Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 96 del 22 febbraio 2017

Respinta l'iscrizione di due risoluzioni sul Casinò de la Vallée e sulle dimissioni del Presidente della Regione

Seduta consiliare del 22 febbraio 2017

Nella seduta del 22 febbraio 2017, dopo una sospensione dei lavori, il Presidente del Consiglio, Andrea Rosset, ha chiesto ai Consiglieri di votare l'iscrizione delle due risoluzioni presentate durante la discussione sulla Casa da gioco di Saint-Vincent.

La prima, depositata dai gruppi consiliari ALPE e M5S e il Consigliere del Gruppo Misto Gerandin, era volta a chiedere al Presidente della Regione, in possesso delle deleghe sul Casinò, «di verificare presso la Casinò spa l'esistenza di condizioni finanziarie tali da permettere la sospensione immediata dell'apertura ufficiale della procedura di licenziamento collettivo, prima di procedere a rimettere il proprio incarico.»

La seconda, sottoscritta dai Consiglieri dell'UVP, Bertschy, Fabbri, Grosjean, Nogara e Laurent Viérin, di Stella Alpina, Borrello, Marquis e Marco Viérin, di Pour Notre Vallée, Claudio Restano e Antonio Fosson, e dal Consigliere La Torre del Gruppo Misto, invitava il Presidente della Regione a «rassegnare le proprie dimissioni dalla carica al fine di permettere un rilancio dell'azione politica e un'evoluzione del progetto di maggioranza costruito per avviare un processo di sviluppo e di prospettiva per la Valle d'Aosta.»

Per l'iscrizione d'urgenza in Aula erano necessari 24 voti: i testi hanno ottenuto 19 voti a favore e 15 contrari (UV, PD-SVdA, Lanièce e Baccega di SA). L'iscrizione è stata quindi respinta.

Il Vicepresidente della Regione, Aurelio Marguerettaz (UV), nell'apprezzare «i toni e la pacatezza con la quale molti colleghi sono intervenuti ribadendo la necessità e l'importanza di intervenire sulla Casa da gioco per tutelare i posti di lavoro», ha annunciato che l'Union Valdôtaine voterà contro l'iscrizione delle due risoluzioni: «A prescindere dalle posizioni e dalle risoluzioni, si può iniziare a lavorare da domani. Non ci sentiamo di votare l'iscrizione d'urgenza delle risoluzioni, in quanto come forza di maggioranza abbiamo indicato che questo tipo di ragionamento debba essere fatto con il coinvolgimento delle forze politiche e su di un altro tavolo. Non vogliamo stare sulle barricate, ma questo tipo di risoluzioni non possono essere votate da noi.»

Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha osservato rivolgendosi al Governo: «La paura di andare sotto è talmente evidente che ancora una volta vi nascondete come i conigli: siete talmente abituati a lavorare nell'ombra che evitate l'iscrizione in Aula. Questo non è bello, però avremo modo di lavorare per i prossimi Consigli perché con i miei colleghi cercheremo di farvi a pezzi, in maniera costruttiva, uno alla volta. Pensate di essere indispensabili a questa Regione? Qui non c'è nessuno di indispensabile, anzi voi siete deleteri per questa Regione.»

L'Assessore alla sanità, Laurent Viérin, ha rilevato: «È un segnale negativo per il Consiglio Valle non accettare l'iscrizione delle risoluzioni che sono sempre state accettate; l'impronta data era quella di accogliere le risoluzioni inerenti agli argomenti in discussione e spesso si è avuta in Aula la richiesta di dimissioni di colleghi, ma evidentemente ci sono due pesi e due misure. La mancata iscrizione è un fatto estremamente grave, perché il Consiglio ha diritto di discutere queste risoluzioni; è un ulteriore segno di debolezza e dimostra la non volontà di trattare questioni politiche. Quest'Aula non deve avere paura di discutere certe tematiche, non può esimersi di parlare di politica. A nostro avviso si crea un ingorgo istituzionale che auspicavamo di evitare. Si accentuano i problemi di una maggioranza senza numeri.»

Il Capogruppo dell'UVP, Luigi Bertschy, ha aggiunto: «Il fatto rilevante è che due componenti il gruppo SA non abbiano firmato la risoluzione e contribuiscano alla mancata iscrizione. I voti per non iscrivere le risoluzioni saranno quelli della loro votazione: tanto valeva completare il percorso. La discussione rimandata ai tavoli politici deve essere ora a maggior ragione urgente.»

Per il Consigliere del PNV Antonio Fosson, «non esiste più una maggioranza in quest'Aula per continuare a governare la Regione, ma non si vuole affrontare il problema. I percorsi con cui ci siamo allontanati dalla maggioranza ci hanno portato a presentare questa risoluzione: per noi era un discorso di responsabilità, ma si vuole prendere tempo e non porterà a nessuna soluzione. Non è corretto né dignitoso che il Presidente non voglia fare quel passo indietro che altri invece hanno fatto. Il bene della Valle dovrebbe passare prima di tutto.»

Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha detto di essere imbarazzato «per questo comportamento da struzzo. Le due risoluzioni sono assolutamente inerenti al dibattito. Non mi capacito del fatto che non si voglia chiudere il cerchio. Nel pomeriggio avevamo emendato la risoluzione delle forze di opposizione, ma la volontà politica di parte della maggioranza è di non affrontare la questione.»

La Consigliera di ALPE Chantal Certan ha aggiunto: «Tra i gironi danteschi ALPE è ben conscia della propria posizione all'inferno, ma non conosciamo la collocazione degli altri gruppi. Certamente, c'è un Dio, che però si nasconde e non affronta la discussione. È chiaro l'intento di rimandare.»

Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha dichiarato: «Dopo questo dibattito, qualcuno ha capito come risolveremo la questione del Casinò? L'unica cosa che ho capito è che il Presidente se ne deve andare. Questa mattina il problema urgente era il Casinò, ora invece il problema è diventato il Presidente. Allora, faccio un invito ai colleghi che hanno sottoscritto la risoluzione: se ci sono i numeri, fate una mozione di sfiducia costruttiva e fateci la cortesia di svelare il vostro progetto. Oggi, non ho problemi a dire che la maggioranza non esiste più; fatevi la nuova maggioranza, prendetevi la responsabilità di disarticolare la Giunta e noi andiamo tranquillamente all'opposizione. Altrimenti bastano 18 firme per dimettersi senza fare le solite pantomime e si torna a elezioni.»

Il Consigliere del Gruppo Misto Leonardo La Torre ha evidenziato: «Non c'è la volontà di affrontare il tema politico. Per dare una risposta alla questione, la Giunta può approvare già questo venerdì una delibera per finanziare una somma alla Casa da gioco. E così si risolvono momentaneamente i problemi dei lavoratori. Non esiste solo il cerchio magico, bisogna avere il coraggio di difendere i valori, affrontare gli argomenti politici davanti a tutti. Partendo da un presupposto serio di un azzeramento si può ripartire con una rinnovata credibilità. Ma con questo dimostrate che non è possibile: il percorso è proseguire con un Governo di salute pubblica che porterà ad elezioni anticipate.»

Il Consigliere di Stella Alpina Marco Viérin ha sottolineato che «sono due mesi che chiediamo una verifica strutturale utile alla Valle e che non si è voluto ad oggi portarla su altri tavoli, siamo obbligati a chiederla in quest'Aula. Noi vogliamo parlare di politica, visto che non riusciamo a farlo fuori. Nascondersi dietro alle questioni non serve: bisogna fare autocritica per cercare di risolvere i problemi della Valle che non sono soltanto quelli del Casinò, ma di tante altre categorie e realtà. Questa risoluzione è per noi un'azione anche provocatoria e spero che da domani si inizi veramente a ragionare in maniera diversa perché dobbiamo dare un futuro a questi lavoratori, non solo per il 2017 ma per evitare che diventino disoccupati per sempre.» E rivolgendosi al Presidente della Regione: «Le ricordo, Presidente, che da sempre io le sollecito, in maggioranza e in altre sedi, risposte e precisazioni che non vengono mai chiarite. Le sue risposte sull'argomento di oggi, purtroppo, sono sempre vaghe e, nel caso specifico della Casinò spa, in questi mesi siamo passati dalle motivazioni di un "finanziamento necessario" per arrivare al "ristoro", per rettificarle con la parola "restituzione", per sostituirle, ad oggi, con "mutuo". Purtroppo, un esempio chiaro e comprensibile a tutti, per capire come sia difficile avere certezze contabili e amministrative sulle proposte che lei ci presenta.»

Il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha precisato: «Non è possibile procedere con la semplice approvazione di una delibera, per un finanziamento del genere è necessario un disegno di legge. In merito all'emendamento alla risoluzione della minoranza, la verifica presso la Casinò spa è già stata fatta: la prospettiva è trovare finanziamenti attraverso una norma che non lasci dubbi sulla loro correttezza. La questione è estremamente urgente. I chiarimenti sono sempre proficui, poi ognuno decida nella massima libertà.»

Per il Consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, «è legittimo non votare una risoluzione, ma non accettarne l'iscrizione è irrispettoso nei riguardi dei lavoratori. Non è così che ci si lava la coscienza. Quando non si accetta un confronto ci si delegittima da soli.»

I lavori sono sospesi e riprenderanno domani, giovedì 23 febbraio 2017, alle ore 9.00.

SC-MM