di euro, quindi il ragionamento che noi abbiamo voluto fare questa mattina e che continuiamo a fare è che volutamente questa cosa è scappata di mano a livello di spesa. Lo diciamo noi, ma io chiedo ai colleghi di maggioranza se loro conoscono un atto che ha autorizzato i 103 milioni di euro. Noi abbiamo già defalcato i 16 milioni di euro che sono stati stralciati e che non sono stati contabilizzati, però questo è un nodo troppo importante, perché l'unica autorizzazione che questo Consiglio ha dato tramite una legge è stata quella della ricapitalizzazione del mese di settembre-ottobre del 2014 di 60 milioni.

Ho voluto ritornare su questa questione perché è una questione comunque importante, una questione che in questi sette anni da questo Consiglio non è mai stata affrontata, perché nel 2009 e nel 2010 quando il Consiglio regionale...noi non abbiamo approvato il piano di ristrutturazione del Gran Hôtel Billia e della Casa da gioco, questo Consiglio non ha approvato e non ha autorizzato la spesa, ma allegata al piano di rilancio c'era una stima di 83 milioni di euro. Comunque, se a qualcuno interessano ancora questi passaggi dal nostro punto di vista importanti...comunque, c'è una zona grigia, c'è una zona dove non c'è stata copertura. Anche se oggi, Presidente Rollandin, nelle Commissioni II e IV il Collegio sindacale ci ha nuovamente evidenziato, messo in evidenza che la legge era talmente chiara... Loro non sono mai entrati nel merito della quantità di spesa: si è speso 100? La proprietà doveva darci 100. Si spendeva 140, la proprietà avrebbe dovuto darci 140. Si spendeva 70, la proprietà ci avrebbe dovuto dare 70. Questo è quanto i tecnici oggi ci hanno di nuovo ribadito in II Commissione. Ho voluto fare quest'ultimo passaggio perché, dal nostro punto di vista, è molto importante.

Le cose nascono magari anche all'ultimo minuto, ma poi approdano in Consiglio e c'è l'unanimità dell'aula, al di là di maggioranza e opposizione, perché questo è un percorso che sicuramente va in una direzione alternativa a quelle forzature che la Giunta, il Governo avrebbe voluto fare prima a novembre e poi a gennaio, ma probabilmente non aveva i numeri per poter far vedere chi decide, chi può dare - vedo che stanno ascoltando il Consiglio oggi le organizzazioni sindacali -, "il punto di riferimento sono io", invece penso che il punto di riferimento - e concludo, sono stato un po' lungo in questo mio secondo intervento - mi sembra che oggi lo abbia ripreso in mano il Consiglio regionale.

Presidente - Siamo in replica, ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio il Presidente Rollandin. Semplicemente per ribadire che, quando ci si trova a parlare e a condividere, poi una sintesi si trova. Io ho ascoltato attentamente la sua replica e devo dire che in larga parte l'ho condivisa, nel senso che io questa mattina avevo una perplessità...quando parlando con il collega Chatrian ho deciso di chiedere di convocare queste commissioni d'urgenza per portare in aula questo testo di legge tenuto conto che la situazione stava per aggravarsi, non avrei mai pensato di arrivare a discuterla in quest'aula, anche perché ci tengo a sottolineare - è giusto che la gente sappia - che, per l'iscrizione di un punto all'ordine del giorno d'urgenza, ci vanno 24 voti. Noi, quando ci siamo trovati in commissione a sottoscrivere la proposta di legge, mancavano le firme per vari motivi, poi non sto a specificare le motivazioni, ma mancavano le firme di due gruppi importanti come l'Union Valdôtaine e il PD per vari motivi, non entro nel merito.

