Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 527 dell'11 ottobre 2017

Respinta la richiesta di iscrizione di un punto riguardante l'elezione del nuovo Presidente e della nuova Giunta

Seduta straordinaria del Consiglio dell'11 ottobre 2017

Nella seduta straordinaria dell'11 ottobre 2017, il Consiglio regionale ha respinto l'iscrizione di un nuovo punto all'ordine del giorno riguardante l'elezione del nuovo Presidente e della nuova Giunta. Per l'iscrizione d'urgenza erano richiesti 24 voti: la richiesta ha ottenuto 21 voti a favore (UV, UVP, PD-SVdA, EPAV) e 13 voti contrari (ALPE, AC-SA-PNV, M5S, GM).

Il Capogruppo dell'UV, Ego Perron, aprendo la discussione su questo punto, ha osservato che «in Conferenza Capigruppo abbiamo chiesto di poter inserire all'ordine del giorno di questo Consiglio un nuovo punto all'ordine del giorno, ossia che alla presa d'atto delle dimissioni si desse contestualmente la possibilità di prevedere l'elezione del nuovo Presidente e degli Assessori. Ci siamo posti con un approccio collaborativo, senza voler calcare sulla questione giudiziaria. Visto che ora si parla solo delle dimissioni del Presidente, chiedo formalmente che sia messa in votazione la proposta di iscrizione di un nuovo punto all'ordine del giorno. Vogliamo che attraverso una posizione palese, i gruppi si assumano le loro responsabilità. Noi crediamo che si debba favorire il transito da una giunta all'altra, e procedere oggi all'elezione di un nuovo governo. Se il punto non verrà accettato, consegnerò al Presidente la richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario.»

Il Capogruppo di UVP Nogara si è associato alla richiesta di iscrizione all'ordine del giorno della nomina di un nuovo Presidente e degli Assessori.

Il Presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, ha quindi aperto il dibattito sull'iscrizione del nuovo punto.

Per il Capogruppo dell'UVP, Alessandro Nogara, «vi è la necessità di dare al più presto un governo stabile alla nostra Regione. Il resto sono sotterfugi per rimanere seduti su certe poltrone e ci fanno pensare che il nuovo modello di cui si è tanto parlato non aveva in realtà nulla di nuovo. Noi chiediamo al Presidente Marquis una spiegazione sulla "facile lettura politica" della sua vicenda giudiziaria. Tutti dobbiamo prenderci delle colpe perché abbiamo fatto di tutto in questa Legislatura: ora arriviamo alla fase finale. Quest'estate abbiamo proposto il progetto di Rassemblement per cercare di unire e non di dividere. Noi auspichiamo che questa unione cominci proprio da qui. Non cambia nulla per noi essere eletti oggi o venerdì, ma crediamo che lo dobbiamo a certi settori che necessitano di risposte urgenti.»

Il Consigliere di AC-SA-PNV, Stefano Borrello ha replicato: «La nostra volontà non è impedire la concretizzazione di un percorso chiaro, evidenziato con un progetto nato da alcune forze politiche già in estate. Ieri, il Presidente della Regione ha rassegnato le dimissioni: non è un atto comune, usuale, non è capitato in tutte le Legislature, denota grande senso di responsabilità. Oggi, per rispetto dell'Aula, trattiamo la presa d'atto delle dimissioni. Non è nostra intenzione diluire il brodo, ma vogliamo dividere l'aspetto istituzionale rispetto ad un passaggio politico-amministrativo legato ad un nuovo percorso.»

Il Capogruppo di EPAV, Mauro Baccega, ha rimarcato: «La convocazione odierna è dovuta al fatto che nei giorni scorsi è stata presentata una mozione di sfiducia costruttiva che delinea il governo che ci porterà a fine Legislatura. Ieri è avvenuto un fatto nuovo, su cui però devono intervenire altri palazzi. Di fatto, questo governo è sfiduciato, ha già concluso il suo percorso all'inizio dell'estate. Il comportamento che si sta delineando oggi non è quello costruttivo che auspicavamo; è irresponsabile, vuole solo procrastinare. Riteniamo doveroso proseguire nella direzione di dare subito un governo alla nostra Regione.»

La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha specificato: «La nostra proposta è stata serena e chiara, priva di polemiche. Il Consiglio era convocato oggi per discutere la mozione di sfiducia costruttiva, ma nel frattempo sono intervenuti fatti nuovi, che hanno contribuito in maniera determinante alle dimissioni del Presidente Marquis. I fatti di cronaca gettano un'ombra sulla Valle d'Aosta. Riteniamo, visto il clima a dir poco teso, che sia opportuno scindere i due momenti. Siamo d'accordo sull'urgenza di ritrovare un assetto governativo stabile, non vogliamo far melina. Non appena il Consiglio sarà riconvocata, potremo fare una discussione politico-amministrativa. La nostra è una richiesta di buon senso, che potrebbe portare anche a nuove riflessioni sulla composizione della Giunta.»

