Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 533 del 26 ottobre 2016

Interpellanza sui dipendenti della Lavazza di Verrès

Seduta consiliare del 26 ottobre 2016

Il mantenimento occupazionale dei dipendenti dello stabilimento Lavazza di Verrès è stato l'argomento di un'interpellanza depositata congiuntamente dal Gruppo Misto e da ALPE nella seduta consiliare del 26 ottobre 2016.

Il Consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, nell'illustrazione, ha focalizzato l'attenzione sugli ex dipendenti, per i quali a gennaio 2017 scadrà la Cassa Integrazione Guadagni Speciale, chiedendo quale sia ad oggi la loro situazione, quali azioni siano state fatte e quali si intendano mettere in campo per la formazione e/o ricollocazione dei lavoratori; infine, ha voluto sapere se vi siano concrete prospettive occupazionali per i dipendenti.

Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha aggiunto che l'interesse, già manifestato con una richiesta di accesso agli atti all'Assessorato contenente le stesse domande di questa interpellanza, cui non è stata dato riscontro esauriente, è focalizzato unicamente alle risposte da poter dare ai lavoratori.

L'Assessore alle attività produttive, premesso che l'accesso dei Consiglieri riguarda gli atti e non le intenzioni, ha confermato che la Cassa integrazione finisce a gennaio e si sta fattivamente lavorando in un'ottica di salvataggio dell'azienda, tenuto anche conto del fatto che l'Amministrazione regionale è proprietaria di alcuni macchinari del valore di più di due milioni di euro. La Lavazza, ha comunicato l'Assessore Donzel, sta già sgomberando alcuni suoi macchinari che riguardano la fase finale della produzione, ma su richiesta di un investitore privato sta valutando la cessione di alcuni impianti.

Rispetto ai progetti di nuovi insediamenti, l'Assessore ha proseguito specificando che va considerato il fatto che lo stabilimento è una porzione all'interno di un'area fortemente urbanizzata e con scuole limitrofe: siamo vincolati al caffè e alle sue problematiche proprio per il fatto dell'essere proprietari dell'immobile ma anche di parte delle macchine, ha detto l'Assessore Donzel, non solo, ci troviamo in un'area con una questione ambientale delicatissima. L'Amministrazione regionale vuole favorire uno sviluppo industriale rispettoso della salute dei cittadini e non dannoso per l'ambiente e il turismo. Non è possibile spostare la fabbrica, ha evidenziato Donzel perché i costi sono superiori alla realizzazione di un nuovo stabilimento: quand'anche la Regione scegliesse questa possibilità, la normativa europea la vieta, in quanto non sono più previsti finanziamenti in conto capitale a vantaggio di grandi imprese; in effetti, le normative sono cambiate, tanto che si è reso necessario approvare la legge 8/2016 per finanziare grandi investimenti col meccanismo del bando, che stiamo portando a termine in questi giorni. Con questa legge, ha osservato l'Assessore, è possibile intervenire parzialmente a sostegno di alcuni investimenti, ma innanzitutto ci vuole capitale privato. Non è facile, ha aggiunto l'Assessore Donzel, trovare un investitore che impieghi 10 milioni di euro; in ogni caso, esiste ad oggi un progetto che però ha ricadute ambientali delicate: stiamo cercando di risolvere questa problematica.

In merito alla situazione dei lavoratori, l'Assessore alle attività produttive ha riferito che l'accordo sindacale ha destinato risorse per traghettarli dopo la cassa integrazione. La Regione userà risorse del Fondo sociale europeo per sostenere la riqualificazione dei dipendenti della Lavazza. Qualora non si trovi a breve un soggetto investitore, ha detto Donzel, abbiamo individuato la possibilità nel Fondo sociale europeo di sostenere la formazione e il tirocinio anche per lavoratori oltre età prevista da Garanzia giovani. Come per l'ex Feletti, se si insedierà una nuova attività, i primi ad essere assunti saranno proprio i lavoratori dell'ex Lavazza. Stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo, ha concluso Donzel; inoltre, ci sono altri progetti di riapertura seppur non immediata di attività che stiamo seguendo, sempre nell'ottica di ricollocazione e riqualificazione dei dipendenti.

Il Consigliere Gerandin ha espresso preoccupazione per le varie difficoltà prospettate, soprattutto per le problematiche ambientali che finora non erano mai state messe in evidenza. Le buonuscite finiscono, la situazione è molto delicata, nonostante l'intervento dei fondi europei, che non garantiscono lo stipendio. I dipendenti della Lavazza, ha concluso Gerandin, hanno di fronte un percorso molto incerto e senza garanzia occupazionale.

Il Consigliere Roscio ha ribadito che il quadro per i dipendenti è tutt'altro che sereno: a gennaio per 52 lavoratori si apre un periodo di forte incertezza. Ha quindi auspicato che l'Assessorato operi nell'intento di risolvere le criticità, con il fine esclusivo di dare risposte concrete ai lavoratori che resteranno presto senza prospettive.



MM