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Comunicato n° 151 del 26 giugno 2020

Terzo intervento anticrisi: prosegue la discussione generale

Seduta consiliare mattutina del 26 giugno 2020

La seduta consiliare mattutina di venerdì 26 giugno 2020 è stata dedicata al dibattito sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2020 che contiene le misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Nella giornata di ieri sono stati presentati 72 subemendamenti sui 226 emendamenti depositati lunedì, che riguardano sia riformulazioni attinenti alla copertura finanziaria sia l'ottimizzazione del testo dal punto di vista legislativo. Di questi 72, 2 sono di ADU VdA, 1 di VdA Ensemble, 6 del M5S, 3 dei gruppi M5S e RC-AC, 1 di Mouv' e Assessore Bertschy, 4 dei gruppi AV e UV, 15 dei gruppi SA e Misto, 3 di PNV-AC-FV, 4 di RC-AC, 6 dei gruppi RC-AC e ADU VdA, 1 dei gruppi RC-AC, ADU VdA e M5S, 1 di RC-AC e Assessore Certan, 21 dei gruppi Lega VdA, Mouv', VdA Ensemble, 3 dei gruppi Lega VdA, Mouv', VdA Ensemble e M5S, 1 dei gruppi Lega VdA, Mouv', VdA Ensemble e PNV-AC-FV.

La discussione generale del terzo giorno di riunione di Consiglio è stata aperta dalla Consigliera Luisa Trione (SA): «Siamo qui perché dobbiamo rispondere a una pandemia che non ha pari nella storia documentata. È importante non dimenticarci di questo fatto fondamentale, perché neppure in queste condizioni siamo riusciti a collaborare: dal Governo non ci è stata data la possibilità di farlo. Il lavoro ricchissimo fatto fin qui, anzitutto in Commissione, avrebbe potuto portare a esiti diversi. La legge che stiamo scrivendo vuole dare sostegno ai valdostani nel ripartire dopo questa crisi: ma dare sostegno non significa che il pubblico possa sostituirsi al privato. Il pubblico deve creare le condizioni per fare in modo che il tessuto imprenditoriale possa radicarsi e svilupparsi, uscendo dalla struttura del contributo dato magari per convenienza politica. Abbiamo perso un'occasione per la scuola, ma anche per la sanità e per il sociale: avremmo potuto fare meglio e di più, anche solo imparando dagli errori di questi mesi.»

La Consigliera Manuela Nasso (M5S) ha dichiarato: «Come gruppo, abbiamo sempre fatto proposte, dimostrando spirito di collaborazione e cooperazione: abbiamo suggerito il reintegro della Giunta, l'intervento di un Commissario, abbiamo rivendicato il ruolo centrale delle Commissioni. Eppure, siamo sempre stati tenuti fuori da tutto, pur essendo a tutti gli effetti Consiglieri. Che il Presidente Testolin chieda solo ora, durante questo Consiglio, la collaborazione che noi abbiamo sempre offerto è a dir poco paradossale. Questo disegno di legge contiene provvedimenti che poco o nulla hanno a che fare con l'emergenza Covid: sembra quasi che alcuni articoli, di certo non indifferibili e urgenti, siano volti a ottenere consenso elettorale attraverso soldi pubblici. Il nostro approccio nell'analisi della norma è stato improntato unicamente sui contenuti, chiedendoci: questa azione è utile per fronteggiare l'emergenza o no? E di conseguenza abbiamo lavorato. La scuola non può essere l'ultimo dei problemi e come Regione avremmo potuto muoverci con più precisione nonostante la difficile situazione e le indicazioni da parte del Ministero. La funzione di questa legge dovrebbe essere unicamente quella di gettare semi per la ripartenza della Valle d'Aosta, non altro.»

«Questo disegno di legge - ha detto il Consigliere Elso Gerandin (Mouv') - dovrebbe dare una risposta più immediata possibile ai bisogni che abbiamo raccolto in questi mesi. Apprezzo il messaggio di apertura del Presidente Testolin, ma bisogna che il confronto sia reale e leale. In un percorso complesso come quello che abbiamo vissuto qualche errore è comprensibile: ma non è accettabile una gestione così personalistica. Nell'emergenza si è preso atto delle linee del governo nazionale, senza mai rivendicare però le prerogative della nostra autonomia. Il nostro intervento non ha niente contro i Comuni: non vogliamo né scardinare il sistema degli enti locali né togliere qualcosa dai trasferimenti ordinari, o andare a prendere risorse dagli avanzi di bilancio. A chi ci attacca dal Consiglio permanente degli enti locali dico che la minaccia non è quella di oggi, ma è quanto accaduto in passato. Abbiamo proposto di riallocare quelle risorse in una visione di prospettiva e di crescita, che possa riattivare il tessuto produttivo. Ribadisco l'autonomia dei Comuni e il rispetto per la loro azione e il loro ruolo: ma dobbiamo intervenire per garantire attività sul territorio, dal settore alberghiero alle aziende agricole alle famiglie in difficoltà. Questa non è forse finanza locale? Senza quella ripresa, ciò che rischiamo è di non garantire il trasferimento delle risorse future.»