Per il Vicecapogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz, «la Consigliera Morelli ha preso a calci il buonsenso. Le dimissioni del collega Marquis sono state chieste in un Consiglio della settimana scorsa e formalizzate da una risoluzione. Dal punto di vista politico, la discussione è già quindi avvenuta: il collega Marquis ha detto che non riteneva di dover dare le dimissioni perché non poteva lasciare nell'imbarazzo l'Amministrazione regionale. Cosa che abbiamo contestato, perché la norma è chiara: il Vicepresidente assume la carica di Presidente e si apre un confronto politico. Ma il Presidente Marquis e tutti i suoi colleghi ci hanno invitato a presentare la mozione di sfiducia costruttiva: a mozione presentata, il Presidente Marquis si dimette per permettere il dibattito politico. Per noi questa è una squallida "melina" e lo avete dimostrato con tutte le delibere fuori sacco che sono state approvate questa settimana. La Giunta attuale ha programmato iniziative culturali che vanno oltre le elezioni del 2018, deliberando senza nessuna copertura politica. Nella vicenda dei 25 mila euro, Marquis ha alzato i toni politici andando in televisione a dire che era colpa di Rollandin: oggi deve chiedergli scusa. Se oggi Marquis, come ha detto lui stesso, si è dimesso, non per l'inchiesta, ma per facilitare il dialogo politico, vi chiedo di smetterla di allungare il brodo, altrimenti mi viene il dubbio che forse la Giunta ha bisogno di ulteriore tempo per approvare nuove delibere e fare qualche altra opera buona.»

Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre Guichardaz ha affermato: «Non possiamo raccontare che tutto va bene. Per l'ennesima volta il panorama politico si ridefinisce perché il governo non è in grado di governare per la mancanza di una maggioranza di Consiglieri in grado di assicurare supporto. Non è solo questione di numeri, ma anche di volontà di concretizzare un percorso. Si sarebbe potuto evitare questa parentesi senza futuro e presupposti, questa alleanza nata contro qualcuno, priva di basi solide e intese tra le persone. Ora per trattare dossier interrotti i tempi sono brevissimi. Dovremo anche capire i motivi della fretta di far approvare tante delibere fuori sacco. Ci aspetta un lavoro immane per riprendere il percorso interrotto a marzo. Nei prossimi giorni non ci sarà un nuovo ribaltone, ma il ripristino ex ante della situazione. Non siamo stati noi a volere questa inutile parentesi che puntava all'occupazione militare dei gangli del potere. Come avete potuto pensare che la gente avrebbe creduto alla barzelletta del nuovo che avanza? Il Presidente Marquis sulla vicenda dei 25.000 euro si è scagliato contro i suoi avversari, si è definito il garante del cambiamento, annoverandosi tra coloro che avevano portato una visione diversa. Ora assistiamo al fallimento delle parole ordine di cui avete fatto vessillo: trasparenza, condivisione, metodo, onestà; tutti elementi costituivi della tanto evocata casa di vetro. Invece non avete condiviso un bel nulla, non avete mantenuto la promessa. La vostra melina mette ulteriormente alla berlina i valdostani. Invece si deve tornare a parlare di politica.»

Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha osservato: «Il quadro che viene dipinto a livello nazionale della Valle d'Aosta è devastante. Oggi, la vera vittima della politica valdostana sono i cittadini valdostani. Perché in questi cinque anni lo spettacolo è stato pietoso e in questo Consiglio non abbiamo mai dato l'immagine del fare. È preoccupante per la nostra autonomia. Oggi, non c'è nessuna volontà di allungare il brodo, vogliamo soltanto scindere il discorso tra la presa d'atto delle dimissioni di un Presidente, che è coinvolto in un'indagine giudiziaria, e l'elezione del nuovo Governo. Io voglio un dibattito dove si parli solo di politica e non ci sia a monte nessuna vicenda giudiziaria.»

Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha evidenziato: «Trasformando la mozione di sfiducia costruttiva nell'elezione di un nuovo governo è come se fossimo all'inizio della Legislatura. Io non appoggio nuovi governi, quindi non voterò per l'iscrizione del punto all'ordine del giorno. Sono contento delle dimissioni del Presidente della Regione, che mi hanno tolto dall'impiccio del voto della mozione di sfiducia costruttiva. Così posso votare tranquillamente contro la nuova maggioranza perché la mia posizione resta la stessa.»

Il Consigliere del GM Andrea Padovani ha annunciato il voto contrario sulla richiesta di iscrizione del nuovo punto: «Sono tante le pagine incomprensibili di questa Legislatura, ma credo che i nuovi fatti che modificano l'ordine del giorno per il quale siamo stati convocati (la mozione di sfiducia) richiedono una riflessione politica ulteriore.»

La discussione prosegue ora sulla presa d'atto delle dimissioni del Consigliere Marquis dalla carica di Presidente della Regione.


SC-MM