Detto questo, avere trovato una sintesi e trovarci oggi ad approvare, penso all'unanimità, questo disegno di legge è molto importante, per cui io la ringrazio, anche se in parte ha dato una chiave di lettura che non condivido ovviamente, perché lei quando mi parla di logica nel testo di Giunta, per me rimane la sua logica, non una logica condivisa, questo me lo permetterà. Quando lei parla di necessità di scomodare la Madia, non siamo noi che abbiamo voluto scomodarla, ma tenuto conto che si è cercato negli anni di non avere chiara la situazione della Casino, ci obbliga ad intervenire nel momento in cui la Madia c'è, è inutile girarci intorno! Non sarebbe onesto neanche con i lavoratori dire che le cose rimangono come prima; non è così, perché la politica non può più fare quello che ha fatto negli anni passati. La politica non avrebbe più neanche potuto fare un'operazione simile alla ricapitalizzazione del 2014. Penso che questo lo dobbiamo per correttezza a chi ci ascolta, alle organizzazioni sindacali presenti, ma soprattutto ai lavoratori, pertanto la Madia c'è, dobbiamo farcene una ragione, dobbiamo intervenire.

Chiudo proprio pensando che probabilmente se la Madia non ci fosse, non avrebbero mai parlato né di ristoro, né di investimenti spesati. Probabilmente la strada sarebbe stata diversa. L'ultima considerazione è che gli investimenti spesati non esistono nella pubblica amministrazione perché sono spese di contabilità ordinaria che vanno contabilizzate nei bilanci di esercizio, come giustamente avete già contabilizzato, per cui quello che vengo a ribadire è che il rischio era di contabilizzare due volte queste risorse che, secondo il mio parere, rimane il vero punto cruciale di tutta questa faccenda. Pertanto sono soddisfatto e penso che, al di là delle difficoltà che ci saranno per dare corso a questo disegno di legge, da qui in avanti la strada sia molto più chiara.

Presidente - Non ci sono altri interventi in replica? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Ringrazio i colleghi. Per quanto riguarda le osservazioni del collega Chatrian e le specificazioni che il collega mi ha chiesto, in Giunta non si è mai posto in votazione, è stato depositato il progetto di legge ma non è mai stato messo in votazione, solo per correttezza. Per quanto riguarda i dati, io credo che avremo modo di ritornarci, il discorso...

(interruzione del Consigliere Chatrian, fuori microfono)

...solo per correttezza visto che ha voluto fare alcune precisazioni, io vorrei dire che l'autorizzazione era collegata al piano che veniva portato avanti. La programmazione in effetti avrebbe previsto che annualmente ci fosse la contabilizzazione, l'iscrizione a bilancio di quello che si prevedeva. Come abbiamo già avuto modo di dire, questo non è stato fatto perché eravamo nel momento in cui dovevamo applicare il Patto di stabilità e, per applicarlo, dovevamo conteggiare questi milioni che spendevamo togliendoli dalla disponibilità del bilancio per il resto, quindi abbiamo optato per arrivare a prevedere la restituzione di questi fondi alla fine dei lavori. Questo lo dico per correttezza, giusto perché non ci possano essere delle difficoltà.