Il Consigliere Giovanni Barocco (gruppo Misto) ha ripercorso gli ultimi mesi «di pandemia all'insegna di un Governo senza numeri, del rischio costante per la nostra autonomia e dell'esigenza di riordino attraverso la nomina di un Commissario. La condivisione è finita dopo la positiva esperienza della centralità della seconda Commissione nella redazione della seconda legge anticrisi: in questo vedo un errore politico.» Entrando nel merito delle misure, Barocco ha affermato: «Manca una strategia di rete, ci si è focalizzati sul singolo anziché cercare un pur difficile effetto moltiplicatore. Questa legge è una sfida e va considerata in senso positivo: io voglio confrontarmi, voglio capire se gli emendamenti presentati potranno essere approvati. Sono stufo di sentire definire "caos" le discussioni in quest'Aula, che sono invece un esercizio della democrazia. Cerchiamo di chiudere in fretta l'approvazione della legge, ma dando dignità a quello che stiamo facendo. Non è mai troppo tardi, ma perché il Presidente Testolin non ha parlato con tutti noi, perché ci ha fatto diventare il popolo di Zoom perseverando nel suo accentramento? Apprezzo comunque l'appello che il Presidente ieri ha lanciato: lui, come me, ha a cuore la Valle d'Aosta.»

Il Consigliere Luca Distort (Lega Vallée d'Aoste) ha osservato che «non tutti hanno potuto far valere le proprie idee: non è quindi corretto dire che "siamo tutti responsabili". Questo disegno di legge è figlio di una Giunta che ha scelto di agire autonomamente, anche durante l'emergenza, quando la guida è stata completamente ripiegata sulle direttive statali, senza neppure un confronto con le altre autonomie speciali. Le responsabilità delle lacune anche di questa legge, quindi, sono chiare. Manca anzitutto una linea progettuale: questo testo suddivide le risorse secondo il principio del razionamento e del contingentamento, anziché sviluppare una prospettiva. Con la nostra proposta non si tolgono risorse agli enti locali, ma si va verso la direzione di ripensare la finanza attraverso la leva dell'attività imprenditoriale. Significa riattivare e dare prospettiva a chi è capace di generare ricchezza. La priorità è di certo quella sanitaria; subito dopo, però, viene l'emergenza economica. Servono progettazione e visione. Distribuire poco a tanti genera scontenti, anche perché qualcuno rimarrà comunque escluso e il rischio del fallimento di tante attività imprenditoriali certifica il fallimento della capacità politica di questo governo.»

Per il Consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA), «i Sindaci in un passato non troppo lontano si sono appiattiti su posizioni filogovernative, anche quando le scelte andavano contro la comunità: basta poco per capire che il sistema amministrativo è regione-centrico. Dopo anni di silenzio, in cui la Regione si è addirittura appropriata dei soldi dei Comuni, i Sindaci diventano chiassosi oggi, quando la Regione distribuisce risorse peraltro non dei Comuni, ma in disponibilità della Regione e da allocare come deciderà questo Consiglio. In questo disegno di legge le risorse non sono vincolate e pensare che queste somme possano essere destinate ad asfaltare strade non mi fa ravvisare una correlazione con l'emergenza in atto. Non tiriamo quindi in ballo il sovranismo o le autonomie: è un atteggiamento populista che banalizza il ragionamento. Non è coerenza quella di chi troppo spesso si è alleato con forze centraliste in aperto conflitto con le autonomie e le politiche di prossimità. La costruzione dei nostri emendamenti ha la finalità di indirizzare le risorse disponibili per far fronte all'emergenza sanitaria ed economica, che riguarda sì il pubblico, ma soprattutto il privato, perché ricordiamoci che è attraverso le risorse prodotte e le tasse pagate dai privati che la pubblica amministrazione trova le sostanze per operare in tutti i settori.»

Secondo il Consigliere Flavio Peinetti (UV) «i dati dell'emergenza devono essere rapportati su parametri che hanno una validità statistica: non ha senso paragonare la Valle d'Aosta con regioni di milioni di abitanti. Nonostante le enormi difficoltà, la gestione ospedaliera ha dimostrato eccezionali capacità di reazione, come testimoniato per esempio dal numero triplicato dei posti di terapia intensiva. Quello ai sanitari è quindi un ringraziamento dovuto, non un'occasione per festeggiare. In questo momento è fondamentale riuscire a utilizzare gli spazi che abbiamo a disposizione per avere percorsi separati all'interno delle strutture che già abbiamo, per evitare contatti tra i pazienti "ordinari" e i possibili pazienti affetti da Covid o da patologie simili. Occorre quindi alleggerire la quantità di accessi all'ospedale Parini, a partire dallo spostamento degli ambulatori che portano oltre 100.000 utenti ogni anno nella struttura. E il discorso deve ampliarsi al territorio, guardando anche alla clinica di Saint-Pierre visto che in tutto il nord Italia le strutture che operano in convenzione con l'ente pubblico sono state utilizzate per gestire l'emergenza. Sarà fondamentale investire su attrattività e struttura epidemiologica: serve un disegno ampio, ma bisogna agire e investire rapidamente, perché ogni giorno che passa è un giorno regalato alla prossima epidemia o alla prossima emergenza.»