I 103 milioni, che ha ricordato, sono quelli che sono stati previsti. Quello che non è stato previsto è la differenza tra gli 83 e i 103, perché non poteva essere prevista, in quanto si tratta dei famosi investimenti spesati - poi chiamiamoli come vogliamo - ma sono tutte quelle operazioni che non potevano essere previste, in quanto ogni anno e ogni mese cambiavano perché dipendeva da quanti, rispetto alle disponibilità del Casinò, dovevano essere alloggiati negli alberghi della cittadina, invece che all'interno del Billia. Questa riguarda la mensa, le persone che, quando il ristorante non funzionava, andavano fuori, tutto questo è stato contabilizzato e ha dato quella differenza tra gli 83 e i 103; è tutto documentato. Poi adesso non sto a fare la discussione, ma credo che questo sia un po'...giusto per chiarire perché questo non era prevedibile. Non potevo immaginare che durante la settimana sarebbero andate fuori a dormire 10-50 persone, perché c'era un galà il fine settimana sarebbero andate fuori 150 persone, quello è l'esito ed è tutto contabilizzato e porta a quei risultati economici.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Ringrazio il Presidente per l'ulteriore dettaglio su delle cifre importanti non secondarie in questo momento, ma a questo punto mi dà l'occasione per fare un passaggio in più. È giusta la considerazione che ha fatto poc'anzi il Presidente, c'erano delle spese variabili che non si potevano proprio alla virgola inserire e decifrare a monte dell'operazione: quelle del servizio di esternalizzazione di ospitalità, piuttosto che servizi esternalizzati di mensa. Solo però due dati importanti: la differenza fra gli 89 e i 103, quasi 10 milioni di euro, all'interno di questa differenza però sono 6 di interessi e oneri di Finaosta che sono impattanti, e 3,2 milioni sono le demolizioni. Sono 10 milioni importanti quindi e 3 sono legati alle specifiche che giustamente il Presidente oggi ci ha detto come per dire: "non potevamo mica contabilizzare l'esternalizzazione di ospitalità o eventualmente l'esternalizzazione di mensa", ma il tutto ammonta a 3 milioni di euro. Gli altri 10 sono oneri che si potevano prevedere tranquillamente e gli altri 3 comunque erano quelle demolizioni. Ci siamo capiti perfettamente sulle cifre, sulle risorse e sulle specifiche che ci sono state fornite in queste ultime settimane, io penso che facciano comunque chiarezza e aiutano anche che ci sta ascoltando a capire come sono stati spesi i soldi pubblici.

Presidente - Ricordo che è stato depositato un ordine del giorno, qualcuno vuole illustrarlo prima di passare alla votazione dell'articolato? Non ci sono richieste di intervento? Possiamo mettere in votazione? Metto in votazione l'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Possiamo procedere con il disegno di legge. Chiederei di non lasciare l'aula perché dobbiamo votare l'articolo 1. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 2. Stesso risultato. Articolo 3 comprensivo dell'emendamento n. 1 delle Commissioni II e IV. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Su questo articolo solo per chiarire la posizione, avendo sostenuto, insieme a tutti gli altri gruppi, la proposta che nella descrizione del collega Guichardaz, a mio avviso, è stata descritta in maniera che forse è corretto riprendere. Nessuno voleva istituire nuove poltrone, tra l'altro, non sono poltrone a pagamento perché erano poltrone gratuite, ed era una possibilità che il Consiglio regionale poteva esercitare, o potrà esercitare per garantirsi il controllo su questo piano di sviluppo, però che sia chiaro che non era una legge per costruire altre occupazioni o comunque cariche di tipo politico. È una possibilità che se il Consiglio regionale, una volta approvato il piano, vorrà avere, potrà sviluppare attraverso professionalità che però non saranno indennizzate, quindi era in questo senso che era stata proposta in commissione da parte del Presidente della commissione la legge ed è in questo senso che noi continueremo a sostenerla.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Io ho ricevuto il testo di legge, vorrei solo capire se il testo definitivo è quello che mi è stato consegnato, perché all'articolo 3 si dice che: "a supporto delle attività di verifica di cui all'articolo 2, il Consiglio regionale nomina un collegio dei saggi", mi pare che in commissione c'era: "può".

Presidente - C'è l'emendamento.

Gerandin (GM) - Chiedo scusa.

Presidente - Ci sono due emendamenti sull'articolo 3. Ripeto: metto in votazione gli emendamenti n. 1 e n. 2 delle Commissioni II e IV. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 30

Favorevoli: 30

Astenuti: 3 (Donzel, Fontana, Guichardaz)

Il Consiglio approva gli emendamenti.

Metto in votazione l'articolo 3 comprensivo degli emendamenti. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 30

Favorevoli: 30

Astenuti: 3 (Donzel, Fontana, Guichardaz)

Il Consiglio approva.

Articolo 4. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 5. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Mettiamo in votazione la proposta di legge n. 100 nella sua interezza. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Con questo punto all'ordine del giorno i lavori del Consiglio sono terminati. La seduta è chiusa.

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L'adunanza termina alle ore 21:41.