Per il Presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA), «la pandemia ha evidenziato e enfatizzato criticità pregresse portandole sotto gli occhi di tutti. Nella gestione dell'emergenza, ha influito molto il contesto politico. Fin dall'inizio ho sostenuto la necessità di creare a Palazzo regionale un reparto Covid per l'economia della Valle d'Aosta, ossia creare una équipe all'interno dell'Amministrazione in modo da dare risposte adeguate alla situazione da fronteggiare. Nel mese di marzo, la seconda Commissione è stata incaricata di produrre una legge, che è poi stata confezionata in soli diciotto giorni: è un elemento da sottolineare. Tutti i Consiglieri hanno apportato suggerimenti, si è partiti da 160 idee che sono state poi sintetizzate. Alla luce dei ritardi nell'attuazione di questo provvedimento, che hanno danneggiato i valdostani, bisogna cambiare il modello di produzione dei provvedimenti. Per risolvere i problemi, non basta l'intenzione del legislatore: bisogna seguire tutto l'iter per accertarsi dell'esito positivo delle previsioni normative. Oggi siamo tutti tenuti a un atteggiamento responsabile, ma va sottolineato che, quando non si hanno i numeri, sarebbe opportuno un atteggiamento diverso da quello di questo Governo. A questo punto, salviamo il salvabile e il nostro gruppo manterrà uno spirito collaborativo. Dalla lettura dell'articolato non emerge progettualità, la visione è ancora quella del passato, centrata sul settore pubblico. Positivo che si parli di semplificazione, anche se, posta in termini di possibilità, rischia di rimanere parola al vento. Occorre un approccio nuovo, strutturante e responsabile. Cerchiamo tutti di approvare una legge che possa corrispondere al meglio a soddisfare le esigenze dei valdostani; ma si cambi marcia per la sua attuazione, che deve arrivare in tempi brevi.»

«Questa - ha evidenziato il Consigliere Claudio Restano (Vallée d'Aoste Ensemble) - non è nata come una legge condivisa. Ma se davvero c'è la disponibilità di arrivare a una sintesi, bisogna metterla in atto subito attraverso spazi di confronto. Questa legge avrebbe dovuto separare più nettamente, nell'impianto, gli interventi sulla sanità da quelli più generali: perché il testo non ha la capacità di reagire davvero, dal punto di vista sanitario. Non ci sono misure di riorganizzazione adeguate, né capacità di intervenire sull'emergenza: per questo abbiamo avanzato una serie di proposte di miglioramento. Oggi dobbiamo interrogarci su che cosa ha fatto la politica, a fronte dell'emergenza. In Valle d'Aosta avremmo potuto essere un caso di studio: occorreva però una capacità di reazione e una lungimiranza che non ci sono state. È mancato un intervento puntuale sul territorio, pur con l'eccezionale lavoro fatto dal personale sanitario. Serve anche un rilancio al settore turistico, anche attraverso la concessione di quei mutui capaci di dare lavoro non solo all'edilizia pubblica. Da parte nostra non c'è nessun desiderio di togliere risorse agli enti locali: piuttosto, se ci sono risorse ulteriori, mettiamoci al lavoro su di una quarta proposta di legge che intervenga in questo senso.»

 

La Consigliera di Alliance Valdôtaine Alessia Favre, richiamato «il quadro surreale in cui noi, Consiglieri novelli, ci siamo trovati in quest'Aula» ha rivendicato «da parte dei gruppi AV e UV la voglia e il diritto di contribuire in maniera trasparente su questa legge, senza timore di intervenire su un documento elaborato da una Giunta che comunque appoggiamo. Volevamo uno strumento capace di fare sintesi; una sintesi che è mancata non per forzature o per la testardaggine di qualcuno, ma per visioni lontane, per quanto legittime, sull'utilizzo e la destinazione di parte delle risorse. Ha apprezzato i suggerimenti propositivi e le ipotesi di soluzione concrete avanzate da alcuni colleghi, che dimostrano la volontà di assumersi responsabilità. Fatico invece a comprendere il continuo oscillare di politici di lungo corso che si caratterizzano per posizioni variabili su tematiche che potremmo definire quasi identitarie in termini di personale formazione politica o la ferma posizione di quei gruppi che tendono a ergersi in cattedra per la paura di correre il rischio di apparire governative, ma dimostrano oggi di avere idee confuse sul concetto di federalismo e di valorizzazione delle collettività locali. Ma, d'altronde, non si deve capire proprio tutto.»

I lavori sono sospesi: riprendono nel pomeriggio di oggi, alle ore 15.00.

 

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